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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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22 gennaio 2009

Iran: uomo impiccato ma "solo" per alcuni minuti

 Iran impiccagione


Iran impiccagione

Troppo impegnata a difendere i diritti dei costruttori abusivi di ecomostri, la Corte europea per i diritti dell’Uomo non ha tempo per i diritti umani in Iran. Per non parlare dell'Onu anche questa in "tutt'altre faccende affacendata".
In virtù di ciò le forche iraniane sono in piena attività al punto che i boia “poverini” per smaltire il super lavoro, ricorrono alle esecuzioni di massa.

Dieci uomini tra i 21 e i 42 anni condannati a morte per omicidio sono stati impiccati nel penitenziario di Evin. Lo ha riferito un quotidiano filo-governativo iraniano, secondo cui le esecuzioni sono avvenute mercoledì mattina. Altre 12 condanne a morte sono state eseguite in altre città della repubblica islamica da martedì scorso, portando a 26 il totale dall'inizio dell'anno.
Nel 2008 sono state 246, al cui numero vanno aggiunte, l’ultima trovata dei seviziatori iraniani: l’impiccagione per “pochi minuti”.
Che consiste nel lasciar pendere il condannato dalla forca solo per "alcuni minuti" per deporlo a terra ancora vivo, ma con probabili danni irreversibili al cervello e alla spina dorsale. I familiari della vittima, infatti avevano accettato denaro per salvarlo solo in extremis.
In un analogo episodio avvenuto lo scorso anno a Bandar Abbas, il condannato aveva riportato danni irreversibili al cervello, appunto grazie a questo “atto di clemenza”.
Non aggiungo commenti, ma l’Onu e le varie corti dei diritti dell’uomo fanno veramente pena.
Orpheus


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3 dicembre 2008

SCOMMETTO CHE LE PAROLE Mohammad-Taqi Rahbar, della commissione Giustizia del Parlamento iraniano, CADRANNO NEL NULLA


Oggi all’ANSA Mohammad-Taqi Rahbar, della commissione Giustizia del Parlamento iraniano ha dichiarato che anche se fosse approvato dall’Onu un documento della Ue sulla depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo, l’Iran manterrà la pena di morte per i gay  ‘’In base alla sharia (legge islamica, ndr) e alle leggi divine, in Iran l’omosessualità è considerata odiosa e inaccettabile - ha affermato Rahbar, che appartiene all’ala fondamentalista maggioritaria - Gli stranieri possono dire QUELLO CHE VOGLIONO, ma noi continueremo sulla nostra strada, perché quello che facciamo serve a prevenire la corruzione’’. Inoltre, ha aggiunto il membro della commissione Giustizia, ‘’le leggi islamiche garantiscono tutti i diritti’’.

Parole un tantinello più "estreme" di quelle di Mons. Migliore, Ma SCOMMETTIAMO, che nessuno le ha udite e nemmeno le udrà?
Scommettiamo che questa notizia scivolerà nell'indifferenza più assoluta come SEMPRE. 
Brutta cosa l'ipocrisia. Ma tanto a chi può mai fregare di Makwan Muludzadeh, condannato a 13 per sodomia e impiccato a 20?
Solo ai "bigotti e razzisti" come la sottoscritta, che si ricordano di lui SEMPRE e non solo quando fa comodo.
Orpheus


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22 ottobre 2008

Associazione saudita per i diritti umani: la pena di morte è a “norma di legge”

 
Questa é "bella" in Arabia Saudita esiste un' associazione per i diritti umani,  la Saudi Human Rights Association, ovviamente essendo un'associazione di un paese dove nel 2007 sono state giustiziate 158 persone non poteva che difendere la pena di morte perchè a norma di legge. Ove per legge s'intende la Sharia.
L'attivista saudita dei diritti umani (si fa per dire) ha risposto così alle accuse lanciate da Amnesty International, nel cui rapporto denuncia una procedura processuale in cui la pena di morte è comminata in modo “segreto, severo e spesso ingiusto”. Inoltre  Amnesty riferisce che “le autorità saudite mettono a morte, in media, più di due persone a settimana” e “la metà delle esecuzioni” riguarda “cittadini stranieri provenienti da Paesi poveri e in via di sviluppo”(il tutto, e non mi sembra poco, nel più assoluto silenzio mediatico mondiale).
L'attivista saudita si stupisce perchè "le organizzazioni internazionali non capiscono che “ogni nazione ha il suo codice penale e va rispettato”. L’Arabia Saudita si basa sulla Sharia, la legge islamica, che commina la “pena di morte” nei casi di “omicidio, violenza sessuale, traffico di droga e stregoneria”.
Soprattutto il reato di stregoneria, é un reato che merita la pena di morte e proprio non si comprende come le organizzazioni internazionali, la condannino. "Rob de matt"
Orpheus

16 ottobre 2008

Ma non doveva fare il nonno?

