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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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20 febbraio 2011

L'ultima della Turchia: TROPPI cristiani in Europa!


Le
parole esatte di Alì Babacan vicepremier turco, ospite al Wef di Davos rammaricato per l'assenza di progressi nel processo di entrata della Turchia nella Ue, sono: “Una delle ragioni principali per cui la Turchia non può diventare un membro dell’Unione europea è che questa è diventata un club cristiano, ripiegato su se stesso. Ai nostri occhi è molto pericoloso” ha sottolineato Babacan, aggiungendo che: “la politica delle porte aperte non esiste più. Abbiamo sempre creduto che l’Unione europea fosse un grande progetto di pace, poi il processo di allargamento si è semplicemente bloccato”.
Per colpa di quei "cristianacci" che nei loro Paesi vogliono continuare a professare il LORO CREDO e l'impudenza di non voler saltare in aria in nome di Allah quando prendono il treno o la metro per andare a lavorare (Londra, Madrid docet).
E magari desiderano non leggere di fanatici religiosi indottrinati nelle moschee o nelle scuole musulmane (che abbiamo permesso costruissero a iosa) che confezionano bombe fai-da-te in cucina per ridurre a brandelli i "porci cristiani" e conquistarsi le 72 vergini in paradiso.
Quanto poi a come sono trattati i cristiani nel "tollerante" Islam, non passa giorno che uno di loro non sia perseguitato, costretto ad abbandonare casa e averi, sgozzato o fatto saltare in aria in qualche paese musulmano.
E ai NOSTRI OCCHI anche questo è MOLTO PERICOLOSO.
Posso suggerire una proposta a Babacan che risolverebbe questo "guaio" dell'Europa "troppo" cristiana: decapitare il  30% dei cristiani e sostituirli con musulmani di fede provata.
Ma quando APRIRANNO gli occhi i politici, la Chiesa e tutti coloro che appoggiano questa follia multiculturalista, non vogliono convivere con noi, ma invaderci con le nostre leggi e sottometterci con le loro!
(aggiungo una chicca su Barack Al-Obama: Babacan ordina e Barack OBBEDISCE).
Siamo messi bene la barbarie medievale è alle porte.
Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 20/2/2011 alle 19:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (31) | Versione per la stampa

6 maggio 2009

Allah-ak-bar e la Ue é la sua serva fedele: autorizza la macellazione senza stordimento

 sacrifice boeuf



AID EL KEBIR 2 da sakonateca.

AID EL KEBIR da sakonateca.


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Questo scempio ha appena avallato il Parlamento europeo.

"Voglio sgozzare con il mio coltello, imbrattarmi le mani, stancarmi e godere!" urla un algerino ai correligionari che gli mostrano dei "buoi di acquisto" che danno diritto a un sacrificio per procura in uno dei macelli.
"Chi vi garantisce che loro uccideranno realmente un animale a nome vostro?", insiste l'uomo accarezzando il muso di un montone istupidito dalla folla.
Ed ecco il bravo padre di famiglia rovesciare la bestia nel mezzo della strada. Alcuni sconosciuti gli si avvicinano per aiutarlo. Un pachistano blocca al suolo le zampe della vittima mentre il sacrificatore affila coltello sul marciapiede. Palpa la gola accuratamente, afferra con la mano sinistra la parte interna del collo mentre con la destra tremolante avvicina la lama. Chiede a suo figlio, un ragazzino dalle gote grasse, di mettere la manina tinta di Hennè sulla sua.
"Allah akbar!", Dio è più grande. Il coltello fende la lana, lacera la pelle, la gola resiste, le sue mani insistono e poi, di colpo, sprizzano un getto di sangue che bagna i pii carnefici i quali inneggiano lodi a Dio mentre la vittima asfissia nel proprio sangue fra vari spasmi..." (La vie quotidiene à la Mecque de Mahomet à nos jours-Slimane Zeghidour)

Questa barbarie riempirà le nostre piazze e strade di sangue?
Pare proprio di si. Il voto odierno del P.E. sulla relazione Wojciechowski sulla "protezione degli animali durante l'abbattimento" ha visto respinti, fra gli altri, tutti gli emendamenti indirizzati a mantenere la possibilità di un residuo di competenza nazionale sulla regolamentazione della macellazione rituale islamica.
E' stato inoltre approvato l'emendamento (n.64) volto a rimuovere l'obbligo di mantenere centri di regolamentazione nazionale sulla materia.
"Con tale voto l'Europa, privando gli Stati nazionali di ogni competenza in ordine alla regolamentazione della macellazione rituale islamica, da un lato consente all'Islam di fare un grosso passo avanti nel processo di islamizzazione dell'Europa e dall'altro segna un vergognoso passo indietro relativamente alla protezione degli animali, consentendone l'abbattimento senza preventivo stordimento". 
Allah-ak-bar e la Ue é la sua serva fedele.
Di questo passo, fra qualche anno durante la celebrazione del "Aid el Kebir", passeggiando (magari con figli e nipoti al seguito) avremo il "piacere e l'onore" di assistere a questo edificante esempio di multiculturalismo: lo sgozzamento in diretta di povere bestie, fra fiumi di sangue e orde d'invasati in crisi mistica.
E chissà se l'invasione continuerà con questi ritmi e i nostri politici proseguiranno sulla via del buonismo ebete, potremo assistere anche ad una bella lapidazione "live" (volendo se siamo "fortunati", possiamo contribuire con pietre nè troppo grosse, nè troppo piccole, per prolungare il suplizio).

Sbaglio o in Europa i sacrifici di animali non si praticavano da qualche centinaio di anni?
E i paladini dei diritti degli animali, quelli che gettano vernice rossa sulle signore in pellicciate, hanno perso la favella?
Orpheus
 


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permalink | inviato da Orpheus il 6/5/2009 alle 19:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa

7 aprile 2009

Bene Sarkozy per il "no" alla Turchia

 

Mi è piaciuto molto pocoil “ni” di Berlusconi, riguardo all’entrata della Turchia in Europa, avrei preferito il “no” deciso di Sarkozy. Berlusconi ha proposto infatti di studiare un compromesso: “Bisognerebbe fare come si e’ fatto in alcuni Paesi come la Romania”. Ovvero, dice il premier, occorrerebbe introdurre “una regola che nonostante l’entrata in Europa della Turchia si rimanda il flusso libero”.
Se i risultati, però saranno analoghi a quelli dell’entrata della Romania nella Ue, c’è da capire e condividere la paura di Sarkozy e la Merkel: un grande afflusso nei paesi europei di cittadini turchi con il suo carico di incognite. A dire il vero dovrebbe averne paura anche Berlusconi, visto i problemi di sicurezza che hanno costretto il governo a decreti della massima urgenza. Gli islamici, fra l’altro, sono ai primi posti fra gli autori di violenze sessuali, dopo i romeni. Non fosse sufficiente questo, sono anche, fra i più restii ad integrarsi con gli autoctoni e pretendono di imporre i loro usi e costumi.
Anche rimandando il flusso libero di anni, magari a crisi economica risolta, questi problemi resterebbero. Sono sicura che se il Premier, tanto amante dei sondaggi, ne facesse uno, chiedendo agli italiani, se gradiscono l’entrata della Turchia, incasserebbe un sonoro “no”.
Detto questo, rimane da notare che Obama si è intromesso negli affari nostri, con poco tatto, nessun idealismo e molti interessi nascosti. La sua decisione, infatti di sostenere l’entrata della Turchia nella Ue è dettata da concrete ragioni militari, strategiche ed economiche e non da nobili principi multi-culti, come si affannano a farci credere i suoi seguaci europei, spiegate molto bene da Fausto Carioti su Libero:

