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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
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ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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3 dicembre 2010

In barca con il boss? Non era Briatore, ma il figlio di Ciampi

 
Il Fatto quotidiano diretto da Antonio Padellaro ha pubblicato l’anticipazione di un libro-intervista alla prima moglie di Flavio Briatore titolando “Quando Mr. Billionaire frequentava i mafiosi” e si è beccato una querela dal diretto interessato.
Il Fatto si scandalizzava per la presunta frequentazione da parte di Briatore alla fine degli anni Ottanta di due personaggi: Gaetano Corallo, il re del casinò delle Antille e Rosario Spadaro, re degli hotel delle Antille. Erano loro i mafiosi individuati dal Fatto, e Briatore ha querelato perché sostiene di non averli mai frequentati.
In effetti i due personaggi frequentavano all’epoca il bel mondo. Non la famiglia Briatore, però. Si trattava della famiglia Ciampi. E in particolare del rampollo di Carlo Azeglio, Claudio, che all’epoca era dirigente dell’ufficio di New York della Bnl, in mezzo a mille polemiche per non avere controllato la filiale di Atlanta ed evitato lo scandalo internazionale dei fondi all’Iraq.
Ciampi jr aveva rapporti strettissimi con Spadaro, tanto da essere stato intercettato dall’Alto commissario antimafia, Domenico Sica (le carte sono ancora in archivio) numerose volte al telefono con lui e nell’estate del 1989 addirittura mentre erano insieme in barca. Un missino dell’epoca, il barone Tommaso Staiti di Cuddia, presentò una interrogazione parlamentare che fece molto rumore, ipotizzando che nelle Antille con Spadaro fosse finito anche il governatore della Banca di Italia, Carlo Azeglio Ciampi. In effetti nelle telefonate con Ciampi jr c’erano numerosi riferimenti di Spadaro a un imminente incontro con “il Governatore”. Interrogati poi i due sostennero che il riferimento era al Governatore della isola di Sant Marteen. Ciampi jr per diradare le ombre che si addensavano sul padre ammise la frequentazione con Spadaro, prima sostenendo “non ho letto da nessuna parte che Spadaro sia stato giudicato colpevole di qualche reato”, poi aggiungendo: “Rosario è cliente della Bnl da molti anni, più di dieci. Siccome io mi occupo dell’area commerciale, mi sembra naturale che io abbia contatti con lui. Credo non sia reato e tantomeno peccato andare in barca con qualcuno..”. Spadaro è stato arrestato due volte. Nel 1993 dalla polizia olandese nelle Antille per un’inchiesta sulle tangenti. Nello stesso anno è stato indagato dalla procura di Messina per traffico internazionale di armi. Nel 2005 Spadaro è stato arrestato una seconda volta per ordine della procura antimafia di Reggio Calabria nell’ambito dell’inchiesta “Gioco d’azzardo”. Reati che non hanno portato al momento a condanne in via definitiva. Resta il fatto che Spadaro in barca andava con il figlio di Ciampi e non con Briatore. Banale particolare che però insieme a quelli ben più seri e sostanziosi che emergono fra i segreti dell’attività del governo Ciampi nei confronti della mafia, racconta una storia assai diversa dalla favola ufficiale narrata. da Bechis

Due considerazioni la prima è che i legami oscuri fra quel governo e la criminalità organizzata sono sempre più evidenti.
Gli scheletri di certi personaggi NON si tirano fuori dagli armadi, come (il "tonno" ) Dottor Palamara ha appena ribadito  in relazione alle dichiarazioni di Conso:"Non parliamo più di cose di 17 anni fa su cui il giudizio spetta alla storia. Serve invece una politica attenta alle questioni attuali".
A parte che ripulire la classe politica da eventuali infiltrazioni mafiose, è SEMPRE ATTUALE, la posizione del Dottor Palamara è leggermente contraddittoria, considerato che le Procure di mezza Italia "si affannano a riscrivere la storia dei primi anni '90 nel tentativo di dipingere l'attuale maggioranza come il frutto di un romanzo criminale e i magistrati titolari di tali inchieste scrivono libri, appaiono in tv e rilasciano interviste".
Aggiungo che Mangano l'eroe number one dei professionisti dell'Antimafia a parole, è stato stalliere ad Arcore dal 1973 al 1975, quini 35 anni fa! Eppure è la punta di diamante dei suddetti signori.
"Evidentemente per Mr Palamara "quando c'è la possibilità di accusare Berlusconi e il suo partito, magari grazie a qualche pentito a orologeria, ritiene legittima ogni attività e ogni approfondimento. Quando invece dichiarazioni di autorevoli esponenti istituzionali dell'epoca sembrano condurre in tutt'altra direzione bisogna far calare il silenzio e lasciare tutto agli storici del futuro".
Viene da pensare che chi si comporta così, come minimo,  si rende complice (in)volontario della mafia, n'drangheta e Camorra.
E a buon intenditor poche parole.
Orpheus
 




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permalink | inviato da Orpheus il 3/12/2010 alle 17:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

