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Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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30 aprile 2008

PD-Partito Delatori: in rete i redditi di tutti gli italiani

 fora11.jpg
Da questa mattina il sito internet dell'agenzia delle entrate (
www.agenziaentrate.gov.it) ha pubblicato tutte le dichiarazioni dei redditi del 2005 di tutti i contribuenti italiani. Personaggi più o meno famosi, ma anche più semplicemente il capo ufficio, il collega, il vicino di casa. Tutto pubblico, tutto free. Con tanti saluti e buona pace della privacy.
L’idea non poteva che essere partorita dalla mente prolifica di Vincenzo Visco, che la giustifica affermando che "E' un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c’è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano".
Dimentica il buon Visco che però in tutto il mondo non c’è camorra, mafia, sacra corona e n’drangheta, che fino a pochi anni fa avevano avviato una lucrosa attività di rapimenti e poi magari hanno anche un corpo di polizia meglio preparato ed equipaggiato per contrastare il crimine, ma i nostri carabinieri, non il RIS di Parma, mi riferisco a certe realtà di molte cittadine meridionali e non...
Inoltre vorrei sapere qual’è il grande vantaggio, che procura un simile provvedimento, al popolo italiano. Mi sfugge.
Mi sembra solo un’inutile violazione della privacy, messa in atto senza nemmeno consultare il garanteL’iniziativa dell’agenzia delle entrate non è mai stata sottoposta all’attenzione del Garante della privacy.
Il collegio è convocato per il pomeriggio di oggi per esaminare la questione" comunica l'ufficio del medesimo (a loro tutto é permesso, l'avesse fatto il cdx, avremmo avuto battaglioni d'indignati per l'attentato alla democrazia). 
L’Adoc, (associazione per la difesa e orientamento consumatori) consultato da migliaia di cittadini, ha emesso una nota asserendo che considera l’iniziativa "una palese violazione della legge sulla privacy e un pericolo per l’aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte di informazione per i criminali.
Il provvedimento "era già pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi" dichiara Visco. Diciamo che più delle polemiche ha avuto paura di una ripercussione negativa alle urne (adesso lo può fare, la batosta l’hanno già presa).
 Detto questo il primo ad arrabbiarsi, perchè gli hanno scoperto gli altarini é stato Grillo, ma pare che i grillini non abbiano gradito,  che forse abbiano capito chi é il loro mentore? ...
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 30/4/2008 alle 15:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

29 aprile 2008

Hamas e non Israele è responsabile per la strage a Gaza

 

La notizia della morte di una madre e dei suoi bambini a Gaza, completa di filmati che danno la misura della tragicità dei fatti, da ieri mattina sta facendo giustamente il giro del mondo, ma non viene riportata in maniera completa. Infatti anche diversi terroristi della Jihad Islamica hanno perso la vita nell’esplosione, e questo non è un particolare di poco conto. Anche se colpiti e addolorati, abbiamo il dovere di capire come e perché tutto ciò è potuto accadere, approfondendo sia la dinamica dei fatti di ieri, sia di quelli dei giorni scorsi che, anche essendo correlati, non hanno purtroppo avuto il giusto rilievo. Sderot il 26 ed il 27 Aprile è stata colpita da una pioggia di Qassam, quattro razzi due giorni fa e otto ieri, che hanno causato dei feriti e danni alle abitazioni. Anche il cimitero è stato colpito e nell’esplosione diverse tombe sono state seriamente danneggiate e lapidi divelte. Il ministro della Difesa israeliano, sotto la spinta degli esasperati abitanti della cittadina del Neghev, aveva avvertito che se i lanci di ordigni verso Israele non fossero stati immediatamente sospesi ci sarebbe stata risposta militare al fine di neutralizzare i gruppi terroristi responsabili; c’erano dunque tutti i presupposti per nuovi conflitti a fuoco che puntualmente si sono verificati.
Ieri mattina il lancio di Qassam è ripreso ed anche una scuola ed un’abitazione privata sono state colpite e seriamente danneggiate. Alcuni militari israeliani, nella zona di Beit Hanun, hanno individuato dei terroristi della Jihad Islamica pronti a lanciare una salva di sei razzi verso il territorio israeliano ed hanno ingaggiato un conflitto a fuoco con i componenti del gruppo terroristico al fine di impedire loro di portare a termine la missione. Il portavoce dell’esercito ha spiegato che durante lo scontro a fuoco i terroristi hanno trovato rifugio all’interno di un edificio e da lì hanno continuato a sparare dalle finestre delle abitazioni. A quel punto è stata centrata una delle finestre dalla quale i Jihadisti sparavano contro i militari israeliani. L’esplosione ha investito tutto il piano del palazzo colpendo, purtroppo, anche le vittime civili. È inutile dire quanto sia doloroso che i bambini paghino così cara la stoltezza dei grandi, ma il punto è e rimane sempre quello: non si possono evitare danni ai civili se usati come scudi umani. I terroristi sapevano benissimo che il loro rifugiarsi all’interno di un palazzo abitato da famiglie avrebbe messo in pericolo anche chi con loro non aveva nulla a che fare.
Sapevano benissimo che qualche civile sarebbe potuto rimanere ucciso, ma lo hanno fatto lo stesso, e questo solo per poter poi usare la carta della propaganda a spese di poveri innocenti. Se vogliamo davvero rendere giustizia a chi ha perso la vita in questa come in altre situazioni, dove la popolazione ha pagato la viltà del terrorismo islamico che la strumentalizza fino al massimo sacrificio, dobbiamo dire ciò che pensiamo a chi crede che bombardando civili da una parte e usandone altri come scudi umani dall’altra si possa presto arrivare ad una vittoria militare, e cioè che non ci facciamo più incantare dalla loro propaganda. Dobbiamo dire a Hamas e a chi riporta notizie monche o modificate ad uso e consumo di chi vuole addossare sempre la colpa ad Israele, di smetterla con il gioco delle tre carte che ha come unico fine la confusione totale perché ormai è chiaro, a chi vuole capire, di chi è la responsabilità delle sofferenze della popolazione palestinese ed israeliana.
LìOpinione.it
Quando ho sentito la notizia della tragica morte dei bambini e della loro madre morti, ho subito pensato che la colpa era di Hamas, che usa i civili come scudi umani.
Ma chi si limita a leggere Repubblica o il CdS, se la prende con Israele, e fa il gioco di Hamas, che vedendo i risultati continua ad usare ignobilmente i civili come scudi umani. Un serpente che si morde la coda, che solo la corretta informazione e l'isolamento di Hamas, può interrompere. Quanti civili devono ancora pagare con la vita, prima che l'Europa, si renda conto chi sono i veri carnefici del popolo palestinese?
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 29/4/2008 alle 22:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

