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Dalla mummia di Lenin ai baluba: odissea nello strazio del pensiero comunista

 
Grazie a Giano per la foto

Povero (si fa per dire) Lenin se lo sarebbe mai immaginato novant’anni dopo aver guidato i rudi compagni bolscevichi all’assalto del Palazzo d’inverno, che le sue spoglie mortali, sarebbero state oggetto della solita inutile polemica, indice di quanto inutili siano certi personaggi politici e di come sperperino il loro tempo e il pubblico denaro.
Capita che Diliberto, complice qualche bicchierino di vodka e un “ritardo” mentale (visto che si fermato ai primi del novecento) abbia proposto, si spera per scherzo di portare a Roma la mummia di Lenin, che nella Russia postsovietica “ingombra” non solo la Piazza Rossa.
Subito é partita l’offensiva di Franco Giordano, Prc: "Se mentre si cerca di determinare un nuovo protagonismo della sinistra c’e’ chi pensa dove collocare la mummia di Lenin, credo sara’ difficile determinare una nuova situazione...". (invidioso dell’ideona di Oliviero? Sai che colpo portarsi a casa la mummia di Lenin…)
Dalla platea della direzione di Rifondazione gli fa eco, Ramon Mantovani, che non può essere da meno: "Spero che questo non sia il contributo di Diliberto alla ’Cosa rossa’, dove le mummie sono gia’ troppe...". Ogni tanto qualcosa di giusto lo dice anche Ramon Mantovani, in fondo i nostri soldi non sono poi, così sprecati…
Nel battibecco fra i due comunisti s’introduce l’Udc, Luca Volonté che tuona: "Se Diliberto vuole portare a casa sua o nella sede del suo partito la mummia di Lenin, faccia pure. L’Italia non può certo permettersi di diventare un ricettacolo di emuli dei genocidi comunisti d’Europa. Forse quella di Diliberto è stata solo una battuta, magari dovuta al freddo polare e corroborata con qualche bicchierino di vodka locale...", Ma caro Volontè, perché perdere tempo con questo comunicato, se anche per lei Oliviero s’è fatto qualche bicchierino di troppo???
Al che ribatte indignato Pino Sgobio del Pdci: “Meglio un bicchiere di vodka locale in piazza Rossa a Mosca che un ’cocktail’ a luci rosse all’hotel Flora.”. (miiiii che sofista sempre di rosso si tratta…) Poi, non contento per l’onta ricevuta da Volontè, attacca la solita filippica comunista: “La caccia al comunismo continua: Volonte’ non perde il vizio. Da goffo tutore dell’anticomunismo, il capogruppo dell’UdC alla Camera, pur di dare addosso ai comunisti, continua a maciullare la storia (come la “maciulla” l’Ue, ma forse Sgobio non conosce l’inglese) Lenin, piaccia o no a Volonte’ e’ stato un protagonista della storia sovietica, e mondiale, del ’900 (anche Hitler se per questo): ha capeggiato la rivoluzione popolare, ha spodestato lo zarismo, ha liberato dalla schiavitu’ i cittadini sovietici (per alloggiarli in comodi gulag) e ha interpretato i sentimenti e la volonta’ di riscatto di tutti i lavoratori, ridandogli vigore (infatti i suddetti, Gulag erano centri benessere) . Volonte’ da buon cattolico chieda scusa a Diliberto o e’ tipico dell’UdC usare un linguaggio siffatto, anche tenuto conto di quando Pier Ferdinando Casini pronuncio’ una frase offensiva nei confronti dei Baluba, un popolo d’etnia Bantu che vive nella Repubblica Democratica del Congo: ’nella maggioranza e nel governo - disse - ci sono persone ragionevoli, ma ci sono Oliviero Diliberto e i Verdi e allora sembra di avere a che fare con dei Baluba’’. Come dargli torto, per i Baluba essere paragonati a Diliberto e soci, è davvero molto offensivo.
L'unico che in questa querelle ha dimostrato un po' di buon senso é il senatore della Lega Ettore Pirovano:
"La mummia di Lenin al Senato? Sarebbe in ottima compagnia...".
Se il ridicolo uccidesse, non avremmo più il problema dei comunisti al governo...
Orpheus

Pubblicato il 7/11/2007 alle 19.10 nella rubrica l'Asinistra.

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