.
Annunci online

 
Orpheus 
CHI HA IL CORAGGIO DI RIDERE E' PADRONE DEL MONDO
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Dallapartedeltorto
Alessandro/Orcinus
Miralanza-Roberto
Angelo D'Amore
Alman's page
Maralai
Press
Blog.it
300705
Il Berretto a sonagli
Il Fazioso Liberale
Fort
Gabbiano urlante
Invisigoth-Bounty Hunter
Mara Carfagna
A DESTRA-L'italia agli italiani
Luigi Turci
Il lupo di Gubbio
MILLEEUNA DONNA
Simpaticissima Clio-Endor
Caffé nero-Cap e Pike
Alef
L'angolo di Bolina-un punto di vista di sinistra
il blog di Barbara
Il cielo sopra Kabul
CONTROCORRENTE
Countrygirl
Cavmi-La grande forza delle idee
C'é Walter
Deborah Fait
Esperimento
Fanny
Germanynews
Il Giulivo
Hoka Hey
imitidicthulhu-satira intelligente
Italian blog4Darfour
Informazione corretta
L'importanza delle parole
Lisistrata
Liberali per Israele
Legno storto
Luca-Liberodipensare
Lontana
Max-Altrimenti
Magdi Allam Forum
Manu
Maedhros
Max-Altrimenti
PA
Pseudosauro
La pulce
Periclitor
PARBLEU! di Jeanne ed Emile de la Penne
Il Reazionario
Sauraplesio
Sarcastycon
Tocqueville
Una voce che urla nel deserto
Zanzara
  cerca

Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















Questo BLOG non rappresenta

una testata giornalistica in quanto

viene aggiornato senza alcuna
periodicità.
Non può pertanto considerarsi
un prodotto ed
itoriale ai sensi della legge
n. 62
del 7.03.2001.Questo blog è un sito
no-profit.
Le mie fonti sono sempre indicate da un
link,
quando il materiale pubblicato non è
stato
creato da me, e non vi è alcuna
intenzione
di infrangere copyrights
esistenti.
Se il titolare di testi o immagini da me
postate
desiderasse la rimozione
del materiale
di sua proprietà,
basta contattarmi.

directory blog italia



Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

Diario | l'Asinistra | Diritti Umani | Islam | PDL | Vittime del terrorismo | Sprechi rossi e tasse | Etica e religione | EVIDENZA: immigrazione | cronaca | Nessuno tocchi i bambini | crimini e censura rossa | Amici a quattro zampe | Appelli e petizioni | Giustizia indecente | Sinistra indegna | Eurabia | Israele nel cuore | Elezioni | America | Satira | EVIDENZA: emergenza stupri | INFORMAZIONE SCORRETTA | Lotta alla mafia e all'evasione | PILLOLE di buon senso | Berlusconi persecuzioni sinistre | Zingaropoli |
 
Diario
1visite.

20 ottobre 2007

DDL Prodi-Levi: al via il secondo tentativo di SCHEDARE i blog italiani

 Censura
Se passerà il DDL Levi-Prodi
 approvato dal Cdm lo scorso 12 Ottobre 2007 costringerà chiunque abbia un blog a:
1-registrarsi presso il registro degli operatori di comunicazione (ROC)
2-
produrre certificati e pagare bolli (tasse)
3-
creare una redazione (registrare presso l'apposito albo un giornalista responsabile)
4-
assumersi la responsabilità penale (leggi galera) per diffamazioni effettuate sul proprio blog
Il testo del disegno di legge è visibile in maniera integrale QUI.
Da ciò ne risulta che: la legge costringerebbe i blog a registrarsi. Un eventuale mancato rispetto di tale legge renderebbe i blog in questione illegali.
Pertanto, la legge creata con la pretesa di tutelare l'articolo 21 introdurrebbe di fatto una autorizzazione del libero esercizio di parola contravvenendo a tale articolo, non tutelandolo.
Come dire: violiamo la costituzione per poterla difendere. Tutto ciò è incostituzionale.
Il DDL Levi-Prodi non si limita a quanto affermato sino ad ora ma va ben oltre: introduce il reato penale (omesso controllo, art 57 e 57 bis) a carico del responsabile del blog in caso di diffamazione operata per mezzo dello stessoSi commenta da solo per un motivo molto semplice: esiste già una regolamentazione in merito ai reati di diffamazione che viene applicata (anche in maniera discutibile a volte
).
Introdurre una legge che spedisca in galera possessori di blog per reati di omesso controllo è una operazione squallida che si commenta da sola e non merita alcuna riflessione
Ancora una volta si è giocato con il significato di Prodotto Editoriale.
La proposta di legge di Levi infatti estende il concetto di prodotto editoriale chiaramente anche ai blog. Ma il primo tentativo di controllare la rete italiana
risale al 2001 con la legge sull'editoria n. 62/7.03.2001 di Giuseppe Giulietti (il sottosegretario di allora era Vannino Chiti) che obbligava i blog a registrarsi presso i Tribunali come testate giornalistiche. Confrontiamo un tratto saliente delle due proposte di legge, in particolare la definizione che viene data di Prodotto Editoriale:DDL Giulietti-Chiti (2001)...realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico.
DDL Levi-Prodi (2007)...qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso. Nel primo caso (
leggi tutta la storia) i blog furono dichiarati esenti dall'obbligo di iscrizione come testate giornalistiche (con oneri e doveri che ne sarebbro conseguiti) perchè a seguito del putiferio scatenatosi, fu lo stesso Vannino Chiti a chiarire: "...(il ddl nda) non impone alcun vincolo aggiuntivo (e in particolare, alcun vincolo di iscrizione al registro dei comunicatori previsto dalla legge cosiddetta Maccanico del 1997) per i siti Internet; neppure per i siti Internet che fanno esclusivamente o professionalmente informazione". In quella occasione quindi non solo i blog, ma tutti i mezzi informativi che non godevano dei contributi statali, non potevano essere considerati prodotti editorialiSe leggi attentamente però la definizione di prodotto editoriale che viene data nel 2007, appare chiara la volontà di ovviare alla svista del 2001 definendo anche i blog (amatoriali e non) come prodotti editoriali: quella definizione dimostra la volontà di comprendere i blog nel DDL (ovviando alla svista del 2001), e quindi schedare la rete.
Riassunto da
Ikaro
Adesso davanti a una tale enormità, mi aspetto una condanna e una mobilitazione bipartisan, perchè la libertà di parola e' SACRA.
Io non posso credere che gli elettori e blogger di sinistra facciano finta di nulla o peggio approvino un ddl che di fatto é una censura a livello cubano o cinese.
Bene paladini in pectore della democrazia, che tanto avete urlato sotto il governo Berlusconi, e ora che vi facciate sentire, se siete "uomini e non caporali".
Orpheus



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. internet ddl censura editoria levi-prodi

permalink | inviato da Orpheus il 20/10/2007 alle 18:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

19 ottobre 2007

Putin fa il pesce in barile di petrolio: Non è Guerra fredda, ma propaganda pericolosa

 
Il gioco di Putin è pericoloso, ma per ora è soprattutto caro, nel senso del petrolio. Piani atomici “grandiosi”, ultimatum un po’ troppo perentori per non sembrare propagandistici sulla presenza americana in Iraq, minacce contro lo scudo che Bush continua a presentare a Mosca anche come un’opportunità di collaborazione. Ovviamente viaggi e parole buone per Teheran e per qualunque tipo di dittatore in giro per il mondo. La tattica di Putin, da mesi, è sempre la stessa: "recito la parte del più buono tra i cattivi e del più cattivo tra i più buoni, così esercito il potere reale che mi è rimasto, quello di fungere da destabilizzatore costante, per di più fingendomi mediatore paziente, e così agisco da livellatore al rialzo del prezzo del greggio".
"Il petrolio gli ha dato alla testa", titolava ieri l’israeliano Maariv. La Russia di Putin ha costruito per sé un’economia drogata dalle rinazionalizzazioni delle grandi industrie e dall’alto prezzo delle risorse energetiche. Ha accolto soltanto in parte e sotto stretto controllo gli investimenti e i partner stranieri. Ha usato la leva del gas e del petrolio per trattare con i vicini europei e non solo. Fino a poco tempo fa poteva contare su altri due attori eterni mediatori con i cattivi, ovvero Chirac a Parigi e Schröder a Berlino. Adesso con Sarkozy e Merkel la doppia sponda non c’è più, dunque a Putin tocca fare tutto il lavoro (disturbatore) da solo. Se a ciò si aggiunge il clima elettorale a Mosca, si coglie al meglio la portata e l’origine da propaganda – non da Guerra fredda, visto che non è più realizzabile un equilibrio del terrore da mondo bipolare – della retorica del presidente russo.
Il dramma è che, mentre l’emiro Putin pompa i prezzi del greggio e mercanteggia col gas, la minaccia iraniana cresce come un rumore di fondo. Il pericolo tutti o molti lo sentono, ma i tempi si allungano, il programma atomico va avanti e la comunità internazionale vive lo stallo tipico di un periodo di precrisi mondiale, come ha detto Bush. E pensare che tutti o molti sanno bene che, nel caso dell’Iran, serie sanzioni funzionerebbero davvero.
Da Il Foglio
Ottima analisi, condivisibile delle sparate di Putin.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. putin guerra fredda ahmadinejad

permalink | inviato da Orpheus il 19/10/2007 alle 23:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

19 ottobre 2007

Troppo bello per essere vero: Prodi a casa

 

