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Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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una testata giornalistica in quanto

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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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31 ottobre 2007

Che fa uno stupratore seriale in PERMESSO PREMIO? Stupra


 Io vorrei guardare negli occhi quel giudice che ha  concesso un permesso premio ad uno stupratore seriale, solito minacciare le sue vittime con una pistola, costringerle a salire sulla loro auto e violentarle sull'autostrada Roma-Napoli durante il tragitto. (L'ultimo episodio è avvenuto durante un permesso premio, mentre l'uomo era detenuto nel carcere di Sulmona). 
Non solo vorrei guardare negli occhi il suddetto giudice, ma  vorrei entrare nella sua scatola cranica  per vedere cosa contiene, perchè ho seri dubbi che il suo cervello abbia dimensioni maggiori di quelle di una noce. E se ce le ha, é la sua coscienza ad essere sottodimensionata. 
Io vorrei per una volta, vedere uno di questi giudici illuminati pagare di persona per i propri criminali errori di valutazione.
Vorrei vederlo rapinato, picchiato, stuprato, ammazzato, perchè questa risma di delinquenti ritorna in libertà. Una libertà concessa sotto forma di condanne ridicole, permessi premi e sconti di pena, generosamenti accordati in nome di un buonismo scellerato che vige solo per i carnefici.
Un buonismo che se ne frega delle vittime che hanno sofferto e di quelle che soffriranno, che se ne infischia se donne innocenti saranno esposte a rischi terribili. L'importante é salvaguardare i diritti dei delinquenti, quelli dei cittadini onesti  chissenefrega... 
Vorrei vederlo straziato dal dolore di piangere un figlio, ucciso da un rom ubriaco, e di vedersi negata anche una briciola di giustizia.
Vorrei vederlo in preda alla rabbia furibonda, alla vergogna, al male fisico e psichico di chi ha subito una violenza sessuale da un stupratore seriale o non, in "permesso premio".
Vorrei vederlo affogare nel suo sangue ad una pompa di benzina, o dietro il bancone di una tabaccheria, perchè, ormai chi rapina e ammazza, dev'essere "riabilitato" anche se è RECIDIVO.
Vorrei che per un giorno lungo una vita, ridiventasse un bambino oggetto delle attenzioni di uno pedofilo stupratore, al quale solerti avvocati procurano ogni sorte di attenuanti con il beneplacito del magistrato di turno ...Persino uno come Chiatti prima o poi sarà libero.
Com'è stato per Angelo Izzo. "Riabilitato" perchè potesse uccidere una madre e sua figlia di 14 anni.
Il grave é che se un medico sbaglia paga, idem per un ingegnere o chiunque altro.
Un magistrato no, NON PAGA MAI per i propri errori.
E la chiamano giustizia.
Orpheus




permalink | inviato da Orpheus il 31/10/2007 alle 22:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

31 ottobre 2007

TEHERAN DIFENDE LAPIDAZIONE, E' PREVISTA DA DIRITTO ISLAMICO

 
Mohammad Javad Larijani, responsabile per i "diritti umani" presso l'Autorità Giudiziaria della Repubblica Islamica, ha difeso il diritto del suo paese ad applicare la pena della lapidazione. "Non ci vergogniamo affatto di emettere sentenze di lapidazione e di applicare questa punizione, che è prevista dal diritto islamico e pertanto dal nostro codice penale", ha dichiarato Larijani respingendo le accuse della comunità internazionale che più volte ha chiesto a Teheran di sospendere le sentenze di lapidazione.
"Noi - ha continuato - esaminiamo con i nostri criteri la gravità dei reati commessi e personalmente non considero la lapidazione una tortura, come sostengono gli occidentali, e nemmeno una pena non ragionevole". Per Larijani, "la lapidazione è una pena minore rispetto all'impiccagione, in quanto è possibile che il condannato sopravviva".
Da Donne Democratiche Iraniane
Ancora stasera i TG riferivano del solito condannato a morte USA, graziato e di quanto sia inumana l'iniezione letale.
E potrebbe anche starmi bene se NOTIZIE come questa NON venissero sistematicamente censurate.
Non mi si venga a dire che l'opinione pubblica non sarebbe altrettanto, se non più sdegnata, di apprendere che il responsabile per i "diritti umani" in Iran, difende la lapidazione e anzi la considera una pena minore, rispetto all'impiccagione.
Qualche povera donna, infatti potrebbe salvarsi dalla gragnola di pietre che le tirano addosso, per aver violato il "codice morale" di una legge barbara, retrogada e disumana come la sharia.
Chi sa quello che succede in Iran, TACE e stringe la mano al satrapo di Teheran, dovrebbe VERGOGNARSI.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 31/10/2007 alle 21:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

31 ottobre 2007

Eurabia: vietato mettere insieme le parole islam e terrorismo

 
C'è un documento segreto che raccomanda ai ministri, ai capi di Stato e di governo europei e ai loro portavoce di «evitare il collegamento tra Islam e terrorismo», almeno quando parlano con i giornalisti. Del testo si conosce meno del 10 per cento, perché i restanti nove decimi sono nascosti dalla dizione «non declassificato» e invisibili perfino ai parlamentari europei. Ma è quanto basta per imporre una neolingua in cui «il messaggio dei terroristi che invocano l'Islam per giustificare le loro azioni non dovrebbe essere evidenziato»
IL BAVAGLIO
Nessuno potrà lamentarsi del bavaglio comunitario perché la cosiddetta "Strategia di comunicazione ai media riveduta" è stata approvata dal Consiglio dei ministri della Giustizia e Affari interni dell'Unione Europea nel 2006 e poi modificata nel marzo scorso. Ma le "racco mandazioni" sono pienamente operative, tanto che il nuovo coordinatore Gilles De Kherkhove si appresta a rendere noto, nel prossimo dicembre, un rapporto sulla loro attuazione. Non dovrebbero protestare nemmeno i musulmani, a cui Eurabia si inchina con il cosiddetto «Messaggio chiave 2: Integrazione e non discriminazione», in cui si afferma che «nel corso dei secoli l'Islam ha esercitato un'influenza importante sulla cultura europea. Attualmente esso continua a contribuire alla diversità di cui l'Europa è orgogliosa».
Tanto fiera da non riuscire ad ammettere le proprie radici cristiane, ma abbastanza da esaltare il presunto contributo della sharia all'identità del Continente. Dopo l'omaggio, che equivale a un ringraziamento per l'impo sizione del velo alle donne, per l'apertura delle moschee dove si assoldano terroristi da inviare come kamikaze in Iraq e in Afghanistan o per gli attentati di Al Qaeda a Madrid, Londra e Glasgow, c'è ancora spazio per i distinguo. Al punto 6 si spiega che «la radicalizzazione e il reclutamento non sono confinati ad un unico sistema di credenze o un'unica convinzione politica». Come se si fosse mai scovato un arsenale nelle sacrestie delle chiese cattoliche. O come se la presenza di cellule terroristiche nelle moschee rappresentasse una pura coincidenza.
Il fatto è che «l'Ue respinge senza riserve ogni tentativo di identificare una religione o una civiltà con il terrorismo», chiarisce il «Messaggio chiave 1: politica antiterrorismo dell'Ue». Soltanto che per evitarlo, come spiegano a Libero all'ufficio stampa del Consiglio, anche Osama bin Laden non va definito un terrorista islamico, quanto piuttosto una persona che abusa del termine "islamico" per propri scopi criminali. Rimane soltanto il dubbio su come non equivocare se, per caso, fosse il gruppo Jihad islamica a commettere una strage. Via di questo passo, la questione si fa sempre più di lana caprina. A pagina 26 una nuova regoletta del «lessico non emotivo» indica che «sarebbe meglio, quindi, non impiegare "reclutamento" in collegamento con "radicalizzazione"». Se no, chissà che succede.
JIHAD PROIBITA
Anche sul concetto di atto terroristico regna sovrana la confusione terminologica. Rientrano nella definizione gli attentati, i sequestri, le distruzioni se commessi allo scopo di intimidire la popolazione, di destabilizzare le autorità o di costringerle a compiere o a evitare un qualsiasi atto. Ma non si dice nulla - almeno nel brandello pubblico del documento - riguardo a predicazione, addestramento, fornitura di armi, esplosivo, documenti e basi logistiche. Così tutte le attività preparatorie e necessarie alla "guerra santa" finiscono per essere declassate a reati comuni. E, alla fine, magari si scoprirà che i veri terroristi in realtà sono le vittime e viceversa. Allora la neolingua politicamente corretta avrà trionfato, ma senza aver impedito ai terroristi di colpirci.
Andrea Morigi-Libero
Gli islamici fondamentalisti ringraziano sentitamente, la Ue che contribuisce attivamente e con grande solerzia, alla jiad islamica che porterà alla conquista di queste terre d'infedeli.
Orpheus

