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Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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Sprechi rossi e tasse
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4 settembre 2009

Bassolino già a caccia di voti: dieci milioni di euro in opere pazze


Il 25 Dicembre è ancora lontano, ma a Napoli, Antonio Bassolino ha già indossato i panni di Babbo Natale, stanziando con la delibera 1428 sulla “variazione al bilancio gestionale 2009” una sciocchezzuola come 10 milioni di euro in “favori e prebende a spese dei campani”.
L’elenco dei beneficiari è lunghissimo. Le motivazioni lasciano di stucco, e se la Regione Campania non avesse un deficit perenne da paura,  malgrado le sovvenzioni statali, ci si potrebbe anche ridere su.
Qualche esempio:
-200mila euro alla squadra di basket A.M.G Sebastiani per la realizzazione di un progetto chiamato “Campania: una Regione a canestro”
- di 50mila euro all’Istituto per la diffusione delle Scienze Naturali per un progetto sui «panorami sonori delle attività agricole ed alimentari nel mondo antico».
-200mila euro andranno all’associazione “Playmont” di Montoro Superiore (Avellino) per il noto Festival internazionale multimediale di Montoro Superiore.
-20mila euro all’associazione “La Goccia” del comune di Casavatore promuoverà attività per «tutelare il cittadino, l’ambiente e il territorio», la cooperativa sociale “Mondo in cammino” si occuperà, grazie al contributo straordinario di 50mila euro di «promuovere e gestire i servizi socio-educativi finalizzati alla promozione umana e alla integrazione sociale dei cittadini».

Una pioggia di quattrini  destinati a foraggiare le clientele di questo o quel consigliere regionale. Insomma in pieno agosto e alla chetichella“ la giunta Bassolino ha dato il via libera a quest’elenco interminabile di contributi (mai approvato dal consiglio regionale) con una propria delibera, semplicemente per “seminare” prima delle elezioni gli orticelli amici.
Chissà perché queste notizie mi scandalizzano  e indispettiscono in misura estremamente superiore a quelle di Berlusconi invitato ad una festa di compleanno. Immagino che gli italiani che proverebbero i miei stessi sentimenti sarebbero qualche milione, se certi giornali, facessero il loro dovere: informare e non infamare e diffamare senza prove.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 4/9/2009 alle 19:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

18 maggio 2009

La sinistra "tassa e fotte"

                       
C’è qualcosa di surreale nelle reazioni del Pd, in queste ore, ai dati Ocse sui salari in Italia. E per almeno due buone ragioni. La prima. Franceschini e compagni fingono di dimenticare cosa combinarono Prodi e Visco in occasione della loro prima legge finanziaria, quando, in momento positivo per l’economia mondiale, gettarono un secchio d’acqua gelata sulla crescita aumentando le tasse. E va ricordato che l’aumento delle aliquote avvenne nei confronti di tutte le fasce di reddito, inclusa la più bassa. Morale: anche gli stipendi meno elevati, da allora, sono stati tassati di più. E non si poteva certo pretendere che la tendenza fosse invertita in quest’ultimo anno, nel quale, in piena crisi economica mondiale, è già un miracolo che il governo Berlusconi sia riuscito a non inasprire l’imposizione tributaria.
La seconda. Qualcuno, a sinistra, cerca di rimuovere anche l’altro pasticcio del governo Prodi, e cioè la più recente “riforma” previdenziale.
Con quest’ultimo intervento normativo, l’Italia è divenuta l’unico Paese dell’Occidente avanzato che abbia abbassato l’età pensionabile: mentre in tutto il mondo si procede infatti, sia pure con gradualità e cautele, verso l’innalzamento dell’età in cui si lascia il lavoro scegliendo di cancellare lo scalone e di aprire così le porte della pensione già ai 58enni.
E questa scelta è costata ben 10 miliardi, l’equivalente di una manovrina.
Ma ecco l’aspetto sensazionale: oltre un terzo di questa somma (tra i 3,3 e i 3,6 miliardi) è stato reperito attraverso l’innalzamento dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori parasubordinati, cioè proprio di quei “precari” su cui sinistra e sindacato spargono ogni giorno calde e copiose lacrime.
Per la precisione, i contributi a carico di queste categorie di lavoratori sono schizzati verso l’alto fino a raggiungere un vertiginoso 26,5 per cento.
Traduciamo la cosa in termini brutali: un ragazzo o una ragazza di 25 anni, co.co.pro., devono versare più di un quarto del loro stipendio in contributi (senza considerare le tasse, che vanno comunque pagate: quindi, figuriamoci cosa resta del salario!), proprio per finanziare l’operazione che ha mandato in pensione i 58enni.
Con quale faccia si possa parlare, avendo alle spalle questi precedenti, è un altro mistero della nostra sinistra...
Da il Velino
Mistero? Ma quale mistero. E' semplicemente questione di possedere un faccia di tolla a prova di bomba H.
Purtroppo per Franceschini e soci, i precari e la maggioranza di italiani hanno capito chi "tassa e fotte" e hanno dato un bel biglietto di via al neonato Pd, spedendo i "tassator scortesi" al quel paese. Visco, Padoa Schioppa e Prodi, non potranno essere riesumati per le prossime tre generazioni, nemmeno nominati, dopo l'exploit dell'ultimo governo Prodi.
Orpheus




permalink | inviato da Orpheus il 18/5/2009 alle 19:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

28 marzo 2009

Franceschini non ha nulla da dire sugli sprechi immorali della regione Campania?

                                   
Una voragine di 144 milioni di euro, a tanto ammonta il buco di bilancio del Comune di Napoli. E che fa il medesimo comune mentre la crisi stringe e i cittadini tirano la cinghia? Mentre i disoccupati sperano nel sussidio di disoccupazione? SPRECA e ancora SPRECA, senza nessuna decenza:come se quella voragine non esistesse.
Con un'incredibile faccia tosta al comune di Napoli hanno deciso di ripristinare le auto blu (incluso l’autista a tempo indeterminato) e il rimborso chilometrico di 600 euro al mese per tutti i consiglieri . Come se ciò non bastasse, hanno fatto sparire l’obbligo di indicare sul libro-marcia il nome e il cognome del passeggero, prevedendo solo quello dell’assegnatario. Questo significa che non si potrà conoscere l’identità di chi sale a bordo e che, quindi, un consigliere può “girare” a chiunque il benefit dell’auto pubblica: dall’amante all’amico e persino al dentista, se ciò gli garba. Come nella migliore sceneggiata partenopea Jervolino e soci hanno tagliato il “taglio” di due mesi fa, che intanto paga “Pantalone” come direbbe il ‘distratto’ Bersani.

Ma io non posso fare a meno di chiedermi com’è possibile che chi governa così dissennatamente la città non debba rispondere a NESSUNO delle proprie azioni. Manco fosse, al di sopra delle regole e delle leggi che reggono la società civile.
E’ intoccabile la Jervolino, oltre che indifendibile?
E se è si, gradirei sapere il perché.
Chi invece non si chiede nulla e non dice NULLA in proposito é il “prezzemolino” Franceschini sempre con il ditino alzato, a stigmatizzare sostantivi, verbi, punti e virgole delle frasi di Berlusconi, con la sua vocetta di solerte maestrino dalla penna rossa e dalla spocchia ingiustificata. Sempre impettito come un baccalà, sull’altare della presunta (e ormai defunta) onestà morale della sinistra, di cui Jervolino e Bassolino hanno fatto scempio.

