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Orpheus

Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

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Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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26 maggio 2010

Nelle carceri iraniane non c'era solo Jafar Panahi


Mentre il mondo esulta per la liberazione del cineasta iraniano Jafar Panahi, continuano gli arresti di giovani iraniani che non hanno "santi in paradiso" e star piangenti sulla Croisette, a chiederne la liberazione.
Il numero esatto non lo conosce nessuno, ma chissà quanti di loro subiscono il "trattamento" inumano che sta subendo Majid Tavakoli, un semplice studente arrestato già tre volte. L'ultima risale lo scorso 7 dicembre, dopo un suo discorso all'università nell'ambito delle proteste contro il risultato delle elezioni presidenziali di giugno. Da domenica 23 maggio, il giovane attivista è stato trasferito in isolamento nella famigerata prigione di Evin a Teheran e contestualmente è entrato in sciopero della fame e della sete.
La famiglia di Majid ora denuncia le gravi condizioni di salute in cui versa il ragazzo - che soffre già di problemi ai reni – e l'indifferenza del mondo e dei politici “democratici” iraniani alla sua sorte. In un'intervista al sito web Jaras la madre di Majid denuncia: “Mio figlio non è un politico e neppure un artista. Il mondo non sa nulla di lui e nessuno piange per il suo sciopero della fame”. La signora Tavakoli sottolinea che suo figlio è un semplice studente in favore del quale nessun politico ha cercato di intercedere con la Giustizia iraniana. Tanto più che i giudici negano anche a lei la possibilità di parlargli.
“Non ho altra scelta se non quella di chiedere al mondo di venire in nostro aiuto”, conclude la donna, che sta portando avanti uno sciopero della fame a casa in solidarietà col figlio.
Peccato che al mondo sono bastate le lacrime della Binoche e la liberazione di Pahahi, per sentirsi a posto con la coscienza, adesso si possono spegnere i riflettori sull'imbarazzante situazione dei diritti umani in Iran: donne e studenti possono continuare a morire dopo aver attraversato l'inferno in terra.
 E l' Onu può eleggere per acclamazione(!) l'Iran membro della Commission on the Status of Women, senza che si alzi una flebile protesta: "Ma che c***o fa l'Onu!!!!"
Se la madre di Majid spera che il mondo aiuti suo figlio o un altro delle centinaia di giovani perseguitati dal regime, crede nei miracoli. Forse se va a Lourdes ottiene di più.
Nella foto Majid
Orpheus
E se avete 5 minuti leggetevi cosa ha subito in carcere Hoshang Asadi per poter capire quanto ignobile sia la posizione accondiscendente dell' Onu sull'Iran e quanto vergognosa l'indifferenza del mondo.
 