31 ottobre 2007

La Ue mette al bando il sadico che trasformato in "arte" la tortura di un povero randagio

 
Siamo a quota 152mila. Le petizioni on line contro il sedicente artista Guillermo Habacuc Vargas, piovono da tutto il mondo e si moltiplicano. Ora anche nel nostro paese la gente si sta muovendo per stigmatizzare la sadica iniziativa «culturale» di Habacuc e impedire che l’autore possa replicarla in qualche altro museo compiacente. Un cane lasciato morire di fame, con una corda al collo e una catena che lo tiene lontano da una scodella di cibo, è tortura. Qualcuno la spaccia per arte.
La Ue, intanto, ha deciso di mettere al bando l’arte omicida chiudendo le porte dei principali musei ad Habacuc. Il commissario Frattini, promotore dell’iniziativa, ha già iniziato le consultazioni con altri delegati per verificare in che modo si possa vietare al costaricano di «esternare» al di fuori dai confini del suo paese. E mentre i politici stanno lavorando in questo senso, la gente protesta sonoramente.
Il fattaccio è noto ai lettori del nostro Giornale. Questo «artista» ha legato un indifeso cane randagio a una corda e lo ha fatto morire di fame e di sete in una galleria d’arte della Costarica nell’indifferenza dei visitatori che ne hanno anche ammirato l’agonia. 
La notizia è stata efficacemente commentata da Mario Cervi che ha ben definito Habacuc un mascalzone e probabilmente un pazzo. «Sono strettamente consigliabili nei suoi confronti misure cautelari, una delle quali potrebbe consistere nel tenerlo legato a una catena, senza cibo», scrive il nostro direttore.
Purtroppo, inl Costa Rica il signor Habacuc sembra gettonato a tal punto che potrebbe essere candidato a rappresentare il proprio paese alla prestigiosa Biennale Centroamericana Honduras 2008. Una candidatura che il mondo dovrebbe impedire e potrebbe farlo con una sollevazione popolare. Le petizioni on line servono proprio a questo, a isolare Habacuc nel suo delirio di onnipotenza. 
Una scelta che potrebbe screditare l’intera mostra internazionale se non fermato in tempo. Per questo anche il capogruppo dei verdi alla Camera Angelo Bonelli. invita a firmare la petizione online e chiedere così agli organizzatori della Biennale Centroamericana di non ospitare le opere di Habacuc. «Ci associamo alla richiesta del Commissario Franco Frattini affinché Italia e Unione europea chiudano le porte a questo sedicente artista».
Riassunto dal Giornale
Se non si volta il viso dall'altra parte, la morte del povero Natividad non sarà inutile, perchè il suo assassino e torturatore otterrà l'esatto contrario di ciò che si era proposto. Otterrà di essere messo al bando, otterra di vedere boicottare la sua ignobile attività, che chiama arte.
Se, al contrario, tutto questo clamore, gli frutterà pubblicità e quindi guadagni, quel bastardo, magari, replicherà l'esperimento. Senza contare, che altri sedicenti "artisti", potrebbero mettere in atto altre forme di perverso sadismo spacciate come opere.
In questi casi la condanna deve essere pesante e portare a serie conseguenze. Bene ha fatto il nostro Frattini.
Natividad forse era solo un cane, per tanta gente, ma nessun essere vivente, INDIFESO merita un simile trattamento. Men che meno lo può legittimare con l'alibi dell'arte. E' semplicemente mostruoso.
Rimetto il link della petizione on line.
Orpheus




permalink | inviato da Orpheus il 31/10/2007 alle 17:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

30 ottobre 2007

Sono italiane le aziende più tassate del mondo: peggio dell'Italia solo la Cina

 


Ancora una volta Palazzo Koch sollecita il Governo ad una più oculata politica fiscale. Bankitalia, infatti, non ha perso l’occasione di lamentare il fardello della morsa tributaria che continua ad attanagliare il nostro Paese secondo un preoccupante e continuo trend di crescita. La fredda oggettività dei dati appare oggi spietata. L’Istat ha comunicato che nel secondo trimestre del 2007 sono aumentate sia le imposte dirette (+4,4%) sia quelle indirette (+4,5%), mentre dai dati pubblicati giorni fa dal World Economic Outlook apprendiamo che il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le stime di crescita dell’Italia, ha emesso un giudizio negativo sull’utilizzo del cosiddetto ’tesoretto’, ed ha segnalato il rallentamento del passo sul fronte del risanamento dei conti pubblici nonostante il buon andamento delle entrate.
L’Ocse, da parte sua, ha rilevato che l’aumento della pressione fiscale è stato in Italia il maggiore tra i 14 paesi presi in esame dalla stessa Organizzazione. In più, tanto per completare il quadro già di per sè desolante, la World Bank, un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, ci ha fatto sapere che per tasso totale caricato sui profitti aziendali, l’Italia ha il triste e poco invidiabile primato di rientrare nella fascia delle economie più gravate di peso fiscale, con il 76%, di gran lunga superiore a Germania (57,1%), Grecia (60,2%), Austria (56,1%), Spagna (59,1%), Gran Bretagna (35,4%) e Olanda (48,1%). Per non parlare della Svizzera (24,9%), dell’Irlanda (25,8%), della Danimarca (31,5%) o della Croazia (37,1%). Nel mondo, soltanto la Cina pare sia messa peggio di noi con il 77,1%.
Il governo Prodi conferma l'immagine di vorace sanguisuga, che alcuni suoi esponenti riescono ad incarnare in maniera davvero mirabile. L’opinione pubblica, infatti, assiste sempre più perplessa allo spettacolo che va dalla opinabile mistica estetica del ministro Padoa-Schioppa, al volto arcigno di Visco che persino quando sorride ricorda il Galgenhumor, l’umorismo patibolare tedesco. Ma al di là dei tratti antropologici, il vero limite del governo risiede probabilmente nella mancanza di una chiara direzione di guida. Né tale si può considerare il cosiddetto programma, quel compendio enciclopedico di proposizioni volutamente ambigue in cui si disquisisce de omnibus rebus mundi et quibusdam aliis.
Le circa mille parole dedicate al tema tributario sotto il roboante titolo “Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all’evasione e la riduzione del costo del lavoro”, (hanno anche il senso dell'humor N.diO.)
non rendono davvero chiare le promesse del governo, sono per lo più frutto di evidenti compromessi pasticciati o peggio si possono ben iscrivere nelle sublimi alchimie di una politica fatta di parole gonfie e vuote. Poche, chiare ed univoche disposizioni sarebbero state sufficienti. Tra le altre, ad esempio, in primis il riconoscimento dell’opportunità di introdurre la cosiddetta “flat tax”, l’imposta ad aliquota unica del 20% o del 25%, come in Austria. È stato peraltro calcolato che una simile rivoluzione fiscale sarebbe possibile riducendo la spesa pubblica anche solo dello 0,4% ogni anno, e considerando che il nostro Paese spende il 51% del Pil, sarebbe davvero sufficiente un ritocco minimo di circa mezzo punto. Due, il riconoscimento di una politica fiscale basata sul quoziente familiare anziché sugli individui, nella considerazione che la ricchezza non può essere solo “verticale” ma deve tener presente la composizione del nucleo familiare. 
Solo così, infatti, si può parlare di equità orizzontale, di investimento sulle nuove generazioni e di applicazione del principio di sussidiarietà che individua la famiglia come primo soggetto che merita di essere riconosciuto e sostenuto. Tre il riconoscimento della necessità di un nuovo “patto fiscale” con le imprese a partire dalla semplificazione del sistema e dalla certezza normativa (non sarebbe male, ad esempio, eliminare il doppio binario fra bilancio civilistico e quello fiscale), e cominciando a riconoscere il fatto che la riduzione del carico tributario possa davvero rappresentare lo strumento più efficace per restituire competitività al cosiddetto “sistema-Italia”.
Riassunto da Opinioni.it
Ovviamente di queste "bazzecole" nessuno ne parla. I commenti sui dati e rilevazioni dell'Ocse, Bankitalia, l'Istat ecct, che ai tempi del precedente governo erano litanie giornaliere, sono spariti. I continui richiami da parte della Ue, idem.
Tg e giornali straboccano della guerra fra Di Pietro e Mastella, o della nascita del nuovo 'pidì'...come se a gli italiani importasse qualcosa.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 30/10/2007 alle 18:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

