.
Annunci online

 
Orpheus 
CHI HA IL CORAGGIO DI RIDERE E' PADRONE DEL MONDO
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Dallapartedeltorto
Alessandro/Orcinus
Miralanza-Roberto
Angelo D'Amore
Alman's page
Maralai
Press
Blog.it
300705
Il Berretto a sonagli
Il Fazioso Liberale
Fort
Gabbiano urlante
Invisigoth-Bounty Hunter
Mara Carfagna
A DESTRA-L'italia agli italiani
Luigi Turci
Il lupo di Gubbio
MILLEEUNA DONNA
Simpaticissima Clio-Endor
Caffé nero-Cap e Pike
Alef
L'angolo di Bolina-un punto di vista di sinistra
il blog di Barbara
Il cielo sopra Kabul
CONTROCORRENTE
Countrygirl
Cavmi-La grande forza delle idee
C'é Walter
Deborah Fait
Esperimento
Fanny
Germanynews
Il Giulivo
Hoka Hey
imitidicthulhu-satira intelligente
Italian blog4Darfour
Informazione corretta
L'importanza delle parole
Lisistrata
Liberali per Israele
Legno storto
Luca-Liberodipensare
Lontana
Max-Altrimenti
Magdi Allam Forum
Manu
Maedhros
Max-Altrimenti
PA
Pseudosauro
La pulce
Periclitor
PARBLEU! di Jeanne ed Emile de la Penne
Il Reazionario
Sauraplesio
Sarcastycon
Tocqueville
Una voce che urla nel deserto
Zanzara
  cerca

Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















Questo BLOG non rappresenta

una testata giornalistica in quanto

viene aggiornato senza alcuna
periodicità.
Non può pertanto considerarsi
un prodotto ed
itoriale ai sensi della legge
n. 62
del 7.03.2001.Questo blog è un sito
no-profit.
Le mie fonti sono sempre indicate da un
link,
quando il materiale pubblicato non è
stato
creato da me, e non vi è alcuna
intenzione
di infrangere copyrights
esistenti.
Se il titolare di testi o immagini da me
postate
desiderasse la rimozione
del materiale
di sua proprietà,
basta contattarmi.

directory blog italia



Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

Diario | l'Asinistra | Diritti Umani | Islam | PDL | Vittime del terrorismo | Sprechi rossi e tasse | Etica e religione | EVIDENZA: immigrazione | cronaca | Nessuno tocchi i bambini | crimini e censura rossa | Amici a quattro zampe | Appelli e petizioni | Giustizia indecente | Sinistra indegna | Eurabia | Israele nel cuore | Elezioni | America | Satira | EVIDENZA: emergenza stupri | INFORMAZIONE SCORRETTA | Lotta alla mafia e all'evasione | PILLOLE di buon senso | Berlusconi persecuzioni sinistre | Zingaropoli |
 
Diario
1visite.

21 luglio 2007

Buone Ferie

 

Vado in Ferie.A risentirci, per ora auguro a tutti buone ferie, rilassanti e serene soprattutto
Verbena




permalink | inviato da Orpheus il 21/7/2007 alle 13:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

19 luglio 2007

Filippine, Padre Bossi è stato liberato!

ROMA - Padre Giancarlo Bossi, il missionario italiano rapito nelle Filippine lo scorso 10 giugno, è stato liberato. A darne notizia è stato da Roma il presidente del consiglio italiano, Romano Prodi. «Ho lasciato la riunione tecnica sulle pensioni per dare un annuncio molto importante - ha detto il premier, sceso a piazza Colonna, in maniche di camicia, per dare l'annuncio ai giornalisti - . Padre Giancarlo Bossi è stato liberato. Un'automobile lo sta portando al posto di polizia filippina. Sono veramente commosso e felice». Secondo quanto ha poi precisato il sottosegretario Danieli il religioso è stato condotto a Zamboanga.

«LAVORO EFFICACE» - «Oggi è il compleanno della sua mamma - ha aggiunto Prodi - . La liberazione è quindi una coincidenza molto fortunata. Debbo ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per la sua liberazione: il ministero degli Esteri, i nostri servizi. Hanno lavorato silenziosamente, con efficacia, fin dal primo momento della sua prigionia. È una occasione molto importante per gioire assieme a lui ed ai suoi cari». Padre Bossi ha già potuto mettersi in contatto con i famigliari ai quali ha assicurato di stare bene.
LA TELEFONATA A CASA - «Una grande gioia, proprio oggi in diretta, mentre eravamo tutti a casa per il compleanno di nostra madre...» E' commosso Marcello Bossi mentre racconta come i i famigliari del missionario italiano hanno ricevuto la notizia. «Nostra madre ha ricevuto una telefonata, come se fosse una normale chiamata di auguri...E' stato bellissimo per lei e per noi sentire la voce di Giancarlo, un'emozione grande...»
IL VATICANO - La notizia della liberazione è stata accolta con sollievo e soddisfazione dal mondo politico. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è detto lieto della liberazione. E anche dal Vaticano giungono parole di felicità per il rilascio del missionario. «Il Papa ha pregato tanto per la liberazione di padre Giancarlo Bossi - ha commentato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi -. Se la notizia è confermata non potrà che essere soddisfatto». da corriere.it
Sono molto contenta per la liberazione di Padre Bossi e sono certa che lo sarà tanto anche Mary-Orpheus .Veramente una bella notizia per tutti, ci voleva e sono molto contenta anche per la sua mamma che ha celebrato un compleanno felice.
Verbena


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. liberazione rapimento padre bossi

permalink | inviato da Orpheus il 19/7/2007 alle 21:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

19 luglio 2007

BORSELLINO: A 15 ANNI DALLA STRAGE GIORNATA DELLA MEMORIA

 PALERMO - Oggi è il giorno della memoria nel ricordo di Paolo Borsellino, procuratore aggiunto a Palermo, e degli agenti della polizia di Stato che gli facevano da scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cusina, Claudio Traina e Vincenzo Limuli, massacrati nella strage di via Mariano D'Amelio il 19 luglio 1992 e di cui quest'anno ricorre il quindicesimo anniversario.
"E' quasi un miracolo che il ricordo sia ancora così vivo in un Paese che facilmente dimentica i propri morti. E' importante che la memoria sia affidata ai bambini che non c'erano quando Paolo è morto", ha detto Rita Borsellino, sorella di Paolo. "Se il pool antimafia si sciogliesse con la riforma della giustizia - aggiunge Rita Borsellino - sarebbe una perdita di memoria storica e significherebbe cominciare daccapo".
Il presidente del Senato Franco Marini ha deposto una corona d'alloro in via D'Amelio. La cerimonia è stata accompagnata dal "Silenzio" suonato dalla banda della Polizia. Dopo la deposizione della corona, Marini ha espresso la sua commozione alla sorella di Paolo Borsellino, Rita, e alla vedova Agnese che lo hanno accompagnato all'ulivo piantato 15 anni fa, dopo la strage, di fronte la casa della madre di Borsellino. "E' un momento di grande emozione - ha detto Marini, a Rita ed ad Agnese - tornerò presto a trovarvi".
GRASSO, E' IL GIORNO DELLA COMMOZIONE
"Per me questo è il giorno dellacommozione perché ancora ricordo quel giorno tremendo eriprovo tante emozioni legate a quell'evento. Questo è ilgiorno in cui sento più vicino il giorno della strage,colleghi come Falcone e Borsellino si sentono più viciniquando affronti il mio lavoro e soprattutto nei momenti di difficoltà e di disillusione". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso in via D'Amelio.
GIP: NO ALL'ARCHIVIAZIONE DELL'INCHIESTA 'AGENDA ROSSA'