 
E invece ce lo ritroviamo giulivo e gaudente a stringere le mani grondanti sangue innocente del boia di Teheran.
Un' ignomia per l'Italia che rappresenta.
Uno schiaffo atroce per chi soffre e muore sotto un regime inumano.
Un'ipocrisia senza limiti per un cattolico degno di questo nome.

Atefe 16 anni, impiccata in piazza durante la presiedenza Khatami

Behnam Zare, impiccato il 28 Agosto 2008

Sono due dei tanti minorenni impiccati o condannati all'impiccagione in Iran, nel totale menefreghismo del mondo e della anime belle, vestite con le tute arancioni un giorno si e l'altro anche, per protestare contro gli "orrori" di Guantanamo (ma mettersi un caftano o una galabeya, una volta tanto?!...)
Non lo si dice ma ormai gli unici ad impiccare minorenni (dal 2005 a oggi) sono cinque paesi musulmani:Iran, Saudi Arabia, Sudan, Pakistan, e Yemen (l'ha certificato la Human Rights Watch, il 10 settembre scorso, presentando una relazione di 20 pagine).
Questi Stati islamici, che hanno il Corano come fonte primaria di diritto, hanno giustiziato ben 32 minori per crimini commessi prima della loro maggiore età. Il primato è dell’Iran (26), seguito da Arabia Saudita (2), Sudan (2), Pakistan (1) e Yemen (1).  
Di contralto, con un incredibile faccia tosta,  gli Stati arabi hanno editato una “Carta araba dei diritti dell’uomo”, come se un diritto fosse legato all’etnia (aspettiamo frementi quelle dei Rom, dei Sinti, degli Indios e, magari, dei Celti)  
Ed i razzisti saremmo noi occidentali.
La verità è che i precetti coranici, piuttosto distanti dai diritti essenziali dell’individuo, hanno suggerito quest’ipocrita artifizio. Ma dirlo è politicamente scorretto.

In Iran i giudici possono condannare l’imputato alla pena di morte se quest’ultimo ha raggiunto “la maggiore età”, fissata dalla legislazione iraniana a 9 anni per le ragazze e 15 anni per i ragazzi.
In Arabia Saudita, i giudici possono condannare una persona alla pena capitale verificando l’avvenuta pubertà o il quindicesimo compleanno.
In Sudan, la legge sull’infanzia del 2004 lascia prevedere la possibilità che un bambino possa essere condannato a morte in applicazione del codice penale del 1991.
In Pakistan, l’ordinanza relativa al sistema giudiziario per i minori datata del 2000 abolisce la condanna a morte nel caso di crimini commessi da persone minori di 18 anni al momento dei fatti. Quest’ordinanza deve, tuttavia, ancora essere applicata su tutto il territorio. 
Lo stesso dove il 2 settembre sono state seppellite vive cinque donne (2 madri e tre figlie, perché rifiutavano un matrimonio combinato). 
Nello Yemen, infine il codice penale prevederebbe una pena massima di 10 anni per gli omicidi commessi da minori di 18 anni. Ma in un paese in cui soltanto 22% delle nascite sono registrate è quasi impossibile, per i minori provare l’età che avevano al momento del crimine.
A queste esecuzion' "legali" vanno aggiunte le sevizie alle donne, le esecuzioni arbitrarie nei paesini ecc. ecc. francamente, dubito che noi Occidentali abbiamo un pallida idea, di quanto i diritti umani siano calpestati in quei posti.
Orpheus

14 febbraio 2008

Iran: 75 minori nel braccio della morte

 
Nonostante le diffuse richieste provenienti da tutto il mondo da parte delle organizzazioni umanitarie affinché venga bloccata la sentenza d’esecuzione di un adolescente, Behnam Zarei, Mahmoud Hashemi Shahroudi la più alta autorità della magistratura dei mullah ha ordinato alla famiglia del ragazzo di cercare di ottenere il consenso dei parenti della vittima altrimenti l'esecuzione avrà luogo come previsto.

