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Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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Israele nel cuore
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1 giugno 2010

Se "pacifismo" fa rima con terrorismo


Cominciamo a dire che l'organizzazione turca Ihh, protagonista della vicenda, è sempre stata filo terrorista, attivamente amica degli jihadisti e di hamas, collegata ai Fratelli Musulmani e che i suoi membri sono stati ricercati e arrestati e la sua sede é stata chiusa dai turchi stessi per possesso di armi automatiche, esplosivo, azioni violente.
Quindi il titolo di "pacifista " è ignobilmente usurpato, o meglio, è il "fumo" che copre ben altri obiettivi. Non c'è "pacifismo" che possa coniugarsi ad hamas, al terrorismo e alla volontà di cancellare un Paese dalle carte geografiche.
Non c'è pacifismo, quando si va ad aiutare, chi nasconde e appoggia terroristi, il cui passatempo preferito, è lanciare missili su Israele, il quale è nel pieno diritto di difendersi. Quando si parte con l'idea di ottenere "o il martirio o Gaza", quando si cantano musiche dell'intifada palestinese e s'inneggia al suddetto martirio non ci si può nascondere dietro la bandiera della pace.
Detto questo, si  sta assistendo alla solita canea, contro Israele. Nulla di nuovo sotto il sole.
Certo le morti avvrebbero dovuto essere evitate, ed è giusto fare chiarezza, anche perchè i civili sono "usati" spesso e volentieri da hamas per ottenere, la solidarietà del mondo. Vengono piazzati sugli obiettivi sensibili, e se ne muore uno, i "kattivi" sono i soldati israeliani e non chi usa i civili come carne da macello.
Quanto all'Onu, che credibilità può avere dopo aver nominato l'Iran, membro della commissione sui diritti delle donne? Definirlo ipocrita è un eufemismo, in Iran di civili (senza collegamento alcuno con organizzazioni terroristiche) ne muoiono centinaia, eppure non mi risulta, che si sollevino mai ondate di sdegno, di questa portata. Nessuno entra in "fibrillazione" e chiede un'inchiesta e il rilascio immediato dei giovani iraniani torturati e ammazzati in carcere. Come al solito ci sono vittime di seria a e vittime di serie zeta, la cui morte, la cui morte scivola sulle coscienze occidentali, come come l'acqua piovana nei tombini.
Orpheus




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4 novembre 2009

Raduno jihadista a Gaza: "A morte Israele"






Lo scorso 30 ottobre decine di migliaia di fedelissimi Jihad si sono riuniti a Gaza per ricordare il fondatore del gruppo ucciso. Hanno sfilato nel corteo con missili e giubbotti per attentatori suicidi, al grido “A morte Israele”. Qui il reportage dei poveri palestinesi "affamati e assetati"  dai cattivoni israeliani.

Mi piacerebbe sapere dove stavano guardando il 30 ottobre tutte le organizzazioni che denunciano i crimini di guerra a Gaza o la sete di Gaza...
Si, perchè mi sembra che gli unici veri criminali siano questi e che l'unica sete che abbiano sia quella del sangue degli israeliani.
Hanno soldi per missili, mitragliette, bombe e quant'altro e non per il cibo?
Ma all'Onu e dintorni cosa credono  che tutti sono ciechi come loro?
Io vedo un popolo che non vuole la Pace, ma la distruzione d'Israele e questo é un problema e un pericolo per tutto il mondo, oltre che una terribile ingiustizia.
Orpheus


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27 gennaio 2009

Israele nel cuore

 







Le immagini parlano più delle parole.
Perchè non esistono parole che possano spiegare quest'orrore, nè che lo possano condannare adeguatamente.
Il mondo deve molto al popolo ebraico, perchè ha chiuso gli occhi sull'Olocausto, permettendo che milioni di esseri umani fossero ridotti in cenere, dopo sofferenze inenarrabili.
Una catena di montaggio di morte, partita con prove di sterminio. Le prime vittime della ferocia nazista furono infatti i disabili: 80.000 malati di mente furono prelevati dagli istituti e giustiziati, 5.000 bambini portatori di handicap, furono strappati alle famiglie, per  sottoporli a delle "cure", furono torturati e uccisi.
Anche a centinaia di bambini ebrei toccò questa terribile sorte: strappati dalle braccia delle madri, usati come cavie per esperimenti da film horror, vivisezionati e infine inceneriti.
Tutto questo non va dimenticato.
Tutto questo avrebbe dovuto impedire altri spaventosi genocidi. Ma l'uomo non impara mai dai propri errrori, nemmeno quando questi costano milioni di vite umane.
Per questa ragione io sono e sarò sempre dalla parte degli ebrei, come ho già detto il mondo deve a loro molto.
Orpheus


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18 gennaio 2009

D'Alema ci risparmi le "lenzioncine" sulla pace



Dopo le sortite dei giorni scorsi, dopo il battibecco con l’ambasciatore israeliano, ieri D’Alema ci ha regalato un'ulteriore performance della sua inossidabile faccia di bronzo , parlando ad Assisi alla manifestazione contro la guerra a Gaza promossa dal Tavolo della "pace" (pace é virgolettato e minuscolo perchè sappiamo come intendano la pace questi signori).
Infatti il neo-pacifista D'Alema deve essersi scordato che nei cinque mesi in cui sedeva a Palazzo Chigi, i bombardieri italiani, partivano dalle basi italiane e andavano a scaricare bombe sulla testa dei serbi. L'hanno fatto per ben 78 giorni.
Sì, il 24 marzo 1999 il líder Maximo era salito al soglio solo da 150 giorni, dopo aver fatto cadere Prodi, ma gli furono sufficienti per dichiarare guerra a Belgrado.
Guerra? Be’, forse dovremmo correggere il termine per rispettare il noto dizionario D’Alema-Hamas, come ha rilevato, primo fra tutti, Andrea Marcenaro sul Foglio.
"È un uso sproporzionato della forza, una spedizione punitiva contro Hamas - ha affermato l’ex premier-. Difficilmente si può definire “guerra” un conflitto in cui muoiono 900 persone da una parte e 10 dall’altra".
La fata smemorina è passata in casa D’Alema, tutto a un tratto s’è scordato di aver ordinato assieme alla Nato di bombardare un Paese vicino, nel cuore dell’Europa: 600 raid aerei al giorno, per 78 giorni. Oltre 500 vittime civili, ospedali, tv, fabbriche, ambasciate, appartamenti, treni, autobus distrutti, un’economia al tappeto. Eh già. Sì può definire guerra un conflitto in cui muoiono oltre 500 civili da un parte e nessuno dall’altra
Ma sì, che diamine, in questo caso sì.
Che importa se anche Amnesty international accusò la Nato di violazione dei diritti umani per "l’impatto sproporzionato sui civili" degli attacchi aerei contro la Serbia.
Ad Assisi oltre che smemorato deve aver fatto anche un po' di confusione:"Non siamo noi isolati - ha attaccato -, ma lo è questa Italia cinica, reazionaria e ignorante.(...)"
L'Italia cinica é quella che rapprenta così bene con la sua persona  e quella ignorante é quella che ancora dà credito alle parole di chi predica bene e razzola male, l'Italia degli ipocriti senza una stilla di onestà intellettuale.
Quelli che sentono, vedono e si mobilitano  solo per la sofferenza di un popolo e girano la testa dall'altra parte, davanti a qualsiasi altra bruttura insanguini il pianeta (per non parlare delle giustificazione a iosa, per gli amichetti di ideologia).
(alcune parti riassunte dal Giornale)
Orpheus 


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17 gennaio 2009

I Mengele del giornalismo: quei bambini usati come Hamas



Lo sanno tutti cosa fa Hamas ai bambini palestinesi.

Lo sanno tutti come li indottrina al martirio, come li usa a mò di giubbetto antiproiettile, come ne calpesta l’infanzia e l’innocenza e come li immola sull’altare dell’odio contro Israele. Ci sono decine e decine di fotografie e filmati in internet: PROVE indiscutibili delle gravissime violazioni dei diritti umani di Hamas, nei confronti di chi non si può difendere: bambini in primis, ma anche donne, anziani e malati.

Eppure il “giornalismo” ignobile di Anno zero ha presentato i bambini palestinesi come vittime unicamente dei “criminali” e “sanguinari” israeliani, in una puntata che definire d’informazione è offendere l’intera categoria dei giornalisti, come lo sarebbe paragonare la categoria dei medici al Dottor Morte.
Una puntata su un tema così importante, che non dico avrebbe dovuto essere obiettiva, ma almeno rispettosa dei diritti dei bambini palestinesi (perché è noto i bambini israeliani per la sinistra non hanno MAI avuto diritti). Invece come Hamas, Anno zero li ha usati per strappare lacrime, per fomentare odio contro gli ebrei di tutto il mondo e Iddio sa se c’è ne bisogno…

Li ha usati per fare clamore (una puntata del genere, era scritto avrebbe provocato polemiche), per far riempire i giornali di titoloni e per far protestare le istituzioni, in modo d’aver l’alibi per poter gridare alla censura.
Anche se in questo caso non esiste censura nel togliere di mezzo questo figuro e la sua corte di leccapiedi, che in ogni puntata mette in piedi un teatrino di marionette, dove la menzogna è d’obbligo, dove non esiste un contraddittorio e dove figuranti pagati dal contribuente fanno la claque a qualsiasi ignobile falsità.
Un giochetto tanto subdolo, quanto spregevole, con conseguenze nefaste per i bambini israeliani che saranno odiati e dovranno sentire e leggere slogan come: “Hamas gli ebrei al gas”, oltre a fare da tiro al bersaglio ai razzi di Hamas da ANNI e per i bambini palestinesi, che questi turpi mercanti dell’ informazione condannano ad un destino atroce: Hamas continuerà a farne carne da macello perché il loro sacrificio è di notevole impatto mediatico e giova alla causa dei terroristi palestinesi.
Tutto questo è ininfluente per i mercanti dell’informazione, quello che importa è l’audience: una bella litigata in tv lo fa schizzare e poi, il giorno dopo, pubblicità a gratis su tutti i giornali…

In questo momento, ci scommetterei la testa, si stanno sfregando le mani anche se lorde del sangue innocente dei bambini palestinesi ed israeliani.

