.
Annunci online

 
Orpheus 
CHI HA IL CORAGGIO DI RIDERE E' PADRONE DEL MONDO
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Dallapartedeltorto
Alessandro/Orcinus
Miralanza-Roberto
Angelo D'Amore
Alman's page
Maralai
Press
Blog.it
300705
Il Berretto a sonagli
Il Fazioso Liberale
Fort
Gabbiano urlante
Invisigoth-Bounty Hunter
Mara Carfagna
A DESTRA-L'italia agli italiani
Luigi Turci
Il lupo di Gubbio
MILLEEUNA DONNA
Simpaticissima Clio-Endor
Caffé nero-Cap e Pike
Alef
L'angolo di Bolina-un punto di vista di sinistra
il blog di Barbara
Il cielo sopra Kabul
CONTROCORRENTE
Countrygirl
Cavmi-La grande forza delle idee
C'é Walter
Deborah Fait
Esperimento
Fanny
Germanynews
Il Giulivo
Hoka Hey
imitidicthulhu-satira intelligente
Italian blog4Darfour
Informazione corretta
L'importanza delle parole
Lisistrata
Liberali per Israele
Legno storto
Luca-Liberodipensare
Lontana
Max-Altrimenti
Magdi Allam Forum
Manu
Maedhros
Max-Altrimenti
PA
Pseudosauro
La pulce
Periclitor
PARBLEU! di Jeanne ed Emile de la Penne
Il Reazionario
Sauraplesio
Sarcastycon
Tocqueville
Una voce che urla nel deserto
Zanzara
  cerca

Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















Questo BLOG non rappresenta

una testata giornalistica in quanto

viene aggiornato senza alcuna
periodicità.
Non può pertanto considerarsi
un prodotto ed
itoriale ai sensi della legge
n. 62
del 7.03.2001.Questo blog è un sito
no-profit.
Le mie fonti sono sempre indicate da un
link,
quando il materiale pubblicato non è
stato
creato da me, e non vi è alcuna
intenzione
di infrangere copyrights
esistenti.
Se il titolare di testi o immagini da me
postate
desiderasse la rimozione
del materiale
di sua proprietà,
basta contattarmi.

directory blog italia



Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

Diario | l'Asinistra | Diritti Umani | Islam | PDL | Vittime del terrorismo | Sprechi rossi e tasse | Etica e religione | EVIDENZA: immigrazione | cronaca | Nessuno tocchi i bambini | crimini e censura rossa | Amici a quattro zampe | Appelli e petizioni | Giustizia indecente | Sinistra indegna | Eurabia | Israele nel cuore | Elezioni | America | Satira | EVIDENZA: emergenza stupri | INFORMAZIONE SCORRETTA | Lotta alla mafia e all'evasione | PILLOLE di buon senso | Berlusconi persecuzioni sinistre | Zingaropoli |
 
Diario
1visite.

14 novembre 2007

Lo slogan di questo governo: "Tengo poltrona che c’aggia’fa"

 
Rita Levi Montalcini ha votato contro la ricerca. O meglio, contro l'aumento dei fondi per pagare i dottorati di ricerca nelle università.
La senatrice a vita in febbraio aveva minacciato: “Se la finanziaria taglia i fondi per la ricerca il Paese è distrutto ed io non potrei votarla. L'Italia ha tanto capitale umano e se non si finanzia la ricerca, il Paese affonda. Noi siamo un paese povero di materia prima, ma ricchissimo di capitale umano. E la ricerca è il vero motore di un Paese moderno, a livello sia sociale sia economico”. Poi Prodi le ha dato assicurazioni, il Centro Europeo di Ricerca sul Cervello di cui la Levi Montalcini è presidente è stato inserito nella Finanziaria tra gli istituti sovvenzionati. A questo punto l'emendamento del senatore di AN Giuseppe Valditara, che prevedeva un investimento di 120 milioni di euro, in tre anni, a favore dei dottorati di ricerca, ha posto la Montalcini davanti ad un bivio: sostenere le proprie idee e appoggiare la richiesta di aumentare di 300 euro al mese la borsa dei dottorandi di ricerca o appoggiare il governo Prodi?
E cosa ha fatto la grande sostenitrice della ricerca italiana, quella del capitale umano e blablabla… colei che era disposta a mandare a casa il governo se la ricerca fosse stata penalizzata? Ha votato contro l'aumento della borsa dei dottorandi. I “bamboccioni” quindi che vogliono intraprendere un dottorato di ricerca nelle università, o rimangono “bamboccioni” o fanno altro, perché 800 euro al mese, (tanto sono remunerati) sono un po’ pochini per vivere da “adulti”. Chissenefrega, vero sigra.Montalcini: purché il Governo non vada sotto, facciano pure la fame! I fondi ci sarebbero stati avevano ancora 900 milioni a disposizione, l'investimento per i dottorati poteva, quindi essere coperto ma questo governo ha interesse SOLO per la propria sopravvivenza…tutti i queruli, nonché lagnosi commenti sul governo Berlusconi “che affossava la ricerca” sono acqua passata, loro fanno di peggio, ma nessuno fiata.

Altro emendamento, altro “regalo” Stavolta tocca alla senatrice Franca Rame. L'ex esponente dell'Italia dei Valori ha votato contro se stessa, o meglio, contro un emendamento sui lavoratori esposti all'amianto che aveva presentato insieme ai dissidenti Rossi e Turigliatto.
Però bisogna capirla lei non è più quella di due anni fa: “Ho sottoscritto gli emendamenti perché sono convinta della loro giustezza. Ma», tenta di giustificarsi la Sig.ra Rame, “mi trovo in una spiacevole situazione non sono più quella di due anni fa. Ho assunto un impegno con questo governo e devo purtroppo andare contro la mia coscienza. Devo difendere il mio governo e, fino alla fine, voterò con l'Ulivo”. Dei lavoratori esposti all’amianto? Chissenefrega crepino pure….
Lo slogan dei componenti di questo governo: "Tengo poltrona che c’aggia’fa". Notizie Da Libero
Orpheus

13 novembre 2007

Uccide cane per ‘arte’, Guillermo Habacuc Vargas si scusa

Nella foto 'Nativity' ( Fonte OIPA)
Biennale a rischio per Guillermo Habacuc Vargas
, lo ‘'peudoartista'’ 50enne del Costa Rica che ha messo in mostra un cane randagio (guarda la
fotogallery), legato in un angolo della sala, lasciandolo morire di fame e sete. Oltre 150.000 persone da tutto il mondo, in pochissimi giorni, hanno espresso la propria indignazione verso quella che, secondo loro, non può essere certo considerata un'opera d'arte.
A quanto pare Vargas avrebbe pagato dei bambini affinché catturassero un cane per poi utilizzarlo come 'opera d'arte' che consisteva appunto nel guardare l'agonia e la sofferenza fino alla morte. Ai visitatori sarebbe stato vietato di portare cibo e acqua e chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l'animale veniva allontanato in malo modo con insulti. Sopra il cane morente, una scritta fatta di croccantini con la frase: ‘Eres lo que lees’ (‘Sei quello che leggi'). Secondo l’’artista’ lo scopo era quello di testimoniare l'indifferenza dell'essere umano nei confronti di altri esseri viventi. In un'intervista rilasciata a la 'Nación', ha dichiarato: "Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema. Nella mia città natale, San Josè, Costa Rica, decine di migliaia di randagi muoiono di fame e malattia e nessuno dedica loro attenzioni. Ora, se pubblicamente mostri una di queste creature morte di fame, come nel caso di Nativity, ciò crea un ritorno che evidenzia una grande ipocrisia in tutti noi. Nativity era una creatura fragile e sarebbe morta comunque su una strada". Fatto sta che il cane, secondo quanto riferisce Leonor Gonzalez, editore del supplemento culturale di ‘La Prensa’ in Nicaragua, sarebbe morto il giorno seguente a quello in cui sono state scattate le foto.
Diversa la versione della galleria nicaraguense che ha ospitato l’allestimento, secondo la quale l'artista avrebbe trovato il cane in un vicolo e l'avrebbe portato nella galleria senza che fosse previsto. Secondo loro, inoltre, sarebbe stato correttamente alimentato per tutto il tempo tranne le tre ore della mostra. Il cane non è poi morto ma secondo loro è "scappato" in un momento di disattenzione.
Ma i dubbi restano. Come è possibile che la galleria non abbia imposto a Vargas di liberare il cane? E ancora: è possibile che nessuno sia andato lì con prepotenza – anche violenza – per portarsi via l’animale? Per di più l’artista è stato scelto per rappresentare il suo Paese nella ‘Biennale Centroamericana 2008’ che si terrà in Honduras. In quest’ultimo caso, almeno, qualcosa si è mosso. Le ire di associazioni animaliste e di cittadini di ogni parte del mondo hanno fatto sì che un rappresentante della Biennale abbia contattato Vargas, mediante lettera scritta in cui è stato espresso lo sconcerto riguardo la pubblicità negativa ricevuta da ‘Sei quello che leggi’ ed è stata messa in dubbio la legittimità dell'ammissione come eccellente artista e rappresentate. A questo punto l’artista ha chiesto pubblicamente scusa e promesso che non riproporrà mai più simili progetti. Vargas, in un comunicato diffuso via web afferma che ‘Sei quello che leggi’ non verrà più chiamata "opera d'arte", in segno di rispetto verso quanti si sono sentiti offesi. Ha ammesso l'errore ed ha affermato che avrebbe dovuto salvare il cane invece di lasciarlo morire. E chiede a tutti di accettare le sue scuse.
“Far soffrire e uccidere un cane lasciandolo morire di fame per far comprendere un problema come quello del randagismo è certamente un modo perverso per informare l'opinione pubblica – dichiara Massimo Comparotto, presidente dell'
OIPA Italia (Organizzazione internazionale Protezione animali) - In verità quest'opera 'artistica' è solo l'ennesimo esecrabile squallido tentativo per far parlare di sé per riempire una galleria d'arte. Josè Morales, vice presidente del 'Special Unit for Animal Protection and Rescue' ha commentato: "Il cane è stato legato senza cibo, non capisco come ciò possa essere considerato arte". Raymond Schnog, presidente della 'Humanitarian Association for Animal Protection', ha condannato l'atto definendolo pura crudeltà, "non comprendo come un animale possa essere stato lasciato morire di fame sul pavimento mentre una frase sulle pareti era stata composta usando cibo".
Queste organizzazioni stanno studiando il caso per presentare un ricorso davanti al tribunale locale.
Da IGN
L'unica nota positiva che se ne può ricavare da questa vergognosa faccenda é che gli individui come Vargas, hanno capito che certa "pubblicità" NON PAGA. Che centinaia di migliaia di proteste da ogni parte del globo, non sono un buon biglietto da visita...si spera che serva da monito ai soliti imitatori.
La madre degli idioti, purtroppo é sempre incinta.
Orpheus