Secondo il codice penale del regime dei mullah l'unico rimedio per evitare di affrontare la pena di morte per omicidio è pagare il prezzo del sangue ai parenti delle vittime. Tuttavia, se la famiglia della vittima non è d'accordo, l'esecuzione deve andare avanti come previsto. Secondo Mohammad Mostafai, legale di Zarei questo in realtà non significa altro che Shahroudi non ha fatto nulla, se non ripetere il suo precedente decreto. Attualmente, ci sono giovani in attesa d’esecuzione, nelle più importanti carceri del paese gestite dall’ordinamento giudiziario dei mullah. Sono 75 i minori nel braccio della morte in Iran, secondo le organizzazioni internazionali.
Da Asianews
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 14/2/2008 alle 22:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

11 febbraio 2008

Il barbaro assassino di Daniel Pearl condannato a morte dal Pentagono

 
Il Pentagono ha chiesto la pena di morte per Khalid Sheikh Mohammed e altri 5 terroristi, ritenuti responsabili  dell’attacco all’America dell’11 settembre 2001, che costò la vita a 2.973 persone.
Ma Khalid, é anche un killer spietato che ha ucciso personalmente uomini, donne e bambini.

Il caso più clamoroso é stato la decapitazione del giornalista Daniel Pearl. Trucidato a Karachi, il primo febbraio 2002. 
Un delitto orrendo. "Ho decapitato con la mia mano destra benedetta l’ebreo americano. A coloro che desiderano avere delle conferme è sufficiente andare su Internet dove compaio in alcune foto tenendo in mano la sua testa", afferma Khalid Sheikh Mohammed  con un tono di sfida...
Adesso sei anni  e 10 giorno dopo, per il suo carnefice é stata chiesta la pena di morte, ma almeno lui avrà un processo, potrà difendersi, e non sarà sgozzato dopo essere stato costretto a dire: "Mio padre è ebreo, mia madre é ebrea, io sono ebreo". Sua moglie era incinta di cinque mesi, Daniel é morto senza poter veder nascere suo figlio.

Immagino che la richiesta del Pentagono, farà molto scalpore sui media, che riprenderanno a propinarci la solita manfrina su come "siano- Kattivi-gli-americani" e su "quanto-sia-crudele-Guantanamo"...la solita aria fritta che spacciano per rispetto dei diritti umani, diritti che quando sono violati in Iran o in Cina o a Cuba non interessano nessuno.
A nessuno interessano le torture delle carceri iraniane, subite non da terroristi sanguinari, ma da studenti, donne, dissidenti.
A nessuno interessano le impiccagioni, anche se a penzolare da una forca é una giovane donna incinta.
A nessuno interessano le lapidazioni, le frustate, le amputazioni, gli accecamenti, le percosse più feroci.
La buona coscienza dei sepolcri imbiancati si risveglia solo quando l'America fa giustizia.
Orphues

8 gennaio 2008

I media esultano "sfiorata" un'esecuzione in Ohio, intanto in Iran le forche e le torture procedono a pieno ritmo

 Image
I media esultano "sfiorata" un'esecuzione in Ohio.
WOW che bella notizia, e mentre ci rallegriamo per Kenneth Richey, uno scozzese di 43 anni che ha "sfiorato" la pena capitale negli Stati Uniti, perchè lunedì è stato liberato lunedì da un carcere dell’Ohio, in Iran si consuma la solita mattanza
giornaliera.
Ieri,
7 Gennaio il regime dei Mullah s'è dato da fare con asce e coltelli e ha mozzato mano destra e piede sinistro a cinque prigionieri.
Uno spasso per quei poveracci, subire "amputazioni" di arti senza la minima anestesia, vi immaginate le urla? Io si...forse per questo che sono così furente davanti a tanta ipocrisia, davanti a tanto menefreghismo, davanti a tanto IGNOBILE SILENZIO.
Sabato, un uomo, identificato come Alireza Mayboti, è stato appeso in pubblico nella città santa di Qom, ha annunciato la stessa fonte. Un altro  prigioniero è stato impiccato nella città occidentale di Hamedan ed un altro nella città di Gorgan nel Nord-est dell'Iran, senza essere identificato, ha riportato l'agenzia di stampa ufficiale IRNA rispettivamente il 3 ed il 5 gennaio.
Mica male 3 impiccati in tre giorni...e sempre lo stesso identico SPREGEVOLE SILENZIO.
In questa prima settimana del 2008 , il regime ha impiccato 16 prigionieri, ha amputato cinque altre vittime ed ha imprigionato 80 abitanti di Ahwaz, fra cui numerosi adolescenti, nel sud-ovest.
Intano qualche perverso Mullah ha escogitato un altro "giochino" per torturare ed ammazzare il popolo iraniano:  la condanna a morte di due giovani identificati come Tayab e Yazdan, eseguita gettandoli giù da una rupe in un sacco nella città meridionale di Shiraz, riferisce il quotidiano governativo Qods mercoledì.
Se i due uomini sopravviveranno alla caduta da un precipizio roccioso, saranno impiccati, hanno affermato esperti del sistema giudiziario iraniano.
Tutto questo sempre nel più TOTALE, MESCHINO, RIPUGNANTE SILENZIO.
Ma se questa mattanza la facessero gli USA, ci sarebbe lo stesso  "comprensivo" silenzio?
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 8/1/2008 alle 18:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

