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Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















Questo BLOG non rappresenta

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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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30 settembre 2007

Con Prodi abbiamo una "polizzia" dalle scarpe bucate…

Che questo governo consideri la sicurezza dei cittadini un optional superfluo l’ha dimostrato fin dal primo giorno di vita.
Tre sono stati gli obiettivi perseguiti con impareggiabile tenacia:
-Aprire le porte ad un’immigrazione incontrollata, aumentando quindi, in modo esponenziale, la delinquenza.
-Demonizzare in ogni modo possibile le forze dell’ordine.
-Tagliare drasticamente i fondi destinati alla sicurezza (la Tesoreria di Stato ha tagliato, per il 2007, fondi pari ad un miliardo di euro al ministero dell'interno, con la scusa del bilancio pubblico da risanare. Regola che non è valsa per i 3.000.000 di dipendenti pubblici, che hanno ottenuto l’ennesimo aumento di 100 EURO al mese, contro i 5 EURO delle Forze dell’ordine ‘elargite con la stessa finanziaria)

Ed evito d’infierire ricordando che uno dei primissimi provvedimenti è stato l’indulto.

A fronte di una delinquenza sempre più agguerrita i nostri poliziotti devono fare i conti con una mancanza di fondi inaudita per un paese civile.
I fatti
li spiega  Filippo Saltamartini, poliziotto del Sap (uno dei sindacati degli agenti): “Due mesi fa ci siamo tassati per ricomprare le scarpe ai colleghi di alcune questure in Sardegna. Le avevano sfondate e l'amministrazione non aveva i soldi per ripararle”. E poi, rimostranze su volanti da rottamare, che non possono nemmeno essere mandate nelle officine dei concessionari per la manutenzione perché le officine NON vengono pagate dall’amministrazione, etilometri inutilizzabili, divise ordinate per risparmiare in Romania e confezionate con la scritta "Polizzia" (sì, una zeta in più). Per non parlare di poligoni fantasma, turni massacranti retribuiti con qualche euro di straordinario. Nuove armi? No, perché, prima di consegnarle i fornitori chiedono di saldare fatture arretrate, e anche qui l’amministrazione non paga.
Su questo terreno è arrivata una finanziaria di quest’anno che promette ancora lacrime e sangue: un aumento di 8 euro, quando la finanziaria precedente ha aumentato il prelievo Irpef di ben 4 punti.
I poliziotti scenderanno nuovamente in piazza il 5 dicembre, e dovremmo, anche per il nostro interesse, scendere in piazza al loro fianco. Un esecutivo che non garantisce la sicurezza (un bene costituzionale) è un esecutivo delegittimato, indegno di continuare a governare il paese.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 30/9/2007 alle 21:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

30 settembre 2007

Un redattore de Il Tempo scopre insulti antisemiti sul blog di Grillo

 Piovono insulti dopo l’articolo pubblicato venerdì dal Tempo in merito ad alcuni pareri rintracciati sul sito di Beppe Grillo. Sul blog del comico genovese, infatti, erano stati ospitati commenti, di alcuni frequentatori del blog, di stampo razzista e antisemita. Il giorno dopo, alla redazione del quotidiano romano, sono arrivate decine e decine di e-mail di protesta. Da chi rivendica la libertà di poter esprimere qualsiasi opinione in un blog «aperto», a chi insulta la redazione del giornale, passando per alcuni che reinterpretano la verità delle sterminio nazista. «Ma volete smettere con questa pagliacciata del razzismo che viene sventolato ogni volta che si dice qualcosa contro gli ebrei? - recita una lettera firmata "prima io" - Qua il razzismo non c’entra un cazzo!! La verità è che questi con il loro vittimismo stanno fottendo il mondo intero da 60 anni! Perché ci si preoccupa tanto per il velo delle donne arabe e non si muove un dito quando gli israeliani massacrano e rubano la terra ai palestinesi da 50 anni? Perché non si chiarisce una volta per tutte sta storia del negazionismo che si trascina da 60 anni? Non sarebbe meglio affrontarli a viso aperto e sputtanargli le loro tesi? Ma che cazzo - continua la lettera - nessuno si rende conto che ci stanno schiavizzando anche su questo? Sentite io penso che per incriminare delle persone ci vogliono delle prove! Non basta dire: "Qui c’erano le camere a gas ma siccome i nazisti le hanno distrutte noi le abbiamo ricostruite per farle vedere". Non c’è un cane al mondo che abbia il coraggio di parlarne». Poi lo stesso autore in un’altra e-mail scrive: «Sei solo un lecca culo di banchieri e usurai. Ma come fai a dormire la notte? Hai ancora il coraggio di guardarti allo specchio?». Un altro frequentatore del sito di Grillo, Fabio Alemagna, vedendo l’articolo del Tempo riportato sul blog del comico, scrive al quotidiano: «Dico, ma come fa a guardarsi allo specchio senza sentire l’impulso irrefrenabile di infilarsi un dito nell’occhio - si chiede Alemagna -? Ma la pagano pure per scrivere tali corbellerie? E magari con i miei soldi del finanziamento pubblico di cui gode il suo giornale». Maurizio Avellino invece spiega: «Caro signor Perugia, le faccio presente che lei lavora per un giornale non proprio di sinistra, che di deficienti è pieno il creato, che ogni scusa è buona per dare addosso a Beppe Grillo, pennivendolismo a oltranza. E se volete dei veri commenti antisemiti fatevi un bel giretto sui vari blog della destra italiana e pure dei comunisti. Complimenti, tutti amano Israele come mai?». Un altro blogger indica altre frasi che ha trovato sul blog: «Ho letto il suo articolo, le accludo alcuni maledetti post che si trovano su quel sito», spiega Giuseppe Della Seta che segnala frasi come: «Resta incomprensibile l’esistenza di una piscina ad Auschwitz. Il preteso Olocausto degli ebrei non è mai avvenuto». Sia chiaro, non si tratta di commenti di Grillo. Ma di frasi ospitate sul suo sito e che in parte ieri sera sono state rimosse. La maggioranza delle lettere rivendicano anche la prerogativa principale di un blog: la libertà. Difatti lo strumento di comunicazione utilizzato da Beppe Grillo, prevede che lo spazio in Rete sia a disposizione di tutti e aperto a tutte le opinioni. Inoltre l’immediatezza con la quale vengono inseriti i commenti, non permettono l’utilizzo di un filtro da parte dei gestori del blog. Ma lo stesso sito esplicita che non sono ammessi contenuti di natura razzista o sessista, che siano in contrasto con le leggi italiane, oltre che di natura pubblicitaria, non inerenti ai post o privi di una firma. Soprattutto, si legge ancora tra le regole del blog, non è ammesso un linguaggio offensivo. Anche per questo, ieri, il sito ha provveduto a cancellare dal blog un commento delle 16,49 nel quale si inneggiava al Duce. Altri commenti, la maggior parte nell’archivio del sito, restano pubblicati tra le pagine del blog più cliccato d’Italia. di Fabio Perugia f.perugia@iltempo.it da iltempo.it
Ho ascoltato la notizia sulle aggressioni al giornalista de Il Tempo sul Tg1 della sera.Per tale motivo sono andata sul sito de il Tempo per cercare lumi ed ho trovato l'articolo che ho riportato in toto.Hanno voglia Grillo e soci di invocare la libertà di opinione, le idiozie violente scritte contro Israele sono contro la legge e qualificano chi le ha poste per quello che è: uno sfascista violento, ottuso, bugiardo, aggressivo.L'ho sempre detto che molti grillini sono persone intolleranti e pericolose .Oltretutto  mi fa anche specie che in tanti abbiano taciuto e che gente tanto legalista-giustizialista non si sia presa la briga di mettere in riga certi trogloditi osceni e igoranti.Del resto conosco per esperienza diretta chi va ad esporre il suo astio ed il suo rancore su quello che è il blog più cliccato d'Italia , in quanto è di fatto  quello più qualunquista e irrazionale(in tantissimi ragionano di pancia e sono pieni di bile e rancore).Mi verrebbe da fare a Grillo la domanda delle cento pistole:ma lui lo darebbe ad un antisemita dichiarato il bollino BLU?
Verbena