Berlusconi ce l’ha fatta, è finita, tra pochi giorni si va a casa”. Stavolta l’ha detto Romano Prodi in persona. L’ha detto ieri ai promotori della manifestazione contro il protocollo sul welfare prevista per il 20 ottobre. Quelli erano arrivati a Palazzo Chigi per convincere (in un’ora) il premier che il loro corteo non sarà contro il governo né contro il sindacato. E lui, Prodi, con un’allegria quasi liberatoria, ha cordialmente annunciato che il governo da lui presieduto non supererà novembre: “Ora non è più un’ipotesi, è una cosa certa. Berlusconi ce l’ha fatta”. Protetto da una muta ostilità verso la maggioranza e il suo nuovo leader, Walter Veltroni, Berlusconi avrebbe infine portato a compimento il proprio piano: conquistare il cuore di almeno sette senatori disillusi e scontenti, pronti a fiancheggiare la svolta isolazionista del senatore Lamberto Dini e dei suoi due colleghi.
E’ appunto a lui che Prodi attribuisce l’inesorabilità della caduta. Perché la settimana prossima il Senato dovrà cominciare le operazioni di voto sulla legge finanziaria, i numeri sono quelli che sono, anzi lo erano: sarà quella della manovra 2008, ha assicurato Prodi agli interlocutori, la pietra tombale sul suo secondo e tribolato esperimento di governo. Sempre tranquillo, il presidente del Consiglio ha anche intrattenuto gli ospiti sulla prospettiva che si aprirà dopo la crisi. Nessun governo istituzionale, ha preannunciato Prodi. Non ci sono le condizioni, non ci sono le disponibilità. Sicché si scioglieranno le Camere. Il premier lo dà per scontato e prevede che a gennaio – “passato il Natale” – si terranno le nuove elezioni.
Ai vertici del Pd non tutti ne sono stati informati, e quelli che ne sono informati preferirebbero sorvolare. Ma il fatto è che tra i costituenti appena proclamati, peraltro dopo ben 72 ore di attesa – e sempre con l’eccezione dei collegi Campania 1 e 2 – circa un centinaio (tra assemblea nazionale e assemblee regionali) rischia di perdere il posto prima ancora dell’inizio dei lavori. In compenso, un centinaio di trombati, qualora decidesse di fare ricorso, avrebbe altissime probabilità (per non dire la certezza) di rientrare all’ultimo minuto tra i 2.800 eletti. Un problema non da poco, che rischierebbe oltretutto di alimentare veleni e sospetti a non finire. Ragion per cui, al momento, sembra che la linea prevalente nel Pd sia quella di non dire niente a nessuno, sperando che le incolpevoli vittime non si avvedano della fregatura. Il problema riguarda i voti non sufficienti a far scattare un seggio (i “resti”) raccolti dalle liste, computati in un complicatissimo sistema di compensazione circoscrizionale. Talmente complicato che in 19 regioni è stato applicato in un modo, quello (quasi certamente) sbagliato, e in una sola, la Toscana, nel modo (quasi certamente) corretto.
Si tratterebbe insomma di stabilire chi debba beneficiare dei seggi previsti per il “recupero” dei resti: coloro che hanno preso più voti in assoluto (più esattamente: i primi dei non eletti nelle liste, bloccate, che hanno preso più voti in assoluto) o coloro che hanno preso più voti in proporzione al numero dei voti validi nel collegio? Buon senso e regolamento - almeno secondo i toscani, che così l’hanno applicato – dicono che la risposta corretta è la seconda. Tutti gli altri, per ora, preferiscono non dire niente.
Da
Dagospia
Questo si che sarebbe un bel regalo di Natale!!!!
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. governo prodi elezioni anticipate

permalink | inviato da Orpheus il 19/10/2007 alle 23:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

19 ottobre 2007

La nuova legge sull'editoria del Governo una spada di Damocle per i blog

 

Questa minaccia era proprio sfuggita agli occhi di Punto Informatico e, purtroppo, anche a quelli di molti altri. Ma non è sfuggitaa Valentino Spataro, avvocato di Civile.it , che in un editoriale appena pubblicato avverte tutti del siluro sparato dal Governo contro la rete in pieno agosto e approvato formalmente dal Consiglio dei ministri lo scorso 12 ottobre. La novità è presto detta: qualsiasi attività web dovrà registrarsi al ROC, ossia al Registro degli operatori di Comunicazione, se il disegno di legge si tradurrà in una norma a tutti gli effetti. Registrazione che porta con sé spese, burocrazia, procedure.
Il testo parte bene, spiega che "La disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la tutela e la promozione del principio del pluralismo dell'informazione affermato dall'articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati".
Bene, anche perché esplicita che si parla di editoria e non, ad esempio, di pubblicazioni spurie prive di intenti editoriali, come può esserlo un sito personale.
Il problema, come osserva Spataro, è che poi il testo si contraddice quando va a definire cosa è un prodotto editoriale.
Una definizione che chi legge Punto Informatico da almeno qualche anno sa essere già oggi molto spinosa e che, con questo disegno governativo, assume nuovi inquietanti connotati:
"Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso" (art 2, comma 1).
Chi avesse ancora dei dubbi su cosa sia prodotto editoriale può leggere il comma seguente del medesimo articolo, che stabilisce cosa non è prodotto editoriale:
"Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico".
Chi ritenesse che questa definizione non si applichi, per esempio, al proprio blog personale dove pubblica di quando in quando un post, dovrà ricredersi passando al comma successivo dell'articolo 2, il terzo comma, che recita:
La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.
Il Governo, nel redigere questo disegno di legge, non si è dimenticato, peraltro, dei prodotti editoriali integrativi o collaterali che sono quei prodotti, compresi quelli discografici o audiovisivi, che siano "diffusi unitamente al prodotto editoriale principale".
Rimarrebbe una scappatoia, quella delle pubblicazioni, on e off line, che sono sì di informazione o divulgazione, o formazione o intrattenimento, ma non sono a scopo di lucro. Rimarrebbe se solo il Governo non ci avesse pensato. Ed invece dedica alla cosa l'intero articolo 5:
"Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L'esercizio dell'attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative".
Un paragrafo che dunque non lascia scampo ai "prodotti" non professionali, lasciando forse, ma è una questione accademica, un micro-spiraglio a chi non ottiene o non cerca pubblicità di sorta sulle proprie pubblicazioni.
Qualcuno potrebbe pensare che il solleone ad agosto abbia giocato brutti scherzi. In realtà all'articolo 7 viene raccontato il motivo del provvedimento.
Con espresso riferimento a quanto pubblicato online, si spiega che l'iscrizione al ROC serve "anche ai fini delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa".
Senza contare la montagna di introiti extra che il Registro otterrebbe con questa manovra, ne consegue che la giustificazione che viene addotta a questo abominio (nuovo provvedimento) sia la necessità di tutelare dalla diffamazione. Come se fino ad oggi chiunque avesse avuto mano libera nel diffamare chiunque altro. Il che non è, tanto che più volte siti non professionali e altre pubblicazioni online, anche del tutto personali come dei blog, e anche senza alcuna finalità di lucro, si sono ritrovati coinvolti in un processo per diffamazione.
"Potessero, - conclude Spataro - chiederebbero la carta d'identità a chiunque parla in pubblico. Su internet il controllo è più facile. E imporre procedure burocratiche per l'apertura di un blog sarà il modo migliore per far finire l'internet Italiana".
Da Legnostorto
Chi ha postato la notizia ha aggiunto un commento in cui dice che questo provvedimento non andrà lontano. Io non ne sono così sicura, dipende molto da come evolverà la situazione nei prossimi mesi.
Se prenderà il sopravvento la sinistra radicale, nulla di più facile che diventi una realtà. Attualmente nei paesi comunisti da Cuba alla Cina, internet è visto come un potenziale pericoloso per la dittatura, e quindi censurato.
Finirà così anche in Italia?
Comunque i comunisti perdono il pelo, ma non il vizio,  é nel loro DNA sopprimere la libertà d'espressione, ammazzare la democrazia e succhiare soldi ai malcapitati che hanno la sventura di finire "governati" da loro.
Questa é la sinistra democratica e liberale con cui si riempiono la bocca?
E' vero non hanno ancora fatto una 'leggina' per introdurre i campi di "rieducazione" per noi incalliti anticomunisti, ma se li lasciamo fare ci arriveranno sicuramente...
(E poi era Berlusconi il "fascista").
Orpheus
Aggiornamento:
Sull'Ansa
la protesta di Grillo: DDL EDITORIA UCCIDE BLOG
Grillo sostiene che il testo è stato scritto "per tappare la bocca a Internet", e a suo avviso se dovesse passare chiuderebbe il 99% dei siti, e annuncia: "Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico".