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Vargas crudeltà animali proteste

permalink | inviato da Orpheus il 13/11/2007 alle 23:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

13 novembre 2007

Silenzio tombale sul colossale conflitto d'interessi del governo Prodi


Una mano lava l'altra e tutte e due lavano il portafogli del contribuente: se la politica fosse solo questo, la sinistra italiana non avrebbe rivali. Prima i patronati sindacali hanno aiutato Romano Prodi a vincere le elezioni all'estero, cioè a ottenere la maggioranza nei due rami del Parlamento. Adesso il governo consegna ai patronati la gestione dei flussi degli immigrati verso il nostro Paese. Quindi non resterà che dare ai nuovi arrivati il diritto di voto, confidando che, al momento giusto, sappiano essere riconoscenti verso chi li ha fatti entrare a frotte.
Magari alla fine non andrà tutto come previsto, ma di sicuro il governo ci sta provando.
Questione di settimane, forse addirittura giorni, e il ministero dell'Interno firmerà la convenzione con i patronati, gran parte dei quali sono emanazioni di Cgil, Cisl, Uil e delle Acli. Nella partita potrebbero entrare anche l'Arci e altre sigle più o meno note dell'associazionismo di sinistra. Il primo passo è stato fatto ieri. In attesa di cancellare la legge Bossi-Fini, Prodi ha firmato il nuovo decreto sui flussi, che prevede l'ingresso di 170mila extracomunitari. Presto il Viminale siglerà la convenzione che assegnerà ai patronati il ruolo di "interfaccia" verso gli stranieri interessati a entrare in Italia. I patronati gestiranno le quote degli immigrati (4.500 albanesi, 3.500 cingalesi, 65.000 badanti...) e li "orienteranno" nel loro nuovo Paese. Così, grazie all'intervento di Prodi e di Giuliano Amato, i patronati, che erano nati per assistere i cittadini nei loro rapporti con gli enti previdenziali, si occuperanno di tutt'altro, facendo quello che dovrebbe fare la pubblica amministrazione. Ma è solo un assaggino. Il passo decisivo, nelle intenzioni del governo, arriverà con la Amato-Ferrero, la legge sull'immigrazione che dovrebbe prendere il posto della Bossi-Fini.
Nel testo si legge che sarà individuata «una pluralità di soggetti, come enti e organismi nazionali o internazionali con sedi nei paesi di origine, ai quali affidare, mediante convenzione con lo Stato italiano», il compito di creare e gestire le liste dei cittadini stranieri che intendono entrare in Italia. Chi ha scritto questa legge aveva in mente i patronati. Le confederazioni sindacali lo sanno benissimo, tant'è che l'Inca, il patronato della Cgil, è impegnato da qualche tempo in una frenetica espansione nei Paesi africani, dai quali proviene quasi tutta l'immigrazione extracomunitaria accolta in Italia. Già oggi, grazie a una leggina varata nel marzo del 2001, che assegna ad essi lo 0,226% dei contributi obbligatori incassati da Inps, Inpdap e Inail, i patronati si dividono circa 330 milioni di euro l'anno. Con il business degli immigrati, che il governo Prodi sta per cedere in appalto, la torta del finanziamento pubblico diventerà più grande. Assieme ai patronati, avranno il loro tornaconto tutte le associazioni che potranno partecipare alla convenzione. Non solo: forti della loro autonomia formale nei confronti del governo, questi soggetti diventeranno interlocutori politici dell'esecutivo in materia d'immigrazione. E si tratta di organizzazioni che hanno nel Dna l'apertura delle frontiere a ogni immigrato che bussa, indipendentemente dalle qualifiche professionali.
Fausto Carioti-Libero
Questa gente é quella che ogni due secondi netti puntava il ditino contro l'ipotetico conflitto d'interessi di Berlusconi, e che lo accusava sempre ogni due secondi netti, di fare leggi "pro domo propria".
Bacchettava con sussiego il Cavaliere dall'alto della propria supposta moralità in ogni tg, accusandolo, nemmeno troppo velatamente di disonestà,
Cosa sono loro? Mille volte più disonesti perchè sulle loro subdole manovre, mettono il silenzio stampa. Un silenzio tombale è proprio il caso di dire, mentre scavano la fossa al popolo italiano.
Ladri di democrazia. Ladri delle nostre radici. Ladri dei nostri risparmi e delle nostre vite, immolate, per i loro interessi, all'altare della criminalità portata dall'immigrazione selvaggia.
Stanotte un pensionato é stato ammazzato  a Milano e ieri una coppia, sempre di pensionati (sono le vittime predilette, perchè indifesi), é stata assalita brutalmente, l'uomo é in coma. Vittime per le quali non suonerà la "fanfara" mediatica, perché colpite da coloro ai quali, questo governo ha spalancato le porte. Vergogna.
Orpheus 

13 novembre 2007

Bersagli in divisa

 
Le statistiche raccolte dall'Osservatorio per le manifestazioni sportive del ministero dell'Interno, parlano chiaro: quattro campionati di calcio, circa mille uomini delle Forze dell'ordine feriti.
Oltre duecento all'anno.
E a volte ci scappa anche il morto, come è accaduto all'ispettore di Polizia Filippo Raciti, o il ferito grave come il vicequestore Giovanni Selmin, accoltellato all’addome e salvo solo grazie ad un intervento chirurgico durato sei ore.
Poi ci sono i tifosi denunciati per gli scontri: 1.577, sempre solo nelle ultime quattro stagioni calcistiche (ma quanti effettivamente in carcere?).
Questi i numeri della violenza che ogni domenica si scatena negli stadi italiani contro poliziotti, carabinieri e finanzieri. Bilancio cui occorre aggiungere, ogni fine settimana, il conto dei danni inflitti agli automezzi delle Forze dell'ordine, vetri presi a sassate, vetture incendiate, sono ormai una vergognosa abitudine “Ogni domenica è così”, conferma Ruggero Strano, segretario del sindacato A.D.P., “in tutta Italia ormai si è diffusa la convinzione che esista una sorta di impunità nei confronti di chi attacca le Forze dell'ordine. Ogni fine settimana regaliamo alla cieca violenza dei tifosi decine di automezzi della Polizia di Stato. Ci colpiscono con spranghe e colpi di pietra”. C’è da chiedersi grazie a chi si è diffusa questa convinzione e la risposta è platealmente ovvia.
Per questo il sindacato chiede le dimissioni di Giuliano Amato, ma non dovrebbe essere il solo, visto che le colpe principali sono di coloro che da anni accarezzano il pelo ai violenti e demonizzano le forze dell’ordine. Dai dati sopra riportati emerge una sola conclusione: le vittime sono quelle che indossano una divisa. Ed è servito a ben poco il “pacchetto” antiviolenza varato dopo la morte dell’ispettore Raciti. Nella stagione 2006-2007, quella della tragedia di Catania, che portò alla sospensione del campionato e al suddetto pacchetto, i feriti tra le Forze dell'ordine furono in totale 173, quarantasei in più rispetto al campionato 2005-2006, quando gli agenti rimasti coinvolti negli scontri furono 127.
A Bergamo domenica venti teppisti hanno sfondato la barriera di plexiglas adoperando un tombino pare di metallo o di cemento per fare più in fretta, introdotto in tribuna malgrado le misure del pacchetto antiviolenza, com’è potuto succedere?Un tombino non è mica uno spillo. Che razza di controlli sono stati eseguiti? Ed è normale che una ventina teppisti abbiano facoltà di sfasciare lo sfasciabile senza essere arrestati immediatamente?

