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Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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Giustizia indecente
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26 giugno 2011

La vera emergenza "rifiuti" é altrove, non per le strade di Napoli


A leggere certe notizie si fa fatica a credere ai propri occhi e ci si rende conto di vivere in un paese (volutamente scritto minuscolo) dove il sistema giudiziario è alla mercè di una casta intoccabile, arrogante perchè sicura di passarla sempre liscia e dedita a fare politica invece che esercitare nel modo migliore il proprio compito. Una casta che sta affossando la democrazia impunemente, perchè nessuno, né a destra né a sinistra, riesce e vuole, rimettere al posto che gli compete, schiere di magistrati militanti.

Se non fosse l'ennesino sfregio al buonsenso e alla giustizia, l'avviso di garanzia a Caldoro, sembrerebbe una barzelletta, visto che il problema rifiuti a Napoli ha una storia che risale all'epoca Bassolino, che è il maggiore responsabile di tale situazione, prima come sindaco di Napoli, poi come governatore della Campania ed infine addirittura commissario ad acta. Basti ricordare che il Governo Berlusconi, appena insediato, si riunì a Napoli, risolse la situazione e consegnò a Bassolino una città bonificata, nominandolo commissario e mettendogli a disposizione fondi ingenti. Bassolino non solo ha sprecato milioni di euro, ma, se possibile, è riuscito nella mirabolante impresa di peggiorare la situazione.

Adesso il novello "enfant prodige" eletto sindaco di napoli, dopo aver promesso che avrebbe ripulito Napoli in cinque giorni, non si sa come (forse contava su un miracolo di San Gennaro, che essendo solo un povero santo, nemmeno lui ha potuto tanto) frigna, si agita, schiamazza e incolpa il Governo, per la mancanza di un decreto, che permetta di rifilare il pattume napoletano alle altre regioni.

Francamente ritengo che sia ora che i napoletanti, imparino a gestire la loro immondizia, mi sembra che nel 2011, debbano e possano mettersi alla pari non solo con gli altri italiani, ma con qualsiasi popolazione civile del mondo. Solo nel "Burundi" gettano per strada di tutto, dai materassi, ai mobili, ai rifiuti organici, alle carcasse di animali morti. Fa bene la Lega a frenare sul decreto "esporta immondizia", fino a quando certa gente non verrà responsabilizzata ed educata, Napoli sarà sempre un discarica a cielo aperto e il resto d'Italia dovrà sorbirsi la loro monnezza e inciviltà.

Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 26/6/2011 alle 11:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

9 marzo 2011

Presi con le mani nel vasetto della marmellata!


Oggi il
Giornale ha pubblicato la mailing list dei magi­strati, cioè il sistema di posta elettronica dove le toghe si scambiano pareri e concorda­no iniziative al riparo da orec­chie indiscrete. Quello che viene portato alla luce è sconcertante. Dal­lo scambio di email emerge non soltanto un clima d’odio con­tro la maggioran­za politica, il Parla­mento, le toghe più moderate. Ci sono infatti le pro­ve che alcuni ma­­gistrati hanno nel mirino Silvio Ber­l­usconi come per­sona, a prescindere da ipotesi di reato. Questi signori fanno politica, vogliono interferire sul potere legislativo, e per di più in orario di ufficio, come si evince dalle stampate dei mes­saggi che si scambiano.
Aggiungo che è un comportamento da golpisti che non sanno nemmeno dove stà di casa la Democrazia.
E che fa l'Anm non s'indigna e indaga su questi magistrati che disonorano l'intera categoria e mettono a rischio la stabilità del Paese, no, se la prende con il Giornale.
Definendo le notizie riportate dal Giornale una
"gravissima violazione della legge sulla riservatezza delle comunicazioni che si iscrive in una campagna di aggressione e di delegittimazione della magistratura da tempo avviata da quel quotidiano".
Sbaglio o il Dottor Palamara non si è mai scagliato con tale veemenza contro le intercettazioni publicate a man bassa e uscite "miracolosamente" dalla Procure, così come atti istruttori che dovrebbero essere SEGRETATI.
Al punto che gli avvisi di garanzia li danno i giornali ancor prima delle autorità, preposte a ciò.
Questa è la giustizia italiana! E non si capisce che cosa stiamo aspettando per fare una riforma seria, che riconduca alle loro mansioni e al loro posto i magistrati.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 9/3/2011 alle 18:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

3 marzo 2011

Paladini della libertà di stampa CERCASI


La retata continua. Dopo la brillante idea davighiana di procedere direttamente in campo civile, per chiedere denaro, per perseguire un reato che – se esiste – è penale, ecco la pesca a strascico per conto del dr. Palamara, che tramite Digos si fa dare account  e nomi di un buon numero di lettori de Il Legno Storto, colpevoli di aver partecipato ad una discussione sul Forum intorno al suo operato. Chissà che domani non ci chiedano anche i nomi di coloro che si sono macchiati della colpa di averlo letto...

Chi ricorderà la ormai famosa intervista concessa da Cossiga sul suo conto, non può che concludere che la legge è uguale per tutti, ma è più uguale per chi ha meno modo di difendersi: che ci risulti, nessuno – a suo tempo – si è sognato di importunare per questo l’ex-presidente della Repubblica

 Teniamone conto tutti: la libertà vera in Italia costa sempre più cara soprattutto a noi; mentre, se il giornale fosse espressione di gruppi di aderenti ai centri sociali, stuoli di difensori spunterebbero solleciti da studi legali centralissimi e ovattati, con la lucida targa d’ottone recante titoli accademici altisonanti. Ma forse non ce ne sarebbe nemmeno bisogno.

Eppure è davvero inconcepibile sostenere in Italia che la Giustizia funzioni “normalmente”, e finger di pensare che le critiche anche dure, e le proposte per cambiarla radicalmente, siano inopportune e censurabili perché colpirebbero la maestà di una autorità ineccepibile e funzionari tutti al di sopra di ogni sospetto.

Fra i numerosi attestati di solidarietà – doveroso segnalare l’assenza del sindacato dei giornalisti e dell’Ordine – c’è naturalmente anche qualcuno che ci ha scritto «ben vi sta!». Per questi signori che propenderebbero per una “libertà limitata” dei cittadini e per una stampa che si autocensuri e scelga tesi e battaglie addomesticate anche su temi vitali e generali come la Giustizia, ci limiteremo a ricordare che questa, non altra, è appunto la censura in molti paesi semidemocratici. Con giornali “prudenti” come costoro li vorrebbero, e con lettori di questo tipo, non servono polizia e mazzate pecuniarie. E tutto funziona a meraviglia.
Quello che fa veramente indignare ed è estremamente pericoloso per la libertà di tutti, è il silenzio della anime belle, quelle che riempiono le piazze contro la presunta emergenza democratica del Cav., ma non proferiscono sillaba, se giornali, giornalisti o siti di centro-destra sono sottoposti a lampanti tentativi di intimidazione e censura.
A tutt'ora Berlusconi è il più insultato, diffamato e dileggiato personaggio pubblico d'Italia, certo che come tiranno "ci ha molto da imparà"!  Dotrebbe prendere lezioni da qualcuno dei signori di cui sopra.
Scendere in piazza contro di lui e NON contro chi veramente minaccia la libertà d'informazione, è inutile, ridicolo e profondamente disonesto.
Vergogna, vergogna, vergogna chi tace DAVANTI a questi tentativi di tappare la bocca alle voci libere, ben sapendo che sono anche le più vulnerabili, è un vigliacco, nè più nè meno di agisce in prima persona.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 3/3/2011 alle 19:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

19 febbraio 2011

Questo processo non sa da fare: prescrizione alle porte per gli imputati di sinistra della Missione Arcobaleno