Il giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta, Ottavio Sferlazza, ha respinto la richiesta di archiviazione dell' inchiesta sul furto dell' "agenda rossa" del giudice Paolo Borsellino, scomparsa dalla borsa del magistrato poche ore dopo la strage. L'udienza si è tenuta ieri ed il magistrato si è riservato sulle ulteriori decisioni: imporre l' imputazione coatta alla procura oppure ordinare ulteriori indagini. Nel fascicolo, rimasto a carico di ignoti, si ipotizza il reato di furto. La richiesta di archiviazione era stata firmata dal procuratore aggiunto di Caltanissetta Renato Di Natale e dal pm Rocco Liguori, gli stessi che hanno riaperto l' inchiesta sulla possibile implicazione di settori dei servizi segreti nell' attentato di via d' Amelio.
NELLA NOTTE VEGLIA IN VIA D'AMELIO
Circa duecento persone hanno partecipato alla veglia cominciata a mezzanotte e finita intorno alle 6. Il momento di raccoglimento davanti al palazzo dove abitava la madre del giudice, è stato organizzato dagli scout dell'Agesci. Alla veglia ha partecipato anche Rita Borsellino, sorella del magistrato. Durante la notte ci sono stati momenti di preghiera cui hanno partecipato anche militanti delle Acli, e musicali col gruppo popolare dei Ditirammu. Su un telo sono stati proiettati filmati sul giudice Borsellino.
IN VIA D'AMELIO DUE STATUE, SONO FALCONE E PAOLO

Paolo Borsellino e Giovanni Falcone che chiacchierano amabilmente sono raffigurati in due statue dello scultore Tommaso Domina poste stamane in via D'Amelio. Le statue sono realizzate in gesso bronzato. Paolo Borsellino è raffigurato in pantaloni e polo, mentre fuma una sigaretta e sorride all'amico Falcone, la cui statua non è ancora terminata. L'opera, nelle intenzioni dell'autore, non appena completata dovrebbe essere collocata in via Libertà. "Ho parlato di questo mio desiderio con la famiglia Borsellino - dice Domina - Volevo che le immagini di Giovanni e Paolo non avessero un carattere istituzionale, volevo rappresentarli come persone normali tra la gente".
NAPOLITANO: INDELEBILE RICORDO E RINNOVATO IMPEGNO
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato alla signora Agnese Borsellino il seguente messaggio: "Trascorsi ormai quindici anni dal tragico attentato che costò la vita a Paolo Borsellino ed agli agenti della sua scorta Catalano, Cosina, Loi, Li Muli e Traina, restano più che mai vivi nella mia memoria ed in quella di tutti gli italiani il dolore e lo sgomento per un così terribile evento. La criminalità organizzata, nel compiere questo vile assassinio, si è spinta a livelli di inaudita barbarie, nell'intento di colpire lo stato democratico e le sue istituzioni attraverso una delle più luminose figure di magistrato, un esempio di dirittura morale e di determinazione nella difficile lotta contro la brutale spirale del fenomeno mafioso. L'indelebile ricordo di quel crimine, nel rinnovare di anno in anno lo sdegno dell'intera collettività, ha contribuito a far maturare una più diffusa e radicata coscienza civile ed a promuovere un rinnovato impegno per il consolidamento dei valori fondanti della nostra Repubblica: legalità, solidarietà e libertà, contro ogni forma di sopraffazione e violenza".
da ansa.it
Il ricordo di Borsellino è tanto vivido, tuttora, nella memoria degli italiani perchè la gente sa riconoscere i veri grandi uomini,specie quelli che operano in silenzio a proprio rischio e pericolo e senza aiuti veri da parte di chi dovrebbe spalleggiarli nella loro opera di pulizia del paese, e gliene è grata in modo imperituro.
Verbena




Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Borsellinok strage mafia ricordo

permalink | inviato da Orpheus il 19/7/2007 alle 19:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

19 luglio 2007

Masochisti con Hamas

Cinismo: pensiamo che alla base delle recenti dichiarazioni di D’Alema e di Fassino su Hamas ci sia principalmente questo. Tuttavia, prima di cercare ancora di far ragionare il ministro degli Esteri e quella brava persona che è sempre stata in politica mediorientale Piero Fassino, segretario dei Ds, ci sono due novità che la cronista ha il dovere di raccontare.
La prima è che D’Alema, nello stesso discorso di San Miniato in cui lunedì ha ribadito l’idea che si debba parlare con Hamas in quanto «forza reale che rappresenta tanta parte del popolo palestinese», si è anche espresso in un modo che rende chi come me si occupa da tanti anni di Medio Oriente un povero reietto. Infatti il ministro ha bollato i giornalisti che hanno scritto della sua passeggiata a braccetto con gli Hezbollah, montando, a suo dire «una campagna», chiamandoli, né più né meno che «dei deficienti». Finalmente sappiamo ciò che siamo. Ma siamo contenti almeno che il titolo abbia valore mondiale, dato che sia la foto della passeggiata che lo stupore che ne è derivato hanno costellato parecchi giornali, in molte lingue, in tutto il mondo. Ma il disprezzo di D’Alema per chi non ammira la sua politica è una sua antica abitudine. «So let it be with Caesar».
La seconda storia, ed entriamo in argomento, è che un’indagine recentissima della Near East Consulting, compiuta a Gaza in questi giorni, dimostra che il consenso di Hamas è in discesa, mentre quello di Fatah cresce: gli schiaffi della messa in mora internazionale cominciano a fare effetto. Hamas ha ora il 23 per cento dei consensi a fronte del 29 del mese scorso, Fatah è salito dal 31 al 43. Il 66 per cento di quelli che hanno votato per Hamas oggi voterebbe per Fatah. Il margine di errore è valutato al 3 e mezzo per cento. Ismail Haniyeh con il 37 per cento è oggi nettamente sotto Abu Mazen che ha il 63 per cento. Questo significa che le stragi compiute da Hamas dopo le elezioni, la percezione (secondo Jamil Rabah, capo del Near East Consulting) del boicottaggio internazionale di Gaza, i disagi della popolazione, la disapprovazione per il comportamento criminale di Hamas hanno ottenuto quei risultati che D’Alema e anche Fassino, quando ripetono che Hamas è una forza «democraticamente eletta» e quindi indispensabile alla pace, ritengono evidentemente impossibili. La sviolinata su Hamas come forza maggioritaria eletta in libere elezioni, anche evitando ovvi paragoni, per esempio quello con Hitler, è del tutto irrilevante: elezioni e democrazia non sono sinonimi, soprattutto quando la forza eletta dichiara ripetutamente che disprezza il sistema democratico come espressione della cultura blasfema dell’Occidente, e che quindi usa le elezioni come puro veicolo di affermazione. La democrazia è un pacchetto complessivo, che prosegue anche il giorno dopo le elezioni: se una forza «democraticamente» eletta si avvale del consenso elettorale per imporre un regime teocratico e sanguinario, qualcuno mi deve spiegare dove è rintracciabile la sacralità del patto con le forze di minoranza. Inoltre, non è affatto vero, come sostiene D’Alema, che Hamas venga consegnata ad Al Qaida se non ci si parla. Hamas nasce nel ventre di Al Qaida e viceversa, i loro legami sono molteplici e intrinseci, come ha detto anche Abu Mazen, e nel passato ne abbiamo dato conto parecchie volte nei particolari, con le date e i nomi. Infatti, queste due organizzazioni non hanno nessun’altra ragione sociale se non quella religiosa messianica antioccidentale, ovvero la jihad. Non esisterebbero senza. Basta leggere la Carta di Hamas e, se poi non convince perché si pensa che siano tutte chiacchiere, basta dare un’occhiata alle gesta del Movimento, sia sul fronte del terrorismo sia su quello della guerra interna. La mostruosa (ripeto, mostruosa) crudeltà dell’organizzazione descrive pienamente le sue potenzialità politiche. Esiste già, con Hamas, un dialogo che riguarda le questioni indispensabili, quelle degli aiuti umanitari e quelle dello scambio dei prigionieri. Per il resto è semplicemente masochista e persino un po’ folle immaginare come strumento di pace la promozione degli estremisti nel momento in cui tutta l’idea della ricostruzione di un processo di pace mediorientale è basata sulla nuova costruzione della rilevanza dei moderati. Per questo Bush ha proposto la nuova conferenza di pace, per questo vuole conferire all’Autorità di Abu Mazen 190 milioni di dollari, per questo intende fare di questa conferenza un appuntamento che contesti e anzi spinga fuori l’egemonia iraniana, che (ma D’Alema non lo sa?) da Hamas è auspicata e utilizzata, uomini, danaro, armi. Tony Blair non accetterà, nel suo nuovo ruolo, la strategia italiana, George Bush riterrà un attacco diretto alla sua strategia la posizione del nostro ministro degli Esteri. Inoltre, non la accetteranno i nostri figli, cui insegniamo che non uccidere è il primo comandamento, e che poi invitiamo a sedersi con degli assassini patentati.
di Fiamma Nirenstein da
ilGiornale
Ecco. credo che questo articolo sia la risposta adeguata a chi ancora considera D'Alema un grande ministro degli esteri, grande e illuminato.Il lupo si è travestito di agnello , ma le simpatie sinistra per certi terroristi restano e sono difficili da scardinare.Pur con tutta la cautela che un vero diplomatico deve possedere nell'esprimere certi giudizi, resta il fatto che certa gente vuole solo violenza e morte e di questo non si può non tenere conto.e poi un diplomatico vero, opera con perizia, non fa certe passerelle...
Verbena




Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. D'Alema Hamas al Fath terrorismo

permalink | inviato da Orpheus il 19/7/2007 alle 19:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

19 luglio 2007

La petizione per mettere un libro all'indice

 Cosa mai possono concretamente sperare le (così dicono) «centinaia di firme» apposte a un documento che si scaglia contro un libro, quello di Magdi Allam? Forse indurre l'autore ad abiurare? L'editore a ritirare il volume? I librai a disfarsene? A dichiarare fuori legge un saggio per aver violato chissà quale articolo del codice penale? Oppure, come è più probabile ma non meno inquietante, a rinchiudere il bersaglio di tanta ardente indignazione in un recinto infetto, fare terra bruciata attorno a lui, insomma a procurare un effetto intimidatorio su chi si è macchiato della grave colpa di aver scritto quel libro?
Il documento in questione (un appello, una petizione, un manifesto, o comunque si voglia chiamare questa ennesima testimonianza di un'abitudine molto italiana degli intellettuali ad aggregare le loro firme in vista di qualche sempre commendevole «mobilitazione » e nobile Causa) compare sull'ultimo numero di «Reset», la rivista di Giancarlo Bosetti sempre vivacemente presente negli snodi cruciali del dibattito culturale. Sottoscritto da numerosi studiosi di vaglia tra i quali Paolo Branca e David Bidussa, Angelo d'Orsi e Ombretta Fumagalli Carulli, Patrizia Valduga ed Enzo Bianchi, se la prende con un libro, «Viva Israele» di Magdi Allam, per via della sua «sfrontatezza», per di più «lontanissima dallo spirito e dai valori di una democrazia costituzionale », indice di «un preoccupante imbarbarimento dell'informazione» cagionata, par di capire, dall'attacco molto duro che Allam avrebbe riservato a due docenti universitari italiani. Ma il documento-anatema non si articola come difesa di qualcuno che si ritiene ingiustamente attaccato, bensì come un «no» al libro, un «contro Allam», una «critica» ad personam. Una scomunica collettiva, non una confutazione di una tesi. Una mozione che segnala l'arruolamento a una posizione ideologica, non una critica al merito di un libro.
È difficile comprendere cosa abbia indotto tanti intellettuali a una deroga così grossolana e stupefacente di alcuni princìpi basilari della libera discussione politico-culturale attorno a un libro. La consuetudine vuole infatti che un libro venga criticato, anche ferocemente, ma da un singolo, non da una schiera vociante di «centinaia di firme». Che un libro possa anche essere stroncato, demolito, fatto (intellettualmente) a pezzi, ma solo da chi porta la responsabilità intellettuale in un conflitto di idee modulato su argomenti che si contrappongano aspramente ad argomenti, tesi contro tesi, documenti contro documenti. I firmatari dell'appello contro Allam non fanno nulla di tutto questo. Bersagliano un libro per il solo fatto che esiste e il suo autore perché accusato di «tifare» per le ragioni di Israele (e se anche fosse, dov'è il reato, o il peccato?). Firmano in gruppo credendo di rafforzare la loro credibilità con il numero delle adesioni e non con la vis persuasiva di un argomento. Fossero state migliaia anziché centinaia, le firme, ci sarebbe forse qualche ragione in più per considerare ancor più negativamente il libro mandato simbolicamente al rogo? Da quando in qua la scientificità di un libro viene misurata così brutalmente sui diktat della «dittatura della maggioranza»?
Nella moltitudine di appelli e di manifesti che ha scandito in modo così ripetitivo la vita culturale dell'Italia repubblicana, i firmatari del documento di «Reset» hanno deciso di dar vita a un unicum, non conoscendosi, a memoria, precedenti di una raccolta di firme esplicitamente indirizzate contro un libro e contro un saggista. Ma se questa nuova tipologia di appelli non assomiglia alla (legittima) stroncatura di un libro o al (sacrosanto) dissenso nei confronti di tesi giudicate sbagliate o infondate, resta la sgradevole sensazione che nel tutti contro uno messo in scena da una rivista si produca attorno a un libro il marchio della «pericolosità», del discredito, della delegittimazione preventiva e dunque sleale. Qualcosa che ha il sapore dell'intimazione al silenzio, o comunque di un trattamento speciale che genera allarme sociale attorno a un libro e un effetto di intimidazione su un autore e sul suo editore chiamati, per così dire, a una maggiore prudenza nel futuro. Una deriva di arroganza che, anche se animata dalle migliori intenzioni, nella storia ha sempre condotto alla tentazione censoria e alla messa all'indice. Sempre.di Pierluigi Battista da corriere.it
Il fatto è che pascolare in un gregge, per giunta in una oasi ecologica, approntata per i puri indignati in servizio permanente effettivo, da più forza a certi flebili belati che somigliano moltissimo a veri e propri  coccodè.Ho sempre avuto la massima disistima per i "cosiddetti intellettuali italiani" gente che mangia nella mano del potente di turno e che non si rassegna a vivere  nel silenzio tombale che merita.Questa crociata contro il libro di Magdi Allam e contro la persona di Magdi Allam  sarebbe commedia dell'arte o peggio fescennino atellano se certa gente non si prendesse tanto sul serio.A questo punto ci vorrebbe proprio il mitico pernacchio di De Filippo(nel film l'oro di Napoli) per smontarne l'ottusa ed inconsistente boria.Per la serie :a volte certe iniziative sono degli autogoal incredibili perchè qualificano a tutto tondo chi li fa
Verbena




17 luglio 2007

Lite Bertinotti-Marini Napolitano li convoca

La telefonata è partita da Montecitorio verso Palazzo Madama di prima mattina, appena Fausto Bertinotti ha aperto i giornali. E si è «imbufalito», garantiscono i suoi.
Già, perché il presidente della Camera ha scoperto da un articolo di Repubblica che il suo omologo Franco Marini era intenzionato ad «accelerare il taglio» delle spese del Senato e a sottoporle a «una cura dimagrante più drastica di quella della Camera», con una mossa a effetto: introdurre subito una stretta sui vitalizi, ossia le pensioni (privilegiate) dei parlamentari. Abolendo la famosa regola dei «due anni sei mesi e un giorno» per maturare il diritto a riceverla, astutamente introdotta perchè le legislature, in Italia, raramente muoiono di morte naturale dopo cinque anni, e tanti poveri peones non rieletti, in caso di fine anticipata, rischiavano di perdere il loro assegno di quiescenza.
A Bertinotti è saltata la mosca al naso, visto che la Camera aveva deciso di rinviare la riforma dei vitalizi alla prossima legislatura. E che con Marini si era «concordato di prendere misure comuni» e di vararle insieme. Invece quell’articolo «ispirato» da Palazzo Madama, dicono a Montecitorio, è sembrato un tentativo di «far apparire che c’è un ramo del Parlamento virtuoso e l’altro no», lamentano gli uomini di Bertinotti. Che denunciano che, in realtà, l’introduzione immediata della stretta sulle pensioni finirebbe per «comportare costi aggiuntivi», anzichè tagliarli. Fatto sta che Bertinotti ha espresso le sue aspre rimostranze a Marini per la mossa «inopportuna», spiegandogli che «così non si crea un clima di collaborazione», gli ha chiesto un intervento riparatore, ha annullato la riunione dell’Ufficio di presidenza della Camera che doveva varare il piano di tagli per Montecitorio e ha voluto partecipare di persona alla conferenza stampa convocata dai deputati questori per illustrare i nuovi virtuosi impegni a ridurre i costi di Montecitorio. E ha detto che occorre «tornare a una totale sintonia tra Camera e Senato per giungere a una deliberazione che è già maturata e che non può essere oscurata da qualche incursione inelegante, sbagliata e senza fondamento». Mica male.Dietro l’accelerazione sui vitalizi di Palazzo Madama, i più maligni leggono però un intento politico, prima ancora che propagandistico: come è noto, al Senato il centrosinistra rischia di saltare a ogni votazione. E l’idea di perdere il diritto alla pensione se non si compie l’intera legislatura potrebbe costituire un buono stimolo per i senatori a tenere in piedi la legislatura e a non precipitarne le sorti. E proprio per fare un «check» sulla situazione delle Camere i due presidenti si sono incontrati ieri sera al Quirinale, convocati da un preoccupato Napolitano che ha assistito con inquietudine ai sussulti e alle lacerazioni della maggioranza nel dibattito sull’ordinamento giudiziario al Senato. da
ilGiornale.it
E bravo il subcomandante Fausto: come difende lui  il diritto alla pensione per chi èdedito a  lavori usuranti non lo fa nessuno.Dite che fare il parlamentare non è usurante?Chiedetelo ai cuscini e alle poltrone su cui seggono terga spesso troppo imponeni e pesanti, volete dire che non si usurano?Ma quanto siete cattivi capitalisti, liberisti con anima nera...affamatori di poveri parlamentari lavoratori!
Verbena



