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Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















Questo BLOG non rappresenta

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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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28 febbraio 2007

Ho ammazzato Berlusconi: l'arte di vivere alle sue spalle


Ormai tutto il variegato “mondo” de’sinistra sopravvive grazie a Silvio Berlusconi. Il governo  litiga SU TUTTO,  ma ha un unico punto di convergenza, l’odio contro Berlusconi. Più volte in questi giorni di crisi, si è sentito senatori e onorevoli, affermare “voto si alla fiducia, per non rimettere  il paese nelle mani di Berlusconi" risultato un governo che regge non per costruire qualcosa, ma per combattere qualcuno.
Anche gli intellettuali o pseudo tali,  hanno trovato in Berlusconi la “gallina dalle uova d’oro” ed è tutto un proliferare di opere anti-cavaliere. In questi anni ne abbiamo viste e lette di tutti i colori, l’ultima in ordine d’indecenza è un filmetto, costato poco, ma che la produttrice spera incasserà molto (spera male ovviamente, visto gli incassi deludenti del Caimano, del “maestro” ninna nanna Moretti), il titolo è un programma: “Ho ammazzato Berlusconi” e la  trama vorrebbe essere grottesca e tragica, ma per dirla alla Fantozzi è una c…. pazzesca.
Un libro, L' omicidio Berlusconi (che fantasia!)  di Andrea Salieri , Edizioni Clandestine è servito da miccia, ma la sceneggiatura è “originale”. Uno spasso.
Matteo sposa Livia, appassionata militante di sinistra. È un giorno di elezioni, lui ha votato per Berlusconi, lei lo lascia furiosa ma muore appena fuori di casa, colpita da un pezzo di metallo sfuggito a un aereo in volo (tutta colpa di Berlusconi come da copione).Lui è sconvolto, fugge in auto, durante un temporale investe un uomo. Carica il corpo in macchina. Lo porta a casa: si accorge di aver ucciso il Cavaliere (toh che fortuna!), appena rieletto a Palazzo Chigi. Matteo decide di costituirsi ma un doppio Berlusconi continua a vivere in tv. Dov' è la realtà? Matteo lo scoprirà presto, durante una convocazione da parte di Gianni Letta, Cesare Previti (figurarsi se non c'infilavano in nemico pubblico n°1) e Giuliano Ferrara. Qui la trama prende una strada onirica e angosciosa. (fin’ora infatti è stato di una realtà a prova di ferro...).Matteo teme di impazzire, dialoga col cadavere di Silvio, lo interra nel suo giardino. Arrivano i servizi segreti... La fine non si svela mai, soprattutto quando il film ha «una struttura finanziaria molto debole», per dirla con la produttrice. Ovviamente é un fil dedicato a una platea colta e intelligente...


Ma se qualcuno uccidesse veramente Silvio Berlusconi, TUTTA  QUESTA GENTE come camperebbe?

Che tristezza sta’  sinistra per tirare a campare deve lucrare sul cadavere virtuale del suo avversario….

Orpheus





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28 febbraio 2007

GRAZIE FOLLINI gli italiani ti sono debitori....



Grazie al voto (158 contro 156) di Marco Follini questo governo di saltimbanchi e funamboli continuerà a nuocere al paese....almeno ancora per un po'.
Se lui avesse votato a nome di chi lo ha ELETTO, e cioè CONTRO Prodi il risultato sarebbe stato 157 contro 157 e il governo sarebbe caduto definitivamente.
Orpheus




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28 febbraio 2007

Un governo debole che fa il debole con i forti, che può fare se non omelie deboli?



Fate caso all'intrinseca comicità di un'informazione che per tentare di salvare il governo più comico che ci sia mai capitato tra capo e collo, ha ingaggiato i sondaggisti per raccontarci la leggenda statistica che, con tutti i problemi che hanno, gli italiani non aspettano altro che i Pacs all'amatriciana. Quelli che consentiranno di scambiare un permesso di soggiorno in cambio di un piccolo patrimonio affettivo e, naturalmente, siccome chi si mette a convivere non vede l'ora di ricopiare coloro che si sposano civilmente, dopo tre anni di fantasia erotica al potere, di pagare gli alimenti al partner deluso. Lo schieramento pro-Dico è la fotocopia di quello che si vide all'opera nel referendum sulla legge 40. Ci riprovano con il solito tono di mellifluo sentimentalismo. Con un pasticcino Bindi che non ha nemmeno il coraggio di attaccare frontalmente, alla maniera con cui Zapatero ha scritto la sceneggiatura del matrimonio gay, quella vecchia storia di Adamo ed Eva.
I Dico non passeranno. Ma poniamo che siano così masochisti da volersi fare male ad ogni costo, fate caso al bilancio di cui Romano Prodi potrà andare giustamente orgoglioso nel momento in cui ammetterà che non esiste al mondo una coalizione che sta al governo (a elogiare se stessa) e in piazza (a contestare se stessa): ha spremuto i cittadini e le piccole imprese per fare cassa e rilanciare l'economia dell'impiego statale, della Fiat e delle liberalizzazioni formato Coop. Ha quasi portato l'Italia fuori dalla Nato e ha collocato la nostra politica estera a un buon livello magrebino. Per i giovani, le famiglie, il popolo lavoratore ha raddoppiato la dose lecita di spinello, ha promosso la pillola abortiva, ha stoppato la riforma della scuola, spalancato le porte ai clandestini e aperto i parchi giochi di Vicenza e Valsusa.

Da Tempi
E stasera avremo anche un BIS, di tutto questo. Grazie anche alla salute di ferro e alla coscienza di latta dei senatori a vita.
Senatori che NON sono stati eletti dal popolo italiano. Tanto ormai quest'ultimo conta come il due di picche, quando la briscola é cuori. ANZI dev'essere "rieducato" dagli onestini in pectore, di cui Romano Prodi é il più fulgido rappresentante...e ditemi se é poco!
E parlavano di Berlusconi, almeno lui poteva contare su una maggioranza ELETTA dai cittadini.
Orpheus




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28 febbraio 2007

Embrioni uomo-animale, l’orrore è realtà



In Inghilterra gli embrioni-chimera si faranno
. Lo annuncia trionfalmente il Times, il giornale che con più convinzione ha condotto la campagna per la creazione degli ibridi uomo/animale, ospitando il mese scorso l'appello di 45 scienziati, bioeticisti e politici - tra cui tre premi Nobel - che con toni accorati chiedevano di «non fermare la ricerca».

Noi stranamente in questo campo siamo all'avanguardia considerato la classe politica che funesta la vita pubblica di questo paese.

L'argomento é importante, e più volte l'ho trattato con la dovuta serietà, ma questa volta....
Orpheus




