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Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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23 marzo 2009

Quando è la verità ad essere stuprata: non c'è nessuno stupratore di capodanno

 
Stavo già per scrivere un pezzo indignato sulla seconda liberazione dello “stupratore” di Capodanno (se si tratta di diritti delle donne, non transigo), quando ho letto sul Giornale ciò che capitò veramente quella notte fra i due giovani, e che
nulla ha a che fare con lo stupro, ma   molto ha invece, a che fare con lo sballo d’ordinanza, con una società incapace di condannare la droga senza se e senza ma, con la malafede e con la pessima usanza dei giornalisti di “sbattere il mostro” in prima pagina, anche quando non lo è, dimenticandosi poi di riabilitare il poveraccio in questione o per lo meno, di scrivere la verità.
La verità è spesso “stuprata” ad uso e consumo dello scoop, e in questo caso dopo tanti stupratori immigrati, un giovane italiano, di 22 anni, è stato un boccone troppo succulento per non montare un caso.
Ma è una vergognoso com’è stata gestita l'intera vicenda, fra mezze verità e colossali menzogne.
Davide Franceschini la sera del 31 al festone della Fiera di Roma, fece quello che hanno fatto migliaia di giovani come lui, intronarsi con musica techno, luci strombo, alcol e droga. Lui era di Fiumicino ed era già fattissimo, perché si usa così.
Lei invece aveva 25 anni ed era di Genzano, zona Castelli, pure lei fattissima (é stata anche beccata, dopo in possesso di cocaina).
Non c’è bisogno di raccontare proprio, ma c’è da dire però il necessario per raccontare come si sono svolti i fatti e cioè che lei, per esempio, alle 4 e mezzo era ubriaca persa e ballava in mezzo a un gruppetto di ebeti che le si strusciava addosso, le tirava su i vestiti: tanto che un amico dovette intervenire per difenderla; e sarebbero fatti suoi, nondimeno, che lei in un momento imprecisato abbia anche avuto un rapporto sessuale con qualcuno che non fu, però, Davide Franceschini, ossia il ragazzo accusato d’averla stuprata: l’ennesima prova del Dna infatti non lascerà dubbi, quelle tracce sessuali appartengono ad altri. Mentre Davide, ovviamente strafatto, lo conobbe più tardi. Gli amici ricordano che verso le 5 del mattino i due si scambiavano effusioni senza problemi, ed erano quasi teneri mentre mano nella mano, alle 5 e 15, si dirigevano stravolti e barcollanti verso i bagni chimici dove ogni cosa accadde. Quanto avvenuto, di qui in poi, è sospeso tra la confusione di lei e il racconto di lui: che però verrà ritenuto credibile non solo dai giudici, ma anche dalla difesa della ragazza.
Tralasciando per quanto possibile i dettagli, successe questo: in bagno c’erano andati solo per una rapida fellatio da ascriversi al delirio di quella notte, ma lui, strafatto, non funzionava. Prese l’iniziativa, usò una mano, e qui è difficile entrare nell’ottica convulsa e alterata di chi è sovralimentato dalla cocaina: sta di fatto che a un certo punto lei gli disse che non era buono manco con la mano, e cominciò a sfotterlo, finché lui perse la testa e ogni confine fu superato ufficialmente, droga o non droga. Lui le fece violenza, sempre con la mano, le diede anche due pugni in volto.
