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Hina da morta é diventata una buona musulmana

 Hina Saleem
Il PM ha chiesto 30 anni per il carnefice di Hina Saalem, ho scritto carnefice perché chiamarlo padre è offensivo nei confronti dei veri padri, quelli che aiutano e proteggono i propri figli, e non li sgozzano perché ottenebrati da una religione, che è nemica acerrima delle donne.
Hina aveva 20 anni, era bella, bruna e piena di vita. Aveva due enormi occhi neri, dolci e intelligenti, due occhi che osavano sfidare Muhammad Saleem perché voleva vivere la sua vita, come una qualsiasi ragazza della sua età.
Hina, però era pachistana, arrivata in Italia otto anni fa per raggiungere, insieme al resto della famiglia, il padre che aveva trovato lavoro nel bresciano, in Italia si era subito integrata. E alla sua famiglia questo non andava proprio giù.
L'abbigliamento non adeguato ai canoni della religione musulmana, il vizio del fumo, l’amore per un ragazzo italiano erano motivo di scontri con i suoi familiari e allora piovevano schiaffi, bastonate, colpi di taglierino: l'incubo di Hina durava da tempo.
Ma lei resisteva non si piegava ai diktat di una religione oscurantista, il caro ‘paparino’ gli rimproverava di comportarsi come una “cristiana e non come una musulmana”, e il suo insistere a comportarsi come “una cristiana”, un giorno d’agosto, le è costato la vita, sgozzata, il povero corpo dilaniato da 20 coltellate, è stata ricomposta e sotterrata in giardino, con il volto rivolto la Mecca. Così da morta è diventata una buona musulmana.
Il PM ha chiesto 30 anni, ma già sappiamo tutti che Muhammad Saleem non li farà.
L’unica cosa che si può fare per rendere giustizia  alla memoria di Hina, è non permettere che altre ragazze musulmane facciano la sua fine, almeno qui nel nostro paese.
E per far ciò non bisogna nascondere il vero motivo che ha ucciso Hina Saleem, l’integralismo religioso della sua famiglia.
Orpheus

Pubblicato il 24/10/2007 alle 23.39 nella rubrica Islam.

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