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Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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8 ottobre 2007

Il "rito" infame del dileggio ai caduti

 Clicca per ingrandire
Siamo un paese pieno di forcaioli "se e ma", e i primi ad esserlo sono proprio quelli che hanno scippato l'ideale del pacifismo per imbrattarlo con la più turpe violenza, quella contro coloro che non possono più difendersi, insultandone la memoria.
Che si possa non aver rispetto della morte e del dolore dei familiari della vittima per me é inconcepibile, eppure questo osceno comportamento si ripete sempre. E' successo con i caduti di Nassyria, con Biagi e D'Antona con il povero Raciti.
Ogni volta durante le manifestazioni "pacifiste" si sono levati cori infami e sono apparse scritte sui muri offensive, per chi é caduto ammazzato dalle BR o dai terroristi islamici. 
Oggi  mentre si svolgevano i funerali di Lorenzo D'Auria, il sindaco di Modena si è visto costretto a presentare una denuncia contro ignoti per "apologia di delitto e danneggiamento aggravato", a causa di una scritta oltraggiosa nei confronti di Lorenzo D'Auria che imbrattava i muri della chiesa di San Giovanni. La scritta è stata subito cancellata e non ne è stato fatto cenno fino ad oggi per non interferire con la celebrazione delle esequie del giovane militare ucciso in Afghanistan.
E' vergognoso che le autorità non intervengano seriamente a punire questi nullafacenti e facinorosi.
E' vergognoso che in Parlamento abbiano chi li rappresenta.
E' verogognoso che questo governo salga sempre in cattedra a stigmatizzare tutti i cittadini, dai contribuenti, rei di non farsi dissanguare felici e contenti, ai  "bamboccioni" che vivono in famiglia fino a trent'anni, e su questi DELINQUENTI taccia, in modo ipocrita, colpevole e complice.
E' vergognoso che, al contrario, questi teppisti con la licenza di profanare, distruggere e commenttere vandalismi, NON paghino MAI per le loro azioni, perchè a qualcuno é convenuto elevarli a rango di "nuova generazione politica".
E' vergognoso che ormai ci siamo talmente abituati a questi reiterati soprusi, violenze e insulti a tutto ciò che é SACRO che nemmeno protestiamo più.
E non mi si venga a dire che l'atto del solito imbecille, perchè ormai di questi imbecilli ne abbiamo in parlamento, quindi il problema é molto più serio ed é URGENTE prenderne atto.
Orpheus

8 ottobre 2007

L’Europa boccia la scuola italiana

 

Bruxelles boccia il sistema scolastico italiano. Negli ultimi sei anni, pur avendo fatto alcuni passi in avanti, ha una brutta pagella sui cinque indicatori-guida presi in esame per un giudizio sulla situazione scolastica europea. Preoccupano maggiormente l’Italia e la Spagna per l’elevato tasso percentuale di abbandono del percorso di studi dei ragazzi dai 18 ai 24 anni. L’Italia fa registrare un 20,8% dell’intera popolazione, la media europea è invece intorno al 15,3%. Buoni i risultati di Francia e Germania (12%), quasi nullo l’abbandono nei paesi scandinavi. L’obiettivo, fissato nel protocollo di Lisbona, prevede che i paesi europei dovranno riuscire ad abbassare il tasso di abbandono scolastico al 10% entro il 2010.
Nello studio di Bruxelles, redatto dagli uffici del commissario per l’istruzione Jan Figel, si mettono in evidenza anche altri elementi negativi. In primo luogo la percentuale dei quindicenni con difficoltà di lettura e di scrittura. Terzo dato negativo i pochi studenti universitari che giungono alla laurea (solo il 16% contro il 39 degli americani), nonostante la riforma dei corsi triennali. Quarto aspetto i pochi laureati in materie scientifiche e tecniche.  Il dato è una mazzata proprio nel momento in cui il ministro Fioroni ha deciso che la riforma più innovativa è il ritorno degli esami di riparazione a settembree all’insegnamento delle tabelline. L’Italia, fatti alcuni piccoli passi a livello universitario, evidenzia scarsi progressi nel colmare le lacune nella capacità di lettura di base dei ragazzi. Sono il 23,9% i ragazzi che hanno problemi di analfabetismo rispetto ad una media europea del 19%.
In questo quadro preoccupano maggiormente le situzione del Sud. Secondo una verifica non completa, solo a Napoli ben 10mila ragazzi ogni anno abbandonano la scuola e sarebbero 150mila in tutta Italia.
Ma non sta meglio l’Alto Adige. Durante un convegno svoltosi a Bolzano in settembre, risulta che sono circa mille gli studenti altoatesini che cambiano scuola o abbandonano il loro iter formativo. Sul perché di questo fenomeno gli studiosi si stanno interrogando da tempo. Secondo alcuni c’è alla base un disagio familiare, la mancanza di autostima e di motivazioni. Secondo altre valutazioni l’abbandono scolastico dipende anche dalle centinaia di riforme, controriforme, variazioni, debiti scolastici, rimandati non bocciati, professori interni ed esterni, precari.
Una confusione generale. Un ragazzo spiegava che: “La scuola italiana ha dimenticato la competizione. Troppa precarietà nell’insegnamento. La classe insegnante, aggiungeva, pensa a riempire i registri più che la mente degli alunni. Troppa sindacalizzazione sui diritti inamovibili, poca voglia di essere protagonisti nella formazione dei giovani, mancanza di passione per un mestiere sempre più delicato”. Da parte degli insegnanti c’è il risvolto della medaglia: classi sempre più disattente e violente, pochi ideali, poca voglia di impegnarsi. La scuola specchio della società dove prevalgono la voglia di apparire, magari in tv, e la furbizia. E così cresce il disagio giovanile.
Opinione.it
C'è da chiedersi come si possa essere arrivati a questo punto, é la risposta primaria é la deresponsabilizzazione dell'individuo, la mancanza di doveri che contrabilanciano i diritti, la sparizione della responsabilità personale sempre e comunque. Tu rubi, uccidi o stupri e la colpa é della "società". A volte può essere, ma spesso NO, la colpa é del singolo che sceglie la via più facile e proficua, quella del crimine.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 8/10/2007 alle 19:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