29 aprile 2008

Iniziano le purghe cinesi contro la “cricca” del Dalai Lama

 
Diciassette persone della “cricca” del “pericoloso terrorista e separatista” Dalai Lama, come viene raffigurato dai media cinesi, sono state condannate da tre anni all’ergastolo, per le proteste di marzo nella capitale Lhasa.
Tra i condannati all’ergastolo anche il monaco Basang, accusato di avere guidato una decina di persone, tra cui 5 altri monaci (per loro condanne tra 15 e 20 anni) nella devastazione di uffici pubblici e negozi e nell’aggressione di un poliziotto.
La Cina non ha indicato quanti altri “pericolosi monaci terroristi” armati di rosario e del loro incredibile coraggio, siano in attesa di processo, gli esuli del Paese parlano di centinaia di detenuti.
Il tutto in un Tibet ancora blindato ai giornalisti e ai visitatori esteri, e dove è in corso una “campagna educativa”, che chiede ai monaci una formale abiura contro il Dalai Lama e l’accettazione del Panchen Lama “scelto” dal regime cinese (quello indicato secondo la tradizione dal Dalai Lama è “scomparso” dal 1995).
Pechino non ancora soddisfatta dal pugno di ferro usato in piazza, contro centinaia di monaci indifesi, inizia la persecuzione nei “tribunali” a porte chiuse, con prove inesistenti e con confessioni (se ci sono) estorte con la tortura.
Se la comunità internazionale non si sveglierà prima che la situazione degeneri, le vittime della “giustizia” cinese saranno centinaia di migliaia e poche sopravvivranno ai trattamenti disumani dei “campi di rieducazione” comunisti.
Come è già successo in Cambogia, dove i khmer rossi hanno trucidato 1.700.000 persone (circa, la cifra esatta non è conosciuta) accusate di “sabotaggio”, fra cui vietnamiti, cristiani cambogiani, musulmani e monaci buddisti. Ma nessun cinese, visto che la Cina aveva rapporti diplomatici con i Khmer.
L’opinione pubblica, dal canto suo deve tenere i riflettori accesi sulla vicenda tibetana, altrimenti la Cina calerà la sua mannaia sul Tibet e sarà un terribile bagno di sangue, che macchierà anche le nostre linde coscienze.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 29/4/2008 alle 18:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa

29 aprile 2008

Salta fuori il tesoretto e finisce nelle tasche dei soliti statali

 
Salta fuori “il tesoretto” giusto in tempo per finire, in parte, nelle tasche di 80.000 dipendenti statali.
Non in quelle, come strombazzavano in campagna elettorale di pensionati e indigenti, accusando il perfido Berlusconi di non voler dare il suo beneplacito, no, in quelle di dipendenti e dirigenti del ministero dell’Economia, Ragioneria di Stato, Entrate, Dogane, Territorio e Monopoli di Stato. Ma anche dei membri del Gabinetto del ministero di via XX Settembre e dei quadri della Scuola superiore dell’Economia e delle Finanze.
Ognuno di loro incasserà in media un assegno di 5mila euro, quasi il doppio dello scorso anno.
Il decreto porta la firma di Padoa-Schioppa ed è del 21 aprile scorso, figlio di una legge del 1997. Che per un “caso del destino” reca la firma di Romano Prodi. Si tratta dell’articolo 12 del decreto legge 79, "disposizioni per il potenziamento dell’amministrazione finanziaria e delle attività di contrasto dell’evasione fiscale". Undici anni fa, dunque, la legge voluta da Prodi stabilì che il 2% delle somme riscosse all’Erario grazie agli accertamenti fiscali dovevano finire in un Fondo per premiare i dipendenti dell’allora ministero delle Finanze. Aggiungo per dovere di cronaca che nel 2003 il governo Berlusconi aggiunse al Fondo le risorse provenienti dalla vendita di immobili, dai tagli alla spesa pubblica e dalla riduzione degli interessi sul debito.

E così, si spartiscono una bella torta, circa 400 milioni di euro.
Ma c’è un ma. Dalla spartizione sono rimasti fuori gli agenti della Guardia di Finanza. Il perché lo spiega il generale Domenico Minervini che nei giorni scorsi ha anche annunciato di essere pronto a presentare un ricorso al Tar contro il provvedimento del ministro dell’economia: “Noi abbiamo pieno titolo ad avere un premio per la lotta all’evasione fiscale. Perché veniamo esclusi? Perché questa legge dice che per le modalità di redistribuzione si fa riferimento alla contrattazione di secondo livello. Noi che siamo militari, e quindi senza sindacati, tecnicamente veniamo esclusi. Ma è un alibi”. Minervini annuncia battaglia e lancia un appello al prossimo governo. “È paradossale escluderci, siamo stufi. Abbiamo anche chiesto che le risorse vengano assegnate al nostro Fondo che si occupa di caduti in servizio e orfani. C’e qualcosa che non quadra se il premio va all’impiegato della Scuola superiore dell’Economia e delle Finanze e non al nostro maresciallo di Milano che fa i controlli fiscali nelle grandi aziende”.
A dire il vero che io trovo che ci sia qualcosa che non quadra nell’intera vicenda, non capisco perché si debba venire premiati, per aver fatto semplicemente il proprio lavoro. Non prendono già uno stipendio tutti?Inoltre se il paese è in difficoltà, se le famiglie hanno problemi ad arrivare a fine mese, se i pensionati fanno la fame, dov’è il senso di premiare chi percepisce già congrui stipendi? Mah…
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 29/4/2008 alle 15:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

29 aprile 2008

Chi era il "vecchio"?...

 

All’indomani del secondo “tsunami” elettorale che ha investito il centro-sinistra, qualche modesta considerazione va fatta, insieme ad una domanda che i leader del Pd devono porsi.
Chi gli italiani vedono come “il vecchio” e chi come “il nuovo”? O meglio chi è in effetti il vecchio e chi il nuovo?
Una domandina dietro alla quale, ci sono i perché della disfatta del csx.
Francesco Rutelli al primo turno, aveva 5 punti di vantaggio (47,5% contro 40,7%) ha perso con quasi otto punti di svantaggio (53,65% a 46,35%).
Inoltre molti elettori di sinistra, hanno votato per Nicola Zingaretti (neo presidente Pd della Provincia di Roma) e per Gianni Alemanno.
Che cosa è successo nei giorni precedenti il ballottaggio che ha portato “all’esecuzione capitale” del povero cicciobello?
In parte è intervenuta l’onda lunga della grande vittoria del PdL alle politiche, ma non è determinante, al fine di giustificare una perdita così clamorosa.
La débaclè a cui abbiamo assistito è figlia dello “schemino classico” a cui sono sempre ricorsi i compagni per vincere l’elezioni: gridare all’allarme democrazia e contemporaneamente denigrare l’avversario. Da un lato D’Alema paventava la “marea nera” in procinto di sommergere Roma, dall’altro Rutelli, con la complicità della Bindi insinuava che dietro all’ennesimo stupro a carico di un rom ci fosse la “regia” di Alemanno. Una vigliaccata che gli è costata la poltrona da sindaco.

Ma una vigliaccata stupida, perché negando l’evidenza dei fatti, ha reso evidente a caratteri CUBITALI, che la sinistra sottostima (per dirlo in modo eufemistico) il problema della sicurezza, lo considera un falso problema generato da sentimenti razzisti e xenofobi.

Un simile atteggiamento rivolto a tutti quei romani che ormai vivono nel degrado e nella paura, venendo pure insultati, è stato suicida. Come suicida è stata la proposta di offrire un braccialetto anti-stupro ad una città assediata dai “nuovi barbari” che chiede unicamente che gli venga restituita, insieme all’ordine, alla pulizia, alla sicurezza. La storia del braccialetto è parsa ai romani (e non solo) una solenne presa per i fondelli. Come l’antifascismo militante di D’Alema.
Argomenti inadeguati alla situazione e/o ammuffiti di 60 anni.
Roma non è solo i totti e le ferilli, i fuksas e i valentino parlato (che giura di sentire il “puzzo” di Gianni Alemanno), che potendo permettersi fior di guardie del corpo, possono fare anche gli altruisti in servizio permanente attivo, il grande cuore di Roma, è popolano, è gente che vive nell’angoscia di ciò che può succedere ad una figlia che prende il metro, ad un marito che va in bicicletta al parco.
In questi giorni Rutelli e soci, invece di dare RISPOSTE serie ai problemi concreti dei cittadini, hanno “bleffato” propinandogli la solita “sbobba” comunista per mancanza d’idee e per arroganza, convinti, loro stessi in prima persona, di avere un elettorato di “coglioni” … Che, purtroppo per loro, si è accorto della presa in giro, eccome che se se n’è accorto.
Orpheus


