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Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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31 dicembre 2006

Auguri di un sereno 2007 a tutti




Sereno e fattivo 2007 a tutti, con la speranza che si pongano le basi per un futuro migliore.Ricordiamo quello che di buono ci ha portato l'anno che muore e guardiamo avanti cercando di costruire e non di distruggere già nel prossimo anno
Verbena




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31 dicembre 2006

Le due forche dell’«Unità»

Incredibile. L'Unità condanna la forca per Saddam in prima pagina e giustifica la forca per il Duce a pagina 25. Un caso scolastico di nemesi storica, un esempio beffardo che ieri tre titoli del quotidiano permettevano di cogliere appieno. Prima pagina in apertura: «Saddam alla forca, fermate il boia». Prima pagina in basso, rubrica: «Da quale pulpito». Pagina 25 in apertura, occhiello: «I documenti degli archivi americani confermano la ricostruzione che l'Unità fece dell'uccisione del Duce». Poi leggi gli articoli e scopri che sono davvero uno il rovescio dell'altro. Nel primo, su Saddam, si spiega che «il detenuto è stato consegnato dai militari Usa alle autorità irachene», e in vari passaggi si condannano gli americani quali autentici fautori della condanna a morte; nel secondo, sul Duce, si spiega che «gli americani fecero di tutto per salvare Mussolini», e tuttavia «le intimazioni dei servizi segreti statunitensi furono respinte dal Comitato di liberazione per l'alta Italia». Il contrario. Nel primo articolo c'è un urlato garantismo antiamericano, nel secondo un compiaciuto sostanzialismo antiamericano. I documenti dell'Archivio nazionale statunitense desegretati di recente e riportati da l'Unità, infatti, riportavano parte dell’inchiesta americana «per appurare le circostanze che hanno portato gli antifascisti italiani a disobbedire all'ordine degli Alleati».
Morale, nel primo articolo su Saddam c'è tutta l'Unità che ricordiamo, nel secondo articolo su Mussolini c'è tutta l'Unità che ricordavamo. Nel primo c'è il postcomunista Furio Colombo che si scaglia contro Bush con tonalità messianiche, ed evoca il detto kennediano «un problema creato da uomini può essere risolto da altri uomini»; nel secondo c'è il protocomunista Walter Audisio che spiega come altri uomini risolsero il problema creato da un uomo solo: «Alla mia domanda se quest'ordine fosse il risultato di una deliberazione del Cln, Audisio rispose che l'ordine gli fu ufficialmente impartito da un membro del Comitato che agiva per conto dell'intero Comitato».
C'è anche una rivelazione su come Mussolini fu scoperto dai partigiani: uno di quest'ultimi, per controllare meglio una colonna di camion tedeschi, salì al secondo piano di una casa e vide un uomo in cui riconobbe il Duce, e «dopo aver represso l'istinto di porre mano alla pistola, il patriota dà l'allarme». Tutto poi torna a confondersi nella pagina dopo, dove c'è il seguito dell'articolo di prima pagina firmato da Furio Colombo e dedicato a Saddam e Bush: «L'orrore della pena di morte apre una nuova e più violenta stagione di vendetta e di scontro e chiama morti su morti». Parla dell'Irak, ma le stesse parole in effetti sarebbero andate benissimo per l'immediato dopoguerra italiano. Da qui l'interrogativo. Se sia più fragile ed evoluta la giovane democrazia irachena, che formalmente condanna a morte il suo ex dittatore, o se fosse più fragile ed involuta la giovane democrazia italiana che pure, ma informalmente, condannò a morte il suo ex dittatore. Mussolini fu appeso a una pompa di benzina. E sempre a una pompa di benzina, o di petrolio, l'Unità vorrebbe appendere Bush e le sue guerre. Metaforicamente, certo.
di Filippo Facci da
ilgiornale
Ne parlavo ieri nel mio post sugli ipocriti farisei e sui pagliacci che hanno condannato l'esecuzione di Saddam, ma che tacciono su altri morti ingrombranti come quella di Mussolini(di cui si fece anche vilipendio del cadavere)  o come quelle di  tantissimi condannati a morte  di oggi nei paesi che sono loro cari, gente condannata per reati di gran lunga meno pesanti di quelli di Saddam , gente che viene ammazzata nell'indifferenza di questi filantropi a comando.
Verbena




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31 dicembre 2006

Prodi battuto: eutanasia di una notizia

Chi è l'uomo dell'anno? Berlusconi. E al secondo posto? Ciampi. Chi invece buttereste dalla torre? Bin Laden. E subito dopo? Prodi. Lo rivela un sondaggio realizzato per Sky Tg24 dall'Ispo di Renato Mannheimer. Cosa dite, cari lettori? Che questa notizia l'avete già letta ieri sul Giornale? Avete ragione. Però la ripetiamo. No, non siamo impazziti. Il fatto è che l'avete letta esclusivamente sul Giornale e su nessun altro quotidiano. E dunque abbiamo deciso di chiedervi un aiuto: noi la ripubblichiamo, voi regalate una copia del Giornale a un amico che compra il Corriere o Repubblica o la Stampa. Così, almeno, il vostro amico capisce come gira l'informazione oggi in Italia. E pazienza se gli rovinate il cenone di San Silvestro: tanto a noi è già andato di traverso.
Tanto per dire: il Corriere della Sera, che di norma stampa in prima pagina ogni sospiro di Mannheimer, ieri relegava questo sondaggio in un trafilettino nascosto a pagina 9. Prima riga di titolo: «Prodi batte l'Italia mondiale», e solo sotto «Berlusconi uomo dell'anno». Pensa un po'. Repubblica spingeva il trafiletto ancora più in basso e ancora più avanti. Pagina 14, uno spazio mignon che in genere si dedica agli incidenti stradali (senza feriti) sulla Bergamo-Milano. E un titolo che dice: «Sky: il Cavaliere e il Professore sono i protagonisti del 2006». Alla pari, s'intende. Naturalmente l'Unità non può essere da meno: pezzullo a pagina 8 con il dato di Berlusconi, schiacciato dalla prima riga di titolo che annuncia trionfante: «La notizia più importante? La vittoria di Prodi». La Stampa da un po' più di evidenza al sondaggio, ma solo a pagina 10 e con un titolo che sembra studiato apposta per non dire nulla: «Prodi e Berlusconi fanno più notizia». Che è un po' come dire: Inter e Milan giocano il campionato. Indiscutibile. Ma il dubbio resta: chi guiderà mai la classifica?
Ecco la classifica, nel caso, la guida Berlusconi. Può piacere o no, ma la notizia, nella sua cruda semplicità,  quella. Nell'anno della sconfitta elettorale, al termine delle votazioni che dovevano sancire la sua fine politica, il Cavaliere resta il personaggio dell'anno. E Prodi, invece, in quella classifica viene scavalcato anche dal duo Ciampi-Napolitano e persino da Fiorello. A breve distanza, Mario Merola e Fabio Caressa. Non gran che per un presidente del Consiglio in carica, soprattutto se pensiamo che, al contrario, egli primeggia nella classifica degli odiati, quella dove brillano Provenzano, Wanna Marchi e naturalmente Osama Bin Laden. Unico, quest'ultimo, meritevole di essere considerato peggiore di Prodi.
Ripetiamo: si tratta di un sondaggio. Autorevole e insospettabile, naturalmente, perché Sky Tg24 è la Tv preferita dal premier per le sue chilometriche esternazioni e Mannheimer è una specie di coproduzione fra Bruno Vespa e Corriere della Sera: ogni volta che parla viene accolto nei sacri salotti manco fosse l'oracolo di Delfo. Ma resta un sondaggio.
Per quanto blasonato, niente di più di quello. Non è un dogma della fede né una verità assoluta: per quel ci riguarda, gli si può credere o no, si può decidere se pubblicarlo o no, come ogni sondaggio, perfino quelli di Mannheimer. Ciò che non si può fare è trasformarlo geneticamente in altra cosa e poi darcela a bere. Soprattutto: non si può nascondere la semplicità di una notizia sotto un tappeto di titoli rossi come la vergogna.
Sintetizzare i risultati di quella ricerca con il titolo: «La notizia più importante? È la vittoria di Prodi», è un po' come se all'indomani della finale di Berlino i giornali di tutto il mondo avessero titolato: «Ottimo secondo posto della Francia». E l'Italia campione? Dimenticata. Spiacenti. Ma sì, dai: è un po' come se per raccontare il ritiro di Michael Schumacher si titolasse: «Felipe Massa, però, continua a correre». Per carità, chi può smentire? In effetti: non si tratta di un errore, si tratta di una presa per i fondelli. Scrivere per esempio, a proposito di questo sondaggio,
che Prodi e Berlusconi sono i protagonisti della politica del 2006, che vuol dire? Anche Moggi e Cannavaro sono stati i protagonisti della vita sportiva. Anche il lupo cattivo e la nonna sono i protagonisti di Cappuccetto Rosso. Bisogna intendersi sul ruolo, però.
Ecco: per gli italiani interpellati nel sondaggio di Mannheimer e Sky Tg24 (lo ripeto: piaccia o no), il ruolo di Prodi è stato assai peggiore del lupo cattivo. Se si dà questa notizia, bisogna avere la bontà di dirlo. C'è, per esempio, una domanda sulle notizie più brutte dell'anno. Ebbene: le risposte non lasciano dubbi. Al primo posto c'è l'omicidio del piccolo Tommy a Parma. Al secondo la barbara esecuzione della giovane Hina a Brescia. Due tragedie sanguinose. Subito dopo, al terzo posto, la terza tragedia: «Romano Prodi vince al fotofinish le elezioni politiche». Per fortuna i nostri colleghi dei grandi quotidiani non se ne sono accorti, altrimenti chissà come avrebbero titolato. «Tommy, Hina e Prodi commuovono gli italiani». Oppure: «Tommy, Hina e il fotofinish sono le tragedie del 2006». Cari lettori, come facciamo con le nostre forze a spiegare che non è così? Ci dovete aiutare. Allora: buon anno, e non dimenticate quella copia in più del Giornale.
di Mario Giordano da
ilgiornale
Per ora l'articolo è qui e può essere letto da tutti quelli che danno una sbirciatina ad Orpheus.Ed è qui a dimostrare cosa è la stampa in Italia e chi sono davvero i servi di qualcuno e di chi lo appoggia.Altro che il diabolico nano di Arcore!Il quale , come sempre, ha sotterrato tutti i suoi "nemici" perchè ha molte cose che dei poveri burocrati non hanno: umanità, capacità di parlare alla gente, voglia di spendersi nonostrante tutto.E dire che i fratacchioni bolsi mortadellati  sono supportati da STAMPA E TV..e ora non dite che non è vero.Alla faccia dei rosikoni , Berlusconi è l'uomo dell'anno e Prodi  non la perla , ma il pirla tacchino dell'anno.A chi legge le conclusioni.
Verbena




permalink | inviato da il 31/12/2006 alle 16:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