22 dicembre 2007

Pena di morte/ l'Iran accusa: la moratoria è un attacco all'Islam

 
Si e' fatta attendere quattro giorni, ma e' stata durissima la prima reazione ufficiale dall'Iran alla moratoria sulla pena di morte approvata dall'Assemblea generale dell'Onu, ''Una decisione politica, che mostra l'ostilita' dei Paesi occidentali verso il mondo dell'Islam'', l'ha definita il segretario del quartier generale per i diritti umani dell'apparato giudiziario, Mohammad Javad Larijani. ''Resisteremo di fronte a questa decisione - ha aggiunto Larijani, citato dall'agenzia Isna - e difenderemo l'onore del mondo dell'Islam''.
Toni insoliti per un personaggio politico come Mohammad Javad Larijani - tra l'altro fratello dell'ex negoziatore iraniano sul nucleare, Ali Larijani - che normalmente usa le parole in modo molto meditato. Dopo aver affermato che ''i Paesi occidentali hanno la storia peggiore in fatto di diritti umani'', il responsabile iraniano ha aggiunto che ''certi Paesi non hanno il diritto di imporre la loro visione a tutti gli altri Paesi e trasformare questo argomento in un fatto ideologico''. ''La pena di morte nel nostro Paese e' un fatto accettato'', ha sottolineato Larijani, attaccando quella che e' una delle ragioni addotte dagli abolizionisti, cioe' la possibilita' di tragici errori giudiziari. ''Se questo e' il problema - ha detto - allora nessuna pena dovrebbe essere applicata''.
L'Iran, dove la pena di morte viene applicata in base al principio islamico del Qesas, cioe' 'occhio per occhio, dente per dente', e' uno dei Paesi al mondo che conta il maggior numero di esecuzioni. Almeno 290 persone, secondo notizie di stampa, sono state impiccate dall'inizio del 2007, molte delle quali sulla pubblica piazza. Lo scorso anno, secondo Amnesty International, erano state 177 le sentenze capitali eseguite. La stampa di Teheran aveva riportato senza commenti il voto dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ma il giorno dopo nel carcere di Teheran vi erano state quattro impiccagioni. Uno dei giustiziati era un uomo condannato per avere rapito e violentato diversi adolescenti maschi. Gli altri tre erano stati riconosciuti colpevoli di omicidio. Una di loro era una donna, Zahra, che aveva avvelenato il marito con il cianuro con la complicita' del suo amante. Oggi il quotidiano Jomhuri Eslami ha riferito che un eroinomane di 37 anni, di nome Karim, e' stato impiccato nel carcere di Isfahan, proprio nel giorno del voto all'Onu, perche' trovato in possesso di 365 grammi di eroina che intendeva vendere. In Iran la pena di morte e' prevista per diversi reati, tra i quali l'omicidio, la rapina a mano armata, il traffico di droga, la violenza carnale, l'apostasia, l'adulterio e la 'sodomia'. Per quanto riguarda quest'ultimo reato, tuttavia, non vi e' una discriminante tra la violenza e i rapporti consensuali, e diverse organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno denunciato le esecuzioni di uomini condannati solo perche' omosessuali. Da Legnostorto
Reazione scontata. La pena di morte in Iran é usata, fra l'altro come deterrente per intimidire i dissidenti e la popolazione. I processi sono delle farse, in cui si imbastiscono false accuse per liberarsi di "pericolosi" combattenti per la libertà.
Chissà se Romano in uno dei suoi
téte à téte con Ahmadinejad gli farà notare che anche l'Iran é tenuto a rispettare la moratoria dell'Onu, fortemente appoggiata da questo governo?
O farà finta di nulla, perchè si sa "pecunia non olet", in tal caso tutta la faccenda della moratoria é stata la solita buffonata di un esecutivo bifronte e uso alle doppie misure.
Orpheus


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5 dicembre 2007

La ragazza saudita stuprata e condannata a 200 frustate, rischia la pena di morte

