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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


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In questo blog i commenti ai post
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ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
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hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

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                    SCUDI UMANI

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Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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Islam
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8 febbraio 2011

La barbarie islamica contro i cristiani non può essere più ignorata


Una cristiana serba uccisa dai musulmani perchè era una cristiana.
In questa foto non c'è solo la barbarie di esseri che nulla hanno di umano, ma anche l'odio e il disprezzo senza limiti che nutrono contro i cristani: bestie immonde da massacrare.
So che queste foto sconvolgono chi le vede, ma sono il metodo migliore per dare una scossa a chi ancora si trastulla con il sogno suicida del multiculturalismo, del "volemose tutti bene", delle religioni tutte uguali!
I cristiani nei paesi a maggioranza musulmana sono perseguitati e trucidati in modi barbari, e i governi di tali paesi, fanno finta di nulla. Di fatto permettono tali barbarie, per le quali non paga MAI nessuno.
E meglio non si comporta l'Occidente in blocco che TACE davanti ad ogni ignominia: davanti ai martiri cristiani rapiti e sgozzati dall’integralismo islamico e indù, davanti ai missionari e alle missionarie sempre più in pericolo di vita, davanti al calvario dei cristiani in Iraq, ridotti ormai ad un terzo, vittime delle violenze, intimiditi dalle minacce, costretti a scappare dalle loro case dall’intolleranza islamica, davanti alle stragi come quelle che recentemente hanno insaguinato l'Egitto, particolarmente significative per le modalità con cui sono state perpetrate.
Abbiamo un DOVERE: difendere i perseguitati cristiani nel rispetto dei DIRITTI UMANI e abbiamo anche un MEZZO:chiedere che sia RISPETTATO il principio di reciprocità, concedere quindi il diritto ad esercitare il proprio credo SOLO se nel Paese corrispettivo, vi è TALE libertà. Meglio ancora che venga tenuto conto di tale principio nella selezione dell'immigrazione.
Una volta il cardinale Biffi disse una cosa giusta, che suscitò molto scalpore. Affermò che lui aveva solo il compito di evangelizzare gli emigrati islamici in Italia, lo stato aveva il compito di selezionare le migrazioni. Sulle coste siciliane troveremo sempre dei centri della Caritas per l’accoglienza. Ma ciò non toglie, anzi postula, che lo stato predisponga una politica delle migrazioni improntata anche alla reciprocità.

Tutto ciò è rimasto "lettera morta" e noi ci stiamo riempiendo di moschee, permettiamo riti barbari come la macelalzione halal, la poligamia, la segregazione delle donne e persino, c'è chi trova giustificazioni culturali all'infibulazione, e dall'altra parte, i cristiani vengono quotidianamente massacrati. E come se ciò non bastasse, importiamo fanatici che ci odiamo SOLO perchè siamo cristiani.
Orpheus




permalink | inviato da Orpheus il 8/2/2011 alle 18:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa

3 febbraio 2011

Diamo il "benvenuto" al prossimo "Ahmadinejad" egiziano


Il mondo è preoccupato per la sanguinosa rivolta in Egitto, ma lo sarebbe ancor di più se si rendesse nota una ricerca del Pew Research Center, stilata nel dicembre 2010, che fa presagire un probabile scenario di tipo iraniano per un Egitto, con tante pecche, ma fin'ora non in mano agli integralisti.
La ricerca fornisce un accurato e interessante spaccato delle diverse società musulmane nel mondo, e in particolare, dimostra che i musulmani d'Egitto (il 90% della popolazione) sono orientati verso l'islam più brutale e retrivo.
L’85% degli intervistati afferma che la teocrazia è una cosa buona e giusta, un dato allarmante se si considera che tre quarti dei musulmani egiziani intervistati é a favore dell’introduzione della lapidazione per reati di adulterio. Non solo, ma la stessa percentuale si dice favorevole all’introduzione di frustate sanzionatorie e del taglio delle mani per i reati di furto, giungendo fino a considerarsi a favore, sempre per tre quarti, alla pena di morte per il reato di apostasia, ovvero per chi "osa" abbandonare la religione islamica. 
Se possibile i risultati dello studio si fanno più foschi quando prende in esame l'orientamento dei musulmani egiziani nei confronti dei movimenti islamisti e terroristici come Hamas, Hezbollah e Al Qaeda. Su Hezbollah un terzo dei musulmani egiziani intervistati considera l’organizzazione libanese favorevolmente, ad  Hamas è favorevole Il 49% e dulcis in fundo Al Qaeda e Bin Laden contano rispettivamente il 20% e il 19% di "ammiratori".  Infine vale la pena infine ricordare quel 54% di egiziani che si definiscono favorevoli all’introduzione a forme di discriminazione di genere in Egitto.

L'unica conclusione che se ne può tirare è che l'Occidente rimpiangerà Mubarak, e lo rimpiangerà anche "Barack al-Obama" che ha tanta fretta di scaricare l'anziano presidente egiziano (e mi piacerebbe sapere perchè).
Ma soprattutto lo rimpiangerà il popolo egiziano, che si vedrà catapultato in un mediovevo di orrori, miseria, tirannia come già è successo al popolo iraniano.
Potrò sbagliarmi, ma in questo momento i Fratelli Musulmani già cantano vittoria, e l'avranno con un El Baradei sempre pronto a flirtare con Teheran.
E intanto l'Iran lancia un appello per l'unità islamica del MO, e si può star certi che troverà chi lo accoglierà. Evidentemente Obama é all'oscuro di tutto ciò.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 3/2/2011 alle 15:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

5 ottobre 2010

Begum e Noshee schiave nel nostro Paese


Madre e figlia. Begum la prima morta "lapidata" per aver tentato, di sottrarre la figlia al furore omicida del marito, e al medesimo destino di donna "venduta e comprata", come un pezzo di carne, al supermercato degli orrori islamici.
Nosheen, la figlia ventenne, che voleva studiare e innamorarsi e non essere obbligata a sposare un uomo che nemmeno conosceva.
Due vite spezzate, due vite da schiave, e non in Pakistan, dove il martirio delle donne è quotidiano, dove il 70% delle donne è vittima di atroci violenze domestiche che vanno dai pestaggi selvaggi alla tortura, allo stupro, allo sfregio con l'acido, all'essere bruciate vive. No, è successo a Novi nel modenese, in Italia dove la barbarie islamica, sta prendendo piede incontrastata, in nome del multiculturalismo e dell'integrazione.
Ma quale integrazione? Domando ai soloni, che pontificano sull'argomento.
Questi due scarti viventi, padre e figlio vivevano in Italia, da 10 anni. Eppure non hanno esitato a massacrare moglie e sorella.
E mi domando, come sia possibile, che ciò accada.
Perchè permettiamo nel nostro Paese burqa, infibiluazione, poligamia, schiavitù, (macellazione halal), permettiano che esseri umani inermi, vengano trattati  peggio dei nostri animali da compagnia, e che le nostre leggi siano bellamente ignorate.
E pongo anche un'altra domanda "
siamo noi ad avere l'onere d'integrarli o non dovrebbero essere loro a conformarsi alle nostre leggi e alle nostre usanze?
Hamad Khan Butt, non è un clandestino: vive e lavora regolarmente nel nostro Paese come saldatore. Il figlio è cresciuto addirittura qui.
Ma non si sono integrati, semplicemente per­ché non hanno VOLUTO inte­grarsi. I nostri costumi gli fan­no schifo, le nostre leggi gli fanno un baffo.

