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Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Se il titolare di testi o immagini da me
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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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20 luglio 2008

Avviso

             
Cari amici purtroppo in questi giorni ho avuto il Pc fuori uso, e domani parto per la montagna come al solito.
Lassù fra quelle verdi valli la connessione è più lenta di una lumaca e quindi ho serie difficoltà ad aggiornare il blog.
E poi ne approfitto per staccare, e disintossicarmi...niente politica, niente TG, niente giornali.
Solo prati e monti e i miei cari.
Un abbraccio a tutti e BUONE VACANZE.
Ritornerò verso la metà di Agosto.
Ciao Mary


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17 luglio 2008

Napoli:giochino del prima e del dopo

 La Campania di Berlusconi foto

E' stata risolta l'emergenza, ma la stampa di regime (da quanto si evince, non berlusconiano) TACE.
Anche se il silenzio terrà lontano i turisti.
Sono proprio vergognosi, davanti ai loro meschini interessi di parte, sacrificano l'interesse di centinaia di commercianti napoletani messi in ginocchio dall'emergenza, l'economia di una città che ha nel turismo la principale fonte d'introiti.
Dobbiamo liberarci anche di questa "monnezza" se vogliamo che per l'Italia torni a splendere il sole...
Orpheus


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17 luglio 2008

Israele, mi spiace: hai proprio sbagliato

 

Non è solo un fallimento di Israele lo scambio di ieri mattina a Rosh HaNikra, dove i corpi dei due soldati rapiti Ehud Goldwasser ed Eldad Regev sono stati barattati con cinque terroristi vivi. Tra loro Samir Kuntar, che assassinò a colpi di calcio di fucile una bambina di quattro anni e suo padre. La madre ancora oggi ricorda le sue urla di gioia nell’uccidere l’infante. Si tratta di un grande fallimento strategico per la nostra civiltà intera, di una dichiarazione d’impotenza di fronte al grande fenomeno del terrorismo senza pietà che abolisce quello che abbiamo costruito sull’esperienza della crudeltà delle guerre tradizionali: la Convenzione di Ginevra, la Croce Rossa, i meccanismi di protezione dei prigionieri di guerra. È il meccanismo intero della protezione morale dalla crudeltà insita nell’uomo che è cancellato nello scambio di ieri, più ancora che dai precedenti scambi che avevano coinvolto migliaia di prigionieri, perché le condizioni della guerra al terrorismo sono cambiate. Israele è una prova, in questo caso, dell’incapacità della civiltà giudaico-cristiana, che ha posto i mattoni dei diritti umani, di difendere se stessa e i propri figli, di fronteggiare il sadismo e il desiderio di predominio tramite la violenza, come se essi fossero stati magicamente cancellati dalla natura umana. Con questo scambio il terrorismo islamico prende in giro i principi morali e le buone intenzioni del nostro mondo. Ieri, in Medio Oriente si è visto infatti uno scoraggiante spettacolo: il Libano, certo sospinto da Hezbollah, festeggiava con enorme pompa un terrorista, Samir Kuntar, che ha sfasciato la testa di una bambina di quattro anni; dall’altra parte, una società democratica piangeva i suoi morti e alla pietas della sepoltura e alla pressione dell’amore familiare sacrificava un bene fondamentale: il rispetto del nemico e la sicurezza che a uno sgarro seguirà una punizione.
Fouad Siniora, presidente libanese, di cui non si sa dove finisca l’acquiescenza nei confronti del suo peggior nemico, Hezbollah, si è dichiarato partecipe ai festeggiamenti, mentre il leader israeliano Shimon Peres firmava la grazia per Kuntar con volto di pietra, stabilendo tuttavia l’eccellenza morale del fatto che Israele sia l’unico Stato al mondo che liberi terroristi dalla cella in cambio di corpi e pezzi. Con lui, la portavoce dell’esercito Miri Eisen si è vantata della scelta morale senza paragoni di riportare i ragazzi a casa comunque, permettendo così loro di andare in guerra con un sostegno senza limiti.
Qualcuno potrebbe compiacersi della tanta grandiosità morale dell’unica democrazia del Medio Oriente (nell’85, 1150 prigionieri furono scambiati per tre soldati), se i risultati non contenessero i germi di terribili danni per il futuro d’Israele, e in generale per l’Occidente. Eccone le ragioni. Lo scambio toglie valore alle regole internazionali. I nemici d’Israele non seguono nessuna delle norme stabilite dalla Terza e dalla Quarta convenzione di Ginevra, per cui i prigionieri hanno determinati diritti per quanto riguarda le loro condizioni di vita e le comunicazioni con il mondo esterno. Israele tratta, anche con l’aiuto di Stati stranieri, con gruppi terroristici che compiono continui crimini di guerra (attacchi deliberati contro civili, travestimenti da civili per compiere crimini, torture e mancanza di qualsiasi informazione sui prigionieri, smembramento di corpi per scambi) e ha a che fare con Hezbollah. Uno scambio come quello di ieri promuove il movimento libanese agli occhi dell’opinione pubblica araba e islamica, rendendolo vittorioso e potente oltre la misura, insomma ne fa un interlocutore alla pari e anche superiore. Agli occhi del suo mondo, il segretario generale del Partito di Dio, Hassan Nasrallah, è l’Osama Bin Laden sciita: un leader guerriero che mette in ginocchio l’Occidente, che distruggerà Israele, che oltre ad avere ormai diritto di veto presso il suo stesso governo ottiene anche il plauso attivo del presidente Siniora
In secondo luogo, dato lo scambio così diseguale avvenuto ieri, è naturale che i nemici d’Israele vedano il rapimento sempre più come un investimento fruttuoso, tramite il quale non si perde quasi niente, persino se i rapitori sono catturati, dato che in Israele non c’è la pena di morte. Neppure uccidere gli ostaggi di fatto cambia qualcosa, dato che gli israeliani sono pronti anche a cedere terroristi in cambio di cadaveri o pezzi di cadavere. Lo scambio intenso in questi termini dunque prepara altri rapimenti e fa crescere la possibilità che i soldati o i civili rapiti siano maltrattati e persino uccisi con facilità. Come ha detto Yoram Shahar, fratello del poliziotto vittima, fra gli altri, di Kuntar: «Il rilascio di oggi è il rapimento di domani». I genitori del soldato di leva Gilad Shalit, nelle mani di Hamas da due anni, hanno fatto di tutto per evitare che durante la cattività del figlio ventenne fosse liberato Kuntar in cambio dei due soldati morti: è evidente quale sia la natura della loro terribile preoccupazione. È anche evidente un altro successo dell’organizzazione filo iraniana: ha potuto nei mesi passati riarmarsi grazie al passaggio di 40mila missili iraniani tramite la Siria.
Anche l’Autorità nazionale palestinese si è lasciata andare a lodare lo scambio di Hezbollah e Kuntar personalmente. L’Iran festeggia. In generale, quando le organizzazioni terroristiche appaiono forti e vittoriose, i loro sponsor aumentano i finanziamenti e programmano nuove azioni. Non a caso, si sostiene che Hezbollah progetti una nuova guerra nei prossimi giorni. Infine, il sistema giudiziario di qualsiasi Stato democratico può andare in pezzi di fronte all’ingiustizia di rimettere in libertà criminali prima che abbiano servito la loro condanna. Inoltre, secondo tutte le statistiche, i terroristi liberati tornano nella maggior parte dei casi a compiere attentati letali. Dall’anno 2000, 180 israeliani sono stati assassinati da terroristi che erano stati rilasciati dalle carceri. È inutile frugare qui nei problemi che hanno condotto il premier Ehud Olmert ad accettare le impossibili condizioni degli Hezbollah. Lo faremo altrove. In ogni caso, la base del disastro è nell’incredibile fraintendimento che crea un’eguaglianza fittizia nel dialogo, che tale non è, fra il diritto e il torto.
Fiamma Nirenstein
Non posso che condividere il giudizio della Nirenstein e soprattutto le sue preoccupazioni sugli effetti deleteri che questo scambio avrà sul popolo israeliano (e sull'Occidente).
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 17/7/2008 alle 18:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