 
Duecento frustate e sei mesi di prigione sono una pena troppo mite per essere stata stuprata, e ora la diciannovenne saudita di Qatif, rischia la pena di morte, per essersi "macchiata" del reato di adulterio.
Come una donna stuprata possa essere considerata un adultera, é fuori da ogni logica umanamente comprensibile. Ma L'Arabia Saudita é un paese dove regna il più brutale oscurantismo, il quale se ne fa un baffo della logica e dei diritti umani. 
Il suo caso aveva provocato
reazioni indignate in tutto il mondo, compresi alcuni Paesi islamici, così le autorità saudite hanno pensato di aggravare la posizione della giovane e la conseguente pena. Forse per sfida a quei paesi che avevano criticato la precedente condanna, tanto la vita di una donna, da quelle parti, ha meno valore di quella di una capra. 
Il Ministero saudita della giustizia, in una dichiarazione ufficiale ha sostenuto che la giovane è un adultera ed ha “provocato l’attacco” dei suoi violentatori perché, secondo la loro testimonianza, era “in una condizione indecente”. Da parte sua, il Ministro degli esteri ha annunciato che il caso verrà nuovamente esaminato, anche sotto il profilo dell’adulterio, per il quale, la giovane saudita rischia la pena di morte.

Infine il suo avvocato, che é anche un attivista dei diritti umani, é stato sottoposto ad un'azione disciplinare con l'accusa di
“aver distorto gli aspetti legali attraverso i media, per ingenerare confusione nel processo, danneggiando il Paese”.
Perché secondo loro condannare a 200 frustate e a sei mesi di carcere la vittima di uno stupro, non "danneggia " il paese, più di un avvocato che vuole salvare una povera ragazza da un'ingiustizia inumana.
Orpheus 

19 novembre 2007

Mentre l'Onu "chiacchera" l'Iran impicca

 

All’alba del 15 novembre è stato impiccato sulla pubblica piazza della città iraniana di Hamedan il diciottenne Mohammed Reza Turk. Di anni ne aveva sedici al momento dell’omicidio di un suo coetaneo, il reato di cui è stato accusato. Le baby gang esistono anche in Iran, solo che lì c’è la certezza della pena: quella di morte. I parenti dell’ucciso non lo hanno perdonato. Né voluto che pagasse in soldi la sua famiglia, il prezzo del sangue. E quindi, secondo la feroce legge della shariah sciita, l’impiccagione è diventata inevitabile. Dall’inizio dell’anno sono oltre 270 le vittime del boia di Teheran e i reati spesso non sono solo di sangue ma anche di natura sessuale. Con la vita, infatti, si pagano sia i rapporti omosessuali e l’incesto, sia l’adulterio. Ma si finisce lapidati anche per avere subìto (badate bene: subìto) uno stupro. Ne sa qualcosa la sedicenne Zhila Yiadi, che ne aveva tredici quando nel 2005 il fratello la violentò e dalla violenza nacque un figlio.
Pochi mesi fa questa ragazzina è stata lapidata senza pietà. L’elenco potrebbe allungarsi fino a diventare uno di quei rapporti che Amnesty “amnesy” International si dimentica spesso di pubblicizzare, non di compilare, quando c’è di mezzo il regime degli ayatollah. Che il 14 novembre è finito su tutte le prime pagine per la crudeltà delle dichiarazioni del proprio membro della commissione parlamentare sull’energia e capo delegazione in Inghilterra Mohsen Yayhavi. Yyahavi, infatti, ha detto al proprio interlocutore, il primo ministro inglese Gordon Brown, che ci sono ottime ragioni per impiccare e torturare gli omosessuali. Anzi: meglio impiccarli dopo averli torturati. E questo perché non si riproducono e danno scandalo, oltre che per il fatto che la pubblica attestazione di omosessualità è punita senza pietà dalla shariah coranica. Purtroppo queste parole in Iran raccontano fatti che continuano ad accadere e di cui in Europa ci accorgiamo raramente. Come quando, lo scorso settembre, scoppiò il caso della lesbica iraniana Pegah Emamabakhsh, costretta chiedere all’Inghilterra di non essere estradata a Teheran per evitare la stessa sorte di tutti gli altri omosessuali. E ce la fece per un soffio, visto che l’ottusa burocrazia giudiziaria britannica non voleva riconoscerla come vittima di persecuzione. E se non ci fosse stata la mobilitazione internazionale... chissà come sarebbe andata a finire.
Non è stata così fortunata, invece, la povera Fakhte Samadi, una donna impiccata lo scorso 17 ottobre per avere ucciso il pretendente marito, una sorta di padre-padrone di 80 anni che la violentava e la costringeva ad avere rapporti sessuali con lui, nonostante la donna non volesse neanche sposarlo. Lo stesso giorno che Fakhte veniva impiccata nel carcere di Evin, a farle compagnia c’erano altre dieci persone tra cui un ragazzo di diciotto anni. Cari europei, l’Iran oggi è questo. E non è un caso se gli esponenti in esilio della resistenza pregano ogni giorno che George W Bush si decida a rovesciare il regime degli ayatollah e di Ahmadinejad.
Da Opinione.it
Anche su questo fronte il governo Prodi ha dato prova di grande doppiogiochismo: da una parte D'Alema che si prodigava per la moratoria Onu sulla pena di morte, dall'altra Prodi che stringeva la mano (e non solo) ad Ahmadinejad. Ma la coerenza?
Orpheus