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. pensioni marini berinotti sprechi parlamentari

permalink | inviato da Orpheus il 17/7/2007 alle 19:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

17 luglio 2007

Hamas, Fini attacca D'Alema:"Le sue parole sono gravissime"

ROMA:«Le parole di D’Alema sono gravissime e irresponsabili. È evidente che Hamas è una organizzazione politica che come tale raccoglie vasto consenso popolare, ma è incontestabile che non ha mai ripudiato il terrorismo come strumento di lotta». Lo afferma il leader di An ed ex ministro degli Esteri Gianfranco Fini. «Lo ha praticato e lo pratica tuttora e si rifiuta di riconoscere lo Stato di Israele. Ed è per queste ragioni che l’Unione europea ha inserito Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche. Prodi ha il dovere di dire con chiarezza se le affermazioni di D’Alema sono condivise e sono la linea del Governo», conclude.
Le parole di D'Alema

Il ministro degli Esteri ieri ha parlato alla festa dell'Unità di San Miniato, in provincia di Pisa: «È sbagliato regalare ad Al Qaida movimenti come Hamas e Hezbollah - ha spiegato - Hamas si è reso protagonista di atti terroristici, ma è anche un movimento popolare: per l’occidente democratico non riconoscere un governo eletto democraticamente, magari mentre andiamo a braccetto con qualche dittatore, non è una straordinaria lezione di democrazia». Secondo D’Alema invece «Hamas è una forza reale che rappresenta tanta parte del popolo palestinese», e per questo motivo «è interesse della comunità internazionale - ha concluso - evitare di spingere questi movimenti nelle braccia di Al Qaida».da lastampa.it
Siamo in estate e fa caldo e il caldo da alla testa, specie se si mastica amaro, si cerca visibilità e si vogliono pronunciare frasi "storiche".Povero D'HAlemahSalam, gli sono rimaste solo queste comparsate e queste dichiarazioni ad effetto dato che è stato tagliato fuori da tutto e non ha il coraggio di dare l'alto là a Prodi e amichetti sinistri..Era ora in ogni caso che Fini uscisse dal coma, spero che con lui, ne esca tutta la CdL.Ora non è il momento di giocare a rimpiattino
Verbena


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Fini D'Alema dichiarazioni gravi Hamas Al Queda

permalink | inviato da Orpheus il 17/7/2007 alle 19:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

17 luglio 2007

La spesa supera il 50% del pil

Roma - Dopo dieci anni, nel 2006, la spesa pubblica italiana ha superato il 50% del pil. Lo rende noto l'Istat. "Lo scorso anno - ha spiegato il presidente dell'Istituto nazionale di statistica Biggeri davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Dpef - la spesa pubblica si è attestata al 50,5% contro il 48,6% del 2005". In particolare lo scorso anno la crescita della spesa è stata del 7,9% evidenziando una dinamica più accentuata rispetto al +3,6% del 2005. Ad aumentare la spesa, secondo l'Istat, è stato l'innalzamento degli interessi passivi (+5,2%) che sono cresciuti rispetto alla diminuzione del 2,3% manifestatasi nel 2005.
Pil a +1,4%
"La crescita del Pil, già acquisita nel primo trimestre 2007, è pari all’1,4%", ha ricordato il presidente dell’Istat, spiegando che per raggiungere un incremento medio annuo del 2% come indicato dal documento servirebbe "un’evoluzione caratterizzata da un tasso di incremento congiunturale medio dello 0,4% per i rimanenti trimestri dell’anno". Infine, la platea dei destinatari di una possibile revisione del sistema di detrazioni legate all’Ici è rappresentata da 17,3 milioni di famiglie che vivono in case di proprietà.
Anci: "I comuni penalizzati dal Dpef" Critiche al Dpef 2008-2011 arrivano anche dai Comuni italiani. L’Anci si dice preoccupata per i "problemi senza soluzione" contenuti nel documento approvato dal governo. I comuni, ha detto il rappresentante dell’Anci davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, "hanno contribuito a un sostanziale risanamento e al mantenimento del Patto di stabilità, ma sono penalizzati dalle soluzioni contenute nel Dpef per il risanamento della finanza pubblica".da
ilGiornale
E questi sono numeri, non si possono contestare i numeri con chiacchiere strumentali da circolo bocciofio
Verbena 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Spesa pubblica aumento PIL

permalink | inviato da Orpheus il 17/7/2007 alle 13:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

16 luglio 2007

Pd,Rosy Bindi si candida alla segreteria,per "competizione vera"

ROMA (Reuters) - Il ministro per la Famiglia Rosy Bindi ha deciso di candidarsi alla segreteria del Partito democratico, "per una nuova competizione" e per dare un'opportunità alle donne, come si legge in una nota.
"Anch'io, come tanti, sento la responsabilità di un impegno in prima persona. Ho riflettuto a lungo sul contributo che avrei potuto dare a questa straordinaria opportunità per la politica e il Paese. Sono ormai convinta che la scelta più giusta e più utile sia quella di presentare la mia autonoma candidatura alla segreteria del nuovo partito", dice Bindi in una nota diffusa nel pomeriggio.
Tra le motivazioni della decisione, la necessità di "una competizione vera ... che favorisca il confronto delle idee e porti alla luce le differenze e la ricchezza culturale del partito nuovo", ma anche la convinzione "che le donne non possano più aspettare... E' il momento di far contare il peso e l'autorevolezza di straordinarie energie femminili presenti nella vita sociale, economica, culturale del Paese".
Il ministro sottolinea poi il "bisogno di dar vita ad un bipolarismo finalmente maturo, senza ambiguità e tatticismi nella politica delle alleanze (e di) cogliere fino in fondo la sfida di una nuova laicità".
Bindi chiede "un'Italia più ricca ma anche più libera e più giusta", e si aspetta che "in tantissimi, donne e uomini e soprattutto giovani e giovanissimi, che già si sentono democratici pur non militando nei partiti esistenti o sentendosi estranei ai loro apparati organizzativi, si aspettano e vogliono essere protagonisti di questa nuova stagione".
La candidatura al Pd sarà "un percorso che richiederà molte energie, passione e dedizione. Sarà un impegno quotidiano, a tempo pieno. E se sarò eletta rinuncerò a qualunque altro incarico", aggiunge Bindi.
La settimana scorsa, il presidente del Consiglio Romano Prodi in una lettera ha detto che c'è spazio per nuove candidature alla leadership del partito democratico, dopo quella del sindaco di Roma Walter Veltroni, che alla fine di giugno ha sciolto le riserve e si è proposto per la segreteria.
Il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani lunedì scorso ha invece annunciato che non si candiderà alla guida del partito per evitare di disorientare i simpatizzanti della nuova forza di centrosinistra. da
yahoo news 
Bene, questa notizia già girava nell'aria, ora c'è la conferma ufficiale.Repubblica parlava di UOMO forte, eccolo l'UOMO forte che lotta per una competizione non taroccata: ma perchè le primarie dell'Ulivo che saranno vinte da Veltroni sono per caso taroccate:rolleyes: ?E chi glielo dice alla banda degli onesti?Sul resto di quanto affermato dalla Rosy , stendo un velo pietoso, credo che il caldo feroce si faccia sentire ecco.Fossi io un fan del partito democratico prenderei a testate il muro: alla faccia del nuovo che puzza di muffa e vorrebbe avanzare!:ghiro:
Verbena  