"La Turchia confina con la Siria, l’Iraq e l’Iran, per questa sua collocazione geografica, gli Usa ne fecero un membro strategico dell’Alleanza atlantica già nel 1952. Ankara ricambia le attenzioni di Washington inviando soldati a frotte ogni volta che la Casa Bianca lo chiede (quello turco, per dimensioni, è il secondo esercito della Nato). La Turchia è anche un crocevia decisivo delle pipeline che dalla Russia e dalle repubbliche dell’Asia centrale portano gli idrocarburi in Europa. Il gasdotto Nabucco, che secondo il disegno americano dovrà far arrivare ai paesi della Ue il gas di Azerbaigian, Turkmenistan e Kazakistan, sottraendolo al controllo russo, ha il suo capolinea proprio in Turchia, a Erzurum. E sempre in territorio turco, a Ceyhan, passa il grande oleodotto che fa arrivare sino al Mediterraneo il petrolio del mar Caspio: altra opera dalla grande rilevanza strategica.
Eppure, l’identità del Paese è ancora in bilico. Il primo ministro  Erdogan e il suo partito, l’Akp, sono stati ritenuti responsabili dalla corte costituzionale turca di «attività anti-laiche», per aver tentato di islamizzare la legislazione. Le televisioni trasmettono programmi che accusano il cristianesimo e l’ebraismo di voler distruggere la religione islamica. Lo stesso Erdogan non si fa problemi a giocare di sponda con il primo ministro iraniano, l’impresentabile Ahmadinejad, e ad accusare con toni durissimi Israele, al punto da definire Hamas «vittima» dell’aggressione ebraica. Nei giorni scorsi Erdogan ha provato a fermare la nomina del primo ministro danese, Rasmussen, a segretario generale della Nato, accusandolo di non essersi scusato per la pubblicazione delle vignette satiriche apparse nel 2005 sul giornale Jyllands-Posten. Per contro, i rapporti con la Russia di Vladimir Putin, grande rivale geopolitica degli Stati Uniti, sono ottimi. Oggi Mosca è il primo partner commerciale di Ankara (soprattutto grazie alle forniture di gas) e, insieme al governo di Teheran, sta cercando di sfilare la Turchia dalla sfera di influenza americana.
Un rischio che gli Stati Uniti hanno ben presente e che si stanno impegnando a scongiurare. Anche perché ritengono indispensabile avere la Turchia dalla loro parte durante il braccio di ferro che nei prossimi mesi li contrapporrà all’Iran e alle ambizioni nucleari di Ahmadinejad. Nei piani del Dipartimento di Stato, il governo di Ankara dovrà avere un compito importante anche nella partita irachena, esercitando un ruolo di guida nei confronti della giovanissima democrazia irachena quando le truppe statunitensi si saranno ritirate. Ma per far sì che la Turchia resti ancorata agli Stati Uniti e all’occidente, secondo Washington è necessario che entri a far parte dell’Unione europea.
Soprattutto, il presidente americano non tiene conto delle conseguenze che l’ingresso turco avrebbe sulla Ue.
Dalla perdita di quel poco di identità che essa ha oggi, piaccia o meno basato sulle radici culturali greche e cristiane, alle difficoltà che i singoli Paesi avrebbero ad accogliere la libera circolazione, entro i loro confini, di 70 milioni di turchi. L’esempio della Romania, il cui ingresso ci ha costretto a subire un flusso di immigrati non selezionato e con un alto tasso di delinquenza, qualcosa dovrebbe averci insegnato. Ovvio, le priorità di Obama sono altre. Mentre Silvio Berlusconi è troppo impegnato a saldare il suo rapporto con la nuova amministrazione e a tessere alleanze internazionali per non abbracciare la causa turca. E allora non ci resta che Sarkozy."

Sperare in Sarkò é buona cosa, ma penso che bisognerebbe far sentire la nostra voce. Si scende in piazza per tante rivendicazioni, ma, mai come in questo caso, sarebbe una rivendicazione  vitale per il nostro futuro, dire "NO" alla Turchia perchè nulla ci accomuna, nulla abbiamo da guadagnare e molto da perdere.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 7/4/2009 alle 18:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

20 marzo 2009

Il preservativo culturale degli 'eurofolli' nei confronti dell'Islam

                                        
"Viva inquietudine" di Parigi, "costernazione" di Bruxelles e critiche da Berlino: Il Papa é di nuovo sotto attacco, per le dichiarazioni rilasciate sull'uso del preservativo, che ha detto "NON risolve il problema" (e non che sarà scomunicato chi lo usa o peggio condannato).
Ed é vero come argomenta ampiamente e dettagliatamente un esperto mondiale l’oncologo Umberto Tirelli, coordinatore del Gicat, il Gruppo Italiano Cooperativo Aids e Tumori che dal 1986 studia le correlazioni tra tumori e agenti infettivi.
Ma non é questo l'argomento di cui volevo parlare, sono convinta che combattere l'Aids unicamente con il consiglio di usare il preservativo, sia  'eufemisticamente' riduttivo.
Il tema che voglio porre é la visione contorta e ipocrita della Ue, e la sua posizione autolesionista di sudditanza nei confronti dell'Islam.
La stessa Ue che bercia contro il Papa ha appena aperto alla poligamia, lunedì sera, in sede di commissione, è stata approvata la relazione Valean, in cui le maglie dei ricongiungimenti familiari, si sono allargate a dismisura. E così, oltre alla richiesta di eliminare tutta una serie di divieti posti dai singoli Stati all'accoglimento dei familiari  (compresi i motivi di pubblica sicurezza o di ordine pubblico) si rileva la necessità che tutti e 27 i soci permettano libera circolazione a chi ha contratto un matrimonio gay e si reclama l'abbattimento delle remore "al riconoscimento di terze o quarte mogli".
Quello che é REATO nei nostri paesi per i cittadini, diventa un DIRITTO e un PRIVILEGIO per chi arriva dalle terre di Allah.
Una follia culturale e sociale che rischia di perpetrare la schiavitù delle donne musulmane nei nostri paesi, con il beneplacito della nostra legge. Una mostruosità umana e giuridica.

