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Com'è, come non é, anche la carceriera di Aldo Moro lavora per lo Stato

 Romano Prodi col colbacco foto
Alla corte di sua Mestizia Romanof Prodiensky (in onore all'abbigliamento) approdano tutte personcine dal cuore rosso tenebra, compagnucci di merende con il kalashnikov, nel cestino da pic- nic, che un dì sbagliarono, ma compagnucci restano...
Ed ecco quindi che Anna Laura Brighetti, 54enne romana ha trovato un porto sicuro e un buon lavoro al seno di mamma Stato,  ovviamente sotto questo governo sinistro e sinistrato, che se girasse tutti i posti di lavoro occupati da ex-terroristi a giovani onesti in cerca di lavoro, dimezzerebbe il problema del precariato, per cui tanto di strazia l'animo il buon Diliberto.
Per chi non lo ricordasse la Brighetti è stata condannata a due - dicasi due - ergastoli.
Il primo per aver preso parte, in qualità di carceriera, al sequestro e poi all’uccisione di Aldo Moro.
Il secondo perché ha pedinato e quindi ucciso, l’allora vice presidente del Csm (nonché docente universitario e leader democristiano) Vittorio Bachelet.
Si lo so, sono la solita forcaiola, ma proprio non capisco come una ex-terrorista assassina possa finire a lavorare per lo Stato che ha combattuto armi mano, ammazzando suoi rispettabili rappresentanti.
Come Maurizio Gasparri, mi chiedo se il governo "intende allontanare la terrorista da
Italia Lavoro" e "chi e perché ne ha raccomandato l'assunzione".  "Esiste la casta del terrorismo all'ombra della sinistra?" Si chiede Gasparri... perchè ci sono dubbi in proposito?
E infine rivolgendosi a Di Pietro lo invita invece ad indagare "nel suo governo, promotore di indulti e carriere per assassini" piuttosto che "abbaiare alla luna".
Mica é fesso Di Pietro, se lo facesse per coerenza con i suoi ideali, dovrebbe dimettersi. Meglio litigare con Mastella, su un terreno, che gli ha procurato fama, onori e una comoda poltrona di ministro.
Notizia tratta da Camelot la Destra ideale
Orpheus


 

Pubblicato il 23/10/2007 alle 22.38 nella rubrica Vittime del terrorismo.

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