30 ottobre 2007

Sinistra radicale "nera": bocciata la Commissione sui fatti del G8

 




Ecco una breve panoramica di quello che é stato il G8 a Genova.
Ecco la vera causa della morte di Carlo Giuliani: la violenza, altro non fa, che generare altra violenza (anche se nel caso specifico per Placanica si é trattato di legittima difesa).
Ciononstante la sinistra radicale, voleva una "Commissione per accertare le responsabilità istituzionale nei fatti del G8 di Genova".
Una pagliacciata il cui unico intento era dare in pasto a questi teppisti, elevati a rango di nuova generazione politica, le forze dell'ordine.
Non una Commissione per accertare tutta la verità, ma solo le ipotetiche colpe di poliziotti e carabinieri, perchè le colpe dei mascalzoni sopra immortalati, quelle possono passare in cavalleria.
Bene, quest'ennesimo linciaggio delle forze dell'ordine non gli é andato in porto. Grazie ai voti del centro destra a cui si sono uniti Udeur e Idv: la commissione Affari costituzionali della Camera ha bocciato la proposta di istituire una commissione d’inchiesta sui fatti del G8 di Genova.
Oltretutto la magistratura ha già indagato e sono in corso alcuni processi, risulta evidente anche ad un cieco l'intendo di attaccare duramente le forze dell’ordine. Le quali giustamente gioiscono di questa "vittoria per la giustizia e la legalità ottenuta grazie a quelle forze politiche che hanno agito con profondo senso istituzionale e a difesa dei valori posti alla base dello Stato di diritto".
E io oltre a gioire per loro, almeno per questa volta, non mi vergogno di essere italiana.
Orpheus



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29 ottobre 2007

NO-Global all'assalto dei martiri spagnoli

 
Si dicono pacifisti.
Ma conoscono solo l'odio. Non hanno nessun rispetto del dolore, della morte, delle vittime del terrorismo, degli eroi caduti in missione, dei martiri.
Sono imbelli, buoni a nulla altro che a farsi mantenere, okkupare case altrui e bruciarsi quei pochi neuroni che madre natura gli ha dato con droghe e spinelli.
Questa volta il fior fiore della nuova generazione politica di Fausto Bertinotti se l'è presa con  i 498 martiri spagnoli, caduti durante gli scontri della guerra civile tra il 1934 e il ’37, "rei" di essere stati beatificati.
Hanno aspettato all'uscita della parrocchia di Sant'Eugenio, i fedeli che avevano appena finito di assistere alla messa, per insultarli e insultare i 498 martiri spagnoli, esibendo striscioni, con le solite rime da terza elementare, se non fosse per la cattiveria che emanano e per l'odio che le contraddistinguono: "chi ha ucciso e torturato non può essere beato" e "Viva la Brigata Internacional".
Il solito triste spettacolo di ragazzetti
ignoranti e pieni di astio, indottrinati dalla propaganda, contro il mondo cattolico della sinistra radicale.
Orpheus

29 ottobre 2007

L’islamo-fascismo esiste e uccide

 

Quella appena trascorsa, negli Stati Uniti, è stata la “settimana della consapevolezza sull’islamo-fascista”, il più recente evento di rilievo della lunga e difficile battaglia culturale contro il fondamentalismo islamico, che può essere sconfitto non solo dalla forza delle armi, ma soprattutto dalla forza delle idee, a cominciare da quelle che circolano nel fronte interno, nei paesi liberi. David Horowitz, intellettuale della sinistra americana degli anni ’60, promotore di terrorismawareness.org, ha promosso nei giorni scorsi una campagna di mobilitazione, una serie di iniziative pubbliche, per far conoscere la reale natura e portata della minaccia islamo-fascista e smascherare le “due grandi bugie” raccontate dalla sinistra in questi anni: che Bush si sia inventato la “guerra al terrorismo”; e che i cambiamenti del clima siano un pericolo più grave del jihad globale e del razzismo islamista.
Dal 22 al 26 ottobre, all’interno di circa 200 tra college e campus universitari con l’aiuto degli studenti Repubblicani vicini al “Freedom Center” dello stesso Horowitz, si sono svolti eventi di vario genere: la visione di documentari e la presentazione di saggi; petizioni per denunciare la violenza islamo-fascista contro donne, omosessuali, cristiani, ebrei e atei; lezioni sull’oppressione della donna nell’islam; sit-in di protesta per il silenzio dei Dipartimenti di studi sulla donna (una “vergogna nazionale”). E naturalmente, conferenze, alle quali, oltre a Horowitz, sono intervenuti personalità come l’ex deputata olandese di origine somala Ayan Hirsi Ali, il conduttore di Fox News Sean Hannity, la polemista Ann Coulter, la femminista Phyllis Chesler, l’editorialista Mark Steyn, gli analisti Daniel Pipes, Michael Ledeen e Michael Medved, lo studioso musulmano Nonie Darwish e i dissidenti Wafa Sultan e Ibn Warraq. Migliaia le persone che hanno partecipato o assistito a questi eventi. Horowitz ha voluto che fossero proprio le università il fronte della sua campagna, perché è convinto che negli atenei Usa viga un pesante clima di conformismo, una cappa di censura morale strisciante.
Chiunque osi collegare il terrorismo all’islam viene accusato di islamofobia. I professori raccontano ai loro studenti una versione politicamente corretta della guerra al terrorismo, secondo la quale le violenze e il sentimento di odio anti-occidentale sarebbero causati dalle politiche americane e non dal progetto politico del fondamentalismo islamico. La responsabile è la cosiddetta “sinistra accademica”, che così facendo abbassa le difese immunitarie dell’America, quelle culturali, contro il terrorismo. Horowitz parla esplicitamente di una “alleanza profana” della sinistra progressista con “le più retrograde e reazionarie forze del mondo odierno”.
Con questa campagna nei campus ha voluto testare la reale apertura politica e intellettuale dei santuari dell’istruzione e della produzione culturale americana. Un’apertura discutibile, visto che la campagna è stata contrastata on line dai blog liberal e dal clintoniano e sorosiano “Campus Progress”, ma anche fisicamente da molte associazioni studentesche di sinistra, pacifiste e islamiche, che hanno cercato di non far parlare gli oratori e di impedire lo svolgimento dei vari eventi. All’Emory University circa 300 tra studenti e professori di sinistra, militanti pacifisti e di Amnesty International, appartenenti ad associazioni studentesche islamiche e filo-palestinesi, hanno interrotto Horowitz, gli hanno impedito di concludere il suo intervento e l’hanno costretto ad allontanarsi dal campus scortato.
Alcuni indossavano tute arancioni, come i detenuti di Guantanamo, o abiti tradizionali arabi e kefiah. Christopher Hitchens, su Slate, ha difeso l’uso del termine “fascismo islamico”, contestato da professori ed editorialisti liberal. Ovviamente non c’è una corrispondenza perfetta tra i due fenomeni storici, i fascismi e il fondamentalismo islamico, ma le analogie – dal culto della morte al rapporto contraddittorio con la modernità e la tecnologia, dalla nostalgia per le glorie del passato al vittimismo e al revancismo, dall’antisemitismo all’ossessione per la decadenza morale e dei costumi – sono evidenti. A mio avviso, la differenza più rilevante tra fascismo e jihadismo – che però, paradossalmente, rende appropriato l’accostamento dei due termini – è riscontrabile nei fenomeni di massa alla base dei contesti socio-culturali indispensabili alla loro gestazione e al loro sviluppo come ideologie politiche.
Diverse le categorie alle quali le masse si sono aggrappate per recuperare un senso di appartenenza messo in discussione dalla modernizzazione, e come reazione ai suoi processi: la nazione, nel caso dei fascismi; la religione, nel caso del fondamentalismo. Se in Europa, negli anni ’20 e ’30, abbiamo conosciuto il fenomeno della nazionalizzazione delle masse, studiato dallo storico George Mosse, in Medio Oriente, dove oggi l’idea di nazione è in declino, seppure negli scorsi decenni abbia giocato un suo ruolo, conosciamo l’islamizzazione delle masse. Identica la volontà di dominio totalitario su una società informata in ogni suo aspetto, nel caso dell’islamo-fascismo, da principi religiosi. Un’utopia politica volta, attraverso la tirannia e lo sterminio, a plasmare un’umanità identificabile attraverso un’unica, totalizzante categoria, purificata dall’”impuro modo di vita” insinuato dall’Occidente visto come terra del tramonto e della decadenza.
L'Opinione.it
Orpheus

