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Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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11 giugno 2011

Ma i nostri giudici usano il codice civile o la sharia?


E’ un dubbio, poco amletico che nasce dopo aver letto l’ennesima sentenza, di un giudice italiano,  prona ai più retrivi dettami islamici. Un padre-padrone che per un anno ha impedito alla figlia di andare a scuola in ottemperanza della sharia, è stato assolto perchè il “fatto non costituisce reato”. Ma come?
Esiste nel nostro codice penale l’articolo 731 che sancisce il reato di “Inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare dei minori”, ragion per cui il giudice di pace Salvatore Corsico si dev’essere rifatto alla sharia, per poter assolvere il “bravo” paparino. Lui Omar, è un musulmano salafita di Reggello, in provincia di Firenze. Nella sua famiglia decide lui e nessuno può opporsi o interferire, evidentemente nemmeno la Legge Italiana può dirgli come comportarsi, con le “schiave” di casa sua.
Tutta colpa dell’ora di musica, “robaccia” da infedeli, che la bambina non può ascoltare, Omar lo aveva già detto a chiare lettere nel 2009 quando aveva deciso di tenere a casa la figlia. Nessuna possibilità per quella bambina di frequentare la prima media come i suoi coetanei.
A niente erano serviti i tentativi degli insegnanti e del preside, alla fine dell’anno era stata bocciata per le troppe assenze, anche se brava e diligente. Dopo un anno di tentativi, la soluzione era arrivata con un paio di assurde cuffie da mettere alle orecchie della bambina nell’ora di musica.
E anche allora ad avallare l’incredibile accordo era sceso in campo lui: Salvatore Corsico. “Una vittoria per la bambina”, era stato il suo “illuminato” commento.

L’unica a vincere è stata la sharia. La bambina ha perso la speranza in una vita normale,  succube di un padre-padrone e impossibilitata ad integrarsi anche volendolo (ve la immaginate la reazione di un bruto simile, se la figlia smette il velo e vuole mettersi la minigonna? O se s’innamora di un infedele?).
Hanno perso le nostre istituzione che per ben due volte sono state prese a schiaffi da un retrogrado, arrogante immigrato, che vuole fare i comodi suoi nel nostro paese (e noi glielo permettiamo).
Che futuro toccherà ai nostri figli, quando milioni di questi individui ci avranno invasi?
Quando si moltiplicheranno come le cavallette (basta dare un'occhiata al tasso di natalità) e le seconde e terze generazioni saranno fanatiche e retrograde come i genitori e i nonni?
Non ci vuole molto ad immaginarlo.
Orpheus





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permalink | inviato da Orpheus il 11/6/2011 alle 17:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

4 maggio 2011

Immigrato ma quanto ci costi?


Ecco invece un'altra notizia che difficilmente avrà risonanza sui media ufficiali perchè smentisce "l'eldorado"  degli immigrati, confermando quello che noi brutti e cattivi "razzisti", diciamo da sempre: gli immigrati sono un buco in tasca, costano molto di più di quello che producono, ovviamente nella totalità.

Si perchè una buona parte di loro, non lavora, non trova lavoro, non ha voglia di lavorare, bisogna mantenerla, e in più, noi autoctoni siamo esposti a rischi per il nostro patrimonio e per la nostra persona e ciliegina sulla torta il degrado che sopraggiunge nelle zone prese di mira dagli immigrati, costringe i residenti a  scappare, vendendo sotto prezzo la casa, dopo una vita di lavoro e sacrifici, per potersi, comprare il classico "tetto sulla testa".
La lieta novella arriva dalla Danimarca, dove calcolatrice alla mano, il governo si è fatto due conti analizzando costi e benefici delle politiche sull’immigrazione dell’ultimo decennio.
Scoprendo che il risparmio per le casse statali è stato di 5,1 miliardi di corone ogni anno. Dal 2001 il governo di centro-destra ha reso sempre più severe le leggi che regolano l’accesso degli stranieri, riducendo soprattutto il numero di immigrati provenienti da paesi non occidentali: il risultato è stato un risparmio complessivo di oltre sei miliardi di euro.
I dati sono stati pubblicati in un rapporto che mostra come gli immigrati non occidentali costino alle casse statali 15,7 miliardi di corone all’anno; al contrario, quelli che provengono dai paesi occidentali contribuiscono alla ricchezza del paese con 2,2 miliardi.

Il ministro dell’Immigrazione Søren Pind, che già aveva promesso politiche sull’immigrazione più severe condannando il multiculturalismo, ha commentato che “ora è chiaro come abbia importanza chi entra nel paese”, aggiungendo che si impegnerà per “limitare ulteriormente l’accesso a coloro che potrebbero diventare un peso per la Danimarca.

La Danimarca grazie a leggi estremamente RIGIDE, ha sempre tenuto sotto controllo l'immigrazione. Una norma del 2008 vieta agli ostelli per i senzatetto finanziati dallo Stato di dare ospitalità agli stranieri che non hanno regolare permesso di soggiorno. E se si è trovati senza permesso scatta l’espulsione immediata.
Se un danese e uno straniero vogliono sposarsi, entrambi devono avere minimo 24 anni. Ma non finisce qui. Il diritto al ricongiungimento familiare e alla residenza per i cittadini extracomunitari è disciplinato da un sistema a punti piuttosto complesso che assegna un tot a fattori come l’età, le esperienze professionali, l’educazione, le competenze linguistiche. Se non si raggiunge un livello minimo, niente permesso di soggiorno. In più lo straniero che aspira al ricongiungimento familiare deve dimostrare la propria indipendenza finanziaria depositando in banca una sorta di caparra per eventuali spese pubbliche. Il risultato è che negli ultimi anni in Danimarca sono entrati più immigrati in cerca di lavoro rispetto a quelli per motivi umanitari o familiari.

Molte organizzazioni umanitarie denunciano violazioni dei diritti civili, ma il governo e soprattutto il Partito Popolare Danese vanno avanti per la propria strada. Gli uomini della euroscettica Pia Kjærsgaard vorrebbero addirittura un impegno del governo a rivedere l’accordo di Schengen, per tornare ai controlli alle frontiere. “Abbiamo problemi con i cittadini dell’est Europa che stanno venendo qui e corriamo il rischio di avere gli stessi problemi con quelli dal Nord Africa” dice la Kjærsgaard: “I controlli alle frontiere sono un diritto per i nostri cittadini”.

