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Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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29 giugno 2008

Le attrici in Iran? Fantasmi dal viso e dal corpo totalmente coperti

 


Questi “fantasmi” irriconoscibili sono attrici, ma non sono così “bardate” per esigenze di copione, lo sono per non offendere la vista dei “sensibili” maschi iraniani.

Non credo che esista a memoria d’uomo un regine più misogino di quello di Ahmadinejad, che, recentemente ha portato sul palcoscenico di un teatro di Teheran questo spettacolo terrificante, le cui attrici “recitano” coperte dalla testa a i piedi, volto compreso, in modo che nemmeno un centimetro di pelle, possa profanare la “moralità” di un paese, dove le adultere vengono lapidate e gli omosessuali impiccati.

Guardate bene queste foto e provate ad immaginare lo stato d’animo in cui vivono le donne iraniane. Un’infernale prigionia che inizia nell’istante in cui aprono gli occhi la mattina.

Tutte le mattine.

Così per ogni giorno dell’anno.

Orpheus


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29 giugno 2008

Braccia rubate all’agricoltura

 (Fotogramma)

Ecco un “campo” dove Di Pietro avrebbe espresso il meglio di sé, dedicandosi alla coltura del grano e affini, invece di martoriare la cultura e le orecchie degli italiani con le sue veementi e sgrammaticate invettive.
Per il resto la prima gallina che canta ha fatto l’uovo, e Di Pietro di uova nel suo cesto ne ha in abbondanza.
Il Torquemada molisano, infatti che dà del magnaccia al Premier, dimostrando una correttezza istituzionale a livello di bettola portuale,è stato un noto frequentatore di garconniére a scrocco (mentre la moglie risiedeva in via Andegari), e dietro alle sottane (da buon maschio latino) corre parecchio anche lui.
Nella garçonnière si sa che c’era un certo giro di “amici e amiche” (commesse della Rinascente, queste cose) e nulla più, mica tutti possono permettersi le aspiranti attrici (sarà per questo che è così invelenito?)
Come se non bastasse il suo commercialista, l'uomo che gli redigeva il 740, il primo febbraio 1996 fu arrestato per un giro di squillo d’alto bordo. Ancora: un poliziotto della scorta personale di Di Pietro, nell'autunno dello stesso anno, fu anch’egli arrestato per un giro di prostitute di bordo meno alto. Questo l’ambiente che frequentava.
E visto che lui è un fervente ammiratore (e applicatore) del metodo travagliesco, le sue amicizie lo bollano come “pappone” o no? Quindi da che pulpito la predica.
C'é un'ultima cosa e ben più seria da considerare nell'anomalia  Di Pietro, ai tempi di tangentopoli, solo la classe dirigente del PCI ne usì indenne (guarda caso), e sembra guarda caso, il principale attore di quella "disgraziata pagina" per la nostra DEMOCRAZIA, (che consegnò un potere spropositato alla magistratura, prerogativa principale dei regimi) é entrato in politica e proprio a sinsitra. Nessuno ravvisa un piccolo conflitto d'interessi in tutto ciò? Ben più scandaloso delle conversazioni private di Berlusconi e Saccà?
Orpheus
 


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28 giugno 2008

L'"Operazione trasparenza" e il sindacato oscuro


I numeri diffusi dal ministero della Funzione Pubblica non svelano nessun segreto di Stato. Distacchi (retribuiti) e permessi sindacali (idem) sono previsti dalla legge e dai contratti collettivi.
Tutti sanno che ci sono.
Di nuovo, da ieri, sappiamo solo quanto l’attività sindacale pesa sulla pubblica amministrazione e sulle tasche dei contribuenti: un milione e 369mila giornate lavorative l’anno, per un costo, non piccolo, di 121,4 milioni di euro.
Come si spiegano, allora, l’imbarazzo (evidente) e l’ostilità (celata a fatica) con cui Cgil, Cisl, Uil e le altre sigle hanno accolto la pubblicazione di queste cifre da parte del ministro Renato Brunetta?
Semplice: si spiegano con l’abitudine pluridecennale dei sindacati di fare tutto all’oscuro dei cittadini. Che poi sarebbero i loro finanziatori, ma siccome si tratta di finanziatori spesso inconsapevoli, meglio che continuino a rimanere tali. Nel torbido si pesca meglio.

I sindacati italiani sono “oscuri” in quasi tutti gli aspetti della loro esistenza. L’articolo 39 della Costituzione stabilisce che l’unica condizione richiesta alle organizzazioni sindacali è «un ordinamento interno a base democratica». Peccato che la democrazia, ovvero la conta dei numeri, sia aliena dalla logica sindacale. Non esiste - anche perché i sindacati non la vogliono - una legge che misuri e regoli il loro potere di rappresentanza. Non è trasparente né democratico nemmeno il modo con cui i sindacati ottengono nuovi iscritti e mantengono quelli che già hanno.
Nel 1995 gli italiani, tramite referendum, con il 56% dei voti abrogarono la norma che obbliga i datori di lavoro a versare ai sindacati, automaticamente, le quote per conto dei lavoratori iscritti. I sindacati dissero che quel voto era un attentato alla democrazia.
In realtà non è cambiato nulla: scomparsa dall’ordinamento giuridico italiano, la norma è stata inserita negli accordi contrattuali di lavoro. Il rinnovo del tesseramento è automatico, cioè va avanti sino a quando il lavoratore non comunica formalmente di voler ritirare la sua iscrizione.
E sfilarsi, specie se sei un dipendente pubblico, non è cosa semplice: se la delega non è revocata entro il 31 ottobre, lo sventurato resta iscritto al sindacato e continua a pagare per l’intero anno seguente.

Poi ci sono le iscrizioni che i sindacati ottengono “aiutando” i pensionati a compilare i moduli per la pensione di vecchiaia: tra le tante firmette da apporre, una - tutt’altro che obbligatoria - delega l’Inps a trattenere ogni mese, dal sudato assegno, le quote da girare al sindacato. Se l’interessato non presenta disdetta, il prelievo va avanti fino al suo passaggio a miglior vita. Anche in questo caso il ritiro della delega non è immediato, ma fa effetto solo dopo tre mesi.

Oscuri nel finanziamento, i sindacati non possono certo diventare limpidi al momento di presentare il rendiconto. Le imprese quotate in Borsa sono obbligate a dare conto di ogni spicciolo che incassano e dell’uso che ne fanno. Ma i sindacati, associazioni i cui azionisti - volenti o nolenti - sono tutti i contribuenti italiani, si guardano bene dal presentare un bilancio trasparente, dallo spiegare le ragioni degli ammanchi che spesso si verificano nelle camere del lavoro territoriali e dal dare conto di quanto arriva da ogni voce di finanziamento, inclusi i cosiddetti “enti collaterali” come i patronati sindacali, i centri di assistenza fiscale, gli enti di formazione, le associazioni dei consumatori e gli enti di cooperazione allo sviluppo internazionale.