29 ottobre 2007

In Birmania la Bonino è a corto di miracoli

 

Un paio di giorni fa i quotidiani hanno pubblicato le foto di monaci birmani adagiati sui tavoli di un obitorio con i segni di orribili mutilazioni e violenze. Tra i commenti riportati negli articoli era messo in evidenza quello di Emma Bonino. La sua lapidaria constatazione era la seguente: "non esistono soluzioni miracolistiche".
Forse è davvero così, anche se i miracoli ogni tanto continuano qua e là ad accadere. Ma viene da chiedersi se serviva una vita di militanza spesa in nome dei diritti civili e in difesa dei più deboli, per lasciarsi andare ad una così laconica e vuota constatazione.  Anche perchè nessuno si aspetta miracoli dalla Bonino: i digiuni non s'addicono ai ministri e, che so, incatenarsi ai cancelli dell'ambasciata è roba un po' demodè. Ma magari una dichiarazione forte sulle sanzioni contro il regime non ci sarebe stata male.
Viene da chiederesi se dalla Bonino non ci si dovrebbe aspettare un briciolo in più di passione e un poco di meno di quel realismo che affligge e domina le relazioni internazionali.
Che ci va a fare una Bonino al governo se poi arriva in Cina e ci racconta che anche in Italia nell'ottocento i bambini lavoravano; e se parlando della rivolta democratica in Birmani e delle sue vittime "non-violente" ci viene a dire che non esistono soluzioni miracolistiche.
Non sarebbe stato meglio lasciare questa incombenza a un D'Alema qualsiasi? Non sarebbe stato meglio, in mancanza di un'idea purchessia, tacere del tutto? O anche i radicali stanno lì a ricordarci che quando si va al governo si smette di credere (e far credere) ai miracoli?
Da l'Occidentale
Giova ricordare che per Saddam Hussein i radicali si sono mobilitati eccome, lanciando l'appello "Nessuno tocchi Saddam" e il grande vecchio (e rinco...) Pannella ha fatto l'ennesimo sciopero della fame e della sete.
Giova ricordare anche sono scesi in piazza per i DICO. E per mille altre battaglie, alcune importanti, altre strumentali.
Ma per i monaci birmani "non si possono fare miracoli". Quindi lasciamoli crepare nel silenzio della politica e dei media.
Si é vero, i miracoli forse non si possono fare, ma un po' di umana compassione, quella si può mostrare, o no?
Oppure i diritti umani non sono più fra le priorità di colei che ci ha fatto la propria fortuna personale ed é arrivata a sedere su una poltrona ministeriale,? 
Grazie al voto di tanta gente che ha creduto in Emma Bonino e nella sua militanza a favore dei più deboli.
Orpheus


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29 ottobre 2007

Veltroni l'intronato

 
Scrivere di Veltroni mi annoia assai, e poi rischio solo a guardarlo negli occhi bovini, un diabete fulminante, il suo buonismo è l’APOTEOSI del qualunquismo sdolcinato, del ‘volemose bene’, de ‘l’amico del tuo amico, è mio amico’ e via discorrendo...
Però due parole devo pur sprecarle, sulla memorabile giornata che ha visto la sua intronizzazione alla guida del ‘pidì’ .
Sorvolo sulle contestazioni di alcuni membri del testé neo-nato ‘pidì’, provocate dalla cocente delusione d’aver appreso, che Uòlter, poi così francescano, non é. Alla fine del suo magniloquente discorso d’insediamento, infatti ha imposto centinaia di nomine senza alcuna procedura democratica, tanto che Parisi ha subito parlato di golpe. (Va beh…è pur sempre un ex-comunista).
Come se ciò non bastasse, Uòlter, sempre nel suo comizio d’apertura, ha dimostrato subito d’essere uomo tutto d’un pezzo: “nella prossima legislatura ci presenteremo con un programma chiaro e se otterrà il consenso di altre forze bene, altrimenti il Pd coltiverà la sua vocazione maggioritaria fino in fondo” BUMMM…Diliberto, gli ha già fatto sapere, che senza la sinistra radicale il ‘pidì’ si può attaccare al tram (per dirla in breve).
Inoltre, Uòlter ha dato prova d’aver afferrato con grande lucidità la situazione in cui langue il paese, ricordando: “In un anno e mezzo il Governo ha ottenuto risultati importanti(?), come la riduzione del debito (??), le liberalizzazioni (???), il recupero di credibilità sul piano internazionale(hoibò!) e un accordo sul welfare su cui il giudizio più eloquente è stato espresso da 5 milioni di lavoratori”. Nemmeno Amelie nel suo favoloso mondo aveva una visione così personale e fantasiosa della realtà…Però Uòlter è Uòlter e con quella bocca può dire ciò che vuole, tanto qualche beccafico che gli crede riesce a trovarlo.
Ma non basta. Pur non avendo né un programma, né una vaga idea su come uscire dall’impasse di un governo che non riesce a governare, Uòlter una cosa l’ha capita e bene, attaccare Berlusconi conviene sempre, perché malgrado la sinistra sia divisa su tutto, il Cavaliere riesce sempre a ricomporla e così, secondo lui "Berlusconi non avrebbe più diritto di candidarsi alla premiership", in base a quale regola non è dato sapere, forse quella giustappunto dei compagni con falce e martello.
Ma tutto ciò non ha importanza Uòlter è Uòlter e con quella bocca può dire ciò che vuole.
Mi sa tanto che rimpiangeremo Prodi.
Orpheus


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28 ottobre 2007

Il buonismo scellerato che trasforma un assassino in una star

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Ormai il buonismo, cammina di pari passo con l’idiozia più pertinace e provoca guasti sempre più profondi alla morale e ai valori umani e civili. Capita che un assassino, non solo, non paghi per la sua colpa, ma addirittura proprio grazie a questa, faccia fortuna.
Marco Ahmetovic, guidando ubriaco ha ucciso quattro ragazzi, la giustizia (si fa per dire) gli ha inflitto una condanna da barzelletta (in un residence sul mare a San Benedetto del Tronto) , ma siccome il buonismo non ha limiti, come l’idiozia per l’appunto, gli si schiude un futuro da star. Ahmetovic ha un agente, Alessio Sundas, che ha promesso di farne un divo televisivo, niente di più facile, visto la spazzatura che imperversa in TV.
In primis, tanto per gradire,  pubblicherà un libro (è già pronto e s’intitola "Anche io sono un essere umano", già come quei poveri ragazzi che ha spiaccicato sull’asfalto) in cui racconta con dovizia di particolari quella tragica sera. Poi venderà ad un giornale un servizio fotografico inedito (magari mentre prende il sole sul balcone della sua "cella"). Infine, ha proposto la sua candidatura come testimonial in una campagna pubblicitaria "contro chi guida sotto l’uso di alcol e droghe". Come no? E’ come proporre O.J Simpson per una campagna contro i maltrattamenti alle donne…
Nessuno si è chiesto cosa provano i genitori dei ragazzi ammazzati dal "povero rom", alloggiato in un residence e in procinto di diventare una stella?
Nessuno si è chiesto se oltre al terribile dolore non si sentono presi in giro? Una beffa orribile, perché la morte dei loro figli servirà da trampolino di lancio per il loro assassino.
Quella tragica notte, in cui quattro giovani vite sono state spezzate, in questa società malata, sarà il biglietto vincente per chi ha causato la tragedia.
Che esempio potranno avere mai i ragazzi di tutt’Italia, che calpestando la legge si ha l’opportunità di fare strada e quattrini????
Posso capire la riabilitazione dei detenuti, una volta scontata la pena, ma questa è FOLLIA.
Orpheus