Un ulteriore giro di vite ci sarà poi sulla prova di lingua danese, che sarà resa più severa a soli sei mesi dall’introduzione del nuovo sistema a punti. Il governo e il Partito Popolare Danese hanno presentato una proposta per rendere il test ancora più selettivo, innalzando i livelli minimi di sufficienza. La prova dovrà essere superata entro tre mesi dall’arrivo in Danimarca e studiare sarà responsabilità dell’immigrato: nessun obbligo di cumulare un certo numero di ore. L’Istituto danese per i diritti umani ha detto che a questo punto gli stranieri dovranno cominciare a studiare la lingua già prima di entrare in Danimarca. È facile prevedere che il numero di ricongiungimenti familiari calerà ancora.

Ecco che la LEGA prenda qualche spunto, perché sta deludendo non poco i suoi elettori, quanto a Berlusconi se fa di queste uscite, tanto vale votare Bersani!
Fora' de' ball chi regala su un piatto d'argento il nostra Paese agli immigrati.
Orpheus




permalink | inviato da Orpheus il 4/5/2011 alle 19:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

20 febbraio 2011

L'ultima della Turchia: TROPPI cristiani in Europa!


Le
parole esatte di Alì Babacan vicepremier turco, ospite al Wef di Davos rammaricato per l'assenza di progressi nel processo di entrata della Turchia nella Ue, sono: “Una delle ragioni principali per cui la Turchia non può diventare un membro dell’Unione europea è che questa è diventata un club cristiano, ripiegato su se stesso. Ai nostri occhi è molto pericoloso” ha sottolineato Babacan, aggiungendo che: “la politica delle porte aperte non esiste più. Abbiamo sempre creduto che l’Unione europea fosse un grande progetto di pace, poi il processo di allargamento si è semplicemente bloccato”.
Per colpa di quei "cristianacci" che nei loro Paesi vogliono continuare a professare il LORO CREDO e l'impudenza di non voler saltare in aria in nome di Allah quando prendono il treno o la metro per andare a lavorare (Londra, Madrid docet).
E magari desiderano non leggere di fanatici religiosi indottrinati nelle moschee o nelle scuole musulmane (che abbiamo permesso costruissero a iosa) che confezionano bombe fai-da-te in cucina per ridurre a brandelli i "porci cristiani" e conquistarsi le 72 vergini in paradiso.
Quanto poi a come sono trattati i cristiani nel "tollerante" Islam, non passa giorno che uno di loro non sia perseguitato, costretto ad abbandonare casa e averi, sgozzato o fatto saltare in aria in qualche paese musulmano.
E ai NOSTRI OCCHI anche questo è MOLTO PERICOLOSO.
Posso suggerire una proposta a Babacan che risolverebbe questo "guaio" dell'Europa "troppo" cristiana: decapitare il  30% dei cristiani e sostituirli con musulmani di fede provata.
Ma quando APRIRANNO gli occhi i politici, la Chiesa e tutti coloro che appoggiano questa follia multiculturalista, non vogliono convivere con noi, ma invaderci con le nostre leggi e sottometterci con le loro!
(aggiungo una chicca su Barack Al-Obama: Babacan ordina e Barack OBBEDISCE).
Siamo messi bene la barbarie medievale è alle porte.
Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 20/2/2011 alle 19:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (31) | Versione per la stampa

3 dicembre 2010

Ipse Dixit: “Terrorizzare è dovere religioso, assassinare è tradizione": ecco il candidato sindaco del partito islamico milanese


Si chiama Abdel Hamid Shaari, 63 anni, tra i fondatori dell’Istituto Islamico di Viale Jenner, centro di preghiera tra i più discussi e con più inquisiti per terrorismo al suo interno.

Sarà lui il candidato sindaco della lista islamica “Milano Nuova” alle comunali 2011, con il beneplacito e il plauso del candidato della sinistra, Giuliano Pisapia:"La lista è utile alla costruzione di una Milano più accogliente e più democratica, sicuramente meno discriminatoria. Proporre una lista interetnica significa voler partecipare attivamente alla vita cittadina senza discriminazioni, ma creando invece più coesione sociale e politica".
Vediamo come questo signore può rendere più "accogliente e democratica" la città di Milano. Ecco un breve sunto del suo "curriculum":
Pur non essendo stato mai indagato, Shaari è stato spesso lambito da episodi poco limpidi. Di origine libica giunge in Italia nel '67, quando si iscrive al Politecnico di Milano, poi si laurea in ingegneria. Risale agli anni dell'università anche la riscoperta dell'Islam.
Nel '89 insieme a Ahmed Nassreddin e Sa'ad Abu Zeid fonda l'ormai celebre Istituto culturale islamico di viale Jenner. Celebre in senso negativo, ovviamente, visto le indagini per terrorismo che lo hanno interessato.
Un imam di tale istituto, solo pochi anni dopo, viene ucciso in uno scontro a fuoco al confine della Bosnia, secondo Digos e Nocs  alcuni membri dell'istituto di viale Jenner collaborano con la resistenza arabo-bosniaca, e anzi l'istituto è una delle più importanti basi di Gama' a al-Islamiyya, un gruppo politico con tendenze terroristiche: e il 26 giugno '95 scatta per questo l'Operazione Sfinge, con 72 indagati (dopo cinque anni tutti assolti).
 Nel 2005, dopo le dichiarazioni di un “pentito” della rete di Al Qaeda, i carabinieri arrestano 12 persone: la moschea è di nuovo indicata come la base del gruppo, che pianificava attentati contro questura, comando dei carabinieri, aeroporto di Linate e ambasciata tunisina. Ispiratore (con un vero e proprio “lavaggio di cervello” sui fedeli) e coordinatore del gruppo è l'imam della moschea, Abu Imad. Ad aprile 2010, Imad viene condannato a 3 anni e 8 mesi per associazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo in cassazione, ma viene allontanato dalla moschea, di cui è guida spirituale, solo lo scorso febbraio. Ed è, ancora, un fedelissimo del centro di viale Jenner Mohammed Game, il kamikaze libico che si fece esplodere davanti la caserma Santa Barbara nel 2009.
 Un “infiltrato” nel centro islamico racconta che "già nel 2001, a ridosso dell'11 settembre, nel centro islamico venivano vendute videocassette dal contenuto “forte”. C'era un'intervista a Bin Laden di Al Jazeera, così come libri; c'erano le registrazioni di esecuzioni operate dai terroristi ceceni.
C'era anche la registrazione, soprattutto, di un incontro tenuto nello stesso centro. Il titolo era “Terrorizzare è dovere religioso, assassinare è tradizione". Il contenuto di quest'ultimo video è inequivocabile: "Si parlava di Islam come religione della forza, del dovere del musulmano di essere terrorista, dei “nostri ignoranti imam, non appena si sentono accusare che l'Islam si era diffuso con la spada, si affrettano a negarlo per affermare che la nostra è una religione di pace”.
E questo è quanto, aggiungo un'intervista molto illuminante
rilasciata da un rappresentante della comunità musulmana di Roubaix (Francia) Mohamed Salaui, al giornalista franco-algerino Philippe Aziz che l'ha inserita nel suo recente libro "Le Paradoxe de Roubaix". Roubaix è una citta per oltre il 60% mussulmana.
Questo é il futuro che stiamo costruendo per i nostri figli?
Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 3/12/2010 alle 18:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

