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Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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26 ottobre 2007

Scarcerato uno dei carnefici che ha processato e condannato a morte Hina, come la sharia comanda

  
C’è veramente qualcosa di marcio in Italia, un cancro che divora le basi della nostra civiltà, e che per un’errata ideologia, la sta riportando indietro nel tempo, un tempo in cui si accettava qualsiasi barbarie, ci si difendeva e ci si faceva giustizia da soli.
La fine atroce di Hina Saleem avrebbe dovuto indurre qualsiasi giudice ad applicare la legge nel modo più severo, perché oltre alle modalità efferate, sussistono anche le aggravanti del vincolo parentale e della premeditazione (per non parlare poi degli aberranti motivi che hanno indotto i quattro ad ammazzare).
Al contrario uno dei suoi carnefici, lo zio Tariq Muhammed è già stato scarcerato perché ‘solamente’ colpevole di aver occultato il corpo della povera Hina. Come se il personaggio in questione, fosse passato da casa Saleem dopo la mattanza per caso, e solo a quel punto fosse intervenuto per aiutare ad ‘occultarne’ il corpo (tre uomini non bastavano per sollevare e sotterrare una ragazza di 20 anni, vero?)

Ma come ragionano questi giudici? Possibile che non vedano la realtà di quello che è successo a Sarezzo?

E cioè un ‘tribunale islamico’ composto dai quattro ha eseguito una sentenza, che nei paesi come il Pakistan o l’Iran, è ordinaria amministrazione perchè prescritta dalle legge, dalla Sharia.
I Saleem stavano lasciando l'Italia definitivamente, prima però dovevano far "giustizia" di quella ragazza che non voleva saperne di portare il velo, frequentare la moschea e sposare un cugino con un tradizionale matrimonio combinato, addirittura era andata a vivere con un italiano cattolico e sposato.

E parlano pure di delitto d’onore?

Come se nascondendo la realtà dei fatti e tirando in ballo la Sicilia di cinquant’anni fa, si possa cancellare una verità incontrovertibile: a quei tempi in Sicilia si sono verificati simili terribili episodi, ma si andava contro la legge, nel 2007 in Pakistan, in Arabia Saudita, in Iran una LEGGE dello stato condanna a morte per lapidazione le donne che si macchiano di delitti inerenti alla morale. C'é persino un corpo di polizia, incaricato di girare per le strade e arrestare le malcapitate che non sono ligie ai dettami della sharia. 
Come si possono, quindi fare paragoni, e addirittura portare a ‘giustificazione’ quello che accadeva 50 anni fa in Sicilia?
Far finta di niente, non giova certo, a cambiare la mentalità di chi si trasferisce da quei paesi nel nostro. Trovargli la scusante del ‘anche noi eravamo così’ (cosa per altro falsa), in nome del 'multiculturally correct', non aiuta di sicuro l’integrazione perché non combatte una mentalità che ISOLA queste persone dal resto della società italiana ritenuta (immorale e corrotta) e provoca tragedie come quelle di Hina.
Quindi ben venga una condanna esemplare, ai suoi carnefici, ma altrettanta severità e chiarezza deve esserci nel condannare il vero movente che ha causato la morte di questa ragazza di venti anni.
Una ragazza che sperava in Italia di essere al riparo dalla sharia, dall’oscurantismo del suo paese.
 Che si era integrata e per questo ha pagato un prezzo altissimo.
Non permettiamo che altri ‘tribunali islamici’ si sostituiscano ai nostri e poi, grazie a un garantismo assurdo, la facciano, anche franca.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 26/10/2007 alle 19:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

25 ottobre 2007

Il fantasista di Montecitorio


E'
proprio vero che il caso Italia è unico. In quale altro Paese il leader di un partito che vuole la «rifondazione comunista», Fausto Bertinotti, potrebbe divenire la terza carica dello Stato e l'ago della bilancia del governo nazionale? Certo non nelle democrazie liberali, ma neppure nelle ex democrazie popolari.
Ieri dall'alto scranno di Montecitorio il presidente ha emesso la sentenza: il governo è ammalato, e fin qui tutti d'accordo; dunque, occorre un governo istituzionale per le riforme elettorali e costituzionali. Per carità, si è guardato bene dal fare riferimento alla sovranità popolare - le elezioni -, che pure dovrebbe essere la prima preoccupazione di una carica istituzionale; ed invece ha dato dentro con un'indicazione politica facendo il verso al capo dello Stato.
Sì perché Fausto, in realtà, è un Giano bifronte, anzi quasi un arlecchino parolaio, se la definizione non suonasse irriverente. Finora è stato il più forte puntello di Prodi mentre, di colpo, vuole prendersi il merito di primo affossatore. Del resto la sua duplicità è proverbiale. Ha sempre dichiarato che per scrupolo istituzionale non avrebbe partecipato alla lotta politica, ma in pratica ha continuato a lanciare parole d'ordine per il suo fedele popolo di comunisti e massimalisti.
Si dice pacifista e nonviolento, senza comprendere che il pacifismo non ha nulla a che fare con la nonviolenza, ed ama follemente strizzare l'occhio a tutte le contestazioni. Perciò ha portato in Parlamento due no-global stinchi di santo, Caruso a Montecitorio e Agnoletto a Strasburgo.
Si candida a leader della cosiddetta «Cosa rossa» che dovrebbe archiviare il veterocomunismo; eppure il suo partner stretto Diliberto, nel 2007, corre a Mosca per celebrare la rivoluzione d'ottobre quando perfino i russi sbattono in cantina le spoglie di Lenin dopo quelle di Stalin.
Pensa che un rivoluzionario che fa tanto chic a «Porta a porta», dopo il Che e il subcomandante Marcos, debba darsi anche una spolveratina di religiosità. È però incerto se seguire le orme ciniche di Togliatti il quale «sosteneva che una sofferta coscienza religiosa arricchisce la prospettiva socialista», se ispirarsi al misticismo del Monte Athos, o affidarsi alla new age dello psicanalista Fagioli. Nel frattempo inaugura alla Camera una cappellina per la meditazione. 
Per non essere confuso con i suoi supporter in passamontagna, dichiara di trarre energia e ispirazione per la sua politica economica internazionalista e multiculturalista dalla banda inglese Clash, e gli effetti si vedono. Nel frattempo si dà all'invenzione lessicale: i suoi movimenti non sono volgarmente comunisti, massimalisti, estremisti, operaisti, ma molto più elegantemente «alter-mondialisti».
Il momento è grave: occorre decidere subito su crisi, governo, elezioni. Può l'Italia affidarsi ad un fantasista al vertice dello Stato?
Massimo Teodori-Il Giornale
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 25/10/2007 alle 23:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

25 ottobre 2007

Far morire di fame e di sete un cane: la nuova frontiera "dell'arte"

                                                                           

Il mondo è impazzito completamente… non esiste più il concetto che designa perfettamente le cose. I concetti sono sfumati, confusi, per giustificare la follia e la sete di sangue che alcuni individui serbano e manifestano con elegante disinvoltura. Così un bel giorno si è chiamata “arte” lo scempio diffuso da tale Guillermo Habacuc Vargas… non ricordatevi il nome, non è bene che si ricordi tale individuo…il nome è solo per designare la diffusione di una malattia mentale, espressa da un individuo, seguita purtroppo da molti. Perché si può puntare il dito contro l’assassino altrettanto quanto i suoi complici: e si può essere complici di un assassino anche tacendo semplicemente il delitto di cui si è stati testimoni.
Questo tizio, proveniente dalla Costa Rica e che da piccolo voleva fare l’artista,dato che non aveva strumenti né tantomeno capacità per dimostrare di essere un vero talento, che idea geniale ha?

Esporre nell’angoletto di una specie di museo un cane affamato,
vietando a tutti i visitatori di dargli da mangiare e da bere, per farlo morire a poco a poco…
perché la morte ed i maltrattamenti sono una sublime forma d’arte a cui si possa assistere.

Non credete?
C’è certamente un significato anche in questa esposizione
Un significato che giustifica ( io direi fa finta di giustificare) la banalità del male… un cane innocente, indifeso, e con sentimenti paragonabili a quelli di un essere umano, può essere sacrificato senza alcun problema per rappresentare la sofferenza di un popolo.
La sofferenza, la penuria dei bisogni primari dovrebbero insegnarci ad essere più sensibili verso ogni forma di vita che ci circonda: invece no, in alcuni individui rendono insensibili, disumanizzano, rendono inutili, nocivi.
Il cane che muore di fame, ignaro del perché di questa assurda privazione, rappresenta la Costa Rica nella manifestazione artistica dal titolo "Bienal Centroamericana Honduras 2008”.
Un sito si sta impegnando per boicottare le esposizioni di questo "artista"
decisamente malato di mente e non farlo partecipare a nessun altro evento:

http://www.petitiononline.com/13031953/petition-sign.html

A voi costa solo un click e segnare il vostro nome, niente di più semplice.
Non è possibile farsi promotori di diritti umani ledendo i diritti di altri esseri viventi.
L’arte non può diventare la scusa per manifestare i propri istinti crudeli nei confronti dei deboli e degli indifesi. Nel blog che sponsorizza la sua arte i commenti per fortuna si sono fatti sentire, ma visto che gli insulti erano parecchi hanno deciso di chiudere la libertà di manifestare la propria rabbia( se volete vedere lo scempio andare su questa pagina

http://www.marcaacme.com/blogs/analog/index.php/2007/08/22/5_piezas_de_habacuc )