Al contrario il poliziotto coinvolto nella morte di G.S. è già stato processato e condannato, ancora non si sapeva nulla di come si erano svolti i fatti e già c’era la sentenza: omicidio volontario. Peccato, in questo caso, che non ci sia la pena di morte in Italia, altrimenti avrebbero già issato una forca in piazza.
La vittima, il giovane Sandri, è stata beatificata, in ogni dove, foto a profusione, mille biografie di questo ragazzo solare, gentile, buono…quasi un santo. E davanti a questa beatificazione nazionale, mi è venuta in mente un’altra vittima ammazzata, questa si volontariamente, e barbaramente: Giovanna Reggiani, della quale gli italiani non conoscono nemmeno il volto, perché non è stata mai fatta vedere nemmeno una sua fotografia. Niente interviste ad amici, parenti, vicini di casa, amiche del cuore in lacrime, panettiere di fiducia, vicino di casa,  callista, dentista ecct... niente di niente. Solo nome e cognome e modalità della morte. 
Si sa più del suo assassino.
La morte di una “sconosciuta” anche se orribile, fa meno effetto.
Così va in Italia, se sei vittima di un “bieco” tutore dell’ordine ti mettono su un altare, se ad ammazzarmi è un “povero” migrante ti “lasciano nella polvere” e nell'anonimato.
Orpheus

12 novembre 2007

Caro Amato e Melandri andate a lezione da Margaret Thatcher


Negli anni Ottanta, specie all’indomani della strage dell’Heysel di Bruxelles, dove le violenze che precedettero la finale di Coppa dei Campioni 1985 tra Juventus e Liverpool provocarono 39 morti di cui 32 italiani, nessuno avrebbe immaginato che in capo a vent’anni gli inglesi ci avrebbero dato lezioni. Eppure adesso la legislazione italiana insegue proprio quella britannica per arginare un fenomeno apparentemente incontrollabile. Vale dunque la pena ricordare quali furono i principali provvedimenti presi da Margaret Thatcher e dalle autorità calcistiche a seguito di quella tragedia e di quella dello stadio Hillsborough di Sheffield nel 1989, quando il crollo di una barriera provocò 96 morti. Al di là dell’esclusione di tutte le squadre di club inglesi dalle competizioni internazionali a tempo indeterminato (un provvedimento non congruo rispetto all’attuale situazione italiana) la lotta alla violenza negli stadi si basò su tre punti fondamentali: l’adeguatezza degli impianti, la responsabilizzazione delle società e la creazione di una speciale squadra anti-hooligans che lavora fianco a fianco con i vari club.
Per quanto riguarda gli impianti, in particolare, sono stati predisposti biglietti numerati con posto a sedere per tutti i settori, abbattute le barriere tra campo e tribune per evitare casi come quello di Hillsborough, e si è fatto ampio uso di telecamere a circuito chiuso. Inoltre, nella maggioranza degli impianti sono addirittura previste celle per i facinorosi, che vengono processati per direttissima entro 24 ore e spesso inibiti a lungo alla frequentazione degli stadi.
L’introduzione di steward stipendiati dai club ha poi consentito di responsabilizzare le società di calcio, alle quali è stato proibito ogni contatto con le tifoserie se non al fine di prevenire possibili incidenti. In precedenza, così come qui in Italia fino a pochi mesi fa, i capi dei gruppi organizzati potevano ricattare i club minacciando incidenti se non fossero state accolte le loro richieste. In occasione di un’inchiesta su incidenti avvenuti a Milano, a febbraio il procuratore capo di Monza Antonio Pizzi fece una perfetta disamina del fenomeno: “I capitifoseria hanno un potere enorme. Ricattano le società che forniscono loro biglietti sottocosto o in omaggio. Il giro d’affari per una curva è nell’ordine di milioni di euro”. “A questo fiume di soldi – aggiungeva un’inchiesta del Corriere della Sera dopo la morte di Raciti - bisogna aggiungere gli aiuti per le coreografie (negati dalle società) e la vendita dei gadget: cappelli, felpe, magliette. Questa è la montagna di soldi da spartire. Che non arriva a tutta la curva, ma nelle tasche dei pochi che comandano. Conseguenza: i capi degli ultrà milanesi pensano più agli affari che alla violenza. Ma appena gli equilibri si spostano, c’è qualcuno che per entrare nel business è pronto a sparare”
 Che molti episodi di violenza siano riconducibili a ricatti nei confronti delle società è stato denunciato più volte anche dal presidente del Cagliari Calcio, Massimo Cellino: “Se un imbecille porta un petardo allo stadio – disse Cellino lo scorso 23 ottobre a una radio napoletana - viene penalizzata la società con una multa o una squalifica. Così facendo, loro raggiungono il loro intento: ricattano la società e alla lunga noi siamo costretti ad accettare il loro gioco. Mi sembra quasi che l'Osservatorio finisca così per punire il club e non i colpevoli”. Quattro anni prima lo stesso Cellino aveva fatto la stessa denuncia dopo che l’aggressione da parte di un tifoso al portiere del Messina Emanuele Manitta durante una partita di serie B aveva causato una lunga squalifica al campo del Cagliari. Al di là delle violenze “organizzate” è evidente come sia necessario un totale cambio di registro nei rapporti tra tifosi e forze dell’ordine. In Inghilterra gli steward hanno svolto proprio la funzione di “cuscinetto” tra le due entità, diventando il primo contatto con i tifosi ma svolgendo compiti non troppo dissimili da quelli delle forze dell’ordine. Possono fermare sospetti e persino condurre test alcolemici consentendo così la necessaria comunanza di interessi tra club e forze dell’ordine. In quest’ottica l’altro provvedimento cruciale preso dagli inglesi dopo l’Heysel è stato la creazione della National Football Intelligence Unit, con agenti forniti alle società che si infiltrano tra i tifosi soprattutto in occasione delle trasferte, e con una sorta di telefono rosso che accoglie le denunce di chi assiste a fatti di violenza con ricompense in danaro quando le “soffiate” conducono all’accertamento di un crimine. È chiaro che probabilmente nessuno di questi provvedimenti ieri avrebbe potuto evitare l’assurda morte di Gabriele Sandri. Tuttavia, forse si sarebbe potuta evitare la guerriglia urbana che ne è seguita in numerose città. Infine, va detto che l’ipotesi di fermare il campionato, che ora in Italia costituisce uno dei principali temi di dibattito, in Inghilterra dopo l’Heysel non fu neanche presa in considerazione.
 Riassunto da Il Velino
Tutte proposte interessanti, ma alla base della lotta alla criminalità di ogni genere e grado, rimane la certezza della pena.
Cosa che in Italia, fra magistrati inconscienti, politici buonisti sempre pronti ad assolvere i criminali, rimane un autentico miraggio.
Salvo poi a sparare a zero su chi in prima persona sperimenta la violenza di questi teppisti, e cioè le forze dell'ordine.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Calcio violenza hooligans Margaret Thatcher GB

permalink | inviato da Orpheus il 12/11/2007 alle 23:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

12 novembre 2007

Contento lui...

 
Troppo carina....
Da La Casa delle Libertà Blog
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Diliberto Lenin weekend morto

permalink | inviato da Orpheus il 12/11/2007 alle 23:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

12 novembre 2007

Storie di bambini...

   







Riquelme Wesley dos Santos, un bambino di cinque , brasiliano di Santa Catarina quando ha visto la casa dei vicini bruciare non ha avuti dubbi: ha raggiunto l'abitazione, dove un’ anziana donna era già svenuta e la sua nipotina era ormai minacciata dalle fiamme. Riquelme ha salvato la neonata, mentre alcuni giovani salvavano la nonna.
In Iraq dove l’orrore è di casa, e i "resistenti" anche, un bambino di dieci anni, venerdì scorso, è stato usato per portare a termine un attentato suicida contro una riunione di notabili sunniti anti Al Qaeda nella provincia di Diyala, in Iraq. Lo rende noto il quotidiano al-Hayatcitando Sheikh Sahir Abdul Jabar, ricordando che sei dei partecipanti alla riunione sono morti nell'attentato.
Al primo è stato insegnato ad amare e rispettare la vita, al punto di rischiare la sua per salvare altri esseri umani.
Al secondo é stato instillato l'odio, ogni giorno della sua breve vita, al punto di scegliere volontariamente di uccidersi se ciò avrebbe ammazzato i nemici di Allah e di Alqaeda.
Due  storie di bambini, ma se la prima strappa un sorriso d'ammirazione per il coraggioso "giovanotto" di 5 anni, la seconda lascia una profonda tristezza, un'amarezza che stringe lo stomaco, davanti alla morte assurda di un bambino di dieci anni.
E dovrebbe farci riflettere seriamente su quanto profondo sia l'odio di chi nega l'infanzia ai propri figli, di chi immola la "propria carne" sull'altare dell'odio contro gli infedeli.
Ma soprattutto dovrebbe far riflettere coloro che elevano queste canaglie senza onore e senza cuore al rango di resistenti, e per loro fanno collette, condannando a morte, chissà quanti piccoli innocenti.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. islam abusi infanzia

permalink | inviato da Orpheus il 12/11/2007 alle 22:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 novembre 2007

Ricordando Nassiriya...


 Ci sono tanti modi di ricordare i nostri ragazzi caduti a Nassiriya in questo giorno, quattro anni fa, io l'ho faccio con le parole di Fabio Merlino, figlio del Maresciallo Filippo Merlino.
E' il modo più giusto perché dà voce a chi non ne ha ha mai: i parenti delle vittime dei terroristi di qualsiasi razza e religione.
Ha ragione Fabio, la gente comune non ha dimenticato.
I politici al governo, si, hanno ben altri interessi da soddisfare, per esempio non inquietare la sinistra radicale...