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2 novembre 2007

Le forniture di forche e il silenzio in patria

 
Ieri é andato in onda su un tigì un servizio "straziante": Emma Bonino in lacrime per lo sboccamento della moratoria sulla pena di morte.
Il CdS titola: Italia in prima linea nei negoziati, l'articolo é corredato con una foto del solito lettino per le iniezioni letali, come se nel mondo usassero solo quello...
Onore al merito, però l'Italia é in "prima linea" anche su un fronte meno nobile: Nessuno tocchi Caino ci informa sul fatto che in Iran le esecuzioni avvengano utilizzando strumentazione italiana. È vero, le gru che vengono utilizzate per sollevare da terra gli impiccati, e farli agonizzare lentamente, avviene spesso con gru italiane, montate su camion italiani. Gli stessi camion, lo abbiamo scritto qui un paio di anni fa, con cui in Cina si allestiscono camere della morte itineranti: furgoni italiani che arrivano in poche ore in quella città dove è stata appena emessa una sentenza di morte, e lì dentro le persone vengono giustiziate iniettando loro dei veleni, senza perder tempo con viaggi, spostamenti, e soprattutto, processi d’appello.
Italiani sono anche i mitra che imbracciano alcuni martiri islamici nel momento in cui si fanno fotografare per i posteri, fieri e con la fascia con i versi del corano tra i capelli. C’è una forma di proporzionalità indiretta: più l’Italia è presente in queste cose sgradevoli, meno se ne parla. Forse perché gli azionisti dei nostri principali quotidiani sono gli stessi della fabbriche di camion, di furgoni e di armi?(Da Opinione.it)
Ovvio che il CdS faccia vedere il lettino, primo distoglie l'attenzione dalla "strumentazione italiana", secondo semina un po' di sano antiamericanismo, che non guasta mai (peccato che ormai i principali fruitori della pena di morte siano proprio Iran e Cina...).
E un ministro per le politiche comunitarie queste cose non le sa?
Infine un premier che stringe la mano grondante sangue di Ahmadinejad é credibile quando afferma. "Con oggi speriamo di aver compiuto un passo definitivo e irreversibile verso l'approvazione della moratoria sulla pena di morte."?
Magari più che le moratorie ONU (di cui Ahmadinejad non se ne farà un baffo), potrebbe servire NON VENDERGLI L'ATTREZZATURA per impiccare la gente.
Vero Prodi e vero Bonino che "chiagne e fotte"?
Orpheus

18 ottobre 2007

Impiccata in pubblico, a Teheran, Fakhte Samadi: si difese da un tentativo di stupro

 