E lei, poco più tardi, invocava aiuto e aveva delle macchie di sangue sul vestito. Disse che era stata violentata da più persone in mezzo alla pista, e uno di loro aveva una felpa bianca (Franceschini quella sera indossava una felpa bianca). Parve impossibile. Seguirà un’altra versione: un tizio con la felpa bianca l’aveva scaraventata in bagno e violentata. «La ragazza aveva ricordi confusi», dovrà annotare il giudice, una donna, «in quanto aveva bevuto e aveva assunto sostanze stupefacenti». Quello con la felpa bianca, intanto, quella notte era stato identificato mentre tornava a Fiumicino dopo aver già percorso 15 chilometri a piedi: ai poliziotti aveva ammesso solo d’aver sbaciucchiato una ragazza dei Castelli. Ci sarà una perquisizione a casa sua, e la felpa bianca verrà acquisita come fonte di prova. E ora andrebbe spiegato il contesto familiare di questo 22enne: che nessuno, beninteso, qui vuole compatire. Ultimo nato in una famiglia dove il fratello ha 20 anni più di lui, e dove tutti lavorano al forno di famiglia, la madre cominciò a pressarlo: che è successo, che hai fatto? Forse non era più chiaro neanche a lui: anche perché giorni dopo, quando lo chiamarono in questura per un confronto, la ragazza lo vide ma ufficialmente non lo riconobbe. E non l’ha riconosciuto mai, incastrata nelle troppe versioni di una storia che intanto si era gonfiata al punto da esporre la sua famiglia e indignare un Paese.
Pressato dalla madre, e su consiglio del suo avvocato, Davide decise di costituirsi. Non l’avrebbero mai beccato, se non l’avesse fatto: nessuna prova del Dna avrebbe potuto riscontrare un rapporto sessuale mai avvenuto.
Il fornaio 22enne, incensurato e balbettante di vergogna, impressionò anche il capo della Mobile, Vittorio Rizzi, che si premurò che potesse ottenere i domiciliari perché sennò s’impiccava, disse. Li ottenne. Il gip, alla luce dei riscontri raccolti, scriverà che «Le dichiarazioni della ragazza contengono almeno tre diverse ricostruzioni dei fatti incompatibili fra loro, sono smentite dalle altre fonti di prova, non sono riscontrate neanche dalla natura delle lesioni subite che invece ben si spiegano alla luce del racconto offerto dall’indagato». Lesioni, brutto reato: sta di fatto che nessuno, nel clima montante, col governo che si apprestava a varare un decreto antistupri derivante proprio da quel caso, nessuno, insomma, tanto meno i magistrati, si sognò di derubricare l’accusa di stupro in quella di lesioni. Eppure il pubblico ministero che ottenne i domiciliari per Davide Franceschini, per dire, è lo stesso Vincenzo Barba accusato di accanimento contro i due romeni del parco della Caffarella. E il gip che aveva acconsentito ai domiciliari, Marina Finiti, era nota per le dure condanne inflitte agli stupratori di una studentessa del Lesotho e a un giovane pirata della strada che per la prima volta nella storia giudiziaria italiana era stato incriminato per omicidio volontario anziché colposo: dovranno avvedersene anche gli ispettori ministeriali. Persino il legale della ragazza, Fabrizio Federici, lo ripeté più volte: «Gli arresti domiciliari a Franceschini sono ineccepibili». Mentre Pierangelo Maurizio, giornalista e consigliere del Fnsi, nel visionare le prime carte del caso Franceschini si chiedeva se la categoria non avesse niente da dire. A torto o a ragione, il clima era ormai quello che era: «Se non fanno giustizia come si deve, io giustizia me la farò da sola» mandava a dire la vittima mentre il padre era ancora più categorico: «Il ragazzo deve pensare a che cosa gli può succedere: io lo aspetto, non c’è problema».
Approvato il decreto antistupri, Davide Franceschini tornava poi in carcere negli stessi giorni in cui la ragazza veniva fermata per possesso di cocaina. E veniva nuovamente ri-liberato, Franceschini, nell’attesa di giudizio che riguarda un reato non migliore né peggiore di quello che semplicemente è: «Non c’è stato uno stupro per come comunemente s’intende, ma una violenza grave per la quale il ragazzo pagherà pesantemente», ha detto il suo avvocato Francesco Bergamini. Ma non è tempo di sottigliezze. Non è uno dei romeni di Guidonia, ma resta difficile che Davide Franceschini, da stupratore, divenga il lesionatore di Capodanno.