7 ottobre 2007

Attacco tv a Fort Mastella. Prodi non vede ma boccia De Magistris e Forleo

 ‘’Ho letto i resoconti sulla trasmissione Anno Zero. Mi sembra che non vi si possa riscontrare nulla della serietà, della professionalità e dell’appropriatezza che dovrebbe avere una trasmissione che riguarda la giustizia'’. Lo afferma il presidente del Consiglio, Romano Prodi, a proposito della puntata dedicata alla vicenda De Magistris. Fin qui l’Ansa. Che dire? Quanto meno che appare singolare come ci si possa sbilanciare in giudizi tanto severi, impegnativi e definitivi sulla base di “resoconti”. Tanto più da parte di chi ha la responsabilità del governo.
Forse se Prodi avesse visto la puntata del programma di Michele Santoro - ma soprattutto se avesse ascoltato dal vivo le testimonianze di
Luigi De Magistris e Clementina Forleo - oggi qualche dubbio in più ce l’avrebbe. O forse quei dubbi se li terrebbe paludandoli egualmente di certezze pro-Mastella. Perché il problema è tutto qui: non la professionalità o l’imparzialità (non è quella la caratteristica di Santoro) di un programma televisivo, non la situazione della giustizia, ma la questione Mastella.
Il Guardasigilli è da tempo finito nel tritatutto mediatico-televisivo. Forse, anzi probabilmente, senza troppe colpe dirette. Magari ha peccato di ingenuità per essersi prestato al gioco, ma neppure questo è il punto. Il punto è che Mastella è decisivo per la sopravvivenza del governo, e dunque Prodi lo difende a priori. Così come, sempre a priori, rassicura
Antonio Di Pietro che vorrebbe far fuori Vincenzo Visco, o Lamberto Dini che farebbe a fette l’estrema sinistra e i sindacati. Salvo poi ripetere lo stesso copione, con le battute al rovescio, con Visco, sindacati ed estrema sinistra.Non con i magistrati, però. Quelli sembrano improvvisamente diventati figli di nessuno. Non stanno a cuore al governo e alla maggioranza di sinistra, dal momento che indagano su alcuni pezzi grossi dell’Unione , così come fino a poco tempo fa si erano dedicati al centrodestra. E infatti i De Magistis e le Forleo, non stanno a cuore neppure all’opposizione, in nome del garantismo. Perfino il Csm, organo lottizzato di autogoverno della magistratura, sembra non sapere più che pesci prendere: lunedì dovrebbe decidere se togliere o meno a De Magistris l’indagine sulle collusioni tra toghe, politici e business in Basilicata e Calabria. Ma il Csm guidato da Nicola Mancino, ex maggiorente della Dc, ha già detto che magari dovrà prendersi un rinvio.
Non si può certamente stabilire ora se De Magistris stia facendo il suo lavoro o se si sia anche lui ammalato di protagonismo come altri suoi colleghi. Così come è evidente che nei programmi di Santoro c’è un sovrappiù di partigianeria e antipolitica, a cominciare dalle lettere di Marco Travaglio. Ma in quest’ultimo caso siamo nel campo delle opinioni, discutibili quanto si vuole; nel primo caso - i magistrati - siamo invece nel minatissimo campo della separazione dei poteri. Ed è singolare che appena la Forleo approfondisce l’indagine sull’Unipol la Camera alzi le barricate intorno a Massimo D’Alema, mentre appena De Magistis sfiora Prodi e Mastella piombino gli ispettori.
Non vogliamo che la magistratura torni ed essere arbitra della politica e del Paese, come negli anni Novanta? Si desidera combattere il grillismo e il populismo? Il modo migliore sarebbe lasciar fare ai magistrati il loro lavoro, e lasciare che i politici eventualmente coinvolti si difendano nelle sedi proprie: non gli mancano certo mezzi e strumenti. Diversamente non sapremo mai se De Magistris è una vittima o un mitomane. Soprattutto non sapremo se i D’Alema, i Mastella, i Prodi, i Fassino, come ieri i Berlusconi ed i Previti, si sono davvero macchiati di qualche reato, oppure sono esposti ad una indebita “gogna mediatica”. “Comportamento illegittimo ma non illecito” ha del resto stabilito la Procura di Roma a proposito di Visconell’affaire del generale Speciale. Bel modo di fare chiarezza e rispondere all’opinione pubblica. di Renzo Rosati da panorama
Non conosco De Magistris e non ho una particolare simpatia per la Forleo , autrice, tra l'altro di sentenze molto discusse e discutibili, ma ho visto qualche stralcio di annozero e mi hanno molto colpito le dichiarazioni della figlia dell'eroico magistrato ucciso dalla mafia, Scopelliti e della imprenditrice che ha fatto nomi e cognomi(anche di  "amici" di Prodi) di personaggi indagati da De Magistris nell'inchiesta al cianuro WHY NOT.Una intera regione si batte per De Magistris che Mastella vuole allontanare: mi chiedo perchè se De Magistris secondo alcuni è un pazzo.Non mi piacciono i magistrati politicizzati e presenzialisti ma nello specifico credo ci sia una vera e propria  legittima difesa e del resto anche la Forleo è venuta in aiuto di De Magistris ma non solo.Se avesse chiesto chessò, Castelli di silurare un magistrato che indgava su Berlusconi credo che certo sinistrume e certa magistratura che ora TACE, lo avrebbero linciato su tutte le piazze italiane, mediatiche e non
Verbena


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permalink | inviato da Orpheus il 7/10/2007 alle 20:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

7 ottobre 2007

A me i Carc (Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo)

 rosa
E' noto, basta scorrere l'elenco delle alte cariche dello Stato per capirlo: i comunisti, oggi, sono vittime di una «campagna di persecuzione». Si sa: la borghesia è «eversiva» per natura, e tutte le «conquiste di civiltà e progresso» ottenute nel nostro Paese portano la firma dei comunisti. Per questi e altri motivi, chi si permette di indaga sui Carc (i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo) va fermato. Come il pm bolognese Paolo Giovagnoli, «novello Torquemada», autore di «una nuova caccia alle streghe, un’operazione di repressione preventiva degna dei tempi del fascismo».
Ora, che simili deliri abbiano libera cittadinanza su Internet non è cosa né nuova né strana. Nuovo e molto strano, invece, è che
l'appello dei Carc per legare le mani a Giovagnoli, nel quale tali deliri sono messi tutti nero su bianco, sia stato appena firmato, come fanno sapere gli stessi Carc, da Rosa Russo Jervolino Russo, attuale sindaco di Napoli ed ex ministro dell'Interno.
Delle due l'una. O la Jervolino smentisce tutto subito. Oppure la sua firma su quel manifesto c'è davvero. E allora la cosiddetta "sinistra moderata" è assai più sottomessa alla sinistra più estremista di quanto si potesse credere. Soprattutto, acquista tutta un'altra luce l'atteggiamento dei governi di centrosinistra, e in modo particolare di certi ministri dell'Interno, nei confronti di eversori, terroristi ed ex terroristi rossi.
Fausto Carioti-Conservative mind
I Carc sono quelli che  protestano contro il regime del carcere duro e portano solidarietà alla brigatista Nadia Lioce rinchiusa nel carcere dell'Aquila e sottoposta al regime di carcere duro del 41bis.
Tanto per dare una vaga idea di cosa siano, a chi non li conosce.
Ovviamente disprezzano le Forze dell'Ordine, il Papa e tutto ciò che una società CIVILE considera sano e positivo.
Ovviamente inneggiano alla strage di Nassyria e agli omicidi di Biagi e D'Antona.
Aggrediscono persino i compagni fedeli al marxismo-leninismo-pensiero di Mao, i quali hanno individuato nei Carc "agenti della borghesia e della reazione mondiale mascherati da comunisti".
Da ciò si possono trarre due considerazioni la prima é che l'ideologia comunista é un "virus" che penetra nel cervello e distrugge tutti i neuroni.
La seconda che la Jervolino ne é affetta in forma grave.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 7/10/2007 alle 14:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

7 ottobre 2007

Brutti, sporchi e cattivi


E vendicativi aggiungo io.
A "toccare" un comunista (anche se appartenente alla cosiddetta sinistra moderata) si paga sempre pegno (emblematico fu ciò che successe a Forattini con il famoso sbianchettamento di D'Alema). A parole sono democratici, progressisti, liberali e blablabla... con i fatti, passata la bufera, sono guai per il malcapitato che ha osato sfidare il loro arrogante e spocchioso potere.
Sotto le forche caudine, questa volta c'è finito il generale Roberto Speciale reo di aver portato alla luce le indebite pressioni del vice-ministro Visco, definite ILLEGITTIME anche se non illecite dalla Procura di Roma. Lo scandalo venuto alla luce, avrebbe dovuto portare, quanto meno alle dimissioni di Visco, e invece lui è rimasto dov'è, protetto da un esecutivo che ha la sua stessa levatura morale e il Generale Roberto Speciale é indagato dai soliti PM, sempre a disposizione della "Parrocchia Rossa", per violazione del segreto di ufficio: nel luglio del 2006 Speciale avrebbe rivelato allo stesso Visco l'esistenza di indagini su fondi elettorali ai ds in Puglia.  Ma è una storia che non sembra stare in piedi. Innanzitutto perché in Puglia non ci sono indagini sui fondi dei Ds. Lo ha verificato direttamente l'Ansa
che ha mandato in rete la notizia. E quindi se non ci sono indagini sui ds non si capisce quale segreto Speciale abbia mai potuto confidare a Visco su inchieste inesistenti.
 "Le dichiarazioni di Visco ancorché destituite di ogni fondamento - spiega il difensore di Speciale, l'avvocato Ugo Longo - rappresentano una notizia criminis per cui è tecnicamente possibile la sua iscrizione. Il generale Speciale confida di dimostrare, non appena sarà possibile, di essere assolutamente estraneo alla vicenda. D'altronde non aveva la possibilità di essere informato su indagini in corso in Puglia sui Ds. Insomma ciò che ha detto Visco è falso e se sarà dimostrato dalla magistratura si potrebbe aprire un procedimento per calunnia"
.
Visco avrebbe fatto meglio a lasciar cadere la cosa, non é detto che a salvare lui e il governo, saranno ancora presenti, in caso di necessità,  i "sempiterni" senatori a vita, .L'inverno é alle porte e potrebbero prendersi l'influenza.
Orpheus