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28 febbraio 2007

Heil Romanolf: "nasce" la dittatura della salute pubblica



Stasera nasce dalle ceneri di un governicchio nientemeno che una dittatura. Romano Prodi viene proclamato dittatore, il tono sembra scanzonato ma l'uso delle parole non è casuale: da qualche giorno nei salotti importanti della sinistra, sulla stampa e nella cultura che regge la coda a Prodi è in uso un'espressione coniata da Eugenio Scalfari, consacrata da Barbara Spinelli su "La Stampa" e ripresa dalla setta intellettuale di sinistra: dittatura di salute pubblica. Prodi, dicono i Savi Anziani della Repubblica, dovrebbe esercitare con autorità una dittatura di salute pubblica. Anzi, il filosofo Umberto Galimberti precisa su "La Repubblica": "dittatura della coscienza", attribuendo anch'egli alla parola dittatura un significato positivo. La Spinelli richiama i comandamenti di Romano Prodi agli articoli 11 e 12 per fondare questa richiesta: dev'essere Lui, Romano, a decidere nella maggioranza. Basta con le mediazioni e il pluralismo, vogliamo la dittatura, il comando di Uno Solo. La dittatura di salute pubblica è una vecchia conoscenza. È una definizione che ricorda Robespierre e Saint Just; la dittatura evoca sì l'antica Roma, ma nel suo uso moderno, dalla rivoluzione francese in poi, richiama il Terrore. La Spinelli, saprà che l'ultimo teorico della dittatura fu Carl Schmitt, giurista e teorico del nazionalsocialismo, autore di un saggio sulla dittatura e fautore del Fuhrerprinzip, che era appunto la giustificazione del principio che il capo comanda, punto e basta. Altro che parlamento, partiti ed elettori. La giustificazione che ne dà l'acuta signora è l'emergenza per uscire dal berlusconismo che è stato a suo dire "un'anomala monocrazia". Per far nascere la dittatura prodigiosa, dice la Spinelli, bisogna ricostituire il Comitato di Liberazione Nazionale. Serve un nuovo Cln perchè "Berlusconi è ancora così potente (influenzando telegiornali, giornali, politici)" e si deve uscire da questa "malattia", anzi da questo "pericolo" e rimettere morale e verità nella politica.
E tutti acconsentono - ah, come è lucida la Spinelli, che grande Scalfari, viva il dittatore. Io resto invece sconcertato perchè non siamo davanti ad una semplice divergenza di opinioni ma ad un delirio con terapia finale antidemocratica. Dunque, per riprenderci, per tornare alla realtà, provo a ricapitolare: allora, i guai in cui si è ricacciato Prodi non esistono, i conflitti a fuoco nella maggioranza sono pure illusioni ottiche, l'aver dichiarato guerra contemporaneamente all'America, alla Chiesa, agli italiani con la persecuzione civile e fiscale, erano solo cattiva informazione della stampa e del parlamento asserviti a Berlusconi. Perchè il dramma del nostro Paese, la malattia, il pericolo, è Berlusconi. È ancora al potere lui, il Malefico, anche se a voi non sembra e nemmeno lui ne è al corrente.  Questa non sarebbe una dittatura a furor di popolo ma a furor di minoranza, perché Prodi gode di un'impopolarità senza precedenti, che secondo le ultime rilevazioni era di due italiani su tre. Il suo consenso è perfino inferiore a quello della sinistra. E invece al culmine della sua impopolarità, nel punto più basso del suo insuccesso, con un tempismo degno di perizia psichiatrica, si invoca la dittatura di Prodi
. Posso capire che lo si spacci per una tata, per una colf, per un sacco a pera, o perfino per un intrattenitore chiamato ad ingannare l'attesa di un vero governo. Ma che Prodi possa essere un dittatore di salute pubblica non ci credo neanche se si mette gli stivali, l'elmo e la tenuta militare: se apparisse col pugnale in mezzo ai denti la gente direbbe che stanno affettando la mortadella. Saluto Romano, duce del fassinismo, diminutivo odierno del fascismo, ridotto all'osso.
P.S. A proposito di dittatura, mi scrive da Isernia il neo-duce Alberto Castagna che ha fondato, come ricorderete, il partito fascista repubblicano e chiede formalmente tramite me e Libero di ricevere l'incarico di mettere a posto l'Italia, promettendo. "Sono sicuro che in 90 giorni tutto tornerebbe alla normalità". Se l'alternativa è il dittatore Prodi, preferisco il dittatore Castagna, è più affidabile. Berlusconi c he ruolo ha avuto in questa crisi? È lui che ha organizzato Vicenza, che si è lanciato contro il Papa come un kamikaze, che ha armato le Brigate rosse, l'ultrasinistra e gli americani contemporaneamente, che ha pilotato D'Alema dopo aver pilotato Bertinotti e Diliberto? I tifosi del neo-dittatore Prodi inveiscono in modo indecente contro Andreotti e Pininfarina per non aver votato per Prodi, cacciano o prendono a pugni i senatori comunisti che hanno osato pensare con la testa loro; ma secondo la Spinelli è il centro-destra a usare verso i senatori a vita "una violenza spaurente non molto diversa dai manganelli".
E per fermare i manganelli delle squadracce berlusconiane, ora spariamoci una bella dittatura per reinstaurare la Morale e la Verità. Ma se l'avesse scritto uno di destra, se l'avesse detto Berlusconi che ci vuole un dittatura di salute pubblica, non sarebbe già in carcere?
Riassunto da Marcello Veneziani-Libero
Questi sono ormai sotto l’effetto continuo di sostanze allucinogene, oppure alla canna del gas, in entrambi i casi la sinistra sta dando uno spettacolo rivoltante.
Orpheus





permalink | inviato da il 28/2/2007 alle 12:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

27 febbraio 2007

Notte prima degli "esami"


Oggi c'è stato il "compitino orale"
Domani ci sarà la "prova di matematica".
E Prodi ripassa...
Orpheus




permalink | inviato da il 27/2/2007 alle 23:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

27 febbraio 2007

CUBA: CASTRO DENUNCIATO PER OMICIDIO 9 DISSIDENTI NEL '61


Il presidente cubano Fidel Castro e' stato denunciato con l'accusa di aver commesso nove omicidi, insieme con il capitano Osmani Cienfuegos, dal Comitato di assistenza alla dissidenza. Castro e Cienfuegos sono accusati dal comitato di essere responsabili della morte per asfissia di nove soldati della brigata 2506, che il 17 aprile del 1961 era sbarcata a Bahia de Cochinos per abbattere il regime di Castro.
Da IGN
Solo nove? Forse questi li ha ammazzati con le proprie mani, ma sono migliaia i cubani soppresi dal regine cubano su ordine del compagno Fidel.
Intanto
godiamo di grande considerazione  da parte del regime e il nostro ambasciatore Domenico Vicchione, ha partecipato all'inaugurazione di una super residenza per super ricchi con piscina al sesto piano ecc. mentre il popolo cubano vive in baracche, senza servizi igienici e in 10 in una stanza. I capi democratici accusano il governo italiano di complicità con la segregazione che esiste sull'isola: un vero "onore". Grazie Bertinotti e grazie Diliberto.
Orpheus
 




permalink | inviato da il 27/2/2007 alle 22:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

27 febbraio 2007

Per Scaramella NON VALE NEMMENO L'INDULTO

Sergio Rastrelli è il legale di Mario Scaramella, ex consulente della Commissione parlamentare Mitrokhin, detenuto dalla vigilia di Natale del 2006. Scaramella era appena rientrato volontariamente in Italia da Londra, dove era stato colpito dalle radiazioni che hanno ucciso l’ex agente sovietico Litvinenko. Abbiamo chiesto all’avvocato Rastrelli aggiornamenti su questo complesso caso giudiziario, politico, e di intelligence.
Quali sono le novità sul fronte giudiziario?
Giovedi scorso, il dottor Scaramella ha ribadito agli inquirenti la sua disponibilità a collaborare. Non ha fatto nessuna ammissione di responsabilità e ha fornito nuovi chiarimenti. Abbiamo avanzato un’ulteriore istanza di scarcerazione, cui verrà data risposta in questa settimana.
Lei conferma che Scaramella è chiuso in carcere da due mesi per il solo reato di calunnia? La questione assume toni persecutori, in un paese che concede la libertà ai tifosi catanesi, e manda liberi gli imputati di un omicidio…
Scaramella è in carcere per un’ordinanza che riguarda soltanto la calunnia. Sappiamo - attraverso le verifiche in Procura - che ci sono altre iscrizioni per traffico d’armi e per rivelazione di atti di ufficio, in collegamento con la contestazione di calunnia, se questa fosse comprovata. Tuttavia queste altre ipotesi di reato, chiamiamole così, non sono state contestate. Tutti i contraddittori sono relativi al reato di calunnia
.
Diventa ancora più incomprensibile questa lunghissima detenzione. E’ possibile immaginare che non si tratti di una vero arresto, quanto di una misura di protezione?
Lo escludo. I provvedimenti giudiziari si rispettano sempre, ma statisticamente è un fatto eccezionale che Scaramella sia ancora in carcere. Per giunta, le contestazioni a Scaramella sono relative all’anno 2005 e quindi ricadono negli àmbiti della legge sull’indulto. Anche in caso di accertamento di responsabilità, per questo reato non si prevede custodia cautelare. Di conseguenza ho impugnato l’ordinanza in tutte le sedi, compresa la Corte di cassazione.
Mario Scaramella denuncerà gli organi di stampa che hanno parlato di imputazioni per traffico di armi e altro, lasciando presagire chissà quali complotti e reati?
Assolutamente sì. Il mio assistito intende difendere la propria onorabilità. Da alcuni giorni è cessato l’isolamento che gli impediva di leggere giornali e avere contatti con l’esterno, e ha potuto leggere quanto la stampa ha pubblicato sul suo caso. Adesso sta valutando l’ipotesi di azioni giudiziarie a propria tutela, con azioni nei confronti di chiunque abbia leso la sua immagine pubblica.