Una trasmissione obiettiva, rispettosa dei diritti dei bambini, degli israeliani e dei palestinesi non estremisti, si sarebbe persa nel panorama televisivo…

Orpheus


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13 gennaio 2009

RANDELLATE

 
(Un campione esplicativo dei nostri "valorosi" pacifinti) 

I pagliacci pacifinti occidentali si sono finalmente risvegliati dal letargo in cui erano caduti malgrado il "lavoro" non gli mancasse, l’occasione per esprimere appieno il loro significato di "pace&love", con spranghe, randelli, bombe carta e devastamenti vari, gliel’ha fornita Israele.
Ieri sera a Milano sono scesi in piazza per contestare l’incontro “Sosteniamo Israele, sosteniamo la pace” in programma alle 20.30 al teatro Strehler. Incontro svoltosi nel più rigoroso rispetto della democrazia e della civiltà, "sa va sans dire". 
Ma come ben si sa, ai pacifisti, democrazia e civiltà fanno andare in tilt gli unici due neuroni che posseggono e così “democraticamente” e “pacificamente” hanno inscenato la solita vergognosa guerriglia urbana. Ma questa volta gli è andata male, ai poliziotti è stato dato l’ordine di non farli arrivare allo Strehler, così nell’impossibilità di fermarli con le buona, sono passati alle “cattive”. E giù mazzate, tante e dure. Pochi secondi e restano per terra alcuni manifestanti con la testa ammaccata.
Non contenti della prima salva di robuste randellate, dopo un po’ ci riprovano nuovamente e lo show si ripete (tutto questo mentre dentro lo Strelher i “falchi” parlavano di Israele e della pace, che tutti vogliono, senza far volare nemmeno una sedia o una misera molotov).
In Inghilterra una scena analoga, con la sostanziale differenza che ai pagliacci pacifinti inglesi è stato permesso di devastare negozi e vie cittadine, con i poliziotti impalati come citrulli, fermi e in piedi, a prendersi di tutto in testa. Povera Inghilterra sono messi male, ma proprio male
Infine un ultimo video sempre sulle proteste di queste “colombe” pro-Hamas in quel di Danimarca, che mostra come siano più filonazisti, che non filopalestionesi.
 Da principio urlano: "abbasso abbasso Israele, abbasso abbasso USA, abbasso abbasso la democrazia, abbasso abbasso la Danimarca"
dopo 41 secondi si sparano un bel saluto nazista!
dopo 1 minuto e 10 secondi uno di loro urla "vogliamo uccidere tutti gli ebrei, tutti gli ebrei devono essere uccisi, non hanno diritto di esistere!" 
Notevole anche lo slogan: "Hamas, Hamas gli ebrei al gas".

Meglio di così solo i seguaci di Hitler sono riusciti a fare.
Orpheus


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12 gennaio 2009

Le bombe sono "più preziose" dei bambini: l'educazione dei bambini di Hamas

 
L’ayatolmullah D'Alema, grande estimatore, da ministro degli esteri dei capi terroristi Hezbollah, oggi in un’intervista  ha ricordato i 300 bambini palestinesi uccisi durante il conflitto in atto, definendo lo stesso “un'espressione partigiana dell'esercito israeliano”.
 Anzi “una vera e propria spedizione punitiva” nei confronti di Hamas.
Secondo il suo illuminato parere “Con il massacro di bambini il fondamentalismo si rafforza”.
E qui casca il "mullah" perché per Hamas le bombe sono più preziose dei bambini.
Basta guardare questo video musicale dove appunto vengono impartite lezioni di jihad destinate all’infanzia, si può “ammirare” una bambina che scopre che la madre indossa una cintura esplosiva per fare un attacco suicida, e canta giuliva: "Ora so cos'è più prezioso di noi".
Le bombe appunto.
Dopo giura di seguire i passi di sua madre, come attentatrice suicida.
Questo è solo un esempio della vasta gamma dei messaggi di odio della TV di Hamas, studiati a tavolino per indottrinare i bambini ai valori di Hamas. Si insegna loro ad apprezzare la violenza, l'odio e la supremazia islamica, e che il martirio in nome di Allah è il più alto dei valori, che porta "onore e gloria". Un odioso lavaggio del cervello che ha come unico intento di piegare le giovani menti in formazione alla logica dell’odio e della distruzione del nemico, a qualsiasi prezzo anche della propria vita.

Oltre al video della bambina aspirante suicida, questa compilation comprende il passaggio di un ragazzo dall'infanzia all'età adulta, dove viene mostrato il suo eroico martirio; un pupazzo che promette la supremazia del mondo islamico, la morte degli infedeli e la trasformazione della Casa Bianca in Moschea, infine un talk-show che mostra bambini dell'asilo che marciano in maniera militare, brandendo armi e auspicando jihad e martirio.
In apertura ci sono le dichiarazioni di Hillary Clinton nella conferenza stampa del PMW(Palestinian Media Watch)tenuta nel Senato degli Stati Uniti d'America, dove ha criticato i libri scolastici e la televisione palestinesi dicendo che "avvelenano profondamente le menti di questi bambini".
Bambini che crescono nell’odio verso il popolo israeliano, ma anche verso gli infedeli e garantiscono ad Hamas, la sopravvivenza in futuro.
Non avrà mai fine questo conflitto, fino a quando non sarà impedito ai fondamentalisti e ai terroristi di avvelenare e uccidere l’infanzia dei loro figli per trasformali in bombe umane e in massacratori del proprio popolo.

Ho un’unica domanda per l’ayatolmullah D'Alema, riguardo alle sue esternazioni: “Ma i bambini palestinesi vittime di Hamas e del suo immondo indottrinamento non sono degni dellaconvenzione ONU sui diritti dell’infanzia?
Contano solo da cadaveri quando si può fare la conta dei morti da imputare all’esercito israeliano?

Sotto alcune foto di bambini usati per  manifestare a favore della Palestina a Beirut e di bambini palestinesi con una bambola insanguinata  mentre cantano slogan contro Israele 
 Bimbi libanesi con finti razzi manifestano a favore della Palestina a Beirut (foto Bilal Hussein - Ap)

Bimbi palestinesi con una bambola insanguinata cantano slogan contro Israele (foto Muhammed Muheisen - Ap)
Orpheus

11 gennaio 2009

Le stragi di Hamas e la taglia iraniana sulla testa di Mubarak


 
Sui TG non girano altro che immagini delle vittime dell'offensiva israeliana, ma su quelle dei terroristi di Hamas vige il silenzio assoluto.
E non sto parlando dei morti israeliani, ma di quelli palestinesi. Si, perchè usare i bambini come scudi umani, equivale a piantargli una pallottola in testa.
Basta
ascoltare le parole di questo leader di Hamas che esalta lo scudo umano di bambini, donne e anziani e urla da vero seguace di Hitler "che loro amano la morte, come noi la vita", per rendersi conto di quale abisso di disumanità e odio feroce anima questi terrotisti. Assassini a sangue freddo dei loro stessi figli...
Non solo, ma  sono decine i collaborazionisti veri o presunti
giustiziati, si stima fra i 40 e gli 80, eppure di questa strage a nessuno importa. Gli occhi e le maledizioni sono solo per Israele, che si difende da questa follia omicida.

In Iran intanto,  il regime iraniano ha organizzato una serie di manifestazioni di protesta di fronte alle varie rappresentanze diplomatiche straniere chiedendo il loro intervento a favore del popolo palestinese e dando fuoco addirittura a molti sedi diplomatiche tra cui l'ambasciata Giordana, i giardini dell'ambasciata britannica ecc..
Nei giorni scorsi addirittura, dirigenti di Teheran durante una manifestazione di protesta davanti all'ambasciata egiziana hanno addirittura chiesto l'eliminazione fisica di Mubarak offrendo anche una bella cifra per chi ucciderà il presidente. Il governo egiziano ha protestato duramente con Teheran sottolinenando la responsablità iraniana per qualsiasi atto terroristico contro Mubarak. Anche in questo caso la comunità internazionale ha fatto orecchie di mercante.
Tutto questo é vergognoso.
Orpheus


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8 gennaio 2009

Hamas usa la gente come giubetti anti proiettili.




