Per dar lezioni di moralità agli altri, bisogna avere gli armadi sgomberi da scheletri, soprattutto se questi puzzano come carcasse in putrefazione. Forse non si vedranno, ma il fetore arriva. Eccome.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 28/3/2009 alle 15:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

13 gennaio 2009

Firenze la rossa di vergogna...

 
Particolare piazza Brunelleschi

In passato ho avuto modo di parlare del degrado di Firenze, una delle città più ricche d’arte e belle del mondo, con il lungarno e il centro storico trasformati in un casbah di vucumprà, dove aleggia l’odore del piscio, e dove si passeggia letteralmente nell’immondizia: avanzi di cibo, cartacce, lattine, bottiglie, bicchieri di plastica, una desolazione che nemmeno le bellezze architettoniche riescono a mitigare.
A tutto questo va aggiunta una gestione dei soldi comunali “allegra” a dir poco.
Non bastasse il riconoscimento del gettone di presenza, che è e rimane uno scandalo oltre che uno sperpero dei soldi pubblici, altri scandali si aggiungono alla lista. L’ultima scoperta riguarda le buonuscite d’oro della Ataf, la municipalizzata dei trasporti: cinque manager si sono portati via un ricco extra, in tutto un milione di euro. Un bel regalo, confezionato con soldi pubblici.
L’Ataf è un corsorzio di nove municipi, ma il Comune di Firenze ovviamente è di fatto l’azionista più importante. E mentre l’opposizione si è rivolta al sindaco Leonardo Domenici chiedendo spiegazioni, gli investigatori hanno rifatto i calcoli e hanno presentato denuncia alla magistratura contabile. Secondo le Fiamme Gialle, la responsabilità per quei doni che valgono un milione è dell’assessore fiorentino Tea Albini (consigliere comunale nelle liste del PCI), del presidente e di uno dei membri del Cda ed ‘ex sindaco della confinante Campi Bisenzio (DS-Ulivo): gli viene contestato di non avere esercitato il dovere di controllo sulle elargizioni. Solo nel caso del direttore generale Sassoli, sostituito con l’ex top manager della Trambus capitolina, l’azienda fiorentina ha rischiato di dovere regalare tre anni di stipendio: più di mezzo milione, solo per essersi scordata di dargli il preavviso.
Mi sembra che qualche sparata di facciata, come quella di togliere i lavavetri ai semafori non compensi minimamente, i danni che l’amministrazione rossa di Dominici ha apportato alla città e ad i suoi abitanti, ai quali mi piacerebbe domandare come possano continuare a votare i responsabili di un simile sfacelo.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 13/1/2009 alle 21:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

16 dicembre 2008

Superstipendi ai moralisti della Consulta

 

Due autorevoli collaboratori del ‘Corriere della Sera’, Sergio Romano e Giovanni Belardelli hanno richiamato l’attenzione dei lettori sugli incredibili privilegi della Corte Costituzionale: dalle presidenze troppo brevi—Giovanni Maria Flick, eletto di recente, durerà in carica meno di quattro mesi—ai "vantaggi economici e di status" riservati agli itali Soloni. Nell’aprile scorso un benemerito servizio de ‘L’Espresso’, a firma di Primo di Nicola, Alla corte dei privilegi, aveva documentato, in modo preciso e puntuale, i guadagni dei membri della Corte "416 mila euro lordi nel caso del semplice giudice, addirittura 500 mila il presidente. Una cifra che fa impallidire il compenso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, inchiodato a 218 mila euro e umilia quello del presidente del Consiglio uscente Romano Prodi che, sommando indennità parlamentare (146 mila euro), stipendio da premier (altri 55 mila) e indennità di funzione (poco più di 11 mila) è riuscito a malapena a superare i 210 mila euro l’anno. Ma alla Corte costituzionale gli ali livelli retributivi non portano benefici solo per i nove anni previsti dal mandato. Scaricano effetti miracolosi anche sulla liquidazione e il trattamento pensionistico dei magistrati. Anche nei casi di cessazione anticipata dall’incarico". Tra i cari casi eclatanti , l’articolista citava quello del Prof. Romano Vaccarella, avvocato di Berlusconi (una superliquidazione di 1 milione 200 mila euro lordi) e di Gustavo Zagrebelsky "giudice dal settembre 1995 e presidente della Consulta dal 28 gennaio al 13 settembre 2004 | sic!|" che, ricongiungendo gli anni della carriera universitaria con i nove di Corte, "ha riscosso una liquidazione di 907 mila euro lordi".

Si tratta di cifre da capogiro ma che restano notizie buttate lì, senza seguito di dibattito pubblico e di indignazione civile, nonostante il ‘repechage’ strumentale, fatto da Concita De Gregorio sull’”Unità” della ‘questione morale’. La buonanima di Gaetano Salvemini soleva dire che gli Italiani che lo disgustavano maggiormente, ancora più dei ‘retori’ e dei ‘camorristi’, erano i falsi moralisti. Si può capire se si pensa che tra i privilegiati della Corte ci sono le avanguardie dell’antiberlusconismo teologico, i ‘camelots’ del conflitto d’interessi, i catoni del tardo azionismo: nella fattispecie, nessuno di loro è tanto "fesso", per adoperare il linguaggio del leader  del ‘partito delle procure’, Antonio Di Pietro, da portare acqua al mulino del nemico pubblico n. 1 dei magistrati! Per le vecchie volpi e i nuovi avventurieri della politica, l’etica è una mina da piazzare nel terreno degli avversari. Per questo il discorso sulle prebende dei giudici costituzionali difficilmente entrerà nell’o.d.g. dell’agenda politica. I diretti interessati continueranno a far finta di niente e, qualora interpellati, risponderanno, come la mondana della poesia di Trilussa, In pretura : "Loro potranno divve quer che vonno: / ma io, su le questioni de l'onore,/ fo come li Ministri: nun risponno!". 
Da L'Occidentale
Una vergogna a quanto pare bipartisan...
Orpheus


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28 novembre 2008

Ferrero, Vendola e l’inutilità di Prc che spreca 6 milioni di euro in notti bianche

 
Udite, udite il compagno Ferrero ha sferrato un duro attacco al Governo e al PD. Colpevoli il primo di avanzare “proposte ridicole” e il secondo di essere diviso.
Il Governo non farebbe abbastanza secondo il suo illuminato parere perché “C'è una crisi di sovraproduzione, con i salari troppo bassi e i lavoratori che non riescono a comprare le cose. Andrebbe fatta una redistribuzione del reddito ma il governo non fa niente, anche perché l'opposizione parlamentare è sostanzialmente afasica".
E appunto perché c’è questa crisi terribile che ha messo in ginocchio l’economia, che il suo compagno di partito Nichi Vendola, governatore della Puglia, in vista delle elezioni ha pensato BENE di sperperare sei milioni di euro in notte bianche? Copiando pari, pari l’afasico Uoltér che ha  "sprofondato" le finanze romane in una voragine di 10 mld di euro (ma forse il compagno Ferrero è “afasico” a sua volta perché ha problemi di comunicazione con Nichi).
I lavoratori pugliesi “non compreranno cose” ma sai la gioia di tre notti bianche? Magari dimenticheranno di essere al verde e non daranno un gran calcione nel lato b ai rossi (cosa assai probabile visto il vento che tira).
Comunque la classe non è acqua e forse Nichi si è ispirato a Marie Antoinette: "Il popolo ha fame e manca il pane?" "Dategli le brioches". Lui elargisce notti bianche.
Orpheus
PS. Dimenticavo ecco perchè gli operai "fedifraghi" ora votano Lega...