Se siamo di fronte a un caso politico-giudiziario, un cambio di governo avrebbe effetti sull’inchiesta?
Per quanto mi riguarda non vedo correlazioni tra un aspetto e l’altro, anzi mi rifiuto di credere a ogni ipotesi del genere: sarebbe un’abdicazione al mio ruolo immaginare qualcosa di diverso da una vicenda giudiziaria.
Perciò non imposterete un processo politico, nel caso di un rinvio a giudizio?
No, almeno per quanto riguarda il mio ruolo. Finché c’è uno stato di carcerazione preventiva agiremo su un piano tecnico. Purtroppo è tutto cristallizzato: dopo l’accelerazione iniziale con l’interrogatorio di garanzia e la valutazione dello stato di detenzione, tutto rallenta. L’unico fatto nuovo è la reiterazione della nostra istanza di scarcerazione.
Scaramella ha avuto altri riscontri e informazioni da Londra?
So che una parte qualificata dell’opinione pubblica inglese è molto sconcertata per quello che sta accadendo e sta prendendo posizione in sede europea per avvalorare la credibilità della persona. Ciò non ha diretta incidenza col procedimento ma certo modifica il ritratto di Scaramella, come è stato proposto in Italia.
Potrebbe esserci un ricorso a dei tribunali internazionali?
In questo momento non immaginiamo percorsi diversi da quelli previsti dal nostro ordinamento, però è chiaro che questi riconoscimenti all’estero dimostrano un diverso metro di giudizio su cui sarebbe bene riflettere.
da Opinione.it
Orpheus




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27 febbraio 2007

Non c’è piazza pacifista che si allarmi per le dichiarazioni di guerra dell’Iran



Il satrapo Mahmud Ahmadinejad in preda ad una crisi mistico-nucleare sta sfidando l’Occidente e procede nella sua corsa contro di esso “come un treno che non ha né freni né retromarcia”. Non solo, il vice ministro degli Esteri Manuchehr Mohammadi ha avvertito che la Repubblica islamica è pronta "anche alla guerra" per difendere le sue attività atomiche, e ciliegina sulla torta, arriva la notizia, non poco inquietante, che Teheran ha lanciato per la prima volta nello spazio un missile, che trasportava "materiale per la ricerca" prodotto dalle industrie militari.
Da notare che il programma missilistico iraniano è proceduto di pari passo con quello nucleare, per uso “pacifico” e che in passato Teheran ha detto di avere testato con successo il missile balistico Shahab-3, in grado tra l'altro, con la sua gittata di 2.000 chilometri, di raggiungere Tel Aviv.

Di fatto, se unita alle dichiarazioni precedenti di Ahmadinejad su Israele, questa notizia dovrebbe far sollevare l’opinione pubblica mondiale contro quello che è il genocidio annunciato di un popolo e il rischio, tutt’altro che peregrino, di una catastrofe nucleare per l’intero pianeta.
Eppure l’allegro popolo dei pacifisti, se ne guarda  bene dallo scendere in piazza a protestare contro l’Iran e a favore del diritto di esistere di Israele. Nessuna manifestazione  contro questa minaccia incombente, perpetrata da un regime che viola le leggi internazionali, sia negando la visita degli ispettori ai suoi siti nucleari, sia scagliandosi contro Israele e annunciandone la “cancellazione dalle carte geografiche”, mentre Hezbollah e Damasco dislocano armi al confine.
Tutto questo non interessa alla piazza pacifista.

Facciamo un giochino adesso, e mettiamo l’America al posto dell’Iran, e Bush che auspica la distruzione di una nazione per odio razzista, mentre sotto il naso di inutili organizzazioni, prepara un attacco NUCLEARE. Che pensate che farebbero le masse arcobaleno? Starebbero con le braccia conserte? Non vogliono una base con “quattro villette” per i soldati USA, in nome della PACE, e se ne infischiano se l’Iran fa molto più che costruire “villette” dove alloggiare soldati.

Questi sono i pacifisti, come gli si può dar credito? O sono “pecore” o sono in malafede. In ambo i casi la pace merita di meglio.

Orpheus




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27 febbraio 2007

La battaglia per la vita..


Incurante di sarcasmi e anatemi di chi lo vorrebbe, se non proprio silenzioso, quanto meno concentrato innocuamente su asettiche questioni dogmatiche, Papa Benedetto XVI continua a dimostrare che volgere gli occhi al cielo non significa rifiutarsi di vedere ciò che avviene sulla terra.
E sulla terra – lo conferma la cronaca quotidiana, proprio in queste ore, tra lo sdoganamento inglese della vendita di ovociti e il “miglioramento” genetico di embrioni – è in atto un tentativo senza precedenti di ridisegnare il senso stesso del termine “umano”.
Se quel tentativo passa nell’indifferenza o nell’inconsapevolezza generale, rubricato sotto il confortante titolo di “progresso scientifico che si autogiustifica in nome della felicità e della salute per tutti”, questo Papa ritiene invece sia suo preciso compito smascherarlo per quello che è. Lo va facendo da tempo, in ogni possibile occasione pubblica. Dei suoi appelli c’è chi si lamenta, come se quel battere reiterato su certi tasti (famiglia, origine, fine e manipolazione della vita, eugenetica) significasse scarsità di altri argomenti. Ma i punti richiamati dal Papa appaiono, a chi ha occhi per vedere, decisivi per il presente e il futuro degli esseri umani. Anche sabato, rivolgendosi ai congressisti chiamati da ogni parte del mondo e dalla Pontificia Accademia Pro Vita a discutere di obiezione di coscienza, il Papa ha ricordato che il diritto alla vita,
“fondamentale in ordine agli altri diritti umani”, va difeso contando “su motivazioni che hanno profonde radici nella legge naturale e che possono quindi essere condivise da ogni persona di retta coscienza”.
Non ha paura, il Pontefice, di chiamare a raccolta credenti e non credenti.
I suoi argomenti volano alto e non lasciano spazio a piccine dietrologie politicanti. La trincea della difesa dell’umano, al centro della sua azione pastorale, non riguarda solo chi ha fede ma anche, come dice con espressione faticosa ma efficace il filosofo tedesco Jürgen Habermas, tutti coloro che sanno cos’è l’“adeguata autocomprensione etica” del genere umano. Tutti coloro che, cioè, sanno riconoscere l’umano dove si manifesta. Operazione sempre più difficile, perché, dice Ratzinger, “nell’attuale fase della secolarizzazione chiamata post moderna e segnata da discutibili forme di tolleranza, non solo cresce il rifiuto della tradizione cristiana, ma si diffida anche della capacità della ragione di percepire la verità, ci si allontana dal gusto della riflessione. Addirittura, secondo alcuni, la coscienza individuale, per essere libera, dovrebbe disfarsi sia dei riferimenti alle tradizioni, sia di quelli basati sulla ragione”. Il Papa dice che “gli attacchi al diritto alla vita in tutto il mondo si sono estesi e moltiplicati, assumendo anche nuove forme”. Non ci sono solo l’aborto (anche nella variante del “ricorso alla liberalizzazione delle nuove forme di aborto chimico sotto il pretesto della salute riproduttiva”), le “politiche del controllo demografico”, la promozione di “leggi per legalizzare l’eutanasia” e le “spinte per la legalizzazione di convivenze alternative al matrimonio e chiuse alla procreazione naturale”. L’attacco all’umano oggi assume anche la forma della “ricerca biotecnologica più raffinata, per instaurare sottili ed estese metodiche di eugenismo fino alla ricerca ossessiva del ‘figlio perfetto’, con la diffusione della procreazione artificiale e di varie forme di diagnosi tendenti ad assicurarne la selezione. Una nuova ondata di eugenetica discriminatoria trova consensi in nome del presunto benessere degli individui”.
Da il Foglio
Inutile sottolineare che  "una grande civiltà non viene conquistata fino a quando non si distrugge da sola dal di dentro". Quello che stiamo facendo, e gli invasori vivono già in mezzo a noi.
Orpheus




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26 febbraio 2007

Buchi rossi tappati da solerti ministri rossi...e paga pantalone


“Soccorso rosso” del governo dimissionario al Comune di Perugia. Mercoledì Prodi ha rimesso il mandato nelle mani del Capo dello Stato. Il giorno dopo, Pecoraro Scanio e Bianchi, due ministri di un governo che non c’era più, hanno avvertito l’insopprimibile urgenza di garantire al capoluogo umbro la disponibilità di complessivi 14,4 milioni di euro per il completamento del progetto di un minimetrò. Come mai? Non avevano cose più importanti di cui occuparsi o preoccuparsi?
Il fatto è che, lontano dalla ribalta mediatica e nella totale distrazione dei grandi quotidiani di informazione, nella Regione più rossa d’Italia si sta consumando il totale fallimento, con coda di scandali e di inchieste della magistratura, della gestione amministrativa della cosa pubblica.
Nel bilancio 2005 del Comune di Perugia è affiorato un buco stratosferico: almeno 20 milioni di euro, c’è chi dice molti di più, a seguito del quale la magistratura si è mossa ed ha inviato avvisi di garanzia per falso a due funzionari del servizio finanziario.
Una storia di soldi anticipati dalla Sorit, la società di riscossione, al Comune e mai contabilizzati; una storia che affonda nel 2002 e che getta ombre sinistre sulla gestione della finanza pubblica e su tutti gli ultimi bilanci dell’amministrazione di sinistra.
Agli atti dell’inchiesta c’è infatti un carteggio che certifica l’allarme già lanciato quattro anni fa e il tentativo della giunta di seppellire lo scandalo incombente (ad esempio suggerendo di spostare tutti i pagamenti da dicembre 2002 a gennaio 2003). La bomba è esplosa l’estate scorsa. La giunta a settembre certificava l’entità del disavanzo in 3,8 milioni, l’opposizione già parlava di venti.
L’amministrazione comunale ha tentato di correre ai ripari con il solo metodo che conosce. Le tasse. Così, caso unico nel panorama italiano, l’addizionale Irpef verrà aumentata del 700%: da 0,1 a 0,7. Tra le proteste dei cittadini e dei sindacati. E con il mal di pancia della coalizione di sinistra, dove Rifondazione non intende votare il bilancio.
Così, con un’operazione da basso impero, i due ministri del governo dimissionario sono corsi in aiuto del Comune, garantendo almeno i fondi per il completamento dell’ultima opera del “regime”: il minimetrò destinato ad alleggerire Perugia dal traffico.
La parola è ora ai giudici. Gli stessi che stanno indagando su un altro megascandalo: quello che mesi fa portò in carcere un noto imprenditore per la vicenda, in odore di tangenti, di un terreno acquistato e rivenduto alla potente coop rossa per la costruzione di un supermercato.
Da Potere Sinistro
Bene Ministro Di Pietro ci illumini d'immenso...
Orpheus