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permalink | inviato da Orpheus il 30/9/2007 alle 20:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

30 settembre 2007

Dagli all'omosessuale...quando è anche un prete


Succede questo: è stata annunciata e viene moltiplicata da internet l'anticipazione di una trasmissione televisiva. Un ragazzo omosessuale è entrato in una chat per gay. Il giovanotto opportunamente addestrato, ha cercato di adescare dei sacerdoti per poi procedere ad incontri ravvicinati con l'esito immaginabile. C'è riuscito, come no? Secondo me si potrebbe cercare anche di aver appuntamenti con delle suore per vedere che sono fragili pure loro.
Il ‘bello di giorno’ aveva addosso una, telecamera nascosta. I filmati verranno diffusi martedì sera su La7, conduttrice Ilaria D'Amico. Già ora circolano anticipazioni sui discorsi di questi sacerdoti, che offrono penose giustificazioni al ragazzo che li interroga. Non ci saranno commenti - fa sapere l'ufficio stampa. Ci sarà la realtà nuda e cruda. La realtà? Questo è banditismo, rapina a mano armata della vita e dell'anima di persone ignare. Non c'è neanche lo scopo sociale di denuncia: quei poveretti succhiati nelle loro midolla non stanno commettendo reati, ma ‘solo’ - secondo quello che la Chiesa cattolica dice - peccati. Affari loro. Quelli che accusano la Chiesa di voler trasformare i peccati in reati, poi applicano in pratica una pena peggio del carcere a chi non sta commettendo alcun crimine. Anzi uno lo commettono: essere sacerdoti, proprio questo oggi è garanzia di vilipendio. Si può far tutto ai preti. Qualsiasi indagine su di loro diventa colpevolezza certa. Si va nei confessionali. Nelle canoniche. Il filmarne uno o due mentre contraddicono i dieci comandamenti diventa la prova della falsità dei comandamenti medesimi, e prova certa della ipocrisia della Chiesa. Riassunto da Libero
Il bello è che in questa società politicamente corretta, gli omosessuali sono una ‘specie protetta’ per i soliti ‘noti’ persino quelli che corrompono o hanno corrotto minori approfittando della loro indigenza (Pasolini docet), Anche gli omosessuali pedofili trovano difensori in pectore, che dissertano minuziosamente sull’età in cui un bambino ha ‘diritto’ a far sesso con un adulto.
Tutti tranne ovviamente gli omosessuali preti. Se sono preti vanno messi alla gogna. Se l’omosessuale è ANCHE PRETE perde d’ufficio ogni diritto, anche quello basilare della privacy in camera da letto e viene gettato in pasto ai media.
Forse, questi ‘libertari e democratici’, questi paladini ‘progressisti’ che hanno elevato il mito della libertà personale a discapito di tutto e tutti, che giustificano qualsiasi nefandezza affibbiandone la colpa alla società, forse dicevo sognano di poter dire, parafrasando Amhadinejad alla Columbia University, “In Italia non abbiamo preti”, infondo sono intrisi dello stesso fondamentalismo e non è detto che alla persecuzione morale, ampiamente già praticata, fra non molto non faranno seguire l’allestimento di pubbliche forche.
Orpheus


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29 settembre 2007

Giudice no-tav processa la polizia


Fanno il loro mestiere di Forze dell'ordine, ovvero sgomberare il presidio anti-Tav in Val di Susa per permettere l'avvio dei lavori, e finiscono sotto inchiesta da parte della Corte dei Conti. Che ha aperto a carico dei poliziotti protagonisti del blitz a Venaus nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2005 un'«azione di responsabilità per danno alla finanza pubblica». Motivo: il «comportamento lesivo dell'immagine e del prestigio del Corpo e dello Stato». Per le toghe, in parole povere, l'uso della forza, anche se legittimo, è economicamente dannoso, perché peggiora l'immagine della Polizia e dello Stato. I poliziotti non ci stanno e minacciano una manifestazione davanti alla Corte dei Conti. «È un'intollerabile invasione di campo, intervenga il ministro dell'Interno», protesta Filippo Saltamartini, segretario generale del Sindacato autonomo di Polizia (Sap), «la tutela dell'ordine pubblico spetta allo Stato». Nelle scorse settimane un centinaio tra agenti, funzionari e dirigenti della Polizia di Stato dei reparti mobili di Torino, Milano, Genova, Bologna, Roma e Napoli, ha iniziato a ricevere una comunicazione riservata in cui il procuratore regionale della magistratura contabile, Ermete Bogetti, convoca i poliziotti impegnati nello sgombero in Val di Susa alla procura regionale come persone informate sui fatti. La Corte dei Conti, infatti, sul blitz di quella notte ha aperto un'istruttoria a carico delle Forze dell'ordine. Ipotizzando, causa presunte lesioni di immagine, un danno economico per le casse dello Stato per via del comportamento dei poliziotti. Va ricordato che al termine dei disordini scoppiati durante lo sgombero ci furono una ventina di feriti tra i manifestanti e dodici tra le Forze dell'ordine. «Un danno alla finanza pubblica? Il procuratore verifichi quanto è costato all'erario pagare lo straordinario notturno ai colleghi bloccati al lavoro dai blocchi dei manifestanti», replica Saltamartini. Alla Corte dei Conti il numero uno del Sap ricorda che «il controllo sulla legalità dell'uso della forza spetta all'autorità giudiziaria, non ai magistrati contabili, e la procura di Torino ha già archiviato tutto. Il procuratore Bogetti ha varcato i confini dei suoi poteri, il suo è protagonismo giudiziario». Per questo Saltamartini chiama in causa Giuliano Amato: «Il ministro dell'Interno dovrebbe sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta». Quanto ai poliziotti coinvolti, «ci sono colleghi che guadagnano mille euro al mese e non possono pagarsi neanche l'avvocato. Al Viminale chiedo di predisporre le risorse per farli difendere dall'avvocatura dello Stato». I poliziotti sotto inchiesta, infatti, rivela Silverio Sabino, presidente provinciale del Sap di Torino, «rischiano non solo di essere condannati al pagamento di un risarcimento a titolo di danno, ma anche una conseguente sanzione disciplinare che in linea teorica può prevedere il licenziamento». I poliziotti sono in rivolta. «L'azione della Corte dei Conti sta creando tensione sia tra i dirigenti che tra il personale». Sabino li ricorda bene quei giorni in Val di Susa: «I manifestanti circondarono il cantiere impedendo ai colleghi di lasciare il servizio alla fine del turno. Alcuni di noi furono sequestrati per diciotto ore, con i baristi della zona che si rifiutavano perfino di servirci un caffè. Alla Corte dei conti chiedo: sono sicuri che siamo stati noi a ledere l'immagine dello Stato?».
Libero-Tommaso Montesano
Il nostro esimio ministro Pecoraro "Findus" sta facendo perdere all'Italia 10 miliardi di euro l'anno, senza contare le figure da cioccolatai con l'Europa...perchè la Corte dei Conti non apre un'inchiesta anche su questa porcata?
Sulla persecuzione nei confronti delle forze dell'ordine da parte di una certa sinistra degnamente rappresentata anche alla Corte dei Conti non dico nulla, i fatti si commentano da soli.
Orpheus