Non ci sarà nessuna manifestazione per Begum e Nosheen, nessuna maglietta, nè articoli indignati delle femministe d'assalto. Niente, oggi sono state già dimenticate.
Com'è possibile? Perchè NESSUNO protesta, chiede a gran voce la liberazione delle musulmane nel nostro Paese, donne senza difesa e senza giustizia?
Stiamo ancora impantanati in questione di lana caprina, sul burqa e il niqah, il simbolo più atroce della misoginia islamica. C'è qualcuno che li vede come una "bizzarra" usanza, quando non legittima, della loro  "cultura": ma  sotto il velo integrale, c'è il martirio di milioni di donne.
Come dico sempre, se non vogliamo farlo per loro, facciamolo per noi, per le nostre figlie.
Questa gente non vuole integrarsi, non si integrerà mai, e un domani voterà un partito islamico, che imporrà la loro legge, la sharia. Un domani, se non li fermiamo sarà anche la nostra legge. Perchè in democrazia, comanda chi ha la maggioranza.
Ci fotteranno, con le nostre stesse leggi, e i minus abens del multiculturalismo coatto, dell'integrazione inesistente, faranno il mea-culpa. Ma sarà troppo tardi per tutti.

Nosheen andava all'istituto tecnico intabarrata in una veste lunga fino a i piedi e un velo bianco che, le lasciava scoperti solo gli occhi. Questo ha decretato la sua tragedia, e la morte di sua madre. Non voleva vivere come una schiava nel nostro Paese, ma il nostro Paese non ha fatto nulla perchè ciò non accadesse.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 5/10/2010 alle 15:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

18 settembre 2010

Il corano non è stato bruciato, ma scuole e chiese cristiane si


Ogni scusa è buona per perseguitare i cristani nei paesi musulmani. La proposta del Rev.Jones è stata ritirata, ma Chiese e scuole cattoliche sono state bruciate per "protesta", ovviamente nel silenzio pressochè totale di CHI dovrebbe informare.
Non sia mai, che si scateni una "guerra di religione" o più che altro che non ci si becchi dell'islamofobo con relativa denuncia del caso. Si, perchè, ciliegina sulla torta, nei nostri paesi ci "fottono" con le NOSTRE stesse leggi, che per altro se ne guardano bene da rispettare.
Ho ripescato qualche vecchio post, dove parlavo del martirio dei cristiani nei paesi islamici, ripropongo qualche "aneddoto" tanto per gradire.
Dopo la morte di Don Santoro immolato nella "moderna" Turchia, in altri paesi islamici i fondamentalisti si sono dati molto da fare,
In Kashmir, un gruppo di militanti islamici, ha rapito e decapitato Manzoor Ahmad Chat, un cristiano evangelico di 33 anni.
La testa dell’uomo è stata lasciata all’ingresso di una moschea, chiusa in una scatola di plastica.
L’anno scorso, un predicatore cristiano era stato ucciso allo stesso modo.
Sono stati centinaia gli episodi di intolleranza violenta, spesso con vittime, che hanno visto gruppi di fondamentalisti islamici aggredire in vari paesi con la scusa“dell’apostasia e del politeismo” centri cristiani e Internet cafè (questi ultimi perché veicolano immagini di donne discinte e ideologie “pagane”).
Una scia di sangue che non conosce requie, la cui barbarie è sempre più sconvolgente:
cinque ragazzine sgozzate in Indonesia mentre andavano a messa.
Quattro sacerdoti trucidati in Nigeria e ancora è stato attaccato e distrutto il Bible bookshop di Gaza; in occasione della Pasqua, padre Pizzaballa, della custodia di Terrasanta, ha denunciato l’espulsione silenziosa di decine di migliaia di palestinesi cristiani, spesso a seguito di episodi violenti, dai Territori dell’Anp.
Peggiore è la situazione dei cristiani in Iraq, come è noto, così come in Pakistan, mentre nella stessa “laica” Algeria addirittura una nuova legge punisce con due anni di prigione e 10 mila euro di multa i cristiani che tentino di fare proselitismo tra i musulmani.
Il loro “dialogo interreligioso” è fatto di teste decapitate e di arti mozzati, di torture inimmaginabili, di odio e se qualcuno gli fa notare che sono LORO i carnefici e i cristiani sono le VITTIME, se gli fa notare che una religione non condanna a morte chi appartiene o si converte ad una religione diversa, scatta l’accusa di “islamofobia” e immancabilmente si arriva alla fatidica frase “non facciamone una guerra di religione”.
Ma soprattutto, fin qui abbiamo parlato di estremisti: ma DOVE SONO I MODERATI, quelli che dovrebbero rappresentare il "vero" islam?
MAI SI ALZA una voce che condanna le violenze contro i cristiani, da parte dei "moderati", e anche in quest'ultimo caso, il silenzio dei "moderati" è assordante.
(nella foto testa di un cristiano decapitato in Indonesia)
Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 18/9/2010 alle 21:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa

11 settembre 2010

Roghi veri di Cristiani e roghi annunciati di corani


Il mondo è sotto choc, l'indignazione gronda a fiumi e riempie paginate di giornali, l'empio Terry Jones, pastore misconosciuto e decisamente "furbetto", ha annunciato che brucerà una copia del corano, come protesta, per l'indecente intenzione di erigere una moschea (con il beneplacito di Barack El-Obamah) accanto al luogo dove tremila persone, sono state arse vive dal fanatismo islamista.
Una copia del corano, pagine e pagine delle regole dettate da Maometto, ma scherziamo!!!
Quale onta, quale sfregio insopportabile per l'umanità e per il "grande" popolo islamico, che ha già iniziato (come per le vignette danesi) i roghi in piazza delle bandiere Usa e forse a farsi saltare in aria in alberghi europei.
Nel punjab otto essere umani, fra cui UN BAMBINO DI SETTE anni sono stati bruciati VIVI (altri 20 sono stati feriti e 50 case si sono trasformate in cenere). La loro colpa? Essere CRISTIANI, mica si limitano a bruciare LIBRI da quelle parti, preferiscono i roghi di carne umana, per dimostrare il loro "dissenso" sulla presenza dei cristiani!
Almeno 3000 musulmani, dopo essere stati aizzati dalle autorità religiose del luogo, si sono diretti a Gojra e lì, hanno cominciato a sparare all’impazzata, dopo  hanno usato un particolare combustibile, difficile da spegnere e hanno dato il via ai "festeggiamenti" in onore di Allah.
 Secondo testimoni, lo stesso combustibile è stato usato nel villaggio di Shanti Nagar, bruciato nel febbraio 1997;  nella distruzione del villaggio di Sangla Hill (2005); nell’incendio delle 50 case dei cristiani e delle due chiese la sera del 30 luglio a Koriyan, vicino a Gojra.
Mai e sottolineo mai queste notizie hanno avuto il ben che minimo risalto, mai e sottolineo mai il rogo di esseri umani, ha SMOSSO le coscienze delle solite anime belle occidentali.
Ricordo io i nomi, di alcuni questi martiri dell'estremismo islamico e DEL SILENZIO  del mondo, compreso quello dei grassi e imbelli (nonchè imbecilli) prelati in Vaticano.
Hamed Masih, 50 anni; Asia Bibi, 20; Asifa Bibi, 19; Imamia Bibi, 22; Musa 7; Akhlas Masih, 40; Parveen, 50 anni.
La loro vita vale meno del presunto rogo di un libro. Così stiamo messi, e ha ragione Obama non siamo NOI, in guerra con l'islam, é il contrario. Quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi.
Orpheus





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21 giugno 2010

Io sono una donna musulmana. Io non ho faccia. Io non ho identità


Foto in burqa sulla carta d'identità
I am a Moslem woman. I have no face. I have no identity. At age 9, based on lunar year (a lunar year is ten days shorter) I am considered an adult. Being an adult means that I have to adhere with Islamic laws as stated below.

Sono una donna musulmana. Io non ho faccia. Io non ho identità. all’età di nove anni (basati sugli anni lunari, più corti di 10 giorni), io sono considerata adulta e devo sottostare alla legge islamica.
Comincia così la confessione di una donna musulmana iraniana,  che è poi la condizione di milioni di donne islamiche.
Donne a cui viene negata una vita normale e una sessualità naturale. Persino i manichini nelle vetrine dei negozi, vengono mutilati. I seni sono stati rimossi per ordine della polizia.
Un'immagine scioccante, che delinea molto appropriatamente la condizione della donna islamica.
In paesi come Iran e Afghanistan è palese, ma interessa tutti i paesi musulmani, anche quelli definiti "moderni"  dove andiamo, a passare le nostre belle vacanze.
Anche nei nostri Paesi, le donne islamiche subiscono violenze inenarrabili: segregate, costrette a vivere come schiave, nelle  nostre belle città, picchiate e sgozzate se si ribellano ad una vita d'inferno.
Eppure, questa realtà è taciuta, minimizzata, negata.
L'islam nega loro la vita, l'occidente nasconde le loro sofferenze.
Orpheus


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14 giugno 2010

Neda...un anno dopo...


Neda è  morta un anno fa.
Il suo volto insaguinato, che per antitesi è il volto di un feroce regime, ha scosso l'opinione pubblica, mondiale. Neda è diventata il simbolo, della resistenza iraniana, quell'Onda Verde che avrebbe, con il supporto dell'Occidente, dovuto portare la libertà e il rispetto dei diritti umani, nel martoriato Iran.
Un anno dopo nulla è cambiato Ahnadinejad è sempre al suo posto e i dissidenti uomini e donne, ragazzi e adolescenti continuano ad essere arrestati, torturati e a morire dietro le mura del famigeratto carcere di Evin. Nel più totale silenzio e disinteresse dell'Occidente.
Qualche voce si leva, qualcuno s'indigna e se ne va quando il Ministro degli esteri iraniano Manouchehr Mottaki, prende la parola all' euro parlamento. In veste di che? Di torturatore e carnefice di giovani donne  come Neda?
Qualcuno la ricorda, e "sbatte" in faccia di Mottaki la fotografia del suo viso insanguinato. Non nascondo che è un piacere sapere che sono stati i deputati italiani del Ppe, a farlo, guidati dall'on. Tatarella e dall'on. Mario Mauro.
Ma tranne queste proteste isolate, il mondo tace, al massimo tributa al ricordo di quella carneficina, qualche frase di circostanza.
Parole...i fatti sono Mottaki all'euro parlamento e la suprema beffa di un Onu che ha nominato per acclamazione l'Iran, nella comissione per i diritti delle donne. Il regime più spietato dell'Islam ha ottenuto così un seggio da cui pontificare, un paese dove anche le bambine di nove anni, possono essere comprate e vendute per pochi dollari dai "tutori" maschi e condannate per "comportamenti immorali"  frustate e persino lapidate.
Povera Neda! Così ripagano il suo sacrificio.
L'onda verde ha perso
parte della forza propulsiva che, giusto dodici mesi fa, aveva spinto in piazza milioni di persone in tutto il paese, issando cartelli che chiedevano esplicitamente “Where is my vote?”
Sono tutti concordi nell'affermarlo. Ma chiedersi perché?
Orpheus


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7 giugno 2010

Oggi i funerali di mons. Padovese. L’assassino: “Ho ammazzato il grande satana!”


Se la Chiesa sbaglia a sottovalutare l'islam, i media commettono un vero crimine a disinformare.
Hanno fatto passare l'omicidio di Mons. Padovano come l'atto di un folle, occultando che è stato, al contrario, un efferato delitto di matrice religiosa.

Mentre i giorni passano, si aggiungono nuovi particolari alla vicenda dell’assassinio e alla presunta “insanità” dell’uccisore.
 I medici che hanno effettuato l’autopsia hanno rilevato che mons. Padovese presentava coltellate in tutto il corpo, ma soprattutto dalla parte del cuore (almeno 8).  La testa era quasi completamente staccato dal tronco, attaccata al corpo solo con la pelle della parte posteriore del collo.
 
Anche la dinamica dell’uccisione è più chiara: il vescovo è stato accoltellato in casa.
Egli è riuscito ad avere la forza di andare fuori, sulla soglia della casa, sanguinante e gridando aiuto e là avrebbe trovato la morte. Forse solo quando egli è caduto a terra, qualcuno gli ha tagliato la testa.
 