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26 febbraio 2007

La cgil "arruola" Guido Rossa per rifarsi dei recenti arresti, non c'è limite all'opportunismo rosso


Ogni volta che si torna a parlare di Brigate rosse e di infiltrazioni di terroristi nel sindacato, i dirigenti confederali dicono: noi siamo le vittime. E per giustificare una simile affermazione portano a esempio Guido Rossa, il delegato dell'Italsider ucciso dalle Br per avere denunciato un terrorista. Ieri però si è toccato il fondo. Messo alle corde dal numero di brigatisti arrestati con in tasca la tessera della Cgil, il sindacato rosso ha deciso di farsi pubblicità per recuperare l'immagine rovinata dagli arresti e non ha trovato di meglio che pubblicare sull'Unità una pagina con la foto in bianco e nero del sindacalista ucciso e la scritta: «Guido Rossa. Operaio, sindacalista, assassinato dalle Br. 2007, continuano a farci del male».
A parte che a far del male a Guido Rossa fu la colonna genovese delle Br, di cui facevano parte alcuni sindacalisti, ma questo lo abbiamo già detto altre volte, ciò che stupisce è l'uso spregiudicato che si fa della tragica storia del povero Rossa. Basterebbe conoscere la solitudine in cui fu lasciato quando denunciò il postino delle Br per essere nauseati da quella pubblicità. Basterebbe rileggere le cronache di quegli anni per sapere che nessuno dei membri del consiglio di fabbrica sentì il dovere di unirsi a Guido Rossa nella denuncia del terrorista. E capire che quella della Cgil è un'appropriazione indebita. Ma ancor di più basta ricordare che quando si svolse il processo per l'uccisione del compagno Guido Rossa, il Pci cercò di intrufolarsi, usandone il nome e chiedendo di costituirsi parte civile contro i brigatisti, ma il tribunale respinse la richiesta. Anche i compagni di fabbrica chiesero di partecipare all'azione legale, ma non ci fu bisogno di una decisione dei giudici, bastò quella della moglie di Guido Rossa: che disse di no.
A distanza di anni la figlia dell'operaio ucciso dalle Br ha scritto un libro, ricordando quell'omicidio politico e anche la solitudine in cui fu lasciato il padre. Cito i suoi ricordi del giorno del funerale: «Osservavo quella moltitudine. Erano arrivate a Genova 250mi1a persone: entrarono nella piazza e si strinsero al furgone, intorno a noi, in un abbraccio finale, gridando slogan contro il terrorismo. Osservavo e mi chiedevo: come è stato possibile che mio padre, il giorno della sua testimonianza, si sia ritrovato com
pletamente solo? Le due immagini, quella della folla che riempiva piazza De Ferrari e quella di papà solo davanti a un carabiniere e poi davanti a un giudice, stridevano fortemente
».
Già, ma ancor di più stride, a distanza di ventotto anni, quella foto stampata ieri sull'ultima pagina dell'Unità. Una pubblicità quasi tutta in bianco e nero. Forse il rosso era stato usato tutto per vergognarsi.
Da il Giornale
Orpheus




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26 febbraio 2007

Coerenza sinistra: Turigliatto e Rossi traditori, Follini un sincero democratico, limpido e colto


Ci sono” traditori” da demonizzare  e traditori, che siccome tornano utili ai compagni, diventano “eroi”.  Anche su questo importante principio morale, la sinistra avvezza al doppiopesismo ha dato il meglio di sé.
I senatori Rossi e Turigliatto, che con il loro voto hanno fatto cadere il governo, stanno pagando un prezzo molto alto per quella che è stata una decisione dettata dalla coerenza politica. Insulti e  accuse da parte dei dirigenti di Rifondazione e dei Comunisti italiani che li hanno coperti di sdegno e riprovazione (e Rossi anche aggredito fisicamente), i loro colleghi poi, si sono espressi con grande “rispetto” ed “ educazione”, e il biasimo si è colorito di espressioni  “conformi” al ruolo istituzionale che ricoprono: “mafiosi”, “figli di puttana”, “pezzi di merda”: dei veri signori. E’ il trattamento riservato ai “traditori”, quelli che si discostano dai diktat dei compagni per ragioni di coscienza e coerenza.
Ma se il traditore è un vero traditore perché tradisce coloro che l’hanno eletto, ma torna utile al gioco sporco della sinistra, la musica cambia, basta vedere le parole rivolte a Marco Follini da Diliberto e Giordano.
Diliberto:“Sono arcicontento per l’arrivo di un senatore in più: benvenuto Marco”. Quasi commosso il secondo: “E' un sincero democratico che stimo da tempo, apprezzo le sue qualita' anche culturali, e' persona limpida che si unisce alla maggioranza senza seguire una logica di scambio”.
Eppure il comportamento di Rossi e Turigliatto è ben più comprensibile di quello di Follini, e difficilmente potrebbe essere incluso nella categoria tradimento.
Follini, nonostante le fumisterie democristiane dei suoi ragionamenti, tradisce il voto dei suoi elettori che lo avevano mandato al Senato contro l’Unione di Prodi e in alleanza con il centro-destra.
I due esponenti della sinistra radicale, votando contro la politica estera del governo così come illustrata da D’Alema, hanno invece rispettato il mandato dei loro elettori. Hanno infatti seguito alla lettera le richieste del “popolo di Vicenza”, dei no-global, dei disobbedienti, degli alter-mondialisti, dei pacifisti, i cui voti fanno le fortune elettorali di Rifondazione e del Pdci. Prendere e interpretare quei voti era esattamente il mandato che Rossi e Turigliatto avevano ricevuto dai loro leader; quegli stessi che ora vogliono espellerli per aver rispettato fino in fondo quel mandato.
I due senatori, insomma, hanno scelto di “non usare la partecipazione al governo come unica bussola per interpretare la realtà, perché altrimenti si perde l’orientamento” e di “non appendere la politica all’esperienza di governo”.
Sono parole di Fausto Bertinotti, presidente della Camera dei Deputati. Non sarebbe il caso di espellere anche lui?