bindi_papessa.jpg
















16 luglio 2007

Gli italiani vogliono l’uomo forte! Ci risiamo…

Sorprende secondo alcuni, specie se di sinistra, il successo pazzesco di Sarkozy. No, non in Francia, dove avendolo votato ed eletto, non vedo perché dovrebbero sorprendersi. No, quello che sorprende i nostri “sinistri” è il successo che Sarkozy riscuote in Italia. Già, perché il presidente francese riscuote successo tra quelli di destra ma, rassegnatevi è così, anche tra quelli di sinistra. E qui, forse è meglio ricostruire lo scenario in cui ci troviamo. In un recente sondaggio condotto da Demos-Eurisko per “Repubblica" su un campione nazionale rappresentativo, ebbene l'84% degli italiani si dice d'accordo con l'affermazione: "Ci vorrebbe un uomo forte a guidare il Paese" perché "oggi c'è troppa confusione".
Il dato è decisamente sorprendente – scrive “Repubblica” - se si tiene conto che dal 2004 sino a novembre 2006 era passato dal 49% sino a toccare il 56%. Insomma, con Berlusconi eravamo a meno della metà degli italiani, poi con Prodi è cominciata una escalation che dopo i primi mesi al 56% ha toccato il dato odierno pari all’84 per cento. Sorbole! come direbbe Romano, mo questo è un aumento del 30 per cento!
Va bene. Tuttavia “Repubblica” avvisa che “può avere influito il fatto che l'ultima rilevazione sia stata condotta da un istituto diverso rispetto alle precedenti occasioni: Eurisko invece di Demetra”. Insomma con lo stile raffinato che da sempre distingue il quotidiano di De Benedetti, in pratica mettono le mani avanti: se il dato si rivelasse fasullo è colpa di quegli stronzi di Eurisko, non nostro!” Io traduco a modo mio per chiarezza, ma la sostanza è questa. Credetemi!
Quello che risulta più inquietante (per il quotidiano debenedettiano…) sono gli altri dati che sommariamente dicono: “Il sostegno più convinto, infatti, proviene dagli elettori di An e della Lega Nord: 96% in entrambi i casi. Non dissimile dal dato espresso dagli elettori di Forza Italia: 93%. Tuttavia, questo orientamento è largamente condiviso anche sul versante politico opposto. Perfino tra coloro che si collocano all'estrema sinistra e fra gli elettori di Rifondazione Comunista, infatti, la voglia di un "uomo forte alla guida del Paese" è vicina al 70%”.
Ilvo Diamanti su “Repubblica” commenta da par suo “Un Paese Debole non produce Uomini Forti. E quando li produce, meglio diffidarne...”. Per correttezza devo ammettere che Ilvo Diamanti ha alcune qualità che non apprezzo: scrive in un libro quello che io scrivo in una pagina, inoltre lo espone in modo barocco ed fumoso. L’ultima volta l’ho persino ingiustamente insultato. Ho scoperto solo dopo che eravamo della stessa opinione: ebbene, io ho preferito cambiare idea!Ora, si tranquillizzi l’Ilvo Diamanti: in passato la mia regione ha prodotto un tizio di nome Benito Mussolini. Lo ammetto. Ma in questi ultimi anni, la mia regione, ha prodotto in ordine sparso: Romano Prodi, Pierferdinando Casini, Gianfranco Fini, per non parlare di Dario Franceschini di Pier Luigi Bersani e così via. Ora, non me ne voglia l’Ilvo Diamanti di “Repubblica”: ma come si fa a scrivere nell’occhiello della sua articolessa “L'accelerazione del Pd mira a rispondere a questo deficit”?
Scusa, Ilvo, ma l’uomo forte secondo te sarebbe quella mozzarella di Walter Veltroni? Ma no, ma dai, ma cosa avete in testa a “Repubblica”? Ma allora ditelo, no?Giovanni Agretti http://www.ag-notizie.blogspot.com/
E certo che per VELONA ROSSA l'uomo forte sarebbe Veltroni, l'uomo dalla spina dorsale di tiramolla, l'uomo che afferma tutto e il contrario di tutto , tanto i suoi mica se ne accorgono dato che sono in adorazioni, chini al suo cospetto con angolazione verso sinistra, prostrati come i musulmani quando scatta l'ora della preghiera.Ma secondo voi , è uomo di decisioni importanti il buon Ualter?Lui è l'uomo del compromesso al ribasso, proprio un Romano Prodi in sedicesimo, che lo sappia Repubblica una buona volta e la smetta di raccontare fole.
Verbena



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. mussolini repubblica veltroni sarkosy uomo forte

permalink | inviato da Orpheus il 16/7/2007 alle 19:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

16 luglio 2007

Prigionieri della cultura del burqa

 Vorrei tranquillizzare la signora Monia Mzoughi: dal processo che la vede imputata per essersi presentata nascosta sotto una gabbia di stoffa nera nel tribunale di Cremona, ne uscirà a testa alta anche se avvolta dal niqab o dal burqa. Ci faremo perdonare per la vessazione da lei subita concedendole la cittadinanza italiana, visto che risiede tra noi da molti anni, anche se con quel suo muro eretto dal velo integrale lei non si considera affatto parte di noi. E la nostra Italia si confermerà sempre più preda dell'islamicamente corretto.
Al procuratore capo Adriano Padula deve essere sfuggita la circolare del Dipartimento della Polizia di Stato del dicembre 2004 che esclude che il velo integrale indossato dalle donne musulmane possa costituire reato in quanto sarebbe un «segno esteriore di una tipica fede religiosa» e una «pratica devozionale». Precisiamo che non stiamo parlando del semplice copricapo, il hijab, sulla cui legittimità si è addirittura espressa, con la sentenza definitiva numero 11919, la Terza sezione penale della Corte di Cassazione di Roma che il 4 aprile 2006 ha deliberato che «la religione musulmana impone alle credenti» di portare il velo. Accreditando nel nostro ordinamento giuridico laico quello che è escluso e addirittura sanzionato nei codici dei Paesi islamici.
No, stiamo parlando del velo integrale che imprigiona la donna dalla punta dei capelli alle dita dei piedi, annullandone il fisico e umiliando la personalità. La circolare del Dipartimento della Polizia di Stato fa un preciso riferimento all'articolo 5 della legge 152 del 1975, sulla cui base Padula ha rinviato a giudizio la Mzoughi, «perché in luogo pubblico, senza giustificato motivo, indossava un velo che, coprendole il volto, ne rendeva difficile il riconoscimento da parte delle forze dell'ordine». Ebbene la circolare chiarisce subito che «il reato non sussiste quando si tratta di veli o altri copricapo che, a differenza del burqa, non incidono significativamente sulla riconoscibilità della persona». Ma subito dopo legittima anche il velo integrale islamico perché «se l'ordinamento ammette vincoli più o meno rigorosi per quanto concerne gli statuti religiosi, da una parte, e le pratiche di culto dall'altra, vi sono obiettive difficoltà a riconoscere l'esistenza di un vincolo ostativo all'adozione di una pratica devozionale, quale può ritenersi l'uso del burqa, per un divieto che lo stesso legislatore esita a porre in termini assoluti». Si arriva al punto di ammonire che «identificare reiteratamente ogni persona che circoli con il burqa, prima che l'autorità giudiziaria si sia pronunciata sulla sussistenza o meno di un giustificato motivo che escluda il reato, o senza un rilevante interesse pubblico, potrebbe costituire un eccesso non consentito e verrebbe percepito come una inutile vessazione».
La magistratura pertanto non potrà non tener conto che per l'esecutivo il velo integrale islamico è assolutamente legittimo e, a meno che non si voglia scatenare una battaglia giudiziaria tra i poteri dello Stato, vedrà ridotto il proprio campo d'azione nell'accertare se sia sussistito o meno un «giustificato motivo» o un «rilevante interesse pubblico» a identificare la Mzoughi obbligandola a togliersi in pubblico il niqab.
Prima ci hanno detto che il copricapo femminile è un precetto islamico. E abbiamo risposto: così sia, nel nome della libertà individuale. Poi ci hanno detto che il velo integrale è un simbolo islamico. E abbiamo risposto: così sia, nel nome del rispetto religioso. Infine ci hanno detto che servono piscine e spiagge separate perché le «vere musulmane» non possono mostrare il loro corpo in pubblico. E abbiamo risposto: così sia, nel nome del business dei ghetti per sole donne. A questo punto c'è da attendersi che ci chiedano di indossare noi, non loro, il hijab, il niqab o il burqa e di dividerci per sesso al mare, a scuola, in ufficio e fin dentro casa nostra. E noi cosa risponderemo? Così sia, nel nome dell'islamicamente corretto che è il fulcro del relativismo cognitivo, culturale e religioso che sta facendo perdere la testa e l'anima all'Occidente.di Magdi Allam 
www.corriere.it/allam
Ma si capisce no che ci vogliono tutte in burqa e c'è pure chi all'idea si attizza, magari avremo gli stilisti del burqa, quelli fatti a mano, quelli di serie e quelli di alta moda..Ma si può?!!!
Verbena




permalink | inviato da Orpheus il 16/7/2007 alle 11:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