6 ottobre 2007

Una mappa di tutte le moschee per controllare gli integralisti

 
Contro la diffusione dell’Islam fondamentalista in Italia non c’è che una soluzione: istituire un pubblico registro delle moschee e controllare la formazione degli imam. Ne è convinta Alleanza Nazionale, che ieri mattina, a margine della Festa Tricolore in corso a Milano, ha presentato una proposta di legge in nove punti. «Le moschee stanno nascendo come funghi - ha dichiarato Daniela Santanchè, prima firmataria - ma è chiaro che non siamo contro l’islam moderato e riformista. Anzi, sono proprio i musulmani non fanatici a chiederci leggi più rigorose per tutelarli». «Non vogliamo mettere in discussione la Costituzione - ha precisato Ignazio La Russa, capogruppo alla Camera di An - ma servono regole precise per permettere di vivere con serenità una realtà che è diventata molto difficile».
E allora ecco un progetto in nove punti destinato a far discutere. Innanzitutto stop all’anarchia delle moschee, che saranno obbligate ad iscriversi a un pubblico registro, previa approvazione delle prefetture. Tra i requisiti richiesti una «relazione sui riti, le attività didattiche e i principi religiosi all’interno delle moschea», nonché una dichiarazione patrimoniale e l’impegno a presentare un bilancio economico annuale. Lo scopo è evidente: contrastare l’afflusso di fondi neri da parte di organizzazioni estremiste; dunque ogni centro di culto dovrà certificare le proprie fonti di sostentamento.
Alleanza nazionale propone la creazione di un albo degli imam, al quale potranno iscriversi solo coloro che risiedono in Italia e che condividono i diritti e i doveri sanciti dalla «Carta dei valori della cittadinanza» elaborata dalla consulta islamica. Inoltre spetterebbe allo Stato occuparsi della formazione delle «guide religiose», sul modello di diversi Paesi arabi, ad esempio il Marocco. Come? Attraverso «appositi corsi presso le Facoltà italiane di Lettere e filosofia con specializzazione in Storia e Civiltà orientali». Solo chi li segue potrà ricevere l’attestato di idoneità che gli permetterà di predicare legalmente nelle moschee, ma che potrà essere revocato in qualunque momento da una commissione di controllo. Il tutto, ovviamente, in italiano. «I sermoni in lingua straniera saranno permessi, ma solo a condizione che ci sia un servizio di traduzione o intepretariato», ha precisato La Russa.
Continua QUI
Tutto vero, tutto giusto e tutto auspicabile. Ma perchè la CDL non si è mossa in tal senso quando era al governo?
Invece di costituire una consulta islamica con all'interno l'Ucoii. Proprio l'Ucoii legata ai Fratelli Musulmani e ben lungi dall'appartenere all'islam moderato.
Perchè AN si sveglia adesso? Il problema della radicalizzazione delle moschee e del suo incredibile propagarsi sul suolo italiano, non é nato certo in questo ultimo anno e mezzo. Con la sola differenza che se il cdx avesse agito quando governava, forse oggi sarebbe già stato risolto.
Orpheus

6 ottobre 2007

Precarity Day, 9 ottobre 2007, Anno settimo della Guerra Globale Permanente

 
Francesco Saverio Caruso, per gli amici “Ciccio” parlamentare, latifondista e no-global è un vero vulcano di attività, tutte mirate al “bene” dell'UMANITA' sotto forma di migrante e/o diseredato. E’ per questo che milita in quel partito di mammole staliniste, che si emozionano a sentir parlare Fidel, plaudono a Chavez come esempio di leader illuminato, democratico e popolare e chiudono ambedue gli occhi sulle esecuzioni di massa cinesi.
Il nostro “Ciccio” una stronzata dice (scusate il termine ma rende bene l’idea) e cento ne fa, in un turbinio di frasi e azioni a dir poco imbarazzanti per chi si picca di rappresentare la “serietà al governo”. Okkupa cpt al fianco della compagna di merende e partito Heidi, semina marijuana nelle fioriere di Montecitorio, da’ dell’assassino al professore Marco Biagi, vittima delle Br, si autosospende (purtroppo per un troppo poco tempo), viene condannato a tre anni per estorsione "proletaria" e si dichiara orgoglioso di andare in galera, ben sapendo che l’indulto imposto dal suo mentore “Faust” Bertinotti, ha cancellato la condanna. A confronto Calderoli è la sobrietà fatta uomo.
Pur spaziando, con strenua pervicacia, in ogni forma demenziale di protesta quella più amata da "Ciccio" è l’occupazione, pardon oKKupazione, ieri ha oKKupato la sede di Obiettivo lavoro, annunciando per il 9 ottobre il "PRECARITY DAY" del quale anticipa sfracelli.
D'altronde da uno che si firma:
Francesco Caruso carcere di Mammagialla, Viterbo, Italia, Europa, Pianeta Terra, 25 novembre 2002, Anno Secondo della Guerra Globale Permanente, cosa ci si può aspettare?
Un doveroso ringraziamento alla sinistra italiana per lo scempio dell'istituzioni.
Orpheus

6 ottobre 2007

Demagogia stantia invece di finanziamenti alla Sanità, una campagna del costo di 1.500.000 di Euro

