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Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


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In questo blog i commenti ai post
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ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
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Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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2 novembre 2008

Antiproletari di tutta Italia unitevi, un sindacato che vi appoggia lo trovate subito


Stipendi d’oro, carriere senza controllo, nepotismi, auto blu, benefit e alberghi di lusso Ecco chi sono i nuovi barricadieri che stanno bloccando il Paese. Una casta di ipergarantiti: baroni universitari e piloti.

Cominciamo dai baroni, tanto solertemente aiutati nella loro "sacrosanta crociata" per mantenersi sprechi e privilegi, da torme di ragazzi inconsapevoli e incoscienti o semplicemente "annebbiati" da un'ideologia ottusa, serva ormai delle caste privilegiate.
La tabella del CdS sopra mostra i debiti delle nostre università:secondo le ultime stime, le spese per gli stipendi di docenti e dipendenti tecnici o amministrativi pesano per 6,3 miliardi di euro, ovvero l’89 per cento del fondo di funzionamento ordinario (Ffo) stanziato dallo Stato.
In talia sono attivi 5.500 corsi di laurea, 37 dei quali attivi con un solo studente, 327 facoltà che non superano i 15 iscritti, 320 sedi distaccate per 94 atenei, e con questo exploit di "sapere" produciamo meno laureati del Cile e non c’è un solo ateneo italiano tra i primi 150 al mondo".
I rettori dissentono a chiacchiere, fatti e numeri, nisba, però bontà loro, ammettono che é necessaria un'autocritica (ma senza toccargli gli stipendi e i
privilegi, evidentemente).
E adesso passiamo ai "fichetti" del cielo: gli unici in Italia, ma penso OVUNQUE, ad avere mesi lavorativi 28 giorni e giorni lavorativi che durano 6 ore, mentre quelli di riposo durano 33 ore.
Infine grazie alla "dura" lotta sindacale i piloti si godono 45 giorni di ferie, per distacchi e permessi delle 9 sigle aziendali, Alitalia spende13,5 milioni di euro l’anno, 5 volte più della media del settore.
 
In compenso gli stipendi sono tutt'altro che stringati: un pilota appena assunto guadagna 68.000 euro ma l’anzianità gli consentirà di arrivare a 121.000, mentre un comandante va da 88.000 a 174.000: una media complessiva di 120.000 euro nel 2006, secondo l’Aea (Association of European Airlines), questo perchè i nostri piloti lavorano in media 60/100 ore meno dei loro colleghi stranieri: 580 ore per ciascun pilota Alitalia nel 2005. Il che ha aumentato a dismisura il personale un esempio:i 180 piloti in organico per far volare cinque aerei cargo che producono un buco di 71mln di euro.
Ma non é finita agli stipendi base, vanno aggiunti dei benefit UNICI al mondo.
C’è l’indennità di volo garantita a tutti, compreso chi sta a terra, e anche quella di non volo. Fino al 2005 compariva una voce soprannominata "indennità Bin Laden" per chi volava sul Medio Oriente. Oppure l’"indennità lettino" spettante ai 350 piloti dei quattro Boeing 767 posseduti da Alitalia, apparecchi privi di cuccetta per la pausa di riposo: disagio compensato con una somma che poteva arrivare a 1.800 euro mensili versata anche a chi viaggiava su velivoli che la brandina ce l’avevano (praticamente lo stipendio di DUE giovani appena assunti).

Queste e altre voci sono state sostituite da un’unica indennità di volo giornaliera: 177 euro per un comandante di voli a lungo raggio, 164 a medio raggio, cui si aggiunge la diaria di 42 euro. Indennità percepite intere, anche se il pilota vola soltanto mezz’ora oppure è in volo di trasferimento. E queste voci sono tassate soltanto al 50 per cento.

I piloti sono l’unica categoria di lavoratori dipendenti con l’auto blu. Prima di partire, la compagnia li preleva nelle loro case romane e li riaccompagna da Fiumicino quando staccano, per un esborso di 7 milioni di euro annui. Alitalia spende altri 45 milioni per trasferirli e alloggiarli a Milano quando l’indomani devono decollare da Linate o Malpensa: qualsiasi altra azienda li trasferirebbe in Lombardia, Alitalia no. I nostri piloti  non possono essere sottoposti allo stress da trasloco, e nemmeno a quello da trasferimento: metà del tempo di volo tra Roma e Milano viene considerato orario di lavoro. Anche se sono seduti in una poltrona di prima classe con le parole crociate, invece che alla cloche. 