Fonte Fondazione Magna Carta
Orpheus




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26 febbraio 2007

Le leggi ad aziendam che il partito regala alle Coop: gli "onestini" al governo


Ci sono più notizie e scoop in questo libro che nella collezione degli ultimi anni dei maggiori periodici italiani. È la prima cosa che ho pensato dopo avere letto in anteprima il saggio di Rodolfo Ridolfi sulle cooperative rosse. Se andate di fretta e volete un esempio a colpo sicuro, andate subito a leggere il capitolo su Hera Spa, la multiutility di Bologna guidata da Tomaso Tommasi di Vignano. Sono le pagine più efficaci per documentare il gigantesco conflitto d'interessi che si è via via consolidato non solo tra le coop rosse e il Pci-Pds-Ds, ma anche con il governo di Romano Prodi sul piano nazionale e internazionale. Un conflitto d'interessi costruito in sordina, lontano dai riflettori dei media, ma talmente discutibile da imporsi come una questione morale e politica di primaria importanza. Una vera emergenza democratica.
L'ACCORDO DI ALGERI
Spieghiamo subito la dimensione internazionale di questo intreccio. A metà novembre 2006, Prodi è volato ad Algeri per stipulare un nuovo accordo per la fornitura di gas all'Italia della durata di 15 anni. All'iniziativa, oltre a Eni-gas, sono stati associati anche altri operatori: Edison (18%), Enel e Wintershall (13,5%), Regione Sardegna (10%) e la Hera Spa (9%). Nel sottolineare la novità costituita dall'inserimento di quest'ultima società nell'affare, il sito Dagospia, che sulle notizie economiche compete con i maggiori quotidiani e spesso li supera, ha ricordato che Hera Spa è guidata Tommasi di Vignano, un fedelissimo di Prodi, e che nella multiutility siede anche Alessandro Ovi, da sempre collaboratore del premier. Il che ha indotto Dagospia a osservare che «Prodi si è caricato di nuova energia». Una battuta di colore, che può sembrare assolutoria e risultare fuorviante, in quanto non dice tutto sul significato politico dell'operazione Hera-gas algerino.
 TRIPLICE FILIERA ROSSA
Questa, infatti, rafforza non solo il premier, ma soprattutto il vero tutore politico della multiutility bolognese, ovvero il Pci-Pds-Ds, e segnatamente il ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani, che nel 2002 - nelle vesti di stratega del sistema coop - ne è stato il promotore, con un disegno lucido quanto ambizioso: fare di Hera Spa il nucleo forte di un nuovo modello di capitalismo rosso nel settore dei servizi pubblici. In pratica, una terza filiera da affiancare alle Coop (distribuzione commerciale) e all'Unipol (finanza e assicurazioni) per garantire al Pci-Pds-Ds un retroterra economico sempre più solido, assai utile per affrontare i costi della politica, ma anche un ruolo di player tra i cosiddetti "poteri forti".
LA PARABOLA DI HERA
Costituita il primo novembre 2002, Hera Spa ha via via inglobato le aziende municipalizzate di quasi tutte le maggiori città emiliane e romagnole (Bologna, Ravenna, Forlì, Cesena, Imola, Rimini, Cesenatico, Faenza, Savignano, Lugo, Riccione, Ferrara, Modena), serve 196 Comuni dell'Emilia- Romagna su 341, sei province su nove, e con le sue 73 società partecipate si occupa di tutte le utilities: acqua, gas, teleriscaldamento, nettezza urbana, termovalorizzatori, compostaggio, verde pubblico, illuminazione stradale e semaforica, giù giù fino ai servizi cimiteriali e funerari. Con un bacino d'utenza di 2,5 milioni di abitanti e utili in continua ascesa (59 milioni di euro nel primo semestre 2006), è la più grande multiutility in Italia. Se i progetti di espansione andranno in porto, la dimensione attuale risulterà addirittura moltiplicata. Hera Spa sta infatti puntando non solo a inglobare le municipalizzate più vicine, ma soprattutto ad allearsi con quelle per l'energia di Torino (Aem) e di Genova (Amga), già accomunate sotto la sigla Iride: insieme, Hera e Iride avrebbero un bacino d'utenza di oltre 4 milioni di abitanti e quasi 4 miliardi di euro di ricavi. A quel punto potrebbero sfidare (o allearsi, opzione preferita) con le municipalizzate di Milano (Aem) e Brescia (Asm), forti di un bacino di 4,5 milioni di utenti, di quasi 5 miliardi di fatturato e ricchissime di utili. Se Milano e Brescia si mettessero insieme, in campo energetico nascerebbe un soggetto economico che andrebbe a posizionarsi alle spalle di Enel, Endesa Italia e Edison.
OBIETTIVO FINALE
L'obiettivo finale della strategia Hera-Iride non è un mistero: acquisire il controllo delle utilities in tutto il Nord del Paese, senza trascurare le alleanze con le maggiori municipalizzate del centrosud. Il dossier politico di questa trama, come spiega Ridolfi, conta su due formidabili sensali, il ministro Bersani e il tesoriere Ds, Ugo Sposetti; su tre sindaci che sono avanti nelle trattative (Sergio Cofferati a Bologna, Sergio Chiamparino a Torino, Giuseppe Pericu a Genova: tutti di centrosinistra, ovviamente) e sulla protezione del premier Romano Prodi. Quest'ultimo è talmente convinto di questa alleanza che ha ritenuto opportuno parlarne nel suo primo incontro con il sindaco di Milano, Letizia Moratti.
INTRECCI COL PARTITO
Ed è qui che il conflitto d'interessi si è ampliato a dismisura, superando la dimensione dell'intreccio con il partito Pci-Pd-Ds per investire quello con il governo. L'esecutivo guidato da Berlusconi era accusato dalla sinistra di fare leggi ad personam, ma quello di Prodi, dove la sinistra ha il pallino in mano, fa di peggio: vara leggi ad aziendam. Quando si occupa di tv, lo fa per punire Mediaset (progetto Gentiloni), quando invece legifera su alcuni business (farmaci, utilities, energia), premia le coop e le Iri locali, cioè il proprio retroterra economico, le proprie clientele. Per giustificare tanto attivismo, gli sponsor di Hera Spa affermano di avere un obiettivo nobile: il bene degli utenti, cioè tariffe più basse e trasparenti. Ma come documenta Ridolfi il risultato è esattamente l'opposto: tariffe più elevate che in altre città e massima scontentezza delle associazioni dei consumatori, talvolta perfino di alcuni esponenti diessini che (vedi le denunce del segretario provinciale ds di Rimini, Riziero Santi) arrivano a definire Hera Spa «un mostro nato soltanto per fare business, una società a cui non frega niente dei problemi del territorio e della qualità dei servizi, aumenta le tariffe, non fa investimenti, sfrutta e licenzia i propri dipendenti, mentre il management è costituito da una schiera di privilegiati che pensano solo al successo personale».
L'ANTITRUST
Qualche critica degna di nota è arrivata anche dal Garante dell'Antitrust, Antonio Catricalà, che sulla base di «accertamenti effettuati», ha riscontrato «il perdurare di situazioni di monopolio, con conseguente creazione di ingiustificate rendite di posizione», oltre a «un'effettiva distorsione del normale confronto concorrenziale». Un'Antitrust che si rispetti sarebbe già andata oltre le semplici parole di biasimo. Ma la burocrazia, si sa, in Italia è sempre rispettosa di chi è al potere e lenta. Troppo lenta, visto che il monopolio sta tutto in una cifra: secondo un'indagine dell'Istituto Bruno Leoni, soltanto il 3% delle aziende municipalizzate opera in condizioni di mercato.
 IL RUOLO DELLE COOP
Ma poiché questo è un libro sulle coop rosse, sugli uomini che le guidano e sui conflitti d'interesse che ne caratterizzano l'azione, il punto focale è un altro: vale a dire, qual è il loro ruolo nella nascita e nella crescita del moloch Hera Spa. E come e quanto sono corresponsabili della sua strategia. In proposito, Ridolfi non lascia dubbi. Nel Consiglio d'amministrazione della multiutility ci sono due uomini di spicco delle coop rosse: Luciano Sita, presidente della Granarolo e del Consorzio Gran Latte, e Piero Collina, vicepresidente di Finsoe (holding della Legacoop) e presidente del Consorzio cooperative di costruzione Acam. Non solo: anche l'amministratore delegato, Maurizio Chiarini, ha un passato nella Legacoop di Ferrara come responsabile del settore finanziario. Tutte queste tessere, messe insieme, inducono Ridolfi a scrivere che «tutto ciò fa nascere il convincimento che Hera Spa altro non sia che lo sviluppo del modello economico emiliano-romagnolo, un intreccio e una riconversione di quel modello fondato sulle coop rosse, che ora non si accontenta più di operare in ambito regionale, ma che aspira a colonizzare l'Italia». In altre parole, Hera Spa è il nuovo modello del capitalismo rosso, con una forte, anzi fortissima vocazione al monopolio e al disprezzo delle regole del mercato, al quale si accompagna una quotidiana tosatura di milioni di utenti con tariffe scandalosamente elevate. Il tutto con il beneplacito della sinistra.
LA BUFALA BERSANI
Volete un esempio ulteriore di questo andazzo? Non perdetevi il capitolo dedicato al ruolo che le coop rosse hanno avuto nella scrittura del famoso decreto Bersani. Qui, se posso usare un termine in voga tra i giornalisti, c'è un vero e proprio scoop: la dimostrazione, carte alla mano, che il ministro Bersani non è quel liberalizzatore che dichiara di essere e che i media abitualmente presentano, ma l'esatto contrario. Quanto meno in materia di servizi pubblici. Ridolfi ha infatti scovato e riprodotto la stesura iniziale e quella finale dell'articolo 13 del decreto Bersani, dedicato alle ex municipalizzate. La differenza sta in un inciso di poche parole, «con esclusione dei servizi pubblici locali» (inserito nella stesura finale), ed è quanto basta per ribaltare quello che era l'obiettivo dichiarato del provvedimento: evitare alterazioni o distorsioni della concorrenza. Con il codicillo aggiunto, di fatto il decreto Bersani salva i monopoli costituiti dall'aggregazione delle municipalizzate (cioè Hera Spa), settore dove già non esisteva la concorrenza e che con questa norma non la vedrà neppure in futuro. 