16 settembre 2010

Rom espulsi, ecco perché Sarkò ha ragione


Il «diverbio» fra la Francia e l’Unione Europea, provocato dal rimpatrio di gruppi di rom irregolari effettuato dal governo francese, sta diventando sempre più infuocato. Reazioni stizzite da parte della Francia (con il presidente Sarkozy che ha replicato «se li prendano loro») e contraccuse della Ue.
 Oltre al conflitto di autorità, aleggia poi intorno alla questione dell’immigrazione rom, in maniera più o meno esplicita, una vaga accusa di razzismo; meccanismo psicologico che si continua ad adoperare per mettere in penitenza gli Stati europei.
A questo meccanismo psicologico sarà bene dare il suo vero nome: è un ricatto che nessuno intende più accettare.
I problemi dati dall’immigrazione nell’occidente europeo sono reali e gravissimi e molti cittadini si domandano come mai l’Ue sia capace soltanto di protestare e non di dare qualche suggerimento, di aiutare a trovare delle soluzioni.
Convinciamoci, però, che dall’Ue è impossibile aspettarsi soluzioni; anzi, dobbiamo augurarci che non ce ne fornisca mai perché sarebbero comunque contro i nostri interessi e a favore degli immigrati. Insomma, dobbiamo deciderci a guardare in faccia la realtà: l’immigrazione è voluta, sollecitata, aiutata, spinta dall’Ue, non per la solidarietà, bontà, accoglienza di cui si vanta e che sono soltanto argomenti di facciata, per giunta poco credibili.
L’unificazione europea è nata per eliminare gli Stati, le Nazioni. Tutto quello che era possibile fare a tavolino a questo scopo i politici l’hanno già fatto: istituzioni sovranazionali, moneta comune, cittadinanza, eliminazione dei confini e così via. Ma sono i popoli che creano le Nazioni, gli Stati, non il contrario.
È questa la dura realtà (dura per loro) di cui i politici, i banchieri soprattutto, non hanno voluto tener conto nel progettare l’unificazione europea. Dato che l’unico sistema, o almeno il sistema più efficace per disintegrare i popoli è l’immigrazione, la presenza massiccia di stranieri, di persone diverse per lingua, per costumi, per religione, l’Ue ha programmato l’immigrazione. Adesso, però, è stato raggiunto un punto limite che i governanti dei singoli Stati da una parte, e i governanti dell’Ue dall’altra, non sanno come risolvere perché non avevano mai detto chiaramente ai cittadini qual era la meta finale: la fine delle Nazioni, dei singoli Stati. Fra l’altro poi, questa non è neanche la vera meta: l’unificazione europea è una tappa, quella principale, ma soltanto tappa, di quella mondializzazione cui aspirano banchieri ed economisti già da molti anni.
Ci troviamo, quindi, fra due fuochi, così come ci si trovano i partiti di Sinistra. Il «vuoto» di idee, e di uomini, che li contraddistingue e che li tenta a richiamare in aiuto il loro esperto in mondialismo, Romano Prodi, dipende da questo: non osano dire ai loro seguaci di entusiasmarsi per gli stessi ideali dei banchieri, ossia per l’Ue e per la mondializzazione, ma cos’altro possono fare? Io avrei una proposta: mettano le carte in tavola e aiutino tutti a discutere a viso aperto di questo che è adesso l’unico vero dilemma che abbiamo di fronte: salvare lo Stato oppure andare avanti verso la mondializzazione.
riassunto da Ida Magli

Per me, per i popoli, e quindi per la gente comune, quella che vive sulla propria PELLE i disastri dell'immigrazione selvaggia alla quale siamo forzatamente sottoposti, NON esiste NESSUN dilemma...ma un secco NO.
Qui non si tratta nemmeno di sostituire culture illuminate con culture di pari grado, ma di ARRETRARE ad usi barbari, per mettersi in linea con chi NON si vuole integrare, sottomissione della donna, regole igienco-sanitarie da medio evo, poligamia e quant'altro, più il grave problema della criminalità.
Si tratta di sacrificare i diritti acquisiti fin'ora, (soprattutto per quantoriguarda le categorie "deboli", donne in primis) e la nostra Civiltà per favorire Inculture e Inciviltà.
L'inghippo sta nel fatto che mettere degli incivili in mezzo a gente civile, rende impossibile, non l'integrazione, ma anche solo la CONVIVENZA, e crea tensioni e malumori.
Vivere vicino ad un campo rom, vuol dire vivere nel degrado e nella criminalità. Ai signori della Ue, non frega nulla, è ovvio, ma a chi, dipende dal voto, della popolazione, SI. Ecco perchè la destra è in rinascita, un po' ovunque. Ed è anche una delle ragioni, per cui Sarkozy, un presidente fin'ora, a voler essere gentili mediocre, ha giocato la carta dei rimpatri forzati.
Abbiamo ancora una chance, se non vogliamo essere sottomessi e travolti: votare CHI è contro l'immigrazione incontrollata e selvaggia, senza se e senza ma.
Bene ha fatto Berlusconi ad appoggiare Sarkozy.
Orpheus

U.D. Un successo STRAORDINARIO di questo Governo: Il
Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legislativo mirato a disciplinare il trasferimento delle persone condannate dall’Italia verso lo Stato di cittadinanza per la regolare esecuzione delle pene detentive”.
Con questo provvedimento l’Italia e’ il primo Paese dell’Unione Europea ad attuare la decisione quadro del 27 novembre del 2008, con largo anticipo rispetto alla scadenza fissata al 5 dicembre del 2011?.
Praticamente si svuoteranno le carceri, in certe regioni.


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8 settembre 2010

Benvenuti in Italistan


Una volta il telefono piangeva (bei tempi...), adesso il telefono unisce in matrimonio (oltre a divorziare...potenza della tecnologia) ovviamente succede nei paesi islamici, dove le donne si comprano, si vendono e si massacrano come animali.

