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Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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30 aprile 2007

L’unica a pagare sarà Vanessa


Sono state catturate le due Rom che hanno barbaramente ucciso Vanessa Russo. Stavano per espatriare, modo elegante per dire che stavano per darsela a gambe dopo aver commesso un omicidio.
Una fuga “inutile” considerato come funziona la giustizia in Italia: la più giovane è minorenne e quindi, è stata collocata in una situazione protetta con un provvedimento amministrativo urgente di tutela preso dal procuratore dei minori di Ancona. C'è stato qualche momento di confusione (sembrava che anche la ragazzina dovesse essere subito trasferita a Roma con la compagna, su richiesta della procura ordinaria), ma alla fine la procedura è stata rispettata.
Non sia mai che qualche giudice possa fare giustizia e  metterla in galera, per aver concorso nell’omicidio di una ragazza di 23 anni, per FUTILI MOTIVI. La 17enne romena (di cui non viene fatto nemmeno il nome, evidentemente per meglio salvaguardarla) necessità di “tutela e protezione”. Per  noi e per i nostri figli minorenni che quotidianamente rischiamo violenze di ogni genere e grado, vale la regola del “chissenefrega”.
Nessuno tocchi caino, Abele s’arrangi, la solita storia.
Rubano, ci picchiano, tentano di rapire i nostri bambini in passeggino, ci ammazzano per “futili motivi”, e sono loro da “proteggere”. I cittadini onesti ormai sono “carne da macello” grazie ad una mentalità che ha ribaltato completamente il ruolo del carnefice facendolo diventare VITTIMA a prescindere.
L’altra, quella che avrebbe infilato la punta dell’ombrello nell’occhio di Vanessa, la 21enne Doina Matei, ha già dichiarato che si tratta di “un tragico incidente”. Ha detto, infatti di aver avuto un diverbio con Vanessa, di essere stata colpita dalla giovane italiana con uno schiaffo e di essere stata poi aggredita. Durante la breve colluttazione, stando alla deposizione, la romena avrebbe tentato di proteggersi alzando la mano con cui impugnava l'ombrello, sulla cui punta sarebbe finita fatalmente Vanessa. Insomma tutta colpa di Vanessa, che alla fine, se va bene finirà per essere tacciata anche di razzismo.
Peccato che le dichiarazioni della Matei NON coincidano con quelle di coloro che hanno assistito alla scena. Ma sicuramente, anche lei (unica indagata) alla fine dei giochi, fra attenuanti, sconti di pena e quant’altro non starà in galera più di qualche anno (sempre che ci andrà).

L’unica a pagare un prezzo altissimo è stata Vanessa.
Sua madre ha chiesto “giustizia” come se ciò fosse possibile, ormai in Italia.

Orpheus




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29 aprile 2007

La speranza è l'ultima a morire...

Da  Parbleu: a Prodi, innovatore della politica con il metodo Ikea, dopo il tavolino treppiedi, i tavoli di concertazione, ed il seggio all'ONU, consigliamo una panchina:

Follonica (Gr) lungomare
Se seguisse il consiglio ci eviterebbe di ascoltare le solite "fresconate" ribadite fino alla nausea in campagna elettorale...ovvia, magari qualcuno che gli crede ancora c'é:  “Nei cinque anni di governo precedente non c'è stata crescita e non è che negli altri paesi europei non ci sia stata. Su 15 paesi, siamo stati quattordicesimi o quindicesimi. Inoltre la differenza tra ricchi e poveri è aumentata molto”.

Sta di fatto che siamo sempre agli ultimi posti. Ma è significativo che Prodi ricorra a questi argomenti quando sa bene che il risanamento e la ripresa dell’economia sono attribuibili all’ultima Finanziaria del governo di centrodestra.
Amato, incredibile a dirsi é riuscito a batterlo nella simpatica tenzone di chi la spara più grossa: per il nostro ineffabile ministro dell'interno, l’esecuzione dei due giovani cinesi nella Chinatown di Paolo Sarpi, con venticinque colpi d’arma da fuoco, (di cui quelli di grazia alla testa), in mezzo alla strada e in pieno giorno non é “la fonte del rischio" ma lo sono  "le politiche di assetto urbanistico e residenziale che devono evitare gli eccessi di una concentrazione monoetnica”. Come dire che d’ora in poi della sicurezza si dovranno occupare gli urbanisti e non i vertici delle forze dell’ordine, possibilmente “assegnando” una casa ad un cinese, una ad un’albanese, una ad un musulmano, per evitare concentrazioni monoetniche.
Mai visto uno scarica barile più sfacciato.
Orpheus
Ah...dimenticavo la più bella: Diliberto il PACIFISTA, colui che é contro la guerra, quindi si presuppone anche contro la violenza ha detto  di non aver invitato Berlusconi al congresso del pdci " Per la sua incolumità”.Mica i nostri starebbero lì a fotografarlo con il telefonino”.

Manco "i suoi" fossero ameriKani brutali ed incivili...




permalink | inviato da il 29/4/2007 alle 23:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

29 aprile 2007

Margherita Hack: l’astrofisica che crede agli Ufo ma non a Dio


Essere atei è legittimo, ci mancherebbe.  Un po’ meno legittimo è affermare che: “La religione è l’infanzia dell’intelletto”. Così si offendono milioni di credenti sparsi in tutto il mondo. E si dimostra una certa insensibilità.
Ma Margherita Hack, l’astrofisica atea e anticlericale, se ne frega di offendere i credenti. E’ una scienziata lei.
Dunque le sue parole trasudano certezze matematiche. Profonde e inaccessibili conoscenze. Dalla sua bocca promanano Verità. Altro che la Verità di Fede, che è pura superstizione!
E così, Nostra Signora della Scienza, intervistata su La Stampa, a proposito della possibilità che esista vita su altri pianeti (diversi dalla Terra), ciò ha sentenziato: “Che ci sia la vita è indubbio, anche intelligente. Il problema, viste le distanze, è riuscire a entrare in contatto”.
Ora, qui non si è né scienziati nè astrofisici. Tuttavia non si è nemmeno così tanto sprovveduti, da non cogliere la enormità di questa dichiarazione. Che, in spregio all’intelligenza - ancor prima che alla scienza - postula qualcosa, che è assolutamente privo di riscontro empirico. Che ci sia la vita” su altri pianeti, infatti, non è “indubbio”: è altamente probabile.
Il che è ben diverso!
Che ci sia la vita”, e per di più “anche intelligente” su altri pianeti, è pura menzogna! Non ha fondamento scientifico alcuno, questa dichiarazione. Nessuno studioso sano di mente - a meno che non voglia passare per pazzo - si avventurerebbe in una dichiarazione tanto imprudente. Pena la fuoriuscita dai “salotti buoni” della Scienza. Pena la presa in giro ad opera di chiunque abbia un minimo di sale in zucca. E tuttavia, l’atea Hack, è certa che esista “vita intelligente”.
Di grazia - mi verrebbe da chiederle - ma se non è superstizione questa, cosa mai dovrebbe esserlo?
E soprattutto, quelli che da lei sono stati offesi perché credenti, come dovrebbero reagire a cotanta flatulenza sparsa a mezzo stampa?
Meno male per la Hack, che quelli che credono porgono l’altra guancia.
Io, tuttavia, non sono un credente.
E quindi una pernacchia gliela dedico con piacere.
Da Camelot la destra ideale
Sia lei che la "pacifista" Menapace e la nobel Levi Montalcini sono di un'antipatia e di una supponenza sconfinate come l'universo che la Hack conosce così bene. Ad una certa età non é obbligatorio avere il conforto della fede, ma sarebbe auspicabile avere, almeno, il buon senso di ritirarsi a coltivare gerani...
Orpheus




permalink | inviato da il 29/4/2007 alle 23:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

29 aprile 2007

La stampa in un cassetto: da Rcs un favore a Sircana e uno a Gentiloni:

Nuovo favore di RCS al governo. Dopo aver custodito in cassaforte le foto imbarazzanti del “portavoce” Sircana, oggi è la volta di una lettera, non meno imbarazzante, che la Ue ha inviato al ministro Gentiloni a proposito della sua riforma del sistema radiotelevisivo.
Quella lettera, infatti, non è dato vederla. Abbiamo chiesto a chiunque, per vie sia ufficiali sia ufficiose, persino alla nostra delegazione a Bruxelles. Non se ne ha traccia. Il Corriere della Sera è l’unico quotidiano ad averne dato conto in un articolo del 25 aprile firmato da Giancarlo Radice. Ma, in quell’articolo, il senso della lettera è completamente ribaltato e per questo l’originale deve restare in cassaforte. La tesi del Corriere è contenuta nel titolo: “Gentiloni incassa il via libera dell’Europa sulla tv”. Leggendo tra le righe il senso che se ne ricava è opposto: la lettera della Ue abbatte  i due pilastri della legge. La commissione afferma infatti come non sia possibile fissare “una posizione dominante” a priori al 45%, e come sia ancora più incongruo mettere dei limiti al fatturato di alcuni operatori  lasciando altri senza alcun vincolo. Il tutto, in linguaggio corrente si traduce così: Gentiloni, devi fare marcia indietro!
Si comprende, a questo punto, il parallelo tra il favore fatto a Sircana e quello fatto a Gentiloni. Un solo elemento potrebbe creare imbarazzo: la Ue ci fa la parte del trans. Ma l’imbarazzo è relativo. Viste le posizioni che l’Europa ha assunto in materia etica, siamo certi che non le dispiacerà.
Da L'Occidentale

Notizie comprate e nascoste nel cassetto, ed altre pubblicate manipolate e nascoste sempre nello stesso cassetto, il tutto per favorire la sinistra. E questa la chiamano libertà d'informazione...meno male che esiste internet.
Orpheus




permalink | inviato da il 29/4/2007 alle 22:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

29 aprile 2007

Forcaioli di rosso vestiti: continua la "caccia alle streghe" contro Berlusconi


Quante volte mi sono sentita dare della forcaiola perchè ho invocato pene più severe (o almeno la certezza della pena) per stupratori, pedofili, assassini a sangue freddo, perchè ho criticato regimi sanguinari come quello di Saddam e dei Talebani, perché ho condannato moralmente giovani che hanno massacrato a coltellate la madre, il fratello, la fidanzata o "poveri" pedofili che hanno stuprato e ammazzato bambini.