Una filosofia, insomma, opposta a quella che Brunetta sta cercando di portare nella pubblica amministrazione, che con i suoi 3,4 milioni di dipendenti è di gran lunga il primo datore di lavoro d’Italia. Dopo gli stipendi dei dirigenti del suo ministero e l’elenco dei consulenti di tutte le amministrazione d’Italia - almeno di quelle che hanno collaborato all’iniziativa del ministro, tra cui non figura, ad esempio, la magistratura - la pubblicazione dei dati relativi a distacchi e permessi sindacali serve proprio a far capire ai cittadini che fine fanno i loro soldi.

Perché il bello, nonostante quel che ne pensa Tommaso Padoa-Schioppa, non consiste nel pagare le tasse, ma nel sapere che lo Stato ha usato i tuoi soldi in modo decente o, in alternativa, nel mandare a casa, a calci nel sedere, chi li ha sprecati. È il principio, molto liberale, del “conoscere per deliberare”. «Operazione trasparenza» la chiama il ministro. Il giorno che il sindacato farà qualcosa di simile ne guadagneranno tutti. Lavoratori e contribuenti per primi.
Fausto Carioti
E' proprio da "moralmente e antropologicamente superiori" fregare gli anziani, carpendogli una firma che li impegna a pagare vita natural durante, senza informarli.
Verrebbe da dire se fossimo "colti" come Di Pietro che é da delinquenti e truffatori.
Orpheus


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28 giugno 2008

La condanna della Ue é una BUFALA: tipico esempio di stampa in "mano" a Berlusconi

 

Questa volta  l'oggetto del sollevamento della stampa nazionale CONTRO il Governo Berlusconi è la presunta condanna della Ue, a causa del provvedimento annunciato da Maroni sulle impronte ai minorenni rom.
E' andata così.
Ieri un funzionario della Commissione europea è sceso in sala stampa, e ha rilasciato la seguente dichiarazione: “: Non facciamo commenti fino a quando non abbiamo un testo e una legislazione”. Poi una dichiarazione di principio: “La Commissione è attaccata ai diritti fondamentali e alla lotta alla discriminazione come ogni altra istituzione europea”. E infine“Non è mai successo» che uno Stato membro volesse prendere le impronte digitali di uno specifico gruppo etnico”, spiegando che per il diritto comunitario questo non è possibile”.
Una dichiarazione che non esprime NESSUNA condanna specifica ma tant’é…
Da questa frase sono scaturiti 369 articoli (e la solita bagarre contro il governo),in cui si afferma che la Ue condanna il provvedimento preventivamente, che lo boccia, che è contraria ecc. Minniti addirittura ci marcia su, dimostrando quanto sia prevenuta l’opposizione (come la stampa) e come non perda occasione per attaccare il governo, STRUMENTALMENTE.

Tutto questo clamore immotivato ha costretto la Commissione europea a precisare, attraverso Michele Cercone, portavoce del commissario alla Giustizia, libertà e sicurezza Jacques Barrot, che “non ha espresso alcun giudizio né commentato in alcun modo l’annuncio di possibili misure fatto dal ministro degli Interni, Roberto Maroni”. Stavolta è una dichiarazione ufficiale: “Non è consuetudine della Commissione europea rilasciare commenti su intenzioni o opinioni dei responsabili politici nazionali. Se e quando l'Italia introdurrà misure concrete la Commissione, nel consueto spirito di collaborazione con gli Stati membri, ne esaminerà la compatibilità con la legislazione comunitaria e con il rispetto dei diritti fondamentali”. Ennesimo incidente chiuso.

Fra l’altro, bastava dare un’occhiata in archivio per scoprire un recente regolamento dell’Unione europea in tema di immigrazione, il 380 del 18 aprile 2008, che rende «obbligatorio a partire dall’età di sei anni» il ricorso agli «identificatori biometrici», proprio per i bambini. Ed entro il 2011 le nuove regole dovranno entrare in vigore in tutti gli Stati.
Ma nessuno delle centinaia di giornalisti “in mano” a Berlusconi se n’è dato la pena, come non si é dato la pena di verificare la notizia. Come “dittatore mediatico” il Cav. non vale veramente una cicca.

Questa sarebbe, quindi, la “dittatura dolce” di Berlusconi attraverso la stampa, che a detta dei soliti vendi- fumo in servizio permanente attivo, (quelli che tuonano in ogni dove), ha instupidito gli italiani fino al punto di votarlo. Meditate gente, meditate...
Orpheus
Update, come supponevo la smentita della Ue  é stata taciuta dalla maggioranza dei media, giusto perchè sono in mano al perfido Cavaliere Nero.


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27 giugno 2008

9000 telefonate intercettate per scoprire l'acqua calda

 
E cosi' si scopre, caspita, che in Rai si fanno le raccomandazioni.
Che il primo che passa, dentro e attorno la politica, da destra a sinistra indifferentemente, alza il telefono e suggerisce programmi, protagonisti, compensi, incarichi interni. Si scopre altresi' che Silvio Berlusconi e' assediato da questuanti molesti-e, e per liberarsene chiede di far sapere che si e' interessato dei loro casi (di cui palesemente non gli frega pressoche' nulla): "Fa' sapere che ho fatto una telefonata, eh?", sottinteso: cosi' per un po' me la levi dalle scatole. Si scopre anche che quel che fa impressione scritto nero su bianco e abilmente isolato nei titoli ("Sta diventando pericolosa"), ascoltato dalla viva voce (gentilmente messa a disposizione dagli uffici giudiziari) e' uno sfogo impaziente contro una rompiscatole. Si scopre insomma l'acqua calda che qualunque persona di intelligenza medio-bassa immaginava da sola, e che puo' portare solo alla conclusione che il mega-baraccone ministeriale della Rai andrebbe chiuso.
Si scopre altresi' che la magistratura napoletana, quando non era impegnata a sequestrare qualche discarica, era occupata a commissionare 9000 (dicasi novemila) intercettazioni telefoniche di privati cittadini, a tappeto, attorno ad un unico obiettivo: Berlusconi, appunto, allora capo dell'opposizione. Il punto di partenza, in verita', non erano le signorine ansiose di comparire in video: si voleva dimostrare che era in corso una grande compravendita di senatori per far cadere il traballante governo Prodi. Non pare che da quel punto di vista le 9000 (novemila) telefonate registrate abbiano contribuito granche' a sostanziare il teorema accusatorio, ma cammin facendo in compenso ci si e' imbattuti in interessanti conversazioni sulle signorine, che c'entravano con l'inchiesta come i cavoli a merenda ma andavano benissimo per la stampa.
Cui sono state gentilmente fornite in due ondate. Perche' gia' alla vigilia del voto il pubblico era stato gratificato dalla prima tranche di intercettazioni, senza grandi conseguenze dal punto di vista del risultato elettorale. Ora, nel momento piu' caldo dello scontro tra politica e giustizia, e proprio mentre si discute di nuove regole sulle intercettazioni e di scudi giudiziari per le alte cariche, arriva la seconda ondata. Tramite l'Espresso, guarda caso, prestigiosa testata settimanale del gruppo di Repubblica, impegnato nella difesa strenua dei magistrati contro "l'ossessione" di Berlusconi contro di loro.