Altra pecurialità della giustizia italiana, che la rende unica e singolare e se non la peggiore al mondo, poco ci manca, è la doppia velocità dnei tempi d'attuazione: da missile di Cape Canaveral quando si tratta di Berlusconi a paralitica senza sedia a rotelle, se tocca le alte sfere della sinistra.
La "missionopoli", scandalo a tutto tondo dell'onestina e adamantina sinistra,  pufff...è svanito nel cestino MOLTO capiente, quando si tratta di loro, dell'occultamento mediatico e della prescrizione.
Dopo 11 ANNI, dicasi 11 anni NON C'E' ANCORA STATO UNO STRACCIO DI PROCESSO per le ruberie dell'allora entourage dalemiano, che ha lucrato sulla pelle e sulla sofferenza di un popolo piegato e affamato dalla guerra. La prima udienza, essì la prima dopo 11 anni, si terrà a inizio maggio.
Diciasette imputati fra cui l' ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Franco Barberi,  vulcanologo amico di D'Alema , all' epoca dei fatti capo della Protezione civile, accusato insieme ai "compagni di merenda" di associazione a delinquere.
La prima udienza è stata rinviata sette volte in due anni e ora c'è il "rischio" che il fascicolo passi a Roma, dove si ricomincerebbe daccapo, ovviamente tutto questo a pochi mesi dalla prescrizione!!!
E che bisogno ha la sinistra delle "leggi ad personam" quando si avvale in tutto il territorio italiano della "magistratura ad personam"?
Quando leggo queste notizie, occultate o insabbiate, come sempre succede con i processi che riguardano la sinistra, mi dico che non posso che scegliere il "male minore" e cioè  i "puttanieri" che lo sono apertamente, agli onestini che nascondono sotto il tappeto, le loro RUBERIE a danno, come nel caso della Missione Arcobaleno, di uomini, donne e bambini vittime di guerra.
Orpheus


19 febbraio 2011

Magistratura rossa...e in rosa


La trave (rosa) è conficcata nel globo oculare italico, ma tutti guardano la pagliuzza, oramai persi nell’allusione da caserma o nell’ipocrisia da santuario. Che siano tutte donne, i cinque magistrati da cui dipende l’ennesima azione penale contro Silvio Berlusconi, è significativo, ma non scandaloso. E’ scandaloso, invece, che siano cinque colleghe. Non farci caso significa essersi rassegnati a rimanere un Paese incivile. La colpa di questo scandalo ricade, certamente, sulla corporazione dei magistrati, avversaria d’ogni riforma seria, capace di farci somigliare ai sistemi giudiziari che funzionano, ma la responsabilità ricade per intero sulle spalle del legislatore, che da lustri cincischia, parla, non conclude e se la fa sotto. Anzi, da ultimo, per mostrarsi equanime, s’è messo a sbracare anche verso la corporazione (nemica del mercato) degli avvocati.

Famiglia (allargata) Cristiana vede nelle toghe al femminile una “nemesi”.
Pensiero sottile e allusione raffinata: dato che ti accusano di puttaneggiare, beccati la vindice severità delle donne.
Ora, per la verità, sarebbero donne anche le mondane, molte delle quali dotate di sincera vocazione. Ma questo è un dettaglio. Il fatto è che incaricare un collegio giudicante della “nemesi” equivale a insultarlo, disprezzandone la serenità, svillaneggiandone la preparazione giuridica ed esaltandone il ruolo storico e sociale. A questi forsennati del giustizialismo (a senso unico) è forse inutile far notare che dove la giuria è popolare, come negli Stati Uniti, dove, quindi, esprime il sentire comune, la difesa ha il diritto di scartare dei giurati, considerandone la possibile prevenzione contro l’imputato. Da noi, invece, il giudice dovrebbe dar voce alle leggi, sicché si può ricusarlo solo in determinate condizioni d’incompatibilità. Il fritto misto dei due sistemi è indigeribile, oltre che incivile.

Detto ciò, sarebbe sciocco non volere notare quel che occhi non prosciuttati vedono con chiarezza: la giustizia si sta femminilizzando. Nella quarta sezione penale del tribunale di Milano c’è un solo magistrato maschio, ed è donna anche la responsabile della cancelleria. Possiamo, se volete, raccontarci la favoletta che così s’è agguantata la vera parità fra i sessi, ma se non vi sentite pronti per il festival della falsità sarà meglio dirsela tutta: la magistratura si tinge di rosa per la stessa ragione per cui si riempì di meridionali, perché è una carriera burocratica e garantita, non esposta alla competizione qualitativa e una buona alternativa all’assenza di mercato professionale. Non è affatto un caso che le tre giudici siano coetanee, siano entrate in magistratura lo stesso anno e contemporaneamente siano arrivate all’attuale incarico, al punto che il compito di presiedere deve essere assegnato per anzianità di nascita, calcolata in settimane. Tanta uniformità non è il baluardo dell’indipendenza, ma la fortezza della mediocrità. A questa si aggiunge il più macroscopico sfregio: la colleganza fra accusatori, giudici dell’indagine, giudici di merito, giudici del ricorso e giudici della procedura. Ma, lo ripeto, il compito di porre rimedio è del legislatore, perché l’autoriforma è una via di mezzo fra la presa in giro e il trionfo corporativo. Se i parlamentari continueranno a piegarsi ai ricatti, supponendo di salvare così la pelle di qualcuno e offrendo in cambio la collettiva dannazione di un Paese senza giustizia, non avranno che i frutti di sempre: la peggiore giustizia del mondo e anche una collezione di condanne penali. Giuste o ingiuste, a quel punto, sarà irrilevante.

Davide Giacalone

Interessante articolo di Giacalone che pone in evidenza il livello di stortura, abnorme del nostro sistema giudiziario, ormai diventato il "posto sicuro" dove poggiare le chiappe senza meriti e senza alcuna fatica. Che ciò succeda in ambiti lavorativi meno impegnativi, come succede in tutte le strutture statali, è già grave, ma che la Giustizia si sia piegata a tale logica è veramente un disastro per il Paese e per il singolo cittadino.
Assistiamo, come nel caso di quest'ultimo processo a Berlusconi a veri e propri sfregi costituzionali e abusi di potere, sostanzialmente perchè i magistrati NON hanno alcun controllo e non pagano mai per i loro errori (per non parlare poi, degli SPRECHI ingiusticati che gravano sui contribuenti).
Possono permettersi tutto e anche di più, compreso interpretare la Giustizia e USARLA per fini politici. Sono ormai una scheggia impazzita che travolge il vivere civile e la democrazia, quando vogliono sostituirsi alla volontà popolare.
Questa processo è una barzelletta, ma potrebbe far cadere il governo,  fra un anno, due o tre, si risolverà in nulla, perchè basato su "fuffa"  di nessun valore penale, e le cinque campionesse, lungi dall'essere penalizzate, per il DANNO al Paese, faranno anche carriera!
Ma questa è GIUSTIZIA! Ma che non ci facciano ridere, proprio quelli che dovrebbero applicarla, sono quelli che più la gabbano.
Orpehus



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permalink | inviato da Orpheus il 19/2/2011 alle 17:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

1 febbraio 2011

E i PM "commissariano" la Democrazia


Solo in uno stato di polizia avviene che la sede di un giornale sia perquisita, stessa sorte per la giornalista Anna Maria Greco, "rea" di avere scritto un articolo su certe vicende piccanti di Ilda Bocassini (per altro note in certi ambienti a Milano) e tsottoposta anche ad una perquisizione corporale.
"Per l’ennesima volta la casta dei magistrati mostra il suo volto violento e illiberale" è il commento di Sallusti, direttore de Il Giornale. "La perquisizione nell’abitazione privata della collega Anna Maria Greco, autrice dell’articolo che conteneva sentenze pubbliche del Csm, non solo è un atto intimidatorio, ma una vera e propria aggressione alla persona e alla libertà di stampa. Stupisce che soltanto le notizie non gradite ai magistrati inneschino una simile repressione quando i magistrati stessi diffondono a giornalisti amici e complici atti giudiziari coperti da segreto al solo scopo di infangare politici non graditi".
Quello che succede al Giornale è semplicemente inaccettabile per chi crede nella Democrazia e si spera che i paladini in pectore, che un giorno si e l'altro anche,  si sgolano per libertà di stampa, in questo caso specifico, non si ritrovino affetti da una "strabica" afonia. Altrimenti sono solo "pagliacci" (virgolettato per non offendere la categoria), che usano un diritto inalienabile per i loro sporchi giochetti politici.
In un paese dove le procure sono un colabrodo e il segreto istruttorio è il segreto di Pulcinella, tanta "solerzia" da parte di certi pm è veramente sospetta.
Non è che per caso "toccare" un pm, è diventato più pericoloso che rubare a casa di Totò Riina?

