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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


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In questo blog i commenti ai post
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ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

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Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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31 gennaio 2011

Arricchimento “culturale”: anche in Italia é praticata l'infibulazione


Il video in questione è agghiacciante, non c'è altro termine, ma almeno mostra esattamente a quali barbarie sono sopposte le bambine nei paesi africani e islamici.
Escissione e infibulazione sono termini "asettici" non danno nemmeno lontanamente l'idea, della crudeltà di tali pratiche, che mutilano fisicamente e psicologicamente una donna per il resto della sua vita, esponendola anche a gravi pericoli per la sua salute e alla morte.
Escissione e infibulazione, sono termini, che tutti conosciamo, ma sapere cosa significano non vuol dire avere l'esatta percezione di cosa siano, vedere una bimba di nemmeno un anno, nuda,  immobilizzata per terra, in mezzo alla sporcizia, vedere un sadico bastardo che con una lametta le pratica la clitoridectomia, senza anestesia, vederla contorcersi e urlare dal dolore, sono immagini, che non si dimenticano.
Io non ce l'ho fatta a guardare fino in fondo, questo video, le urla della bambina sono insopportabili, sono quanto di più atroce si possa ascoltare, quanto di più mostruoso si possa vedere.
E grazie al più becero e sordido  muticulturalismo, questa schifezza  sta' prendendo piede anche in Occidente: in Italia sono 110mila le donne provenienti da Paesi in cui le mutilazioni sono una "pratica culturale diffusa".
La stima è contenuta in una ricerca commissionata dal ministero delle Pari opportunità. L’80 per cento di queste donne e delle bambine che in Italia hanno subito le mutilazioni genitali è concentrato in quattro regioni: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio. In Lombardia si concentra il 35 per cento delle donne potenzialmente mutilate (38.970). A seguire Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e Toscana.
Spesso i casi emergono a scuola o nel corso di ricoveri ospedalieri per altre cause. E dovrebbero essere perseguiti, non solo togliendo la patria potestà a genitori che non meriterebbero di allevare nemmeno uno scarafaggio, ma anche con la revoca  dei permessi di soggiorno e questi barbari rispediti nei loro paesi.
Noi speriamo di elevare al nostro livello di civiltà e cultura questa feccia e non ci rendiamo conto, che sono loro che stanno abbassando il nostro livello al loro. Corti shariatiche in GB, poligamia in Francia e un po' ovunque, macellazione halal, segregazione delle donne, infibulazione, burqa, niqab, esecuzioni a sangue freddo delle poveracce che osano ribellarsi ai diktat dell'Islam.
E' questo il mondo che vogliamo lasciare ai nostri figli?
Un mondo dove una bambina innocente e indifesa viene macellata per terra in mezzo alla sporcizia?
Orpheus




permalink | inviato da Orpheus il 31/1/2011 alle 15:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

18 gennaio 2011

Roshan sposa a 10 anni, una delle circa 60 milioni di "spose bambine" nel mondo


Ultimamente ero stanca di orrori, ne ho visti così tanti e ne ho parlate così tante volte che mi sentivo solo ferita dalle storie terribili che leggevo e impotente, perchè nulla cambiava se ne parlavo. Nulla. Anzi sono sempre stati i post meno commentati.