17 luglio 2008

I neurologi chiedono al giudice di bloccare la sentenza di condanna a morte per Eluana


Ill.mo Dr. Gianfranco Montera Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di MILANO

e, per conoscenza:

Al Presidente della Repubblica
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Presidente del Senato
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro della Giustizia
Al Ministro del Welfare
Ai Sottosegretari alla Salute 

Ill.mo Signor Procuratore Generale,
appresa dalla stampa la disponibilità di un collega neurologo a interrompere l’idratazione e la nutrizione assistita con cui è alimentata e mantenuta in vita Eluana Englaro, i sottoscritti neurologi operanti nelle Università  e negli Ospedali del Servizio Sanitario Nazionale esprimono una posizione fortemente alternativa  alla decisione del collega ed alle sentenze della Corte di Cassazione e della Corte di Appello di Milano che lo autorizzerebbero all’interruzione della alimentazione, con conseguente inevitabile morte della paziente.
Sentono inoltre il dovere di riaffermare alcuni fondamentali evidenze scientifiche ed etiche, senza le quali il vivere civile, l’organizzazione sociale e la nostra professione corrono il rischio di allarmanti derive.
Il paziente in stato vegetativo non necessita di alcuna macchina per continuare a vivere, non è attaccato ad alcuna spina.
Non è un malato in coma, né un malato terminale, ma un grave disabile che richiede solo un’accurata assistenza di base, analogamente a quanto avviene in molte altre situazioni di lesioni gravi di alcune parti del cervello che limitano la capacità di comunicazione e di auto-sostentamento.
La nutrizione e l’idratazione del paziente, per quanto assistite, non sono assimilabili a una terapia medica, ma costituiscono da sempre gli elementi fondamentali dell’assistenza, proprio perché indispensabili per ogni persona umana, sana o malata. La cannula attraverso cui la nutrizione viene fornita non altera tale elementare verità, essendo al massimo assimilabile ad una protesi o ad un ausilio.
La stessa Corte di Cassazione, nella sua sentenza, riconosce che l’alimentazione assistita “non costituisce oggettivamente una forma di accanimento terapeutico e che rappresenta, piuttosto, un presidio proporzionato al mantenimento del soffio vitale…”.
La nutrizione e l’idratazione assistite, infatti, possono essere praticate nelle persone che lo necessitano senza causare sofferenza o violenza alcuna e senza addirittura interferire con l’eventuale attività lavorativa. Queste persone sono decine e decine di migliaia (centinaia di volte di più dei Pazienti in stato simile a quello della Sig.ra Englaro che in Italia si stimano essere circa 1500) e per una parte la loro incapacità a nutrirsi è anche associata ad un deficit cerebrale marcato che non le differenzia molto dallo stato di Eluana.  Ci chiediamo cosa faremo con tutte loro e su che base sarà possibile scegliere. Dobbiamo –lo Stato, la Comunità, i Medici-  eliminarle tutte?
Dal punto antropologico, inoltre, desideriamo ribadire che il paziente in stato vegetativo non è un vegetale, ma una persona umana. Come la stessa Cassazione riconosce, “chi versa in stato vegetativo permanente è, a tutti gli effetti, persona in senso pieno, che deve essere rispettata e tutelata nei suoi diritti fondamentali, a partire dal diritto alla vita e dal diritto alle prestazioni sanitarie, a maggior ragione perché in condizioni di estrema debolezza e non in grado di provvedervi autonomamente”.
Proprio per questo, afferma la Cassazione, la persona in stato vegetativo ha in campo sanitario gli stessi diritti degli altri cittadini (diritti che per la Englaro sono stati rispettati, facendole trascorrere questi anni curata ed assistita amorevolmente in un centro specializzato) e “la tragicità estrema di tale stato patologico - … che nulla toglie alla sua dignità di essere umano – non giustifica in alcun modo un affievolimento delle cure e del sostegno solidale, … a prescindere da quanto la vita sia precaria e da quanta speranza vi sia di recuperare le funzioni cognitive”. 
Dal punto di vista neurologico, il paziente in stato vegetativo non è in morte cerebrale, perché il suo cervello, in maniera più o meno imperfetta, non ha mai smesso di funzionare, respira spontaneamente, continua a produrre ormoni che regolano molte delle sue funzioni, digerisce, assimila i nutrienti. Non è neanche in coma, perché, ha un ciclo relativamente conservato di veglia e di sonno, riesce a muoversi anche se non a camminare o stare in piedi, ed in una qualche misura (a noi ancora ampiamente sconosciuta, ma che le più recenti metodiche di analisi della funzione cerebrale stanno portando alla luce) ha una sua –per quanto grossolana- modalità di percezione.
E’ infatti utile ricordare che studi recenti di imaging funzionale e di neurofisiologia clinica dimostrano con chiarezza che in alcuni di tali pazienti è possibile evocare risposte che testimoniano di una residua possibilità, più o meno elementare, di percepire impulsi dall’ambiente con susseguente analisi e discriminazione delle informazioni.
In ogni caso, allo stato attuale delle conoscenze, le esatte basi anatomiche e fisiologhe della coscienza non sono conosciute, mentre sono sempre maggiori le evidenze che collocano i processi della coscienza anche in sedi del sistema nervoso centrale diverse dalla corteccia cerebrale (principale sede di danno nello stato vegetativo). Non vi è certezza assoluta neanche sul fatto che il paziente in stato vegetativo non possa provare qualche forma di sofferenza e la stessa sentenza dei giudici di Milano si preoccupa che alla Englaro vengano somministrati sedativi durante il processo di morte per disidratazione. Pur essendo le possibilità di recupero sempre minori con il passare del tempo dall’insulto cerebrale, oggi il concetto di stato vegetativo permanente è da considerarsi superato e sono documentati casi, benché molto rari, di recupero parziale di contatto con il mondo esterno anche a lunghissima distanza di tempo. È pertanto assurdo poter parlare di certezza di irreversibilità.

Sulla base di queste considerazioni, riteniamo che la sentenza sul caso Englaro non rappresenti un intervento per por fine ad un accanimento terapeutico o a pratiche assistenziali improprie, ma il tentativo di far entrare per vie giudiziarie nella nostra legislazione il potere assoluto di autodeterminazione da parte del paziente o  -in questo caso-  di chi lo rappresenta o crede di rappresentarlo, fino alla scelta della morte, se la vita viene ritenuta indegna di essere vissuta.
Riteniamo ancor più inaccettabile che la volontà di terzi (fossero anche i genitori) possa sostituirsi, interpretandola, alla volontà del paziente, innescando il rischio, in simili casi, di pratiche discriminatorie basate sulla percezione esterna della qualità della vita altrui. Per quanto riguarda la nostra professione, riteniamo che in tale contesto, il rapporto medico-paziente è ridotto a mero contratto ed il medico a prestatore d’opera tecnicamente qualificata, intesa, nel caso specifico, ad affrettare la morte del paziente, contravvenendo i fondamenti della professione medica e le regole basilari della società civile.
Siamo anche molto preoccupati che le considerazioni della magistratura sulla possibilità di por fine ai pazienti in stato vegetativo come Eluana Englaro possano finire per estendersi ad altre categorie di pazienti neurologici, come i dementi o i cerebropatici gravi che, in fase avanzata di malattia, possono trovarsi in condizioni cliniche non dissimili da quelle dei pazienti in stato vegetativo. Infine, riteniamo disumano il modo proposto di mettere a morte la paziente, attraverso il digiuno e la sete, in una lenta agonia che porterà alla morte attraverso la lenta devastazione di tutto l’organismo.
Per tutti questi motivi, Signor Procuratore Generale, le chiediamo un intervento urgente della che blocchi, prima che sia troppo tardi, l’esecuzione di quella che sempre più appare come una sentenza di condanna a morte. A nome e per conto degli aderenti sottoelencati, confidando nella sua attenzione, le porgo i più distinti saluti e ossequi.