A creare queste caste d'oro,  mantenute decurtando con tasse inique gli stipendi di tanti poveri lavoratori, sono stati i sindacati, che hanno abusato di un diritto nato, per difendere i proletari: il diritto allo sciopero e l'hanno trasformato in un'arma di ricatto per categorie di privilegiati.
E poi la sinistra si chiede come mai i proletari non la votano più?
Orpheus 

28 giugno 2008

L'"Operazione trasparenza" e il sindacato oscuro


I numeri diffusi dal ministero della Funzione Pubblica non svelano nessun segreto di Stato. Distacchi (retribuiti) e permessi sindacali (idem) sono previsti dalla legge e dai contratti collettivi.
Tutti sanno che ci sono.
Di nuovo, da ieri, sappiamo solo quanto l’attività sindacale pesa sulla pubblica amministrazione e sulle tasche dei contribuenti: un milione e 369mila giornate lavorative l’anno, per un costo, non piccolo, di 121,4 milioni di euro.
Come si spiegano, allora, l’imbarazzo (evidente) e l’ostilità (celata a fatica) con cui Cgil, Cisl, Uil e le altre sigle hanno accolto la pubblicazione di queste cifre da parte del ministro Renato Brunetta?
Semplice: si spiegano con l’abitudine pluridecennale dei sindacati di fare tutto all’oscuro dei cittadini. Che poi sarebbero i loro finanziatori, ma siccome si tratta di finanziatori spesso inconsapevoli, meglio che continuino a rimanere tali. Nel torbido si pesca meglio.

I sindacati italiani sono “oscuri” in quasi tutti gli aspetti della loro esistenza. L’articolo 39 della Costituzione stabilisce che l’unica condizione richiesta alle organizzazioni sindacali è «un ordinamento interno a base democratica». Peccato che la democrazia, ovvero la conta dei numeri, sia aliena dalla logica sindacale. Non esiste - anche perché i sindacati non la vogliono - una legge che misuri e regoli il loro potere di rappresentanza. Non è trasparente né democratico nemmeno il modo con cui i sindacati ottengono nuovi iscritti e mantengono quelli che già hanno.
Nel 1995 gli italiani, tramite referendum, con il 56% dei voti abrogarono la norma che obbliga i datori di lavoro a versare ai sindacati, automaticamente, le quote per conto dei lavoratori iscritti. I sindacati dissero che quel voto era un attentato alla democrazia.
In realtà non è cambiato nulla: scomparsa dall’ordinamento giuridico italiano, la norma è stata inserita negli accordi contrattuali di lavoro. Il rinnovo del tesseramento è automatico, cioè va avanti sino a quando il lavoratore non comunica formalmente di voler ritirare la sua iscrizione.
E sfilarsi, specie se sei un dipendente pubblico, non è cosa semplice: se la delega non è revocata entro il 31 ottobre, lo sventurato resta iscritto al sindacato e continua a pagare per l’intero anno seguente.

Poi ci sono le iscrizioni che i sindacati ottengono “aiutando” i pensionati a compilare i moduli per la pensione di vecchiaia: tra le tante firmette da apporre, una - tutt’altro che obbligatoria - delega l’Inps a trattenere ogni mese, dal sudato assegno, le quote da girare al sindacato. Se l’interessato non presenta disdetta, il prelievo va avanti fino al suo passaggio a miglior vita. Anche in questo caso il ritiro della delega non è immediato, ma fa effetto solo dopo tre mesi.

Oscuri nel finanziamento, i sindacati non possono certo diventare limpidi al momento di presentare il rendiconto. Le imprese quotate in Borsa sono obbligate a dare conto di ogni spicciolo che incassano e dell’uso che ne fanno. Ma i sindacati, associazioni i cui azionisti - volenti o nolenti - sono tutti i contribuenti italiani, si guardano bene dal presentare un bilancio trasparente, dallo spiegare le ragioni degli ammanchi che spesso si verificano nelle camere del lavoro territoriali e dal dare conto di quanto arriva da ogni voce di finanziamento, inclusi i cosiddetti “enti collaterali” come i patronati sindacali, i centri di assistenza fiscale, gli enti di formazione, le associazioni dei consumatori e gli enti di cooperazione allo sviluppo internazionale.