Ogni giorno una dose di orrori che mi hanno sfiancato e sfiduciato.
Poi, ieri sera ho letto la storia di Roshan e mi sono vergognata, si...io ..donna occidentale privilegiata, avevo smesso di lottare, per vivere lontana da sofferenze immani e brutture tali, che non riuscivo più a gestire. Io mi sentivo ferita, io che ho tutto, in primis la LIBERTA' di gestire la mia vita e il mio corpo.
Davanti alla storia della piccola Roshan mi sono vergognata di me stessa...perchè avevo abbandonato tutte quello povere infelici, torturate, schiavizzate, ammazzate in modi orribili, dimenticate e occultate all'opinione pubblica, presa dai miei problemi e dalla stanchezza di "svuotare il mare con un ditale".
Sono sessanta milioni solo le spose bambine...sessanta milioni. Ho letto di bambine morte dissanguate la prima notte di nozze,  altre morte di parto, o per le percosse o per le torture. Avevo inziato a denunciare questi orrori per Samia...ora riprendo per Roshan, per le sue sofferenze e per il suo coraggio.
Orpheus
 Leggete...leggete tutto fino in fondo, Roshan ce l'ha fatta ma tante muoiono in questo modo barbaro.
La cerimonia è sbrigativa, gli sguardi pesanti, più dei vestiti ricamati. Sono le nozze di Roshan. Ha 10 anni. Wasir, il marito, ne ha 30 di più. È suo cognato. Solo sei mesi prima, aveva sposato Amina, la sorella maggiore, come seconda moglie. Ma la ragazza non è stato un buon affare, è scappata di casa. Nessuno l’ha più vista. Wasir, offeso, pretende Roshan come riparazione. Il padre non può rifiutare. Il torto va riparato e l’uomo ha i mezzi per essere convincente. È potente nel villaggio, poco a sud di Kabul. Roshan dovrà essere una sposa migliore della sorella. Nella nuova famiglia, deve trovare il suo posto in fretta, non c’è tempo per lo sgomento. Non è un buon posto, questo lo capisce subito. I muri alti della casa chiudono lo spazio. Le toccano i lavori più pesanti: prendere la legna, l`acqua, fare le pulizie, Wasir, la notte.
I muri della famiglia sono ancora più soffocanti. A loro piace umiliarla, per quell’ombra di vergogna che si porta addosso per la fuga della sorella. Impara ad obbedire. La salvezza è nel fare tutto come vogliono loro, nei minimi particolari. Ma la routine a volte si inceppa. Basta poco. È mattina, il tandur, il forno, è acceso. Un buco profondo di argilla con il fuoco dentro, un vulcano addomesticato. Oggi tocca a Roshan fare il pane. Ha aiutato la mamma, sa come fare. La pasta, spianata, si lancia contro le pareti roventi, dove si attacca, per cuocere. Ha le lacrime agli occhi, per il fumo, per la paura di sbagliare. È inesperta e le tremano le mani.
La pasta rotola giù, sul fondo. È persa. Come lei. La suocera e il marito la buttano dentro, sulla brace. Le ustioni sono gravi ma nessuno la cura, per una settimana la pelle brucia. La famiglia di Roshan viene a saperlo. La portano in ospedale, ci rimane per mesi, sono necessarie diverse operazioni. Vede la madre solo all’inizio, due volte. Poi nessuno. Ad aspettarla, fuori dall’ospedale, c’è ancora Wasir. Il caso è liquidato: incidente. Anche la sua famiglia ritira le accuse, ha paura. Wasir ha minacciato di prendersi la terza sorella se Roshan non tornerà a casa. All’inizio le cose migliorano, ha le mani fasciate, le bende sulle gambe, non può lavorare, è inutile, la ignorano, come fosse un fantasma. I mesi passano e, lentamente, tutto ricomincia. C’è sempre un po’ d’acqua che cade dalla brocca sul pavimento, il tè troppo leggero o troppo forte, una parola inopportuna, qualche moneta persa.
Ha le mani grandi Wasir e una rabbia che scoppia come una mina, basta calpestarla per sbaglio. Nemmeno suo figlio cambierà le cose, nemmeno la bambina. Sono la sua debolezza, l’arma del ricatto. Wasir minaccia di portarglieli via se non si comporta bene. Fuori, al mercato, cammina nell’ombra di un uomo di famiglia. Gli odori, la polvere, i rumori che stordiscono, sotto il burka. Ruba immagini, cattura gesti. Forse c’è un’altra vita, oltre il cortile. Quella che cercava Amina. Resiste per i figli, fa troppo male lasciarli. Sogna, scappa via con la mente. Ma nemmeno con quella sa dove rifugiarsi. L’ultima volta che ha parlato con la vicina, ci ha rimesso due denti. A Wasir non piace. Non le permette di far visita ai suoi.
Vorrebbe vedere la madre, le sorelle. Il padre no. I giorni sono tutti uguali, come una rotaia di ferro dalla quale non si può uscire senza deragliare. Anzi no. Ci sono i giorni senza botte, i migliori. I pensieri cominciano a ingarbugliarsi. Il pianto dei bambini è insopportabile. Sembra che anche loro ce l’abbiano con lei. Una mattina, oltre il cortile, scoppiano le grida. Roshan non ne ha mai sentite così. La vicina, con cui aveva parlato, si è data fuoco. È sopravvissuta. La vede passare, il viso è una foglia secca. I pensieri impazziscono. Sparire da tutto, in una fiammata. Ci pensa, cerca la benzina, mette da parte i fiammiferi. Ma conosce già il morso del fuoco, ha paura. Forse c’è un’altra scelta, quella di Amina. Forse adesso è libera, non vuole pensare che sia morta. Il pomeriggio è caldo, tranquillo, è sola in casa. Mette a dormire i bambini, sul toshak, il cuscino fiorato, li bacia, come per sempre, infila il burka ed esce. Chiude la porta.
Ruba qualche spicciolo. I fiammiferi li ha sempre in tasca. Prende l’autobus, arriva a Kabul. Cammina fino a sfinirsi, non sa dove andare. Il buio arriva e ha paura. Si accoccola per terra, come fanno i cani. La trova la polizia. Racconta la sua storia, parole confuse, lacrime, il tremito che non dà pace. Ha fortuna, Roshan, il poliziotto è un brav’uomo. Impedisce agli altri di violentarla e la mette nella prigione temporanea, per proteggerla. La porta al Ministero per gli Affari Femminili. Viene affidata alle donne di Hawca. Con i gesti discreti, con le parole, accolgono. La portano allo «Shelter». Roshan è stordita. Il suono delle parole, diverso. Solo il suono, non riesce nemmeno a capire cosa dicono, la dottoressa, la psicologa, le insegnanti, le assistenti legali. Sono donne combattive, testarde, coraggiose. Non ne ha mai viste così.
Le ripetono che ce l’ha fatta, che è al sicuro. Quando la mente e il corpo sono più forti, le avvocatesse si danno da fare per il divorzio. Parlano con la famiglia. Il marito si oppone ma il caso sembra facile: il matrimonio prima dei 16 anni è contro la legge. Ma la legge del giudice è un’altra. Capiscono subito che è un osso duro. Wasir ha conoscenze anche a Kabul. Forse paga o minaccia o, semplicemente, trova solidarietà.«Devi restare con tuo marito anche se dovesse ammazzarti». È questo il verdetto. La sua colpa, la fuga, prevede sei mesi di prigione. Nega il divorzio e la condanna. Ma anche le donne di Hawca sono un osso duro. Ricorrono. Ci sarà un altro giudice. Se il marito è troppo crudele, il divorzio si può ottenere anche senza il suo consenso. Dove comincia il «troppo»? Wasir continua a fare pressioni sulla famiglia. Roshan non esce mai dallo «Shelter». Il suo corpo offeso la difende. I referti medici, stilati al suo arrivo, parlano chiaro. Questa volta il nuovo giudice applica la legge, concede il divorzio. Wasir è arrestato.
La porta si apre ma, di nuovo, Roshan non sa dove andare. Il padre non la vuole più. Una figlia divorziata è una vergogna. Roshan dovrà arrangiarsi. Lo farà ma le mancano i bambini. Ha diritto alla custodia dei figli, finché sono piccoli. Ma deve essere in grado di mantenerli, e, per ora, non può badare nemmeno a se stessa. Per questo rimane alla casa protetta. Tra poco arriveranno anche la madre e le due sorelle. Hanno paura di Wasir. È uscito dal carcere, dopo nemmeno un mese, e continua a minacciare. Ora è qui, Roshan, con le altre ragazze, ha 18 anni adesso. Allo «Shelter», Roshan impara a leggere e a scrivere, studia i diritti delle donne e i diritti umani, ora sa che la violenza è un delitto, impara ad amarsi, a proteggersi e a fare la sarta. È brava, le è sempre piaciuto



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permalink | inviato da Orpheus il 18/1/2011 alle 18:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

18 settembre 2010

Oltre la "tonaca" il 99% dei pedofili agisce indisturbata


Benedetto XVI
chiede perdono, ancora una volta, per le vittime innocenti dei preti pedofili. Grida il suo dolore e la sua vergogna, per i piccoli martiri, che hanno avuto l'infanzia devastata, che si portano ancora dentro ricordi incancellabili, ricordi che fanno piangere e tremare uomini e donne, ormai adulti.
La Chiesa fa il mea-culpa, e tutti gli indignati a senso unico, ne sono soddisfatti, tronfi, per l'umiliazione a cui si sottopone, e ne sono soddisfatta anche io, ogni pedofilo va perseguitato, snidato e condannato (e se fosse per me anche ammazzato), ovunque si trovi, ma i preti rappresentano l'1% dei pedofili, lo sottolineo l'uno per cento, e tutti gli altri agiscono, indisturbati, rovinano bambine e bambini, divorano piccole vite, fra le mura domestiche, a scuola, in paesi dove comprano bambini affamati, e li stuprano, e continuano a stuprarli, ancora e ancora e ancora. Mentre la società si accontenta, del polverone alzato sui preti pedofili e nasconde la putredine sotto il "tappeto" dell'indifferenza e del menefreghismo.
Sono nauseata, che mondo è quello che non difende i più deboli?
Quello che usa battaglie di civiltà allo solo scopo di portare avanti battaglie di demonizzazione? Così che la Chiesa debba continuare a chiedere perdono, ed è giusto che lo chieda, ma è orribilmente ingiusto che sia la SOLA a farlo.
Che si parli SOLO della pedofilia dei preti e non di quella di industrialotti, liberi professionisti, maestri, studenti operai, che consumano pedo-pornografia, fatta sulla pelle dei bambini, attori della loro devastazone fisica e psichica, per mano di mostri senza cuore e senza umanità.