Da Legnostorto
Io ho una domanda e due desideri.
La prima é QUANTO sono costate al contribuente italiano le 9000 intercettazioni.
Il secondo é che tale spreco di denaro pubblico, venga recuperato, decurtando il conto in banca del magistrato colpevole dello spreco.
Il terzo é che sempre lo stesso magistrato, non solo colpevole di aver buttato alle ortiche soldi pubblici, ma anche di aver consegnato le trascrizioni di conversazioni private senza rilevanza penale, a giornali, con l'unico intento di gettare fango sui protagonisti, sia cacciato a calci nel didietro dalla magistratura, perchè indegno di appartenervi.
Ciò accadrebbe se fossimo in una vera democrazia.
Orpheus


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27 giugno 2008

La solita tempesta in un bicchiere d’acqua: Ue, legittimo prendere le impronte ai baby immigrati

 

La proposta di Maroni di prendere le impronte dei piccoli rom destinati all'accattonaggio, ha scatenato la solita litania di “preoccupazioni” e accuse di razzismo, discriminazione e stucchevoli “blablabla” come quello del presidente di Unicef Italia, tal Vincenzo Spadafora, secondo il cui illuminato parere “per rispettare il diritto all’uguaglianza di tutti i bambini, bisognerebbe schedare allo stesso modo tutti i bambini italiani”, come se le strade, le piazze e le stazioni fossero piene di bambini italiani, che invece di essere mandati a scuola dai genitori, sono avviati al furto e all’accattonaggio.
Una simile idiozia viene da chi dovrebbe TUTELARE l’infanzia e non far politica alle sue spalle. Perché il diritto di uguaglianza va rispolverato, non per dare addosso ad una norma a tutela dei piccoli rom, ma per difenderli dagli ABUSI perpetrati nei loro confronti da parenti e amici.
Oppure in nome di un multiculturalismo, dove qualsiasi abiezione è considerata “cultura” dobbiamo accettare lo sconcio di quei poveri bambini vessati in ogni modo?

Detto questo,  che è ovvio anche per il più somaro dei somari, se non ha il paraocchi dell’ideologia, la proposta Maroni non è certo una rivoluzione. Basta prendere la Gazzetta ufficiale europea, 29 aprile 2008, regolamento numero 230, un testo che modifica i termini di rilascio del permesso di soggiorno. Questa norma votata dal consiglio Ue, in vigore dal 19 maggio, prevede che tutti i permessi per extracomunitari che transitano nell’Unione Europea siano corredati dalle impronte digitali (identificatori biometrici). Anche per i bambini. Articolo 1, pagina 3: «Il rilevamento delle impronte digitali è obbligatorio a partire dall’età di sei anni». Si calcolano tre anni di tempo per consentire agli Stati membri di adeguarsi.
D’Altronde la dottoressa Simonetta Matone, ex giudice minorile, ci educe sul fatto che: “Prendere le impronte digitali è una prassi consolidata da sempre negli uffici giudiziari minorili. In tribunale ci sono pacchi alti così di impronte digitali di piccoli rom”.

Ergo dove sta lo scandalo?
Lo scandalo sta solo nel pregiudizio ideologico della sinistra, che alza le barricate a prescindere, anche a costo di nuocere gravemente ai diritti di coloro, di cui si erge disonestamente paladina.
Buffoni e ipocriti fino all’osso. La peggior sinistra europea.
Orpheus


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26 giugno 2008

Prossimamente anche da noi, l'orrore delle spose bambine?

 
Non c'é paese musulmano dove non si pratica un ignobile mercato sulla pelle di bambine di sei, sette, nove anni, vendute dalle famiglie come merce, a "uomini" 30/50 e persino sessanta anni. Uomini si fa per dire, perchè questi individui sono a tutti gli effetti pedofili.
In Libano queste schifezze vengono anche trasmesse in TV, dove il dott. Ahmad Al-Mub’I dai microfoni di LBC TV libanese pochi giorni fa e più precisamente il 19 giugno ha dichiarato che il modello Muhammad è quello che loro i musulmani, badate bene non i pedofili musulmani, ma i musulmani seguono: anziché bambole e giocattoli o scuola alle bambinie di 6 anni fanno il dono immenso del matrimonio, ed a 9 anni si allargano, le riempiono di regali e intanto le STUPRANO. Per chi si ribella sono botte da orbi.
E' già gravissimo che questo obbrobrio sia perpetrato nel più assoluto silenzio dell'Onu e della Ue (sempre molto "distratti", quando si tratta di islam), ma che adesso prenda anche piede nei nostri paesi, E' INACCETTABILE: vogliamo imbarbarirci e tornare indietro di mille anni?
E' quello che stà già succeddendo se una ragazza marocchina di sedici anni è stata costretta a scappare di casa, e a fingere un rapimento, per evitare il matrimonio che la sua famiglia gli aveva combinato con un connazionale ultrasessantenne. Il quale era disposto a pagare i genitori della ragazza affinché gliela dessero in sposa: se non è tratta di minori, dunque, poco ci manca. 
Per un caso che finisce sui giornali grazie al gesto coraggioso di un’adolescente, ce ne sono migliaia che passano sotto silenzio. E che poco alla volta, ma più velocemente di quanto si creda, stanno contribuendo a cambiare il volto del nostro Paese. In molte comunità straniere in Italia i matrimoni combinati sono la norma, non l’eccezione. I "pretendenti" preferiscono le connazionali, perchè non "contaminate" e che verranno tenute sotto chiave.
Quindi addio anche ad ogni speranza d' integrazione, il risultato é che invece di far evolvere loro, finiremo per regredire noi, permettendo "usi" che sono contro la nostra legge e la nostra morale.
Orpheus

26 giugno 2008

Zimbabwe: ancora una volta gli Usa agiscono, Ue ed Onu inerti

 

La notizia di queste ore è che il vicesegretario di Stato americano Jeandayi Frazer (titolare della delega sull’Africa) ha annunciato alla Bbc che gli Usa non riconosceranno il voto in Zimbabwe.