Le mie considerazioni su questa ennesima “storiaccia” le ho messe all’inizio, posso solo aggiungere, che è ora di smetterla di far diventare “divi”le vittime o i parenti delle stesse: se non hanno il buon gusto di tacere davanti alla loro disgrazia, bisogna che i giornalisti perdano la brutta abitudine di spettacolizzare il loro dolore: non serve a nulla, né alla vittima, né alla giustizia, crea solo dei “casi” che si gonfiano a dismisura a scapito della verità. Com’è successo a questo ragazzo, che non è uno stupratore, che pagherà salato, una serata di “ordinario” sballo, del quale però, non è l’unico colpevole. Si, perché anche la ragazza, ha le sue responsabilità.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 23/3/2009 alle 10:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

4 febbraio 2009

Giro di vite per gli stupratori

 
Il Senato ha approvato, a maggioranza, un emendamento della Lega che esclude gli arresti domiciliari per chi ha commesso uno stupro. L’emendamento prevede anche l’arresto in flagranza e l'esclusione dai benefici della legge Gozzini. Sicuramente non risolverà il problema degli stupri, ma almeno la vittima non si sentirà "offesa" nel vedere il proprio carnefice tranquillamente alloggiato in casa sua, in attesa del processo.
E' un segnale importante, perchè la mancanza della certezza della pena sta creando, da una parte un clima di profonda disillusione nella giustizia da parte dei cittadini e dall'altra una sottovalutazione dei delinquenti delle conseguenze penali dei propri atti.
Uno stupra una donna, malmena un povero malcapitato per divertimento, poi si pente e il solito giudice di buon cuore gli per mette di passarla liscia. Non é giustizia. 
Orpheus


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3 febbraio 2009

Basta pensare solo ai diritti di Caino

 
Che certe cose le scriva Repubblica, posso anche capirlo, che le scriva Filippo Facci sul Giornale, mi lascia alquanto perplessa.
Possibile che lo stupro sia un reato che a tutt'oggi venga ancora così gravemente"sottovalutato"?
Facci scrive che non c'è un'emergenza stupri perchè "È improbabile che siano aumentati rispetto a un mese fa, eppure i giornali ne ridondano". Forse non saranno aumentati, e forse il caso di Guidonia ha fatto da volano, portando alla ribalta altri stupri che altrimenti sarebbero passati sotto silenzio, ma l'emergenza c'è eccome, che poi i giornali se ne accorgano ad ondate non aiuta di certo.
Invece di "lucrare" sul caso eclatante dovrebbero portare avanti una seria e onesta campagna d'informazione, senza omettere e senza esaltare.
Sempre secondo Facci "non è positivo, che per cavalcare ogni ondata emergenziale si finisca coll’azzerare le conquiste della precedente".
E fra le "conquiste" cita appunto gli arresti domiciliari al 22enne di Roma, stupratore reo confesso, "probabilmente inevitabili e, secondo lui, addirittura giustificabili".
Siamo in uno stato di diritto é vero, e certe garanzie vanno mantenute, ma non si può affrontare un problema così devastante con diktat del garantismo davanti a tutto.
Ci sono reati che richiedono più severità e lo stupro è fra questi.
Se le leggi sono troppo garantiste, bisogna cambiarle e chiedere che siano cambiate.
Chi stupra deve andare in carcere immediatamente e deve rimanerci per almeno 15 anni, senza possibilità di domicilari sconti e attenuanti.
Che attenuanti può avere uno stupratore? NESSUNA.
Il perchè é presto detto nel caso della povera Sig.Reggiani, "la fiera resistenza della vittima" é diventata un'attenuante per il suo carnefice, che ha evitato l'ergastolo. Ergo bisogna non opporre resistenza perchè altrimenti forniamo un attenuante al nostro stupratore. E magari se stiamo immobili per evitare di essere massacrate come la Sig.Reggiani, troviamo un giudice che mette in dubbio lo stupro perchè non abbiamo opposto "fiera" resistenza. Ma che cavolo di GIUSTIZIA è questa? Chi subisce uno stupro paga per tutta la vita, e la galera per uno stupratore é il minimo.
Infine NON E' VERO che che certe decisioni - nella fattispecie certe scarcerazioni - dipendono dall’applicazione della legge. "In Italia, Codice alla mano, i giudici hanno un ampio potere discrezionale, sia nell’applicazione della carcerazione preventiva, sia al momento di quantificare la pena definitiva. Per la carcerazione preventiva basta uno solo dei tre seguenti requisiti: 1) pericolo di fuga; 2) pericolo di inquinamento delle prove; 3) pericolo di reiterazione del reato.
 Chi decide che uno stupratore, magari reo confesso, sicuramente non violenterà qualcun altro?
Il giudice, secondo il suo libero convincimento. E può sbagliare, come in molti casi è successo. Chi decide che uno stupratore sicuramente non scapperà, magari perché è agli arresti domiciliari? Sempre il giudice, e sempre secondo il suo libero convincimento. E può sbagliare, com’è successo guarda caso in questi giorni, quando un marocchino reo di violenza carnale e messo agli arresti domiciliari ha pensato bene di sparire, con tanti saluti alla sua vittima, che dal proprio dolore non potrà mai fuggire per tutta la vita".
Orpheus
PS. Penosi i Radicali che si sono recati a trovare gli stupratori di Guidonia, per accertarsi delle loro condizioni fisiche. Mai una volta che stiano dalla parte di Abele e che vadano a trovare le vittime di Caino.
Se é da condannare il tentativo di linciaggio di quei criminali e anche da deplorare l'atteggiamento di chi per fare sempre l'anima bella, calpesta il dolore altrui.