Una filosofia, insomma, opposta a quella che Brunetta sta cercando di portare nella pubblica amministrazione, che con i suoi 3,4 milioni di dipendenti è di gran lunga il primo datore di lavoro d’Italia. Dopo gli stipendi dei dirigenti del suo ministero e l’elenco dei consulenti di tutte le amministrazione d’Italia - almeno di quelle che hanno collaborato all’iniziativa del ministro, tra cui non figura, ad esempio, la magistratura - la pubblicazione dei dati relativi a distacchi e permessi sindacali serve proprio a far capire ai cittadini che fine fanno i loro soldi.

Perché il bello, nonostante quel che ne pensa Tommaso Padoa-Schioppa, non consiste nel pagare le tasse, ma nel sapere che lo Stato ha usato i tuoi soldi in modo decente o, in alternativa, nel mandare a casa, a calci nel sedere, chi li ha sprecati. È il principio, molto liberale, del “conoscere per deliberare”. «Operazione trasparenza» la chiama il ministro. Il giorno che il sindacato farà qualcosa di simile ne guadagneranno tutti. Lavoratori e contribuenti per primi.
Fausto Carioti
E' proprio da "moralmente e antropologicamente superiori" fregare gli anziani, carpendogli una firma che li impegna a pagare vita natural durante, senza informarli.
Verrebbe da dire se fossimo "colti" come Di Pietro che é da delinquenti e truffatori.
Orpheus


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18 aprile 2008

L’altra casta, quella dei sindacati, il nuovo libro di cui non parlerà nessuno


Il primo libro sulla “casta”, quella politica ha fatto furore, un battage mediatico senza limiti, ripreso da giornalisti e opinionisti, da grillini e no-global, da destra e sinistra. Un’operazione ad hoc, che ha messo alla gogna l’intera classe politica, a mio parere, un’abile manovra per mitigare i disastri del governo Prodi, stemperandoli con gli scandalosi privilegi dei politici, per creare un presunto sentimento di antipolitica, necessario a formare la “cortina fumogena” dietro la quale nascondere il vero sentimento di “antisinistra”, venuto prepotentemente a galla nelle recenti elezioni.
Gli italiani infatti sono corsi a votare, rifilando un bel vaffa a Grillo, e "batostando" sonoramente i compagni.
Adesso è appena uscito un libro che prende di mira un’altra casta, non meno privilegiata e potente di quella politica: quella dei sindacati. Scommettiamo che di questo libro ne parleranno in 4 gatti?
Il titolo è significativo “L’ALTRA CASTA” di Stefano Liviadotti, giornalista economico dell’Espresso, ed è un’inchiesta sui privilegi della casta dei sindicati.
Liviadotti va a curiosare tra i bilanci delle organizzazioni e le ambizioni politiche dei suoi leader. Non solo giri d’affari rilevanti, ma anche la formazione di una sorta di casta burocratica sempre più lontana dal paese reale, come quella della politica.

Un assaggio di questi privilegi?