7 gennaio 2011

Ma(n)gistratura: i costi impossibili delle toghe


Si può sintetizzare l'operato della magistratura italiana con tre semplici termini: sprechi, privilegi, inefficienza. A fronte di un costo enorme la Giustizia italiana è una delle peggiori al mondo; il rapporto Doing Business che la Banca Mondiale redige per fornire indicazioni alle imprese sui Paesi in cui è più vantaggioso investire, rivela una posizione dell'Italia davvero penalizzante e imbarazzante: al 156° posto su 181 Paesi, dopo Angola, Gabon, Guinea, São Tome.
A fronte di tanta inefficienza, gli sprechi abnormi del sistema, costituiti non solo da retribuzioni astronomiche, ma anche da un fiume di denaro pubblico buttato dalla finestra, che finisce nelle tasche di coloro che fanno si, che la nostra Giustizia sia una delle peggiori del pianeta. Leggete e indignatevi, se ancora ne avete la capacità.
 E adesso veniamo alla "querelle" di questi giorni,
l'Anm ha minacciato la paralisi, con molto senso di responsibilità, a causa del taglio ai fondi per l'assistenza informatica, altri 36 milioni di euro versati nella greppia di una casta inetta e costosa, da un Governo, che come quelli che l'hanno preceduto si cala le braghe ad ogni minima richiesta dell'Anm.
La digilitazzione del sistema, porterebbe considerevoli vantaggi se funzionasse, ma per adesso COSTA e basta:
"Tra il 1999 e il 2008 sono stati spesi 1,5 miliardi di euro per digitalizzare la giustizia italiana. Dovremmo essere in grado di processare gli scippatori di Marte, in teleconferenza, invece non sappiamo neanche se un imputato ha cambiato avvocato, nottetempo".
Si è speso tantissimo per avere una giustizia che procede a stantuffo come sempre, invece di usufruire dei considerevoli vantaggi della digitalizzazione, e come sempre il Governo in carica, non ha ancora messo mano, ad una riforma che ridia DIGNITA' e funzionalità al nostro sistema giudiziario.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 7/1/2011 alle 9:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa

31 ottobre 2010

Abbiamo un regime


E tanto perchè piove sempre sul bagnato e cioè piovono indagini e avvisi di garanzia, esposti e condanne solo sull' informazione vicina al centro- destra, ecco una chicca, che se non fosse l'ennesimo VERO bavaglio, ci si potrebbe sganasciare dalla risate, ma c'è poco da ridere in un paese dove la magistratura tenta di mettere il bavaglio all'informazione, e nessuno fa una piega. Anzi, nemmeno viene dato risalto a notizie come questa.
Paolo Berlusconi è indagato, dal pm Maurizio Romanelli, non solo per ricettazione e millantato credito ma anche per concorso in rivelazione e utilizzazione del segreto d'ufficio, in "qualità di editore del quotidiano 'il Giornale" che il 31 dicembre 2005 pubblicò la conversazione intercettata tra Fassino e Consorte nonostante fosse coperta ancora da segreto istruttorio.
Quello che fanno tutte le gazzette di sinistra sistematicamente, per non parlare di Tele Kabul, Anno Zero, Ballarò....quello su cui ormai si basa, l'informazione in Italia sia che si tratti della Banca di Fassino e Consorte, sia del caso di Erba, che recentemente il caso della povera Sarah...
E vai con le "ruspe" rosse Panorama, Libero, Il Giornale, tutto è lecito pur di zittire la parte d'informazione che rappresenta la MAGGIORANZA in questo paese.
E poi il conflitto d'interessi ce l'ha Berlusconi...
Orpheus



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8 ottobre 2010

Il "re delle cause perse" e il bavaglio delle "chiese" rosse


Ciò che è successo al Giornale la dice lunga dice lunga, sull'informazione di quale parte politica, pendono bavagli e intimidazioni. Se fosse successo a Repubblica un simile atto di protervia e censura avremmo il popolo viola, quello arcobaleno e quello rosso, imbufalito a gridare al "bavaglio".
Ma è successo al Giornale, quindi i paladini della libera informazione non vedono, non sentono, non parlano come da copione sinistro.
Ma questo non è il solo lato indecente della vicenda, il pm in questione, quello che ha ravvisato il reato di "violenza privata" (roba da far sganasciare anche i polli dalle risate), é Henry John Woodcock, uno che se svolgesse una qualsiasi professione, avrebbe smesso da quel dì di esercitarla.
Ma appartiene alla Casta della magistratura, quindi può permettersi di tutto. Questo signore ha raggiunto la quota di 210 innocenti accusati senza fondamento. Poiché è entrato in magistratura alla fine del 1996, la sua media è stata di 15 infelici cui ha tirato il collo ogni anno, a spese dei contribuenti:
Se un medico avesse un simile primato, avrebbe concluso la sua carriera dopo il primo anno.
Ma é un magistrato. Un intoccabile. Perchè la magistratura, in molti casi è serva della sinistra.
Inoltre, la sua "brillante" carriera è stato oggetto di un articolo di Giovanni Perna sul Giornale il 23 settembre, e guarda la coincidenza, il "dossier (introvabile) Mercegaglia è balzato agli onori della cronaca qualche giorno dopo.
A pensar male si fa peccato, ma difficilmente ci si sbaglia. E quanto costa tutto questo al contribuente?
Quanta ci costa questa giustizia autoreferenziale, politicizzata e scadente? Si perchè la nostra giustizia è ANCHE una delle ultime al mondo.
Questa vicenda è lo specchio di come siamo messi male in Italia a stampa, magistratura e politica.
Perché ora il giornalismo si chiama: dossieraggio, archivi ecartelline che molti gironalisti aggiornano e conservano, diventano “dossier” sulla base del semplice uso che ne fanno e "squadrismo" dell'informazione, ovviamente solo nel caso del centro destra.
Chi invece pubblica solo carte giudiziarie, tipo quei servi di procura che sputtanano a destra e a manca dopo che la magistratura magari ha pure assolto o archiviato, ecco, loro invece sarebbero dei giornalisti investigativi. Questo è il metodo travaglio, il favoloso marconiglio, su cui nessuno fiata.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 8/10/2010 alle 19:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa

