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Storie di bambini...

   







Riquelme Wesley dos Santos, un bambino di cinque , brasiliano di Santa Catarina quando ha visto la casa dei vicini bruciare non ha avuti dubbi: ha raggiunto l'abitazione, dove un’ anziana donna era già svenuta e la sua nipotina era ormai minacciata dalle fiamme. Riquelme ha salvato la neonata, mentre alcuni giovani salvavano la nonna.
In Iraq dove l’orrore è di casa, e i "resistenti" anche, un bambino di dieci anni, venerdì scorso, è stato usato per portare a termine un attentato suicida contro una riunione di notabili sunniti anti Al Qaeda nella provincia di Diyala, in Iraq. Lo rende noto il quotidiano al-Hayatcitando Sheikh Sahir Abdul Jabar, ricordando che sei dei partecipanti alla riunione sono morti nell'attentato.
Al primo è stato insegnato ad amare e rispettare la vita, al punto di rischiare la sua per salvare altri esseri umani.
Al secondo é stato instillato l'odio, ogni giorno della sua breve vita, al punto di scegliere volontariamente di uccidersi se ciò avrebbe ammazzato i nemici di Allah e di Alqaeda.
Due  storie di bambini, ma se la prima strappa un sorriso d'ammirazione per il coraggioso "giovanotto" di 5 anni, la seconda lascia una profonda tristezza, un'amarezza che stringe lo stomaco, davanti alla morte assurda di un bambino di dieci anni.
E dovrebbe farci riflettere seriamente su quanto profondo sia l'odio di chi nega l'infanzia ai propri figli, di chi immola la "propria carne" sull'altare dell'odio contro gli infedeli.
Ma soprattutto dovrebbe far riflettere coloro che elevano queste canaglie senza onore e senza cuore al rango di resistenti, e per loro fanno collette, condannando a morte, chissà quanti piccoli innocenti.
Orpheus

Pubblicato il 12/11/2007 alle 22.20 nella rubrica Islam.

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