29 settembre 2007

Italia Saudita: la difesa delle donne ai carnefici..

  

Solo la Pollastrini poteva affidare un tema così delicato ed importante come la difesa delle donne immigrate dalla violenza e dalla sopraffazione da parte dei propri congiunti di sesso maschile, niente meno che all’Ucoii.
Martedì 2 ottobre,infatti la Sottosegretaria di Stato ai Diritti e Pari Opportunità, Donatella Linguiti, ha fissato un incontro con alcune associazioni ed enti che si occupano del mondo dell'immigrazione in Italia per dare vita a ''un Protocollo di Intesa contro la violenza'' sulle donne. A partecipare a questa riunione sono state chiamate cinque associazioni, tre delle quali islamiche: l'Unione delle Comunità e organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii) presieduta da Nour Dachan, la Comunità Religiosa islamica (Coreis) di Yahya Pallavicini e l'Unione islamica in Occidente (Uio), sezione italiana della Wics libica (World Islamic Call Society) guidata da Mansur Tantush. Alle quali si aggiungono l'Opera nomadi e l'associazione Maschile Plurale.

Un po’ come affidare le classiche pecore all’ancor più classico lupo.

Come possa essere l’Ucoii, che fra le altre innumerevoli posizioni estremiste, è favorevole al velo e alla poligamia, essere un interlocutore affidabile e attento al problema della violenza sulle donne, è un mistero che la Pollastrini dovrebbe spiegare. Fin’ora non ha fatto nulla per aiutare le donne maltrattate, in particolar modo, le immigrate islamiche. Oltre a qualche parola di vuota retorica in occasione del macello della povera Hina, questa sensibilissima ministra NON ha fatto NULLA. Non MAI preso un’iniziativa, promosso una manifestazione. Nulla. E adesso affida il tema della violenza sulle donne a chi le donne le considera inferiori e quindi incoraggia comportamenti violenti e oppressivi.
Non si capisce perché questo governo abbia la ferrea intenzione di portare i diritti umani in Italia al livello di paesi come l’Arabia Saudita. I vari ministri, che si occupano del sociale, da Ferrero alla Pollastrini sono in competizione fra loro a chi legittima e promuove di più e meglio l’Ucoii e l’ala più estremista degli islamici.
Perché non invitare Souad Sbai invece di Nour Dachan?
Orpheus


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29 settembre 2007

Grillo folgorato sulla via di Ceppaloni


Colpo di scena, nell’ormai sanguinosa guerra tra politica e antipolitica.
Il ‘grande accusatore’, Beppe Grillo, proscioglie ‘il grande accusato’, Clemente Mastella. Come San Paolo, Beppe Grillo ha avuto la sua personale folgorazione durante l’ultima puntata di Ballarò, in cui il Guardasigilli veniva arrostito per benino dal perfido Floris.
Sarà stato lo sguardo bovino di Clemente o qualche altro motivo sconosciuto ai comuni mortali? Ai posteri l’ardua sentenza. Sta di fatto che il 'torquemada internettiano' dal suo blog assolve il ‘capro espiatorio ceppalonico’ perché il ‘migliore’ sulla piazza politica, indi per cui attaccato, dai soliti noti: “Non ci sto più al gioco al massacro ceppalonico. Mastella è solo un capro espiatorio. Il migliore sulla piazza della politica, certo. Per questo hanno scelto lui”. Non solo, Beppe propone un tète à tète :“Vado fino a Ceppaloni se mi invita”.
Non si può dire che Grillo non abbia la stessa onestà intellettuale di una certa sinistra, dalla quale ha assorbito anche la stessa coerenza e serietà di opinioni.
Fino ad ieri Mastella per Grillo rappresentava la "bestia nera" della politica: il politico arraffone e sprecone per antonomasia, il re di Ceppaloni e delle clientele, il voltagabbana per vocazione e per interesse, da 31 anni in parlamento ecc. oggi non più, lui Clemente è il ‘migliore’.
Il tutto sarebbe d’annoverare fra le cianfronate italiche se, il comico (mai così comico) non avesse riscosso un consenso incredibile, secondo Renato Mannheimer il 17% degli italiani è pronto a votare per lui (non vorrei essere maliziosa ma per me é quel 17% appartiene alla sinistra).
I due ritrovati piccioncini hanno in programma di scrivere un libro sulle altre caste.
Sono molto curiosa parleranno dei magistrati? Dei sindacati?
Intanto Tonino fa sapere che Grillo è un esempio di politica pura. Al che si può solo aggiungere.“Mio Dio, quanto sono caduti in basso”. Mi indigna più questa sconsideratezza di affidarsi al primo guitto, purchè raccolga consensi,che non tutti gli sprechi dei politici.
E noi siamo in mano a questa gente.
Orpheus


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29 settembre 2007

Addio Zanzara


 L'ho saputo questa mattina aprendo TV.
Zanzara ci ha lasciato.
Non la conoscevo se non per i suoi bellissimi post e le sue divertenti satire, che più di una volta mi hanno regalato un sorriso.
Ho sentito un gran vuoto e un forte dispiacere, non la conoscevo personalmente ma faceva parte di questa grande famiglia dei blog, ed era in gamba, molto in gamba. Una persona che ti trasmette sentimenti positivi, idee nuove, allegria, sicurezza...
Grazie Zanzara, io voglio ricordarti
così.