Prof. Gian Luigi Gigli

Sergio Barbieri, Direttore Neurofisiopatologia, Ospedale Maggiore, Milano, Professore Associato di Neurologia, Università di Milano
Paolo Bergonzi, Professore Ordinario di Neurologia, Università di Udine
Dario Caldiroli, Direttore Neuro-Anestesia e Rianimazione, Istituto Neurologico Besta, Milano
Massimo Camerlingo, Direttore Neurologia, Zingonia-Osio Sotto (BG) Antonio Carolei, Professore Ordinario di Neurologia, Università dell’Aquila
Gerardo Ciardo, Direttore Neurologia e Riabilitazione, Ospedale di Tricase (LE)
Giancarlo Comi, Professore Ordinario di Neurologia, Università Vita e Salute, Milano
Domenico Consoli, Direttore Neurologia, Ospedale di Vibo Valentia
Erminio Costanzo, Direttore Neurologia, Azienda Ospedaliera “Cannizzaro”, Catania
Giuliano Dolce, Direttore Scientifico, Istituto Sant’Anna, Crotone
Gian Luigi Gigli, Professore Straordinario di Neurologia, Università di Udine
Mario Guidotti, Direttore Neurologia, Ospedale Valduce, Como
Nicola Latronico, Direttore Neuroanestesia e Neurorianimazione, Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia, Professore Associato di Anestesia e Rianimazione, Università di Brescia
Matilde Leonardi, Coordinatore Progetto Nazionale Funzionamento Disabilità e Stato Vegetativo, Istituto Neurologico Besta, Milano
Maria Grazia Marciani, Professore Ordinario di Neurologia, Università di Roma “Tor Vergata”
Anna Mazzucchi, Direttore IRCCS Fondazione Don Gnocchi, sede di Parma
Arrigo Moglia,?Professore Ordinario di Neurologia,?Direttore del Dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Università di Pavia
Alessandro Padovani, Professore Ordinario di Neurologia, Università di Brescia
Aldo Ragazzoni, Dirigente Neurologo Azienda Sanitaria di Firenze, Professore a contratto, Clinica Neurologica, Università di Firenze
Paolo Rossini, Professore Ordinario di Neurologia, Università “Campus Bio-Medico”, Roma
Walter Sannita, Professore Associato di Neurologia, Università di Genova
Roberto Sterzi, Direttore Neurologia, Ospedale Niguarda, Milano
Danilo Toni, Direttore Unità Terapia Neurovascolare Università di Roma “La Sapienza”
Emilio Ubiali, Direttore Neurofisiopatologia, Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di Bergamo
Davide Zarcone, Direttore Neurologia, Azienda Ospedaliera di Gallarate

Da Il Foglio
Se avete avuto la pazienza di leggere l'appello questi sono FATTI e non fumose dichiarazioni di compassione, con le quali si decide di porre fine alla vita di un altro essere umano, che NON può dire la sua.
Ribadisco tanto per essere chiari, non mi riferisco al padre di Eluana, che reputo sincero, ma alla corte dei "felici e contenti" dell'eutanasia (i quali hanno diritto di decidere ma solo per la propria persona).
Perchè come dimostra questo documento stilato da neurologi e non da preti, quella di Eluana é eutanasia senza alcun dubbio, un'eutanasia praticata in modo atroce, "attraverso il digiuno e la sete, in una lenta agonia che porterà alla morte attraverso la lenta devastazione di tutto l’organismo". Inaccettabile anche per un laico.
 Orpheus


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17 luglio 2008

Il sole fa male al Cav.

 
Sono stata la prima ad indignarmi per gli attacchi volgari e senza prove a Mara Carfagna, ma sostenere che é una "Maria Goretti"....beh, mi sembra un po' azzardato o frutto di un colpo di sole .
Al Cav. però si può perdonare;-) Sempre che lo abbia detto veramente...
Orpheus


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16 luglio 2008

Non hanno nemmeno rispetto dei morti

 Ehud Goldwasser (a destra) e Eldad Regev, i due soldati morti restititui a Israele (Reuters)
Sono tornati a casa Ehud ed Eldad.
Ci sono tornati in due bare nere e lucide.
In cambio 5 assassini, fra cui un mostro, Samir Kuntar.
E mentre Israele piange, in Libano si festeggia, "Hezbollah ha trasformato la consegna dei cadaveri in uno show televisivo" .
E Hamas si "congratula".
Hanno vinto é vero ma sono dalla parte dei carnefici, di chi NON ha rispetto nemmeno dei morti e del dolore dei loro familiari.
Sono bestie senza coscienza, nate e pasciute nell'odio.
Quando il mondo lo capirà sarà sempre troppo tardi.
Che il sonno della morte sia lieve per Ehud ed Eldad, il mio cuore piange per loro.
Orpheus


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16 luglio 2008

Finita emergenza rifiuti a Napoli

 PRIMA (Controluce)DOPO (Controluce)
Non sono nemmeno passati due mesi dal primo Consiglio dei ministri a Napoli e Berlusconi può dichiarare:"A 58 giorni dal primo Consiglio dei ministri, venerdì annuncerò a Napoli che il problema rifiuti è risolto in tutta la Campania".
Strade pulite, quindi, grazie all gestione dell'emergenza da parte del sottosegretario Guido Bertolaso, lo stesso Guido Bertolaso cacciato da Pecoraro, che se lasciato al suo posto, avrebbe raggiunto lo stesso riusultato molti mesi fa.
Ma le strade pulite non bastano a cantare vittoria, infatti si potrà festeggiare, quando il ciclo di smaltimento dei rifiuti avrà raggiunto il livello di regioni come la Lombardia o la Toscana.
Su questo fronte il clima é incandescente,  tra l´opposizione a oltranza dei territori che circondano Chiaiano; il conflitto in corso tra enti locali sulla "rogna" dei Cdr e dei consorzi che passeranno alla gestione delle Province; e il colpo di coda di cartelli malavitosi che si oppongono al superamento della crisi. Lo dimostra l´incendio che ieri, ad Ottaviano, ha distrutto 2500 contenitori che servivano per l´imminente avvio della Differenziata porta a porta. Un episodio che fa indignare il sindaco, Mario Iervolino.
Intanto i comitati di Chiaiano occupano per 3 ore la cattedrale, condannando a voce alta l´incoraggiamento bipartisan che rivolto al premier.
Berlusconi la sua parte la sta facendo, adesso tocca ai campani, perchè NESSUNO può risolvere un problema come questo se loro NON lo vogliono. 
Un ultimo appunto se a ripulire Napoli ci fosse riuscito il governo Prodi, a quest'ora lo avrebbe comunicato a reti unificate, in mondovisione e su ogni pezzo di carta disponibile (anche quella igienica).
Berlusca svegliati, a comunicare i risultati ottenuti dal governo, altrimenti finirà con Benigni che in prima serata di domanda cosa hai fatto...e dirà che non hai fatto nulla...
Orpheus