19 ottobre 2007

Il Papa usato come testimonial da "San" Ciccio Caruso&soci

 

Tutto fa brodo per la sinistra radicale se porta acqua al mulino delle loro fasulle e anacronistiche battaglie per il popolo. Quindi anche un nemico” come Papa Ratzinger diventa un testimonial ambito quando dice ‘qualcosa di sinistra’; archiviati gli insulti, le prese in giro offensive (il ‘pastore tedesco’), le critiche feroci, gli attacchi per la "strasbordante ingerenza nella cose dello Stato" , adesso Caruso (per l’occasione San Ciccio) raccomanda:”Non avete ascoltato la Comunità Europea, non avete ascoltato l'Onu, ascoltate almeno il Papa”, gli fa eco Oliviero Di liberto: “: Ascoltate il Papa!” e Pino Sgobbio, capogruppo del PdCI alla Camera: “Dal Papa parole di saggezza e di allarme sociale sul tema della precarietà del lavoro. Sarebbe opportuno che la politica ne facesse tesoro e andasse incontro a queste opportune sollecitazioni”.Solo queste però sono “parole sagge”, perché la musica cambia quando Benedetto si pronuncia in favore della vita, dal momento del concepimento alla sua fine naturale.
A provocare questa improvvisa attrazione fatale della sinistra radicale verso Benedetto XVI è stato un messaggio inviato dal Papa, in occasione della Settimana sociale della Cei aperta a Pistoia, alla presenza di monsignor Angelo Bagnasco. In esso il Pontefice dichiara che il lavoro che manca, o che è troppo precario, il “rispetto della vita”, sempre e comunque, la difesa del matrimonio e della famiglia sono vere e proprie “emergenze sociali”.
Il suddetto messaggio contiene le paroline magiche “lavoro precario” e i radicali hanno preso la palla al balzo per arruolare il Papa come testimonial della manifestazione antigoverno di sabato prossimo,in versione "anti-Biagi".
Ovviamente è una miserevole strumentalizzazione del discorso di Ratzinger, che ha messo al centro della riflessione della Settimana Sociale, dedicata a trattare temi «sociali», proprio la «questione antropologica», vale a dire la questione della vita, della famiglia, del matrimonio. Non è un caso che, sempre ieri a Pistoia, il neo-cardinale Angelo Bagnasco abbia posto lo stesso accento, mentre il Segretario della Cei Betori, su queste colonne, due giorni fa definiva proprio quelle tematiche come un’«emergenza sociale». Nello stesso messaggio inaugurale, il Papa ha pure spiegato che la Chiesa, «se da una parte riconosce di non essere un agente politico, dall’altra non può esimersi dall’interessarsi del bene dell’intera comunità civile, in cui vive ed opera, e ad essa offre il suo peculiare contributo». Come dire: rispedita al mittente l’accusa quasi quotidiana d’ingerenza.

Anche se in questo caso l’ingerenza è ben accetta, o no?

Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. benedetto xvi legge biagi sinistra radicale

permalink | inviato da Orpheus il 19/10/2007 alle 11:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

18 ottobre 2007

Stupri senza fine, adesso rischiano anche gli uomini

Clicca per ingrandire 
Non passa giorno che non si legga di uno stupro, ormai per noi donne é diventato un incubo.
Viviamo con questa paura, per strada, in ascensore, in metropolitana, in qualsiasi luogo possa essere consumato uno stupro, perchè momentaneamente isolato (persino una Chiesa é stata teatro di un tentativo di stupro, finito con l'assassinio della ragazza) .
Viviamo con questa sottile angoscia che ci costringe a guardarci sempre le spalle, SEMPRE.
Da adesso anche
l'altra "metà del cielo" avrà di che preoccuparsi.
Due egiziani hanno rapinato e violentato un ragazzo di 18 anni a Milano.
Lo stupro molte volte é fatto per umiliare la vittima, per mostrare il proprio disprezzo nei confronti di un'altra etnia che si considera "debole", imbelle e non per un semplice "raptus" erotico.
Le vittime in questo caso sono donne anziane, ultimamente anche le ottantenni rischiano e  adesso anche gli uomini.
Vogliamo prenderne atto e dire ad alta voce che questi stupri sono consumanti nella stragrande maggioranza da stranieri?
Oppure facciamo finta di nulla, per non penalizzare chi? I clandestini? Ormai la delinquenza più pesante, la violenza più bruta é ad opera degli immigrati irregolari e far finta di nulla peggiora soltanto la situazione.
L'unica cosa che mi rallegra é che adesso anche Ferrero rischia, si é un po' pelato, ma intanto quelli mica ci badano....
Orpheus
 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. stupri immigrazione

permalink | inviato da Orpheus il 18/10/2007 alle 22:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

18 ottobre 2007

Impiccata in pubblico, a Teheran, Fakhte Samadi: si difese da un tentativo di stupro

 

In Iran, se sei donna e sei costretta a commettere un omicidio, preterintenzionale, per legittima difesa da qualcuno che tenta di stuprarti, vieni giustiziata senza pietà. La vita della povera Fakhte Samadi ieri si è conclusa così, con un’impiccagione pubblica a Teheran, senza che un cane occidentale le avesse dato una mano a sfuggire alla morsa in cui era stata cacciata dalla legislazione shariatica e maschilista dello stato canaglia degli ayatollah. Solo pochi giorni fa la resistenza iraniana in esilio aveva lanciato un appello per la donna ma nessuno ha voluto aiutarla. Certo non il ministro degli esteri Massimo D’Alema che non risulta essersi interessato del caso nonostante le numerose segnalazioni. La storia di lei, Fakhte Samadi, si esaurisce in poche righe di biografia, prima della tragedia: la donna aveva alle spalle un matrimonio fallito e si era trasferita dalla sua città nativa, Isfahan, dopo il divorzio dal marito, a Teheran per costituirsi una vita più tranquilla facendosi assumere in uno studio dentistico come segretaria.
Non lo poteva certo immaginare che avrebbe incontrato in quello studio dentistico di Teheran il proprio infausto destino. In questo nuovo lavoro, Fakhte ebbe infatti la sventura di conoscere un uomo di 80 anni che le propose di “andare a vivere a casa sua come badante”. Ma quando lei accettò, per arrotondare il misero stipendio di segretaria, trasferendosi a casa sua, dopo pochi giorni entrò in un vero e proprio inferno. E presto si accorse che il vecchietto aveva intenzioni ben diverse e facilmente intuibili da quelle manifestate inizialmente. Dopo averci provato in maniera molto pesante, in diverse occasioni, l’uomo chiese a Fakhte anche di sposarlo. Lei rifiutò sempre, prendendo tempo, ma dopo l’ultima profferta venne rinchiusa in casa e sottoposta a una serie di ricatti. Alla fine le vennero tolti persino dei medicinali che le servivano per curare l’ansia , pillole di cui era dipendente. A quel punto un brutto giorno provò anche a fuggire, ma lui la afferrò con violenza e lei, per divincolarsi, afferrò un pezzo di ferro che aveva sotto mano in casa e lo colpì alla testa. L’uomo, avanti con gli anni come era, morì sul colpo. A quel punto entrano in gioco i familiari di lui.
Che si mostrano vendicativi fin da subito e non accettano neanche la possibile riparazione prevista dal Corano: pagare il prezzo del sangue. Non avendole concesso il perdono, la sorte della donna era segnata in partenza: per un omicidio preterintenzionale commesso in stato di evidente legittima difesa. Inutile dire che la magistratura dei mullah, senza tener conto delle circostanze sanitarie, sociali e psicologiche ha prontamente condannato Fakhte Samadi a morte. Tutto ciò avveniva alcune settimane fa. Successivamente anche la Corte suprema dei mullah aveva confermato la condanna. Recentemente il suo fascicolo era stato trasferito all’ufficio dell’esecuzione delle condanne dell’ufficio penale di Teheran. E ieri il boia ha fatto il suo lavoro: la donna è stata impiccata pubblicamente a Teheran. Che quest’anno contende a Pechino il record delle esecuzioni capitali con 273 eseguite dall’inizio dell’anno. Archiviata tragicamente la pratica di Fakhte, che non ha avuto la fortuna di una mobilitazione da parte di giornali e opinione pubblica simile a quella per Pegah, la donna che doveva venire estradata dall’Inghilterra in Iran per essere lapidata come lesbica, ora si teme per gli studenti imprigionati durante le ultime manifestazioni contro il regime di Ahmadinejad.
In particolare, Majid Tavakkoli, Ahmad Ghassaban ed Ehsan Mansouri, i tre studenti che lo scorso dicembre contestarono il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad durante la sua visita al Politecnico di Teheran, e che erano stati condannati a pene da 2 a 3 anni di reclusione, potrebbero vedersi aggravare le pene con l’accusa di spionaggio per conto di stati esteri. Imputazione che potrebbe persino costare loro il patibolo. L'accusa originaria, per i giovani, che furono arrestati diversi mesi dopo la contestazione al Politecnico Amir Kabir, era di ''propaganda anti regime'' e di ''offesa alle autorità''. Ma il regime, che si sente assediato dagli Stati Uniti e dalle continue minacce di inasprimento delle sanzioni Onu per via dei propri progetti bellici nucleari, ha deciso di dare un giro di vite alla repressione e di usare la mano pesante con tutti. Uomini e donne per una volta sono uguali davanti agli ayatollah, senza più distinzioni coraniche . Almeno quando si tratta di mandarli davanti al boia.
Dimitri  Buffa-L'opinione.it
C'è poco da commentare, la vicenda si commenta da sola: la povera Fakhte Samadi non era una condannata americana e non era nemmeno lesbica (forse avrebbe avuto qualche 'chance'), era solo una povera ragazza iraniana, come tutte quelle che l'hanno preceduta, o che la seguiranno sul patibolo.
La pena di morte in Iran e in Cina non é considerata politicamente "scorretta", le anime belle, non possono mica farsi carico di tutte le 'tragedie' del mondo...loro hanno già un bel daffare con Guantanamo e i condannati americani...
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. iran pena di morte mullah fakhte samadi

permalink | inviato da Orpheus il 18/10/2007 alle 22:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

