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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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31 maggio 2007

Ecco uno a cui Bertinotti stringerebbe volentieri la mano...


Fausto Bertinotti non ha mai nascosto l'ammirazione per Chavez, pupillo di Castro e "rais" del Venzuela, al quale sarebbe onorato di stringere la mano.
Da domenica 27 maggio, giorno in cui Chavez ha spento l'emittente televisiva Rctv, la più antica emittente privata del Sudamerica, si sono avute in tutto il paese oltre 100 manifestazioni, con un bilancio (a martedì) di 27 feriti (19 poliziotti e 8 manifestanti), 182 arrestati (quasi tutti studenti, 107 fermati sono minorenni), e anche un ragazzo morto in circostanze poco chiare a Maracaibo. Da più parti è stato segnalato un eccesso nell’uso delle pallottole di gomma da parte della polizia; una giornalista spagnola ha denunciato di essere stata colpita da 24 di questi proiettili. Non contento Chavez ha minacciato di chiudere una seconda stazione televisiva, la Globovision.
Una personcina a modo, che piace tanto ai compagni, forse perchè ha il loro stesso concetto di democrazia.
Orpheus




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31 maggio 2007

Vigli del Fuoco in mutande


Continua a far discutere la battuta  del Ministro Amato che ha consigliato ai Vigili del fuoco di pagare la benzina e non i canoni di affitto per garantire il soccorso, visto che i conti del Viminale sono in rosso. In una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, la Uil Pa - Coordinamento nazionale dei Vigili del Fuoco ha sottolineato che "le affermazioni del ministro dell'Interno lasciano perplessi e indignati, seppure dette con senso di ironia". La Uil Vigili del fuoco ha annunciato uno sciopero per l'8 giugno, con manifestazioni territoriali, per "protestare contro le scelte sbagliate del governo", per chiedere "l'assegnazione delle dovute risorse" e per ottenere "il riconoscimento di adeguamenti salariali rapportati alla professionalità e alla pericolosità del lavoro svolto".

"Il ministro dovrebbe ben conoscere - si legge ancora nella lettera - la reale situazione: i canoni di affitto in molti casi non sono pagati già da diversi anni e le somme non pagate ai fornitori ammontano oggi a centinaia di milioni di euro. Una situazione che ingessa ancora di più la gestione generale del corpo nazionale dei Vigili del fuoco già ampiamente devastato dai tagli indiscriminati alla spesa pubblica e che si ripercuote su tutti i cittadini".
NSD
Fa anche lo spiritoso il ministro Amato, ma dovrebbe vergognarsi, 104 ministri, un esecutivo che non ha precedenti nella storia, milioni di euro in privilegi per una casta politica capace solo di depredare le casse dello Stato e raccontare fandonie ai cittadini.
Orpheus




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31 maggio 2007

Bush non è ancora arrivato e già crea problemi al subcomandante Fausto


Gorge W.Bush non è ancora arrivato a Roma ma già provoca un solenne mal di testa al subcomandante Fausto, nonché presidente della Camera. Intervistato su Repubblica se lo infastidirebbe stringere la mano al presidente americano, Bertinotti ha risposto: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”, provocando un polverone che ha pensato di smorzare con un comunicato della Camera in cui si specifica:“Quale che sia la sua opinione, si atterrà strettamente e esclusivamente al pieno rispetto del suo ruolo, delle norme e delle prassi che lo regolano”, non dopo aver precisato che “distinguere il privato dal pubblico è esercizio fondamentale per la difesa delle istituzioni”. Insomma in parole povere al subcomandante Fausto fa schifo stringere la mano di Bush, ma per senso del dovere lo farà. Spera con questa “storiella lacrimevole” di far passare il mal di pancia al suo elettorato, che Bush lo accoglierà con una bella manifestazione durante la quale il termine più gentile che sarà rivolto a George W. sarà ‘guerrafondaio’. Il problema non è una quisquilia considerata la batosta che Prc ha appena ricevuto alle amministrative. La base rifondarola, non avvezza ai golf di cachemire e ai tappeti persiani, nonché ai viaggi a Quiberon, mal sopporta i comunisti in “grisaglia” è rimasta coerentemente a quelli in eskimo, e Prodi non lo digerisce manco con l’alkaseltzer, figurarsi, poi se accoglie in pompa magna Bush.  Povero Fausto vederlo dibattersi come un verme attaccato all’amo, nel tentativo di salvare la faccia con i “disobbedienti” e con Bush, fa quasi pena, ma chi gliel’ha fatto fare?…ah, si “soldi e potere”,  due paroline magiche, che valgono molto di più di “coerenza e onestà intellettuale”.
Come le mezze stagioni, non ci sono più i comunisti di una volta.

Orpheus




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31 maggio 2007

Chiti: «Piena fiducia del governo a Visco»


Uniti e compatti. «Il governo conferma piena fiducia al viceministro Visco». Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti nell'Aula della Camera rispondendo durante il question time a una interrogazione del gruppo parlamentare di An relativa al caso che vede accusasto il viceministro diessino di pressioni sul comandante della Guardia di Finanza per rimuovere 4 ufficiali che a Milano indagavano sui casi Unipol e Bnl.

Per Chiti sul comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale «Non ci furono pressioni indebite». Il comportamento del viceministro Visco è stato «ineccepibile».

Se non ci sono state pressioni indebite allora il Generale di Corpo d'Armata Roberto Speciale mente e non solo a fabbricato prove false per incastrare Vincenzo Visco.  

Queste lettere sono carta straccia per un governo che NON ha alcun rispetto degli elettori e che ha un concetto molto singolare dell’onestà:

14 Luglio 2006 - Minale allarmato dai trasferimenti


17 Luglio 2006 - Il magistrato "chiama i generali"

18 Luglio 2006 - Il generale Speciale rassicura Minale: agirò secondo le regole

24 Luglio 2006 - Le pressioni del viceministro continuano 

26 Luglio 2006 - Il generale Pappa conferma: trasferimenti immotivati


26 Luglio 2006 - Anche Favaro perplesso dal caso

Visco avrà la fiducia del governo, ma è sfiduciato dal popolo italiano.
Orpheus




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31 maggio 2007

Senza alcuna prova, un altro cristiano condannato a morte per blasfemia

Lahore (AsiaNews) – Una Corte distrettuale pakistana ha condannato ieri a morte Younis Masih, cristiano, con l’accusa di blasfemia. I giudici hanno inoltre condannato l’uomo al pagamento di 100mila rupie di multa. Gli avvocati difensori denunciano la mancanza di prove e la negligenza della polizia, che non ha investigato sul caso in maniera accurata. 
La denuncia per blasfemia è stata presentata alla polizia di Lahore il 10 settembre del 2005: secondo il gruppo di querelanti, Masih avrebbe offeso Maometto ed il Corano durante una lite con un gruppo di musulmani, un’offesa che nel Paese viene punita con l’ergastolo o l’impiccagione. 
L’avvocato di Masih spiega che “la condanna si basa sul nulla. La testimonianza dei musulmani basta come prova di reato, non serve altro per uccidere un uomo”. Il legale ha poi spiegato la dinamica dei fatti: “Un gruppo di cristiani si era riunito per pregare il 9 settembre del 2005 in un quartiere di Lahore, il Chungi Ammarsiduh, ma uno dei vicini ha detto loro di andarsene”. Abdul Aziz, uno dei querelanti, ha iniziato a discutere con Masih “perché voleva che i cristiani pregassero secondo i termini islamici. La discussione è divenuta una lite, e due giorni dopo è arrivata l’accusa di blasfemia”.
In ogni caso, “abbiamo già preparato l’appello. Ora dobbiamo solo sperare che non ci succeda nulla, perché abbiamo già ricevuto diverse minacce di morte, e poi andremo all’Alta corte di Lahore a chiedere giustizia”. 
Il processo di ieri è stato il primo ad essere video-trasmesso. Per motivi di sicurezza, infatti, i giudici non hanno convocato Masih in aula ma si sono collegati con lui grazie ad alcune telecamere. da
ASIA News
Solita persecuzione contro i cristiani, ma di questo nessuno parla.Santoro è troppo  in altre faccende affaccendato.Eh già la pedofilia dei preti tira di più, molto di più.Volete mettere che audience quando si presentano argomenti scabrosi e pruriginosi?Secondo il "prete officiante rosso" (che non è ovviamente Vivaldi) c'è una domanda di informazione che andava soddisfatta.In realtà c'era  domanda ben precisa da parte dei mazziati da parte del famili day, di sputtanare i preti per soddisfare anche la lobby degli omosessuali.Adddirittura si è  cercato di infamare la famiglia affermando che essa è sede di mostri come l'omicida di Perugia,Roberto Spaccino .Allora questa non è una trasmissione di informazione, cerca il linciaggio.Io credo che bisognerebbe informare specie dove c'è carenza di informazione.Ma volete che a certa gente interessi questa persecuzione dei cristiani in tutti i paesi islamici?


Verbena




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30 maggio 2007

Statali figli della gallina “rossa”, 101 euro di aumento contro i 5 euro alle forze dell’ordine…

E un buco nel conti del Viminale di 408 milioni di euro.
Il nord con le recenti elezioni amministrative ha dato a Prodi e al suo esecutivo un sonoro ceffone in faccia, “umiliando” i candidati della sinistra con percentuali da tragedia greca. Che fa il nostro arguto premier come prima azione dopo la batosta? Chiude il contratto con gli statali, assicurando un aumento generalizzato e non subordinato al merito di 101 euro al mese a partire dal febbraio scorso, sperperando il “tesoretto” destinato agli indigenti, ai precari, ai poveri, agli affamati, ai senza tetto ect.etc. Non mi risulta affatto che fra agli statali appartengono tali categorie di “poveri cristi”.
Tant’è il “lupo perde il pelo ma non il vizio” e la sinistra preferisce “beneficare” il loro blocco sociale di riferimento a discapito degli italiani veramente bisognosi e di urgenze ben più impellenti. D’altronde si tratta di 3 milioni e 300 mila dipendenti pubblici, mica noccioline…e poi questo governo agonizzante, non avrebbe potuto sostenere uno sciopero generale a pochi giorni dai ballottaggi.  
Ha scelto quindi di fare il proprio gretto tornaconto politico personale, piuttosto che l’interesse del paese.
La manovra appare ancor più SCELLERATA se si paragona l’aumento concesso alle forze dell’ordine 5 EURO in busta paga concesso qualche mese fa, con quello concesso agli statali, in queste ore.  Se mai ce ne fosse stato bisogno, questo esecutivo ha dato l’ennesima prova di quanto poco sia interessato al bene dell’Italia e di quanto invece lo sia, alle poltrona.
Il massimo del ridicolo l’ha toccato il ministro Amato stasera al TG2 dichiarando che   quest'anno il ministero ha maturato debiti per 408 milioni di euro" in canoni di affitto, bollette e altre forniture. E ha suggerito ai Vigili del Fuoco “di non pagare gli affitti ma di pagare la benzina, almeno i loro mezzi non restano fermi". Siamo a questo punto e regalano 101 euro agli statali.

Veramente non ci sono più parole.
Orpheus 




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30 maggio 2007

Sofri come Totò


Adriano Sofri come Lenin, Adriano Sofri come Trozky, Adriano Sofri come Bakunin, Adriano Sofri come Mazzini. I paragoni si sono sempre sprecati per l'ex Leader di Lotta Continua. Che, da parte sua, non ha mai nascosto di avere una tale coscienza di se stesso da sentirsi al tempo stesso rigoroso come Lenin, brillante come Trozky, fantasioso come Bakunin, ascetico come Mazzini ed anche qualcosa di più rispetto a tutti questi messi insieme. Ma che cos'era questo qualcosa in più? La risposta è venuta ieri: Sofri come Totò. Quello di “Totò, Peppino e la Malafemmina”. Quello di “punto, punto e virgola, due punti”. “Che non si dica che non abbondiamo....!”. Anche Sofri, infatti, ha deciso di abbondare. E nel rispondere a quanti lo avevano invitato a svelare il mistero del “potente” della Prima Repubblica che gli avrebbe chiesto negli anni di piombo di compiere un omicidio in nome e per conto dello stato, ha svelato che il “potente” era quello che tutti avevano immaginato. Cioè Federico Umberto D'Amato, occhiuto padre padrone dell'Ufficio Affari Riservati della Polizia, l'uomo della strategia della tensione, delle stragi di stato e di ogni possibile nefandezza dell'epoca. E che la sua richiesta sarebbe stata di fargli il piacere di ammazzare tutti quelli dei Nuclei Armati Proletari. Insomma, Federico Umberto D'Amato, che non si fidava neppure della propria mamma e che diventò cuoco per paura di essere avvelenato, una bella sera si sarebbe presentato a casa di Sofri e, dopo qualche convenevole alla Guido Gozzano, avrebbe chiesto al leader di Lotta Continua, con cui non aveva avuto mai rapporti e che allora tanto si spendeva per criminalizzare il Commissario Calabresi, il favoruccio di liquidare quelli dei Nap. “Li acchiappiamo pure noi, ma se li ammazzate voi fate prima”. Punto, punto e virgola, due punti. “Adrià, ma ci facci il piacere!”. Come direbbero i fratelli Caponi!
Orso di Pietra-Opinione.it
Evidentemente Adriano Sofri proprio non ne vuol saper di regalarci un po' di silenzio...
Orpheus




permalink | inviato da il 30/5/2007 alle 22:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