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28 ottobre 2007

Non gli resta che Harry Potter

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Harry Potter è di sinistra.
L'assemblea costituente del Partito Democratico, riunita in pompa magna a Milano, tira un sospiro di sollievo: adesso finalmente i 2853 delegati hanno un chiaro punto di riferimento. A indicare la strada è Libération, uno dei sacri pulpiti della sinistra europea, il quotidiano fondato da Jean-Paul Sartre, la bibbia tascabile di ogni progressista che si rispetti: in prima pagina ha pubblicato una gigantesca foto del maghetto. E ha indicato la strada: avanti babbani, alla riscossa. Bandiera rossa la trionferà.
A Hogwarts, naturalmente. Da Lenin a Lord Valdemort, dal manifesto di Marx a quello del Grifondoro: il nuovo sol dell'avvenire è il binario 9 e ¾ della stazione di King's Cross.
Falce e martello? Addio, anche Rifondazione l'altro giorno ha detto che quegli attrezzi operai non sono più di moda. Vanno sostituiti. Al loro posto metteranno una bacchetta magica? Potteriani di tutto il mondo unitevi: una volta la sinistra guardava verso i soviet, adesso guarda verso il mondo misterioso del Platano Picchiatore e della Stamberga Strillante. Mao? Ho-chi-min? Macché: Albus Silente. Franco Grillini esulta: gli hanno appena detto che il maestro di magia è gay.
Ma c'è poco da scherzare: la crisi di identità della sinistra è una cosa seria. Sono mesi che discutono sulle icone da mettere nell’ipotetico pantheon del Pd: Gramsci? No, troppo comunista. Craxi? No, troppo socialista. Berlinguer? Ti voglio bene, ma non abbastanza.
Che Guevara? Quello funziona solo per il marketing no global.
Togliatti? Togliamolo. Breznev? Come la temperatura di Potenza al meteo delle 7: non pervenuto. ù
Stalin? Dimentichiamolo. Con settant'anni di ritardo, mase ne sono accorti anche all'Unità che i gulag non erano villaggi vacanze Valtur. Alla fine erano rimaste poche possibilità: Topolino, Paperino, il Gatto con gli Stivali e Braccobaldo.
Avrebbero anche preso in considerazione Tex Willer, ma poi sembrava di fare un favore a Cofferati e soprattutto a Bordon. Cip& Ciop? Non andava bene per l'ala cattolica: «Sembra che siamo favorevoli ai Pacs». Biancaneve e i sette nani? S'è subito opposto Prodi, che non accettava di far la parte di Gongolo.
E
così arriva come una Libération questo suggerimento molto français: Harry Potter, allons enfants. Praticamente è una magia. Come quelle del maghetto, appunto. Avada Kedavra, Crociatus, Imperius e Sectumsempra: in effetti ci voleva un sortilegio per trovare qualcosa che tenesse insieme un partito che non ha più riferimenti nel suo passato e ne ha fin troppi nel futuro, con una tradizione bocciata dalla storia e un progetto viziato dalla tentazione di essere tutto e il contrario di tutto. Il Pd, come dice Crozza, è il partito del «ma anche»: per chi è con i militari in missione ma anche con i pacifisti che ne chiedono il ritiro, con chi vuole le centrali nucleari ma anche con chi non le vuole, con chi chiede di aumentare le tasse ma anche con chi le vuole ridurre.
Quale può essere il simbolo di un partito così? Un personaggio immaginario, una finzione letteraria. Harry Potter. È perfetto. I 2853 delegati si sono sciroppati ieri alla Fiera di Milano l'ennesima parata pubblicitaria del Pd. Alcuni non avevano nemmeno capito bene perché erano lì. Dal palco hanno parlato di tessere, non tessere, militanti, correnti. Qualcuno s'è rivolto alla platea usando il classico «compagni». Ma non era liquidato pure quel termine, insieme alla Quercia, all'Ulivo, alla Margherita e all'intero giardino botanico della sinistra in fiore?
Ma sì, dai: il Pci è sparito, il Pds pure, Ds ormai sta solo per DomenicaSportiva. Poveretti: ovvio che ieri stavano tutti un po' spaesati. Nessuno aveva ancora letto Libération, nessuno aveva capito la nuova linea: avanti Potter.
Adesso lo sanno, possono tirare un sospiro di sollievo. Il Pantheon si ricomincia a popolare: il prossimo passo? Da decidere fra Giucas Casella, Silvan e il mago Otelma. Così faranno compagnia a Harry. Fra l'altro uno dei migliori incantesimi del maghetto si chiama Petrificus Totalus: immobilizza le persone nel posto in cui sono. Forse sperano di salvare così Prodi. In fondo è bello credere alle illusioni.
Mario Giordano-Il Giornale
Ecco finalmente un articolo serio, per un partito serio;-) di tutte le baggianate che ho letto sul PD, almeno queste sono esilaranti...
Orpheus


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28 ottobre 2007

Appello Amnesty per il Myanmar

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Non dimentichiamoci di loro.
Orpheus


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28 ottobre 2007

La protesta di Souad Sbai: terrorismo non dialogo a Brescia

 
La frase di esordio è stata la seguente: «Non sono qui per parlare di Palestina, né di Cina. Non sono qui per parlare di politica ma di come essere buoni musulmani in Occidente». Buoni propositi ma fatica vana, perché al di là delle intenzioni, la semplice presenza in Italia di Salem Shekhi, esponente del Centro europeo per la fatwa di Dublino, ha suscitato nel giro di poche ore una levata di scudi. Shekhi è giunto ieri mattina al centro islamico di Brescia per tenere un corso di aggiornamento teologico per gli imam italiani. Suad Sbai, capofila delle donne islamiche in Italia, è la prima ad attaccarlo farsi viva: «Chiedo ad Amato di intervenire e di sconfessare quella presenza. Serve una risposta immediata, durissima e senza equivoci. La scuola è legata agli estremisti dell'Ucoii e affidata alle cure di un docente di teologia islamica che è anche membro di spicco dell' istituto che si propone di diffondere nelle comunità musulmane d'Europa la versione più radicale e oltranzista dell'Islam». E anche la deputata di An Daniela Santanchè si è rivolta ad Amato chiedendo di far cessare l'iniziativa.
Salem Shekhi è arrivato ieri dall'Irlanda: a Brescia l'attendevano 70 tra imam e dirigenti di comunità islamiche italiane pronti a chiedergli risposte su questioni di Corano applicato alla vita spiccia di tutti i giorni. Esempio: un buon musulmano può lavorare come cameriere in un ristorante dove si servono vino o prosciutto? E può incassare gli interessi del suo conto in banca? Ma Shekhi non ha avuto tempo di rispondere a questi interrogativi che già le polemiche erano montate. Perché? Il nome del predicatore che anche oggi si fermerà a Brescia non compare in alcuna «black list» e di professione risulta essere ingegnere. Ma l'istituto religioso per il quale collabora viene inserito nella «rosa» del radicalismo islamico: il Centro europeo per la fatwa di Dublino è infatti ricollegabile ai Fratelli Musulmani ed è presieduto da Youssef Karedaoui: quando infuriò la polemica sulle vignette islamiche e sul discorso di papa Ratzinger a Ratisbona, auspicò la nascita di un fronte islamico anti-occidentale.
Ma la comunità di Brescia smentisce compromissioni di Shekhi con il fondamentalismo. «Se così fosse — dichiara Ismail Pellizzari, capo del centro culturale islamico, frequentato ogni settimana da 6 mila fedeli — non lo avremmo invitato: il nostro obiettivo è l'integrazione e il dialogo tra musulmani e società italiana». Il convegno aveva l'appoggio anche di Alleanza Islamica d'Italia, sigla che fa capo all'Ucoii e presieduta da Breigheche Abulkheir: «Siamo qui per dare risposte in sintonia con l'Islam alla società che cambia — assicura — tutto il resto non ci interessa. Un albo degli imam controllato dal ministero degli Interni? Saremmo d'accordo solo se lo stesso trattamento venisse riservato ai predicatori di tutte le confessioni, altrimenti è pregiudizio antimusulmano ». E se Souad Sbai chiede che il governo sconfessi e condanni l'iniziativa, Mario Scialoja, esponente della comunità di Roma, assume una posizione intermedia: «Lo Stato non deve vietare niente, ma verificare tutto alla luce del sole».
Scialoja riconosce che dietro la presenza di Shekhi in Italia «c'è l'ombrello dei Fratelli Musulmani» e chiede che le associazioni siano «trasparenti e basate su atti notarili ».
Da Informazione Corretta