18 ottobre 2007

L’Alta Corte svela le nove bugie ambientaliste di Al Gore

 
Su Al Gore, si è scritto molto in questi giorni. Ma ai più è sfuggita una notizia molto significativa: l’Alta Corte di Londra ha stabilito che non tutto quanto mostrato nel film “Una verità scomoda” corrisponde a verità. La sentenza è stata pronunciata in seguito al ricorso presentato da alcune organizzazioni contro la decisione del governo di proiettare la pellicola nelle scuole pubbliche britanniche. Il film, che è valso all’ex presidente il Nobel per la Pace, verrà mostrato in aula, ma sarà accompagnato da un opuscolo in cui i giudici indicano le nove affermazioni false e non provate. E ciò al fine “di evitare l’indottrinamento degli allievi”.
Da Legnostorto
Il Guardian dell'11 ottobre ha pubblicato la lista delle menzogne riconosciute dal giudice:
1. L'affermazione secondo cui gli atolli del Pacifico che emergono di pochi metri “sono inondati a causa del riscaldamento globale antropogenico”, visto che non ci sono prove delle evacuazioni riferite dal film.
2. L'affermazione che il riscaldamento globale “pone fine alle correnti oceaniche”, in particolare la Corrente del Golfo. Il giudice cita la stessa IPCG, a cui si appoggia Gore, secondo cui è “molto improbabile” che le correnti finiranno, ma potrebbero subire un rallentamento.
3. Di due grafici, l'uno sull'aumento del CO2 l'altro sull'aumento della temperatura in un periodo di 650 mila anni, si dice che “corrispondono perfettamente”. Gli scienziati invece ammettono solo un collegamento, e dunque “i due grafici non dimostrano ciò che asserisce Mr. Gore”.
4. La scomparsa delle nevi dal Kilimanjaro è espressamente attribuita al riscaldamento provocato dall'attività umana, cosa che non è affatto dimostrata.
5. Il restringimento del Lago Ciad non è attribuibile al riscaldamento globale ma “è evidentemente considerato più probabilmente il risultato ... dell'aumento della popolazione, dell'eccesso di pascolo e del clima regionale”.
6. “Non ci sono prove sufficienti per dimostrare che” l'uragano Katrina sia dovuto al riscaldamento globale come sostiene Al Gore.
7. Gore afferma che gli orsi polari affogano perché debbono “nuotare per grandi distanze per trovare il ghiaccio”. Il giudice ha accertato che: “L'unico studio scientifico di cui le due parti al mio cospetto possono disporre dice che recentemente sono stati trovati quattro orsi polari affogati a motivo di una tempesta”.
8. Non vi sono prove sufficienti a sostenere che lo sbiancamento delle scogliere coralline in tutto il mondo sia dovuto al riscaldamento globale e ad altri fattori.
9. Non vi sono prove per prevedere “nel prossimo futuro” un aumento del livello del mare, fino ad oltre 6 metri, provocato dallo scioglimento dei ghiacci, in Groenlandia o nell'antartico occidentale.
C'è da sottolineare che il tribunale non ha riconosciuto la menzogna principale che pervade tutto il film: che il biossido di carbonio abbia qualcosa a che vedere con il riscaldamento globale.
E questa é la decima: nei primi cinque minuti della trasmissione “The Great Global Warming Swindle” mandata in onda da Channel 4 l'8 marzo è stata smontata la menzogna di Al Gore secondo cui nessuno scienziato accreditato respinge la tesi del riscaldamento globale. Una lista impressionante di esperti in climatologia, oceanorafia, meteorologia, scienze ambientali, biogeografia e paleoclimatologia impiegati da istituti come NASA, International Arctic Research Center, Pasteur Institute, MIT e quasi una decina di università prende la parola per contraddire la tesi di Gore.
da Movisol.org
Propongo d'istituire un Nobel al chi la spara più grossa, prossimo potrebbe vincerlo un italiano il Ministro Pecoraro Scanio che con Gore ha molte affinità...
Orpheus




Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. gore al una verità scomoda

permalink | inviato da Orpheus il 18/10/2007 alle 17:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

17 ottobre 2007

Trecento miliardi di aiuti L'Africa li spende in armi


Quindici anni di guerre civili, faide tribali e conflitti sono costati all'Africa circa 300 miliardi di dollari: l'equivalente degli aiuti internazionali arrivati nello stesso periodo che va dal 1990 al 2005.
Tre organizzazioni non governative hanno fatto i conti in tasca al Continente nero, monetizzando per la prima volta gli effetti complessivi dei conflitti sul prodotto interno lordo e quindi sulle mancate possibilità di sviluppo. I dati emersi sono sconcertanti. «Sebbene le nostre siano stime per difetto, dimostrano che i conflitti costano alle economie africane una media di 18 miliardi di dollari l'anno», spiega il consigliere politico di Oxfam per l'Africa, «Una cifra analoga al 15% del prodotto interno lordo di ogni Paese. Quei soldi avrebbero potuto risolvere emergenze sanitarie come l'Aids, la tubercolosi e la malaria; finanziare la costruzione di acquedotti, ospedali, scuole». Nel dossier (dal titolo indicativo, "I miliardi scomparsi") si cerca di descrivere nel modo più attendibile possibile quanto denaro e quanti pezzi di futuro del loro Paese sono riusciti a bruciare i Signori della guerra locali: nel periodo esaminato 23 dei 53 Paesi di quel continente sono stati coinvolti in misura diversa in conflitti. Ma in questo caso generalizzare si può e si deve. Il Nobel del disastro bellico spetta comunque al Continente nero; basti pensare che nel 2006, la metà delle guerre ad alta intensità in corso in tutto il mondo erano localizzate proprio in Africa. Tra le voci del profondo rosso elencate dallo studio, il costo delle armi , il mantenimento degli eserciti, l'"af fitto" dei mercenari, i raccolti perduti, i mercati bloccati, gli investimenti ridotti, l'inflazione galoppante, il turismo paralizzato (solo la fama di Paese ad alta criminalità ha fatto perdere al Sud Africa 22 milioni di turisti in 5 anni), le morti per fame in conseguenza delle carestie e delle epidemie dilaganti nei campi profughi (si muore 14 volte di più per gli effetti collaterali della guerra che per il conflitto stesso). 
Rigoroso e documentato nel fotografare le proporzioni del disastro in corso, il dossier convince meno quando propone come panacea di tutti i mali un trattato internazionale sulle armi (già allo studio delle Nazioni Unite) in grado di bloccare magicamente l'emorragia di vite e risorse in tutto il Continente. Un proibizionismo tanto severo quanto impossibile da applicare alle frontiere-colabrodo dei Paesi africani, nel caos legislativo e amministrativo imperante nei sistemi politici locali. Il mito del "trattato perfetto" nasconde ancora una volta il sotterraneo senso di colpa occidentale verso il Terzo Mondo, la confusa certezza, condita da una buona dose di presunzione e paternalismo, che se milioni di persone muoiono di malnutrizione o malattie curabili con una banale aspirina è sempre e comunque colpa nostra, o delle multinazionali cattive, o degli effetti collaterali del colonialismo. Da qui il diluvio di finanziamenti a fondo perduto, distribuiti a pioggia, senza una reale attenzione alla situazione dei singoli Paesi, a volte inutili, più spesso controproducenti. Che cosa non ha funzionato? Perfino i filo no global editorialisti di Repubblica sono stati costretti ad ammetterlo: in mancanza di uno Stato efficiente, l'aiuto può fare più male che bene. Secondo uno studio dell'economista indiano Sanjeev Gupta (confermato dal lavoro del collega svedese Fredrik Erixon) ogni dollaro in più di aiuti fa perdere allo Stato 28 centesimi in entrate fiscali. E il volume di aiuti ricevuti dai Paesi in via di sviluppo ha influito negativamente sulla loro crescita. Anche politica. Colpa «di una mentalità tribale che implica immutabili doveri verso il proprio clan, poco compatibile con un sistema democratico moderno»; a pensarla così non è un leader leghista o "lepeniano", ma il reporter (recentemente scomparso) Ryszard Kapuscinski, grande conoscitore del Continente nero, amatissimo dagli "intellos" di sinistra.
Riassunto da Libero
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. africa finanziamenti guerre sottosviluppo

permalink | inviato da Orpheus il 17/10/2007 alle 22:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

17 ottobre 2007

Un nobel per il conflitto d'interessi


La Lega 
ha presentato delle modifiche alla Finanziaria per ridurre i  costi della politica, proponendo vari emendamenti per la riduzione del numero di ministri e sottosegretari, e chiedendo "l'eliminazione degli stanziamenti ad hoc per la fondazione Ebri della senatrice a vita Rita Levi Montalcini".
Considerato che la signora Montalcini con il suo voto contribuisce a tenere in piedi questo governo, e che l'ultima volta NON è caduto proprio per UN VOTO, quello della suddetta signora, le solite anime belle e tanto intransigenti sui conflitti d'interesse di Berlusconi non ne ravvedono, anche in questo caso uno?
Non ravvedono uno "scippo di democrazia" tenuto presente che la signora Montalcini NON E' stata eletta dal POPOLO? 
La Fondazione della Montalcini prende soldi da un governo che ha necessità del suo voto per non cadere,come vogliamo chiamarla: mutua assistenza? Tu dai uno stanziamento a me, io do un bel voto a te?
A questo punto ha fatto bene Storace (politico che non mi é mai piaciuto e non mi piace) a dire quello che ha detto: é un comportamento indegno, e indegno è colui che lo permette e lo difende.
Orpheus