Il cagnolino si chiamava Natividad…Habacuc ha pagato dei ragazzini per catturarlo.
Si è esibito a questa manifestazione lasciandolo morire di fame… lo scopo era proprio farlo morire di fame, sotto l’occhio di tutti.
Durante la macabra esibizione delle persone hanno chiesto la liberazione del povero animale ma l’”artista” ovviamente ha rifiutato.
Il messaggio sopra il cane morente? Una scritta fatta di crocchette che riportava la frase:"Sei quello che leggi" vale a dire tu leggi delle crocchette quindi "sei nient'altro che semplici crocchette".
Un messaggio decisamente irrazionale e senza senso per cui si è lasciato morire un cane privandolo delle cure necessarie.
Del resto, si giustificano i collaboratori dell'assassino, ormai il cane era ammalato d’inedia quindi anche in una condizione normale non avrebbe accettato né cibo né acqua. E anche questo era il messaggio:
i poveri cani o muoiono o si lasciano morire.
Sfido io se non c'è nessuno che lo porti in una clinica e gli fornisca flebo facendo il possibile per salvarlo.
Ho visto il sito di questa persona… è anche un "musicista".
Produce musica infernale, in realtà suona solo il chiasso, non si tratta nemmeno di heavy metal, è un genere paragonabile a pentole che cadono per terra.
Nel sito pubblica immagini inquietanti, come bamboline dal viso deformato,
e lui ed il suo gruppo si vestono da sadomasochisti.
Avrei voluto scrivergli che se ama tanto la morte tanto vale provarla su se stesso non condannare gli altri, ma sarebbe stato inutile.
Le persone folli non ascoltano che la propria follia, ciò che mi fa restare basita è che gli assassini abbiano sempre la libertà di esprimersi e di nuocere al prossimo finché essi stessi non crepano.
Firmate la petizione per favore,

http://www.petitiononline.com/13031953/petition-sign.html

seppelliamo nel silenzio qualsiasi forma di espressione di questi soggetti capaci solo di far del male,ma non seppelliamo nel silenzio le tracce della loro violenza così da poterle fermare una volta per tutte.

Ulteriori info su dove lanciare le vostre proteste

Dove si terrà l'esibizione:

Centro Nacional de la Cultura
Antigua Fábrica Nacional de Licores.
Avenida 3, calle 15/17. San José, Costa Rica.
Teléfono: (506) 257 7202 / 257 9370
Fax: (506) 257 8702

Email Address: info@madc.ac.cr

Inoltre vi do l'indirizzo di un'altra galleria d'arte che espone le opere di questo assassino e ha anche il coraggio di venderle. Se volete fare in modo che questa galleria lo cancelli dalle liste dei suoi artisti scrivete anche a :

info@jacobkarpio-galeria.com

Se volete scrivere usate questo form in inglese:

I am writing regarding the horrifying actions of Guillermo Habacuc Vargas,who paid local children to catch a dog on the street and then confined,starved and publicly displayed the dog as an "art" exhibit until the innocent animal died of starvation.I along with many people world wide am outraged that Guillermo habacuc Vargas has been selected to represent Costa Rica in "Bienal Centroamericana Honduras 2008",This man is by no definition of the word an artist he is a criminally insane sadist and enjoys inflicting prolonged suffering upon his innocent victims.he is a danger to all of society as it is well documented that those with the capacity to intentionally cause harm to an animal have the same capacity to harm humans.To state that this animal would have died eventually of natural causes is unjustifiable and beyond logical,rational thinking.To allow Guillermo habacuc Vargas to represent Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008 will in no way benefit Costa Rica,the world is watching and the actions of this so called artist has brought much negative assumptions as to the humanity of the people of Costa Rica and the fact that the many witnesses of this animals suffering did nothing and that the organizers of this event allowed this rather than taking action to see that Guillermo Vargas be criminally charged with animal abuse is sending the world a message that Costa Rica consists of a cruel,uncivilized society that has no regard for life but enjoys viewing and contributing to the loss of life.Each and every person who knew of and witnessed the suffering of this innocent dog is equally as guilty of causing it's uncalled for death.
And to let this crime go unpunished and instead be awarded by Guillermo Vargas representing Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008 is unacceptable and shameful not only to Costa Rica but to all participants of this event.I urge you,do not condone the heinous actions of Guillermo Vargas by allowing him to participation in Bienal Centroamericana Honduras 2008.He should be jailed and prosecuted to the fullest extent of law for this animals death,not representing Costa Rica as an artist for he is not an artist and to refer to him as such is an insult to all true artists.

Sincerely,
IL TUO NOME

Da Controcorrente
FACCIAMO GIRARE IL PIU' POSSIBILE!!!!
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 25/10/2007 alle 22:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

25 ottobre 2007

Fino a che punto si può trattare con l'Hitler iraniano?

 
Cosa succede in Iran? Tutto e niente. Di tutto, perché a chiedere libertà e democrazia a Teheran si finisce ogni giorno impiccati. Niente, perché per il mondo il problema non esiste. Non si pone, semplicemente. E non bastano i numeri a far cambiare idea ai più: da quando Ahmadinejad è diventato presidente nel giugno del 2005, si sono verificate 500 impiccagioni, con un ritmo crescente. Dal gennaio 2007 ad oggi hanno avuto luogo 251 esecuzioni, di cui quasi 150 concentrate nel mese di giugno. Accusandoli di essere trafficanti di droga o criminali efferati, i tribunali del regime condannano a morte i dissidenti che non si piegano alla dittatura sciita dei Mullah. I Mujahedin del Popolo Iraniano, principale gruppo di opposizione ad Ahmadinejad, decimati in patria grazie ad un trattamento particolare (impiccagione nelle principali piazze delle grandi città) stanno cercando di promuovere all’estero, da New York a Parigi, passando per Roma, occasioni di dibattito.
La politica italiana ha deciso di aprire il dossier ricevendo ieri, presso la sala conferenze della Camera dei Deputati, numerosi esponenti della resistenza iraniana in clandestinità. Uomini e donne, quest’ultime in gran numero, che per una volta hanno mostrato il loro volto con coraggio e si sono riuniti a Roma, davanti a quindici parlamentari di entrambe gli schieramenti, per chiedere un primo impegno alle autorità italiane: rivedere la lista delle organizzazioni terroristiche e ripristinare la giusta misura, smettendo di considerare il Pmoi, organizzazione iraniana per la laicità e la democrazia, come una “organizzazione terroristica”.
Antonio Stango, radicale di Nessuno Tocchi Caino e rappresentante del comitato italiano Helsinki per i diritti umani, si fa portavoce di questa battaglia da anni. “Come è stato possibile che per anni si sia accettato un ricatto di questo tipo, inserendo partiti dell’opposizione democratica pacifica e nonviolenta nel novero delle organizzazioni terroristiche?”, si chiede. Gli amici dei Mullah sono nei gangli della politica europea, evidentemente, e contano su complicità influenti nelle istituzioni e nei governi.
Mariane Rajavi, presidente del comitato per la resistenza iraniana, vive a Parigi dove ha riunito nelle scorse settimane cinquantamila persone intorno ad un evento politico senza precedenti: il primo raduno internazionale di tutte le opposizioni. Il video del suo discorso fa il suo effetto, proiettato nella sala della Camera, davanti a parlamentari e giornalisti. Una donna che parla a viso aperto di parità dei diritti tra uomini e donne, laicità, disarmo, libero mercato, amicizia con gli Stati Uniti come futuro possibile per Teheran. Una Bhutto iraniana, Mariane Rajavi, sconosciuta ai più, protetta da imponenti misure di sicurezza, minacciata ogni giorno di morte dagli emissari del regime che la pedinano nella stessa Parigi. La sua portavoce italiana, Taraneh Davaran, è una donna minuta ma non meno coraggiosa, che mattone su mattone ha costruito con la politica italiana un ponte non facile, attraversando il fiume impetuoso degli affari, delle complicità, delle minacce del regime iraniano. Guarda i deputati seduti davanti a lei con occhi nerissimi e vispi. “C’è qualcuno di voi che non sa di cosa parlo, quando dico che l’Iran esporta il terrorismo?”, grida. “C’è qualcuno di voi che non si rende conto di come a Teheran si stia fabbricando non una, ma tante bombe atomiche?” E poi chiede: “Fino a che punto si può trattare con Hitler?”. La platea è attonita, qualcuno quasi realizza lì per lì di trovarsi di fronte ad un’emergenza senza precedenti.
Stefania Craxi, parlamentare azzurra e presidente della Giovane Italia, le va incontro: “Vedo con piacere e con ammirazione che l’opposizione sta alzando la testa e so quanto questo costi in termini umani. Ma la libertà è una condizione essenziale dell’essere umano, non è un valore che qualcuno può pensare di barattare per ragioni economiche. La maggioranza di centrosinistra, presente in sala, schiera qualche parlamentare per fare numero, ma non sembra aver colto la natura dell’incontro. C’è Leoluca Orlando, ultimamente in quota all’Italia dei Valori, c’è quel che rimane del Psdi nella persona del segretario Giorgio Carta, c’è Acerbo di Rifondazione, Pettinari di Sinistra Democratica e Raffaello De Brasi della Quercia. Ma non a caso nessuna figura di peso istituzionale. Sottolineato: non per caso. E allora spetta ad Elisabetta Gardini invogliare le due parti della politica italiana a lavorare insieme stendendo un accordo di supporto congiunto alla resistenza iraniana.
E ancora: è Beatrice Lorenzin, presidente di Forza Italia Giovani, che raccoglie più applausi a scena aperta, lanciando il progetto di gemellaggio a distanza tra studenti italiani ed iraniani. Tira le somme Benedetto Della Vedova, Riformatori Liberali: “Ahmadinejad è un leader pericoloso per il mondo, non solo per gli iraniani. Dobbiamo aiutare la resistenza iraniana come possiamo, dall’esterno e dall’interno. Ma come?” si chiede. E citando il raduno parigino degli iraniani democratici, ricorda le parole del ministro degli esteri francese: “Sono rimasto molto colpito dalle parole di un ministro dello spessore di Bernard Kouchner, quando dice che un attacco militare all’Iran deve essere messo in agenda”. La sala segue come un sol uomo, non vola una mosca. “Non che io ritenga che domani si debba bombardare Teheran, ma temo che il peggio possa arrivare, anzi – conclude Della Vedova – stia per arrivare. Perché non abbiamo a che fare con un buontempone che le spara grosse, ma con un pericoloso criminale messo a capo di uno Stato potente. E quindi è meglio aprire troppo gli occhi che non aprirli affatto”.
Da Opinione .it