30 dicembre 2006

A questo governo il "tapiro d'oro" per la faccia tosta

Se esiste un tapiro d'oro per la capacità di pavoneggiarsi per successi economici altrui e progetti brillanti contraddetti dai fatti, questo andrebbe a Romano Prodi, per il suo discorso di fine d'anno. Cito quattro esempi, di questo pavoneggiare enfatico e inappropriato. Il merito di aver rilanciato l'economia, il fatto che l'anno che viene sarà quello della ripresa, il preannuncio di una politica per la nascita delle nuove imprese e l'annuncio che c'è una svolta a favore degli investimenti esteri in Italia.
Quatto argomenti fra loro collegati, in cui fra meriti presunti e fatti reali e fra propositi e precedenti c'è contrasto come fra bianco e nero.
Il merito del rilancio dell'economia è mio e del mio governo, dice Prodi. E argomenta: la nostra industria finalmente si muove, il recupero, dopo anni tormentosi, è evidente. I dati sono inconfutabili. La produzione industriale è in crescita e settori che apparivano in crisi, come l'auto, o in difficoltà per la concorrenza asiatica, come il settore moda, sono in recupero internazionale. Anche il settore del turismo migliora. Ma sbaglia Prodi a sostenere che il merito è suo e a lagnarsi di Berlusconi, che avrebbe causato rallentamenti. Il meritonon èdi Prodi.Eil demeritonon èdi Berlusconi. S'è trattato di cinque anni duri, dall'epoca della entrata definitiva della lira nell'euro e della crisi mondiale conseguente alle torri gemelle.
Mentre c'era chi piangeva sul nostro declino, gli imprenditori, i manager, i tecnici, i lavoratori hanno saputo rimboccarsi le maniche . E fare dell'euro alto una necessità che è diventata virtù tramite la riduzione dei costi, il riposizionamento nelle fasce di mercato qualitative e l'innovazione, poca o tanta, ma generalmente seria.
Berlusconi non ha fatto molto, nei cinque anni, per il rilancio delle imprese, perché non ha ridotto le imposte che le riguardano, non è riuscito a modificare l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori che blocca i licenziamenti (l'unico divorzio non consentito), non è riuscito a fare il promesso snellimento delle tante leggi e procedure ambientali, urbanistiche, amministrative e giudiziarie che affaticano le imprese. Non è riuscito a portare in porto le grandi opere, perché nonostante la "legge obiettivo" che doveva accelerare le procedure, queste sono state comunque lunghe.
Ha però lanciato messaggi. E non ha inventato nuovi balzelli. In più, ha effettuato una liberalizzazione parziale del mercato del lavoro, che, aggiungendosi alla precedente, ha generato un milione e mezzo di posti di lavoro. Ma non è vero, come dice Prodi, che il 2007 sarà l'anno della ripresa. Quest'anno il Pil aumenta dello 1,8 %, nel 2007 si prevede l'1,1, invece dell'1,4 prima stimato. Ciò a causa delle misure fiscali. Ma anche per il tasso di crescita, che sale o scende, è l'economia di mercato, che nel sistema capitalistico in cui siamo, fa le scelte decisive. Sono le imprese le protagoniste della crescita. E lo sforzo che è stato richiesto, è durato cinque anni. I sei mesi di Prodi non contano.
Le penne del pavone, che si è messo, non gli appartengono. Anche perché sino ad ora, per le imprese ha fatto solo operazioni tipo la avocazione del Trattamento di fine rapporto (Tfr). Quanto alla promessa di favorire la nascita delle nuove imprese, riducendo le pratiche per crearle, Prodi si sbaglia. L'Italia è il Paese ove sorgono più imprese, di tutta l'Unione europea: ne abbiamo il 22% del totale con un prodotto dell'11% del totale europeo. Il problema non è costituire le imprese, ma farle crescere. E non pare che l'aumento dei contributi a carico del lavoro atipico, gli attacchi al lavoro flessibile della legge Biagi, le nuove norme discrezionali per gli accertamenti fiscali mediante gli "studi di settore" rendano credibile il proposito di Prodi di una politica a favore delle nuove imprese.
Quanto all'affermazione che lui prepara un clima favorevole agli investimenti esteri in Italia, i fatti mostrano che il governo sta remando in senso contrario.
L'entrata del gruppo spagnolo Abertis nel settore autostradale è stata bloccata mediante un comma della legge finanziaria dotato d'effetto retroattivo. È un annuncio poco rassicurante per l'investimento estero. E per ora per Alitalia ci si affatica a trovare "cordate italiane". Il nazionalismo economico può avere le sue ragioni. Ma se lo si pratica, dicendo che si è a favore dell'investimento estero, si fa come padre Zapata, che predicava bene e razzolava male.
di Francesco Forte da Libero
Prodi infatti razzola nel pollaio del governo come un tacchino che fa la ruota...Aspettiamo il giorno del Ringraziamento allora..tanto prima o poi " Giorno verrà"
Verbena




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30 dicembre 2006

Saddam è morto: viva il nuovo Iraq democratico

Tutto è compiuto.Saddam è stato impiccato all’alba, la sua morte è stata ripresa e ,con i soliti metodi da sciacallo, le solite televisioni arabe si sono affrettate a mostrare le immagini, sempre con il fine primo e ultimo di aizzare le folle.Quelle stesse folle che , mediamente, o odiavano Saddam che uno stinco di santo non era, come ora non è un martire, o lo disprezzavano o, fino ad un minuto prima del suo arresto, al più  lo temevano.

Nondimeno certe immagini andavano mostrate, voglio dire che bisognava dare la prova dell’avvenuta morte di Saddam  per evitare illazioni, leggende, speculazioni.Ovviamente tutti i Tg delle varie reti italiane( e del mondo) hanno dato ampio spazio  a questo evento storico (l’impiccato del secolo) con servizi vari, conditi da commenti, per lo più ipocriti e superficiali.Infatti pare che tutto il Mondo, America esclusa, non volesse che si eseguisse la condanna a morte di un individuo che si è macchiato di abusi, prevaricazioni, omicidi o meglio stragi durante tutti gli anni del suo “governo”.Un uomo che non solo ha fatto del male VERO E PESANTE in una parola,assoluto alla sua gente, ma che  ha consentito che essa mancasse di tutto e vivesse nella povertà più totale, mentre lui e la sua “famigghia” vivevano nel lusso più assurdo tra una serie immensa di stravizi volgari da parvenus senza freni morali e non.E quanto affermo è ampiamente documentato.Eppure gli ipocriti e i farisei( e i pagliacci radicali) vanno dicendo che è stato commessa una mostruosità, che con “l’omicidio” del “martire ( ma de che?) “ Saddam è stato commesso non solo un crimine, non solo un abuso, ma soprattutto è stata messa in atto una operazione per tappare la bocca per sempre al rais in modo tale che sui misfatti dei suoi complici americani cadesse una pesante coltre di silenzio.Ovviamente, pagliacci radicali  a parte, si sono distinti  in una sorta di ruggito del topolino, i nostri sinistri governanti che hanno perso l’ennesima occasione per non dire sciocchezze( non lo sanno neanche che il silenzio è d’oro e forse per questo sono ridotti e ci hanno ridotti in braghe di tela:straparlano troppo).Forse opportunista è stato anche Berlusconi nelle sue dichiarazioni e deludente si è mostrato il solito Sergio Romano che si è adeguato all’opinione di tanti illustri e lustrati personaggi in cerca  di autore.Prima che il solito navigante allo sbaraglio venga qui a bollarmi con il termine di boia, voglio precisare alcuni concetti.

