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Mastella si prepara a staccare la spina al governo Prodi

 

Ieri Clemente Mastella, in un’intervista concessa a Dino Martirano (sul Corriere della Sera), ha raccontato ciò che capiterà - da qui a poco - al governo Prodi. Ed è stato chiarissimo nella sua analisi. Anche troppo.
Ecco cos‘ha dichiarato:
Mi chiedo se Prodi se la sente di imprimere una svolta, altrimenti qui si consegna il Paese a Berlusconi, che sta già sulla riva del fiume ad aspettare il cadavere del governo”.
Il governo sta lentamente morendo per consunzione e io sto pensando di staccare la spina prima che lo faccia la sinistra radicale. Non si può andare avanti così: bisogna individuare 4 o 5 cose da fare subito senza ripensamenti, altrimenti ci facciamo male da soli”.
Così, se non c’è questa intesa, è meglio finirla qui e andare subito a un governo delle larghe intese che regga il Paese fino al 2009. Perché ormai è chiaro che il collante dell’antiberlusconismo non regge più: nel 2009 si voterà per le Europee e, secondo me, si dovrebbe votare anche per le politiche. Oltre questa legislatura non va”.
La maggioranza è malconcia. Ci sono depressione, mugugni, insofferenze: in privato tutti mi chiedono “Quanto duriamo?”. E poi, in pubblico, fanno finta di niente. Ma si può andare avanti così?”.
Ecco, se ci fosse un minimo di coesione nella maggioranza si potrebbe governare anche con un solo voto in più ma ormai al Senato c’è lo sfilacciamento a sinistra: bisogna smetterla con questa ipocrisia perché, se non ci viene in soccorso l’opposizione, non possiamo varare neanche un provvedimento di politica estera”.
Se deve finire così, con la sinistra che si ritira dal governo per rincorrere la piazza (Rifondazione comunista sta pensando di ricorrere all’appoggio esterno, ndr), sarò prima io a staccare la spina perché credo che Prodi sta per finire nello stesso vicolo cieco del ‘98”.
Chiaro il concetto?
Se almeno Prodi avesse la dignità di dimettersi, risparmierebbe al Paese questo triste spettacolo. Squallido e immorale.
Il Paese ha bisogno di politica, non di galleggiamento!
Da Camelot
A parlare non sono Feltri o Bel Pietro, Berlusconi o Fini, ma un ministro di questo esecutivo di "dilettanti allo sbaraglio", nato dall'odio pregiudiziale fomentato contro  Berlusconi per 5 anni, e che si trova a fronteggiare le conseguenze di quell'odio. Ovvio che i loro elettori non capiscano come mai fanno o tentano di fare quello che hanno condannato per 1825 giorni con migliaia di ore di scioperi e centinaia di manifestazioni. Ovvio che li contestino in piazza e nelle  urne, forse avrebbero ingoiato a fatica il rospo delle tasse, ma tanta ipocrita incoerenza, no, non é scusabile. Un'opposizione dissennata prima ha prodotto questo governicchio incapace in tutto.
Orpheus

Pubblicato il 15/6/2007 alle 21.2 nella rubrica l'Asinistra.

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