I sindacati hanno avuto i loro immobili gratis, grazie ad una legge: la numero 902 del 18 novembre 1977, che ha assegnato la proprietà del 93% dei patrimoni residui delle organizzazioni sindacali fasciste soppresse alle più importanti confederazioni sindacali e alle associazioni d'impresa (Cgil, Cisl, Uil, Cisnal, Cida, Legacoop ecc.). La stessa legge stabilì che questi trasferimenti di proprietà dovevano essere “esenti dal pagamento di qualsiasi tassa o imposta”.
Nel suo libro Livadiotti ha provato a quantificare il valore reale degli immobili posseduti da Cgil-CislUil. Impresa improba, visto che per legge i sindacati sono esentati dall'obbligo di presentare un bilancio consolidato
Lodovico Sgritta, amministratore della Cgil, ha detto che “deve trattarsi di una cifra davvero impressionante”.
Il "sindacato rosso" possiede 3000 sedi sparse in tutta Italia, la Cisl, invece, di sedi ne conta 5000, “quasi tutte di proprietà”. L'unico sindacato ad aver messo nero su bianco è la Uil, che ha fondato una Spa chiamata "Labour Uil" nella quale sono concentrati gli investimenti nel mattone. In bilancio ci sono immobili per oltre 35 milioni di euro. Tra questi non c'è la sede nazionale di via Lucullo, a Roma stimata da Angeletti tra i 70 e gli 80 milioni di euro.
Potenzialmente la legge concede ai sindacati la facoltà di non pagare l'Ici, un decreto (504 del 30/12/1992), esenta dal versamento gli immobili di enti non commerciali “destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive”. L'esenzione, però, scatta soltanto se l'immobile in questione è intestato direttamente al sindacato. 
Cgil-Cisl-Uil hanno scelto di affidare la gestione dei loro immobili a società terze. Non per amor patrio e desiderio di pagare le tasse, ma perché capitava che alla morte di un segretario generale, qualcuno dei parenti rivendicasse diritti.

E intanto Epifani dice NO, a Berlusconi sul taglio dell’ Ici e la detassazione degli straordinari…quando si dice battersi per l'interesse dei  proletari!!!!
Per Epifani "la priorita' é restituire quanto prelevato con le tasse ai lavoratori e ai pensionati", ovviamente NON dice da CHI, come se n'è guardato bene da organizzare scioperi a gogò, contro un governo che ha portato la pressione fiscale REALE quasi al 50%....
Ho solo un dubbio se aizza la piazza, per protestare contro il taglio dell'Ici, ci saranno “coglioni” pronti a seguirlo?

Anche questa notiziola è interessante

Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 18/4/2008 alle 21:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

4 marzo 2008

Ancora intimidazioni a carico di Esselunga e di Caprotti

  <b>Mobbing, la cassiera in lacrime<br>"Umiliata, ho pensato di morire"</b>
Sabato 1° Marzo i sindacati hanno indetto uno sciopero con “presidio” e picchettaggio nel supermarket di Vle Papiniano a Milano, esteso a tutti i negozi dell’azienda.
In v.le Papiniano il presidio, sabato mattina, era costituito da circa una 50ina esterni al negozio, cui si sono unite due Signore, rappresentanti sindacali di quel supermarket. Nessun’altro dei dipendenti di Vle Papiniano si è unito.
Nel tardo pomeriggio di sabato, 21 lavoratori hanno scioperato nel negozio di via del Gignoro a Firenze, e 11 nel negozio di Borgo san Vitale a Bologna.
L’azienda, sabato 1° marzo, ha funzionato regolarmente. La bagarre stile anni ’70 falsamente raffigurata da organi di parte, non c’è stata. Esselunga sabato ha servito 657.424 clienti.
Pretesto per questa conclamata agitazione sarebbe un accadimento tutto da chiarire sul quale le FdO, prontamente intervenute su nostra chiamata, e la Magistratura esperiranno le loro indagini. Attendiamo con fiducia.
Questi i fatti.
Repubblica ha dedicato all’evento due intere pagine preconfezionate, nell’edizione di sabato, e due in quella di domenica. Rai tr, televisione di Stato, ha dato all’agitazione ed alla sua causa un grande rilievo.
La bieca luce nella quale è stata posta Esselunga, dipinta come azienda reazionaria, arcigna e senza scrupoli, nuoce gravemente alla sua reputazione ed alla sua immagine di azienda moderna, aperta e amica..
Il danno che ne nasce a tutti i livelli, umani, del lavoro, commerciali, politici (pubbliche amministrazioni locali) è enorme.
Riteniamo giusto portare questa verità a conoscenza del pubblico e denunciare IL CLIMA DI INTIMIDAZIONE artatamente creato a nostro danno da taluni sindacalisti, politicanti e giornalisti. In un palese concerto.

Accertata la realtà dei fatti, ci attiveremo in ogni modo nei confronti di CGIL, UIL. Repubblica e Rai per un risarcimento dell’ingente danno subito.