Pur ritenendo l’offensiva israeliana legittima, quando ho letto della scuola Onu bombardata, ho pensato che i soldati israeliani avrebbero potuto stare più attenti nei loro attacchi.
In effetti una scuola non dovrebbe essere un obiettivo militare, se Hamas non usasse criminalmente i civili e le loro sedi, per le proprie postazioni di miliziani.
L’esercito israeliano, infatti sostiene di avere risposto al fuoco dei mortai dei miliziani di Hamas asserragliatisi all’interno dell’istituto.
L’Onu smentisce tramite l’Unrwa, l’agenzia specificamente creata per occuparsi dei rifugiati palestinesi, balzata agli onori delle cronache nel 2004 per avere utilizzato ambulanze per trasportare razzi Qassam.
E infatti il comando di Tsahal ha recuperato, documentando fotograficamente le operazioni, diversi mortai all’interno della scuola.
Ha fornito le generalità di due capoccia di Hamas rimasti uccisi nell’operazione: Imad Abu Askhar e Hassan Abu Askhar.
Ha dimostrato come nella scuola ci sia stata una serie di esplosioni dopo l’assalto dell’esercito, il che significa che all’interno della scuola non poteva non esserci materiale esplosivo che si è innescato a seguito dell’intervento dell’artiglieria israeliana.
Ha dimostrato che quella scuola era da tempo una base occulta per i miliziani di HamasGià nell’ottobre del 2007 i guerriglieri avevano usato i locali dell’istituto come trincea (c’è anche il video su youtube). “Dobbiamo fare i conti con una situazione parecchio difficile”, ha dichiarato alla radio il generale Avi Benayahu, “dal momento che Hamas usa la gente di Gaza come fossero dei giubbetti antiproiettile”.
Possibile e ripeto possibile che nessuno si scandalizzi per l’uso efferato di scudi umani da parte di Hamas?
Si blatera ai tg nazionali “che Israele non avrebbe dovuto sparare nemmeno se i terroristi ci fossero stati, là dentro”, e non una parola di CONDANNA sul fatto che i suddetti terroristi hanno fatto della scuola stessa una postazione militare, mettendo mortai e bombe fra banchi di scuola, maestre e bambini innocenti.
Se i soldati israeliani dovessero evitare tutti gli obiettivi posti in mezzo ai civili, non avrebbero sparato nemmeno un colpo, DOPO che Hamas aveva rotto la tregua.
La maggior parte delle vittime civili sono causate proprio da Hamas, che usa le persone come “giubbetti antiproiettili” e più le nostre televisioni mandano in onda corpicini martoriati, attribuendone la colpa unicamente a Israele, più si legittima e incentiva questo uso criminale dei civili, perché fin’ora né la Ue, né l’Onu, né il Vaticano hanno condannato senza mezzi termini questa barbarie senza precedenti.
Hanno dichiarato a GRAN VOCE quello che fa Hamas con i civili.
Anzi quei corpicini fanno buon gioco sugli ipocriti antisemiti, che li usano per demonizzare Israele, tutti in prima fila a gridare addosso agli israeliani e bruciare bandiere, ma nessuno che INCHIODI Hamas alle sue effettive responsabilità.
E’ tutto documentato in questo rapporto che traccia un quadro esaustivo dei luoghi dove Hamas e gli altri gruppi islamici palestinesi hanno i loro centri operativi, indica le loro strutture militari in otto campi profughi densamente popolati ed anche i siti dove i miliziani si esercitano (provocando feriti), sempre in mezzo alle abitazioni civili o a ridosso di moschee, scuole e ospedali.
Orpheus


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6 gennaio 2009

Chi vuole la guerra

 

In Congo si muore da anni. Quattro/cinque milioni di morti, di cui 750.000 bambini, rapiti a quattro, cinque, sei anni costretti a fare i soldati. Le bambine rapite a 10 anni, costrette a fare da vivandiere e violentate, senza rischio di gravidanze indesiderate (questo il principale motivo per cui vengono rapite in età pre-pubere). Eppure il mondo tace da sempre.

Ma se Israele si difende, si risvegliano tutti i pacifisti del pianeta, e mezzo mondo invoca la tregua, si scandalizza, si “preoccupa” e dimentica che la tregua c’era ed è stata rotta dai palestinesi che hanno continuato bellamente a lanciare razzi sulla popolazione civile israeliana.
Forse se il mondo si fosse un po’ indignato anche per questo, non si sarebbe arrivati a questo punto.
Forse se l’Onu si occupasse un po’ più fattivamente anche degli altri conflitti che insanguinano il pianeta, invece di
sfornare risoluzioni di condanna contro Israele (una novantina, con una media una media di quattro-cinque condanne l’anno) molti genocidi avrebbero potuto, non dico essere evitati, ma almeno contenuti nel numero delle vittime.
Ma lo sguardo dell’Onu è perennemente rivolto al conflitto medio orientale, in particolare a stigmatizzare i presunti crimini di Israele. Perché ad Hamas è permesso avere uno statuto in cui si auspica lo sterminio del popolo ebraico. Senza che nessuno s’indigni.
La guerra mi ripugna, ma anche il terrorismo, e purtroppo a volte per combattere il secondo è necessaria la prima.
Aggiungo un pezzo di Vittorio Feltri che condivido quasi in toto.
Orpheus

Conosciamo le notizie in ogni particolare. Le ultime riguardano l’annunciata battaglia di terra: i soldati israeliani agiscono nella striscia di Gaza e vanno di casa in casa per snidare i capi del terrorismo Hamas. Ne hanno già uccisi un numero elevato. E le operazioni di “pulizia” continuano nonostante mezzo mondo invochi la tregua. Un coro di implorazioni e di critiche. Pochi tengono conto che la tregua c’era ed è stata rotta dai palestinesi nel modo risaputo: missili su Israele destinati a colpire la popolazione.
Il governo di Gerusalemme ha sopportato per un po’. Poi, vista l’insistenza delle aggressioni, ha reagito: prima con attacchi aerei mirati a distruggere le postazioni terroristiche di maggior rilevanza, quindi irrompendo con mezzi corazzati nella striscia. Cosa poteva fare di diverso, seguitare a farsi bombardare porgendo l’altra guancia e confidando in una trattativa diplomatica? Trattare con chi?
Hamas voleva e vuole la guerra, altrimenti non avrebbe lanciato missili a ripetizione ma inviato un ambasciatore o almeno un postino. E allora guerra sia e vinca il più forte, come sempre accade quando si rinuncia a parlare e si mette mano alla fondina della pistola. Una terza via non era praticabile perché non esisteva. Non esiste una terza via per due litiganti: si va avanti con le armi finché uno, per non morire, sventola bandiera bianca.
Questo non è cinismo bensì realismo. I discorsi retorici (e contraddittori) di vari Paesi europei e le accorate preghiere del Papa non servono a placare gli invasati che puntano su Israele né gli israeliani che, per istinto di sopravvivenza, si difendono e cercano di annientare il nemico.
In Italia (e non solo) chi biasima le provocazioni di Hamas quasi sempre tiene a precisare che la controffensiva di Gerusalemme è tuttavia sproporzionata per eccesso all’offesa ricevuta. Facile parlare così standosene seduti al calduccio di casa propria e dimenticando che i cittadini dello Stato ebraico, da quando è stato fondato (1948), sono periodicamente vittime di attentati e sono minacciati - come risulta scritto nello Statuto di Hamas - di sterminio.
È pur vero che i palestinesi non hanno Patria. Ma se non ce l’hanno un perché c’è. La risoluzione dell’Onu che autorizzava la costituzione di Israele in Stato, imponeva in pari tempo la costituzione in Stato della Palestina. Peccato che tale risoluzione sia stata applicata soltanto nella prima parte. Lo Stato di Palestina non è mai nato e non per volontà ebraica; fu la Lega araba a impedirne la formazione. Si dirà, acqua passata. Sbagliato, perché la materia del contenzioso, almeno ufficialmente, è rimasta la stessa.
Immutata la cantilena antisemita: i profughi hanno diritto ad avere un Paese proprio. Giusto. Nessuno ne dubita. Ma ogni qualvolta si è tentato di completare, sia pure in ritardo, il piano disegnato dall’Onu, è stato un fallimento e non a causa di Israele. Questo sia chiaro.
L’ultimo atto dei laboriosi e inutili negoziati si svolse a Camp David nel 2000, presenti Clinton, Barak e Arafat. Giorni e giorni di discussioni. Poi fu annunciata la lieta novella: accordo raggiunto. Mancava soltanto la firma, una formalità. Esultanza internazionale. Titoloni che sprizzavano gioia sui giornali. Ma sul più bello, al momento di compiere il rito della sigla, Arafat - il più ignobile dei premi Nobel, ospite di capi di Stato e papi - si tirò indietro. La notte avanti ci aveva ripensato. Perché se fosse sorto lo Stato di Palestina sarebbe venuto meno il pretesto per combattere contro Israele.
Non è una interpretazione gratuita della cronaca (la storia è altra cosa) ma una semplice constatazione suffragata anche dagli eventi in corso. È arcinoto che sia l’Iran a finanziare Hamas, addirittura fornendo missili (e armamenti d’altro tipo) ai terroristi. Ed è arcinoto che l’Iran si faccia vanto di un progetto assai ambizioso: cancellare Israele dalla carta geografica. Per realizzare il quale d’altronde gli iraniani sono impegnati a produrre la bomba atomica.
Nonostante ciò, secondo le anime progressiste (e quelle fasciste) il governo di Gerusalemme dovrebbe stare fermo e guardare a bocca aperta gli sviluppi della situazione. Senza muovere un dito per salvare la propria gente.
Certe pretese hanno il marchio inconfondibile dell’antisemitismo, tant’è che vengono sottolineate da gesti simbolici in ogni manifestazione pubblica: bandiere israeliane date alle fiamme (è accaduto alcuni giorni fa in Italia) e accostamento della svastica alla stella di David.
Gli ebrei devono morire in massa, preferibilmente in silenzio per non disturbare le conversazioni dei comunisti, dei rifondaroli, dei veltroniani e similari. La posizione politica della sinistra è questa. Con qualche lodevole e rara eccezione: per esempio Furio Colombo. Che però nel Pd viene ascoltato come se parlasse Pinco.
Noi la pensiamo nella stessa maniera di Antonio Martino: ogni attacco a Israele è un attacco all’Occidente.
Chi non l’ha capito lo capirà quando gli arriverà in testa un missile.