Ma non é tutto, questi stessi governi che si ergono in cattedra e criticano il Papa, se ne sono stati ben ZITTI, quando Benedetto XVI ha detto che si devono rifiutare violenze e totalitarismi.
"Mi è sfuggito l’applauso di quei medesimi governi, spesso in affari con regimi violenti e totalitari. E sarebbe niente, perché solitamente tacciono davanti agli stupri della libertà e della dignità perpetrati nel mondo islamico.
Non protestano quando s’impedisce alle donne di scoprirsi. Protestano una volta sì e dieci no quando degli omosessuali vengono impiccati o quando una moglie viene lapidata.
Se vogliono radere al suolo Israele, si sollecita il dialogo.
Il multiculturalismo è divenuto rincoglionimento dei valori, per cui devo rispettare l’inciviltà altrui, ma devo mostrarmi sensibilissimo se dal mondo cristiano arrivano proposte ed idee diverse dalle mie. Senza che, peraltro, l’avversione ai preservativi sia accompagnata da minacce fisiche contro chi persevera ad usarli.",
Aggiungo al virgolettato di Davide Giacalone che non ho nessuna remora all'uso dei preservativi e dei contraccettivi, ma ne convengo con chi afferma che l'uso dei preservativi non é risolutivo nella lotta all'Aids, senza un adeguato supporto di informazione a tappeto, diagnostica tempestiva e cura, ergo regalare condom all'Africa, e poi negargli le vere armi per combatterlo perchè costose, è un modo molto ipocrita di lavarsi la coscienza. 
In conclusione quei 'signori' evitino di dare lezioncine di etica a Benedetto XVI, dal basso della loro disonestà morale e intellettuale.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 20/3/2009 alle 10:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

22 gennaio 2009

Prima vittima di Obama: l'Unione Europea

 

Mi sono ripromessa di giudicare solo l’operato di Obama, rinunciando a qualsiasi pregiudizio dettato dalla sua area politica di provenienza.
Ma il primo atto da Presidente mi fa storcere il naso.
Capisco la necessità di dare un “osso” agli assatanassati pacifisti locali e mondiali, capisco la voglia dell’America e quindi di Barack, di scrollarsi di dosso la nomea di “brutti, sporchi e cattivi” nel minor tempo possibile, ma la chiusura immediata di Guantanamo mi sembra estremamente avventata. Nel carcere di Guantanamo non ci sono “mammolette” pescate a rubare un vasetto di marmellata, ma feroci terroristi.
I processi verranno sospesi e loro che fine faranno?

Non è che dopo i suoi “debiti” l'America mo’ ci spedisce anche i suoi terroristi?
La chiusura del centro di detenzione apre infatti una questione bollente per i paesi europei: dove saranno trasferiti i 245 detenuti? L'Ue è disposta ad accoglierli?
L'Ue infatti, aveva più volte chiesto agli Stati Uniti di chiudere la prigione, rimanendo inascoltata. Ora però Obama l’ha accontentata e a Bruxelles (sempre molto solerti nella “protezione” di terroristi e affini) ballano dalla felicità. Meno gli stati membri: la Germania frena, laccoglienza di 5 detenuti divide il governo. Timida apertura di Spagna e Francia. Ok da Irlanda, Portogallo e Gran Bretagna (che in compenso ha negato asilo politico a Pegah, lesbica iraniana condannata a morte)   .
Cauta l'Italia: la discussione va affrontata "a livello europeo", precisa il ministro Frattini.
C’è poco da discutere quei terroristi non possono essere sguinzagliati in giro per l’Europa e si sa bene che nei nostri sistemi giuridici ipergarantisti, ci sono troppi magistrati di “buon cuore”, fedeli alla causa dei “resistenti”jihadisti, pronti a liberarli, senza battere ciglio sugli orrori commessi da quelle belve umane.
C’è un'unica soluzione alla chiusura di Guantanamo, rispedire al mittente quelle “brave personcine”, anche se il ritorno ai paesi d’origine significherebbe un futuro di carcere duro e tortura.
Hanno avuto pietà dei civili fatti saltare in aria, compresi donne e bambini?
Hanno avuto pietà di Daniel Pearl e di quelli che hanno sgozzato come lui, davanti ad una telecamera? NO. Che paghino.
E che tacciano i sepolcri imbiancati dei diritti umani a scartamento ridotto, le cui coscienze si risvegliano solo in questi casi.
Orpheus


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10 ottobre 2008

Euro deliri: per la Ue atei, omosex e islamici devono poter insegnare la religione cattolica

 

La denuncia è partita dal solito Partito radicale e riguarda la violazione della direttiva comunitaria del 2000 contro la discriminazione dei lavoratori per ragioni "fondate sulla religione".
Insomma musulmani, atei e omosessuali devono poter insegnare religione.

L’assurdità di questa pretesa è evidente, come possono un ateo o un musulmano insegnare tale materia con obbiettività e cognizione? Sarebbe come chiedere ad un nazista di insegnare la storia della resistenza…

Poco importa se in virtù dei Patti lateranensi del 1929 rinnovati nel 1985, per diventare insegnante di religione, tra gli altri requisiti occorre l’attestazione della Curia. E trattandosi di insegnanti di Religione, viene da chiedere, chi dovrebbe rilasciare l’abilitazione: il panettiere? L’imam? Grillini?
Ma i radicali sostengono che, in tal modo, ben difficilmente un ateo o un gay otterranno l’incarico  di insegnare religione, dunque si è in presenza di una “discriminazione”, tesi accolta dalla Commissione Ue che ha aperto un dossier ‘niente-po-po-di-meno-che’ per violazione dei diritti umani chiamando in causa il governo Berlusconi: non si tratta, per il momento, di una procedura formale contro l'Italia, ma l'invio di un questionario significa che la Ue ha aperto una pratica il cui fine è quello di portare in cattedra atei, omosex, lesbiche, mussulmani ecc.

Questa gente è pagata profumatamente per scaldare le sedie e partorire simili aberrazioni.
notizia da Lisistrata

Orpheus


4 settembre 2008

Nomadi: la Ue promuove le misure del governo Berlusconi

 

Le misure adottate dall’Italia per fare fronte all’emergenza dei campi nomadi illegali non sono risultate discriminatorie e quindi sono in linea con il diritto comunitario. Per amor di precisione: “'L'attenta analisi del documento ha consentito di constatare che né le ordinanze né le linee direttrici né le condizioni di esecuzione delle misure prese autorizzano la raccolta di dati relativi all'origine etnica o alla religione delle persone censite. Anche la raccolta delle impronte digitali viene fatta solo al fine di identificare persone che non è possibile identificare in altro modo. Un sistema valido in particolare per i minori nei confronti dei quali questi rilievi vengono effettuati solo nei casi strettamente necessari e come ultima possibilità di identificazione”.
Cadono come un castello di carte (false) la ridda di accuse, che per settimane hanno riempito le pagine dei giornali: nessun pericolo di discriminazione, niente campi di concentramento, nessun rigurgito razzista, nazista, nessuna xenofobia.
Niente, niente, niente, solo una logora e pretestuosa campagna demonizzatrice delle sinistra nei confronti del governo. Una campagna stupida per giunta perché gli si è rivoltata contro, in quanto gli italiani hanno detto basta all’immigrazione selvaggia avviata e portata avanti dalla sinistra. Non ne vogliono sapere di accoglienza senza doveri per chi arriva. Di campi nomadi incontrollati, di delinquenti attratti dal “bengodi” giudiziario italiano, di vucumprà e lavavetri che intasano gli incroci e le vie.
Il governo Berlusconi si è limitato a fare quello che in Europa già fanno con il consenso del 90% del popolo italiano.

Quando l’attuale opposizione capirà che con la “fuffa” demagogica non tornerà mai più al potere, finalmente avremo una sinistra che propone, invece di tirare a campare sull’antiberlusconismo.
Orpheus
PS sul CdS, notoriamente indirizzato a sinistra, il 66,8% é contrario a dare il voto agli immigrati REGOLARI.
Mediti Veltroni, ma anche il nostro Fini.