30 maggio 2007

Bertinotti: "Da Prodi un'autodifesa.Punti tutto su precariato e pensioni"

ROMA - Vede la sinistre "sradicate" dal Nord, consiglia al Governo di occuparsi di pensioni o precariato e annuncia il suo addio alla politica "vera" a fine mandato. Il presidente della Camera Fausto Bertinotti inizia la sua intervista davanti alle telecamere di Repubblica Tv, commentando le parole di Romano Prodi su Repubblica. "E' un'autodifesa - è il senso delle sue parole - parlare di paese malato, i paesi europei sono tutti malati perchè l'Europa non riesce ad avere l'immagine del futuro. Ma il punto è che le risposte sono inadeguate a questa malattia".
E sul tipo di risposte da dare, il presidente della Camera non ha dubbi. Due i temi che Prodi deve affrontare senza indugio: pensioni e precariato. a partire dalla convinzione che si debba liberare la mente dall'idea "che si va in pensione solo su base anagrafica", perché legare la soglia delle pensione "solo all'età anagrafica" è "una violenza sociale".
Amministrative

"Non parlerei come Prodi di delusione, ma noto che per la prima volta le sinistre vengono sostanzialmente sradicate dal nord, dove sono ridotte a fenomeno marginale - dice il presidente della Camera - Siamo di fronte a un passaggio drammatico e storico per la sinistra in Italia". Anche se il risultato dell'Unione alle amministrative "non è legato a ciò che ha fatto il governo negli ultimi mesi, ma a un percorso ventennale che caratterizza il nord".
Costi della politica

"E' in arrivo un taglio al vitalizio dei parlamentari". Bertinotti lo annuncia proprio mentre in Italia continua la discussione sui costi della politica. E, a proposito del dibattito, il presidente dice di vedervi "una quota di demagogia", ma spiega come il parlamento si sta adoperando per tagliare i costi "come dimostra "un'indagine conoscitiva aperta dalla camera".
Partito democratico

"Si è ormai "conclusa la lunga fase della 'pars destruens' e comincia con queste doglie e queste crisi una 'pars costruens', ma il voto amministrativo dice che bisogna fare presto e bene, altrimenti si rischia che la 'pars costruens' non tocchi una sinistra capace di vincere, sia sul lato del Pd che della sinistra alternativa". Chiede una rinascita, Bertinotti, e pensa che se il Partito democratico "fallisse sarebbe un guaio per tutti". Se, invece, "trova forza, può aiutare anche chi, come la sinistra alternativa, ha bisogno di darsi un nuovo progetto". Di sicuro Bertinotti nel Pd non ci sarà: "Mi sembra un'imitazione del modello americano e mi sembra lontano dalla cultura della sinistra europea".
Il futuro della sinistra

"Oggi è difficile immaginare un solo partito di tutte le sinistre. Oggi serve una condizione in cui il centrosinistra e la sinistra alternativa convergano per governare e nel contempo si sfidino sulle alternative di società. Due aggregazioni in competizione tra di loro: solo così si risponde alla crisi della politica in europa".
Lo scontro con Montezemolo
Con il presidente di Confindustria "è stato uno scontro aspro ma civile, ma non condivido affatto la sua posizione. Secondo me Montezemolo ha fatto un manifesto della politica, una sorta di evoluzione della tecnocrazia che non vede i danni che la pura misura del profitto produce". In ogni caso, continua Bertinotti "la risposta più efficace a Montezemolo è il rapporto Istat: da lì viene fuori un modello diverso".
Bush a Roma
"Mi avvalgo della facoltà di non rispondere". Bertinotti glissa così a chi gli chiede se non lo infastidirebbe dover stringere la mano al presidente Usa George W. Bush durante la sua prossima visita in Italia. In forse anche un incontro. "Non so se mi verrà richiesto. E' la diplomazia a stabilire il livello degli incontri".
Gay pride

Al Family day, non ha aderito perché "è una questione interna alla politica", invece il Gay pride riguarda dei "diritti elementari, che chiamano in causa responsabilità etico-morali di ognuno di noi". Bertinotti motiva così la sua adesione alla manifestazione dell'orgoglio omosessuale che si terrà a Roma il 16 giugno.
Addio alla politica

"Ho 67 anni e non posso tornare a fare una vera attività politica.". Bertinotti spiega che considera esaurita la sua esperienza politica e spiega: "E' giusto che ci sia un limite di età. Se esiste nella chiesa cattolica, perchè non dovrebbe esistere per i politici?".
da
Repubblica.it
La sconfitta è sempre orfana si dice.Ed è così.L'Unione ha preso una tranvata pazzesca a queste amministrative e tutti si stanno precipitando a scendere dal carro del presunto vincitore Prodi.Del resto anche i topi scappano dalla nave che affonda.Bertinotti parla di questo terremoto secondario ad elezioni andate a male, come se lui non avesse responsabilità e questo vale pure per Fassino e gli altri,compreso Di Pietro che vuole sfiduciare Visco.Ora a maggior ragione appare evidente come Prodi sia stato un avente causa, che come tale si accusa di ogni nefandezza, che ha commesso, ci mancherebbe, ma  sembre UNITO a quanti  sono con lui al governo.Quali i rimedi di Bertinotti?Provvedimenti che aumenteranno la spesa pubblica, bell'affare!Ha ragione Ricolfi quando parla di Tentazioni a sinistra "che potrebbero risultare fatali per il futuro del Paese, ma che proprio la sconfitta elettorale rischia di rendere irresistibili per chi ci governa (specie se vuol continuare a farlo a qualsiasi costo). ".E che dire delle dichiarazioni del subcomandante Fausto su Bush e sul gay pride?Ma se ne ha strette mani lorde di sangue, ora che fa?Propaganda politica per i frugoletti che si preparano a contestare Bush?E pure sul Family Day che populismo d'accatto!.Ma vada in pensione magari sotto braccio con Pannella che è meglio
Verbena




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30 maggio 2007

Bush chiama genocidio i massacri del Darfur e promuove sanzioni contro il governo del Sudan