E potrebbe non interessarci, tanto noi questi problemi non ce li abbiamo (per ora), se i nostri tribunali, non "applicassero" le leggi islamiche senza colpo ferire.
E' successo al tribunale per l'immigrazione di Milano, dove è stato accolto il ricorso di un pakistano per un ricongiungimento familiare. Permesso da prima negato dall'ambasciata perchè il matrimonio è stato celebrato per telefono.
Si dà il caso che in Pakistan è permesso sposarsi per telefono
basta che un pakistano col permesso di soggiorno entri in un phone center di Lorenteggio assieme a un paio di testimoni, acquisti una scheda telefonica da dieci euro e telefoni alla sua “fidanzata” a Islamabad: pronunciate le formule di rito, il matrimonio è fatto. A questo punto lei può salire sull’aereo, destinazione Malpensa, e stabilirsi in Italistan. Proprio come successo alla giovane coppia pakistana “ricongiunta” dal tribunale milanese.
La notizia è di qualche anno fa, ma non per questo meno inquietante, in primis perchè dà la misura della deriva verso l'imbarbarimento che sta prendendo la nostra società e in secondo luogo, perchè è la via più breve e meno dolorosa per l'islamizzazione dell'Europa.
Interessante l'esperimento condotto da un
sociologo danese, Eyvind Vesselbo, che ha monitorato un gruppo di 145 operai turchi stabilitosi in Danimarca tra il 1969 e il 1970. Come racconta il giornalista americano Bruce Bawer, "nell’anno 2000, quando lo studio di Vesselbo terminò, il ricongiungimento degli sposi e di altri membri della famiglia, combinato con un alto tasso di fertilità, aveva trasformato questo gruppo di 145 in una comunità di 2.813. Tutti coloro che si erano sposati lo avevano fatto con donne turche che avevano portato in Danimarca".
Ergo saremo noi a doverci integrare con loro...e non il contrario.
Meditate gente...meditate.




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26 maggio 2010

La Coop sempre più islamicamente corretta


La Coop sei tu, ma ultimamente quel "tu" si riferisce sempre più agli immigrati islamici che non a quelli italiani.
Così dopo aver adottato la "macellazione Halal"  e le commesse  velate, in ottemperanza ai dettami coranici, Coop e Conad hanno pensato bene di fare un ulteriore salto di "qualità", e hanno deciso di  sospendere la vendita di alcuni prodotti ortofrutticoli israeliani provenienti da Giudea e Samaria. La motivazione è oscura a dir poco,
di certo acchiappano i classici due piccioni con un fava, far contenti i clienti islamici e ottemperare alla fede "rossa" che è solidale a prescindere con i palestinesi, anche quelli tagliagole e bombaroli.
Detto questo condivido quello che ha detto Frattini: "Scegliere un prodotto sulla base della provenienza e non della qualità rischia di innescare dinamiche di tipo razzista", a maggiore ragione in questo caso, "in cui la questione viene fatta con riferimento ai prodotti israeliani, perché sono ebrei". Tra l’altro, ha sottolineato Frattini, "nei Territori occupati lavorano decine di migliaia di palestinesi, quindi questa iniziativa può incidere sull’economia dei Territori che dà lavoro ai palestinesi".
Io la trovo un'iniziativa "furbetta" sai mai che con il "passa parola" del boicottaggio ai prodotti israeliani, fra la clientela islamica, non aumentano le vendite?
A pensare male si fa peccato, ma spesso s'azzecca, e l'esperienza mi dice, che questi grandi gruppi hanno una sola fede, ed è quella nel dio denaro.
Anche questo è un aspetto a dir poco preoccupante, prodotto da un certo tipo d'immigrazione: avere dei supermercati islamicamente corretti. Il primo step per una società. altresì islamicamente corretta. Peccato che siamo in Italia e non in Egitto.
Un' ultima nota, se gli immigrati islamici, si integrassero veramente, tutti questi accorgimenti non sarebbero necessari.
Orpheus



11 febbraio 2010

Macellazione Halal in una Coop di Roma: BOICOTTAGGIO senza se e senza ma




In un supermercato Coop romano hanno avuto la bella pensata di vendere carne macellata secondo il metodo Halal, cioè la bestia sgozzata senza essere stordita e lasciata morire per dissanguamento, il tutto venduto da commesse con il velo.


"Difficilmente metterò piede in una Coop e spero che siano in tanti a farlo. Ci stiamo muovendo perché questo accada".

A dirlo Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali. Il boicottaggio è annunciato. "Riceviamo dalle 40 alle 50 telefonate al giorno – spiega Carla Rocchi – non soltanto di soci, ma anche di persone comuni che vogliono sapere cosa s’intende per macellazione rituale in Italia, tanto più perché non c’è garanzia che la normativa, sia pure scarsa, sia rispettata dagli sportelli Coop".

A parte il discorso animalista, c'è da indignarsi per questo passo indietro rispetto agli standard raggiunti dalla nostra CIVILTA', abbiamo lottato decenni per i diritti delle donne e degli animali, e adeso dobbiamo retrocedere per accontentare gli islamici? La Coop è una vergogna nazionale, boicottare i suoi supermercati UN DOVERE morale!
Anzi, cominciamo a protestare telefonicamente. NUMERO VERDE GRATUITO PER I RECLAMI 800805580 (
ho appena chiamato risponde una signorina PROTESTATE!!!)
Orpheus

PS prima incavoltaura mattutina!
Per chi volesse protestare al Comune di Roma, o all'Asl per il vergognoso episodio, il Berretto a Sonagli mo ha gentilmente recuperato gli estremi:
Poliziamunicipale@comune.roma.it
Asl per chiedere che vengano rispettate le leggi sanitarie
Tel: 06/68352553 Fax 06/68352589
email: area.creripa@asl-rme.it


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7 febbraio 2010

Arricchimento “culturale”: In Italia 35mila donne vittime dell’infibulazione


Il sei febbraio è stata la giornata la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, di cui ho più volte parlato. I dati statistici (fonte OMS)  dicono che sono tra 100 e 140 milioni le bambine, ragazze e donne nel mondo che hanno subito una forma di mutilazione genitale femminile (MGF).

In Italia,  sono 35.000 le donne, bambine e ragazze che hanno subito l’infame e crudele pratica. Il Ministro Carfagna ha dichiarato che il Governo ha stanziato 4 milioni di euro per la realizzazione di progetti di contrasto e campagne di sensibilizzazione. Proprio oggi tornerà in onda lo spot Nessuno escluso, che punta alla responsabilizzazione dei genitori rispetto alla decisione di praticare le mutilazioni genitali femminili sulle proprie figlie.

Adesso non per spegnere gli “ardori” del Ministro, ma davvero pensa che uno spot, possa minimamente incidere sulla decisione di “genitori”, pronti a far mutilare da una specie mammana la figlia, in condizioni igieniche terribili? Genitori che se va bene, manco conoscono la lingua italiana, che considerano la prole al livello di “animali” da castrare, imprigionare o vendere al miglior offerente come “spose” e che sgozzano le figlie troppo "integrate".