29 novembre 2010

Ciampi e Scalfaro si fecero scappare anche "Sandokan" il boss di Gomorra


Copio e riassumo un interessante articolo di Bechis sul torbido "patto" fra lo Stato e la criminalità organizzata, denuciato da Conso, che però ha sofferto di qualche piccola amnesia.
Aggiungo una nota, il Clan dei Casalesi è stato praticamente azzerato dal Governo Berlusconi, con 22 operazioni durante le quali sono stati arrestati più di 300 componenti e affiliati al Clan dei Casalesi, fra cui i super latitanti e boss: Raffaele Diana, Franco Letizia, Raffaele Maccariello,Nicola Panaro, Carmine e Nicola Zagaria, Antonio Iovine. Beni sequestrati per quasi 2 miliardi di euro.
Un caso? Sarà, ma intanto prima di Maroni, pur con le stesse forze dell'ordine e la stessa magistratura non é mai stata sferrata a tutt'ora, una simile offensiva contro la criminalità organizzata.
Sicuramente non la si combatte facendo i favori, illustrati nel pezzo di Bechis.
Il capo del clan dei Casalesi, Francesco Schiavone, protagonista principale delle vicende di Gomorra, scrisse nell’agosto del 1993 al presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro chiedendo la revoca del regime carcerario duro previsto dal 41 bis, per lui e per altri tre boss della camorra.
 La lettera di Schiavone fu resa pubblica l’11 agosto di quell’anno, poche settimane prima che il ministro della Giustizia Giovanni Conso firmasse la revoca del carcere duro per 140 boss mafiosi. E’ un nuovo inquietante particolare che emerge fra le pieghe di quell’anno oscuro in cui il governo presieduto da Carlo Azeglio Ciampi (chiamato “governo del Presidente” anche perché voluto fermamente da Scalfaro) accettò di fatto le condizioni che la criminalità organizzata aveva dettato nella stagione degli attentati e delle stragi. Per Schiavone in realtà non ci fu bisogno di quella revoca, perché fu la magistratura dell’epoca ad alleggerire la condizione carceraria del capo del clan dei Casalesi. Il 17 ottobre del 1993 infatti i giudici della Corte di Appello di Napoli presero la clamorosa decisione di alleggerire la sua pena già comminata nell’attesa dei processi chiave ancora in corso (per cui sarebbe stato poi condannato all’ergastolo), SCARCERANDOLO e limitandosi a firmare un provvedimento di sorveglianza speciale per tre anni.
Il giorno stesso della scarcerazione Schiavone si è reso latitante.
E così proprio mentre si apprestava a firmare la resa alle condizioni imposte dalla criminalità organizzata il governo Scalfaro-Ciampi-Conso si fece sfuggire di mano uno dei più pericolosi camorristi esistenti, il capo del clan dei Casalesi.
Resta ancora un giallo per altro la ragione per cui l’allora ministro della Giustizia, Conso, firmò quell’anno come guardasigilli di Ciampi due provvedimenti di maxi-revoca del 41 bis a boss della Camorra e della mafia. Il primo fu il 14 maggio e riguardò 140 detenuti delle carceri di Secondigliano e di Poggioreale. Il secondo avvenne il 5 novembre e alleggerì la condizione carceraria per 140 detenuti del carcere palermitano dell’Ucciardone.
Davanti alla commissione antimafia guidata da Beppe Pisanu l’ex ministro della Giustizia del governo Ciampi ha ricordato soltanto il secondo provvedimento di revoca del regime carcerario duro ai boss, dimenticando il primo. E ha sostenuto di averlo adottato in segreto e in solitudine, per verificare se quel segnale di disponibilità fosse utile a mettere fine alla stagione stragista di Cosa Nostra. Conso però ha omesso molti particolari di quell’anno emersi anche documentalmente nelle ore successive. A parte il primo provvedimento di revoca, esisteva anche un verbale del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico in cui prima l’ex capo della polizia, Vincenzo Parisi (legatissimo a Scalfaro) e poi l’allora direttore delle carceri italiane, Nicolò Amato, proposero l’abolizione o l’attenuazione del carcere duro per i mafiosi. La commissione antimafia ha per questo deciso di riconvocare Conso insieme ad altri esponenti delle istituzioni dell’epoca (Nicolò Amato e Ciampi).
Fra i testimoni dell’epoca è probabile che venga sentito anche l’allora capo della Dia, prefetto Gianni De Gennaro. Anche perché poche settimane prima del provvedimento di clemenza ai boss mafiosi firmato dal governo Ciampi proprio De Gennaro concesse a La Stampa una allarmatissima intervista così titolata: “Dopo le stragi Cosa Nostra punta al golpe”. De Gennaro così lesse stragi e attentati di quell’estate: “I boss potrebbero essersi convinti che il terrore sia l’unica strada per invertire la tendenza contraria, fidando nell’effetto paura per fiaccare il consenso sociale alla linea governativa. Ma le finalità sono anche di natura più concreta e immediata, per esempio quelle di fare modificare l’atteggiamento istituzionale, cambiando alcune norme di recente emanazione. Una di queste- non l’unica- mi pare possa essere l’articolo 41 bis che regola le modalità di detenzione per i mafiosi. La carcerazione differenziata mette in crisi Cosa Nostra: il mafioso finalmente non comunica con l’esterno e, soprattutto, perde l’aureola di onnipotente anche fra le sbarre. Non è un caso che fra gli attentati sventati ve ne sia uno che stava per essere attuato contro 14 agenti di custodia di Pianosa. Se Cosa Nostra voleva reagire, è segno che il 41 bis non le piace”.
Quindi poche settimane prima della seconda clamorosa calata di braghe di fronte ai boss mafiosi da parte del governo Scalfaro-Ciampi-Conso il direttore della Dia aveva chiesto semmai di non mollare sul 41 bis, spiegandone semmai la grande efficacia. Diventa ancora più misteriosa allora la scelta del governo dell’epoca.
Orpheus