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28 aprile 2008

Bufera sulla missione Unifil in Libano

 libano07.jpg

Israele accusa Claudio Graziano, il comandante della missione Unifil in Libano, di aver nascosto deliberatamente informazioni sul rafforzamento militare della milizia sciita di Hezbollah nel Libano, a sud del fiume Litani. Secondo il quotidiano Hareetz, che riporta autorevoli fonti del governo di Gerusalemme, negli ultimi sei mesi sarebbero avvenuti diversi momenti di tensione tra i caschi blu e i miliziani sciiti, dei quali il Consiglio di Sicurezza dell’Onu non è mai stato messo al corrente.
Il dubbio che l’operazione Leonte, dove i soldati internazionali sono chiamati ad agire come semplice “cuscinetto” tra i contendenti, stia insabbiando le attività di Hezbollah cova da tempo tra gli alti comandi dell’esercito israeliano ma è esploso nel corso di una riunione a porte chiuse dopo l’episodio, rivelato di recente, che ha visto la notte tra il 30 e il 31 marzo militari italiani scoprire un carico di armi e tornare alla base sotto le minacce di un gruppo di miliziani. Graziano, secondo gli alti gradi dell’esercito ebraico, “continua a presentare mezze verità nel timore di eventuali conflitti con Hezbollah” .
Quello che secondo Israele il comandante italiano sta mettendo in atto è un’interpretazione quantomeno indulgente del suo mandato ma il cui risultato è quello di svuotare il contenuto della risoluzione 1701 (leggi qui). Secondo una fonte diplomatica delle Nazioni Unite contattata da Hareetz, anche l’incidente di marzo era destinato ad essere cancellato dal rapporto dell’Onu sotto pressioni del segretariato generale del Palazzo di Vetro e di ufficiali in alto grado di Unifil. Uno dei problemi più dibattuti della missione in Libano sono le cosiddette regole di ingaggio, in base alle quali i soldati possono sì usare le armi per disarmare i contendenti ma solo se attaccati.
Da Panorama
La missione Leonte é nata viziata dalle posizioni "equivicine" ad Hezbollah dell'ex ministro degli esteri, ovvio che Israele lamenti certi comportamenti poco cristallini dei nostri soldati in Libano. C'é da sperare che Franco Frattini, nei prossimi atti che farà, in qualità di ministro, dia un senso a questa missione (che costa una barca di quattrini ai contribuenti) che non sia quello di reggere bordone alle attività illegali di Hezbollah. Secca pagare le tasse per permettere il riarmo dei terroristi islamici.
Orpheus


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28 aprile 2008

Lupomanno corre da solo e stravince

 
Al Piacione non sono servite le alleanze con rifondaroli e dipietrini.
Non é servito l'endorsement di attori, attricette e calciatori.
Non sono servite le promesse dell’ultima ora.
Né le calunnie tese a diffamare ignobilmente il candidato del centro-destra.
Non è servito il capello brizzolato e l’occhio ceruleo, unico punto di forza del Piacione.
Ha perso e in modo eclatante, sei punti di differenza. Una débacle. Come per il Pd, come la per la sinistra arcobaleno, perché la sinistra italiana è asfittica, è antiquata, è incapace di dare risposte, si dibatte nelle sue beghe interne, sempre sul filo della lama delle sue contraddizioni, dei suoi “ma anche”. La gente vuole chiarezza, vuole concretezza, non è più il tempo dei venditori di fumo.
A Rutelli, la mazzata finale, gliel’ha data la SA, con cui insensatamente era alleato. Nell’intervista appena rilasciata ha parlato di 100.000 elettori del cxs che si sono astenuti (A dimostrazione che non c’è un clima di anti-politica, ma di anti-sinista).
Può avere credibilità uno che si allea con chi candida rom nelle liste e con chi oKKupa case altrui per professione? No.
La SA ha candidato una rom, che trovava naturale, in caso di problemi economici, di far chiedere l’elemosina ai bambini a suon di botte.
Può essere preso sul serio, quando parla di sicurezza? No.
Davanti a sé la sinistra italiana ha solo una strada, avviare un vero processo di rinnovamento e non di maquillage elettorale, che ha portato al PD. Staccarsi ovunque dal peso morto della SA, che non porta voti, ma porta a fondo. Alemanno avrebbe vinto ugualmente, ma non con tanto vantaggio, se anche il Piacione avesse avuto un po’ più di fegato.
Orpheus


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28 aprile 2008

Al-Zawahiri toccato nell’onore

 

Se non fosse che la tragedia delle Twin Towers è costata la vita a più di 2.000 persone, morte in modo orrendo, le leggende e le contro-leggende fiorite intorno al terribile attentato, farebbero sorridere, se non ridere.
Al Qaeda infatti è dovuta scendere in campo a difendere la paternità dell'attacco dell'11 settembre 2001, punta nell’onore dalle tesi complottistiche che non credono alla versione ufficiale e imputano la responsabilità dell’accaduto a Cia e Mossad il cui fine era fornire al presidente Bush (manovrato dalle solite “lobby pluto-giudaico-massoniche”) l'opportunità di colonizzare il Medioriente per motivi petroliferi e/o geopolitici.
In stile “Giù le mani dal più noto e sanguinoso attentato terrorista della storia”, il movimento jihadista di Bin Laden si é ribellato a cotanto ingiurioso tentativo di scippargli il “merito”.
Per al-Zawahiri, il principale responsabile della diffusione delle menzogne cospirative è il regime islamico iraniano, e a sua volta, ha elaborato una contro-teoria del complotto, una sorta di complotto del complotto: “Il proposito di questa bugia è chiaro - dichiara Zawahiri -: Suggerire che fra i sunniti non ci sono eroi capaci di colpire l'America come nessun altro ha fatto nella storia”.
L’Iran avrà tante colpe, ma il primo libro uscito con le vergognose tesi negazioniste, è stato “L'incredibile menzogna di Thierry Meyssan, pochissimo tempo dopo l’attentato. Quel che al-Zawahiri forse ignora è che in Europa si grida al complotto americano per riflesso condizionato perché l'antiamericanismo ideologico europeo è forte tanto quanto quello islamico.
Ma i complottisti cosa dicono di al-Zawahiri?
Come difendono le loro tesi anche di fronte a confessioni così plateali come quelle di Al Qaeda?
Il più famoso in Italia, Maurizio Blondet, semplicemente mette in dubbio la veridicità del messaggio di Al Qaeda, avvalendosi di un’ altra tesi complottistica…stia ben attento però, se gli Usa perdonano, al-Zawahiri, colpito nell’onore potrebbe aversene a male.
Orpheus




