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A pensar male si fa peccato….

 

Ma molto spesso ci si azzecca.
Sono passati solo pochi giorni dallo ‘tsumani’ di domenica 19 novembre in Piazza San Babila, che puntualmente è arrivata la contromossa prodiana, servita su un piatto di fiele da Repubblica, con cronometrica tempestività.
Ci si poteva scommettere che il professore non avrebbe lasciato il campo libero facilmente al duo Berlusconi-Veltroni, su un possibile accordo per la legge elettorale e ad un’eventuale cooperazione futura che vede Berlusconi legittimato a interlocutore del Pd. Prodi vuole mantenere immutato questo scenario politico, che lo vede da più di dieci anni a questa parte, ‘aggregatore” di tutte le anime del centro-sinistra contro il “cavaliere nero” di Arcore.
Prima ha ricompattato il centrosinistra al grido:”il Cavaliere e' "un pericolo per la democrazia" (da che pulpito…), e grazie all’assist di Repubblica sulle intercettazioni Rai ha potuto rilanciare la necessità e l'urgenza, alla pari con le riforme elettorali e istituzionali, di arrivare a un "riassetto complessivo del sistema televisivo", come spiegavano ieri sera da Palazzo Chigi. Sguainando, così l’arma, tutt’altro che inoffensiva del ddl Gentiloni, un “atto di banditismo”, come lo ha definito Berlusconi, tenuto in caldo nel cassetto, da rispolverare all’occasione.
Una “manna” tanto sospetta quella fornitagli dallo “scoop” di Repubblica quanto tempestiva, perche' costringe tutto il centrosinistra, incluso Veltroni, riaggregarsi per gridare allo scandalo contro il "monopolio mediatico" berlusconiano, evocato dal premier (una panzana a cui ormai credono solo pochi ‘coglioni’).
E cosi' Veltroni e' stato obbligato a frenare. A smentire recisamente che ieri ci sia stato davvero un primo vis a vis col leader di Forza Italia (mentre invece e' certo che i due si siano parlati) e a fissare un calendario ufficiale di incontri vistato da Palazzo Chigi, che vede al primo posto Fini, e Berlusconi solo in seconda battuta. Il leader del Pd pero' resta della sua idea: la soluzione ideale per la legge elettorale resta quella del cosiddetto Veltronellum, il sistema spagnoleggiante che puo' piacere solo al Partito democratico e - lui ne e' convinto - al futuro Pdl berlusconiano, perche' fa piazza pulita dei cespugli a destra e a sinistra e impedisce la rinascita di un centro ago della bilancia che invece il sistema tedesco agevolerebbe. Un sistema che dunque solo un accordo di ferro con il Cavaliere potrebbe permettere di varare. Ma che Prodi vede come il fumo negli occhi perche' mette in fibrillazione la sua coalizione, e a rischio il suo governo. Dopo l'uno-due televisivo di questi giorni, pero', il premier ha ottenuto il risultato di moltiplicare gli ostacoli sulla strada di Veltroni.
Tutta questa faccenda puzza di marcio, lontano un miglio e la dice lunga su chi è attualmente un pericolo per la democrazia, la libertà e la pluralità dell’informazione. Stampatello da Legnostorto
Orpheus

Pubblicato il 22/11/2007 alle 12.34 nella rubrica Sinistra indegna.

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