Testimoni affermano di aver sentito il vescovo gridare aiuto. Ma ancora più importante, è che essi hanno sentito le urla di Murat subito dopo l’assassinio. Secondo queste fonti, egli è salito sul tetto della casa è ha gridato: “Ho ammazzato il grande satana! Allah Akbar!”.
 
Questo grido coincide perfettamente con l’idea della decapitazione, facendo intuire che essa è come un sacrificio rituale contro il male. Ciò mette in relazione l’assassinio con i gruppi ultranazionalisti e apparentemente fondamentalisti islamici che vogliono eliminare i cristiani dalla Turchia.
Quanto alla presunta e tanto sbandierata insanità mentale dell'assassino, è ormai insostenibile. Ercan Eris, l’avvocato della Chiesa, sostiene che l’omicida non può essere diventato depresso in un giorno e che non esiste nessun rapporto sanitario che lo dichiari tale. Ormai é certo che il giovane è sano di mente.
Ci hanno propinato un cumulo di menzogne, nascondendo il "piccolo" particolare della decapitazione al grido di "Allah Akbar", se questo è il gesto di un "folle", quanti ce ne sono nei paesi islamici, ma soprattutto, quanti ne sbarcano nei nostri Paesi?
Orpheus


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3 giugno 2010

La Chiesa sbaglia a sottovalutare l'Islam


Due notizie oggi mi hanno molto indignato
la prima, l'uccisione di un vescovo italiano in Turchia,  che non è il primo e non sarà l'ultimo prete ucciso, il che la dice lunga sull'intollerranza religiosa di quel paese. E non posso fare a meno di chiedermi, se qui nei nostri Paesi, riservassimo un analogo trattamento ad un imam turco, se lo accoltellassimo, sgozzassimo o gli sparissimo dentro la moschea mentre prega, se non permettessimo la libertà di culto, la costruzioni di moschee e ci dilettassimo  con l'espulsione in massa di islamici, colpevoli di "proselitismo", come reagirebbe la COMUNITA' internazionale?
Se ne starebbe ZITTA e MUTA come nel caso dei preti cattolici o pioverebbero chissà quali e quante accuse di razzismo, xenofobia e blablabla....
Aggiungo solo che il vescovo in questione se l'è andata a cercare, mi spiace dirlo, ma è così: viveva sotto scorta, ed è facile immaginarne il perchè: in Turchia hanno il coltello facile con i cattolici.
Ora dicono che è il gesto di un folle...si vede che là i "folli" hanno in antipatia i preti cattolici, e poi...guarda la coincidenza, dopo i fatti di Gaza, a lasciarci la pelle è un prete cattolico. Le vie di Allah sono infinite.

La seconda è in contrapposizione con la prima, cioè come si calano le braghe con l'islam, sbagliando lo sottolineo, alcuni prelati nel nostro paese.
La riporto riassunta per comodità:
Se la cosa non fosse buffa, ci sarebbe da piangere. Ma siamo arrivati alla "profanazione "della Cattedrale di Molfetta, grazie al Vescovo locale Mons. Luigi Martella, che ha permesso nella locale Cattedrale la messa in scena di uno spettacolo ispirato al Corano dal nome Samà, una meditazione con regia di un turco, tal Ahmed Sahin. Il tutto per favorire la " sorgente di estasi". Peccato che di estasi siano pieni tanti santi cattolici, ma il vescovo li ignori e i veri estasiati, in senso negativo, sono i cattolici. Chiediamo a questo Vescovo tre cose elementari: la Cattedrale é dedicata al Dio Cristiano come dedicazione liturgica comanda e la formula dice: questo culto é dedicato a Te.Una direttiva Cei a firma Ruini impedisce assolutamente che nelle cattedrali si svolgano manifestazioni e concerti non sacri. Inoltre nei regimi comunisti almeno si aveva la decenza prima di sconsacrare le chiese e poi di svolgerci concerti. Qui no. A finanziare tali inziative sincretiche, blasfeme e demoniche servono i fondi chiesti dalla Chiesa? Eccellenza Martella, accetti una volta tanto, di aver preso una sonora cantonata, chieda perdono, e se possibile cambi luogo, vada in Arabia dove farà meno danno e sarà gradito.
Che il Vaticano venga a conoscenza di questa circostanza. Noi vogliamo solo affermare la verità senza reticenza. Poi i politicamente corretti facciano e dicano quello che vogliono. Ecco la confusione che regna nella Chiesa post conciliare.

Una Cattedrale trasformata in moschea, grazie Monsignor Martella, Maometto saluta e porta a casa.

E io mi domando ma questa Chiesa non ha ancora capito, che il dialogo interreligioso, non é altro che un monologo?

Orpheus



3 giugno 2010

Possiamo ancora fidarci della Turchia?


Interessante articolo di Marcello Foa che riporto riassunto:

Le responsabilità della Turchia nella vicenda della flottiglia di pacifisti sono evidenti. A organizzare il convoglio è l’Ihh, che non è certo neutrale e che da tempo appoggia Hamas e i terroristi. E’ saltata fuori anche la complicità di un’altra organizzazione italiana l’Associazione benefica per la solidarietà al popolo palestinese, sospettata di aiutare i kamikaze. Le sei nave erano composte 5 da veri pacifisti, una da militanti arabi e palestinesi. E infatti solo su quest’ultima sono sorti problemi, con quello che ne è conseguito.

In altri tempi, quando la Turchia era laica, filo occidentale e amica di Israele, il problema sarebbe stato risolto alla fonte ovvero il governo di Ankara non avrebbe permesso la partenza di un convoglio di questo tipo. Ma da quasi dieci anni la Turchia è retta dall’Akp ovvero da un partito islamico che pretende di essere moderato e che tale è stato considerato dagli occidentali.

Eppure proprio Erdogan è stato il capo di governo che ha usato i toni più duri contro Israele, accusandolo di terrorismo di stato (ma non solo ha permesso che partisse una nave con terroristi aspiranti martiri e civili, e io ritengo con la volontà di provocare, quelloi che è successo n.d.O)

La svolta filo araba e filoislamica della Turchia è sotto gli occhi di tutti

Alcuni autorevoli commentatori, come Sergio Romani sul Corriere e Vittorio Emanuele Parsi sulla Stampa sostengono che a provocare l’allontanamento della Turchia dall’Occidente sia stata l’Europa, quando ha di fatto escluso la sua adesione all’Unione europea.