È infatti previsto per venerdì un ballottaggio-farsa, con il candidato dell’opposizione (favorito) che è stato costretto a ritirarsi per le violenze (86 morti, più decine di migliaia di persone cacciate dalle loro case) scatenate contro i suoi sostenitori dal regime di Mugabe.
Dinanzi a questo stato di cose, gli Stati Uniti hanno scelto di dare un segnale forte, inequivocabile, di non accettazione. Ue e Onu invece, si limitano a stucchevoli e inconsistenti richieste di rinvio del ballottaggio, come se il decorrere del tempo potesse in qualche modo cambiare le cose.
È un’ennesima prova di quanto gli Usa siano comunque reattivi sul fronte della “freedom agenda”, mentre Unione Europea e Nazioni Unite, purtroppo, non sembrano capaci di scuotersi da un atteggiamento regolarmente passivo e remissivo rispetto alle tirannie.
C’è da augurarsi che, dopo questa scossa provocata dal Governo Usa, qualcosa cambi, nelle prossime ore.
Se così non fosse, anche gli uomini e le donne di quello sfortunato lembo di terra africana sapranno che Europa e Onu avranno un’altra volta dato una mano a chi li ha oppressi, e si ripropone di farlo per molto tempo ancora.
Da il Velino
Incredibile quanto siano imbelli Onu e Ue davanti alle più infami dittature.

Ho ricevuto da Francesca, una petizione per salvare lo Zimbawe da Mugabe, firmarla costa pochi secondi, e per lo meno serve a far vedere che l’opinione pubblica europea non è sorda e cieca di fronte alle più terribili ingiustizie.
Orpheus



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26 giugno 2008

Grazie alla "solerte" magistratura abbiamo un amnistia perenne


 Ma non ci facciano RIDERE
con la barzellatta della "amnistia occulta", visto che in Italia l'amnistia é perenne e alla luce del sole.
Si liberano
pluriomicidi, mafiosi e ogni genere di farabutti a causa della lentezza e incapacità della magistratura.
Otto anni per scrivere una sentenza e un sicario mafioso torna a spasso.
Fra un mese per decorrenza dei termini, ne usciranno un altro nel po'.
Quanto
all'incostituzionalità: Livio Pepino e Fabio Roia  rappresentanti di una corrente oltranzista della magiustratura, intendono proseguire sulla strada che porta diritto diritto il Csm ad essere una ''Consulta bis'', in palese, grave, aperta violazione della Costituzione stessa che assegna al Csm solo e unicamente compiti organizzativi, amministrativi e disciplinari interni al funzionamento dell'ordine giudiziario. Nulla più.
Questi signori con la  sacra carta della costituzione ci si possono pulire le chiappe, eppure nessuno si scandalizza.
Stà ora a Napolitano, presidente del Csm, stabilire se è tollerabile che quel documento anticostituzionale, che peraltro condiziona il suo comportamento e le sue prerogative, può essere portato al voto dell'assemblea del Csm o deve essere bloccato. A norma di Costituzione, infatti, il giudizio di costituzionalità o meno di una legge può essere espresso solo e unicamente dal presidente della Repubblica e può essere valutato e giudicato solo ed esclusivamente dalla Corte Costituzionale. Da qui il ruolo eversivo di una dichiarazione di costituzionalità espresso da Pepino e Roia a nome del Csm.
Il gioco è nelle mani di Napolitano che -a norma di Costituzione- non può che imporre che quel testo del Csm non venga posto ai voti.
A me sembra che il fine di questo bieco progetto di certi magistrati sia quello arrivare a tutti i costi ad una condanna in primo grado di Berlusconi, pur sapendo che il processo Mills verrà prescritto in appello, il perchè é palese, vogliono costringere il Premier alle dimissioni e quindi provocare una crisi di governo. (Gli é andata bene già una volta ai tempi di Scalfaro, perchè NON riprovarci?). Un disegno di inaudita gravità, al limite dell'eversione.
E non mi si venga a dire che Berlusconi non ha il diritto di difendersi con ogni mezzo, visto la persecuzione di cui é vittima.
 Orpheus



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26 giugno 2008

Le dittature islamiche preparano l’assalto alle libertà occidentali

durban.jpg 

Benvenuti in un mondo dove le critiche all’islam militante potrebbero portarvi davanti a un tribunale, o forse peggio.

La scorsa settimana, Ekmeleddin Ihsanoglu, segretario generale dell’Org. Conferenza Islamica (OIC) - in un incontro a Kuala Lumpur ha avvertito i 57 membri che “biasimare o meramente dissociarsi dagli atti di coloro che perpetrano l’islamofobia” non è più abbastanza. Ha raccomandato ai paesi occidentali l’importanza di limitare la libertà di espressione, e ha richiesto che i media cessino immediatamente di pubblicare “materiale odioso” come le vignette danesi. “È ora che azioni concrete estirpino il problema alla radice, prima che si aggravi ulteriormente”, ha concluso Ihsanoglu.
I paesi islamici avevano già conseguito una vittoria importante su questo fronte lo scorso marzo, ottenendo che il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite emanasse un divieto universale contro la diffamazione pubblica della religione – ovvero dell’islam.

Questi sono solo alcuni esempi della campagna che sempre più si impegna ad utilizzare il potere giudiziario per mettere a tacere coloro che criticano l’islam militante. Nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite per la Revisione degli accordi di Durban, in programma a Ginevra dal 20 al 24 aprile 2009, l’OIC ed i suoi adepti avranno modo di promuovere ancora più radicalmente i loro progetti.
Già il primo incontro di Durban, nel 2001 che si svolse solo pochi giorni prima dell’11 settembre, si trasformò in un festival dell’odio verso gli ebrei, l’America e Israele. Disgustate dalla retorica vile e dalle immagini caricaturali del popolo ebraico degne del nazismo hitleriano, le delegazioni degli Stati Uniti e Israele abbandonarono l’evento.