Sono soldi buttati via, perché questa tipologia d’immigrato è impermeabile a qualsiasi condizionamento culturale, figuriamoci poi se arriva che dalla Tv.

Che fare? Intanto parlare chiaro e dire che tutte le culture NON sono uguali, perché in questo preciso caso non si tratta del mascalzone che picchia la moglie, ma di un “sistema sociale” bloccato a centinaia di anni fa, sistema tollerato spesso e volentieri dagli stessi Governi. In Egitto non quindi Burkina Faso o Nigeria, il 90% delle donne ha subito l’escissione del clitoride, e solo l’anno scorso il governo ha varato una legge contro l’infibulazione (LEGALE fino al 1997), che però rischia di essere unicamente un “manifesto” e non venire applicata, come sempre le leggi a tutela delle donne nei paesi islamici).

In secondo luogo vietare nel nostro Paese qualsiasi forma di discriminazione femminile, compreso il velo integrale e senza l’alibi della sicurezza, ma in modo inequivocabile: burqa e niqab sono simboli esteriori di schiavitù e di sottomissione della donna all’uomo.

Più controlli nelle famiglie a rischio e infine carcere duro, come per i mafiosi, a chi pratica, questa mutilazione bestiale. Il rischio d’imbarbarimento del nostro paese è altissimo, e serve chiarezza e durezza nel condannare e vietare queste usanze barbare.

Orpheus



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28 gennaio 2010

Dire no alla moschea può far nascere kamikaze


A
leggere la dichiarazione di M’Hamed Lekroune, presidente di "Italia Colorata" (movimento politico nato nel 2005 e che si occupa dell’integrazione degli immigrati in Italia) c'è da preoccuparsi e seriamente: " E' difficile spiegare ai ragazzi, soprattutto ai più giovani, ai nuovi arrivati, perchè non ci permettono di costruire la moschea. Questo clima d'odio nei nostri confronti, questa guerra tra poveri generata dalla Lega, ci hanno portato a non riuscire più a controllare la rabbia dei nostri ragazzi. Che é arrivata al massimo, tanto che potrebbero compiere gesti di ogni tipo, anche farsi saltare in aria".
Una minaccia e nemmeno tanto larvata, vogliono la moschea con le buone o con le cattive, e sperano di spaventare i genovesi, per indurli a più miti consigli.
La prima considerazione é che razza di giovani sono arrivati nelle nostre città, se sono disposti a farsi saltare in aria, per la costruzione di una moschea, come minimo sono dei fanatici religiosi e integralisti, che avuta la moschea predicheranno l'odio contro gli infedeli.
L'integralismo islamico, infatti auspica la conversione o la morte di chi non é di religione islamica. Pratica la sharia, la jihad, la sottomissione della donna ecc. e chi minaccia di farsi saltare in aria o anche solo lo pensa, non può essere altro che un fondamentalista.
Dargli la moschea, dopo un simile ricatto, é cadere dalla padella nella  brace e bisogna stare anche attenti a chi dice di voler seguire le "nostre" leggi, ma contro di noi, per questo signore, dobbiamo rassegnarci ad essere invasi. Non minaccia di farci saltare in aria, ma la sua sicurezza è ancor più intimidatoria dell'avvertimento "mafioso" di cui sopra.

Le stime sulla crescita degli islamici in Europa  (e quindi anche nel nostro paese) sono da allarme rosso, 52 milioni attualmente, destinati a raddoppiare i prossimi  20 anni, 104 milioni, i fedeli musulmani hanno superato i fedeli cattolici, e nei prossimi 5/10 anni la religione islamica sarà quella dominante.
Tanto per la "cornice al quadro"  del futuro che ci aspetta.
Orpheus



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20 gennaio 2010

Eurabia: il jihad degli stupri


In Europa, ormai all'integrazione non ci crede più nessuno, basta leggere cosa succede negli altri Paesi europei, oltre che in Italia, per comprendere quanto illusoria sia la promessa dell'integrazione, spacciata come "araba fenice", ma che é, di fatto inattuabile, su larga scala.

Troppi stranieri, che arrivano e si ritrovano per la strada, ammesso e non concesso, che abbiano tutte le intenzioni di lavorare, non trovandolo, come campano?
Si formano ghetti, come a Modena, dove il tessuto sociale non è riuscito ad assimilare le troppe presenze straniere, con il risultato di una criminalità fuori controllo. Cittadine una volta tranquille, trasformare in "bronx" nostrani.
A Milano gli stupri occasionali, sono all'ordine del giorno, gli stupratori al 90% immigrati, come l'ultimo preso, un senegalese, colpevole di tre attacchi ad altrettante donne, sole.
Lo stupratore che ha brutalmente assalito quella povera senza tetto, e l'ha ammazzata é risultato essere un bulgaro. Questo tanto per fare pochi esempi recenti.
E come l'Italia anche la Norvegia, dove gli stupri aumentano di anno in anno, a Oslo la polizia ha rivelato che nel 2009, rispetto l'anno precedente, i reati di stupro a danno delle norvegesi sono raddoppiate. La Danimarca, la Svezia. GB ecc. Una scia di donne stuprate da far rabbrividire.

E se prendiamo in considerazione i "regolari", quelli che hanno una casa e un lavoro e magari anche la cittadinanza, la situazione non brilla per nulla.
Mantengono anche nei nostri Paesi, usanze aberranti e barbare, come la poligamia o quella di sgozzare figlie ritenute troppo "integrate", darle in moglie ad un età in cui dovrebrbero studiare a uomini scelti dalla famiglia e molto più vecchi e via dicendo, delitti d'onore, donne segregate, persecuzione di chi si converte ad altra religione ecc.
Questa é integrazione?
No, non finirò mai di ripeterlo. Come si suol dire "carta canta" e riferire

numeri e cifre non é razzismo, come blaterano i soliti beoti etnicamente corretti, ma non nascondere la testa sotto la sabbia.

Oppure in nome di un feticcio inesistente, quale l'integrazione dobbiamo essere stuprate, stare in silenzio e ringraziare perchè gli immigrati contribuiscono al Pil? Ovvio che chi lavora onestamente, non è da accomunare alla feccia che stupra, ma in ambo i casi si tratta di stranieri. Accettare i primi (sempre che rispettino le nostre leggi e la nostra CIVILTA'), non vuol dire automaticamente giustificare gli altri. Certe verità , vanno URLATE altrimenti si finisce per nascondere la sporcizia sotto il tappeto.

Orpheus



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6 gennaio 2010

Il "Natale correct" e la "tolleranza" islamica a confronto...


