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Salvatore Stefio si salva dai terroristi iracheni ma non dai giudici italiani

 
C’è del marciume nel ‘Bel Paese’, un marciume che sta minando la nostra democrazia, che sta attentando alla nostra libertà, che sta facendo putrefare la nostra giustizia, che ha ribaltato la regola basilare del popolo sovrano per sottomettertela all’egemonia del pensiero unico, oppressivo e repressivo della “cosa” rossa , di fronte al cui interesse sacrifica ogni valore tangibile ed etico. Questo marciume, purtroppo, ormai troppo spesso e troppo a sproposito indossa la toga, in spregio all’ imparzialità e alla rettitudine che dovrebbero distinguere chi si erge a giudice.
Capita così che la procura della Repubblica presso il tribunale di Bari ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio per Salvatore Stefio e Gianpaolo Spinelli. Articolo 288 del codice penale: “Arruolamenti o armamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero”; ossia ha chiesto un processo con l'accusa di aver ingaggiato e inviato in Iraq come mercenari al servizio di una potenza straniera Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Fabrizio Quattrocchi. Quindi il povero Fabrizio Quattrocchi da eroe a cui è stata conferita la medaglia d'oro al valor civile è ritornato ad essere un “mercenario” visto che Salvatore Stefio ha condiviso sia la missione in Iraq che la prigionia in mano ai terroristi.
Senza contare che la decisione del magistrato potrebbe trasformarsi in un atto d'accusa contro lo stesso governo italiano, che in questo momento ingaggia contractors sul mercato internazionale. Esiste un 'accordo che il governo starebbe per raggiungere con la Aegis Defence Services , oggetto di una serie di interpellanze parlamentari: “Nel decreto di rifinanziamento delle missioni militari all'estero, sono previsti 3,5 milioni di euro a finanziamento del contratto con una società che deve garantire la sicurezza del personale italiano impiegato presso l'Unità di sostegno alla ricostruzione, visto che il contingente italiano è stato ritirato per accontentare i “pruriti” pacifinti della sinistra radicale, la quale però fa parte dello stesso governo che paga i "mercenari" e in questo caso se ne guarda bene di sproloquiare di pace senza se e senza ma.
La società scelta è appunto la Aegis Defence Services, un'agenzia britannica che è in Iraq dal 2004 e ha un contratto da 193 milioni di dollari con la Difesa statunitense. Un'agenzia che, su larga scala, fa esattamente quello che facevano Spinelli e Stefio. Dunque, lo Stato sottoscrive un accordo per una prestazione che i magistrati considerano essere un reato. Un assurdo.
Mi aspetto che il solerte procuratore di Bari rinvii a giudizio anche Prodi, D’Alema e soci.O no?
Orpheus

Pubblicato il 28/9/2007 alle 22.26 nella rubrica Giustizia indecente.

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