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Beppe Grillo non ha letto la legge Biagi

 

Contro la figura e l'opera di Marco Biagi c'è un feroce accanimento che deve far riflettere. Ad oltre 5 anni dalla sua morte sembra esserci una strategia che vorrebbe sotterrarne anche la memoria. Dagli slogan vigliacchi urlati dai filo-brigatisti ai siti internet sindacalmovimentisti la menzogna è sempre la stessa: la legge Biagi ha prodotto il precariato danneggiando le giovani generazioni. Addirittura i comici, come Beppe Grillo e Ascanio Celestini, sono influenzati da questo accanimento. Alla luce della nuova ondata eversiva, documenti truffa come il libro pubblicato sul blog di Grillo, dal tuonante titolo «Schiavi moderni», alimentano l'odio sociale e fanno sponda a quelle realtà che nelle problematiche legate al lavoro giovanile covano progetti eversivi. Non è il contenuto del libro che indigna, in quanto si tratta di una raccolta di lettere scritte da giovani che vivono una situazione di precarietà. E' l'introduzione curata da Beppe Grillo che lancia un messaggio sbagliato, figlio di chi la legge Biagi non l'ha mai letta o non l'ha compresa. Il taglio e il tentativo sembra essere lo stesso del cortometraggio «Il Vangelo secondo precario» finanziato dalla Cgil un paio di anni fa'.
L'equazione legge Biagi = precariato è demagogica e si scontra con la realtà dei numeri. Affermare come fa il comico genovese che «la legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato. Una moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori, specie in giovane età» e che la legge abbia generato «una sottospecie di schiavi. Meno tutelati degli schiavi sudisti» è falso e produce guasti sociali. Impacchettare le disavventure di giovani lavoratori e attribuire alla legge Biagi la causa del diffuso disagio che i giovani vivono è un'operazione che manca di senso della responsabilità ed è sintomatica di chi non conosce affatto l'argomento. A sotterrare le menzogne dell'abile genovese sono gli stessi risultati prodotti dalla legge Biagi e riconosciuti da fonti, come la Commissione europea, l'Ocse e la Banca d'Italia, molto più autorevoli e attendibili di Grillo e di chi scrive. Continua qui
Che importa a Grillo di cosa dicono l’Ocse, la Commissione Europea o la Banca d’Italia sugli effetti positivi della Legge Biagi nel mondo del lavoro? Quisquilie, anzi forse non sa nemmeno che esistono tali organismi, visto che IGNORA che prima della legge Biagi, ci fu la riforma TREU del centrosinistra, che creò i tristemente noti Co.Co.Co. quelli si, i veri precari.
Ciò nonostante con grande senso morale e della responsabilità, calunnia un morto (ucciso proprio a causa di queste menzogne) e continua a spargere odio con la solita disinformazione sulla Legge Biagi. Disinformazione che piace molto alla sinistra radicale.
Beppe Grillo fa il "grillo parlante" alla rovescia...peccato non poter fare come Pinocchio

Pubblicato il 7/6/2007 alle 23.8 nella rubrica l'Asinistra.

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