Quest' anno vado di moda le letterine, all’Epifania che “tutte le feste si porta via”  chiedo di portarsi via tutti i beoti politicamente corretti, che stanno ammazzando la nostra civiltà e i sacerdoti politicanti, che archiviata la Santissima Trinità, adorano il nuovo idolo dai piedi d’argilla del sincretismo delle fedi e del “melting pot”.
Si, perché mentre assistiamo in Italia e in Europa alla folle e autodistruttiva corsa al  “Natale Correct” a favore dei “poveri migranti”, e tesa a non offendere la sensibilità islamica, gli islamici, se ne fregano bellamente del “volemosebene” interculturale e  anche, unicamente di rispettare la libertà religiosa altrui: a Nazareth a Natale dell’anno scorso è andata in scena la ben nota “tolleranza islamica” e davanti alla Basilica dell’Annunciazione (evento sacro per i cristiani) i benpensanti islamici hanno affisso striscioni enormi riportanti brani del corano nei quali si afferma che Gesù non è il figlio di Dio.

Ecco immaginiamo solo per un attimo cose sarebbe successo a parti inverse, con i cristiani che innalzano striscioni anti-Maometto davanti ad una moschea, durante il ramadan. Non solo ma i cristiani continuano ad essere ammazzati per il solo fatto di essere cristiani e le Chiese Cattoliche assaltate e distrutte da torme d’invasati al grido di “Allah ak-bar”, alla faccia del “dio, buono per tutte le stagioni” che piace tanto agli idioti politically correct.
Noi invece mettiamo in scena pagliacciate islamicamente corrette come quella di Agrigento Togliamo i Santi dai Calendari per metterci i giorni di ramadan, e in Svizzera il sommo dell’imbecillità corretta ha partorito un presepe con la mangiatoia in mezzo ai minareti.

Ignari o ignoranti del fatto che Gesù, è un "infedele" e quindi passibile di morte nei tolleranti paesi islamici.

Ditemi voi se la nostra religione non è destinata a scomparire, insieme alla nostra civiltà e insieme al nostro Stato di diritto per essere sostituita da religione islamica e dalla Sharia.
Consiglio un corso di dizione per la pronuncia esatta di "Allah ak-bar"...
"we are killed"
Orpheus


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7 dicembre 2009

Niente croci altrimenti la comunità musulmana si offende


Tre anni fa i rappresentanti di san Nicola, fondatore olandese della figura di Babbo Natale, furono costretti a girare scortati per le strade di Amsterdam dopo un pestaggio violento da parte di giovani islamici. Per non offendere i musulmani, e per fare di san Nicola un “simbolo universale” (e immagino per evitare problemi), quest’anno il Natale degli olandesi sarà celebrato senza la croce cristiana. Quella di San Nicola è una tradizione risalente al 13°secolo, la festa olandese più tipica, che apre il periodo natalizio. Ma nei municipi del paese la croce non comparirà quest’anno e nemmeno sul copricapo di San Nicola.
Nel 2006 un manuale per le scuole in Olanda stabilì che “Cristo” doveva essere scritto con la “c” minuscola, per non offendere la comunità musulmana sempre più numerosa.
Anche in Inghilterra si parla di rimozione della croce. Il ministro laburista Christ Bryant ha chiesto di adottare un altro simbolo per la Croce Rossa a causa dei supposti legami con le crociate.
In contro partita, sul versante islam aumenta lo scontro sul referendum che in Svizzera ha messo al bando i nuovi minareti. Dopo le "minacce" di Erdogan, la Libia ha chiesto ufficialmente il trasferimento delle sedi delle Nazioni Unite dalla Svizzera in segno di protesta contro il referendum e Gheddafi ha definito il divieto svizzero “un provvedimento razzista”.
Chissà se la stessa cosa verrà detta a proposito della croce che adorna da sempre il cappello del San Nicola olandese?
Intanto l’ex ministro dell’Integrazione Rita Verdonk, a cui un imam olandese in pubblico si rifiutò di stringere la mano, denuncia il rischio di un collasso della democrazia olandese: “Se continuiamo così entro cinque anni figlie e nipoti andranno tutte in giro con il velo islamico”.
A me non rimane che dire “meditate gente” ai  beoti multiculti e politically correct…
Orpheus
(fonte)


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3 dicembre 2009

A quando i falò con la bandiera svizzera?


Tayyip Erdogan ha sentenziato, a seguito dell’esito del referendum svizzero sui minareti: “Questo tipo di questioni non va messo a referendum, si tratta di diritti di cui si gode dalla nascita”. Il premier turco ha anche chiesto alle autorità svizzere di “rimediare a questo errore al più presto”. Dopo di che, tramite Il ministro turco Egemen Bagis,  ha paventato ritorsioni contro le banche svizzere: “Sono certo che questo spingerà i nostri fratelli dei paesi musulmani che hanno denaro e investimenti nelle banche svizzere a rivedere la loro decisione. Le porte del settore bancario turco - ha aggiunto Bagis- sono aperte per tutti loro”.

E’ INCREDIBILE che il premier di un Paese s’intrometta così pesantemente nella sovranità nazionale di un altro Paese, intimando “rimedi” e minacciando ritorsioni, ma ancora più incredibile è i silenzio stampa, su queste dichiarazioni. 
Visto che Erdogan tira in ballo i “diritti di cui si gode fin dalla nascita” vogliamo parlare dei diritti dei cristiani in Turchia?
Oppure il diritto alla libertà religiosa è a senso UNICO? Per i musulmani è perentorio nei nostri paesi, per i cristiani invece, è permessa la persecuzione, nei paesi islamici a causa del loro credo.

Ma non è un problema di diritto alla libertà religiosa, che non è stata sfiorata, in quanto il referendum NON riguarda le moschee, ma i minareti, le alti torri da cui il muezzin cinque volte al giorno chiama alla preghiera i devoti di Allah e che in Occidente hanno solo un valore simbolico
Non viene negata in nessun modo tale libertà, ma il minareto è il simbolo svettante dell’islam, quello più visibile della sua supremazia, e l’islam politico che progetta l’islamizzazione occidentale non può rinunciarvi. Come ci permettiamo noi “infedeli” di ribellarci? Inoltre questo voto potrebbe essere la classica "pietrolina" che scatena la frana dell’insofferenza popolare alla prepotenza islamica, quindi , alla “moderata” Turchia, l’onere di rimetterci nel nostro cantuccio.
Ecco come prevaricano la NOSTRA democrazia e i NOSTRI DIRITTI nei NOSTRI paesi, ecco come ci stanno invadendo, ecco come ci metteranno il “giogo” : con il ricatto, le minacce, l’uso delle nostre regole contro di noi (regole che si guardano bene dall’applicare a casa loro). E’ successo con le vignette danesi, e con la LIBERTA’ d’espressione ormai, praticamente negata, in quei paesi europei con una forte pressione islamica, succederà anche con il nostro diritto di cittadini esercitare la democrazia?
Orpheus


