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Clemente prepara l'indulto bis, i cittadini ringraziano

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Tempo un anno e mezzo e le carceri saranno nuovamente sovraffollate, la popolazione carceraria aumenta di mille detenuti al mese e ha raggiunto già quota 47.000 unità.
Clemente (di nome e di fatto) Mastella, preoccupato per la “situazione devastante” che verrebbe a crearsi e per evitare “che ci siano morti e rivolte nelle carceri” (dei morti innocenti a casa loro, evidentemente gli importa meno) ha partorito in combutta con il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Ettore Ferrara ‘na’bella pensata’: un indulto perenne, fare uscire dal carcere più delinquenti possibili grazie alle misure premiali della Gozzini (già archiviati i proclami dopo l’arresto del brigatista Cristoforo Piancone!). Contemporaneamente per assicurarsi che i rilasciati non tornino alle vecchie abitudini, al ministero della Giustizia propongono di utilizzare gli agenti penitenziari anche per sorvegliare i detenuti rimessi in libertà. Peccato che molte carceri sono state chiuse proprio per mancanza di personale .
Come si può pensare, allora, di mettere gli agenti a guardia di 30mila detenuti in semilibertà o in permesso premio?
Inoltre come si può conciliare “la certezza della pena” e il pacchetto sicurezza che promette 'un giro di vite' con questo “un, due e tre liberi tutti” e per giunta perenne?
Come si può conciliare il desiderio di sicurezza dei cittadini con questo totale sbracamento del dovere principe delle istituzioni, provvedere appunto, ad amministrare la giustizia e alla salvaguardia di chi lavora onestamente e PAGA le tasse?
Costruire nuove carceri è lungo e dispendioso, e per il guardasigilli spetta al ministero delle Infrastrutture, che deve stanziare i fondi. Un piano per 70 milioni di euro c’è, ma Mastella deve vedersela con Antonio Di Pietro. Lui può occuparsi solo di ampliare e ristrutturare le sezioni già esistenti: così sono stati recuperati 3.300 posti e nel triennio 2007-2009 ce ne saranno altri 4mila. Ma Tonino, che tanto si spende per la causa dei parlamentari condannati tuonando indignato in televisione e nelle piazze, sull’argomento nuove carceri ‘fa orecchie da mercante’ e tace.
A Di Pietro che si scalda tanto per il parlamento pulito faccio notare, che prima del parlamento, bisognerebbe tenere le strade pulite, e se sta a lui costruire i penitenziari, perché non l’ha fatto nel dopo indulto? (era contrario se non sbaglio, o no?Perchè non adoperarsi per evitare un replay dell’indulto sulla pelle della gente?)
Se la bestia nera della sinistra, Cesare Previti rimane in parlamento a me non succede nulla, posso indignarmi, ma non rischio la vita, se uno stupratore in licenza premio mi picchia, mi violenta e mi ammazza per evitare denunce e tornare in carcere, allora si che la cosa mi tocca.
Francamente delle statistiche dei recidivi alla gente comune non IMPORTA nulla, alle persone oneste interessa solo vivere in città sicure e non degradate e un governo serio deve garantire ambe due le cose.
Orpheus


Pubblicato il 17/10/2007 alle 19.42 nella rubrica Giustizia indecente.

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