Io ero una forcaiola e loro le "belve" delle vittime della società o degli ameriKani e giù mille distinguo artificiosi per trovare una giustificazione ad atti che fanno inorridire al solo pensiero.
Adesso i GARANTISTI di assassini, despoti, stupratori e pedofili, si riscoprono FORCAIOLI, e continuano il linciaggio mediatico di un cittadino, processato e dichiarato INNOCENTE, perchè si chiama Silvio Berlusconi.
Queste iene non vogliono mollare la "preda" nemmeno davanti all'evidenza, si accaniscono mostrando al mondo la loro profonda, inveterata, ignobile disonestà intellettuale e pontificano con grande arroganza dalle pagine dei giornali di regime. Il bello é che non esprimono nemmeno un briciolo di biasimo per ciò che é alla base del processo SME, e cioè il solito "mangia-mangia" targato sinistra. Forse perchè loro sono i primi ad essere sul "libro paga". 
Venduti, disonesti e macerati da un rancore che nasce solo dal più infimo difetto dell'animo umano: l'invidia.

Assolto «per non aver commesso il fatto», ci mancherebbe altro, ma ovviamente c’è chi non crede alla bontà della sentenza. E così, alla fine di un processo-saga, che per anni è stato sotto tutti i riflettori mediatici, ieri la pattuglia degli irriducibili ha fatto sentire la propria voce, per spiegarecomemaisecondoloro il Cavaliere è un assolto-colpevole. Non solo MarcoTravaglio, che ieri faceva capolino sulla prima pagina de l’Unità: ma anche il ministro Antonio Di Pietro, l’ex procuratore di Milano Gerardo D’Ambrosio (oggi senatore della Quercia), e persino la ministra diessina Barbara Pollastrini, che ieri affermaval aconica: «Io e Berlusconi abbiamo avuto due stili diversi nelle nostre vicende giudiziarie».
Però, sempre ieri, la palma per il commento più divertente, parossistico e salace sul processo, se l’è aggiudicata la Jena de La Stampa (alias Riccardo Barenghi, ex direttore de il manifesto) che sul quotidiano sabaudo cesellava due righette insospettabilmente garantiste, contaminando la sentenza di Cogne e quella della Sme: «Assolto Berlusconi. Non era suo il pigiama sporco di sangue». Meraviglioso.
Chi invece crede che il pigiama sporco sia quello del Cavaliere, ovviamente,è il suo biografo giudiziario, Marco Travaglio. Che infatti ieri sfoderava i faldoni del suo ponderoso archivio per fare un po’ di pulci - sorpresa! - anche ai Pm (le "pulci" di Prodi e De Benedetti, ovviamente sono off-limits per l'impareggiabile paladino del diritto...)

Scrive infatti Travaglio: «Dunque Silvio Berlusconi non ha commesso il fatto. O meglio: non ci sono prove sufficienti che lo abbia commesso».
E ancora: «La condotta di Berlusconi non somigliava tanto a quella di un innocente. “Mai visto un innocente darsi tanto da fare per farla franca“, commentò efficacemente Daniele Luttazzi. Tant’è - scrive Travaglio - che ieri, alla notizia dell’assoluzione, (per quanto dubitativa e ancora soggetta ad un possibile annullamento in Cassazione), il più sorpreso era proprio lui, il Cavaliere». Il cuore del ragionamento del giornalista è:«Ma perché Previti, condannato definitivamente, corruppe quel giudice?». Non meno stupito D’Ambrosio. A Paolo Biondani de Il Corriere della Sera, che gli chiede cosa pensa del fatto che ora a proclamare innocente Berlusconi siano i giudici d’appello di Milano (ovvero i suoi ex colleghi) risponde un po’ sconcertato: «Le sentenze -premette- si devono rispettare sempre, ma si possono anche criticare» (e ci mancherebbealtro). «Prima della motivazione -aggiunge - non faccio commenti di merito». E poi però qualcosa commenta: «Dico solo che il dispositivo della sentenza mi sembra estremamente singolare. Parlo dei 434 mila dollari usciti dai conti della Fininvest passati sui conti dell’avvocato Previti, e finiti sul conto del giudice Squillante: neppure il presidente Castellano in primo grado - aggiunge il senatore Ds - se l’era sentita di assolvere Berlusconi. Il tribunale avrebbe concesso solo a lui le attenuanti che avevano fatto cadere il reato in prescrizione». D’Ambrosio è amaro: «Ora questa sentenza servirà a far credere che eravamo tutti toghe rosse compreso Davigo: Berlusconi lo ripete da quindici anni». (ovvio che lo ripete, visto che lui e Previti sono gli unici "disonesti" del bel paese, per questa gente).

Il meglio naturalmente fuori esce dalla bocca  del
ministro Di Pietro, invece, attacca con una intervista a La Stampa: «Scuse? Forse dovrebbe essere Berlusconi a fare le sue scuse alla giustizia, visto che alla fine i giudici lo hanno giudicato in perfetta autonomia!». (Un bel paradosso, non c’è che dire!). Però Di Pietro, al contrario degli altri, sembra credere all’innocenza del leader azzurro (e anche questo stupisce): «La procura di Milano ha fatto il suo dovere avviando le indagini e riuscendo a far condannare almeno un colpevole, cioè Cesare Previti, per un fatto corruttivo che, mi sembra, anche la sentenza di oggi riconosce come sia avvenuto». Ma, udite, udite... «Il fatto che poi non sia stato Berlusconi a commetterlo, sebbene in maniera dubitativa, non toglie nulla alla necessità delle indagini e dei processi che andavano svolti».
Dopodiché qualche dubbio rimane. Secondo Di Pietro «La maggior sconfitta di questa vicenda è infatti nelle istituzioni. E nell’aver permesso che le regole processuali venissero adattate a questo o a quel politico competente di turno, per impedire un rapido accesso alla verità». Alla domanda secca sulla formula di assoluzione così perentoria (fatto non commesso, fatto non sussiste), Di Pietro conclude: «La morale della favola è che processo rinviato, processo mezzo salvato. Comunque vorrei dire che le sentenze vanno innanzitutto rispettate, questa come le altre». Quanto alla Pollastrini, a Radio 24, la ministra paragona le sue disavventure a quelle del Cavaliere: «Quando toccò a me, ritenni che lo stile migliore fosse ritirarmi da tutto, compresa la politica». Poi, come si evince, è tornata.
Che faccia tosta!!!

Orpheus




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28 aprile 2007

Siamo arrivati al punto


Siamo arrivati al punto che esci di casa per andare a lavorare, e in metropolitana, in mezzo alla folla, dopo aver tentato di scipparti, t'infilano la punta dell'ombrello in un occhio e t'ammazzano.
Così in questo modo assurdo é morta Vanessa Russo, 23 anni.
Siamo arrivati al punto che un rom ubriaco falcia con un furgoncino 4 ragazzi e li uccide sul colpo.
Il rom non lavorava ed era già schedato per furti, ma aveva i quattrini per fare il pieno di alcolici, mettersi alla guida di un automezzo e fare quello che ha fatto.
Le due donne che hanno ucciso Vanessa, erano anche loro due rom, che per "lavorare" battevano la metrò in cerca di portafogli altrui.
Si sa,lo sanno TUTTI i rom "lavorano" così in Italia. Immagino che nessuno possa affermare il contrario.
L'anno scorso, sempre due donne rom, sotto casa mia, sono state sorprese da una colf, mentre tentavano di entrare in un appartamento, nello scappare hanno dato una spinta a quella signora che é caduta fracassandosi entrambi le rotule. NON è morta, ma é stato solo per un caso fortunato.
Le due erano giovani e ben piantate, la signora assalita, una sessantenne.
Questi sono esempi, ma mi piacerebbe spulciare qualche archivio giudiziario per vedere QUANTI reati commettono i rom a discapito degli italiani.
Siamo arrivati a questo punto.
E adessso mi chiedo, ma perchè le istituzioni ci obbligano a convivere con gente che nel migliore dei casi ci chiede l'obolo, nel peggiore ci ruba, scassina i nostri appartamenti e se ci ribelliamo ci picchia e ci ammazza?
Perchè i sindaci invece di liberarci dai rom, permettono che s'insedino in campi, magari gli danno roulotte e casette.
Perchè ALMENO NON pretendono, dopo averli fatti installare vicino alle nostre case, che lavorino come gli italiani.
Perchè a loro é PERMESSO di campare di furti, e NESSUNO interviene per fargli rispettare la legge o rispedirli nei loro paesi.
Perchè siamo OBBLIGATI a sopportare tutto questo.
FORSE Vanessa sarebbe viva se in questa schifo di paese, la classe politica avesse messo da parte la solita aria fritta, per difendere il diritto alla sicurezza di coloro che l'hanno votata e che PAGANO con le tasse fior fior di stipendi.
Vergognatevi, avete sulla coscienza la morte di 5 ragazzi italiani, in una settimana.
Lo ripeto, é ora di dire BASTA.
Orpheus




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28 aprile 2007

Lavori al Ministero di TPS, voilà un bel bonus anche se ai commesso un reato doloso...