15 luglio 2007

DICO io: attenti a quei due Comunisti Uniti Sinistri

 
Che bella coppia...
Verbena


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. CUS unioni di fatto regolamento privato

permalink | inviato da Orpheus il 15/7/2007 alle 20:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

15 luglio 2007

Caracas, i vescovi sfidano Chavez e la «rivoluzione»

 I presuli sono preoccupati della deriva dittatoriale che il leader sta imponendo con le riforme costituzionali, prima fra tutte la possibilità di prolungare il suo mandato

Hugo Chavez ha avviato il Venezuela verso una «dittatura». La drammatica denuncia dell'arcivescovo di Mérida, monsignor Baltazar Porras, era arrivata da Cuba, dove si è svolta la XXXI Assemblea generale del Celam (il Consiglio episcopale latinoamericano).
Particolarmente significative le parole di Porras, che giungono da un'isola comunista continuamente invocata da Chavez come esempio. In Venezuela è un refrain costante: si ripete continuamente che «la società verso la quale camminare è la cubana, o quella della Corea del Nord o l'Iran», ricorda l'arcivescovo. «Tutti modelli molto criticati dalla società internazionale, oggi», ma non da Caracas. «A partire dalle elezioni di dicembre è stato accelerato il processo rivoluzionario», attraverso «il sequestro di tutti i poteri pubblici da parte dell'esecutivo». Attualmente, in Venezuela, «tutte le istituzioni o le persone che non sono inquadrate nel processo rivoluzionario sono considerate nemiche». Questa svolta ha portato un «clima di enorme tensione e di esclusione, nel quale rientra anche la Chiesa». Verso chi la pensa differentemente, non ci sono «solo critiche, ma anche insulti». Non basta. Chavez sta anche cercando di «sequestrare il linguaggio religioso comune», parlando della sua fede cristiana e citando le frasi del Vangelo. Negli ultimi giorni le relazioni fra Chavez e la Conferenza episcopale venezuelana (Cev) sono nuovamente molto tese.
Il dialogo non è mai stato particolarmente fluido: fin dalla prima elezione dell'ex paracadutista, nel 1999, il rapporto è sempre stato difficile. Nell'ultimo anno la relazione era migliorata, ma il disgelo è durato ben poco. Al governo non è piaciuto affatto il documento pubblicato dalla Conferenza episcopale sabato scorso, al termine della plenaria. I vescovi venezuelani accusano il governo di dirigersi verso «un sistema socialista fondato sulla teoria e la pratica del marxismo-leninismo» e criticano lo slogan «patria, socialismo o morte» scelto da Chavez. Ma s oprattutto la Cev boccia la prossima modifica della Costituzione che il presidente ha avviato senza coinvolgere tutta la società venezuelana, in nome di quello che definisce «socialismo del XXI secolo».
Con la riforma della Carta Magna, Chavez punta alla possibile rielezione presidenziale indefinita (l'incarico oggi è permesso un massimo di due volte), alla ristrutturazione del modello territoriale e alla trasformazione socialista del paese sudamericano. Ma per ora nessuno sa realmente cos'altro contiene la riforma, perché la sua elaborazione è stata affidata ad una commissione ad hoc che ha lavorato in modo «confidenziale» (ovvero ermetico). La prima bozza è stata consegnata a Chavez, che potrebbe presentarla al Parlamento nei prossimi giorni, una volta conclusa la Coppa America di calcio.
Dopo il documento della Cev, il ministro degli Esteri Nicolás Maduro ha accusato i vescovi di comportarsi come «inquisitori politici», seguendo un «manuale da Guerra fredda». Durissime anche le parole di Chavez, che ha definito i membri della Conferenza dei «bugiardi» e dei «manipolatori».
Ma le critiche dei vescovi - fanno notare molti osservatori - riflettono pienamente le inquietudini e i timori di buona parte della società venezuelana.da avvenire.it.
Su Chavez esistono una serie di pesanti dubbi, ovviamente non condivisi dai suoi amichetti in red di casa nostra.Ancora una volta sono i vescovi a fare argine contro certe derive marxiste-leniniste e non dovrebbero essere lasciati soli.Ma si sa chi sono i fanatici  fedeli della "parrocchia rossa"
Verbena


Guardatelo, non sempra un tiranno dello stato delle bananas?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Chavez dittatura vescovi opposizione

permalink | inviato da Orpheus il 15/7/2007 alle 19:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

15 luglio 2007

Iran - Lapidazione : Otto donne condannate alla lapidazione

 CNRI, 13 luglio - la commissione delle donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) chiede la condanna dei crimini del regime dei mullah, il regime iraniano ha condannato a morte otto donne che scontano attualmente una pena di prigione, ha annunciato il quotidiano ufficiale Etemad-Meli.
Il giornale ha annunciato che "otto donne sono state condannate alla lapidazione nelle prigioni iraniane."
Almeno, due fra esse sono nella prigione di Evine a Teheran, due nella prigione Sepidar di Ahwaz (città del sud-ovest), a Tabriz (nord), a Varamine (sobborgo di Teheran), alla prigione Tchobine di Ghazvine (ovest) e l'ultimo alla prigione di Oroumieh (Nord-ovest), vive nel timore enella disperazione.".Il presidente della Commissione delle donne del CNRI, la signora Sarvnaz Chitsaz ha condannato questi crimini ed ha aggiunto che i mullah mostrano che hanno l'intenzione di continuare questo tipo di punizioni crudeli per creare il timore nella popolazione. Sig.ra Chitsaz chiede alle Nazioni Unite e a tutte le organizzazioni di difesa dei diritti umani e delle donne di condannare i crimini di questo regime medioevale ed adottare misure per porre fine a questi comportamenti inumani.
Commissione delle donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana da Donneiran.org.
E' sempre la stessa storia: di queste efferatezze non importa, ipocritamente, nulla a nessuno, neanche a quelli che dovrebbero far rispettare i DIRITTI DELL'UOMO(E DELLA DONNA).Orpheus denuncia questa ennesima barbarie, sperando che, in un pese in cui  si pretende pure di misurare i centimetri di pelle scoperti in osservanza ad una religione sanguinaria, prima o poi non siano più eseguite disumane e ingiuste condanne a morte.Ci piacerebbe che altre voci si unissero alle nostre, ma mi sa che stanno cantando il De profundis clamavit Domine per Welby (dopo i funerali religiosi dell'avvocato Bovio: che ingiustizia vero?Peccato che i casi siano differenti)  per cui  non hanno tempo per altro.Anche qui, solo pizze a comando sa sfornare certa gente
Verbena

















13 luglio 2007

BUONE VACANZE

 
Anche quest'anno vado in vacanza in montagna, laggiù fra i prati in fior, ahimè non ho la connessione, quindi starò assente dal blog fino al 13 Agosto, giorno del mio rientro.
Tutto sommato sono contenta di staccare un po', e per 4 settimane non pensare, leggere e scrivere più di politica.
Una cura disintossicante da questo governo che sta avvelenando coloro che ne seguono le prodezze....
Un caro saluto a tutti e un ringraziamento coloro che mi seguono.
Anche a voi ragazzi gli auguri di ferie serene.
Un abbraccio a TUTTI Marilena
PS. vi lascio con un sogno...