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28 settembre 2007

Una "bojata pazzesca" da 300.000 euro

 

Metti insieme la Fandango, l’Istituto Luce ed i trecentomila euro di finanziamento del Ministero dei Beni Cultura. Poi recluta una compagnia formata dai combattenti e reduci della gloriosa campagna televisiva dei bei tempi di Rai Tre. Da Masciarelli a Fassari, da Loche a Reggiani fino a Silvia Leone che notoriamente vale per due. Affida l’insieme alla mitica Sabina Guzzanti, quella che non si accontenta di essere la Bice Valori dei poveri ma vorrebbe essere la Woody Allen dei ricchi (politicamente corretti). Presenta la faccenda a Venezia in modo che tutti i giornali, quelli a cui la Guzzanti ha promesso prossime lacrime e sangue, ne parlino come se si trattasse di un incrocio tra la “Corazzata Potemkin” ed i “ Soliti ignoti”. Infine, dopo che qualcuno ha gridato al capolavoro, qualche altro al genio e qualche altro all’impegno ecologista visto che il titolo dell’opera è “Le ragioni dell’aragosta” e sembra fatto apposta per mettere in guardia contro la pesca dissennata del simpatico animale nei fondali della Sardegna, distribuisci il film nelle sale cinematografiche delle principali città italiane. Che succede a questo punto? I botteghini sono presi d’assalto? I posti sono tutti in piedi? I fascisti buttano bombette puzzolenti per protestare contro i contenuti provocatori e dissacranti della pellicola? I vescovi s’indignano? I benpensanti contestano e Forza Italia, come sempre, tace pensosa? Niente di tutto questo. La poca gente che paga il biglietto ed assiste alla ribollita di Avanzi esce perplessa e silenziosa. Poi un tizio, chiaramente capitato per caso perché nel casino delle multisale ha sbagliato film, si ricorda di Paolo Villaggio e lancia il mitico “è una bojata pazzesca”! E mentre si spengono le luci scatta, finalmente, un applauso corale ed irrefrenabile! Che dimostra come in questo paese non tutto sia ancora perduto!
Orso Di Pietra-L'opinione.it
Se non fosse che l'ennesima "bojata pazzesca" sinitrorsa é stata SOVVENZIONATA dal Ministero dei beni e della (s)Cultura, ci si potrebbe anche ridere.
Ma quei trecentomila euro provengono dalle tasche degli italiani che gradirebbero veder impiegare i propri quattrini nella sicurezza, nella scuola, nella sanità (falcidiate, al contrario da tagli micidiali) e non per solleticare l'ego di Sabina Guzzanti e aumentare il suo conto in banca.
Il bello é che questa specie di guitti rossi non fanno altro che berciare sul conflitto d'interessi di Berlusconi, e il loro dove lo mettiamo?

Orpheus

28 settembre 2007

L'asse del male: Ahmadinejad, Chavez e Castro


 Il secondo viaggio di Mahmoud Ahmadinejad in America Latina riscuoterebbe una straordinaria attenzione se l’occidente avesse ancora il gusto di riconoscere l’insorgere di nuove idee e nuove dottrine, anche se di pessima valenza. Invece è quasi ignorato. L’aspetto economico e diplomatico del viaggio è di enorme rilievo, ma non è quel che più conta. Fidel Castro, Hugo Chávez ed Evo Morales mettono in queste ore a disposizione della strategia atomica iraniana il peso di cui dispongono. Castro consolida lo schieramento dei 110 paesi Non Allineati, che spostano le maggioranze all’Onu.
Chávez vi aggiunge aiuti sostanziosi per la boccheggiante economia di Teheran (la joint venture petrolifera irano-venezuelana è gia di 2 miliardi di dollari), investimenti strategici nella raffinazione iraniana e forniture sottobanco di uranio.
Evo Morales ci mette con brio l’essenza, il vero pericolo di questa alleanza: il populismo. L’asse del jihad musulmano – Iran, Siria, Hezbollah e Hamas – ha infatti trovato una naturale sponda amica nel caudillismo populista latino americano, sponda molto più larga e profonda del comune odio antiyankee. Il fondamentalismo messianico jihadista e quello caudillista hanno solidi punti di contatto: un’identica concezione del welfare e della ricerca di consenso tramite erogazione diretta di reddito da petrolio, un’identica vocazione militarista (sempre finanziata col petrolio), un istintivo apprezzamento per il dispotismo monocratico. L’asse Teheran-Damasco-Avana-Caracas non è dunque solo un nuovo schieramento antiamericano. E’ un incontro di demagogie e populismi che oggi – da indistinti movimenti di protesta quali erano – sono riusciti a farsi stato, tendono a integrarsi e riscuotono anche il plauso della platea no global e antimperialista della sinistra euro-americana. Una miscela politica e ideologica mefitica, che è in grado di fare danno e che farà danno, offrendo da subito agli ayatollah molte forze per resistere alle sanzioni che l’Onu, peraltro, stenta a decretare.
Da il Foglio
Chissà perchè questa alleanza fra i dittatori comunisti e il satrapo diTeheran non mi stupisce: come direbbe il Foscolo esiste tra loro un "corrispondenza di affettuosi sensi" e una comune gestione del potere: sopraffazione, fanatismo, forche e torture.
Come dice la saggezza popolare "chi si somiglia si piglia".
Quello che non si comprende é il plauso di tanti beoti, che nei paesi di cui ammirano i despoti non ci vivrebbero nemmeno per un giorno.
E io ce li spedirei con sommo piacere.
Orpheus


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28 settembre 2007

Salvatore Stefio si salva dai terroristi iracheni ma non dai giudici italiani

 
C’è del marciume nel ‘Bel Paese’, un marciume che sta minando la nostra democrazia, che sta attentando alla nostra libertà, che sta facendo putrefare la nostra giustizia, che ha ribaltato la regola basilare del popolo sovrano per sottomettertela all’egemonia del pensiero unico, oppressivo e repressivo della “cosa” rossa , di fronte al cui interesse sacrifica ogni valore tangibile ed etico. Questo marciume, purtroppo, ormai troppo spesso e troppo a sproposito indossa la toga, in spregio all’ imparzialità e alla rettitudine che dovrebbero distinguere chi si erge a giudice.
Capita così che la procura della Repubblica presso il tribunale di Bari ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio per Salvatore Stefio e Gianpaolo Spinelli. Articolo 288 del codice penale: “Arruolamenti o armamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero”; ossia ha chiesto un processo con l'accusa di aver ingaggiato e inviato in Iraq come mercenari al servizio di una potenza straniera Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Fabrizio Quattrocchi. Quindi il povero Fabrizio Quattrocchi da eroe a cui è stata conferita la medaglia d'oro al valor civile è ritornato ad essere un “mercenario” visto che Salvatore Stefio ha condiviso sia la missione in Iraq che la prigionia in mano ai terroristi.
Senza contare che la decisione del magistrato potrebbe trasformarsi in un atto d'accusa contro lo stesso governo italiano, che in questo momento ingaggia contractors sul mercato internazionale. Esiste un 'accordo che il governo starebbe per raggiungere con la Aegis Defence Services , oggetto di una serie di interpellanze parlamentari: “Nel decreto di rifinanziamento delle missioni militari all'estero, sono previsti 3,5 milioni di euro a finanziamento del contratto con una società che deve garantire la sicurezza del personale italiano impiegato presso l'Unità di sostegno alla ricostruzione, visto che il contingente italiano è stato ritirato per accontentare i “pruriti” pacifinti della sinistra radicale, la quale però fa parte dello stesso governo che paga i "mercenari" e in questo caso se ne guarda bene di sproloquiare di pace senza se e senza ma.
La società scelta è appunto la Aegis Defence Services, un'agenzia britannica che è in Iraq dal 2004 e ha un contratto da 193 milioni di dollari con la Difesa statunitense. Un'agenzia che, su larga scala, fa esattamente quello che facevano Spinelli e Stefio. Dunque, lo Stato sottoscrive un accordo per una prestazione che i magistrati considerano essere un reato. Un assurdo.
Mi aspetto che il solerte procuratore di Bari rinvii a giudizio anche Prodi, D’Alema e soci.O no?
Orpheus