Ringraziamo i nostri dipendenti, i clienti e quella larga fascia di pubblico che ha conservato la propria indipendenza di giudizio, per il supporto che ci vorranno dare. Esselunga.

Questa lettera di Esselunga, occupava un’intera facciata a pag. 22 del Sole 240re di oggi.
La campagna d’intimidazione contro la catena di negozi di Bernardo Caprotti è veramente indecente di una democrazia.
Ho visto alcune scene trasmesse alla Tv di Stato dove dei figuri urlavano “vergogna” fuori e dentro dal negozio, spaventando anche i clienti.
Non pensano questi “rappresentanti dei lavoratori” che tale azioni AVVENTATE e basate su notizie NON CONFERMATE da nessuna fonte giudiziaria, nuocciono ad un’azienda, la quale può a sua volta finire in brutte acque e quindi dover licenziare quegli stessi lavoratori?
E’ così che ne tutelano gli interessi?
O piuttosto tutelano gli interessi della “piovra” rossa targata Coop?
L’episodio denunciato da Repubblica  ha del ridicolo, ad una cassiera sembra sia stato impedito di andare al bagno e questa pare se la sia fatta addosso mentre batteva la merce al suo posto di lavoro, come se ciò non bastasse è stata picchiata da ignoti (perché avrebbe denunciato il fatto). Come ignoto è il nome dell’aguzzino che avrebbe impedito alla cassiera di andare al bagno. Insomma, tutto è MOLTO strano, nonché FUMOSO (classico delle “denunce” di Repubblica) e alquanto incredibile per chi frequenta regolarmente i negozi Esselunga, ho visto personalmente le cassiere lasciare la loro postazione per “urgenze”.
Ma i sindacati invece di fare presidi e protestare per fatti realmente e tangibilmente gravi, che produno un morto OGNI SETTE ORE, preferiscono "correr dietro alle farfalle". Se la cassiera ha subito un comportamento scorretto da parte di un singolo dipendente, (non è certo una strategia vincente far pisciare addosso le cassiere mentre stanno in cassa…e se una ha un attacco di dissenteria?), è giusto che quella cassiera abbia fatto le proprie rimostranze, ma è assolutamente FUORI dal mondo, che l’azienda abbia assoldato dei picchiatori IGNOTI per farla tacere.
Ammesso e non concesso che la faccenda del bagno sia vera, ci sono mezzi più proficui e meno dispendiosi per mettere a tacitare la cosa. Un bel assegno per esempio e l’immediato allontanamento di colui che si è comportato scorrettamente. Chi si avvantaggia da una simile bagarre? Non certo Esselunga e Bernardo Caprotti, il quale tutto può essere, tranne che uno sprovveduto e annuncia querele. ( Da notare che gli unici e pochi dipendenti che hanno aderito allo sciopero, sono a Firenze e Bologna, chissà come mai?)

Questa è l’Italia dei comunisti.