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permalink | inviato da Orpheus il 3/2/2009 alle 22:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

25 gennaio 2009

Cara Magistratura: assolvi lo stupratore e dacci oggi il nostro stupro quotidiano

 

«Vorremmo capire, ma non ci riusciamo. Gli arresti domiciliari?
Che significa per uno che ha fatto una cosa terribile come questa?
È vero, ci sentiamo abbandonati... ».

Queste sono le amare parole della mamma della ragazza stuprata a Capodanno, il cui stupratore reo-confesso, è stato mandato ai domiciliari, senza scontare un solo giorno di carcere.
Vorremmo capire tutti, il significato di questa sentenza che calpesta la giustizia, la dignità umana, il dolore delle vittime, e mette tutti, e sottolineo tutti in pericolo.
Quale messaggio arriva infatti ai criminali: “accomodatevi, rubate, stuprate e ammazzate che sicuramente un buon giudice “politicamente corretto” ma umanante e moralmente INDEGNO, vi permetterà di passarla liscia”.
Intanto è un bollettino di guerra, dopo gli stupri dei giorni scorsi. La rassegna degli orrori non si ferma. Anche ieri, tre nuove storie. A Brescia la vittima è una ragazza romena di 19 anni, violentata a turno da tre uomini (due romeni e un polacco) nel suo appartamento. A Genova, una settimana fa (ma si è saputo solo ieri), una donna di 30 anni è stata stuprata in pieno centro, nella zona di piazza Cinque Lampade, di notte, da due marocchini. E a Napoli dove però ci sono dei dubbi da parte degli inquirenti.

Riempire le strade di soldati può essere un deterrente, ma non porrà certo fine alla "saga" degli stupri etnici e non;
e l’indecenza di una magistratura che non solo assolve al suo compito, ma mette tutti a rischio, aggrava di molto il problema.
Dovremo trasformarci tutti in Charles Bronson per avere un po' di giustizia?


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permalink | inviato da Orpheus il 25/1/2009 alle 15:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

18 febbraio 2008

Uno stupro annunciato...