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30 novembre 2009

La Svizzera ha detto No ai minareti


Immagine dell'amico Berretto a sonagli, anche lui contento del NO svizzero

E' auspicabile che dalla piccola Svizzera, dove un referendum popolare ha detto NO ai minareti, nasca la riscossa dei popoli, contro l'islamizzazione d'Europa.
Un primo flebile segnale positivo, in un Europa ogni giorno, sempre più prona alla dhimmitudine. Un segnale, che però arriva dal POPOLO, perchè i vertici politici e religiosi sono ben lungi, dal voler affermare le radici CRISTIANE dell'Europa, dal voler lottare per la salvaguardia della nostra cultura.
E se i vescovi svizzeri denunciano: "un duro colpo alla libertà religiosa e all’integrazione", la Ue smorza i toni e butta l'intero discorso sull'urbanistica: "L' Europa non ha problemi con i minareti, e mi dispiace che si decidano queste cose tramite un referendum". Infatti, l'Europa ha problemi SOLO CON IL CROCIFISSO e si dispiace che queste cose vengano decise tramite referendum, perchè il popolo (che subisce l'immigrazione islamica) ha le IDEE BEN CHIARE in materia. E in questo caso le ha espresse con secco NO. E' la democrazia "bellezza" e fintanto, che ancora possiamo goderne, usiamola contro CHI VUOLE  il tramonto della nostra civiltà.

26 novembre 2009

Il tramonto della civiltà europea sotto il peso dell'Islam


Lungi dal promuovere comportamenti civili e il rispetto delle regole negli immigrati che approdano in Europa da paesi culturalmente e socialmente arretrati, sono i Paesi europei che stanno scendendo al loro livello, ossia regrediscono dai loro standard di cultura e progresso per adottare gli usi antiquati e barbari degli immigrati più retrogradi.
In Belgio, la sconvolgente inchiesta di Gaia, un'associazione animalista, ha portato alla luce la barbara pratica della macellazione halal, in ben 11 mattatoi belgi. Il video é sconvolgente. Inguardabile. Vi si vedono animali che restano coscienti per minuti dopo lo sgozzamento e che soffrono inutilmente.
 Inoltre, oltre allo sgozzamento a vivo, nessun' altra caratteristica del rito musulmano è rispettata. Il sacrificatore è raramente musulmano, gli animali vedono i loro simili farsi sgozzare, soffrono e non sono orientati verso La Mecca e ciliegia sulla torta, secondo Gaia, questi animali abbattuti secondo il rito halal si ritrovano spessissimo nel circuito di distribuzione classica senza alcuna menzione destinata al consumatore.

In Francia é appena uscito un rapporto edificante firmato dalla signora Sonia Imloul, che rivela che 500.000 bambini, africani e musulmani sono nati in famiglie poligame.
Un uomo e due, tre e persino quattro mogli "fattrici", l'imbarbarimento della società che ripristina l'egemonia del maschio-marito-padrone sulla donna. Questo malgrado, in Francia la poligamia sia illegale, ma le autorità competenti preferiscono chiudere gli occhi per non “stigmatizzare„ le popolazioni che praticano la poligamia.
Il rapporto cita di famiglie poligame composte da un uomo e due o tre donne, a volte quattro, ed una folla di bambini (che può arrivare fino a trentacinque e passa) - ammucchiati in due o tre camere. I proprietari di questi harem prendono ovviamente assegni familiari. Tuttavia, ci spiega l'autrice
 di questo rapporto, molti tra di loro inviano una grande parte di queste risorse sul continente africano.
Arretrati negli usi, ma eccezionalmente scaltri nel saper spremere a dovere i "babbei" europei che assecondano tutte le loro istanze, pur di non "offendere" i loro sentimenti.
Ma si può essere più scioccamente autolesionisti di così?

PS Questo é futuro che ci vuol "scodellare" Farefuturo?
Orpheus


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9 novembre 2009

Santanché-Abu Schwaima: lui offende e lei è quella biasimata per aver detto quello che dicono i teologi islamici


Un incontro-scontro  su “cristianesimo-islam” innescato da un dibattito sulla recente sentenza anti-crocifisso,  ed è subito rissa fra Daniela Santanchè e Ali Abu Schwaima, presidente del Centro islamico di Milano e Lombardia.
Per la Santanchè (e per chiunque conosca la vita del Profeta e le nostre leggi): “Maometto per noi era poligamo e pedofilo, perché aveva nove mogli e l’ultima di nove anni” e, aggiungendo, benzina sul fuoco “La Corte europea si preoccupi  che in Arabia Saudita danno le bambine agli sceicchi” (se per questo le danno anche agli altri…)

“Ma sta zitta con le sue falsità. Sta zitta”
“lei vuole parlare di schifezze come lei
“Noi vogliamo parlare di cose serie, non delle sue schifezze”,
Qui l’ignoranza, quando uno parla di un argomento che non c’entra niente”
“Lei è il simbolo dell’ignoranza maggiore
E’ ignorante lei e tutti quelli come lei
Ecco l'ignoranza sua e di tutti quelli come lei, che non hanno altri argomenti per controbattere quel che dico”.
Questa la replica “educata” Ali Abu Schwaima, presidente del Centro Islamico di Milano e Lombardia. ”. 
Subito è scoppiato uno scandalo e tutte le anime belle, si sono scagliatie contro la Santanchè rea di offendere l’islam, e quel popò di personaggio,  che ci ha informato anche  che “Il musulmano non è quello che mette le bombe” già però tutti i bombaroli suicidi o meno sono musulmani. E che “Riteniamo il crocifisso un falso storico, ma non chiediamo di toglierlo dalle scuole”. Bontà loro come sono altruisti a casa NOSTRA, ma a casa loro, i cristiani se la passano decisamente male.

Chi si scandalizza per ciò che ha detto la Santanchè dovrebbe prima informarsi. Secondo parecchi hadith della Sunna Maometto ha sposato la sua terza moglie Aisha quando lei aveva 6 anni e lui oltre 50 e consumato il matrimonio quando Aisha aveva 9 anni.
Ecco alcuni hadith in cui se ne parla:
Sahih di Bukhari, Vol. 5, Libro 58, numeri 234 e 236 
34 Volume 7; Libro 62, Numeri 64, 65 e 88;
64 Sahih Muslim Libro 8, Numeri 3309, 3310 e 3311
Sunan di Abu Dawud al-Sijistani, Vol. 2, n. 2116, Libro 41, n. 4915, 4916 e 4917
Infine, forse ai tempi di Maometto era normale sposare bambine di otto, nove anni, ma ADESSO, è decisamente un reato e chi lo commette è un pedofilo: nei paesi islamici è invece ampiamente permesso, se vi sono 51 milioni di spose bambine. Anche la poligamia, reato nei nostri paesi, è permessa dall’islam.