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28 giugno 2008

La condanna della Ue é una BUFALA: tipico esempio di stampa in "mano" a Berlusconi

 

Questa volta  l'oggetto del sollevamento della stampa nazionale CONTRO il Governo Berlusconi è la presunta condanna della Ue, a causa del provvedimento annunciato da Maroni sulle impronte ai minorenni rom.
E' andata così.
Ieri un funzionario della Commissione europea è sceso in sala stampa, e ha rilasciato la seguente dichiarazione: “: Non facciamo commenti fino a quando non abbiamo un testo e una legislazione”. Poi una dichiarazione di principio: “La Commissione è attaccata ai diritti fondamentali e alla lotta alla discriminazione come ogni altra istituzione europea”. E infine“Non è mai successo» che uno Stato membro volesse prendere le impronte digitali di uno specifico gruppo etnico”, spiegando che per il diritto comunitario questo non è possibile”.
Una dichiarazione che non esprime NESSUNA condanna specifica ma tant’é…
Da questa frase sono scaturiti 369 articoli (e la solita bagarre contro il governo),in cui si afferma che la Ue condanna il provvedimento preventivamente, che lo boccia, che è contraria ecc. Minniti addirittura ci marcia su, dimostrando quanto sia prevenuta l’opposizione (come la stampa) e come non perda occasione per attaccare il governo, STRUMENTALMENTE.

Tutto questo clamore immotivato ha costretto la Commissione europea a precisare, attraverso Michele Cercone, portavoce del commissario alla Giustizia, libertà e sicurezza Jacques Barrot, che “non ha espresso alcun giudizio né commentato in alcun modo l’annuncio di possibili misure fatto dal ministro degli Interni, Roberto Maroni”. Stavolta è una dichiarazione ufficiale: “Non è consuetudine della Commissione europea rilasciare commenti su intenzioni o opinioni dei responsabili politici nazionali. Se e quando l'Italia introdurrà misure concrete la Commissione, nel consueto spirito di collaborazione con gli Stati membri, ne esaminerà la compatibilità con la legislazione comunitaria e con il rispetto dei diritti fondamentali”. Ennesimo incidente chiuso.

Fra l’altro, bastava dare un’occhiata in archivio per scoprire un recente regolamento dell’Unione europea in tema di immigrazione, il 380 del 18 aprile 2008, che rende «obbligatorio a partire dall’età di sei anni» il ricorso agli «identificatori biometrici», proprio per i bambini. Ed entro il 2011 le nuove regole dovranno entrare in vigore in tutti gli Stati.
Ma nessuno delle centinaia di giornalisti “in mano” a Berlusconi se n’è dato la pena, come non si é dato la pena di verificare la notizia. Come “dittatore mediatico” il Cav. non vale veramente una cicca.

Questa sarebbe, quindi, la “dittatura dolce” di Berlusconi attraverso la stampa, che a detta dei soliti vendi- fumo in servizio permanente attivo, (quelli che tuonano in ogni dove), ha instupidito gli italiani fino al punto di votarlo. Meditate gente, meditate...
Orpheus
Update, come supponevo la smentita della Ue  é stata taciuta dalla maggioranza dei media, giusto perchè sono in mano al perfido Cavaliere Nero.


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27 giugno 2008

La solita tempesta in un bicchiere d’acqua: Ue, legittimo prendere le impronte ai baby immigrati

 

La proposta di Maroni di prendere le impronte dei piccoli rom destinati all'accattonaggio, ha scatenato la solita litania di “preoccupazioni” e accuse di razzismo, discriminazione e stucchevoli “blablabla” come quello del presidente di Unicef Italia, tal Vincenzo Spadafora, secondo il cui illuminato parere “per rispettare il diritto all’uguaglianza di tutti i bambini, bisognerebbe schedare allo stesso modo tutti i bambini italiani”, come se le strade, le piazze e le stazioni fossero piene di bambini italiani, che invece di essere mandati a scuola dai genitori, sono avviati al furto e all’accattonaggio.
Una simile idiozia viene da chi dovrebbe TUTELARE l’infanzia e non far politica alle sue spalle. Perché il diritto di uguaglianza va rispolverato, non per dare addosso ad una norma a tutela dei piccoli rom, ma per difenderli dagli ABUSI perpetrati nei loro confronti da parenti e amici.
Oppure in nome di un multiculturalismo, dove qualsiasi abiezione è considerata “cultura” dobbiamo accettare lo sconcio di quei poveri bambini vessati in ogni modo?

Detto questo,  che è ovvio anche per il più somaro dei somari, se non ha il paraocchi dell’ideologia, la proposta Maroni non è certo una rivoluzione. Basta prendere la Gazzetta ufficiale europea, 29 aprile 2008, regolamento numero 230, un testo che modifica i termini di rilascio del permesso di soggiorno. Questa norma votata dal consiglio Ue, in vigore dal 19 maggio, prevede che tutti i permessi per extracomunitari che transitano nell’Unione Europea siano corredati dalle impronte digitali (identificatori biometrici). Anche per i bambini. Articolo 1, pagina 3: «Il rilevamento delle impronte digitali è obbligatorio a partire dall’età di sei anni». Si calcolano tre anni di tempo per consentire agli Stati membri di adeguarsi.
D’Altronde la dottoressa Simonetta Matone, ex giudice minorile, ci educe sul fatto che: “Prendere le impronte digitali è una prassi consolidata da sempre negli uffici giudiziari minorili. In tribunale ci sono pacchi alti così di impronte digitali di piccoli rom”.

Ergo dove sta lo scandalo?
Lo scandalo sta solo nel pregiudizio ideologico della sinistra, che alza le barricate a prescindere, anche a costo di nuocere gravemente ai diritti di coloro, di cui si erge disonestamente paladina.
Buffoni e ipocriti fino all’osso. La peggior sinistra europea.
Orpheus


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24 giugno 2008

Tremonti attacca le Coop e l'Europa gli dà ragione

 

La scorsa settimana il commissario per la concorrenza Neelie Kroes, ha richiesto alcuni chiarimenti al governo Italiano in merito alle agevolazioni fiscali di cui beneficiano le cooperative.
A Bruxelles temono che alcune misure siano una forma di favoritismo nei confronti delle Coop, soprattutto di quelle che operano nella distribuzione, a scapito degli altri soggetti che non vantano la stessa modalità organizzativa.
In particolare, suscitano perplessità tre tipi di elementi.
Il primo è la deducibilità dal reddito imponibile degli utili accantonati ad apposite riserve indivisibili.
Il secondo è la deducibilità dei ristorni dal reddito imponibile delle coop.
Il terzo è  lo “sconto fiscale”sugli interessi passivi corrisposti dalle coop ai soci per depositi a breve termine (i c.d. “prestiti sociali”). 

Caso vuole che, mentre al Ministero dell’Economia i tecnici siano intenti a ricalibrare il carico fiscale degli Italiani, questa richiesta della UE sia un bel assist. Infatti tra le misure varate dal Ministro nella sua manovra per incrementare il fondo in favore degli Italiani meno abbienti c’è una stretta alle coop

In che modo? E’ previsto l’aumento dal 12,5% al 20% del prelievo fiscale sugli interessi che le cooperative versano ai soci.
Richiedere il 5% degli utili netti delle coop a mutualità prevalente che hanno un prestito sociale di almeno 50 milioni.
Infine elevare dal 30% al 55% la quota imponibile dell’utile per le coop di consumo
. L’adozione di quest’ultima misura risponderebbe quantomeno all’osservazione UE secondo cui la deduzione dal reddito degli accantonamenti a utili indivisibile comporta una forma di aiuto di Stato inammissibile. 
Di fatto, poi, sono passati un po’ in secondo piano altri aspetti pur rilevanti. Ovvero che molte coop si muovono agevolmente sui mercati finanziari: solo due estati fa la Unipol di Consorte tentava – invano - di scalare BNL. Doveroso – ora come allora – chiedersi fino a che punto è lecito che soggetti giuridici a vocazione mutualistica possano speculare in operazioni finanziarie e (non essendo contendibili) possano lanciare offerte su società quotate. Alcune Coop della grande distribuzione sono tradizionalmente legate a apparati politici di sinistra, e, di qui, ad alcune amministrazioni locali permeate da uomini pci/PDS/DS/PD.