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25 settembre 2008

9.000 euro ogni rom


Il Comune di Roma (come risulta dall’inchiesta di Bruno Vespa che sarà pubblicata nel suo nuovo libro) pagava tre milioni e 600 mila euro all’anno per la scolarizzazione dei bambini rom ma questi, in classe, non ci sono mai andati. Non solo. Nessuno degli assessori o dei dirigenti competenti delle giunte uliviste s’è preso mai la briga di controllare il fenomeno. Della serie maestri a parlare, asini a fare.La realtà delle cose è raccontata nell’ultimo libro di Bruno Vespa “Un’Italia diversa. Viaggio nella rivoluzione silenziosa” che uscirà il 3 ottobre e riguarda due principali campi rom della Capitale, Castel Romano e Tor de’ Cenci.
Scrive Vespa: «Secondo l’Arci, i bambini Rom iscritti alla scuola di Castel Romano sono 257. Di questi solo un terzo frequenterebbe più o meno regolarmente (tra i 180 e i 140 giorni all’anno): 82 alunni. 61 andrebbero a scuola solo tra i 70 e i 140 giorni all’anno, 33 da 18 a 71 giorni, 81 non ci mettono piede. Ma la differenza clamorosa e sconcertante è con i dati ufficiali forniti dalle scuole. Intanto gli iscritti sono 224 e non 257: trenta alunni in meno. Quelli che frequentano tra i 144 e i 180 giorni sono tre. Quelli che vanno tra i settanta e i centoquaranta giorni – e quindi non superano ragionevolmente l’anno scolastico – sono 66, quelli che vanno per meno di due mesi sono 73 e quelli che ignorano la scuola 82».
Veniamo al campo rom di Tor de’ Cenci. Racconta sempre Vespa: «Su 89 iscritti a sette scuole elementari e a una scuola media non ce ne è uno – uno solo – che sia andato a scuola per almeno 144 giorni, tanto da compiere una frequenza regolare. Ce ne sono 47 che vanno a scuola per meno di 140 giorni, 30 che frequentano tra i venti giorni e i due mesi e 19 che non frequentano affatto. Sconfortanti, in particolare, i dati della scuola media: su 39 iscritti soltanto sei frequentano per più di 100 giorni e meno di 120. Con tre/quattro mesi di assenza non c’è nessun profitto possibile. Vediamo a questo punto quali sono i dati forniti dall’Arci. Se alla scuola non risulta nessun alunno con frequenza regolare, l’Arci ha assicurato al comune di Roma che la frequenza media è stata di 22,7 alunni per mese. 23 alunni contro zero. Com’è possibile?». Già, com’è possibile si domanda Bruno Vespa nel libro. Una risposta noi ce l’abbiamo, ben guardandoci dall’affermare che qualcuno sta dicendo bugie. No, l’idea che ci siamo fatti è un’altra ed è di matrice culturale.
Eccola. La sinistra, con tutta l’allegra brigata che ne segue il carrozzone, non si è mai smarcata da quell’armamentario idelogico convenzionalmente etichettato col termine “buonismo”. Non importa se il nomade genera illegalità, importa che sia da coccolare, da commiserare per la sua condizione di disperato. Lo stesso vale per gli extracomunitari, vittime a prescindere solo perché “poveri cristi, hanno lasciato il loro Paese”.
I dati dell’Arci non coincidono con quelli del Comune e del ministero perché sono scritti con la penna del buonismo. Sono come la monetina che si dà al semaforo per sentirsi a posto con la coscienza. Prender nota che i bambini non vanno a scuola significherebbe ammettere che c’è un adulto che ne calpesta i diritti. Giammai, meglio gonfiare un po’ i numeri e non dare ragione alla destra.
Meglio barare sul razzismo degli altri che ammettere la violenza di certi padri nomadi. Si perderanno le elezioni e non si capirà un tubo di quel che accade nel Paese, ma vuoi mettere la soddisfazione di dire all’altro: razzista!
Riassunto da Gianluigi Paragone-Libero
Sorvoliamo sul fatto che ci sono anziani italiani che vivono con 500 euro al mese, e che potrebbero vivere meglio se a certi sprechi si desse un taglio.
Un simile andazzo nuoce anche a chi ci si picca di voler difendere, e cioè agli stessi bambini rom.
Fino a quando non si dirà chiaro e tondo che questi bambini vengono sfruttati dai genitori succederanno fatti orribili come questo.
L'infanzia va tutelata lasciando perdere la retorica buonista. Se per salvare quei minori é necessario toglierli ai genitori si faccia.
Se é necessario prendergli le impronte al fine dell'identificazione, per strapparli al "racket" del borseggio si faccia.
Mantenere uno status quo di degrado e illegalità non AIUTA i bambini, ma permette di farci di mangiarci sopra. I campi rom per certe giunte sono stati un "business".
Orpheus

23 settembre 2008

Più bidelli (167.000) che carabinieri(118.000)...

 

Che se ne fa una scuola materna o una elementare di quindici virgola sei bidelli per istituto, praticamente due virgola due per classe?
Boh, proviamo a lavorar di fantasia: uno per aprire la scuola, uno per chiuderla, uno per pulire, uno per rispondere al telefono, uno per… non mi viene in mente null’altro. Stavo per scrivere per preparare da mangiare e pulire i piatti, ma mi dicono che quasi tutte le scuole ormai hanno il servizio mensa appaltato a ditte esterne, quindi ai bidelli non resta molto da fare se non rassettare un po’ la refezione, riallineare sedie e tavolini.
Mentre vi sforzate con me a pensare alle altre possibili mansioni dei 15,6 bidelli per scuola, è bene che vi spari anche il numero totale degli stessi, perché a vederlo scritto fa una certa impressione: 167mila. Un esercito. Anche se inutile a fronteggiare la questione sicurezza.
Per fare quello ci sono persone armate ed addestrate, ad esempio i carabinieri. I quali, però, sono meno dei bidelli: “solo” 118 mila.
167mila bidelli e 118 mila carabinieri: va bene che i bambini dell’asilo e delle scuole elementari sono delle piccole pesti, però forse si esagera.
A tutto questo, aggiungiamo quell’altro esercito di maestri d’asilo ed elementari di cui si è occupato recentemente l’Ocse: in Italia c’è un insegnante ogni undici alunni. In Gran Bretagna, ne hanno uno ogni venti. La media europea è uno ogni sedici.
Inutile inondarvi con altri numeri (ben se ne occupa Luigi Gambacorta), questi pochi sono più che sufficienti per capire lo stato di salute della pubblica amministrazione, lo strapotere dei sindacati e soprattutto le resistenze corporative verso riforme di buon senso come quelle della Gelmini, di Brunetta e di Calderoli sulla semplificazione normativa.