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25 ottobre 2007

Appello: vogliamo il 5x1000 stabile e senza limiti


 Del 5x1000 ho appena parlato qui.
Inutile ripetermi. Trovo sia giusto che uno stato moderno e democratico aderisca senza riserve ad un progetto di umanità e civiltà, come questo.
Purtroppo le continue 'sviste' dell'attuale maggioranza hanno messo in forse questo progetto.
Di seguito ci sono alcuni link per firmare l'appello per chiedere che il 5x1000 diventi stabile e senza limiti.
Io ho già firmato l'appello, spero che chi mi legge faccia altrettanto, anche questo é un modo per AIUTARE chi ha bisogno.
Grazie Orpheus

FIRMA QUI LA PETIZIONE

Il testo della petizione
I primi firmatari




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24 ottobre 2007

Hina da morta é diventata una buona musulmana

 Hina Saleem
Il PM ha chiesto 30 anni per il carnefice di Hina Saalem, ho scritto carnefice perché chiamarlo padre è offensivo nei confronti dei veri padri, quelli che aiutano e proteggono i propri figli, e non li sgozzano perché ottenebrati da una religione, che è nemica acerrima delle donne.
Hina aveva 20 anni, era bella, bruna e piena di vita. Aveva due enormi occhi neri, dolci e intelligenti, due occhi che osavano sfidare Muhammad Saleem perché voleva vivere la sua vita, come una qualsiasi ragazza della sua età.
Hina, però era pachistana, arrivata in Italia otto anni fa per raggiungere, insieme al resto della famiglia, il padre che aveva trovato lavoro nel bresciano, in Italia si era subito integrata. E alla sua famiglia questo non andava proprio giù.
L'abbigliamento non adeguato ai canoni della religione musulmana, il vizio del fumo, l’amore per un ragazzo italiano erano motivo di scontri con i suoi familiari e allora piovevano schiaffi, bastonate, colpi di taglierino: l'incubo di Hina durava da tempo.
Ma lei resisteva non si piegava ai diktat di una religione oscurantista, il caro ‘paparino’ gli rimproverava di comportarsi come una “cristiana e non come una musulmana”, e il suo insistere a comportarsi come “una cristiana”, un giorno d’agosto, le è costato la vita, sgozzata, il povero corpo dilaniato da 20 coltellate, è stata ricomposta e sotterrata in giardino, con il volto rivolto la Mecca. Così da morta è diventata una buona musulmana.
Il PM ha chiesto 30 anni, ma già sappiamo tutti che Muhammad Saleem non li farà.
L’unica cosa che si può fare per rendere giustizia  alla memoria di Hina, è non permettere che altre ragazze musulmane facciano la sua fine, almeno qui nel nostro paese.
E per far ciò non bisogna nascondere il vero motivo che ha ucciso Hina Saleem, l’integralismo religioso della sua famiglia.
Orpheus


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24 ottobre 2007

Dopo il 5x1000, svaniti anche i fondi destinati agli emofiliaci

 
La bassezza morale di questo governo non finisce mai di stupirmi: la pressione fiscale è ai massimi storici, la spesa pubblica sale in modo talmente vertiginoso, da far rimpiangere a calde lacrime il governo precedente, che in questo preciso settore non fu poi, così incisivo.
Una spesa pubblica, che come certifica l’Eurostat (non l’opposizione) in base ai dati notificati dal Governo italiano, ha raggiunto un rapporto spesa-pil del 50,1%, portando il debito al 106,8%. (nel 2005 erano rispettivamente 48,3% e 106,2%).
Per mantenere questo oceano di soldi pubblici sprecati, questo governo è come un’enorme sanguisuga parassita: succhia dove non va a toccare i suoi interessi elettorali, taglia dove non ha clientele, e raschia il barile dei fondi destinati alle onlus o come in questo caso agli emofiliaci.
Nel 2003, dopo decenni di battaglie legali, il governo varò una legge che garantiva il risarcimento ai malati di emofilia che avevano contratto il virus Hiv o quello dell’epatite c, attraverso farmaci salvavita registrati, acquistati e distribuiti dal Servizio sanitario nazionale.
L’attuale ministero della Salute aveva preso un impegno solenne: 180 milioni di euro per dieci anni. Qualcuno, fra i circa seicento emofilici in lista d’attesa, aveva protestato davanti alla prospettiva del risarcimento rateizzato, come un elettrodomestico comprato ai grandi magazzini. Ma al peggio non c’è limite e il peggio è arrivato quando il Sole 24 Ore ha pubblicato il decreto fiscale collegato alla Finanziaria. All’articolo 33 dei finanziamenti promessi non c’è più nulla: «Altro che 180 milioni, ci sono solo 94 milioni, ma per i talassemici e solo per un anno», spiega l’avvocato Anton Giulio Lana, dell’Unione forense per la tutela dei diritti dell’uomo.
Il capitolo emofilici è semplicemente sparito dall’agenda delle priorità del governo. «Sappiamo che la Turco aveva portato la proposta in Consiglio dei ministri - prosegue Lana -, ma evidentemente l’hanno respinta». Andrea Buzzi, della Federazione delle associazioni emofilici, è più tranchant: «Ci hanno fregato. Ci hanno preso in giro. E francamente non si capisce la strategia del governo: il sottosegretario Angelo Gaglione si era incontrato con noi quattro volte, fra marzo e luglio, e ci aveva rassicurato: i seicento emofilici avrebbero avuto lo stesso trattamento garantito ad altri settecento malati nella stessa identica situazione dal governo Berlusconi». Nel 2003 infatti Berlusconi aveva raggiunto un accordo versando centinaia di milioni di euro. Non solo é vergognoso un comportamento del genere, ma é anche INUMANO. Ma che razza di gente ci sta governando?
Perché la Turco ha buttato via soldi in quell'idiota campagna pubblicitaria fatta da Oliviero Toscani, se poi non riesce nemmeno a far fronte agli impegni del suo ministero?
Non c'è  mai fine all'indegnità di questo esecutivo.
Orpheus


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24 ottobre 2007

Facce di tolla...

 