Con molta facilità si diventa funzionari di partito, poi amministratori di coop e sindaci.
Ci si chieda quindi se un permesso edile in qualsiasi città della Romagna sia concesso alle stesse condizioni a una coop o a un qualsiasi altro operatore della GDO. O, peggio ancora, se i piani regolatori non vengano tagliati sulle misure dei centri commerciali in mano alle cooperative. Tutte queste osservazioni  - e molte altre - sono contenute nello splendido “Falce e Carrello” di Bernardo Caprotti. Il patron di Esselunga rileva  ad esempio  che con soli 132 esercizi e la metà dei punti vendita, Esselunga ha fatturato il 47% in più rispetto ai concorrenti coop.  
L’efficienza del modello cooperativo e la sua adeguatezza rispetto al tempo presente vanno ripensate a fondo. E i presupposti per questa riflessione, alla luce delle osservazioni UE e della sacrosanta stretta fiscale operata da Tremonti, sono solidi.
Da l'Occidentale


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24 giugno 2008

Gli italiani fra i più "euroscontenti"

 
Se si facesse un referendum in Italia, il risultato sarebbe ancor più clamoroso di quello dell'Irlanda, ormai solo il 39% degli italiani ritiene un vantaggio essere membri dell'Unione Europea, portando il Belpaese agli ultimi posti tra tutti e 27 gli stati membri quanto a euroentusiasmo. Questo almeno stando a un sondaggio realizzato da Eurobarometro e diffuso oggi. Il sondaggio, che ha riguardato 30.170 persone in tutti e 27 gli stati membri, è stato realizzato tra il 25 marzo e il 4 maggio 2008.
Più negativi di noi solo l'Austria (36%), l'Ungheria (32%), la Gran Bretagna (30%) e la Lettonia (29%).
Le cose peggiorano ulteriormente se si chiede specificamente se l'appartenenza dell'Italia abbia portato vantaggi. Qui la percentuale dei sì scende al 37%.
Al contrario gli scandinavi sono decisamente più positivi: il 50% degli svedesi e ben il 77% dei danesi risponde positivamente, piu' positivi anche i francese (49%) e i tedeschi (55%).
Questo per quanto possa valere un sondaggio.
Anche se personalmente, ho notato un forte calo,  di gradimento rispetto a qualche anno fa, dovuto, secondo me, ad un allargamento troppo veloce e troppo vasto, che ha portato seri problemi dovuti all'immigrazione.
Sono in molti a non aver gradito la "calata" dei rom, in generale e l'arrivo di molti crimunali,in particolare. 
Orpheus


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23 giugno 2008

Chi di spada ferisce: Sud America contro Ue, "criminalizza gli immigrati"

sfondo con bandiera UE e omini di bandiere su fronte


Non più tardi di un mese fa la Ue si era scagliata contro il governo italiano, accusandolo di portare avanti una politica "razzista e xenofoba".
Pochi giorni  fa gli stessi parlamentari europei che si stracciavano le vesti per la politica "xenofoba" dell'Italia hanno votato una legge che porta a 18 mesi la detenzione degli immigrati clandestini, prima del processo e dell'espulsione.
Quindi adesso tocca a loro acchiapparsi gli epiteti di "razzisti e xenofobi" , il bello che a gridare alla barbarie e ai "metodi brutali" sono personcine a modo e così dedite al rispetto dei diritti umani, del calibro di Fidel Castro e Ugo Chavez (al peggio non c'è mai fine, come all'ipocrisia di certi politicanti).

Quando si dice la legge del contrappasso...
Orpheus


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13 giugno 2008

Fermate Solana: l'Europa non c'è più

 

L'Alto Rappresentate per la Politica Estera e la Sicurezza dell'Unione europea, Javier Solana (strano come le cariche più sono altisonanti più sono vuote di senso) arriva oggi a Teheran per presentare le nuove proposte e incentivi europei al regime di Ahmadinejad nella trattativa sul nucleare.

Il problema di Solana è che nelle stesse ore in cui lui volava verso Teheran, l'Europa di cui lui è l'Alto Rappresentate ha chiuso bottega. Lo hanno decretato - giusto o sbagliato che sia - i cittadini irlandesi chiamati a ratificare, tramite referendum, il trattato sulla Costituzione europea.
Non solo dunque non c'è più una politica estera e di sicurezza europee - e forse non c'è mai stata - ma da oggi non c'è più formalmente neppure l'Unione Europea. Con il voto irlandese tramonta l'idea di Europa a 27 nata Nizza nel 2000 e già bocciata nel 2005 da Francia e Olanda.
Solana è quindi solo nella tana del lupo, pieno di doni da portare a un regime che non vuole sapere si trattare sui suoi programmi nucleari e rifiuta qualsiasi tipo di offerta e di incentivo.
Si era addirittura sparsa la voce che Solana, nel suo slancio verso il dialogo, avesse addirittura previsto di prendere solennemente la parola nel Parlamento di Teheran. Non sappiamo se sia vero, ma certo se una simile idea era inopportuna ieri, oggi è velleitaria se non risibile.
Non c'è un'Europa da rappresentare, le sue regole sono saltate, la sua guida messa in discussione, il suo futuro incerto. Solana non ha colpe, se non forse quella di una certa "grandeur" ispanica che lo accompagna. Ma forse farebbe bene a tornare indietro; a togliere ad Ahmadinejad il gusto di poter alzare le spalle alle sue profferte senza pagare pegno a nessuno.

Ci sono i nomi e i cognomi di coloro che sono responsabili di questa crisi senza precedenti e sono in primo luogo Jacques Chirac, Gerard Schroeder, Giuliano Amato e Romano Prodi, allora presidente della Commissione. Furono questi paesi e questi leader ad avventurarsi nell’allargamento dell’Europa da 15 a 27 senza un’idea di fondo, senza tenere in conto l’identità del vecchio continente, senza comunicare ai cittadini la posta in gioco.
Oggi si paga il conto di quell’improvvisazione ideologica e retorica. Solana dovrebbe dirottare il suo aereo e fare una visita a coloro che lo hanno messo nella penosa condizione di essere l’Alto rappresentante di un fallimento.
Da L'Occidentale
Mi domando solo perchè non c'è stato un referendum anche qui. C'é  troppo in ballo e il popolo deve poter decidere il suo futuro.
Inoltre dietro alla Ue ci sono
inquietanti retroscena, che i media dovrebbero svelare.
Chissà Solana che pensa della "sola" che gli ha rifilato il fiero popolo irlandese? Andare a "genuflettersi" davanti al tiranno iraniano...ci vuole tutta.
Orpheus


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20 maggio 2008

Superstiti di Nargis: non ci serve il lutto nazionale, ma gli aiuti esteri

 
La giunta militare della Birmania ha un "sense of humor"  veramente macabro.
Il popolo birmano ha bisogno di cibo, medicine e aiuto, é allo stremo,
trentamila bambini rischiano di morire di fame, e i militari, dopo aver imposto un referendum burla, adesso proclamano tre giorni di lutto nazionale.