Le speranze che la conferenza Durban numero due il prossimo anno si riveli un evento più illuminato sono già state cancellate, visto che sono stati alcuni tra i peggiori criminali contro i diritti umani a deciderne il programma. In seguito alle richieste incessanti dell’OIC, la Libia si è assicurata la presidenza della commissione preparatoria, sia l’Iran che il Pakistan parteciperanno a tale commissione e l’Egitto, un altro membro dell’OIC, rappresenterà il gruppo dei 53 Stati africani durante i dibattiti. Dunque anche quest’ultimo forum delle Nazioni Unite tenterà di minare le fondamenta delle società libere invocando lo spettro dell’islamofobia.
Quello che molto probabilmente accadrà durante il nuovo incontro sarà che su tutti gli Stati dell’ONU verranno fatte pressioni per l’approvazione di leggi restrittive della libertà di parola e di azione nell’interesse della lotta all’”islamofobia. Che nel merito, richiesto da Libia, Iran e “soci” di nefandezze, significa qualsiasi forma di critica all’islam, ai mussulmani e alle loro azioni. Ossia non si potrà più criticare il fondamentalismo islamico e la sharia, condannare i terroristi mussulmani e, naturalmente pubblicare vignette satiriche sul profeta Maometto, perché saranno considerati esempi criminali di razzismo.
Nel corso dei più recenti incontri preparatori in aprile e maggio, tutti i membri dell’OIC hanno ribadito che l’islamofobia è una conseguenza della libertà di espressione. In poche parole, l’islamofobia si manifesta attraverso la “diffamazione” della religione, la quale si maschera dietro la libertà di espressione e di opinione”. Quindi inibendo quest’ultima si “rispetta” l’islam e si impedisce il criminale razzismo contro i poveri musulmani.
I difensori dei diritti umani hanno espresso serie preoccupazioni per queste recenti minacce alle libertà civili, ma senza successo.

Il pericolo fondamentale di Durban è che la conferenza inneschi il tentativo di cambiare le leggi internazionali e nazionali. Le linee guida di Durban II non si limiteranno infatti a deformare gli standard internazionali di quanto costituisce ”islamofobia”; l’OIC in realtà mira a riversare il proprio linguaggio negli ordinamenti nazionali di ogni singolo paese.

A questo punto, solo l’Unione Europea può fermare questo processo insidioso. Il Canada ha già annunciato che boicotterà la conferenza, e anche gli Stati Uniti hanno dichiarato che non parteciperanno a Durban numero due se si preannuncia un altro fallimento. Tuttavia solo la minaccia dell’assenza dell’Europa darebbe credibilità alle pressioni occidentali, negando ai partigiani dell’”islamofobia” l’imprimatur che tanto agognano. Il mese prossimo, la Francia inizierà la propria presidenza del Consiglio Europeo. Parigi sarà dunque chiamata a condurre la battaglia per le libertà dell’Occidente, e per una volta l’Iran, la Libia e gli altri Stati autoritari saranno sulla difensiva. Speriamo che il Presidente francese Nicolas Sarkozy sia consapevole della posta in gioco.
QUI l’articolo per intero
Riassunto da l 'Occidentale
Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano quelli dell'OIC, della
cristianofobia, per altro espressa anche nel corano, che non raccomanda certo una tranquilla convivenza a fianco dei cristiani.
Orpheus


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24 giugno 2008

Tremonti attacca le Coop e l'Europa gli dà ragione

 

La scorsa settimana il commissario per la concorrenza Neelie Kroes, ha richiesto alcuni chiarimenti al governo Italiano in merito alle agevolazioni fiscali di cui beneficiano le cooperative.
A Bruxelles temono che alcune misure siano una forma di favoritismo nei confronti delle Coop, soprattutto di quelle che operano nella distribuzione, a scapito degli altri soggetti che non vantano la stessa modalità organizzativa.
In particolare, suscitano perplessità tre tipi di elementi.
Il primo è la deducibilità dal reddito imponibile degli utili accantonati ad apposite riserve indivisibili.
Il secondo è la deducibilità dei ristorni dal reddito imponibile delle coop.
Il terzo è  lo “sconto fiscale”sugli interessi passivi corrisposti dalle coop ai soci per depositi a breve termine (i c.d. “prestiti sociali”). 

Caso vuole che, mentre al Ministero dell’Economia i tecnici siano intenti a ricalibrare il carico fiscale degli Italiani, questa richiesta della UE sia un bel assist. Infatti tra le misure varate dal Ministro nella sua manovra per incrementare il fondo in favore degli Italiani meno abbienti c’è una stretta alle coop

In che modo? E’ previsto l’aumento dal 12,5% al 20% del prelievo fiscale sugli interessi che le cooperative versano ai soci.
Richiedere il 5% degli utili netti delle coop a mutualità prevalente che hanno un prestito sociale di almeno 50 milioni.
Infine elevare dal 30% al 55% la quota imponibile dell’utile per le coop di consumo
. L’adozione di quest’ultima misura risponderebbe quantomeno all’osservazione UE secondo cui la deduzione dal reddito degli accantonamenti a utili indivisibile comporta una forma di aiuto di Stato inammissibile. 
Di fatto, poi, sono passati un po’ in secondo piano altri aspetti pur rilevanti. Ovvero che molte coop si muovono agevolmente sui mercati finanziari: solo due estati fa la Unipol di Consorte tentava – invano - di scalare BNL. Doveroso – ora come allora – chiedersi fino a che punto è lecito che soggetti giuridici a vocazione mutualistica possano speculare in operazioni finanziarie e (non essendo contendibili) possano lanciare offerte su società quotate. Alcune Coop della grande distribuzione sono tradizionalmente legate a apparati politici di sinistra, e, di qui, ad alcune amministrazioni locali permeate da uomini pci/PDS/DS/PD.