Primo pensiero. Scommetto che la maggioranza dei connazionali non ha capito un tubo di questa storia politico-giudiziaria finita secondo tradizione italiana: a tarallucci e vino. Un gran polverone, calci in bocca e negli stinchi, tavole rotonde e ottagonali, talk-show, dozzine di articoli: sembrava dovesse cadere il mondo; uno scandalo pazzesco. Sul più bello, quando ci si aspettava il botto e il crollo dei sacri monumenti della Casta, c'è stato il flop. Tanto rumore per niente. Ci vorrebbe una spiegazione. Cercherò di essere all'altezza del compito. Secondo pensiero. Antonio Di Pietro era scatenato fino a lunedì sera. A Porta a Porta ha dato l'impressione di essere ringiovanito di quindici anni. Si è rimesso la toga e si è infervorato; voce tonante, occhi spiritati, potente e prepotente zittiva quelli che tentavano di rubargli la parola. Un mattatore come ai tempi belli, quando lungo le autostrade non era raro imbattersi in scritte murali: Forza Tonino facci sognare. Mai visto un uomo sostenere le proprie ragioni con tanto vigore e tanta convinzione. Di Pietro urlava il suo sdegno: Mastella ha sbagliato a inviare gli ispettori a Catanzaro, non è giusto interferire nel difficile lavoro del magistrato, non è lecito dare la sensazione ai cittadini che, se c'è di mezzo qualche personaggio politico, viene bloccato il corso della giustizia. In certi momenti stavo per passare dalla sua parte.
Trascorrono meno di 18 ore e si riunisce il Consiglio dei ministri. La tensione è alta perché il Guardasigilli ha annunciato le dimissioni a Romano Prodi. Le previsioni sono conseguenziali: va giù tutto. Forse Mastella e Di Pietro si prenderanno a pugni. Peccato non essere lì a tifare. Sarà un macello. Macello? Figuriamoci. L'intero governo (col contributo del focoso "autore" di Mani pulite) si è esaltato nell'applaudi re il figliol prodigo dell'Udeur. Massì vogliamoci bene. Per difendere la poltrona, i signori dell'esecutivo più sbilenco del globo hanno dimenticato malumori e rabbie: Clemente nun ce lassà, resta accà. The end. E vissero felici e contenti nelle loro automobiline blu scroccate al país. Chiamatelo pure qualunquismo, chiamatelo come volete, anche fetenzia. Ha dell'incredibile la marcia indietro del ministro delle Infrastrutture; e pensare che sulla sua testardaggine nel difendere gli ex colleghi delle Procure avrei scommesso la testa. Tristezza. Anche Tonino è una banderuola e lo dico con dolore, e con stupore: come ha potuto cambiare radicalmente posizione nel giro di poche ore? Un italiano vero con la cadrega incorporata, la famiglia bisognosa e la faccia foderata di lamiera.
Terzo pensiero. Mastella si è preso la sua bella soddisfazione, non lo si può negare. Solidarietà voleva e solidarietà ha ottenuto. Due giorni prima aveva detto: mai più con questa sinistra. E allora? Non dico coerenza, ma un pizzico di decenza sarebbe stata apprezzata.
La faccia è la sua. E se Di Pietro ha il coraggio di andare a spasso con la propria, dopo l'ultimo episodio, non si può vietare a Mastella di fare la stessa cosa.
Quarto pensiero. Che razza di coalizione è quella che tollera una pagliacciata così? Due ministri che si beccano in pubblico, che danno spettacolo come comari in lite sul ballatoio. Alcuni partiti in piazza contro il governo che sostengono. Ministri che dichiarano ai quattro venti di aver risanato i conti dello Stato mentre l'Europa li richiama a un maggior rigore. Ministri indifferenti all'impazzimento dei prezzi relativi a generi di prima necessità. Ministri che se ne fottono delle tariffe folli dell'ener gia per le imprese e per le famiglie. Ministri che non abbassano la spesa pubblica e aumentano le tasse. Ministri moralisti che non hanno ridotto i privilegi principeschi della Casta. Ma che roba è questa? Perché non abolire le amministrazioni provinciali, le circoscrizioni, le comunità montane, gli enti inutili (per esempio quello del Ponte sullo stretto di Messina)? Perché non licenziare i fannulloni? Perché non costringere i comuni ad affittare a canone giusto i loro immobili anziché darli gratis ai raccomandati? O si agisce in questo modo o il debito non calerà mai. Qualsiasi azienda in difficoltà, se desidera salvarsi, anzitutto taglia i costi fissi per sopravvivere; poi aspetta la ripresa e, se viene, investe e fa festa. Altrimenti vola basso. Nossignori. L'azienda Italia seguita a spendere e a spandere e siccome non ha soldi li frega alle famiglie. Bravi, governanti del menga.
Quinto pensiero. Concluso il match Mastella-Di Pietro, qual è la morale? Il Paese ha un altro eroe. O meglio un martire. È il pm De Magistris di Catanzaro, l'unico che fa un figurone. Gli hanno sottratto un'inchiesta con la quale indagava sul premier e sul Guardasigilli, trascurando altri politici cosiddetti minori, gente locale, calabrese. Un traffico di quattrini, contributi europei probabilmente destinati alle tasche di vari furbetti del palazzino o a quelle di portaborse e faccendieri di partito. Soldi sganciati dalla Ue allo scopo di finanziare progetti, attività produttive e utilizzati, invece, per alimentare clienti e parenti. Non sapremo mai un accidente. Né sapremo mai se De Magistris lavorasse bene o male. Se abbia commesso degli errori o se l'unico suo sbaglio sia stato ficcare il naso nelle faccende delicate dei notabili e dei baroni tesserati. L'unica certezza è il dubbio: l'inchiesta sarà insabbiata. Il pm di Catanzaro è stato accoppato. Già, spaziava a destra e a sinistra. La gip Forleo è stata trattata da impicciona perché spaziava a sinistra. I magistrati erano santi e beati solo quando cercavano di incastrare - invano - Berlusconi. Andate all'inferno.
Vittorio Feltri-Libero
Come ci godo Mastella, Di Pietro e Prodi sono degni rappresentanti di coloro che sprizzavano superiorità morale da tutti i pori, coloro che affibbiavano la patente di “piduista” e “mafioso” a Berlusconi, e per proprietà transitiva a chiunque l’avesse votato.
C’è un proverbio che recita più o meno: “Chi sputa in cielo, gli ritorna in faccia” e questo più che sputo è LETAME e in quantità astronomica.
C’è un’unica differenza Berlusconi ha affrontato i suoi processi ed è stato assolto, la sinistra “dura e pura” (e si può aggiungere piduista e mafiosa), insabbia le inchieste che la riguardano alla velocità della luce, e nessuno degli onestini di professione dice un “boh”.
Orpheus


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23 ottobre 2007

La doppiezza di Abu Mazen: L’Autorità Palestinese libera i terroristi che hanno tentato di uccidere Olmert

 

Olmert doveva morire a Gerico lo scorso 6 agosto. Più precisamente doveva saltare in aria la sua macchina blindata proprio mentre doveva recarsi ai colloqui di pace con Abu Mazen. Ma la mano assassina stavolta non era quella di Hamas bensì quella di alcuni terroristi di Fatah , cinque per l'esattezza, tutti scoperti dallo Shin Beth uno o due giorni prima del progettato agguato. Una morte molto simile a quella del giudice Falcone a Capaci, con tanto di autostrada sollevata dalla esplosione che avrebbe dovuto ridurre le 11 macchine di scorta della delegazione israeliana a una specie di cimitero di lamiere contorte. Il complotto sembra che sia stato pianificato fin da giugno, quando si doveva tenere il primo incontro tra Olmert e Abu Mazen, che poi fu rinviato per altri motivi, ed è stato rivelato alla stampa dal capo dello Shin Beth Yuval Diskin pochi giorni fa.
Adesso le reazioni degli osservatori sono come al solito opposte: da parte palestinese un po' ipocritamente si insiste sul fatto che raccontare queste cose oggi può fare fallire il piano di pace ad Annapolis, come se il complotto in sé non significasse nulla ma anzi il danno venisse dall'averlo denunciato ai giornali; da parte israeliana si mette invece in rilievo che le cinque persone arrestate per questo progettato attentato siano tutte legate a Fatah, cioè ad Abu Mazen, e che mentre i due catturati in Israele sono ancora in prigione, gli altri tre consegnati all'Anp dallo Shin Beth, nonostante abbiano confessato, sono invece stati rilasciati dopo pochi giorni. Circostanza questa che può effettivamente mettere a rischio lo stesso svolgimento delle trattative di Annapolis , ma per tutte altre e ben evidenti ragioni.
Soprattutto Olmert teme un ritorno all'ambiguità e al doppio standard che caratterizzò tutta la vita politica e terroristica di Arafat. Ieri anche l'International Herald Tribune metteva in rilievo questa circostanza, sebbene il tono dell'articolo fosse tutto improntato a una sorta di complottismo in cui la vera domanda da porsi era "a chi giova oggi rivelare questa notizia". Addirittura l'IHT cita un "anonimo ufficiale di Abbas" che dice che "Olmert non ha mai corso rischi reali" e che "i sospetti non è detto che avessero serie intenzioni di portare a termine l'attentato". Olmert per ora si è dimostrato sensibile agli interessi del dialogo e non ha detto se e quanto la cosa peserà su Annapolis. Di certo i sondaggi sono contro di lui visto che il 56% degli israeliani dice di non credere a questo ennesimo incontro di facciata.
Del resto segni che Fatah sia ritornata alla politica del doppio standard e della menzogna mediatica come metodo di lotta vengono anche da un altro episodio accaduto agli inizi di ottobre: un infortunio giornalistico in cui è incorso il corrispondente del Jerusalem Post dai Territori, Khaled Abu Toameh. Toameh ha avuto una di quelle che in gergo si chiamano "polpette avvelenate" proprio dagli uomini di Abu Mazen che dopo averlo convocato a Ramallah gli hanno consegnato un finto scoop in dvd: un video, in realtà girato in Iraq, in cui si vedeva una presunta ragazza palestinese di sedici anni che veniva uccisa per un delitto d'onore. Al corrispondente del JP venivano anche dati i nomi di due falsi testimoni che potessero confermare la storia in cui gli uomini di Fatah dovevano passare come coloro che arrestano chi opprime le donne o quanto meno tentano di impedirlo.
Toameh scrisse tutto sul sito del Post ma successivamente venne fuori che i testimoni erano miliziani di Fatah e che il video era stato girato ad aprile in Iraq. E, sopratutto, che la ragazza ovviamente non era affatto palestinese. Così l'articolo fu levato dal sito del JP che ovviamente chiese scusa ai lettori riuscendo almeno ad evitare che comparisse l'indomani sulla versione cartacea del quotidiano. L'episodio però rappresenta un 'ulteriore riprova che la politica della propaganda e dell'ambiguità di Fatah nei confronti del terrorismo, islamico e non, è purtroppo ricominciata.
Dimitri Buffa-LìOpinione.it
Orpheus