 Io invece penso che l’allontanamento è avvenuto prima dei problemi sulla candidatura turca alla Ue, come dimostra il rifiuto di concedere agli americani le basi  aeree ai tempi della guerra in Irak. Da tempo scrivo, in perfetta solitudine, che l’Akp promuove un’agenda occulta per islamizzare la Turchia, privandola sempre più dei suoi connotati laici e occidentali, e che in politica estera i suoi veri referenti sono nel mondo arabo islamico, non in Occidente .

Penso inoltre che la candidatura della Turchia alla Ue sia impropria e innaturale. Impropria perché se la Turchia entrasse nella Unione, il paese più popoloso della Ue diventerebbe musulmano; in contrasto con le radici, le tradizioni, la cultura europea che è cristiana e/o laica, non certo islamica. Innaturale perchè da sempre l’Europa si ferma al Bosforo. La Turchia non è in Europa, è in Asia. Che senso ha chiamare europea un’Unione se poi non se ne rispettano i confini?

A volere la Turchia nella Ue sono gli Usa, per ragioni esclusivamente strategiche. E ho l’impressione che questa volta abbia sbagliato di grosso: da un lato tentando di forzare la mani agli europei, che si sono ribellati; d’altro canto dando fiducia a Erdogan e all’Akp senza verificarne davvero le credenziali.

Ora la situazione è davvero ingarbugliata. L’Akp mostra il suo vero volto e svela le sue intenzioni. Dunque mi chiedo, possiamo ancora fidarci della Turchia?

La risposta è no, ovviamente. L'Akp non è piovuta dal cielo per intervento divino, è l'espressione della maggioranza del Paese, una maggioranza che non è né laica e né filo-occidentale, permettere l'invasione dell'Europa da parte di un Paese pieno di estremisti religiosi che imporrebbero le loro regole e i loro dogmi, è una follia suicida che ucciderebbe in primis la nostra libertà di parola.

Detto questo a sinistra si interpretano sempre le cose con il solito leif-motif del "mea culpa" , per gli islamici c'è sempre la scusante dell'Occidente Kattivo, lo trovo veramente idiota e autolesionista. In Turchia ha vinto un partito se non integralista, comunque islamico, perchè questo è lo stato attuale del Paese. Farla entrare in Europa non avrebbe fermato un cambiamento che è in atto in quasi tutti i paesi islamici, che si stanno radicalizzando a prescindere.

Orpheus


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23 maggio 2010

Hush...Hush...in Marocco si espellono cristiani ma nessuno dice nulla


Il Marocco non é il Pakistan e nemmeno l'Iran eppure nel mese di marzo 2010 sono stati
espulsi decine di cristiani.
Prima arrestati e poi espulsi
a causa della “lotta che le autorità marocchine mettono in atto contro i tentativi di diffusione del credo evangelico, destinato a scuotere la fede dei musulmani”, riferisce l'agenzia ufficiale Maghreb Arab Press.
E quali sarebbero questi "tentativi" di diffusione del credo evangelico? Semplicemente quello che i missionari fanno in tutti i paesi del mondo, dove c'è povertà: "
Qui lavoriamo con i poveri come cristiani; tutti ci identificano come cristiani, conoscono il nostro lavoro – ha dichiarato monsignor Agrelo – Credo che lo rispettino molto, e questo è il nostro modo di evangelizzare”.
“La nostra responsabilità è aiutare i nostri fratelli cristiani a incontrare i loro fratelli musulmani, imparando a conoscerli, rispettarli e amarli, senza alcun desiderio di proselitismo. Il nostro unico obiettivo è partecipare alla costruzione di un Marocco in cui i musulmani, gli ebrei e i cristiani siano felici di condividere la responsabilità di edificare un Paese in cui si possano vivere giustizia, pace e riconciliazione”. L'obiettivo dei musulmani invece, è non contaminare il proprio status di "unti di Allah" con gli infedeli. Lo dimostrano ovunque.
Detto questo
della libertà religiosa negata ai cristiani in Marocco (ma ovunque nel mondo islamico) non importa un fico secco a nessuno.
L'Europa si é messa il burqa e manco si sogna di protestare davanti ad una simile violazione dei diritti umani. Là nasci musulmano e tale devi restare, fino alla morte, i convertiti devono nascondersi e i credenti e rappresentati di altri religioni sono mal tollerati, quando non perseguitati.
Questo é l'islam, Bellezza e chiudere gli occhi davanti a questa realtà, trasformerà i nostri Paesi, in stati a maggioranza musulmana, con tutto quel che ne consegue, sui diritti VIOLATI e NEGATI di donne e omosessuali e gravi limitazioni alle libertà individuali, compresa quella di religione.
Orpheus

17 maggio 2010

L'arroganza islamica non ha ritegno: una mega-moschea a ground zero


Una moschea da 100 milioni di dollari a pochi passi da Ground Zero.
Là, dove l'integralismo islamico, ha causato migliaia di morti, gli islamici vogliono piantare la loro "bandiera di conquista", con il chiaro significato di dimostrare la loro supremazia sull'imbelle Occidente.
Nemmeno un briciolo di rispetto per chi ancora piange i morti carbonizzati delle Torri Gemelle, l'arroganza e il disprezzo islamici sono talmente sconfinati, da non fermarsi nemmeno davanti al dolore di migliaia di famiglie.
Ovviamente l'indegno progetto della "American Society for Muslim Advancement" (Società americana per la promozione della religione musulmana) ha sollevato polemiche e scatenato le ire dei parenti delle vittime.
Oltre ad una delle moschee più grandi dell'Occidente nell'edificio di 13 piani, che un tempo ospitava i grandi magazzini della «Burlington Coat Factory» e che fu seriamente danneggiato dagli attentati del 2001, dovrebbe essere presente anche una piscina, un teatro e un centro sportivo. La struttura, a soli 200 metri da Ground Zero, sarebbe il fiore all'occhiello di un'iniziativa molto più ampia ribattezzata «progetto Cordoba» che secondo i suoi ideatori avrebbe un'unica finalità: avvicinare il mondo musulmano all'Occidente.
Bel modo di avvicinare l'Islam all'Occidente, calpestando i sentimenti e il ricordo di migliaia di morti, sacrificati in nome di Allah.
Detto questo non sfugge, che dove prima svettavano le Torri Gemelle, simbolo della potenza occidentale, adesso ci vogliono costruire una delle più imponenti moschee per il culto islamico.
Una coincidenza, sarà...io la vedo come la mossa nemmeno troppo velata, dell'invasione che l'Islam porta avanti in Occidente, con il beneplacito dello stesso.
L'America è un paese con spazi enormi, perchè scegliere un luogo a così alto impatto emotivo e rappresentativo? Un luogo che ha un significato ben preciso, per gli islamici, la loro prima grande vittoria sui cani infedeli.
La seconda, se glielo permetteranno, sarà questa.
Orpheus


