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Il razzismo demagogico, becero e distruttivo della sinistra contro gli italiani

 
Fini il razzista. Fini il fascista. L'ho letto, l'ho sentito ieri, mica l'Ottantatrè. L'hanno scritto sui giornali, l'hanno detto in video, l'hanno detto anche a me, in diretta ad Omnibus, il programma della Sette. Appena Fini dice una cosa di destra, come quella sui rom, condivisa dalla larga maggioranza degli italiani e di evidente buon senso, rispolverano l'antico repertorio e tornano, da la Repubblica a Liberazione, passando per tutta la sinistreria parlamentare ed extra, a fargli il saluto romeno. E poi dicono che dobbiamo rispolverare le categorie di destra e di sinistra per ridare dignità culturale e bipolare alla politica piccina, squallida e trasformista. Ad esempio, nel libro di Marco Revelli, appena uscito da Laterza, Sinistra Destra l'identità smarrita, di cui mi occuperò prossimamente. Smarrita? Appena qualcuno accenna al ritrovamento, riparte la militanza becera che nega legittimità all'avversario e lo ricaccia nei campi di sterminio. No, la sinistra deve riscoprire la propria identità, la destra deve solo fare il verso. Parlano di razzismo, loro. Quelli di sinistra. Di razzismo verso i rom, verso gli zingari.
Conosco molti giornalisti, intellettuali e politici di sinistra, anche radicale, che hanno a casa una colf, a volte perfino un maggiordomo. Quasi tutti l'hanno ingaggiato al nero; è per questo che non posso fare nomi, mi potrebbero smentire dicendo che non è vero; e non ho i mezzi né il tempo e la voglia per appostarmi sotto casa loro e dimostrare che mentono. E non solo: nessuno di loro ha una colf o un domestico, anzi un maggiordomo, rom. Nessuno si mette una zingara in casa e nessuna zingara è pronta a lavorare in casa, solo visite furtive. Ho chiesto a qualcuno di loro se prenderebbero in casa un rom o una rom, come colf, governante, domestico, donna delle pulizie. Tutti si sono indignati ma nessuno ha risposto, anzi nessuno ha risposto si. Devo dedurre che sono razzisti? Devo dedurre che di rom disponibili non se ne trovano, non sono disposti a lavorare e ad accasarsi, per indole e cultura? Fate voi, il risultato è il medesimo e il razzismo non c'entra un tubo. Io dico solo una cosa: se non li volete in casa vostra perché dovremmo caricarceli noialtri, nella casa degli italiani, a ridosso delle nostre case?
La realtà non è ideologica
E poi basta con questa fuffa ideologica, guardiamo la realtà. Se entra una zingara in metropolitana tutti stanno più attenti ai loro portafogli, scatta un allarme naturale anche in chi sta leggendo Repubblica o l'Unità; se entra un qualunque altro extracomunitario no. È razzismo, questo, o è semplice esperienza? Fanno razzismo in metro quando avvisano dagli altoparlanti di stare attenti perché ci sono donne e bambini rom che stanno praticando scippi? È un allarme etnico o è un fatto reale? Allora esiste un problema rom, non si può ridurre ad un fatto individuale o parlarne solo a crimine avvenuto; prevenire è meglio che curare. Ha ragione Fini a denunciarlo e ha ragione Veltroni che imita la destra e respinge fuori dal raccordo anulare qualche migliaio di rom, senza passare per un seguace di Hitler. Quando Fini veltroneggia io lo attacco; ma qui è Veltroni che fineggia, e al Fini originale tocca far la voce grossa per non farsi scavalcare dalla sinistra d'ordine e dalla Lega, oltre che da Storace e dalla Mussolini. Qualcuno mi fa notare che ho mutato atteggiamento a proposito di Fini, e che fino a ieri ero fin troppo severo. No, signori, io mi regolo al contrario della stampa italiana: se