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23 ottobre 2007

Com'è, come non é, anche la carceriera di Aldo Moro lavora per lo Stato

 Romano Prodi col colbacco foto
Alla corte di sua Mestizia Romanof Prodiensky (in onore all'abbigliamento) approdano tutte personcine dal cuore rosso tenebra, compagnucci di merende con il kalashnikov, nel cestino da pic- nic, che un dì sbagliarono, ma compagnucci restano...
Ed ecco quindi che Anna Laura Brighetti, 54enne romana ha trovato un porto sicuro e un buon lavoro al seno di mamma Stato,  ovviamente sotto questo governo sinistro e sinistrato, che se girasse tutti i posti di lavoro occupati da ex-terroristi a giovani onesti in cerca di lavoro, dimezzerebbe il problema del precariato, per cui tanto di strazia l'animo il buon Diliberto.
Per chi non lo ricordasse la Brighetti è stata condannata a due - dicasi due - ergastoli.
Il primo per aver preso parte, in qualità di carceriera, al sequestro e poi all’uccisione di Aldo Moro.
Il secondo perché ha pedinato e quindi ucciso, l’allora vice presidente del Csm (nonché docente universitario e leader democristiano) Vittorio Bachelet.
Si lo so, sono la solita forcaiola, ma proprio non capisco come una ex-terrorista assassina possa finire a lavorare per lo Stato che ha combattuto armi mano, ammazzando suoi rispettabili rappresentanti.
Come Maurizio Gasparri, mi chiedo se il governo "intende allontanare la terrorista da
Italia Lavoro" e "chi e perché ne ha raccomandato l'assunzione".  "Esiste la casta del terrorismo all'ombra della sinistra?" Si chiede Gasparri... perchè ci sono dubbi in proposito?
E infine rivolgendosi a Di Pietro lo invita invece ad indagare "nel suo governo, promotore di indulti e carriere per assassini" piuttosto che "abbaiare alla luna".
Mica é fesso Di Pietro, se lo facesse per coerenza con i suoi ideali, dovrebbe dimettersi. Meglio litigare con Mastella, su un terreno, che gli ha procurato fama, onori e una comoda poltrona di ministro.
Notizia tratta da Camelot la Destra ideale
Orpheus


 

23 ottobre 2007

Svizzera a destra

 

Come le stagioni e il tempo, gli immigrati in Svizzera non sono più quelli di una volta, grazie a questa scontata realtà l’UDC del leader ultra-conservatore di destra Christoph Blocher, ha stravinto l’elezioni di domenica scorsa, accaparrandosi il consenso del 30% dei votanti. La sintesi del suo programma è ben rappresentata dal suo manifesto elettorale che ha provocato i soliti commenti sdegnati delle anime belle: “tre pecore bianche che allontanano dalla Svizzera una pecora nera”. Si, perché anche nella dorata Svizzera, dove l’economia tira, la disoccupazione è scesa al 2,5% e i tassi di interesse sono più bassi di quelli dell’euro, la recente ondata immigratoria spaventa, per il semplice fatto che i nuovi arrivati non si adeguano alle norme civiche e ai costumi elvetici, e sono nate ampie sacche di disadattati che creano problemi, ne risulta che l’80% delle persone arrestate, per risse, aggressioni e spaccio di stupefacenti, il 64% di chi commette furti con scasso e il 70% dei detenuti sono immigrati. Basta scorrere le pagine di cronaca dei giornali locali, come la Neue Luzerner Zeitung o il Corriere del Ticino per rendersi conto che la società svizzera non è più al riparo dal crimine come un tempo. Sono aumentati i casi di bullismo, di violenza giovanile, addirittura di stupro, e nella maggior parte dei casi i colpevoli sono immigrati. Nelle zone di confine negli ultimi anni sono aumentate le rapine nelle ville, talvolta violente, spesso ad opera di bande rumene.
Spaventa a maggior ragione perchè in Svizzera rappresentano il 20% della popolazione e da marzo cadranno i controlli doganali alle frontiere a seguito dell'adesione agli accordi di Shenghen. Tanto è bastato agli svizzeri per girare le spalle alle politiche buoniste dei socialisti, che hanno perso oltre sei punti percentuali e nove seggi alla Camera bassa.
Come in altri paesi europei, a cominciare dalla Francia di ‘Sarko’, ha vinto la destra perché ha saputo raccogliere e interpretare un disagio molto forte e il bisogno di identità, di regole, di certezze.
Ha vinto perchè si é proposta come baluardo difensivo ad un'immigrazione che sta procurando disastri in tutta Europa.
 


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23 ottobre 2007

Roba da matti? No, roba da Prodi&Co. e nessuno dice nulla


 Inizio con il solito ritornello se l'avesse fatto il Governo Berlusconi a quest'ora le grida di sdegno arriverebbero a scomodare l'Onnipotente. Tutti i buonisti votati all'altruismo suicida (quando si tratta di difendere delinquenti immigrati e non), tutti i soloni della ricerca, che hanno triturato i 'santissimi' per 5 anni insorgerebbero contro quest'ultima 'rapina' del governo dei 'buoni e dei giusti' a danno di organizzazioni no- profit, ospedali, centri di ricerca ed enti culturali.
Era già filtrata, a riguardo, qualche indiscrezione negli ambienti del volontariato e la conferma è arrivata ieri mattina con il libretto che riunisce gli emendamenti alla Finanziaria 2008. Per la precisione all’ultima riga di pagina 85. La proposta di modifica presentata in Senato reintroduce nella manovra la possibilità di destinare "una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito" (nella finanziaria 2007 non l'avevano rinnovata per una 'svista') a organizzazioni no-profit ed enti di ricerca. Ma poi, all’ultimo comma, sancisce che per questa finalità la spesa autorizzata è limitata a un "
massimo di 100 milioni di euro per l’anno 2009".
Questo significa che se gli italiani, come lo scorso anno, destinano 330 milioni di euro, 230 milioni se li pappano Prodi&soci.
Il 5x1000, tanto per ricordare a chi mi legge e sta sulla sponda opposta, é stato ideato com'era  (prima che il governo dei 'bbuoni e dei giusti' non fosse affetto da continue 'sviste), dal terribile Giulio Tremonti, ministro dell'economia dell'ancor più terribile Silvio Berlusconi.
Quel Silvio che usano come spaventapasseri per giustificare il loro attaccamento morboso alla poltrona:
"Questo governo mi fa schifo (naturalmente il loro) ma non mollo per non ridare il paese a Berlusconi" questo il 'mantra' che ripetono in ogni dove i ministri dell'attuale maggioranza. Sono curiosa di vedere se il Ministro della Solidarietà sociale voterà a favore di questa rapina ai danni del volontariato e se lo farà anche la 'paladina' in pectore della ricerca Rita Levi Montalcini, che senza alcun mandato, mantiene la sopravvivenza di questo esecutivo. 
Lo faranno eccome, tanto hanno la carota da menare davanti al naso dei loro elettori: il ritorno di Berlusconi.
Un solo dubbio mi sfiora, ma i suddetti elettori non sono stufi di essere presi per i fondelli?
Orpheus
Ah, dimenticavo ancora
non gli hanno dato gli arretrati.

22 ottobre 2007

Due parole sulla Loren e la Bellucci

 Sofia Loren

Veltroni è veramente un genio. Si inventa una festa del cinema nella sua città, la imbottisce di danaro pubblico e privato, ci mette il suo braccio destro alla guida e grazie al potere mediatico e immaginifico di cui dispone trasforma una cosa obiettivamente minore e marginale in un apparente trionfo.
E’ incredibile osservare come i giornali siano rapiti da una specie di ipnosi collettiva. Per rendersene conto ci vuole lo sguardo d’insieme, non basta un’occhiata di sfuggita. Le vette di lirismo a cui i giornali attingono per descrivere l’evento sono impareggiabili e corali. Tutto è grandioso, travolgente, appassionante: le cronache sgorgano dai cuori solitamente cinici e diffidenti dei giornalisti come ondate d’entusiasmo e partecipazione.
Una tale assoluta e concorde celebrazione non la trovereste a Cannes, a Berlino, a Venezia. Certo lì è diverso, lì i giornalisti parlano di cinema e di film; a Roma parlano di Veltroni e dei suoi sogni.
A Roma tutto si trasforma: arrivano per l’inaugurazione della Festa Sofia Loren e Monica Bellucci e sembra siano scese sulla terra due miracolose divinità.
Ora possiamo dire onestamente quello che pensiamo? Si può parlare con sincerità di Sofia Loren senza fare la fine di Storace con Napolitano?
Si può dire che il suo ultimo film decente, Una Giornata Particolare, è di  30 anni fa?
Si può essere stanchi della sua maschera appassita e ostinata, della sua professione di “madrina” benedicente ogni possibile evento. Il suo legame col cinema è ormai inconsistente, l’inaugurazione del Festival poteva essere il varo di un transatlantico, l’apertura di un ristorante, il lancio di un profumo, una sfilata di moda. E ogni volta giornali e tv le tributano un magniloquente e nostalgico omaggio, quasi un coccodrillo in vita. Con Vincenzo Mollica che la intervista pieno di sollecitudine e ossequio a uso e consumo di chi la ricorda com’era.
E’ poi consentito avere della Bellucci un’idea piuttosto vaga? Avere qualche dubbio sul suo apporto alla storia del cinema o anche alla sua cronaca?
Ecco, questo è quello che ha avuto Roma per l’inaugurazione della sua Festa del cinema. Ma sui giornali i toni erano quelli del trionfo, alle due dame erano dedicate tutte le prime pagine, gli inserti, le aperture dei tg. La Loren ha scritto un pensierino da scuola elementare  e il Messaggero l’ha pubblicato in prima pagina come una reliquia. Eppure quegli stessi giornali e giornalisti conoscono il fulgore dei tappeti rossi di Los Angeles, la folla di star sulla montée de marche di Cannes.  La verità è che ogni parola spesa per la Festa del Cinema è un piccolo omaggio a Veltroni  e alla sua corte. Un soldino buttato nella fontana dei desideri del suo futuro e munifico potere.
Non è mai piacevole rompere gli incantesimi, riportare il principe allo stato di rospo, ma qualcuno deve pur farlo.
Da
L'Occidentale
Sofia ha proprio stufato e ormai è talmente 'liftata' da risultare, giustamente un mascherone.
Francamente non l'ho mai trovata un'attrice versatile, sa fare bene solo la popolana napoletana...punto.
La Bellucci é bella come una dea, ma il bravo Stefano Disegni su Ciak la ritraeva con il viso di una cagnolina e in mano una scatola di Ciappi.
E con ragione dico io.
Veltroni é il vuoto pneumatico fatto politico. Farebbe meglio a preoccuparsi dei gravi problemi che affliggono la capitale, uno dei quali é
questo, invece di sperperare soldi in autocelebrazioni.
I tre insieme possono essere paragonati, senza esagerare, a tre mongolfiere, per quanto sono stati gonfiati ad arte dai media...il tutto é un'immane pagliacciata e una presa in giro alla settima arte.
Orpheus