Il ministro dell'Economia, Tommaso PadoaSchioppa, vuole concedere un bonus milionario ai dipendenti pubblici già condannati, ma la Cgil dice no. Il sindacato guidato da Guglielmo Epifani, anzi, ha scritto al ministro dell' Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, per sollecitare «una rapida revisione» di alcune parti dell'accordo sull'assegnazione dei premi di produttività. La confederazione vuole che si arrivi ad una «totale esclusione da qualsivoglia forma di incentivazione del personale dirigenziale che abbia commesso, nell'espletamento delle proprie funzioni, reati dolosi o causato danni erariali». Vincenzo Di Biasi, coordinatore nazionale delle Funzioni Centrali della Fp Cgil, nella missiva recapitata a via XX Settembre spiega che il sindacato ha firmato l'intesa «per senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori da oltre due anni in attesa dei compensi». Ma il sindacalista fa notare che è stato "tirato" un po' per la giacca. Si mormora, infatti, di «un'imprevista resistenza della delegazione di Parte Pubblica» che si sarebbe opposta a «discriminazioni eccessive» per i dirigenti condannati. Come dire: "qualcuno" del ministero, durante la trattativa, avrebbe fatto pressioni per far rientrare nella partita anche i dirigenti condannati. Il sindacalista della Funzione pubblica ricorda che il 20 aprile, «dopo una lunga e particolarmente tesa trattativa, è stato sottoscritto un accordo sull'assegnazione del bonus molto "innovato" rispetto al documento inviato dall'amministrazione per l'apertura dell'incontro». Per Di Biasi, se è vero che l'accordo introduce criteri di erogazione dei premi collegati, per la prima volta, alla verifica dei risultati conseguiti dai singoli uffici rispetto agli obiettivi assegnati, è altrettanto vero che, fra le innovazioni inserite vi è solo una "timida" penalizzazione nell'attribuzione dei premi in presenza di gravi circostanze. In sostanza: non possono che costituire elementi di valutazione negativa del personale i casi conclamati di licenziamento, sospensione dal servizio e procedimenti disciplinari definitivi. Come se non bastasse i premi previsti per il personale dirigenziale non possono essere decurtati per oltre il 30% anche a fronte di reati gravi. Proprio per questo motivo la Cgil ha chiesto al ministro «una rapida revisione di tali parti dell'intesa finalizzata alla totale esclusione da qualsivoglia forma di incentivazione del personale dirigenziale» che abbia commesso «reati dolosi o causato danni erariali». E non si tratta di un bonus simbolico. In tutto, sono a disposizione circa 102 milioni, per compensare il biennio 2005-2006. La somma verrà ripartita tra 17.591 dipendenti del ministero dell'Economia. Se Padoa-Schioppa non interverrà, ai "servitori dello Stato" condannati andrà un premio ridotto: l'85% di quanto sarà dato agli altri. Ma la decurtazione riguarderà solo l'anno interessato dal guaio giudiziario.
Libero-Antonio Castro
Apperò quando si dice la serietà al governo...
Orpheus




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28 aprile 2007

Senza pietà. I civili nel mirino dei talebani

 E' felice Sharzad. Nella suo cuore limpido di bambina di nove anni c'è la certezza che Allah ascolterà le sue preghiere e farà in modo che la sua domanda di ammissione a scuola venga accettata. È un giorno di primavera e lei sta tornando insieme ai suoi fratelli da una moschea di Kabul quando l'ordigno esplode. «Ho pensato che sarei morta. Il contraccolpo mi ha buttata a terra, ho cercato di rialzarmi, ma sono caduta di nuovo. Credo di aver inciampato nel mio intestino».
Quattro passanti sono rimasti uccisi nell'attacco suicida del 12 marzo 2006 che aveva come obiettivo Sibghatullah Mojaddedi, membro della Camera alta dell'Aghanistan e a capo di una commissione per la riconciliazione incaricata tra l'altro di instaurare un dialogo con i talebani. Mojaddedi se l'è cavata con qualche ferita. Sharzad si sveglia ancora oggi nel cuore della notte in preda agli incubi, come racconta lei stessa all'Organizzazione non governativa Human rights watch (Hrw), è piena di cicatrici agli arti e nello stomaco e dopo l'attentato i dottori hanno dovuto asportarle oltre 150 centimetri di intestino.
Quello passato è stato l'anno peggiore per i civili afghani dai tempi del rovesciamento del regime talebano nel 2001. Nel solo 2006 le forze antigovernative (principalmente i talebani del gruppo Hezb-e Islami) hanno ucciso 669 civili in 350 diversi attacchi, circa la metà di queste azioni di guerra risultano aver preso di mira intenzionalmente la popolazione. Significa che le vittime civili non sono state lo spiacevole effetto collaterale di azioni rivolte contro le truppe Nato o la polizia afghana, ma le innocenti vittime prescelte per far sprofondare il paese nella paura mettendolo a ferro e fuoco. Se è vero, infatti, come sottolinea Hrw, che il contingente internazionale è responsabile della morte di almeno 230 civili nel 2006, e che col governo afghano condivide in molti casi la responsabilità di non aver fatto abbastanza per mettere i civili al riparo delle azioni di guerra, è altrettanto vero che non c'è alcuna prova di attacchi intenzionali contro la popolazione da parte del contingente Nato. Ben diverso il discorso per i talebani che qualcuno vorrebbe addirittura vedere seduti a un tavolo di pace per l'Afghanistan. «Le nostre indagini - scrive Hrw - rivelano che le vittime civili degli attacchi degli insorti erano intenzionali o quanto meno evitabili. Le forze degli insorti prendono di mira regolarmente i civili».
Azioni che violano il diritto umanitario internazionale e che si configurano dunque come crimini di guerra, come sottolinea anche un'altra ricerca sul campo di Amnesty International diffusa la settimana scorsa.
La recrudescenza della violenza talebana mette in discussione il già difficile tentativo di ricostruzione del paese (il 60 per cento dell'economia dipende ancora oggi dalla produzione di oppio) e prostra gli animi di quelli che restano in Afghanistan (i profughi all'estero sono circa tre milioni). Habibullah, il fratello di due civili uccisi in un attacco talebano, si sfoga con Human Rights Watch: «Quei bastardi, si fanno saltare in aria. Non uccidono gli stranieri. Uccidono solo la gente innocente. È come se tentassero di uccidere dei bambini. E nessuno dal governo è venuto a offrirci conforto o a farci le condoglianze, o a dirci che cercheranno di fermare questi attacchi». «Quello che i talebani fanno - racconta Roshan, gravemente ferito in un attentato in cui ha trovato la morte suo fratello - non è islamico; nessuno potrà mai giustificare le loro azioni di fronte a Dio. Con le loro azioni i talebani rendono i bambini orfani e le famiglie povere ancora più povere».
Per mano dei talebani Paykai ha perso suo marito Abdul, operatore umanitario in una ong locale. «Tutto quello che lui voleva - racconta a Hrw - era lavorare per tirar su i nostri bambini nel miglior modo possibile. Da cinque anni lavorava per l'ong e andava fiero del suo lavoro. Era un buon marito, un buon padre. Da quando è morto i miei figli piangono per lui ogni giorno. Oggi il mio obiettivo è mandare i miei bambini a scuola. Ma voglio che ci possano andare indossando dei buoni vestiti. Non voglio che gli altri bambini ridano di loro». Mohammad Yousef Aresh, sopravvissuto a un attentato, non riesce a capire: «Qual è il mio errore? Perché i talebani vogliono uccidermi? È perché mi rado la barba? Io sono un lavoratore. Non ho nemici. Quel giorno vicino al ministero non c'era nessuno dell'Isaf, c'era solo gente normale, afghani. Qual era il loro obiettivo, la gente? Non so quale fosse il loro obiettivo quel giorno. Non so quale sia il loro obiettivo oggi».
Rimettere il velo al paese
Appunto, il loro obiettivo. Di certo gettare fango sul governo di Kabul. Il loro codice militare rifiuta esplicitamente l'uccisione di civili. Bella regola, seguita da quella secondo cui gli insegnanti che continuano a insegnare dopo aver ricevuto avvertimenti devono essere picchiati e uccisi se trasmettono contenuti «contrari ai principi dell'islam». Il precetto di non uccidere civili viene poi prontamente emendato da una fatwa di morte contro tutti coloro che sostengono la coalizione guidata dagli Usa. «Non c'è differenza tra le persone armate che lottano contro di noi - ha dichiarato ad Amnesty un portavoce talebano - e i civili che cooperano con gli stranieri».
Spaventare, distruggere nel corpo e nello spirito chi prova a ricostruire la propria vita e il paese, ma soprattutto "rimettere il velo e far ricrescere la barba" all'Afghanistan. Lo dimostra lo sconcertante crescendo di attacchi contro le scuole e il sistema educativo. Secondo Amnesty sono state almeno 183 le scuole bruciate, minacciate tra il 2005 e il 2006. «I genitori in molte regioni - scrive ancora l'ong - adesso sono riluttanti a mandare i figli a scuola e il clima di paura sta mettendo seriamente in discussione il diritto all'istruzione di centinaia di bambini». Inutile dire che le più a rischio sono le bambine. Quelle come Binafsha, 17enne operatrice umanitaria afghana col sogno di diventare dottoressa, uccisa in un agguato insieme a un collega mentre andava a portare aiuto in una remota provincia del nord. Quelle come la piccola Sharzad, che per tutta la vita porterà i segni di quel giorno di primavera diventato infernale per le strade di Kabul.
Da Tempi
Stessa storia in Iraq, in Pakistan e ovunque i fondamentalisti hanno messo radici. Nel mirino dei terroristi ci sono i civili, ma i pacifisti, preferiscono ignorare questa realtà, per sventolare le loro "bandiere di latta" in nome di un pacifismo che sostiene i carnefici, e nega il martirio delle vittime.
L'importante é dare addosso agli USA, inventare improbabili teorie per giustificare questa immane carneficina condotta dagli integralisti. Ai quali non pare vero, di avere l'appoggio di babbei occidentali,  i quali, facendosi rapire finanziano anche materialmente gli amici "resistenti", quelli che con una bomba hanno aperto la pancia di una bimba di 9 anni, che é inciampata nel suo intestino.
Sharzad deve "ringraziare" tutte le "Forleo" del mondo che legittimano e liberano terroristi sanguinari.
Orpheus