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15 luglio 2008

Troppo “sana” per morire

 
L’hospice 'Il Ne­spolo' di Airuno (Lecco) la struttura che dovrebbe accogliere Eluana, ha dato la sua disponibilità ad una condizione agghiacciante Eluana vi deve giungere “in stato terminale” e senza sondino, ovviamente.
"La nota di spiegazione diffusa ieri dalla direzione dell’hospice stesso lo dice chiaramente: “Siamo disponibili ad accoglierla a condi­zione che, al momento del ricovero, la paziente risulti già in uno stato ter­minale. Una condizione inderogabile, in quanto un hospi­ce è una struttura per la cura dei ma­lati per i quali la morte è attesa nel breve-medio periodo, non può quindi ospitare 'portatori di patolo­gie a decorso indefinibile, come quel­lo attuale di Eluana, che è sana e non accenna a morire.
Ed è quell’ attua­le la parola chiave. Infatti il comu­nicato prosegue così: Qualora inve­ce venisse attuata l’interruzione del trattamento, ovvero cibo e acqua le venissero sospesi, la situazione cli­nica verrebbe a modificarsi radical­mente.... La paziente diventereb­be a tutti gli effetti una malata mo­rente. E l’hospice non avrebbe più problemi.
Denutrizione e disidratazione, infat­ti, rendono terminale qualsiasi sog­getto sano..."  Da L'Avvenire

Se lotti contro questa follia, ti becchi del bigotto. Per i forzati dell’eutanasia senza se e senza ma, non esiste che anche un ateo o un laico possano, per rispetto verso la vita, condividere le posizioni dei cattolici. Non quelle più oltranziste, ma quelle dettate semplicemente dalla compassione e dal buon senso.
Si può dare ad un parente diritto di scelta su un bene così assoluto come quello alla vita?
No. Per me no. Nemmeno ad un genitore. Solo la persona che morirà può scegliere e solo a determinate condizioni.
Si dice che nel caso di Eluana la “natura deve fare il suo corso”, e allora i progressi della medicina per cui l’umanità si è tanto prodigata nel corso dei secoli, a cosa servono?
Se allarghiamo questa assurda affermazione non si finisce più, anche i malati gravi di diabete “vanno contro natura” per continuare a vivere, e i malati di AIDS o di decine di patologie e sindromi gravissime, che fanno parte della natura e che l’UOMO ha sconfitto a volte totalmente, a volte in parte, proprio impedendo alla natura di fare il suo corso. La medicina è nata appunto per deviare il corso della “natura”, o no?

A queste condizioni dove scelgono giudici e parenti è meglio che sia introdotto il testamento biologico, al quale sono favorevole. Un testamento scritto di proprio pugno e nel pieno possesso delle facoltà, al di fuori del quale, nessuno possa intervenire perché una volta anni prima ci è scappato di dire, che “sarebbe meglio morire”. Per coloro che auspicano che la natura faccia il suo corso è un piccolo incomodo, per coloro che al contrario, credono che la vita valga sempre la pena di essere vissuta, è una garanzia. Per tutti é una scelta personale, come é giusto che sia.
Orpheus


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15 luglio 2008

Ritorna il voto in condotta ma agli studenti non piace

 
Dopo il grembiule uguale per tutti, apprezzato dalla maggior parte degli italiani, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini propone la reintroduzione del voto in condotta. “ E’  incomprensibile che non si valuti in alcun modo il comportamento dei ragazzi poiché anche la condotta ha la sua valenza e il rispetto delle regole deve avere la giusta considerazione. Stiamo ragionando sull'ipotesi di legare la promozione anche alla valutazione della condotta”. I Presidi appoggiano con entusiasmo la proposta della Gelmini, così come il Moige che esprime “apprezzamento” per la nuova proposta.
Bocciatura netta, invece, da parte dell’ Unione degli studenti e la Rete degli studenti parlano di idea “vecchia e sbagliata che lede lo Statuto degli studenti”, “Il voto di condotta ai fini della bocciatura”, sostiene l’Unione Studenti “è stato abolito con l’istituzione dello statuto dei diritti degli studenti, una grande conquista del movimento studentesco e della democrazia nelle scuole'’.
‘’Tornare ai vecchi Decreti regi, istituiti sotto la disciplina fascista, ci sembra”, afferma l’associazione studentesca, “un ritorno al passato che già il ministro Moratti aveva provato a mettere in atto, senza successo”.

Da Libero
 Gli insegnanti "oggi sono impotenti. Anche di fronte a comportamenti che degenerano nella violenza. Dobbiamo ridare ai docenti strumenti adeguati per combattere il bullismo e soprattutto per ripristinare il principio dell’autorità nella scuola".
E se questo vuol dire "disciplina fascista" ben venga, é ora di rimettere nei ranghi quella minoranza arrogante e che parla per stereotipi, e di far tornare la scuola al suo primario dovere: istruire ed educare le generazioni del domani. Se la scuola italiana é quella che sforna gli studenti più asini d'Europa, un motivo ci sarà...e anche di questo dobbiamo ringraziare la sinistra.
Orpheus


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15 luglio 2008

Campania spendacciona: Tremonti chiude i rubinetti

 
Ci sono volute appena 4 ore e 20 minuti, compreso il tempo perso tra saluti e stesura del verbale, perché il 28 aprile il Coordinamento dei direttori generali delle tredici Aziende sanitarie campane
deliberasse in gran silenzio l'aumento dei propri stipendi, elevandoli a 154.983 euro all'anno.
Non da maggio 2008 – come gli improvvidi potrebbero credere – ma retroattivamente dal 1° gennaio 2006. E con i loro, aumenti a catena per tutti i dirigenti delle Asl.
Tutto questo in una regione con un debito certificato a fine 2005 di circa 8 miliardi, sul filo del commissariamento e con spericolate operazioni di cartolarizzazione del credito.
Questi signori, evidentemente senza ritegno né senso istituzionale, si sono aumentati lo stipendio, anche se sono i responsabili di tale spaventoso debito e avrebbero dovuto, per manifesta incapacità, essere LICENZIATI.
Ripensamenti? Pentimenti?
Macchè: abbiamo agito nel rispetto della legge e per salvaguardare il potere d'acquisto, hanno strillato in massa. E poi si poteva tollerare che un capo dipartimento guadagnasse 185mila euro, molto più del proprio direttore generale? Per lavare l'onta, aumenti in massa per tutti anche se il gap non è stato ancora colmato. (riassunto sole24ore)
Davanti a tanta irresponsabilità, che grava sulle tasche degli italiani per riempire oltre misura quelle di gente come questi signori, bene ha fatto Tremonti nella prossima finanziaria,  a predisporre ticket aggiuntivi per quelle Regioni in deficit nella spesa sanitaria.
Un nuovo salasso per i cittadini, é vero ma che sapranno con sicurezza con chi devono prendersela, visto che i costi aggiuntivi a loro carico per le cure mediche avranno un responsabile regionale con tanto di certificato...e si spera che se lo ricordino al momento di votare.
Orpheus


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13 luglio 2008

Toh, chi si rivede, il “Libretto rosso” del presidente Mao

                                                                 mao.jpg

Toh, chi si rivede, il “Libretto rosso” del presidente Mao, edito nuovamente in Italia a 42 anni dalla sua uscita in Cina e tradotto in decine di lingue. Un relitto della storia la cui pubblicazione oggi è un’operazione meritoria, certo al di là delle intenzioni della casa editrice, la Rizzoli, e della curatrice e prefatrice, Renata Pisu.
Mentre impazzano oscene rimembranze sessantottare (non sessantottine, termine semanticamente evocatore di un che di gentile totalmente estraneo al ’68, salvo l’assonanza coi cachemirini sotto l’eskimo di ordinanza degli sprangatori), questa pregevole opera resta un documento prezioso. Non per i cinesi, naturalmente, per i quali si impongono ben altre considerazioni, e che l’hanno comunque da tempo buttata, insieme col suo autore, nel bric-à-brac della Storia. E’ utile per i giovani d’oggi, che possono così verificare per chi e che cosa molti dei loro padri, tanti guru e ciarlatani, si sono a suo tempo entusiasmati, sventolando, come facevano i cinesi, il prezioso Libretto.
C’è una prefazione, di cui diremo, ma i “pensieri” del presidente Mao parlano da soli. “La rivoluzione non è un pranzo di gala. E’ un atto di violenza, è l’azione di una classe che abbatte il potere di un’altra”. “Noi dobbiamo sostenere tutto ciò contro cui il nemico combatte, e combattere contro tutto ciò che il nemico sostiene”. “Il potere nasce dalle canne del fucile”. Non stupisce, qui, l’esaltazione della violenza e dell’azione a mano armata: era necessario che venisse Mao a dirlo? Quando mai le rivoluzioni non sono state sanguinarie?