28 settembre 2007

Nella rossa Emilia le moschee nascono come funghi


L'Emilia Romagna ha due primati: il più alto numero di musulmani sul territorio, in rapporto agli abitanti (secondo la Caritas ce ne sarebbero oltre 130mila) e il più alto numero di moschee: 84 in tutto. Ma anche il resto dell'Italia non é immune al proliferare di moschee, nei primi sei mesi  del 2007 ne sono state aperte 39.
Siamo arrivati a 735 moschee sul nostro (ancora non per molto) territorio nazionale.
I problemi sono due: il primo é che comunque questi numeri, forniti dai servizi segreti, non sono definitivi, perché non esiste un vero e proprio inventario dei luoghi di culto e i centri culturali islamici in Italia. Una mappatura seria, che ne permetta il monitoraggio.
Il secondo, ancor più grave, è che la maggior parte di questi "luoghi di culto" sono in mano all'Ucoii, la quale é dietro anche alla richiesta di costruzione di tutte le nuove grandi moschee a Bologna, Firenze, Genova, Colle Val d'Elsa, Modena, Verona, Vicenza, Napoli. 
A fronte di questa invasione programmata delle nostre città e paesi, che comporterà, in futuro una radicazione ed espansione dell'islamismo estremista, si assiste ad una mistificazione della realtà a livello nazionale.
Da una parte l'Ucoii ricorre all'espediente giuridico e amministrativo della costituzione di "centri culturali" con annessi luoghi di preghiera, registrati come Onlus, sia per aggirare gli ostacoli concernenti la costruzione di moschee vere e proprie, sia per poter beneficiare dei finanziamenti previsti per le organizzazioni culturali senza scopo di lucro (finanziamenti che le amministrazioni rosse, in particolare, elargiscono a piene mani).
Dall'altra esiste un fronte filo-islamico, composto da politici, magistrati, imprenditori, universitari, giornalisti e purtroppo anche prelati, che annovera l'Ucoii nel gruppo dei musulmani moderati.
Quanto sia moderata lo si può dedurre dal fatto che Youssef Qaradawi, ideologo dei Fratelli Musulmani in Europa, nel 2002 ha promulgato una fatwa relativa alla "conquista islamica di Roma" che, "avverrà con la predicazione, non con la spada". Ovvero con le moschee dell'Ucoii che continuiamo irresponsabilmente a costruire.
Salam
Orpheus



28 settembre 2007

Ancora scontri e morti in Birmania.I dissidenti: "Divisioni tra i generali"

Rangoon- Truppe dell’esercito birmano stanno marciando verso Rangoon, dove anche oggi migliaia di persone sono scese in piazza contro la giunta militare. I militari dispiegati nella principale città del paese asiatico hanno caricato e disperso i dimostranti, dopo aver occupato i principali monasteri buddisti e tagliato l’accesso a internet.

Scontri tra i generali della giunta
Intanto tra le file della dittatura emergono le prime crepe tra i generali: il numero due del regime, generale «Maung Aye e i suoi fedelissimi sono contrari a sparare sulla folla». Lo ha rivelato una fonte vicina ai vertici militari al sito di informazione degli esuli birmani, Mizzima News. Il generale Maung Aye, braccio destro del capo della giunta militare golpista, Than Shwe, ha una posizione ben diversa dal suo «superiore» sul come affrontare le proteste degli ultimi giorni nel paese, secondo il sito. Il sito Mizzima News è stato creato nell’agosto 1998 da un gruppo di giornalisti birmani in esilio.

La protesta non si placa
L’uso della forza non ha comunque fermato i manifestanti, che oggi sono tornati nei pressi della pagoda Sule, nel centro di Rangoon. I militari hanno esploso colpi di arma da fuoco in aria, dopo aver prima intimato ai dimostranti di disperdersi e averli poi caricati con i manganelli. Prima della nuova manifestazione, i soldati avevano chiuso gli ingressi e bloccato le strade che conducono ai monasteri di Rangoon e di Mandalay, la seconda città della Birmania, mettendo di fatto sotto controllo i monaci. «Ora che i monaci sono fuorigioco, i soldati possono adottare misure più dure», ha detto un diplomatico asiatico sotto anonimato, alimentando il timore di rappresaglie contro i civili.


Si temono decine di morti
Tre giorni fa, la giunta ha deciso di vietare gli assembramenti pubblici, ma senza riuscire a fermare i manifestanti, che hanno continuato a sfilare per le strade di Rangoon scontrandosi con le forze di sicurezza. Incerto il bilancio delle vittime: secondo le autorità locali ci sono stati 10 morti e diversi feriti, ma altre fonti riferiscono di un numero più elevato di morti. Secondo l’ambasciatore australiano in Birmania, Bob Davis, il bilancio sarebbe di «diversi multipli dei 10 ammessi dalle autorità». Dopo le proteste mosse dalla comunità internazionale contro il ricorso alla forza, la giunta ha deciso di interrompere la principale connessione internet che nei giorni scorsi ha consentito la diffusione di immagini e testimonianze di quanto sta avvenendo nel Paese.

La repressione sul web
L’azienda di stato ha ufficialmente dichiarato che l’interruzione del servizio sarebbe dovuta a un problema tecnico a «un cavo subacqueo». Fonti della Bbc in Birmania hanno denunciato anche problemi alle comunicazioni telefoniche e hanno dichiarato che i militari stanno dando la caccia alle persone che possiedono telecamere e telefoni cellulari. Sul fronte diplomatico è previsto per domani l’arrivo nel paese dell’inviato Onu per la Birmania, Ibrahim Gambari. Cina e Giappone hanno fatto sapere oggi che intendono collaborare per arrivare a una soluzione della crisi, mentre gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni economiche contro 14 alti dirigenti governativi birmani.da
lastampa.it
Siamo tutti con gli eroici monaci Birmani e la povera  gente per cui essi si battono con coraggio e dedizione senza fine.La protesta non violenta,ma caparbia dei monaci è commovente, il mondo non dovrebbe lasciarli soli, noi siamo con loro, in maglietta rossa oggi e sempre alla faccia di chi indossa la maglietta del Che Guevara ,che è solo un assassino a confronto di questi uomini indomiti in rosso amaranto e arancione, e cioè  i soliti pacifinti pronti a battersi e sfilare  solo per gente violenta,ambigua, prevaricatrice.I soliti professionisti dei cortei   tacciono , come sempre , di fronte ai veri oppressi nel mondo
Verbena
 