La pedo-pornografia é un mercato MOLTO fiorente, video e foto di bambini e NEONATI, ribadisco neonati STUPRATI,  fruttano molti soldi, e dove girano i soldi le coscienze si addormentano. Eh, si..ci si indigna solo per i preti...
Come sopravvive un NEONATO ad un rapporto sessuale con un adulto, SE sopravvive? Perchè NESSUNO grida la sua RABBIA, il suo DOLORE, per lo sterminio di tanti poveri innocenti. Perchè???
E poi, c'è il turismo sessuale pedofilo
non arriviamo alla quarta settimana del mese, ma in compenso abbiamo i soldi per andare a violentare bambine in Thailandia, in Cambogia, in Romania, bambine che  "si prostituiscono", nei bordelli. Il detto più comune di Patpong, strada di Bangkok è: "donne a 10 anni, vecchie a 20, morte a 30". Ma noi siamo più morti di loro, se assistiamo senza far nulla a queste ignomie, a questi crimini contro l'umanità, a queste sofferenze che urlano in silenzio, nel silenzio delle coscienze.
Aggiungo un'ultima precisazione, io non condanno il singolo cittadino, che come me, può poco e spesso ignora la realtà e la vastità del fenomeno della pedofilia, io ce l'ho con CHI avrebbe il dovere morale e civico, di INFORMARE, la casta dei giornalisti, i santoro (che ha fatto persino una puntata sul tema, tutta incentrata sulla Chiesa), i vespa, i vari direttori di giornali, che tacciono, nel migliore dei casi e disinformano negli altri, ce l'ho con la casta dei politici, che pur sapendo NON fa nulla, volta la testa dall'altra parte. Tutti costoro sono colpevoli né più né meno di chi prende un biglietto aereo per andare in Cambogia a stuprare una bambina di 10 anni. 
Orpheus


30 giugno 2010

In crescita il turismo sessuale pedofilo i


In tutto il mondo c'è crisi, si comprano meno vestiti e macchine, chiudono fabbriche e aziende, ma c'è un campo, dove al contrario il "trend" è in crescita, e a dirlo provo rabbia e schifo: è il turismo sessuale a opera degli occidentali in Cambogia (ma anche Brasile e Thailandia).
Pare sia di "moda", c'é chi va al mare, chi in montagna e chi a stuprare bambine di sette anni.
Il "turista" sessuale a caccia di nuove emozioni si autoassolve: “non faccio altro che adattarmi all’ambiente in cui mi trovo. I primi ad andare a letto con le ragazzine sono proprio i cambogiani. Provo qualcosa di nuovo per me e di normale per loro. Non sono un mostro, sono l’occidentale buono, che porta soldi”. Questo l'alibi per poter stuprare bambine, bambine innocenti, costrette a prostituirsi per FAME, quella vera. Quella che ti va rovistare nella spazzatura e non rinunciare all'ultima marca di telefonino.
Non si sente nemmeno pedofilo, il maiale (e mi scuso con i maiali, che sono bestie utili e pulite) perchè  "succede" occasionalmente e solo per provare nuove emozioni. Poi torna a casa sua e con quelle stesse mani che hanno violato una bimba cambogiana, thailandese o brasiliana, accarezza la figlia o la nipotina.
Noi italiani siamo in pol-position in questa aberrazione, al quinto posto, dopo Olanda, Germania, Francia e GB, nel 2009 sono stai 17.154 i turisti italiani in Cambogia, il 63% uomini.
Quante bambine hanno violentato? Quante?
Fossero anche solo 100  bambine, tacere questa vergogna dell'umanità, sottovalutarla, nasconderla é un delitto orribile, che chiede vendetta, ma soprattutto chiede che se ne parli, che si dica, cosa fanno tanti nostri stimati professionisti, padri, mariti o fratelli. Che non sono preti, ma mostri si, e quindi vanno condannati senza scusanti.
Uomini che noi crediamo irreprensibili e per bene, appunto perchè NESSUNO PARLA DI MAI della piaga del turismo sessuale nei paesi sottosviluppati.
Orpheus



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25 giugno 2010

23 giugno: la giornata dell'orgoglio pedofilo e della vergogna globale


Come ogni anno denuncio questa turpe celebrazione, che si svolge il 23 Giugno, e che è dedicata all'orgoglio pedofilo.

Sono dieci anni che si celebra la "Giornata dell'orgoglio pedofilo" che ha per simbolo delle candeline azzurre. Questa aberrazione che dovrebbe far gridare allo scandalo, quegli stessi media (che giustamente) mettono al rogo la Chiesa, cade invece nella più totale indifferenza, a parte poche voci isolate e inascoltate.
Condivido le parole della Santanchè: “È vero che è difficile contrastare il fenomeno perché è frammentario e trova modi sempre nuovi per esprimersi. Io però credo ci sia anche poca attenzione. Occorre invece indignarsi, impedire che si possa parlare addirittura di “orgoglio” pedofilo. La pedofilia è soltanto una vergogna”.
Che ci sia "poca attenzione" a riguardo è un eufemismo, la verità é che della pedofilia si parla solo, quando si tratta di preti pedofili. Il resto 99% dei pedofili viene IGNORATO. E' questo il cancro che impedisce una vera lotta all pedofilia.
Grazie alle denunce fatte contro i suddetti preti, la pedofilia nell'ambito ecclesiastico è perseguita e si tenta di sanare la situazione.
Ma nelle scuole? Nelle famiglie? Nei paesi dove i bambini vengono venduti come carne da macello?
I pedofili non si trovano solo nell'oratorio o in sagrestia, si trovano ovunque e sono tanto TRONFI e sicuri di passarla liscia, che si permettono anche una giornata per celebrare il loro "orgoglio".
"La politica da sola non può bastare: davanti alla pedofilia è l’intera società che deve ribellarsi”così dice la Santanchè che lamenta, anche la mancanza di iniziative e "l’indifferenza di tutti gli organismi internazionali nonostante i ripetuti appelli all’Onu".
E io lamento l'ipocrisia del mondo dell'informazione, che NON apre mai il vaso di Pandora della pedofilia, ma si limita a sfruttarla in versione anticlericale.
Chi tace e non s'indigna è colpevole quanto chi violenta un bambino di pochi anni.
Orpheus