In Mao si trova di tutto, banalità: “Non aspettate, per risolverli, che i problemi si accumulino, e generino complicazioni”; “Indagare su un problema significa risolverlo”; menzogna:  “I comunisti hanno il dovere di ascoltare l’opinione dei non comunisti, di permettere agli altri di pronunciarsi”. Quando mai si è avuta la verità in un sistema comunista, specie nella sua Cina? Proprio mentre il suo rosso libretto diffondeva questa sua affermazione, servitù e sgherri di Mao, negando la “verità borghese”, proclamavano “il carattere di classe della verità”, con la “circolare del 16 maggio 1964”: fase cruciale verso la rivoluzione culturale.
 Dei non comunisti, non si sa ancora quante decine di milioni siano stati sterminati o mandati a rieducarsi nei campi di lavoro.
Continua qui
Le nefandezze della rivoluzione culturale cinese ormai dovrebbero essere lettera morta , al limite monito e ricordo di quanto sbagliata sia una dittatura, qualsiasi dittatura.
Invece qui nel paese "senza memoria e verità" vengono ancora date in pasto a menti labili e indottrinate, perchè certe "memorie" in Italia sono ancora attuali.
Se un editore publicasse il "Main kampf" immagino le voci sdegnate che si alzerebbero dai soliti circoli intellettual-chic, voci che griderebbero allo scontato pericolo per la democrazia, all'infamia in nome dei morti provocati dal nazismo...pubblicare il libretto rosso di Mao, invece é normale, se non cosa buona e giusta.
E manco si vergognano.
Orpheus


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13 luglio 2008

Moralità sinistra: fate quel che dico, non fate quel che faccio

 
 
"Chiedo coraggio, schiena dritta, dobbiamo costruire un nuovo senso civico"
Queste nobili parole sono uscite dalla bocca di Livia Turco, proprio pochi giorni prima di essere beccata a fare la "pianista".
Non c'è che dire un esempio lampante del suo senso civico.
"Come immagine è impeccabile: la molto onorevole ed ex ministra Livia Turco, concentrata, gli occhiali a fil di naso per meglio mettere a fuoco la truffaldina sequenza, incurante di stazzonare l’elegante giacchetta del tailleur (una cosuccia di Prada? Chissà) è la perfetta rappresentazione di una sinistra cialtrona, ipocrita, menzognera e lazzarona"(da il giornale).
La sig.ra Turco ha commentato sdegnata l'accuduto, pare che il collega fosse alla toilette, così dice lei.
Ma quello che ha fatto RIMANE, quando ci si erge a lapidatori del prossimo, non ci si può far beccare con le mani nel vasetto della marmellata, altrimenti si rimedia una figura di emme...alla quale per altro, a sinistra sono abituati.
Orpheus


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13 luglio 2008

Giulio mani di forbice

 

Arriva il conto di Giulio “mani di forbice” Tremonti. E sono subito dolori per le amministrazioni pubbliche: via il 50 per cento delle spese per consulenze e tagli a convegni, rappresentanza, pubblicità, sponsorizzazioni. Non solo. Il governo mette a dieta anche i sindaci, ai quali riduce le indennità del 20 per cento.
Le brutte notizie per boiardi e colletti bianchi arrivano da Montecitorio. Dove le commissioni Bilancio e Finanze della Camera stanno concludendo l’iter del decreto legge sulla manovra economica. Provvedimento che, di ora in ora, l’esecutivo continua a modificare prima dello scontato voto di fiducia della prossima settimana. Ed è proprio da uno degli emendamenti presentati ieri dal governo (andrà in votazione oggi, eccezionalmente di domenica) che arriva la più drastica cura dimagrante per la Pubblica Amministrazione. Eccola: dal 2009 la spesa complessiva per gli organi collegiali e gli organismi monocratici dovrà essere ridotta del 30 per cento. Ciò significa busta paga, benefit e rimborsi ridotti di un terzo per manager, consigli d’amministrazione, direttori generali. L’economia riguarda tutti i campi dell’amministrazione pubblica. Si salvano soltanto università e centri di ricerca.

via 1 consulente su 2
Le vacche sono magre. Motivo per cui Tremonti impone alla macchina burocratica la ricetta autarchica: consulenze e studi saranno dimezzati. E ciò, motiva la relazione tecnica abbinata all’emendamento, «per valorizzare le professionalità interne alle amministrazioni». Un po’ di numeri: grazie al censimento promosso dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta si sa che i consulenti dell’apparato statale sono circa 500mila. Tutti questi incarichi esterni hanno un costo. Esorbitante: si parla di 2,5 miliardi di euro. Tanto, troppo. La Pubblica Amministrazione si avvale di un incarico esterno ogni 12 dipendenti a tempo indeterminato, gli enti locali, invece, di una consulenza ogni 6 colletti bianchi assunti regolamente. Un esercito. Che lo Stato non è più in grado di mantenere e che andrà decimato.

Non è finita. Perché la mannaia tremontiana colpisce pure le spese degli enti pubblici giudicate non necessarie. Tipo quelle per le relazioni pubbliche, i convegni, le mostre, la pubblicità. O per le faraoiche sedi di rappresentanza all’estero, come quella della Regione Campania a New York. Della serie: chiacchierare poco, lavorare molto.
S’è già detto dei sindaci. I primi cittadini - è il contenuto di un altro emendamento presentato dal governo - subiranno un taglio del 20 per cento su indennità e gettoni di presenza. Lo Stato ci guadagnerà 200 milioni di euro. Che andranno a sommarsi ai soldi (1,2 miliardi di euro) che l’esecutivo conta di recuperare con lo stop alla consulenza facile. Fondi, quelli risparmiati, che finiranno impiegati in altri settori. Aumenta, per esempio, il finanziamento al Servizio sanitario nazionale: 50 milioni in più dal 2009. L’autotrasporto, in ginocchio per il caro petrolio, riceverà dall’esecutivo un aiuto pari a 116 milioni di euro.

Mentre altri 300 saranno impiegati per la sicurezza e l’assunzione di nuovo personale delle forze dell’ordine.
Novità anche sul piano casa per i meno abbienti: l’alloggio toccherà pure agli immigrati. Ma soltanto a quelli residenti in Italia da almeno 10 anni.
Salvatore Dama-Libero
Lo scandalo delle consulenze é uno dei più ignobili mangia-mangia di questo paese e lo scopo é uno solo: clientelare.
Questo governo sta facendo molte cose buone, purtroppo la solita "disinformatja comunista" occulta, nega e travisa.
 Ma gli italiani non sono così beoti da credere ai media, ormai in mano alla sinistra, badano ai fatti e le ultime elezioni lo hanno dimostrato.
Un bravo anche al Ministro Calderoli che ha già tagliato 7000 leggi inutili.
Anche se il vero problema non sono le leggi inutili, ma i magistrati indottrinati e incapaci di fare il loro mestiere con serietà.
Orpheus


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12 luglio 2008

Parlano le suore che assistono Eluana Englaro: «È parte anche della nostra famiglia» (da leggere per riflettere!)