Se ne parla poco di ciò che succede in Darfur e poco si fa per fermare un genocidio che ha già fatto 300/400.000 vittime e milioni di profughi, dal 2003 ad oggi. I massacri delle milizie janjaweed al soldo del governo centrale islamista, durante i quali vengono stuprate sistematicamente le donne e torturati e uccisi persino i bambini, sono praticamente ignorati dai media, troppo impegnati a denunciare i presunti crimini USA.
L’inutile ONU fino ad ora non è riuscita a combinare  gran che, in quanto bloccata dal veto della Cina, da sempre contraria ad interventi della comunità internazionale negli affari interni di un paese sovrano, per l’evidente ragione, che violando ampiamente  anch’essa i diritti umani, teme prima o poi di subire sanzioni. Inoltre il governo di Pechino è il principale partner commerciale del Sudan da cui , compra i due terzi della produzione petrolifera che paga in parte (secondo Amnesty International) con forniture di armi che poi il governo sudanese usa contro i civili del Darfur.
Bush che come si sa non è molto “diplomatico” non esita a chiamare genocidio il massacro delle popolazioni nere del Darfur:” Già troppo a lungo la popolazione del Darfur ha sofferto nelle mani di un governo che è complice nei bombardamenti, negli assassini, negli stupri di civili innocenti. In quattro anni di conflitto sono morte più di 200mila persone. Tali azioni meritano di essere chiamate col loro nome: genocidio”. E per fermare un genocidio servono azioni e non parole, di conseguenza gli Stati Uniti inaspriranno comunque le sanzioni fino a che il governo di Khartum non permetterà una presenza più consistente di forze di pace dell’Onu nel Darfur e non metterà fine alle violenze delle milizie janjaweed. Nel mirino ci sono ora persone e enti con nome e cognome.
Sarà anche un guerrafondaio ma in questo caso é più sensibile alla sorte del Darfur di tanti pacifisti tutti ‘chiacchere e distintivo’ e scioperi della fame inutili.
Orpheus

'Cartoline' dall'inferno del Darfur







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29 maggio 2007

Parisi fa finta di nulla, ma l'Onu lo conferma: Hezbollah si sta riarmando

In una dichiarazione rilasciata la settimana scorsa alla trasmissione Omnibus su La7, il ministro della Difesa Arturo Parisi ha affermato senza mezzi termini che nel sud del Libano, dove l’Italia è impegnata con la missione Unifil, non è in corso un riarmo di Hezbollah. Secondo il ministro, il riarmo «non risulta o almeno non in termini tali da modificare la linea di condotta dell’Onu». Parisi va oltre, affermando come «l’efficacia dell’azione della missione Unifil garantisce una tregua che dura da un anno». Nonostante la violenza in corso nel Nord del Libano, Parisi afferma che «la situazione nel Libano del sud non deriva dagli Hezbollah ma da soggetti provenienti dall’estero e presenti nei campi palestinesi riconducibili sia ai sunniti che agli sciiti».
Il ministro della Difesa è una persona seria. Finora ha anche dimostrato competenza e professionalità. Stupiscono dunque queste dichiarazioni, perché sono in completa e palese contraddizione con informazioni, analisi, intelligence e valutazioni dei quali contenuti il ministro deve essere a conoscenza.
Ne citiamo uno sopra tutti gli altri, il recente rapporto (7 maggio 2007) del segretario generale dell’Onu Ban-Ki-Moon sull’attuazione della risoluzione Onu 1559 - che esige il disarmo delle milizie in Libano, la dice lunga sul riarmo di Hezbollah. Moon scrive nel rapporto: «Ho ricevuto informazioni da Israele sul traffico d’armi. Tali informazioni sono dettagliate e sostanziali, come descritto nel mio recente rapporto. In più, ho ricevuto rapporti da altri stati membri che dettagliano il trasferimento illegale di armi. Secondo tali rapporti, alcune armi prodotte fuori dalle regioni arrivano attraverso paesi terzi e sono portate clandestinamente in Libano attraverso il confine siro-libanese». Inoltre, Ban-ki-Moon ricorda una serie puntuale di violazioni riportate dai notiziari internazionali, denunciate dal governo libanese, registrate e documentate dal governo israeliano, dall’Unifil e da paesi terzi, e in alcuni casi persino ammesse da Hezbollah. Al punto dall’aver inviato un team di esperti per verificare la situazione. Non lo sa forse il ministro?
Del resto, i rifornimenti d’armi per Hezbollah sono documentati in decine di articoli, testimonianze e documenti pubblici rinvenibili su internet. Possibile che al ministro non siano pervenuti nemmeno dati disponibili al grande pubblico, visto il ruolo privilegiato dell’Italia in Libano, quale contingente più grande e al comando dell’Unifil?
Altrettanto opaca è l’affermazione riguardante «i soggetti provenienti dall’estero», la cui identità, ricondotta «sia ai sunniti che agli sciiti» ci piacerebbe chiarire un po’ meglio. Il Libano in fondo confina soltanto con due paesi, Israele e la Siria. Difficile ricondurre Israele a «sciiti e sunniti»: resta la Siria, che ha ottimi motivi per riarmare Hezbollah per conto dell’Iran. Del resto, per chiara ammissione delle stesse Nazioni Unite, le uniche infrazioni riguardanti il traffico d’armi delle risoluzioni Onu 1559, 1680 e 1701 provengono dalla Siria. Visti gli scontri in corso tra esercito libanese e l’organizzazione palestinese Fatah-al-Islam nel campo profughi palestinese di Nahr el-Bared, nel nord del paese, vien da chiedersi chi ci sia dietro a questa violenza, visto che le loro armi non possono essere arrivate da Israele e quindi evidentemente devono venire dalla Siria.
Non solamente la vicinanza geografica con il confine siriano, il consistente contingente di miliziani stranieri nelle file palestinesi e la presenza di intelligence siriano indicano come i guai di Nahr el-Bared arrivino probabilmente dalla Siria. La Siria ha ottime ragioni per fomentare caos e violenza in Libano. Per la Siria rimane un obiettivo primario impedire il tribunale internazionale sull’assassinio del premier libanese Rafiq Hariri, anche se dovesse costare al Libano una guerra civile. E una guerra potrebbe essere in definitiva l’unico mezzo per spodestare un governo, quello di Fouad Seniora, determinato a far approvare il tribunale dal parlamento, dove ancora gode della maggioranza.
I giochi politici sono sempre più tesi in Libano, con il presidente del parlamento, il filosiriano Nabih Berri, deciso a non convocare l’assemblea per evitare il voto sul tribunale ma con il parlamento da convocare a fine estate per l’elezione del nuovo presidente. Il Libano insomma, tra violenza destinata a creare difficoltà al governo e riarmo delle forze d’opposizione, sta scivolando verso una crisi costituzionale sempre più grave e forse persino un nuovo conflitto interno.
Vista la situazione si capisce come il ministro abbia sostenuto una tesi difficilmente difendibile: a nessuno piace fare funeste ambasciate. Ma il ministro Parisi potrebbe essere più sincero nei confronti del pubblico, a meno che lui stesso sia così poco informato da non aver tenuto conto nemmeno del recente summenzionato rapporto del segretario generale. Oppure il ministro preferisce non creare problemi al suo collega, il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, che a dispetto di quanto sta facendo la Siria per destabilizzare il Libano, probabilmente andrà presto a Damasco per incontrare il dittatore siriano Bashar al-Assad. «A dirgliele», secondo quanto avrebbe detto D’Alema alla sua controparte israeliana in una recente telefonata in cui D’Alema l’informava del suo prossimo viaggio. A far finta di niente, diremmo noi, se D’Alema farà a Damasco come Parisi ha fatto a Omnibus.
Da informazione corretta
Orpheus