 “A cosa servono questi tre giorni di lutto nazionale dopo tre settimane dal disastro? L’unica cosa di cui abbiamo bisogno è che entrino più aiuti dall’estero! Preghiamo il mondo di intervenire il più presto possibile, anche senza il consenso del nostro governo che ci vuole uccidere lentamente”.
È un appello giunto oggi ad AsiaNews da un cittadino birmano che ha visitato le zone del delta dell’Irrawaddy, l’area più colpita dal ciclone Nargis. Il grido di dolore, anonimo per ovvi motivi di sicurezza, condanna l’inutilità dei gesti di facciata dalla giunta, che mentre fa sventolare bandiere a mezz’asta per tre giorni in tutto il Paese, continua ad ostacolare l’ingresso dei soccorsi dall’estero, indispensabili per arrivare ai 2,5 milioni di persone – secondo l’Onu – bisognosi di assistenza.
niziati oggi, i tre giorni di lutto nazionale rientrano nelle flebili aperture che di recente la giunta sta mostrando alla comunità internazionale, ma che non sono sufficienti a scongiurare una seconda catastrofe: quella che si sta consumando tra i superstiti di Nargis, lasciati a se stessi senza cibo e assistenza sanitaria. Il bilancio ufficiale delle vittime è fermo a 78mila morti e 56mila dispersi.
“Nei campi per gli sfollati – racconta l’uomo – si vive da giorni sotto miseri pezzi di plastica in decine e decine di persone; ognuno di noi ha perso almeno 4 familiari al passaggio del ciclone. I sopravvissuti non hanno vestiti, così si vede gente togliere gli abiti ai cadaveri che ancora si incontrano per strada; ci sono numerosissimi bambini feriti gravemente e che hanno bisogno di essere curati con urgenza. Siamo disperati!”.
E che fa comunità internazionale?
Che fa la Ue?
Rincorrono "farfalle", si sono mobilitati in pompa magna per delle baracche bruciate, e non una sillaba di condanna  contro chi sta uccidendo lentamente 30.000 bambini.
Orpheus


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2 aprile 2008

Eurabia: Bruxelles difende il partito islamico contro la laicità

 

Ora che finalmente gli anti corpi laici della Turchia kemalista avevano trovato un potente antidoto contro l’islamismo in doppio petto di Recep Tayyip Erdogan e di Abdullah Gul mettendo sotto accusa il loro partito davanti alla corte costituzionale di Ankara, che cosa fa la solita Europa dell’islamically correct? Solidarizza con i due sotto accusa.
E’ la stessa storia che è andata avanti negli ultimi sette anni dopo l’11 settembre. E l’altro ieri non c’è stata neanche l’eccezione che conferma al regola. Tutti infatti sanno, anche i sassi, che i due governi Erdogan stanno riportando la Turchia nel baratro del confessionalismo islamico. Certo non ancora wahabita o estremista, ma comunque a un passo dal Medio Evo. Con donne indotte a usare il velo e con altre fanatiche dell’hijab. Il tutto condito da sfoggi televisivi delle teste velate da parte delle consorti del premier e del capo dello Stato.
Che cosa doveva fare la Corte Costituzionale turca di fronte a queste constatazioni di attentati permanenti alla laicità dello stato? Niente altro che accogliere, come ha fatto, la richiesta avanzata il 14 marzo scorso dal procuratore della Corte di Cassazione, Abdurrahman Yalcinkaya, di chiudere il filo-islamico Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp), al governo, e di interdire per cinque anni da ogni attività politica i suoi massimi dirigenti, tra cui il presidente Abdullah Gul ed il premier Recep Tayyip Erdogan. Le esperienze pregresse ci portano a preconizzare molto presto un intervento riequilibratore da parte dell’esercito. Magari con un “sano golpe bianco” come già accaduto negli anni ’70 e negli anni ’80. Ma l’Europa che se la fa sotto con la Cina, fa invece la voce grossa contro la Corte Costituzionale di Ankara solidarizzando con il premier e il capo di stato islamisti.
Come ha riferito ai giornalisti il vice presidente della Corte Costituzionale, Osman Paksut, la decisione di procedere all’esame del merito sulla richiesta di chiusura dell’Akp è stata presa all’unanimità dagli 11 giudici della Consulta. Quattro giudici hanno chiesto l’esclusione dal caso del presidente Gul che, in quanto fondatore ed ex dirigente dell’Akp, è stato incluso dal procuratore Yalcinkaya nella lista dei 71 esponeti del partito per cui è stata chiesta l’interdizione dalle attività politiche per 5 anni. La maggioranza, tuttavia, aveva votato contro questa Richiesta di esclusione. Ora bisognerà attendere un anno per la sentenza ma forse meno per il golpe dell’esercito. Tra le righe si capisce che la Turchia laica, che vorrebbe entrare nell’Ue e restare alleata di Usa e Israele, piuttosto che strizzare l’occhio all’Iran come sta facendo Erdogan, si sta giocando quest’ultima chance per entrare in Europa al termine delle lunghissime trattative in corso. E per il bene loro e nostro, e alla faccia della Ue, dell’Onu e di tutti quelli che tifano sempre dalla parte sbagliata, sarà molto meglio che in Europa entri una Turchia laica piuttosto che quella odierna di Erdogan.
Dimitri Buffa-L'Opinione.it
Un'Europa non solo filo-islamica in nome del multicuturalismo, ma addirittura filo-fondamentalista....il bello é che si proclama laica e in nome della laicità ha intrapreso una guerra contro la religione cristiana. Per estirparne le radici.
Se non ci andassero di mezzo le nostre vite, ci sarebbe da ridere, davanti a tanta idiozia...
Orpheus


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6 marzo 2008

Nato e Ue preparativi di guerra per un film "anti-corano"