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28 aprile 2007

Il prezzo salato dell'immigrazione incontrollata


L'Italia ha bisogno di un'economia della politica (non solo per via dei costi) e non di una politica dell'economia centralista e intrisa di dirigismo. La differenza tra la visione liberale del mercato e delle strategie commerciali ed industriali di un Paese e quella comunista è tutta in questa premessa. Ritorno sul tema economico a proposito del disegno di legge sull'immigrazione. Un disegno che è attuativo di una visione falsamente buonista, che aprirà invece la strada alla possibilità di selezionare i flussi degli immigrati, per via dello sponsor. Se a questo aggiungiamo il diritto, in breve tempo, di esercitare l'elettorato attivo e passivo alle amministrative ottenuta la cittadinanza, avremo un panorama devastante dell'impiego e della destinazione delle risorse nazionali nel prossimo decennio. E' sotto gli occhi di tutti che le etnie insistenti sul nostro territorio - ma la questione è europea - sono arroccate a difesa del proprio modo di vivere e difficilmente si aprono agli strumenti della nostra democrazia avanzata, per cui l'integrazione nel corpo sociale, allo stato attuale delle cose, è sicuramente problematica, ma sottolineo questo aspetto unicamente per trarne delle indicazioni di carattere economico. La difesa a spada tratta dell'immigrazione incontrollata, allentando nel contempo il sistema dei vincoli, realizzerà la politica sociale laicista della sinistra, che considera il corpo sociale italiano come una sorta di cavia su cui compiere ogni sorta di esperimento sociologico. Le politiche sociali hanno dei costi, economici e d'impatto. La robusta iniezione di immigrati nei territori del nord e del nord-est contribuirà a far crescere la natalità e favorire la piccola e media industria - e questo è vero se si regolamentano davvero i flussi - ma, come primo risultato, si otterrà quello di aumentare il serbatoio elettorale della sinistra, spalmando le spese delle politiche di accoglienza sui cittadini italiani residenti. Le quote riservate per legge alle categorie altamente specializzate, inoltre, costituiranno una specie di salvacondotto per quanti - la maggior parte - potranno, in linea privilegiata, entrare nel mercato del lavoro non in competizione con i nostri giovani ma in posizione di vantaggio. Vantaggio scorretto, perché l'alta qualificazione cui sono costretti i nostri giovani laureati, disoccupati per carenza di lavoro, chiude loro troppe porte.
Non si riesce a comprendere come la sinistra possa conciliare gli accorati appelli per scongiurare la fuga dall'Italia dei nostri cervelli migliori e, intanto, accogliere con gli sponsor ed altri benefit gli altri lavoratori. I figli migliori dell'Italia devono prendere la laurea, un master, un dottorato e poi, magari, sottoporsi ad una trafila estenuante per campare. Chi verrà invitato in Italia dallo sponsor, forse, troverà anche un alloggio popolare ed altro. Al di là di ogni considerazione sociale - penso alla difficoltà di sposarsi dei nostri ragazzi - viene anche ripetuto loro che sono cittadini europei e che hanno grandi opportunità in Europa. E in Italia? Che cosa devono fare i nostri giovani per ottenere gli stessi vantaggi offerti agli immigrati? E' chiaro che il fenomeno dell'immigrazione va affrontato seriamente in ogni aspetto, ma non si può sventolare la bandiera dell'accoglienza ad ogni costo se prima non si risolvono i problemi che angustiano la popolazione stanziale.
E poi, fino a che punto la politica può condizionare l'economia di un Paese? I costi di un progetto di accoglienza di simile portata necessariamente graveranno sui cittadini attraverso prelievi consistenti e continui. Prelievi che abbasseranno il tenore di vita anche nelle zone ora più agiate e che contribuiranno, grazie alla concomitante politica fiscale attuata dalla sinistra, alla riduzione - se non alla dismissione - delle attività produttive. Meglio sarebbe stato prevedere politiche fiscali vantaggiose per gli investimenti, aumentare produttività e crescita aziendale, favorendo un'immigrazione controllata ma autosufficiente, perché in grado di produrre reddito. Ne esce un quadro nero delle prospettive economiche del Paese. Nella migliore delle ipotesi, si preannuncia una stagione di pesante concorrenza interna sul fronte della domanda di lavoro, contrapposta all'offerta sempre più esigua, anche se più qualificata, di manodopera. L'analisi socio-economica tentata è riferita ovviamente soltanto al nord Italia. Nel sud le cose stanno anche peggio, con la disoccupazione intellettuale a livelli altissimi e la sensazione di abbandono più forte che mai. Aspettando i prossimi sbarchi e i flussi delle maree di immigrati.
Armando Pannone-Ragion Politica
Sorvolo sulle promesse elettorali fatte ai giovani, NON mantenute e che con questa legge, non lo saranno nemmeno in futuro.
I Circoli della Libertà hanno organizzato  una raccolta di firme nelle principali piazze d’Italia, a partire da sabato 28 aprile, contro il disegno di legge delega sull’immigrazione firmato dai ministri Amato e Ferrero e recentemente approvato dal consiglio dei ministri: una petizione al Parlamento italiano e a quello europeo per denunciare i rischi di una normativa che, se approvata, creerebbe gravi problemi al nostro Paese e all’Ue.
Quindi l'unico modo che abbiamo per bloccare questa ennesima svendita del nostro paese agli stranieri, é FIRMARE. Fatelo, o ad emigrare saremo noi.
http://www.referendumelettorale.org/ sulle schede e sui banchetti di raccolta delle firme.
Orpheus




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28 aprile 2007

Due parole sul processo SME e sulla persecuzione legale, politica e mediatica a danno di Berlusconi


