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Islamopoli a Bologna, il sogno di Cofferati l'incubo dei bolognesi

 

IL CASO
La giunta Cofferati ha deciso di regalare 7 milioni e 620mila euro alla comunità islamica per costruire una moschea con annessa cittadella islamica, dotata di tutti gli optional per i praticanti della sharia. Il bello è che i musulmani dispongono già di un'area edificabile di 6.000 metri quadrati in viale Felsina. Potrebbero farci quel che vogliono, minareti, scuola coranica etc. ma il Comune, contro la volontà della maggioranza dei bolognesi, ha deciso di permutare un proprio terreno di 52.000 metri quadrati (pari a otto campi da calcio), valutato 8.320.000 euro da una stima indipendente, con l'appezzamento degli islamici, di quasi dieci volte inferiore (6.857 mq) per estensione e, soprattutto, del valore di 700.000 euro.
La prevista “Islamopoli” sorgerebbe in un quartiere già degradato (quello della Uno Bianca, tanto per intenderci) che avrebbe bisogno di essere ripristinato e non di fare la fine di Via Anelli a Padova, dove il Sindaco ha dovuto erigere un muro e mettere posti di blocco per garantire un minimo di sicurezza ai quartieri adiacenti. La battaglia infuria, ovviamente nell'accurato silenzio dei media, e persino Sergio Ferrari, presidente della Confesercenti locale, un'associazione nata all'ombra del Pci, ha avviato una serie di consultazioni con i propri iscritti per adottare una linea comune contro il Comune. Il monumentale complesso islamico finirebbe, infatti per confinare proprio con la sede attuale della Confesercenti e la cosa disturba i compagni, il troppo è troppo, anche per la disciplina di partito.
E hanno di che preoccuparsi, visto che la cittadella islamica, è concepita per essere luogo di pellegrinaggio da tutta Italia, se non anche dall’Europa, in un quartiere degradato e senza infrastrutture adatte a fronteggiare il flusso dei pellegrini. Nessuno capisce la necessità di un tale enorme complesso considerato che , il Comune dichiara 7.000 musulmani "sociologici", seguendo calcoli probabilistici sulla provenienza degli immigrati. Se i numero dei fruitori è aleatorio,sicuro è che sarà il luogo di culto più grande d'Europa, a vantaggio di pochi e a danno di molti.
Oltre a questa volontà suicida di islamizzare l’Italia, favorendo la diffusione di una religione integralista a scapito di quella più tollerante cristiana, la ciliegina sulla torta è che su quel terreno passa il gasdotto che porta carburante alle forze della Nato. Che si voglia affidarne la custodia proprio ai fondamentalisti islamici è quanto meno stravagante. Una scelta politico-strategica le cui ripercussioni a livello nazionale meriterebbero la consultazione del governo. Ma quale governo? Quello che per raccattare voti, stà svendendo il nostro paese agli islamici?
Notizia tratta da Libero di oggi
Orpheus

Pubblicato il 5/9/2007 alle 12.21 nella rubrica l'Asinistra.

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