Innanzitutto sono contraria da sempre alla pena di morte per motivi etici( se uno Stato toglie la vita ad un suo cittadino, si mette allo stesso livello dell’assassino che condanna a morte) e per motivi “pratici” e di equità.Voglio dire che gli errori giudiziari sono sempre dietro l’angolo e trovo atroce che si ammazzi un innocente.Inoltre è dimostrato che negli Stati Americani in cui vige ancora la pena di morte, i ricchi  che si possono permettere avvocati dalla parcella astronomica,la fanno quasi sempre franca, mentre i poveracci, gli afroamericani in genere, non scappano alla “pietosa iniezione letale”(che pietosa non è).Anche nello specifico del caso di Saddam sarei stata contraria, ma poi ho valutato i motivi di opportunità POLITICA ed ho capito che l’esecuzione del rais era la sola via percorribile.Una cosa è la mentalità  intellettual-radical-chic e la mentalità cattolica degli europei, e un’altra è la mentalità della gente che vive nel Medio Oriente.In questi paesi per certi crimini è prevista la pena di morte.Ora, piaccia o no a tanti fighetti delle nostre parti e ai pagliacci radicali, Saddam è stato giudicato da un tribunale del suo paese che ha un governo LEGITTIMO.Il tribunale ha condannato Saddam ad una meritata pena di morte, e ne aveva piena facoltà in quanto ha deciso in nome e per conto del popolo dell’Iraq( che ha gioito alla morte del rais, checchè) in base a prove schiaccianti.Bloccare la pena di morte significava dare l’impressione che il governo attuale non è legittimo, non solo, ma è succube dell’America: e allora sì che la gente di quelle zone non avrebbe capito e si sarebbe sentita vittima di una arrogante ingiustizia.Qualcuno ha affermato che l’ombra del “martire ( ma de che ?)” Saddam sarà un fortissimo elemento di destabilizzazione.Vedremo, conteranno i fatti e non le chiacchiere per avere visibilità o mostrare di contare qualcosa.Quello che è certo è che se si è contrari alla pena di morte allora si protesti  all’infinito e senza sconti per tutte quelle morti che GRIDANO VENDETTA AL CIELO E AGLI UOMINI che ci sono nei paesi del Medio Oriente.Si facciano VERI scioperi della fame contro atrocità come impiccagioni o lapidazioni che sono all’ordine del giorno in paesi in cui la vita non vale nulla, tantomeno la dignità umana.Si vada in soccorso delle vere minoranze che sono vessate e cioè donne e gay.Capisco che la visibilità non è la stessa, ma via, ci vuole coerenza ed onestà nel cercare di aiutare i più deboli, GLI ABELE di cui non importa NULLA a certi professionisti della politica reality da avanspettacolo, altro che VIVA SADDAM.E basta!Che ipocrisia e che pietas a comando!
Verbena
ps: se poi si trovano illegali tutte le esecuzioni dei criminali di Guerra allora si dica finalmente a chiare lettere che , per esempio,l'assassinio di Mussolini fu un vero scempio, una crudeltà inutile.C'erano motivi di opportunità?Ah...per Mussolini sì e per Saddam no?
pss:ora diranno che sono una boia fascista..




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29 dicembre 2006

TURALEI, SUDAN: UN OSPEDALE NEL DOPOGUERRA PIU' DIFFICILE DELL'AFRICA

A.R.E.S. onlus (www.aresonlus.com) è un'organizzazione umanitaria che sta realizzando un ospedale nel villaggio di Turalei, nel Sud Sudan, il solo in un'area remota e vastissima (l'ospedale funzionante più vicino si trova a 120 Km di distanza) con una popolazione in costante aumento per il ritorno dei profughi fuggiti nelle città durante la guerra civile ventennale e l'arrivo degli sfollati dal vicino Darfur (bacino d'utenza previsto per il nuovo ospedale: 400.000 persone).
A Turalei esiste un piccolo dispensario medico gestito tra non poche difficoltà dalle Missionarie di Madre Teresa di Calcutta aiutate dai medici volontari del Comitato Collaborazione Medica ONG di Torino (http://www.ccm-italia.org/sudan.php).
Il dispensario è tuttavia insufficiente per le necessità sanitarie dell'area: nasce così l'esigenza di un ospedale vero e proprio, che si concretizza con la partnership tra ARES onlus e CCM: i primi si occupano della progettazione e della costruzione dell'ospedale, i secondi si prenderanno cura dell'allestimento e della gestione del servizio ospedaliero. Oltre a prevedere la ristrutturazione delle fatiscenti strutture esistenti, il progetto prevede la realizzazione di 1.100 mq di nuovi edifici, dei quali 450 mq sono in fase di ultimazione.
Siamo alla ricerca di un aiuto concreto per il completamento l'ospedale di Turalei.

ARES onlus ha ottenuto il numero 48588 di SMS solidali  del valore di un euro (che verrà interamente devoluto), concesso di comune accordo da Tim, Vodafone, Wind e 3Italia, attivo dal 15 dicembre 2006 al 15 gennaio 2007.
Gentilmente chiediamo di dare visibilità all'iniziativa attraverso i vostri abituali canali di comunicazione (passaparola, mail, siti internet…), diffondendo quanto più possibile la numerazione solidale 48588.

ARES onlus
Il presidente arch. Paolo Cattaneo
 

Per qualsiasi comunicazione:
ARES onlus
C.so Italia 43/d, 20025 Legnano (MI)

tel.   0331-440788       
fax   0331-599097

cell. 335-5430559

 

e-mail  info@aresonlus.com
sito internet   
www.aresonlus.com
Verbena




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28 dicembre 2006

Eutanasie e testamento biologico

Con un editoriale in seconda pagina d’Eugenia Roccella, “L’Avvenire” d’oggi torna sul caso Welby, assumendo una posizione che, finalmente, riporta la discussione nel corretto alveo del consenso informato piuttosto che dell’eutanasia.
L’editorialista del quotidiano della CEI afferma che “Come abbiamo ripetuto cento volte, il paziente ha, in qualsiasi momento, il diritto di rifiutare una terapia, anche se questo crea dilemmi etici laceranti. La sedazione quando non abbia lo scopo di uccidere, ma evitare la sofferenza è perfettamente legittima e la dottrina cattolica la ammette da tempo”.
La Roccella critica aspramente i Radicali affermando che “ se avessero avuto a cuore solo il dolore di Piergiorgio Welby, i suoi compagni avrebbero dovuto far intervenire il dottor Riccio sin dall’inizio, staccando, senza il rischio di finire in galera, il tubo che permetteva al malato di respirare, e garantendo al loro amico almeno il sollievo dell’intimità”.
Come sostenere che nel merito “nulla questio”, perché d’eutanasia non si tratta, ma del sacrosanto diritto del paziente a rifiutare le cure, mentre “nel metodo” l’operazione Radicale appare politicamente discutibile ed eticamente deprecabile.
L’editoriale de “L’Avvenire”, che condivido, quasi, interamente, afferma che perciò non c’è “ nessun vuoto legislativo, né ci sono norme crudeli che inchiodano un malato alla cura coatta” e l’idea che sia necessario disciplinare con nuove leggi questa materia, nasce esclusivamente dalla difficoltà per i non addetti ai lavori a discriminare tra eutanasia e sospensione delle cure richiesta dal malato.
Tra il gran pubblico prevale l’idea, infatti, che si tratta sostanzialmente della stessa cosa, tanto che l’espressione “staccare la spina” che sbrigativamente indica l’atto che interrompe una terapia, ha acquisito nel linguaggio comune il significato di “dare la morte”.
La battaglia Radicale, chiosa la Roccella, ha voluto alimentare la confusione contrabbandando il legittimo rifiuto del malato a continuare le cure e la sua richiesta di una “sedazione terminale” con una richiesta d’eutanasia.
Ho affermato di condividere quasi interamente l’articolo dell’organo ufficiale della CEI in quanto ritengo che, in realtà, un vuoto normativo da colmare ci sia.
Mi spiego.
Come ho ripetuto sino alla nausea il sanitario non può costringere un paziente a subire un atto medico, ma deve richiedere sempre il suo consenso.
Esistono, però, delle eccezioni.
Se, infatti, per strada m’imbatto in una persona priva di conoscenza, come medico ho l’obbligo di prestargli tutte le cure possibili senza poter chiederne, per evidenti motivi, il consenso.
In questi casi, cioè quando il malato non è in grado di esprimere un consenso, il medico si comporta secondo il principio “id quod plerumque accidit” che tradotto in termini semplici vuol che deve curarlo, presumendo che voglia essere effettivamente salvato, come vorrebbe la stragrande maggioranza delle persone.
A questo punto si potrebbe ipotizzare un paradosso: che il medico si trovi prima obbligato ad obbedire al paziente che chiede l’interruzione delle cure e in seguito, quando il paziente ha perso conoscenza e sta per morire, obbligato a soccorrerlo.
Si potrebbe supporre, infatti, che nel frattempo il paziente abbia cambiato idea.
Il consenso del paziente, e analogamente il rifiuto deve essere “attuale”, cioè espresso “nel momento, mentre la volontà espressa in precedenza, prima di perdere conoscenza, potrebbe essere valutata, da molti giudici, non più valida.
Per questo, occorre che il legislatore metta mano alla materia, attraverso una norma che dia forza legale, al cosiddetto “testamento biologico” con cui ognuno di noi indica in anticipo quali cure è disposto ad accettare e quali intende rifiutare, quando non sarà in grado di esprimere le proprie scelte.
di lupodella steppa da
legnostorto
Concordo con l'autore dell'articolo in tutto e per tutto.In effetti qualcuno dei miei 4 lettori si ricorderà che io fin dall'inizio battevo sul tasto  che per evitare un accanimento terapeutico non voluto dal paziente, bisogna stabilirne i limiti precisi e bisogna regolamentare bene quando certe cure estreme e forzate configurano il quadro dell'accanimento terapeutico.Ancora è importante stabilire CHI, come, quando , perchè ed in seguito a cosa, stabilisce che certe "cure" siano superflue e "dannose" per la dignità del paziente nel caso in cui questi non si sia espresso in precedenza,se privo di coscienza.Come si vede la Chiesa non è affatto contraria a che si ponga fine a terapie troppo spinte e troppo palliative che artificialmente prolungano oltre ogni decenza e sopportazione una non vita, ma si è preferito trasformare il desiderio di un uomo  stremato da una malattia carogna e micidiale in una crociata cretina a favore non del testamento biologico, ma dell'eutanasia , con il corollario delle solite idiozie CONTRO la Chiesa che non ha diritti, manco quelli di Saddam Hussein, il martire( vero Pannella?).Le sceneggiate meroliane di esibizionisti pasticcioni, messe in atto successivamente, hanno fatto finire tutto in una bolla di sapone.GRAZIE RADICALI, GRAZIE..a voi il mongolino d'oro del 2006,  per ACCLAMAZIONE
Verbena
 




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28 dicembre 2006

Berlusconi: "È scorretto che Prodi dia a noi colpe che sono soltanto sue"