 
Mercoledì scorso un'intera pagina di Repubblica ospitava l'ennesima trovata della Ministra stupefacente Lidia Turco: un'ammiccante infermierina dalle gote rosse e la didascalia "Pane, Amore e sanità" manca la fantasia di cui la Turco fa grande sfoggio nello sprecare i soldi dei contribuenti.
Costo della pagina 151.000 euro più IVA, ovviamente Repubblica non sarà la sola beneficiata da cotanta campagna informativa.
Di che? Vi domanderete voi, ebbene si, del trentennale 1978-2008, del servizio sanitario nazionale.
Costo dell'intera garrula operazione 1.500.000 di euro.
Parte dei quali versati al discutibile Oliviero Toscani, creativo del memorabile scatto con infermiera alla "Alvaro Vitali" e, nell'occhio del ciclone per l' ultima campagna pubblicitaria di una nota azienda d’abbigliamento che mostrava le foto di una anoressica ridotta a pelle e ossa (aspramente
condannate dall'ABA) e di una bambina in costume da bagno con un neonato nudo adagiato fra le gambe (quest’ultima censurata dal Giurì di autodisciplina pubblicitaria perché "enfatizza nella bambina un’innaturale e impropria sessualità che la rende possibile oggetto sessuale", così tanto per alimentare le fantasie malate dei pedofili).
Detto questo non rimane da chiedersi e chiedere alla minitra Turco, ma quel 1.500.000 di euro non poteva essere speso per la salute dei cittadini, invece d'informarli che da 30 anni abbiamo un sistema sanitario a scartamento ridotto? (al Sud molti ospedali sono affini a "lager").
O almeno in una campagna informativa socialmente utile?
Non c'è che l'imbarazzo della scelta: informare i giovani, con inserzioni circa i gravi rischi che comportano le malattie sessualmente trasmissibili e le pratiche demenziali come il piercing e il tattoo o mettere in guardia la popolazione dal massiccio ritorno della Tbc, che invece viene occultato nelle statistiche ufficiali, mediante la derubricazione dei casi di tubercolosi a generiche polmoniti virali, per non destare allarmismo e non penalizzare le frotte di clandestini che entrano da porte e finestre, gentilmente spalancate dal governo Prodi, senza ALCUN controllo sanitario. E se la TBC é tornata a spaventare, a Genova hanno avuto l'onore di curare casi di lebbra, ovviamente su immigrati clandestini allegramente a spasso per la città.
Ma secondo l'ineffabile ministra, l'infermierina dalle gote rosse rappresenta "la bella o buona sanità". Mi spiace per lei la "bella o buona sanità" é quella che cura in modo efficiente i malati e per farlo occorrono quattrini e visto che ce ne sono pochi, é d'uopo NON SPRECARLI, cara (nel senso di costosa) ministra.
Orpheus
Aggiungo un pezzetto dell'articolo del Giornale che la Turco dovrebbe leggersi:
L’operazione per rivalutare l’immagine del Servizio sanitario nazionale alla fine della fiera costerà al contribuente la bellezza di un milione e mezzo di euro. Secondo il ministro Turco, è «un dovere civico» verso gli operatori sanitari, per «non farli sentire soli dalla retorica pubblica» (sic, agenzia Ansa). Ma si rende conto che uno specializzando guadagna sui 900 euro al mese, meno di un operaio, e deve destinare un intero stipendio alle annuali tasse universitarie? Le hanno spiegato che i fili da sutura ormai vengono scelti non in ragione della loro qualità, come sarebbe auspicabile visto che ci vanno di mezzo vite umane, bensì in base al prezzo? Venga a visitare la clinica maxillo-facciale, una delle più avanzate d’Italia, della mia città. Scoprirà che il personale medico e paramedico dalle 16 in poi non è più stipendiato, per cui regala allo Stato il lavoro straordinario come se fosse volontariato; vedrà dottoresse costrette a fare da sole perché negli ambulatori in cui si applicano gli apparecchi ortodontici ai bambini non ci sono più infermieri a disposizione. Idem in microbiologia: le dottoresse devono provvedere di persona ai prelievi cutanei. Visiti la radiologia, efficientissima, dove però Tac ormai preistoriche restano rotte per mesi a causa della cronica carenza di fondi. E stiamo parlando del Nord progredito. Figurarsi quale conforto potrà arrecare l’immagine dell’ilare infermierina alle regioni del Sud.


5 ottobre 2007

Siamo un popolo di fessi...

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Siamo un popolo di fessi.
Tutti i giorni ci alziamo e andiamo a lavorare. Otto ore più gli spostamenti, in ufficio, in fabbrica, in negozio e a sera a casa, con i piedi gonfi e la schiena rotta.
Ma chi ce la fa fare?
Basta investire in forte stato di ebbrezza, quattro ragazzi e ammazzarli, poi ammettere l'ubriachezza e, ovviamente, chiedere perdono che:
il giudice di turno ci trasferisce subito in un residence in riva al mare di San Benedetto del Tronto.
Poi fa finta di condannarci a sei anni.
Ci rimanda nel suddetto residence in riva al mare, in attesa di essere trasferiti in una comunità per la cura dell'alcolismo (sic!).
Questa la chiamano giustizia.
C'è poi da stupirsi se la gente vuol farsi giustizia da se?
Orpheus
PS. Da notare che le manette nella foto vengono coperte...forse per non "criminalizzare il povero rom". Il Politically Correct ci annienterà.

5 ottobre 2007

Pacifinti alla riscossa domenica ad Assisi

 
Finalmente i pacifinti possono tirare fuori dal cassetto le bandiere arcobaleno, domenica infatti si svolgerà in quel di Assisi-Perugia  la solita marcia stantia pacifinta: e per non tradire la loro reputazione di pacifinti (inde)fessi gli organizzatori e i promotori catto-comunisti rivolgeranno la loro attenzione verso i soliti obiettivi: Israele e gli Stati Uniti.
Ovviamente ben lungi da loro includere una nota di biasimo, giusto magari un metaforico “buffetto sulla guancia” al dittatore birmano, il cui regime uccide ormai migliaia di monaci andandoli a prelevare nei conventi di notte e fracassando le loro teste sui muri e concentrando le persone negli stadi di Rangoon. Non c’è pericolo. Per gli stacanovisti del “pacifismo” con tanti se e ma, gli unici problemi che affliggono il pianeta e che meritano la loro orba attenzione sono: “lo spettro di un attacco militare all’Iran” e “il governo israeliano che, ponendosi ancora una volta fuori e contro il diritto internazionale, decide di tagliare le forniture di servizi essenziali alla popolazione di Gaza”. E il problema principale per la loro idea di pace è quello della “cieca politica israeliana che, chiudendo ulteriormente il già inumano assedio di Gaza” contribuisce “solo a aumentare la disperazione e la spinta alla radicalizzazione del clima politico”.
Insomma la piattaforma è già scritta e comprende i soliti blablabla antiamericani ed antisraeliani. La solita frittura in olio rancido, che hanno la faccia tosta di far passare per pacifismo e non per quello che é: bieco odio razzista.
Un pacifismo che non contempla e non ha mai contemplato quei massacri a cui le tribù dei pacifinti assistono senza dire una parola: dal Sudan alla Birmania, gli esempi non mancano. Quindi neanche una parola sugli eccidi della giunta comunista di Myanmar, né un accenno a possibili misure di boicottaggio spontaneo (come quelli sempre proposti contro Israele) delle Olimpiadi di paesi come la Cina che di quel regime sono gli sponsor (oltre ad essere gli stessi impegnati nel disprezzo totale dei diritti umani).

Il povero San Francesco ad assistere a tanta vomitevole ipocrisia e alla strumentalizzazione del vero ideale pacifista, si rivolterà nella tomba.

Orpheus


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5 ottobre 2007

La fame di riso dei bambini birmani

 
Le proteste in Myanmar sono esplose non solo per la fame di libertà, ma anche di riso, in una terra dove le molte risorse naturali arricchiscono la dittatura militare mentre la popolazione muore letteralmente di fame. La protesta dei monaci è iniziata a Pakkoku e si è estesa a Sittwe, capitale dello Stato Rakhine: due delle zone più povere, dove la malnutrizione infantile raggiunge il 20%: è “solo” del 18% nel misero Niger.
La regione intorno Pakkoku è chiamata la “zona secca”, una desolata terra di confine tra montagne e foreste, con molti abitanti ma scarsi raccolti di riso. Mancano dati ufficiali, ma secondo fonti private c’è una mortalità infantile di oltre due morti al giorno su 10mila abitanti. Non solo per malnutrizione ma anche per l’assenza di cure mediche. Nel 2007 si stimano morti in Myanmar  più di 3mila bambini per la peggiore epidemia di Dengue del decennio. Ma ai media è proibito parlarne.
I giovani si allontanano per cercare lavoro. Le madri stanno via mesi per mandare qualcosa da mangiare ai figli lasciati a casa: fanno le operaie nelle fabbriche che lavorano il pesce, le cuoche nelle piantagioni di gomma, si prostituiscono presso le miniere.
Il Paese è ricco di legname pregiato, rubini e gas naturale, ma se ne arricchiscono solo i capi militari e le compagnie che li sostengono. Secondo un rapporto congiunto delle Nazioni Unite e del governo del Myanmar, il 36% della popolazione vive sotto la soglia della povertà (chi ha meno di un dollaro al giorno per vivere), ma il dato reale è ritenuto molto maggiore e ogni anno la povertà peggiora. Le sanzioni imposte da Stati Uniti ed Europa hanno avuto poco effetto, con Cina, India e Paesi dell’Asean che sfruttano le ricchezze del Paese.
L’agenzia umanitaria Azione contro la fame, che ha centri nel Rakhine settentrionale, dice alla Reuters che la situazione era già peggiorata ma è precipitata con l’aumento del prezzo della benzina a metà agosto. In un mese il prezzo del riso, alimento essenziale per i poveri, è cresciuto di un terzo.
Per anni i monaci hanno assistito a questa realtà quotidiana, prima di scendere in piazza e protestare per la gente che muore di fame.
Fonti locali osservano che il coprifuoco non ha molto colpito la classe media, che lavora ogni giorno dalle 9 di mattina alle 5 del pomeriggio, ma è stato disastroso per i più poveri: per le madri che ogni giorno si alzano alle 2 di notte per andare al mercato del pesce o delle verdure e comprare una cassetta di merce, per rivenderla e guadagnare quanto basta per sfamare i figli quel giorno.
da Asianews
Tutti parlano della "liberazione" dei prigionieri politici e dei monaci, nessuno di quello che ha fatto questo regime comunista alla Birmania. Della povertà, della fame, delle malattie, della morte di migliaia di bambini. Un regime che ha depredato un paese ricco e l'ha trasformato in un paese dove la malnutrizione infantile é più alta che nel poverissimo Niger. Un paese dove l'unica libertà concessa é quella di morire di fame.
Con una dittatura come questa non si può "ragionare", si può solo destituirla.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 5/10/2007 alle 21:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