17 ottobre 2007

Clemente prepara l'indulto bis, i cittadini ringraziano

 Clicca per ingrandire

Tempo un anno e mezzo e le carceri saranno nuovamente sovraffollate, la popolazione carceraria aumenta di mille detenuti al mese e ha raggiunto già quota 47.000 unità.
Clemente (di nome e di fatto) Mastella, preoccupato per la “situazione devastante” che verrebbe a crearsi e per evitare “che ci siano morti e rivolte nelle carceri” (dei morti innocenti a casa loro, evidentemente gli importa meno) ha partorito in combutta con il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Ettore Ferrara ‘na’bella pensata’: un indulto perenne, fare uscire dal carcere più delinquenti possibili grazie alle misure premiali della Gozzini (già archiviati i proclami dopo l’arresto del brigatista Cristoforo Piancone!). Contemporaneamente per assicurarsi che i rilasciati non tornino alle vecchie abitudini, al ministero della Giustizia propongono di utilizzare gli agenti penitenziari anche per sorvegliare i detenuti rimessi in libertà. Peccato che molte carceri sono state chiuse proprio per mancanza di personale .
Come si può pensare, allora, di mettere gli agenti a guardia di 30mila detenuti in semilibertà o in permesso premio?
Inoltre come si può conciliare “la certezza della pena” e il pacchetto sicurezza che promette 'un giro di vite' con questo “un, due e tre liberi tutti” e per giunta perenne?
Come si può conciliare il desiderio di sicurezza dei cittadini con questo totale sbracamento del dovere principe delle istituzioni, provvedere appunto, ad amministrare la giustizia e alla salvaguardia di chi lavora onestamente e PAGA le tasse?
Costruire nuove carceri è lungo e dispendioso, e per il guardasigilli spetta al ministero delle Infrastrutture, che deve stanziare i fondi. Un piano per 70 milioni di euro c’è, ma Mastella deve vedersela con Antonio Di Pietro. Lui può occuparsi solo di ampliare e ristrutturare le sezioni già esistenti: così sono stati recuperati 3.300 posti e nel triennio 2007-2009 ce ne saranno altri 4mila. Ma Tonino, che tanto si spende per la causa dei parlamentari condannati tuonando indignato in televisione e nelle piazze, sull’argomento nuove carceri ‘fa orecchie da mercante’ e tace.
A Di Pietro che si scalda tanto per il parlamento pulito faccio notare, che prima del parlamento, bisognerebbe tenere le strade pulite, e se sta a lui costruire i penitenziari, perché non l’ha fatto nel dopo indulto? (era contrario se non sbaglio, o no?Perchè non adoperarsi per evitare un replay dell’indulto sulla pelle della gente?)
Se la bestia nera della sinistra, Cesare Previti rimane in parlamento a me non succede nulla, posso indignarmi, ma non rischio la vita, se uno stupratore in licenza premio mi picchia, mi violenta e mi ammazza per evitare denunce e tornare in carcere, allora si che la cosa mi tocca.
Francamente delle statistiche dei recidivi alla gente comune non IMPORTA nulla, alle persone oneste interessa solo vivere in città sicure e non degradate e un governo serio deve garantire ambe due le cose.
Orpheus


16 ottobre 2007

Bush riceve il Dalai Lama...e la Cina protesta

 
















Dopo Angela Merkel anche il presidente Bush se n'è infischiato delle possibili ritorsioni di Pechino ed ha ricevuto il Dalai Lama, la notizia é positiva perchè la Cina, usando la prepotenza e i  ricatti, ha isolato il Tibet e il suo capo spirituale.
Invece Il presidente degli Stati Uniti ha ricevuto alla Casa Bianca il Dalai Lama, cui il Congresso consegnerà domani la Medaglia d'oro, nonostante le fortissime proteste di Pechino, che ha denunciato «una gravissima interferenza negli affari interni cinesi». Alle accuse di Pechino ha ribattuto il portavoce della Casa Bianca Tony Fratto, secondo cui l'incontro privato tra Bush e il Dalai Lama - il quarto da quando è presidente - non rappresenta alcuna ingerenza negli affari cinesi. «Rispettiamo le preoccupazioni della Cina», ha affermato Fratto.
In realtà, a irritare Pechino, più che l'incontro, sarebbe la presenza di Bush alla cerimonia domani al Congresso per la consegna della Medaglia d'oro: sarebbe la prima volta che un presidente degli Stati Uniti in carica appare in pubblico con il leader buddista, che proclama la lotta pacifica per l'indipendenza del Tibet, invaso dalla Cina nel 1956
Riassunto da QN
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Dalai Lama Bush Casa Bianca Cina proteste

permalink | inviato da Orpheus il 16/10/2007 alle 23:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

16 ottobre 2007

Non dimentichiamo la Birmania: Boicottare le Olimpiadi di Pechino per la sua liberazione

 
Alcuni amici dalla Birmania mi scrivono: “Aiutateci! Per noi è problema di vita o di morte!”. Da Yangon uno molto ben informato scrive: “Le sanzioni economiche alla Birmania contano nulla, poiché il regime può schiacciare il popolo come vuole e quanto vuole. Ha azzerato l’unica forza di opposizione, i monaci buddisti, e può importare ed esportare tutto quanto gli occorre della Cina: i capitali gli vengono soprattutto dal commercio di oppio e dalla vendita di gas e di petrolio. Se non succede qualcosa in campo internazionale che possa liberarci da questa schiavitù interminabile, fra alcuni mesi tutto ritornerà come prima! A noi, schiavi del nostro tempo, pare che l’unica cosa da fare sia di boicottare le Olimpiadi cinesi. Crediamo sia la sola minaccia che può portare la Cina e poi il regime birmano ad ascoltare il popolo e concedergli la libertà di cui ha diritto”.

 Ancora oggi, dal Myanmar riferiscono della massiccia presenza di militari intorno alle due pagode più famose di Yangon, la Shwedagon e la Sule. Forte è anche la presenza dei soldati intorno alla pagoda Kyaikkasan a Thingangyun, nella quale numerosi monaci sono stati rastrellati e si dice che alcuni siano stati uccisi: 15 camionette sono vicine alla pagoda e l’hanno chiusa, lasciando aperto un solo ingresso.
Già si è parlato di boicottare le Olimpiadi dell’estate 2008 in Cina, ma finora la proposta non decolla. Anzi, due mesi dopo l’inizio della rivolta contro la dittatura militar-socialista della Birmania, la situazione è nettamente peggiorata e non si vedono segni di miglioramento. L’ONU è bloccata da Cina e Russia e sta tramontando l’interesse dell’Occidente per i monaci buddhisti e il popolo birmano, mentre la pesante repressione dei militari è giunta fin dove non erano arrivati né gli spietati imperatori di un tempo (nel 1878 il ventenne Thibaw fece strangolare 86 parenti: arrestato a Mandalay dagli inglesi nel 1886 e mandato in esilio in India) né i colonizzatori inglesi e nemmeno i giapponesi che avevano invaso la Birmania negli anni 1942-1945. Per millenaria tradizione, i luoghi sacri del buddismo erano sempre rispettati. Oggi si hanno notizie di assalti ai conventi e alle pagode, antichi Budda decapitati per ricuperare le pietre preziose incastonate, monaci uccisi, migliaia di loro arrestati: li vedremo nelle regioni remote (non le poche frequentate dai turisti) al lavoro lungo le strade, legati in coppia con una catena (come ho visto personalmente pochi anni fa). Questa la sorte dei monaci buddisti. Facile immaginare la fine delle decine di migliaia di laici che sono scesi in piazza a protestare, in maggioranza giovani!
Anche a noi di AsiaNews il boicottaggio delle Olimpiadi sarebbe l’unica proposta che potrebbe portare a qualche risultato concreto per la liberazione del popolo birmano. Non importa molto che poi possa avere più o meno successo. Da anni la Cina ha investito miliardi e miliardi di dollari nel preparare le Olimpiadi e ci gioca la sua “faccia” a livello mondiale. Vuole apparire un paese moderno, ricco, evoluto, organizzato, affidabile. La minaccia condivisa da molti popoli di un boicottaggio di quell’evento storico per i dirigenti cinesi è peggio di qualsiasi altro insuccesso o bancarotta. Fra due-tre mesi il popolo birmano sarà di nuovo stabilmente sotto il tallone di ferro delle armi birmane e cinesi, chissà per quanti decenni ancora. E noi saremo qui a consolarci facendo marce e fiaccolate e tentando il “dialogo” con  i satrapi birmani e i loro protettori cinesi. Ma è possibile che la Cina continui ad opprimere (o aiuti chi opprime) i diritti umani in Tibet, in Birmania, in Darfur e altrove e sia considerata intoccabile per motivi economici? Sono autentici i nostri pacifismi e le nostre proteste per le violazioni dei diritti dell’uomo?
Da Asianews
Un altro motivo per boicottare le Olimpiadi, oltre che per le violazioni dei diritti umani perpetrate nella stessa Cina. Non dimentichiamo anche i Falun Gong da sempre perseguitati e uccisi in Cina.
Orpheus
 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Birmania represione boicottare olimpiadi Cina

permalink | inviato da Orpheus il 16/10/2007 alle 23:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

16 ottobre 2007

Bruxelles smentisce il governo: «Bossi-Fini ok per gli immigrati»