Con molta facilità si diventa funzionari di partito, poi amministratori di coop e sindaci.
Ci si chieda quindi se un permesso edile in qualsiasi città della Romagna sia concesso alle stesse condizioni a una coop o a un qualsiasi altro operatore della GDO. O, peggio ancora, se i piani regolatori non vengano tagliati sulle misure dei centri commerciali in mano alle cooperative. Tutte queste osservazioni  - e molte altre - sono contenute nello splendido “Falce e Carrello” di Bernardo Caprotti. Il patron di Esselunga rileva  ad esempio  che con soli 132 esercizi e la metà dei punti vendita, Esselunga ha fatturato il 47% in più rispetto ai concorrenti coop.  
L’efficienza del modello cooperativo e la sua adeguatezza rispetto al tempo presente vanno ripensate a fondo. E i presupposti per questa riflessione, alla luce delle osservazioni UE e della sacrosanta stretta fiscale operata da Tremonti, sono solidi.
Da l'Occidentale


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24 giugno 2008

Gli italiani fra i più "euroscontenti"

 
Se si facesse un referendum in Italia, il risultato sarebbe ancor più clamoroso di quello dell'Irlanda, ormai solo il 39% degli italiani ritiene un vantaggio essere membri dell'Unione Europea, portando il Belpaese agli ultimi posti tra tutti e 27 gli stati membri quanto a euroentusiasmo. Questo almeno stando a un sondaggio realizzato da Eurobarometro e diffuso oggi. Il sondaggio, che ha riguardato 30.170 persone in tutti e 27 gli stati membri, è stato realizzato tra il 25 marzo e il 4 maggio 2008.
Più negativi di noi solo l'Austria (36%), l'Ungheria (32%), la Gran Bretagna (30%) e la Lettonia (29%).
Le cose peggiorano ulteriormente se si chiede specificamente se l'appartenenza dell'Italia abbia portato vantaggi. Qui la percentuale dei sì scende al 37%.
Al contrario gli scandinavi sono decisamente più positivi: il 50% degli svedesi e ben il 77% dei danesi risponde positivamente, piu' positivi anche i francese (49%) e i tedeschi (55%).
Questo per quanto possa valere un sondaggio.
Anche se personalmente, ho notato un forte calo,  di gradimento rispetto a qualche anno fa, dovuto, secondo me, ad un allargamento troppo veloce e troppo vasto, che ha portato seri problemi dovuti all'immigrazione.
Sono in molti a non aver gradito la "calata" dei rom, in generale e l'arrivo di molti crimunali,in particolare. 
Orpheus


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24 giugno 2008

La Ue revoca le sanzioni a Cuba e Castro arresta sei dissidenti...

 

C’è la fratellanza musulmana, che ad ogni latitudine vigila a che l’Islam non venga “offeso” e poi c’è la "fratellanza comunista", che ad ogni latitudine para il culo ai regimi comunisti.
Poteva quindi “Bambi” Zapatero non essere entusiasta della decisione della Ue, di revocare le sanzioni diplomatiche europee a Cuba? No, che non poteva, infatti, plaude tutto contento a “l'indipendenza e l'autonomia in politica estera, della Ue di fronte agli Stati Uniti” . Ovvio gli USA sono una democrazia, mica una dittatura comunista.
Certo Raul Castro ha varato "importanti" riforme “liberali”, direi vitali per i cubani: libertà di acquisto di elettrodomestici che la gente non ha i soldi per comprare;
libertà di computer in casa mentre aumentano le misure di interdizione su Internet, alla cinese;
apertura a un mercato immobiliare che in effetti già esiste, grazie a un uso creativo del concetto di permuta. Della serie "Marie Antoinette e le brioche ai parigini senza pane". Con l'unica differenza che il popolo cubano non ha nemmeno la possibilità di allestire ghigliottine e liberarsi dei suoi oppressori.
A "Bambi", poco importa della rabbia dell'opposizione che ravvede in questo provvedimento "salvo onorabili eccezioni, una politica ipocrita della Ue, esclusivamente interessata ai suoi interessi economici e non a che Cuba entri nel circolo delle nazioni democratiche del mondo”. E che prospetta "cose orribili per l'opposizione" perchè "È un incoraggiamento ai settori più duri del governo", come spiega l’economista Óscar Espinosa Chepe, arrestato in quella repressione del 2003 che provocò le sanzioni europee (55 dei 75 condannati nel 2003 sono ANCORA in carcere, ma forse Bambi non lo sa).
Come ringraziamento il dittatore cubano ha in primis criticato la Ue manifestando tutto il suo “disprezzo” per la “screditata maniera” e l’”ipocrisia” con cui l’Ue ha agito. E in secondo luogo, fatto estremamente più grave, ha fatto arrestare altri sei dissidenti, delle cui sorti non si hanno ancora notizie.
Ma che importa a Bambi, essenziale é essere indipendenti, in politica estera, dagli "sporchi" yankes, affetti da quel brutto “vizio” che si chiama DEMOCRAZIA...

Orpheus




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23 giugno 2008

Giordania: si punta al mandato di arresto internazionale contro Geert Wilders e 11 autori danesi


Ecco perchè odiamo sempre più il giornalismo di regime: nascondono o sottostimano notizie anche gravi.

E grave sicuramente è quella proveniente dalla Giordania, dove un gruppo di professionisti dell'informazione e privati cittadini ha deciso di organizzarsi contro il politico olandese Geert Wilders e alcuni vignettisti ed editori danesi.

Scopo del gruppo, autonominatosi "Il messaggero di Allah ci ha uniti", è di colpire Wilders, per il suo film
Fitna, e i danesi per la recente riproposizione delle vignette del 2005.
A questo scopo, il gruppo sta tentando di far chiedere un mandato di arresto internazionale da parte delle autorità giordane, magari con l'aiuto di altre nazioni, pronte ad arrestare i soggetti in questione e deportarli in Giordania (il tutto è possibile essendo dal 2006 attiva, nel Paese mediorientale, una legge che permette di colpire chiunque, anche all'estero, causi danno, anche via internet, ai cittadini giordani. Compreso il danno "morale").
Se le autorità giordane accetteranno l'iniziativa, in particolare sarà difficile per Wilders la sua carriera politica. Inutile dire che, a causa dell'incapacità delle autorità europee, a rischio ci sono le libertà europee, ossia le vere radici di questo continente, ossia la ragione per cui esiste una Europa che si possa dir tale rispetto ad altre aree culturali.
Da Euro-Holocaust
C'é poco da commentare, noi gli spalanchiamo porte e portoni, gli assicuriamo la libertà di religione e quant'altro, loro ci ricambiano attentando sistematicamente alla nostra libertà d'espressione, perseguitando i cristiani e insultando la nostra relgione.
Siamo masochisti.
Orpheus

23 giugno 2008

Chi di spada ferisce: Sud America contro Ue, "criminalizza gli immigrati"

sfondo con bandiera UE e omini di bandiere su fronte


Non più tardi di un mese fa la Ue si era scagliata contro il governo italiano, accusandolo di portare avanti una politica "razzista e xenofoba".
Pochi giorni  fa gli stessi parlamentari europei che si stracciavano le vesti per la politica "xenofoba" dell'Italia hanno votato una legge che porta a 18 mesi la detenzione degli immigrati clandestini, prima del processo e dell'espulsione.
Quindi adesso tocca a loro acchiapparsi gli epiteti di "razzisti e xenofobi" , il bello che a gridare alla barbarie e ai "metodi brutali" sono personcine a modo e così dedite al rispetto dei diritti umani, del calibro di Fidel Castro e Ugo Chavez (al peggio non c'è mai fine, come all'ipocrisia di certi politicanti).