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28 aprile 2008

Tutti gli uomini del Piacione: incompetenti e strapagati

 
Dai rilievi di irregolarità all'annullamento di atti e decreti, fino alle vere e proprie sentenze di condanna definitiva. È tutt'altro che immacolato il curriculum che, da amministratore della cosa pubblica, il candidato al Campidoglio Francesco Rutelli presenta agli elettori della capitale.
Antichi scheletri nell'armadio, risalenti al periodo in cui ha già fatto il sindaco di Roma, ma anche nuove magagne, che arrivano fresche dall'incarico, svolto nell'ultimo esecutivo Prodi, di ministro dei Beni culturali.
Tanto per cominciare c'è una doppia sentenza di condanna della Corte dei Conti, prima nel 2000 poi nel 2002, che è diventata definitiva perché confermata dalla Cassazione nel gennaio del 2006 (atto n. 1379).
Ri-Ciccio, come lo chiamano a Roma i suoi avversari, risulta condannato per aver utilizzato più di tre miliardi e trecento milioni delle vecchie lire in attribuzioni di consulenze a persone che non avevano i titoli richiesti. I magistrati contestarono all'ex leader della Margherita di aver largheggiato nei contratti concessi a collaboratori di fiducia tra il 1994 e il 1996, quando ancora la legge Bassanini (del 1997) non aveva concesso a sindaci, presidenti di Provincia e di Regione la possibilità di costituire «staff» esterni. La norma, (per caso una legge "ad-sindacum" del primo Governo Prodi? ndO) poi approvata non bastò a salvare Rutelli. A settembre 2000 il sindaco del Giubileo finì condannato a restituire 251 milioni di lire per i contratti a termine affidati a sette consulenti.
Sprechi certificati dalla magistratura contabile. Anche perché le vecchie abitudini sembrano essere ben radicate nello stile di Rutelli. Tanto che non più di un mese fa è stato di nuovo censurato dalla magistratura contabile. Sono state rigettate le 35 nomine, operative dal 1° gennaio 2008, ai vertici delle soprintendenze per i Beni culturali. Si tratta di 9 direttori centrali, 17 direttori regionali, 6 direttori generali di staff e 3 direttori generali per il servizio di controllo interno. (il Piacione perde il pelo ma non il vizio di sprecare i soldi pubblici ndO)
Il tutto ha scatenato il caos nell'intero comparto della tutela del patrimonio archeologico e paesaggistico del Belpaese, perché nel frattempo i nuovi manager di Rutelli, avevano firmato diversi provvedimenti che ora risultano irregolari. Come ha spiegato il segretario generale della Uil, Gianfranco Cerasoli, «si è creato il panico perché tutti gli atti firmati dai dirigenti dovrebbero essere allo stesso modo annullati, sia che abbiano determinato impegni di spesa, sia che abbiano prodotto effetti giuridici nei confronti di terzi». I rilievi della corte dei Conti sono di due tipi: uno di procedura, l'altro di sostanza, che riguarda la mancanza di motivazione nelle scelte operate rispetto alle richieste operate dai singoli direttori generali. Sempre da ministro, e ormai a ridosso del periodo elettorale, a esecutivo ormai sfiduciato, ha nominato altri 216 dirigenti di seconda fascia. Un piccolo esercito tra soprintendenti speciali, archivisti, bibliotecari ma anche dirigenti speciali ai Poli museali e all'archeologia di Roma, Venezia, Napoli.
Da Libero
E bravo il nostro Piacione, lui si che sa come farsi benvolere....
Orpheus




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26 aprile 2008

Grillo, l'evoluzione (?) della sinistra

 
Avessero la coda e vivessero sugli alberi, gli antifascisti di professione, quelli che conosciamo da sempre, oggi sarebbero nella lista delle specie in via d’estinzione, ben prima dell’orango del Borneo e del lemure marrone. Chi pensa che la mazzata gliel’abbiano data Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini il 13 aprile, sbaglia. La colpa (o il merito, a seconda dei punti di vista) è di Beppe Grillo, e la data da segnare è quella del 25 aprile 2008. Ieri, per la prima volta nel dopoguerra, la sinistra che festeggia l’anniversario della Liberazione si è scoperta minoranza in piazza. E' apparsa una nuova creatura, che le ha rubato l’habitat e si candida a soppiantarla.
È un’evoluzione della sinistra che nacque con la resistenza, e ne rivendica la discendenza: «Siamo noi i nuovi partigiani», ha sparato Grillo dal palco di Torino ai cinquantamila e passa che lo ascoltavano. Ma si tratta delle stesse attenzioni che l’uomo di Cro-Magnon concesse al suo predecessore nehanderthaliano prima di fracassargli la testa. Il comico genovese la sinistra “ufficiale” l’ha uccisa ieri in piazza, sparando simbolicamente sul personaggio che incarna la Costituzione e l’Italia figlia della resistenza e del Pci: «Il presidente della Repubblica, Morfeo Napolitano, dorme. Dovrebbe essere il presidente degli italiani, non dei partiti. I partiti non ci sono più».
Il punto è che il dna di Grillo e del suo popolo ha pochissimo in comune con quello della sinistra nata il 25 aprile del 1945. Quella portava i contadini e gli operai ai seggi; lui invita gli italiani a non votare. Quelli promettevano di prendere il potere indottrinando il popolo, ma nel dubbio tenevano fucili e mitragliatrici nascosti sottoterra; Grillo il massimo che riesce a ottenere dai suoi è gridare in coro «vaffanculo» appena lui lancia l’ordine. Quelli conquistavano una ad una le «casematte del potere», arruolando intellettuali e giornalisti a frotte; Grillo, assai più modestamente, i giornalisti si limita a chiamarli «topi di fogna».
La sinistra tradizionale ha capito bene che Grillo è uno dei suoi peggiori nemici. Lo è persino più di Berlusconi, visto che - a differenza del Cavaliere - il comico genovese riesce a fare presa sul suo elettorato. Non a caso, da giorni, i commenti più allarmati per la nuova iniziativa di Grillo vengono dai giornali e degli esponenti di sinistra. Il commento di Giorgio Merlo, deputato del Pd, sintetizza bene l'umore dell'ambiente: «C'è semplicemente da rabbrividire al pensiero che il comico Beppe Grillo e i suoi supporter siano gli eredi della lotta partigiana».
Fausto Carioti-L'Occidentale
Mi piacerebbe sapere come i cervelloni di sinistra definiscono i seguaci di Grillo....
Orpheus


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26 aprile 2008

Visco ha già nostalgia della poltrona

 