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27 settembre 2007

«Sulle nozze miste l'Italia non ceda più ai ricatti islamici»

 
«Vuoi sposare un italiano non musulmano? Prima devi convertirti e poi ne riparliamo». Accade sempre più spesso. È l'odissea burocraticoreligiosa della quale sono ostaggio migliaia di immigrate che intendono sposare un cittadino italiano. Per l'attuale normativa sul matrimonio è indispensabile un certificato. Un nulla osta che non arriva mai. Quando il futuro marito è di un'altra religione, ambiasciate e consolati dei paesi in cui vige la sharia, la legge islamica, mettono la richiesta in un cassetto. Un rifiuto di fronte al quale anche i tribunali italiani sono impotenti. In sostanza, denunciano Jole Santelli di Forza Italia, Daniela Santanché di Alleanza Nazione e Khaled Fouad Allam, deputato della Margherita di origine algerina, nel nostro Paese, in fatto di matrimoni misti, la legge islamica batte la Costituzione italiana. Di qui la loro proposta di legge che intende cambiare la normativa. Niente più attese infinite per il nulla osta. Qualora l'autorità non risponda entro un mese dalla richiesta varrà il principio del silenzio-assenso. E poi pene più severe (non inferiori a un anno di carcere) in caso di false dichiarazioni sullo stato civile e la certezza che sulle unioni celebrate in Italia tra cittadini italiani e stranieri valga la legge italiana. Sembra un paradosso, ma finora non è stato così . «Negli ultimi tre anni», spiega Santelli «gli italiani che hanno dovuto dichiarare di essersi "convertiti" all'Islam sono 10mila». L'unica strada per convolare a nozze è questa. In alternativa, resta la carta della giustizia italiana. «Il problema», puntualizza Santanchè, «è che anche ai nostri tribunali occorre una prova: un documento che attesti che il nulla osta è stato rifiutato per motivi religiosi». Documento che spesso viene tenuto nei cassetti dai funzionari pur di non riconoscere il motivo ufficiale del divieto. Santanchè spiega il perché: «L'idea che una donna voglia sposare un "infedele" è considerata un sacrilegio».
La testimonia l'esperienza di tante immigrate. Souad Sbai, presidente dell'Associazione delle marocchine in Italia, non vuole «essere considerata una donna di serie B». Non vuole, soprattutto, che a decidere per lei e per centinaia di altre connazionali sia il Wali (il tutore delle donna per la legge islamica) o, peggio, un anonimo funzionario del consolato: «Io stessa per sposarmi sono dovuta andare in Inghilterra». La polemica sui matrimoni con cittadini stranieri si estende al tema del dialogo. Yahya Pallavici, vicepresidente del Coreis, la comunità religiosa islamica, accusa di «emarginare i moderati musulmani». Secondo Santelli la mancanza di dialogo «rischia di mettere in difficoltà quegli immigrati che hanno voglia di stare in Italia rispettando le leggi italiane». Al ministro dell'Interno, Giuliano Amato, manda a dire: «Il dialogo non si predica, si pratica». Al titolare del Viminale, Santanchè formula la sua proposta: «Se la Consulta islamica non è solo un fantasma che si aggira per le stanze del suo dicastero, si potrebbe chiedere di sottoscrivere ai suoi componenti un impegno per la la libertà di scelta delle loro connazionali».
Da Libero
Orpheus


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27 settembre 2007

Falce e paletta


Come fa un comunista duro e puro per recarsi alla FESTA DELL'UNITA' (badate bene, festa dell'Unità, mica un impegno istituzionale)?
Prende il treno direte voi. Col cavolo.
Per un vero comunista duro e puro  ci vogliono tre auto e una paletta più il privilegio di viaggiare sulla corsia d'emergenza senza rischiare nulla.
In testa un’Alfa 159 nuova fiammante con poliziotti in borghese. Poi una Lancia Thesis con lampeggiante blu e paletta rossa “Servizio di Stato”. Infine un’altra Alfa 159 con poliziotti. Alle 18 e 40 di venerdì 7 settembre gli automobilisti nell’area di servizio Reggello sull’Autostrada del Sole si sono incuriositi pensando che fosse arrivato il presidente della Repubblica in cerca di un panino Camogli. Invece era solo il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, diretto a Bologna per un dibattito alla Festa dell’Unità.
Con una certa fretta: dopo breve sosta, l’aggressivo corteo è ripartito a tutto lampeggiante, sorpassando sulla corsia di emergenza i chilometri di coda che come ogni giorno affliggevano il tratto dell’Autosole tra Incisa e Firenze. A Giordano non piacciono nuove autostrade e terze corsie. Ecco perché: per la sua auto blu il traffico è sempre scorrevole.
Adesso, questo piccolo aneddoto non mi scandalizzerebbe più di tanto se il protagonista non fosse quel Giordano sempre in prima linea a scagliarsi contro i ricchi e la loro presunta arroganza.  
Orpheus


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27 settembre 2007

Myanmar: la prepotenza dei grandi schiaccia sempre i più deboli

Yangon: monaci sorvegliati dai poliziotti (Ap)
 Un popolo che lotta per conquistare la propria libertà paga, immancabilmente, un immane tributo di vite innocenti. E' successo in ogni epoca, ad ogni latitudine, le tirannie conoscono un solo modo per mantenere il potere: soffocare le legittime proteste nel sangue.
E' successo con i giovani di Piazza Tienanmen, sta succedendo nuovamente con i monaci buddisti del Myanmar, rei di attirare l'attenzione del mondo sulle condizioni di disperata povertà in cui versa la popolazione dell'ex-Birmania.
In passato fu lo stato più ricco del sudest asiatico, primo esportatore mondiale di riso,Oggi  la gente  non può pagarsi da mangiare e nemmeno può pagare l’autobus per andare al lavoro.
Oltre il 25% dei 56 milioni di abitanti del Myanmar vive con meno di un dollaro al giorno e gli aumenti del prezzo della benzina (+500% nell’ultimo mese) hanno scatenato le proteste. Manca l’elettricità, anche nelle città di media dimensione, dove spesso arriva solo per pochissime ore al giorno. Manca l’acqua corrente: Ko Myint Oo, abitante di Yangon, racconta che “occorre fare un’ora di fila per prendere dal lago due secchi d’acqua per bere”. Nelle città è diffusa la malnutrizione infantile e “la gente è passata da tre pasti al giorno a due e poi a uno. Un pasto al giorno non basta” . Il sistema sanitario assiste solo chi può pagare; tubercolosi, malaria e Aids sono diffusi. Il sistema scolastico è quasi inesistente in molte zone:nei villaggi la scuola locale consiste in una sola stanza per tutte le otto classi elementari e medie e la cattedra è fatta di tavole di legno sopra due pile di mattoni. E mentre il suo popolo muore di fame, il dittatore e i suoi accoliti vivono nel lusso più sfrenato e depredano ogni risorsa. Un copione già visto, troppe volte.
Così i piccoli e miti, ma immensamente grandi, monaci tibetani sono scesi in piazza a mani nude, per protestare pacificamente contro un potere che strangola il paese e si sono trovati ad affrontare soldati armati di fucili e manganelli.
Sono scesi in piazza ben sapendo che avrebbero pagato con la vita e con la libertà come puntualmente si é verificato.
Ieri sera il Consiglio di sicurezza dell'Onu si e' riunito, ma non e' riuscito a raggiungere un accordo sulla strada da intraprendere per risolvere la crisi nel Myanmar. Cina, Russia e Indonesia infatti si sono opposte alla proposta europea e statunitense di emanare sanzioni commerciali pesanti per la dittatura militare birmana. Pechino e Mosca, gia' lo scorso dicembre hanno bloccato col loro potere di veto una risoluzione di condanna della giunta per obbligarla a posizione più democratiche. Ovviamente "Cane non mangia cane",  la giunta militare ha trovato appoggio in regimi degni del suo operato presente e passato. Quello che é INCOMPRENSIBILE é com'è possibile che nazioni che considerano il rispetto dei diritti umani, un "optional" superfluo, abbiamo diritto di veto in questioni come questa.
Orpheus