Sembra una storia incredibile. Ma non lo è, come non è la prima volta e non sarà l’ultima.
Un “uomo” stupra due sorelline. E’ condannato, ad una pena ridicola (sei anni e quattro mesi), ma non la sconta rimane libero di stuprare, con il solo divieto di dimora nella provincia di Agrigento e l’obbligo di firma
Due bambine violentate e il criminale che l’ha fatto ha come UNICA pena non potersi muovere da Agrigento e presentarsi al commissariato a firmare.
C’è da chiedersi cosa avevano in testa gli insigni giuristi che hanno devastato il codice penale con leggi iper-garantiste, che si limitano a dare un “buffetto sulla guancia” a coloro che distruggono vite umane.
La madre, pur sapendo che il pedofilo in questione (suo lontano parente) era stato accusato di violenza carnale su minori, gli affida sua figlia di quattro anni, perché a detta sua “era stato assolto per mancanza di prove” (l'ho sentita io al Tg.)
Basta guardarlo in faccia per aver paura ad affidargli persino il proprio cagnolino da portare in strada a sporcare, come gli si possa affidare una bambina di quattro anni, per me è un mistero.
Ammesso e non concesso che la madre abbia creduto alla frottola della sua innocenza, perché non si è informata presso i carabinieri dell’effettiva situazione penale dell’uomo?
Perché non ha usato le necessarie cautele di fronte ad un sospetto tanto grave, consegnandogli la figlia su un piatto d’argento?
Ma che cosa ha in testa questa donna? E i servizi sociali non dovrebbero farsi le mie stesse domande?
Dulcis in fundo i carabinieri lo vedono arrivare a firmare per lo stupro di due bambine, tenendo per mano una bambina piccola, nessuno che gli tolga la bambina, chiami la madre e l’avvisi del pericolo che grava sulla piccina.
Anche loro ma che avevano in testa, in quel momento?
Non sarebbe il caso che qualcuno se lo chiedesse?
Adesso c’è il solito can-can mediatico e tutti si domandano come sia potuto accadere che un pedofilo recidivo sia stato messo in condizione di reiterare il suo crimine.

E’ accaduto per superficialità, negligenza, e criminale imprudenza di chi è deputato a salvaguardare l’integrità fisica e mentale dei minori: gli adulti.

Ha pagato e pagherà tutta la vita solo una piccina di quattro anni, violentata sul sedile di una macchina, da un criminale che avrebbe dovuto ESSERE in galera.
Gianfranco Fini chiede la castrazione chimica, per i pedofili, scommettiamo che si alzerà il solito buonista del cazzo, a gridare allo scandalo?
Orpheus

PS. Io la castrazione gliela farei ma non chimica e senza anestesia.


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permalink | inviato da Orpheus il 18/2/2008 alle 21:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