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14 aprile 2010

Non é lotta alla pedofilia, ma una persecuzione contro il Papa e i cattolici



I preti pedofili sono un MISERO 1% sul totale dei pedofili. Eppure questo 1% ha scatenato una vera e propria caccia alle streghe. Sul rogo Papa Benedetto XVI da sempre inviso ai laicisti, all'intellighenzia di sinistra e tutti quelli che vorrebbero la Chiesa "bancomat", ossia prendere solo quello che interessa, buttando via quello che in qualche modo limita, il feticcio di questo secolo, la libertà personale, ove per libertà s'intende fare i propri porci comodi, senza conseguenza alcuna.
Un caso in Germania, qualche altro in America, uno in Australia., un paio qui da noi, e tutti media mondiali gettano letame sulla Chiesa Cattolica.
Come se la Chiesa fosse l'unica responsabile della "strage" d'innocenti che ogni giorno si consuma in ogni angolo della terra.
Bambini stuprati e molestati in casa o a scuola, bambini venduti per la strada, bambini protagonisti di film e foto oscene, bambine date in "sposa" a otto anni, c'è di tutto in questo mondo marcio, depravato fino all'osso, ma l'unica battaglia contro la pedofilia, si consuma contro l'1% dei pedofili.
E' quasi una barzelletta, ma non fa ridere, come non ridono quelle bambine che in Thailandia o in Cambogia, si prostituiscono, nei bordelli. Il detto più comune di Patpong, strada di Bangkok è: "donne a 10 anni, vecchie a 20, morte a 30".
Come non ridono i bambini delle fogne di Bucarest, una città piena di bambini di strada e di cani randagi, entrambi sporchi, soli, denutriti, entrambi randagi in cerca di cibo. Negli orfanotrofi, nelle fogne, nelle stazioni o sui marciapiedi di Bucarest e di tutta la Romania, la loro storia ci scorre vicinissima, ma in QUANTI la conoscono?
Quanti conoscono la storia di Sandra e del suo carnefice, una storia uguale a tante altre storie, che ogni giorno si consumano ad ogni latitudine?
Lui il pedofilo, l'orco 50 anni benestante, sposato e con figlie, habituè di un lussuoso albergo di Bucarest, dove conoscono i suoi "gusti" e lo soddisfano.
In Romania cerca le bambine, le adora di non più di 10 anni, racconta che l'ultima bambina che ha "amato", aveva 12 anni, troppi, ma lui era troppo stanco quella sera per cercare ancora. La bimba, Sandra  è in AIDS conclamato, regalo di un turista francese che due anni prima l'aveva violentata per tre giorni consecutivi lasciando al patrigno, suo "tutore", come pagamento, 50 dollari ed un impermeabile in pelle. Sandra, non resiste a lungo a questa ulteriore violenza e muore dopo poche ore.
Il pedofilo è arrabbiato: a caro prezzo ha pagato un giocattolo che si è rotto subito.
Chi conosce
la storia di un'altra bambina, senza nome, di non più di otto anni, il viso è coperto di macchie nere. Sporca come i cani che la seguono. L'auto le si ferma così vicino che quasi l'investe. L'uomo seduto dietro, scende, parlotta brevemente con lei, quindi dopo essersi slacciato i pantaloni la costringe ad avere un rapporto orale. Lì, in mezzo alla strada, sotto la luce spettrale di un vecchio lampione arrugginit
o. (Le testimonianze sono di Massimiliano Frassi molto attivo nella lotta contro la pedofilia).

QUESTO  è il vero volto della pedofilia. Un volto di cui NESSUNO parla.
Ed io non ci sto a caricare sulle spalle della Chiesa tutto il peso della pedofilia.
Non é giusto per le migliaia di preti cattolici, che si adoperano per il prossimo, e sono innocenti.
Ma soprattutto non è giusto per i milioni di bambini, che vengono venduti a milioni di uomini che non sono preti. Ma sono pedofili.
Orpheus





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9 aprile 2010

Tutte le falsità della “mani pulite di Dio” firmata New York Times


Volevo già parlare della ipocrita quanto ignobile campagna mediatica contro la Chiesa Cattolica, che nella persona di Benedetto XVI ha intrapreso una lotta contro la piaga dei preti pedofili, cercando di individuare e punire le mele marce, nonchè risarcire le vittime.

Ho trovato questo articolo che riprongo in toto, perchè c'è una sola categoria peggiore dei pedofili, quella di coloro che sfruttano la pedofilia per fare dell'anticlericalismo e poi se ne disinteressano totalmente: la pedofilia NON E' SOLO presente negli oratori e nelle sacrestie, ma prolifica indisturbata in tutte le pieghe della società, cosiddetta civile, che chiude gli occhi su tutto, tranne quando può sbavare odio contro la Chiesa.

Permettendo così al 99% dei pedofili di farla franca.

Su 400mila sacerdoti e religiosi sparsi in tutto il mondo, in nove anni la Chiesa di Roma si è occupata di 300 casi di pedofilia. Questo dato, probabilmente, fece parlare l’allora cardinal Ratzinger della «sporcizia nella Chiesa» in occasione della via crucis del 2005.
 
A ogni modo, se la realtà è quella descritta sulle pagine di Avvenire del 13 marzo scorso da mons. Scicluna, il pubblico ministero della Congregazione per la Dottrina della Fede, la feroce campagna d’aggressione contro Benedetto XVI riduce di molto la sua pretesa di denuncia.
 
La Chiesa non ha insabbiato nulla, ma lavora instancabilmente per colpire i cosiddetti delicta graviora. L’impressione è che, ai portavoce di quella che si sta venendo a configurare come una vera e propria “mani pulite di Dio”, poco importa degli abusi sui minori. Se davvero l’obiettivo fosse la tutela dell’infanzia e la persecuzione di quell’orrendo crimine qual è la pedofilia, le pagine dei giornali non parlerebbero di sessofobia della Chiesa, di necessaria revisione del celibato dei sacerdoti, né del Vangelo della giustizia - come titola un fondo su Repubblica di Vito Mancuso, che sembra scimmiottare i peggiori editoriali di Travaglio.
 
Se davvero interessa il grave tema degli abusi sui minori, allora, si parli della piaga della pedofilia che, come ha coraggiosamente sostenuto la Cancelliera Merkel, non riguarda soltanto la Chiesa. I politici e le firme di punta siano davvero laici: non dicano alla Chiesa cosa deve fare e non la invitino a dubitare del valore della verginità. Si occupino piuttosto della piaga della pedofilia all’interno della società nel suo complesso.
 
I dati del ministero degli Interni, per esempio, parlano chiaro: nella maggior parte dei casi gli abusi su minori avvengono all’interno delle mura domestiche per opera del compagno o del partner occasionale di uno dei genitori. Gli abusi da parte di sacerdoti e religiosi riguarda, in America come in Italia, meno dell’1% dei casi.
 