22 novembre 2010

L'unica "trattativa" fra Stato e mafia fu sotto il Governo Ciampi


Questa è una di quelle notizie alla quale chissà come mai, la nostra stampa "libera" preferisce non dare risalto. Da anni si riesuma il cadavere di Mangano, in certi ambienti più amato di Padre Pio, si butta fango su Berlusconi e i suoi elettori, si parla della trattativa fra la mafia e Forza Italia, che con il tramite di Dell’Utri, avrebbe soddisfatto il  “papiello”, nel quale si chiedeva la fine del carcere duro.
Or bene, direttamente dalla voce di Giovanni Conso, ministro della giustizia dell’epoca, si apprende che quella misura, il 41 bis, fu disapplicata dal governo Ciampi nel 1993. La giustificazione di Conso: lo facemmo per evitare altre stragi.
Colui che ha redatto il documento della revoca, su insistenze del Viniminale, fu Nicolò Amato, all'epoca direttore del Dap, dopo tale incarico,  è diventato l'avvocato di Vito Ciancimino. Quando si dice le coincidenze!
 Come minimo, tutto ciò significa che lo Stato nel '93 si calò le braghe davanti alla mafia, invece di combatterla, favorendola, visto che ne usufruirono ben140 mafiosi.
E' la la prima volta che un ex ministro si assume la responsabilità politica di una scelta presa per andare incontro ai diktat di Cosa nostra, eppure non sembra che tale notizia, abbia colpito al pari del rivoltante monologo di Saviano o delle recente querelle fra la Carfagna e la Mussolini.
Al contrario un altro ministro, questa volta del Governo Berlusconi, il leghista Castelli, ha voluto rendere permanente la validità dell’art. 41 bis. In tal senso si orientò il Parlamento che con la legge 23/12/02 n. 279 approvava le proposte governative aggiungendo appunto la validità permanente dell’art. 41 bis la cui vigenza non ha quindi attualmente più alcun limite temporale.
E il Ministro Maroni, un altro leghista, in questa legislatura ha messo a punto il "modello Caserta" che ha inferto duri colpi alla criminalità organizzata:
sono stati arrestati 6.754 "mafiosi", tra cui 28 latitanti di "massima pericolosità", sono stati sequestrati o confiscati 35.601 beni per quasi 18 miliardi di euro. Secondo i dati del Viminale, gli arresti dei mafiosi durante il governo attuale sono superiori del 34% rispetto al periodo precedente (formula che sembra indicare i due anni di governo Prodi). Quelli di latitanti (410) ben del 51%, mentre per i beni sequestrati l'aumento è addirittura del 295%.
E davanti a questi fatti ed evidenze, Saviano ha puntato il dito contro la Lega, piegando alla faziosità politica l'importanza della lotta alla  mafia e la verità storica, con buona pace di tutti i parenti delle vittime che ancora piangono i loro morti.
Uno spettacolo rivoltante.
Consiglio anche la lettura di questo articolo di Giacalone, sulla attendibilità di certi magistrati impegnati nella "lotta" alla mafia.
Orpheus


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28 aprile 2010

Mafia, camorra e n'drangheta fra applausi e indifferenza


Volevo scrivere un pezzo su ciò che è successo a Reggio Calabria, in occasione dell'arresto di Giovanni Tegano un assassino, condannato all’ergastolo in via definitiva, latitante per diciassette anni, ed esponente di spicco della ‘ndrangheta calabrese, ma non ne ho avuto il tempo.
Riporto quindi l'ottimo articolo di Davide Giacalone.


Siamo l’unico Paese europeo ad avere questo triste e vergognoso primato.
Se volete capire perché, guardate le immagini dell’arresto di Tegano, con la gente che anziché applaudire lo Stato applaude il criminale.
Evitiamo generalizzazioni e speculazioni, non c’era Reggio Calabria ad applaudirlo. Moltissimi cittadini calabresi la pensano assai diversamente. Ma è anche vero che non si resta latitanti per diciassette anni, come avviene anche ai mafiosi in Sicilia, senza il favore del tessuto sociale, e se c’è chi è andato a festeggiare l’assassino non c’è stato chi ha sentito il bisogno di isolare e condannare quella forma di complicità. La donna che urlava, definendo il delinquente quale “uomo di pace”, può anche darsi sia un’esaltata, ma il resto della città, comprese le forze politiche, vive nella depressione, se non ha trovato la forza di reagire platealmente.

In vaste, troppo vaste, aree del meridione il rischio è sempre lo stesso: che a fronte di una fiorente economia criminale, che sottrae territorio e popolazione alla sovranità dello Stato, vi sia una grande parte della cittadinanza che vive la situazione con indifferenza, e a questo si aggiunge una minoranza politica che della falsa antimafia fa esercizio professionale e speculativo, come ricordavamo ieri a proposito dei fatti palermitani. Come accade nelle aree dove dominano i cartelli colombiani della droga, fra la miseria collettiva e la corruzione istituzionale, i capi della criminalità sono vissuti quasi come benefattori della municipalità, comunque garanti della stabilità. Se con loro si sa convivere, se si pensa la propria vita come speranza di guadagno, non importa se regolare, e aspirazione al consumo, si può nascere, crescere e morire senza avere sentito il bisogno di combatterli.
Ma lo Stato non può e non deve accettare la convivenza, perché coinciderebbe con la propria morte. C’è un’ampia pubblicistica che, oramai, ha raccontato la realtà della ‘ndrangheta,
non siamo autorizzati a non sapere, e a nessuno può essere consentito credere che con questa roba si possa convivere senza mettere a repentaglio l’intera convivenza civile.
Non siamo neanche autorizzati a credere che sia solo un problema dei calabresi, perché la ‘ndrangheta ricicla e riutilizza il denaro nelle imprese di costruzioni in giro per l’Italia e l’Europa, come nella ristorazione e tanti altri settori. E’ un problema di Milano, insomma, tanto quanto di Reggio Calabria. Ma è nella seconda città che, ieri, hanno applaudito, e questo pone un problema non occultabile, non riducibile, non accettabile.
Lo Stato indirizza al sud molta spesa corrente, destinata a finanziare attività improduttive. Quella spesa ha avuto un ruolo assistenziale, oggi ne ha uno corruttivo. Corrompe l’anima, ancor più che le tasche.
Quella spesa genera, al sud, la peggiore giustizia d’Italia, che è la peggiore del mondo civile. Finanzia la peggiore scuola, offendendo ragazzi che figurano sempre in fondo alle classifiche europee. Il bilancio è fallimentare. Va raddrizzato con durezza, richiamando lo Stato al suo inderogabile dovere: stabilire il dominio della legge e mantenere l’ordine. Deve farlo con la forza. Della legge, ma anche quella armata.
Oggi sarebbe un errore mettere quegli applausi sul conto di tutti i calabresi, nella quasi totalità estranei. Ma ieri fu un errore descrivere l’attentato alla procura di Reggio Calabria come il frutto dell’azione repressiva dello Stato. Molti scrissero: finalmente si fanno i sequestri, e le cosche reagiscono. Poveri illusi, o pessimi collusi con le versioni di comodo. La "bomba" era un messaggio, non un attentato. Lo scrivemmo subito. Arrestare gente come Tegano è l’unica risposta accettabile. C’è da sperare che sia solo l’inizio.
Come Giacalone penso, che la criminalità organizzata al sud è ben radicata perchè gran parte della popolazione é "inerte", quando non collusa con la stessa.
Ricordo che andai in Calabria proprio dopo la liberazione di Marco Fiora, e nel paese dove andavo, si diceva che a Ciminà tutti sapevano, dove è stato tenuto prigioniero il bambino, incatenato per 18 lunghi mesi. Nessuno ha parlato.
In quei paesini di 4 gatti, dove tutti sanno tutto di chiunque...beh...è impossibile non sapere chi sono i delinquenti e che cosa fanno. Spesso le parentele si incrociano e anche gli interessi. L'omertà copre tutto.
Gli applausi a Tegano sono il risvolto plateale di una realtà, purtroppo ancora presente al sud.
Orpheus