13 gennaio 2008

«Un pugno, sta' ferma, ora soffri» Così mi hanno violentata

 
Sono due. Il mio corpo diventa una massa di lividi e ferite. Provo a urlare. Un pugno mi spacca il labbro inferiore.
Mi aprono la bocca. La usano. E la usano. Decidono di cambiare rotta.
Mi feriscono il palato. Ci incastrano dentro uno straccio incrostato di muco. Il loro.
La bestia mi urla. Sta ferma, allarga le gambe, lo sai come si fa? (...)
No... Il sapore della paura e della terra si mischiano e non li riconosco.
Uno di loro mi sputa addosso. Ride.
Combatto e mi dimeno... è buio. Il cuore smette di battere. Niente di me è mio.
La bestia che mi tiene ha le mani fredde e forti. Mi tira i capelli e mi tiene a terra (...) Slacciami i jeans... non obbedisco e continuo a dimenarmi come fanno i topi quando sono omai appiccicati alla colla... si dimenano e più si dimenano più si attaccano condannandosi a morte...
Sbottonali subito (...). Ti schifi forse...? Risate. (...)
Fammi sentire che ti piace dai.... apri la bocca ti ho detto!
L'odore puzzolente di questa miseria lo sento. Vomito e mi arriva una ginocchiata sulle costole.
I loro respiri sono forti perché sono due. I loro corpi pesanti. I loro aliti puzzolenti.
Il resto - quel poco resto di me - viene trattato come carne da macello, la bestia tira fuori un coltello e mi minaccia. Togli quei jeans o te li tolgo io. Dillo che hai paura!
Perché la paura mi piace sai... mi voglio godere la vita perché (...) non sono mica come te io. (...) Adesso hai paura vero?
Dimmelo! Scaglia il suo coltello su di me e taglia i jeans, e taglia anche me: il calore del mio sangue si spande e mi scalda le gambe.
Tu, non mi vuoi, vero? Chiamami per nome dai, inventane uno.
Quanti anni hai? (...) Quanti anni hai pecorella? Non lo so più quanti anni ho, ho sempre più freddo (...) Allarga le braccia (...) e spalanca bene le gambe che diamo una lezioncina alla tua gattina... Vero compà? (...)
Sento un peso sopra lo stomaco e poi un urto secco nella parte dall'infinito. Non sento dolore. Non sento più niente. (...).
Aspetta che bevo e vedrai che dopo ti piacerà e mi dirai ancora e io non lo so se dopo mi andrà ancora. (...) Rutta sul mio viso e (...) si spinge dentro di me. E spinge. Mi strappa la maglia.
Ora il suo respiro è più forte. Si avventa sui miei seni e mi strappa un capezzolo. Non ho più fiato per urlare, non ho più respiro nei polmoni. (...) Voglio che urli per Dio perché il dolore mi serve per venire, come fai a sopportare senza fiatare(...)? Ti ho mutilata scema!
Non so se una parte del mio seno sia ancora attaccato alla pelle.
Sono ancora qualcosa?
Prego di morire ma crudelmente rimango.
Lo sai perché mi piaci pecorella? Perché tutto di te è così inutile.
Mi sto già annoiando ed è tutta colpa tua. (...)
Uccidimi ti prego. Mi preghi? Allora hai visto che sono Dio...
Compà guardala, non ti viene voglia?
Mica è tanto bella così. Dai che te la lascio. Sei la mia statua di pelle umana. Ho paura. (...) Le mani che mi tenevano lasciano la morsa e mi liberano.
Io strisciante cerco di scappare (...) Dove pensi di andare? E mi arriva un altro calcio sul costato e la lama del coltello mi ferisce il petto, ma il dolore non lo sento...
La bestia urla. Cominci a stancarmi, sembri di pezza. E va bene te la sei cercata. Ora faccio tutto da solo. Mi alza. Compa' vieni qui e tienila forte da dietro. (...) E dimmi che ti faccio male! (...) Urla... chiedimi di smettere (...) Io. Nuda come la follia. Nuda come l'inizio e la fine.
Mi sputa addosso la bestia, vuole parlare con me. Perché mi guardi così? Guarda... è quasi giorno e questa si fa sventrare senza dire una parola.
Gli avvoltoi sfiorano il sole. Gli avvoltoi sono rapaci e volano sulle ombre come me che che vivo l'ora del vuoto. (...)
Compa' lasciala, è quasi giorno, stanno per arrivare quelli della nettezza. Lasciala là la mondezza che passano e la buttano.
Mi lasciano là sulla terra ricoperta di catrame che per me era la strada di casa. È piena del mio sangue. Uccidimi, non lasciatemi qua. Uccidimi. (...) Mi hanno lasciato là morta ma viva (...).
Quel giorno sono morta, era il 3 febbraio del 2002.
Da Libero-
Per uno stupro come questo i criminali rischiano da 6 a 12 anni (per via dell'uso di un arma, altrimenti é da 5 a 10). Ma il massimo della pena non é mai comminata. Ci sono tante attentuanti per gli stupratori: per matrimonio o se la giovane violata non é "più vergine", oppure se la donna indossa un jeans, in questo caso é addiruttura consenziente...
Quindi dai sei, sette anni, si scende a due, qualche altro "coniglio dal cappello" e lo stupratore sconta pochi giorni di galera.
La donna al contrario paga per il resto della sua vita.
Una vergogna, questa si, indegna di un paese civile.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 13/1/2008 alle 22:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

16 novembre 2007

Aggredito e stuprato, rischia la galera per 'omosessualità'