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1 maggio 2010

BuffONU


I membri dell'Onu sono dei buffoni e per giunta in malafede, altrimenti non si spiegherebbe come sia possibile che l'Iran, mercoledì  sia stato ammesso per acclamazione  come membro per un mandato di 4 anni con inizio nel 2011 alla "Commission on status of women dell’Onu", ovvero l’organismo dedicato alle donne del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.
Devono avere molto senso dell'humor da quelle parti, sarebbe come dare il Nobel della Pace alla memoria di Hitler, che ha scatenato la seconda guerra mondiale, con annessi e connessi.
Quali siano i parametri che hanno portato a questa decisione sono inspiegabili, al pari dei tre misteri di Fatima.
In Iran i diritti umani non sono nemmeno al minimo e quelli della donna, se possibile, sono messi ancora peggio.
 Il suo ordinamento giuridico, prevede la LAPIDAZIONE dopo il seppellimento dalla vita in giù;  violentare la moglie non è illegale, e in generale la questione della violenza è messa in modo tale che la donna è quasi sempre violentabile e anche colpevole se denuncia l’accaduto.
Infatti sono richiesti quattro testimoni maschi e due femmine per istruire un processo; una donna (o un uomo, bontà loro!) che sostengono di essere stati violentati senza le prove richieste, subiscono la pena di 80 frustate. La conseguenza è che le donne violentate preferiscono tacere, il fenomeno è di massa e praticamente impunito. Le donne in Iran sono soggette per strada a punizioni e arresti immediati se non sono velate e non si comportano secondo le regole del regime degli Ayatollah; un uomo che uccide la moglie scoperta in flagrante adulterio non viene condannato, nel 2008 in sette mesi sono stati riportati 70 casi di delitti d’onore. E' permassa la poligamia.
In generale, la testimonianza di due donne vale quella di un uomo,  le leggi che regolano il reclutamento al lavoro favoriscono i maschi e e le leggi che regolano il diritto all’eredità danno alle donne la metà dei diritti di un maschio. In generale, l’Iran è per le donne un abisso di proibizioni e le ribelli pagano il doppio.
 Le donne sono eversive in potenza proprio in quanto hanno un corpo e un volto negato: il National iranian american council ha presentato all’Onu un suo disperato rapporto che testimonia come «nell’anno passato l’Iran ha accusato le donne alla ricerca di conferme nella sfera sociale di minacciare la sicurezza nazionale.. e in carcere le guardie hanno picchiato, torturato, assalito sessualmente e violentato dissidenti donne e uomini. Nelle università il governo bandisce le donne dai corsi chiave, i centri che si prendono cura dei bambini vengono chiusi per bloccare il lavoro femminile
Questo è il quadro terribile, che a quanto pare non ha impedito all'Iran di entrare a far parte del CSW, si vede che all'Onu hanno un visione singolare dei diritti umani, che non ha nulla da invidiare a quella di Pol Pot o Stalin o Pinochet.
D'altronde non ha adottato una sola risoluzione in cui si accusasse per nome un Paese violatore dei diritti delle donne, non l’Iran, non la Cina, non i Paesi in cui le donne vengono vendute come schiave... fuorché Israele quando si è parlato delle donne palestinesi, che non soffrono, no,per i delitti d’onore, per una posizione di enorme inferiorità sociale e culturale, ma per la solita cattiveria degli israeliani. Il Csw è "molto preoccupato" per le vessazioni israeliane a quelle povere donne.
Anche Ahmadinejad, com’è noto.
In parte riassunto da qui
Orpheus


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14 marzo 2010

L'olocausto cristiano non è importante quanto i minareti in Svizzera


Kiran George, 12 anni era una bambina cristiana che lavorava come domestica in una famiglia musulmana di Lahore é stata violentata e bruciata viva dal figlio del padrone. Kiran è morta ieri in ospedale, dopo due giorni di agonia, per le ustioni riportate sull’80% del corpo. Analoga terribile fine di un'altra dodicenne cristiana
Shazia Bashir, violentata e uccisa da un potente avvocato di Lahore.
Un crimine ancora oggi impunito. IMPUNITO, perchè Shazia come Kiran era cristiana e donna (o meglio bambina), quindi poteva esser trattata come una schiava, violentata e ammazzata, senza rischiare nulla. Non é solo spaventosa la violenza bruta contro una creatura indifesa, quella purtroppo, non conosce latitudine, é aberrante, inconcebile, inaccettabile, che ci siano paesi, dove la LEGGE, non punisce chi si macchia di crimini tanto orrendi, solo perchè le vittime sono CRISTIANE.
I cristiani non hanno diritti nei paesi islamici, nemmeno quello inalienabile alla vita.
Importa a qualcuno?
Ogni giorno le cronache sono piene di violazioni gravissime, aggressioni, quando non raccontano di vere e proprie stragi a colpi di machete, soprusi e umiliazioni di ogni genere, in Pakistan, in Egitto, Marocco, Siria. Ovunque nel mondo musulmano.
Ogni tre minuti un cristiano viene torturato nel mondo musulmano, e nel 2009 oltre 165.000 cristiani sono stati uccisi per la loro fede, la maggior parte nei paesi musulmani. Il reverendo Majed El Shafie, presidente di una Free World International (OFWI), che guida una delegazione di attivisti per i diritti umani , di membri del Parlamento del Canada e personalità religiose, riferisce che :Hamas disotterra i corpi dei cristiani nei cimiteri cristiani nella Striscia di Gaza, sostenendo che inquinano la terra
Nenache l'eterno riposo é concesso ai cristiani.
E di che cosa si preoccupa l'ONU?
"di condannare fermamente il divieto della costruzione di minareti"- considerata come "una manifestazione di islamofobia che viola chiaramente gli obblighi internazionali in materia di diritti dell'uomo per quanto riguarda la libertà di religione".
Io veramente non ho più parole, le ho esaurite, ma la rabbia quella no.
La rabbia che nasce al pensiero di Kiran, di Shazia, della loro orrenda morte di una barbarie che non può lasciare indifferenti. La rabbia che nasce dalla consapevolezza che milioni d'innocenti subiscono ogni giorno torture e persecuzioni e chi dovrebbe tutelare sui loro diritti, si presta all'islamizzazione dell'Occidente. Ci vende a questi barbari.
Orpheus.