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permalink | inviato da Orpheus il 28/4/2010 alle 19:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

20 febbraio 2010

La gomorra ROSSA: la sinistra e i legami con i casalesi


Provate a immaginare se i fatti e i personaggi riportati in questa inchiesta riguardassero il centrodestra anziché il centrosinistra.
Pensate quali inchieste, quanti processi, quali e quanti scoop di giudiziaria, e che battaglie politiche e performance editoriali sul «terzo livello» politico in raccordo coi clan dei Casalesi.
Già, perché se un parlamentare di centrodestra conosce un tipo che a sua insaputa è un camorrista, o lo diventerà in seguito, automaticamente è un camorrista pure lui. Idem se ha partecipato a un pranzo con trecento persone dove c’era un mezzo boss, se è stato testimone di nozze di un affiliato a una «famiglia» casertana, se aveva un parente implicato in procedimenti per associazione mafiosa, se era in una giunta sciolta per infiltrazioni criminali, se da amministratore pubblico ha dato lavoro a società delle cosche.
Ciò che vale per la destra, non vale per la sinistra.
Se si dovesse ragionare alla giustizialista maniera, si rovinerebbero svariati esponenti del Pd che in questa terra vivono e fanno politica. E che, fino a prova contraria, sono da considerarsi al di sopra di ogni sospetto perché innocenti e perché nessun velinaro di procura ha avuto mai da ridire su determinate frequentazioni e modalità di comportamento che, al contrario, agli avversari politici non vengono perdonate. I riferimenti, anche processuali, ai vari parlamentari del Pdl Landolfi, Cosentino, Bocchino, Centaro eccetera non sono affatto casuali. E nonostante taluni siano additati come gli «onorevoli» dei Casalesi, al maxi-processo Spartacus, quello che ha sviscerato ogni dettaglio dei singoli clan, nessun accenno vi è nei loro confronti. Per la cronaca non c’è nemmeno il sottosegretario Nicola Cosentino, ininterrottamente indagato dal 1990.

Basta qualche esempio per dare l’idea.
A pagina 223 di Gomorra lo scrittore Roberto Saviano dedica parole affettuose all’unico politico che si sente di menzionare, Lorenzo Diana, già parlamentare Ds ed esponente della commissione Antimafia, vincitore del Premio Borsellino 2008. Un uomo coraggiosamente contro la camorra, che nel lontanissimo biennio ’79-’80 è stato assessore a San Cipriano d’Aversa accanto a Ernesto Bardellino (fratello del superboss Antonio, capo della Nuova Famiglia, unico camorrista ad essere ammesso alla corte di Cosa Nostra) e a Franco Diana (detto «Francuccio ’o boxer», affiliato e ucciso in cella). Di questa vicinanza politica e di presunti coinvolgimenti di suoi parenti in gravi reati ha fatto cenno in un’interrogazione parlamentare rimasta senza risposta il senatore Emiddio Novi.
Fosse capitato a Cosentino, sarebbe già ad arrostire al rogo.
E che dire di quel che accade da sempre a Pignataro Maggiore, con l’ex sindaco Giovangiuseppe Palumbo, Pds, legato a Diana, marito della nipote del boss del paese Vincenzo Lubrano, mandante dell’omicidio del giudice Imposimato e parente di Raffaele Lubrano ucciso in una faida di camorra nel 2002?

(...)
E ancora, se ci si volesse impegnare a distruggere una brava persona come l’onorevole Pina Picierno, responsabile nazionale della legalità per il Pd, basterebbe ricordarle alcune vecchie vicende riguardanti lo zio che al matrimonio volle come testimoni di nozze il capocamorra Lello Lubrano e Rosa Nuvoletta, figlia di Lorenzo, il mammasantissima di Marano.


Ma se queste rivelazioni hanno lo stesso peso di quelle di Travaglio nei confronti di Schifani e di Berlusconi (Mangano), sulle quali però Marconiglio ci ha costruito la sua fortuna,  affibbiando al centro-destra l'aurea della parte politica mafiosa (anche se lui ci va in vacanza con i mafiosi), ci sono altri fatti che non sfiorano certi politci del Pd, ma li coinvolgono pesantemente.
E' il caso di  Alessandro De Franciscis, ex presidente del Pd nella zona di Caserta
uno che nel 2005 è riuscito nell’impresa di sconfiggere l’uomo politico che avrebbe dovuto avere in mano tutti i voti dei clan e che invece ha perso miseramente al primo turno: sempre lui, Nicola Cosentino.
Al di là dell’inquietante frase di De Franciscis scovata dal Giornale fra i brogliacci dell’inchiesta della procura coordinata dal suocero dell’ex presidente della Provincia casertana, inchiesta sul Prg di Casagiove («Antonio, naturalmente tu adesso mi ricambi il favore con la camorra di Casale...») quel che obiettivamente meriterebbe attenzione sono i 400mila euro d’appalti finiti a una società (la Generale Impianti) riconducibile alla famiglia di Giuseppe Setola, non uno qualunque, ma il capo indiscusso dell’ala stragista dei Casalesi. Su questo filone l’ex assessore di De Franciscis, Fernando Bosco, da una settimana è indagato per abuso d’ufficio aggravato dall’articolo 7 (metodo mafioso).