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29 maggio 2007

Vox populi:lo sfogo della minoranza di Rifondazione comunista


(AGI) "Le elezioni amministrative hanno rappresentato un vero e proprio schiaffo al governo dato dal proprio elettorato". Se si somma il dato dell’astensione con il capitombolo di tutti i partiti che compongono l’attuale maggioranza il risultato e’ evidente: una sconfessione netta della linea politica seguita fin qui a cominciare dalla scorsa Finanziaria celebrata da tutti, proprio tutti, i partiti della maggioranza”.
Lo affermano Salvatore Cannavo’ e Franco Turigliatto, della Sinistra Critica, che aggiungono: “A uscirne malconci sono sia le forze della sinistra moderata - il Partito Democratico subisce un vero tracollo - ma anche le forze della cosiddetta sinistra radicale. La crisi della politica di cui si parla molto in questi giorni e’ innanzitutto crisi della sinistra, anzi delle sinistre istituzionali che perdono il consenso del proprio elettorato speranzoso in un cambiamento dopo cinque anni di Berlusconi e che invece non hanno sperimentato alcun cambiamento. Il risultato di Rifondazione in particolare segna un arretramento storico nella vita del partito che in alcune situazioni dimezza i propri voti e perde pressoche’ ovunque. Un chiaro segnale del fallimento della linea politica degli ultimi due anni che, in primo luogo, sconta gli effetti negativi del governo. Se il segnale e’ in equivoco la reazione non puo’ che essere analoga. Per quanto riguarda Rifondazione si tratta di prendere le distanze da un governo che si appresta a rilanciare la TAV che vuole pervicacemente riformare le pensioni, che ha dimenticato cosa voglia dire lotta alla precarieta’, che si scontra con le popolazioni in lotta contro il degrado ambientale, che rafforza le missioni di guerra. Si tratta di uscire dal governo e di recuperare l’autonomia di una forza di classe e anticapitalista. Il primo segnale di questo nuovo corso necessario puo’ essere dato immediatamente non votando il Ddl Bersani sulle liberalizzazioni ne’ quello della ministra Lanzillotta sulla privatizzazione dei servizi pubblici”.
Da camelotladestraideale
Finalmente un'analisi corretta del voto delle amministrative. La sinistra ha pagato il voler salvare la "capra" dei moderati e i "cavoli" della sinistra radicale.  La crisi é della sinistra, quindi e NON della politica. Ora per "mischiare le acque" parlano di crisi politica generale, anzi ha iniziato già la scorsa settimana D'Alema,  che evidentemente aveva fiutato la "burrasca" imminente. Ma il problema é solo loro. Gli elettori della CDL, malgrado tutto, sono andati a votare eccome, e lo dimostrano le altre percentuali prese fino al 70%.
Quindi almeno davanti a queste evidenze il governo faccia un sano "mea culpa", perchè di decisoni sbagliate in poco più di un anno ne ha prese a iosa: riuscendo in un'impresa notevole: scontentare TUTTI.
Orpheus




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29 maggio 2007

E fanno due: Rai, il Tar dà ragione a Petroni e sconfessa TPS


Dopo la bocciatura del Tar  
del decreto del ministro Livia Turco  che raddoppiava la 'modica quantità', perché violava   l’art.32  e i suoi  effetti "apparivano  in contrasto con la tutela della salute”, adesso tocca a TPS, il” tassator cortese” ad essere bacchettato dal Tar.
Infatti il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal consigliere Angelo Maria Petroni, bloccando la decisione del ministero dell’Economia di revocarlo da amministratore della Tv di Stato. Il ricorso chiedeva tra l'altro una procedura di sospensiva di urgenza dell’assemblea con all’ordine del giorno la revoca prevista per il 4 e 5 giugno, che infatti è stata sospesa. Il presidente del tribunale ha deciso con un suo 'decreto presidenziale'.
"Come era stato fin troppo facile prevedere, il Tar ha bloccato il colpo di Stato del governo contro la Rai. Si trattata di una palese manovra illegale, come ho denunciato prima ancora che la si tentasse. Ed ora Padoa-Schioppa, braccio operativo di un disegno scellerato, si dimetta sepolto dalla vergogna. La sua reputazione è distrutta ed ora la smettano di tentare di distruggere la Rai. La verità trionfa e questa decisione è l’ultima lapide su un governo già defunto». A dirlo è Maurizio Gasparri e non si può, non condividere.
La lista dei ministri e vice-ministri che si dovrebbero dimettere si allunga, ma il governo, con un'incredibile faccia tosta, fa 'orecchie da mercante'.
Nel giro di poco più di due mesi il Tar per ben due volte ha smentito due autorevoli ministri di questo esecutivo, quello della Sanità e quello dell'Economia. Se fosse successo nella legislatura precedente come avrebbe reagito il centrosinistra? Facile immaginarlo. Ma a quanto pare nel loro caso le regole della democrazia sono un 'optional'.
Orpheus




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29 maggio 2007

Valanga azzurra


Il nord é azzurro: riconquistata Verona e strappata all'Unione Monza, Asti, Alessandria e Gorizia, e forse la CDL metterà nel carniere anche Parma e Lucca.
Il centrodestra ha vinto nettamente anche a Reggio Calabria e a Como dove sono stati riconfermati i sindaci uscenti...insomma una débacle per il governo Prodi. Il bello é che la CDL non ha fatto granchè per ottenere un simile risultato, ci hanno pensato Prodi e si suoi ministri a convincere i cittadini che non sono in grado di fornire nessuna garanzia di seria governabilità al paese.
La politica di apertura all'immigrazione di questo esecutivo, la sua linea anticattolica, la sua sottovalutazione del desiderio di sicurezza da parte dei cittadini e il suo immobilismo sui fronti caldi dei provvedimenti urgenti necessari allo sviluppo del paese, uniti ad una tassazione forsennata (tutto il contrario di quello proclamato il campagna elettorale) hanno fatto il gioco della CDL.
Gli italiani si sono accorti che la sinistra moderata si é sgretolata sotto l'invadenza prepotente della sinistra radicale. Per non RISCHIARE di perdere le poltrone hanno perso la faccia e ogni barlume di credibilità.
Orpheus




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28 maggio 2007

SALVIAMO SDEROT !!!