 

4 novembre 2009

Raduno jihadista a Gaza: "A morte Israele"






Lo scorso 30 ottobre decine di migliaia di fedelissimi Jihad si sono riuniti a Gaza per ricordare il fondatore del gruppo ucciso. Hanno sfilato nel corteo con missili e giubbotti per attentatori suicidi, al grido “A morte Israele”. Qui il reportage dei poveri palestinesi "affamati e assetati"  dai cattivoni israeliani.

Mi piacerebbe sapere dove stavano guardando il 30 ottobre tutte le organizzazioni che denunciano i crimini di guerra a Gaza o la sete di Gaza...
Si, perchè mi sembra che gli unici veri criminali siano questi e che l'unica sete che abbiano sia quella del sangue degli israeliani.
Hanno soldi per missili, mitragliette, bombe e quant'altro e non per il cibo?
Ma all'Onu e dintorni cosa credono  che tutti sono ciechi come loro?
Io vedo un popolo che non vuole la Pace, ma la distruzione d'Israele e questo é un problema e un pericolo per tutto il mondo, oltre che una terribile ingiustizia.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 4/11/2009 alle 21:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

21 maggio 2009

Se Obama progetta di deportare 1.500.000 di clandestini nessuno s’indigna…

                           
Quel “razzista” di Obama ha intenzione di dare un giro di vite all’immigrazione clandestina con una deportazione di massa, perché un milione e mezzo di immigrati irregolari espulsi, non si può chiamare in altro modo.
Dopo Zapatero, un altro santino prediletto della sinistra, abbandona la strada del “volemose bene” e porte aperte a tutti per intraprendere quella del “pugno di ferro” per chi entra nel Paese, violando la legge.
Roba da far svenire tutte le anime belle italiane in un sol colpo, che nel presidente nero, vedono la raffigurazione del politically correct, in carne, ossa e pelle rigorosamente ambrata o abbronzata, che dir si voglia;-)
Or bene l’amministrazione Obama si accinge a dare la caccia ai clandestini anche nelle prigioni. Si, compreso i colpevoli di reati minori, come guida in stato di ebbrezza o infrazioni stradali, che rischieranno la deportazione dopo avere vissuto magari per decine di anni illegalmente, ma onestamente, negli Stati Uniti.
Si parla dell’espulsione di un milione e mezzo di clandestini, circa dieci volte la quantità attuale. Premesso che non ho nulla da ridire e anzi apprezzo, coerentemente, la concretezza di questa azione dell’amministrazione Obama, come mai la nostra stampa nazionale non grida allo scandalo?

Come mai i buonisti di casa nostra, che addirittura hanno scomodato le leggi razziali per il prolungamento nei Cie, non si stracciano le vesti di dosso?

Come mai Franceschini che tira in ballo il nazismo anche per un starnuto di Berlusconi, tace?