E' appena arrivato da Bruxelles uno studio della Comunità europea che esprime elogi per la Bossi-Fini contraddicendo le solite menzogne e lagne buoniste della sinistra estrema al governo.
"Durante la permanenza in carica della coalizione di centrodestra - certifica il rapporto - l’Italia ha raggiunto alcuni fra i più alti livelli di immigrazione legale per ricongiungimenti familiari, lavoro e asilo nella storia del Paese. Da notare il fatto che il numero di imprese totalmente o parzialmente di proprietà di immigrati non comunitari è aumentato del 25% negli ultimi anni».
Il giudizio molto confortante sulle politiche adottate dal governo Berlusconi in materia di integrazione è a disposizione dei detrattori nel documento «Migrant Integration Policy Index», la più vasta ricerca sulla legislazione sull’immigrazione negli Stati dell’Ue. Strumento di analisi comparata messo a punto dal British Council e da un gruppo di esperti della Comunità europea, alla seconda edizione dopo la prima rilevazione nel 2004. Già allora l’Italia si era piazzata al nono posto su 15 Paesi per diritti di cittadinanza garantiti e inclusione sociale. Tre anni più tardi, con la legge a pieno regime il nostro Paese addirittura migliora le performance registrate in passato. Nella graduatoria generale delle migliori politiche di integrazione in vigore in 28 nazioni sotto osservazione (25 Ue più Norvegia, Svizzera e Canada), infatti, eccoci al settimo posto con il punteggio di 65 su 100, primato di Regno Unito, Spagna, Francia, Germania. Tutti Paesi (e governi) che fanno delle rispettive politiche di immigrazione un motivo di orgoglio internazionale. Nel dettaglio dei parametri in esame, le cose vanno persino meglio per quanto concerne l’accesso dei quasi 2,5 milioni di immigrati al mercato del lavoro (85/100 il «voto» finale). Qui l’Italia è riuscita a creare le opportunità più favorevoli, una volta assunti, i lavoratori stranieri godono degli stessi diritti e delle stesse sicurezze dei cittadini italiani ed europei. Molto bene anche sotto il profilo dell’acquisizione dei permessi di soggiorno di lungo periodo e dei ricongiungimenti familiari (terzo posto, punteggio di 79).  E poi l’Italia è l’unica ad aver realizzato le pratiche più virtuose nella sfera sia della sicurezza sia dei diritti associati. Resta una curiosità: viste le «verità» rivelate a Bruxelles, Ferrero e gli altri parleranno ancora di legge del Diavolo? Riassunto dal Giornale
La loro é sempre stata una posizione basata sul pregiudizio, e l'unico risultato della loro politica di sbracamento del paese, sarà disoccupazione e condizioni di vita difficile per gli immigrati, mancanza di sicurezza e degrado delle città per gli italiani. Il metodo più giusto per creare fenomeni di razzismo.
Orpheus


 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Immigrazione Bossi-Fini giudizio positivo Ue

permalink | inviato da Orpheus il 16/10/2007 alle 22:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

16 ottobre 2007

Giustizia "bollita" come gli astici per gli spaghetti

 
Questa è la storia di una ragazzina diciassettenne, di un giudice del Tribunale dei minori la dottoressa Poli,e di quattro astici. Ecco come i tre si incrociano in una storia che si può definire assurda per come è andata a finire.
I quattro astici e la ragazzina si incontrano in un supermercato di via Olona a Milano:lei  è un'animalista militante e decide di salvare dalla pentola i crostacei, entra nel supermercato, si accerta che siano vivi e finge di comprarli. Poi tenta di scappare senza pagare il conto salato. Bloccata dai commessi e consegnata ai carabinieri, viene arrestata per rapina di astici vivi (il reato scatta quando il furto supera i 100 euro) e rinchiusa nel carcere minorile Beccaria. Nel verbale sta scritto che il reato è stato commesso «allo scopo di salvaguardare la vita degli astici e restituirli a una condizione di libertà».
La ragazzina resta in cella per 48 ore, in attesa che il gip decida che fare. Ed ecco entrare in scena la dottoressa Poli, che decide: la giovane non è pentita dell'azione, resta ferma nelle sue convinzioni animaliste estreme. E allora, in attesa del processo, viene messa agli arresti domiciliari. Non può lasciare l'abitazione nemmeno per scendere nel cortile dove far passeggiare i suoi due cani. E neppure ricevere visite di amici se non vuole tornare dentro. Il tutto in attesa del processo che probabilmente si farà non prima della primavera 2008. Detto così il provvedimento appare eccessivo e controproducente: si condanna la ragazzina a un isolamento completo, costringendo i genitori (lavorano entrambi), al ruolo impossibile di secondini. Perché tanto rigore? Perché dice il gip, non s'è affatto pentita del gesto e potrebbe reiterare il reato. Nello stesso giorno in cui la "rapitrice" di astici veniva condannata agli arresti domiciliari nel più assoluto isolamento, dal carcere del Beccaria usciva il giovane valtellinese reo confesso di aver travolto con la moto e ammazzato il piccolo Renzo, il bimbo di tre anni. Nel consegnarlo ai genitori, il giudice lo obbligava a frequentare la scuola e si raccomandava che non venisse lasciato solo. Il ragazzo è stato accolto dagli amici con una festa.
Riassunto da Libero
Morale se ti penti e spremi due lacrimucce, ti mandano a casa con una pacca sulle spalle, se non ti penti e perseveri sono "cavoli tuoi" e  non c'è comprensione, nemmeno per una "ragazzata" fatta a fin di bene.
In questo strano paese chi ammazza, pentito o meno, ha più diritti di chi ruba quattro astici.
Inter nos io sono dalla parte della ragazzina:-) non compro e non mangio mai astici e aragoste.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Giustizia Astici condanna

permalink | inviato da Orpheus il 16/10/2007 alle 21:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

15 ottobre 2007

Gaza come Auschwitz, l'appello vergogna firmato dagli alleati dei democrat italiani

 
Conoscete la storia del genocidio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale? Ebbene, se non la conoscete, eccola in sintesi. Gli ebrei erano la stragrande maggioranza in alcuni territori adiacenti alla Germania. Ambivano a costituire uno Stato che sostituisse quello tedesco e allo scopo si battevano, anche con attentati terroristici. La Germania rispondeva con interventi militari. Alla fine, la Germania accettò il principio di uno Stato ebraico purché gli ebrei riconoscessero il suo diritto a esistere e frontiere definite e riconosciute. Gli ebrei si divisero su questo punto e una fazione radicale che non era disposta ad alcun accordo, salvo una tregua provvisoria in vista di un nuovo round, prese il potere con un colpo di mano in una zona detta Auschwitz, sterminando sanguinosamente gli ebrei moderati. Da Auschwitz si bombardavano le località tedesche, in particolare una cittadina che veniva quotidianamente colpita con missili fino a rendervi la vita impossibile. Il governo tedesco rispondeva con incursioni di carri armati e bombardamenti di artiglieria e finì col dichiarare Auschwitz "entità ostile", cercando di isolarla dall'esterno, sebbene non del tutto, perché rifornimenti di armi e altri materiali bellici continuavano a pervenire da parti non sorvegliate del confine. Auschwitz venne chiamata "campo di sterminio" e questa vicenda storica "genocidio degli ebrei".
Ora, se credete che abbia bevuto un bicchiere di troppo, leggete l'appello "Gaza vivrà". Vi si scrive che «un milione e mezzo di esseri umani sono sotto assedio, accerchiati dal filo spinato», che «come nei campi di concentramento nazisti (sic!) essi sopravvivono in condizioni miserabili, senza cibo né acqua, senza elettricità né servizi sanitari essenziali». Si aggiunge che «l'esercito israeliano continua a martellare Gaza con bombardamenti e incursioni terrestri pressoché quotidiani in cui periscono quasi sempre cittadini inermi». Dopo aver inanellato questa collezione di spudorate falsità - come se il potere a Gaza non lo avesse preso Hamas con stragi bestiali di altri palestinesi, come se Hamas non bombardasse quotidianamente Sderot e come se Israele non si limitasse a rispondere all'aggressione degli "inermi" rimpinzati di armi iraniane - l'appello conclude dicendo che «una parola soltanto può descrivere questo macello: genocidio!». Gaza come Auschwitz, appunto. Gli estensori di questo testo di stile goebbelsiano si rivolgono al governo Prodi perché intervenga a porre fine all'"assedio militare" e alla discriminazione nei confronti di Hamas: che Hamas predichi la distruzione totale di Israele, chi se ne importa, anzi meglio, bisogna comunque «annullare la decisione di considerarla un'organizzazione terrorista». E tanto per rendere più efficace il suo intervento, Prodi dovrebbe cancellare il trattato di cooperazione con Israele sottoscritto dal precedente governo.
Tra i firmatari di questa vergogna nazionale vi sono l'astronoma Margherita Hack, il poeta Edoardo Sanguineti e professori come Gianni Vattimo, Angelo D'Orsi e Franco Cardini (lodato da Walter Veltroni come persona di immensa levatura che vorrebbe accanto a sé in una logica trasversale sarkozista), il pedagogista Alighiero Manacorda, i teologi della liberazione Giulio Girardi e Giovanni Franzoni, il solito Giulietto Chiesa. Si aggiunge una consistente rappresentanza di sindacalisti, di politici di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani, delle comunità islamiche e di numerose "realtà di base", ovvero della crema della sinistra di lotta e di governo. Insomma, quel variegato mondo con cui troppi esponenti del nascente Partito democratico litigano di giorno e fanno affari di notte.
Israel Giorgio-Tempi
Bene oltre ai comunisti, adesso abbiamo anche i nazisti al governo.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. israele appello gaza auschwitz

permalink | inviato da Orpheus il 15/10/2007 alle 22:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