5 ottobre 2007

Mancanza di carceri? Una frottola, ci sono ma non si usano

Ce l'hanno ripetuto fino alla nausea: l'indulto l'hanno fatto perchè, a causa della mancanza di nuove carceri, quelle vecchie scoppiavano.
L'altra a sera al solito Porta a Porta (che mi ostino masochisticamente a guardare) Mastella ha rifilato la solita tiritera che "non si costruiscono carceri da 20 anni" e Maroni gli ha risposto che a questo punto bisogna utilizzare, solo per l'emergenza (non sia mai che pluriomici, stupratori, mafiosi e terroristi siano trattati troppo severamente) quelle di massima sicurezza, tipo Asinara.
Spero che Maroni e Mastella abbiano visto Striscia la notizia di ieri sera così hanno "scoperto" che di carceri costruite e abbandonate ce ne sono un numero congruo e che NON c'è bisogno di spostare i detenuti all'Asinara né aspettare 4 anni che sia pronto il carcere di Trento di cui, Mastella ha messo la prima pietra.
Centinaia di miliardi di vecchie lire spesi per carceri lasciate andare in rovina e un indulto che ha liberato migliaia di detenuti.
Ecco l'elenco dell'inettitudine e della falsità dei nostri politici:
Pescia (Pistoia) costruito nel 1989 perfettamente attrezzato (persino le tv nelle celle)
Minervino (Bari) finito e mai utilizzato
Volturara Appula (Foggia) finito e abbandonato
Castelnuovo della Daunia (Foggia) finito  nel 1992 e mai utizzato
Monopoli (Bari) finito  e mai utizzato
Codigoro (Ferrara) idem
Mantova struttura lasciata a metà
Accadia (Foggia) carcere molto grande completamente finito e mai utilizzato
C'é poi il carcere di Villalba (Caltanissetta) costruito 20 anni fa, attrezzato perfettamente, costato 8 miliardi di lire, usato per tre anni e poi abbandonato. Nel 2000 era ancora come nuovo.
Infine due carceri a Città di Castello (Perugia) e Busacchi (Oristano) sono state riconvertite in sede della CRI e in un centro sociale.
Adesso mi domando ma un ministro della Giustizia che racconta simili frottole in TV, non dovrebbe dimettersi?
E un'opposizione seria non dovrebbe denunciare lo scandalo delle carceri pagate con i nostri soldi e abbandonate?
Questa gente non solo si fa complice di sprechi colossali, ma gioca con la sicurezza e la vita dei cittadini.
Gli omicidi,  gli stupri e le rapine (e non parlo dei furti) che sono piovuti in testa agli italiani a causa di un indulto indegno di uno Stato serio, potevano essere evitati perchè, PRIMA di spendere soldi per carceri nuove,  basterebbe utilizzare quelle vecchie.
Ma l'indulto é  stata una cambiale pagata alla sinistra radicale che ha fatto comodo anche al centro-destra, ragion per cui, in barba all'interesse di coloro che hanno votato per questi pagliacci, i medesimi si sono fatti i loro d'interessi.
Orpheus




 

4 ottobre 2007

Dopo la visita dell’Onu, delusione e rabbia tra i birmani

 
Continuano senza sosta i rastrellamenti notturni e gli arresti indiscriminati in Myanmar, mentre tra la popolazione birmana di ogni religione – buddista, cristiana, musulmana – crescono “rabbia e delusione” per la recente visita dell’inviato Onu, Ibrahim Gambari, ripartito ieri “senza nulla in mano” e per l’atteggiamento delle grandi potenze confinanti. Fonti di AsiaNews a Mandalay raccontano di “numerosi arresti” condotti anche la notte scorsa dalle forze di scurezza birmane,. Stessa situazione a Yangon, centro delle proteste nazionali contro la dittatura militare. Testimoni riferiscono di raid in diversi quartieri, durante le ore di coprifuoco; in particolare le zone dove si sono svolte le manifestazioni, come la famosa pagoda Shwedagon. Le forze governative catturano anche i passanti casuali, senza distinzione. Un cittadino comune, che chiede l’anonimato, racconta di essere stato detenuto per tre giorni alla vecchia Università di tecnologia di Yangon solo perché si trovava a “passare vicino ad un corteo”. “Nell’edificio – continua – sono ammassate decine di migliaia di persone in condizioni igieniche disperate, mentre i bonzi rifiutano di mangiare il cibo che passano i carcerieri”. Con vere e proprie tecniche di terrorismo psicologico i soldati pattugliano le strade della città di notte urlando dai megafoni che sono in possesso delle foto dei ricercati, i quali “verranno presto catturati”.

Condizioni peggiori dell’88
Impossibile stabilire quanti siano gli arresti compiuti da quando la protesta ha raggiunto il culmine orami quasi 3 settimane fa. Quel che è certo è che rispetto all’ultima grande sollevazione popolare - quella del 1988, soffocata nel sangue con 3mila morti – “le vittime sono di meno, ma il disagio e la repressione maggiori”, si dice tra la gente. Attivisti stimano in oltre 6mila i detenuti e gli scomparsi, di cui circa 1400 monaci buddisti e un funzionario dell’Onu con tre membri della sua famiglia. Il bilancio ufficiale dell’intervento militare contro le manifestazioni pacifiche è di 10 morti, ma secondo diplomatici e gruppi internazionali supererebbero i 200.
Peggiore rispetto all’88 è anche la condizione della popolazione: il flusso turistico è calato drasticamente e con lui anche i guadagni già miseri della gente, i taxista si lamentano che nessuno prende il taxi e non hanno lavoro, al mercato anche i beni alimentari di prima necessità sono aumentati di prezzo. 
 Delusione e rabbia tra la gente
Intanto c’è attesa oggi in serata per il rapporto di Gambari al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, sulla sua visita di 4 giorni nell’ex Birmania; qui l’ex ministro nigeriano degli Esteri ha incontrato il capo della giunta Than Shwe e la leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi.
Ma la gente non nutre grandi speranze nell’Onu e monta la rabbia per la politica di accondiscendenza di governi internazionali con il regime militare. “Dopo la partenza di Gambari – sottolineano fonti anonime – la repressione è ripresa anche in modo più grave, ci sentiamo abbandonati dalle potenze mondiali, siamo arrabbiati con i nostri vicini Cina, India e Thailandia, che non adottano misure forti contro il regime, ma anzi lo sostengono per continuare a sfruttare i nostri prodotti e le nostre risorse naturali”. Ma la rabbia è prima di tutto contro il governo e i soldati, che “hanno profanato i templi e monasteri buddisti e usato la forza contro i bonzi, a cui persino gli stranieri portano rispetto”.
Nonostante tutto la popolazione crede ancora fortemente di avere il “dovere di manifestare”. Cattolici e musulmani si uniscono ai buddisti nel pregare per la democrazia e la fine delle violenze – raccontano da Mandalay – la cosa positiva è che ora tutto il mondo consoce la nostra tragedia, speriamo solo che tra poco i riflettori non si spengano, aiutateci a portare avanti la nostra causa per la libertà”.
Da Asianews
Sarebbe un mircolo se l'ONU  riuscisse a combinare qualcosa di positivo, ma soprattutto di reale per far rispettare i diritti umani al dittatore di turno.
Già che ci siamo é d'uopo ricordare che il regime che sta affogando nel sangue la protesta dei monaci
é comunista oltre che militare.
IN MYANMAR C'E' UN REGIME COMUNISTA !  
In Italia, dove i media non lo ricordano, il regime comunista si sta facendo strada ogni giorno...
Orpheus