In Iran, se sei donna e sei costretta a commettere un omicidio, preterintenzionale, per legittima difesa da qualcuno che tenta di stuprarti, vieni giustiziata senza pietà. La vita della povera Fakhte Samadi ieri si è conclusa così, con un’impiccagione pubblica a Teheran, senza che un cane occidentale le avesse dato una mano a sfuggire alla morsa in cui era stata cacciata dalla legislazione shariatica e maschilista dello stato canaglia degli ayatollah. Solo pochi giorni fa la resistenza iraniana in esilio aveva lanciato un appello per la donna ma nessuno ha voluto aiutarla. Certo non il ministro degli esteri Massimo D’Alema che non risulta essersi interessato del caso nonostante le numerose segnalazioni. La storia di lei, Fakhte Samadi, si esaurisce in poche righe di biografia, prima della tragedia: la donna aveva alle spalle un matrimonio fallito e si era trasferita dalla sua città nativa, Isfahan, dopo il divorzio dal marito, a Teheran per costituirsi una vita più tranquilla facendosi assumere in uno studio dentistico come segretaria.
Non lo poteva certo immaginare che avrebbe incontrato in quello studio dentistico di Teheran il proprio infausto destino. In questo nuovo lavoro, Fakhte ebbe infatti la sventura di conoscere un uomo di 80 anni che le propose di “andare a vivere a casa sua come badante”. Ma quando lei accettò, per arrotondare il misero stipendio di segretaria, trasferendosi a casa sua, dopo pochi giorni entrò in un vero e proprio inferno. E presto si accorse che il vecchietto aveva intenzioni ben diverse e facilmente intuibili da quelle manifestate inizialmente. Dopo averci provato in maniera molto pesante, in diverse occasioni, l’uomo chiese a Fakhte anche di sposarlo. Lei rifiutò sempre, prendendo tempo, ma dopo l’ultima profferta venne rinchiusa in casa e sottoposta a una serie di ricatti. Alla fine le vennero tolti persino dei medicinali che le servivano per curare l’ansia , pillole di cui era dipendente. A quel punto un brutto giorno provò anche a fuggire, ma lui la afferrò con violenza e lei, per divincolarsi, afferrò un pezzo di ferro che aveva sotto mano in casa e lo colpì alla testa. L’uomo, avanti con gli anni come era, morì sul colpo. A quel punto entrano in gioco i familiari di lui.
Che si mostrano vendicativi fin da subito e non accettano neanche la possibile riparazione prevista dal Corano: pagare il prezzo del sangue. Non avendole concesso il perdono, la sorte della donna era segnata in partenza: per un omicidio preterintenzionale commesso in stato di evidente legittima difesa. Inutile dire che la magistratura dei mullah, senza tener conto delle circostanze sanitarie, sociali e psicologiche ha prontamente condannato Fakhte Samadi a morte. Tutto ciò avveniva alcune settimane fa. Successivamente anche la Corte suprema dei mullah aveva confermato la condanna. Recentemente il suo fascicolo era stato trasferito all’ufficio dell’esecuzione delle condanne dell’ufficio penale di Teheran. E ieri il boia ha fatto il suo lavoro: la donna è stata impiccata pubblicamente a Teheran. Che quest’anno contende a Pechino il record delle esecuzioni capitali con 273 eseguite dall’inizio dell’anno. Archiviata tragicamente la pratica di Fakhte, che non ha avuto la fortuna di una mobilitazione da parte di giornali e opinione pubblica simile a quella per Pegah, la donna che doveva venire estradata dall’Inghilterra in Iran per essere lapidata come lesbica, ora si teme per gli studenti imprigionati durante le ultime manifestazioni contro il regime di Ahmadinejad.
In particolare, Majid Tavakkoli, Ahmad Ghassaban ed Ehsan Mansouri, i tre studenti che lo scorso dicembre contestarono il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad durante la sua visita al Politecnico di Teheran, e che erano stati condannati a pene da 2 a 3 anni di reclusione, potrebbero vedersi aggravare le pene con l’accusa di spionaggio per conto di stati esteri. Imputazione che potrebbe persino costare loro il patibolo. L'accusa originaria, per i giovani, che furono arrestati diversi mesi dopo la contestazione al Politecnico Amir Kabir, era di ''propaganda anti regime'' e di ''offesa alle autorità''. Ma il regime, che si sente assediato dagli Stati Uniti e dalle continue minacce di inasprimento delle sanzioni Onu per via dei propri progetti bellici nucleari, ha deciso di dare un giro di vite alla repressione e di usare la mano pesante con tutti. Uomini e donne per una volta sono uguali davanti agli ayatollah, senza più distinzioni coraniche . Almeno quando si tratta di mandarli davanti al boia.
Dimitri  Buffa-L'opinione.it
C'è poco da commentare, la vicenda si commenta da sola: la povera Fakhte Samadi non era una condannata americana e non era nemmeno lesbica (forse avrebbe avuto qualche 'chance'), era solo una povera ragazza iraniana, come tutte quelle che l'hanno preceduta, o che la seguiranno sul patibolo.
La pena di morte in Iran e in Cina non é considerata politicamente "scorretta", le anime belle, non possono mica farsi carico di tutte le 'tragedie' del mondo...loro hanno già un bel daffare con Guantanamo e i condannati americani...
Orpheus


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24 settembre 2007

Ahmadinejad: "Niente gay in Iran"


Hanno dovuto invitarlo a tenere una conferenza davanti a centinaia di studenti per accorgersi che Ahmadinejad é un "crudele dittatore".
Così l'ha definito il presidente della Columbia University Lee Bollingere che ha chiesto al presidente iraniano conto e ragione delle persecuzioni di donne, omosessuali, giornalisti come Akbar Ganjoi e altri intellettuali e del negazionismo dell'Olocausto.
Già che c'era poteva anche chiedergli conto dell'esecuzioni giornaliere, di uomini,ragazzi e donne. Chiedergli delle torture e delle fustigazioni. Atrocità all'ordine del giorno in Iran. Persino bere una birra può costare decine di frustate.
Francamente non capisco? A cosa é servito permettere al satrapo diTeheran di pavoneggiarsi davanti agli stutendi e offrirgli una ribalta per esporre le sue inique tesi?
Ahmadinejad,immagino con grande soddisfazione, ha detto che ""In Iran non ci sono omosessuali come invece qui da voi''. Sai che forza c'è la pena di morte per gli omosessuali in Iran.
Amhadinejad dovrebbe essere arrestato e condannato per crimini contro l'umanità invece di andarsene in giro a sproloquiare nelle università. Incredibile.
Orpheus


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13 settembre 2007

C'è pena di morte e pena di morte...

