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Pechino detta l'agenda anche al Santo Padre...


 Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Liu Jianchao, ha espresso perplessità riguardo alla prevista udienza che il Papa concederà al Dalai Lama il prossimo 13 dicembre. Il portavoce ha espresso l'auspicio che la Santa Sede "non faccia nulla che ferisca i sentimenti del popolo cinese". Più in generale Liu ha criticato il fatto che molti leader occidentali (Usa, Canada, Germania) ricevano il Dalai Lama, leader buddhista che critica il governo cinese sulla questione del Tibet. "La questione per noi è molto difficile da capire", ha detto il portavoce. Tra Cina e Vaticano non vi sono relazioni diplomatiche dagli anni Cinquanta ma i rapporti sono migliorati con il pontificato di Benedetto XVI.(Ap)
L'arroganza di Pechino non conosce limite, quasi quanto la perseveranza che mostra nel negare i basilari diritti umani ai tibetani, osteggiando, ricattando e minacciando chi osa ricevere il Dalai Lama, testimone delle sofferenze del popolo tibetano. 
Sono più di 50 anni che il Tibet é stato invaso dalla Cina, e i suoi abitanti vessati e trucidati, in massa. Costretti a diventare profughi e a cancellare le prorpie radici, a rinnegare il proprio credo.
Decenni in cui il mondo ha voltato la testa dall'altra parte.
E' ora di mostrare solidarietà al Tibet, anche se ciò "indispone" il regime comunista di Pechino.

 

Pubblicato il 2/11/2007 alle 0.13 nella rubrica Diritti Umani.

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