Milano - "L'Italia e gli italiani non hanno bisogno di questo gioco irresponsabile teso a scaricare ingiustamente le proprie le responsabilità su altri. L'Italia e gli italiani, anche coloro che hanno sperato in questo governo, chiedono invece un sovrappiù di serietà, di verità e di collaborazione per il bene comune. Io non mi sottrarrò, come non ho mai fatto in passato, al dovere di confrontarmi e di collaborare con tutti coloro che hanno davvero a cuore l`interesse generale invece che quello di parte". Lo afferma l'ex premier Silvio Berlusconi, commentando la conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio Romano Prodi. "Addebitare ai governi precedenti le colpe e le responsabilità delle proprie azioni - attacca Berlusconi all'indirizzo di Prodi - è un atteggiamento politicamente e moralmente scorretto. Ciò è tanto più grave e inammissibile in quanto sono sotto gli occhi di tutti gli effetti positivi dell`azione del governo che ho avuto l`onore di presiedere per un`intera legislatura, e di cui l`attuale governo beneficia grandemente".
"Posso in tutta onestà e in buona coscienza considerarmi - sottolinea il presidente Fi - soddisfatto e orgoglioso del lavoro fatto, sia per quanto riguarda la riforma previdenziale, con la tenuta dei conti pubblici e l`equità raggiunta fra le diverse generazioni, sia riguardo alla riforma del mercato del lavoro, con un aumento record dell`occupazione nonostante la stagnazione dell`economia, sia per quanto riguarda infine la riforma fiscale, con le maggiori entrate (pari all`intera legge finanziaria) derivanti dal sentimento condiviso da parte dei cittadini di pagare imposte giuste. Il lavoro del mio governo, nell`interesse dell`Italia - dice ancora Berlusconi- avrebbe avuto bisogno di essere proseguito e sviluppato, e non, come accade ora per volontà dell`attuale governo, di essere bruscamente interrotto e affossato".
"In nessun Paese europeo - aggiunge il Cavaliere - il nuovo governo,
tanto più se vince le elezioni per uno scarto minimo, si propone di cancellare tutto ciò che di buono ha fatto il governo precedente. Si tratta di una vera e propria assurdità che non assicura la governabilità e il futuro di un Paese, che viceversa ha bisogno di continuità nell`azione di governo e di una politica di riforme il più possibile condivisa. Sono perciò molto dispiaciuto e amareggiato - conclude - a nome della maggioranza degli italiani, che il presidente del Consiglio, invece di cercare di comprendere e di rispettare il disagio dei cittadini, anche di coloro che lo hanno votato pochi mesi fa in buona fede sulla base di promesse poi non mantenute, continui a rovesciare sul mio governo accuse non vere, al solo fine di nascondere le proprie difficoltà ed i propri errori".
da
ilgiornale
Senza pudore Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrodi e senza dignità.Ma lo avete visto?Se sì evito di commentare, ma mi servo solo di 2 aggettivi:PATETICO E PENOSO.Ah aggiungerei:VERGOGNOSO
Verbena




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28 dicembre 2006

Il risanamento tramite l'eliminazione del mercato

 La vicenda Alitalia consente di capire bene che cosa l’attuale governo intenda per “risanamento”, “riforme” e “concorrenza”. Un governo seriamente rispettoso delle tasche dei cittadini così come della concorrenza, si sarebbe semplicemente limitato a far fallire l’azienda e a portare i libri in tribunale. E’ più che evidente che Alitalia e il suo modello organizzativo- posto che ne abbia uno- sono ormai falliti da anni e che questa sopravvive soltanto grazie alle continue ricapitalizzazioni, finanziamenti occulti o palesi e agevolazioni varie concesse dallo stato a spese dei contribuenti. Il responso del mercato, e non dell’ultima ora è, da questo punto di vista, impietoso e inconfutabile: la compagnia offre un servizio di bassa qualità e a prezzi non competitivi, perde costantemente quote di mercato, ha subito un ormai irreversibile danno di immagine, è inaffidabile, per la bassa qualità del suo personale, l’alta conflittualità interna e non è quindi più economicamente in grado di sopravvivere. La domanda del settore, nel frattempo non diminuita ma significativamente aumentata, si è rivolta verso compagnie aeree che offrono servizi migliori, più affidabili e a costi in certi casi infinitamente più bassi di Alitalia. Un governo che effettivamente volesse “liberalizzare” e introdurre maggiore concorrenza, dovrebbe quindi lasciare fallire Alitalia, conseguendo allo stesso tempo tre importanti risultati: l’eliminazione di posta ormai ricorrente di spesa pubblica improduttiva, l’affermazione di una qualche forma di giustizia sociale, perché non c’è alcuna seria motivazione “sociale” per far pagare alla collettività e quindi anche a chi non ha mai messo piede in un aereo né lo metterà, questo tipo di “servizio”, la valorizzazione stessa di ciò che di buono c’è nell’azienda, che potrebbe essere acquisito tramite una trasparente asta fallimentare, come sempre succede in queste situazioni. Oltre a questo, si invierebbe un importante segnale a quei settori del mondo del lavoro che, godendo di un posto di lavoro garantito, pensano di potere dare sfogo ad ogni possibile rivendicazione sindacale senza minimamente preoccuparsi delle esigenze dell’utenza o della sostenibilità economica delle loro richieste.
Invece di tutto questo, si sta scegliendo la strada opposta: quella di procedere ad una vendita, per trattativa privata di una rilevante parte del capitale (il 30%) imponendo agli eventuali acquirenti tutta una serie di obblighi economicamente sostenibili soltanto in cambio del ripristino, di una posizione monopolistica della compagnia a spese ovviamente dei concorrenti. Questo aiuto nei confronti di Alitalia sarebbe concesso tramite una legge di riordino degli scali aeroportuali fumosamente definita piano di “riordino degli aeroporti”, ad opera dell’attuale ministro dei trasporti Bianchi nonché rettore dell’Università Mediterranea, che prevedrebbe una drastica riduzione del numero degli aeroporti e il passaggio della concessione dei diritti di volo da Assoclearance, un’associazione partecipata anche dalle compagnie aeree e dagli aeroporti ad una non meglio precisata autorità terza se non addirittura alle dipendenze del ministero. D’altra parte si sostiene, gli aeroporti italiani sono troppo numerosi e si fanno una eccessiva concorrenza. E’ più che evidente che ammantandosi di retorica “sistemica” o di “terzietà” questo piano in realtà non faccia altro che favorire Alitalia a scapito delle compagnie “Low Cost”, la vera novità del settore che ha abbassato drasticamente il costo del trasporto aereo e reso più facili i collegamenti tra i paesi europei e il resto del mondo. Queste compagnie, per ridurre i costi si servono, infatti, di scali minori non sfruttati dalle compagnie più importanti.
Se quindi il mercato ha, di fatto da anni, decretato il fallimento di Alitalia, in quanto altre compagnie aeree hanno saputo servire meglio, con maggiore affidabilità e a costi sensibilmente minori gli utenti, il governo pensa che per salvare questa azienda occorra ostacolare quando non addirittura eliminare i concorrenti più efficienti. In pratica eliminare il mercato per consentire ad Alitalia di poter sopravvivere. Già da tempo un accorto battage sindacal politico sta spostando l’attenzione dalla tutela della libera scelta dei consumatori e degli utenti alla necessità di salvare Alitalia, sia per proteggere l’occupazione sia perché il fallimento della compagnia comporterebbe la perdita di una grande opportunità economica.
In realtà l’unica “salvezza” possibile per i posti di lavoro sono aziende sane e competitive, che presentano una offerta di servizi adeguata alle esigenze degli utenti. Una seria politica economica e sindacale dovrebbe mirare a questo obiettivo. In caso contrario, la “salvezza” dei posti di lavoro non è altro che una sorta di privilegio parassitario garantito a ristrette categorie e sovvenzionato dall’intera collettività: ciò magari “proteggerà” i dipendenti di Alitalia, assimilandoli ai tanti sfaccendati “travet” che affollano i generosi e ospitali mansionari delle amministrazioni pubbliche, ma danneggerà chi, per lavorare, ha bisogno di trasporti aerei affidabili ed economici.
Altrettanto risibile e demagogico è considerare una compagnia aerea di bandiera una sorta di fondamentale bisogno per il paese e per la sua economia o, ancora peggio una necessaria risorsa economica. Infatti, l’esigenza primaria di chi abitualmente fa uso di trasporti aerei consiste nello spostare persone e merci in tempi rapidi e a costi accettabili, non nel richiedere simboli davanti ai quali mettersi la mano nel cuore, sventolando il tricolore o cantando l’inno nazionale.
Tanto meno si può considerare una azienda che per interi decenni non ha quasi mai presentato un bilancio in utile una grande opportunità economica: per capirlo basterebbe chiedere ai sindacalisti o ai politici che in questi anni si sono variamente alternati al capezzale di Alitalia, per esigenze di visibilità o per gratificare clientele politiche, se fossero disposti ad investire i loro soldi o magari ad ipotecare la casa in cui abitano per non farsi sfuggire siffatta “opportunità”. Appare quindi chiaro che si tratta del tipico “affare” a spese degli altri di cui è possibile trovare numerosi e competenti interpreti nel sottobosco di truffatori, esperti nel gioco delle tre carte o giocolieri vari che popolano le feste e i vari mercatini rionali, alleggerendo il portafoglio degli sprovveduti spettatori.
D’altra parte non è questo l’unico progetto di eliminazione del mercato a favore di soggetti pubblici messo in opera dal governo ulivo-unionista. In ambito radiotelevisivo, ha infatti presentato una legge che, con l’intento di tutelare il pluralismo, mira coattivamente a riaffermare la “centralità” del servizio pubblico, eliminando i suoi principali concorrenti e quindi riducendo e in certi casi punendo le libere scelte degli utenti. Anche in questo caso, come si vede, l’espropriazione della libertà di scelta dei cittadini e parallelamente la smodata amplificazione del potere dello stato, si ammanta di intenti morali e vagamente democratici: la tutela del pluralismo, la centralità del servizio pubblico, oppure l’informazione di qualità e altro armamentario di questo tipo. In realtà, non c’è alcuna ragione per proteggere, tutelare o guidare scelte che gli spettatori sanno fare  benissimo per conto loro, posto che non si voglia trasformare la fruizione di programmi televisivi in un’opera di indottrinamento gestita da appositi apparati politico propagandistici.
Anche la maldestra operazione Telecom-Rovati, dietro al suo aspetto da pochade teatrale e alla verve inconsapevolmente comica e farsesca dei suoi maldestri e improvvisati protagonisti, mirava agli stessi obiettivi: creare una sorta di unico gestore delle reti di telecomunicazione nelle mani dello stato, che in una sorta di regime di monopolio, potesse liberamente scaricare le proprie inefficienze nei confronti dei gestori telefonici e non.
Si è parlato molto dell’attrazione fatale nei confronti del mercato e dei grossi centri di potere economico finanziario da parte della sinistra: in realtà a quanto pare di capire, a questa piace cancellare la realtà scomoda e non pianificabile del mercato a cui tutti partecipano, a favore di una sua variante artificiale e pianificabile in cui pochi decidono per tutti e traggono profitto dal lavoro di molti.
Simonde de Sismondi da
legnostorto
Gran bell'articolo questo , capace di mettere il dito nella piaga di tante operazioni di salvataggio  clienterali e opportuniste che hanno  raso al suolo i servizi pubblici  italiani, e i trasporti in particolare , in nome di non si sa bene cosa.E' da tempo che vado dicendo che occorre premiare chi lavora bene e  offre buoni servizi.Nel caso dell'Alitalia ho avuto diverse esperienze negative,qualcuna allucinante che mi hanno spinto a volare con altre compagnie MOLTO più affidabili , di bandiera, come la Lufthansa , o piccole compagnie arrembanti e molto efficienti come Alpieagles o Air dolomiti.Il personale dell'Alitalia è ,mediamente,  indolente,sfaticato, scostumato, irritante, INCAPACE DI GESTIRE I RAPPORTI CON IL PUBBLICO(segnatamente quello di Milano Linate).Tratta la gente come servi e non come clienti che dovrebbero essere contenti di un servizio ben reso.Una volta, causa overbooking, non mi hanno fatto prendere l'ultimo volo  della serata per Napoli  , affermando che da Lisbona non c'era la prenotazione, fatta peraltro sotto i miei occhi. In realtà avevano imbarcato al posto mio e dei miei amici, personale dell'Alitalia, hostess in particolare.Rimasti a terra alle 22,30, solo dopo lungo questionare hanno inviato me e i miei amici nonchè parecchi sventurati passeggeri, molti stranieri che avevano perso altri voli, A VARESE ,in un pessimo albergo, raggiunto alle 01,35 di notte con turisti americani e francesi che dovevano prendere il primo aereo utile alle 4 del mattino, razza di incapaci , scostumati , arroganti, ottusi soggetti.E non hanno perso solo me PER SEMPRE come cliente ,ma anche i miei amici che da allora volano con altre compagnie.O credono davvero che non esiste il libero mercato dato che in Italia si fa di tutto perchè non ci sia?E perchè sia consentito loro di lavorare male e di malagrazia tanto dei difensori di ufficio li trovano sempre?Per far un esempio, questa estate l'aereo della Lufthansa da Copenaghen a Monaco di Baviera era in netto ritardo, bene la Lufthansa ha aspettato per 30 minuti noi e altre due coppie con un pulmanino solo per noi, per non farci perdere la coincidenza!Assurdo vero SIGNORI dell'Alitalia?Speriamo che la banda bassotti degli "onesti" non trucchi le carte e freghi la concorrenza nel totale assordante silenzio dei tanatofili radicali che a parole si dicono favorevoli al libero mercato ma nei fatti pensano solo a  mettere su sceneggiate ridicole che diano loro visibilità e BASTA..si contentano di poco poverini...ah questi GIACINTI narcisi..E Capezzone che dice?Ovvio non mi aspetto risposte dal trio lescano..di papere...radicali
Verbena