Sme sta per Società Meridionale. Tutto ha inizio nel 1985  a capo dell'Iri c'è Romano Prodi e premier è Bettino Craxi. Improvvisamente il 30 aprile è indetta una conferenza stampa. Prodi annuncia che la Buitoni di De Benedetti si è comprata la Sme, la cifra irrisoria è di 400 miliardi.
Chi mastica un po’ di finanza o è del settore resta basito: la notizia è incredibile. Dentro c'è un tesoro, una liquidità per 650 miliardi. Oltretutto l'operazione è a rate e finanziata da Mediobanca di cui l'Iri è azionista. La solita operazione dei “furbetti del quartierino” che comprano senza soldi, ma CHE se sono legati alla sinistra, diventano grandi “manager”. Per De Benedetti, legato a Prodi, è quel che si dice un “affarone”(a parte Motta e Alemagna, c'è la Cirio, De Rica, Autogrill e Pavesi, più altre inezie miliardarie). Per lo Stato italiano è una bella “sola”.
In tutta questa faccenda si è perseguito Berlusconi con furia giustizialista, per aver tentato di fermare questo “furto” a danno dello Stato e nessuno ha mai sollevato obiezioni sul comportamento del Sig. Prodi, nessuno a chiedersi perché ha tentato di svendere una società come la SME.  
Bettino Craxi, giustamente non ci sta, e il ministro delle Partecipazioni statali Clelio Darida firma un decreto in cui intima all'Iri di dar corso ad altre trattative.
Tra le quali la più valida è quella di Barilla, il quale, alleandosi con Berlusconi e Ferrero più altri minori, offre 600 miliardi. A questo punto Carlo De Benedetti si rivolge ai tribunali. Vuole la Sme. Il Tar gli dà torto. Così il Tribunale civile. Il quale esclude dall'affare anche la cordata Barilla-Berlusconi. I pm accusano: Berlusconi ha corrotto. Per farsi dar torto? Di certo la controfferta di Berlusca & C ha bloccato un cattivo affare per l'Italia. Infatti Prodi che fa quando torna a presiedere l'Iri? Vende a spizzichi e bocconi la Sme per  2.400 miliardi con un guadagno da parte dello Stato di duemila miliardi di lire di allora. E per questa storia Berlusconi per 12 anni è stato fatto oggetto di una persecuzione mediatica, legale e politica.
ADESSO è stato assolto per NON aver commesso il fatto, e ancora c’è chi cerca il “pelo nell’uovo” ma perché questi forcaioli in servizio permanente attivo, quando si tratta delle porcate firmate sinistra diventano improvvisamente garantisti? Perché non mettono lo stessa voglia di sapere nello scavare nel passato dubbio del loro leader? Quello che in quattro milioni hanno scelto come premier? C’è di che sbizzarrirsi fra affari poco chiari e sedute con il piattino.
Berlusconi, il Caimano a confronto è un’educanda.

Orpheus




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27 aprile 2007

Un inno alla vita


A volte la vita è un calvario inimmaginabile, il corpo diventa una galera, le mani non servono più a nulla, le gambe sono pezzi di legno, il cibo, il sesso, persino il sapore dell’acqua diventano un ricordo.
Le parole si spengono in gola.
Per comunicare con gli altri non rimangono che gli occhi, un battito di palpebre per il si, due per il no…
Alla fine anche per respirare è necessaria una macchina.
Il corpo muore, ma come estrema tortura il cervello, no, rimane  vigile, attento, perfettamente in grado di comprendere il decadimento fisico,  in grado di ricordare, di desiderare, di rimpiangere e di soffrire, soffrire, soffrire, giorno dopo giorno, notte dopo notte, in un’infinita catena di attimi che non hanno più senso.
Questa è la SLA e non credo ci sia niente di più doloroso e umiliante per un essere umano.
Voler morire, diventa per tanti l’unico modo di fuggire da tutto questo.
Lo capisco e non mi permetterei mai di fare prediche, vivere è un diritto, non un obbligo.
Eppure non posso fare a meno di provare un’ ammirazione sconfinata e gratitudine per chi come Stephen Hawking ha lottato contro la SLA per quarant’anni, e ha vinto.
Ha vinto perchè se la malattia ha distrutto il suo corpo, non ha spento la sua voglia di vivere.

Stephen è un inno alla vita.

Orpheus




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27 aprile 2007

Modesta proposta: il 26 aprile diventi la "Giornata dell'obiettività storica"


Il 26 aprile del 1937 l'aviazione tedesca distrusse la cittadina basca di Guernica. Giornali e televisioni celebrano l'anniversario dell'inizio della strategia del terrore nazifascista, che sull'inerme cittadina fece le sue prime prove, massacrando i civili innocenti che affollavano il mercato di un centro privo di ogni interesse militare. Noi vorremmo invece ricordare l'inizio di quella campagna di disinformazione da cui ancora - a differenza della barbarie nazifascista - non ci siamo liberati. Perché Guernica non era un borgo privo di importanza militare, bensì un obiettivo strategico, accanto al ponte sul rio Oca, unica via di scampo per i repubblicani in ritirata, servita da un'importante linea ferroviaria, sede di depositi di armi e munizioni. Tanto che il delegato del governo Francisco Lazcano, consapevole del rischio di un attacco, aveva sospeso il consueto mercato del lunedì, che quel funesto 26 aprile non ebbe luogo. Gli apparecchi tedeschi non bombardarono la popolazione inerme, ma la linea ferroviaria, il ponte e la stazione; il resto lo fecero l'umana imprecisione, il vento e il legno di cui erano fatte le case della città: fu l'incendio a fare la maggior parte delle 126 vittime. Sì, 126. La cifra ufficiale, 1.654, è priva di ogni fondamento.
Salas Larrazabal, storico spagnolo, si è preso la briga di consultare i registri dell'anagrafe, parrocchiali, degli ospedali: i fatti sono quelli
. Il suo libro è del 1987; in Italia è stato ripreso da Stefano Mensurati ne Il bombardamento di Guernica, cui dobbiamo anche le altre notizie. Ma ancora circolano le antiche leggende. Il 25 aprile è l'anniversario della liberazione dal nazifascismo; perché non fare del 26 la giornata dell'obiettività storica? Per onorare degnamente la memoria di quelle povere vittime, da settant'anni strumentalizzate.

Tempi
Se si facesse la giornata dell'obiettività storica per prima cosa bisognerebbe rivedere "parecchie cosuccie" della Sacra Resistenza, festeggiata il 25 Aprile...
Orpheus




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27 aprile 2007

In un paese normale...


Doppia assoluzione  per Silvio Berlusconi nel processo SME. Il tribunale di Milano ha assolto in appello il cav. "perchè il fatto non sussiste" e "per non avere commesso il fatto".
E adesso tutti gli opinionisti travagliati alla Travaglio che faranno? E i fustigatori moralisti alla Santoro? Anni e anni (undici per l’esattezza) di accuse e insulti, più o meno velati, che per “proprietà associativa” sono stati appioppati anche a chi ha votato FI.
“È un processo che ha inciso sulla vita politica italiana soprattutto perché c'è stata una grande pervicacia della pubblica accusa nel portarlo avanti. In una situazione normale questo processo non sarebbe neppure arrivato all'udienza preliminare” dichiara Nicolò  Ghedini, avvocato di Berlusconi…e bravo, in una situazione normale, ma soprattutto in un paese normale, dove NON si usa la giustizia per attaccare gli avversari politici e dove i magistrati FANNO il loro lavoro, al di sopra delle parti.
Ma l’Italia NON è un paese normale quindi ci sono voluti 11 anni e centinaia di migliaia di euro per arrivare ad un verdetto di PIENA assoluzione, non per “mancanza di prove” o “per prescrizione”, ma perché NON sussiste il fatto.
Adesso quelli che hanno campato e fatto fortuna sulle vicende giudiziarie di Berlusconi, con libri, interviste, programmi, gag ect che fanno si rimangiano tutte le falsità gettate a piene mani, e chiedono venia, per il linciaggio mediatico da loro orchestrato per anni e anni?
Dubito, con la stessa faccia di tolla con cui accusavano, adesso faranno finta di nulla.
Orpheus




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27 aprile 2007

Picchiato perché critica la legge Amato

Gliel’avevano promesso, prima minacciandolo via e-mail, poi di persona: «Te la faremo pagare, sei un razzista di m... ». Per questo, ieri, l’hanno aspettato davanti a scuola in tre, due albanesi e un marocchino, e l’hanno aggredito. Sputi, calci e pugni. Il motivo? Edoardo Gambaretto, 15enne di Albissola, comune del savonese, aveva appeso insieme al fratello dei manifesti contro la legge Amato sull’immigrazione.
I tre, scappati prima dell’arrivo della polizia, sono stati comunque identificati e denunciati per lesioni e minacce. Due di loro (albanesi, di 15 e 17 anni) ieri sera sono stati portati in questura. Si trattava di stranieri in regola, figuriamoci come salirà la tensione con i nuovi arrivi previsti dalla legge Amato. Criticarla non significa essere razzisti, il ragazzo è stato picchiato perché voleva esprimere le sue idee. Se non verranno espulsi, i tre aggressori voteranno in Italia. Vi sembra giusto?
 Da il
Giornale
Un episodio emblematico di come la sinistra estrema abbia inculcato la stessa mentalità arrogante e aggressiva che la contraddistingue, ANCHE negli immigrati. Per caso questi sono albanesi, ma i bravi autonomi, disubbidienti e/o ragazzi dei centri sociali, commettono IMPUNEMENTE  gli stessi atti di prevaricazione e violenza e sono niente meno che appoggiati (o almeno lo sono stati fino alla sua nomina) dal presidente della Camera, Fausto Bertinotti. Quanti comportamenti violenti e antidemocratici (oltre che fuori legge) ha commesso "la nuova generazione politica di Bertinotti"? Botte e insulti a elettori di AN e della Lega, loro sedi date alle fiamme, striscioni, cori offensivi e incitanti al razzismo contro gli Americani, Israele, la polizia, le forze armate, i "fascisti" i leghisti etc. Le cronache abbondano delle "intemperanze" dei "nostri ragazzi" allevati a pane e odio contro il loro stesso paese e istituzioni.
Sarebbe quindi ingiusto prendersela SOLO con gli immigrati se fanno ciò che permettiamo di fare ai nostri, trovandogli mille scappatoie e scusanti. Il problema é questa sinistra antitaliana che sta allevando legioni d'intolleranti pronti a spaccarti la faccia UNICAMENTE perchè esprimi il tuo pensiero.
Orpheus