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27 settembre 2007

BUGIARDO: LA TAV NON SI FARA'

 
Una delle prime domande fatte a Romano Prodi durante la trasmisione Porta a Porta, "Adesso parlo io", é stata sulla TAV, se si farà. Da indiscusso bugiardo qual'è ha risposto: " Si" si farà perchè questo governo ha studiato un percorso alternativo e blablablabla...
No, non si farà perchè questo governo imbroglione e inetto
non ha inviato i progetti a Bruxelles
In teoria ci sarebbe tempo fino al 12 ottobre ma nessuno presenterà proprio nulla. A farlo capire le sconsolate parole di Di Pietro qualche giorno fa, per il quale: "la Tav non vedrà la luce perché parte della maggioranza boicotta apertamente opere di modernizzazione del nostro Paese". A cui si aggiungono i soliti "Bianchi e Pecoraro Scanio" , i paleopolitici rossi che  fanno sapere che la "Torino-Lione non era nel programma". Intanto a Roma fioccano richieste di chiarimento a Prodi sulla mancata presentazione del progetto operativo che rischia di azzerare i soldi comunitari per la costruzione della Tav Lione-Torino. E lui va in televisione a rifilare le solite bugie agli italiani. Questo é il governo della serietà.
Aridatemi Berlusconi di questa gente non ne posso più.
Orpheus


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26 settembre 2007

Il pubblico ultraliberal perdona tutto ad Ahmadinejad. O quasi tutto

 
Mahmoud Ahmadinejad, Iran’s president, told Americans yesterday his country had no nuclear weapons programme, but then called his own credibility into question by insisting it had no gay people either”. Ah, la lingua. Tradotte spicciativamente, queste parole comparse ieri nel sito leftist del Guardian, suonano così. Ahmadinejad ha detto di non volere la bomba, ma poi ha perso la sua credibilità dicendo che nel suo paese non ci sono gay.
Anche dalla cronaca di Maurizio Molinari, per la Stampa, emerge dalla bolla ideologica della Columbia University questa buffa surrealtà. Finché Ahmadinejad si scontra in nome dei principi sacri dell’ospitalità con il presidente dell’Università, Lee Bollinger, che lo ha invitato e poi bollato come spietato dittatore introducendolo al pubblico, la platea è divisa, ma la sua maggioranza occhieggia benevola al capo iraniano. Finché è in questione il diritto di Israele ad esistere, visto che per l’illustre ospite è uno stato razzista che va cancellato dalla carta geografica, qualche buuh viene coperto da atteggiamenti dubbiosi e distinzioni certosine tra ebraismo e politica del governo israeliano, con un pensiero reverente al crudele destino del popolo palestinese. Finché è in ballo l’uranio arricchito, e con esso la minaccia intollerabile di sanzioni e addirittura di guerra a un paese indipendente e sovrano, quel che emerge è la radicale opposizione studentesca e dei docenti pacifisti e orientalisti alla politica di guerra al terrore di George W. Bush e dei suoi accoliti, una mascheratura dei soliti disegni imperialisti. Serpeggiano dubbi, magari, ma si discute. Finché quello dice che la donna iraniana è libera e quella occidentale asservita alla logica del mercato, bisbigli. E anche la negazione della shoah è ormai presso quel pubblico ultraliberal un argomento come gli altri, e Ahmadinejad segna un punto a proprio favore, conquistando consenso quando rivolge il dito ammonitore contro le misure repressive che colpiscono la libertà di ricerca storica in occidente, dove i negatori delle camere a gas se la passano in effetti maluccio.
Però quando un negazionismo circolare porta il presidente iraniano a sterminare in via preventiva i gay del suo paese, negandone senza tanti complimenti la formale e sostanziale esistenza, scoppia un casino indemoniato e Ahmadinejad perde in un boato di dissenso oltraggiato la sua forte credibilità, la sua capacità di mettere in discussione tutto il resto. Felici che per una volta la piattaforma libertaria e desiderante di una platea occidentale, nell’occasione in tema di omosessualità, abbia aiutato a sputtanare almeno parzialmente un dittatore islamista prenucleare, amico e sostenitore del terrorismo, ci limitiamo però ad osservare che, se la gay culture è l’ultimo scudo della decenza politica occidentale di fronte all’assalto dei mullah e dei loro portavoce, la nostra linea di difesa è un po’ fragile.
Da Il Foglio


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26 settembre 2007

Emergenza rom: troppo tardi


Non fosse che il nostro problema è quotidiano e angosciante, che la condizione di vita nelle città sta diventando insopportabile, che crimini, disagi, prepotenze sono stati per un anno denunciati ogni giorno dall’opposizione e bollati ogni giorno dal governo come forme pericolosissime di razzismo risorgente, si potrebbe con umorismo residuo commentare il grido d’allarme di Giuliano Amato, e i gridolini di Paolo Ferrero, ricorrendo alla saggezza popolare: tanto tuonò che piovve, chiudete la stalla quando i buoi sono scappati, e via con tanti altri proverbi. Ma questi sono i ministri che si compiacciono di dichiararsi «ministro dei clandestini» e invitano gli immigrati alla ribellione, che scrivono saggi supponenti contro l’imperialismo dell’Occidente, solo perché la maggioranza degli occidentali disapprova l’imposizione del velo e la segregazione delle donne musulmane nel nostro Paese. Questi ministri e il governo che esemplarmente rappresentano si apprestano oggi a benedire la discussione in Parlamento di una nuova legge, che sostituirà la Bossi-Fini, che tutti già chiamano legge dell’immigrazione libera, e che porta i loro due nomi. Non sono colpevoli solo di un deplorevole ritardo, sono inaffidabili. La sicurezza dei nostri confini è preziosa, loro la disprezzano.
Nel gennaio scorso Romano Prodi ha firmato l’ingresso della Romania nell’Unione Europea, da allora a oggi l’esodo dei rom è stato incessante. Nessuno ha il coraggio di fare dei numeri realistici, Ferrero azzarda uno spaventoso centocinquantamila, ma sono molti di più; forse nessuno ci riesce, troppe sono le baraccopoli nascoste lungo i fiumi dove una volta passeggiavamo, sotto le pinete dove facevamo le gite alla domenica, a pochi metri dai condomini dove la gente viene derubata quando esce a fare la spesa. Solo a Milano, il primo Comune che si è provato a dire basta, ce ne sono diecimila, e i quattro milioni di euro che il ministro della Solidarietà Sociale ostenta come il miracolo, servono a ben poco. Sarebbe bastato applicare una moratoria, uno stop per due anni, invece il governo e i due ministri che ora si dicono preoccupati hanno detto no. Sarebbe bastato che l’Italia facesse non dico come Sarkozy, ma seguisse la direttiva europea che parla chiaro: o hai un lavoro che ti consente di mantenerti o non entri nel nuovo Paese dove vorresti risiedere. Non hanno voluto fare niente, troppo impegnati a tenere buoni i comunisti loro compagni, troppo occupati a fingersi i nuovi paladini di un mondo più buono.
Anche ora non hanno cambiato idea. Si sono spaventati, questo sì, dell’invasione dei rom e dello sdegno degli italiani, e tentano di scaricare le responsabilità di un problema ormai al precipizio sulle istituzioni locali, le stesse che prima hanno spocchiosamente ignorato, accentrando tutte le decisioni al Viminale. Incapaci, in mala fede, pericolosi.
Maria Giovanna Maglie-Il Giornale
Servono a ben poco ormai le preoccupazioni di Amato e Ferrero. Le dimissioni sono troppo poco, bisognerebbe prenderli a calcioni nel di dietro.
Loro e loro famiglie vivono blindati al riparo dalle conseguenze della loro inettitudine e malafede, e noi paghiamo un conto salato da tutti i punti di vista.
Orpheus