A leggersi i titoli di Unità e Sole 24 Ore di giovedì c’è realmente da sganasciarsi dalle risate.
L’Unità: “Vince la destra e riprende il vizio dell’evasione”.
Il Sole: “Visco: ‘L’evasione è già in ripresa”.
Non è tutto: i due articoli che trattano della presentazione del Libro Bianco sull’IRPEF riportano abbondanti citazioni da Vincenzo Visco in persona che rasentano la fantascienza.
Come – commentando le entrate - “I primi tre mesi sono andati benissimo ma il quarto ho l’impressione che non andrà tanto bene, sarà meno brillante. Ci sono segnali di ripresa di mancata emissione di scontrini e ricevute già dall’inizio della crisi di Governo ma accelerati negli ultimi due mesi”.
Il Visco indovino, anche questa ci toccava. Manco è finito il mese di aprile, e lui già a predire impennate nell’evasione, professionisti che si tuffano voluttuosi nelle braccia della dea Evasione, cassieri stitici che durano fatica a farti lo scontrino, e chi più ne ha più ne metta.
Mentre sul “tesoretto”, il feticcio di cui si è fatto forte per tutti questi mesi, chiarisce prudentemente che bisogna aspettare i dati a consuntivo delle dichiarazioni…
Forse quelli di Visco sono solo gli ultimi spasmi di una fallimentare ideologia al potere. Secondo la quale a evadere è il popolo della partita IVA, mentre i dipendenti sono immacolati nella loro integrità fiscale.
Dimenticando che commercianti, ristoratori, professionisti – il famigerato popolo della partita IVA, per l’appunto - già da anni sono “catastalizzati” da studi di settore e infinite altre gabole che fanno loro maledire di avere partita IVA e stare in proprio. Mentre i dipendenti, Visco se lo è scordato, sono nelle condizioni perfette per affiancare un secondo lavoro rigorosamente in nero a quello in chiaro e, loro sì, evadere in santa pace.
Quel che è certo è che fino all’ultimo Visco ha voluto lasciare un pessimo ricordo di sé. Lo sanno bene quei contribuenti che queste ore stanno affannosamente districandosi in mezzo a pile di fatture per compilare i benedetti moduli dell’elenco clienti-fornitori.
Cioé l’ennesimo orpello che Visco ha tirato fuori dal proprio armamentario medievale pur di poterne “incrociare” i dati con quelli di dichiarazione e – ma siamo certi che già non bastasse? - comunicazione annuale dati IVA.
E che dire poi del Libro Bianco sull’IRPEF, al cui happening romano il nostro si è dilungato in previsioni sul futuro?
 Il team di Visco ha iniziato a lavorarci la primavera dell’anno scorso, verosimilmente con l’intento di scrivere una summa del Visco-pensiero, come per solito sono i Libri Bianchi.
Ma, come illustra Mattia Sinigaglia sulla prima pagina di Libero Mercato di giovedì (“Libro Bianco IRPEF, l’epitaffio di Visco”) adesso quel mattone di 436 pagine suonano più come un epitaffio funebre alla Spoon River.
Da L'Occidentale
Che forza il governo Berlusconi!
Ancora non ci sono i nomi dei ministri, ma già si macchia di ogni nefandezza...d'altronde solo disonesti, ignoranti  e idioti imboniti hanno potuto preferire il Cav. al sommo Walter, al sopraffino D'Alema, allo strabiliante Visco, che addirittura possiede l'arte della divinazione...peccato che tutti questi signori sono stati al governo fino a quando il medesimo non si é autodistrutto, e l'Italia tutta da nord a sud ha festeggiato. Si sa, i geni sono incompresi, l'informazione é in mano al Berlusca, non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio...
E io che, in preda all'entusiasmo, ho parlato di una sinistra di stampo europeo, moderna e liberale, chissà che avevo bevuto quella sera.
Questi sono sempre gli stessi tromboni antiquati, dediti alla mistificazione, che hanno cambiato solo il look esteriore, sotto la patina di buonismo e pseudo-modernità sono sempre i soliti vecchi comunisti livorosi dediti all'esercizio del potere per il loro unico e personale interesse.
Orpheus


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26 aprile 2008

Il compagno Veltroni strizza l'occhio ai rifondaroli

 

E’ inutile i comunisti rimangono tali sempre, l’aggettivo democratico che aggiungono in coda al nome del partito con cui si presentano agli elettori, è solo la fatidica “carota” legata ad un bastone.
Loro sono incapaci di democrazia, perché il comunismo è l’antitesi della democrazia.
E Veltroni sotto quell’aria bonaria, è rimasto un comunista. Non si potrebbe spiegare altrimenti l’attacco rivolto a Silvio Berlusconi: “ Il gesto di Silvio Berlusconi è uno sfregio nei confronti dei democratici, un insulto a una gloriosa pagina di storia”. Il leader del Pd ci va giù duro: “Questa è una grande festa della libertà e il Cavaliere ha voluto celebrarla ricevendo coloro che stavano dalla parte di chi la libertà la toglieva. È un segnale politico che marca una distanza molto profonda con lo stato d’animo degli italiani”.
Sono passati 63 anni, e ho qualche serio dubbio che “lo stato d’animo degli italiani” possa essere turbato dalla presenza di Ciarrapico.
Quando hanno fatto vincere (con 9 punti di distacco dal Pd), il Popolo della Libertà, sapevano benissimo chi fosse Ciarrapico, e quale fosse stata la sua ideologia, CdS, Repubblica e TG l’hanno sbandierato a destra e manca.
E se l’hanno votato ugualmente vuol dire che dell’antifascismo militonto “nu-ie-ne’-po’-frega-de-meno”.
Ma Veltroni e tutta la sinistra “democratica” vivono su Marte E’ per questo che hanno straperso l’elezioni e che continueranno a straperderle.
Inoltre, alla grande “Festa della libertà” come la chiama lui, sventolano quasi unicamente bandiere ROSSE, che tutto sono, tranne che la testimonianza di libertà e democrazia, per parafrasare un altro comunista “democratico”, grondano sangue. Comincino i compagni a rendere il 25 aprile una festa italiana di libertà, facendo SPARIRE il simbolo dell’oppressione “falce e martello” che ha provocato dittature, genocidi, terrore, fame ovunque sia stato issato.
Qusta é la loro festa perchè un vero democratico ha repulsione a marciare accanto ad una bandiera rossa.
Il Cavaliere si è limitato a ricevere “coloro che stavano dalla parte di chi toglieva la libertà 60 anni fa” , il compagno Veltroni è stato culo e camicia rossa con chi la libertà l’ha tolta fino a 20 anni fa, e ha militato in un partito che fino a 20 anni fa prendeva soldi da un REGIME, che li TOGLIEVA al popolo, affamandolo e vessandolo.
Che questa gente salga sul pulpito per dare lezioni di democrazia è veramente improponibile, e il compagno Veltroni, dismesso l’abito elettorale, ha indossato quello di antiquata  fattura della mistificazione comunista.
Meno male che gli italiani hanno saputo guardare al di là delle apparenze e stì' reperti paleolitici li hanno spediti in soffitta.
Orpheus


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24 aprile 2008

Giustizia vergognosa: assoluti Casarini e Caruso


Casarini, Caruso e compagni di scorribande con passamontagna e spranghe festeggiano l'assoluzione per i fatti di Genova con l'edificante proposito di continuare a "organizzarsi per sovvertire e cospirare felicemente" a partire da oggi nei loro territori fino al G8 della Maddalena del 2009, quando si ritroveranno a cospirare senza i Fiordalisi ed i loro teoremi repressivi tra le scatole".
Ossia quando devasteranno e saccheggeranno tranquillamente, visto che dei 225 anni  richiesti dai PM per "saccheggio e devastazione" , non sconteranno nemmeno un giorno. 
Felicemente é proprio l'aggettivo adatto perchè in Italia chi é sotto l'ala dei compagni non paga per i propri crimini.
Un tempo erano i "compagni che sbagliano" adesso "So'ragazzi", "una nuova generazione politica da non criminalizzare" e pazienza se violano impunemente la legge. Ai compagni é permesso farlo. 
Prepariamoci a tempi bui, questi teppisti non faranno passare "impunita" l'esclusione della sinistra radicale dal parlamento, scenderanno nelle piazze e saranno dolori. Perchè sanno che tanto la faranno franca, qualsiasi distruzione mettano in atto.
Fermarli serve a poco, se non si cambiano le leggi, che permettono tanta elasticità ad i magistrati, e la sentenza di assoluzione dei vandali di Genova, ne é la prova lampante.
Ormai in Italia la giustizia é stata ridotta ad un mero teatrino, che ha come unico risultato quello di costare al cittadino italiano, fior di quattrini, ma che NON NE TUTELA assolutamente i diritti. Perché tutela quelli di chi delinque. Caino se la sta ridendo.
Orpheus