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5 maggio 2010

Quando il burqa è della mente


Amel è una bella tunisina di 26 anni, è quindi nel pieno della sua giovinezza, le ragazze alla sua età, escono, lavorano o studiano, vanno dal parrucchiere, in palestra, al ristorante, al parco, al cinema e in discoteca, si truccano, si vestono come vogliono.
Amel vive a Novara ed esce di casa SOLO UNA VOLTA ALLA SETTIMANA per andare in moschea, persino per la spesa, ci pensa il marito-padrone, e quando esce in quell'unica occasione, la sua prigione è fatta di stoffa, la giovane indossa il niqab, il velo nero che l'avvolge da capo a piedi, con un'unica feritoia per gli occhi, e guanti neri.
Durante una delle sue camminate per andare in moschea è stata multata come prevede l'ordinanza sindaco Massimo Giordano che vieta di girare coperte nei luoghi pubblici.
Ebbene Amel ha protestato perchè per questa violazione alla sua "libertà": "Io, nel mio Paese, vado vestita come voglio. Qui, invece, non capisco bene come mai se la sono presa proprio con me" (...) "Voglio la mia libertà".
Quale quella di vivere prigioniera in due stanze mal arredate, con un computer, sul quale cercare ricette i cucina?
Quale quella di negare la sua femminilità, persino la sua identità e vivere in totale dipendenza del marito-padrone?
Queste ragazze non indossano solo il burqa, lo hanno inculcato nella loro mente. Vengono plagiate, fin dalla più tenera età, per diventare schiave dell'uomo.
Inaccettabile sono tutti i punti di vista, in un paese che si reputi CIVILE.
Orpheus


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4 febbraio 2010

Turchia sepolta viva a 16 anni perchè forse "frequentava uomini"


Dacci Allah il nostro orrore quotidiano, l’ho già scritto e continuerò a ripeterlo fino a quando leggerò di donne sacrificate sull’altare dell’Islam più retrivo e inumano.

Medine Memi aveva 16 anni, solo 16 anni e ha fatto una fine orribile, sepolta viva nel giardino di casa, perché il padre e il nonno SOSPETTAVANO che frequentasse uomini.

Per un  solo sospetto hanno preso una vanga, hanno scavato una fossa di due metri, ci hanno buttato la povera Medine con i polsi legati e l’hanno ricoperta di terra.

Lei era viva e cosciente,  quando l’hanno seppellita viva, l’autopsia ha rilevato terra nello stomaco e nei polmoni, come ha dichiarato il responsabile dell'Istituto di Medicina legale della città Malatya, nell'Anatolia sud-orientale, dove è stato commesso il crimine. Il cadavere della ragazza era stato disseppellito nel giardino della casa dei suoi genitori lo scorso dicembre dopo che la sua scomparsa era stata denunciata un mese prima.

I delitti d'onore sono una piaga ignobile che affligge la Turchia, secondo un rapporto presentato lo scorso anno ad Istanbul da John Austin, membro britannico dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, almeno una persona a settimana è vittima di un delitto d'onore. E in tutto il Paese nel quinquennio 2003-2007 i morti per questo crimine sono stati oltre 1.100.

Quante ragazze come Medine ogni giorno muoiono senza che nessuno ne parli? Quante vite stroncate con furia, con cattiveria, con indifferenza? In nome di una religione che predica il separatismo fra i sessi, che sostiene che la femmina è inferiore all’uomo, che nega la sessualità della donna castigandone la bellezza,  sotto abiti informi, che ne cancellano anche l’identità,  che concede ai mariti il diritto di infliggere pene corporali alla propria moglie arrivando a consentirgli di sequestrarla in casa, persino legandola soltanto sulla base della sua volontà e al suo metro di giudizio.

Cose non persone.

Orpheus


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3 febbraio 2010

Arabia “inaudita”: 80 enne "sposa" bimba di 12 anni

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Quando scrivo che in molti paesi islamici vige la pedofilia di Stato, riferisco un semplice dato di fatto e sfido chiunque a smentirmi. Sfido chiunque a dimostrare che uno Stato che concede ad un adulto di sposare bambine dagli otto anni in su, non accordi la pedofilia a livello istituzionale, per altro già permessa e sancita nel Corano.

Quando scrivo che le donne sono trattate come animali, vessate, maltrattate e vendute come pecore, dico un’ ovvietà, che solo una bieca immoralità e parzialità, impedisce di vedere. Anche in questo caso non si tratta di casi isolati, ma di leggi che stabiliscono giuridicamente l'inferiorità e quindi  proprietà e la sottomissione di una categoria umana all'altra. 

Esiste altra forma di razzismo al mondo più bestiale e conclamata? No, eppure tutte le anime putride, che si riempiono la bocca, con il razzismo e i diritti umani, in questo caso tacciono o in alternativa balbettano infami giustificazioni.

Questo ennesimo caso dimostra la verità di quanto ho scritto fin qui.

Una 12enne è stata venduta (come fosse una cavalla da riproduzione) dal padre per 16.000 euro, ad un vecchio laido e pedofilo di 80 anni, e sottolineo ottanta, lasciando immaginare a chi ha lo stomaco forte, cosa possa provare,  un’innocente la cui femminilità sta sbocciando, nelle mani e nel letto di uomo che potrebbe essere il suo bis-nonno.

La madre della bambina all’inizio si è ribellata, osteggiando il destino che il padre-padrone e schiavista aveva inflitto a sua figlia. Poi, inaspettatamente la bimba “accetta” la volontà del suo aguzzino (chiamarlo padre disonora la categoria) e la madre ritira la denuncia.

Il perchè lo si legge poche righe più sotto: é stata denunciata da marito (incredibile, ma vero) e ha perso (o rischia di perdere) la custodia dell'altro figlio, più chissà quali barbare sanzioni. Per queste ragioni ha chiesto alla bambina di sacrificare la sua vita e la sua innocenza, e la bimba ha acconsentito, chiedendo in cambio, solo la possibilità di continuare a studiare. Si perchè in quei paesi, per una donna, anche poter studiare è a discrezionalità del maschio-schiavista e padrone.

Morale, chi tace davanti a questo scempio, chi volge lo sguardo dall'altra parte, é alla stregua di un laido 80enne che stupra e tortura una bambina di 12 anni.