Ecco vogliamo occuparci anche del restante 99% opppure non interessa perchè non porta acqua al mulino dei laicisti?
Orpheus


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8 aprile 2010

La strage delle innocenti che non fa notizia


Mentre a Sanaa si discute una controversa legge che vieti il matrimonio alle ragazze di meno di 17 anni, una bambina di 12 anni è morta nella provincia settentrionale di Hajjah in seguito ad una emorragia vaginale tre giorni dopo aver sposato un uomo di quasi 30 anni, riferisce oggi il quotidiano 'Yemen Observer', che parla di "una brutale aggressione sessuale". Ossia lo stupro di una bambina LEGALIZZATO.
Lo stesso giornale cita la dottoressa Arwa al Rabie, dell' ospedale locale, secondo cui la bambina, Alham Mahdi Shoai, è probabilmente morta dissanguata, martedì scorso, poichè non è stata curata per tempo, quando è iniziata l'emorragia.
 La vicenda di Alham è stata denunciata anche dal Forum delle Sorelle per i diritti Umani, una associazione yemenita che si batte contro il fenomeno delle spose bambine, secondo cui in questo caso si è trattato di un "matrimonio di scambio". La famiglia dello sposo non ha "pagato una dote", poichè hanno dato in sposa al fratello di Alham una bambina della stessa età, ha detto al Gulf Times di Dubai il portavoce dell' associazione, Majid al Methhaji.
Scambiano le bambine come fossero capre o pecore e le fanno stuprare da porci maiali di 30 anni. E contano talmente poco che le lasciamo morire dissanguate.
La pratica dei matrimoni forzati nello Yemen è ben radicata e la legge che intende regolamentarli è stata in realtà già approvata a febbraio dello scorso anno, per poi essere però bloccata e inviata alla Commissione parlamentare di esame da un gruppo di deputati che l'ha bollata come anti-islamica. Secondo uno studio del ministero per gli affari sociali, un quarto delle yemenite si sposa prima dei 15 anni. Complice la struttura tribale della società e una povertà endemica, soprattutto nelle zone rurali. Ma anche la religione ha un peso fondamentale: come ha recentemente ricordato un religioso saudita in una intervista televisiva, "il Profeta Maometto è il modello da seguire", ed egli "ha preso in sposa Aisha che aveva sei anni".

Vergogna, vergogna, vergogna.
Dove sono tutte le anime belle delle organizzazioni mondiali che si strappano le vesti, per i respingimenti dei clandestini? Dove sono quelli che si riempiono la bocca con i diritti umani, ad ogni stormir di foglia?
La mostruosità dei "matrimoni" fra bambine e uomini adulti è un' abominevole oscenità, la più bestiale violazione dei diritti umani eppure non vedo o leggo "sermoncini" indignati di denuncia, nessuno che parli di PEDOFILIA in questo caso, PEDOFILIA di stato. Sono 60 milioni le spose bambine nei paesi islamici!
Le bambine continuano ad essere vendute come animali e stuprate dopo che dei porci pedofili le "sposano" con buona pace delle anime belle e di coloro per cui la pedofilia esiste solo per attaccare la Chiesa Cattolica. Che HA LE SUE COLPE, ma che almeno vengono DENUNCIATE e i colpevoli puniti.
La pedofilia di stato islamica invece, é coperta da un velo di omertà e milioni di bambine pagano un prezzo altissimo.
Che schifo.
Orpheus


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11 gennaio 2010

Ma un discorso serio sulla pedofilia lo si farà mai? Neonati violentati su intenet...


In Italia ci si infiamma per tutto e ci si indigna a ripetizione: l’insulto a Ballottelli, il vizietto delle trans di Marrazzo, per non parlare poi di Berlusconi, il “Noemi gate”, la “povera” Veronica e le sue letterine, il Grande Fratello, il cine-panettone…ogni giorno i giornali riportano editoriali infuocati, scontri e diatribe fra intellettuali, politici, registi, opinionisti e che più ne ha più ne metta.
C’è un argomento però che lascia indifferenti i media italiani e la sarabanda d’indignati in servizio permanente attivo: la pedofilia. Interessa solo qualche anima bella di sinistra, se sono coinvolti preti, altrimenti qualsiasi notizia, anche la più straziante, la più orrenda, la più inumana cade nel vuoto di coscienze che si risvegliano solo a comando.
Oggi una retata  di polizia ha portato all’arresto di dieci persone (sei in carcere, quattro ai domiciliari) e all'interdizione dall'uso del computer per un'undicesima (sai che pena!), che si scambiavano filmati pedo-pornografici.
Settanta gli indagati coinvolti in varie regioni, feccia che commerciava pedo-pornografia via internet.
I filmati mostravano stupri e violenze su bambini piccoli, persino neonati.
Si, neonati, come può sopravvivere un neonato ad un rapporto sessuale con un adulto?
Se sopravvive.
Quanto dolore riesce a sopportare, prima che il suo piccolo cuoricino smetta di battere, e lo liberi dalla sofferenza?
Mostri, sono mostri che meriterebbero di essere squartati in pubblica piazza. Ma siccome siamo “civili” dovrebbero pagare con il carcere a vita, perché alimentano un mercato immondo, putrido che costa la vita a centinaia di migliaia di bambini,
Un mercato prospero e fiorente che fa girare milioni di euro. Un mercato di cui nessuno parla, nè Vespa, nè Santoro, nè Floris. Tacciono tutti.
Tacciono sulla più infamante vergogna del nostro Paese: siamo IV al mondo per consumo di pedopornografia.
Usa, Germania, Russia, Italia, Regno Unito, sono proprio i primi Paesi "consumatori" di pornografia minorile e l'Europa arriva ad assorbire quasi il 60% della richiesta di materiale.
Ogni giorno otto bambini sono violentati per alimentare questo turpe mercato.
Le statistiche dicono otto, ma chissà quante sono realmente le piccole vittime immolate sull'altare della perversione più abietta che ci sia. Migliaia di bambini, in Paesi dove la vita umana non vale nulla e quella di un bambino vale il prezzo che si può ricavare dalla vendita del suo piccolo corpo.

- Il 2% dei bambini ha meno di un anno!

- L'11% dei bambini ha meno di 3 anni.

- circa il 50% delle vittime del traffico pedofilo mondiale ha meno di 7 anni.

- Il 77,5% ne ha meno di 9.

- La crescita del mercato dal 2003 al 2008 è stata del 149%.
Un mercato che non conosce crisi, nemmeno in tempo di crisi

Ecco, lo dico e lo ribadisco: la superficialità di una società che accetta, anche gli stupri sui neonati, senza andare oltre allo scontato "Oh, mio Dio",  fra uno spot e l'altro, mi fa ribrezzo e mi spaventa.
Orpheus


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1 dicembre 2009

PEDOFILI E STUPRATORI SIANO SEGNALATI SUL WEB: FIRMA LA PETIZIONE




Non c'é bisogno di troppe parole.
Bastano queste immagini, per firmare la petizione on-line sulla segnalazione dei pedofili sul web.
Le petizioni non servono a molto, ma almeno rompono il muro del silenzio e dell'ipocrisia.
Orpheus