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27 dicembre 2006

LA GIUSTIZIA, TOLSTOJ E DI PIETRO

Quest'anno i miei pensieri natalizi sono stati rivolti alla vicenda umana e civile di Piergiorgio Welby ed erano simili a quelli delle persone che ho incontrato nella piazza dove si svolgevano i suoi funerali: cosa è la giustizia in questo Paese? A tal proposito ho letto in questi giorni il libro di un giurista cattolico scomparso recentemente, Federico Stella, in cui si spiega come in questo mondo è la certezza dell'ingiustizia che ci fa cercare invano la giustizia. È inutile segnalare questo libro (anche altri) ad Antonio Di Pietro, il quale identifica la giustizia col carcere, e segnalare particolarmente le pagine dedicate ai carcerati e ai carcerieri, ai giudici e ai giudicati. Stella ricorda le parole che Tolstoj in “Resurrezione” fa dire al principe Dimitri Nehljudov: «Da molti secoli punite gli esseri che chiamate delinquenti: ma siete forse riusciti a sterminarli? Tutt'altro». Tolstoj pensa che in un mondo in cui domina l'ingiustizia non ci siano uomini in grado di giudicare altri uomini. Io non penso come il grande scrittore russo ma le persone che oggi gridano parole scomposte e bugiarde contro l'indulto non sono certo migliori degli scarcerati e non possono ergersi a loro giudici.
di Emanuele Macaluso da
ilriformista
Il commento di questo articolo dovrebbe essere articolato, ma ci vorrebbe tempo.Innanzitutto cosa è la giustizia in Italia?E questo è il problema perchè la giustizia in Italia non esiste, come non esiste una legge che sia indiscutibile e applicabile sempre allo stesso modo per tutti..Fatta la legge, trovato l'inganno si dice,infatti la legge non si applica ma si interpetra, è qualcosa di elastico ed adattabile a seconda se di essa devono giovarsi gli amici e se essa debba colpire i nemici.E questo è un fatto e credo che Macaluso dovrebbe saperlo.A maggior ragione se si possiede la stampa di regime .
Macaluso cita Tolstoj e il suo romanzo Resurrezione.Bel romanzo Resurrezione, ma datato direi e credo anche espressione di una certa ipocrisia pelosa del grande romanziere che ha vissuto ai tempi della Russia degli zar e delle anime morte, degli schiavi contadini senza diritti, dei  servi  ipersfruttati e maltrattati etc.Una cosa è farsi bello di certe teorie per lavarsi la coscienza e una cosa è la realtà dei fatti.A parte che i peggiori delinquenti non sono i ladruncoli , ma i grandi criminali che la fanno franca.Nè mi piace che Macaluso definisca di fatto come delinquenti quelli che hanno biasimato l'indulto, mi puzza troppo di mal comune, mezzo gaudio, di volontà di mettere tutti sullo stesso piano.Si dirà che probabilmente si riferisce ai nostri politici, ma io dico che anche i favorevoli all'indulto lo hanno approvato per una sorta di carità pelosa e per favorire delinquenti della loro parte politica, A DESTRA COME A SINISTRA.
Capitolo Di Pietro: a parte che non mi piace chi si nutre di boriose certezze e sa solo criticare gli altri gli vorrei dire: Tu Di Pietro, non puoi fare l'indignato, l'immacolato concetto e il Torquemada della situazione.Il magistrato è un dipendente pubblico pagato , profumatamente con avanzamento automatico di carriera per giunta,  con i soldi dei fessi che pagano tasse e gabelle , ergo DEVE FORNIRE UN SERVIZIO anche se è festa e DEVE pagare per errori colposi o dolosi, come fanno i poveri fessi che gli pagano lo stipendio, il lauto stipendio.Finchè questa casta non sarà responsabile degli arbitri che perpetra e finchè sarà il braccio armato intoccabile della sinistra, di  obbrobri che calpestano il diritto e che hanno portato al suicidio  povera gente, ne vedremo tantissimi.Se un malato va in ospedale a Natale viene visitato anche se non ha nulla.Se un pubblico ufficiale come un magistrato arresta alla vigilia di Natale un sospetto, se lo deve "visitare" subito, se no deve partire il procedimento disciplinare  con relativa multa salata da pagare.E allora voglio vedere se l'arroganza e la totale noncuranza dei diritti della gente continua.
Mi fermo qui, per ora
Verbena




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26 dicembre 2006

E lo show di narciso Pannella continua..per la vita di Caino Hussein...

Dichiarazione di Marco Pannella

Torno a chiedere al Governo Italiano – come ho già fatto al momento della prima condanna a morte del dittatore irakeno – di impegnarsi subito e seriamente per scongiurare l’esecuzione immediata di Saddam Hussein. Se ciò accadesse il governo irakeno compirebbe un atto infame, degno di quelli che furono propri di Saddam Hussein stesso, indegno di un paese civile e democratico.
Nel 2003, malgrado il voto ad ampissima maggioranza del Parlamento italiano volto a porre l’esilio di Saddam Hussein come alternativa alla guerra , per un Irak libero, Governo e Opposizione italiani non onorarono quella decisione vitale. Saddam conobbe quella nostra iniziativa. Potrebbe ricordarla con riconoscenza e essersi pentito di non averla accolta. in tal caso, proprio saddam hussein vivo potrebbe oltretutto rivelarsi strumento insostituibile e unico di pacificazione e di delegittimazione dell’esercito di bande assassine che compie oggi impunemente stragi continue delle popolazioni irakene.
Si presenta una straordinaria occasione per far esplodere letteralmente nel cuore del Medio Oriente e nel mondo, un grande atto di pace, un grande dibattito nei popoli e nelle coscienze, lo scandalo della nonviolenza come alternativa alle dittature e alla guerra, guerra che più che mai incombe oggi sull’umanità intera.
Chiedo al Governo Italiano di sostenere la mobilitazione nonviolenta di “Nessuno Tocchi Caino” e del Partito Radicale Transnazionale, in vista del Primo Satyagraha Mondiale per la Pace, mobilitazione che ha come obiettivo la difesa della vita di Saddam e la richiesta all’ONU di deliberare la moratoria della pena di morte.
Personalmente ribadisco la mia offerta di recarmi immediatamente a Baghdad e ovunque mi sia possibile, per ottenere la grazia della conversione della pena di morte per Saddam Hussein in quella di trent’anni di reclusione.
A TAL FINE INIZIO DA STASERA UNO SCIOPERO DELLA SETE E DELLA FAME.