 Spesso parlo delle persecuzioni che donne e omosessuali subiscono nei paesi a maggioranza musulmana, la storia che riporto sotto (e che mi é stata lasciata con la preghiera di divulgarla) é l'ennesima testimonianza dell'oscurantismo in cui vivono all'alba del terzo millennio,  centinaia di milioni di musulmani.  Centinaia di milioni, lo sottolineo, non qualche balordo fanatico in qualche paesino sperduto nel nulla.
Sta facendo scalpore la storia di un adolescente franco svizzero che a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, ha portato in tribunale tre cittadini degli Emirati (uno è minorenne) per aggressione e stupro. Una battaglia difficile, condotta dalla madre del ragazzo quindicenne, la svizzera Veronique Tobert: i tre rischiano la pena di morte, ma il giovane denunciante, che oggi li ha affrontati in tribunale, rischia per parte sua di essere perseguito dalla giustizia. Negli Emirati Arabi l'omosessualità è un reato, dunque lo 'stupro contro un omosessuale' non esiste e chi ammette di aver avuto contatti omosessuali, anche obbligati, viene socialmente bollato.
Il caso sta avendo grande risonanza anche in Francia, grazie a Veronique Tobert, giornalista di origini svizzere, che il 23 ottobre ha lanciato il sito internet www.boycottdubai.com.
"Ringrazio tutte le persone che hanno lasciato i loro commenti sul sito", ha detto da Dubai, dove ha assistito all'udienza del processo che oggi è stato aggiornato all'11 novembre.
Il sito chiede il sostegno del pubblico e di personalità affinché gli Emirati riconoscano il reato di stupro di natura omosessuale e si dotino di strutture adeguate per curare i malati di Aids. Uno dei tre aggressori è infatti sieropositivo e Veronique Tobert accusa le autorità di averlo tenuto nascosto. Il figlio, dopo lo stupro, sarebbe anche stato insultato come 'omosessuale' da un medico legale.
"E' un vera battaglia quella che sto conducendo perché questo non capiti più", ha detto la madre che è una giornalista.
"Abbiamo fatto ricorso contro i governi di Abu Dhabi e di Dubai in Francia e in Svizzera per aver tentato di coprire la vicenda", ha aggiunto la signora Robert."Le autorità non ci hanno dato la possibilità di far curare nostro figlio con una terapia preventiva all'estero. Sapevano dal 2003 che uno degli aggressori era sieropositivo. Ma ci hanno mentito perché è una questione tabù", ha detto.
La vicenda risale al 14 luglio. Il giovane franco-svizzero in compagnia di un amico usciva da un centro commerciale di Dubai quando un giovane degli Emirati che conosceva ha proposto loro di riaccompagnarli in macchina con altri due sconosciuti. Ma il veicolo ha preso la strada del deserto dove si è consumata l'aggressione. La vicenda e la campagna condotta dalla signora Robert hanno provocato il crescente imbarazzo delle autorità degli Emirati, in particolare di quelle di Dubai, che vogliono fare del Paese un centro turistico e degli affari di importanza mondiale
La notizia si è diffusa grazie ad un articolo apparso oggi sul 'Financial Times'.  Il processo ai tre non è ancora terminato - l'accusa e' di sequestro di persona e di violenza sessuale -, ma i tre continuano a proclamarsi innocenti nell'indifferenza dell'opinione pubblica.
Veronique Robert ha anche accusato 'l'intero sistema politico' di aver tentato di dissuaderla dal procedere contro gli uomini affermando che suo figlio rischiava la galera per un accusa di omosessualità. Per il momento, il governo di Dubai non ha voluto commentare.
Da Gay.it
Sembra impossibile, ma queste cose sono all'ordine del giorno in quei paesi. Gli omosessuali non solo vengono perseguitati ferocemente dal popolo, ma la Sharia, che é la legge vigente nella maggioranza dei paesi islamici, LI CONDANNA, anche a morte. A morte per impiccagione... e  Ahmadinejad va in giro nelle università americane a "vantarsi" che non ci sono omosessuali in Iran...
Come non l'hanno tirato giù da quel palco, e non gli hanno fatto assaggiare un po' della "medicina" che lui distribuisce a piene mani, nel suo disgraziato paese, proprio non lo capirò MAI...
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 16/11/2007 alle 23:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 novembre 2007