7 ottobre 2010

Le VERE vittime della società


Rubi è colpa della società, ti droghi dei genitori, massacri di botte, stupri,  ammazzi sei infermo o semi-infermo o quasi infermo o momentaneamente infermo di mente e se non lo sei, comunque in galera ci stai  poco perchè DEVI essere recuperato.
Per “Caino” tutte le giustificazioni, le scappatoie sono a portata di mano, il più sfrenato garantismo è il vessillo alzato da un’ ideologia post-sessantottina, che  ha ribaltato i ruoli trasformando i carnefici in vittime.
E così la giovane Sarah  ha pagato con la vita, vittima in primis di una società incapace di difendere i più deboli, gli inermi, ma che al contrario, troverà il modo di non far scontare la giusta pena al mostro che l’ha uccisa e violentata.
Strangolata e VIOLENTATA e poi buttata nuda in un pozzo.
Qualche anno di galera (facciamo una decina), con tv, visite, libri, giornali e qualche drappello di coglioni radicali, che di tanto in tanto visitano le carceri per accertarsi che la feccia della società sia trattata con “i guanti bianchi”.
Poi inizierà la fase del recupero: permessi premio, visitine alla moglie, un po’ di lavoro ma non troppo pesante, e infine un bello sconto di pena. E sto mostro, tornerà a girare per le strade del suo paese.
Sarah no, non tornerà più. Il suo corpo violato e martoriato, finirà in una tomba. Aveva 15 anni, la vita davanti. Ora l’aspetta il buio per l’eternità. Ma il suo carnefice deve essere recuperato. E perchè?
Perchè in nome di Dio?
Perchè lasciargli la vita,  permettergli ogni mattina di godere della luce del sole?  Perchè dopo aver molestato una ragazzina di 15 anni, averla uccisa e stuprata deve godere di un simile privilegio?
E dov’era la famiglia quando questo schifoso la molestava? Perchè nessuno l’ha fermato prima che lui fermasse il cuore di Sarah, per sempre?
L’omertà familiare è ributtante.
Nello stesso giorno, un bambino di tre anni è stato strangolato dalla madre, ed è già pronta la giustificazione “depressione post-partum” (dopo TRE anni!). Questa manco in galera andrà, la attende una bella struttura, dove riposarsi, dipingere e chiacchierare con altri mostri come lei.

Due dati:
Il contesto familiare anche nel 2008 (171 omicidi) e’ risultato dunque piu’ a rischio rispetto alla criminalita’ comune (135 omicidi) ed alla criminalita’ organizzata (128).  In circa un terzo di questi omicidi (56 casi) la vittima e’ il coniuge-convivente; la donna e’ colpita nella maggior parte dei casi, cosi’ come e’ uomo il killer in prevalenza (nell’80% dei casi). Quando la vittima e’ una donna questa quota sale al 92%.
Ora BASTA vogliamo giustizia. Per Sarah, per tutti gli innocenti come lei, immolati sull'altare del più fetido garantismo.
Orpheus


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18 settembre 2010

Certi PM..."cani attaccati" alla catena


I pentiti servono alla “giustizia” italiana, eccome!
Servono alle nostre "beneamate" toghe per costruire castelli giudiziari con carte truccate, per perseguire i loro fini politici, per condannare innocenti alla gnogna mediatica, che spesso è peggio del carcere (al quale il più delle volte non approdano, perché il castello crolla, ma ormai il danno è fatto), per trafficare, per ribaltare il volere popolare, per calpestare, infangare, violentare la Giustizia e la Democrazia, lo stesso semplice concetto di Civiltà.
Capita così che feccia umana come "Giovanni Brusca l’uomo (che fece saltare in aria Giovanni Falcone e che fece sciogliere nell’acido un bambino, dopo averlo ridotto ad una larva ed averlo fatto strangolare con la faccia rivolta verso il muro) è oggi indagato perché, nella sua posizione di pentito e potendo muoversi e operare, ha comodamente ripreso la sua attività di criminale".  Assurdo vero?
Ma ancor più allucinante è quello che si legge qui. E leggete perchè sono fatti e notizie, di cui non trapela NULLA, che solo poche voci libere hanno il coraggio di denunciare.
Un’altra “personcina raccomandabile” Baldassare di Maggio ha definito i tre PM del processo Andreotti “cani attaccati”. Ecco questo sono certi Pm, “cani attaccati” alla catena di criminali senza scrupoli, mostri che sciolgono bambini innocenti nell’acido, e la fanno franca, perchè i pm che consento loro privilegi in nome del "do ut des", i giudici che sentenziano fuori di ogni logica e diritto, hanno paura, che si chieda loro ragione delle loro menzogne e chi le ha suggerite.
E se tutto questo non fa INDIGNARE, IMBESTIALIRE chi legge, ...non è morta e sepolta anche la giustizia, ma la coscienza  di chi guarda e volta la testa dall’altra parte.
Beh...io non ci sto!
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 18/9/2010 alle 14:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

11 luglio 2010

E adesso chi paga...esempio di vero giornalismo senza bavaglio



Adesso, chi paga?
Non la giustizia, dove, anzi, chi sbaglia fa carriera. Non la politica, che tace vigliaccamente, popolata da quelli che tacciono per occultare le proprie colpe e da quelli che non parlano perché non sanno di che parlare. Non un giornalismo riprovevole, che il bavaglio ce l’ha nel cervello e si guarda bene dal dare le notizie.
E la notizia è questa: dopo quattordici anni, dopo essere stato isolato e vilipeso, Carmelo Canale, carabiniere, l’uomo che Paolo Borsellino chiamava “fratello”, è stato assolto in via definitiva: non s’è venduto alla mafia.
Ripeto la domanda: adesso, chi paga? La sorte di Canale fu segnata dalla vicinanza all’uomo cui la procura di Palermo aveva impedito d’indagare sulla mafia, all’uomo che ricevette il permesso di interrogare dei pentiti, dalla viva e diretta voce del procuratore capo, la mattina stessa in cui saltò in aria, assieme alla scorta, a quel Paolo Borsellino che tutti furono pronti a piangere, così come erano stati pronti a fermare, e fu segnata, la sorte di Canale, dal suicidio di suo cognato, il maresciallo Antonio Lombardo, che, nel 1995, si sparò dopo che Leoluca Orlando Cascio lo aveva accusato, ospite di Michele Santoro, in diretta televisiva e senza diritto di replica, d’essere al servizio dei mafiosi.
Canale disse: non è un suicidio. E, dicendolo, si suicidò. Da quel momento il carabiniere che indagava contro la mafia passò ad essere accusato di mafia e, suprema raffinatezza, gli imputarono di avere usato i soldi dei disonorati per curare, prima, e seppellire, poi, la figlia, Antonella. A lei e a Borsellino è andato il pensiero di Canale, oramai definitivamente innocente, in un giorno che lui stesso ha definito di “malinconica felicità”.
Non fermatevi qui, però.
Perché qualcuno deve pagare, e non per la tortura inflitta ad un servitore dello Stato, ma per il depistaggio ai danni dell’Italia.
Canale, difatti, è stato assolto in primo grado, assolto in secondo e, giunti in cassazione, il procuratore generale ha chiesto di respingere il ricorso presentato dalla procura di Palermo. La Corte è andata oltre, considerandolo inammissibile. Somari, nel merito e nella procedura.
Già, ma il pubblico ministero che sostenne l’accusa contro questo carabiniere oggi è assessore regionale. Amministra la cosa pubblica, veste i panni del moralizzatore, elargisce lezioni di correttezza.
Mentre il politico che accusò Lombardo, esponendo la sua famiglia a un pericolo rispetto a quale quell’uomo preferì la morte propria, che accusò Giovanni Falcone di tenere nei cassetti le indagini, anch’egli complice di mafiosi e amici dei mafiosi, ancora calca la scena, esponente del partito giustizialista e manettaro, sempre pronto a dire che l’opera dei magistrati deve avere la precedenza.
Ora la giustizia ha fatto il suo corso, Canale è definitivamente innocente, ma questa gente è passata a parlar d’altro, senza che nessuno li rimproveri, senza che si sbatta loro in faccia quel che hanno combinato.
Un Paese, il nostro, senza anticorpi, senza memoria, quindi senza dignità.
Mi prendo i miei rischi, allora, e mentre i copisti di procura scioperano per non essere imbavagliati (tanto stanno zitti per vocazione), urlo la rabbia di un’Italia che vuole essere diversa.
Badate bene, la cosa riguarda solo marginalmente Carmelo Canale. Carne da cannone, spappolata da uno Stato fellone e ingiusto. Ma la vicenda collettiva è assai più vasta e ci riguarda tutti. Siamo ancora qui a discutere dell’ipotesi che ci sia stata una trattativa fra lo Stato e la mafia, pendiamo dalla bocca di disonorati e figli di disonorati, che rateizzano le “rivelazioni” e risiedono stabilmente sulle prime pagine, ai servitori dello Stato, però, abbiamo messo un sasso in bocca, allo stesso Canale abbiamo impedito di parlare, per quattordici anni, e se anche avesse parlato nessuno lo sarebbe stato ad ascoltare, come non è stata pubblicata la notizia della sua assoluzione, e tutto questo capita perché si fa fede a chi ha lavorato per gli assassini, non a chi ha lavorato per lo Stato e per Borsellino. Vi è chiaro, questo? Che altro dovete leggere e sapere per urlare tutti contro il mare di minchionerie nel quale siamo stati annegati?
Nessuno replicherà, come nessuno ha interesse a sapere che fine fece l’inchiesta mafia appalti, che dopo l’eliminazione di Paolo Borsellino la procura di Palermo provvide a smembrare, sezionare, spappolare e neutralizzare. Nessuno replica perché l’unica cosa che sanno fare è mettere il bavaglio, coprendo le poche voci eterodosse con il silenzio e l’accantonamento.
Queste storie di mafia, e, soprattutto, queste storiacce di falsa antimafia, sono il sigillo di un’Italia deviata. Che, però, state bene attenti, non si nasconde nell’ombra, non trama nel segreto, bensì s’esibisce davanti ai vostri occhi, incucchiaiandovi la bocca con presunte “verità” che, però, sono il contrario delle verità precedenti. La verità al servizio della fazione e del disegno politico, una suggestione orwelliana che, da noi, è divenuta realtà. Fino a sconfinare nel comico, così che chi ci raccontò la credibilità di Scarantino, e su quella basò sentenze definitive relative alla morte di Borsellino, oggi sdottoreggia sulla credibilità di Spatuzza, che dimostra quanto il primo sia un buffone. Ma la coerenza e la serietà non sono specialità praticate da procuratori e giornalisti battaglieri, in eterna guerra contro il diritto e l’onestà.
Nessuno pagherà, allora, per la semplice ragione che abbiamo già pagato tutti. Il prezzo più alto: la rinuncia alla giustizia e la falsificazione della nostra storia. L’assoluzione di Carmelo Canale è solo una piccola consolazione, che a lui è costata una vita.
Davide Giacalone