L’assunzione in batteria di bidelli e insegnanti è l’esempio del menefreghismo diffuso: menefreghismo verso i contribuenti, verso le famiglie e persino verso lo stesso personale scolastico che, per quanto sia il più numeroso in Europa, è anche il meno pagato. E neanche questo credo sia giusto.
Da quando il governo ha presentato la sua linea in materia, sul ministro Gelmini si è abbattuta una prevedibile controffensiva di retroguardia. Dal lutto in classe a boicottaggi prossimi venturi, la fantasia della scemenza svetta.
Svetta ma non sfonda nell’opinione pubblica, perché - come nel caso di Alitalia - bastano pochi numeri per smontare qualsiasi piagnisteo. Per esempio i 167 mila bidelli contro 118 mila carabinieri. Per esempio il rapporto un insegnante ogni undici alunni. E siccome la gente non è fessa, sta dalla parte delle forbici. Sta dalla parte della razionalizzazione e della qualità, perché laddove c’è spreco non ci può essere qualità.
Il ministro Gelmini può andare avanti senza tentennamenti perché ha dalla sua la gente di buon senso, quella che non si sognerebbe mai di approfittare dei bambini della scuola elementare per una protesta di matrice sindacale. Un taglio intelligente non può che fare bene alla riorganizzazione della scuola, così come sta facendo bene - e farà ancora meglio cammin facendo - la ricetta di Brunetta dentro la Pubblica amministrazione (il ministro parla di una riduzione dell’assenteismo nei mesi di luglio e agosto vicina al 50 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007, su un campione che è passato dalle settanta amministrazioni pubbliche di luglio alle cinquecento di agosto. Il dato di settembre si annuncia ancor più virtuoso).
La campagna contro i fannulloni, all’inizio, era stata letta come una vendetta verso i dipendenti pubblici, come una crociata ideologica. Non era così, era invece un modo per cominciare a fare un minimo di differenza tra chi (e sono tanti) lavora con impegno e con correttezza nel pubblico impiego e chi invece fa spallucce perché «tanto passerà anche questa».
Dopo aver mostrato i muscoli, ora Brunetta può mostrare il sorriso tant’è che pagherà con la prossima tredicesima oltre 500 milioni di euro di “vacanza contrattuale”, una sorta di indennità dovuta ai dipendenti quando tarda il rinnovo del contratto. Si tratta di una tantum tra i 150 e i 170 euro a persona.
Non solo. Da gennaio, con il contratto rinnovato, il ministro disporrà il pagamento a gennaio dei due miliardi e 300 milioni che il governo ha previsto nella finanziaria per il 2009. La quota individuale mensile è di 60/65 euro. Altri duecento milioni, frutto dai risparmi sulle consulenze, serviranno a dare un primo segnale ai dipendenti più meritevoli, non meno di mezzo milione. «Ma il vero premio verrà con il recupero dell’efficienza, grazie anche al minore assenteismo, con criteri che dovranno essere concordati con il ministero dell’Economia. Anche questa è una novità contenuta nella finanziaria per il 2009».
Che sia la volta buona per cambiare davvero faccia alla Pubblica amministrazione?
Da Libero
Vi ricordate la finanziaria con 69 nuove tasse, studiate per mantenere questi sprechi assurdi?
beh, quelli erano i tempi di Prodi e della sinistra, quella che dovrebbe stare dalla parte dei proletari.
Orpheus

15 luglio 2008

Campania spendacciona: Tremonti chiude i rubinetti

 
Ci sono volute appena 4 ore e 20 minuti, compreso il tempo perso tra saluti e stesura del verbale, perché il 28 aprile il Coordinamento dei direttori generali delle tredici Aziende sanitarie campane
deliberasse in gran silenzio l'aumento dei propri stipendi, elevandoli a 154.983 euro all'anno.
Non da maggio 2008 – come gli improvvidi potrebbero credere – ma retroattivamente dal 1° gennaio 2006. E con i loro, aumenti a catena per tutti i dirigenti delle Asl.
Tutto questo in una regione con un debito certificato a fine 2005 di circa 8 miliardi, sul filo del commissariamento e con spericolate operazioni di cartolarizzazione del credito.
Questi signori, evidentemente senza ritegno né senso istituzionale, si sono aumentati lo stipendio, anche se sono i responsabili di tale spaventoso debito e avrebbero dovuto, per manifesta incapacità, essere LICENZIATI.
Ripensamenti? Pentimenti?
Macchè: abbiamo agito nel rispetto della legge e per salvaguardare il potere d'acquisto, hanno strillato in massa. E poi si poteva tollerare che un capo dipartimento guadagnasse 185mila euro, molto più del proprio direttore generale? Per lavare l'onta, aumenti in massa per tutti anche se il gap non è stato ancora colmato. (riassunto sole24ore)
Davanti a tanta irresponsabilità, che grava sulle tasche degli italiani per riempire oltre misura quelle di gente come questi signori, bene ha fatto Tremonti nella prossima finanziaria,  a predisporre ticket aggiuntivi per quelle Regioni in deficit nella spesa sanitaria.
Un nuovo salasso per i cittadini, é vero ma che sapranno con sicurezza con chi devono prendersela, visto che i costi aggiuntivi a loro carico per le cure mediche avranno un responsabile regionale con tanto di certificato...e si spera che se lo ricordino al momento di votare.
Orpheus


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24 giugno 2008

Tremonti attacca le Coop e l'Europa gli dà ragione

 

La scorsa settimana il commissario per la concorrenza Neelie Kroes, ha richiesto alcuni chiarimenti al governo Italiano in merito alle agevolazioni fiscali di cui beneficiano le cooperative.
A Bruxelles temono che alcune misure siano una forma di favoritismo nei confronti delle Coop, soprattutto di quelle che operano nella distribuzione, a scapito degli altri soggetti che non vantano la stessa modalità organizzativa.
In particolare, suscitano perplessità tre tipi di elementi.
Il primo è la deducibilità dal reddito imponibile degli utili accantonati ad apposite riserve indivisibili.
Il secondo è la deducibilità dei ristorni dal reddito imponibile delle coop.
Il terzo è  lo “sconto fiscale”sugli interessi passivi corrisposti dalle coop ai soci per depositi a breve termine (i c.d. “prestiti sociali”). 