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4 ottobre 2007

È morto D'Auria lo 007 ferito a Herat

 Roma - È morto il sottufficiale del Sismi Lorenzo D’Auria, 33 anni, ricoverato da alcuni giorni all’ospedale militare del Celio dopo essere rimasto ferito gravemente in Afghanistan. L’uomo, insieme ad un altro sottufficiale del servizio di sicurezza militare e ad un loro collaboratore afgano, era stato rapito sabato 22 settembre nell’Afghanistan occidentale nei pressi di Shindand, nell’area posta sotto la competenza italiana nell’ambito della missione multinazionale Isaf. Lunedì 24 era scattato un blitz da parte di forze speciali italiane ed inglesi che aveva portato all’uccisione degli otto sequestratori afgani che tenevano prigionieri i tre, rimasti feriti nel corso dell’operazione. D’Auria aveva riportato le ferite più gravi ed era tenuto in vita all’ospedale militare del Celio solo grazie ad un respiratore artificiale. Meno gravi le condizioni dell’altro operatore del Sismi, che ha riportato la frattura della clavicola sinistra e del collaboratore afgano. Appresa la notizia della morte del soldato, Camera e Senato hanno voluto rendere omaggio a D'Auria con un minuto di silenzio.
Cordoglio di Prodi
Il presidente del consiglio, Romano Prodi, ha inviato oggi alla famiglia del Maresciallo Capo Lorenzo D’Auria, morto in Afghanistan, un telegramma di cordoglio. Nel testo, tra l’altro, si legge: "Sono vicino a lei, Francesca D’Auria, e ai suoi figli in questo momento di grande dolore. La scomparsa di suo marito ferisce profondamente i nostri animi. Conserveremo sempre la sua memoria con l’affetto che si porta a un figlio caduto per tutti noi".
"Perso un figlio, abbiamo un eroe" "La nostra città ha un figlio in meno, ma un eroe in più". Il sindaco di Gragnano, Michele Serrapica, esprime il dolore della cittadina, in provincia di Napoli, di cui D'Auria era originario. "Ogni giorno ho incontrato i suoi zii che vivono a Gragnano. Ieri l’ultimo incontro. Erano rassegnati, mi hanno detto che si aspettavano da un momento all’altro la fine, definitiva, di questa brutta storia - racconta il primo cittadino di Gragnano - Avevano dentro anche tanta rabbia gli zii di Lorenzo, per un destino così brutto riservato a chi ha soltanto 33 anni". "Rabbia - continua il sindaco - per la morte di un uomo dello Stato portatore di pace".
dailgiornale
Mi spiace molto che questo ragazzo ancora tanto giovane e padre di 3 bambini piccoli sia morto, anche se è morto nell'adempimento del suo dovere.Spero che lo Stato e Prodi in primis se ne ricordino.Questo mio post è scritto soprattutto per onorarne la memoria e per esprimere il mio cordoglio ,ai suoi familiari ed in particolare alla moglie che certamente sarà distrutta dal dolore, e la mia grande tristezza .Era un ragazzo del Sud, di quelli che aveva scelto di lavorare per lo Stato, scelta difficile e spesso ingrata, ricordiamolo
Verbena


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permalink | inviato da Orpheus il 4/10/2007 alle 20:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

4 ottobre 2007

Quel giornalismo che gronda sangue

 

Fin dove si può spingere un giornalista nel manipolare la realtà per ideologia, interesse o smania di fama? E’ etico spingersi fino a creare un “caso” , quando il caso non esiste? E’ giusto mentire, contraffare, imbrogliare il prossimo? Tutto in nome del “diritto di cronaca”, diritto che si trasforma in una colossale quanto disgraziata menzogna, quando una circostanza fortuita fornisce su un piatto d’argento la possibilità di creare un mito, un martire di cui tutto il mondo parlerà, ma che sarà l’inizio di un bagno di sangue.
Questo è accaduto con la morte del piccolo Mohammed Al-Dura: France2 ha mandato in onda 59 secondi di immagini in cui si vede un bambino palestinese morire tra le braccia del padre, ucciso in uno scontro a fuoco fra palestinesi e israeliani. Sono immagini sconvolgenti perché la morte di un bambino è sempre atroce, una sconfitta per l’umanità, perché i bambini dovremmo proteggerli, diamo loro la vita e dovremmo permettergli di viverla.
Oggi dopo sette anni e molte vite innocenti spezzate Dani Seaman il direttore del “press office” israeliano a cui tutti i giornalisti si rivolgono per l’accredito, sostiene che quei59 secondi sono stati fabbricati ad arte. Questa dichiarazione messa per iscritto, segue la decisione di un tribunale francese che ordina a France2, in seguito al ricorso di Philippe Karsenty, presidente di Media Ratings, un gruppo che controlla l’accuratezza dell’informazione, di mostrare tutto il materiale, 27 minuti, girato dal cameraman arabo Abu Rahman il primo di ottobre. Charles Enderlin, il titolare di France2, si era sempre rifiutato di consegnare la pellicola.
E solo questo la dice lunga su quanto autentico possa essere quel filmato.
Ma c’è ben altro: l’angolo da cui sono state sparate le pallottole è completamente diverso da quello in cui si trovavano i soldati, che erano in posizione laterale mentre i fori sono frontali.
I frammenti di cui è costruita la pellicola sono sette e l’ultimo segmento mostra due dita che indicano un «take two», una seconda ripresa della morte del bambino. Morte a cui molti non credono nemmeno più. Sono diversi infatti a ritenere non solo che Al-Dura non sia stato ucciso dagli israeliani, ma che non sia affatto morto. Anche i vari cambiamenti di posizione della supposta vittima sono ormai causa di attenzione particolare. Un altro elemento sottolineato dagli osservatori, è che non si vede in tutto il film una sola goccia di sangue, anche se il padre ha parlato di numerose ferite subite anche da lui stesso.
Ciò nonostante quei 59 secondi hanno portato ad una scia di sangue: due settimane dopo, due soldati israeliani entrati per sbaglio a Ramallah, sono stati catturati dalla folla e fatti a pezzi, letteralmente smembrati con le mani, fra urla di vendetta e inni ad Al-Dura. Quando il giornalista Daniel Pearl è stato decapitato, i rapitori hanno invocato il nome di Al-Dura. Anche Bin Laden ha invocato il suo nome in un video di reclutamento. La terrorista suicida Wafa Al-Samir nel giugno del 2005 si è diretta all’ospedale infantile israeliano di Beersheva per farsi esplodere dopo aver detto di volere uccidere quanti più bambini possibile per vendicare Al-Dura. ì
Il tutto perché quei 59 secondi hanno mostrato una sorta di fucilazione volontaria di un bambino innocente, tanto è stata distorta la realtà.
Che ciò sia stato fatto per buttare benzina sul fuoco dell’odio contro Israele o per fare lo scoop dell’anno è ininfluente dal punto di vista morale, troppo spesso i media giocano con le vite altrui in modo incosciente, vergognoso e criminale. Tanto non ne pagano le conseguenze, mai.
Come non hanno pagato per la morte orribile dei due poveri soldati israeliani.
Orpheus


4 ottobre 2007

Da pastore molisano a botolo da compagnia

 