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27 aprile 2007

FACCIAMO CHE EMERGENCY LASCIA L’AFGHANISTAN


Facciamo che il rapimento di Torsello era stato un successo quasi inspiegabile…..
Facciamo che le prove generali del primo rapimento hanno avuto successo…..
Facciamo che visto il successo del primo rapimento, mai cambiare strategia se una è vincente….
Facciamo che la strada era aperta, i canali funzionanti, le ruote unte: peccato non approfittarne…… Facciamo che il rapimento di Mastrogiacomo sia stato organizzato a d.o.c.
Facciamo che liberarlo doveva essere un giochetto ……
Facciamo che meglio rapirlo subito prima che tornasse in italia…..
Facciamo che Mastrogiacomo purtroppo si serviva di accompagnatori…..
Facciamo che per poterlo realizzare bisognava rapire anche gli accompagnatori….
Facciamo che gli accompagnatori sono diventati loro malgrado testimoni scomodi ….  
Facciamo che: meglio eliminarne uno subito così tanto per far capire agli italiani che aria tirava da quelle parti….
Facciamo che il secondo testimone, magari avrebbe potuto parlare, allora meglio eliminare anche quello, non si sa mai….
Facciamo che la famiglia e i parenti del primo testimone si sono incazzati e hanno manifestato la loro rabbia davanti all’ospedale…..
Facciamo che la famiglia e i parenti del secondo testimone ancora più incazzati dei primi hanno manifestato la loro rabbia davanti all’ospedale…..
Facciamo che gli Afgani non si fidano più di certi mediatori di pace….
Facciamo che il governo Afgano ha mangiato la foglia…..
Facciamo che: meglio cambiare aria……
Facciamo che il mondo è grande, altri imbecilli da imbacuccare ce ne sono tanti……
Facciamo che tutti sono imbecilli e chi vuoi che capisca come è andata veramente?  
DaLisistrata
Un'ipotesi ma estremamente credibile. Altrimenti che pensare del filantropo e pacifista senza "se e ma", Gino Strada, che per "dimostrare" la sua contrarietà per l'arresto di UNO, dicasi uno dei suoi, ha deciso di abbandonare decine di malati, condannandoli, forse a morte per mancanza di cure? Che NON é poi così filantropo e pacifista duro e puro e che forse dietro questa "brutta" faccenda costata già due vite umane, c'é molto di più di quello che hanno raccontato.
Il pio Gino é arrabbiato é vero, ma é un MOTIVO sufficiente per abbandonare i bambini senza assistenza medica e senza medicine?
Ripete: moriranno. E dice: colpa tua, presidente Karzai. O cedi e liberi dichiarando innocente e intoccabile il cittadino afgano Hanefi Rahmatullah, mio capo del personale, oppure ti facciamo crepare i piccoli ricoverati nelle cliniche di Emergency lasciandoli in balia delle loro ferite e malattie. Detto fatto: sono partiti tutti, coi loro stetoscopi e i bisturi. Così, dove c'era un medico italiano o un altro volontario con la "E" di Emergency sul camice, oggi c'è la desolazione e nessuno che sappia cambiare il boccione della flebo o individuare la dose giusta di antibiotico per una creatura appena operata. Non ci credo. Spero siano solo chiacchiere da capo partito che non mantiene le promesse: e Gino Strada è un politico. Però ha allestito ospedali di qualità. Non riusciamo a capacitarci, pur essendo suoi avversari quanto alle idee, che ritenga più importante l'onore del suo marchio, il prestigio della ditta, che la vita dei pazienti. Quando si vuol bene, non si abbandona la gente. Come minimo, se uno va via, poi non vanta questa scelta come un obbligo morale. Invece sì. Lo fa.
Pare che nei giorni scorsi, in aggiunta all'arresto del mediatore nel sequestro di Daniele Mastrogiacomo, ci sia stato un altro fattaccio. Si è presentata la polizia segreta in una struttura sanitaria di Strada e ha chiesto i passaporti ad alcuni medici. È una cosa tanto rara in situazione di guerra? I missionari ne hanno viste di molto peggio. Ma non per questo mollano i loro. Tutti parlano di Strada che va via perché ne ha uno dei suoi in carcere. A Mogadiscio ci sono quattro missionarie della Consolata, non vogliono rientrare nonostante il pericolo e gli abbiano ammazzato la consorella Leonella. Dice suor Maria Bernarda ad Avvenire: «Siamo da decenni con questa gente, abbiamo già donato la vita al popolo che amiamo». Che differenza.
Stampatello riassunto da Libero
Ma che hanno al posto della coscienza questi "paladini" di sinistra?
Orpheus




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26 aprile 2007

Piccardo: “La carta dei valori? Non ci interessa proprio”

Siamo italiani da almeno 35 generazioni e non siamo per niente certi di voler risiedere stabilmente in questo paese”. Per questo “la Carta dei valori per gli stranieri non ci interessa”. Hamza Piccardo, da quando è uscito dall’Ucoii, ritenendo l’organizzazione dei fratelli mussulmani troppo accondiscendente con il sistema, era da tempo un po’ a corto di occasioni per ”fare scandalo a buon mercato”. Ieri ne ha trovata una, da portavoce di questo fantomatico “Islam network”, nel commentare il varo, fortemente voluto dal ministro dell’Interno Giuliano Amato, della “carta dei valori condivisi” per tutti i cittadini stranieri residenti in Italia a prescindere dal credo religioso, dall’etnia e dalla nazionalità. Chissà se a Piccardo duole il punctum del no alla poligamia, dopo che la sua ex compagna Lia Harmalik lo aveva svergognato su un blog prontamente ripreso da Magdi Allam, o se viceversa sono i paralleli con la Costituzione italiana a renderlo insofferente. All'agenzia Adn Kronos Aki international che lo intervistava, Piccardo ha commentato con sarcasmo la notizia che ieri era su tutti i giornali.
Così: “I valori della Costituzione furono elaborati da un'assemblea democraticamente eletta composta da 556 costituenti, tra i quali molti dei migliori italiani del tempo; uomini politici e intellettuali tra cui De Gasperi, Rossetti, Moro, Nenni, Pertini, Silone, Amendola, Togliatti. La tensione morale di quegli uomini forgiata nell'antifascismo e la lotta partigiana poco ha in comune con il lavoro, pur meritorio, degli esperti di Amato”. Piccardo accusa in pratica il documento redatto dai consulenti del ministro degli Interni di essere una brutta copia della Costituzione italiana. E pontifica: “l'Italia sappia dare agli immigrati seria testimonianza di coerenza ai suoi valori costituzionali invece di elaborarne dei doppioni a uso politico, cosa che finora non è avvenuta nella vergognosa gestione amministrativa degli stranieri, nel loro sfruttamento, nel disconoscimento generalizzato di bisogni e semplicità culturali.” E poi conclude così: “magari la nuova legge per l'immigrazione che sarà presentata, forse oggi stesso, mi smentirà.. .speriamo!”
Perciò, ieri, l’Italia, la sinistra e la consulta islamica hanno anche dovuto sorbirsi la predica di uno che ha scritto un commento anti semita a un Corano tradotto male dal francese e poi pubblicato dalla Newton Compton che è diventato una specie di cavallo di battaglia per tutti gli estremisti islamici dello stivale. Piccardo, uno che nelle proprie interviste legittima il terrorismo suicida in Iraq e in Palestina, perché per lui lo stato di Israele non solo non ha diritto a esistere, ma evidentemente nemmeno quello di essere riconosciuto come entità geografica, adesso può permettersi di prendere per i fondelli persino i suoi ex fratelli mussulmani dell’Ucoii che, invece, fiutata la mala parata che sta montando anche in Italia contro i predicatori d’odio, sembrano avere deciso di allinearsi con i moderati. O almeno di fingere di averlo fatto.
D’altronde quelli come Nour Dachan, presidente dell’Ucoii, ma anche come lo stesso Piccardo, meriterebbero una bella gita premio in Egitto per rendersi conto se conviene aderire alle carte dei valori dell’Islam italiano o soggiacere alle regole da stato di polizia che altrove vengono inflitte ai simpatizzanti della fratellanza mussulmana. L’Egitto non è citato per caso: proprio ieri le agenzie davano notizia che il governo controllato dal presidente Horsni Mubarak ha dato un’altra stretta repressiva ai simpatizzanti della fratellanza di cui sopra, “imponendo tra l’altro alcune condizioni sui permessi di ingresso e sul transito ai membri di Hamas sul territorio egiziano”. In Egitto infatti sono preoccupati della popolarità di questi movimenti terroristico religiosi e non hanno opinioni pubbliche politically correct da tenere a bada. E al Cairo quelli come Dachan e Piccardo probabilmente languirebbero in una cella di sicurezza da anni.
Dimitri Buffa-L'opinione.it
Noi al contrario non ce ne preoccupiamo, abbiamo Amato e la sua Carta dei Valori. In Italia pensiamo di risolvere ogni problema, anche il più grave o pericoloso per la sicurezza nazionale, con tante belle "balle" e aria fritta", paroloni, buoni sentimenti e propositi, meglio se attinti dalla costituzione...Amato spera con la sua Carta dei valori, che sa benissimo non verrà nemmeno PRESA in considerazione dai fondamentalisti e per i moderati non ce n'era certo bisogno, di tranquillizzare gli italiani, spaventati da una legge dell'immigrazione le cui maglie sono tanto larghe da far entrare CHIUNQUE: " Guardate, é vero entreranno TUTTI con sponsor e autosponsor, ma però ad attenderli c'è pronta una 'Carta dei Valori' nuova di zecca, che gli estremisti useranno con molta acuratezza come Carta Igienica.
Guarda caso il giorno dopo la Carta dei Valori é scoppiata la bugna della nuova legge sull'immigrazione...quando si dice il caso...
Orpheus