[eluana2.jpg]
Suor Albina Corti, responsabile della clinica “Monsignor Luigi Talamoni”, racconta i 14 anni di assistenza prestata quotidianamente a Eluana Englaro: «Non è abbandonata»  di Paolo RAPPELLINO

La accudiscono «quasi come una figlia». Da 14 anni le Suore Misericordine vegliano Eluana Englaro nella Casa di cura “Monsignor Luigi Talamoni” di Lecco. «In tutto questo tempo non le abbiamo mai prestato nessuna particolare cura medica - spiega la responsabile della clinica suor Albina Corti -.
Per noi è una persona e viene trattata come tale. È alimentata con il sondino naso-gastrico durante la notte ed è in buone condizioni di salute. Fisiologicamente ha tutte le funzioni sane.
È una ragazza bellissima»
.
La casa di Eluana da allora è una stanza singola nel reparto di riabilitazione da 14 posti letto della clinica, vicino alla basilica di San Nicolò a Lecco. Un ospedale privato, convenzionato con il sistema sanitario. Alle pareti le foto della vita prima dell’incidente di quel maledetto 18 gennaio 1992.
A farle da angelo custode suor Rosangela: «Lei - racconta quasi con pudore la consorella - oramai intuisce subito se ha mal di pancia o mal d’orecchio». Tutte le mattine la paziente viene alzata dal letto, lavata, messa in poltrona. Quotidianamente la portano in palestra, dove c’è un fisioterapista che le pratica la riabilitazione passiva; in stanza c’è spesso la radio accesa con la musica.

«Qualche volta muove gli occhi, soprattutto se le parla suor Rosangela - confida suor Albina -, non si riesce a capire se comprende, ma io penso di sì, anche se clinicamente dicono di no. Però non è in grado di compiere nessun movimento. In tutti questi anni non ha mai dato nessun segno».

«È arrivata da noi nel 1994 - ricorda la religiosa misericordina -. Erano stati i genitori a cercarci, perché era nata qui e il padre diceva: “Desidero che chiuda gli occhi dove è venuta alla luce”. Quando ci fu chiesto di ricoverarla, nutrivamo delle riserve. Sapendo che la ragazza era in coma, pensavamo di non essere attrezzate sufficientemente per poterla accudire.

Ma quando la nostra suora infermiera e un nostro medico sono andati a visitarla nel precedente ricovero, hanno capito subito che non necessitava di null’altro rispetto all’alimentazione con il sondino».

Eluana, seppure in stato vegetativo, non è stata mai lasciata sola, è inserita in una rete di relazioni: le fanno visita i famigliari, vengono anche alcuni conoscenti. «C’è una rete di relazioni intorno a lei, non è abbandonata. Spesso ad accompagnarla in giardino sulla carrozzina sono i genitori. Regolarmente vengono due amiche della ragazza», racconta suor Albina.

Ora le religiose della clinica “Talamoni” rimangono in attesa: «Per ora non ci hanno ancora comunicato nulla. Ovviamente noi non lasciamo entrare nessuno. Non sospenderemo mai l’alimentazione. Nel caso, venga il padre a prenderla: fino ad allora la ragazza starà qui. Anche se vorremmo dire al signor Englaro che se davvero la considera morta di lasciarla qui da noi. Eluana è parte anche della nostra famiglia».
Dal sito della Diocesi di Milano
Grazie al sito della Diocesi per avere raccolto questa bellissima testimonianza.
Si puo' dire che Eluana e' morta? Che e' un vegetale? Non credo proprio...

Perchè non si dicono ANCHE queste cose? Perchè i media NON RACCONTANO TUTTA LA VERITA'?
Forse perchè é più comodo e facile portare avanti certe battaglie se si dà l'idea della sofferenza, dell'annientamento della persona? Se la si spersonalizza paragonandola ad un vegetale?
Questa ragazza morirà e magari fra cinque la scienza potrebbe essere in grado di ridarle una vita piena.
Orpheus





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12 luglio 2008

Cara Sabina ha poco da fare la morale chi vive alle spalle del prossimo

 

In un paese con un debito pubblico come il nostro, per sanare il quale la pressione fiscale dissangua i contribuenti, è giusto che milioni di euro proveniente dalle suddette tasse siano sprecati per finanziare film inguardabili che hanno come unico “appeal” l’essere scritti e diretti dai soliti FALLITI senza arte ma dalla parte politica giusta?
Questi parassiti di operai, impiegati e imprenditori, poi salgono sul pulpito e danno lezioni di moralità. Con un’incredibile faccia tosta.
Inoltre questo sistema iniquo ha distrutto la cinematografia italiana perché i finanziamenti pubblici, non vanno a chi eventualmente se li meriterebbe, ma a chi milita a sinistra ed è fieramente antiberlusconiano(questo é uno dei motivi perchè sono fioriti come pratoline a primavera). Il nostro cinema è stato praticamente annientato da questa pratica perversa, e ogni anno decine di “ciofeche” finiscono sugli schermi italiani, riempiendo le tasche di falliti, che senza i soldi pubblici non girerebbero nemmeno lo spot della carta igienica.
I beoti che erano in piazza Navona, lo sanno che l’integerrima Guzzanti ha spennato alle casse pubbliche 400.000 euro e ne voleva altri 400.000 malgrado il flop della sua "opera"? DUBITO.
Ha poco da fare la morale alla Carfagna, chi sfrutta il prossimo in questo modo. Con quei soldi si può fare di meglio che non solleticare l’ego a certe nullità.

Verbale n° 6/2007, stralcio seduta del 28 settembre 2007: questa è la storia di Sabina Guzzanti e di 400mila euro chiesti e mai ottenuti.
Tutto è cominciato nel 2006 con la richiesta di finanziamenti pubblici per la realizzazione del film “Le ragioni dell’aragosta”.
Il 25 settembre si riunisce la commissione per la cinematografia del Ministero Beni culturali, a fronte di un preventivo di spesa di 1 milione di euro presentato dalla Guzzanti, la commissione stanzia un contributo di 400mila. Incassato il denaro, partono i lavori per la realizzazione del film che arriva nelle sale l’anno dopo ed è un flop annunciato: 440.635 euro d’incassi, malgrado la distribuzione in 101 sale. Come se non bastasse la “regista” presenta domanda di modifica del piano di produzione. E, di conseguenza, chiede un incremento dei finanziamenti.
Leggiamo dal verbale: «Le società (Studiouno, Secolsuperbo e Sciocco) chiedono una variazione del preventivo di circa 350mila euro (da 1.052.725,00 ad euro 1.400.380,00)». Cosa era successo?
Lo spiega il verbale della seduta: «La modifica più rilevante è quella relativa ad ulteriori compensi per cessione dei diritti per il soggetto e la sceneggiatura della signora Guzzanti, incrementati di 150mila euro». Insomma, ciò che avrebbe contribuito maggiormente all’aumento delle spese sarebbe il compenso della regista, lievitato da 100mila a 250mila euro. Per pagarsi lo stipendio, la Guzzanti rivendica più soldi davanti alla direzione generale per il cinema. Che le risponde con un no secco: «Considerata l’esigenza di tutela delle risorse pubbliche, nonché le altre motivazioni addotte in premessa, il Presidente propone alla commissione di esprimere parere contrario e pertanto il contributo a suo tempo concesso dovrà rimanere ancorato e parametrato al preventivo di euro 1.052.725,00, rispetto al quale avverranno i recuperi a valere sulla quota di contributo statale, che resta quindi definita in quella percentuale” Conferma tutto Gaetano Blandini, direttore generale del ministero dei Beni culturali per il settore cinema: «Sabina Guzzanti si è molto arrabbiata con il ministero», dice a Libero. Poi aggiunge: «Ma, trattandosi di soldi pubblici, la commissione incaricata dell’erogazione dei finanziamenti deve agire nel pieno rispetto dell’articolo 97 della Costituzione, che impone l’imparzialità». Riassunto da Libero
Orpheus


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11 luglio 2008

Siamo sicura che ha "vinto" Eluana?