Sarà interessante vedere dai sondaggi la reazione degli elettori alla clamorosa retromarcia di Antonio Di Pietro sul caso Visco. Fino ad ora i dati indicano un andamento positivo dell’Italia dei Valori, unico partito considerato in crescita all’interno del centro sinistra grazie alla capacità di Di Pietro di intercettare una parte dell’effetto Grillo. Se la parabola di Idv continuerà a salire vorrà dire che anche la strumentalizzazione più grossolana paga. E che d’ora in avanti dentro e fuori la maggioranza si scatenerà una forsennata gara a chi la spara più grossa ed a chi strilla più forte senza, ovviamente, dare alcun seguito concreto alle sparate ed alle urla. Se, al contrario, i sondaggi indicheranno che l’elettorato non la beve e che la parabola di Di Pietro incomincia a discendere, vorrà invece dire che la fase dei cani abituati ad abbaiare senza però mordere è finita. E che da quel momento la partita politica diventa seria.
Intendiamoci, nessuno pensava realmente che Di Pietro potesse aprire la crisi sul caso Visco. Il Ministro non ha battuto ciglio ed è rimasto al suo posto di fronte al sostanziale fallimento della Tav, che era e rimane la priorità principale del proprio dicastero. Figuriamoci se poteva mai uscire dalla coalizione per una questione di deleghe sulla Guardia di Finanza che erano state ritirate e che mai erano state restituite al vice ministro dell’Economia accusato di aver compiuto un atto illegittimo nella rimozione del generale Speciale! Tutti, in sostanza, prevedevano che dopo aver tanto minacciato, l’ex campione della rivoluzione giudiziaria avrebbe comunque trovato un modo per salvare capra e cavoli, cioè il governo ed il proprio dicastero. Ma chi avrebbe mai pensato che la retromarcia sarebbe stata così repentina da rendere fin troppo evidente l’assoluta strumentalità del gran baccano fatto inizialmente sul caso Visco-Speciale?
Di fatto Di Pietro ha compiuto la prevista ritirata in maniera troppo maldestra. Ed in questo modo ora corre il rischio di squalificarsi agli occhi di chi continua a considerarlo il naturale rappresentante parlamentare del giustizialismo moralista riesumato da Beppe Grillo. L’ex pm di Mani Pulite, in sostanza, ha perso l’occasione di conquistare definitivamente la scia del comico capopopolo. Ed in questo modo rischia di perdere la propria identità e di confondersi come un qualsiasi puntello di un governo sempre più squalificato. I cani che tanto abbaiano, qualche volta debbono anche azzannare. Altrimenti da pastori molisani diventano botoli da compagnia del salotto Prodi.
Arturo Diaconale-Opinione.it
E qui casca l'asino (molisano), il quale s'è attaccato al carrozzone del grillo (s)parlante per acchiappare qualche voto. Ma per uno che la mena tanto con il parlamento "pulito" chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie e turarsi anche il naso sulla vicenda Visco è veramente l'apoteosi dell'ipocrisia politica, del doppiogiochismo, della mancanza di trasparenza.
D'altronde, ha "soprasseduto" sulla TAV, sui vari Farina e Caruso, sui D'Elia...perchè mai avrebbe dovuto mollare la poltrona per inchiodare Visco alle sue responsabilità?
Lui é un furbacchione, i fessi sono coloro che prendono per oro colato i suoi proclami in pompa magna e nel segreto dell'urna fanno una croce sull'IDV.
Orpheus


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3 ottobre 2007

Ecco qualcuno a cui l'indulto é servito

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L'indulto, "bestia nera" di Clemente Mastella ha fatto arrabbiare gli italiani e non è servito quasi a nulla (le carceri sono nuovamente strapiene), ho scritto quasi perchè a qualcuno é servito, eccome, chiamasi "ciccio" Caruso e a quelli come lui.
Il deputato Francesco Caruso, esponente del movimento dei Disobbedienti, è stato condannato a tre anni e 4 mesi di reclusione al termine del processo per una irruzione da parte di centinaia di manifestanti avvenuta il 27 ottobre 2004 all'Ipercoop di Afragola. Caruso è stato ritenuto responsabile del reato di estorsione per quella che da molti fu definita un'azione di "esproprio proletario", la sentenza è stata emessa oggi dalla quarta sezione del tribunale di Napoli.  
La stessa pena di tre anni e 4 mesi è stata inflitta agli altri otto imputati che parteciparono all'azione: Antonietta Terracciano, Luisa Liguori, Michele Franco, Aldo Borriello, Giuseppe Corvo, Salvatore Annuale, Antonio Cesarano e Mario Avoletto.
I tre anni sono stati condonati per l'indulto. Per gli imputati il tribunale ha stabilito l'interdizione per cinque anni dai pubblici uffici e 400 euro di multa.
Mi domando ma perchè, visto che si definisce pacifista, invece di rubare in un supermercato, non ha venduto qualche ettaro dei suoi latifondi, o magari una delle sue case e non ha devoluto i soldi a coloro che hanno problemi con il caro prezzi?
Perchè ricorrere ad un'estorsione e quindi alla violenza per un'azione di disobbedienza (in)civile? Lui un "pacifista" anema e core...
Orpheus
 




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3 ottobre 2007

La protezione della dissidente islamica Ayaan Hirsi Ali non è negoziabile


 La dissidente somala Ayaan Hirsi Ali ha rifatto le valigie. Per tornare in Olanda, la patria di adozione che aveva lasciato un anno fa, dopo essere finita in cima alla lista della furia fondamentalista. Minacciata di morte con tanto di lettera appuntata sul corpo di Theo van Gogh, Hirsi Ali è oggi sotto contratto da parte dell’American Enterprise Institute di Washington. Il ministro della Giustizia olandese, Ernst Hirsch Ballin, dice che non può continuare a proteggerla all’estero. E Washington non concede scorta ai privati cittadini. Torna in Olanda, in una di quelle case “sicure”, caserme militari e bunker, che le hanno messo a disposizione dal 2004, quando è iniziata l’odissea. Dall’Aia si delinea un teatro dell’assurdo. Molti commentatori olandesi hanno scritto che la protezione ha un costo pressoché identico all’estero e in patria. E che non è “negoziabile”: proteggendo lei l’Olanda difende la democrazia dall’intimidazione terroristica
C’è un altro aspetto inquietante della vicenda. Se dissidenti sovietici come Aleksander Solzhenitsyn poterono trascorrere anni felici nel Vermont, quelli islamici come Hirsi Ali sono prigionieri di un’odiosa fatwa che si rigenera da sé. Quando il dipartimento di stato le concesse il visto, scrivemmo che l’Europa aveva perso la sua guerra più importante, quella sul diritto a esistere, in seno all’Eurabia, di chi ha fatto apostasia e combatte, anche per noi, la battaglia contro l’islamismo che semina morte e dolore. Ayaan non è al sicuro neanche negli Stati Uniti, porto felice per dissidenti e profughi e seconda casa per sessanta milioni di immigrati. Contro un intervento di Hirsi Ali all’Università di Pittsburgh, l’imam Fouad ElBayly, presidente del Johnstown Islamic Center, disse che “ha diffamato la fede e la sentenza è la morte”. Non sono minacce virtuali. Questa perenne diaspora inquieta due continenti, ma testimonia il grande contributo di questa donna ferita e prigioniera alla causa della libertà.
Da il Foglio
Ayaan Hirsi Ali é la prova vivente che inchioda alla propria ipocrisia tutti quelli, che con la scusa della libertà d'espressione oltraggiano la Chiesa e i sentimenti dei cattolici, ma che si guardano molto bene, in nome della stessa libertà, di fare altrettanto con l'Islam e gli islamici. Pena una condanna a morte che non avrà mai fine.
Pena una vita da recluso con il terrore di uscire in strada perchè un fervente musulmano, uno qualsiasi dei milioni che hanno invaso l'Occidente, può farti fare la fine di un agnello alla durante la festa dell'Eid al-Adha : sgozzato in nome di Allah.
Un po' del coraggio di Ayaan dovrebbe passare a quei pavidi che fanno i "duri e puri" solo con chi "porge sempre l'altra guancia" e che sono la quinta colonna del fondamentalismo nei nostri paesi.
Orpheus