Caso vuole che, mentre al Ministero dell’Economia i tecnici siano intenti a ricalibrare il carico fiscale degli Italiani, questa richiesta della UE sia un bel assist. Infatti tra le misure varate dal Ministro nella sua manovra per incrementare il fondo in favore degli Italiani meno abbienti c’è una stretta alle coop

In che modo? E’ previsto l’aumento dal 12,5% al 20% del prelievo fiscale sugli interessi che le cooperative versano ai soci.
Richiedere il 5% degli utili netti delle coop a mutualità prevalente che hanno un prestito sociale di almeno 50 milioni.
Infine elevare dal 30% al 55% la quota imponibile dell’utile per le coop di consumo
. L’adozione di quest’ultima misura risponderebbe quantomeno all’osservazione UE secondo cui la deduzione dal reddito degli accantonamenti a utili indivisibile comporta una forma di aiuto di Stato inammissibile. 
Di fatto, poi, sono passati un po’ in secondo piano altri aspetti pur rilevanti. Ovvero che molte coop si muovono agevolmente sui mercati finanziari: solo due estati fa la Unipol di Consorte tentava – invano - di scalare BNL. Doveroso – ora come allora – chiedersi fino a che punto è lecito che soggetti giuridici a vocazione mutualistica possano speculare in operazioni finanziarie e (non essendo contendibili) possano lanciare offerte su società quotate. Alcune Coop della grande distribuzione sono tradizionalmente legate a apparati politici di sinistra, e, di qui, ad alcune amministrazioni locali permeate da uomini pci/PDS/DS/PD.

Con molta facilità si diventa funzionari di partito, poi amministratori di coop e sindaci.
Ci si chieda quindi se un permesso edile in qualsiasi città della Romagna sia concesso alle stesse condizioni a una coop o a un qualsiasi altro operatore della GDO. O, peggio ancora, se i piani regolatori non vengano tagliati sulle misure dei centri commerciali in mano alle cooperative. Tutte queste osservazioni  - e molte altre - sono contenute nello splendido “Falce e Carrello” di Bernardo Caprotti. Il patron di Esselunga rileva  ad esempio  che con soli 132 esercizi e la metà dei punti vendita, Esselunga ha fatturato il 47% in più rispetto ai concorrenti coop.  
L’efficienza del modello cooperativo e la sua adeguatezza rispetto al tempo presente vanno ripensate a fondo. E i presupposti per questa riflessione, alla luce delle osservazioni UE e della sacrosanta stretta fiscale operata da Tremonti, sono solidi.
Da l'Occidentale


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18 giugno 2008

Gli investimenti di Walter: 4,5 milioni in giocattoli antichi


Se le cifre che sono indicate in termini circostanziati nell'interrogazione parlamentare inoltrata al ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, risulteranno esatte, ci troveremmo sicuramente di fronte ai giocattoli più costosi della storia. Più di quelli che i regnanti delle corti d'Europa regalavano ai propri pargoli nei secoli scorsi. Ben 5 milioni e 370mila euro su uno stanziamento complessivo di 12 milioni di euro, è questa, infatti, la cifra occorsa, all'allora sindaco di Roma Walter Veltroni, per far acquistare al Comune una collezione di "giocattoli antichi"dalla società "Ellesse" di tale Leonardo Servadio". 
Servadio aveva provato a vendere la collezione al Comune di Perugia, ricevendone un niet, andò meglio a Roma,
I fondi furono prelevati, in parte, da quelli destinati allo stanziamento per "Roma Capitale", l'iniziativa aveva anche una sigla: MeGG che sta per Museo europeo del Gioco e del Giocattolo.
I contorni dell'intera operazione "giocattolo" sono raccontati con dovizia di particolari nell'interrogazione con richiesta di risposta scritta, depositata, ieri mattina, dal deputato di An, Amedeo Labocetta
, componente della commissione Finanze. La collezione sarebbe costata per l'esattezza 4 milioni e mezzo di euro, cifra con la quale si potrebbero costruire e attrezzare, tanto per fare un esempio, almeno due asili nido.  In teoria l'idea di un Museo del giocattolo non è assolutamente deprecabile, si tratta di un'attrattiva per bambini e alcuni siti di questo tipo esistono, soprattutto nelle capitali del Nord Europa.
Tuttavia, Laboccetta, che è stato a lungo amministratore locale, con la sua interrogazione (che come tutti gli atti ispettivi del Parlamento è consultabile sul sito della Camera) solleva dei dubbi, quando scrive che "a vicenda iniziata (fine del 2004), un ampio tratto della suddetta Villa Ada, comprendente anche tre edifici dell'800, venne improvvisamente recintato e affidato in gestione alla società Antiqua 2001 che vi avrebbe dovuto realizzare un mega ristorante, pagando un affitto del tutto irrisorio e pari a 1.900 euro"
Il museo non è mai diventato operativo, non solo secondo Laboccetta, e questo è il fatto più sorprendente, "il Comune di Roma, perfezionato l'acquisto della collezione allo stato" la custodirebbe "in un magazzino privato ad un costo pari a circa 800.000 euro annui", una cifra enorme.
 Insomma Roma si ritrova una spesa di 4 milioni e mezzo di euro e un fardello di altri 800 mila l'anno per nulla. Riassunto da Libero)
Certo che  Veltroni sa fare molto bene gli affari: compra una collezione di giocattoli antichi per 4,5mln. di euro, la mette in un deposito e paga 800.000 euro l'anno, in contemporanea affitta tre edifici dell'800' di Villa Ada per 1900 euro (si spera al mese)...sorbole un genio della finanza con i quattrini dei cittadini.
Più che uscire dall'aula, dovrebbe uscire dalla scena politica. Definitivamente.
Orpheus


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17 giugno 2008

Le agevolazioni fiscali delle Coop nel mirino della Ue

Finalmente un intervento della Ue comprensibile.
Il sistema di agevolazioni fiscali di cui godono le coop che operano nei settori della distribuzione e dei servizi bancari sono finite nel mirino della Commissione europea. Il sospetto è quello dell'esistenza di aiuti di Stato illegali incompatibili col diritto comunitario, soprattutto per quel che riguarda le grandi coop. Per questo i servizi dell'Antitrust Ue hanno inviato una lettera al governo italiano, chiedendo spiegazioni.
Tutto é nato da una serie di denunce inviate a Bruxelles, a partire da quella di Federdistribuzione, l'associazione che riunisce tutte le più grandi catene commerciali italiane. Denunce in cui si punta il dito sui regimi fiscali preferenziali accordati alle cooperative, che porterebbero ad una distorsione della libera concorrenza. 
Così la
 Commissione europea ha deciso di vederci chiaro "sulle misure riguardanti le grandi cooperative, che - si spiega in una nota - sembrerebbero non essere più in linea con la normativa comunitaria sugli aiuti di Stato". Non si tratta di "nuove misure", sottolinea Bruxelles, ma di "aiuti esistenti", cioé entrati in vigore prima del trattato Ue: dunque, non esiste alcun rischio che debbano essere rimborsati. Ma l'esecutivo europeo potrebbe chiedere di eliminarli.
Le agevolazioni fiscali sotto esame riguardano in particolare una serie di norme che permettono l'abbattimento del reddito imponibile.
Francamente non si capisce proprio il perchè di queste agevolazioni, in quanto le Coop sono ormai aziende commerciali come le altre, e muovono un giro di milioni e milioni di euro. Nemmeno si può giustificarle con prezzi di vendita al dettaglio inferiori, perchè le Coop, non hanno prezzi sensibilmente inferiori rispetto ad altri supermercati, esselunga in primis (che é più conveniente).
E allora perchè? Fusseca'fusse un piccolo conflitto d'interessi dei compagnucci rossi?
Orpheus


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14 giugno 2008

Debito Pubblico da record: attenti a questi due, solo chiacchiere e "buchi"