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24 aprile 2008

Decalogo anti-riCicciobello


Dieci motivi per non votare Cicciobello, dieci motivi per dire di “no” al veltroniano “modello Roma”.
Dieci come il numero di maglia di Francesco Totti, uno che ha votato Veltroni (sbandierandolo ai quattro venti) e che ci tiene a precisare che voterà Rutelli, magari perché ci sono certi terreni molto interessanti della Roma calcio da poco diventati edificabili. Ma anche dieci come i “Dieci Comandamenti”. E non perché vogliamo essere blasfemi ma semplicemente perché la Curia Romana vede di buon occhio il buon Rutelli. Una concorrenza un po’ sleale nei confronti del povero Alemanno ed allora siamo costretti a contrapporci fornendo il nostro umile decalogo “anti-Ciccio”. Anzi, come dicono a Libero, “anti-riCiccio”.
Dieci consigli, anche se con certe piante infestanti, sarebbe meglio un bel diserbante.
Uno
Se voti Rutelli, per cosa voti? Chi lo sa.
Se voti Alemanno, sai che voti una persona di destra, della destra sociale sia chiaro, ma pur sempre di destra. Uno di An, non uno di Forza Italia. E se voti il signor Palombelli? Come fai a sapere cosa stai votando, se la persona in questione è stato Radicale, Verde, Diellino e Democratico (nel senso di partito); con queste premesse e queste crisi di identità è capace che sale al Campidoglio è diventa leninista. Oppure pensa di essere Giulio Cesare. O peggio ancora Nerone. Insomma, in un periodo in cui da più parti si auspica “la certezza della pena”, noi chiediamo “la certezza del sindaco”. Chi è Rutelli?
Due
Un motivo per non votare Cicciobello è il modo in cui la scelta è caduta su di lui. Voleva fortemente fare il sindaco? Era la persona più indicata a farlo? Lo voleva la gente? E’ stato candidato per intercessione divina? No, semplicemente non sapevano dove metterlo. Siccome al loft non c’era nemmeno uno sgabuzzino per lui (anche perché il loft per definizione è formato da un unico ambiente, tutto ad appannaggio di Walter “TecnoCasa” Veltroni“), hanno deciso di mandarlo al Campidoglio. In pensione. Solo che adesso, per la legge dantesca del contrappasso, Veltroni che lo aveva spedito alle comunali di Roma per liberarsi di lui, è costretto a scendere in strada per fargli la campagna elettorale. Se Rutelli perde, infatti, Walter se lo ritrova tra le scatole. E soprattutto tramonta definitivamente il mito del veltronismo.
Tre
A proposito di ”veltronismo“: Roma fa schifo. E non stiamo parlando di sicurezza, non ce ne è bisogno. Roma fa schifo perché la mondezza è ammassata a Malagrotta e a breve o la mandano in Germania o la Capitale fa la fine di Napoli. Così come alcuni campi Rom sono stati sgombrati qualche giorno prima delle elezioni e i zingari sparpagliati in provincia. Con Veltroni, di cui Rutelli si presenta come erede, che abbaglia con le luci della ribalta il buio delle periferie. ”Tutto chiacchiere e distintivo“, citando il Robert De Niro degli ”Intoccabili“.
Quattro
Intoccabili? Si, quelli della cricca di Veltroni. Quelli dei circoli (come scritto ieri in un divertente articolo del Corriere della Sera), quelli ”che contano“ e che votano Rutelli, ma forse Alemanno. Quelli che in questi sette anni hanno fatto il bello e cattivo tempo e sperano di continuare a farlo. Soprattutto quelli che hanno benedetto il nuovo piano regolatore, fiore all’occhiello della gestione Veltroni. I Toti, i Caltagirone, i Bonifaci. Ma anche i Malagò e i Mondello. Pacatamente, e serenamente, ma andate a lavorare.
Cinque
Non votate Rutelli, perché le minestre riscaldate non sono buone. Cicciobello ha fatto già il sindaco per due volte. Dicono che lo ha fatto bene, ma il punto è un altro. Anche due che hanno vissuto un grande amore, se si lasciano e poi si rimettono insieme, dopo non sarà più come prima.
Sei
Rutelli, come Prodi, ha imbarcato con se la Sinistra Radicale. Anzi, ha fatto di meglio: si è preso pure Baldi, ex consigliere comunale di Forza Italia. Facile prevedere un’altra armata Brancaleone. Al contrario, Alemanno ha tenuto botta, ha resistito alle tentazioni, è va al ballottaggio senza La Destra di Storace.
Sette
Non votare Rutelli perché nell’ultimo periodo si è occupato di Beni Culturali, ovvero i maggiori responsabili della paralisi di Roma. Devi costruire la metropolitana e spunta un vaso antico? Arrivano i Beni Culturali e bloccano tutto. Stai facendo una strada e scopri interrata una tomba romana? Vedi sopra. Stai facendo un parcheggio? Eccoli che ti dicono che lì una volta Attilio Regolo ha fatto colazione e tutto si blocca. Ora il punto è questo. Non bisogna distruggere le rovine, ma una volta trovate, per favore tiratele fuori. Non si può continuare a bloccare le opere pubbliche senza godere dei siti archeologici responsabili del blocco. Se un vaso antico deve rimanere sotto terra, tanto vale che fare un’autostrada.
Otto
Non votare Rutelli significa pure rispedire il pacco al mittente. Ovvero al loft. Ed allora ci sarà da divertirsi, con tanti galli a cantare e poche poltrone su cui covare le proprie uova. Anzi, se Cicciobello non va in Campidoglio, la sensazione che anche le ultime uova intatte del paniere di Veltroni andranno in frantumi.
Nove
Non se la prenda, ma forse lui, Rutelli, e tutto il Pd fortunatissimi non sono. Francesco Totti si schiera al suo fianco e dopo una settimana si rompe i legamenti del ginocchio. Ma soprattutto, quella povera ragazza proprio otto giorni prima del ballottaggio dovevano stuprarla? E proprio un romeno doveva essere il colpevole? Insomma, non saremo scaramantici come i napoletani, ma un occhio all’oroscopo lo diamo anche noi romani.
Dieci
Da vicepremier di Prodi, Rutelli si è distinto per il suo silenzio tombale. Questa roba dovrebbe essere considerata un pregio, visto che può anche essere interpretata come un modo per prendere le distanze da quella fallimentare esperienza di governo. Ma di questo passo, di silenzio in silenzio, il giudizio su Cicciobello sarà sempre più unanime: Rutelli? Bell’uomo. E poi, abituati ai continui interventi in stile castrista di Veltroni, il silenzio rutelliano potrebbe farci sentire un po’ troppo soli.
Da Opinione.it
Io ne fornisco uno solo per votare Alemanno, é il NUOVO, perchè   corre da solo, come "Uonder Uoltér", e soprattutto con lui almeno si può sperare...ma Rutelli é il vecchio e per giunta già stravisto.
Orpheus


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24 aprile 2008

Genocidio Armeno: una tragedia che non ha parole

 
Oggi cade il 93° anniversario del genocido armeno. La tragedia di un popolo, massacrato dai turchi perchè cristiano.
Un genocidio di cui ben poco si parla e quindi la comunità armena di Roma ha promosso
la campagna di sensibilizzazione “Una tragedia che non ha parole” con la pubblicazione di un manifesto in memoria delle vittime del Metz Yeghern.
 