Da sette anni, gli abitanti di Sderot vivono nel costante terrore. Su quella che un tempo era una ridente cittadina di 20.000 abitanti, da sette anni piovono con frequenza quasi quotidiana missili Qassam lanciati dai palestinesi della striscia di Gaza. In sette anni, circa 8.000 razzi palestinesi hanno avuto come bersaglio esclusivamente obiettivi civili israeliani, quali case, scuole, ospedali, giardini d'infanzia, centri commerciali e ogni altro luogo in cui ci sia un'alta concentrazione umana.Scopo evidente è uccidere il maggior numero di persone, uomini e donne, vecchi e bambini.
Nell'agosto 2005 il governo israeliano ha messo in atto lo sgombero totale dei 25 villaggi situati nella striscia di Gaza, nella speranza di ottenere in cambio una maggiore sicurezza per i suoi cittadini residenti nel Sud del Paese e lungo i suoi confini.
La risposta palestinese non si è fatta attendere: dove erano le serre, che producevano tonnellate di verdure e davano lavoro a centinaia di palestinesi, sono stati scavati i tunnel dai quali passa il contrabbando di armi e l'ingresso dei terroristi, come possiamo vedere qui:

Per avere un'idea della situazione suggeriamo di guardare, fra i molti disponibili, questi due filmati: QUI e QUI
Durante tutti questi anni abbiamo assistito, incredibilmente, a un silenzio pressoché totale su tutto questo: sia i media che la politica internazionale hanno totalmente ignorato quanto sta accadendo, hanno ignorato il martirio che la città di Sderot sta quotidianamente subendo, per svegliarsi unicamente quando Israele decide di reagire. Quando ciò accade, è tutto un indignarsi, è tutto un protestare, è tutto un condannare: rivolto a Israele, beninteso.
Anche in questi ultimi giorni, in cui i palestinesi hanno ulteriormente intensificato i lanci di missili, non abbiamo sentito se non condanne per "l'uso sproporzionato della forza" da parte di Israele. E nel frattempo Sderot muore. Nel frattempo gli abitanti di Sderot fuggono a migliaia. Nel frattempo quelli che non possono fuggire, avendo non più di 15 secondi di preavviso tra l'allarme e la caduta del missile soffrono per gravi traumi psicologici e psichici.
Noi vogliamo che tutto ciò abbia termine. Chiediamo a tutti coloro che leggeranno questo testo di agire in prima persona. Chiediamo che tutti scrivano ai propri giornali di riferimento per chiedere di informare puntualmente sul martirio che Sderot sta subendo, e non solo sulle risposte israeliane. Chiediamo che tutti scrivano al maggior numero possibile di politici per chiedere loro di prendere nettamente posizione su quanto sta accadendo da anni sotto gli occhi di tutti, per chiedere loro di chiudere una volta per tutte la vergognosa pagina della "equivicinanza" tra carnefici e vittime che da troppo tempo contraddistingue la nostra politica estera, per chiedere loro di fare pressione sui propri contatti palestinesi per far cessare questa barbarie.
QUI potete trovare gli indirizzi email dei deputati e QUI quelli dei senatori.
Chiediamo infine che tutti coloro che, fra quanti leggeranno questo testo, dispongono di un sito web, di un blog, di un qualunque tipo di spazio pubblico, lo utilizzino per diffondere ulteriormente questo appello, chiediamo che tutti coloro che lo riceveranno lo inoltrino alle proprie mailing list. E firmiamo anche le petizioni indirizzate agli stati membri dell'Unione Europea QUI e QUI.
Da Lisistrata
Orpheus




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28 maggio 2007

Brutalità iraniana

La repressione in Iran sta' raggiungendo livelli impressionanti ragazze e ragazzi vengono massacrati dagli scagnozzi del regime.


Nel filmato una testimonianza della BRUTALITA'
 iraniana.
Inutile commentare, si può solo inorridire e non smettere mai di denunciare questi orrori.
Da Lisistrata

Orpheus




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28 maggio 2007

"Tirata d'orecchi" a Prodi dal Financial Times...


Non è un bel biglietto da visita quello che il Financial Times offre oggi dell’Italia. Da una parte, avverte che se Prodi dovesse rinunciare alla Tav in Val di Susa, l’Italia perderebbe 8 miliardi di euro di finanziamento europeo. E la Commissione attende una risposta del governo entro il 20 luglio. Dall’altra, un reportage sull’emergenza rifiuti a Napoli. “Gatti nelle classi e scuole chiuse. Gente che protesta e dice: ci prenderemo il colera. Cassonetti a fuoco tutte le notti”. Ed in un trafiletto ricorda che oggi si chiudono le urne del più importante test elettorale per il governo, ad un anno dalla nascita.
Insomma, il Financial Times (e con esso la business community) ha acceso i riflettori sull’Italia e sul governo Prodi, in particolare. E la luce del riflettore non è propriamente positiva. Segno inequivocabile che per il professore è cambiata l’aria. A lungo, nella precedente legislatura, ogni servizio del quotidiano della City critico nei confronti del governo Berlusconi veniva amplificato. Oggi, forse, non avverrà; ma il segnale che sale dal Financial Times non dev’essere sottovalutato: né da Prodi né dall’opposizione.
Da Prodi, in quanto è sintomo di una graduale e sempre maggiore lontananza della comunità finanziaria dal governo. Dall’opposizione che farebbe bene a cogliere tali segnali ed assecondarli. In passato, alla coalizione di centro-destra è stata più volte rimproverata l’incapacità di dialogo con la comunità finanziaria internazionale (Tremonti escluso). Oggi, se i segnali del Financial Times dovessero trovare conferma, il centro destra farebbe bene a comprendere lo scollamento della sinistra con la comunità finanziaria, ed a cavalcarlo. La City sta dimostrando che vuole cambiare cavallo.
Da Potere Sinistro
Il FT all'improvviso non é più la bibbia dei soliti intellettuali radical-chic sinistrorsi...
Orpheus