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22 ottobre 2007

Amato ci scheda tutti con la banca del Dna


Giuliano Amato ci riprova. Questa volta aggiunge al già annunciato "pacchetto sicurezza" l'istituzione della banca dati del Dna. Così, il disegno di legge che il ministro dell'Interno non era riuscito a presentare al Consiglio dei ministri di venerdì 12 ottobre raddoppia: approderà a palazzo Chigi martedì prossimo arricchito di 19 nuovi articoli. Libero può anticiparne le principali novità. Tra i passi indietro, la scomparsa dei poteri di polizia giudiziaria ai vigili. Introdotti, invece, ulteriori inasprimenti di pena per i pirati della strada, in particolare se colti in stato di ebbrezza. Nel pacchetto restano le misure più criticate dalla sinistra massimalista che riguardano l'estensione di tempi e modi della custodia cautelare, la concessione di poteri speciali a prefetti e sindaci e la possibilità di espulsione rapida dei romeni e degli altri cittadini dell'Unione europea.
Presente già in quasi tutti i paesi occidentali, la banca del Dna a scopo d'indagine penale costituisce uno strumento essenziale per la scoperta dei colpevoli. Nella proposta di legge del governo si prevede che ad essere catalogati siano i codici genetici di tutti «i soggetti nei confronti dei quali sia applicata una misura di custodia cautelare anche non in carcere» e dei condannati con «sentenza definitiva per un delitto non colposo». La banca dati sarà gestita dal ministero dell'Interno, mentre il laboratorio centrale per i prelievi dipenderà dall'amministrazione penitenziaria e quindi dal ministero della Giustizia. Al garante per la privacy è affidato il controllo di vigilanza.
Il "pacchetto sicurezza" prevede più severità sia contro chi imbratta palazzi e monumenti (vandali e "writers") sia contro i venditori abusivi che occupano tratti di strade cittadine o exraurbane (rischiano l'arresto fino a sei mesi o un'ammenda fino a 1.000). Giro di vite anche contro i commercianti che non tengono puliti e decorosi gli spazi pubblici davanti ai loro esercizi e contro la contraffazione di prodotti e marchi. Il ddl prevede infatti il carcere da uno a sei anni per gli autori della contraffazione e per chi importa prodotti contraffatti, mentre chi li vende rischia da sei mesi a quattro anni. Proprio per mettere in pratica la "linea dura" per la sicurezza delle città, nella prima versione del disegno di legge si attribuiva alla polizia municipale, cioè ai vigili, la possibilità di intervenire con poteri di polizia giudiziaria. Nella bozza che sarà discussa martedì, invece, si parla di una più generica «collaborazione fra polizia di Stato e municipale». Si rimandano i particolari a un regolamento che il ministero della Giustizia dovrà emanare. Ai vigili resta, però, l'accesso alla banca dati della polizia, sia per le auto, sia per i documenti di identità.
Aumentano, in generale, tutte le misure cautelari prima che si arrivi alla condanna definitiva. Rispetto allo schema di quindici giorni fa, però, sono previsti gravi inasprimenti di pena nel caso di omicidi o lesioni «da circolazione stradale», con aumenti ancor più consistenti in caso di «accertamento dello stato di ebbrezza». Carcere preventivo, inoltre, anche per una nuova forma di reato: il "grooming", cioè l'adescamento telematico di minorenni.
Il ministro dell'Interno ha mantenuto il punto sul potere dei prefetti di limitare, per motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza, il diritto di ingresso e soggiorno dei cittadini dell'Unione europea e dei loro familiari. Dopo le polemiche recenti sul numero di cittadini romeni arrestati o condannati in Italia, e la richiesta di alcuni sindaci, tra cui lo stesso Walter Veltroni, sembra dunque questo lo strumento individuato dal Viminale per cercare di limitare l'allarme sociale. Una concessione però c'è stata, e consiste nello stanziamento, in favore dei comuni, di più fondi per la realizzazione di strutture residenziali e di accoglienza per i minori. Il ddl precisa, comunque, che «l'esistenza di condanne penali non giustifica automaticamente l'adozione di provvedimenti di espulsione» e che le limitazioni alla libertà di stranieri per malattie riguardano solo quelle «con potenziale epidemico». Resta dura invece la linea nel caso in cui i motivi dell'espulsione siano «imperativi». Ad occuparsene, in questo caso, è la polizia, mentre la misura può essere eseguita immediatamente con trasferimento obbligatorio dei cittadini comunitari nei cosiddetti Cpt (Centri di permanenza temporanea). La riforma che sarà discussa a palazzo Chigi dopodomani conferma che il primo cittadino sarà «ufficiale del governo». Con i nuovi poteri, i sindaci potranno «adottare provvedimenti contingenti e urgenti al fine di prevenire gravi pericoli che minacciano l'incolumità e la sicurezza urbana dei cittadini», e che «arrecano un grave pregiudizio al decoro urbano». Anche se poi si prevede che sia il ministro dell'Interno ad adottare linee-guida più specifiche sulle funzioni che i primi cittadini potranno esercitare.
Da Libero
Qualche buon proposito c'è...vedremo come sarà messo in atto. In primis mi sembra necessario, perchè la sicurezza dei cittadini possa essere salvaguardata,  dotare di uomini e mezzi le forze dell'ordine in modo adeguato.
In secondo luogo, ci vuole, la ormai stra-invocata certezza della pena. Inutile fare leggi eccellenti sulla "carta" che poi NON vengono applicate dai soliti magistrati affetti da carità pelosa.
Orpheus


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22 ottobre 2007

Il "pacchetto" sicurezza secondo il Governo Prodi: meno auto e meno uomini


Barista ucciso a fucilate
. Rapina in villa, coniugi picchiati ( e gli é andata bene). Donna violentata in un fast-food. Ordinaria amministrazione per le città italiane, ormai strette in una morsa di delinquenza che mette a repentaglio la vita e l'incolumità dei cittadini onesti, quelli che pagano fior di tasse e che in cambio gradirebbero avere un minimo di sicurezza per loro, per i loro cari e per i loro averi.
Sicurezza che questo governo é ben lungi da garantire.
Il "pacchetto sicurezza" di cui tanto chiosa il ciarliero ministro Amato é un bel "pacco" che Prodi e i suoi ministri stanno rifilando agli italiani.
Se in tv vanno cianciando di più "uomini e mezzi", sul campo la situazione é ben diversa: nell'ultima finanziaria infatti, i tagli alla sicurezza sono stati PESANTI e dei 200 milioni, con cui il ministro si riempe la bocca, 180 vanno in debiti. Ergo rimangono 20 milioni, appena bastanti per tre mesi.
Un tempo telefonando al 113 di lì a poco arrivavano tre poliziotti in un’auto con sirena e lampeggiante. Il servizio si chiamava "Pronto Intervento". Adesso possiamo ribattezzarlo "Lento Intervento" e per giunta dimezzato.
Ma la colpa NON E' DELLA POLIZIA.
Poche macchine, spesso obsolete, perennemente ricoverate in officina, ferme perché manca la benzina. Pochissimi uomini, che non riescono a coprire tutti i turni di servizio. La situazione è drammatica anche perché le auto di supporto dei commissariati non escono tutti i giorni (per mancanza di personale, vetture incidentate ecc...) e quando escono spesso perdono tempo a sbrigare formalità di vario genere (dal controllo dei detenuti ai domiciliari alle scorte, dalla notifica di atti giudiziari passando per la consegna in carcere dei fermati). I dati dei sindacati sul Reparto Volanti, città per città, sono clamorosi. Roma, su tutti: 13 volanti «cioè 15 in meno di dieci anni fa» taglia corto Guglielmo Frasca del Consap. In Piemonte, stando al Siulp, fa specie il caso di Torino: sono uno sbiadito ricordo le 40 pattuglie dei primi Anni Novanta, oggi siamo a 12-15 auto del 113. Il discorso si fa più complicato in Lombardia dove Milano ha 15 volanti, sette-otto in meno di quelle previste. E la
situazione é spaventosamente disastrosa in tutt'Italia.
Questo governo ha un concetto tutto suo di sicurezza: svuotare le carceri, emanare leggi
a 'favore' dei delinquenti e contemporaneamente tagliare i fondi alla polizia. Il risultato possiamo constatarlo ogni giorno su giornali e telegiornali, un bollettino di guerra, che vede feriti e caduti, immolati all'altare dell'inettitudine di questa maggioranza.
Mi rimane solo una domanda da porre a questo (s)governo  che ha spremuto gli italiani come non mai: extragettiti e tesoretti CHE FINE HANNO FATTO?
Orpheus