IL DECRETO BERSANI E' STATO SCRITTO SOTTO DETTATURE DELLE COOP ROSSE
Il tremendo vizio di Ridolfi, quello di documentarsi, lo porta a rivelare altre cosucce interessanti. Per esempio, che il decreto Bersani è stato scritto sotto dettatura delle coop rosse. Non ci credete? Male. Dopo avere svelato che con l'articolo 13 il ministro per lo Sviluppo ha di fatto consolidato i monopoli delle municipalizzate (dove, è bene ripeterlo, le coop rosse sono azioniste di Hera Spa), con tanti saluti all'Antitrust di Catricalà, il buon Ridolfi racconta per filo e per segno come anche la vendita dei farmaci da banco nei supermercati, spacciata come una formidabile innovazione liberalizzatrice di Bersani, altro non è che la trasformazione in decreto di una proposta di legge di iniziativa popolare ideata e promossa dalle solite coop rosse. Per non togliervi il piacere della lettura del libro, mi limito ad anticipare che Ridolfi ha scovato e riprodotto pari pari i quattro articoli della proposta di legge delle coop rosse sulla vendita dei farmaci da banco nei supermercati, articoli che Bersani si è limitato a ricopiare nel decreto, imponendo al Parlamento di votarlo in fretta e furia con la fiducia il 4 agosto. Non solo. Mentre i supporter entusiasti giuravano che grazie al decreto Bersani i farmaci da banco avrebbero subito una diminuzione diprezzo tra il 25 e il 50 per cento, quel rompiscatole di Ridolfi che ti fa? È andato a vedere l'effetto reale: meno 11,9 per cento in media, contro il meno 20 per cento che già nella scorsa legislatura l'allora ministro della Salute Storace aveva consigliato e consentito ai farmacisti, ma ancora più distante dal 25-50 per cento di ribasso promesso. Insomma, una presa per i fondelli. RICAVI IN AUMENTO
Con la sponda politica del governo nazionale, di certo le coop rosse aumenteranno ricavi ed utili. Prepariamoci quindi a ritoccare verso l'alto le cifre che fotografano la loro già cospicua dimensione. Oggi Legacoop è un pezzo importante dell'economia italiana, il suo giro d'affari è di 45,7 miliardi di euro, pocopiù del 3 per cento del pil, conta 15.200 aderenti, 401 mila dipendenti e ben 7 milioni 350 mila soci. Nella classifica Mediobanca delle principali società industriali e di servizio, le cooperative occupano posizioni di rilievo: tra le prime 1.400 società, una settantina sono aderenti alla Legacoop e quelle quotate in Borsa sono13su un totale di 272 titoli del listino di Piazza Affari. Le coop più grandi hanno tutte sedi nelle regioni rosse, governate da sempre dal Pci- Pds-Ds. E l'intreccio coop rossepartito- enti locali è tale che la stragrande maggioranza dei dirigenti delle coop sono stati prima funzionari di partito (ovviamente del Pci-Pds-Ds) e amministratori locali. Ma vale anche il processo inverso, perché - come documenta Ridolfi - le coop rosse e il Pci-Pds- Ds sono ormai la stessa cosa. Basta leggere l'elenco dei nomi contenuti nel quarto capitolo per averne la prova. Un elenco che, in passato, molti giornali avrebbero pubblicato come scoop.
LA BASE DEL CONSENSO
Scavando nelle fonti più disparate, Ridolfi descrive come nessuno ha fatto prima d'ora il conflitto d'interessi tra coop rosse e Pci-Pds-Ds, raccontando numerosi episodi per lo più sconosciuti, che coinvolgono quasi tutte le coop di maggiori dimensioni, dalla Cmc di Ravenna alla Manutencoop, dalla Granarolo alla Coopservice, senza dimenticare l'Unipol e il Bingo. Anche il lettore più smaliziato e documentato scoprirà in queste pagine cose che neppure immaginava. Compreso l'uso spregiudicato delle coop per costruire quel consenso politico grazie al quale il Pci-Pds- Ds domina incontrastato in alcune Regioni da circa 60 anni. Una spregiudicatezza che di volta in volta ha portato il sistema coop a sporcarsi le mani anche con le tangenti e con la mafia. A dirlo non è il buon Ridolfi, ma un intellettuale di sinistra, Ivan Cicconi, che in un saggio ormai introvabile, La storia del futuro di Tangentopoli, descrive quello che definisce «Rito emiliano ».
IL RITO EMILIANO
 Vista la delicatezza dell'argomento, diamo la parola a Cicconi: «La caratteristica del Rito Emiliano è data dal fatto che i soggetti imprenditoriali che ne sono protagonisti vedono al proprio internoun ruolo determinante di componenti partitiche. È il caso soprattutto delle imprese cooperative che lavorano nel settore delle costruzioni e in particolare negli appalti pubblici... ».
Ancora: «Quando dentro il sistema delle imprese operano e vivono i partiti, non vi è più l'esigenza di trasferire soldi fuori da queste. Quando poi i partiti degradano, la politica diventa consociazione e spartizione degli incarichi; allora, dentro la cooperativa la componente di partito diventa semplicemente una lobby che difende solo i propri interessi. Quando a questo degrado della politica si aggiunge il degrado delle finalità di impresa cooperativa e questa abbandona i suoi caratteri e le sue finalità sociali, allora la Cooperativa diventa una straordinaria macchina tangentizia assolutamente legale, per la quale il partito deve solo garantire l'appalto pilotando le gare che gestisce tramite l'amministratore pubblico ».
TANGENTI LEGALI
Riassumiamo: le coop sono una macchina tangentizia legale. Se devono servire il partito, possono fare di tutto anche allearsi con la mafia. Tutto chiaro? L'autore di questa equazione, l'ingegner Cicconi, già capo della segreteria tecnica del ministro dei Lavori pubblici, NerioNesi, è ora-puntualizza Ridolfi - direttore di Quasco, società consortile mista pubblico-privata, a maggioranza pubblica. Fondata nel 1985 come Centro Servizi su iniziativa della Regione Emilia-Romagna tramite la società controllata Ervet, la Quasco vede oggi la presenza, fra i soci privati, di consorzi e imprese del settore delle costruzioni e impianti e annovera fra i soci anche i consorzi e le cooperative rosse rappresentate nel consiglio di amministrazione da Mauro Giordani. Cicconi è dunque un dirigente di sinistra da tempo bene inserito nel sistema economico rosso ed è certamente bene informato.
LE COOP PAGANO POCHE TASSE
Pagare poche imposte è sempre stato un tratto caratteristico delle coop. All'inizio, serviva a proteggerne la mutualità. Ma ora, spiega Ridolfi, il privilegio fiscale continua a riguardare anche quelle coop che hanno dimensioni tali da figurare tra le prime aziende del Paese nel settore di competenza.
Il che si configura come un fattore di concorrenza sleale verso le imprese private operanti nel medesimo settore, e un aiuto di Stato indebito che prima o poi dovrà fare i conti con l'Unione europea.
«Le coop - scrive Ridolfi - grazie a queste condizioni di favore, che hanno determinato la distorsione del mercato e vere e proprie condizioni di concorrenza sleale nei confronti di tutti gli altri imprenditori privati, sono in assoluto il primo gruppo della distribuzione italiana: lo sono in termini di quantità, di punti di vendita, di presenza sul territorio e di volume d'affari.
I NUMERI
La quota coop di mercato è superiore al 17%. Il 90% di questo fatturato è realizzato da nove grandi cooperative che operano a livello di tre macroregioni (Nord Occidentale: NovaCoop, Coop Liguria e Coop Lombardia; Adriatica: Coop Adriatica, Coop Estense, Coop Consumatori NordEst; Tirreno: UniCoop Firenze, UniCoop Tirreno, Coop CentroItalia). La coop è presente in 17 regioni italiane su 20, in 86 capoluoghi di provincia su 105, in 690 città. Il gruppo controlla 70 ipermercati, 561 supermercati, 199 discount, 446 altri punti vendita di piccole e medie dimensioni. È un gruppo in piena crescita e il piano di sviluppo prevede l'apertura di altri 29 ipermercati e 79 supermercati con investimenti per oltre 2 miliardi di euro. È evidente come le agevolazioni fiscali sopra illustrate costituiscono un reiterato aiuto di Stato in violazione dell'Articolo 87 del Trattato CEE e non possono essere oggetto di alcuna giustificazione ». Se poi si vuole avere qualche esempio concreto, con tanto di cifre, sui privilegi fiscali di cui godono le coop, non c'è che l'imbarazzo della scelta.
ESEMPI CONCRETI
«Una simulazione effettuata su Coop Adriatica, che fa un utile lordo di 29 milioni di euro e paga 8,5 milioni diimposte,ci dice che il risparmio effettivo sull'Ires rispetto alla tassazione teorica di una spa equivalente sarebbe di quasi 9 milioni. Secondo un'altra elaborazione sui conti delle prime sei coop di consumo di Holmo, che negli ultimi due anni hanno dichiarato un utile lordo medio di 180 milioni di euro pagandone 59 di imposte, il risparmio fiscale sarebbe di oltre 65 milioni. Nel biennio 2004-2005 le nove grandi Coop hanno versato alle casse dell'erario oneri fiscali (Ires+Irap) e previdenziali per circa 751 milioni di euro. Ma, se non godessero di privilegi fiscali, avrebbero dovuto versarne molti di più. È proprio vero che "la coop sei tu", soprattutto perché hai pagato al suo posto la differenza, non a caso le Coop hanno pronto un piano di investimenti di due miliardi di euro in tre anni, con l'apertura di 40 tra ipermercati e supermercati».
da Libero-Tino Oldani 
Aggiornamento
L'impero delle Coop a congresso. Miliardi di fatturato e tanta politica
Orpheus