15 ottobre 2007

Dall'espulsione al ritorno in grande stile alla predicazione jiadista

 
È tornato a fare l'imam a tempo pieno e, ora, a Varese risuona di nuovo l'allarme terrorismo. Abdelmajid Zergout, arrestato e poi finito sotto processo con l'accusa di aver organizzato in Italia una cellula del Gruppo Islamico Combattente marocchino e poi assolto per mancanza di prove lo scorso 24 maggio, ha ripreso infatti a parlare ai fedeli musulmani della Città Giardino. Questo nonostante su di lui penda ancora una richiesta di espulsione, sulla base del decreto Pisanu, del ministro dell'Interno Giuliano Amato, solo bloccata dal "buonismo" della Corte europea dei diritti dell'uomo. Fatto uscire a giugno dal Centro di permanenza temporanea di via Corelli a Milano, Zergout è così rientrato nella sua abitazione di Malnate e venerdì ha guidato le preghiere, tornando ad essere un punto di riferimento per la comunità islamica varesina, nonostante per il Ministero dell'Interno rappresenti ancora una minaccia. Immediate le polemiche e i campanelli d'allarme legati al terrorismo alla presenza attiva in città di un islam radicale.
"È proprio il rientro in grande stile di Zergout - spiega il segretario varesino della Lega Fabio Binelli - a preoccuparmi. Mi allarma, aldilà degli esiti processuali, la sua contiguità con ambienti dell'islam radicale come con il Gruppo Islamico Combattente responsabile delle stragi di Madrid. E dai dossier provenienti dalla Spagna il suo nome è emerso a chiare lettere». Ma a preoccupare non é solo Zergout, nel mirino finisce anche tutto l'ambiente che gli ruota intorno. «La gente deve sapere - incalza Binelli - che l'imam non è una figura nominata dalla gerarchia. È la comunità che lo sceglie e avere la conferma di una simile indicazione non può certo far dormire sonni tranquilli a Varese». Parole che coincidono pienamente con quelle pronunciate da Roberto Maroni, dopo l'asso luzione di Zergout e dei suoi collaboratori Mohamed Raouiane e Adbellillah El Keflaoui. «Ora - aveva sottolineato - c'è solo da augurarsi che il governo intervenga con un provvedimento d'urgenza per prendere questi terroristi e rimandarli al loro paese». E invece, con il benestare della Corte europea dei diritti dell'uomo, Zergout è più attivo che mai. Il problema per Binelli sta proprio qui, "nell'Europa che impone a Roma, che poi impone a noi amministratori di guardare impotenti il ritorno all'attività di simili figure".
Riassunto Da Libero
Si straparla tanto dei diritti dei terroristi pari a quelli di un qualsiasi cittadino in un processo. Come se il terrorismo possa essere equiparato alla rapina, al furto, all'omicidio. Come se il terrorismo non sia quello che effettivamente é, una guerra dichiarata ad una nazione, che però uccide innocenti: uomini, donne e bambini che ignorano di essere in "guerra" e li  uccide nel modo più subdolo e crudele.
Questo signore é stato assolto con "formula piena" perchè la corte (di buon cuore) ha deciso l'annullamento di due rogatorie internazionali a seguito delle lungaggini burocratiche delle autorità spagnole e marocchine. Non contento il suo avvocato ha fatto annullare l'espulsione con l'aiuto della Corte europea dei  diritti dell'uomo (al suo paese i giudici non gliel'avrebbero certo fatta passare liscia). Non contento ancora l'ha fatto rilasciare dal Cpt di Via Corelli, e adesso questo "signore" é tornato allegramente a predicare la jiad contro gli idioti che hanno permesso tutto ciò. Saltassero loro in aria se lo sarebbero meritato, ma purtroppo ci andranno di mezzo cittadini innocenti il cui DIRITTO alla sicurezza non vale nulla di fronte ai diritti pretestuosi dei terroristi islamici.
Orpheus


14 ottobre 2007

I gendarmi della memoria negano la verità sulla guerra civile italiana

 

Chi sono “i gendarmi della memoria”? A quale categoria dello spirito appartengono coloro che sono diventati, senza alcun merito, i protagonisti, sia pure al negativo, dell’ultimo libro (dall’omonimo titolo) di Giampaolo Pansa? Lo scrittore tara le loro connotazioni pensando a Giorgio Bocca, “l’uomo di Cuneo”. E enumera quattro caratteristiche comportamentali di questi indignati speciali che insorgono ogni qual volta il totem della Resistenza viene analizzato senza tabù. La prima: “se qualcuno osa criticare l’agiografia resistenziale, devi subito falsificare quello che dice. E sostenere che il perfido revisionista nega il significato politico, etico e di riscatto nazionale dell’intera Resistenza”. Anche se ciò non è palesemente vero.
La seconda: “..se poi lo stesso figuro sostiene di volere una storia completa della resistenza, senza omissioni e senza bugie, al riparo dalle faziosità politiche, l’accusa conto di lui va estesa. Sino a imputargli reati che non si è mai sognato di compiere. Per esempio, quello di mettere sullo stesso piano la causa dei fascisti e quella dei partigiani.”
La terza: “in questo modo il revisionista si trasforma nel rovescista, anzi in un vero e proprio negazionista, infame quanto chi nega l’Olocausto..”
La quarta:”..il negazionista va messo a tacere con norme di legge apposite, ossia con il silenzio obbligato e la galera.”
Di Giampaolo Pansa, tutto si può dire tranne che non abbia avuto il coraggio di ridiscutersi quando ormai aveva superato da un pezzo i settanta anni. Giornalista di successo e scrittore, in fondo chi glielo faceva fare a mettersi contro tutto l’ambiente della sinistra politically correct dentro cui aveva svolto la propria impressionante carriera?
Eppure oggi, dopo tre o quattro libri come “Il sangue dei vinti”, “I figli dell’aquila” e “La grande bugia”, Pansa è diventato un reietto.
Come un Irving o un Faurisson qualsiasi. Se telefoni per chiedere informazioni su di lui a “L’Espresso”, giornale di cui è stato un rimpianto vicedirettore e dove ancora tiene una delle rubriche più lette, si affrettano a liquidarti con freddezza dicendo che “di lui non sappiamo niente”. E se provi a evocare il suo nome in un salotto di quelli che un tempo lo accoglievano ti senti addosso gli sguardi delle persone che ti squadrano come uno entrato senza prima pulirsi le scarpe.

Sì, perché ormai Pansa è diventato “l’amico dei repubblichini”, “il calunniatore della resistenza”, “il Giuda dei partigiani”, insomma uno cui tappare la bocca. Con i soliti metodi para brigatisti ereditati dai giovani di oggi dei centri sociali e dai loro aizzatori dentro e fuori da Rifondazione comunista.
Quando la sera del 16 ottobre 2006 a Reggio Emilia quelli che Pansa chiama i "gendarmi della memoria" tentarono di impedirgli la prima presentazione pubblica di un suo libro sulla guerra civile, si trattava de “La grande bugia”, lo stesso autore pensò a un fenomeno isolato. Da giudicare dal lato positivo: “mi farà un po’ di pubblicità gratis”. Poi però pochi giorni dopo, la stessa cosa si è ripetuta a Bassano del Grappa e il passaparola di boicottare Pansa è proseguito anche negli incontri successivi,
tanto che il giornalista fu costretto ad avvalersi della protezione della polizia.
E le amministrazioni diessine di Emilia Romagna, Toscana e Umbria cominciarono a boicottare furbescamente, senza sbilanciarsi, le successive presentazioni. Tanto che lo stesso Pansa per evitare problemi di ordine pubblico ne annullò non poche.
Il rifiuto rabbioso di rileggere la storia della Resistenza italiana e di guardare con un minimo di umanità al destino dei fascisti sconfitti ha accompagnato il successo dei libri di Pansa. E il paradosso è che coloro che lo tacciano di revisionismo sono diventati ormai i peggiori negazionisti della verità e dell’onestà intellettuale che dovrebbe caratterizzare il lavoro di chi ha pretese di farsi chiamare “storico”.
Tutta la prima parte del libro intitolato e dedicato con sarcasmo a questi “gendarmi della memoria” è una tristissima rilettura di un anno di grandi bugie che alcuni cattivi maestri del giornalismo, della critica e della storiografia italiana hanno indirizzato contro Pansa, reo di avere raccolto nei propri libri testimonianze serie ed attendibili, e soprattutto chiare, sull’altra faccia della lotta partigiana di liberazione. Senza per questo avere mai voluto mettere in dubbio il valore dell’anti fascismo e il disvalore del nazi fascismo.
Dalla malafede di tutti i suoi critici, da Giorgio Bocca in giù fino ai critici de”L’Unità” e di “liberazione” o de “il manifesto”, emerge il dato più inquietante di tutta questa acredine anti revisionista: la coda di paglia di chi ancora oggi vuole coprire i delitti di gente come il comandante Giacca, il Toffanin della strage di Porzus, o il fatto ormai acclarato che nell’immediato dopoguerra il PCI di Togliatti si teneva pronto a fomentare un supplemento di guerra civile che aveva lo scopo di portare anche l’Italia nell’orbita della cosiddetta cortina di ferro. Per non parlare dell’ira dei tanti partigiani torturatori passati senza soluzione di continuità da analogo mestiere svolto durante il fascismo. E’ il solito problema mai affrontato dei cosiddetti “fascisti rossi”, coloro a cui Togliatti permise, senza neanche un piccolo purgatorio, di cambiare casacca a cavallo dell’8 settembre 1943, ma anche molto dopo, permettendo loro di ingrossare le fila partigiane e spesso di svolgere quei lavori sporchi in cui i capi del Pci non volevano figurare. Basta d’altronde vedere chi è che urla di più oggi contro Pansa, cioè il suo ex amico Giorgio Bocca. Uno che a 25 anni aveva firmato il manifesto della razza.
E basta vedere i sordidi scopi che spesso stavano dietro alcuni efferati delitti di partigiani del dopoguerra. Uno per tutti, raccontato in maniera quasi commovente nel libro in questione, riguarda la morte e il dileggio del cadavere di Giuseppe Sidoli cioè il direttore amministrativo del carcere dei Servi a Reggio Emilia. Un carcere tristemente noto per torture e deportazioni che però non potevano venire imputate a un uomo che era praticamente solo un burocrate. Che aveva l’unica colpa di avere visto come alcuni partigiani imprigionati avessero parlato tradendo i propri compagni dal carcere. E forse a determinare l’uccisione di quest’uomo che come un capro espiatorio pagò invece le colpe dei veri torturatori fu la sua rabbia nell’essere stato testimone del repentino passaggio di tanti veri torturatori fascisti nelle file dei partigiani nel dopo 8 settembre 1943.
E chi uccideva si comportava come Cosa Nostra: sasso in bocca a chi parla o minaccia di farlo. Altre storie e testimonianze scovate da Pansa fanno riferimento ad attività criminali come sequestri, stupri ed estorsioni che i partigiani comunisti del cosiddetto triangolo della morte nell’Emilia sono stati liberi di fare fino al 1948.
Ma queste non sono storie che certi italiani neanche oggi a distanza di oltre mezzo secolo amano sentire. Pansa scrivendone è diventato oggettivamente un nemico del popolo e quelli che ne disturbano le presentazioni librarie non fanno niente per nascondere i propri veri intenti squadristi, infatti in più di un’occasione si sono presentati con cartelli con sopra scritto “uccidere un fascista non è reato” o peggio ancora “triangolo rosso? Nessun rimorso”
.
La “pancia” della sinistra italiana è fatta di questa gente, mentre la “testa” è per lo più composta, come ci insegna Giampaolo Pansa, di vili e opportunisti burocrati che preferiscono non avere problemi di ordine pubblico e politici con agitatori e agitati della sinistra antagonista o radicale che dir si voglia. La versione in salsa comunista di certi personaggi un bel po’ vigliacchi già visti nei film di Alberto Sordi prima maniera. Dimitri Buffa-L'Occidentale
Vent’anni di fascismo non hanno prodotto tante morti d’italiani quanto tre anni di dopoguerra da parte dei partigiani comunisti. Questa l’unica differenza fra il fascismo e il comunismo italiano di quei tempi.
La “prova di democrazia” con sui Prodi e soci si riempiono la bocca dopo ogni pagliacciata (per l’occasione definita “primarie”)è ben evidente nell’ostracismo e nelle minacce che subisce Giampaolo Pansa, colpevole di voler ristabilire la verità storica sulla Grande Menzogna chiamata resistenza.
Orpheus