22 ottobre 2007

Leggi "sinistre": licenza d'uccidere a chi guida ubriaco

 
Un automobilista palesemante in stato di ebbrezza, che presentava tutti i segni dell'ubriachezza e dell'alterazione psico-fisica: difficoltà a parlare, pupille dilatate, difficoltà a camminare, é stato fermato da una volante, i primi di settembre. Ha rifiutato di sottoporsi all'alcol-test, ciò nonostante, come prevedeva il codice stradale (un automobilista poteva essere condannato anche senza alcol-test, se era palesemente ubriaco) é stato sanzionato. Questo succedeva PRIMA, adesso un ubriaco grazie al Governo Prodi,può andarsene a spasso tranquillamente in macchina, senza rischiare NULLA, fintanto che non investe e uccide un innocente.
I
l caso di cui sopra, è finito in tribunale e l'automobilista è stato assolto. Il nuovo codice della strada ha abbassato la soglia di alcol consentita e depenalizzato il rifiuto di sottoporsi all'alcol-test.
Il paradosso si nasconde tra le pieghe dal Decreto-legge dello scorso agosto che ha modificato il codice della strada (e convertito in legge il 2 ottobre). Il pacchetto inasprisce le pene, ma può costituire una scappatoia per chi guida ubriaco. Il decreto ha depenalizzato il rifiuto di sottoporsi all'alcol-test.
Contemporaneamente ha fissato fasce progressive di superamento della quantità di alcol permesso nel sangue. Il rifiuto e l'impossibilità di stabilire in quale fascia di alcolemia l'automobilista ubriaco può essere collocato, impedisce all'autorità giudiziaria di procedere penalmente, in mancanza di accertamento scientifico.
A che serve inasprire le pene se si fornisce LA SCAPPATOIA PER FARLA FRANCA? 
L'incredibile paradosso é che l' automobilista in questione, tramite il suo avvocato ha proposto al Pm un'oblazione, cioe' una definizione in via rapida del processo con il pagamento di una pena pecuniaria che chiude la vicenda, una specie di ammissione di responsabilità. Il magistrato però non ha potuto accogliere la richiesta: è stato costretto a chiedere l'archiviazione perché non ha un riferimento dove collocare l'ubriachezza. Così sul piano penale un automobilista, che nera ubriaco al volante, l'ha fatta franca.
Questo é il "giro di vite" propagandato dai soliti ministri fanfaroni, dopo che il solito ubriaco aveva falciato un bimbo innocente?
Queste sono leggi criminali che mettono a repentaglio la sicurezza di TUTTI, che stanno trasformando la società italiana in una giungla dove l'unica legge é quella di chi viola ogni regola di civiltà e dove il più debole SOCCOMBE di fronte alla prepotenza di delinquenti che sanno di poterla fare franca.
Ma perchè la sinistra é sempre a favore dei criminali?
Orpheus

21 ottobre 2007

PELLICCE CINESI? No grazie.PER CHI NON VUOLE VEDERE. MA DEVE SAPERE








PER CHI NON VUOLE VEDERE. MA DEVE SAPERE.

Questo filmato è qui sul mio computer. Da qualche giorno.

Non volevo vederlo

http://www.strasbourgcurieux.com/fourrure/ Clicca sopra e si apre)

Amo gli animali, mi sono detta. Faccio quello che posso per loro. Starei solo male. Per niente.

Poi ho deciso. Di vederlo. Di star male. Per un tempo che non finiva più.

Perché non basta "sapere". Occorre vedere per poter raccontare a chi non vuole farlo.

Perché voglio si sappia e si faccia sapere l'orrendo dolore che sta dietro ai belli articoli di pregio in pelle e pelliccia, rifiniti, bordati in pelle e pelliccia, che riempiono le vetrine dei nostri negozi, che invadono i nostri grandi magazzini (un sacco ne ho visti all’Upim, alla Rinascente, importati dalla Cina), che debordano dalle bancarelle dei nostri mercati.

Perché voglio che si pensi quando si sceglie un giaccone, un piumino, una borsa, un paio di guanti.

Per noi, per un regalo, magari per il prossimo Natale.

E non ci si possa dimenticare quello che qui si è visto o che io voglio comunque raccontare.

PER CHI NON VUOLE VEDERE. MA DEVE SAPERE

CINA. Animali. Bellissimi. Tipo procioni, tipo marmotta. Non me ne intendo. Grassi. Tenerissimi. Musi bellissimi. Tantissimi. In gabbie di filo di ferro. Strettissime.

Afferrati. Per la lunga coda stupenda. Sbattuti in terra una, due volte. Lasciati lì, a sobbalzare. Appena intontiti.

CON CALMA, SENZA FRETTA, TAGLIATE LE 4 ZAMPINE. SEGATE.

Il piede dell'aguzzino che li schiaccia sul collo. Li inchioda al terreno.

E SEMPRE CON CALMA, INCISI I MONCHERINI, AD UNO AD UNO.

Per preparare lo strappo. Lasciati lì. Ad aspettare.

PRIMO PIANO SUL MUSO. SUGLI OCCHI DOLCISSIMI. CHE LUCCICANO. BRILLANO. SPALANCATI. OGNI TANTO SOCCHIUSI.

APPESI. SCUOIATI. CON CALMA. SENZA FRETTA.

Magari sospendendo il "lavoro" per voltarsi a dire qualcosa. A un altro aguzzino. E lui che sobbalza, si contorce, spalanca la bocca.

E il pelo fa fatica a staccarsi, a lasciare i piccoli corpi.

E poi la carcassa. Buttata su un carro. Su una montagna di corpi nudi.

E mi dico:"...è finita... finalmente è finita."

Ma no, invece. Primo piano. Sulla carcassa di cui brillavano gli occhi.

Zoomata. Sul muso. Che spalanca la bocca.

Un'ultima ripresa, più d'insieme. In un altro sforzo, la povera testa scuoiata si alza, si gira. Si volta. Pare quasi a guardare lo scempio di quel che resta del suo corpo torturato.

Minuti e minuti che sono un'eternità. Un'agonia. Per me, che guardo soltanto. E per loro...?

E poi ancora. E mi chiedo quand'è che finisce.

E POI E’ LA VOLTA DEI CANI. BELLISSIMI. PELO RIGOGLIOSO.

STESSA ORRIBILE SORTE. STESSA AGONIA INFINITA.

Quelli il cui pelo compriamo sereni.

Credendo all'etichetta, alla commessa che ci rassicura "E' coyote, asian jackall, marmotta"

Come se, anche se volessimo crederle, coyote, sciacalli, marmotte fossero esenti dal dolore. Fossero cose. Animali torturati la cui pelliccia borda i cappucci delle nostre belle giacche a vento, dei nostri piumini e giacconi. Anche di marca. Di pregio.

Made in Italy, made in Usa, made in France. Di taglio perfetto. Dalle rifiniture precise. Esiste una legge in Italia. Per far stare tranquilli noi consumatori, si sa che è vietato importare pelli di cane e di gatto.

Peccato che in dogana vengano mistificate con nomi di fantasia o vengano dichiarate come volpi, agnello, lapin.

Peccato che per scoprirne la reale natura ci vorrebbe ogni volta un costosissimo esame del DNA, che nessuno è disposto a pagare.

Peccato che tutto questo pelo, di cane, di gatto o di qualsiasi altro animale costi una sofferenza atroce. Che neanche ci possiamo immaginare.

Il filmato prosegue. Animaletti deliziosi. Grandi e piccoli. Rinchiusi in attesa della loro sorte terribile. Uno sembra quasi giocare con un recipiente. Pare un piccolo orsetto, un cucciolo dalle movenze, bianco. Altri invece girano frenetici nelle loro prigioni. Disperati. Impazziti.

E POI TOCCA AI CONIGLI. Il famoso lapin, che acquistiamo tranquilli. Tanto, è il pelo dei conigli che mangiamo, che mangiano. Falso. Falsissimo. Guardare il filmato per credere. Appesi. Scuoiati vivi. Carcasse che si contorcono chissà ancora per quanto, dopo.

Tutto questo mi ha intristito e angosciato oltre ogni dire. Una giornata da dimenticare.

Ma la mia pena è niente a confronto di quella degli attivisti animalisti che si sono costretti a filmare queste atrocità. Per farci sapere quanto dolore si nasconde dietro tanti bei capi d'abbigliamento. Per renderci consapevoli delle nostre scelte. Anche quelle che sembrano banali, dettate dall'impulso di un momento.

ED E' ZERO A CONFRONTO DI QUELLO CHE SOFFRONO QUESTI ANIMALI.

E' orribile vedere questo filmato. Ma ancora più orribile è contribuire a torturare questi animali, colpevoli della maledizione di possedere una bella pelliccia.

Anche se non vedete il video, vi prego di far girare questa mia il più possibile. E magari proprio fra chi, non essendo a contatto con realtà animaliste, non conosce e non sa quanto male una scelta irragionata fa agli "animali non umani".

Grazie mille. Simonetta
Da Controcorrente

Orpheus


21 ottobre 2007

E se l'avesse fatto Berlusconi?