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28 maggio 2007

Il silenzio delle "cozze" moralmente superiori


GOVERNO PRODI
Lo sventurato non rispose. Povero Visco, deve avere un problema alle corde vocali. Forse una laringite fulminante. È per questo che non parla. Altrimenti uno come lui, sempre pronto a impartirci lezioni di etica avrebbe già chiarito tutto. Ci avrebbe spiegato cos'è successo col generale della Guardia di Finanza e perché ci teneva tanto a imporgli di spostare quegli ufficiali che indagavano sull'Unipol. Via: fra una tassa e l'altra, torchia di qua, tosa di là, il viceministro Torquemada avrebbe trovato il tempo di sgombrare il campo dagli equivoci. Perché altrimenti, se gli equivoci rimangono, con che coraggio continuerà a mettere le mani (eccome se le mette) nelle tasche degli italiani?
Povero Visco, senza voce, chissà come soffre chiuso nel suo silenzio doloroso. Perché, vedete, lui in genere parla molto. Non che sia una sagoma, questo no, anzi ogni volta che apre bocca c'è gente che gli viene da piangere. Però, ecco, l'uomo ci ha abituato a lunghi sermoni morali: come mai ora tace? Oddio: è vero che, pur predicando bene, è stato già più volte colto a razzolare male. Tanto per dire, è stato condannato per abuso edilizio a Pantelleria. E ha tollerato a lungo, lui paladino delle regole, la presenza di bazar abusivi proprio nei corridoi del ministero dell'Economia. Fra l'altro, quando i bazar vennero scoperti, Visco dribblò i microfoni. «Scusi, anche Ray Charles si sarebbe accorto dello scandalo...», gli obiettavano. Ma lui niente: camminò via, anche in quella circostanza, chiuso nel mutismo. Evidentemente deve trattarsi di una malattia cronica.
Per altro, a pensarci bene, non è la prima volta che accade ai nostri signori della sinistra moralmente superiore. In effetti questo mutismo di Visco ricorda l'amnesia fulminante che colpì Oscar Luigi Scalfaro ai tempi dei famosi fondi neri Sisde. «Non ci sto», disse l'allora presidente. E non ci fu verso di tirargli fuori una parola di più. Non ci sto. Che poi gli italiani ci stiano o no, essendo loro moralmente superiori, ha poca importanza. Visco deve ispirarsi a quell'insuperabile modello. Non si spreca nemmeno a dire: «Non ci sto». Tace e basta. Ah, benedetto mal di gola. Ci fosse Kant potrebbe scriverci un saggio: critica dell'etica fondata sulla laringite.
Ma sì, dai: sono decenni che teorizzano la superiorità morale della sinistra. Ci hanno macerato il tesoretto a forza di mani pulite e coscienza candida. Però, santo cielo, quando il ministro Scajola (Forza Italia) disse, chiacchierando al bar, una parola sbagliata su Marco Biagi si dimise. E si dimise pure il ministro Storace (An) quando venne sfiorato dal sospetto di spiare i suoi avversari in campagna elettorale. E lo stesso fece il ministro Calderoli (Lega) quando indossò una maglietta non proprio consona al suo ruolo. E invece questi, che hanno la superiorità morale, vengono travolti da sospetti ben più gravi di una maglietta o di una frase al bar, e che fanno? Ammutoliscono. E restano abbarbicati alla poltrona come le cozze allo scoglio. Come spettacolo, fa un po' schifo. Però almeno finalmente ci spiega cos'è questa benedetta superiorità morale: una malattia che colpisce quelli di sinistra quando la combinano grossa. I sintomi si riconoscono facilmente: loro perdono la voce. E, di conseguenza, noi perdiamo la pazienza.
da Il Giornale
Orpheus




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28 maggio 2007

Ennesima trovata "stupefacente" della Turco di cui non se ne farà nulla...


La situazione droga fra i giovani e nelle scuole ormai è diventata un problema quasi incontrollabile.
I ragazzi si fanno le canne tranquillamente nei corridori e alcuni professori oltre ad insegnare storia o matematica, insegnano a rollare canne. Ovvio uno dei primi atti di questo governo è stato raddoppiare la dose minima consentita e mandare “fresconi” in TV a dire che la cannabis è come un bicchiere di vino. Non che prima il problema non ci fosse ma la Giovanardi-Fini accusata di ogni nequizia, aveva tentato di far passare il concetto droga=pericolosa=illegittima.
I “fresconi” di cui sopra si sono subito mobilitati per mettere al rogo questa mentalità proibizionista e fascista, lesiva della libertà altrui. Quale libertà? Quella di morire?  Quella di scippare o prostituirsi per procurarsi i soldi? Quella di ammazzare e ammazzarsi alla guida di un mezzo di trasporto? Recenti fatti  di cronaca e allarmi provenienti anche dall’estero sulla pericolosità della nuova cannabis (francamente non si capisce come un ministro della salute sia all’oscuro degli effetti di questo nuovo tipo di cannabinoidi) hanno indotto la ministra Turco a prendere ben altre posizioni. Di ieri la notizia di una proposta  su possibili controlli antidroga eseguiti dai Nuclei antisofisticazione dei carabinieri in tutte le scuole d’Italia. Un domandina al volo ma se un carabiniere trova un ragazzo con 39 spinelli, grazie al ddl della Turco che gli fa? Nulla E uno con quel numero di spinelli cos'é un consumatore o uno spacciatore
Servono leggi e ben più severe della Giovanardi-Fini, serve promuovere una campagna mediatica che informi che la droga fa male tutta, che una canna NON è come un bicchiere di vino.
La trovata di spedire i Nas nelle scuole è semplicemente una mossa demagogica per arginare lo scontento di chi ha figli in età a rischio droga, per smorzare gli effetti sull’opinione pubblica del raddoppio dell’uso personale tenacemente voluto da Livia Turco.
La proposta di mandare i Nas è solo l’ennesima “boutade” di un governo afflitto da assoluta mancanza di coerenza, per salvare “capra e cavoli”, non se ne farà nulla perché è già scattato il veto dei verdi, per Paolo Cento, infatti, “significa rilanciare una cultura proibizionista che avrà come unico effetto quello di criminalizzare qualche consumatore di spinello e farlo entrare nel circuito della repressione e non certo in quello della prevenzione”. 
Quindi sono pronta a scommettere che la proposta del ministro della “salute” si trasformerà in nulla di fatto, perché l’unica “salute” a cui é  interessata seriamente,  è quella della maggioranza di cui fa parte.