Quando si dice la legge del contrappasso...
Orpheus


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23 giugno 2008

Napolitano ha bacchettato Csm e Mancino


Checché ne dicano i felpati resoconti dei principali quotidiani, mai, dai tempi degli scontri di Cossiga presidente col Csm, era successo che un presidente della Repubblica infliggesse una tale e pubblica umiliazione ad un vicepresidente del Csm.
Già, perché il comunicato che dichiarava che nessun documento di censura al governo era in preparazione al Csm (contrariamente a quanto affermato da tutta la stampa nazionale, non smentita), non è stato dettato alle agenzie, dopo quella tempestosa telefonata, da Nicola Mancino stesso, ma dal Quirinale nella forma di una nota ufficiosa. Una vera e propria bacchettata sulle dita di Mancino, a sottolineare il fatto che Giorgio Napolitano aveva imposto la rimozione pura e semplice di quel documento istituzionalmente eversivo, che invece il vice presidente del Csm, per due giorni, aveva avvallato.

Il primo lancio di agenzia che ne parla è dell’Ansa ed è delle 16.31 di giovedì 19 giugno, i titoli dei giornali che danno notizia della dichiarazione di incostituzionalità dell’emendamento “cancella processi” del governo, a firma dei consiglieri “togati” Fabio Roia e Livio Pepino, sono di sabato 21 giugno. Per due giorni, dunque, Nicola Mancino ha approvato esplicitamente - ne ha parlato anche indirettamente in una intervista a Repubblica - la volontà di larga parte del Csm di arrivare ad uno scontro istituzionale al calor bianco tra l’organo di autogoverno della magistratura e il governo. Scontro in cui, peraltro, il Csm si arrogava - e Mancino era pienamente concorde - il ruolo, il diritto e il compito di stabilire se una legge fosse o meno costituzionale, non più solo “terza Camera”, quindi, ma anche “Corte Costituzionale bis”.

Giorgio Napolitano ha atteso a lungo che Mancino correggesse il tiro, poi, verificato che il suo vice non ne aveva alcuna intenzione e che se ne era addirittura andato a passare il weekend ad Avellino, gli ha fatto una telefonata da levargli la pelle e ha siglato l’evidente sua irritazione con quel comunicato in cui ha fatto dire a Mancino proprio le cose che Mancino non aveva avuto nessuna intenzione di dire.

Chapeau a Napolitano, dunque. Facili profeti, avevamo auspicato che il presidente della Repubblica - memore della infausta stagione di Mani Pulite che tra il 1992 e il 1994 gli aveva - tra l’altro - sterminato anche la sua componente “migliorista” del Pds - intervenisse con forza per impedire nuove invasioni di campo della magistratura nella politica. Napolitano ha fatto esattamente questo: ha esercitato con vigore le sue prerogative di presidente del Csm e - esattamente come fece nel marzo del 1990 Cossiga con un duro messaggio a Cesare Mirabelli, vicepresidente del Csm - ha bloccato una manovra extraistituzionale e pericolosissima della magistratura associata che si arrogava il ruolo di “potere dello Stato”.

La partita, naturalmente, è ancora aperta, ma il fatto che il governo sappia di poter contare sulla piena correttezza istituzionale del capo dello Stato, e soprattutto il fatto che il Csm di Mancino e i magistrati oltranzisti sappiano che è finito il lungo intervallo di subalternità nei loro confronti iniziato con Scalfaro e poi proseguito con Ciampi, è di straordinaria rilevanza.
Carlo Panella-Legnostorto
Devo dire che in questo frangente Napolitano si sta comportando da Presidente di tutti gli italiani. Speriamo che continui.
Orpheus




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23 giugno 2008

Blog sotto tiro: dalla Ue e da una sentenza di condanna per "stampa clandestina"


 Il mondo dei blog dà fastidio a molti, editoria tradizionale in primis, quindi attira "attenzioni" non propriamente gradite.
In primis una mozione della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, che che impegna la Commissione Europea e gli stati membri a regolamentare i contenuti generati dagli utenti utilizzati dai media tradizionali e i media personali, in particolare i blog.
La mozione ritiene l'uso commerciale delle produzioni non professionali una violazione della concorrenza a danno dei professionisti dei media. Per risolvere questo problema propone una soluzione:introdurre una tariffa  (una tassa?) da associare al contenuto non professionale con valore commerciale, insieme ad un codice etico e a condizioni d'uso per l'utilizzo in prodotti editoriali tradizionali.
Un bavaglio in piena regola, che il blogger dovrebbe avere la gentilezza di indossare con le proprie mani, tramite una sorta di registro volontario al quale iscriversi dichiarando pubblicamente gli interessi professionali e finanziari che lo riguardano.
Per saperne di più di questa mozione leggere QUI e per valutarne appieno le possibili conseguenze leggere QUI e QUI
Ancor più inquietante la seguente notizia, perchè riguarda tutti e da subito, in Italia, un blog é stato condannato per stampa clandestina. 
Un fatto inedito.
Per la prima volta un blog subisce una sentenza di questo genere perché la sua pubblicazione, il blog appunto, non segue i canoni e i ritmi della stampa tradizionale. Una sentenza che fa discutere perché con un colpo solo associa legge sulla stampa e blog. La decisione dei magistrati, che non sembra proprio avere precedenti neppure in Europa, allarma gli osservatori.
QUI si può firmare una petizione per protestare contro una simile sentenza OSCURANTISTA degna di paesi come Cuba e la CINA.
Firmate e diffondete, ne va della nostra libertà.
Notizia del sito Lisistrata
Orpheus


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22 giugno 2008

Ah ah ah:La "blocca-processi" esiste già da 10 anni


Caro Direttore, con riferimento all'articolo apparso in prima pagina sul suo giornale, dal titolo «Passa la norma blocca processi», forse è opportuno segnalarle che una disposizione analoga è da tempo vigente nel nostro ordinamento giuridico.
Con il decreto legislativo del 19 febbraio 1998 n. 51 è stato introdotto uno smilzo articoletto (art. 227) il quale testualmente dispone: «Al fine di assicurare la rapida definizione dei processi pendenti alla data di efficacia del presente decreto, nella trattazione dei procedimenti e nella formazione dei ruoli di udienza, anche indipendentemente dalla data del commesso reato o da quella delle iscrizioni del procedimento, si tiene conto della gravità e della concreta offensività del reato, del pregiudizio che può derivare dal ritardo per la formazione della prova e per l'accertamento dei fatti, nonché dell'interesse della persona offesa.
Gli uffici comunicano tempestivamente al consiglio superiore della magistratura i criteri di priorità ai quali si atterranno per la trattazione del procedimento e per la fissazione delle udienze
».