 Sono parecchi giorni che sui giornali si legge della vittoria del padre di Eluana, dopo anni di battaglie mediatiche e legali per poter interrompere l'alimentazione artificiale alla figlia in coma da 16 anni.
Non ne ho parlato, semplicemente perchè davanti a queste tragedie immani, non ho certezze.
Beato chi ce le ha, lo invidio.
Non riesco a gioire per questo ennesimo trionfo  della "civiltà" contro l'oscurantismo cattolico.
Spegnere vite inconsapevoli non lo reputo in nessun caso un atto di civiltà. Men che meno se lo si consuma, lasciandole morire di fame e di sete, come già successe per Terry Schiavo.
Forse é un atto di pietà.
Forse é un atto di egoismo.
Forse é un atto di amore o il desiderio di avviarsi verso la vecchiaia senza il pensiero di una figlia in quelle condizioni.
Ma in nessun caso di civiltà.
Non giudico i sentimenti che spingono il padre di Eluana, perchè non li conosco.
Quello che mi turba é tutta questa "frenesia" come se la povera Eluana avesse vinto una lotteria e invece ha vinto solo una morte orrenda. Si perchè nessuno lo dice ma dal momento in cui s'interrompe l'alimentazione al momento in cui Eluana morirà, passeranno giorni, forse settimane, senza acqua nè cibo.
Proprio non ci riesco a gioire per la sua sorte.

Ho trovato questo articolo sull'Occidentale che rispecchia i miei sentimenti.

Tra le tante cose scritte ieri sulla vicenda di Eluana Englaro mi ha molto colpito l’articolo di Umberto Veronesi sul Corriere. Non sembra scritto per una ragazza dalla vicenda tragica e ora destinata a morire; suona piuttosto come una marcia trionfale, scandita dalla ripetizione ossessiva del verbo “vince”. Ma dov’è la vittoria e di chi è?
Ecco l’attacco del pezzo di Veronesi: “La sentenza della Corte di appello su Eluana costituisce una svolta storica. Non solo per il suo contenuto, ma soprattutto per la sua motivazione: la ricostruzione delle volontà precedentemente manifestate. Vince l'autodeterminazione della persona, espressa nel pieno della consapevolezza e lucidità, vince il principio della libertà di decidere della propria vita, vince la possibilità di scegliere dove porre il limite fra accanimento terapeutico e cure, vince il consenso informato ai trattamenti, vince il principio del Testamento Biologico, che di questo Consenso è l'estensione, da applicare nel caso in cui non ci si potesse esprimere di persona”.

Davvero non sembra scritto per una ragazza che è in coma da 17 anni: dov’è infatti la sua auto terminazione, dov’è la sua libera scelta di decidere della propria vita, dov’è la lucidità e la consapevolezza di decidere il confine tra accanimento e cure?
Dov’è il consenso informato?
Di tutto questo in Eluana non v’è traccia, lei si limita a vivere e respirare per suo conto e ad essere nutrita d’acqua e cibo con un sondino nasale
.

Vince semmai la libertà di scelta dei parenti, dei giudici, degli avvocati; vince il frastuono dei “diritti” sul silenzio dei doveri;
vince la paura della morte e della sofferenza;
vince Veronesi, Pannella, Odifreddi e tutta la compagnia cantante del laicismo politico e mediatico.

Io non ci vedo nessuna vittoria per Eluana.
Si dice che “staccare la spina” è quello che avrebbe voluto. Forse, chissà?

Se in punto di morte perdo la testa e lascio tutte le mie sostanze all’amante degli ultimi giorni e lo faccio con tanto di atto notarile e parcella, quella mia volontà sarà certamente impugnata e stravolta da moglie, figli e parenti ingordi. Ma se un giorno dei miei vent’anni mi capitasse di dire “non vorrei mai vivere attaccato a una macchina”, quella frase detta nel rigoglio della vita mi resterà appiccicata per sempre, sarà la mia condanna. Non servono a quanto pare né notai né testamenti per essere inchiodato a quella scelta presa in un giorno di sole, basta che qualcuno se ne ricordi al momento del buio. E’ questa l’autodeterminazione della persona, è questa la libertà di decidere della propria vita che secondo Veronesi avrebbe vinto nella storia di Eluana.

La prossima volta che mi capiterà di vedere un incidente mortale o di vedere qualcuno in coma, non chiedetemi nulla, risponderei con un “no comment”.
Orpheus


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10 luglio 2008

TraRaglio c'illumina d'immenso

                                                   
In queste dolci sere estive sentivamo la mancanza della scienza infusa di Travaglio come di un attacco di dissenteria fra le dune del Sahara, ma tant'é  lui imperterrito ci delizia con le sue "dotte" citazioni.
Dal suo bagaglino culturale ha scomodato nientepopodimeno che il sommo poeta per difendere l'appassita Guzzanti (ex-comica) che a furia di odiare il prossimo e maledirlo si sta trasformando in una cornacchia acida e sfigata, visto che se la filano in pochi e ancor meno la difendono, giusto il padre (é suo padre...) e Travaglio.
Il quale ci impartisce la solita lezioncina spocchiosa:"Possibile che non vi siate accorti che quella di Sabina era citazione? Dante condannò Bonifacio VIII  per le stesse ragioni per cui la Guzzanti condanna Ratzinger: l'ingerenza nella politica".

Direi che é più che possibile, visto che la citazione c'è solo nella sua mente travagliata, non mi risulta che Dante abbia mai parlato di diavoli "frocioni e attivissimi" come punizione per un Papa agli inferi. Dante si limitò a prevedere (Inf.canto XIX, 52-53) l'arrivo di Bonifacio VIII all'inferno (era infatti ancora in vita mentre Dante scriveva) nel girone dei simoniaci. In quel girone i condannati erano infissi a testa in giù nella roccia per aver comprato con il denaro beni spirituali. E ai tempi di Dante si diceva che Papa Bonifacio avesse "comprato" la tiara, inducendo l'abdicazione di Celestino V.
Niente a che fare il "peccato", niente a che fare la condanna. Per non parlare poi della FORMA, da becera osteria nel caso della Guzzanti.
Ma si sa così come Travaglio riporta "fatti"  evidentemente riporta anche "citazioni",  aggiustate all'uopo.
Anche ammettendo che ci fosse qualche vaga corrispondenza, basterebbe per dare un senso a quello sproloquio? 
La Guzzanti condanna Ratzinger come Dante...eccetera eccetera, ma dov'è finito il senso della misura?
E quello del ridicolo?
Un consiglio consulti almeno un bignami prima di pontificare....
Orpheus


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10 luglio 2008

Cassazione della giustizia

 Le vignette di Forattini

Le sentenze della Corte di Cassazione sono sempre “stravaganti”, c’è da chiedersi perché gli insigni giudici hanno preso una laurea, per poi schiaffeggiare senza vergogna la giustizia.
La lista degli obbrobri giudiziari è lunga, a spulciare nelle sentenze ignobili c’è da farsi venire un attacco irrefrenabile di nausea.
C’è quella dello stupro consenziente se s’indossano jeans stretti.
O quella secondo cui una ragazzina di 13 anni soffre meno se al momento dello stupro non è più vergine. Il bello che uno dei cervelloni togati che ha partorito questa “perla” degna dell’Arabia Saudita, è Umberto Papadia, noto alle cronache solo per aver sentenziato che è un reato dire “vaffa...”. (Si vede che è stato spesso oggetto del colorito epiteto e si capisce anche il perchè…)

Un’altra che sarebbe piaciuta molto a Khomeini è la sentenza per la quale se il marito picchia la moglie in un contesto di dissidio tra coniugi derivante dal diverso credo religioso, non necessariamente viene integrato il reato di maltrattamenti, a condizione che si tratti di episodi sporadici ed espressione di una reattività estemporanea. Ossia il marito islamico può picchiare la moglie cristiana, ma sporadicamente e in un momento di rabbia.