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17 luglio 2008

Israele, mi spiace: hai proprio sbagliato

 

Non è solo un fallimento di Israele lo scambio di ieri mattina a Rosh HaNikra, dove i corpi dei due soldati rapiti Ehud Goldwasser ed Eldad Regev sono stati barattati con cinque terroristi vivi. Tra loro Samir Kuntar, che assassinò a colpi di calcio di fucile una bambina di quattro anni e suo padre. La madre ancora oggi ricorda le sue urla di gioia nell’uccidere l’infante. Si tratta di un grande fallimento strategico per la nostra civiltà intera, di una dichiarazione d’impotenza di fronte al grande fenomeno del terrorismo senza pietà che abolisce quello che abbiamo costruito sull’esperienza della crudeltà delle guerre tradizionali: la Convenzione di Ginevra, la Croce Rossa, i meccanismi di protezione dei prigionieri di guerra. È il meccanismo intero della protezione morale dalla crudeltà insita nell’uomo che è cancellato nello scambio di ieri, più ancora che dai precedenti scambi che avevano coinvolto migliaia di prigionieri, perché le condizioni della guerra al terrorismo sono cambiate. Israele è una prova, in questo caso, dell’incapacità della civiltà giudaico-cristiana, che ha posto i mattoni dei diritti umani, di difendere se stessa e i propri figli, di fronteggiare il sadismo e il desiderio di predominio tramite la violenza, come se essi fossero stati magicamente cancellati dalla natura umana. Con questo scambio il terrorismo islamico prende in giro i principi morali e le buone intenzioni del nostro mondo. Ieri, in Medio Oriente si è visto infatti uno scoraggiante spettacolo: il Libano, certo sospinto da Hezbollah, festeggiava con enorme pompa un terrorista, Samir Kuntar, che ha sfasciato la testa di una bambina di quattro anni; dall’altra parte, una società democratica piangeva i suoi morti e alla pietas della sepoltura e alla pressione dell’amore familiare sacrificava un bene fondamentale: il rispetto del nemico e la sicurezza che a uno sgarro seguirà una punizione.
Fouad Siniora, presidente libanese, di cui non si sa dove finisca l’acquiescenza nei confronti del suo peggior nemico, Hezbollah, si è dichiarato partecipe ai festeggiamenti, mentre il leader israeliano Shimon Peres firmava la grazia per Kuntar con volto di pietra, stabilendo tuttavia l’eccellenza morale del fatto che Israele sia l’unico Stato al mondo che liberi terroristi dalla cella in cambio di corpi e pezzi. Con lui, la portavoce dell’esercito Miri Eisen si è vantata della scelta morale senza paragoni di riportare i ragazzi a casa comunque, permettendo così loro di andare in guerra con un sostegno senza limiti.
Qualcuno potrebbe compiacersi della tanta grandiosità morale dell’unica democrazia del Medio Oriente (nell’85, 1150 prigionieri furono scambiati per tre soldati), se i risultati non contenessero i germi di terribili danni per il futuro d’Israele, e in generale per l’Occidente. Eccone le ragioni. Lo scambio toglie valore alle regole internazionali. I nemici d’Israele non seguono nessuna delle norme stabilite dalla Terza e dalla Quarta convenzione di Ginevra, per cui i prigionieri hanno determinati diritti per quanto riguarda le loro condizioni di vita e le comunicazioni con il mondo esterno. Israele tratta, anche con l’aiuto di Stati stranieri, con gruppi terroristici che compiono continui crimini di guerra (attacchi deliberati contro civili, travestimenti da civili per compiere crimini, torture e mancanza di qualsiasi informazione sui prigionieri, smembramento di corpi per scambi) e ha a che fare con Hezbollah. Uno scambio come quello di ieri promuove il movimento libanese agli occhi dell’opinione pubblica araba e islamica, rendendolo vittorioso e potente oltre la misura, insomma ne fa un interlocutore alla pari e anche superiore. Agli occhi del suo mondo, il segretario generale del Partito di Dio, Hassan Nasrallah, è l’Osama Bin Laden sciita: un leader guerriero che mette in ginocchio l’Occidente, che distruggerà Israele, che oltre ad avere ormai diritto di veto presso il suo stesso governo ottiene anche il plauso attivo del presidente Siniora
In secondo luogo, dato lo scambio così diseguale avvenuto ieri, è naturale che i nemici d’Israele vedano il rapimento sempre più come un investimento fruttuoso, tramite il quale non si perde quasi niente, persino se i rapitori sono catturati, dato che in Israele non c’è la pena di morte. Neppure uccidere gli ostaggi di fatto cambia qualcosa, dato che gli israeliani sono pronti anche a cedere terroristi in cambio di cadaveri o pezzi di cadavere. Lo scambio intenso in questi termini dunque prepara altri rapimenti e fa crescere la possibilità che i soldati o i civili rapiti siano maltrattati e persino uccisi con facilità. Come ha detto Yoram Shahar, fratello del poliziotto vittima, fra gli altri, di Kuntar: «Il rilascio di oggi è il rapimento di domani». I genitori del soldato di leva Gilad Shalit, nelle mani di Hamas da due anni, hanno fatto di tutto per evitare che durante la cattività del figlio ventenne fosse liberato Kuntar in cambio dei due soldati morti: è evidente quale sia la natura della loro terribile preoccupazione. È anche evidente un altro successo dell’organizzazione filo iraniana: ha potuto nei mesi passati riarmarsi grazie al passaggio di 40mila missili iraniani tramite la Siria.
Anche l’Autorità nazionale palestinese si è lasciata andare a lodare lo scambio di Hezbollah e Kuntar personalmente. L’Iran festeggia. In generale, quando le organizzazioni terroristiche appaiono forti e vittoriose, i loro sponsor aumentano i finanziamenti e programmano nuove azioni. Non a caso, si sostiene che Hezbollah progetti una nuova guerra nei prossimi giorni. Infine, il sistema giudiziario di qualsiasi Stato democratico può andare in pezzi di fronte all’ingiustizia di rimettere in libertà criminali prima che abbiano servito la loro condanna. Inoltre, secondo tutte le statistiche, i terroristi liberati tornano nella maggior parte dei casi a compiere attentati letali. Dall’anno 2000, 180 israeliani sono stati assassinati da terroristi che erano stati rilasciati dalle carceri. È inutile frugare qui nei problemi che hanno condotto il premier Ehud Olmert ad accettare le impossibili condizioni degli Hezbollah. Lo faremo altrove. In ogni caso, la base del disastro è nell’incredibile fraintendimento che crea un’eguaglianza fittizia nel dialogo, che tale non è, fra il diritto e il torto.
Fiamma Nirenstein
Non posso che condividere il giudizio della Nirenstein e soprattutto le sue preoccupazioni sugli effetti deleteri che questo scambio avrà sul popolo israeliano (e sull'Occidente).
Orpheus


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16 luglio 2008

Non hanno nemmeno rispetto dei morti

 Ehud Goldwasser (a destra) e Eldad Regev, i due soldati morti restititui a Israele (Reuters)
Sono tornati a casa Ehud ed Eldad.
Ci sono tornati in due bare nere e lucide.
In cambio 5 assassini, fra cui un mostro, Samir Kuntar.
E mentre Israele piange, in Libano si festeggia, "Hezbollah ha trasformato la consegna dei cadaveri in uno show televisivo" .
E Hamas si "congratula".
Hanno vinto é vero ma sono dalla parte dei carnefici, di chi NON ha rispetto nemmeno dei morti e del dolore dei loro familiari.
Sono bestie senza coscienza, nate e pasciute nell'odio.
Quando il mondo lo capirà sarà sempre troppo tardi.
Che il sonno della morte sia lieve per Ehud ed Eldad, il mio cuore piange per loro.
Orpheus


