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E' la finanziaria delle mance


 Mezzo caffè, 41 centesimi di euro al giorno, “una tantum” e solo per un anno ai pensionati “no tax area”. Neanche un litro di latte, da 27 a 54 centesimi al giorno, con la detrazione Ici per i proprietari di case. Un pacco di spaghetti, da 41 a 82 centesimi al giorno, per gli affittuari a basso reddito.
Il bluff dell’Ici- Dicono che il Fisco ripianerà il mancato tributo Ici ai Comuni. Dimenticano di dire che i Comuni si rifaranno ampiamente con la revisione degli estimi catastali e, quel che più conta, tale revisione annullerà abbondantemente il taglio dell’Ici, che sarà virtuale. Una partita di giro: non pagheremo meno ma pagheremo come e più di prima.
Il bluff degli affitti - Una modesta mancia agli affittuari a basso reddito è soltanto un’operazione di bassa demagogia populista, che non tocca il problema di fondo: il livello insostenibile degli affitti.
L’ideologia perversa di questa maggioranza, che identifica nei piccoli proprietari i “ricchi che devono piangere”, ha impedito di affrontare il nodo del problema: su un canone di 18mila euro l’anno il Fisco divora 5.355 euro (il doppio che in Germania) ed è il più penalizzante in Europa. Tra Ici e spese di manutenzione l’odiato “padrone di casa” intasca meno della metà, una rendita ridicola in rapporto al valore dell’investimento.
Casa, maglia nera in Europa - Fisco e burocrazia in Italia disincentivano non soltanto gli affitti, ma anche gli acquisti e ci relegano in testa (in coda, sarebbe meglio dire) nel Continente quanto a capitolo costi: imposte catastali, ipotecarie e di registro del 7%, alte spese accessorie, costi occulti per il 15%, unici in Europa (con la Spagna) a pagare il reddito fittizio sulla nostra proprietà.
Le mance mangiate dai prezzi - Sappiano gli italiani che le mance di questa finanziaria le devono ancora incassare, ma in compenso dal 1° ottobre se le stanno già spendendo: grazie all’aumento delle tariffe di luce e gas, che si sommano a una stangata sui prezzi dei beni di prima necessità (pane, latte, pasta) e sulle tariffe che le associazioni dei consumatori hanno quantificato in mille euro l’anno. La fantomatica quanto inesistente crisi della quarta settimana per le famiglie, cavallo di battaglia elettorale della sinistra nell’era dell’Unione è arrivata alla terza. L’ha detto Cremaschi.
Pressione fiscale record - La pressione fiscale è salita in due anni del 2,5% del Pil (come ai tempi dello sforzo per entrare nell’area euro) a 43,1%. Dopo una Finanziaria lacrime e sangue, il governo ora afferma di restituire i soldi agli italiani: ma com’è che la pressione fiscale resta al 43%, per di più con introiti record di tesoretti vari?
Il fatto è che l’extragettito, colpevolmente sottovalutato e non certo frutto della fantomatica lotta all’evasione, va ad alimentare una spesa totalmente fuori controllo: la bellezza di 13 miliardi in più, pari allo 0,8% del Pil. La redistribuzione è una clamorosa balla.
Più spese e tasse uguali - Se la matematica non è un’opinione, mettendo insieme Finanziaria e decreto si raggiunge la cifra di 19 miliardi (non proprio “leggera”): il 65% viene da maggiori entrate, il 35% da minori spese. Non si rilanciano i consumi con le mance di centesimi di euro distribuiti a pioggia con il solo fine di recuperare consenso dando poco a quasi tutti.
Imprese pari e patta - Soltanto il modesto, modestissimo taglio dell’Irap rappresenta un tangibile contributo alle imprese, che peraltro favorisce le più grandi. Il tanto pubblicizzato taglio dell’Ires è a costo zero, perché verrà recuperato con l’allargamento della base imponibile. Detto in soldoni: alcune imprese ci guadagneranno, ma il complesso del sistema industriale dovrà sborsare la stessa cifra. Contenti in Confindustria…
Tutti tagliano, a parole; Visco nemmeno a parole - La versione di legge finanziaria entrata al consiglio dei ministri di venerdì prevedeva un’infornata di assunzioni all’Agenzia delle Dogane e delle Entrate. Una lottizzazione trasparente a favore di Vincenzo Visco. La norma era stata già bocciata dalla Ragioneria generale dello Stato, ma il vice ministro l’ha presentata ugualmente. L’onere delle nuove assunzioni sarebbe stato coperto – diceva Visco – con la maggiore evasione che questi presunti 007 del Fisco avrebbero fatto incassare. A quel punto Amato si è impuntato: se ci sono risorse per la sicurezza, le prendo io. Ed ha strappato l’assunzione di 4.500 poliziotti, reclutati fra i militari che lasciano le stellette. Con un particolare. Quei 4.500 uomini non andranno a garantire il territorio nel 2008, ma nel 2009 e seguenti. Un bluff, quindi, la campagna per la sicurezza.
Da Potere Sinistro 
Aggiungo solo la volpata di Uoltér, "er mejo der Colosseo": 150mila cittadini della Capitale hanno ricevuto una lettera in cui li si invita ad autodenunciare migliorie e lavori edilizi pregressi: chi cadrà nella tagliola, non soltanto si vedrà aumentato l’imponibile Ici, ma pagherà anche più Irpef e dovrà subito sborsare 400/500 euro di onorario al geometra chiamato a compilare il Docfa (Documento Catasto Fabbricati), allegato alla lettera "minatoria". Ma l’aspetto più straordinario è che, una volta modificata la categoria catastale, i proprietari dovranno sborsare gli arretrati fin dal 2002. 
Ecco svelato il mistero del perchè Uoltér non si è unito alle proteste degli altri Sindaci. Il problema del mancato gettito Ici lui l’ha già risolto. Pronti in cassa i soldi per una terza "notte bianca".
Orpheus

Pubblicato il 3/10/2007 alle 18.59 nella rubrica Diario.

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