da radicali.it

Beh si vede che Pannella ha mangiato troppo e deve buttare giù peso, ergo può fare l'utile( dimagrire) e il dilettevole(volare oh oh..da Saddam Hussein oh oh..).Non sono forcaiola nè mai lo sarò, ma mi viene spontanea una battuta: perchè ad alcuni  donare con gioia la dolce morte mentre ad altri negare una bella iniezione letale perfettamente meritata?Magari si potrebbe vedere meglio l'effetto che fa dato che bella morte certamente NON E' quella da iniezione letale o quasi( c'è una "bella" e lunga agonia, pare).E' un paradosso ovvio ma non troppo.Quanto a pensare che con Saddam vivo ci sarebbe pacificazione in Iraq siamo al delirio  da strafatto di droghe leggere,pesanti e pesantissime.Casomai è vero il contrario: se giustizia non sarà fatta ci sarà ingiustizia verso le vittime e dimostrazione di debolezza verso i carnefici.Eh certo perchè in Iraq e nei paesi , specie islamici, in cui è in vigore la pena di morte, Abele viene ammazzato e zitto e mosca( pour cause direi..), ma Caino mica ci ha i fans che fanno la ola.Caino fa la fine del caino che è stato.Piccolo consiglio della sera a Pannella e soci:fate un appello alla Chiesa Cattolica e al Papa Ratzinger a sostegno della vostra campagna per la vita di un assassino, uno che ha disprezzato , tra l'altro, la vita di migliaia di curdi uccisi con il gas .Il cardinale Paul Poupard   ha affermato che: “Il Catechismo della Chiesa Cattolica, la Chiesa e il Papa ribadiscono che ogni persona è creatura di Dio e che nessuno può ritenersi padrone della vita e della morte altrui se non il Creatore”.Ma a qualche radicale pretofobo questa dichiarazione non è piaciuta.Mica strano perchè si ribadisce che la vita non ci appartiene (come non appartiene ai radicali, Pannella in primis).Inoltre si scrive sempre a casa dello stesso malvino che “l’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani” (2267).Bene, questo non so se è il caso di Saddam  che di fans omicidi ne ha ancora, gente che potrebbe andare allo sbando se  il caro Saddam sarà terminato.Ma questo non interessa nè a Pannella, nè a Malvino che si  buttano a corpo..ops..morto in campagne pro e contro la vita, biofobi e biofili, a comando.Conta il principio: FORZA CAINO, FORZA LUPO SON FINITI I TEMPI CUPI .Ripeto non so che dire sulla condanna a morte di Saddam, posso solo consigliare i cari radicali di chiedere almeno, un bel funerale islamico con tanto di prefiche, women in black da capo a piedi e uomini in tenuta da parata che cantano il Dies irae...il confutatis maledictis... e il de Profundis clamavit ......DOMINE....
Verbena




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26 dicembre 2006

Siamo ancora in clima natalizio e allora:Finanziaria che hai, Babbo Natale che trovi


Fortuna che a Napoli i regali li porta la Befana...
Verbena




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26 dicembre 2006

Di Guzzanti, Scaramella e di amministrazione della giustizia (?)

Natale è passato, per fortuna, e devo dire che sono sopravvissuta a tutto, non era facile ma ce l'ho fatta.Sono sopravvissuta non solo al cibo  in quantità industriale, agli auguri, ai regali ma soprattutto sono sopravvissuta alle ciacole, specie a quelle fatte da chi non ha nulla da dire.Ah potessimo bruciare le chiacchere e ridurle in cenere!
In effetti tanti vogliono dire la loro su tutto, tanti si inventano tuttologi, tantissimi credono di avere la verità in tasca e si sentono in diritto di sbeffeggiare gli altri,ma pochissimi si mettono davvero in discussione e si scavano dentro .In effetti scavarsi dentro fa male, molto male perchè riporta alla memoria, una memoria che fa ancora  tanto male, situazioni, eventi, drammi che si è voluto seppellire nel posto più profondo del proprio inconscio.E scavarsi dentro fa male perchè  implica  il tentativo di essere onesti e sinceri, quando poi onestà e sincerità sono merce introvabile attualmente , in un periodo in cui i mediocri, gli opportunisti, gli ignoranti fingono di scherzare su tutto, di minimizzare tutto per nascondere la loro più totale superficiale inadeguatezza .
Ma Natale è passato,il consumismo come sempre ha vinto e con esso l'egoismo.Si dice Natale con i tuoi, a maggior ragione se si vive altrove rispetto alla famiglia e qui vengo al nocciolo del mio post.
Non tutti sapranno che , al ritorno da Londra , domenica 24 dicembre, è stato arrestato all'aereoporto di Capodichino il noto delinquente, consulente della commissione Mitrokhin, Mario Scaramella; si sa che la vigilia di Natale,  è proprio il solo momento libero per un magistrato
certamente in mille faccende affaccendato per interrogare un pericoloso delinquente, interrogarlo in carcere, ovvio: vuoi mettere come è facile inquinare le prove?Un plauso va di certo all' instancabile e stakanovista magistrato che ha firmato l'ordine di cattura per Scaramella.E cosa importa se il faccendiere magari sarà interrogato al più presto domani( se il magistrato non è sulla neve..)?Dura lex sed lex.Mica ha diritti Scaramella..affatto.Tutto ciò è avvenuto mentre l'opinione pubblica era distratta da eventi di altro tipo, ma pur semptre con in ballo  la dignità di un uomo,e mentre era ancora in corsa lo sciopero dei giornalisti.Per tale motivo invito a leggere quanto scritto su Rivoluzione italiana da Paolo Guzzanti.L'articolo è lungo, ma da esso voglio estrapolare il passo concernente i reati perpetrati da Mario Scaramella , che hanno convinto il magistrato a decidere per la sua cattura la vigilia di Natale.

"Sembra che Mario Scaramella si sia trovato davanti a tre accuse: violazione del segreto d’ufficio, non so in relazione a che; traffico internazionale di armi (suppongo, per aver reso possibile la cattura del van ucraino con due granate nascoste a bordo) e calunnia aggravata. Mi
hanno detto che la calunnia aggravata dipenderebbe da una denuncia di Prodi, il quale anziché querelare avrebbe (uso il condizionale perché non lo so per certo) denunciato chi ha svolto indagini su di lui per calunnia aggravata. Io non ho per ora avuto notizie di inziative giudiziarie di Prodi nei miei confronti e ripeto qui, specialmente per i visitatori di sinistra di questo blog che io, sissignore, ho svolto indagini su Prodi per verificare se fosse credibile un suo legame storico con lo Stato sovietico e i suoi organismi, visti i noti fatti:
-aver Romano Prodi (e non Clò e gli altri partecipanti alla seduta spiritica) dato informazioni tali da consentire di fatto, se volontariamente o no è un altro paio di maniche, la fuga dei rapitori di Moro da via Gradoli;
-il fatto che ho potuto documentare che una parte delle Brigate Rosse fosse al servizio della Stasi e del Kgb e che dunque il rapimento Moro debba essere visto come un’attività sovietica;
-il fatto che la societa Nomisma a Mosca fosse in joint venture con l’Istituto Plekanov, branca economica del KGB; il fatto che il Sismi sotto la responsabilità del primo governo Prodi abbia calpestato ogni norma dettata dalla legge 801 del 1977 e in particolare si sia rifiutato di accogliere i tre inviti sollecitati dal servizio britannico ad intervistare Vasilij Mitrokhin;
-il fatto che Alexander Litvinenko abbia raccontato al deputato europeo Gerard Batten di aver saputo dal suo superiore generale Anatolij Trofimov (poi assassinato) che l’Italia era un covo di agenti del KGB e che “là c’è Romano Prodi che è il nostro uomo, our man”;
-il fatto che tali dichiarazioni di Litvinenko siano state rese allo stesso Scaramella in video e per iscritto, e che siano depositate all’ufficio protocollo della Commissione dove io provvidi a segretarle essendo indimostrabili per il fatto che la fonte citata, Trofimov, era indisponibile a confermare perché sotto due metri di terra.
Per tutti questi motivi, che ritengo non conclusivi ma validi, in ottemperanza della legge 90 del 2002 che ha istituito la Commissione Mitrokhin dopo ampio di attito parlamentare e i previsti voti nelle commissioni affari costituzionali e nelle due aule, io ho svolto tutte le verifiche che ho ritenuto possibili e opportune per giungere ad una conclusione definitiva sui legami tra Prodi e le varie entità sovietiche.
Tutto ciò, lo ripeto ancora una volta, l’ho fatto apertamente, alla luce del sole, scrivendo le relazioni, dibattendo in aula di commissione, discutendone persino il 2 dicembre di un anno fa, 2005, dall’emittente televisiva “Nessuno TV” che il presidente Cossiga mi ha poi detto essere una televisione “molto vicina a D’Alema”.
Ebbene, dopo quella trasmissione il professor Prodi diramò un comunicato alle agenzie in cui annunciava che a me avrebbero risposto i suoi legali. Non li ho mai visti."