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. ferie saluti

permalink | inviato da Orpheus il 13/7/2007 alle 20:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

13 luglio 2007

No Tar, No Tav:Far pagare i danni alla polizia sarebbe un precedente molto poco serio

 La sezione regionale del Piemonte della Corte dei conti sta chiudendo un’inchiesta per i danni subiti dallo stato, a Venaus, in Val Susa, con riguardo all’invasione, da parte di dimostranti, dei cantieri Tav. Il tribunale di Torino ha in corso un processo per lesioni, devastazione e saccheggio, contro i dimostranti. Ma il procuratore della Corte dei conti del Piemonte non intende chiedere a loro i danni erariali causati mediante l’invasione e il danneggiamento dei cantieri. Invece procede a carico della polizia, per danni causati all’immagine dello stato, mediante sue cariche, che ritiene eccessive. Non è chiaro se vi sia qualche procedimento penale, contro agenti, che abbiano usato violenza e causato lesioni personali immotivate. In tale caso, le vittime potrebbero chiedere un risarcimento. Ma la tesi per cui gli agenti di polizia o il loro comandante possano essere chiamati a rispondere di danni all’immagine dello stato, in quanto hanno usato la forza, nei confronti di occupanti violenti di cantieri è assurda. L’immagine dello stato italiano è stata danneggiata dall’occupazione violenta dei cantieri, cui è seguito lo stop al progetto. Ciò ha dato la sensazione di un governo che si piega pavidamente di fronte ai localismi e a dimostranti dotati di armi improprie. Le azioni di sgombero dei cantieri da parte della polizia hanno ricostituito parzialmente l’immagine dello stato, facendo vedere che vi sono ancora autorità capaci di far rispettare le leggi e i diritti di proprietà. Ma gli operatori internazionali rimangono scettici sulla convenienza di investire in Italia, con riguardo alla tutela della libertà di iniziativa privata. Se la tesi del procuratore regionale del Piemonte della Corte dei conti fosse accolta, la polizia sarebbe resa imbelle contro i violenti e s’ingenererebbe l’idea che la nostra forza pubblica non faccia parte di uno stato normale, ma di un musical in cui i ruoli fra le guardie e i ladri sono invertiti. Paradossalmente, contro il magistrato regionale della Corte dei conti si potrebbero chiedere i danni per lesione dell’immagine dello stato, perché la sua azione impropria toglie credibilità alla polizia. Ma non è il caso di giocare sulle cose serie.
Da Il Foglio
Quando leggo queste notizie resto basita: non sanno più cosa inventarsi per demonizzare le Forze dell'Ordine, ma questa é veramente incredibile: ai devastatori "una pacca sulle spalle e amici come prima" e agli agenti che hanno tentato di fermarli e di far rispettare la legge, un bel procedimento a carico per aver danneggiato l'immagine dello stato.
Quale stato? Quello di Caruso, Farina e Luxuria...ci vuole ben altro per danneggiarne l'immagine, siamo la barzelletta dell' Europa.
Orpheus

13 luglio 2007

Pagheremo un riscatto di civiltà

 

STRAGE Alcuni marines portano via il corpo straziato di un militare filippino. Sono 14 quelli uccisi mercoledì (Epa)

Sono quattordici i soldati filippini uccisi dai guerriglieri islamici di Abu Sayyaf. Dieci i decapitati. Speriamo che la Farnesina abbia ragione, che l'esecuzione non sia legata alle ricerche di padre Bossi. Purtroppo il decollamento dei dieci e il rapimento del prete sono intrecciati fra loro, nonostante l'irenismo assimilazionista tenti di occultare un legame inscritto nel nome Abu Sayyaf: "Spada di Allah". I qaidisti non hanno ucciso solo dei soldati, ma dei "soldati cristiani", come bollano l'esercito di Manila. Un legame inciso nella vera presenza di padre Bossi, testimone di Cristo in una terra di conquista del fondamentalismo islamico. E nel nome di Benjamin Inocencio, Francisco Lubuagan e Salvatore Carzedda, altri sacerdoti vittime dimenticate di questa guerra. Un anno fa ci fu il massacro di Jolo. Abu Sayyaf entrò in quel piccolo villaggio uccidendo sei cristiani, fra cui una bambina di nove mesi. Le teste furono consegnate all'esercito da alcuni civili costretti dai terroristi a fare da "postini". Negando questo legame e derubricando l'aggressione islamista a guerra fra bande, ci illudiamo di avere a che fare con dei ricattatori e non con un'armata di rivoluzionari che vuole unificare quattrocentoventi milioni di musulmani (filippini e indonesiani), creando lo stato islamico più grande al mondo. Mentre nella giungla filippina si decollava, l'odio anticristiano costringeva l'ultimo sacerdote anglicano a lasciare la città di Baghdad. Il riscatto che i sequestratori vogliono farci pagare non è economico, è di civiltà.
Da Il Foglio
Orpheus

13 luglio 2007

Italia in svendita: Siamo imbecilli?No Allora SVEGLIAMOCI


Bello il commento di Ida Magli a questa ennesimo schiaffo agli italiani da parte di un governo che ha scelto di svendere la nostra nazione per il proprio bieco interesse di parte.
Il comportamento degli attuali governanti nei confronti degli immigrati musulmani è talmente sconvolgente, talmente inaccettabile, talmente ingiusto per chi sa di essere cittadino d'Italia, figlio della storia, della lingua, del diritto italiano, da rendere praticamente impossibile una qualsiasi reazione, o meglio una reazione che sia davvero reazione. A noi, Italiani; a me, cittadina italiana che ha sentito per tutta la vita come suo massimo privilegio, come la massima dote che le sia stata concessa al momento della nascita l'essere italiana, è rimasta soltanto una cosa: il silenzio.
Io faccio persino fatica a scrivere per Il Giornale, che amo tanto e nel quale ho tanto creduto, perché non si tratta più neanche di commentare, in modo negativo o positivo, non si tratta più di cercare di spiegare agli altri italiani, ai lettori, un qualche punto di vista che renda comprensibile il singolo caso, una singola decisione, presa di volta in volta o da un ministro o dal governo nella sua totalità, ma di far loro accettare l'idea che siamo degli imbecilli, che abbiamo il dovere di comportarci e di crederci imbecilli; che dobbiamo obbedire a governanti che vogliono appunto questo: convincere tutto il mondo che nessuno è più imbecille del popolo italiano; imbecille al punto da volere la propria morte, da favorirla con il suo stesso denaro; da non aprire neanche bocca di fronte allo sperpero delle tasse che siamo chiamati così duramente a spremere ogni giorno dalle nostre tasche, perché dobbiamo spenderlo soprattutto per uno scopo: far sì che al più presto possibile gli immigrati musulmani, debitamente istruiti nelle moschee da noi messe a loro disposizione, imparino cosa significhi essere credenti musulmani, e giudichino con la logica giusta, quella che a noi è proibita, che in Italia nessuno è credente nella propria religione, perché quello che gli sta a cuore è favorire le altre fedi religiose, favorire i costumi, i valori, la cultura di tutti quegli stranieri che sono perfino stupiti dell'imbecillità di coloro che li esortano ogni giorno a fare dell'Italia la propria casa. Perché non possiamo protestare? Perché non ci è permesso dire quello che ogni popolo ha sempre avuto diritto di dire, ossia che nessun governante, quale che sia il sistema di governo - monarchia, dittatura, democrazia - possiede né il potere né il diritto di svendere la patria dei propri sudditi? Qui si svende ogni giorno il territorio, l'acqua, l'aria, la strada, la spiaggia, il bosco, la lingua, la religione, la storia... Il signor Giuliano Amato, che parla con disinvoltura delle analogie fra i costumi pachistani e quelli siciliani, forse non sa (per quanto elogiato sia il suo forbito sapere) che la Sicilia ha impiegato lunghi secoli a liberarsi delle orribili abitudini verso le donne imposte in Sicilia dalla dominazione musulmana. Adesso se ne stia pure tranquillo e sereno: non ha più motivo di preoccuparsi. Lui è di sesso maschile e comunque la dominazione musulmana è alle porte.
Il governo Prodi, però, farebbe bene a non cullarsi ancora troppo a lungo nella tranquilla imbecillità dei sudditi italiani. Anche gli imbecilli qualche volta si ribellano.
Ida Magli-Da il Giornale


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sinistra indegna commento ida magli

permalink | inviato da Orpheus il 13/7/2007 alle 11:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

13 luglio 2007

Il ministro di Rifondazione Islamica regala 10ml di euro alle moschee

 