Orpheus

13 novembre 2007

Silenzio tombale sul colossale conflitto d'interessi del governo Prodi


Una mano lava l'altra e tutte e due lavano il portafogli del contribuente: se la politica fosse solo questo, la sinistra italiana non avrebbe rivali. Prima i patronati sindacali hanno aiutato Romano Prodi a vincere le elezioni all'estero, cioè a ottenere la maggioranza nei due rami del Parlamento. Adesso il governo consegna ai patronati la gestione dei flussi degli immigrati verso il nostro Paese. Quindi non resterà che dare ai nuovi arrivati il diritto di voto, confidando che, al momento giusto, sappiano essere riconoscenti verso chi li ha fatti entrare a frotte.
Magari alla fine non andrà tutto come previsto, ma di sicuro il governo ci sta provando.
Questione di settimane, forse addirittura giorni, e il ministero dell'Interno firmerà la convenzione con i patronati, gran parte dei quali sono emanazioni di Cgil, Cisl, Uil e delle Acli. Nella partita potrebbero entrare anche l'Arci e altre sigle più o meno note dell'associazionismo di sinistra. Il primo passo è stato fatto ieri. In attesa di cancellare la legge Bossi-Fini, Prodi ha firmato il nuovo decreto sui flussi, che prevede l'ingresso di 170mila extracomunitari. Presto il Viminale siglerà la convenzione che assegnerà ai patronati il ruolo di "interfaccia" verso gli stranieri interessati a entrare in Italia. I patronati gestiranno le quote degli immigrati (4.500 albanesi, 3.500 cingalesi, 65.000 badanti...) e li "orienteranno" nel loro nuovo Paese. Così, grazie all'intervento di Prodi e di Giuliano Amato, i patronati, che erano nati per assistere i cittadini nei loro rapporti con gli enti previdenziali, si occuperanno di tutt'altro, facendo quello che dovrebbe fare la pubblica amministrazione. Ma è solo un assaggino. Il passo decisivo, nelle intenzioni del governo, arriverà con la Amato-Ferrero, la legge sull'immigrazione che dovrebbe prendere il posto della Bossi-Fini.
Nel testo si legge che sarà individuata «una pluralità di soggetti, come enti e organismi nazionali o internazionali con sedi nei paesi di origine, ai quali affidare, mediante convenzione con lo Stato italiano», il compito di creare e gestire le liste dei cittadini stranieri che intendono entrare in Italia. Chi ha scritto questa legge aveva in mente i patronati. Le confederazioni sindacali lo sanno benissimo, tant'è che l'Inca, il patronato della Cgil, è impegnato da qualche tempo in una frenetica espansione nei Paesi africani, dai quali proviene quasi tutta l'immigrazione extracomunitaria accolta in Italia. Già oggi, grazie a una leggina varata nel marzo del 2001, che assegna ad essi lo 0,226% dei contributi obbligatori incassati da Inps, Inpdap e Inail, i patronati si dividono circa 330 milioni di euro l'anno. Con il business degli immigrati, che il governo Prodi sta per cedere in appalto, la torta del finanziamento pubblico diventerà più grande. Assieme ai patronati, avranno il loro tornaconto tutte le associazioni che potranno partecipare alla convenzione. Non solo: forti della loro autonomia formale nei confronti del governo, questi soggetti diventeranno interlocutori politici dell'esecutivo in materia d'immigrazione. E si tratta di organizzazioni che hanno nel Dna l'apertura delle frontiere a ogni immigrato che bussa, indipendentemente dalle qualifiche professionali.
Fausto Carioti-Libero
Questa gente é quella che ogni due secondi netti puntava il ditino contro l'ipotetico conflitto d'interessi di Berlusconi, e che lo accusava sempre ogni due secondi netti, di fare leggi "pro domo propria".
Bacchettava con sussiego il Cavaliere dall'alto della propria supposta moralità in ogni tg, accusandolo, nemmeno troppo velatamente di disonestà,
Cosa sono loro? Mille volte più disonesti perchè sulle loro subdole manovre, mettono il silenzio stampa. Un silenzio tombale è proprio il caso di dire, mentre scavano la fossa al popolo italiano.
Ladri di democrazia. Ladri delle nostre radici. Ladri dei nostri risparmi e delle nostre vite, immolate, per i loro interessi, all'altare della criminalità portata dall'immigrazione selvaggia.
Stanotte un pensionato é stato ammazzato  a Milano e ieri una coppia, sempre di pensionati (sono le vittime predilette, perchè indifesi), é stata assalita brutalmente, l'uomo é in coma. Vittime per le quali non suonerà la "fanfara" mediatica, perché colpite da coloro ai quali, questo governo ha spalancato le porte. Vergogna.
Orpheus 