Qui un altro articolo dell'anno scorso sempre di Davide Giacalone, che a leggerlo, viene solo la voglia di andarsene dall'Italia, perchè un paese in cui succedono fatti così gravi, non è un paese libero, non è un paese democratico, e la corruzione è a livelli tali, che ci sono poche speranze di un cambiamento radicale, tutte concentrate nella mani di un uomo solo: Silvio Berlusconi. Si capisce, inoltre  come e perchè su di lui penda la mannaia di una giustizia, marcia, venduta, putrida; e come il partito di questa giustizia, viva grazie alla dabbenaggine di schiere di allocchi e disinformati: ergo i giornalisti SCENDONO IN PIAZZA CONTRO IL BAVAGLIO, per poter rimestare nel fango delle intercettazioni e POI IL VERO BAVAGLIO SE LO METTONO DA SOLI, senza vergogna, quando si tratta di INFORMARE SERIAMENTE sulla VERA natura di certi personaggi.
Orpheus




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19 marzo 2010

Il Pd sbaglia a non indignarsi per l'arresto di Frisullo


Confesso che l’arresto di Sandro Frisullo, mi lascia interdetta, perché anche in questo caso se ne ravvede, la matrice politica. Infatti è finito in carcere perché è stato applicato il regime di custodia cautelare, che si autorizza per tre motivi: pericolo di fuga,  inquinamento delle prove e  reiterazione del reato.  Per Frisullo non sussisteva nessuna di queste condizioni, è sotto indagine da circa un anno e non è nemmeno più vice presidente della Puglia, quindi perché è stato incarcerato a 10 giorni dalle votazioni?  Era veramente necessario il suo arresto?

Si dirà un po' per uno in braccia alla mamma, ma non è così che bisogna ragionare. Tutto ciò che mina la democrazia va stigmatizzato, anche quando a farne le spese é l'avversario politico.

Detto questo, le reazioni dei maggiorenti del Pd,  sono state inique più dell’arresto stesso, perché lo hanno legittimato. Bersani se n’è lavato le mani “Ci fidiamo dei PM”,  D’Alema non ha trovato di meglio che sbolognare il suo ex-referente, come una patata bollente: “ Frisullo non fa parte da quasi un anno del governo regionale, nè ha incarichi nel nostro partito”. Solo La Torre è stato sfiorato dal dubbio, di una “tempistica sospetta” a pochi giorni dal voto (si spera che se ne ricordi, anche in altre occasioni). Forse non lo cambierà a favore del centro-destra, ma sicuramente peserà non poco, sugli equilibri all’interno della coalizione di centrosinistra a favore dell’Italia dei Valor, il partito guidato da un’ex-magistrato, che sicuramente piace molto alle toghe più estremiste (e ce ne sono parecchie in Puglia).

Come il Pd non intravveda il gioco del suo finto alleato, per me è un mistero, come e perché si presti ad appoggiare, questo ennesimo segnale del disfacimento istituzionale in atto, per me è inconcepibile.  Come non si ribelli allo sconfinamento della magistrata nella politica, è inammissibile.

L’unica spiegazione, è che pensa di “capitalizzare”  l’assalto togato a suo vantaggio, come è successo in Lazio (una pagina veramente vergognosa per l’opposizione, che ha perso, la faccia ancor più del centro-destra), ma a trarne vantaggio, dopo questa ultima "stoccata" saranno solo i forcaioli viola.

E intanto Di Pietro si sfrega le mani,  lui si vende bene come l’onestino del quartierino rosso, e intanto ruba voti al Pd. Che a me sembra ogni giorno di più, un partito di “fresconi” o meglio di "pugili suonati" dal trattorista molisano.

Orpheus

 


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11 marzo 2010

CSM=Contro Silvio Massicciamente


Ci dicono che bisogna rispettare la magistratura, che bisogna avere  fiducia nel sistema giudiziario, e blablabla....ma la giustizia italiana si piazza (WOW!!!!)
al 156° posto su 181 Paesi nel Mondo quanto a efficienza, addirittura viene dopo Angola, Gabon, Guinea, São Tome e prima di Gibuti, Liberia, Sri Lanka, Trinidad.
Tanto di cappello ai nostri magistrati, la cui boria è inversamente proporzionale alla qualità del loro operato.
C'è chi come il povero Pietrino Vanacore preferisce affogarsi, piuttosto che affrontare nuovamente il calvario giudiziario di un aula,  dopo 20 anni di accuse non provate. Forse, in Gabon od Angola, Vanacore non si sarebbe suicidato, perchè lì, i processi durano meno che in Italia.
Cionostante il csm é andato a spulciarsi tutte le dichiarazioni del Premier degli ultimi mesi per partorire il solito "topolino"  antiberlusconiano: Berlusconi mette a rischio la democrazia, delegittimando la magistratura.
Ah..Ah..Ah...questo si che è avere il senso del ridicolo! Peccato che gli italiani non ridono e soprattutto non basano la loro sfiducia abissale nella Giustizia, sulle parole del Premier, ma sulle responsabilità oggettive,  di una magistratura inetta e spesso incompetente, che costa tanto al cittadino e gli fornisce servizi minori che in Gabon.
 Purtroppo per il csm, la morte di Vanacore, é in primis la morte della giustizia italiana, ed è a ciò che gli italiani danno peso.