[عكس+اعدام.bmp]
Il boia non si ferma in Iran, oggi sono stati impiccati altri otto detenuti sull'onda della strategia governativa indirizzata ad accrescere la sicurezza pubblica.
Sette persone condannate per traffico di droga sono state giustiziate pubblicamente nella citta' di Mahan, 25 chilometri da Kerman.
Lo riferisce l'agenzia Fars. Un ottavo detenuto riconosciuto colpevole di omicidio, secondo quanto riporta l'agenzia Isna, e' stato impiccato nella provincia di Hormozgan.
Ovviamente la notizia é stata ignorata dai media.

In America intanto Kenneth Foster é stato graziato a sei ore dall'esecuzione, tale risultato é stato ottenuto grazie alla campagna mediatica in sua favore e ai numerosi appelli.

Se l'opinione pubblica mondiale fosse doverosamente informata su ciò che succede in Iran  forse ci sarebbero tanti "Kenneth Foster" anche là.
Tacere le carneficine di stato che insanguinano quei paesi é criminale.
Orpheus


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8 settembre 2007

Visto che ce ne freghiamo delle vittime, pensiamo almeno ai boia...


Propongo una "marcia di solidarietà" per i boia iraniani stressati dal troppo lavoro impostogli dal regime dei Mullah.
I poveracci non conoscono festa, né giorno di riposo né ferie o week end. Passano tutto il loro tempo ad allestire forche nelle prigioni o nelle pubbliche piazze dove impiccare uomini, donne, e ragazzi, colpevoli di reati che vanno dalla dissidenza all'oltraggio del pudore ( a onor del vero c'è anche qualche caso di omicidio). Fra un'impiccagione e l'altra sono anche costretti alla fustigazione, al taglio di mani e piedi, all'accecamento e ad altre fantasiose torture di uomini, donne e ragazzi colpevoli di violare la sharia. Solo durante le lapidazioni hanno un po' di tregua, sono infatti dispensati dal lanciare pietre contro gli adulteri di turno.
Giusto qualche giorno fa, il 5 settembre, 21 persone sono state impiccate quattro nella regione del Fars e 17 nel Khorasan, e le sentenze eseguite dall'inizio dell'anno hanno raggiunto quota 200 (ma le stime sono sicuramente per difetto). Nel 2006, come negli anni precedenti, l'Iran ha conquistato il secondo posto, preceduto solo dalla Cina, nella macabra classifica dei paesi dove la pena di morte è ancora applicata. Visto che a nessuno sembra IMPORTARE un fico secco delle vittime, propongo agli attivisti di "Amnesy" di scendere in piazza con la divisa da boia (come fanno un giorno si e l’altro anche, con la divisa dei prigionieri di Guantanamo) per protestare contro questo sfruttamento dei boia iraniani.
Orpheus


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5 settembre 2007

Iran: impiccato in pubblico a 20 anni

 
Questo ragazzo è stato impiccato in pubblico la mattina del 3 settembre vicino alla capitale, per avere ucciso un giudice della dittatura religiosa. Il giovane di 20 anni che si chiamava Amir Hossein Rouhafza, è stato impiccato ad una gru dinanzi ad una folla in rabbia contro il regime, nella città di Qarchak, ad una quarantina di chilometri nel Sud-Est di Teheran. Il numero di esecuzioni è aumentato così rapidamente in quest'ultimi mesi che le organizzazioni di diritti dell'uomo sono vivamente preoccupate. Centinaia di iraniani e di sostenitori della Resistenza Iraniana hanno organizzato manifestazioni attraverso l'Europa, negli Stati Uniti ed in Australia per condannare le violazioni crescenti di diritti dell'uomo in Iran. I dimostranti hanno anche esortato la Comunità internazionale ed i governi ad intervenire per fermare le esecuzioni in Iran. In una dichiarazione internazionale il mese scorso, la signora Maryam Rajavi, la presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha chiesto il rinvio della cartella di diritti dell'uomo del regime dinanzi al Consiglio di sicurezza dell'ONU per l'adozione di misure costrittive per fermare le esecuzioni in Iran.
Da Consiglio Nazionale della Resistnza Iraniana
Ha voglia di sgolarsi la Resistenza Iraniana, il regime di Ahmadinejad é un ottimo partner commerciale per i governi europei che chiudono entrambi gli occhi...
Orpheus


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