Romano Prodi e Walter Veltroni foto
Non solo Veltroni ha lasciato Roma con un buco di bilancio stimato in 10 miliardi di euro (quasi una finanziaria), ma il virtuoso Prodino, quello che bofonchiava di "tirare la cinghia" per sanare il debito pubblico, quello che ha alzato le tasse per lo stesso motivo, ci ha fatto omaggio di un DEBITO PUBBLICO DA RECORD, e non lo dicono il Giornale o Libero, ma Bankitalia e il Corsera.
Il nostro debito pubblico, infatti, a marzo ha raggiunto il valore di 1.646,7 miliardi di euro (a febbraio era pari a 1.623,7 miliardi).
Dunque è cresciuto di 23 miliardi di euro (rispetto al mese di febbraio), e di oltre 40 miliardi di euro rispetto al marzo 2007.
Mi chiedo a cosa siano serviti quasi due anni di governo Prodi, non sono state fatte riforme, non sono state fatte opere pubbliche, l'emergenza rifiuti é diventata una tragedia, adesso si viene a sapere che era una cazzata anche il risanamento del debito pubblico...l'unico beneficio l'hanno avuto i detenuti ai quali sono state aperte le porte del carcere, seduta stante, con il primo provvedimento del governo di sinistra. La quale adesso sale in cattedra, (nella persona di "babbo natale" Veltroni) e bacchetta un governo che é in carica da un mese, quando loro in due anni, non hanno concluso un beato cavolo, tranne alzare le tasse contribuendo in modo considerevole "all'impoverimento di gran parte della societa'" per il quale si stracciano le vesti ora...
Chapeau! questi rimarranno all'opposizione per altri 20 anni.
Notizia da Camelot la destra ideale



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13 giugno 2008

Lo scandalo delle consulenze veltroniane

 
Il ciclone Brunetta continua a colpire. L’operazione glasnost sulla Pubblica amministrazione prosegue e sta producendo conseguenze positive e utili, soprattutto per comprendere come si siano creati gli enormi crateri nel bilancio di alcune amministrazioni locali

I regali di Babbo Natale Veltroni alle società dai nomi più improbabili, però, non si sa come mai, rimangono in secondo, terzo piano o quarto piano, relegati a poche righe,
Meriterebbero invece, un serio approfondimento e un'ampia diffusione le cifre che riguardano il Comune di Roma.
Proprio nei giorni scorsi la due diligence condotta dal nuovo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha evidenziato quale buco colossale sia stato creato nelle finanze capitolina dall’ormai famigerato “modello Roma”.
Ma se fino ad oggi ci si era concentrati sugli aspetti più eclatanti, quali la Festa del Cinema o gli eventi più glamour, ora capiamo che il perverso meccanismo di decine di società “affini” alle quale destinare finanziamenti da capogiro per farli magari rientrare dalla finestra, era molto più esoso e pericoloso per le finanze comunali di quanto si potesse immaginare nella più pessimistica delle ipotesi.
Cosa pensare di un finanziamento di 51 milioni e 330 mila euro accordato alla associazione culturale Athena per svolgere il progetto“Il presepe come gioco”?
E cosa dire dei 48 milioni “investiti” sui “piccoli condomini in gioco”, fondamentale progetto curato dalla Onlus “Museo dei bambini
”?
 Solo questi due faraonici progetti hanno assorbito un quinto di tutte le spese citate nell’operazione trasparenza del ministro Brunetta, compiute dagli ottomila comuni italiani.
A fronte di questi sperperi inauditi che hanno prodotto un buco di nove miliardi, il corriere della sera di oggi si é dilettato nell'indicare al pubblico "ludibrio" una lista di nomi di consulenti della Presidenza del Consiglio.
Per fare un esempio
Ettore Figliolia, capo di gabinetto di Francesco Rutelli, quando era a Palazzo Chigi da vicepremier. Compenso: 80.000 euro lordi. Non é poco, ma non é nemmeno esorbitante. Per non parlare dei circa 60 nomi che rimangono sotto i 33mila euro lordi, per spiegarci 1800 euro mensili. Se gli incarichi l’hanno svolti veramente non ci paiano cifre da satrapi mesopotamici da additare alla pubblica condanna.

Non meritavano una maggiore attenzione le cifre ben più alte degli sprechi di "Babbo Natale" Veltroni? Va bene il dialogo, ma le responsabilità, rimangono.
Riassunto dall'Occidentale

Orpheus


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12 giugno 2008

Roma : Notti bianche, casse comunali al verde


Prestito ponte?
Stanziamento straordinario come anticipo di fondi per Roma Capitale? Giulio Tremonti e Gianni Alemanno stanno cercando di trovare la formula più adatta per coprire il buco di 9 miliardi di euro lasciati in eredità al centro destra, in Campidoglio, dal centro sinistra di Walter Veltroni. E non sanno a quale santo votarsi per identificare la soluzione più opportuna. Pressati come sono dal fatto che le casse dello stato languono, alla Lega si drizza il pelo quando sente parlare di soldi per Roma e se si vuole continuare il dialogo con il Pd non si può inchiodare il suo segretario con l’accusa di essere un pubblico scialacquatore. Come uscire da questo cul-de-sac? Visto che portare i libri in Tribunale non si può e che tirare il sangue dalla rapa dello stato è impossibile, non rimane che applicare al contrario la regola di governo indicata a suo tempo da Re Ferdinando di Borbone detto anche il “Re bomba”, quella delle tre “f” (festa, farina e forca). La forca è in disuso da tempo. La farina è cara. Al povero Alemanno, che non si sarebbe mai aspettato di avere un regalo del genere da parte di Veltroni e Rutelli, non rimane che dare una bella tagliata alla festa dell’Estate Romana. E passare dalla Notte Bianca a quella Nera. Nostalgico? Niente affatto. Solo austero!
Da L'Opinione
Un buco di nove miliardi e una città con non pochi problemi, dalle strade disastrate, all'invasione di campi rom, all'emergenza rifiuti che pende sulla testa dei romani come una spada di "Napoli".
Ci vuole coraggio a proporsi come candidato premier dopo aver lasciato una simile eredità...
Orpheus



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7 giugno 2008

Sanità, i conti in rosso 54 euro di debito a testa, compresi i neonati

 