La stessa ditta, e lo stesso riferimento sanguinario, hanno spopolato anche nel vicino comune di Calvi Risorta guidato dal sindaco Pd Giacomo Zacchia, aggiudicandosi anche qui appalti per migliaia di euro. E ancora, seguendo lo sputtanamento giustizialista, si potrebbe colpire facilmente il sindaco Pd di Gricignano d’Aversa (impallinato da tre pentiti), oppure il parlamentare dell’Idv, Franco Barbato, che ha chiesto al ministro Maroni una scorta per Gaetano Manna, un personaggio già segnalato dai carabinieri, discusso per alcune sue disavventure, ritratto qui a sinistra, in foto, insieme all’assassino del fratello del giudice Imposimato.

Ecco un po' di fango, che prospera a sinistra. Forse é per questo che razzolano con tanta gioia nei presunti scandali sessuali dei politici di centro-destra, ci vivono nella melma, quotidianamente.
Ma il top lo raggiungono certi elettori, quando dicono che di questo indegno porcilaio la "sinistra ne fa una questione di principio con forti dissensi" ...sarà ma intanto tutti rimangono al loro posto (Bassolino in primis), e la camorra ingrassa....
Qui l'articolo per intero, che ho riassunto, che consiglio di leggere.
Orpheus




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permalink | inviato da Orpheus il 20/2/2010 alle 9:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

10 gennaio 2010

Quando la mafia non fa notizia: 5000 i morti per cui nessuno si straccia le vesti…


Cinquemila gli italiani uccisi da cosa nostra, a cui vanno aggiunti i morti ammazzati dalla 'ndrangheta, dalla camorra e dalla sacra corona unita. La maggior parte,  vittime innocenti, tutori dell’ordine, magistrati, commercianti e imprenditori che hanno denunciato i taglieggiatori, parenti di pentiti, persino bambini di 11 anni, donne e ragazzine capitate nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Puglia, Campania, Calabria e Sicilia , quattro regioni tenute sotto il tacco della criminalità organizzata da quando questa è nata. Italiani senza lavoro e/o sfruttati, costretti ad abbandonare il proprio paese e la propria casa.
Chi apre un’attività in un paese controllato dalla mafia, sapendo di dover sottostare al suo ricatto? Nessuno, solo un matto lo fa.
Italiani avvelenati dai rifiuti tossici che le mafie locali disseminano per le campagne, territori avvelenati da ogni genere di schifezza. Strade costruite con materiali scadenti. Strutture che crollano come la Casa dello studente in Abruzzo, perché costruite male. Inchieste su inchieste che finiscono in nulla.
Eppure tutto questo "male" non smuove né i media, né la riprovazione del solito politico buonista, forse perché i meridionali onesti, non imbracciano spranghe e bastoni e vanno a distruggere case di inermi cittadini.
Solo adesso tutti si accorgono della 'ndrangheta” e tutti scendono dal pero, perché gli sfruttati sono una manciata di migranti, i quali stanchi di essere sfruttati se la sono presa, con altri poveri diavoli, a loro volta vittime, da sempre della criminalità organizzata. E, si può tranquillamente, affermare “cornuti e mazziati”.
In regioni problematiche come la Calabria, aggiungere il problema di un’immigrazione che non si integra, è come buttare benzina sul fuoco.
Le amministrazioni locali, sicuramente invischiate con la criminalità organizzata, hanno permesso che migliaia di immigrati, fossero sfruttati,  li hanno fatti vivere in situazioni degradanti, alimentando il malcontento degli immigrati e quello degli autoctoni,  che mal sopportavano le “abitudini” degradanti di tanti loro (per altro abitudini che hanno anche al nord).
Io trovo questa repentina ed effimera attenzione verso la 'ndrangheta INDECENTE, perché finalizzata ad assolvere la violenza INGIUSTIFICABILE degli immigrati, domani al sud la gente continuerà a morire per manoo per causa della criminalità organizzata, ma cadrà il solito velo omertoso o indifferente, il silenzio che permette alle mafie di vivere e prosperare.
Parliamone sempre, e non solo quando fa comodo, risanare il Sud sarebbe una vittoria di tutti gli italiani e tutti ne avrebbero giovamento.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 10/1/2010 alle 21:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

30 novembre 2009

Padrini mafiosi, figliocci politici e professionisti dell’antimafia


La vulgata sinistra vuole Berlusconi mafioso e Mediaset inquinata dai tentacoli della Piovra, così ha scritto Repubblica, beccandosi l’ennesima querela di Marina Berlusconi.
Ma Repubblica e le anime belle dell’antimafiosità di partito, non spiegano troppe cose: per esempio come mai questo governo mafioso è quello che ha assestato i maggiori colpi alla criminalità organizzata: +87% di arresti di mafiosi latitanti, +53% di operazioni di polizia.
Come mai sempre i Governi Berlusconi hanno reso definitivo il 41 bis e l’hanno inasprito e hanno introdotto una norma che facilita la confisca dei beni dei mafiosi, perché è onere della difesa e non più dell’accusa, provarne la legittima provenienza.