 

Il pm De Magistris, a Catanzaro, indaga su Prodi; il guardasigilli del governo Prodi, Mastella, manda gli ispettori a Catanzaro; lo stesso ministro, Mastella, chiede al Csm di trasferire de Magistris; comici e 'santori', a tre giorni dalla decisione del Csm, inscenano una clamorosa difesa di de Magistris, che peraltro rilascia un’intervista dopo aver deprecato i magistrati che rilasciano interviste; il Csm decide di rinviare ogni decisione a dicembre; de Magistris rilascia altre dichiarazioni soddisfatte, e indaga il ministro Mastella lasciando capire che prima di dicembre motiverà l’opportunità delle sue iniziative; il ministro Mastella, inviperito, annuncia che non si dimetterà e dice che il governo ormai ha chiuso, e che si andrà presto al voto: con ciò invocando che il governo medesimo lo difenda; ieri, infine, la procura generale di Catanzaro decide di avocare a sé l’inchiesta del pm Luigi de Magistris giudicando incompatibile che de Magistris indaghi su Mastella dopo che Mastella aveva chiesto di indagare su de Magistris. E chissà quanti passaggi abbiamo saltato: ormai è il delirio, è il serpente istituzionale che si morde la coda, è un termidoro giustizialista che delegittima tutti gli attori di scena. Non si salva nessuno, tantomeno quella Magistratura la cui indipendenza è stata santificata per lustri sino a farla coincidere con la sacralitàe spessocon l’impunità: ora che il Satana berlusconiano è passato all’opposizione nonché indenne da tremila processi, tuttavia, ecco che il circolo mediatico-giudiziario ridiviene un cortocircuito. E ne esce fulminato il Csm, imbarazzato dal caso de Magistris e dal conseguente canaio mediatico: è stato il pilatismo di Palazzo dei Marescialli, che ha rinviato ogni decisione addirittura al 17 dicembre, a determinare in primo luogo ciò che succede oggi.
Ne esce fulminata la Magistratura nel suo complesso, ormai divisa per bande o comunque così prefigurata, coi buoni alla Woodcock & de Magistris & Forleo contrapposti ai mandatari di Mastella e del suo governo, i quali stamattina, potete giurarci, già saranno accusati di condividere un complotto dei poteri forti intrecciati alla massoneria deviata e carpiata con avvitamento. Fulminato anche Clemente Mastella, ministro che pensava di cavarsela trattando le correnti dei magistrati col manuale Cencelli, lui così amabile nel figurare con merito come principe di ogni casta, lui e le sue minacce, ogni 20 minuti, di far cadere il governo, le sue minacce di sfiduciare il Cda della Rai che lo maltratta, la sua fretta sospetta nel chiedere il trasferimento di un magistrato che tutti sanno indagare su di lui, la sua eccellenza nell’impersonare l'arroganza del potere politico che non accetta controlli e che vuole normalizzare il controllore. 
Fulminato, da tempo immemore, anche il pm Luigi de Magistris, questo archetipo genere Woodcock e Forleo che incarna la toga del 2000 senza lo smalto e il talento di certi suoi illustri predecessori, questa summa delle ragioni per cui ameremmo che il test psico-attitudinale fosse esteso anche ai magistrati, questa vittima del sistema modelloio-solo-contro-il-Pianeta che davanti a milioni di persone, ad Annozero, ha avuto la faccia di spiegare che le toghe che cercano il consenso popolare a lui non piacciono: de Magistris, nuovo emblema della giustizia sostanzialista che tralascia le norme e punta tutto sulle indagini preliminari, sul clamore preventivo, che tanto dei processi non frega più niente a nessuno.
Non poteva mancare lui, Michele Santoro, fulminato anzi folgorato sulla via di Samarcanda, un anno di buon giornalismo per poi cedere al richiamo della foresta, alle piazze di Ruotolo, alle grida beote e agli applausi, al vittimismo parentale in questo porco Stato che ci ha lasciati soli. Lo scenario è questo, ed è tale da meritare la consueta e irresistibile tentazione di immaginarci che cosa sarebbe accaduto, a paragone, se al posto di Prodi ci fosse stato tal Silvio Berlusconi. Peggio: che cosa sarebbe accaduto se indagato fosse stato direttamente lui, Berlusconi, prima che una qualsiasi procura generale revocasse un’inchiesta all’eroe di turno. Sarebbe tuonata l’apocalisse, certo, coi quattro cavalli e tutto il resto: ma c’è da scommettere che se non sarà l’apocalisse, 'stavolta, sarà poco di meno: troppo penosamente debole il governo, troppi grilli in circolazione, troppo malcontento, nel Paese, travestito da ansia di giustizia. Durerà tre secondi, ma sarà un boato: e pazienza se non ci toglierà il sonno, troppe ne abbiamoviste e sentite. Come diceva quello: la situazione è grave, ma non seria.
Filippo Facci-Il Giornale
Concordo con Facci, tranne che su una cosa: Santoro non ha fatto un anno di buon giornalismo, prima della caduta di stile sul caso De Magistris.
Santoro non fa buon giornalismo, ma giornalismo schierato, questa é la 'piccola' differenza.
Orpheus


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20 ottobre 2007

La sinistra di governo, di piazza e di opposizione, voti una e te ne sciroppi tre

 
Si sa i comunisti non amano confrontarsi con altri, se non con loro stessi. Nei paesi dove comandano...ops.. 'governano' non c’è opposizione, non c’è contraddittorio: loro se la cantano e se la suonano.
Qui in Italia, per ora, non abbiamo solo i comunisti ma un ibrido formato dalla “sinistra italiana”, la quale in modo grottesco e schizofrenico fa tutto da sé: governa e si fa opposizione da sola (il cdx intanto dorme).
Di questi giorni la notizia secondo cui la maggioranza di governo ha presentato al Senato più emendamenti alla legge Finanziaria di quanti ne abbia presentati l'opposizione, più di mille mentre il cdx si è fermato a poco più di 700. E se Prodi sarà costretto a chiedere l’ennesimo voto di fiducia il motivo non sarà, come sempre viene propagandato, il perfido ostruzionismo dei berluscones, ma il fuoco di fila delle truppe di maggioranza.
Oggi, poi s’è consumato l’ormai “trito e ritrito” rituale della piazza rossa, con sventolii di bandiere scarlatte, e slogan al fulmicotone contro il governo, ‘peccato” che in piazza è scesa una parte di sinistra al governo contro l’altra parte di sinistra al governo: Bertinotti, presidente della Camera ha espresso “grande soddisfazione per l'andamento della manifestazione, contro l’attuale maggioranza di cui fa parte. De gustibus..
Diliberto ha chiosato :"La manifestazione è una risposta al Partito Democratico. Sono stati sconfitti gli uccelli del malaugurio". E chi sarebbero i suoi stessi alleati?
Mussi, Giordano e Migliore tutti a esortare il governo a mantenere “le promesse fatte a milioni di elettori, che hanno consentito a Prodi e al nostro governo di stare in campo” (e di vincere le elezioni grazie a fiumi di populismo di bassa lega e promesse impossibili da mantenere, pena la catastrofe economica). La flessibilità che loro chiamano precarietà, non è comoda per il lavoratore, ma è ormai impossibile da evitare nell’attuale sistema economico mondiale: a meno che non si vogliano formare legioni di disoccupati.
Detto questo c’è d’aggiungere che oggi la sinistra radicale ha “mostrato i muscoli” portando in piazza la sua ‘ggente’, e chiedendo a Prodi e ai moderati di unirsi alla ‘cosa rossa’ ergo al fondamentalismo di sinistra. Cederà la nostra intrepida Mortadella nazionale a questo ennesimo ricatto?
Non credo, tanto sa che la sinistra radicale é tutta "chiacchere e distintivo" non consegnerà l'Italia al perfido Berlusca, ma soprattutto non mollerà le poltrone. La manifestazione di oggi é la solita "fuffa" data in pasto a chi é abituato ad ingoiare tutto.
Orpheus

20 ottobre 2007

E se San Marco saltasse in aria? Ci sveglieremmo da questo torpore suicida...


Nessuno
ne ha parlato, forse perchè anche questa volta sono stati fermati prima: ma i terroristi islamici avevano preso di mira Venezia: "Era già pronto un piano criminale ad opera di terroristi di matrice islamica, in grado di lanciare a tutta velocità una nave petroliera direttamente contro Venezia. Sarebbe stata una catastrofe immane, l’abbiamo evitata. Ma i nostri attuali sistemi di sicurezza non sono ancora all’altezza per scongiurare simili attentati»: le parole dell’ammiraglio Ferdinando Lolli, a capo di tutte le Capitanerie di porto italiane, piombano come macigni nella platea di ammiragli, generali e tecnici del settore difesa, radunata al convegno dedicato alle «Nuove sfide della sicurezza e della tecnologia: come proteggere i confini fisici e virtuali», nella sala del Circolo ufficiali della Marina della Spezia.
«Oggi dobbiamo affrontare rischi nuovi - insiste l’ammiraglio di Capitaneria -. Ci sono minacce a cui dobbiamo fare fronte con nuove tecnologie e con nuovi concetti. Dall’immigrazione al terrorismo, è su questo che si concentra il controllo. Lo dico perché conosco i rischi. Parlo del piano dei terroristi islamici perché sono cose che conosco bene, lo dico perché l’ho visto. Quella petroliera sarebbe arrivata fino a piazza San Marco».
Non bastano le nuove tecnologie quando si lascia bellamente che
l'islamizzazione silente del nostro paese prosegua indisturbata, anzi favorita dal relativismo culturale delle sinistre e dall'inerzia della politica italiana. Ad agosto il Cesis aveva rilevato la formazione di una cintura ultrafondamentalista in tutto il Nord Italia «con la tendenza a realizzare un coordinamento nazionale e transnazionale». Un dato preoccupante che s'aggrava ancor più se messo in relazione alla straordinaria crescita del numero dei luoghi di culto islamici in Italia: dai 696 del dicembre 2006 ai 735 censiti lo scorso maggio 2007. La reticenza delle istituzioni potrebbe, un giorno, mettere a repentaglio le nostre stesse libertà fondamentali, condannandoci a divenire dissidenti o clandestini nel nostro stesso Paese (come è accaduto a Redecker) e potrebbe esporre a gravi pericoli le nostre stesse vite, quelle dei nostri figli e amici più cari.
Orpheus

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