Fa anche specie, come il csm, non abbia espresso nessuna posizione per ciò che è successo a Milano, considerata la sua preoccupazione per la Democrazia.
Il magistrato addetto alla verifica delle liste ha usato due pesi e due misure. Ha bocciato alcune irregolarità nelle liste del Pdl e le stesse irregolarità le ha approvate per il Pd, ci sono le prove fotografiche.
COME MAI il csm, anziché indagare sul doppiopesismo applicato a Milano dai suoi magistrati (che mina la democrazia) si riunisce in pompa magna per emettere la solita condanna a carico di Berlusconi (uscendo, fra l'altro dal seminato)?
Anche a Roma il magistrato (che, guarda caso, ha un ritratto del Che in bella posta), per LEGGE avrebbe dovuto consentire l’ingresso, anche tardivo, ai rappresentanti del Pdl e registrare il loro ritardo. Ripeto per legge. Non lo ha fatto, semplicemente se n'è infischiato di ciò che PREVEDE LA LEGGE.
Perchè il csm non censura questa grave mancanza?
Perché tace su questi GRAVI attentati al voto e quindi alla democrazia?
Perchè invece di farsi prendere dalla fregola di condannare Berlusconi non assume, come sarebbe suo compito, provvedimenti disciplinari contro il magistrato inadempiente?
Belle domande perchè?
Perchè il gruppetto delle toghe anti-berlusconiane ha "santi in paradiso", ed è più folto di quanto la sinistra voglia far credere.
Berlusconi è oggetto di una vera e propria persecuzione giudiziaria :ci sono stati 103 procedimenti, 36 processi, 2.500 udienze e 129 magistrati che si sono interessati a lui.
Si farà processare, QUANDO la magistratura gli garantirà un processo EQUO ed IMPARZIALE, perchè di Piazzale Loreto, ne abbiamo già avuto uno, e penso possa bastare.
Orpheus




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18 febbraio 2010

La faccia tosta di Di Pietro merita il podio d'onore


Un pubblico ministero che ha indagato per 9 anni su una parte politica, mettendola sulla graticola e, (per usare un eufemismo) non ha “calcato la mano” con l’altra parte politica, viene candidato nella Regione, in cui ha svolto la sua attività, da quest’ultima. Tutto normale? Tutto regolare?

Nessuno sente il tanfo inequivocabile del cancrenoso conflitto d’interessi che sta erodendo lo stato di diritto e minaccia la Democrazia, nel nostro Paese?  Che ha umiliato, annientato e ridotto a livelli da terzo mondo, la giustizia italiana?

A nessuno viene voglia di sputare in faccia, e non solo metaforicamente, a chi con una faccia di bronzo da primato, si sente anche orgoglioso di contribuire a questo immorale scambio fra politica e magistratura? Se ne vanta in TV, conscio di essere un intoccabile?

Tutto normale, siamo in Italia, e in Italia i PM hanno il loro partito delle manette.

Un partito che prende voti applicando il più becero giustizialismo,  la “presunzione di colpevolezza”,  la legalità a senso unico,  sempre pronto per bocca dei suoi “questurini” a puntare il dito contro le candidature  “opache”, ma che ne appoggia ben tre (per non parlare della sua alleanza con il Pd di Bassolino): Vincenzo De Luca, due volte rinviato a giudizio per reati contro la Pubblica amministrazione. Agazio Loiero, e Nichi Vendola, la cui giunta è stata azzerata da un'inchiesta per corruzione. Tutti indagati, tutti appoggiati dal “partito della legalità”.

Non solo nelle Marche il "partito della legalità" corre l'UDC di Cuffaro, un partito cioè che è presente in parlamento solo per i voti assicurati dallo stesso Cuffaro, condannato già in secondo grado per i suoi rapporti con la mafia.

Si può VOTARE un partito che chiede le dimissioni di Guido Bertolaso per un’informazione di garanzia e negli stessi giorni candida alla carica di Governatore di regione ben tre inquisiti e corre con un condannato in secondo grado per i suoi rapporti con la mafia?

Evidentemente si, se si hanno due neuroni, uno dei quali impegnato ad odiare Berlusconi.

Ma non basta sempre il “partito della legalità” degli altri, perché la propria non viene mai messa in discussione, nemmeno quando con il caso Porfidia ci sono legami con la camorra e condannati come Alessio Lizzano, 43 anni, di Albidona. Un partito che persino Salvatore Borsellino, ha mollato come un pesce marcio e puzzolente. Mai più agende rosse con Di Pietro e compagnia.

Orpheus

 


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permalink | inviato da Orpheus il 18/2/2010 alle 21:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

13 febbraio 2010

Lo "smemorato" Bersani, farebbe meglio a curarsi la memoria prima di alzare il ditino


ggiungo un altro pezzo interessante dell'articolo precedente che è significativo della superiorità immorale della sinistra:

Nella puntata di Ballarò dedicata al decennale della morte di Bettino Craxi, ho ascoltato (Giovanni Donigaglia ndr) sbalordito Bersani che si chiamava fuori, sostenendo che lui ai tempi di Tangentopoli era alle prime armi in politica. Oh bella, devo aver sognato, perché io invece mi ricordo d’aver pranzato con Bersani nella seconda metà degli anni Ottanta in un ristorante nei pressi della Fiera di Bologna e d’aver ricevuto una pressante richiesta affinché la mia cooperativa finanziasse la Festa nazionale dell’Unità. Cosa che ovviamente feci, visto che era il Pci a garantirmi la vincita degli appalti negli enti amministrati dalla sinistra. Di certo, se Bersani non m’avesse ingiunto di versare quei soldi, io mi sarei ben guardato dallo sprecare milioni di lire della Coopcostruttori per un’iniziativa che non aveva nulla a che vedere con le nostre attività.

Se Bersani ha qualche vuoto di memoria in proposito, possiamo chiamare a testimone Roberto Soffritti, all’epoca sindaco di Ferrara, che partecipò al pranzo. Oppure organizzare un confronto in pubblico: gli lascio la scelta di giorno, ora e luogo".
Gira e rigira, è sempre lì che alla fine torna Donigaglia: al denaro che il partito drenò dalle casse della Coopcostruttori.

"Il Pci era il nostro socio occulto e tramite la Legacoop interveniva direttamente nella gestione. Mi ordinò di salvare aziende decotte e persino di rilevare la squadra di calcio di Ferrara, la Spal. Quando fui arrestato, la senatrice Silvia Barbieri, poi cooptata nello staff del segretario Fassino, veniva a trovarmi in carcere a Verona dicendomi di resistere, ché il partito m’avrebbe aiutato. La terza domenica di maggio del 1993 - ero appena uscito di prigione - lo stesso Fassino mi aspettava al casello autostradale di Ferrara sud per informarsi su che cosa avessi rivelato durante gli interrogatori: “Mi raccomando, tieni duro”. Infine D’Alema, il 12 marzo 2003, davanti alla popolazione di Argenta radunata nella nostra sede, proclamò: “La Coopcostruttori è sana, la salveremo”. Si vede come l’hanno salvata".

E questo è quanto non c'è altro da aggiungere si commenta da solo.

Questi sono gli onestini che alzano sempre il ditino e chiedono le dimissioni degli altri, perchè sanno che c'è chi provvede, a mettere sotto il tappeto la loro spazzatura. Corrompendo e vanificando lo stesso concetto di Democrazia, Giustizia e Libertà. Ma d'altronde, possono cambiare mille sigle, ma la loro matrice é la stessa che ha generato mostri genocidi cone Stalin.