5 settembre 2007

L'altra Casta, quella che non fa notizia: i sindacati


 La sinistra si compra la pace sociale: fatturati miliardari, bilanci segreti, uno sterminato patrimonio immobiliare
Aumenti salariali ridotti al minimo e rinnovi contrattuali che si fanno attendere sempre di più. I sindacati sono entrati in “letargo” (a certificarlo sono i dati Istat), d’altronde non si morde la mano da cui si è stati nutriti con dovizia. E la “mano rossa” è molto munifica con i propri sgherri; i lavoratori, quelli che sgobbano le fatidiche otto ore al giorno, quando governa la sinistra possono attaccarsi al proverbiale tram, così che i suddetti governi di sinistra godono e hanno sempre goduto di una “pace” sociale, comprata a suon di privilegi, con decreti, leggi, circolari e provvedimenti ritagliati come abiti su misura per i rappresentanti sindacali. Ecco alcuni dei regali dell'Ulivo: il governo Prodi nel maggio del '97, per mano dell'allora ministro della Funzione pubblica, Franco Bassanini, elabora un capolavoro legislativo: la legge 127. La legge al suo interno cela un articolo che libera le associazioni dall'obbligo di autorizzazione nelle attività e nelle operazioni immobiliari. Nella finanziaria del 2000 si assiste all'istituzione dei fondi per la formazione continua gestiti da sindacati e associazioni degli imprenditori. Con il governo Amato, nel 2001 viene fissato l'importo fisso per i patronati calcolato su tutti i contributi obbligatori versati da aziende e lavoratori agli enti. Fiumi di denaro arrivano nelle casse delle organizzazioni sindacali principalmente attraverso i patronati, i Caf (Centri di assistenza fiscale) e le deleghe sindacali sulle pensioni. La catena è ben studiata: i patronati si occupano prevalentemente di materia previdenziale come verifica delle pensioni, richieste di aumento e pratiche di invalidità, e per ogni pratica l'INPS rimborsa; l'assistito del patronato è anche un potenziale cliente del Caf. Ora arriva il bello: i Centri di assistenza fiscale, guarda caso nati sotto un governo di sinistra (governo Amato nel'92), ricevono e compilano le dichiarazioni dei redditi e le spediscono via internet, quindi con costi vicino allo zero, all'INPS; ad ogni spedizione corrisponde un rimborso. In loro soccorso è intervenuto un decreto del 1998, con il governo D'Alema, che concede ai Caf l'esclusiva sulla verifica della conformità dei dati indicati nei 730, cosicché anche il Ministero delle Finanze contribuisce al business dei sindacati rimborsando per ogni 730 dei lavoratori dipendenti inviato dai Caf. A questo si devono aggiungere le entrate provenienti dal tesseramento, che grazie ad un meccanismo borbonico rende particolarmente difficile, se non addirittura impossibile, la revoca.
L’altra casta
L’Espresso ha fatto i conti in tasca a questa oscura “casta” di privilegiati (di cui nessuno parla) e volano milioni di euro direttamente prelevati dalle tasche dei contribuenti per mantenere queste regalie MEDIEVALI ai sindacati. Non è solo una questione di spreco di denaro pubblico che potrebbe essere meglio utilizzato per migliorare lo stato sociale, ma anche di DEMOCRAZIA, non si può fare a meno di chiedersi come si possa continuare a foraggiare organizzazioni che investono montagne di quattrini per oliare gli ingranaggi della “gioiosa macchina da guerra” della sinistra, comportandosi come partiti politici pur NON avendo ricevuto alcun mandato popolare. Questa è una violenza che subisce la nostra democrazia. È ora di urlarla e denunciarla.
Bilanci top secret
Infine i bilanci dei sindacati, quelli veri, non sono mai usciti dai cassetti dei loro segretari. "Il giro d'affari di Cgil, Cisl e Uil ammonta a 3 mila e 500 miliardi di vecchie lire", sparò nell'ottobre del 2002 il radicale Daniele Capezzone, "e il nostro è un calcolo al ribasso". Non ci deve essere andato molto lontano, se è vero che oggi Lodovico Sgritta, amministratore della Cgil, si limita a non confermare che il fatturato consolidato di corso d'Italia abbia raggiunto il tetto del miliardo di euro. E ancora: se è vero che quello del sistema Uil, non paragonabile per dimensioni, metteva insieme 116 milioni già nel 2004, esclusi Caf, patronati e quant'altro.
Detto questo si può immaginare con estrema facilità come e quanto i sindacati TUTELINO i diritti dei lavoratori e QUANTO gli interessi propri e quelli dei politici loro amici. La pace sociale che regna sotto questo governo iniquo che sta strangolando il popolo italiano ne è la prova tangibile. Niente scioperi con il governo della felicità Prodi &Co. d’altronde quando mai i lavoratori sono stati protetti dai governi comunisti?
Orpheus
PS.Consiglio la lettura dell'articolo dell'Espresso a chi si straccia le vesti per l'8x1000 alla Chiesa cattolica

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