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2 luglio 2008

Chi è Samir Kuntar, l'uomo dello scambio

 
Il 22 aprile 1979 Kuntar guidò un gruppo di quattro terroristi che, partiti da Tiro a bordo di un gommone, sbarcarono verso mezzanotte sulla spiaggia di Nahariya, città israeliana una decina di km a sud del confine israelo-libanese, con lo scopo di compiervi un attentato. I quattro si imbatterono in un agente di polizia israeliano, Eliyahu Shahar, che uccisero all’istante. Dopodiché entrarono in un edificio al numero 61 di via Jabotinski e fecero irruzione nell’appartamento della famiglia Haran prima che potessero sopraggiungere rinforzi di polizia.
I terroristi presero in ostaggio Danny Haran, 28 anni, insieme alla figlia Einat di quattro anni.
La madre, Smadar Haran, fece in tempo a nascondersi in un soppalco sopra la stanza da letto insieme alla figlia Yael, di due anni, e a una vicina. “Non dimenticherò mai – ha successivamente raccontato Smadar –l’allegria e l’odio nelle voci degli uomini di Kuntar mentre si aggiravano per la casa dandoci la caccia, sparando coi mitra e gettando granate Sapevo che se avessero sentito Yael piangere avrebbero gettato una granata nel nostro nascondiglio uccidendoci tutte.
Così tenni la mano sulla sua bocca per non farla gridare.
Acquattata là dentro, mi tornavano alla mente i racconti di mia madre su quando si nascondeva dai nazisti durante la Shoà”. Tragicamente in quei frangenti Smadar provocò la morte per soffocamento della figlia Yael, accorgendosene solo troppo tardi.
Nel frattempo Kuntar e i suoi uomini tentavano una sortita e uscivano dall’edificio trascinando Danny e la piccola Einat sulla spiaggia, dove ingaggiavano una sparatoria con agenti e soldati israeliani.
Fu in quel momento che Samir Kuntar sparò a bruciapelo alla schiena di Danny Haran davanti agli occhi della figlioletta, immergendolo poi in mare per assicurarsi che fosse morto. Subito dopo venne visto uccidere la piccola sfondandole il cranio contro le rocce della spiaggia. Intanto nella sparatoria rimanevano uccisi un secondo agente israeliano e due uomini di Kuntar (Abdel Majeed Asslan e Mhanna Salim Al-Muayed).
Da L'Occidentale
Capisco la pietas umana e religiosa che induce a voler le spoglie mortali dei propri cari, per poter pregare sulle loro tombe, ma rilasciare un simile mostro, patteggiando con chi vuole la nostra distruzione, per tale scopo, é pazzesco.
La sicurezza dei vivi, deve avere la priorità sulla pietà per i morti.
E Israele dovrebbe aver ormai compreso che ogni cedimento, non porta alla tanto agognata pace, ma al contrario rafforza le intenzioni di distruzione del nemico. Per anni ha dato terra, ottenendo solo di avvicinare sempre più alle città israeliane, il fronte della guerriglia.

Infine si vergogni la comunità internazionale europea che si ostina a non mettere gli Hezbollah nella lista nera dei terroristi, ma in compenso continua a tenervi gli iraniani ribelli del Pmoi. Orrori dettati dal morbo del politicamente corretto.
Orpheus 


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23 maggio 2008

La macchina dei media antisraeliani macina odio e menzogne


Israele è sempre nel mirino, dei disinformatori di professione, coloro che non solo sbraitano accuse ingiuste contro lo stato israeliano, ma montano addirittura dei “casi” per avere l’occasione di dipingere Israele come razzista, oppressore, intollerante e carnefice di poveri indifesi.
In questi giorni ho letto su alcuni media di un ipotetico rogo di “vangeli” e testi sacri a Or Yehuda, una cittadina vicino a Tel Aviv. Non ne ho parlato perché, francamente ho dato alla notizia l’importanza che aveva; “ammessa e non concessa” la sua veridicità, si sarebbe trattato del gesto di qualche fanatico, criminalizzare un popolo, per un manipolo di esaltati, lo trovo sbagliato.
Ho fatto più che bene, la notizia si è rivelata infondata, come spiega Deborah Fait. Ma ha avuto grande eco.

Al contrario di un’altra notizia, passata nel più assoluto silenzio e in nome della quale Israele e' stato processato e condannato senza appello, la sua bandiera bruciata ad ogni manifestazione “pacifista” e il suo popolo calunniato e maledetto. Si tratta della morte taroccata di Mohamed al Dura, che non solo non è morto, ma finito il filmatino antisemita ha fatto un bel sorrisone al padre.
Philippe Karsenty, il giornalista che aveva denunciato France 2 e il suo reporter per aver manipolato il video, ha VINTO alla corte d’appello di Parigi, la causa contro l’emittente francese.
Quel che é clamoroso è quanto emerso dai fotogrammi del servizio televisivo di France 2 non montati nel servizio di quel 30 settembre 2000 (quello della presunta morte di Dura).
Per anni,  infatti l’emittente televisiva francese si é rifiutata di renderli noti al pubblico finché proprio la corte di appello di Parigi non gliel'ha imposto.
E in essi si vedono delle immagini, successive alla "morte" del bambino a causa di un proiettile sparato da israeliani, in cui il piccolo Mohammed al Dura apre gli occhi e sorride al padre.
Una vera e propria messinscena creata ad arte per rincofolare l'antisemitismo di hitleriana memoria.
Il commento della direttrice delle relazioni con il pubblico, Christine de la Vena, é a dir poco acido: "Questa storia è vecchia e tutti l’hanno ormai dimenticata tranne quest’uomo del processo e un paio di altri che rifiutano di arrendersi, solo in Francia può accadere che così poche persone causino guai così grandi".
Si sbaglia la direttrice non tutti l'hanno dimenticata, di certo non i parenti delle vittime di tanto odio.
La verità non diventa mai vecchia, così come gli imbroglioni targati sinistra non diventeranno mai onesti, hanno scritto nel loro DNA la disinformatja e la calunnia, accanto al colore degli occhi e dei capelli.
Orpheus 


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29 aprile 2008

Hamas e non Israele è responsabile per la strage a Gaza

 

La notizia della morte di una madre e dei suoi bambini a Gaza, completa di filmati che danno la misura della tragicità dei fatti, da ieri mattina sta facendo giustamente il giro del mondo, ma non viene riportata in maniera completa. Infatti anche diversi terroristi della Jihad Islamica hanno perso la vita nell’esplosione, e questo non è un particolare di poco conto. Anche se colpiti e addolorati, abbiamo il dovere di capire come e perché tutto ciò è potuto accadere, approfondendo sia la dinamica dei fatti di ieri, sia di quelli dei giorni scorsi che, anche essendo correlati, non hanno purtroppo avuto il giusto rilievo. Sderot il 26 ed il 27 Aprile è stata colpita da una pioggia di Qassam, quattro razzi due giorni fa e otto ieri, che hanno causato dei feriti e danni alle abitazioni. Anche il cimitero è stato colpito e nell’esplosione diverse tombe sono state seriamente danneggiate e lapidi divelte. Il ministro della Difesa israeliano, sotto la spinta degli esasperati abitanti della cittadina del Neghev, aveva avvertito che se i lanci di ordigni verso Israele non fossero stati immediatamente sospesi ci sarebbe stata risposta militare al fine di neutralizzare i gruppi terroristi responsabili; c’erano dunque tutti i presupposti per nuovi conflitti a fuoco che puntualmente si sono verificati.
Ieri mattina il lancio di Qassam è ripreso ed anche una scuola ed un’abitazione privata sono state colpite e seriamente danneggiate. Alcuni militari israeliani, nella zona di Beit Hanun, hanno individuato dei terroristi della Jihad Islamica pronti a lanciare una salva di sei razzi verso il territorio israeliano ed hanno ingaggiato un conflitto a fuoco con i componenti del gruppo terroristico al fine di impedire loro di portare a termine la missione. Il portavoce dell’esercito ha spiegato che durante lo scontro a fuoco i terroristi hanno trovato rifugio all’interno di un edificio e da lì hanno continuato a sparare dalle finestre delle abitazioni. A quel punto è stata centrata una delle finestre dalla quale i Jihadisti sparavano contro i militari israeliani. L’esplosione ha investito tutto il piano del palazzo colpendo, purtroppo, anche le vittime civili. È inutile dire quanto sia doloroso che i bambini paghino così cara la stoltezza dei grandi, ma il punto è e rimane sempre quello: non si possono evitare danni ai civili se usati come scudi umani. I terroristi sapevano benissimo che il loro rifugiarsi all’interno di un palazzo abitato da famiglie avrebbe messo in pericolo anche chi con loro non aveva nulla a che fare.
Sapevano benissimo che qualche civile sarebbe potuto rimanere ucciso, ma lo hanno fatto lo stesso, e questo solo per poter poi usare la carta della propaganda a spese di poveri innocenti. Se vogliamo davvero rendere giustizia a chi ha perso la vita in questa come in altre situazioni, dove la popolazione ha pagato la viltà del terrorismo islamico che la strumentalizza fino al massimo sacrificio, dobbiamo dire ciò che pensiamo a chi crede che bombardando civili da una parte e usandone altri come scudi umani dall’altra si possa presto arrivare ad una vittoria militare, e cioè che non ci facciamo più incantare dalla loro propaganda. Dobbiamo dire a Hamas e a chi riporta notizie monche o modificate ad uso e consumo di chi vuole addossare sempre la colpa ad Israele, di smetterla con il gioco delle tre carte che ha come unico fine la confusione totale perché ormai è chiaro, a chi vuole capire, di chi è la responsabilità delle sofferenze della popolazione palestinese ed israeliana.
LìOpinione.it
Quando ho sentito la notizia della tragica morte dei bambini e della loro madre morti, ho subito pensato che la colpa era di Hamas, che usa i civili come scudi umani.
Ma chi si limita a leggere Repubblica o il CdS, se la prende con Israele, e fa il gioco di Hamas, che vedendo i risultati continua ad usare ignobilmente i civili come scudi umani. Un serpente che si morde la coda, che solo la corretta informazione e l'isolamento di Hamas, può interrompere. Quanti civili devono ancora pagare con la vita, prima che l'Europa, si renda conto chi sono i veri carnefici del popolo palestinese?
Orpheus