Orpheus

13 febbraio 2010

Donigaglia, Savini e le agende ignorate, ovvero gli scheletri ben chiusi nell’armadio del Pd


In una puntata di Anno Zero il senatore Maurizio Gasparri ha invitato Michele Santoro a chiedere a Bersani per quale motivo non va a informarsi da Donigaglia su come le coop rosse finanziavano il Pci.

La domanda è puramente retorica, perché PLB, sa benissimo dei finanziamenti occulti delle Coop rosse, è il pubblico che non sa nulla, perché quando un’inchiesta sfiora una certa parte politica, vige il segreto assoluto, non "trapela" nulla e si estingue in batter d’occhio. Niente titoloni e “soffiate”. Niente Ballarò O Anno Zero, o L'infedele o Exit ecc.

Giovanni Donigaglia, ex padre padrone della fallita Coopcostruttori di Argenta, cinque ordini di cattura, 37 processi e mai una condanna, ha deciso che non fosse più il caso di tenere solo per lui il  segreto delle cinque agende sequestrate dai carabinieri di Comacchio a un imputato dell’inchiesta Laguna pulita (variante di Mani Pulite).

L’imputato è Vittorio Savini, ravennate, arrestato nel luglio 1995 con Donigaglia e altre tre persone per corruzione e turbativa d’asta. Savini era il direttore dei lavori di un gigantesco appalto vinto dalla Coopcostruttori di Argenta, sponsor storica di Botteghe Oscure. Secondo l’accusa, l’ingegner Savini, gestiva le tangenti (“nell’ordine del 3 per cento”, specifica Donigaglia) d’intesa con Massimo Pivanti, ingegnere capo del Comune di Comacchio. Al processo i due patteggiarono. E su tutto scese opportunamente l’oblio. Ma le agende incriminate sono arrivate nelle mani di Donigaglia che leggendole si è reso conto della loro importanza ai fini della giustizia (se sistesse in questo paese).

Un assaggio del “piatto” che i magistrati di Ravenna e di Ferrara, hanno snobbato: 12 maggio 1989: “Il 17 roba a Vasco”, con freccetta, sottolineatura e cancellature intorno. 19 ottobre 1989: “Roba piscina Vasco”, con sottolineatura e cerchietto attorno al nome. Ecc.

Per Donigaglia quel Vasco potrebbe essere Errani, e la “roba” era sinonimo di soldi a quei tempi. Quando c’è di mezzo il Pci, le agende si fanno più precise, forse perché in Emilia Romagna il partito era percepito come un’entità sovrana e impunibile :29 maggio 1989: “Direz. prov.le Pci (illeggibile) £ 6.396.000”-30 maggio 1989: “Roba x Dir. 6 a (illeggibile)”. Ma poi tornano cognomi e pseudonimi. 10 ottobre 1991: “Cena con Moretti 6 dati per G Co”. 15 ottobre 1994: «Banca x Pci + Drago (stà per Dragoni sindaco di Ravenna) 11,9 m.”

In questo caso come mai la Procura di Ferrara non ha eseguito un accurato approfondimento? E la Procura di Ravenna ha preso visione, delle agende? In tal circostanza quali indagini ha avviato? Donigaglia si chiede ed io con lui “come sia possibile che ancor oggi, trascorsi 15 anni, nessuno abbia non dico indagato ma almeno portato all’attenzione dell’opinione pubblica le singolari coincidenze contenute in questi documenti”. Come mai? Anche questa una domanda retorica “cane non mangia cane”.

E la giustizia in Italia non è nemmeno più morta, ma in putrefazione. L'articolo linkato è un po' lungo, ma vi consiglio di leggerlo tutto.

Orpheus

 


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permalink | inviato da Orpheus il 13/2/2010 alle 12:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

12 febbraio 2010

Super-Guido non ha tradito il Paese...


Quello che mi piace dei bacchettoni della sinistra é, che sono pronti a mettere
sotto il tappeto tutte le loro "rogne" e a spremere lacrimucce di solidarietà, se è uno dei loro a finire nel tritacarne mediatico e giudiziario.
Marrazzo? Una "vittima", pazienza se ricattato da un trans con il quale é stato filmato in mutande e ricattato (mentre l'altro trans con cui s'intratteneva é anche "opportunamente" passato a miglior vita) Boffo un'altra vittima pazienza se c'è una sentenza penale e carta canta, molto di più di ambigue intercettazioni, facilmente smontabili.

Tutti a chiedere le dimissioni di Guido Bertolaso. E Perché? Di cosa é accusato? Quali sono i reati che avrebbe commesso e soprattutto LE PROVE che li ha commessi. Oppure siamo arrivati al punto che delle semplici "voci" causano la "morte" civile di chi si trova al centro del PRESUNTO scandalo, puntuale come un orologio svizzero all'approssimarsi delle elezioni?
Da un paese di Santi, Poeti e Navigatori, ci siamo trasformati in un paese di beghine, forcaioli e pettegoli?
Riporto i punti salienti dell'intervista rilasciata da Guido Bertoloso, che personalmente ritengo accusato ingiustamente, e perseguitato da una giustizia molto malata, che invece di occuparsi dei criminali (quelli veri) rilasciati TROPPO SPESSO per decorrenza dei termini, arma castelli giudiziari, in aria basati su ipotesi e intercettazioni, sovente fumose. Tanto poi se tutto si rivela, una bufala, i signori magistrati non pagano pegno.

«Cominciamo dai soldi: pensare che si possa imbonire o addirittura comprare con 10.000 euro uno come me, che ha gestito lavori per centinaia di milioni, è perfino umiliante».
I carabinieri la ritengono un'ipotesi di «una certa fondatezza», dottor Bertolaso, ed evidentemente non pensano a 10.000 euro...
«Penso di avere gli elementi per dimostrare che si sbagliano. Poi c'è la questione delle donne che mi dà molto fastidio, è imbarazzante». La voce del capo della Protezione civile, al primo piano del palazzone sulla via Flaminia che ospita il Dipartimento, si abbassa di tono, tossisce, sceglie con cura le parole: «Sono molto rammaricato perché questa signora Francesca di cui si parla è una fisioterapista brava, per bene e molto seria, a cui ricorrevo per combattere lo stress e il mal di schiena di cui soffro spesso».
Secondo il giudice ci sono intercettazioni «a volte del tutto esplicite e fortemente eloquenti» da cui s'intuiscono «prestazioni di natura sessuale».
«Chiarirò tutto con i magistrati, per quello che mi riguarda la realtà è quella che ho appena detto"

Per non destare sospetti, non crede che avere rapporti troppo cordiali con gli imprenditori a cui si affidano appalti senza gare sia poco opportuno?
«Io non ho dato gli appalti del G8 alla Maddalena, non li ho seguiti direttamente né personalmente. Ha gestito tutto Angelo Balducci (arrestato l'altro ieri, ndr), uno che è diventato presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
E qui apro una parentesi Balducci é uomo di sinistra,nominato anche da Di Pietro.

"A me dispiace che si parli di questa storia come di uno scandalo, mentre abbiamo fatto una grande modifica ambientale su un'isola come la Maddalena".
A costi un po' alti se è vero che un albergo è costato quasi 4.000 euro a metro quadro.
"E' ovvio che costruire lì costa più che altrove, la Maddalena non è Ostia! E noi abbiamo fatto tutto in dieci mesi, quando normalmente ci sarebbero voluti dieci anni..."
Per questo diceva a Balducci che bisognava sbrigarsi con le gare, approfittando che il presidente della Sardegna Soru era impegnato nella campagna elettorale?
"Ma no! Abbiamo fatto tutto in pieno accordo con Soru, abbiamo le carte che lo dimostrano."

