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La CDL unita nel no al decreto 'colabrodo'

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Finalmente la CDL ha capito che deve essere UNITA  per contrastare l'azione del governo peggiore che l'Italia abbia mai avuto. Le divisioni interne del centro-destra non servono al paese e men che meno trovano una sponda nell'elettorato che ha votato per loro. Noi vogliamo un centro-destra solidale e deciso.
"Nonostante le verbali affermazioni di TPS e di Amato, tutta l’opposizione si è trovata concorde nel dire che nel testo non ci sono le risorse necessarie per una politica a tutela della sicurezza, e quindi per dare alle forze dell’ordine i mezzi che richiedono".
Con queste parole Fini ha posto un out-out alla maggioranza che chiedeva il voto dell'opposizione per poter approvare il decreto sull'espulsioni. Il voto ci sarà solo se il decreto sarà serio, e non l'ennesima bufala presentata come panacea miracolosa per arginare il disastro creato, da questo governo con l'accantonamento della Bossi-Fini e la politica scellerata improntata ai diktat della sinistra massimalista.
Il decreto così come é stato presentato alle Camere non risolve nulla.

''Nel testo, ha spiegato Fini, non c'è la norma che abbiamo tutti invocato per l'espulsione dei cittadini comunitari, anche per coloro che sono nella impossibilità di dimostrare un reddito''. ''Non c'è - ha aggiunto - la parte relativa alle espulsione per intervento coatto”. Inoltre mancano maggiori risorse alle Forze dell’ordine perché possa fronteggiare l’emergenza sicurezza.
Pochi emendamenti che però FANNO la differenza fra un provvedimento efficace e la solita ‘sceneggiata’ per gettare fumo negli occhi.
Intanto la sinistra massimalista è in fermento, il governo viene accusato di appoggiare la ‘campagna razzista’ di Veltroni, portata avanti con l’intento di consolidare il suo PD e Bertinotti (che ha la discrezione di una pescivendola al mercato) fa sapere che “la risposta ai problemi della sicurezza non è la legislazione di emergenza” perché “nel diritto, ogni volta che abbiamo adottato una legislazione di emergenza, dopo dieci anni ce ne siamo pentiti”. Frase infelice che si commenta da sola e che ben illustra l’equanimità della terza carica dello Stato, con l’attuale governo.
Infine la UE è contrariata. Se per tutti i paesi europei (tranne l'Italia) vale la direttiva che permette di espellere cittadini appartenenti ai paesi comunitari se esiste la prova che siano una minaccia alla pubblica sicurezza, o se non hanno lavoro o risorse sufficienti, non si capisce perché l’Italia non possa avvalersene. Oppure si capisce benissimo faceva comodo a tutti, aver trasformato l'Italia nel ventre molle dell'Europa.
Orpheus

Pubblicato il 5/11/2007 alle 18.29 nella rubrica Diario.

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