Sto scrivendo un libro su mio padre. Ma l'ho sospeso, il libro è interrotto».
Fabio, i libri iniziati non si possono interrompere, lo sai.
«Certo, ma voglio chiuderlo con la medaglia. La chiedo da quattro anni, gliela devono dare, oppure...».
Oppure?
«I politici mi devono spiegare perché la negano».
Fabio Merlino aveva tredici anni quando gli hanno ucciso il papà alla base Maestrale di Nassirya. Le immagini di quei giorni lo ritraggono in carrozzina, vestito da carabiniere, forte nonostante le lacrime, mentre guardava la foto del padre nella camera ardente dell'Altare della Patria. Il maresciallo Filippo Merlino andava in missione anche per suo figlio. Per sostenere le spese delle cure. Ed è fortissimo Fabio, adesso che ha 17 anni, obbligato alla sedia a rotelle, ma con un sogno: «Voglio entrare nel Ris, è la mia passione».
Fabio, sarai carabiniere come tuo padre?
«Sì».
Lo volevi da sempre?
«Volevo farlo prima e quello che è successo mi ha dato la spinta».
Hai già parlato con qualcuno ufficialmente di questo tuo desiderio?
«No, veramente. Mi mancano ancora due anni di scuola. Poi devo fare domanda per entrare nei carabinieri, e ci saranno cinque anni di studio, a me non piace molto studiare».
Ma è quello che vuoi, giusto?
«E' quello che voglio, e studierò. Mi piacerebbe occuparmi di balistica nel Ris».
Perché?
«Perché voglio fare il carabiniere, ma il lavoro di ufficio non mi piace. Quello sarebbe un lavoro di ufficio, ma operativo».
Se ti chiedessero di andare in missione, come tuo padre, partiresti?
«Certo, partirei. Credo di avere uno spirito di sopravvivenza. Nel senso: mi piace trovare le soluzioni nelle situazioni estreme».
Che carabiniere sarai?
«Mio padre mi ha insegnato il rispetto degli altri. Lui aiutava tutti. E in questi anni tante persone che non conoscevo mi hanno scritto per dirmi delle volte in cui avevano bisogno di mio padre, e lui c'era».
E qual è l'obbiettivo che vorrai raggiungere con quel lavoro?
«Credo essere utile, contribuire alla verità».
La verità: vuoi dire la verità anche sulla missione in Irak a cui ha partecipato tuo padre, per come l'hai vissuta tu?
«Era una missione di pace. In un libro un iracheno racconta di aver riconosciuto il suo amico maresciallo Merlino, mio padre, in una foto».
Sei a Roma per il quarto anniversario dell'attentato. Ci ripensi a quei giorni, in questa stessa città?
«Sì, a volte vorrei tornare indietro proprio a quei giorni».
Non ti fa male?
«Il calore della gente mi ha sostenuto. Per questo a volte tornerei a quei momenti. C'era un'unità...».
Perché, secondo te, quell’unità?
«L'hanno sentito, hanno sentito qualcosa. Ed erano eroi per tutti. Sembrava una grande famiglia. Rivedo spesso quelle immagini, era magico».
Eri un ragazzino, ma l'immagine che non dimenticherai?
«Quando le ali della folla applaudivano per tutto il tragitto delle bare dall'Altare della Patria alla basilica di San Paolo».
Perché, secondo te, a volte sembra che sia stato dimenticato?
«La gente non ha dimenticato, e non vuole dimenticare. È stato il calore delle persone che mi ha sostenuto. Sicuramente la gente non ha dimenticato questi 19 eroi, e per questo non lo dovrebbero fare neanche gli uomini dello Stato».
Sarai carabiniere, e anche scrittore per tuo padre?
«Ho scannerizzato al computer gli attestati che papà ha ricevuto negli anni. Poi ho le foto che erano nel suo borsone che aveva in missione. Ho contattato alcuni suoi colleghi, che scriveranno delle testimonianze, e io scriverò la mia, su mio padre».
Hai già idea di cosa scrivere?
«Ogni tanto scrivo, poi cancello. Sto pensando. Il libro è interrotto, mi sono fermato apposta, finchè non c'è la medaglia d'oro...».
I libri non si interrompono.
«No, e infatti, anche se non mi piace tanto scrivere, credo che la medaglia d'oro mi farebbe andare avanti. Finirei il mio libro, lo prometto. Perché saprei come concluderlo».
Da il Giornale
Orpheus

12 novembre 2007

Se il “dagli allo sbirro” arriva dalle istituzioni

 Clicca per ingrandire
Un applauso al presidente della camera, che proprio non riesce a non esternare il suo pensiero rifondarolo in ogni occasione.
Dall’alto della sua posizione privilegiata pontifica sulle forze dell’ordine, con la sua erre moscia e i suoi golfini in cachemire tira bordate a chi rischia la vita, tutti i giorni per 1200 miserabili euro al mese.
Si, ha ragione esimio presidente della camera limitiamo l’uso delle armi da fuoco, anzi togliamogliele del tutto, mandiamo poliziotti e carabinieri senza armi per le strade, come i romani mandavano i cristiani nelle arene contro tigri e leoni. Sarà felice la maggioranza dei suoi elettori, di un simile provvedimento, perché potrà praticare gli sport preferiti “caccia al poliziotto”, e “devastazione e saccheggio” senza rischiare nemmeno un graffio.
Davanti poi alla violenza cieca e distruttiva che si è scatenata nelle nostre città, lei non ha trovato di meglio che perorare la causa degli zingari. Paragonando l’episodio dell’uccisione di Gabriele Sandri a quello del rumeno Mailat: “Ieri si gridava in modo indiscriminato 'assassini' a tutti i poliziotti, quasi che tutti loro fossero responsabili della morte di Sandri, così nel caso nel rumeno assassino sono stati criminalizzati tutti i rumeni, quelli che fanno l’operaio edile o la badante, come se la cancellazione dei rumeni fosse la cancellazione della violenza".
E’ una spudorata MENZOGNA e lei lo sa bene, ma tant’è…
non è riuscito a non STRUMENTALIZZARE in modo indecente anche la morte di questo povero ragazzo.
Equiparare poi le forze delle ordine, agli zingari che vivono nei campi nomadi e campano delinquendo , beh solo dalla sua bocca poteva uscire una simile iniquità. Solo accostare le due categorie é "una bestemmia".
Ieri 40 poliziotti sono finiti in ospedale, auto, motorini, furgoni bruciati, Commissariati presi d’assalto, campi di calcio invasi, una colossale caccia al poliziotto in tutte le città d’Italia, e lei esimio presidente della camera NON TROVA DI MEGLIO CHE PROPINARCI L’ENNESIMO SERMONCINO SULL’INTEGRAZIONE? Con annessa la solita formuletta buonista su come combattere la violenza, per la quale “non basta la via repressiva: bisogna educare alla convivenza, a non vedere nell’avversario, nel diverso, un nemico”.
Quanti bei balablabla..., intanto a rischiare la pelle sulle strade sono i poliziotti e i cittadini normali come me. Sono io che rischio di essere violentata e massacrata di botte, da coloro che lei chiama gentilmente "diversi", ma che sono realmente solo criminali senza scrupoli. E per me sono nemici.
Lei così “altruista” viaggia in auto blu (quando non in aereo blu) con tanto di scorta, idem la sua signora. Io no, e come milioni di donne italiane siamo alla mercè dei “lupi” entrati nel nostro paese, con la benedizione del suo governo. Questo ci terrorizza, e non i tutori dell'ordine.
Ieri nel nostro paese si è scatenata una guerra civile degna di un paese sull’orlo di un golpe, e da questo governo le uniche assicurazione che vengono fatte sono che: “Sarà fatta chiarezza”, “Non sarà occultata la verità” “Si andrà fino in fondo”, come se gli italiani vivessero nella paura costante degli ERRORI della polizia, e non in quello della violenza distruttiva di tutta una serie di categorie sociali che vanno dagli ultras, ai disobbedienti, ai delinquenti  immigrati e non, che hanno tarsformato il nostro paese, in una giungla.
Categorie con licenza di devastare e uccidere, perché vanno capiti, “educati alla convivenza” magari in un bel residence in riva al mare, mentre la vittima del loro crimine marcisce sotto terra.
Le sue dichiarazioni esimio presidente della camera, in un paese civile le costerebbero le dimissioni, ma questo non è un paese civile e i fatti di ieri lo hanno ampiamente dimostrato.
Orpheus
Aggiornamento- Casini: "Una vergogna i politici contro la polizia"


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. ultras bertinotti zingari devastazioni

permalink | inviato da Orpheus il 12/11/2007 alle 12:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

11 novembre 2007

Quanto si dice che il comunismo è stato un bubbone per l’umanità, non è solo una metafora…

 

"E se il comunismo derivasse da i brufoli di Marx?

La tesi è del professor Sam Shuster, docente di dermatologia alla University of East Anglia: esaminando la corrispondenza di Karl Marx, lo studioso si è convinto che l'autore del "Capitale" soffriva di idroadenite suppurativa, disturbo in cui le ghiandole di ascelle e inguine si infiammano, causando forte prurito, pustole e foruncoli sulla pelle. "Oltre a ridurre la sua capacità lavorativa, cosa che ha contribuito alla sua deprimente povertà, l'idradenite aveva grandemente ridotto la sua autostima", afferma Shuster sul British Journal of Dermatology, "e ciò spiegherebbe il senso di alienazione che si riflette nelle sue opere". Tra le lettere rinvenute dal medico, ce n'è una del 1967 in cui Marx così scriveva a Friedrich Engels: "La borghesia si ricorderà dei miei foruncoli fino al giorno della sua morte."