Ad Abulkheir faccio doverosomente notare che i predicatori di tutte le altre confessioni non predicano la jiad, non predicano l'odio anti-occidentale, non istruiscono martiri di Allah.
I fedeli delle altre confessioni non s'imbottiscono di esplosivo per far saltare quanti più infedeli é possibile, non mettono zaini con bombe nelle stazioni (Madrid), nelle metrolpolitane e su aerei (Londra).
Ecco perchè é NECESSARIO istituire un albo degli imam, i pregiudizi antimusulmani non c'entrano per nulla, ma é una delle tante misure dovute al terrorismo islamico. Mai sentito di un terrorismo protestante, buddista o cristiano.
Otrpheus




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27 ottobre 2007

Dodici anni di processi fasulli: così é crollato il teorema dei pm

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Era l’estate ’95. Antonio Di Pietro, terremotati i palazzi della politica, aveva lasciato la magistratura da qualche mese nella costernazione generale. Silvio Berlusconi, azzoppato dall’avviso di garanzia recapitato in edicola dal Corriere della Sera, aveva lasciato con rabbia Palazzo Chigi. Il Pool Mani pulite era ormai una foto ricordo, il manipulitismo, rappresentato come un’icona da Ilda Boccassini, muoveva i primi passi. Il cortocircuito fra politica e giustizia era ormai entrato nel Dna della società italiana.
DEPONE L’ARIOSTO
È in quel contesto che Stefania Ariosto, la contessa del giustizialismo all’italiana, entra in scena con la sua avvenenza e compone un lungo racconto sul Palazzo. C’è Cesare Previti e c’è il capo dei gip di Roma Renato Squillante, ci sono i pacchi di banconote scambiati a casa Previti con una disinvoltura da film western e le buste colme di denaro dimenticate nella toilette di un circolo sportivo romano - «A Rena’ te sta a scorda’ a’ busta», avrebbe gridato, secondo la nobildonna, uno sbigottito Previti all’amico distratto -. Dietro, neanche tanto nell’ombra, c’è Silvio Berlusconi, l’uomo nuovo della politica italiana, la sagoma più bersagliata dai giudici di mezza Italia.
Dopo la spallata data da Di Pietro nel ’94 scoperchiando le mazzette pagate alla Guardia di finanza, è l’Ariosto, alias teste Omega, nome che sembra preso in prestito dai romanzi Urania, a descrivere gli incredibili capitoli del malaffare coltivato nell’entourage berlusconiano. Dalle sue dichiarazioni, fluviali come i romanzi russi, nascono non uno ma tre processi: l’Imi-Sir, il Lodo Mondadori e la Sme. Silvio Berlusconi viene risucchiato nel secondo e nel terzo. Le accuse sono vere o false? Nell’Italia degli anni Novanta, scandagliata da dietrologi ed esperti di ogni tipo, quel che conta è la verosimiglianza. E con un po’ di spago mediatico e qualche verbalata suggestiva si può legare di tutto. Soprattutto, con la verosimiglianza si può pilotare il sistema politico italiano che comincia a ragionare in termini di centrodestra e centrosinistra
LE ELEZIONI DEL 1996
La consacrazione dell’Ariosto e l’arresto di Squillante alla vigilia delle elezioni del ’96 hanno un forte, forse decisivo impatto sull’opinione pubblica e spostano il barometro dell’umore popolare verso Prodi.
In realtà nell’Italia dei processi componibili, proprio come le cucine, le accuse sono tanto vaghe quanto intercambiabili: date, cifre e nomi vengono accatastati un po’ alla rinfusa, gli svarioni dell’accusa sono pari almeno alle furiose repliche delle difese. Le indagini ingialliscono in processi, ma più che processi sono mischie. Polveroni da una parte e dall’altra, tatticismi esasperati, polemiche a non finire e la clessidra del tempo che si porta via tutto. Sorpresa numero uno: il processo «madre», quello per la corruzione delle Fiamme gialle, finisce in nulla; sorpresa numero due, Silvio Berlusconi viene prosciolto, con formule diverse, dai diversi giudici del Lodo. Sorpresa numero tre, il Cavaliere comincia a convivere con i capi d’accusa più roboanti e soprattutto l’opinione pubblica inizia a stufarsi delle presunte rivelazioni che alla fine non svelano mai nulla, sia che si parli di mazzette ai giudici sia che si evochino gli evocatissimi rapporti con Cosa nostra sia che, è successo anche questo, si accenni addirittura alle bombe e alle stragi del biennio ’92-93.
BUFERA SULLA FININVEST
Il processo Sme inizia nel 2000, ma è un dibattimento a dir poco farraginoso: si discute la mancata vendita della Sme dall’Iri di Romano Prodi al gruppo Cir di Carlo De Benedetti nel lontano 1985. Berlusconi, attraverso i suoi emissari, contrastò e infine sabotò quell’operazione industriale? In extremis, il pm Paolo Ielo scova un bonifico più che sospetto da 434mila dollari, transitati dai conti di Previti a quelli di Squillante, costruisce un nuovo capo d’imputazione, il quarto per il Cavaliere, certamente il più suggestivo. Certamente il più dibattuto, perché sarebbe, secondo l’accusa, la prova provata che la Fininvest era, fra le altre cose, anche una fabbrica della corruzione e aveva almeno un magistrato, appunto Squillante, a libro paga.
Nel 2004 Berlusconi viene assolto da tre delle quattro accuse, ma per il bonifico, che non c’entra nulla con la Sme e con la storia principale e non si sa nemmeno se e a cosa sia agganciabile visto che è del 1991 e di un momento in cui non ci sono verdetti pro Fininvest sospettabili, scatta la prescrizione.
LE ASSOLUZIONI
Per l’Italia giustizialista, ormai sul punto di essere squalificata per eccesso di false partenze, è una mezza vittoria. Poca cosa, ma altro dopo un decennio di rastrellamenti non c’è. Piano piano il Cavaliere si trasforma in un recordman delle vittorie in aula: Medusa, Macherio, All Iberian, in un modo o nell’altro i titoloni si sgonfiano. Ma dall’emergenza infinita nascono sempre nuove ipotesi delittuose: scende il sipario su un dibattimento, se ne alza un altro come a teatro.
Diversa è la sorte per gli altri coimputati eccellenti: fra Imi-Sir e Lodo Mondadori, Previti, Squillante, il giudice Vittorio Metta, un paio di avvocati vengono condannati. Con sentenze definitive che gli accusati respingono con sdegno, proclamando ancora oggi la propria innocenza.
Per Sme, invece, la fine è davvero ingloriosa e testimonia lo stato drammatico della giustizia italiana: dodici anni dopo, Berlusconi viene assolto su tutta la linea, senza nemmeno la macchia della prescrizione. Prima in appello, ora in Cassazione. Dodici anni sono troppi per il cittadino qualunque, anche per chi è stato ed ha ancora l’ambizione di essere il premier del Paese. 
Da il Giornale
A parte la questione etica, di una giustizia usata a scopi politici, tanto inefficiente quanto iniqua, al contribuente italiano cosa sono venuti a costare 12 anni di processi INUTILI?
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 27/10/2007 alle 21:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

27 ottobre 2007

Una first lady fra spettri vestiti di nero

 laurabushshiteatingsmile

La first lady Laura Bush è nei paesi arabi per promuovere la sensibilizzazione sul cancro al seno. Eccola in una foto ufficale negli Emirati Arabi. Nei paesi arabi il cancro al seno e la prevenzione sono tuttora un fortissimo tabù, ad esempio in Arabia Saudita il 70% delle donne con il cancro si fanno vedere quando la malattia è troppo avanzata.
Si vede sul volto della first lady, oltre al classico sorriso di circostanza, il fortissimo imbarazzo o disagio di trovarsi circondata da esseri senza identità. Sembra tanto la cugina It (parente probabile del cugino It della famiglia Addams). E' proprio la particella it che descrive tutto...dai ricordi scolastici mi ricordo che it viene usato per animali (ma nel caso del mio cane uso she) e cose...è proprio quello che pensano gli uomini musulmani (supportati dal corano) per loro le donne sono delle cose, degli animali destinati solo a sfornare figli. 
                        laura3