La terribile immagine qui sopra, che mostra povere donne crocefisse, é la prova inequivocabile della barbiere dei turchi, che nulla aveva a che vedere con l'ipotetica scusa avanzata, di difesa del territorio.
Fu un odio ideologico e razzista a provocare milioni di morti, quanti, con esattezza non é dato di sapere.
Furono
massacrati con una crudeltà inaudita, uomini, donne e bambini, eppure ancor oggi, la Turchia nega il genocidio, e l'anniversario di questa immane tragedia del popolo armeno,  passa nel più assoluto silenzio.
Fonte foto e notizia  Lisistrata
Orpheus


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24 aprile 2008

Gli islamici puntano all'8 per mille con l'aiuto dell'instancabile Giuliano Amato

 


Fallita la Consulta Islamica a causa della tenace volontà dell’Ucoii a non voler firmare la Carta dei valori, il ministro Amato
ci riprova con una Federazione unitaria a cui hanno aderito esponenti dell’islam moderato italiano.
Obiettivi:
-darsi delle regole (rifiuto della poligamia, riconoscimento della laicità dello Stato. Uguaglianza tra uomo e donna. Corsi di italiano e di diritto per gli imam. Bilanci trasparenti per le moschee)
-unire la variegata galassia dei musulmani italiani,
-siglare un patto con lo Stato italiano e infine accedere all'otto per mille.
Firmatari, sette esponenti della Consulta (Yahya Pallavicini, vicepresidente della Coreis, Mario Scialoja della Lega musulmana mondiale, Soaud Sbai, Gulshan Antivalle, Mohamed Saady, Ejaz Ahmad e Younis Tawfik), con il coinvolgimento di Abdullah Redouane della Grande moschea di Roma e dell'Unione musulmani in Italia di Abdelaziz Khounati, che raccoglie circa 25 moschee nel Nord Italia.
L’Ucoii sembrerebbe esserne rimasto fuori.
Ho usato il condizionale perché pur di mettere le mani sull’8 per mille l’Ucoii é disposta a firmare quella Carta dei Valori che ha sempre boicottato. Il portavoce Issediz Elzir chiede di "non isolare nessuno" e ricorda che le adesioni all'Ucoii "sono sempre in aumento e ora siamo arrivati a 134 tra moschee e centri islamici". Pallavicini risponde che "la piattaforma è aperta a tutti i musulmani", mentre l'Ucoii "dovrebbe fare una scelta tra essere un movimento politico o un movimento di preghiera e attualmente ha un'ideologia incompatibile coi paletti che vogliamo fissare".
Come se un pezzo di carta possa veramente cancellare la deriva fondamentalista a cui appartiene l’Ucoii. E’ del tutto superfluo ribadire, che pur di arrivare allo scopo prefisso, i musulmani non disdegnano la taqyya, l’arte della dissimulazione.
Detto questo ben vengano tutte le federazioni, ma prima di elargire fondi ai musulmani di qualsiasi categoria, per me rimane fondamentale, la richiesta di reciprocità di libertà religiosa e il riconoscimento dello Stato d’Israele, dai paesi da cui provengono.
Fin quando i cristiani saranno perseguitati, e Israele sotto attacco, è folle, finanziare qualsiasi forma di islam, é troppo alto il rischio di dare soldi a finti moderati.
A mettersi di traverso la Lega: "Il ministro Amato cerca di imbrigliare il futuro governo, ma non ci riuscirà - avverte Piergiorgio Stiffoni, senatore del Carroccio - i musulmani vedono l'Italia come terra di conquista e oltretutto non hanno e non possono avere una gerarchia consolidata. Per questo, bloccheremo l'accordo sul nascere".
Ecco uno dei motivi perchè milioni d'italiani hanno scelto la Lega a questa tornata elettorale, compresa la sottoscritta.
Orpheus




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23 aprile 2008

Maroni: bisogna rinegoziare la direttiva Ue sulla libera circolazione

 nomadi
Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, ha dichiarato che bisogna rinegoziare la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini.
L’idea ha suscitato reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al quotidiano La Stampa  il nostro commissario europeo Franco Frattini l’ha ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata dall’applicazione integrale degli accordi di Shengen"
Il governo Prodi peraltro non ha mai applicato la norma che consente l’espulsione per chiunque non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo dignitoso. 
Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C’è un consenso abbastanza ampio  tra i governi europei che la libera circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei criminali".
E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi".
Da qui alcune domande: ha dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l’Unione europea sottovalutò gli effetti dell’allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l’immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l’Italia e la Spagna, la responsabilità all’origine è di Bruxelles.
Riassunto da Marcello Foa
Indubbiamente Bruxelles ha sbagliato, ma nello specifico caso italiano, ci sono anche altre responsabilità.
I criminali convergono dove sanno che hanno più possibilità di farla franca, e l'Italia da questo punto di vista é un vero bengodi.
In quale altro paese un immigrato (ma anche autoctono) ubriaco che ammazza quattro ragazzi, viene condannato ad una pena di sei anni, da scontare agli arresti domiciliari in un residence in riva al mare? E mentre sta lì, lancia linee di occhiali e di jeans?
A raccontarle certe cose, sembrano persino barzellette.
Inoltre, il governo Prodi, non ha applicato la moratoria (cosa che hanno fatto tutti gli altri governi europei) e se n'è ben guardato dall' applicare anche 
la norma che consente l’espulsione per chiunque non dimostri di avere un lavoro e un residenza stabile.
C'é da chiedersi se ci sono stati rom, che abbiano scelto altre nazioni.
Io credo proprio di no. I campi nomadi sono una realtà italiana, non ci sono nemmeno nella stessa Romania e Bulgaria.
Detto questo, il governo Berlusconi ha vinto l'elezioni anche grazie all'esasperazione della gente nei confronti degli immigrati clandestini, adesso dimostri di voler risolvere il problema.
Non sarà facile, la Ue ci metterà i bastoni fra le ruote, ma come i parigini vivono in una città senza nomadi, non capisco perchè noi milanesi, dobbiamo rassegnarci all'insicurezza e al degrado.
Orpheus


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23 aprile 2008

25 aprile 2008: la festa dei trombati

 