Orpheus


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18 gennaio 2010

Turchia in Europa: No grazie, 12enne uccisa per aver scritto “ti amo”


Aveva 12 anni e per gioco ha scritto ad un compagno di banco “ti amo”, l‘indomani  si è inspiegabilmente “suicidata” sparandosi con il fucile del padre, come la sorella Necla anni prima.

In 5 anni sono state mille le donne e le ragazze uccise per “onore”, Nella sola Istanbul, la più “europea” delle città turche, almeno una persona alla settimana viene uccisa per “motivi d'onore”. A scriverlo è il quotidiano Radikal, che riporta i dati di un'inchiesta condotta dalla Direzione generale per la Tutela dei diritti umani della Presidenza del Consiglio dei ministri. Secondo il rapporto citato gli assassini, una volta condotti in prigione, sono considerati dei veri e propri eroi e non si pentono dei delitti commessi e spiega anche così l’aumento delle vittime, passate dalle 150 del 2002 alle 220 dell’anno passato.

Secondo me è in atto una radicalizzazione del paese, c’è una parte turistica, sbandierata sotto il naso dell’Occidente, per aver libero ingresso in Europa e poi c’è la vera Turchia, quella delle mille vittime innocenti e della persecuzione religiosa dei fedeli di altre religioni.

Non solo, il sangue del sacerdote cattolico Andrea Santoro è stato versato in questi tre anni, ma anche quello di due protestanti turchi nel 2007 e quello di un uomo d’affari cattolico tedesco, sentimentalmente legato a una donna turca, che nel luglio 2009 è stato ucciso per il fatto di essere cristiano.

E ancora due cristiani messi sotto processo con l’accusa di avere offeso l’Islam mentre parlavano della loro fede a tre giovani, un processo che lo stesso avvocato difensore ha definito una farsa, perché è emerso che i tre dei testimoni non conoscevano nemmeno i due imputati. Violenze, persecuzioni,  ritorsioni, la libertà religiosa in Turchia è un miraggio e la sua sbandierata laicità una solenne “bufala”.

Farla entrare in Europa, ben lungi dal combatterne la radicalizzazione, porterebbe unicamente, all’invasione dei paesi europei, da parte di estremisti religiosi, con tutto quel che ne consegue.

Orpheus


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9 gennaio 2010

Il Natale "islamic correct"....


“Non vi permetteremo di celebrare le feste”: questo è quanto minacciavano a gran voce nell’ultimo periodo alcuni gruppi di musulmani rivolti al vescovo egiziano Kirollos.
Minaccia mantenuta, a nulla é servito l'aver accorciato la funzione natalizia,  poco prima della mezzanotte un commando ha falciato a colpi di mitra un gruppo di fedeli della chiesa di San Giovanni a Nag Hamadi, vicino a Luxor (Egitto, non Pakistan o Arabia Saudita). Gli assassini hanno aperto il fuoco in modo indiscriminato sulla folla, provocando una strage: 7 morti e 9 feriti gravi, di cui tre gravissimi. La maggiore parte erano giovani e "rei" di essere cristiani, in un paese a maggioranza musulmana.
Un pretesto, respinto a viva forza dalla comunità copta, ha scatenato la strage, ma quel che è più grave, é che i cristiani sono stati lasciati soli, senza nessuna protezione da parte delle autorità. Ormai si é "alla guerra di religione, gli integralisti vogliono eliminare i cristiani nell'Egitto" ha denunciato il vescovo Kirollos.
In Egitto la costituzione garantisce la libertà religiosa in teoria, in pratica é impossibile costruire Chiese e persino riparare quelle esistenti, altrettanto é impossibile convertirsi al cristianesimo e veder riconociuta la nuova fede sui documenti.
Da notare e sottolineare perchè non di poca importanza, é il fatto che la Chiesa copta locale é antecedente all'islam, ergo, la religione di "pace" non accetta "rivali" e ogni occasione é buona per praticare lo "sport" islamico preferito, la caccia al cristiano.
Orpheus


20 dicembre 2009

Egitto: l’università di Azhar pubblica un libro che incita al linciaggio dei cristiani


Con i suoi quattrocentomila studenti, migliaia dei quali arrivano da un centinaio di paesi, l’università di Al Azhar rappresenta il “Vaticano sunnita” ed è l’ateneo più prestigioso dell’intero mondo islamico, si può quindi dedurre l’importanza che assumono le prese di posizione, riguardo alla libertà di religione, degli accademici di tale università.
Capita che Muhammad Imarah, membro del comitato scientifico di Al Azhar e dell’Islamic Research Academy dell’ateneo, abbia stilato un pamphlet, spacciato per “Rapporto scientifico”  che lancia un’accusa terribile contro i cristiani: si chiama “shirk”, idolatria ed è il peccato che l’islamismo considera il più imperdonabile da parte di Allah.
Il libello sostiene che la cristianità è “una religione politeista” e che per questo va combattuta. Il 25 giugno il libro ha ricevuto il via libera dell’università. E il quotidiano egiziano Al Destoor scrive che Al Azhar ha già annunciato di sostenere Imarah nel suo attacco al cristianesimo.
I cristiani d’Egitto vogliono portare in tribunale il libro di Imarah.
Il testo esce in un momento a dir poco esplosivo nelle relazioni fra cristiani e musulmani. Chiese assaltate, ammazzamenti di cristiani nelle strade e spesso anche le case in cui si prega clandestinamente sono bruciate. E’ in corso la liquidazione demografica della comunità copta.
Naguib Ghobrial, presidente della Egyptian Union of Human Right Organization, ha accusato Imarah di incitare al linciaggio.
Imarah accusa il cristianesimo di “takfir”, apostasia, di tradimento del monoteismo, e di essere “adoratori di idoli”. Il takfir è il marchio di sedizione per cui è stato ucciso il presidente egiziano Anwar al Sadat ed è stato perseguitato lo scrittore Salman Rushdie, è l’accusa per la quale sono stati giustiziati gli ambasciatori algerino ed egiziano in Iraq e prima di loro e con loro decine di migliaia di altri musulmani sono stati squartati nelle periferie di Algeri. Sempre dall’Università di Al Azhar, Suad Saleh, preside della Facoltà di studi islamici dell’ateneo, aveva legittimato con una fatwa la condanna a morte del neocristiano Hegazi perché non si era limitato ad abbandonare l’islam, «si è perfino fatto fotografare insieme alla moglie con in mano il Vangelo». Nella mistica takfir è lecito uccidere tutti gli “infedeli”, compresi i musulmani che non seguono la sharia. Persino i bambini, “perché non pecchino in futuro”.