L’anno scorso senza saperlo noi italiani, abbiamo accumulato un piccolo debito, tutti inclusi, anche i neonati. Non le rate della macchina o il mutuo, ma la spartizione del disavanzo della Sanità pubblica: 54 euro a persona solo nel 2007 per un totale di 3 miliardi e 169 milioni (per una famiglia di 4 persone 208 euro). E domandina dalle cento pistole, quali regioni coprono l’83% del disavanzo NAZIONALE grazie a sperperi infiniti: LAZIO, CAMPANIA E SICILIA.
Che fra l’ altro hanno una sanità penosa, visto l’enorme quantità di pazienti provenienti da quelle regioni che si fanno curare in Lombardia o comunque al Nord, e i casi di malasanità in maggioranza, da imputare a strutture del Sud.
Otto le Regioni in piena regola, che cioè hanno chiuso i conti della Sanità senza spendere tutti i soldi messi a disposizione. Al primo posto c’è la Toscana con un avanzo di 95 milioni di euro, poi le Marche e il Friuli Venezia Giulia con 24, seguite proprio dalla provincia di Bolzano (17) che a testa spenderà pure parecchio ma è in grado di coprire i costi. Restano sopra la linea di galleggiamento anche Umbria, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Tutti gli altri hanno speso più di quello che avevano in cassa, comprese Regioni solitamente virtuose come la Liguria, il Piemonte e la Val d’Aosta.
L’anno scorso le sei Regioni messe peggio
(Lazio, Campania, Sicilia, Puglia, Liguria e Abruzzo) si sono impegnate a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2010, per questo hanno ricevuto risorse aggiuntive (3 miliardi di euro) in modo da ripianare i vecchi debiti.
Q
ualcosa hanno fatto ma sono ben lungi, dal ripianare i conti.
Due giorni fa il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha ipotizzato il commissariamento e il ritorno alle urne come «punizione» per quelle Regioni che non riusciranno a centrare l’obiettivo.
Ma, secondo me, cambiare la gestione del potere in certe regioni, serve ben poco.
A questo bel quadretto bisognerebbe aggiungere altre voci di spesa non indifferenti, che ricadono su tutti gli italiani, le pensioni per esempio, come la vergogna delle finte pensioni d’invalidità e di quelle baby, anche queste quasi totalmente appannaggio del meridione, e che dire dei miliardi stanziati per lo sviluppo del mezzogiorno, regolarmente fatti evaporare come neve al sole: strade inutili, ospedali abbandonati, strutture iniziate per acchiapparsi i quattrini dello stato e poi piantate lì, “cattedrali nel deserto” ce ne sono a centinaia al sud. E non è finita, paghiamo anche i conti dello smaltimento dell’immondizia sui treni speciali….Io personalmente ne ho le tasche piene di questa situazione e se passo per razzista chissenefrega, meglio razzista che scema.
Orpheus


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12 gennaio 2008

L'Italia "generosa". Nel 2008 regalerà alla Cina 250 milioni di euro

 
Nella classifica delle sovvenzioni elargite da Roma, dopo Iraq e Nigeria che occupano i primi due posti, viene Pechino.
La differenza è però evidente: nel caso di Iraq e Nigeria si tratta di interventi a sostegno di economie distrutte o in gravissima sofferenza, nel caso della Cina si parla della seconda economia al mondo in termini di prodotto interno lordo. E allora la domanda è d'obbligo: ha senso finanziare attraverso la cooperazione progetti in un Paese che ha nel suo portafoglio 1500 miliardi di dollari di riserve valutarie, che ha segnato nel 2007 un surplus commerciale record di 262,2 miliardi di dollari (il 47,7 per cento in più che nel 2006, dato di ieri), che è oggi il motore più potente della globalizzazione?
Tema spinoso che si presta a mille interpretazioni e a frettolose conclusioni ma il dubbio è legittimo. I governi europei si sono interrogati sulla opportunità di attingere alla cassa per sostenere la risalita della Cina e si sono chiesti se ciò sia ancora al passo con la realtà evidenziata dai numeri e dalle statistiche. E pure la Farnesina non è rimasta insensibile alla questione. Il ministro D'Alema (lo rivela la Newsletter dell'ufficio di cooperazione allo sviluppo dell' ambasciata italiana a Pechino) parlando col direttore Giorgio Sparaci, l'uomo che in Cina segue le sorti dei fondi pubblici destinati alle nazioni in via di sviluppo, ha messo sul piatto il problema: dobbiamo andare avanti?
Buoni propositi. Era il novembre 2006, la cifra stanziata dall'Italia era di 179 milioni di euro. E pareva che la storia potesse concludersi lì. Allineandoci, così, alla scelta che stavano compiendo, già allora, altri «donatori » europei (Germania, Francia, Inghilterra, Olanda): una strategia di uscita dalla politica di aiuto «cieco» e l'adozione di una «equal partnership» con il Dragone.
Nel dicembre 2006 il governo italiano è venuto in missione ufficiale a Pechino e dal cilindro degli accordi bilaterali è spuntato un rifinanziamento della cooperazione per 70 milioni di euro. Risultato: nel 2008 l'Italia, come da intese, porterà da 179 a 250 milioni di euro il suo «aiuto» pubblico alla crescita cinese.
Parigi o Berlino o Londra — considerando i sorpassi effettuati da Pechino — adottano proprio dal 2008 e per 5 anni una strategia di «phase out», di riduzione per gradi delle sovvenzioni, Roma tarda a indirizzarsi sulla medesima strada.
Dicono le istituzioni finanziarie internazionali che Pechino in questi anni, con la sua poderosa crescita, abbia contribuito a ridurre del 75 per cento la povertà sul globo. La scalata lascia segni profondi, le disuguaglianze si acuiscono ma l'accumulazione di fondi e di patrimoni è inarrestabile.
Fra qualche settimana vi sarà l'annuncio che il Pil della Germania è nel mirino o addirittura superato. Con il suo fondo sovrano che ha in tasca 200 miliardi di dollari la Cina si compera il 10 per cento di Morgan Stanley e va a fare spesa a Wall Street. Ha davvero bisogno di una «mancia» da 250 milioni di euro?
Riassunto dal Corriere.it-Fabio Cavalera
No, che non ne ha bisogno. Mi piacerebbe sapere cosa c'è dietro. Perchè questi fondi elargiti e se per caso non c'è una qualche contropartita a favore di qualche calibro da 90 dell'industria italiana.
A parte questo trovo indecente "passare fondi" ad un paese che viola i diritti umani in ogni modo possibile e immaginabile, che opera discriminazioni razziali, religiose e sessuali, che mette in atto una politica demografica da lager nazista (quella del figlio unico che ha prodotto un genocidio femminile, e che obbliga le donne ad "abortire" fino allo ottavo mese di gravidanza), che detiene il record di condanne a morte, sia come quantità sia come varietà di motivi per i quali viene comminata. Un paese dove non c'è libertà di stampa, né di parola. Dove si pratica lo schiavismo. Dove esistono campi di concentramento, in cui i detenuti sono sottoposti ad un regime di lavori forzati che causa la morte della maggior parte di essi. Un paese tracotante che ha schiacciato il Tibet, e fa sentire la sua longa manus anche nell'ex-Brimania. Sodale dell'Iran e alle peggiori dittature mondiale.
E con i soldi delle nostre tasse, gli regaliamo 250ml di euro per "solidarietà"????
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 12/1/2008 alle 21:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