Orpheus




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27 maggio 2007

Il nome della bimba mai nata


Invano sfogliando i giornali di ieri abbiamo cercato un nome: quello della bimba che Barbara Cicioni portava in grembo. «Donna uccisa durante una rapina, era incinta di otto mesi», abbiamo titolato noi tutti. E nelle cronache c’era ogni dettaglio su di lei, la povera mamma uccisa in un paesino vicino a Perugia: c’era il suo nome, c’era quello del marito, c’erano quelli dei fratellini che dormivano. Ma il nome della bimba che tra un mese sarebbe venuta alla luce quello no, non c’era. Eppure, quella bimba era ben di più che un desiderio. Chissà se mamma e papà un nome lo avevano già deciso? È probabile. Come pensare che non l’abbiano chiamata per nome il giorno in cui la videro con l’ecografia, quando si metteva un dito in bocca e sorrideva (sì, sorrideva: l’avete mai vista un’ecografia?). Però nessuno ora lo menziona, quel nome.
È che per noi quella bimba mai nata è come se fosse anche mai esistita. È la nostra cultura. Ed è pure la legge, che diamine. Ieri, da bravo servitore dello Stato, un magistrato della Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per «omicidio volontario», proprio così, «omicidio» al singolare, perché i morti sono due ma per il codice sono uno solo.
Nessuno pagherà per la sua morte perché per il mondo dei nati i quasi nati non esistono, la «ragione» dice che una placenta e una pancia li escludono dalla realtà.
Non ci sarà per lei un funerale, né una bara con un nome. Quel nome che solo se c’è un Dio le verrà restituito: «Il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome».
Riassunto dal Giornale
Non riuscivo a trovare le parole per parlare di questo terribile ennesimo "sacrificio umano", queste sono le più belle che ho trovato. Ricordare ambedue la mamma e la sua bambina mai nata.
Orpheus




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27 maggio 2007

Il partito-monnezza ora è al governo



Oggi si indignano per l'immondizia ai bordi delle strade. Ieri facevano i capi popolo contro gli inceneritori. Guidando, o "benedicendo" dall'alto, le proteste (a volte violente) anti-termovalorizzatori. Ministri, senatori, deputati, leader di partito, sindacalisti. Il cuore del "fronte del no" sull'emergenza rifiuti sta a Roma. Al governo, tanto per cominciare. A metà febbraio tre ministri dell'esecutivo di centrosinistra hanno firmato un pacchetto di decreti per la sospensione dei lavori di costruzione di quattro inceneritori siciliani. I ministri sono Alfonso Pecoraro Scanio (Ambiente); Pier Luigi Bersani (Sviluppo economico); Livia Turco (Salute). Motivo: l'autorizzazione degli impianti. Per Pecoraro Scanio era illegittima. Così il ministro verde ha bloccato in via cautelare per due mesi i lavori. E dire che i quattro termovalorizzatori rappresentavano la base del sistema integrato di di gestione dei rifiuti varato da Salvatore Cuffaro, presidente della Regione. A sostegno dello stop disposto da Roma, poi, si schierava anche la Cgil di Palermo. Senza fortuna, visto che il 6 aprile scorso il Tar del Lazio ha sbloccato l'iter per la realizzazione degli impianti dichiarando ufficialmente sospeso il decreto governativo. Dalla Sicilia alla Campania. Ad Acerra, per la precisione. Il 29 agosto 2004 la protesta contro il locale inceneritore è sfociata in lanci di pietre contro le Forze dell'ordine a protezione del cantiere. Lotta che nella notte dilaga con l'occupazione dell'autostrada Roma-Napoli. A guidare la mobilitazione, tra gli altri, sono i Disobbedienti capitanati da Francesco Caruso , che oggi siede in Parlamento tra i banchi di Rifondazione comunista. Al partito di Fausto Bertinotti , del resto, quelle barricate sono familiari. In prima fila a chiedere di bloccare i lavori per la costruzione dell'impianto voluto nel 1997 dal commissario regionale Antonio Rastrelli sono il sindaco di Acerra, Espe dito Marletta (pure lui del Prc) e, soprattutto, Tommaso Sodano , senatore di Rifondazione comunista il cui bacino elettorale è da sempre la zona tra Pomigliano d'Arco e Acerra. Sodano che a Palazzo Madama, grazie alla vittoria del centrosinistra, è diventato presidente proprio della commissione Ambiente e Territorio. Il tutto, ovvio, con il placet di Fausto Bertinotti. L'attuale presidente della Camera, infatti, in quell'estate del 2004 si era schierato a fianco dei suoi luogotenenti in Campania nella sollevazione contro il termovalorizzatore. Sollevazione che oggi vede un sostenitore in più in Pietro Folena , all'epoca della mobilitazione esponente del Correntone e oggi deputato di Rifondazione comunista per la quale è anche presidente della commissione Cultura. «La battaglia di Acerra è giusta e sacrosanta», ha detto Folena il 29 agosto 2004. Poi ci sono Verdi e Comunisti italiani. Pecoraro Scanio, per il quale l'inceneritore di Acerra rappresenta un «accanimento inspiegabile», non è voluto mancare alle manifestazioni. E Oliviero Diliberto , segretario del Pdci, ha dato da tempo la sua approvazione alla mobilitazione contro i termovalorizzatori, definiti «termodistruttori. La proposta di moltiplicarli è impraticabile». Tre settimane fa Rosa Russo Jervolino , sindaco di Napoli, ha detto no all'ipotesi di costruirne uno per il capoluogo campano: «Il termovalorizzatore di Acerra sarà anche a servizio di Napoli. La città per decenni ha dato tanto essendo stata lo sversatoio della regione...».
Tommaso Montesano-Libero
Avendo cavalcato l'ingiusta indignazione popolare contro i termovalorizzatori in Campania e in Sicilia per acchiappare i voti dei manifestanti, adesso Fausto Bertinotti, Alfonso Pecoraro Scanio, Oliviero Diliberto, Luigi Bersani, Livia Turco, Rosa Russo Jervolino e il latifondista Francesco Caruso dovrebbero alloggiare nei loro parchi, giardini e latifondi la spazzatura campana e sicula a loro spese. Non spedirla in Romania a carico dei contribuenti.
Una vergogna, l'ennesima di cui dobbiamo ringraziare questo governo di quaquaraqua senza alcun senso civico e dello stato.
Orpheus
Piccolo post scriptum per arrivare a questo mirabolante risultato ANTONIO BASSOLINO in pochi anni ha speso due miliardi di euro, ha assunto per chiamata diretta 2.316 addetti alla raccolta differenziata che per sua stessa ammissione non possono andare al lavoro perché non saprebbero che cosa fare. La spazzatura al governo.




permalink | inviato da il 27/5/2007 alle 21:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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