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28 aprile 2008

Bufera sulla missione Unifil in Libano

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Israele accusa Claudio Graziano, il comandante della missione Unifil in Libano, di aver nascosto deliberatamente informazioni sul rafforzamento militare della milizia sciita di Hezbollah nel Libano, a sud del fiume Litani. Secondo il quotidiano Hareetz, che riporta autorevoli fonti del governo di Gerusalemme, negli ultimi sei mesi sarebbero avvenuti diversi momenti di tensione tra i caschi blu e i miliziani sciiti, dei quali il Consiglio di Sicurezza dell’Onu non è mai stato messo al corrente.
Il dubbio che l’operazione Leonte, dove i soldati internazionali sono chiamati ad agire come semplice “cuscinetto” tra i contendenti, stia insabbiando le attività di Hezbollah cova da tempo tra gli alti comandi dell’esercito israeliano ma è esploso nel corso di una riunione a porte chiuse dopo l’episodio, rivelato di recente, che ha visto la notte tra il 30 e il 31 marzo militari italiani scoprire un carico di armi e tornare alla base sotto le minacce di un gruppo di miliziani. Graziano, secondo gli alti gradi dell’esercito ebraico, “continua a presentare mezze verità nel timore di eventuali conflitti con Hezbollah” .
Quello che secondo Israele il comandante italiano sta mettendo in atto è un’interpretazione quantomeno indulgente del suo mandato ma il cui risultato è quello di svuotare il contenuto della risoluzione 1701 (leggi qui). Secondo una fonte diplomatica delle Nazioni Unite contattata da Hareetz, anche l’incidente di marzo era destinato ad essere cancellato dal rapporto dell’Onu sotto pressioni del segretariato generale del Palazzo di Vetro e di ufficiali in alto grado di Unifil. Uno dei problemi più dibattuti della missione in Libano sono le cosiddette regole di ingaggio, in base alle quali i soldati possono sì usare le armi per disarmare i contendenti ma solo se attaccati.
Da Panorama
La missione Leonte é nata viziata dalle posizioni "equivicine" ad Hezbollah dell'ex ministro degli esteri, ovvio che Israele lamenti certi comportamenti poco cristallini dei nostri soldati in Libano. C'é da sperare che Franco Frattini, nei prossimi atti che farà, in qualità di ministro, dia un senso a questa missione (che costa una barca di quattrini ai contribuenti) che non sia quello di reggere bordone alle attività illegali di Hezbollah. Secca pagare le tasse per permettere il riarmo dei terroristi islamici.
Orpheus


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1 aprile 2008

Perché l'Occidente non protesta per le vignette antisemite?

 

Le vignette su Maometto hanno incendiato le piazze arabe. I governi musulmani accusano la stampa occidentale di propagandare una visione distorta dell’Islam.
Ma qual è la situazione nei media arabi? Antisemitismo e razzismo a go-go.
Quella che segue è una selezione di vignette apparse sui giornali arabi e di altre nazioni occidentali dopo l’11 Settembre. L’antisemitismo viene declinato in tutte le sue coniugazioni: la teoria della cospirazione, il negazionismo, la trivializzazione dell’Olocausto, l’antisionismo, le nuove forme di antisemitismo diffuse dai media indipendenti e governativi.

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Questa vignetta è apparsa il 23 giugno del 2002 su Al-Watan, il quotidiano del Qatar. Raffigura il defunto presidente Ariel Sharon che osserva un aereo israeliano in procinto di conficcarsi nel World Trade Center. La parola che appare sotto il disegno significa “Pace”. La vignetta fa riferimento alla nota manipolazione cospirativa, e persecutoria, per cui gli ebrei furono avvisati di non recarsi a lavoro nelle Torri Gemelle il giorno dell’attacco.

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Queste due vignette sono apparse nella serie coreana Distant Countries and Neighboring Countries del disegnatore Lee Won Bok. La serie è stata pubblicata nel 2007 da Gimm-Young, una casa editrice per l’infanzia. Nella prima vignetta vediamo un giornale, una rivista, una televisione e una radio, gli emblemi del controllo giudaico sui media. Nella didascalia si può leggere che “il dibattito pubblico negli Stati Uniti si concentra sugli ebrei e non è esagerato dire che i media americani sono la voce degli ebrei”. La vignetta accanto mostra un uomo che sta risalendo una collina fino a quando si trova di fronte un muro con la Stella di Davide e la scritta “Stop”. Il commento nella didascalia è “l’ostacolo finale al successo è sempre una fortezza chiamata Giudei”. La serie ha venduto oltre dieci milioni di copie.

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Ancora più chiaro il quotidiano Al-Bayan, uno dei più diffusi giornali dei paesi arabi. Nel dicembre del 2005 pubblica questa vignetta in cui si vede un rabbino che gioca con il mondo come se fosse uno yo-yo. L’anno dopo lo stesso quotidiano offre un editoriale intitolato “Sionismo e arabismo” in cui ci si chiede se “i sionisti fanno parte dell’umanità”.

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La fonte di tutte queste teorie sono i tristemente noti “Protocolli dei Savi di Sion”. Qui sopra riportiamo la copertina dell’edizione apparsa a Damasco nel 2005, autorizzata dal ministro dell’informazione siriano. Nel libro si dice che gli attacchi dell’11 Settembre furono un congiura sionista e viene predetta la fine dello Stato di Israele. I Protocolli sono un bestseller in Siria, Turchia e Libano. Sono stati presentati dal governo iraniano al Salone del libro di Francoforte nel 2005 e hanno ispirato popolari serie televisive in Egitto e negli altri stati arabi. Dal 2003, nuove edizioni sono apparse in Gran Bretagna, Ucraina, Indonesia, Giappone, Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, Russia e Serbia.   

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Questa vignetta è apparsa sul quotidiano saudita Al-Ittihad nel 2006. Mostra un ebreo che sventola un pistolone chiamato “Olocausto” sotto il naso di un uomo che rappresenta il resto del mondo. Il senso è chiaro: gli ebrei hanno ricattato la comunità internazionale con la scusa dell’Olocausto per ottenere i territori palestinesi. Il negazionismo nei paesi arabi è un fenomeno abbastanza recente, risale al 1990, quando Balsam, un giornale legato all’OLP, pubblicò un articolo sulle “bugie delle camere a gas”. Iran, Siria e il movimento di Hamas, hanno sistematicamente proseguito in questa campagna di denigrazione della più grande tragedia del Novecento.

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Collegato al negazionismo è l’assioma per cui lo Stato di Israele sarebbe una reincarnazione del Reich nazista, come dimostra questa vignetta di Stathis Stavropoulos, apparsa sulla rivista greca Eleftherotypia nel 2006. La didascalia recita “Paura e miseria nel Quarto Reich”.

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Il concetto è espresso più limpidamente in questa vignetta di Yassin Khalil, disegnatore di Teshreen, quotidiano filo-governativo siriano (il secondo per numero di lettori). Sullo sfondo di un mare di teschi, si vede un soldato israeliano in divisa da SS che fa il saluto nazista ad Hitler, dicendogli “Noi siamo uguali”. La vignetta è apparsa nell’aprile del 2007.

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Il negazionismo e la teoria della cospirazione sono legate all’antisionismo, la lotta contro il movimento che diede vita allo Stato d’Israele. Il termine antisionismo, con il passare del tempo, ha assunto molteplici significati tutti più o meno collegati all’antisemitismo. Oggi le parole ‘sionisti’ ed ‘ebrei’ sono intercambiabili, non si fa più differenza tra gli ebrei di Israele e quelli che vivono in altri paesi, tra quelli che appoggiano la politica di Tel Aviv e chi la critica da posizioni pacifiste. Nella vignetta precedente, firmata dal disegnatore Ahmed Tohgan nel 2007, la pettorina del soldato porta la scritta “Sionismo”, mentre nella bandiera vediamo la Stella di Davide equiparata alla svastica nazista. L’editore è il quotidiano egiziano Al-Gomhouriyya.

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In questa vignetta di Al-Wasat, edita dal quotidiano del Bahrain nel 2002, c’è un ebreo che corre stringendo una lancia dove tiene impalato un bambino innocente. Il disegno allude a un altro antico stereotipo della fantasia antisemita: gli ebrei uccidono i bambini per fare sacrifici con il loro sangue. Secondo il mito, gli ebrei vanno in cerca di sangue cristiano (e arabo) per produrre il matzoh, il pane sacro consumato durante la festività del Pesah, la Pasqua ebraica.     
Le nuove forme di antisemitismo sono rifiorite anche nei paesi occidentali. Buona parte dei maggiori incidenti antisemiti degli ultimi anni sono avvenuti in Europa occidentale e negli Stati Uniti. L’antisemitismo è un fenomeno mainstream, che sentiamo in tante conversazioni di ogni giorno, ripetuto da persone che non si considerano razziste. Il nuovo antisemitismo è quasi sempre un riflesso dell’antisionismo e della opposizione all’esistenza o alla politica dello stato di Israele.