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26 febbraio 2007

Corte dell'Aja: a Srebrenica fu genocidio



A che serve l'ONU? Non posso fare a meno di chiedermelo ogni volta che i caschi blu potrebbero impedire un genocidio e stanno a guardare.
Il massacro di Srebrenica  È considerato «una delle peggiori atrocità dopo quelle della Seconda guerra mondiale». I fatti sui quali i giudici si sono pronunciati, esaminando una denuncia della Bosnia, risalgono all'estate del 1995, quando Srebrenica, un'enclave musulmana nella Bosnia orientale serba, era sotto assedio da quasi tre anni. L'allora capo di stato maggiore serbo bosniaco Ratko Mladic ordinò ai primi di luglio l'attacco finale. La città venne bombardata giorno e notte, mentre i carri armati avanzavano. L'11 luglio i serbo-bosniaci irruppero nella città e i 40.000 abitanti fuggirono verso la base dell'Onu di Potocari, a nord. Circa 7.000 riuscirono a entrare nel recinto della base, presidiata da circa 100 caschi blu olandesi che avrebbero dovuto difendere la città, dichiarata dall'Onu 'zona protettà. Gli altri si accamparono fuori. All'arrivo dei serbi i caschi blu rimasero impotenti, mentre Mladic fece separare gli uomini da donne e bambini, che furono deportati.
Orpheus




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26 febbraio 2007

Caruso, il figlio di papà sbarcato alla Camera con ventinove processi


Per 5 anni la sinistra ha suonato la gran cassa delle leggi "ad personam" salendo in cattedra e sprizzando moralismo da tutti i pori, come una vecchia zitella acida e invidiosa. Adesso ditemi l'indulto cos'é stato?
Entrando a Montecitorio, il neoeletto Francesco Caruso - Ciccio per gli intimi -, disse: «Mi batterò per i settemila ragazzi inquisiti». Per ragazzi, intendeva i disobbedienti che sfasciano le vetrine e fanno la spesa proletaria. Per inquisiti, si riferiva a sé che ha decine di processi in corso. Ventinove, pare, con un collegio di difesa di 12 avvocati. Questo brigante metropolitano di 32 anni è da dieci mesi deputato di Rifondazione comunista.
Ciccio ha una fedina chilometrica. Talmente ingombrante, che è meglio sbrigarla subito, per poi parlare di lui nello spazio che resta. Se ne resterà.
A 22 anni, nel marzo ’96, Ciccio impedì ai pompieri di Bologna di spegnere un incendio di cassonetti appiccato da manifestanti tra i quali primeggiava. È stato inviato a giudizio nel 2002.
Nell’agosto ’96, la polizia sgomberò la sala universitaria bolognese di via Zamboni 36, occupata da anni. Ciccio si oppose muscolarmente e fu condannato nel 2003 a dieci mesi di carcere per aggressione. Nel maggio 2006, già deputato, è stato prosciolto in Appello per prescrizione del reato. Nel 1999, Ciccio si spostò a Milano per una rapina in un supermercato. Fu condannato a un anno e cinque mesi. Il processo d’appello è in corso. Nel marzo del 2001, Ciccio era a Napoli, la sua città. Alla testa delle truppe in passamontagna, manifestò contro un vertice Nato, scontrandosi con la polizia. Corse voce che fosse stato fotografato mentre distribuiva mazze ai sanculotti. Panorama pubblicò delle foto. Lui, reagendo come un Tronchetti Provera, dichiarò: «I miei legali mi hanno assicurato un lauto risarcimento, per la montagna di veleni di Panorama». In precedenza, aveva annunciato: «Verremo armati». Poi, letti i titoli allarmati del Mattino, si spaventò e fece dietrofront. «Era una provocazione», disse. Processo in corso.
Il 15 febbraio 2002, l’infaticabile Ciccio era a Roma. Devastò una sede dell’Adecco (società di lavoro interinale) coadiuvato dai suoi figuri. A verbale, precisò serafico: «È stata un’azione di “smontaggio dell’agenzia”, senza violenza sugli impiegati». Indagine aperta. Nel novembre 2002, Ciccio fu arrestato insieme con altri per ordine della magistratura di Cosenza. L’imputazione era, per uno come lui, lusinghiera: «Associazione sovversiva, atti violenti, minaccia alla sicurezza dello Stato, uso della violenza a fini rivoluzionari». Si riferiva alle imprese della Rete meridionale del Sud ribelle, fondata da Ciccio nel 2001. Tra queste, le devastazioni di Napoli durante il vertice Nato (già citato) e di Genova al G8 del luglio 2001. Sedici filmati in piazza, scrisse il giudice, inchiodano Caruso.
Continuano 
QUI, le gesta del prode Ciccio, non c'é bisogno di alcun commento...solo mi preme ricordare al "nostro" premier che sui manifesti elettorali aveva fatto scrivere "LA SERIETA' AL GOVERNO".
Orpheus




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26 febbraio 2007

And the oscar goes to: ENNIO MORRICONE E MARTIN SCORSESE!!!

Di solito non parlo su questo blog di cinema, mio primo amore, ma questa volta faccio un’eccezione per ringraziare due grandi “ vecchi”, che hanno consacrato la loro vita a rendere il cinema un’arte.
E con gioia ed orgoglio che ho appreso che l’Academy  ha premiato il maestro ENNIO MORRICONE, autore di colonne sonore indimenticabili, che la stampa USA definisce il "Mozart delle colonne sonore".
Il quale ha assicurato che “non si tratta di un traguardo, ma di un punto di partenza"


Forza Ennio, regalaci ancora per lungo tempo la musica meravigliosa che componi e  che  ha valorizzato i film più belli e importanti.

Complimenti anche a Milena Canonero per gli splendidi costumi di “Marie Antoinette” che gli sono valsi un meritatissimo oscar.



E...finalmente anche Martin Scorsese dopo una carriera strepitosa che ci ha regalato opere indimenticabili e personaggi diventati icone, come il Travis di Taxi Driver, ha avuto il giusto riconoscimento per l’amore e la dedizione che ha contraddistinto la sua carriera di cineasta.
Anche a Martin un grazie e l’augurio di continuare a regalarci “sogni” per tanti, tanti anni a venire.

Orpheus





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25 febbraio 2007

Ennesimo reportage su Guantanamo, mentre in Iran l'esecuzioni sono all'ordine del giorno








Ho scelto tre foto del "terribile" carcere di Guantanamo ma QUI  potrete trovarne molte altre.
A Guantanano i prigionieri (feroci terroristi, ricordiamolo)  sono curati, hanno una bibblioteca, se hanno un comportamento non violento possono fare 2 ore di attività fisica al giorno e utilizzare palestre allestite nell'area di detenzione,"la qualita' del cibo che ricevono e' la stessa che hanno i militari" in 5 varianti ed é rispettosa della tradizione halal e del Ramadan.
Il
reportage  realizzato da Marco Baldazzi dell'Ansa, smentisce una volta per tutte la cattiva nomea di Guantanamo, ridicole e penose infatti sono le "preoccupazioni"  delle organizzazioni per i diritti umani, che sostengono di non aver abbastanza informazioni per capire quanta attivita' fisica svolgono davvero i detenuti. ''L'Esercito dice una cosa - ha detto Curt Goering, di Amnesty International - i comandanti sul posto ne dicono un'altra. E' davvero importante che ci sia qualcuno indipendente che possafare una valutazione'' .
E mentre Curt si scervella su quanta attività fisica fanno i detenuti di Guantanamo, in Iran
le condanne a morte sono pressochè giornaliere, in due giorni sette detenuti impiccati.
Nelle carceri languiscono giovani donne in attesa di essere giustiziate per essersi difese da uno stupro  e la tortura é una pratica effettuata in modo talmente crudele, che ciò che rimane dei corpi di quei poveracci non viene nemmeno restituito alla famiglia.
Avrei tanto voglia di sputare in faccia a tutti i Curt che ignobilmente usano la difesa dei diritti umani, per propagandare odio contro l'America.
Orpheus