Con tale disposizione è stata consentita la trattazione di quei procedimenti che il magistrato, a suo discrezionale apprezzamento, ritiene «gravi o dotati di concreta offensività». Per gli altri il destino è assicurato: saranno stipati in un oscuro sottoscala all'interno di un ufficio giudiziario, in attesa dell'arrivo liberatorio della prescrizione. È stata cosi introdotta una illegittima archiviazione, mascherata con buona pace del declamato principio della obbligatorietà dell'azione penale.

Il predetto decreto legislativo porta le firme di Prodi, presidente del Consiglio dei Ministri, Flick, ministro di Giustizia, Scalfaro, presidente della Repubblica. È singolare, perciò, che nell'intervista rilasciata al suo giornale, il presidente Scalfaro non abbia fatto alcun riferimento alla disposizione suddetta. Preme sottolineare che in un Paese di democrazia liberale spetta al Parlamento individuare quali fatti assumono rilevanza penale e, quindi, quali reati debbano essere perseguiti. Appare, perciò, quantomeno eccentrico che i criteri di priorità imposti dalla disposizione summenzionata debbano essere portati all'attenzione del Csm e non del Parlamento.
Antonio Albano
ex Procuratore Generale Onorario presso la Corte di Cassazione
Da Legnostorto
Come la mettiamo in questo caso con ""obbligatorietà dell'azione penale" e "uguaglianza di tutti davati alla legge", che in questi giorni sono il mantra della sinistra?
E con Scalfaro così labile di memoria da non ricordare ciò che ha firmato?
E con quei magistrati che gridano al lupo e manco conoscono la materia visto che blaterano di anticostituzionalità, ma se non é anticostituzionale il decreto legislativo del 19 febbraio 1998 n. 51 , non si capisce proprio perché lo debba essere l'attuale norma "blocca-processi".
La solita fuffa antiberlusconiana, portata avanti da 15 anni dalla solita magistratura schierata con l'appoggio dei giornali schierati. Tanto fumo e poco arrosto.
Che palle.
Orpheus


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22 giugno 2008

La Cina non solo e vicina, ma ci alita sul collo: Il “Lingotto” chiede scusa per lo spot con Richard Gere

 L'attore Richard Gere nello spot della nuova Lancia Delta

Ieri la Fiat ha diffuso un comunicato di scuse per la pubblicità della Lancia Delta, che ha come testimonial Richard Gere e che ha provocato l’irritazione di Pechino.
Il perché è presto detto:lo spot è una sorta di “poesia” politica che parla di valori umani condivisi. Diretto da Harald Zwart, lo spot mostra Richard Gere che guida da Hollywood… (ahi noi) fino al Tibet per lasciare l'impronta delle mani, come ha fatto nella celebre “Walk of Fame”, anche nelle immacolate nevi tibetane.
Gere percorre una strada che lascia alle spalle le luci di Los Angeles e che lo porta, attraverso un viaggio spirituale, a Lhasa, la capitale del Tibet. Arriva alla guida della sua Delta in un villaggio dove un gruppo di piccoli monaci tibetani lo accoglie. Insieme ad uno di questi piccoli monaci, posa le mani sulla neve, lasciando le impronte vicine, a mostrare una comunione di sentimenti, preannunciata dallo scambio di un sorriso complice.
Tanto è bastato per provocare le critiche cinesi e il conseguente comunicato con il quale, il Lingotto si è affrettato a sottolineare, che le scelte di Gere e del tema “non hanno mai avuto nulla che fare con ragioni politiche o con l’intenzione della Fiat d’interferire con il sistema politico interno di nessun paese, tanto meno nei confronti della Repubblica popolare cinese”.Nel caso in cui la pubblicità della Lancia Delta possa aver dato origine a fraintendimenti circa una consolidata posizione di neutralità dell'azienda, si legge ancora nella nota, il Gruppo Fiat intende presentare le proprie scuse al Governo della Repubblica Popolare Cinese e al popolo cinese.
Siamo arrivati a questo punto, a scusarci per una pubblicità.
Orpheus


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22 giugno 2008

"L'Italia fa bene a tenere a freno i suoi giudici politicizzati, lo dice il FT e non Libero...


Ma guarda un po’ arriva persino In Inghilterra la “longa manus” del perfido Cav. che ha costretto l’illustre Financial Timesa schierarsi per lui, nel recente durissimo scontro con la magistratura politicizzata.

In un editoriale intitolato "L'Italia fa bene a tenere a freno i suoi giudici politicizzati ", il quotidiano britannico sottolinea la necessità di introdurre una legge sull'immunità (come é già, per esempio, nell'ordinamento di Spagna, Francia, Germania e dell'Unione Europea) che "non da' ai funzionari eletti mano libera, ma serve a proteggere il diritto dell'elettorato di essere governato da persone che hanno scelto democraticamente".
Gli stessi identici concetti che ha espresso Berlusconi e per i quali c’è stata l’alzata di scudi dell’Anm, con tanto di rimostranze a Napolitano e coro allargato di proteste scandalizzate del centro-sinistra. Come se avesse chiesto dichoarato chissà quale nefandezza.
Eppure è basilare, quanto peculiare di una democrazia compiuta, che la magistratura sia super-partes e soprattutto non intervenga a modificare il responso elettorale.
Tra l'altro, secondo l'editorialista Christopher Caldwell, la domanda da porsi é "se le accuse contro Berlusconi nascono da una disinteressata richiesta di giustizia o dal desiderio una certa parte dell'elite italiana di rovesciare una scelta popolare che non le piace".
La risposta è presto detta, o la magistratura italiana è piena di incompetenti che in 15 anni non hanno SAPUTO inchiodare alle proprie responsabilità un “malvivente”, colluso con la mafia e dedito a pericolosi intrallazzi, OPPURE visto la sequela di ASSOLUZIONI, quella di Berlusconi è una persecuzione giudiziaria con l’unico scopo, di bandirlo dal mondo politico. Il che può essere accettato solo nei regimi dittatoriali.

In Italia i giudici godono di un livello di potere UNICO, un potere malsano per la democrazia, come dice il FT, e questo potere lo usano per intervenire sulla scena politica, delegittimando la scelta popolare, solo a Cuba e dintorni la giustizia viene usata per eliminare gli avversari.
Siamo a questo punto?
Orpheus


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