14 ottobre 2007

Il grande bluff

 Clicca per l'immagine full size
Annuntio vobis gaudium magnum habemus segretarium PD.
C'è mica bisogno di aspettare i risultati di questa grande "prova di democrazia" con vincitore già deciso, ha vinto "Wafer" Veltroni, lo so io, lo sanno gli italiani e i politici in toto. Allora perchè questa solenne carnevalata? Per solleticare l'ego ipertrofico del piacione per antonomasia? Per far credere che "il partito nuovo e non un nuovo partito", come recita la formuletta divenuta già il mantra della "sinistra bbbuona" DOV (d'origine veltroniana), parta con una grande esempio, appunto di democrazia? Perchè avrà come il paladino Uòlter "uno sguardo democratico sul mondo, sempre a difesa dei diritti civili e della democrazia"?
Ma quale democrazia se il risultato é già scritto e, che per essere certi dello stesso (non si mai che qualche sinistro privo di paraocchi faccia di testa sua), i "rivali" del grande Uòlter sono praticamente degli “outsiders”, tranne la Bindi, che é già segata in partenza perchè donna, cattocomunista e racchia oltre ogni dire.
Volevano fare una prova democratica perchè non proporre i nomi di Fassino, D'Alema, persino un Di Pietro o un Diliberto avrebbero potuto dare filo da torcere e invece ecco serviti su un piatto d’argento due emeriti sconosciuti: Mario Adinolfi e Piergiorgio Gawronsky, la sopra citata Bindi e l’incolore e mite Enrico Letta.
E la chiamano pomposamente democrazia, complimentandosi a vicenda per il “grande successo” e attribuendogli subito poteri taumaturgici sul governo agonizzante di cui fanno parte. Quello che fa specie è che2.000.000 di italiani hanno partecipato attivamente a questa carnevalata, e francamente non capisco come ciò possa essere possibile, che gusto c’è a farsi menare per il naso così sfacciatamente?
E come potremo mai sperare in una sinistra europea, democratica e moderna quando spreca tempo e risorse in queste pagliacciate pseudo-democratiche?
Patetiche per chi le fa, offensive per chi le subisce, ovvero quel popolo della sinistra incapace di urlare un "vaffa" a tale plateale presa per i fondelli.
Orpheus


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Primarie Veltroni pd

permalink | inviato da Orpheus il 14/10/2007 alle 19:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

14 ottobre 2007

Roma, i tagli ai consulenti non valgono per l’ex brigatista

 La bella notizia, in apparenza, è che in tempi di magra il Comune di Roma ha deciso di tagliare gran parte delle sue consulenze. Quella brutta è che ne ha subito rinnovata una all’ex brigatista rossa Claudia Gioia proprio all’indomani della circolare sulle «linee di indirizzo in materia di affidamento di incarichi esterni e di collaborazioni coordinate e continuative» diramata dal Dipartimento della Funzione Pubblica.
La militante delle Unioni comuniste combattenti, condannata per l’omicidio del generale dell’aeronautica Licio Giorgieri, coinvolta nell’agguato del giuslavorista Antonio Da Empoli, processata al processo Moro, bloccata nel 1991 con il compagno terrorista Fabrizio Melorio mentre meditava un ritorno alla lotta armata, ha infatti ottenuto il via libera al rinnovo del prestigioso incarico al Macro, il museo di arte contemporanea del Campidoglio. Quattromilacinquecento euro, meno della metà dei 12mila gentilmente sborsati dal sindaco per una consulenza alla signora Silvia Baraldini, condannata in America a 43 anni di prigione
.
Al di là della cifra stupisce la tempestività dell’intervento di Danilo Eccher, direttore del prestigioso museo. A pochissime ore dalla circolare del segretario generale del Comune che ricordava espressamente di fare bene attenzione al conferimento di incarichi esterni «da affidare nel rispetto della normativa vigente e secondo le procedure indicate dallo scrivente con precedenti apposite circolari», il pupillo del primo cittadino premeva sull’acceleratore per l’affidamento dell’incarico bis all’ex terrorista. E questo nonostante la «richiamata necessità» - ribadita nero su bianco dal Campidoglio - di perseguire determinati obiettivi facendo fronte prima al personale interno e poi, eventualmente, a quello esterno. Sul punto, però, al museo di Testaccio fanno orecchie da mercante. Essendo una Unità Organizzativa della Sovrintendenza Comunale, il Macro è un museo pubblico a tutti gli effetti, soggetto alla normativa della finanza pubblica e costretto a sottostare a ferree regole gestionali che non prevedono, ad esempio, una politica «privatistica» che permette di scegliere quali servizi erogare (gestione mostre, allestimenti, trasporti, ecc) senza ricorrere alle previste modalità di procedure di gara pubblica. Con affidamenti diretti. Tornando alla Gioia e ad altri otto collaboratori, stando a una interpellanza di prossima presentazione da parte del consigliere comunale di An Marco Visconti, avrebbero di fatto esautorato le competenze dei funzionari interni, cinque dei quali negli anni scorsi avrebbero addirittura chiesto il trasferimento per incompatibilità ambientale. Quanto all’ex terrorista rossa il rinnovo cade, ripetiamo, immediatamente dopo la circolare comunale che sottolinea l’importanza del decreto legislativo 165/01, capo B, che fa espresso riferimento all’attività dell’amministrazione sottolineando che prima di procedere al conferimento di incarichi esterni «deve avere preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno».
E poiché gli atti emanati dal direttore Danilo Eccher sono atti amministrativi, ufficiali, del rinnovo della consulenza sono a conoscenza tutti, tecnici e politici: dal sovrintendente Eugenio La Rocca all’assessore Silvio Di Francia, su su fino al sindaco Walter Veltroni, se non altro allertato da un articolo del Giornale del 19 marzo scorso nel quale Eccher spiegava d’aver scelto la Gioia perché, a suo dire, aveva frequentato un master alla Sapienza ed era estremamente competente, e precisava di averla assunta con un contratto a progetto.
Tralasciando i sanguinari trascorsi da anni di piombo, il curriculum artistico della Gioia è costellato di incarichi e consulenze: a ottobre 2005 viene chiamata dalla fondazione don Sturzo (dove ha lavorato anche l’ex terrorista Melorio) come docente per un master su finanziamenti e progettazione culturale. Nelle sue note biografiche spunta anche una consulenza fino al 2005 (non rinnovata) per il ministero dei Beni Culturali, in qualità di esperta nella progettazione di interventi di formazione e qualificazione professionale. E sempre grazie al direttore Danilo Eccher, nominato nel 2005 direttore artistico dell’Arcos (Museo d’arte contemporanea del Sannio), l’ex terrorista riceverebbe ulteriori incarichi retribuiti per curare mostre e cataloghi. Il condizionale è d’obbligo, ma il consigliere di An chiede urgentemente spiegazioni al riguardo.di Gian Marco Chiocci da
ilgiornale
Abbiamo capito che la migliore scorciatoia in Italia per avere un posto fisso e ben remunerato è essere un ex terrorista, meglio ancora se assassino di servitori leali dello Stato.Altro che certezza della pena invocata da più parti, qui c'è solo certezza del posto fisso alla faccia dei fessi.VERGOGNOSO ecco; disprezzo per le vittime a parte, come si può avere rispetto per uno Stato che premia i terroristi omicidi e  si disinteressa del dolore dei parenti delle vittime che tratta pure con sufficienta albagia?Non è che certi trattamenti sono come una sorta di risarcirmento per avere tenuto in galera gli eroi di certo sfascismo rosso molto contiguo a certo terrorismo?
Verbena

Clicca per ingrandire




permalink | inviato da Orpheus il 14/10/2007 alle 17:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
settembre   <<  1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6  >>   novembre