Ecco mi sembra giusto leggere quanto riporta Guzzanti anche per quanto attiene le dichiarazioni di Gordievsky circa
"the infamous La Repubblica article"
Non so come stiano davvero i fatti e non so il perchè si stia levando tutto questo polverone.Ma nello specifico voglio solo far rilevare che non è civile esporre al pubblico ludibrio due vite umane.Mi piacerebbe sentire forte e chiara la voce di chi si è erto a paladino indiscusso dei diritti umani, in fin dei conti ieri era Natale e oggi mi sento ancora abbastanza buonina.
Aggiornamento:Scaramella è a Regina Coeli in isolamento ( causa contaminazione polonio?) .Il reato contestatogli è di calunnia
aggravata e continuata nei confronti di un ex agente dei servizi di sicurezza ucraini!!!Cavolo che reato infame:ecco , lo dico io che è meglio ammazzare con il polonio che calunniare e del resto ne ammazza più la lingua...Mah..
Verbena
ps: faccio presente che i dipendenti ,statali e non, che operano in campi di pubblica utilità lavorano anche nelle Feste di Natale ( per giunta pagati molto meno) e che, se si emette un provvedimento restrittivo alla vigilia di Natale, si ha il dovere di interrogare il reprobo appena tradotto nelle patrie e confortevoli galere.Si configurebbe altrimenti  o no il reato di "interruzione di pubblico servizio"?No ?E perchè? Da quando in qua conta solo la salute fisica di una persona e non quella mentale?Se la gente sapesse quanto conta la mente nello stato di salute in toto  , non alzerebbe le spalle di fronte a certi fatti




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25 dicembre 2006

I conti e il mistero di quei 25 miliardi

Probabilmente il governo spera che lo sciopero dei quotidiani, le emozioni del caso Welby e il periodo festivo distolgano le attenzioni dallo scandalo della Finanziaria. Forse confida anche nei molti «cani da salotto» che sulla stampa dell'aristocrazia rossa e rosa mugolano qualche critica per poi tornare subito a cuccia. Ma non si illuda: i «cani della plebe» come me ed altri restano a caccia delle schifezze fino a che non saranno tutte svelate alla gente. Tra le tante spicca l'occultamento di 25 miliardi. L'11 dicembre il viceministro Visco ha inviato al Parlamento una tabella dove ha confermato che il gettito finale aggiuntivo, cioè i soldi entrati in più nelle casse dello Stato nel 2006 in relazione al 2005, è sui 38 miliardi (a settembre ne aveva stimati 27). Tali denari derivano da aumenti del gettito Irpef e dei contributi di lavoratori dipendenti ed autonomi nonché dall'incremento dell'Iva dovuto alla buona crescita economica. Ma di questi 38 il governo ne ha considerati solo 5 come «strutturali», cioè entrate maggiori da riportare nelle previsioni del 2007. Di quanto avrebbe dovuto aumentare la stima delle entrate fiscali per il prossimo anno? È improbabile che i lavoratori dipendenti ed autonomi verranno licenziati o chiuderanno bottega in grandi numeri. Qualora nel 2007 la crescita del Pil fosse, e probabilmente sarà, inferiore a quella del 2006, comunque è difficile che diventi negativa. Quindi un calcolo realistico porterebbe a considerare «strutturali», cioè entrate ripetibili nel 2007, almeno 30 miliardi e «contingenti», cioè entrate non ripetibili, i rimanenti 8. Ma il governo, appunto, ne ha considerati «strutturali» solo 5. E gli altri 25 mancanti nel calcolo? Rispondere a questa domanda significa svelare il mistero. Quando Baldassarri ha chiesto a Padoa-Schioppa spiegazioni, il secondo ha detto che la questione non esisteva. Il sottosegretario Santor, invece, più competente in materia di bilancio, non ha osato negare il problema, ma ha furbescamente detto che il governo considerava «prudente» mantenere solo 5 miliardi «strutturali». Infatti nessuna legge definisce i parametri di calcolo previsionale a cui deve attenersi il governo e questo ha un potere discrezionale in materia. Ma, e lo dovrebbero controllare sia la Corte dei conti sia il Presidente della Repubblica, considerare non ripetibili le entrate aggiuntive derivate da Irpef e contributi appare una violazione della correttezza contabile. Si potrà togliere qualcosa, ma non 25 miliardi. Il punto: se questi fossero stati contabilizzati come previsione di entrata per il 2007 non ci sarebbe stato bisogno di reperire altrettanto via aumento delle tasse. Spero sia chiaro. Per quale ragione il governo ha occultato questi denari, stabilito che il criterio di prudenza addotto da Santor non è credibile (se lo è ce lo spieghi pubblicamente)? Ipotesi: a) per nascondere che il governo Prodi ha ereditato un'ottima situazione economica e contabile da quello Berlusconi; b) per mettere in riserva 25 miliardi da tirar fuori nel 2007 presentandoli come grande successo della sinistra; c) oscurare il successo della legge Biagi anche sul piano del gettito. Solo ipotesi, ma è certo che dovremo pagare tasse in più nel 2007 per una quantità che è prevedibile entrerà comunque nelle casse dello Stato. Finanzieremo l'ideologia della sinistra e non la realtà dell'Italia. Qui lo scandalo. O si chiarisce il mistero dei 25 miliardi dimostrando che l'accusa qui fatta è infondata oppure diventerà legittimo non pagare le nuove tasse decise da una Finanziaria troppo opaca e frettolosamente archiviata.
di Carlo Pelanda da
ilgiornale
Eh figurarsi, faranno una serie di contorcimenti mentali per dimostrare che loro, i Komunisti al potere sono efficienti, onesti, credibili e rispettabili, mente i fetienti dell'opposizioni sono una banda di mariuoli indefessi.Cosa volete di più dalla Banda Tassotti fatta di tanti Bassotti, intesi anche come statisti ad capocchiam?Trattasi degli  stessi soggettini che si sono votati , non da soli per la verità, il primo indulto, che non ne sono pentiti anche se con il distinguo della solita aquila delle vette abruzzesi, e che in modo truffaldino  hanno fatto passare con la finanziaria un provvedimento atto a proteggere le ruberie sinistre(ad esempio,tanto per non far nomi  irregolarità di qualche vate sinistro campano...).Alla Faccia del conflitto di interesse e delle leggi ad personam!!
Verbena




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24 dicembre 2006

Dio è amore e misericordia, innanzitutto


"Il Dio che atterra e suscita/che affanna e che consola" non poteva non essere con Welby mentre moriva.Gesù ha sofferto in croce e nel Getsemani ha detto:Signore allontana da me questo calice, ma sia fatta la tua e non la mia volontà.Quella di Welby è stata una lunga agonia, durata anni e con il terrore di peggiorare sempre più e di morire soffocato.Cristo in croce era con Welby, non poteva non essere con lui, magari nonostante lui.Il cardinale Ratzinger prima di essere eletto , parlando degli scomunicati disse che la scomunica finisce con la morte perchè, poi, Dio solo giudica con piena cognizione di causa e,  quindi,può stabilire se certe decisioni fossero state giuste o no.Ergo, la Chiesa ha , forse, dovuto mostrarsi inflessibile nel negare le esequie religiose,magari per non cedere terreno nella lotta che fa per affermare la vita,affinchè la cultura della morte non prevalga, a maggior ragione perchè non siamo padroni della nostra vita.Ma Welby ha sofferto tanto e credo che Dio gli mostrerà tutta la sua pietas, alla faccia anche di chi ha  strumentalizzato la sofferenza di un uomo per i propri scopi.Dio è generoso e misericordioso, non si ricorderà nemmeno che quelli che chiedono funerali religiosi sono gli stessi che lo oltraggiano in ogni modo.Non a caso Dio è Dio ed è innanzitutto CARITA' e MISERICORDIA
Verbena




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24 dicembre 2006

Buon Natale: a chi crede e a chi non sa quanto desidera fortemente credere

Tu
che
ne dici
SIGNORE se
in questo Natale
faccio un bell’albero
dentro il mio cuore, e ci
attacco, invece dei regali,
i nomi di tutti i miei amici: gli
amici lontani e gli amici vicini, quelli
vecchi e i nuovi, quelli che vedo ogni gior-
no e quelli che vedo di rado, quelli che ricordo
sempre e quelli a volte dimenticati, quelli costanti
e quelli alterni, quelli che, senza volerlo, ho fatto soffrire
e quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire, quelli che
conosco profondamente e quelli che conosco appena, quelli che mi
devono poco e quelli ai quali devo molto, i miei amici semplici ed i miei
amici importanti, i nomi di tutti quanti sono passati nella mia vita.

Un albero con radici
molto profonde, perché
i loro nomi non escano
mai dal mio cuore; un
albero dai rami molto
grandi, perché i nuovi
nomi venuti da tutto il
mondo si uniscano ai già
esistenti, un albero con
un’ombra molto gradevole
affinché la nostra amicizia,
sia un momento di riposo
durante le lotte della vita



Auguri a tutti: a  chi c'è e a chi non c'è , ricordando anche chi non c'è più.La vita ha un senso se si crede in qualcosa.Se si crede in Dio, lo ha ancora di più
Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace (e serenità, tanta) agli uomini di buona volontà che sono sempre vicini a Dio anche se credono di essere lontani da lui

Verbena




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22 dicembre 2006

Testamento per vivere o morire

Venticinque senatori stanno ascoltando sanitari, giuristi, esperti di bioetica e associazioni. I punti chiave della discussione: la nomina di un fiduciario del malato, il ricorso al comitato etico, l'eventuale sospensione dell'idratazione e della nutrizione artificiali per i pazienti gravi
Prosegue la ricerca di una legge condivisa dal massimo schieramento politico possibile sul testamento biologico, per dare a chi lo desideri la facoltà di fissare un limite alle terapie in caso di grave malattia.
I 25 senatori della commissione Igiene e sanità stanno ascoltando oltre 30 persone tra operatori sanitari, giuristi, esperti di bioetica e membri delle associazioni. Al momento i punti chiave della discussione sono tre: la nomina di un fiduciario, il ricorso al comitato etico (oppure a un altro meccanismo in caso di opinioni non concordi tra i medici e la famiglia) e l'eventuale sospensione dell'idratazione e della nutrizione artificiali, considerate come terapie straordinarie.
LE CARATTERISTICHE DEL TESTAMENTO
Tutte questioni fondamentali per definire le caratteristiche del testamento biologico, documento che consentirebbe a una persona di indicare preventivamente quali cure e terapie accettare o rifiutare se si trovasse un giorno in una situazione estrema: quando non è più in grado di decidere per se stessa o di comunicare, e la sua vita dipende esclusivamente dalle macchine e dall'intervento degli operatori sanitari.
In una situazione come questa in Italia, se un medico dovesse “staccare la spina”, sarebbe accusato di omicidio volontario. Negli Stati Uniti, invece, il testamento biologico o «living will», è legge da 16 anni.
ESTENSIONE DEL CONSENSO INFORMATO