Ditemi voi se si può…

Di oggi l’ultima trovata: se sei un rasta e ti beccano in giro con 97,3 grammi di marijuana nella macchina non ti preoccupare: con te i giudici saranno clementi.
Secondo gli augusti Ermellini, nei confronti dei seguaci della religione rasta trovati in possesso di “erba” in abbondanza i giudici devono essere tolleranti e considerare che, per gli adepti di tale religione, fumare marijuana favorisce la contemplazione e la preghiera “nella credenza che l'erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato il Re Saggio, e da esso ne tragga la forza, come si evince da notizie di testi che indicano le caratteristiche di detta religione".
Gli spacciatori ringraziano, certo le treccine dei rasta sono “noiose” da fare, ma il gioco ne vale la candela.
Orpheus


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10 luglio 2008

Premio brillante weblog 2008

Amici tenere questo blog per me é un impegno notevole, tengo famiglia e numerosa, fra bipedi e quadrupedi. Eppure anche quando sono stanca morta, un po' di tempo lo dedico sempre ad aggiornarlo.
E sapete perchè?
Perchè da quando ho iniziato ho sempre avuto sincere manifestazioni d'affetto e di stima.
Come in questi giorni, che ho ricevuto tre premi come brillante weblog, da tre amici:
Sarcastycon, Luca-Libero di pensare e BarbaraDi.
Che ringrazio sinceramente. Come ringrazio tutti, per l'affetto.
Adesso tocca a me nominare quelli che a parer mio sono meritevoli del premio     
                                            
"Il premio Brillante Weblog è un premio per siti e blog che risaltano per la loro brillantezza nei temi e nei design e con lo scopo di promuovere ancora una volta la blogsfera nel mondo."

Regole:
1) Al ricevimento del premio bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato con l'indirizzo del suo blog;
2) Scegliere un minimo di 7 blog (anche di più) che credi siano brillanti nei loro temi o nei loro design, esibendo il loro nome e il loro link;
3) Avvisare che hanno ottenuto il premio Brillante Weblog;
4) Esibire la foto (il profilo) di chi ti ha premiato e di chi premi (FACOLTATIVO)

E ora ecco i miei prescelti:-)
BARBARA DI
IL BERRETTO A SONAGLI
MILLEEUNADONNA
SAURAPLESIO-NESSIE
IMITIDICTHULHU
SARCASTYCON
LUCA-LIBERO DI PENSARE
CAFFE'NERO
IL GIULIVO
LEGNOSTORTO

Un salutone a tutti e ancora grazie:-)
Orpheus





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9 luglio 2008

Emergenza ingiustizia

 

Chiedetelo ai beoti di Piazza Navona, chiedetelo ai centinaia di sottovuoto-spinto che ieri erano indecisi se ascoltare Beppe Grillo o fare lo struscio in corso Vittorio: di quale giustizia dovremmo parlare?
Di quella evocata dal pitecantropo molisano che associa un governo democratico a «magnaccia» e «stile mafioso» e «stuprare i bambini»? O quella di un pluriomicida, Michelangelo D'Agostino, che i bambini intanto li sorvegliava in un parco giochi? Dopo che aveva già ammazzato quindici persone? Dopo che aveva già preso un bambino in ostaggio?
Qual è il problema della giustizia in Italia? Il Lodo Alfano?
Quel pateracchio inesistente che è il processo Mills, che finirà in niente come sanno tutti? La Carfagna? La moglie di Willer Bordon? Sono gli scatti professionali dei magistrati, il problema? Loro sfilano, giocano con le bandierine, si trincerano nel nulla internettiano come alternativa alla Playstation, incassano grano da libri e dvd: chissà quanti di loro parleranno di Michelangelo D'Agostino, oggi. Chissà quanti chiederanno conto all'intoccabile terzo potere italiano di un signore di 53 anni che è stato libero di ammazzare un'altra volta dopo averne spazzati via 15. Bella la vita del pirlacchione che manifesta a piazza Navona. E bella la vita dei Michelangelo D'Agostino, una vita al massimo.
Non è lui il problema. È già un camorrista, nell'aprile 1983, e in un conflitto a fuoco coi carabinieri viene beccato: finisce dentro. Non è un problema. Era già un killer, faceva parte della Nuova Camorra Organizzata e nel 1985 si accodò alla messe di pentiti che dal nulla accusarono Enzo Tortora di essere uno di loro, un infame: disse che il giornalista faceva parte del clan di Cutolo e contribuì sensibilmente a farlo condannare in primo grado: «Ho firmato i verbali senza leggerli, speravo in qualche beneficio», dirà anni dopo. Torna in galera, ma nel 1997 ecco la semilibertà. In fondo era uno che aveva semplicemente detto ai magistrati che «uccidere è quasi un gioco, ho cominciato per caso, poi ci ho preso gusto e ho continuato. Prendevo a calci i cadaveri; baciavo la pistola sporca di sangue». In libertà.
Esce e subito due rapine, «spatascia» un'auto contro un semaforo, sequestra una madre col figlioletto in carrozzina; cede alle forze dell'ordine solo dopo essersi preso due proiettili in corpo. Passa un po' di tempo ed eccoti un'altra licenza premio (premio di che?) che lui utilizza immediatamente per rapinare un bar e fottersi 4.000 euro: per quel che sappiamo. Poi, essendo palesemente una persona seria e affidabile, nell'aprile scorso ottiene una bella licenza lavorativa e lascia il carcere Calstelfranco Emilia, vicino a Modena, e se ne va a Pescara improvvisandosi guardiano del parco giochi Villa De Riseis, dove pure dorme e fa lavoretti vari. Era un lavoro regolare? No. Aveva un contratto? No: la cooperativa che gestisce il parco lo lasciava fare al pari dei Servizi sociali cittadini. È passato anche dalla Caritas: «Ma dalla magistratura», ha detto il direttore don Marco Pagnillo al Corriere della Sera, «non ho mai ricevuto nessuna disposizione». Non lo controllava nessuno. E nessuno, invero, aveva ricevuto mai nessuna comunicazione da nessuno. Si sono limitati ad allontanarlo anche dalla Caritas, perché non stava alle regole.
Tra due settimane avrebbe dovuto tornare in carcere, ma probabilmente non ci pensava nemmeno. Ed ecco dunque che lui, un uomo che aveva compiuto oltretutto quindici omicidi in tre mesi, domenica scorsa decide di emanciparsi dalla sua «licenza trattamentale» e, dopo una lite da niente, spara in testa e all'addome di Mario Pagliaro, 64 anni, moglie e figli, trucidato tra le mamme e i bambini. Avevano litigato, sapete. È rimasto libero fino a ieri pomeriggio e ha vagato tranquillo per il nostro Paese, armato. E non una parola: silenzio da un mondo politico e giornalistico tutto concentrato su una banda di cialtroni intenti a spiegare come il problema, tra questo porco assassino e Silvio Berlusconi, sia il secondo. Perché è ancora libero.
Filippo Facci
Un articolo perfetto che condivido al 100%. Mi sarebbe piaciuto scriverlo personalmente.
L'unico nota che posso aggiungere, é sottolienare come chi milita a sinistra viva lontano dalla realtà del paese.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 9/7/2008 alle 22:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa
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