Fini fa il trasformista, delude e tradisce chi lo ha votato, non esprime l'area politica e culturale che lo tiene in piedi, lo critico senza indulgenze e reticenze. Se Fini rappresenta il suo elettorato, esprime quel che pensa la gente di destra e non solo, lo apprezzo e lo difendo da chi lo accusa di proporre soluzioni finali. Dicono che ragionare per etnie è razzismo. Le responsabilità sono sempre individuali. Ma qui nessuno ragiona per etnie, ragioniamo solo secondo realtà: se alla periferia di una città sorge un insediamento di immigrati clandestini, di rom, e questa comunità non vive di alcun lavoro, di alcuna attività lecita, rifiuta ogni possibile integrazione, vive e fa vivere nel degrado e il tasso di furti, delinquenza, microcriminalità sale vertiginosamente nell'area circostante, cosa dobbiamo dedurre?
L'unico razzismo che mi pare di vedere è quello che a volte privilegia gli immigrati a danno dei connazionali.
È vero o no che si danno dei bonus sostanziosi a beneficio dei capi famiglia rom che i nostri poveri, pensionati e disoccupati si sognano?
È vero o no che in alcuni concorsi pubblici, magari su base regionale, perfino in settori delicati come la sanità e l'assistenza infermieristica, vengono riservati dei posti di lavoro ad extracomunitari e sono esonerati perfino dalla prova scritta perché non sanno l'italia no?
Vi immaginate un'infermiera che non capisce la lingua dei malati, che assistenza potrà dare? È accaduto davvero, l'ultima testimone e vittima era un'infermiera e me lo raccontava l'altra domenica in un incontro pubblico a Portogruaro. È razzismo pretendere che chi viene a vivere da noi conosca almeno la nostra lingua e sia in grado di capire e farsi capire?
È questo il delirante razzismo che vedo occhieggiare nel nostro Paese; un razzismo su base demagogica e masochista, becero e distruttivo, contro gli italiani. Su una cosa concordo con gli osservatori di sinistra, c'è gente peggiore dei rom nel nostro Paese: i politici che li sostengono.
Marcello Veneziani-Libero
Ieri a PaP si sono confrontati Fini e Fassino sul problema sicurezza e relativo decreto.
Fini ha ribadito ciò che pensa l'81% degli italiani (come da sondaggio)  che la maggioranza dei rom, considera il furto un lavoro, che i rom dei campi nomadi non vogliono, per primi, integrarsi perchè la loro cultura fa si che la famiglia-tipo campi di furti, accattonaggio e prostituzione.
L'81% degli italiani NON vuole gli zingari insediati in baraccopoli fatiscenti e degradate, nel cortile di casa.
Solo il 4% (e si sa bene chi rientra in questa percentuale) vuole gli zingari e i loro campi in nome dell'integrazione.
Non si capisce PERCHE' l'81% degli italiani debba sottostare ai diktat di quel 4%, questa é democrazia? E' Fini il fascista? O coloro che lo chiamano così? Anzi sono peggio che fascisti, sono stalinisti, sono antitaliani, traditori del popolo e del proprio paese.
Inoltre Fini ha ricordato che Basescu (quando era sindaco di Bucarest) ha SPIANATO i campi nomadi in periferia della città, infatti ora come ora non esistono campi nomadi in Romania.
In nome di che noi italiani dobbiamo tenerci i campi nomadi?
Perchè? Se nemmeno nel loro paese sono accettati.
Perchè noi  non possiamo fare quello che i rumeni hanno fatto a casa loro, con i rom: pulizia di una etnia che campa di crimini e non ha nessuna volontà d'integrarsi e accettare le regole del vivere civile?
Intanto in Romania i giornali titolano preoccupati "Adesso torneranno i delinquenti"...capito l'antifona?
Orpheus

Pubblicato il 6/11/2007 alle 10.41 nella rubrica Sinistra indegna.

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