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In questa vignetta del disegnatore inglese Martin Rowson, pubblicata dal Guardian nel 2006, un guanto chiodato con le stelle di Davide colpisce con inaudita violenza un ragazzino palestinese. Stretto nel pugno israeliano s’intravede il profilo del presidente George W. Bush.

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Anche il presidente israeliano Olmert è diventato il protagonista di numerose vignette a sfondo antisemita. Qui lo vediamo mentre si fa la barba. Lo specchio rimanda l’immagine di Hassan Nasrallah, il leader del movimento di Hezbollah. Notiamo che i piedi di Olmert hanno sembianze mostruose e vagamente rettili (un altro cliché antisemita, rappresentare gli ebrei come dei subumani). La caricatura è apparsa sul quotidiano norvegese Verdens Cang nel 2006. Negli ultimi anni, in Norvegia, molti articoli hanno ridimensionato l’Olocausto e criticato aspramente la politica israeliana, soprattutto durante il conflitto libanese tra Israele e gli Hezbollah.

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In quest’altra vignetta del giornale norvegese Dagbladet, Olmert appare come il capo di un campo di sterminio che imbraccia un fucile di precisione per colpire qualche vittima a caso. Lo fa per divertimento.  

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L’antisemitismo è anche sponsorizzato dagli stati e dai movimenti che si oppongono all’esistenza di Israele. In Arabia Saudita molte di queste forze operano sotto l’egida ufficiosa della monarchia Saud. La vignetta precedente è stata pubblicata dal quotidiano saudita Al-Yawm il primo dicembre del 2005. Il disegno è di Imad Hajaj.  

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In quest’altra, pubblicata da Teshreen nel marzo del 2007, un soldato israeliano legge i Protocolli di Sion mentre pugnala a morte un povero arabo. Il disegno è di Yassin Khalil.

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In questa lo Zio Sam viene stritolato dal serpente sionista. La vignetta è apparsa sul quotidiano governativo egiziano Al-Gumhuriyya nel 2007. Nell’immaginario storico europeo dell’antisemitismo, il serpente è stato usato spesso per rappresentare il ‘tradimento’ degli ebrei.

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Il Venezuela del presidente Chavez è un altro nido di antisemiti. Il caudillo latinoamericano ha accusato Israele, il Mossad e la comunità ebraica del suo paese di essere responsabili del colpo di stato del 2002. La vignetta è tratta dal quotidiano di regime Diario Vea che vende fino a 85.000 copie al giorno. Il disegno non ha bisogno di commenti.    

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Che ci fa Topolino sugli schermi di Al-Aqsa, la televisione di Hamas? Semplice, nel programma Farfour, andato in onda in West Bank e a Gaza nel 2007, Topolino spiega ai più piccoli come si diventa bombe umane. Come si organizza un attentato kamikaze contro Israele, come si prega per la vittoria finale dell’Islam. Nell’episodio finale della serie, “I pionieri di domani”, agenti del Mossad inseguono Topolino per farlo fuori.  

C’è tempo per un ultima considerazione. Nei paesi occidentali nessuno si sognerebbe mai di vietare le vignette che abbiamo scelto come esempi del vecchio e del nuovo antisemitismo. La libertà di espressione è uno dei pilastri della nostra democrazia. Il punto è ancora una volta la mancanza di reciprocità. Se i vignettisti danesi vivono sottoscorta non si capisce perché ai disegnatori arabi debba essere concessa tutta questa libertà di satira.   

Le vignette apparse in questo articolo sono tratte dal Report sull’Antisemitismo pubblicato dal Dipartimento di Stato americano nel 2008.
Da l'Occidentale
L'Europa non protesta contro le vignette antisemite perchè gli antisemiti abbondano anche fra i politici di sinistra e relativo "retroterra" intellettual-chic europeo.
Come non protesta per le vignette offensive contro i cristiani e i simboli del cristianesimo.
Noi permettiamo che nei nostri paesi, i musulmani offendano i nostri simboli e arriviamo all'assurdità di toglierli per non offendere la sensibilità islamica.
Superfluo sottolineare a cosa porterà tutto questo.
Orpheus


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17 marzo 2008

Solidarietà a Fiamma Nirenstein

 

Miserevole, meschina, schifosa, vigliacca, perfetto esempio di propaganda neonazista la vignetta di Vauro sul Manifesto, altrimenti detto Nazifesto, del 15 marzo. Appena vista mi ha assalito un'ondata di rabbia così forte che avrei voluto averlo qui davanti a me l'autore di tanta schifezza, per guardarlo negli occhi e dirgli una sola parola "Auschwitz" perché l'unico periodo della storia moderna in cui gli ebrei hanno dovuto portare sugli abiti la Stella di David è stato quando venivano portati nei campi della morte.
Vauro ha ripetuto l'orrore raffigurando Fiamma Nirenstein con una Stella sul petto e vicino il fascio littorio per insultarla, delegittimarla, svergognarla a causa della sua candidatura nel PdL.
Viva la democrazia comunista!
L'insulto, la vergogna, lo schifo vanno tutti rigettati sull'autore di simile obbrobrio e sul giornale che lo ha pubblicato, posso immaginare quanto avranno sghignazzato fra loro, questi paladini della libertà e grandi difensori di terroristi.
Avranno riso, pacche sulle spalle del Vauro, sempre recidivo, sempre pronto a disegnare vignette antisemite che gli escono direttamente dal cuore. Sono sicura che non ha bisogno di pensarle, gli vengono spontanee, sono frutto del suo odio , figlio primogenito dell'ideologia cancerogena che anima questa gente che si dichiara di sinistra ma che è erede diretta delle purghe, dei campi in Siberia, dei manicomi criminali dove venivano sbattuti i nemici del regime, in primis gli ebrei che, se non abiuravano fede e appartenenza, erano considerati nemici da eliminare, esseri spregevoli da ammazzare o da deportare ai confini più lontani dell'impero sovietico.
Come il nazismo, il comunismo si è macchiato di orrori indescrivibili contro gli ebrei eppure, mentre oggi chi è ancora fascista si deve , giustamente, vergognare, questi qua, questi sciacalli, questi vigliacchi, questi razzisti vanno in giro orgogliosi del loro essere comunisti, colla puzza, tanta puzza sotto il loro naso.
Questo Vauro che si è sempre tanto divertito a disegnare infami porcherie contro gli ebrei e Israele , questa volta prende di mira la miglior giornalista italiana, la più preparata, la più coraggiosa perché ha il fegato di mettersi contro quella fetta di italiani che, a pugno chiuso, gridano "A morte Israele".
Secondo me Vauro è invidioso, secondo me avrebbero fatto carte false per avere una personalità come la Nirenstein dalla loro parte senza rendersi conto che un ebreo orgoglioso di esserlo, un ebreo sionista, un ebreo che ama Israele , un ebreo che odia il terrorismo e le falsificazioni storiche che lo hanno fatto nascere e proliferare non potrebbe mai stare dalla loro parte.
Purtroppo gli italiani hanno la memoria corta, per quello che gli fa comodo, e quasi tutti, ahimè anche tanti ebrei, hanno dimenticato cosa ha fatto la sinistra contro Israele negli ultimi 40 anni. Quasi tutti hanno dimenticato la violenza, le calunnie gli insulti, le manifestazioni oceaniche contro Israele.
Ma io ricordo, caspita se ricordo!
Anni, anni, anni di rabbia, dolore, ribellione, anni di buio e di solitudine per difendere Israele!
Ricordo le prime pagine dei quotidiani dove la parole più gentile dedicata a Israele e agli ebrei era "Nazisti".
Ricordo l'adorazione per Arafat quando veniva in Italia e lo portavano in trionfo ad Assisi, santo tra i santi, mentre l'Italia e l'Europa subivano in silenzio il terrorismo dei suoi feddaiyn, mentre veniva assassinato Stefano Tachè, mentre veniva assalita l'Achille Lauro e un ebreo anziano e in sedia a rotelle , Leon Klinghofer, veniva ammazzato come un cane e gettato in mare.
Ricordo quando i congressi nazionali della Federazione Italia-Israele dovevano essere protetti dalla polizia in arme e da agenti in borghese, ricordo che a Bergamo avevamo due ali di poliziotti armati intorno all'albergo perché un emerito rifondarolo, deputato nel governo Prodi, aveva giurato che ci avrebbe assaliti insieme ai suoi seguaci.
Ricordo le minacce, le librerie date alle fiamme perché avevano in vetrina libri su Israele, ricordo le telefonate anonime"schifosa sionista, creperai presto", ricordo il rifiuto dei governi italiani di ricevere ministri di Israele mentre Arafat la faceva da padrone all'interno delle nostre istituzioni con deputati e ministri che gli si inchinavano davanti sbavanti, per non parlare dei giornalisti.
Ricordo treni e pullmann a centinaia viaggiare verso Roma per la più grande delle manifestazioni contro Israele, al grido di "Israele, a morte" e ricordo l'espressione di un amico israeliano che non riusciva a capacirasi di essere considerato "IL MALE", come gli aveva gridato in faccia un manifestante.
Ricordo anni di solitudine, di abbandono , di disprezzo, di violenza verso chi si dichiarava orgogliosamente sionista.
Ricordo una mostra di fotografie di Israele a Brescia e la distruzione del locale, le foto a terra, il gallerista preso a pugni, sacchi di sterco gettati sul pavimento e le scritte "Morte a Israele- Palestina libera e rossa". Gli autori erano gli angioletti dei centri sociali.
Ricordo la disperata solitudine di Israele, paese reietto, paese paria, paese da odiare, di cui chiedere a gran voce la distruzione dando alle fiamme le sue bandiere.
Ricordo i cortei della famosa Pantera, tutti belli inkefiati che passando davanti al Tempio Maggiore di Roma urlavano, stendendo il pugno chiuso, "A MORTE".
Ricordo La pipa di Luciano Lama, seguito da un codazzo di giovinastri urlanti, mentre faceva gettare una bara nera sulla scalinata del Tempio.
Pochi giorni dopo veniva rubata da un feddayin la vita di Stefanino Tachè, due anni appena.
Ricordo Pertini che, davanti al nostro dolore e rabbia, disse "ma cosa vogliono questi ebrei!". Ricordo il corteo coi kamikaze tenutosi a Roma nel 2002 mentre in Israele i genitori mandavano i loro figli a scuola in autobus diversi nella speranza di rivederne almeno uno vivo. Ricordo tutti i sinistri che durante gli anni di guerra del terrore incominciata da Arafat nel 2000, non sapevano fare altro che demonizzare Israele e difendere i terroristi. Sì, li ricordo i cosidetti pacifisti andare a manifestare con chi faceva saltare in Israele autobus, bar, pizzerie, teatri, scuole. Me li ricordo bene, in fila e commossi, andare a onorare Arafat al Mukata e baciargli la kefiah come a un santo e farsi sbavare la faccia dai suoi baci schifosi.
Non ricordo invece di aver mai visto un vigliacco comunista davanti ai cadaveri carbonizzati di bambini israeliani.
Ci sono ebrei che disapprovano la candidatura di Fiamma Nirenstein col centro destra? Certo, ma io a questi ebrei ciechi dico soltanto che negli anni del terrore, negli anni in cui avevamo paura di uscire per le strade di Israele, negli in cui la sinistra e il centro sinistra ci davano addosso, impietosi e incuranti, il governo di Berlusconi si è schierato apertamente con Israele e con gli USA contro il terrorismo, contro quei figli di Allah assassini e maledetti di cui ha tanto parlato l'altra grande giornalista odiata dai sinistri , Oriana Fallaci.
Chi è con Israele, in Italia deve avere la scorta. Perché?
Perché Fiamma Nierenstein e Magdi Allam devono essere difesi in una democrazia occidentale? Perché Vauro e Michele Giorgio no? Ve lo siete mai chiesto?
Concludo esprimendo tutto il mio disprezzo a Vauro e al suo giornale spazzatura.
A Fiamma Nirenstein vanno la mia solidarietà, la mia ammirazione e il mio affetto, in nome della civiltà della democrazia e della libertà.
Deborah Fait-Da Legnostorto
La mia solidarietà a Fiamma Nirenstein, perchè oggetto delle attenzioni di uno come Vauro. Il quale la satira la fa solo contro i suoi nemici (il Papa, i cristiani,gli Usa ecc), ma  soprattutto contro chi non minaccia ritorsioni.
E' interessante leggere, per inquadrare il tipo,  quello che ha scritto contro i danesi rei di aver fatto le famose vignette su Maometto. Per lui quelle vignette sono solo “propaganda bellica”, ovviamente filo amerikana: “non c’entrano niente con la libertà di espressione, né tanto meno con la satira”. E' arrivato a dire, a proposito delle violenze esplose nei paesi islamici, che “non si può stupirsi e indignarsi se messaggi violenti ottengono e provocano reazioni violente nel ‘nemico’ ”.
Insomma, satira sugli islamici no. Sui cristiani, sul Papa, su Gesù Cristo invece Vauro si scatena ...(anche perchè questi ultimi non hanno il vizietto di tagliare la gola ai blasfemi). Uno così, é "merce avariata".
Orpheus