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17 maggio 2009

17 mesi ucciso a calci e pugni

 
Gabriel aveva la stessa età di questo bimbo ritratto felice dopo aver fatto la pappa, aveva 17 mesi.
Gabriel é stato massacrato di botte, é morto per lo spappolamento di fegato e reni e per la frattura della milza.
Le lesioni, gravissime e mortali, sono state evidenziate dall'autopsia. A procurargli quelle lesioni sarebbero stati, con calci e pugni nell'addome, sua madre Elizabete Petersone e il convivente di lei, Paolo Arrigo che, interrogati, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
I due sono stati arrestati per omicidio preterintenzionale.
E io non posso fare a meno di chiedermi come sia possibile che un poliziotto che spara da una corsia all'altra dell'autostrada per fermare una rissa e disgraziatamente uccide un giovane, sia stato accusato di omicidio volontario e due esseri, che non si possono definire genitori,  che ammazzano volontariamente a calci e pugni un bambino indifeso di 17 mesi se la possono cavare con l'omicidio preterintenzionale.
Sono  solo io che non capisco, proprio come funziona la nostra Giustizia?
In questi casi dovrebbe esserci solo una sola possibilità di pena, l'ergastolo senza nessun tipo di sconti e condoni.
In alternativa una bella iniezione letale (io opto per questa) .
Orpheus


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4 maggio 2009

Afghanistan, baby kamikaze si fa eslpodere

 
Allah Akbar… Allah Akbar… così i futuri baby kamikaze urlano inconsapevolmente, quasi fosse un gioco.
E’ così che vivono l’addestramento che li porterà a diventare bombe umane: un gioco. Ridono e scherzano, come tutti i bambini del mondo, perché come tutti i bambini, non comprendono cosa sia la morte, fino a quando il loro corpo non esploderà in decine di brandelli di carne, organi e sangue, portando la morte a chiunque si trovi vicino.
E’ quello che oggiè successo in Afghanistan, dove un baby-kamikaze di 14 anni si è fatto saltare in aria uccidendo il sindaco del capoluogo della provincia afghana di Laghman e altre sei persone.

E’ la tecnica del terrorismo islamico che colpisce la propria gente, per sottometterla con la paura facendola vivere nel perenne incubo di saltare in aria, con il proprio corpo a pezzi mischiato a pezzi di altre vittime.
Per fare il lavoro sporco, i capi cercano volontari e chi meglio di ragazzini inermi e facilmente plagiabili?
Ragazzini che non temono la morte perché non la conoscono e le loro famiglie invece di proteggerli da questa follia bestiale e sanguinaria, li consegnano ai carnefici per soldi, per fanatismo.
Mai come in questi casi il mondo degli adulti è così degradato, così esecrabile, eppure a nessuno importa, di quei ragazzini con la cintura esplosiva e la loro vita disgraziata.

Abbiamo cose ben più “gravi” per cui indignarci, fare articoli, disquisire nei salotti tv con aria seria e sdegnata, arrovellarci, strapparci le vesti, i capelli e quant’altro: abbiamo la “martire” Veronica da difendere riverire, osannare.
Posso dir e che provo un grande schifo per tutto ciò.
Ma come è ridotta la nostra informazione? E la nostra coscienza sociale che fine ha fatto?
Orpheus


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23 gennaio 2009

E la chiamano arte?

Nessie mi ha gentilmente fornito il link dove trovare le parole della canzone di Paoli.
Sono peggio di quanto pensassi, una nauseabonda giustifcazione dell'immagine del pedofilo, e una falsa, distorta e pruriginosa rappresentazionbe della bambina.

"Aveva gli occhi come un pettirosso
era una donna di undici anni e mezzo
si alzò la gonna per saltare il fosso
aveva addosso un vestitino rosso.
Mentre passava in mezzo a quel giardino
di settant'anni incontrò un bambino
voleva ancora afferrare tutto
e non sapeva cos'é bello e cos'é brutto
e l'afferrò con cattiveria
lei si trovò le gambe in aria
lui che cercava cosa fare
c'era paura e c'era male".
Il testo prosegue così:
"E il male lo afferrò proprio nel cuore
come succede con il primo amore
e lei allora lo prese tra le braccia
con le manine gli accarezzò la faccia
così per sempre si addormentò per riposar
come un bambino stanco di giocare
".

In primis una bambina di 11 anni non é una donna.
Ma il peggio é "Il voyerismo che si avverte nella descrizione della bambina che si alza la gonna, le parole usate per dipingere il suo "salto del fosso", sono la parte peggiore della canzone". La bambina è un oggetto sessuale, che suscita desiderio".
Nella più gloriosa tradizione dell'esaltazione pedofila della sessualità dei bambini, paragonata a quella degli adulti.
A questo va aggiunto l'assoluzione del pedofilo definito un "bambino di 70 anni" e cosa ancor più GRAVE, l'equiparazione del pedofilo al bambino.
Bambino e pedofilo, vittima e carnefice sullo stesso piano.
Poverino da compatire....siamo alla follia.
Un mostro che distrugge la vita di un bambino, é un mostro e basta.
Mi piacerebbe chiedere al sig. Paoli che é padre e nonno se avrebbe ugualmente tanta "poetica indulgenza" per i pedofili, se sua figlia fosse stata stuprata a 11 anni.
VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA


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23 gennaio 2009

Ennesimo stupro culturale ai bambini vittime indifese degli abusi sessuali

 

Ma veramente c’è qualcuno che crede, che una bambina appena stuprata, riesce a provare pietà per il suo carnefice appena stramazzato al suolo, per un benedetto infarto?
Questo è il tema dell’ultimo exploit “artistico” di Gino Paoli, la canzone il Pettirosso, fatto passare per “arte” anche se un po’ "forte".
La canzone di Paoli non è arte, a meno che, ormai non si consideri arte, anche la violenza sui minori, se rappresentata con “stile”.
Se invece di parole fossero immagini a scorrere e si assistesse alla realtà dello stupro di un 70enne su una bambina di 11 anni, se si vedesse l’orrore, la paura, il dolore fisico, la violenza, la sopraffazione, il sangue, le ferite fisiche e psicologiche, se si vedessero le botte, e il vecchio che allarga con forza le gambe alla bambina per violarla, le sue urla e il suo volto stravolto dalla sofferenza, ci sarebbe qualcuno, pazzo e incosciente, da trovare tutto ciò arte?

E pensate davvero che una bambina di 11 anni dopo aver sopportato tutto questo avrebbe la forza di provare pietas “infantile e pura” per un simile mostro e “con le manine accarezzargli la faccia”?