Cinquanta milioni di euro per integrare gli immigrati musulmani, insegnando i valori della Repubblica italiana. I corsi di “educazione civica” verranno impartiti in moschea, e viene spontaneo chiedersi perché per insegnare l'educazione civica bisogna rivolgersi a un centro di culto islamico?
Per l’infaticabile Ministro della “solidarietà ai migranti” (per gli italiani BISOGNOSI non ha ancora mosso un dito):“È la prima volta che in Italia si svolge in una moschea un corso di lingua e di educazione alla cittadinanza. Ed è un primo passo a cui dare seguito”, perché questi “non sono luoghi chiusi, ma di incontro e di discussione"... su come schiavzzare le donne e combattere gli infedeli come mostra un'nchiesta condotta in alcune moschee ITALIANE con una telecamera nascosta.  Malgrado ciò il ministro di Rifondazione "islamica" prevede “di finanziare mille progetti simili a questo”. Sì, proprio mille. Costo: diecimila euro l'uno. Totale dieci milioni di euro, che saranno reperiti tra i 50 milioni di euro destinati all'integrazione degli immigrati.
E chi terrà i corsi? Boh... in sostanza é la risposta Ferrero che si limita ad evocare “il contributo dell'associazionismo e del volontariato”. Il rischio è che ancora una volta dietro la parola magica del volontariato, si nasconda l'ennesimo espediente per creare clientele occulte. Ma non è il solo pericolo.
Critica l’opposizione, che presenterà un’interpellanza su questa ennesima follia sinistrorsa, a SPESE degli italiani, ma ancor più critici alcuni esponenti di spicco dell’Islam moderato fra cui Souad Sbai che ha rilevato una grave anomalia nel progetto di Ferrero:
Gli uomini sono stati separati dalle donne; ai primi è stata insegnata l'educazione civica; alle seconde solo la lingua”, osserva la Sbai, chiedendo le ragioni di questa discriminazione. "Il progetto favorisce la ghettizzazione avanzata. Nemmeno nei Paesi arabi corsi di questo tipo vengono affidati agli imam". E poi, perché distinguere tra musulmani e gli stranieri di altra fede? “Il processo di integrazione deve avvenire all'interno delle istituzioni, senza distinzioni di razza o di fede, non nei centri religiosi», ricorda la Sbai, con tanto buon senso.
Il buon senso che manca a questo governo, che sperpera milioni di euro in progetti per l'integrazione fumosi e a rischio, dopo aver alzato la pressione fiscale al 43%,mettendo in ginocchio gli italiani, con la scusa del risamento dei conti.
Così RISANA i conti Ferrero?
Orpheus

12 luglio 2007

Perseguitati perchè cristiani, famiglia si suicida sotto un treno


 Insieme orrore e un senso di pace. La morte è sempre questa mescolanza, ma stavolta di più. Una famiglia di nove persone si è gettata sotto il treno in Bangladesh, alle 3:30 del pomeriggio di ieri, vicino alla stazione di Mymesingh. La città è a circa 130 km dalla capitale Dakha, sulla linea Jamalpur's-Tarakandi. Il quotidiano più importante del Paese, il Daily Star, ha lanciato la notizia su Internet facendola lampeggiare di rosso: «Grisly!», agghiacciante. Ma chi li ha uccisi? La pazzia? Il fanatismo? Insomma, il movente qual è? Dice il Daily Star: la polizia non si pronuncia. Però, aggiunge il cronista, la gente del villaggio dove viveva sostiene che era gente strana, che da circa dieci anni, dopo la morte del loro patriarca, Anwar Hossain, conducevano «una vita da reclusi e avevano un'aria di mistero». La polizia avrebbe rinvenuto un diario e una tomba aperta nel giardino. 
L'autorevole quotidiano dà molti particolari, meno uno, perché non lo si può dire. È proprio vietato. Quella famiglia si era convertita al cristianesimo. La cosa viene sussurrata, la vita di quella famiglia era diventata impossibile. Vessazioni continue, la morte sociale intorno. L'impossibilità di farsi ascoltare. E allora la decisione estrema. Non si fa, lo sapevano che il catechismo lo vieta. Ma a un cattolicesimo ancora bambino tutto è permesso, in Oriente resta un'altra idea della morte. C'è stato persino un vescovo cattolico pachistano (John Joseph, vescovo di Faisalabad), suicida in tribunale con un colpo di pistola per protesta contro la legge che stava sbattendo in carcere e alla forca i cristiani accusati di blasfemia. La folla non gridava ma cantava questo ritornello: «Il suo sangue non sarà inutile!». Era il maggio del 1998. Ora ci sono questi poveretti. La polizia è stupefatta per la dinamica. Occorre una grande certezza, una determinazione impensabile per buttarsi così, tutti insieme, con la precisione dell'istante, sotto una locomotiva in corsa. Non è noto quale sia stata la parola d'ordine, né chi l'abbia pronunciata. È certo si tenessero per mano. C'erano, a condurre questa fila di morituri, la nonna vedova, cioè Hena, di 60 anni, e il figlio primogenito Aubhi (40 anni). C'era la moglie di lui, Akhtari Begum (35), con i figli Mariam (10) e Molla (8). Gli altri figli di Hena: Murshida (30), Arif (25), Rahat (18), Shabnam (10). Il treno non ha fatto in tempo neanche a fischiare, non c'è stato modo di tentare la frenata. Ha riferito il macchinista alla polizia: «Sono saltati all'ultimo momento, e le ruote li hanno fatto a pezzi». Non si potevano distinguere le membra di uno o dell'altro. 
I nove Hossain hanno cercato di andare direttamente dove qualcuno gli vuol bene. Noi non riusciamo a credere che esista davvero una persecuzione contro i cristiani portata fino al sangue. Essa in Asia ha assunto una potenza devastante. Per questo, il 4 luglio a Roma, Libero ha partecipato alla manifestazione promossa da Magdi Allam intitolata «Salviamo i cristiani». I cristiani pregano per la liberazione non solo dei loro fratelli ma anche dei persecutori. «Libera dalle catene del male padre Giancarlo Bossi e i suoi sequestratori», si è mendicato al Cielo nelle chiese cattoliche di tutto il mondo. (Intanto Prodi ha convocato il capo del Sismi con urgenza, non per la questione della prigionia di Bossi che dura da un mese, ma per l'archivio di Pompa: bravo).
In Pakistan, Bangladesh e India la situazione per chi si converte al cristianesimo è insostenibile. Si trattano come cittadini in semi-schiavitù i cristiani che lo sono da generazioni. Ma per chi si accosta alla fede cattolica provenendo dall'islam o dall'induismo, reggere è impresa sopra ogni possibilità. Se vescovi o preti si avvicinano loro, sono accusati di proselitismo. La storia che trascrivo è apparsa su Asia News, e spiega la situazione. Il governo "tecnico" del Bangladesh ha deciso di sospendere le elezioni e di lottare contro la corruzione e le mafie. Perfetto. Che fa però? Ci rimettono i poveri, specie quelli che la Chiesa cattolica aiuta. L'ordine è di distruggere i quartieri di baracche sorti sul territorio demaniale. Era in corso un meraviglioso progetto sostenuto da un vescovo e dal gruppo "Africa 3000" di Bergamo. Stavano ultimando la costruzione di un villaggio, con casette linde e un cimitero cattolico. Ed ecco, gli appartamenti sono pronti, quasi 250 alloggi, l'ospedale pure. Niente da fare. Ordine di demolizione. L'accusa è di proselitismo. Di voler in questo modo convertire musulmani e induisti al cristianesimo. Si procede a buttar giù tutto coi bulldozer. È successo nei mesi scorsi a Muzgunni. In Italia e in tutto il mondo - e con ragione - si è polemizzato a proposito dei suicidi di islamici a Guantanamo, il campo Usa. Del resto nelle carceri italiane i suicidi sono intollerabilmente frequenti. Ma se una famiglia in pseudo-libertà sceglie la morte come un grido, perché non proviamo ad ascoltarlo? Perché non proviamo a far valere i diritti umani, e la famosa libertà di religione dovunque? Basterebbe stabilire che laddove non c'è piena reciprocità nel campo della libertà di religione, nessun permesso di soggiorno per lavoro sia concesso. Tutti a casa. Forse il Pakistan e il Bangladesh cambierebbero un po'. Forse no. Ma provarci.
Renato Farina-Libero


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. famiglia islam persecuzione cristiani suicida

permalink | inviato da Orpheus il 12/7/2007 alle 21:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
sfoglia
giugno   <<  1 | 2 | 3 | 4  >>   agosto