 
Nell’era del multicuturalismo un cortometraggio non ancora uscito e che nessuno ha potuto vedere sta già scatenando una mobilitazione internazionale degna di una guerra.
I vertici Nato sono preoccupati per la possibilità di una rapida escalation degli attacchi talebani in Afghanistan, con i militari olandesi bersaglio preferenziale dei terroristi islamici; il Pakistan ha convocato l’ambasciatore olandese per chiarimenti. Da Parigi, Sarkozy ha offerto il suo pieno sostegno al premier olandese Jan Peter Balkenende e sempre ieri, la Commissione Europea ha inviato una nota a tutte le sue delegazioni nel mondo che le istruisce su come affrontare l’eventuale scoppio di proteste violente delle popolazioni musulmane locali. All’origine di tanto tumulto c’è un documentario della durata di 15 minuti realizzato da un deputato olandese, Geert Wilders e che nessuno, come ho già detto, ha ancora avuto modo di vedere perché dovrebbe uscire su internet entro la fine di marzo. Ma quel poco di cui si è a conoscenza ha messo in fibrillazione mezzo mondo per la paura di ciò che potrebbe accadere, vista l’esperienza delle “vignette danesi”. Wilders ha infatti fatto sapere che il film intende dimostrare che il Corano è un libro “fascista” e che Maometto era che un “barbaro”. Per molto meno il regista olandese Theo Van Gogh è stato massacrato da un immigrato marocchino nel 2004 ad Amsterdam.
L’annunciato film di Wilders, che gira con la scorta per le minacce di morte ricevute, ha diviso il mondo politico e la stessa società olandese: Balkenende, sostenuto in questo solo da una parte della sua maggioranza, si è detto in totale disaccordo con le opinioni di Wilders, che ha più volte inutilmente pregato di rinunciare al suo progetto: teme l’esplodere in Olanda di gravi disordini provocati dagli immigrati musulmani, ma anche boicottaggi e attentati ai danni delle imprese olandesi nel mondo. D’altra parte, il premier deve tener conto che un’autocensura di Stato sarebbe un pessimo segnale: proprio ieri la Commissione Europea ha ricordato che “la libertà di espressione non può essere limitata”, oltre che allertare le delegazioni all’estero per possibili disordini.
Ma le più grosse preoccupazioni riguardano ciò che sta avvenendo nei paesi musulmani. Migliaia di afghani hanno protestato in piazza, mentre Iran ed Egitto minacciano un boicottaggio economico contro l’Olanda. Il ministro degli Esteri del Pakistan ha convocato l’ambasciatore olandese per dirgli che considera il film di Wilders blasfemo e che non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione. Insomma la storia si ripete: vignette danesi docet.
C
onsiderato come nei paesi musulmani RISPETTANO la libertà di religione, il minimo che possiamo fare e non rinunciare alla nostra LIBERTA’ D’ESPRESSIONE.
Si può chiedere il rispetto per il proprio credo solo QUANDO si rispetta quello altrui. 
E se un “libro sacro” esorta a diffidare degli infedeli (compresi ebrei e cristiani) e a ucciderli (Sure 5:54; 47:4; 9:29,123,216) dirlo apertamente non è blasfemia, ma la verità.
Orpheus


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13 dicembre 2007

La UE condanna le pressioni della Cina agli Stati "amici" del Dalai Lama


La Cina è tornata ad esprimere la sua contrarietà per la visita a Roma del Dalai Lama, a conclusione di un viaggio in Italia di dieci giorni.
Il governo cinese ha reso noto tramite il suo ministero degli Esteri di non apprezzare il sostegno o le manifestazioni di simpatia nei confronti del leader tibetano in esilio.
Il Dalai Lama, oggi a Roma per il Summit della Pace, ha parlato in  Campidoglio al fianco del sindaco della capitale Walter Veltroni. Incontrerà il presidente della Camera Fausto Bertinotti, ma non è stato invitato in Vaticano da papa Ratzinger. (se per questo nemmeno da Prodi, D'Alema o Rutelli NdO)
Intanto, con una risoluzione votata da tutti i gruppi politici, tranne gli euroscettici di Ind/Dem, il Parlamento europeo ha votato a Strasburgo una risoluzione che mette le autorità di Pechino sul banco degli imputati, ricordando tutte le violazioni dei diritti umani e condannando le pressioni della Cina agli "Stati amici" del Dalai Lama.
Il Parlamento europeo chiede al governo cinese di avviare degli autentici negoziati con il Tibet "tenendo in debita considerazione le richieste di autonomia per il Tibet da parte del Dalai Lama" e invita ad "astenersi dall'esercitare pressioni su Stati che hanno relazioni amichevoli con il Dalai Lama".
Gli eurodeputati, inoltre, ribadiscono la loro preoccupazione per le notizie di continue violazioni di diritti umani che "riguardano torture, arresti arbitrari e detenzioni, repressione della libertà religiosa, limitazioni arbitrarie del libero movimento e riabilitazione attraverso i lavori forzati".
Deplorano l'intensificazione della campagna "di educazione patriottica" in atto dal 2005 nei monasteri e nei conventi tibetani, che obbliga "i tibetani a sottoscrivere dichiarazioni di denuncia del Dalai Lama come pericoloso separatista".
Per l'Assemblea di Strasburgo l'Ue non ha colto "l'opportunita' dell'imminenza dei giochi olimpici per affrontare i casi scottanti dei diritti umani in Cina".
Gli europarlamentari ritengono infatti che le Olimpiadi di Pechino del 2008 "dovrebbero costituire un'importante occasione per focalizzare l'attenzione del mondo sulla situazione dei diritti dell'uomo in Cina". Quanto alle violazioni della liberta' di espressione il Parlamento europeo si dice preoccupato per il controllo e la censura dell'informazione via internet e invita le autorita' cinesi "a porre fine al blocco di migliaia di siti web, tra cui quelli di mezzi d'informazione europei" e a rimettere in liberta' lo scrittore Yang Maodong e gli altri 50 cyber-dissidenti e utenti del web detenuti in Cina.
Le relazioni commerciali dell'Ue con la Cina, chiedono gli eurodeputati, "siano subordinate a riforme in materia di diritti dell'uomo
"Per quanto riguarda la visita del Dalai Lama in altri paesi, abbiamo spiegato nei dettagli la nostra posizione in diverse occasioni", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Qin Gang.
Da L'Occidentale
Era ora....
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 13/12/2007 alle 22:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

12 dicembre 2007

Turchia più lontana dall'Unione europea grazie a Sarkozy

 
Turchia in stand-by. Grazie a uno sforzo diplomatico del presidente francese Nicolas Sarkozy, l'ingresso di Ankara in Europa subisce una battuta d'arresto. Probabilmente nessuno se ne sarebbe accorto, se il ministro degli Esteri turco Ali Babacan non avesse amplificato con la polemica la bocciatura, col pericolo di aggravare ulteriormente la crisi. In tema di allargamento, invece della solita formula «negoziati di adesione», nelle conclusioni del vertice comunitario di lunedì a Bruxelles, nel comunicato finale, i ventisette ministri degli Esteri europei si limitano a un'affermazione piuttosto generica: «Il Consiglio attende con ansia le conferenze intergovernative con Turchia e Croazia più tardi». Sostituzione non soltanto lessicale, se la si somma alle aperte critiche contenute nel testo verso lo scarso impegno nel processo di avvicinamento. «Il Consiglio si rammarica per il limitato progresso ottenuto nell'ambito delle riforme politiche», anche se i ministri aggiungono di rallegrarsi «per l'intenzione e il rinnovato impegno del governo turco di continuare il processo di riforma e di affrontare le lacune esistenti». Qui c'è lo zampino di Bernard Kouchner, il numero uno del Quai d'Orsay, commentano i turchi senza mai nominarlo, peraltro, incalzati da una raffica di richieste di «significativi sforzi in altre aree con la riforma giudiziaria, la lotta contro la corruzione, i diritti delle minoranze e il rafforzamento dei diritti culturali, delle donne, dei bambini, dei sindacati e il controllo civile dei militari». Ce ne sarebbe già a sufficienza, ma l'elenco viene completato fino in fondo e la Turchia viene nuovamente invitata ad applicare anche alla Repubblica greca di Cipro l'estensione del protocollo di Ankara sull'unione doganale con l'Ue: «Il Consiglio nota con rammarico che la Turchia non ha adempiuto al suo obbligo di piena e non discriminatoria attuazione del protocollo aggiuntivo» e infine sottolinea che «non è stato fatto alcun progresso verso la normalizzazione delle relazioni con la Repubblica di Cipro». In una nota distribuita alla stampa, il ministero degli Esteri turco reagisce contro «l'approccio diverso di uno Stato membro nei confronti della Turchia» e annuncia: «Per noi non è possibile mostrare comprensione per questo approccio. D'altra parte, abbiamo notato con piacere gli sforzi a nostro favore da parte di una larga maggioranza degli Stati membri Ue». Così, tanto per distogliere l'attenzione dai propri problemi interni.
Da Libero
E meno male che almeno ci pensa Sarkò.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 12/12/2007 alle 23:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