Anche la foto di gruppo è altrettanto angosciante...mi sarebbe piaciuto sapere cosa pensava Laura Bush durante la foto, forse ha provato una pena immensa per le donne celate da queste tende canadesi. 
Cosa sarà passato nella mente di queste poverette, intabarrate in capi che castrano la loro identità personale.
Nella nostra civiltà la donna NON è mai stata costretta a celarsi in modo così completo, al massimo di coprivano la testa con un velo ma hanno sempre lasciato il viso libero.
E' il corano stesso a stabilire l'inferiorità della donna. La testimonianza della donna vale la metà rispetto a quella di un uomo. Le donne in molti paesi islamici sono sotto tutela maschile per tutta loro vita, prima il padre poi il marito per arrivare ai figli maschi che devono dare il loro consenso per far viaggiare all'estero la propria madre.
In alcuni paesi islamici (Iran ad esempio) la pedofilia è legalizzata perchè le bambine di soli 9 (NOVE) anni si possono sposare, mentre Gesù accoglieva con un sorriso i bambini Maometto sposava una bimba di soli 6 anni e visto che era troppo giovane aspettò ben 3 anni per deflorarla e dotti islamici hanno fatto studi serissimi su cosa può aver fatto Maometto in questi lunghi 3 anni: Our prophet married Ayesha at age 6 to comply with this aya. However due to her tender age he had to restrict himself to thighing before she reached age of 9.
Thighing is defined by Islamic scholar Khomeini in "Tahrirolvasyleh" fourth volume, Darol Elm, Gom, Iran, 1990 as follows:
"Thighing is a means for an adult male to enjoy a young girl who is still in the age of weaning; meaning to place his penis between her thighs, and to kiss her."

Mi chiedo ma sono in grado di pensare autonomamente questi fantasmi, possibile che nessuna di loro fa nulla per cambiare la situazione, alcune di loro hanno possibilità di viaggiare all'estero, possibile che il loro cervello fuzioni su due livelli completamente stagni tra di loro resto del mondo/mio paese.
In molti voli provenienti da paesi arabi nel momento le donne si tolgono veli e similari appena l'aereo supera lo spazio aereo del paese arabo sintomo che il velo è una cosa imposta.
Possibile che le nostre femministe pronte a berciare contro gli Stati Uniti non fanno nulla contro questa sottomissione della donna nei paesi mussulmani?
Da Countrygirl
Da notare che Laura Bush non é in visita in Iran o in Pakistan....ma negli Emirati Arabi
Orpheus




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27 ottobre 2007

Bamboccioni ora dovete risparmiare...

 
Meno male che questo doveva essere il governo dalla parte dei giovani, dopo gli anni bui "dell'impero del male berlusconiano", quello che con la bacchetta magica e la formuletta "salagadulamencigabulabididodibum" avrebbe risolto TUTTI i loro problemi: la precarietà, i salari bassi, la difficoltà a trovare case dagli affitti abbordabili e quindi l'obbligatorietà a rimandare il matrimonio o anche la semplice autonomia abitativa.
In campagna elettorale questo governo aveva promesso: un lavoro sicuro (via la Biagi, perchè questo secondo il loro illuminato pensiero era l'unico ostacolo), stipendi più consistenti ed una politica di agevolazioni per la prima casa.
Bene andiamo ad esaminare i risultati del 'governo-dalla-parte-dei-giovani':
1-La 'precariatà' é rimasta, NON hanno cambiato nulla, men che meno sono stati così pazzi da togliere la riforma Biagi, altrimenti avrebbero trasformato la 'precarietà' in disoccupazione (vero signori della sinistra, facile cavalcare il populismo quando si sta all'opposizione?).
2-Gli stipendi sono tra i più bassi d'Europa.
3-Edilizia sociale, agevolazioni per chi va vivere da solo o si sposa ecct...chi li ha visti?
Per ora di sicuro c'è stato solo un'innalzamento dell'ICI.
4-in compenso, i giovani hanno ricevuto una sequela di apprezzamenti non propriamente lusinghieri, dall'alto della sua sprezzante arroganza, da quel simpaticone di TPS: prima si sono beccati dei bamboccioni, e ora degli spendaccioni che "devono imparare a risparmiare". Ma come da "poveri virgulti" vessati dal feroce governo Berlusconi a bamboccioni sperperatori?
Insomma ministro sono gli stessi ragazzi che un'anno e mezzo fa, avete IMBROGLIATO con le vostre false promesse in campagna elettorale e, che adesso ad Anno Zero, piangono perchè non sanno più per chi votare.
Ma dovrebbero versare calde lacrime per essersi fidati di voi, delle vostre bugie, della vostra ipocrita demagogia. 
Insultarli adesso, perchè non vi fa più buon gioco il loro voto, é proprio degno della sinistra di cui lei é un ragguardevole rappresentante.
Orpheus

27 ottobre 2007

Hina, cronaca annunciata di un processo senza giustizia, perché anche in Italia vige l’integralismo islamico


Vi chiederete perché non abbia mai dimenticato Hina Saleem, perché appena posso ne scrivo, perché metto sempre fotografie in cui appare lei, bella, dolce e piena di vita.
Lo faccio perché mi sento in colpa. Come dovrebbe sentirsi ogni italiano.
Hina venendo nel nostro paese ha creduto di potersi liberare dal giogo dell’integralismo religioso, che per una giovane musulmana è una condanna a vita e spesso, come nel suo caso, a morte.
Ha creduto che la nostra democrazia, la nostra tanto pretesa laicità (quando si tratta della Chiesa), le nostre leggi l’avrebbero difesa dalla legge del suo paese, la sharia.
Una legge, che a quanto pare, vige anche da noi, in quelle chiuse comunità di musulmani, presenti nelle nostre città e paesi, dove le donne, sono fantasmi, confinate entro le mura domestiche.
Quante musulmane conoscete, nella vostra vita di ogni giorno, vestite come noi, che lavorano, che girano, anche semplicemente per le strade, da sole? Quante ne avete mai viste in un bar, in un cinema, in un ristorante per una cena fra amiche? Nessuna.
Perché credete succeda questo? Perché loro amano vivere da recluse entro le mura domestiche? Perché amano mortificare il loro corpo in camicioni informi? Perché sono entusiaste di dipendere anche per un solo euro dal marito-padrone? Perché non desiderano, come noi, andare da un parrucchiere, in una profumeria, ridere, scherzare, chiacchierare, mettersi i tacchi, un maglione aderente, un filo di rossetto? Sono donne, benedetto Iddio, non manichini senza vita!
Guardate i loro visi. Le bocche tirate, lo sguardo basso, gli occhi spenti, mai e poi mai un sorriso, un barlume di allegria. E di che cosa potrebbero mai gioire quando loro vita è un ergastolo? Vivono meglio i nostri detenuti nelle carceri, che non quelle donne a casa loro.
Ciò nonostante, e malgrado la nostra pretesa laicità, ci siamo piegati all’integralismo religioso, lasciamo che i musulmani, continuino nel nostro paese, a sottomettere le loro donne, perché questi sono i “loro usi e costumi”, e quando una ragazza ingenua, forte e coraggiosa come Hina si ribella, agli “usi e costumi” PAGA con la vita.
Un esempio per le altre: colpisci una, per educarne cento. Adesso state pur certi che nelle comunità pakistane, arabe, marocchine ecct. le ragazze si dichiareranno ben felici di portare il velo e vivere da schiave. Come biasimarle?
Il processo di Hina potrebbe a questo punto, essere una grande opportunità, per mettere sotto accusa le violazione dei diritti umani che si consumano nel nostro paese (sapete che c’è chi fa infibulare le loro figlie? Abbiamo anche questo triste primato, tra le 20 e le 30 mila donne immigrate hanno subito una mutilazione genitale in Italia) e invece si è già trasformato nella solita “brodaglia” multi-culti correct. Il movente è diventato l’onore, la giustificazione è bella e pronta su un piatto “anche in Sicilia, succedevano queste cose”, (d’altronde il ministro Amato, ha inventato una tradizione nuova di zecca, per non demonizzare troppo gli integralisti musulmani, quella “siculo-pakistana”).
Il processo si svolgerà a porte chiuse, non sia mai che un po’ di pubblicità sui media, getti discredito sugli “usi e costumi” pakistani, l’Acmid, l’Associazione Comunità Marocchina delle Donne in Italia, non ha potuto costituirsi parte civile e uno dei carneficiè già stato liberato, perchè "solamente" colpevole di aver occultato il corpo di Hina, dopo il massacro. 
Hina prima di morire è stata brutalizzata dalla sua famiglia PER MESI, con l’intento di trasformarla in una buona musulmana, la sua “macellazione halal” non è stato un fulmine a ciel sereno, le nostre istituzioni non sono state capaci di proteggerla e adesso gli negheranno giustizia.
E ‘ morta invano, il suo sacrificio non servirà a salvare altre giovani schiave nel nostro paese, così laico, così’ democratico.
Orpheus