"Non pensa di essere stato almeno superficiale nelle frequentazioni un po' troppo cordiali con certi imprenditori?"
"Ma non ci sono state! E se mi chiede se qualcuno può aver tradito la mia fiducia le rispondo che può pure essere, ma non ho elementi per sostenerlo. Anche perché tutti sanno qual è il mio stile, rigoroso prima di tutto con me stesso e con i miei collaboratori».
Nemmeno ritiene di aver tradito la fiducia di quegli italiani che le hanno tributato tanta popolarità?
"La mia amarezza maggiore è proprio questa, e io resto al mio posto anche per dimostrare che non ho tradito la fiducia di chicchessia. Ma le dimissioni io non le ho ritirate, il governo le ha respinte e io ho il dovere di continuare a fare il mio lavoro. Ma se domattina le accetteranno mi farò da parte senza problemi".

Per ciò che mi concerne fino a quando non sarà condannato in terzo grado di giudizio con  prove certe, per me Guido Bertolaso é INNOCENTE.
Se ha avuto scappatelle con donne compiancenti, sono fatti suoi, non è ancora reato. Magari sarà la prossima legge di un futuro governo di sinistra.
Orpheus


   


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permalink | inviato da Orpheus il 12/2/2010 alle 18:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

11 febbraio 2010

La manovra a tenaglia della giustizia ad orologeria


Le regionali sono alle porte e la “gioiosa macchina da guerra” togata e mediatica, solertemente, assesta colpi bassi al Governo e al centro-destra, come da tradizione

Lo scenario di illazioni, falsità non suffragate da uno straccio di prova e azioni giudiziarie a orologeria di queste ore, ha un carattere sovversivo non solo rispetto al governo, ma anche rispetto alle istituzioni democratiche, perchè corrompe la funzione giurisdizionale, l’obbligo all’imparzialità dei giudici e l’informazione, come spiega chiaramente Sgarbi in questo articolo.

Sono due i fronti: Ciancimino che tiene banco in un processo in cui la sua testimonianza non è pertinente, come dichiara lo stesso generale Mori che si è visto “scippare” il suo processo, con argomenti e temi che non toccano l’inchiesta che lo riguarda. Un’iniziativa abnorme che denota l’assoluta mancanza di rispetto delle regole nel processo.

E, in seconda battuta la bufera allestita attorno alla “punta di diamante” di questo Governo: Guido Bertolaso, cui va tutta la mi stima e solidarietà.  Solo nel nostro povero paese,  si riesce a far diventare la feccia oro e viceversa, ergo Ciancimino un eroe e Bertoloso un criminale.

Vale la pena ricordare quello che ha fatto Guido Bertolaso e che spiega l’accanimento della gioiosa macchina da guerra togata:

Primo: emergenza rifiuti in Campania risolta grazie a Super Guido e alla regia di Silvio Berlusconi . Guarda caso proprio la Campania è un terreno di scontro duro tra Pdl e Pd, con un’Italia dei “disvalori” che, all’ultimo momento, si è buttata tra le braccia di De Luca, candidato del centrosinistra, uomo con non poche macchie giudiziarie addosso.?

Secondo: il G8 preparato alla Maddalena e trasferito in tutta fretta all’Aquila dopo il terremoto, sempre grazie al supereroe dalla maglietta blu, ha avuto un successo senza precedenti. Le opere realizzate alla Maddalena, nonostante il “dirottamento” dell’evento, saranno un volano di sviluppo per la Regione Sardegna, senza considerare la rapida ed efficace bonifica del territorio da amianto e quant’altro, effettuata in poco tempo. In più, grazie al miracolo compiuto all’Aquila sul piano organizzativo,  le foto di Obama e degli altri Capi di Stato tra la gente dell’Abruzzo, dilaniato dalla tragedia, rimarranno nella storia. ?

Terzo:la frana di Messina e, a seguire, Haiti ed ancora una volta Bertolaso in prima linea e l’immagine dell’Italia che schizza ai vertici delle classifiche come le pop star internazionali.? Con un Bertolaso che le canta all'antipatica Clinton.

Il buon Guido è l’immagine dell’efficienza, del governo del fare, delle risposte immediate alle emergenze. Troppo facile dedurre che un colpo ben assestato a Bertolaso significa creare disillusione, vuol dire infangare anche ciò che a tutti appare immacolato, sperando di allontanare gli elettori dalle urne. E questo, forse, è il vero obiettivo di qualcuno.  Il che guarda caso ridà una flebile speranza al Caravanserraglio Bersani e Company, sul punto di perdere le elezioni nonostante l’abbraccio mortale con il giustizialista Di Pietro.

Quindi basta con questa giustizia ad orologeria! E' vergognosa e indegna di un paese che si dichiara democratico.

A proposito, sarà sempre per un altro straordinario caso che l’inchiesta è partita proprio dalla magistratura fiorentina ? Mah! Quella terra di Toscana, in cui certi magistrati tengono arringhe e convegni nelle sedi dei Circoli Arci…..

Come ha detto Andreotti “a pensar male si fa peccato…ma difficilmente si sbaglia”.

Sull'argomento leggete anche l'ottimo post dell'amica Lontana e dell'amica Nessie

Orpheus

8 febbraio 2010

La premiata ditta delle bufale Pentiti&Magistrati


Per parlare dello scandaloso modo in cui vengono “utilizzati” i pentiti, riporto parte di un articolo di Mario Yuri Grasso del 21 agosto 1996, tratto dal libro che sto leggendo “Corsivi Corsari”, non c’è migliore sistema per inquadrare il torbido legame fra il pentitismo a comando e una parte di magistratura politicizzata e o irresponsabile.
Calogero Gangi, 100 persone assassinate; Domenico Cuomo, 100 persone assassinate; Giovanni Drago, 44 persone assassinate; Francesco Marino Mannoia, 25 persone assassinate, Felice Maniero, 25 persone assassinate; Baldassarre di Maggio, 25 persone asassinate; Per Gaspare Mutolo il conteggio è più complicato: ha partecipato almeno a 70 omicidi ma non ricorda quanti ne ha compiuti personalmente.
Un bel gruppetto: insieme hanno fatto fuori oltre 300 persone. A un certo punto lor signori magistarti domandano:" Volete farvi 30 ergastoli o pentirvi, andarvene a spasso in Ferrari, con tanto di vacanze-premio, scorta e stipendio di stato?"
Manco a dirlo tutti pentiti. E lo stato ha già speso (nel 1996 N.d.R) per questi delinquenti certi
oltre 100 miliardi all'anno.
E' servito a qualcosa questo spreco? Manco pa'capa!
Così prosegue Grasso nel suo articolo:
Già una spesa per la "giustizia". Pensate che con questi 100 miliardi si sia ridotto il traffico di eroina? Muoiono meno giovani per overdose?
No: gli indici sono in aumento.
Ci sono meno delitti di di camorra e mafia? Macchè. Si sono liberati i commercianti di Napoli, Palermo o Torrette di Mercogliano, dal pizzo? Non pensanteci...

Ecco, a questo quadro già devastante va aggiunto
il caso di Bruno Contrada, che  langue in galera solo sulla base della dichiarazione di pentiti e quello di EnzoTortora arrestato unicamente grazie alle “chiacchiere” non provate di un manipolo di pentiti, e che fu successivamente assolto (dopo tre anni) con formula piena dalla Corte d’Appello di Napoli e in Cassazione.
Adesso abbiamo il ciarlatano  Massimo Ciancimino accreditato  ad esibirsi, come una "star" delle aule di giustizia, che vomita infamie NON provate contro un Governo democraticamente eletto. Deleggittimandolo. Basterebbe porsi una semplice domanda per smontare tutte le bufale che racconta Ciancimino...ma a lor signor magistrati piacciono le luci della ribalta, tanto se mandano in galera un innocente non pagano pegno. La gente ci lascia la pelle, e loro fanno carriera!
UNA VERGOGNA senza senza ma.
Orpheus

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