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13 marzo 2008

Hamas fa la naja in Iran


Che Hamas sia armato, addestrato e pagato dall’Iran è cosa stranota da tempo. Ma si trattava pur sempre di bisbigli da intelligence, giochi di ombre, prove indiziarie da secret service in cui sguazzano soltanto gli addetti ai lavori. Ora, grazie al fenomenale articolo di Marie Colvin sul Sunday Times, è lo stesso capo delle brigate guerriere di Hamas, le Ezzedin al Qassam, a dire con orgoglio che è tutto vero.
Anzi, Israele e il mondo sottostimano la questione: il gruppo armato spedisce i suoi ad addestrarsi alla guerra in Iran con un programma simile a quello che vige nei paesi Nato. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno già preparato sette classi di Hamas con corsi che durano fino a sei mesi. Centocinquanta volontari. I migliori di ogni classe restano all’estero più a lungo per diventare istruttori e quando tornano a Gaza passano le conoscenze agli altri. Altri seicentocinquanta volontari stanno facendo scuola di guerra nella vicina Siria.
Il tono del comandante di Hamas è da allegro ricordo di naja: un giorno alla settimana ai palestinesi è permesso andare in città a fare shopping, “tornano sempre con ottimi scarponi”. Ma quella iraniana è una scuola per crimini di guerra: “Una delle cose più utili che ci hanno insegnato è come fabbricare esplosivo con gli ingredienti più ordinari che abbiamo qui”, come fare bombe più potenti, come fare razzi più precisi da lanciare contro i civili, come diventare cecchini più efficienti, come imparare a combattere come i primi della classe, i veri cocchi dei pasdaran: i libanesi di Hezbollah. Da quando è stata aperta la scuola di bombe? “Dal 2005, da quando si sono ritirati da Gaza”.
La verità del grande confronto in medio oriente sta tutta qui, in questa intervista, da leggere e da credere. Israele apre al processo di pace con i palestinesi e si ritira da Gaza con decisione unilaterale. Il regime di Teheran apre una specie di programma Erasmus canaglia, fomenta le frange più dure e trasforma Gaza nel campo di tiro per i volenterosi studenti di terrorismo. di Daniele Raineri-Il Foglio
Si attende sempre un commento dell'attuale ministro degli esteri, ma forse non legge i giornali stranieri.
Orpheus


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9 marzo 2008

La viltà dell’Onu e il coraggio di re Abdullah

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L’attentato terrorista che ha causato la morte di otto ragazzi dai 15 ai 26 anni e ne ha feriti una decina, ha messo in luce una realtà incontestabile e cioè che i terroristi palestinesi non sono poveracci, costretti da una vita grama a uccidere gli oppressori (come non lo sono stati gli attentatori di Londra, Madrid, NY)
Proprio no.
Il carnefice di questa ultima orrenda strage è un arabo israeliano Ala Abu Dheim del quartiere gerusalemitano di Jabel Mukaber, i suoi familiari sono israeliani, ovvero godono di pensione, assistenza, dei diritti degli israeliani. Niente disperazione da disoccupazione o fame, ma l’adesione all’ideologia di chi vuole distruggere Israele, ovvero Hamas e Hezbollah. La famiglia benestante e nota nella zona, si vanta dell’accaduto e nel giardino di casa fa sventolare le bandiere di Hamas. Anche in Giordania la famiglia del terrorista è ramificata e importante e, pare, con buoni contatti a corte; però, quando ha montato la tenda del lutto, la polizia di Re Abdullah gliel’ha impedito. Questa storia sfata due miti: il primo, che i terroristi siano disgraziati senza speranza, quasi costretti a uccidere. Il secondo: non è affatto scritto che un Paese arabo, per paura delle reazioni dei propri integralisti islamici, debba voltarsi dall’altra parte di fronte all’odio antisraeliano. Anche Abdullah aveva certo visto in tv le ripugnanti manifestazioni di gioia che a Gaza come a Ramallah avevano festeggiato la strage. È stato bravo il giovane re, che ha così delegittimato il terrore. Al contrario, l’Onu l’ha legittimato non riuscendo nemmeno a condannare la carneficina di alcuni ragazzi in preghiera, mentre non ha problemi a protestare perché Israele “usa mezzi sproporzionati”. Ma come? Quali sarebbero i mezzi proporzionati in una guerra in cui di fronte all’esercito un’organizzazione integralista prende di mira volutamente i civili altrui e usa i propri come scudi umani?
Forse l’Onu vuole suggerire che Israele deve lanciare una pioggia di missili su Gaza, eguale a quella che cade su Sderot giorno e notte?Riassunto da Il Giornale
Detto questo s’impone una riflessione, perché allevarsi in seno le serpi che ci morderanno la mano?
Cosa abbiamo da guadagnarci? Tutti coloro che sono in odore di fondamentalismo, devono essere cacciati a calcioni fuori dai confini, e mi stupisce, che anche gli israeliani, con la terribile esperienza di un'infinita sequela di atti terroristici abbiano sottovalutato il pericolo di una famiglia chiaramente legata ad Hamas.
Orpheus


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