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26 ottobre 2007

Gli omissis di Michele

 
Ma quale giornalismo, Michele: hai svoltato ancora. Anno zero vuol dire solo che sei tornato al tuo primo Samarcanda, al 1987, al tuo peggio.
Che pena, ieri sera. Che pena quel pover’uomo di un Salvatore Borsellino, parente professionale che ieri sera vedeva «forti analogie» tra la morte del fratello e l’inchiesta avocata a Luigi De Magistris.
Che pena quella piagneria meridionale con la ragazzetta che non sapeva più chi votare, frignava.
Che pena, soprattutto, proprio quel Luigi De Magistris coi capelli appena ingellati e una cotta ormai travolgente per giornalisti e telecamere; il capo dello Stato aveva invitato al silenzio, il vicepresidente del Csm nondimeno, l’Associazione nazionale magistrati aveva chiesto «toni bassi e di rientrare ciascuno nel proprio campo», ed ecco la risposta di Luigi De Magistris: ferie per dieci giorni e poi interviste a Corriere, Stampa, Repubblica, Radio 24, Sky tg24 e addirittura anticipazioni di un libro di Michele Cucuzza (non stiamo scherzando) dove si riassume la sua vita, la vita di Luigi De Magistris.
Ecco perché il 20 luglio scorso, quando gli ispettori bussarono alla porta del magistrato, e videro che stava chiacchierando con Cucuzza, dovettero attendere fuori dalla porta. Ora rieccolo da Santoro, ma che sia chiaro: lui non parla delle indagini, non entra nel merito, non parla di queste cose. E di che, allora? L’abbiamo rivisto ieri sera: all’apparenza di niente, salvo spiegare che ciò che non gradisce è illegittimo e che c'è un disegno della massoneria e dei poteri occulti, parole sue. Disegni oscuri che peraltro non provengono dai famosi politici, ma giocoforza dai colleghi magistrati: perché il procuratore generale Dolcino Favi, che gli ha avocato l'inchiesta, è un magistrato, e lo sono gli ispettori ministeriali spediti dal Ministero (alcuni sono pure di Magistratura democratica) e lo sono i componenti del Csm, e i componenti del Tribunali dei ministri, gli esponenti di quell’Associazione magistrati: gli stessi che l’estate scorsa avevano definito De Magistris come un «pericolo per la credibilità della magistratura».
Potevi chiedergli conto di questo, Michele. Invece ci siamo sorbiti la faccia tosta di un magistrato che ha incredibilmente detto «non mi affascina il giudice che cerca il plauso della piazza».
Che pena, e che pena anche la tua intervista «esclusiva» all’indagato Antonio Saladino, in realtà intervistato la sera prima a Ottoemezzo su La7; le immagini scorrevano e in sovrimpressione si vedeva il suo accusatore De Magistris il quale non l'ha neppure mai interrogato, Saladino, lo sapevi Michele? Forse no: ecco perché a De Magistris non hai chiesto niente neppure di questo. E non gli hai chiesto delle violazioni procedurali, delle disinvolture con la stampa: ciò per cui De Magistris è indagato, ciò di cui ha parlato diffusamente Mario Lombardi, procuratore capo di Catanzaro intervistato da Guido Ruotolo. No, non il tuo Sandro Ruotolo di Annozero: suo fratello Guido, informato cronista della Stampa. Assumi lui, Michele.
Filippo Facci
Per le dichiarazioni di Ruotolo ad Anno Zero, Saladino ha annunciato una querela..."Poiché nel corso della trasmissione televisiva Annozero - afferma Saladino – il giornalista Sandro Ruotolo ha affermato che io sarei stato destinatario, senza espletamento di alcuna gara, di ingenti somme di denaro, ho dato mandato al mio legale affinché presenti querela contro il Ruotolo e la Rai, poiché tali notizie sono completamente false e documentalmente smentite".(Apcom)
Trasmissioni come quella di Santoro spiegano come mai la Rai abbia in previsione un deficit pari a 494 milioni. Che ha intenzione di ripianare, non tagliando le trasmissioni faziose e dall'audience bassa, come Anno Zero, ma alzando il canone e andando a beccare chi non lo paga.
Mi si deve spiegare perchè se una tv pubblica, pubblica non é perchè fa un'informazione di parte, io debba essere costretta a pagare un canone.
Infine per quanto Mastella sia insopportabile, il comportamento di De Magistris é inqualificabile, rappresenta la giustizia, nel caso se lo fosse dimenticato e si sentisse un tronista.
Orpheus 

26 ottobre 2007

Birmania le foto orribili della vergogna

 



“Carissimi, le parole vengono meno. Queste foto di un monaco assassinato sono state prese in segreto in un obitorio.
Pensate quanti molti altri hanno subito lo stesso destino.
Vi prego, diffondete queste fotografie a più gente possibile, perché il mondo sappia che c’è bisogno di molto più che a semplice condanna di questi bastardi [della giunta]”.
 
Sono le foto della vergogna:

Vergogna della giunta, che proprio oggi diffonde alle telecamere di tutto il mondo il suo goffo tentativo di “riconciliarsi” con i monaci buddisti, costringendoli ad accettare doni. Ma siccome le autorità dei monasteri hanno proibito ai loro bonzi di farlo, i militari hanno inscenato una farsa, con falsi monaci, per una falsa riconciliazione. La giunta cerca di far “comprendere” alle autorità buddiste la “necessità” della repressione. Ma queste foto accusano ogni buona intenzione ed esigono domanda di perdono e un cambiamento radicale nel Paese. Secondo fonti diplomatiche, questa nuova repressione del governo militare del Myanmar – che si definisce socialista e laico, ma cerca l’appoggio dei monaci per continuare il suo dominio – è costata a vita a centinaia di persone e l’arresto di oltre 6 mila.

Vergogna per noi, che al di là di qualche sussulto di scandalo verso le violenze dei militari, abbiamo pensato che in fondo si tratta solo della soppressione di alcune manifestazioni, quando invece si tratta di un sistema che uccide, ammazza, schiavizza una popolazione di quasi 50 milioni di persone.
   
Vergogna per l’Onu e la comunità internazionale, che non trova strumenti efficaci per garantire la democrazia a un popolo che l’ha scelta da tempo. Il problema è che si tratta con la giunta solo con il minuetto diplomatico, mentre occorre dare voce alla società civile mondiale per affrontare quella che è un’emergenza umanitaria. Occorre che la Croce Rossa internazionale possa andare in Myanmar a visitare le prigioni; che l’Ufficio Onu del lavoro visiti gli schiavi dei lavori forzati; che le Ong possano svolgere un lavoro a favore della popolazione impoverita dal dominio e dal commercio della giunta con Cina, India e Thailandia.
Da Asianews
Non ho messo il link, ma direttamente le foto del monaco ucciso in modo così brutale, perchè chi le guarda riceva un pugno allo stomaco, ancor prima di leggere la vergogna che esse rappresentano.
Un pugno che vuole essere una sveglia.
In questo mondo dove ormai nulla é più reale, dove si parla di sofferenze inumane, come dell'ultima partita della squadra del cuore, giustificandole o sottovalutandole a seconda dell'ideologia politica, un mondo che dimentica che una dittatura di qualsiasi natura vive e prospera grazie al sangue di milioni d'innocenti.
Chi appoggia la giunta birmana ha 'armato' la mano del boia che ha massacrato quel povero monaco.  
Orpheus



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