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La protesta di Souad Sbai: terrorismo non dialogo a Brescia

 
La frase di esordio è stata la seguente: «Non sono qui per parlare di Palestina, né di Cina. Non sono qui per parlare di politica ma di come essere buoni musulmani in Occidente». Buoni propositi ma fatica vana, perché al di là delle intenzioni, la semplice presenza in Italia di Salem Shekhi, esponente del Centro europeo per la fatwa di Dublino, ha suscitato nel giro di poche ore una levata di scudi. Shekhi è giunto ieri mattina al centro islamico di Brescia per tenere un corso di aggiornamento teologico per gli imam italiani. Suad Sbai, capofila delle donne islamiche in Italia, è la prima ad attaccarlo farsi viva: «Chiedo ad Amato di intervenire e di sconfessare quella presenza. Serve una risposta immediata, durissima e senza equivoci. La scuola è legata agli estremisti dell'Ucoii e affidata alle cure di un docente di teologia islamica che è anche membro di spicco dell' istituto che si propone di diffondere nelle comunità musulmane d'Europa la versione più radicale e oltranzista dell'Islam». E anche la deputata di An Daniela Santanchè si è rivolta ad Amato chiedendo di far cessare l'iniziativa.
Salem Shekhi è arrivato ieri dall'Irlanda: a Brescia l'attendevano 70 tra imam e dirigenti di comunità islamiche italiane pronti a chiedergli risposte su questioni di Corano applicato alla vita spiccia di tutti i giorni. Esempio: un buon musulmano può lavorare come cameriere in un ristorante dove si servono vino o prosciutto? E può incassare gli interessi del suo conto in banca? Ma Shekhi non ha avuto tempo di rispondere a questi interrogativi che già le polemiche erano montate. Perché? Il nome del predicatore che anche oggi si fermerà a Brescia non compare in alcuna «black list» e di professione risulta essere ingegnere. Ma l'istituto religioso per il quale collabora viene inserito nella «rosa» del radicalismo islamico: il Centro europeo per la fatwa di Dublino è infatti ricollegabile ai Fratelli Musulmani ed è presieduto da Youssef Karedaoui: quando infuriò la polemica sulle vignette islamiche e sul discorso di papa Ratzinger a Ratisbona, auspicò la nascita di un fronte islamico anti-occidentale.
Ma la comunità di Brescia smentisce compromissioni di Shekhi con il fondamentalismo. «Se così fosse — dichiara Ismail Pellizzari, capo del centro culturale islamico, frequentato ogni settimana da 6 mila fedeli — non lo avremmo invitato: il nostro obiettivo è l'integrazione e il dialogo tra musulmani e società italiana». Il convegno aveva l'appoggio anche di Alleanza Islamica d'Italia, sigla che fa capo all'Ucoii e presieduta da Breigheche Abulkheir: «Siamo qui per dare risposte in sintonia con l'Islam alla società che cambia — assicura — tutto il resto non ci interessa. Un albo degli imam controllato dal ministero degli Interni? Saremmo d'accordo solo se lo stesso trattamento venisse riservato ai predicatori di tutte le confessioni, altrimenti è pregiudizio antimusulmano ». E se Souad Sbai chiede che il governo sconfessi e condanni l'iniziativa, Mario Scialoja, esponente della comunità di Roma, assume una posizione intermedia: «Lo Stato non deve vietare niente, ma verificare tutto alla luce del sole».
Scialoja riconosce che dietro la presenza di Shekhi in Italia «c'è l'ombrello dei Fratelli Musulmani» e chiede che le associazioni siano «trasparenti e basate su atti notarili ».
Da Informazione Corretta

Ad Abulkheir faccio doverosomente notare che i predicatori di tutte le altre confessioni non predicano la jiad, non predicano l'odio anti-occidentale, non istruiscono martiri di Allah.
I fedeli delle altre confessioni non s'imbottiscono di esplosivo per far saltare quanti più infedeli é possibile, non mettono zaini con bombe nelle stazioni (Madrid), nelle metrolpolitane e su aerei (Londra).
Ecco perchè é NECESSARIO istituire un albo degli imam, i pregiudizi antimusulmani non c'entrano per nulla, ma é una delle tante misure dovute al terrorismo islamico. Mai sentito di un terrorismo protestante, buddista o cristiano.
Otrpheus

Pubblicato il 28/10/2007 alle 22.7 nella rubrica Islam.

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