Al contrario il Pd e la sinistra hanno avuto sempre una posizione ambigua, prima con l’opporsi al 41 bis e adesso nell’opporsi alla vendita dei patrimoni mafiosi. Ci si chiederà perché?
Fatta la fronda al “fumo” delle dichiarazioni scandalizzate, l’arrosto è: la  settimana di mobilitazione  organizzata dalla Associazione Libera contro la vendita dei beni confiscati alla mafia. Letto lo slogan tutto diventa chiaro: ''Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra''.
Ah ecco, i beni confiscati sono cosa loro. Anche i professionisti dell’antimafia tengono famiglia.
Solo a leggere il nome delle associazioni che hanno partecipato all'iniziativa di Libera Associazione, c'è da restare a bocca aperta:  Legambiente, Arci, Acli, Tavola della Pace, Uisp (Unione Italiana Sport per tutti), Agesci (Associazione Guide e Scout Italiani), Uds (Unione degli studenti).
 D’Altronde il piatto è ricco, sono milioni di euro che ballano, e la sinistra ci si ficca, molto volentieri.
Come per tutto il resto della sua attività politica e sociale, la sua antimafiosità è da barzelletta: peccato che a ridere siano solo mafiosi e camorristi.
Orpheus
PS. Ve lo immaginate un “mafioso” che introduce una norma per la quale, si addossa l’onere di dover dimostrare la legittima provenienza dei capitali della sua azienda (piccolo particolare “sfuggito” a Repubblica)? Sarebbe un pirla.
O forse i pirla sono tutti coloro che credono a queste bufale e le spacciano come verità assolute, senza nemmeno riflettere un nanosecondo sulla stupidaggine delle notizie che leggono.


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permalink | inviato da Orpheus il 30/11/2009 alle 11:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

15 novembre 2009

Col Governo Berlusconi si arrestano 3 camorristi al giorno. Preso anche il numero 2 di Cosa Nostra



Sconfiggere il crimine organizzato? Si può è solo questione di volontà, di fatti e poche chiacchiere.
Il “modello Caserta”  concepito dal Ministro Maroni e applicato anche altrove, sta dando frutti insperati; i numeri parlano chiaro, prima si contavano 2-3 morti ammazzati al giorno in Campania oggi si viaggia alla media di 3,2 arresti quotidiani di esponenti della malavita. Solo nei primi 13 mesi del governo Berlusconi si contano 1.186 arresti in Campania, fra cui pezzi da novanta come i fratelli Pasquale, Salvatore, Carmine Russo di Napoli, Maurizio Errichelli, Luigi Esposito, Andrea Letizia, Mario Russo, Michele Maietta, Gabriele Rusciano, Nicola di Febbraro, Raffaele Diana.
Anche all’estero sono stati arrestati super-latitanti: in Slovenia Salvatore Zazo, in Spagna Antonio Caiazzo, Raffaele Amato, Vincenzo D’Avino. A Santo Domingo Ciro Mazzarella e a Bucarest Paolo Romagnoli.
Ieri sera la notizia dell'arresto nel trapanese, del capo dei capi, il numero due di Cosa Nostra, Domenico Raccuglia. Era ricercato da 15 anni.
Lo Stato FINALMENTE è tornato ad esserci in quelle terre, e la beffa per gli antimafiosi da barzelletta, è che ciò è avvenuto grazie al partito “mafioso” del “mafioso” Berlusconi.
Loro gli onestini che predicano bene, combattono le infiltrazioni camorristiche nel Pd campano, con “giurin giurella” mano sul cuore.
E gli onestini che scendono in piazza accanto ai parenti delle vittime di mafia tacciono su queste vergognose vicende. Il "silenzio é mafioso",  solo quello degli altri, però: a Castellamare di Stabia, paese del Killer tesserato Pd, gli iscritti dovranno giurare contro la camorra, questo il "grave" provvedimento preso per far pulizia nel partito…e Di Pietro tace.
Buffoni, se non peggio.
Orpheus

16 ottobre 2009

Nell’orto del PD Santoro se ne guarda bene dal “razzolare”: Bersani candida alle primarie Bassolino e Loiero e bacchetta la Serracchiani


Ieri sera all’ennesimo processo mediatico a Berlusconi ad Anno Zero infarcito di bubbole, mezze verità e frottole inventate di sana pianta era presente Pierluigi Bersani, quello con il ditino sempre alzato quando si tratta di fare la morale al Premier,  ma al quale non passa MAI per la mente, nemmeno per un nanosecondo, di guardare nel suo orto; non solo  ma chi si permette di farlo viene bacchettato, come è successo Debora Serracchiani, che nel suddetto orto ha visto cumuli di monnezza: “Basta battibecchi nel nostro orto”,  ha avvertito con tono vagamente “mafioso”( in altre parole certi cadaveri puzzolenti di letame è meglio lasciarli chiusi nell’armadio)
La Serracchiani infatti ha avuto da ridire sui tre nomi “eccellenti” che sono iscritti in cima alle liste per le primarie: Agazio Loiero, Rosa Russo Jervolino e Antonio Bassolino.
Ma vediamo chi sono questi tre signori:
Il plurindagato Antonio Bassolino per i rifiuti e per l'operazione di ristrutturazione del debito (interessante leggere le motivazioni della richiesta di archiviazione, da non credere ai propri occhi)
L’indagato Agazio Loiero che si é scelto come braccio destro un altro indagato
E infine Rosa Russo Jervolino che ha avuto ben 12 indagati nella sua giunta e due arrestati.
Ma perché Bersani e il Pd, si tengono ben stretti questi tre personaggi, ad usare un eufemismo ambigui?
Perché ha vinto il congresso grazie ai plebisciti nel Sud, in particolare in Campania e Calabria, dove ha raccolto l’80 per cento dei voti. Si tratta di regioni dove il Pd ha ormai pochi voti, ma legioni intere di tessere.
Controllate da chi? Per ottenere cosa?
A Napoli e provincia il Pd non conta solo più iscritti che in tutta la Lombardia, che sarebbe già un dato anomalo: conta dodici volte gli iscritti della regione di gran lunga più popolosa.
 Anche i sassi sanno chi controlla quei voti: Antonio Bassolino.
Uno che ha fatto perdere milioni di voti di centrosinistra al Nord del Paese, con gli  scandali in cui é invischiato. Ma che rimane uno dal quale bisogna passare se si vuole vincere il congresso. Idem per la Calabria dove le tessere sono controllate da Ignazio Loiero.  Bassolino e Loiero saranno sicuramente ricandidati alla guida di Campania e Calabria, nonostante le pessime prove di questi anni.
ECCO QUESTI PERSONAGGI TENGONO AL GUINZAGLIO la classe dirigente del Pd, per l’enorme serbatoio di tessere e quindi di voti.
E Santoro e soci rispolverano stallieri, che non lavorano più per Berlusconi da 33 anni, improbabili dichiarazioni di pentiti mafiosi e arzigogolate tesi per dimostrare che FI è nata grazie alla mafia.
Sono proprio dei “mattacchioni” ma non fanno ridere.
Il Pd ha una legione di tesserati, pregiudicati, indagati, condannati, con il più alto numero di giunte sciolte per Camorra (come denuncia Saviano), nelle due regioni più falcidiate d’Italia dalla criminalità organizzata, ma non mi risulta che durante la trasmissione di ieri ne sia stata fatta menzione, nemmeno per sbaglio, e che nessuno mai, abbia insinuato che il Pd é il partito dei cammoristi.
Bersani ha presentato come candidati alle primarie BASSOLINO E LOIERO, e quel buffone fa l’ennesimo processo a Berlusconi?
Leggersi anche questo pezzo di Giacalone sul
consigliere comunale a Castellammare di Stabia (Napoli), esponente del Partito Democratico, presunto killer, crivellato di pallottole da UN ALTRO TESSERATO DEL PD: CATELLA ROMANO di professione sicario della CAMORRA.
Su tutto questo marciume c'è il SILENZIO DI REGIME, che non é quello di Berlusconi, ma quello della sinistra e delle sue gazzette.