Non potrebbe MAI provare quella pietas, perché il mostro gli ha rubato l’infanzia e la purezza nell’istante in cui l’ha stuprata.
Scapperebbe lontana, grata al cielo di aver visto schiantare al suolo il suo carnefice, con il cuore colmo di orrore e di vergogna per ciò che l’è successo. Si, perché le vittime di tali abusi sessuali, provano vergogna e dolore, non c’è posto per nessun altro sentimento, altro che pietà e carezze al volto.
Basta usare l’infanzia per alimentare i sogni putridi di esseri indegni di camminare sulla terra.
Basta nascondersi dietro l’alibi dell’arte.
Ma quale arte, ma quale poesia!
Non c’è nulla di poetico nello stupro di una bambina: solo sudore, liquidi corporei, dolore e schifo uno schifo immenso.
Si vergogni chi cerca l’arte in questa immondizia e chi la propina come tale ad un’età in cui l'esperienza avrebbe dovuto, almeno insegnargli a CAPIRE LE TRAGEDIE DELLA VITA E A RISPETTARLE.
Si vergogni Gino Paoli, il suo nome e la sua carriera non avevano bisogno di questo misero escamotage, per promuovere il suo lavoro. E si vergognino quei politici che per non urtare i sentimenti di un artista, si arrampicano sugli specchi, e non condannano senza mezzi termini questa mistificazione della realtà di uno stupro.
Solo Luca Barbareschi è stato netto nel condannare la canzone di Paoli, perché lui SA cosa fanno i pedofili ai bambini.
Orpheus


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14 dicembre 2008

Giustizia é stata fatta

 Bimba uccisa a Castel del Monte suicida in carcere uno del branco
Ogni tanto le vittime di orrendi crimini hanno la giustizia che si meritano.
Si é impiccato in cella uno dei carnefici di Graziella Mansi, la piccola di otto anni, che fu attirata in un bosco con la scusa di una cucciolata, ad attenderla altri quattro mostri che tentarono di stuprarla, non contenti le diedero fuoco e la bruciarono viva.
Una storia orribile. Orribile, come solo le azioni "umane" possono esserlo.
Una bambina di otto anni che cinque ragazzi: Vincenzo Coratella, Michele Zagaria, Giuseppe Di Bari, Pasquale Tortora e Domenico Margiotta tentarono di violentare.
Ma la piccola Graziella scalciava ed urlava.
Allora l’hanno coperta di foglie, immobilizzata e le hanno dao fuoco. 
Pasquale Tortora detta a verbale le fasi della follìa omicida: "Sì, era bella… mi piaceva…"
-Che cos’è successo?
-"Con una mano la tenevo ferma e con l’altra la bruciavo”.
-La bruciavi? Chiedono attoniti pm e carabinieri.
-“Sì, la bruciavo, la tenevo ferma e la bruciavo”.
E continua: “Il fuoco, sì, il fuoco l’ha avvolta tutta, piano piano… lei cercava di divincolarsi dalle fiamme”.
A Tortora sono stati inflitti, col beneficio del rito abbreviato, 30 anni di carcere; al resto del branco è stato dato l’ergastolo (compreso al suicida Coratella). Ma per quello che hanno fatto anche  un ergastolo scontato in una prigione italiana é troppo poco. Troppo poco.
Orpheus


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27 giugno 2008

La solita tempesta in un bicchiere d’acqua: Ue, legittimo prendere le impronte ai baby immigrati

 

La proposta di Maroni di prendere le impronte dei piccoli rom destinati all'accattonaggio, ha scatenato la solita litania di “preoccupazioni” e accuse di razzismo, discriminazione e stucchevoli “blablabla” come quello del presidente di Unicef Italia, tal Vincenzo Spadafora, secondo il cui illuminato parere “per rispettare il diritto all’uguaglianza di tutti i bambini, bisognerebbe schedare allo stesso modo tutti i bambini italiani”, come se le strade, le piazze e le stazioni fossero piene di bambini italiani, che invece di essere mandati a scuola dai genitori, sono avviati al furto e all’accattonaggio.
Una simile idiozia viene da chi dovrebbe TUTELARE l’infanzia e non far politica alle sue spalle. Perché il diritto di uguaglianza va rispolverato, non per dare addosso ad una norma a tutela dei piccoli rom, ma per difenderli dagli ABUSI perpetrati nei loro confronti da parenti e amici.
Oppure in nome di un multiculturalismo, dove qualsiasi abiezione è considerata “cultura” dobbiamo accettare lo sconcio di quei poveri bambini vessati in ogni modo?

Detto questo,  che è ovvio anche per il più somaro dei somari, se non ha il paraocchi dell’ideologia, la proposta Maroni non è certo una rivoluzione. Basta prendere la Gazzetta ufficiale europea, 29 aprile 2008, regolamento numero 230, un testo che modifica i termini di rilascio del permesso di soggiorno. Questa norma votata dal consiglio Ue, in vigore dal 19 maggio, prevede che tutti i permessi per extracomunitari che transitano nell’Unione Europea siano corredati dalle impronte digitali (identificatori biometrici). Anche per i bambini. Articolo 1, pagina 3: «Il rilevamento delle impronte digitali è obbligatorio a partire dall’età di sei anni». Si calcolano tre anni di tempo per consentire agli Stati membri di adeguarsi.
D’Altronde la dottoressa Simonetta Matone, ex giudice minorile, ci educe sul fatto che: “Prendere le impronte digitali è una prassi consolidata da sempre negli uffici giudiziari minorili. In tribunale ci sono pacchi alti così di impronte digitali di piccoli rom”.

Ergo dove sta lo scandalo?
Lo scandalo sta solo nel pregiudizio ideologico della sinistra, che alza le barricate a prescindere, anche a costo di nuocere gravemente ai diritti di coloro, di cui si erge disonestamente paladina.
Buffoni e ipocriti fino all’osso. La peggior sinistra europea.
Orpheus


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19 giugno 2008

Imran, 7 anni, lavora in una fabbrica di palloni in Bangladesh

 Imran, 7 anni, lavora in una fabbrica di palloni in Bangladesh
 In tutto il mondo sono 218 milioni i bambini lavoratori tra i 5 e i 17 anni.
Non penso ci sia da aggiungere altro.
Gli occhi di questo bambino dicono più di mille parole.
Orpheus


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17 giugno 2008

Schiavi-bambini: niente scuola, solo lavoro "per comprare il pane"


 Ci sono molti modi per “rubare” l’infanzia ad un bambino, uno di questi è il lavoro minorile ancora ampiamente diffuso in Asia centrale, malgrado i divieti internazionali.
La povertà, la fame costringono migliaia di bambini, anche di sette/otto anni, a lavori faticosi, a volte pericolosi, per pochi soldi, appena sufficienti per una ciotola di riso o un pezzo di pane.
Vite segnate che hanno il volto di Safar, 13 anni, tagiko di Dushambe, che dice a Radio Free Europe: “sono orgoglioso di lavorare e guadagnare, per comprare il pane” (alla famiglia). “Mi piacerebbe andare a scuola come i miei compagni, ma la vita è dura e debbo lavorare”.
Tredici anni sono troppo pochi affrontare la durezza della vita, anche se in questi paesi a 13 anni si é già un uomo.
In Tagikistan oltre la metà della popolazione è sotto la linea della povertà e contrastare il lavoro minorile è impossibile, i bambini lavorano nel commercio, nei campi, nelle strade come lavamacchine”, sono sfruttati dai datori di lavoro, nessuno li protegge.
In Uzbekistan, addirittura è il governo che ogni anno a settembre chiude le scuole e manda migliaia di bambini a raccogliere cotone. In cambio hanno alloggio, magri pasti e un minimo salario, a volte li sorveglia la polizia.
Sotto le pressioni internazionali, a gennaio il governo uzbeko ha approvato una legge per le “Garanzie dei diritti del bambino”. Ma Nadezhda Atayeva, capo della ong Associazione per i diritti umani nell’Asia centrale, attende il raccolto del prossimo autunno e chiede che osservatori internazionali possano monitorare la situazione.
Secondo la ong Save the Children anche almeno 200mila bambini tagiki sono costretti ogni anno a raccogliere cotone. Anche in Turkmenistan i bambini sono molto usati per la raccolta del cotone, nonostante le leggi dello Stato proibiscano qualsiasi lavoro per i minori di anni 16: nel 2000 il Dipartimento di Stato Usa parlava di almeno un milione di minori, ma è difficile avere dati più recenti.