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26 settembre 2007

Quanto rende fare i terroristi

  

In Italia c'è almeno una categoria di persone che non fatica a trovare lavoro nel comparto pubblico, para-pubblico e del volontariato assistito: quella degli ex terroristi di sinistra. Si tratta di terroristi “riciclati”, il cui riciclaggio è avvenuto – come scrive ironicamente Adriana Bolchini Gaigher, Presidentessa dell'Osservatorio sui diritti italiani e internazionali – "proprio come si fa con i rifiuti tossici: scavalcando leggi e norme di sicurezza, affidandosi a trasportatori privi di scrupoli e scaricandoli poi nottetempo là dove nessuno può accorgersene, liberi di spargere intorno a sé i loro miasmi portatori di semi mortali".
Oggi i “terroristi riciclati” ce li troviamo all’interno di strutture legate allo Stato, nei partiti e nei giornali (che ricevono finanziamenti dallo Stato), nelle Associazioni benefiche (finanziate dallo Stato), molte delle quali istituite su misura per loro, nonché nelle Coop che, come tutti sanno, sono organismi collaterali ai partiti comunisti. Il problema reale con il quale ci si deve confrontare è che queste persone occupano posizioni nelle quali esercitano un “potere ideologico e suggestivo” su coloro con i quali vengono in contatto, proprio in ragione del loro ruolo. Insomma il mondo del volontariato, del no profit e, perchè no, anche del pacifismo senza sè e senza ma, viene riletto in chiave di ideale proseguimento della lotta armata degli anni '70, con tutti i rischi che questo accostamento comporta.
Le domande legittime sarebbero molte e nascono tutte dal fatto che questi soggetti non si sono messi a lavorare a fianco delle masse, che loro avevano la pretesa di difendere. Non fanno mica gli operai, i meccanici, i benzinai o i negozianti! Occupano bensì posizioni grazie alle quali hanno a disposizione materiale umano da "forgiare" e indirizzare ideologicamente, proprio come "cattivi maestri di ritorno".
Per ora ci accontentiamo di formulare almeno tre domande precise:
1)Con quale criterio il loro giudizio può essere considerato accettabile, se sono loro stessi a dire che non hanno cambiato nulla, se non la rinuncia alla lotta armata?
2) E’ o non è forse un ideologo colui che arma la mano di chi di fatto si getta nella lotta armata?
3)Stanno o non stanno questi personaggi incidendo a livello ideologico sulla formazione delle persone con le quali vengono in contatto, dal momento che lavorano tutti in posti di potere?
Dimitri Buffa-L'Opinione.it
Purtroppo il riciclaggio dei terroristi, o meglio "dei compagni che sbagliano" é un'altra vergogna italiana, e nello specifico una vergona tutta della sinistra.
Le vittime dei terroristi rossi, nel migliore dei casi vengono gettate nel dimenticatoio, quando non insultate, come accade tutt'ora con il prof. Biagi.
Spesso i familiari, di chi è morto sotto i colpi d'arma da fuoco dei brigatisti, si sono dovuti arrangiare e non sono stati sistemati in comodi posti di lavoro statali, come se dedicarsi al terrorismo fosse una nobile attività.
Qual'è il messaggio che arriva ai giovani?
Ammazzate in nome del partito e vi sarà dato.
Orpheus


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25 settembre 2007

La Merkel incontra il Dalai Lama malgrado il "dispiacere" della Cina

 
C’è chi usa i diritti umani per il proprio interesse e chi rinuncia a questo per portare avanti battaglie sacrosante contro le dittature e contro coloro che calpestano la libertà e la dignità umana.
Nel primo caso rientra Emma Bonino, che durante il suo viaggio in Cina, non ha proferito verbo contro le persecuzioni in atto in quel paese, malgrado abbia fatto "carriera" come paladina dei diritti umani, nel secondo Angela Merkel che si è tirata addosso le ire di Pechino per essersi schierata dalla parte della causa del Tibet.
Il cancelliere tedesco, infatti ha incontrato il 23 settembre a Berlino il Dalai Lama, nonostante le proteste “ufficiali” della Cina. Jiang Yu, portavoce del ministro cinese degli Esteri, ha dichiarato che il Dalai Lama non è solo un leader religioso ma un esiliato politico che svolge “attività separatiste” e parla di “intromissione negli affari interni cinesi".
Pechino ha quindi cancellato i colloqui, previsti per ieri a Monaco, perchè la Merkel "ha ferito in modo serio i sentimenti della popolazione cinese" e "ha vulnerato i rapporti tra i due Paesi”. “La Cina esprime il suo grande dispiacere”. Su alcuni siti internet cinesi sono apparsi insulti verso la Merkel, definita “una strega” che “gioca col fuoco”, che la pur attentissima censura non ha provveduto a rimuovere.
Nessuno dei precedenti cancellieri aveva mai incontrato il Dalai Lama, perchè "ovunque egli vada, la Cina protesta" e minaccia velatemente ritorsioni di carattere economico, ragion per cui i diritti umani passano in secondo piano rispetto alle ragioni economiche. Mi si dirà così vai il mondo, e io rispondo che questo mondo va CAMBIATO. Si può e si deve fare. Da quando è diventata cancelliere, la Merkel ha posto la difesa dei diritti umani tra i cardini della sua politica estera e durante la sua visita in Cina ad agosto ha più volte sollevato il problema del loro rispetto. Grazie Angela. 
Orpheus 
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