Parole profetiche, non c’è dubbio…

In realtà la cosa era già nota da tempo ed è più seria di quanto sembri. Ne aveva scritto Frank E. Manuel in "Requiem per Carlo Marx" (Il Mulino). Manuel, ricordando la scurrilità di Marx quando parla di ebrei, sostiene che si tratti di una malattia psicosomatica (l’idroadenite) dovuta al ripudio del legame materno e delle proprie radici ebraiche.
Chissà se il compagno Dilibertov impegnato a celebrare qualche giorno fa, con parole toccanti, l’anniversario della rivoluzione d’Ottobre che ancor oggi rappresenta, a suo dire “il grande momento liberatorio nel quale per la prima volta i lavoratori e le classi subalterne diventano protagoniste della storia” è a conoscenza del fatto che il comunismo è nato dalle pustole e dai foruncoli del suo illustre ideologo ...
Orpheus

11 novembre 2007

Muore un giovane tifoso ed é subito caccia al poliziotto

 Scontri tra la polizia e i tifosi romanisti nei pressi dello stadio Olimpico (da Sky Tg24)

Un ragazzo di nome Gabriele Sandri,è morto dopo uno scontro tra tifosi in un'area di servizio lungo l'A1, nel territorio di Arezzo, colpito, pare, da un colpo d'arma da fuoco esploso da un agente della Polizia stradale intervenuto a sedare la rissa.
Gabriele era nella sua auto quando è stato colpito dall’agente, dall’altra parte della strada, il quale ha sparato in aria non per uccidere, ma per intimidire i partecipanti alla rissa.
Se ne deduce che è stata una tragica fatalità, di cui bisognerà appurare tutti i risvolti e le responsabilità.
Tanto è bastato per trasformare alcune delle principali città italiane in teatri di guerriglia urbana, con molti feriti da parte delle Forze dell’Ordine e devastazioni di beni pubblici e privati.
A Roma è stata presa d’assalto una caserma dei carabinieri e la sede del Coni, e scontri anche a Bergamo e Milano.
L’odio contro poliziotti e carabinieri, come un torrente in piena, si è riversato per le strade, negli stadi, sul web, ovunque è apparso “10,100,1000 Raciti”, l’ispettore di Polizia ucciso in febbraio, da un tifoso del Catania (immaginiamo il dolore della povera vedova, costretta a subire anche questo).  Persino allora, malgrado a morire fosse stato un poliziotto, la stessa incivile barbarie aveva dato mostra di sé. Gli stessi teppisti avevano festeggiato la morte di un uomo di 38 anni, con vent'anni di servizio nella polizia, donatore di organi, sangue, volontario della Croce Rossa e padre di due figli.
Detto questo, c’è qualcosa di profondamente sbagliato in una società che permette queste manifestazioni violente, scatenate con sistematica determinazione, appena se ne presenta l’occasione. Se lo stesso ragazzo fosse morto a causa di un colpo partito dal fucile di un cacciatore, per esempio, nessuno ci avrebbe fatto caso. Se fosse morto a causa di un colpo sparato durante una rapina, idem. Ci sarebbe stato, si e no, un commento in qualche in TG.
Pochi mesi fa, un rom ubriaco ha falciato quattro ragazzi, due settimane fa una donna è stata (quella si volontariamente), stuprata e ammazzata, eppure NON si è scatenata in tutta Italia la caccia al rom. Non sono stati assiliti i campi nomadi. Non ci sono stati assembramenti di centinaia di teste calde che bruciavano, devastavano e assaltavano qualsiasi cosa.
Il problema, quindi è la violenza ormai non più arginabile di certi ambienti giovanili. Una violenza che si scatena in modo cieco e furioso, ogni volta che le circostanze lo permettono, contro le forze dell’ordine. E’ una guerra  che stata dichiarata alle stesse. Una guerra alimentata dall’odio che tutta una certa parte politica ha sempre soffiato contro polizia e carabinieri e contro i nostri militari.
La morte di un ragazzo è sempre una tragedia, ma quello che è seguito dopo la morte di Gabriele Sandri è una vergogna inconcepibile in un paese civile. Si spera che il governo se la prenda con i veri responsabili che ben poco hanno a che fare con lo sport del calcio.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. ultras polizia scontri gabriele sandri

permalink | inviato da Orpheus il 11/11/2007 alle 22:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

11 novembre 2007

Le fotografie che l'America ha il coraggio di mostrare

 (JPEG)
Bush che abbraccia il soldatone commosso. Bush che rincuora i feriti. Bush e il giovane senza braccia che ridono. Bush con la mano sulla spalla del marine dal cranio semipelato e rifatto. È la persona del presidente che visita il laboratorio di fisioterapia dell'ospedale militare di San Antonio, Texas, in realtà è tutta l'America che s'inchina e si stringe attorno ai suoi ragazzi scampati alla morte ma offesi, handicappati, condannati alle protesi e alle carrozzelle. E guarda queste immagini con il coraggio civile e l'orgoglio di una nazione che tiene la testa alta. Che sa quanto costa la libertà e fa sul serio per difenderla. Lo ha sempre fatto.
Ora che a denti stretti il New York Times comincia a pubblicare i numeri del progresso delle operazioni di guerra in Iraq - meno morti tra soldati e popolazione, esuli che tornano a decine di migliaia, sunniti che si schierano con i marines contro i terroristi, Al Qaeda in rotta che fugge da Bagdad -, guardare questo reportage drammatico e intenso fa un'impressione diversa. Di estrema dignità nel sacrificio.
Di coerenza dell'America missionaria, che crede nel suo ruolo di nazione leader, per sé e per i popoli che inseguono la libertà. L'America sa pagare in prima persona per le guerre che fa, e quando è il momento della conta delle vittime e del sostegno ai sopravvissuti non si tira indietro. I Veterani hanno un ministero tutto per loro perchè sono una fetta della società importante, 24 milioni di persone che hanno servito il Paese. «Vengono da differenti generazioni e differenti backgrounds», ha detto ieri il presidente in occasione della Festa del Veteran Day, «ma sono stati tutti uniti dall'impegno all'onore, al dovere e all'amore verso il Paese, un impegno che ha mantenuto l'America libera. E noi non dimenticheremo mai ciò che dobbiamo loro». Gli americani non solo piangono i loro morti, ma traducono il rispetto per i soldati con le donazioni alle tante fondazioni pro-esercito: l'ultima, nata nel 2004 (www.saluteheroes.org) ha già dato 4 milioni di dollari alle famiglie di handicappati dell'Iraq e dell'Afghanistan. Gli oppositori alle guerre americane (sempre giuste, sancisce poi la storia, anche se non sono mai mancati gli errori tattici, dagli sbarchi suicidi in Normandia alla sottovalutazione della reazione sunnita e della forza assassina di Al Qaeda in Iraq) usano le foto delle bare dei soldati per sfruttare la commozione dell'opinione pubblica in chiave politica spicciola, anti-americana all'estero e anti-Bush negli Usa. Anche le immagini dei cadaveri dei marines di Falluja, bruciati e trascinati nella polvere, sono state un "buon" momento per gli sciacalli un paio d'anni fa, che vi hanno visto l'inizio della fine della missione dell'America e degli alleati più fedeli. Oggi il Bush che vince a Bagdad, oltre a costringere il Corriere a mettere in prima pagina la notizia che Al Qaeda è in ginocchio, accarezza gli eroi e asciuga le lacrime degli americani.
Glauco Maggi-Libero
Non si può non fare un paragone con il trattamento che hanno ricevuto (e ricevono) i nostri ragazzi morti in Iraq o in altre missioni di pace, grazie alla campagna di criminalizzazione che la sinistra ha condotto quando era all'opposizione, ma che ancora adesso,  porta avanti nella sua ala estrema.
Una vergogna nazionale, lo slogan "una, dieci, cento, Nassyrie" , urlato da teppisti legittimati a farlo da questa sinistra di governo e di piazza.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. bush guerra iraq veterani

permalink | inviato da Orpheus il 11/11/2007 alle 19:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

10 novembre 2007

Invasione rom: il peggio deve ancora arrivare

  
Mentre l'Italia vive la più drammatica delle emergenze immigrazione, l'Unione europea, con una 'storica' decisione, si appresta a smantellare tra pochi giorni le frontiere interne con i nuovi stati membri dell'est. Inclusi i 12 valichi che separano il nostro Paese dall'Europa orientale lungo i confini con la Slovenia. Avete capito bene: dal prossimo 21 dicembre non verrà più sottoposto a controlli, nè richiesto di esibire alcun documento d'identità o passaporto -come accadeva finora- chiunque voglia entrare in Italia via terra o via mare partendo da Polonia, Slovacchia, Lituania, Estonia, Lettonia, Ungheria, Repubblica ceca e ovviamente Slovenia. E tra 2009 e 2010 si aggiungeranno al gruppo anche la Bulgaria e la stessa Romania, la quale per rimuovere posti di frontiera e annesse dogane attraverso una Commissione Nazionale di Autovalutazione (sic!) viene addirittura sponsorizzata dall'Ue con 500 milioni di euro. Ma in realtà neppure bulgari e rumeni dovranno attendere oltre. Gli basterà ad esempio recarsi dai loro fratelli slavi in territorio slovacco piuttosto che polacco, per ritrovarsi come per magia nel cosiddetto spazio Schengen: un'area unica senza più frontiere interne, che si estenderà dal Portogallo fino all'Ukraina. Per la gioia di criminali, terroristi, trafficanti, indesiderati irregolari ed espulsi, comunitari e non. Anche se sembra paradossale, dal momento dell'allargamento dell'Ue a Oriente sono infatti sbarcati nei Paesi dell'Europa ricca per così dire gli elementi migliori. Coloro che, al controllo del documento e del bagaglio in frontiera, non avrebbero avuto nulla da nascondere, pena il respingimento immediato da parte delle forze dell'ordine. Dal 21 dicembre invece si apriranno potenzialmente le porte anche ai delinquenti in fuga, o a chi non possiede i requisiti per il soggiorno all'estero (inclusi eventuali extracomunitari dalla pelle non troppo scura). Inevitabile conseguenza della rimozione di oltre cento valichi di ingresso in tutto il continente. Tra cui i dodici che hanno diviso per mezzo secolo Italia ed ex Jugoslavia: Tarvisio, Basovizza, Rabuiese, Pesa, Muggia, Casa Rossa, Stupizza, Predil, Uccea, Vencò, Fernetti e S. Andrea. Insomma andare e venire dall'est Europa sarà come oggi recarsi in Francia: niente più frontiere, polizia, controlli, file, documenti ecc. Solo la strada e il mezzo di trasporto prescelto, in completa libertà. Tutto sulla fiducia. L'ultimo comunicato ufficiale del Consiglio dell'Unione europea, datato 7 novembre 2007, parla chiaro: "I controlli alle persone alle frontiere interne dei nuovi stati firmatari (dell'accordo di Schengen) verranno aboliti". I 27 ambasciatori dei Paesi interessati hanno dato il via libera finale il 31 ottobre scorso, e proprio ieri c'è stata la ratifica dei rispettivi ministri dell'interno. Gli unici a rimanere fuori dall'apertura totale rimangono dunque Regno Unito e Irlanda, molto critici sui suoi effetti in chiave sicurezza, anche e soprattutto rispetto a chi proviene dal resto del mondo. Per scremare gli ingressi dall'esterno l'Unione si affida unicamente a un sistema informatico di scambio di dati denominato "Sis1+4all". Una sorta di cervellone elettronico con capo a Lisbona, che dovrebbe aggiornare di continuo le liste degli indesiderabili. Peccato che poi sulle strade d'Europa non ci sia più nessuno a monitorarne gli spostamenti. E comunque il programma riguarderà giocoforza le frontiere esterne, non più quelle interne, visto che stanno per scomparire. Sempre secondo l'Ue "Il grande vantaggio di Schengen è che facilita il movimento interno delle persone". Chissà perchè i cittadini romani di Tor di Quinto o quelli milanesi di Rogoredo stentano a comprenderlo. Sarà forse per la premonizione che il peggio debba ancora arrivare? La Commissione Nazionale Rumena di Autovalutazione Schengen ha approvato il 24 ottobre il progetto di adesione della Romania allo spazio Schengen. Il ministero dell'amministrazione e degli interni di Bucarest comunica che essa avrà luogo nel 2010, dopo aver speso in arcane "intense preparazioni" i 500 milioni stanziati ad hoc da Bruxelles alla voce "Facilità Schengen". Al governo italiano rimangono meno di un paio d'anni per chiedere una qualche moratoria ormai quasi impossibile verso le altre nazioni dell'est. www.laltrogiornale.com
Orpheus

