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La Ue boccia Pecoraro Scanio

 

Alfonso Pecoraro Scanio è talmente impegnato a dire di “no” a tutto, che alla fine non riesce a fare nemmeno una cosa che gli dovrebbe – almeno in teoria – stare a cuore: il Codice Ambiente. E così il Governo, mentre è impegnato a sopravvivere alla sua stessa Finanziaria, si becca pure l'ennesimo “euroschiaffo”. La Corte di Giustizia europea, infatti, ha condannato l’Italia a causa dei ritardi nell’entrata in vigore del Codice Ambiente in corso di revisione da parte dei tecnici del ministro Alfonso Pecoraro Scanio. Il supremo organo di giustizia europea infatti ha ritenuto il nostro Paese inadempiente nel recepire la direttiva Vas del 2001 relativa alla valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente. La Corte ha insomma rigettato il controricorso in cui non venivano contestati i fatti, ma veniva giustificato lo slittamento con la complessità della materia che si è intrecciata con le difficoltà e la tempistica della riforma in corso del cosiddetto Codice ambiente. La bocciatura è tanto più pesante dal momento che la commissione europea aveva rinunciato alla stessa causa contro l’Italia che era stata cancellata all’inizio del 2006 dopo l’emanazione del decreto legislativo 152, lo stesso che senza fortuna si sta tentando oggi di riformare.
“Successivamente - si legge nella sentenza – la Commissione europea venuta a conoscenza del fatto che era stata sospesa l’entrata in vigore della seconda parte del Codice ambiente (in cui era contenuta il recepimento della direttiva) a seguito dell’iniziativa di modifica voluta dal ministero dell’Ambiente, ha deciso di riprendere l’iniziativa giudiziaria, dopo due avvertimenti a gennaio e a luglio di quest’anno. Infine la condanna giunta l’8 novembre in cui la Corte sottolinea che uno stato membro non può invocare le giustificazioni addotte per sottrarsi agli obblighi prescritti talché non deve considerarsi un difficoltà anormale e imprevedibile la complessità della materia. I ritardi nella riforma del Codice Ambiente potrebbero a questo punto provocare ulteriori condanne per quel che riguarda le acque e i rifiuti”.
Da L'Opinione
Alemanno in confronto a mister "NO" era un vulcano di attività.
Questo non si capisce cosa bene cosa faccia, oltre a seminare il pecoraro-pensiero in ogni dove.
Orpheus

Pubblicato il 16/11/2007 alle 0.28 nella rubrica l'Asinistra.

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