9 gennaio 2008

Le discariche Pecoraro le fa in Kenia...in Italia dice sempre no


 "I verdi si oppongono al più grande inceneritore d'Europa», firmato Alfonso Pecoraro Scanio, dispaccio Ansa delle ore 20.13 del 30 gennaio del 2003. «Il presidente nazionale dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio annuncia che dell'opposizione alla termodistruzione faranno una battaglia nazionale», sempre un dispaccio Ansa, questa volta di un anno prima dell'aprile 2002. Il 29 agosto del 2004 Pecoraro Scanio è di persona ad Acerra per capeggiare una manifestazione: «Sono qui per ribadire che non possono essere prese decisioni sopra le teste dei cittadini». Il riferimento, ovviamente, è al termovalorizzatore di Acerra, che se fosse stato realizzato in tempo avrebbe potuto risolvere la metà dei problemi di questi giorni. Questo impianto è lo stesso che Prodi ha deciso vada completato e avviato rapidamente.  Sono scampoli di carriera del "signor no", l'uomo dei divieti, al secolo Alfonso Pecoraro Scanio, un cursus costellato di rifiuti. Opposizione al nucleare, alle grandi opere pubbliche, all'alta velocità ferroviaria, ai rigassificatori, a tutto quanto, insomma, nel mondo e in Europa costituisce la normalità di una società complessa e moderna. 
Nella primavera del 2007, il direttore della Protezione Civile, Guido Bertolaso, mandato a fare il commissario per l'emergenza rifiuti, mette a punto un piano tampone per evitare che si arrivi alla tragedia di queste settimane. Tutti, col senno di poi, compreso Prodi e Amato, hanno riconosciuto che se fosse stato attuato non si sarebbe arrivati a questo punto. Il piano prevedeva la realizzazione di una discarica a Serre, nella zona più scarsamente popolata della Campania. Anche su questa scelta inizia il braccio di ferro con Pecoraro Scanio, ora ministro dell'Am biente. «Noi continueremo a vigilare perché a Serre non ci sia una mega discarica», afferma il ministro del no. . Pecoraro Scanio getta tutto il suo peso politico e dei Verdi sulla risicata maggioranza di Prodi. Alla fine Bertolaso è costretto a capitolare e si dimette.
Il leader dei Verdi canta vittoria: «È stata sventata una mega discarica». 
A questo punto sorge spontanea una domanda :"Nel piano di Prodi per l'emergenza rifiuti in Campania, si conferma la realizzazione del termovalorizzatore di Acerra e l'uso della discarica di Serre. Il ministro Pecoraro si è sempre detto contrario a queste due ipotesi e per Serre si è anche scontrato con Bertolaso, portandolo alle dimissioni. Ora Pecoraro si arrende pubblicamente o per coerenza si dimette?"Riassunto da Libero
Questo non é tutto, mentre era impegnato ad avversare termovalorizzatori e discariche in Campania, per assicurarsi la simpatia dei "ribelli" e guadagnare voti (permettendo che la Campania si trasformasse in un immondizzaio a cielo aperto), Pecoraro Scanio  ha stanziato 721mila euro per la bonifica di una discarica in Kenya, a Nairobi. Un paradosso, ma anche materia d’indagine per la procura di Roma: è stato aperto un fascicolo su presunte tangenti legate a quel progetto, autorizzato dal ministero dell’Ambiente italiano e ora bloccato dal ministro Alfonso Pecoraro Scanio dopo l’apertura dell’inchiesta.
La faccenda "puzza" e mentre si aspetta che la magistratura svolga il suo lavoro, non si può fare a meno di notare la scelta "bizzarra" e costosa del governo italiano, di provvedere con più entusiasmo allo smaltimento della spazzatura Kenyota che non a quella campana.
Miracoli di questo governo di "onestini" e "verginelle" senza se e senza ma.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 9/1/2008 alle 11:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

30 dicembre 2007

Buon 2010 a tutto il ceto medio

 
Ricordate quando il governo Prodi fece uscire la notizia che il 2008 sarebbe stato l'anno della riduzione dell'Irpef, allo scopo di aumentare i salari per il ceto medio? Non è passato molto: appena una settimana. Era domenica 23 dicembre.Questa era la prima pagina di Repubblica, questa quella della Stampa, questa quella del Messaggero, questa - infine - quella del Sole-24 Ore, dove campeggiava l'intervista al viceministro Vincenzo Visco, che indicava la riduzione dell'Irpef tra gli obiettivi del prossimo anno.

Non che ci volesse un genio per capire al volo che si trattava di pura fuffa: chi mastica appena un minimo la materia sa che simili cose, come
già scritto, si fanno "dentro" la Finanziaria, non "dopo" la Finanziaria. Oggi, domenica 30 dicembre, arriva la conferma più autorevole: quella del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa. Il quale (pagina 3 di Repubblica) dice: «Ora non possiamo impegnarci in una manovra che abbatte in modo strutturale la tassazione sui salari fino ai 40 mila euro l'anno. (...) Non è possibile varare una legge finanziaria a dicembre, e poi fare subito dopo una nota di variazione di bilancio» (ma guarda un po').
Ma il peggio non è questo, che, appunto, era già largamente prevedibile.
Il peggio è che, stando al governo Prodi, non ci sarà riduzione delle aliquote Irpef almeno fino al 2010. E' sempre Padoa Schioppa che parla,
citato da Repubblica (e tutte queste sue frasi, ovviamente, non sono state smentite): «Con le risorse attuali, il massimo che possiamo fare è una misura una tantum a sostegno dei salari. Qualunque altro intervento sull'Irpef, dalla revisione delle aliquote in giù, potremo permettercelo solo quando raggiungeremo il pareggio di bilancio, cioè non prima del 2010».
Fausto Carioti-Conservativemind
 
Quando questo governo parla di ridurre le tasse io mi faccio una sonora risata, so per certo che non lo farà fino a quando starà in sella, perchè ha troppi "pizzi" da pagare, troppi caimani da sfamare con le ossa della povera gente...
Questa é la sinistra ragazzi!
Orpheus 


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permalink | inviato da Orpheus il 30/12/2007 alle 21:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

30 dicembre 2007

Rottamazione non fa rima con liberalizzazione.

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Prodi ha fatto un altro regalino alla Fiat, sperando avere Montezemolo alleato in queste prossime e cruciali settimane.
Infatti, ieri, il Consiglio dei ministri ha inserito la proroga della rottamazione auto nel decreto milleproroghe. Così, nel 2008, la rottamazione sarà estesa anche alle autovetture Euro 2 immatricolate prima del gennaio 1997. Il bonus sarà di 700 euro, più un anno di bollo gratis, solo se le nuove vetture da acquistare (euro 4 e 5) rispetteranno specifici limiti di inquinamento (140 grammi di CO2 per la benzina, 130 per il diesel). Arriva inoltre la norma 2 per 1 - per rottamare 2 vetture ed acquistarne una nuova con un aumento del 'bonus' a 1.200 euro - e la possibilità di ottenere uno sconto fiscale anche per chi rottama l'auto ed aderisce ad un “car sharing”. Soddisfatti anche i Verdi per la prospettiva – sulla carta – di ridurre il parco auto e di renderlo più ecosostenibile.
A parte la giusta battaglia a favore di una maggiore protezione dell’ambiente – ma i cumuli di immondizia, le discariche industriali e dei rifiuti tossici? – un altro favorino a qualche industria non è certo in linea con le liberalizzazioni che dovrebbero portare a maggiore concorrenza basata sulla qualità e sulla produttività.

E’ la solita logica del trasferimento: tutta la collettività pagherà i bonus ma a beneficiarne sarà l’industria.
Punto Quotidiano
La solita industria, ossia la Fiat, che é sempre campata grazie ai "favorini" dei governi di sinistra.
Da questo si comprende perchè certi industriali hanno votato e appoggiato questo governo. Belusconi lo aveva detto...
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 30/12/2007 alle 19:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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maggio