I nostri voti SONO PULITI, si può dire altrettanti di quelli che il Pd raccoglie a vagonate al Sud? Chi é il partito "mafioso"?
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 16/10/2009 alle 15:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa

9 ottobre 2009

Anno zero esercito di Riina


Otto arresti di mafiosi e camorristi, in media al giorno.
5,4 MILIARDI di euro di confische di beni alle cosche.
Una normativa anti-mafia che non ha precedenti nella storia della nostra repubblica.
Basta leggere i giornali quotidianamente per rendersi conto quanto questo Governo sia impegnato in prima linea nella lotta alla mafia.
Malgrado ciò ieri sera per tre ore, in prima serata abbiamo assistito alla solita ridda di insinuazioni, menzogne e  inchieste "tagliaecuci" del duo più spregevolmente fazioso della categoria giornalistica: don Santoro e  Compare Marconiglio.
Quelli che da anni battono il chiodo Dell'Utri, ma mai una volta, manco per sbaglio hanno aperto il calderone Bassolino, delle 91 giunte campane sciolte per camorra, in una regione in mano al centro-sinistra da 12 anni (e la regione Campania é stata determinante nella "vittoria" dell'ultimo governo Prodi) come denuncia Saviano .

Si può ben immaginare la rabbia e l'amarezza di chi, alla lotta contro la mafia, ha dedicato la vita, il Capitano Ultimo, l'ufficiale dei carabinieri che il 15 gennaio del 1993 ha arrestato Totò Riina, e che da allora vive sotto scorta: "Annozero e le star che lo promuovono sono il migliore esercito di Riina Salvatore lo si capisce in maniera nitida guardando la puntata sulla mafia".
"E’ importante - ha aggiunto- che ciò che resta della società civile si unisca contro questa nuova fase stragista mediatica dei nuovi Corleonesi".
"Alla fine quelli che hanno combattuto la mafia saranno, oltre agli attori di Annozero, il figlio di Ciancimino, i figli di Riina e magari anche quelli di Provenzano e Brusca", aggiunge con amarezza.
"Chissà, magari li troveremo anche tutti insieme a fare lezione di legalità nelle scuole. Che si indaghi su Riina Salvatore e sui suoi nuovi alleati mediatici. Onore a tutti i combattenti caduti contro la mafia"
, conclude il carabiniere.

Santoro e Travaglio strumentalizzando, manipolando e falsando la lotta alla mafia per piegarla al loro furore finto-giustizialista (perchè indirizzato verso una SOLA parte) e al loro odio forsennato contro Berlusconi, causano un enorme danno all'Italia ONESTA, disonorano la loro professione dando voce e ribalta mediatica a dei delinquenti che meriterebbero l'ergastolo in 41 bis e speculano sul sangue delle vittime innocenti di mafia, n'drangheta e camorra.
Vittime che a volte hanno solo 11 anni, come Giuseppe di Matteo, tenuto prigioniero per 779 giorni, ammazzato  e sciolto nell'acido, per punire il padre, collaboratore di giustizia.
VERGOGNA, VERGOGNA,VERGOGNA

Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 9/10/2009 alle 18:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

23 giugno 2009

Povero Franceschini non ne azzecca MAI una: +28% le tasse recuperate dalla lotta all’evasione


Parlare male di Franceschini è come sparare sulla croce rossa, ma è anche come mangiare le ciliegie: una tira l’altra.
E’ commovente, nonché encomiabile la sua masochistica attitudine a sparar panzane (regolarmente smentite da fatti e numeri), che attirano su di lui le frecciatine ironiche di quei cattivoni del centrodestra e lo fanno sprofondare sempre più nel ridicolo.
 Lui ci prova a far il Villanzon Scortese alla Tonino, ma proprio gli manca le “phisique du role” e il frasario “bifolcheggiante” e sgrammaticato, lui con la sua vocina querula dalla cadenza emiliana, il pallore terreo da colica intestinale e gli occhialini da secchione tutt’al più può far concorrenza a Don Sciortino, se non viene scambiato per il suo chierichetto.
E’ anche un eccellente interprete di barzellette del tipo “le ultime parole famose” perché le sue lapiDarie affermazioni come “Da quando ci sono loro ( cioé quelli del centrodestra) le stime dicono che l’evasione è aumentata di 7-8 miliardi”  sono smentite dai  dati della Guardia di Finanza, decisamente più attendibili di quelli letti da Franceschini nella sfera di cristallo ereditata d Veltroni. 