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25 febbraio 2007

Un esito rinviato

Nelle democrazie parlamentari europee i tempi necessari per la formazione di un governo o la soluzione di una crisi si stanno allungando. Le trattative per la Grande coalizione di Angela Merkel sono durate quasi due mesi. L’Austria e i Paesi Bassi hanno dovuto attendere tre mesi, dopo le elezioni, per avere un nuovo governo. In Francia la campagna elettorale si è prodigiosamente allungata sino ad acquistare una dimensione americana.Persino in Gran Bretagna, dove la formazione di un governo dopo la chiusura delle urne richiede tradizionalmente un paio di giorni, il passaggio delle consegne a Downing Street fra Tony Blair e il suo cancelliere dello Scacchiere, Gordon Brown, è stato materia di lunghi negoziati e avverrà presumibilmente fra qualche mese. Si direbbe che l’Europa si stia italianizzando e adotti i ritmi di un Paese dove le verifiche, le dimissioni, le consultazioni e le interminabili trattative sono state per quasi sessant’anni la principale liturgia della Repubblica.
Ma nel Paese delle crisi lunghe e frequenti, paradossalmente, una crisi inevitabile, sopraggiunta dopo molti incidenti di percorso e qualche clamorosa manifestazione di dissenso all’interno della maggioranza, si è chiusa bruscamente ancora prima di aprirsi. Romano Prodi ha riunito i partiti della coalizione, li ha convertiti alla regola della discrezione e del silenzio, li ha persuasi ad accettare uno striminzito programma in dodici punti che Stefano Folli ha definito ironicamente un «Bignami» di quello in 280 pagine sottoscritto prima delle elezioni, e ha assicurato il presidente della Repubblica che il suo governo ha l’intenzione di durare.
Può darsi che il governo, grazie al volonteroso aiuto dei senatori a vita e di qualche eletto dell’opposizione, riesca a superare il passaggio della Camera alta. Ma è difficile credere che Prodi sia riuscito, in così breve tempo, a risolvere le contraddizioni di una coalizione visibilmente divisa su alcune delle principali questioni che il governo dovrà affrontare nei prossimi mesi, dal finanziamento della missione militare in Afghanistan alla Tav e alla riforma del sistema previdenziale. Ha vinto perché ha giocato d’anticipo e ha fatto buon uso dell’unico argomento — non bisogna regalare il potere a Berlusconi — che è condiviso da tutti i suoi alleati. Se Rifondazione comunista non avesse collaborato, sarebbe stata ricordata nella storia della Repubblica come il partito che aveva fatto cadere tre volte (1997, 1998, 2007) il governo di Romano Prodi. Questo non è un accordo fatto per governare ma per evitare che altri possano riconquistare il potere.
Giorgio Napolitano non poteva che prenderne atto. Se avesse rifiutato di credere alle assicurazioni del presidente del Consiglio avrebbe corso il rischio di aprire, insieme alla crisi politica, una più grave crisi istituzionale. Ma ha rinviato il premier alla Camere con una dichiarazione da cui traspare una sorta di rassegnazione. Coloro che s’interrogano sui sentimenti e le intenzioni del capo dello Stato hanno probabilmente notato uno degli argomenti con cui ha giustificato il rinvio del governo alle Camere: «Le ipotesi legittime e motivate di sperimentazione di una diversa e più larga intesa di maggioranza, a sostegno di un governo impegnato ad affrontare le più urgenti scadenze politiche e in particolare la revisione della legge elettorale — ipotesi sostenute da alcuni componenti della Casa delle libertà — non sono risultate sufficientemente condivise per poter essere assunte come base della soluzione della crisi del governo Prodi».
Grazie a queste parole sappiamo quale potrebbe essere, se il governo cadesse una seconda volta, lo sbocco della prossima crisi.
di Sergio Romano da ilcorriere.it
Trovo quanto sta accadendo veramente miserabile,roba da accattoni della politica senza dignità.E taccio di Follini  che si da , ora,apertamente al meretricio livello grande Raccordo ANULARE.Tutto questo spettacolo, questo fescennino, degno delle famigerate "convergenze parallele",è stato messo in atto ad un solo scopo: per evitare che questa maggioranza(che non è stata MAI maggioranza perlomeno al senato) fosse mandata a casa a calci nel posteriore, meritatissimi calci peraltro.Certamente Prodi ha saputo ricompattare i suoi compagni di merendine kinder usando il solo argomento valido:il fantasma di Banko-Berlusconi.E siccome è pur sempre un boiardo di Stato democristiano andreottiano è riuscito pure ad incastrare nell'angolo sinistro le teste più calde.Mi viene da ridere al solo pensare che  sono stati fregati in tanti  e in modo bypartisan.Sono stati fregati gli elettori della CdL che votando  l'UDC certamente non volevano dare fiducia a PRRRRODI, e questo è un fatto,ma sono stati fregati(e senza vaselina per attutire la botta) tutti coloro che a sinistra volevano riforme di stampo "LAICO" che liberassero il paese dalle spire del Vaticano.Ma DICO io, questa gente ha capito in cambio di cosa PRRRRODI e i suoi amichetti rossi tenteranno di governare?Ha capito che  i propri diktat sono stati venduti per 30 denari?Ha capito che i propri rappresentati hanno sottoscritto i famosi dodici punti che affossano  del tutto le loro pretese?Anche questa ignavia è colpa del Vaticano?O è colpa di chi ha ordinato un TIR di superattak per incollare le proprie grasse terga sulla poltrona?Del resto la pensione val bene una MESSA(tante messe direi...)E non chiamasi questo  CONFLITTO DI INTERESSE?A leggere certi sondaggi , la gente, di qualsieasi colore politico sia, è schifata.Avreste dovuto sentire le giaculatorie del tassista con cui ho viaggiato venerdì, un venerdì nero causa sciopero non annunciato di treni e metropolitane.E intanto questi giocano e sono lontani anni miglia dalla rabbia di tutto il paese e dallo schifo e dal disgusto che tutti proviamo
Verbena




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25 febbraio 2007

Casini pronto a tradire...

Torniamo a mercoledì scorso. La risoluzione favorevole alle dichiarazioni del ministro degli Esteri Massimo D'Alema non è stata approvata, e questo lo sanno tutti. Ma questo è dovuto al fatto che l'Udc era giunta quel giorno solo a metà strada nel suo lento ma deciso cammino verso la maggioranza. Ha detto con il suo atteggiamento: "Vorrei ma non posso". Si è astenuta dal voto e non dalla votazione, cioè stava in aula, ma non ha votato né sì né no, determinando così l'innalzamento del quorum, in modo che la maggioranza, pur avendo avuto più voti dell'opposizione, è "andata sotto". Dal "Vorrei ma non posso" "Volevo e ora posso" . Chiaro, vero? Basterà che, quando il governo Prodi si ripresenta al Senato per chiedere la fiducia - dove avrà in più il voto di Marco Follini, che pronunzierà le decisive parole: "Volevo e ora posso" - l'Udc, con solenne dichiarazione politica, annunci di astenersi. Ma facendo un ulteriore passo all'insegna del "Vorrei, e ora posso un pochino di più!", dichiari certo di astenersi, ma non facendo rispondere i suoi senatori alla chiama con un «Mi astengo!», invece limitandosi a non farli rispondere alla chiama, permettendo così al governo di ottenere la fiducia solo ottenendo un voto in più dell'opposizione, cosa che ha già in tasca. I senatori centristi non risponderanno alla chiama .
Per assicurarsi questo comportamento dell'Udc e rimettere in riga gli eventuali dissenzienti della sinistra radicale, è sufficiente che il premier Prodi parli il meno possibile di politica estera, non accenni assolutamente né alla base di Vicenza né alla missione in Afghanistan, ma minacci apertamente e duramente i senatori di procedere allo scioglimento del Senato o di entrambe le Camere - se a Palazzo Madama non ottenesse la fiducia. È così semplice ed è così facile...

Il senatore Francesco Cossiga non voterà la fiducia al governo Prodi per due motivi
Ho già votato contro la risoluzione che approvava le dichiarazioni del ministro degli Esteri, avendola il Governo fatta propria. Ma soprattutto perché la situazione interna ed internazionale in cui si trova e si troverà, forse anche drammaticamente, il nostro Paese, richiederà un governo forte ed autorevole, ciò che ormai questo esecutivo Prodi non è e non può essere. Questo in particolare dopo la grande manifestazione antiamericana e pacifista del "popolo di Vicenza": un popolo che, per la vittoria elettorale della coalizione dell'Unione, è stato determinante - e poi per la tensione e il conflitto tra la componente governativa filoamericana e quella antiamericana, fra quella pacifista "senza se e senza ma" e quella meno pacifista e dunque favorevole "alle guerre delle Nazioni Unite, della Nato e dell'Unione Europea". Soprattutto, ormai il retroterra di questa coalizione è diviso tra neoterroristi, comunisti che comprendono i-compagni-che-sbagliano (o che addirittura non-sbagliano), e borghesi ritenuti da una parte della stessa maggioranza nemici-di-classe-da-odiare. Il "nuovo" governo è un pasticcio pericoloso
Riassunto da Libero-Francesco Cossiga
Orpheus




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