10 novembre 2007

«Io, ospite mancato così avrei smontato le bugie di Annozero»

forattini21.jpg
 Non si tratta solo dell’odioso uso della querela per escludere chicchessia dalla tv, non è solo un pasticcio da ufficio legale: è lo stivale dell’Unione appoggiato sull’inesistente autonomia dei vertici Rai, è la querela che si fa braccio armato di una mente partitica: parliamo dei 21 senatori che hanno scritto una pubblica lettera, mercoledì sera, proprio per suggerire alla Rai di querelare un singolo giornalista. E il cda Rai, come un sol uomo, ha obbedito immediatamente. È stata l’Unità ad aver raccontato che la lettera dei 21 senatori, mercoledì pomeriggio, è giunta al consiglio di amministrazione Rai appena riunito: dopodiché i consiglieri si sono adeguati.
È stata l’Unione, e non la Rai, a impedire la presenza di un giornalista che Michele Santoro aveva invece reputato utile alla sua trasmissione: presenza che non sarebbe comunque bastata, perché la trasmissione forse l’avrete vista, avrete ascoltato il coro gregoriano e monofonico, avrete assistito a quella chiacchierata tra amici in quel un clima surreale che ha stordito persino l’annichilito Enrico Mentana.
Dal primo all’ultimo fotogramma il sottinteso era uno solo: ed è corrisposto a un uso criminoso della televisione pubblica, sissignori, uno strumento per dire che è stato Silvio Berlusconi ad aver fatto morire Biagi, che è stato il famoso editto a uccidere Biagi dentro, lui che non chiedeva modestamente che di lavorare. L’editto ha colpito Biagi mentre peraltro gli morivano la moglie e la figlia, non si uccidono così anche i decani?
Questo l’assunto, neanche troppo dissimulato: ma non un cane, giovedì sera, si è ribellato a quell’infamia, nessuno ha voluto semplicemente ricordare le tappe autentiche della dipartita di Biagi dalla Rai:
1) sin dal 2001 i vertici Rai gli chiedevano legittimamente di cambiare orario al suo Fatto, che non reggeva la concorrenza;
2) ci fu l’editto, nell’aprile 2002, ma Biagi continuò Il Fatto sino a normale scadenza;
3) in luglio proposero a Biagi di non fare più Il Fatto e di sostituirlo con alcune prime serate più una ventina di seconde serate, e questo retribuendolo con un miliardo in più rispetto ai precedenti due: e Biagi accettò, lo disse anche in una conferenza stampa, la faccenda pareva chiusa;
4) Biagi ricevette il contratto nel settembre successivo, ma non lo controfirmò perché frattanto aveva cambiato idea: d’un tratto ridecise che voleva ancora e solo rifare Il fatto Loris Mazzetti, il dirigente ad personam di Biagi, durante Annozero l’ha messa così: «Lo costrinsero a ridecidere di rifare Il fatto». Chi lo costrinse? E come, soprattutto? Il contratto era lì, bastava controfirmarlo: ma Biagi lo rispedì al mittente due mesi dopo averlo ricevuto, e nonostante gli inviti dei vertici Rai affinché lo firmasse;
5) Biagi pretendeva l’orario e la rete di prima, respinse ogni alternativa: la proposta di fare il Fatto alle 18.50 su Raitre, in particolare, lo mandò su tutte le furie tanto da fargli dare del cretino al direttore generale;
6) il vecchio contratto per Il fatto, rifiutato il contratto nuovo, andava intanto in scadenza, sicché la Rai gli mandò la disdetta con ricevuta di ritorno: altrimenti poteva intendersi tacitamente rinnovato;
7) deluso ma non troppo, Biagi accettò una buonuscita di 1,5 milioni di euro «effettuata con il pieno consenso dell’interessato e con di lui piena soddisfazione». Biagi disse testualmente che «Non sono stato buttato fuori, al contrario ho raggiunto di mia iniziativa un accordo pienamente soddisfacente che gratifica sotto tutti i profili, morali e materiali, i miei 41 anni dedicati alla Rai»;
8) Biagi accettò il ruolo di martire dell’editto berlusconiano, ma la Rai dell’Unione, ciononostante, non gli fece rifare Il fatto: lo tenne a bagnomaria per un anno e poi lo relegò alle 23 e 30 in un programma settimanale sui Raitre, Rotocalco televisivo.
Per desumerne lo scorno di Biagi, ossiala sua chiara sensazione d’esser stato usato e strumentalizzato come zimbello elettorale, si leggano le testuali parole del giornalista nel suo libro Quello che non si doveva dire (Rizzoli) peraltro riportate nell’articolo del vicedirettore Michele Brambilla.
Ma giovedì sera, ad Annozero, non abbiamo ascoltato queste obiezioni, questi dati: non abbiamo neppure ascoltato delle critiche legittime e magari sacrosante circa la stagione certo non brillante della Rai di centrodestra: confusa nel dolore vero e inconsolabile per la morte di Enzo Biagi, abbiamo assistito all’istruttoria del suo assassinio.
«Criminoso»: su questo stesso giornale, qualche volta, il famoso editto bulgaro è stato dipinto come un’uscita che Berlusconi poteva evitarsi. Non ne siamo più tanto sicuri.
Filippo Facci-Da Il Giornale
Che cosa manca al centro-destra per creare i propri martiri alla "Biagi, Santoro e Luttazzi", di cui ha una lista sicuramente più lunga di quella della sinistra?
Manca il tam-tam mediatico, l'enorme cassa di risonanza di televisioni e giornali, e mancano i politici che con una faccia di bronzo da Academy Awards, spacciano per verità assolute, delle MENZOGNE inventate di sana pianta.
Si, a sinistra sanno mentire molto meglio che a destra, hanno un'arte che farebbe invidia al De Niro di Taxi driver, ma soprattutto hanno una pletora di elettori che credono a TUTTO, ma proprio a tutto, alle bugie, alle promesse da marinaio, alle contraddizioni, alle insinuazioni, alle scuse più demenziali, alle castronerie più assurde, senza MAI che nella loro testa nasca un minuscolo dubbio, un desiderio infinitesimale di appurare se l'ennesima verità in odore di menzogna, sia anche lontanamente attendibile...
Credono e basta. Anche davanti a mille prove e all'evidenza dei fatti.
Sono più credenti loro dei cattolici.
Altro che atei, la loro fede politica é come quella islamica, cieca e sorda a ogni prova tangibile che smaschera le menzogne dei loro idoli, la loro cattiva coscienza.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. anno zero biagi rai facci censura rossa

permalink | inviato da Orpheus il 10/11/2007 alle 22:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