Non solo, con questo governo di “ protettori di evasori fiscali”, nel 2008  gli accertamenti sono stati circa 645 mila un più 29% rispetto al 2007.
Una per una cadon le foglie e anche le frottole della sinistra che nel suo elettorato son diventate leggende metropolitane del tipo “C’era una volta nel Regno Azzurro, un perfido monarca, con il fido stalliere Mangano, protettore di mafiosi ed evasori fiscali…”.
 Prove? Zero, ma che importa agli elettori di sinistra bastano le favole anche senza lieto fine …
Orpheus

13 giugno 2009

Un blitz al giorno toglie il mafioso di torno

Operazione antimafia a Palermo. © Infophoto
In due giorni due colpi pesanti alla criminalità organizzata: ieri l’arresto di uno dei 30 ricercati più pericolosi d'Italia, Antonio Pelle, capo storico dell’omonima cosca di San Luca, oggi con un blitz i carabinieri hanno arrestato i coniugi Giuseppe Lombardo e Maria Stella Madonia, cognato e sorella di Giuseppe "Piddu" Madonia, boss del "Vallone", legato a Bernardo Provengano. I due sono ritenuti dai giudici pienamente ed organicamente inseriti nella gestione degli affari illeciti del boss Madonna.

Ma i successi con il Governo Berlusconi "notoriamente mafioso" contro la criminalità organizzata sono ormai una consolidata e felice abitudine:

10 Giugno 2009 a Catania nell'ambito dell'operazione denominata "Plenum", sono stati arrestate 15 persone affiliate al clan mafioso dei Mazzei, conosciuti come i "carcagnusi".

3 Giugno 2009 Camorra 11 arresti per spaccio di droga

27 maggio 2009 Camorra operazione anti-clan arestate 64 persone

23 maggio 2009 Appalti, in carcere Badalamenti J. e altre 19 persone.

19 maggio 2009 maxi-bliz con 100 fermi di esponenti del clan Amato-Pagano.

10 maggio 2009 N'drangheta arrestato il boss Salvatore Coluccio

26 marzo 2009 Gela, sventato sequestro, 7 arresti nel clan mafioso della "Stidda".

16 marzo 2009 N'drangheta 20 arresti a Milano, sequestrati 10 milioni.

19 gennaio 2009 Caltanissetta, 24 arresti di clan Madonia, il boss continuava a dare ordini in 41-bis (e il Governo l'ha ulteriormente inasprito)

16 dicembre 2008 Sgominata la nuova cupola siciliana con maxi operazione.

Niente male per un Governo pieno di "mafiosi" capeggiato dal "super-mafioso" Silvio Berlusconi. 
Se adesso i giudici fanno il loro DOVERE e non permettono la scarcerazione di questi criminali grazie a ritardi o a sentenze buoniste, si può affermare senza smentite che mafia, camorra e n’drangheta hanno "trovato pane per i loro denti".
E mettiamoci nel piatto anche l’inasprimento del 41 bis, il carcere duro per i mafiosi, che la sinistra ha sempre osteggiato per questioni “umanitarie”…si sa, anche chi scioglie bambini nell’acido tiene famiglia (che va a votare).

E che i giudici buonisti revocano con troppa criminale facilità.
Urge riforma per far rispettare la legge in primis a chi l'ammistra.
Orpheus


9 giugno 2009

Sgominata gang di trafficanti di esseri umani-I frutti velenosi della clandestinità

 

 
La gang dei trafficanti di carne umana costringeva i clandestini a viaggiare in spazi angusti e pericolosi, nascosti all'interno di camion o a bordo di carrette del mare, arrivati da noi li "smistavano" verso altri paesi europei. Ogni anno ne entravano così a migliaia e chissà quanti ne morivano soffocati, annegati, di stenti o uccisi dai loro aguzzini.
Grazie ad una brillante indagine e alle dichiarazione di qualche disperato salvato in extremis è stata ricostruita la dinamica con cui agiva questa organizzazione criminale.
Un blitz in 16 città italiane, fra cui Roma, Milano, Rimini, Ancona, Como, Venezia, Bolzano ha portato all’annientamento, da parte della squadra mobile di Venezia e del Servizio centrale operativo, di una banda molto efficiente e ben ramificata in Europa con referenti nei vari paesi e in grado di presentarsi come “punto di riferimento” per altre organizzazioni coinvolte nella tratta di esseri umani. I risultati sono “di indubbia rilevanza” in quanto l'organizzazione “agiva in regime di monopolio” su tutta la zona orientale dell'Italia, da Bari a Venezia.
Inutile sottolineare che gli arrestati sono stranieri e sono pronta a scommetterci, la maggior parte, a loro volta clandestini.
Davanti a queste realtà il commento più ovvio che si può fare è che la rigorosità nel combattere la clandestinità equiparandola ad un reato, non è “razzismo” o “xenofobia”, ma impedire tutta una serie di crimini gravissimi. La clandestinità è un reato perché permette agli immigrati di vivere fuori dal controllo del contesto sociale in cui si trovano e quindi anche dalle leggi.

Il buonismo delle sinistre agevola e rende la vita facile ai criminali (tutti) e in particolare a quelli che non hanno scrupoli a lucrare sulla pelle di chi crede, venendo in Europa, di sbarcare in un eden paradisiaco: la nascita, la crescita e la ramificazioni di queste organizzazioni ne sono la “prova provata”.
Non è solo un problema di difendere la nostra terra GIUSTAMENTE da un’invasione senza freni, che porta povertà, degrado e criminalità (i clandestini senza documenti sono praticamente “costretti” a vivere d’espedienti), ma anche di far valere un principio sacrosanto: gli uomini non sono bestie e non vanno trattati come tali.
Paradossalmente il vero razzismo è di coloro che opponendosi alla linea dura nel combattere la clandestinità, rende possibile che individui senza scrupoli, trattino gli esseri umani come bestie da macello o li riducano in schiavitù (come succede per le numerose mafie straniere dedite allo sfruttamento della prostituzione).
Ergo  a "torta finita" i veri razzisti sono le anime belle della sinistra.
Orpheus

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