Concludo con la solita domanda che ormai dovrebbe essere venuta a noia a chi mi legge, ma che non posso fare a meno di pormi, ogni volta che leggo dell’islam: “questa gente cresciuta e nutrita d’odio contro gli “infedeli” che predica l’uccisione persino dei bambini futuri, possibili peccatori, quanto e come potrà mai integrarsi nei nostri paesi, e quanto, invece per colonizzarci e sottometterci in nome di Allah? Un giovane che si laurea ad Al Azhar potrà mai avere rispetto per la noi e la nostra religione? NON credo.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 20/12/2009 alle 0:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

9 dicembre 2009

Emilia Romagna "rossa" del sangue degli agnelli sgozzati


Nella provincia di Bologna, durante l' Id al-adha, la festa del sacrifcio, in tre giorni gli islamici hanno sgozzato e sacrificato ad Allah oltre 1.000 agnelli. L'hanno fatto nella maniera barbara prevista dal corano, lasciando le povere bestiole ad agonizzare, dopo avergli squarciato il collo con un coltello...tutto questo mentre la Svizzera diceva NO ai minareti, nella regione dei "fini" progressisti, dei "sensibili" animalisti, quelli che lordano di vernice rossa le pellicce delle "sciurette", é andata in onda una sarabanda di sangue e sofferenza.
Da decenni, è in corso una feroce polemica, non solo con gli animalisti, ma anche con  le persone comuni dotate di buon senso, le quali gradirebbero che chi viene ad abitare nella nazione italiana rispettasse le nostre normative.
Due fonti autorevoli hanno svelato che nel bolognese amministratori comunali, provinciali e dirigenti dell’Asl si sono accordati per offrire ai musulmani, non solo mattatoi adeguati, ma con eccesso di zelo e magnanimità, hanno fatto molto di più. Oltre ai mattatoi, per sgozzare in pace pecore e capre gli amministratori hanno concesso agli islamici di fare scintillare le lame in aree all’aperto che sono state attrezzate per l’occasione. La loro ubicazione non è stata rivelata per ragioni di ordine pubblico, ma si parla anche delle aree da picnic a margine di autostrade e tangenziali. La prima fonte, mai smentita, è un articolo comparso il 25 novembre scorso sulle pagine bolognesi di Repubblica, a firma Antonella Cardone. La seconda fonte è di due giorni fa. Stella Borghi, presidente Enpa e Amici della terra di Reggio Emilia mi fa pervenire copia di una lettera indirizzata all’assessore bolognese Bissoni in cui chiede risposta scritta alla seguenti domande: 1) se la macellazione in aree pubbliche all’aperto, al di fuori dei mattatoi, trovi riscontro nel dettaglio legislativo attuale; 2) quali garanzie per l’ambiente siano state assicurate, stante la macellazione all’aperto in zone pubbliche, con particolare riferimento allo smaltimento dei rifiuti organici, sangue in primis, con quali autorizzazioni e quali controlli ex ante e ex post macellazione.
Se si chiama l'Asl di Bologna per delucidazioni ci si fa notte al telefono, e poi giorno e poi ancora notte...

Ho una sola domanda in particolare rivolta al nuovo paladino degli immigrati, Gianfranco Fini, stante che questi "macellai" lavorano e sono in regola con il permesso di soggiorno, è GIUSTO dare a questi barbari sgozzatori di animali diritto  di voto?
E' civile?
E che accadrà quando i sopra menzionati "macellai" avranno il sopravvento sulle nostre leggi, GRAZIE alle nostre leggi: festeggeremo anche noi Id al-ahda sui nostri terrazzi e balconi?
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 9/12/2009 alle 20:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa

24 novembre 2009

Barbie in burqa


Per il 50e anniversario della Barbie, una vendita si tiene in Italia una vendita all'asta. Fra i modelli presentati, anche delle Barbie vestite con il burka.
“Penso che sia molto importante che le bambine, ovunque siano, possano giocare con una Barbie che dà loro la sensazione di rappresentarle, questa la "strabiliante" dichiarazione di Angela Ellis, proprietaria della collezione.

La superficialità occidentale nell'approcciarsi alla condizione dei diritti della donna nei paesi islamici, é spaventosa.
C'é chi crede che "burqa é bello" o che lo considera un capo di vestiario" estroso" che le donne musulmane indossano con grande piacere. Ma dal paese del burqa per antonomasia, l'Afghanistan, i racconti che ci giungono sono orribili per la crudeltà e la ferocia contro il genere femminile: sono storie di segregazione, violenze sessuali anche in tenera età, torture e abusi di ogni genere, mutilazioni. Al punto che le donne in quei paesi preferiscono cospargersi di benzina e darsi fuoco, é un inferno che dura pochi minuti, quasi una liberazione se confrontato all'inferno in cui hanno vissuto tutta la loro vita.
“Mi sono data al fuoco perché i miei genitore mi torturavano, mi picchiavano sempre. Non avevo altre scelte che il fuoco per sfuggire da loro. Avevo 10 anni quando sono stata sposata.„ racconta una giovane ragazza.

“Avevo 7 anni quando mi sono sposata, ma non ho avuto bambini prima dei miei 12 anni. Sono madre di quattro ora. Mio marito è un tossicomane…„ racconta un'altra ragazza ustionata.

Sotto il regime talibano, le donne non avevano i diritti di lavorare né di studiare, ma oggi, otto anni dopo la loro "ritirata", le donne continuano a soffrire. I gruppi di difesa delle donne dicono che le violenze domestiche e le discriminazioni sono frequenti e le donne non hanno generalmente accesso alla giustizia. Il divorzio è raramente possibile in un paese in cui l'80% delle donne è costituito da illetterate.
Di più la giustizia islamica in vigore in Afghnistan favorisce gli uomini. Una donna deve potere provare che suo marito non soddisfa i suoi bisogni vitali su un periodo sufficientemente lungo o che abusa di lei al punto da mettere la sua vita in pericolo. Ha anche bisogno di testimoni e deve chiedere l'accordo del suo coniuge per divorziare. Inoltre, non avrà probabilmente la custodia dei suoi bambini, ed è spesso ciò che conduce le donne al suicidio.
Ecco ditemi voi, quale ragazzina sana di mente, desidera sentirsi rappresentata da tutto questo orrore. Per noi donne occidentali libere e fortunate, una bambola con il burqa é un "gingillo" stravagante, ma per le donne musulmane, che il burqa lo pagano sulla propria pelle, con sofferenze atroci, é il simbolo del loro inferno quotidiano.
Orpheus 


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permalink | inviato da Orpheus il 24/11/2009 alle 19:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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