Di che cosa si deve quindi scusare la Santanché? In che cosa avrebbe offeso i cittadini di fede islamica,visto che ha ribadito quello che eminenti teologi islamici dicono di Maometto?
Si deve scusare di aver detto a muso duro e in faccia, ciò che è l'islam? E per questo essere stata, aggredita a male parole da Abu Schwaima e dal suo compare barbuto tra il pubblico?
Siamo arrivati al punto da difendere chi pratica la poligamia e la pedofilia, pur di non offendere i cosiddetti musulmani moderati, che se lo fossero realmente, condannerebbero anche loro, questo volto barbaro dell’islam.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 9/11/2009 alle 21:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa

8 novembre 2009

Abu Omar vuole la testa di Pollari ...e in futuro anche la nostra


"Con le loro leggi li invaderemo e con le nostre leggi li sottometteremo"
, immagino sia questo lo spirito che anima Abu Omar,  ex-iman indagato per essere un predicatore d’odio e un reclutatore di jihadisti, che pianificò un attacco all'ambasciata americana a Roma, nel quale sarebbero stati uccisi italiani e americani.
Non pago della clamorosa sentenza che ha condannato i 22 agenti Cia e di essere incomprensibilmente LIBERO, invece di marcire in galera, Abu Omar PRETENDE la testa di Pollari.  Del  “segreto di stato” decretato da ben due Governi italiani, se ne fa un baffo.  Per lui, “il vero numero uno l’ha fatta franca: la magistratura italiana è riuscita a individuare i veri colpevoli senza, però, fare giustizia”.
Un " presunto" terrorista che chiede giustizia, solo nei nostri Paesi può accadere!
Omar si scaglia anche contro il Governo Berlusconi che: “ha negato ripetutamente di avere a che fare con il mio rapimento. E mi ha colpito anche il governo Prodi che ha seguito le orme del governo Berlusconi. Adesso mi auguro che il mio avvocato e la Procura di Milano presentino appello. Inoltre, ho sollevato il mio caso davanti al Tribunale europeo per i diritti dell’uomo. E mi aspetto una sentenza migliore di quella di Milano”.  Magari si aspetta anche una medaglia al valore civile, le scuse scritte del Popolo Italiano e un bacia mano del Presidente Napolitano.

Tanta sfacciata arroganza è frutto della miopia che affligge l’Occidente sul reale volto dell’islam e del buonismo insulso che mette in pericolo cittadini inermi ed innocenti, perché i terroristi non si fanno tutti questi scrupoli, per loro i nemici sono ovunque per strada, nei metro, sono donne, bambini e anziani.
Armando Spataro, inspiegabilmente, visto che conosce bene la portata del terrorismo islamico e i trascorsi di Abu Omar, ha sostenuto che la sentenza  è “un chiaro messaggio a tutti i governi: anche in tempi di lotta al terrorismo, non si possono abbandonare i diritti di base delle democrazie”.
Se per quello è anche un chiaro messaggio ai terroristi, che noi occidentali siamo una manica di c****i che vogliono combattere una guerra sporca senza regole e senza fronte, con la “pistole ad acqua” di una democrazia, che è la miglior alleata dei nostri nemici.
Tutti a chiedersi quante siano state le vittime delle ’extraordinary renditions’ organizzate dalla Cia”, nessuno che si chieda quante migliaia di vite umani innocenti sono state salvate, costringendo bestiali terroristi a confessare.
Orpheus


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3 novembre 2009

Eurodeliri: via il crocifisso dalle aule scolastiche


La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo  ha stabilito che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce "una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" e una violazione alla "libertà di religione degli alunni".
Il caso era stato sollevato da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all'istituto statale di Abano Terme, frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocifissi dalle aule. A nulla, in precedenza, erano valsi i suoi ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione. Il perchè è ovvio, "Scristianizzare" l'Europa é uno degli obiettivi della Ue, già nella stesura della Costituzione europea, infattisi é evitato accuratamente di menzionare le nostre radici cristiane.
Lapidario e condivisibile al 100% il giudizio del Ministro Zaia: "Chi offende i sentimenti dei popoli europei nati dal cristianesimo è senza dubbio la Corte di Strasburgo. Senza identità non ci sono popoli, e senza cristianesimo non ci sarebbe l'Europa. Che destino paradossale: proprio coloro che dovrebbero tutelare il senso comune si danno da fare per scardinare la nostra civiltà. Si vergognino!".
Si spera che dalla parole di sdegno che in varie forme e misure sono arrivate sia da destra che da sinistra (fatto salvo la sinistra estrema) si passi ai fatti.
E' inaccettabile che i burocrati di Bruxelles possano cancellare l'identità dei Paesi membri a loro piacimento, che i governi si diano una smossa.
Orpheus


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1 novembre 2009

Sotto il "tocco"... il burqa


Da Cartesio a Maometto, si potrebbe parafrasare, infatti nel tempio del sapere, la prestigiosa università di Cambridge, le studentesse islamiche hanno avuto il permesso di indossare il burqa alla cerimonia di laurea, il "dress code" il rigido regolamento dell'abbigliamento degli studenti nelle occasioni formali, é stato modificato in virtù di un multicultiralismo ottuso e pericoloso. Non solo ma anche retrogrado e discriminatorio, l'uso del velo integrale implica una diversa concezione della parità fra uomo e donna, che si potrebbe tranquillamente collocare nei secoli bui dell'umanità.
Tutto questo mentre in Egitto il ministro dell’Istruzione Yustri el-Gamal ha deciso di riesumare una direttiva ministeriale del 1995 per vietare nelle scuole pubbliche il velo integrale detto niqab. Nel Paese arabo, a maggioranza sunnita, sta destando preoccupazione l’uso in aumento del niqab, espressione delle scuole di pensiero più estremiste che il governo egiziano sta cercando di arginare fin dagli anni Novanta. Nei paesi islamici comincia ad affermarsi la volontà di impedire il sopravvento del fondamentalismo religioso, nell' Europa beota-correct, lo si favorisce, creando il terreno fertile per il suo attecchimento.
Finirà che i muslmani moderati se ne torneranno nei loro paesi e gli integralisti, quelli che lapidano adultere e omosessuali, troveranno in paesi come la GB la loro terra promessa...
Orpheus


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