Arabia "Inaudita": vittima di stupro condannata a 200 frustate


A leggere queste notizie, sembra impossibile che certe nazioni facciano parte della stesso mondo,  a cui appartiene l'Occidente, e con poche ore di aereo possano essere facilmente raggiunte. Sembra di leggere "cose di un altro mondo", o meglio di un'altra epoca in cui la donna era schiava del maschio-padrone.
Altresì mi sembra impossibile che ci sia qualcuno che consideri civile un paese dove la legge condanna una vittima di stupro a sei mesi di carcere e 200 frustate.
Questa é la condanna inflitta in appello da un tribunale saudita a una ragazza stuprata da sei uomini che se la sono cavata con pene da 2 a 9 anni di reclusione. La colpa della ragazza? Farsi trovare dagli stupratori "appartata con un uomo". Reato gravissimo in Arabia saudita dove vige la legge islamica della Shariya. E che ha consentito ai sei di evitare la pena capitale prevista in questi casi.
La vicenda, accaduta nel Regno wahabita in una piccola città vicino ad al Qatif, ad una ragazza che all'epoca dei fatti aveva 19 anni, è riportata dal quotidiano palestinese al Quds al Arabi.
La ragazza si era "appartata" in compagnia di un ex-ammiratore, con l'unico intento di farsi ridare una sua fotografia, che ingenuamente gli aveva fatto avere, e che rivoleva dopo essersi fidanzata con l'uomo SCELTO dalla famiglia.
L'aggressione é avvenuta mentre è "appartata" con lui in automobile. Sette uomini armati di coltelli la sequestrano puntandole una lama alla gola. La portano in una fattoria fuori città. E a turno, la violentano "due volte ciascuno". Uno del branco scatta anche delle foto usando il cellulare della vittima. "Mi hanno detto di non dire niente dello stupro, che altrimenti avrebbero spedito quelle foto a tutti dal mio telefonino".
Quando torna a casa, tenta il suicidio e finisce in ospedale. A quel punto, rivela la verità e sorprendentemente il promesso sposo non la ripudia. Ma si mette alla ricerca dei colpevoli che riesce a trovare in un mercato di pesci.  Insieme, sporgono denuncia alla polizia. 
A  quel punto iniziano i loro guai con la giustizia e la società. Nell`aula del tribunale la giovane, da imputata, viene interrogata tre volte. Tre domande che non hanno nulla a che vedere con quello che ha subìto. Per i giudici anche lei è colpevole, e viene trattata da colpevole.
Ora si trova condannata. Addirittura, il suo avvocato e attivista per i diritti civili Abdul Rahamn al Laham, che ha reso noto il caso, è stato sospeso dalla professione. Il legale dovrà persino sottoporsi a "una commissione educativa", ordinata dal ministro della Giustizia.
La giovane non ha trovato neppure il conforto della famiglia: il fratello più giovane l`ha picchiata per aver gettato la famiglia nel disonore.  Solo il fidanzato é rimasto al suo fianco.
In Siria,  a Damasco invece gruppi di misteriosi aggressori attaccano ragazze vestite all'occidentale con siringhe, spruzzando acido corrosivo sui loro corpi. La tv satellitare al Arabiya ha lanciato ieri la notizia, si sospetta che dietro queste intimidazioni ci siano gruppi fondamentalisti che vogliano imporre il velo islamico alle giovani donne della laica capitale siriana. Alla netta condanna dei laici, s'oppone una presa di posizione di alcuni ulema religiosi, come lo Sheikh Ahmed Ramadan, che propone l'istituzione di ronde islamiche sul modello del corpo «Per la promozione del Bene e la repressione del Male», cioè la polizia religiosa esistente in Arabia saudita e in Iran.
Per le donne quei posti sono un inferno. Purtroppo, quando arrivano da noi, la situazione non migliora di molto, perchè abbiamo dei cervelloni, che chiamano queste barbarie "usi e costumi" e vorrebbero permetterle anche qui da noi. Noi donne italiane, dobbiamo fare tutto ciò che é in nostro potere per aiutate le nostre "sorelle" musulmane, lottando perchè non passi la boiata degli "usi e costumi". Democrazia e libertà, sono un diritto basilare, e quegli "usi e costumi" le negano totalmente.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 15/11/2007 alle 23:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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