Altro che festa nazionale. La sinistra tutta, ma in particolare quella sinistra estrema che il voto popolare ha cacciato dal Parlamento, vede nell’imminente celebrazione del 25 aprile una rivincita dopo la débâcle, una prova di vitalità, addirittura un’occasione per dimostrare che il popolo è con loro, con i signori del tre per cento, e che il berlusconismo raccoglie i rifiuti della società. Questo atteggiamento meriterebbe uno studio psichiatrico, più che politico. Ma è un atteggiamento stagionato. Anche quando la Democrazia cristiana teneva morbidamente le redini d’Italia, il Pci utilizzava il 25 aprile per dare alle sue obbedienze sovietiche una parvenza patriottica.
Fu tuttavia con l’avvento del Cavaliere che la manovra divenne ben più sfrontata. Ricordate il 1994? Anche allora Berlusconi aveva vinto, anche allora il quarantanovesimo anniversario della Liberazione - non una cifra tonda - fu trasformato in un pronunciamento contro il neonato governo. E Bossi, che di Berlusconi era alleato, venne cacciato con le cattive dal corteo di Milano (lo osannarono invece nel corteo del 1995, in segno di gratitudine per il «ribaltone»).
La cosiddetta festa nazionale - uso il termine cosiddetta per l’umiliante ruolo che alla festa stessa è attribuito da girotondini e scalmanati vari - diventa la festa degli sconfitti arroganti, dei trombati altezzosi, dei senza seggio e senza vergogna. Costoro pretendono di essere tra i protagonisti di una celebrazione solenne, e purtroppo si affiancano, con i loro furori isterici, alle Alte Autorità della Repubblica. Tipi come il "pensatore" Francesco Caruso saranno di sicuro accettati con rispetto nelle liturgie dell’evento, Letizia Moratti vi avrebbe invece raccolto - e con lei il padre invalido - fischi e insulti.
Non so quanto siano autentici i motivi invocati per l’assenza della signora sindaco. So invece che l’assenza è logica. Non vogliono che questa sia una festa «de noantri», vogliono che sia una festa loro. Così come l’hanno ridotta, è meglio che se la tengano. Lo scrivo - è un’ovvietà, ma conviene ribadirla - con pieno rispetto per gli eroismi e i sacrifici di chi in quel periodo - per alcuni aspetti fulgido, per altri orribile - diede il suo apporto coraggioso, e la vita. Ma c’è di che disperare se anche l’Anpi, ossia l’Associazione Nazionale Partigiani, coinvolge il 25 aprile nei suoi iracondi sfoghi antiberlusconiani, e annuncia pericoli per la democrazia. Li conosciamo coloro che parlano continuamente di Apocalisse dietro l’angolo, già tuonavano contro Von Gasper, ossia il grande De Gasperi. Mezzo secolo dopo hanno gridato al fascismo per i successi del Cavaliere. Ma l’Italia rimane saldamente democratica, a loro dispetto e con nostra grande consolazione.
Vogliamo davvero riflettere su quel 25 aprile di speranze e di tragedie? L’Italia fu liberata dalle truppe angloamericane. Buona parte dei generosi ragazzi che si batterono nella Resistenza sognava una Patria liberata dalla dittatura e da occupazioni straniere, ma una parte importante dei militanti nel Pci voleva per l’Italia una dittatura di segno diverso ma probabilmente ancor più dura della fascista, una dittatura comunista. Nello stesso periodo in cui Milano e Torino venivano liberate, Trieste era occupata dalle truppe titine tra costernazione d’una stragrande maggioranza d’italiani. Ma non del Pci e di Togliatti. Il quale considerava «un fatto positivo, di cui dobbiamo rallegrarci e che dobbiamo in tutti i modi favorire, l’occupazione della regione giuliana da parte delle truppe del maresciallo Tito». Anche questo è 25 aprile, e poi ci fu il sanguinario post-Liberazione. È blasfemo rievocare le luci e le ombre? È infame revisionismo, al quale vanno opposte verità conformistiche e rituali? Lo crede l’Anpi. Io la penso diversamente.
Riassunto dal Giornale
Non solo non é blasfemo, ma é l'unico modo per ridare dignità ad una festa , di tutti gli italiani, scippata dai comunisti.
Aggiungo che ho letto qui e là in rete, appelli per riunire i "trombati" in occasione di questo 25 aprile, i toni sono i soliti. Parlano di regime, di destre e cazzate simili.
Ad aizzare questi facinorosi ci si mettono anche politici irresponsabili, che (stra)parlano di "dittatura dolce", a proposito della vittoria democratica di Berlusconi.
Oltre che pericoloso, perchè di matti in giro, convinti di essere intoccabili, grazie a Bertinotti e soci, ce ne sono troppi, é offensivo.
Per gli elettori. Per il paese. Per il presidente della Repubblica, che si affanna a dire di moderare i toni al cdx, mentre a quanto pare il csx può dire quel vuole.
C'é da sperare che come al solito, non dovremo assistere a scene d'intolleranza, di razzismo e di vandalismo.
E' ora che i compagnucci arroganti, imparino anche loro le regole della democrazia.
Orpheus 


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22 aprile 2008

Cicciobello, il diavolo e l'acqua santa...


Francesco Rutelli a Ballarò, mi sono bastati 10 minuti per rendermi conto, che non é cambiato di una virgola rispetto alla prima volta che si é candidato a sindaco di Roma.
Lo stesso tono supponente. Lo stesso politichese inconcludente. Lo stesso sorrisetto, stampato perennemente sulla faccia (che ho la segreta speranza, di vedergli sparire fra qualche giorno).
E tante promesse sulla sicurezza che non potrà mantenere con un vice sindaco rifondarolo
Paola Sentinelli ed un alleato, Andrea Alzetta,  militante di Action,  altresì noto come Tarzan, il cui passatempo preferito é oKKupare case in nome e per conto dei centri sociali.
Ci sono 85 campi nomadi a Roma, come pensa Rutelli di poterli sgomberare, con simili alleanze in giunta?
E se non riuscirà a bonificare le zone invase dagli zingari, come pensa di ripristinare una parvenza di sicurezza, che permetta alle donne, di tornare a casa senza essere stuparte da un rom?
Un mistero che si guarda bene dallo svelare, d'altronde lui é bello, che si può volere di più? Un amaro lucano...
Intanto incassa
appoggi non propriamente graditi  dai suoi stessi alleati rifondaroli, perchè nel suo camaleontismo politico é passato dalla Bonino alla Binetti, e Ferrara  lo considera, fin  dai tempi della battaglia sulla legge 40, un oppositore dell'anarchia etica,  peccato che sia anche "culo e camicia" con chi dell'anarchia etica ha fatto la sua ragione d'esistenza e con lo stesso Ferrara il tirasegno a base di uova marce (ma forse, questo lo ritiene secondario).
Se vincerà Cicciobello, la sua giunta sarà una riproposta del governo Prodi, che ha messo insieme il"diavolo e l'acqua santa" e Roma farà la fine dell'Italia in questi due anni, in balia del crimine, strozzata dalla tasse e cristallizzata nello sforzo di mantenere un equilibrio fra politiche opposte.
E questo che vogliono i romani, se si, buona fortuna, ne hanno veramente bisogno.
Orpheus




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22 aprile 2008

Un reato su tre compiuto da clandestini

 
Il rapporto tra immigrati e criminalità è inquietante: ogni giorno gli irregolari colpevoli di due violenze sessuali. L'allarme del capo della polizia Manganelli: "Al Nord oltre la metà dei delitti è commesso da stranieri"
Ogni volta che in Italia viene commesso un omicidio, o una violenza sessuale, o una rapina in casa, un furto,
c’è una possibilità del 38% che l’autore sia un clandestino. (però al Nord, dove ci sono più clandestini, questa percentuale sale alla cifra impressionante del 50%-60%).
Più di un reato su tre è commesso nel nostro Paese da chi è irregolare: 12 clandestini al giorno ammazzano, commettono violenze su donne o stuprano. Sono i dati ufficiali del Viminale a dirlo, gli ultimi disponibili, per questo tipo di analisi, quelli del rapporto del 2007.
Cifre che preoccupano e che il capo della polizia Antonio Manganelli aveva trasmesso alle Camere in un’audizione del 3 luglio scorso
.
E sulle quali il governo Prodi ha fatto spallucce, e da quella audizione di Manganelli, nessuno parlò più in questi termini di quell’ allarme: il rapporto tra clandestini e delinquenza.
D'altronde la sinistra radicale che teneva in ostaggio il governo non lo avrebbe mai permesso, perchè é da "xenofobi" esternare una REALTA'. 
L’elenco dei reati è lungo, e va dal delitto fino al furto dell’auto, ma a titolo di esempio si possono prendere i cinque delitti che più fanno paura alla gente: su 11.378 arrestati o denunciati per omicidio consumato e tentato, violenza sessuale, furto, rapina in casa, 4405 sono clandestini.
La metà sono stranieri in generale: sono stati 5.857 i denunciati non italiani per i delitti presi in considerazione.
 La differenza nord-sud è evidenziata anche dal dossier del Viminale:
quattro omicidi su dieci nell’Italia settentrionale vengono commessi da stranieri, mentre al sud questa percentuale crolla al 15%.

La prima nazionalità per numero di denunciati è quella romena
, e lo stesso vale per le violenze sessuali.
Sul totale degli stupri, quattro su dieci vengono compiuti da non italiani Più di due clandestini al giorno sono fermati come colpevoli di stupro (817 nel 2006 su un totale di 3.381).
Due campi criminali in cui i clandestini detengono un primato di denunce è quello delle rapine in abitazione dei furti con destrezza: su 5.009 scippi, 2.724 nel 2006 sono stati a opera di stranieri abusivi in Italia. Più di uno su due. Quasi il 50% delle rapine in casa viene commesso da clandestini (424 su 1.016). In questo caso al primo posto nella lista delle nazionalità ci sono gli albanesi: una rapina su dieci è opera loro.
Riassunto da Giornale
Orpheus


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