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26 aprile 2007

Scene di arresti di donne in Iran: un 25 aprile di repressione

Il piano di lotta contro la vita privata delle donne è stato lanciato nell'Iran dei mullah. Le donne nuovamente al centro di tutte le retate, sono gli obiettivi privilegiati degli integralisti, che hanno fondato tutto il loro sistema di repressione sulla più riprovevole misoginia. E più l'insoddisfazione aumenta, più le crisi si amplificano, più questa repressione diventa barbarie.

E mentre arrestano donne e le portano ai posti di polizia in autobus...nelle carceri torturano e impiccano.
Ovviamente tutti quelli che hanno firmato l'appello "nessuno tocchi Saddam" e hanno fatto lo sciopero della fame, se ne impippano alla grande. Questi poveracci non sono dittatori "glamour" ma gente comune che lotta per la libertà.
Orpheus




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26 aprile 2007

"Infedele", di Ayaan Hirsi Ali

Compagne femministe, dove siete? Brave opinioniste democratiche di Manifesto, Unità, Repubblica e Liberazione: coraggio. Tanto lo sappiamo tutti che se fosse uscito il libro di una donna incavolata con papa Ratzinger avreste inzuppato la penna nell’odio anticlericale e montato un caso umano, politico e giornalistico, copiandovi e citandovi l’una con l’altra. Invece, ora che avete tra le mani la denuncia di una donna (nera e atea!) contro l’islam e i suoi oscurantismi, tutte zitte. Le poche, pochissime che diranno qualcosa su “Infedele”, la biografia di Ayaan Hirsi Ali che Rizzoli ha appena spedito nelle librerie, lo faranno per imbottire i loro discorsi di distinguo, per dirci che in fondo la chiesa di Roma e l’islam trattano le donne più o meno allo stesso modo, che anche quella italiana è una cultura maschilista, e ripeteranno che Theo van Gogh era un personaggio “controverso”, lasciando intendere che chi gli era vicino non potesse essere poi tanto diverso da lui. Balle, fango.
Morta Oriana Fallaci, Hirsi Ali si è ritrovata in cima alla lista dei nemici dei fanatici islamici. Trentotto anni, somala, nel 2005 è stata citata dal settimanale Time come una delle cento donne più influenti del mondo. Essendo un’autoesiliata dal proprio Paese, e non l’erede del proprietario di un gruppo multinazionale, il riconoscimento vale dieci volte di più. In Italia, di lei abbiamo sentito parlare per la prima volta nel novembre del 2004, all’indomani dell’assassinio di Theo van Gogh per opera di Mohammed Bouyeri, islamico con la doppia cittadinanza marocchina e olandese. Sul corpo del regista, affisso con lo stesso coltello che gli aveva squarciato la gola, c’era un messaggio per lei: «So con certezza, Hirsi Ali, che tu sarai distrutta».
Una condanna a morte. Dovuta al fatto che Hirsi Ali, in Olanda, terra d’immigrazione finanziata con i soldi pubblici e non sottoposta ad alcun controllo, si era impegnata in una battaglia pericolosa: «Che l’intera comunità internazionale in questo secolo acquisti gli strumenti per affrontare la questione musulmana». Aveva portato le sue idee sui giornali, in Parlamento e anche nel film che è costato la vita a Van Gogh, “Submission”, del quale aveva scritto la sceneggiatura.
Hirsi Ali era giunta in Olanda nel 1992 per fuggire da un matrimonio che la sua famiglia aveva combinato con un somalo che viveva in Canada. Già durante gli anni trascorsi in Africa si era allontanata dall’islam, ritenendolo all’origine di molte cose ingiuste e razionalmente inspiegabili, prima tra tutte la sottomissione della donna nei confronti dell’uomo. All’età di cinque anni, come da tradizione della sua terra, fu sottoposta a mutilazione genitale. Oggi scrive che «spesso la gente sostiene che la mia rabbia derivi dall’infibulazione, o dal matrimonio combinato da mio padre. Non dimenticano mai di aggiungere che ciò che è capitato a me è raro, nel mondo musulmano moderno. Queste persone dimenticano che nel mondo centinaia di milioni di donne sono state costrette a matrimoni combinati, e che ogni giorno vengono infibulate seimila bambine».
Ottenuto asilo come rifugiata, riesce a studiare e a laurearsi in Scienze politiche. Dopo l’11 settembre si accorge che l’Olanda non ha capito nulla di come l’islam guarda all’occidente e alle sue libertà, e decide di fare politica attiva: «L’Olanda, questa fortunata nazione dove non succede mai niente, stava cercando di fingere per l’ennesima volta che nulla fosse successo». Gli editorialisti dei quotidiani di Amsterdam non dovevano essere poi così diversi da quelli italiani: «Quasi tutti gli articoli che analizzavano la figura di Bin Laden e il suo movimento esaminavano un sintomo, ma non affrontavano la malattia nel suo insieme, un po’ come se qualcuno pretendesse di studiare Lenin e Stalin senza tenere conto delle opere di Karl Marx. Il Profeta Maometto era la guida morale, non Bin Laden, ed era la guida del profeta che andava valutata».
Intanto Hirsi Ali divorava i testi di Spinoza, John Stuart Mill, John Locke, Immanuel Kant, Voltaire, Bertrand Russell, Karl Popper, trovando in questi filosofi le basi di quella libertà che nel mondo musulmano è ancora un sogno di pochi: «Tutta la vita è risolvere problemi, dice Popper. Non ci sono certezze assolute; il progresso si afferma mediante il pensiero critico». Capisce che il partito laburista, con il quale ha collaborato sino ad allora, non è il posto giusto per una simile sfida, e accetta di candidarsi con il partito liberale. Nel gennaio del 2003 è eletta in parlamento. Un mese dopo si presenta alla sua porta un uomo «chiassoso e scarmigliato»: «Sono Theo van Gogh, ho votato per te». Nel 2004, i due realizzano “Submission”: storie di quattro donne sottomesse agli uomini in nome del corano.
La morte di Van Gogh cambia per sempre il volto dell’Olanda e la vita di Hirsi Ali. Invece di fare muro per difenderla dalle minacce degli islamici, il politicamente corretto establishment olandese dà il via alla gara vigliacca a chi scappa più lontano. È isolata, e la sua presenza diventa motivo d’imbarazzo per lo stesso partito liberale. Dopo un’inchiesta durata appena quattro giorni, nonostante sia una parlamentare, le viene tolta la cittadinanza olandese, usando come pretesto il fatto che, al momento dell’ingresso nel Paese, Hirsi Ali avesse dato generalità in parte false per non essere rintracciata dalla sua famiglia d’origine.
Adesso vive negli Stati Uniti, unico Paese che garantisce sicurezza e libertà a quelli come lei.
Lavora a Washington per l’American Enterprise Institute, uno dei più prestigiosi think tank conservatori. È stata una delle ultime persone a bere quello champagne che Oriana Fallaci offriva agli ospiti della sua casa di Manhattan nel periodo finale della sua vita. Più che un brindisi, un passaggio di testimone: «Quando sento affermare che i valori dell’islam sono la compassione, la tolleranza e libertà», scrive Hirsi Ali nella sua autobiografia, «io guardo la realtà, le culture e i governi, e vedo che non è così. Gli occidentali hanno paura di farlo perché temono di essere accusati di razzismo. Ma questa paura deve essere superata».
Da Conservativemind
Cos'é razzista anche lei...
Orpheus