A tutti questi bambini viene rubato, il periodo più bello della loro vita, il periodo della spensieratezza. A sette, otto, dieci anni sono già adulti. E trovo che sia di una tristezza infinita, vedere questi piccoli, dai grandi occhi scuri e l’espressione così grave come se avessero già visto troppo della vita.
Orpheus


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31 maggio 2008

PAKISTAN: BAMBINO CIECO PICCHIATO A MORTE DA INSEGNANTE DI UNA MADRASSA

 
Ucciso per non aver studiato il Corano. E' successo ad un bambino non vedente di sette anni in una madrassa a Vihari, nel Pakistan orientale.
Il bambino, Muhammed Atif, e' stato appeso sottosopra da un ventilatore a soffitto e ripetutamente preso a bastonate dal suo maestro, Qari Ziauddin.
''Il Primo ministro (Yousuf Raza Gilani) e' profondamente rammaricato per la tragica fine di Muhammad Atif, la cui morte e' sopraggiunta per le punizioni corporali inflitte dal suo insegnante'', si legge in una nota diffusa dall'ufficio del premier facendo sapere di aver ordinato un'inchiesta giudiziaria sull'accaduto.
''Qari Ziauddin insegna i principi del Corano ai ragazzi della scuola islamica Qari Latif'', ha precisato all'Afp la polizia locale che ha provveduto all'immediato arresto dell'uomo.
Il bambino, dopo essere stato a lungo bastonato, e' stato slacciato dall'insegnante e lasciato cadere svenendo subito dopo. L'uomo, che dovra' rispondere delle accuse di tortura e omicidio volontario, avrebbe poi portato il bambino nel suo studio, finche' non e' deceduto
In un rapporto che risale allo scorso gennaio, l'organizzazione
Lawyers for Human Rights and Legal Aid (Lhrla) ha denunciato che i bambini pakistani sono sempre più spesso oggetto di abusi, violenze e sequestri. Il numero dei casi di ragazzini vittime di episodi drammatici è passato da 617 del 2006 a 1.595 lo scorso anno. Inoltre, secondo l'ong di Islamabad Società per la protezione dei diritti dei bambini, ogni anno 35mila studenti pakistani delle scuole superiori abbandonano i banchi a causa della violenza delle punizioni corporali che vengono inflitte loro.
Nel 2005, un rapporto dell'Unicef, di
Save the Children e del governo pakistano ha rivelato che 3.582 bambini sono stati picchiati a scuola, il sette per cento dei quali in modo grave. Inoltre, la Human Rights Commission of Pakistan (Hrcp) ha denunciato che solo a marzo 24 bambini sono stati trattenuti contro la loro volontà in una madrassa della zona meridionale del Punjab per essere poi liberati quando un ragazzino è riuscito a fuggire dalla scuola e adenunciare il fatto.
La
Pakistan Paediatric Association, dal canto suo, ha rivelato che lo scorso anno l'88 per cento dei bambini che frequenta la scuola a Karachi ha affermato di aver subito abusi.
Riassunto Da Il Messaggero
Purtroppo donne e bambini non hanno alcun valore in quei paesi dove vige il fanatismo religioso. In Iran rastrellavano bambini per le strade e poi li mandavano a combattere in Iraq, o li usavano per "sminare" i campi minati.
I bambini-soldato sono una realtà agghiacciante di molti paesi africani.
Le bambine subiscono la tortura inumana dell'infibulazione...e tutto questo nel più assoluto menefreghismo dell'Occidente, che anzi decanta la "cultura" islamica.
Orpheus


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16 aprile 2008

Nojoud per ora é libera, ha ottenuto il "divorzio"

Ce l'ha fatta Nojoud Muhammed Nasser, 8 anni, la prima sposa bambina a chiedere il divorzio dal marito in un tribunale dello Yemen. Il giudice ha stabilito che gli abusi del marito nei suoi confronti sono una ragione sufficiente per annullare il matrimonio. Nella foto sorride felice mentre stringe un grosso orso di peluche rosso accanto al giornalista Hamed Thabet dello Yemen Times (foto di Hamed Thabet)
Questa foto mostra la
piccola Nojoud con un uomo che l'abbraccia, potrebbe essere il marito in quanto coetaneo dell'uomo ritratto, invece é l'avvocato che l'ha seguita nella sua causa di "divorzio"  dal 30enne "pedofilo di stato" che l'aveva "sposata", stuprata  e picchiata, perche non si sottometteva alle sue turpi violenze sessuali.
Guardando questa foto e immaginando quello che ha passato l'esile Nojoud non si può, né si deve rimanere INDIFFERENTI. E chi ciancia di presunta "maturità" di queste bambine, e di usi e costumi, farebbe meglio a sprofondare nel luridume delle proprie affermazioni.
Anche se Nojoud ha vinto la sua causa di divorzio ed é momentaneamente libera, grazie al suo coraggio che ha commosso  il mondo, migliaia di bambine come lei, in questo momento stanno passando il suo calvario: "Ogni volta che volevo giocare in cortile, mi picchiava e mi faceva andare con lui in camera da letto. Quando lo imploravo di avere pietà, mi picchiava, mi schiaffeggiava e poi mi usava" ovvero la stuprava, un uomo di 30 anni su una bimba di otto.
Dio che schifo.
Ciliegina sulla torta il bastardo che l'ha violentata non solo non é finito in galera, ma il tribunale ha condannato la famiglia di Nojoud a restituire 100.000 rial (316 euro) all’uomo, il prezzo della carne di questa povera bambina. Perchè come un pezzo di carne é stata trattata.
Un pezzo di carne che un pedofilo può comprare grazie ad una legge e ad una religione  che rendono possibile una tale ignobile compravendita di esseri umani, di bambini.
Non credo ci siano parole abbastanza forti per esprimere il mio sdegno, la mia rabbia, la mia pietà per le cento, mille Nojoud, che continuano ad essere vendute e comprate come carne da macello.
Infine i giornali titolano di "sposa-bambina" infangando anche il sacramento del matrimonio.
Questo non ha nulla a che vedere con il matrimonio, Nojoud non é una sposa bambina, ma solo una bambina violentata da un pedofilo, in una terra dove il matrimonio é usato per giustificare questa nefandezza.
Orpheus
 


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permalink | inviato da Orpheus il 16/4/2008 alle 15:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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