3 ottobre 2007

E' la finanziaria delle mance


 Mezzo caffè, 41 centesimi di euro al giorno, “una tantum” e solo per un anno ai pensionati “no tax area”. Neanche un litro di latte, da 27 a 54 centesimi al giorno, con la detrazione Ici per i proprietari di case. Un pacco di spaghetti, da 41 a 82 centesimi al giorno, per gli affittuari a basso reddito.
Il bluff dell’Ici- Dicono che il Fisco ripianerà il mancato tributo Ici ai Comuni. Dimenticano di dire che i Comuni si rifaranno ampiamente con la revisione degli estimi catastali e, quel che più conta, tale revisione annullerà abbondantemente il taglio dell’Ici, che sarà virtuale. Una partita di giro: non pagheremo meno ma pagheremo come e più di prima.
Il bluff degli affitti - Una modesta mancia agli affittuari a basso reddito è soltanto un’operazione di bassa demagogia populista, che non tocca il problema di fondo: il livello insostenibile degli affitti.
L’ideologia perversa di questa maggioranza, che identifica nei piccoli proprietari i “ricchi che devono piangere”, ha impedito di affrontare il nodo del problema: su un canone di 18mila euro l’anno il Fisco divora 5.355 euro (il doppio che in Germania) ed è il più penalizzante in Europa. Tra Ici e spese di manutenzione l’odiato “padrone di casa” intasca meno della metà, una rendita ridicola in rapporto al valore dell’investimento.
Casa, maglia nera in Europa - Fisco e burocrazia in Italia disincentivano non soltanto gli affitti, ma anche gli acquisti e ci relegano in testa (in coda, sarebbe meglio dire) nel Continente quanto a capitolo costi: imposte catastali, ipotecarie e di registro del 7%, alte spese accessorie, costi occulti per il 15%, unici in Europa (con la Spagna) a pagare il reddito fittizio sulla nostra proprietà.
Le mance mangiate dai prezzi - Sappiano gli italiani che le mance di questa finanziaria le devono ancora incassare, ma in compenso dal 1° ottobre se le stanno già spendendo: grazie all’aumento delle tariffe di luce e gas, che si sommano a una stangata sui prezzi dei beni di prima necessità (pane, latte, pasta) e sulle tariffe che le associazioni dei consumatori hanno quantificato in mille euro l’anno. La fantomatica quanto inesistente crisi della quarta settimana per le famiglie, cavallo di battaglia elettorale della sinistra nell’era dell’Unione è arrivata alla terza. L’ha detto Cremaschi.
Pressione fiscale record - La pressione fiscale è salita in due anni del 2,5% del Pil (come ai tempi dello sforzo per entrare nell’area euro) a 43,1%. Dopo una Finanziaria lacrime e sangue, il governo ora afferma di restituire i soldi agli italiani: ma com’è che la pressione fiscale resta al 43%, per di più con introiti record di tesoretti vari?
Il fatto è che l’extragettito, colpevolmente sottovalutato e non certo frutto della fantomatica lotta all’evasione, va ad alimentare una spesa totalmente fuori controllo: la bellezza di 13 miliardi in più, pari allo 0,8% del Pil. La redistribuzione è una clamorosa balla.
Più spese e tasse uguali - Se la matematica non è un’opinione, mettendo insieme Finanziaria e decreto si raggiunge la cifra di 19 miliardi (non proprio “leggera”): il 65% viene da maggiori entrate, il 35% da minori spese. Non si rilanciano i consumi con le mance di centesimi di euro distribuiti a pioggia con il solo fine di recuperare consenso dando poco a quasi tutti.
Imprese pari e patta - Soltanto il modesto, modestissimo taglio dell’Irap rappresenta un tangibile contributo alle imprese, che peraltro favorisce le più grandi. Il tanto pubblicizzato taglio dell’Ires è a costo zero, perché verrà recuperato con l’allargamento della base imponibile. Detto in soldoni: alcune imprese ci guadagneranno, ma il complesso del sistema industriale dovrà sborsare la stessa cifra. Contenti in Confindustria…
Tutti tagliano, a parole; Visco nemmeno a parole - La versione di legge finanziaria entrata al consiglio dei ministri di venerdì prevedeva un’infornata di assunzioni all’Agenzia delle Dogane e delle Entrate. Una lottizzazione trasparente a favore di Vincenzo Visco. La norma era stata già bocciata dalla Ragioneria generale dello Stato, ma il vice ministro l’ha presentata ugualmente. L’onere delle nuove assunzioni sarebbe stato coperto – diceva Visco – con la maggiore evasione che questi presunti 007 del Fisco avrebbero fatto incassare. A quel punto Amato si è impuntato: se ci sono risorse per la sicurezza, le prendo io. Ed ha strappato l’assunzione di 4.500 poliziotti, reclutati fra i militari che lasciano le stellette. Con un particolare. Quei 4.500 uomini non andranno a garantire il territorio nel 2008, ma nel 2009 e seguenti. Un bluff, quindi, la campagna per la sicurezza.
Da Potere Sinistro 
Aggiungo solo la volpata di Uoltér, "er mejo der Colosseo": 150mila cittadini della Capitale hanno ricevuto una lettera in cui li si invita ad autodenunciare migliorie e lavori edilizi pregressi: chi cadrà nella tagliola, non soltanto si vedrà aumentato l’imponibile Ici, ma pagherà anche più Irpef e dovrà subito sborsare 400/500 euro di onorario al geometra chiamato a compilare il Docfa (Documento Catasto Fabbricati), allegato alla lettera "minatoria". Ma l’aspetto più straordinario è che, una volta modificata la categoria catastale, i proprietari dovranno sborsare gli arretrati fin dal 2002. 
Ecco svelato il mistero del perchè Uoltér non si è unito alle proteste degli altri Sindaci. Il problema del mancato gettito Ici lui l’ha già risolto. Pronti in cassa i soldi per una terza "notte bianca".
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 3/10/2007 alle 18:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

3 ottobre 2007

Le invasioni barbariche

Secondo l’Istat, sono tre milioni gli stranieri regolari che vivono nel nostro paese. A questi vanno aggiunti i clandestini che sono più o meno un altro milione. Va bene la società multirazziale, ma c’è un rapporto del Ministero dell’Interno, riferito al 2006, che deve farci riflettere: in Italia un omicidio su tre è commesso da immigrati, che sono i maggiori responsabili anche di rapine (51%) e violenze sessuali (39%). Oltre il 60% dei denunciati per sfruttamento della prostituzione non è italiano. E’ allarme soprattutto per i cittadini rumeni che negli ultimi tre anni sono addirittura triplicati. Queste percentuali salgono in modo strabiliante se si sottrae quella relativa agli immigrati regolari, la percentuale degli stranieri denunciati schizza al 74% per omicidio, al 72% per il tentato omicidio, al 62% per violenza carnale e al 63% per sfruttamento della prostituzione.
Ieri sera al solito Porta a Porta, Giordano magnificava la nuova legge per l'immigrazione Amato e Ferrero, grazie alla quale non ci sarà più NESSUN freno all'invasione del nostro paese.
Poco importa alla sinistra "umanitaria" (che tifa Stalin, come si é visto ieri sera sempre a PaP nella persona di quella specie di naziskin in versione sinistra), quanto pericoloso possa diventare questo fenomeno per gli italiani, né gli importa che gli stranieri vengono da noi a fare la fame, nelle grandi città, sotto i ponti, sono fioriti campeggi abusivi senza acqua corrente, dove vivono (o meglio sopravvivono) clandestini a iosa, a tal punto che 
in Europa siamo ormai conosciuti come “il paese dei campi nomadi”.
Gli importa solo che 3.000.000 di voti metteranno fuori gioco il centro-destra.
Come ho sempre detto il comunismo sopravvive solo grazie alla povertà, e questi paladini dei miei stivali, hanno in mente solo di ricrearsi il loro orticello elettorale, con i poveri del terzo mondo.
Orpheus



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