Sostiene il senatore Ignazio Marino, presidente della commissione e autore di una proposta di legge su questo documento:
«Secondo me si tratta di un'estensione del consenso informato, cioè del principio in base al quale è necessario l'assenso di una persona se questa deve essere sottoposta a un trattamento sanitario.
Nel caso del testamento biologico la differenza è questa: chi deve decidere non è in quel momento in condizioni di farlo e quindi le volontà dovrebbero essere indicate e scritte in precedenza, proprio come in un testamento».
Marino è stato uno dei primi a presentare una proposta di legge su questo atto: «Io ho già sottoscritto e depositato il living will negli Stati Uniti, dove è una prassi comune».
LA FIGURA DEL FIDUCIARIO
Quella del fiduciario, in particolare, è una figura chiave per mettere in pratica le decisioni di una persona che non può più scegliere, ma in precedenza ha firmato un documento in cui dichiara fino a che punto intende accettare che si spingano i medici.
Il presidente della commissione fa un esempio: «Quarant'anni fa una persona in coma uremico per un'insufficienza renale allo stadio terminale non si sarebbe salvata: oggi, grazie al progresso tecnologico, può sopravvivere grazie alla dialisi, ritornando nel giro di pochi giorni a una condizione di salute accettabile.
Le terapie in medicina sono in costante mutamento, e per questo la nomina di una persona di fiducia, che potrebbe essere un coniuge, un amico o un figlio» secondo Marino
«permette anche di adeguare il living will alle attuali conoscenze, sempre nel rispetto delle scelte di chi lo ha sottoscritto».
E SE SORGONO CONTRASTI?

Tra i medici e la persona di fiducia, però, potrebbero sorgere contrasti sulle decisioni da prendere: per risolverli si potrebbe nominare un collegio con il compito di valutare la reali volontà di chi è tenuto in vita dalle macchine.
Propone Marino: «Una delle soluzioni che si potrebbe individuare, ma non l'unica che stiamo valutando, consiste in un collegio formato da tre medici: un neurologo, uno psichiatra e uno specializzato nella patologia di cui soffre la persona che ha sottoscritto il testamento biologico».
Dovrebbe essere un organo in grado di emettere un parere vincolante e da costituire presso qualsiasi asl.
ACCANIMENTO TERAPEUTICO ED EUTANASIA
Una questione molto delicata, infine, è quella di evitare l'accanimento terapeutico: spesso viene confuso con l'eutanasia, ma si tratta di due pratiche distinte.
Con la seconda il medico inietta un veleno, in genere il cloruro di potassio, per porre fine alla vita di una persona.
«La sospensione delle cure non può essere chiamata nemmeno "eutanasia passiva": si tratta, invece, di rinunciare all'accanimento terapeutico nei confronti di una persona che non vivrebbe senza le macchine o l'intervento dei medici».
di 
 Luca Dello Iacovo da panoramaonline
Credo che almeno ci sia un punto di partenza.Già in un post di commento avevo parlato del consenso informato che fanno firmare in ospedale prima di praticare qualsieasi indagine o terapia.Per i bambini , il consenso informato lo firmano i genitori.Le terapie possono essere anche rifiutate, ma se c'è pericolo di vita, le decisioni del genitore possono essere scavalcate.Per esempio si sa che i testimoni di Geova non vogliono far praticare trasfusioni ai figli.Bene, il medico si può appellare al giudice tutelare che può ordinare la trasfusione di sangue.Ergo non credo sia difficile stabilire quando, come e perchè e in base alle decisioni di chi si debba porre fine o non porre in atto, un accanimento terapeutico.Nel caso di Welby c'è stata una reale volontà di porre fine alle sue sofferenze, espressa per iscritto e ripetuta più volte.In altri casi questa volontà non c'è come nel caso della ragazza cui il padre vuole staccare la spina.Credo che una  legge seria debba prevedere tutte le possibilità  e soprattutto stabilire bene i confini netti dell' accanimento terapeutico: una chemioterapia ( che si può rifiutare) non è accanimento terapeutico.E, del resto ci fu una donna tempo fa che rifiutò l'amputazione della gamba pur sapendo che sarebbe morta( è suicidio questo?):mica è stata operata per forza!.Anche un dializzato renale potrebbe dire che è stanco di fare dialisi, ma non stiamo parlando di accanimento terapeutico.Purtroppo per amore di sceneggiata si è voluto "terminare" Welby prima di Natale, quasi come in un messaggio simbolico e allora ORA E' MOLTO PIU' DIFFICILE FARE UNA LEGGE IN TEMPI BREVI, come ha fatto rilevare anche la moglie del signore sardo che non vuole più accanimento terapeutico e a cui è stato concesso di non prendere farmaci, ma a cui non è stata staccata la spina:mica è Welby lui..mica ci ha Pannella  che se lo coccola lui.E' un essere umano  che soffre ma che non fa audience, nè da visibilità ai narcisi.Del resto, come ha detto chiaramente un medico rianimatore al TG1, il testamento biologico e la limitazione dell'accanimento terapeutico sono una cosa, l'eutanasia è BEN altro.Lo sanno i radicalotti questo?
Infine  c'è il discorso dei
funerali religiosi.Non credo che Welby li abbia chiesti, nè che lo abbiano fatto i radicalotti, sarebbe veramente incredibile se avessero fatto una richiesta del genere , dato che si sentono vessati dalla Chiesa e spesso ci sputano sopra.Ma io credo che la Chiesa non dovrebbe negare funerali religiosi a persone nella situazione di Welby, perchè di tutte le virtù la prima è la Carità .E questi sono uomini ( e donne) che soffrono.Al mondo esiste il dolore che , però, non deve essere una condanna.MAI
Verbena




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22 dicembre 2006

Più tasse per tutti:ma il presepe è prima casa?



E poi dicono che non si strumentalizza il presepe.A sto punto , se porta gli schei, 'o presebbio deve piacere per forza, specie a chi vuol portare la felicità alla gente bassa.Gloria a Dio nell'alto dei cieli e tasse in terra agli uomini , specie quelli di buona volontà( perchè gli altri evadono, ovviamente).E giacchè ci siamo , tasse anche sulla pubblicità sfacciata dei radicali, che dico supertasse, dato il luogo dotato di ampissima visibilità, in cui è stata perpetrata.Volete mettere al confronto,il costo della pubblicità su una pagina di repubblica?Non c'è paragone..E allora che paghino i nostri radicalotti..certamente è cosa buona e giusta, equa e salutare, o no?
Verbena




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21 dicembre 2006

Welby e l'Italia che non sa scegliere

Ieri notte Welby è morto.

Ha avuto quello che voleva.Che gli sia lieve la terra.Ha smesso di soffrire, ora non sarà più un caso e la politica che non ha saputo scegliere, continuerà a non farlo.Tra un poco tutta la grancassa mediatica finalmente verrà meno e tutto sarà come prima, scommettiamo?E tutto questo grazie ai radicali:
grazie signori, grazie.Non ne state indovinando una che è una.Non era meglio che Welby lottasse con tutte le sue forze perchè si disciplinasse con una legge l'accanimento terapeutico? Perchè tanta fretta?Un giorno , un mese, qualche  mese in più di vita negata , di sofferenza psichica ma in nome di una chiarezza in un campo tanto delicato quale quello di una decisione ultimativa e terribile, cosa avrebbe cambiato?Ora la faranno una legge?Faranno chiarezza?Mi permetto di dubitare
Verbena
 




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21 dicembre 2006

Ma cosa vogliono i radicali?Sanno cosa è rispettare l'individuo cui vogliono imporre cosa fare?

Il solito intelligentone di turno ha deciso di fare la solita bravata del Kaiser, mettendo dei pupazzetti gay (con faccia da idioti come deve essere la loro, non a caso, idioti si nasce) nel presepe di Montecitorio.Ecco le immagini di cui infastidisce essenzialmente la scontata, stupida e immane e provocatoria volgarità.


 

Mi immagino i rosapugnettisti cosa diranno, ma nel frattempo dico io cosa ne penso:VERGOGNATEVI.Avete già usato in modo schifoso la disperazione di Welby per  portare acqua al vostro mulino  in cui non si produce farina ma  qualcosa di simile , dello stesso colore bianco che, credo vi abbia rammollito il cervello.Qualcuno dirà : ma quanto è bigotta Verbena, meglio bigotta che radicalotta stronzotta.Il presepe è il simbolo della cristianità e dell’amore di Cristo per TUTTI, TUTTI, TUTTI gli uomini , specie quelli maltrattati e vessati ma che hanno il cuore puro e che si appropinquano alla grotta per omaggiare il bambino con sentimenti di tenerezza, affetto, gioia, perché la nascita di un bambino è sempre apportatice di gioia: la VITA, la VITA si manifesta in tutto il suo dirompente mistero.Un bambino è simbolo di vita che trionfa su tutto e su tutti.Gesù bambino certamente avrebbe accolto con amore gay, lesbiche e, soprattutto femminielli, ma non gente che si appropinqua alla sua grotta per  fare propaganda, per imporre con arroganza il proprio pensiero, le proprie scelte di vita .Dio accoglie l’umanità tutta, tutto perdona, ma esplose contro i mercanti nel tempo.Fare mercato di cose tanto delicate, farne una stupida e provocatoria pazziella è cosa degna di chi calpesta la vita solo per ipocrisia ed egoismo.Certe istanze vanno fatte nelle sedi giuste, oltraggiare quello che per molti è un grande e potente simbolo religioso è proprio degno di gente che non sa come si costruisce, perchè il suo scopo unico è distruggere.Il dramma è che questa stronzata di un idiota  finirà per danneggiare proprio coloro che certa gente afferma di supportare.Qualcuno diceva che forse volere tutto e subito è stato un errore in certi anni e allora adesso?Prima Welby strumentalizzato in modo indegno,poi i gay e le lesbiche ma solo quelli con voglia di stupido protagonismo.Che pena 
Verbena  




permalink | inviato da il 21/12/2006 alle 20:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
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