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26 aprile 2007

La sinistra spera in un milione di voti

Una riserva di voti per sfondare al nord. E magari strappare al centrodestra le roccaforti di Lombardia e Veneto. Dove, guarda caso, la presenza degli stranieri è più marcata. Ecco cosa potrebbe accadere se la riforma della legge Bossi-Fini sull'immigrazione messa a punto dal governo diventerà realtà. La concessione del diritto di voto amministrativo agli immigrati che soggiornano in Italia da almeno cinque anni, infatti, aumenterà il bacino elettorale dell'Unione. Una forza elettorale, quella straniera, che già oggi vale almeno un milione e mezzo di voti. E che nei prossimi anni, grazie alle misure del governo, è destinata ad aumentare fino a raddoppiare. A tutto vantaggio del centrosinistra.
AL VOTO DOPO 5 ANNI
Lo schema di disegno di legge delega approvato martedì dal consiglio dei ministri prevede l'elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative «a favore degli stranieri titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo». Vale a dire gli immigrati in possesso di un permesso di soggiorno da almeno cinque anni. Per loro, approvazione del provvedimento in Parlamento permettendo, si spalancherebbero le porte delle urne alle elezioni comunali, provinciali e regionali. Una misura che sembra fatta apposta per favorire il centrosinistra. Perché la stragrande maggioranza degli stranieri soggiornanti in Italia si trova nelle regioni settentrionali, da sempre il tallone d'Achille elettorale dell'Unione. Su 3.035.144 immigrati presenti, infatti, ben 1.806.382, secondo il rapporto Caritas 2006, sono residenti al nord. In testa, con 711.059 presenze, c'è la Lombardia, seguita da Veneto (315.747) e Piemonte (238.161). Si tratta, informa la Caritas, di numeri che tengono conto di tutta la popolazione immigrata. Quindi, oltre agli adulti, anche dei minori, che però al momento vanno esclusi dal calcolo dei possibili elettori. Le cifre, comunque, restano di tutto rispetto, soprattutto alla luce della tendenza registrata negli ultimi anni sul fronte dei flussi migratori, che tendono sempre di più a privilegiare le regioni del nord. «Rispetto a 15 anni fa», scrive la Caritas, «il nord ha aumentato la sua quota di pertinenza di 16,5 punti percentuali, mentre le regioni del centro hanno subito un calo pari all'8%». Ecco, così, l'invasione della Lombardia, che «si colloca al primo posto per soggiornamenti». Dopo Milano (334.681 stranieri), spiccano Brescia (120.996) e Bergamo (71.732). Presenze che pesano anche rispetto al resto dei residenti: in Lombardia gli stranieri rappresentano il 7,5% dell'intera popolazione, con picchi del 10,2% a Brescia e 8,7% a Milano. Rapporti in grado di influire in modo significativo anche sui rapporti di forza politici tra Unione e Casa delle Libertà. ELETTORATO SICURO
«Il tentativo è chiaro», attacca il forzista Guido Crosetto, deputato e coordinatore regionale in Piemonte, «la sinistra vuole costruirsi un elettorato sicuro ed è disposta a scambiare questo obiettivo con il futuro dell'Italia». Il Piemonte, del resto, è uno degli approdi preferiti degli immigrati. «È di anno in anno più evidente la caratteristica di fenomeno strutturale che ha assunto la presenza straniera nella regione», è scritto nel rapporto Caritas. I numeri: 126.720 presenze a Torino (5,7% del totale), 32.288 a Cuneo (5,6% rispetto al resto della popolazione). E in tutta la regione, da sempre in bilico tra Unione e Casa delle Libertà, gli stranieri rappresentano il 5,5% del totale. «I danni fatti dal governo Prodi e dalla sua maggioranza sono tanti», rincara la dose Crosetto, «ma quelli sulle nuove cittadinanze e sul diritto di voto agli extracomunitari rimarranno immodificabili e rischiano di costituire un problema da cui l'Italia non potrà liberarsi».
UN COLPO AL VENETO
Lo stesso rischia di accadere nel cuore del nord-est. In Veneto (315.747 stranieri) il livello di guardia rischia di essere superato in due provincie: Treviso e Verona. Nella prima gli immigrati sono 75.768, pari all'8,9% della popolazione; nella seconda 67.416 (7,7% del totale). A Vicenza, invece, la stima degli immigrati ha toccato quota 56.294, vale a dire il 6,7% della popolazione. «L'aumento di oltre il 40% di cittadini extracomunitari che acquisirebbero la cittadinanza italiana è un colpo basso per il Veneto», denuncia Raffaele Zanon, consigliere regionale di Alleanza nazionale, «non credo che bastino pochi anni di residenza entro i nostri confini per poter acquistare un titolo che non ha nulla a che fare con la burocrazia». Se al nord piangono, comunque, a Roma non ridono. Nella Capitale ci sono 365.274 immigrati, il 9,5% del totale. Che oggi significano, solo come base di partenza, 200mila voti alle Amministrative.
BACINO I NUMERI
In Italia ci sono oltre 3 milioni di immigrati regolari. Essi costituiscono un bacino elettorale potenzialmente superiore a 1,5 milioni.
Tommaso Montesano-Libero
Ecco la vera ragione della sbrodolata buonista "dell'aiutare i poveri e i diseredati del  mondo"...
Orpheus




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25 aprile 2007

Razzismo o "giustizia" fai da te...

Eleonora Allevi, Davide Corradetti, Danilo 'Lillo' Traini e Davide Corradetti,  sono i giovani  tra i 15 e i 18 anni falciati lunedì notte da un furgone guidato da un Rom ubriaco.
Oggi si sono svolti i funerali dei quattro ragazzi, qualcuno approfittando del fatto che la vigilanza dei carabinieri era allentata, ha dato fuoco al campo dei nomadi che ospitava Marco Ahmetovic, responsabile dell’incidente. Le forze dell’ordine presidiavano l'accampamento proprio per evitare ritorsioni. Secondo i vigili del fuoco di Ascoli Piceno l'incendio - divampato intorno alle 20 - sta interessando quasi tutto l'accampamento, dove i Rom avevano abbandonato roulotte e suppellettili prima della precipitosa fuga la notte dell'incidente. Secondo alcuni abitanti, non era inconsueto vedere i Rom girare ubriachi. Ahmetovic, nullafacente, stazionava spesso - ha raccontato chi lo conosceva di vista - in un bar a Castel di Lama.
Un episodio d’intolleranza, di razzismo?
O semplicemente i cittadini italiani NON ne possono più e questa è la reazione ad una situazione drammatica in cui si trova il popolo italiano per il lassismo colpevole delle istituzioni.
Marco Ahmetovic 22 anni aveva il permesso di soggiorno scaduto dal 2006, qualche precedente per reati contro il patrimonio, visto che NON lavorava e per campare rubava come la maggior parte dei nomadi. Pur avendone tutti i requisiti, l'uomo non aveva mai fatto domanda per ottenere la cittadinanza italiana, e chi glielo faceva fare, tanto NESSUNO lo avrebbe mai cacciato fuori dall’Italia perché campava sgraffignando. A che pro’ mettersi in regola e LAVORARE, pagare le tasse e sgobbare 8 ore al giorno come i fessi che lo hanno accolto? Campano benissimo anche così, e quando non sono i furti c’è lo spaccio, la prostituzione, il racket dell’accattonaggio ecc. un bengodi l’Italia per tutti i malviventi del mondo.

Viene detto a noi italiani  che dobbiamo accogliere gli immigrati, aiutarli, rispettare i loro credo, e in cambio cosa viene chiesto loro? SOLO DI RISPETTARE le nostre leggi. Ma a quanto pare per troppi di loro è un onere insostenibile. A questo punto, prima della tragedia, che puntualmente si ripete e lascia tutti costernati, lo Stato NON dovrebbe intervenire?
Non lo fa e così ci si fa “giustizia” da soli. Non è giusto, ma è umano.
Quei quattro ragazzi sarebbero ancora in vita, se le istituzioni fossero intervenute con Ahmetovic, obbligandolo al rispetto delle nostre leggi o espellendolo se rifiutava ogni forma di integrazione.
Non si può pretendere di entrare in un paese e poi fare i porci comodi, rubando e ubriacandosi in barba alle leggi del paese ospitante.
Al Rom è stato contestato  l'omicidio colposo, la cui pena, nel caso di morte di più persone, può essere aumentata di tre volte, pur non potendo comunque superare i 12 anni complessivi. Per la vita stroncata di quei ragazzi pagherà se tutto va bene, 3 anni a testa. Un po’ poco per aver rubato loro il futuro, e distrutto la loro esistenza.


Una tragedia annunciata:"Il sindaco se ne deve andare - ribadisce un anziano - questa gente da anni non rispetta la legge, ci dà fastidio, entra nelle nostre case, molesta le ragazzine. Un bidello della nostra scuola è stato preso a schiaffi senza motivo dal padre di un ragazzino rom».
I racconti delle bravate dei nomadi, accampati nelle baracche di Valle Orta, si sprecano. È ancora fresco il ricordo di quando, per una zuffa nel campo, sono stati gli stessi rom a chiamare l’ambulanza, ma quando l’ambulanza è arrivata l’hanno presa a sassate. L’hanno distrutta, mettendo in fuga gli infermieri che erano arrivati per soccorrerli. Eppure. «Eppure - conclude amaramente uno dei ragazzi del muretto - è come se nessuno, fino a oggi, si fosse accorto di nulla. Come se i politici, tutti i politici avessero scoperto solo oggi, con questa tragedia, che c’erano dei nomadi che spadroneggiavano qui ad Appignano".
Orpheus




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