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Taslima Nasreen: ennesima vittima del fondamentalisno islamico

 

Lei, la scrittrice anti-velo la bengalese Taslima Nasreen, da tempo in lotta contro la repressione delle donne islamiche, ha dovuto nascondersi dentro un burqa, per poter essere trasferita in segreto dalla sua casa a Calcutta (dove si trovava in esilio dal 2004)  a Jaipur, Ha passato la notte in un hotel circondato da un massiccio cordone di sicurezza e ora si troverebbe in viaggio verso New Delhi.
Quando si dice l'ironia della sorte: per una volta il burqa invece di opprire una donna, la salva dalla violenza dei fondamentalisti.
L’intellettuale femminista, minacciata di morte dai fondamentalisti islamici, era stata al centro di violenti disordini scoppiati lo scorso 21 novembre nello Stato indiano del Bengala Occidentale. Un gruppo di dimostranti musulmani aveva indetto una manifestazione, poi sfociata nella violenza, per protestare contro degli espropri agricoli e per chiedere la cancellazione del visto indiano della Nasreen, che scade a marzo. 
 

La  coraggiosa scrittrice è da tempo nel mirino del fondamentalismo islamico. Lo scorso agosto era stata attaccata da una folla di manifestanti all'uscita del club della stampa di Bangalore dopo il lancio di uno dei suoi libri.  Dopo un editoriale su un settimanale a favore dei diritti delle donne, un gruppo musulmano indiano ha messo sulla sua testa una taglia di 500 mila rupie.
 Nasreen, che ha 46 anni e una laurea in medicina, ha abbandonato il suo Paese negli anni ’90 dopo la fatwa contro il libro "Vergogna" e si è rifugiata in Europa. Le sue opere sono bandite in Bangladesh. Da tre anni ha ottenuto l’ospitalità e la protezione dell'India e si è stabilita a Calcutta che considera una seconda casa. Ha anche chiesto la cittadinanza indiana.
 Sajan K. George, presidente del Consiglio globale dei cristiani indiani, dice ad AsiaNews: “Il clima di intolleranza cresce in India come una spirale. Il fondamentalismo è divenuto una delle grandi forze culturali e politiche del mondo odierno.
Intolleranza che sfocia in atti orribili, come la
decapitazione di un giovane cristiano, la cui testa é stata, poi lasciata davanti ad una moschea.
Anche in questa parte di mondo, il fondamentalismo islamico, prende sempre più piede, e qui non c'è la "scusante" delle guerre di Bush.
Qualche piccola considerazione dovrebbe farsi avanti nell'ottusa cecità di chi professa la nuove fede dell'antimericanismo e facendolo aiuta il terrorismo di matrice islamica.
Orpheus

Pubblicato il 23/11/2007 alle 22.46 nella rubrica Islam.

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