10 novembre 2007

"Come picchiare le mogli senza fare peccato"-L'imam dà lezioni in tv

 
Il matrimonio? È un ring dove chi rischia il ko è solo lei.
Certo non tutti i musulmani la pensano così, ma lo zelante predicatore saudita Muhammad Al Arifi, interprete del Corano e del pensiero del Profeta per la televisione libanese Lbc, ha pochi dubbi. I suoi insegnamenti televisivi ai futuri mariti lasciano poco spazio all’immaginazione. Le botte, a sentir lui, sono una componente essenziale della vita coniugale, come il buongiorno del mattino e il bacio della buonanotte. «Allah - spiega ai suoi allievi il religioso saudita - ha dato all’uomo un corpo più forte che alle donne». Quella dotta considerazione diventa la pietra angolare per spiegare l’inevitabilità delle busse, la legge del più forte che ogni moglie farà meglio a comprendere e ad accettare. Altrimenti le buscherà senza manco capire perché.
Loro, le donne hanno, del resto, ben poco da lamentarsi: «Il Signore le ha dotate di corpi delicati, fragili soffici perché loro usano meglio le emozioni del fisico... mentre l’uomo deve per forza usare le mani per riportare la moglie alla disciplina, lei può convincerlo usando le lacrime». Insomma lui magari la picchia, ma lei può rifarsi con un bella frignata. «L’uomo - precisa il dotto Al Arifi - è condannato a infuriarsi, la donna ottiene quel che vuole piangendo e facendo leva sulle emozioni». L’impari battaglia - fa intendere il religioso - è impossibile da vincere e i maschietti dopo aver strillato una, due, dieci volte non possono che passare all’azione. Attenzione, randellare la moglie non è né immediato, né inevitabile. Prima di farla nera ci sono almeno due passaggi obbligati: «Prima mettetela sull’avviso, una due tre quattro anche dieci volte, se questo non basta incominciate con il non farvi trovare a letto». L’abbandono del talamo, assicura Al Arifi, dovrebbe bastare. Una moglie non vedendo il marito coricarsi dopo una giornata di silenzi dovrebbe capire che è ora di far marcia indietro.
Ma ci sono anche le cocciute e le egoiste. Sono quelle così sicure di sé e così convinte di aver ragione da dire fra sé e sé: «Grazie a Dio se n’è andato per i fatti suoi, così avrò tutto il letto per me, potrò dormire da sola e rotolarmi da una parte all’altra come piace a me». Quando la moglie supera anche quell’estrema soglia d’impertinenza, il povero marito deve per forza ricorrere a quella che Al Arifi chiama «terza opzione». «Bastonarla», semplifica soddisfatto il pubblico dello studio televisivo. Al Arifi scuote la testa, sorride per tanto sano e naturale impeto. «Questo è giusto, ma come si fa a bastonarla, sentiamo un po’...». Alla fine tocca al religioso spiegare la raffinata arte delle botte coniugali. Innanzitutto niente colpi al volto. La regola del resto vale anche per asini e cammelli: «Se volete far camminare un cammello o un asino non potete colpirlo in faccia, quel che vale per le bestie deve valere anche per gli esseri umani». Sbaglia anche chi risparmia alla moglie denti rotti e occhi neri, ma la legna sul resto del corpo.
Il segreto, consiglia Al Arifi, sta nell’interpretare la regola islamica che impone di colpirla «con un bastoncino». Se nell’ineluttabile urgenza della «terza opzione» il marito non trova uno stecchino, può usare «qualcosa di simile», ma non mettere mano a bottiglie, a spranghe o coltelli. Quelli - raccomanda il religioso - sono proibiti. «Fate sempre attenzione – aggiunge – a usare un bastoncino sufficientemente gentile» perché menare il somaro o la moglie non è la stessa cosa: «Un asino comprende solo le botte, ma una donna è, in genere, più sensibile alle emozioni». Dunque meglio contenere l’ira, non lasciarle troppi segni addosso e non farla sanguinare. Mai e poi mai imitare quelli che «colpiscono le mogli come se prendessero a pugni il muro, centrandole da destra a sinistra, senza risparmiarle neppure i calci... Fratelli – si raccomanda Al Arifi - così non va bene, non potete trattare così con un essere umano». La moglie va bastonata non per farle male – spiega il predicatore - ma per farle capire di esser andata troppo oltre, di aver superato il limite della maschia sopportazione. Insomma botte a volontà, ma con virile lucidità e mascolino giudizio. Da il Giornale
Che "botta di culo" per una donna essere considerata, IN GENERE, più sensibile di un asino....
Quando Berlusconi disse che da quelle parti, non splendeva, propriamente, la luce della civiltà, si alzarono cori di proteste fino al cielo...quei signori, dovrebbero leggersi questo articolo.
Forse tutti torti non aveva Berlusconi, ad affermare che questa NON é CIVILTA'.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. tv donne islam imam percosse

permalink | inviato da Orpheus il 10/11/2007 alle 22:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

10 novembre 2007

La fatwa laica del Quirinale

 Loading Image
L'asso del Quirinale
L’investimento su un personaggio eletto al Quirinale con i solo suoi voti, al momento opportuno paga. Nel momento forse più critico, Giorgio Napolitano è intervenuto a sostegno del governo Prodi: “Ci sono scelte per impegni importanti, programmi, che non potrebbero avere alcun senso e alcuna prospettiva di successo se non si svolgessero con continuità, senza fatali oscillazioni e inversioni di rotta per il mutare degli indirizzi di governo e degli orientamenti politici e delle politiche pubbliche”.
L’alternanza democratica, il rispetto dell’opinione pubblica , la sfiducia in un governo e nella coalizione che lo sostiene diventano così “fatali oscillazioni e inversioni di rotta” da evitare.
L’avvertimento è nei confronti dei gruppetti e personaggi della maggioranza tentati di far cadere il Governo: sono colpiti da un anatema istituzionale, una specie di fatwa laica. Nella sostanza è un’interferenza sulla politica e sulla vita politica di eccezionale gravità. Ma nessun costituzionalista di regime avrà, probabilmente, da ridire.
Ma si tratta anche di una provocazione nei confronti di Berlusconi, che forse reagirà a questa intromissione: e allora pioveranno fulmini sulla sua testa.
Immediato il cedimento del centrodestra nella sua componente più debole, l’UIdc, il cui segretario, Federico Cesa, ha detto: “Noi siamo pronti, dalla prossima settimana siamo disponibili al dialogo punto per punto, nel merito, per valutare quello che è positivo e quello che non lo è”, riferendosi alle riforme costituzionali che la sinistra sta cercando di porre avanti.
La pensa diversamente, almeno per il momento, Ignazio La Russa, di An: “Non è cambiato nulla: siamo sotto finanziaria e continuiamo a sperare che imploda questo governo che non ha ragione di esistere”.
Sulle riforme si sono riuniti, negli uffici di Fausto Bertinotti, Walter Veltroni, il suo vice Dario Franceschini, il segretario del Prc, Franco Giordano e il ministro dell'Interno Giuliano Amato. Oggetto del colloquio, la riforma della legge elettorale, per trovare una posizione comune e presentarla alla CdL. Presentarla nel senso di “prendere o lasciare” e con l’obiettivo di dividere proprio la CdL.
Lo ha praticamente ammesso Vannino Chiti: “Lavoriamo per dare delle riforme essenziali all'Italia, lavoriamo per cercare un'ampia convergenza anche se il leader di Forza Italia ha detto di essere indisponibile. Noi continuiamo a cercare un dialogo con tutti ma comunque andiamo avanti perché l’Italia ha bisogno di queste riforme”.
E’ quindi in atto una manovra per isolare Berlusconi e indicarlo come l’ostacolo alle riforme. Resisterà Alleanza nazionale al suo fianco?
Il centrosinistra, stando alle apparenze, è soddisfatto. La Finanziaria distribuisce modeste elargizioni a pioggia, che non risolvono nessun vero problema, e fa dei tagli assai poco dolorosi che non incidono sulla struttura del Paese.
Tra Prodi e Veltroni, dopo qualche sgarbo reciproco, si è stabilita una tregua. Prodi resterà a Palazzo Chigi almeno fino alle elezioni europee del 2009, i cui risultati, se premieranno il Pd, daranno a Veltroni la spinta per assumere la direzione del governo. Sempre che non sopraggiungano incidenti di percorso.
Da Punto Quotidiano
Fini ha ceduto, e si é accodato al compare Casini.
Questo governo non cadrà. E' sotto l'ala di Napolitano e UDC e, a quanto pare, anche AN,
gli tengono bordone.
Che l'Udc fosse più di là che di qua, é dimostrato anche dal fatto che  quattro senatori centristi hanno disertato l'aula di Palazzo Madama, salvando il governo dalla caduta. I quattro voti in meno del centrodestra, infatti, sono stati decisivi per la tenuta dell'Unione sull'emendamento Calderoli. La norma, che riduceva a 50 il numero dei componenti del governo a partire dal primo gennaio prossimo, è stata bocciata con 152 voti contrari, 150 favorevoli e 2 astenuti.
Queste sono cose da ricordare quando si andrà a votare.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Governo Napolitano Cesa Fini

permalink | inviato da Orpheus il 10/11/2007 alle 21:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

10 novembre 2007

C'é satira e satira. Chi tocca la sinistra paga...condannato Forattini

 

La satira non può trasformarsi in un «insulto gratuito», in quanto, «al pari di ogni altra manifestazione del pensiero, non può infrangere il rispetto dei valori fondamentali della persona». Lo ha sottolineato la Corte di Cassazione confermando una sentenza della Corte d'appello di Milano che, nel 2002, aveva condannato il vignettista Giorgio Forattini, Roberto Briglia (direttore di Panaroma nel 2002) e la Mondatori al risarcimento danni pari a circa 30mila euro, nei confronti di Gian Carlo Caselli, all'epoca procuratore capo a Palermo.
Corpo del reato una vignetta, firmata da Forattini, in cui era raffigurato uno scheletro, con un ciuffo di capelli bianchi a forma di falce e una sciarpa rossa, avente in una mano una pistola e nell'altra una bilancia a simboleggiare la giustizia. Un'allusione evidente, per Caselli e per i giudici di primo e secondo grado, proprio al magistrato piemontese e alla sua responsabilità nel suicidio del collega Luigi Bombardini. E quindi, per la Suprema Corte un messaggio «strettamente connesso con l'attribuzione di un fatto determinato (l'avere in qualche modo condotto a morte il collega)» e tale da avere «una gravissima efficacia lesiva del patrimonio morale del Caselli». Insomma, un insulto gratuito e ridicolizzante il ruolo della magistratura, cioè un'istituzione, «attraverso l'allusione a condotte lesive del dovere funzionale di imparzialità». Cosa che non si deve assolutamente fare, perché la satira pur «incompatibile con il parametro della verità, è però soggetta al limite della continenza e della funzionalità delle espressioni adoperate rispetto alla scopo di denuncia sociale perseguito». Epperò un limite che viene stabilito dai magistrati, di solito assai sensibili alle punzecchiature e non sempre politicamente neutri...
Riassunto da Libero 
Non è la prima volta che la satira di Forattini viene condannata. Massimo D’Alema aveva chiesto e ottenuto tre miliardi di risarcimento, in una causa, che incredibilmente, era SOLO a carico di Giorgio Forattini, "dimenticando" sia il direttore che l'editore di Repubblica,  per la celebre vignetta dello "sbianchettamento" della lista Mitrokhin, poi ritirata dopo le dimissioni di Forattini,
Questo “EDITTO D’ALEMIANO” non solo é passato in silenzio, ma nessuno mai, ci fatto su una bella trasmissione di santificazione di Giorgio Forattini...D'altronde, immagino che Forattini, non sarebbe felice di essere soprannominato "Il partigiano Giorgio".
Detto questo la satira di Vauro, "può infrangere, tranquillamente il rispetto dei valori fondamentali della persona" anche quando questa é appena morta per mano di un terrorista islamico (ops...resistente).

Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. d'alema satira vauro forattini

permalink | inviato da Orpheus il 10/11/2007 alle 19:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

9 novembre 2007

Contro la mafia per 5 euro


Anche ai poliziotti delle Squadre Mobili e dello Sco, che hanno arrestato in Sicilia i Capi di Cosa nostra, l’Italia garantisce un aumento netto di 5 euro al mese.
Con 1.200 euro dello stipendio di un Agente hanno dimostrato in questi giorni, se ce ne fosse stato bisogno, quel che valgono.
Invece hanno diritto alla TEA - Trattamento economico accessorio. Un’indennità ben più costosa, a parità di funzioni dovrebbe essere corrisposto lo stesso trattamento. Ma non è così.
Per tutto questo dobbiamo iniziare una battaglia che possa portare ad un risultato utile, per tutti i colleghi che svolgono indagini contro la criminalità organizzata, come quella che ci portò al riconoscimento dei parametri costati 530 Milioni di euro nel 2005 e allo sganciamento dal pubblico impiego.
Due battaglie condotte vittoriosamente in porto dal SAP.
Con questa iniziativa e con la presentazione di alcuni progetti di legge, il Sindacato Autonomo vuole colmare una gravissima lacuna.
L’occasione, evidentemente, è stata fornita dall’arresto dei boss di cosa nostra di ieri.
Il SAP esprime il proprio plauso al personale della Squadra Mobile di Palermo per l’arresto dei boss della mafia Salvatore e Sandro Lo Piccolo.
Un’operazione brillante, frutto di un intenso lavoro e di grande professionalità.  Dopo gli arresti di Brusca, Riina e Provenzano, le Forze dell’Ordine hanno conseguito un altro eccezionale risultato nel contrasto alla criminalità organizzata, nonostante la cronica carenza di mezzi, strutture e organici.
Un impegno che contraddistingue ogni giorno tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato. Continua qui
Cinque euro di aumento, 1200 euro al mese per rischiare la vita ogni giorno per anni sulla strada, per garantire la sicurezza ai cittadini, per combattere le ingiustizie e il crimine.
Questi uomini e donne oltre ad essere sottopagati, sono anche oggetto di una campagna di deligittimazione e di odio, obbligati ad assistere a fatti di un'iniquità senza fine, ex-terroristi insediati in cariche istituzionali, Sale del Senato intitolate a teppisti, il cui unico merito é aver tentato di spaccare la testa ad un carabiniere.
Questa é l'Italia della sinistra, un paese dove si piange lacrime ipocrite per
finti eroi e si ignorano quelli veri.
Da parte mia posso solo ringraziare con tutto il cuore le forze dell'ordine, per quello che fanno e continuano a fare, malgrado gli stipendi vergognosi e i continui attacchi vili, miranti solo a svilire il loro lavoro.
Salvo poi a farsi belli con i risultati clamorosi del
l’arresto di boss mafiosi del calibro di Lo Piccolo.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. forze dell'ordine stipendi sap

permalink | inviato da Orpheus il 9/11/2007 alle 22:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

9 novembre 2007

Per il professor Prodi: basta la parola...


 "Abbiamo cercato di fare un pacchetto equilibrato che ponga rimedio ad una situazione di pericolo vero, rispetti i diritti e possa fare appello ai magistrati però con la dovuta rapidità perché non si venga meno all'obiettivo". (Ansa)
Dopo gli emendamenti imposti da Rifondazione Comunista, il pacchetto della sicurezza avrà lo stesso effetto dei confetti Falqui...
Davvero il professor Prodi crede che "basta la sua parola"?
E se il ministro Ferrero tuona: "Un voto bipartisan con chi ha posizioni razziste, mai" . La CDL gli deve rispondere "Un voto bipartisan con chi tradisce il proprio elettorato, mai. Con chi svende la propria patria men che meno"
Perché se  le destre hanno una cultura xenofoba, le sinistre hanno una cultura prettamente anti-italiana e razzista nei confronti di chi in Italia c'è nato (ma anche di chi ci vive onestamente). Nessuno vuole allontanare gli immigrati che si sono integrati e lavorano nel nostro paese, ma solo coloro, venuti qui a delinquere o a farsi mantenere senza fare NULLA.
Possibile che questo semplice concetto non riesca ad arrivare alle menti ottenebrate dall'ideologia?
Possibile che dobbiamo sobbarcarci l'onere di migliaia di persone che non vogliono  lavorare, alle quali immolare anche la nostra sicurezza?
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. prodi ferrero sicurezza

permalink | inviato da Orpheus il 9/11/2007 alle 21:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

9 novembre 2007

D'Elia, gli stupri e la rivoluzione


C'è una signora che ha deciso di raccontare una storia di trent'anni fa. Si chiama Giuliana Paladini, quando di anni ne aveva 13 viveva nella Firenze degli autonomi e di Prima Linea. Non aveva più i genitori, entrambi erano morti, e lei non ci aveva speso troppe lacrime visto che il padre l'aveva violentata per anni senza che la madre avesse il coraggio di impedirglielo. 
Di lei si occupava una tutrice nominata dal Giudice Tutelare e il fratello di 19 anni, dunque maggiorenne, che trascorreva il suo tempo a rubacchiare qui e là per raggranellare un po' di soldi per i suoi amici di Prima Linea. Giuliana andò a vivere a casa sua. Lì conobbe un amico del fratello. Aveva 27 anni, lei 13, una sera che era malata si infilò nel suo letto e la violentò. 'Si chiamava Giancarlo Menicalli. Alla fine disse che ero stata io a volerlo. La cosa continuò, senza che la tutrice dicesse nulla, anche se sapeva che ci vedevamo. Una sera entrò mio fratello, mi vide a letto con il suo amico. Ci guardò, poi disse: Giancarlo hai da prestarmi dei soldi per la cena?' E Giancarlo gli dette 5 mila lire.
Mio fratello mi ha venduta per 5 mila lire'. 
Dopo un anno e mezzo Giuliana fu chiusa in collegio.

Oggi Giuliana è una donna che è riuscita a trovare un lavoro che le piace, a creare una famiglia, ha un bel marito, due splendidi figli. Da qualche anno ha capito di dover affrontare il suo passato e ora si è decisa a raccontare tutto. Ha scritto due lettere. Una a Mario Calabresi, il figlio del commissario ammazzato da Lotta Continua, l'altra al Sap, il sindacato di Polizia.
"Perché voglio che sappiano chi erano quelli che ancora oggi raccontano di aver fatto degli sbagli perchè volevano fare la rivoluzione. Erano soltanto dei violenti, che si nascondevano dietro un'ideologia. E oggi noi vittime della loro violenza ancora una volta siamo gli unici a non avere alcun diritto se non il diritto alla Vergogna"
Ed ecco ora che cosa c'entra Sergio D'Elia che in quegli anni frequentava lo stesso ambiente del fratello di Giuliana e di Giancarlo, Prima Linea.
"Probabilmente l'ho anche incontrato qualche volta, anche se non lo ricordo - racconta Giuliana - Ora però lui che ha partecipato all'uccisione di un agente si è ricostruito una vita, è persino entrato nelle istituzioni come segretario d'aula alla Camera. E mio figlio, che è un ragazzino che non ha commesso nulla e sogna solo di diventare poliziotto, probabilmente non potrà farlo perché mio fratello è stato condannato per atti di terrorismo. E' giustizia questa?" 
Giuliana ha deciso di lottare per le donne vittime di violenza e fa parte dell'associazione
'Nessuno voti Caino' fondata dai familiari delle vittime del terrorismo.
Flavia Amabile-La Stampa
La discriminazione delle vittime del terrorismo rosso é una delle attività preferite dalla sinistra moralmente superiore e così "nobile e generosa". Al punto che nemmeno la morte violenta e ingiusta di un innocente ferma questi "profanatori di tombe". Dopo anni e anni tornano alla carica spargendo nefandezze e beffandosi di chi hanno contribuito ad ammazzare, Non é bastato togliere la vita a quegli innocenti, vittime di campagne d'odio scatenate dalla sinistra, anche dopo morti, seguitano ad ucciderne la memoria.
Dal 31 ottobre, a Milano va in scena  "Morte accidentale di un anarchico" di Dario Fo, 
datata 1970, dove si continua propagare, la menzogna che é costata la vita al Commissario Luigi Calabresi. Lo spettacolo ha procurato a Fo 40 processi, ma lu non demorde, vigliaccamente attacca chi NON può difendersi e lo deride: il commissario Definestra detto anche Cavalcioni, insomma Calabresi, ha spinto con le sue mani l'anarchico Pinelli, dopo averlo colpito con mosse da karate. Tutto lo spettacolo è una farsa giocata intorno a questa "certezza" nata dalla menzogna. 
Questi sono i moralmente superiori, non hanno rispetto nemmeno delle loro vittime.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. dario fo vittime terrorismo rosso calabresi

permalink | inviato da Orpheus il 9/11/2007 alle 19:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
sfoglia
ottobre   <<  1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6  >>   dicembre