16 novembre 2007

La Ue boccia Pecoraro Scanio

 

Alfonso Pecoraro Scanio è talmente impegnato a dire di “no” a tutto, che alla fine non riesce a fare nemmeno una cosa che gli dovrebbe – almeno in teoria – stare a cuore: il Codice Ambiente. E così il Governo, mentre è impegnato a sopravvivere alla sua stessa Finanziaria, si becca pure l'ennesimo “euroschiaffo”. La Corte di Giustizia europea, infatti, ha condannato l’Italia a causa dei ritardi nell’entrata in vigore del Codice Ambiente in corso di revisione da parte dei tecnici del ministro Alfonso Pecoraro Scanio. Il supremo organo di giustizia europea infatti ha ritenuto il nostro Paese inadempiente nel recepire la direttiva Vas del 2001 relativa alla valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente. La Corte ha insomma rigettato il controricorso in cui non venivano contestati i fatti, ma veniva giustificato lo slittamento con la complessità della materia che si è intrecciata con le difficoltà e la tempistica della riforma in corso del cosiddetto Codice ambiente. La bocciatura è tanto più pesante dal momento che la commissione europea aveva rinunciato alla stessa causa contro l’Italia che era stata cancellata all’inizio del 2006 dopo l’emanazione del decreto legislativo 152, lo stesso che senza fortuna si sta tentando oggi di riformare.
“Successivamente - si legge nella sentenza – la Commissione europea venuta a conoscenza del fatto che era stata sospesa l’entrata in vigore della seconda parte del Codice ambiente (in cui era contenuta il recepimento della direttiva) a seguito dell’iniziativa di modifica voluta dal ministero dell’Ambiente, ha deciso di riprendere l’iniziativa giudiziaria, dopo due avvertimenti a gennaio e a luglio di quest’anno. Infine la condanna giunta l’8 novembre in cui la Corte sottolinea che uno stato membro non può invocare le giustificazioni addotte per sottrarsi agli obblighi prescritti talché non deve considerarsi un difficoltà anormale e imprevedibile la complessità della materia. I ritardi nella riforma del Codice Ambiente potrebbero a questo punto provocare ulteriori condanne per quel che riguarda le acque e i rifiuti”.
Da L'Opinione
Alemanno in confronto a mister "NO" era un vulcano di attività.
Questo non si capisce cosa bene cosa faccia, oltre a seminare il pecoraro-pensiero in ogni dove.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 16/11/2007 alle 0:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

10 novembre 2007

Invasione rom: il peggio deve ancora arrivare

  
Mentre l'Italia vive la più drammatica delle emergenze immigrazione, l'Unione europea, con una 'storica' decisione, si appresta a smantellare tra pochi giorni le frontiere interne con i nuovi stati membri dell'est. Inclusi i 12 valichi che separano il nostro Paese dall'Europa orientale lungo i confini con la Slovenia. Avete capito bene: dal prossimo 21 dicembre non verrà più sottoposto a controlli, nè richiesto di esibire alcun documento d'identità o passaporto -come accadeva finora- chiunque voglia entrare in Italia via terra o via mare partendo da Polonia, Slovacchia, Lituania, Estonia, Lettonia, Ungheria, Repubblica ceca e ovviamente Slovenia. E tra 2009 e 2010 si aggiungeranno al gruppo anche la Bulgaria e la stessa Romania, la quale per rimuovere posti di frontiera e annesse dogane attraverso una Commissione Nazionale di Autovalutazione (sic!) viene addirittura sponsorizzata dall'Ue con 500 milioni di euro. Ma in realtà neppure bulgari e rumeni dovranno attendere oltre. Gli basterà ad esempio recarsi dai loro fratelli slavi in territorio slovacco piuttosto che polacco, per ritrovarsi come per magia nel cosiddetto spazio Schengen: un'area unica senza più frontiere interne, che si estenderà dal Portogallo fino all'Ukraina. Per la gioia di criminali, terroristi, trafficanti, indesiderati irregolari ed espulsi, comunitari e non. Anche se sembra paradossale, dal momento dell'allargamento dell'Ue a Oriente sono infatti sbarcati nei Paesi dell'Europa ricca per così dire gli elementi migliori. Coloro che, al controllo del documento e del bagaglio in frontiera, non avrebbero avuto nulla da nascondere, pena il respingimento immediato da parte delle forze dell'ordine. Dal 21 dicembre invece si apriranno potenzialmente le porte anche ai delinquenti in fuga, o a chi non possiede i requisiti per il soggiorno all'estero (inclusi eventuali extracomunitari dalla pelle non troppo scura). Inevitabile conseguenza della rimozione di oltre cento valichi di ingresso in tutto il continente. Tra cui i dodici che hanno diviso per mezzo secolo Italia ed ex Jugoslavia: Tarvisio, Basovizza, Rabuiese, Pesa, Muggia, Casa Rossa, Stupizza, Predil, Uccea, Vencò, Fernetti e S. Andrea. Insomma andare e venire dall'est Europa sarà come oggi recarsi in Francia: niente più frontiere, polizia, controlli, file, documenti ecc. Solo la strada e il mezzo di trasporto prescelto, in completa libertà. Tutto sulla fiducia. L'ultimo comunicato ufficiale del Consiglio dell'Unione europea, datato 7 novembre 2007, parla chiaro: "I controlli alle persone alle frontiere interne dei nuovi stati firmatari (dell'accordo di Schengen) verranno aboliti". I 27 ambasciatori dei Paesi interessati hanno dato il via libera finale il 31 ottobre scorso, e proprio ieri c'è stata la ratifica dei rispettivi ministri dell'interno. Gli unici a rimanere fuori dall'apertura totale rimangono dunque Regno Unito e Irlanda, molto critici sui suoi effetti in chiave sicurezza, anche e soprattutto rispetto a chi proviene dal resto del mondo. Per scremare gli ingressi dall'esterno l'Unione si affida unicamente a un sistema informatico di scambio di dati denominato "Sis1+4all". Una sorta di cervellone elettronico con capo a Lisbona, che dovrebbe aggiornare di continuo le liste degli indesiderabili. Peccato che poi sulle strade d'Europa non ci sia più nessuno a monitorarne gli spostamenti. E comunque il programma riguarderà giocoforza le frontiere esterne, non più quelle interne, visto che stanno per scomparire. Sempre secondo l'Ue "Il grande vantaggio di Schengen è che facilita il movimento interno delle persone". Chissà perchè i cittadini romani di Tor di Quinto o quelli milanesi di Rogoredo stentano a comprenderlo. Sarà forse per la premonizione che il peggio debba ancora arrivare? La Commissione Nazionale Rumena di Autovalutazione Schengen ha approvato il 24 ottobre il progetto di adesione della Romania allo spazio Schengen. Il ministero dell'amministrazione e degli interni di Bucarest comunica che essa avrà luogo nel 2010, dopo aver speso in arcane "intense preparazioni" i 500 milioni stanziati ad hoc da Bruxelles alla voce "Facilità Schengen". Al governo italiano rimangono meno di un paio d'anni per chiedere una qualche moratoria ormai quasi impossibile verso le altre nazioni dell'est. www.laltrogiornale.com
Orpheus

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