E Di Pietro? E Vendola? E Ferrero? Insomma tutti coloro che si esibiscono puntualmente in una patetica canea, per ogni provvedimento del Governo Berlusconi,  teso ad arginare l’invasione in atto nel nostro paese? 
E infine l’Onu che ha appena riaccolto nel Consiglio dei diritti umani, gli Usa, non ha proprio NULLA, ma nulla da obiettare davanti alla deportazione di massa di Obama  di un milione e mezzo di  "poveri" migranti?
Orpheus

17 maggio 2009

Laurens Jolles il boss Onu che ha assunto Hezbollah

 
Chi è Laurens Jolles, nuovo capo per l’Italia dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati che fa la predica all’Italia sui respingimenti, minacciando anche responsabilità secondo il diritto internazionale?
E' un avvocato olandese.
Antefatto: 
Ruud Lubbers olandese anche lui, che guidava il Commissariato dei rifugiati fino al 2005, ha dovuto dimettersi per molestie sessuali a una dipendente. Nel ’95 erano olandesi i battaglioni di caschi blu che avrebbero dovuto difendere i profughi bosniaci a Srebrenica. Ma non mossero un dito quando i serbi ne massacrarono ottomila. Il governo olandese ha dovuto dimettersi dopo questa strage.
Jolles è stato nominato a Roma due mesi fa. Oltre che per l’Italia, è responsabile anche su Portogallo, Grecia, Albania, Cipro e Malta. Non risulta abbia condannato quest’ultima per il suo vergognoso rifiuto di assistere i profughi, quando i barconi dei negrieri transitano nelle sue acque territoriali.
Fino a marzo Jolles guidava il Commissariato profughi in Siria. Uno dei pochi Paesi che, come la Libia, non ha firmato la Convenzione del 1951 sui rifugiati.
Secondo l’Onu, la Libia non potrebbe assistere i profughi per questo motivo.
Falso.
La Siria infatti, pur non aderendo alla Convenzione, accoglie più di un milione di rifugiati iracheni. Duecentomila dei quali registrati e assistiti dal Commissariato Onu, guidato fino a due mesi fa proprio da Jolles.

Ma perché Jolles se n’è andato da Damasco dopo soli tre anni?Per conoscere la risposta bisogna fare la conoscenza di un popolo dimenticato: gli Ahwazi. Sono cinque milioni di arabi dell’Iran sudoccidentale, vicino all’Iraq. Il loro Paese si chiamava Arabistan fino al 1925, era un emirato autonomo.  Poi fu annesso forzosamente all’Iran, allora protetto dagli inglesi, e ribattezzato Khuzestan. Fino al ’79 gli Ahwazi hanno patito l’occupazione straniera ma si sono barcamenati. Impossibile reclamare l’indipendenza: troppo petrolio nel loro sottosuolo. Altro che palestinesi: nessuna solidarietà internazionale.
Con l’arrivo dei khomeinisti, però, si è scatenata la persecuzione. In questi trent’anni un terzo degli Ahwazi è scappato all’estero. Molti in Siria. E lì hanno incontrato Jolles che ha assistito pure loro. Almeno fino a pochi mesi fa, quando gli Ahwazi hanno cominciato ad accusarlo di non proteggerli più: “Ha assunto membri di Hezbollah nel suo ufficio”. Gli Hezbollah sono filoiraniani. Gli Ahwazi li accusano addirittura di rapire famiglie di rifugiati (quelli politicizzati), per deportarli in Iran dove li attendono carceri e torture.
E sostengono che Jolles ha chiuso entrambi gli occhi. “Siamo felici che sia stato mandato via, e speriamo che il suo successore sia più imparziale e degno di fiducia”, dice la Bafs (British Ahwazi Friendship Society) in un comunicato del 24 aprile.
Da Damasco, Laurens Jolles è stato trasferito a Roma. Ora che non si trova più sotto una dittatura come la Siria e l’Iran, improvvisamente è diventato un leone. Critica il nostro governo, vuole accogliere a spese dell’Italia tutti i profughi del mondo. Chissà se sui barconi della tratta libica c’è anche qualche suo ex-amico Ahwazo in cerca di asilo.
Riassunto da Libero
Sempre per la serie le vergogne dell' Onu...
Orpheus


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15 maggio 2009

Maroni "obbedisca" all'Onu-Faccia come Zapatero

[ceuta2.jpg] 

L’Onu ci intima di riprenderci i migranti respinti e d'interrompere i respingimenti, altrimenti ne saremo responsabili. Boom!!! E allora?
Consiglio ad ogni buon conto al ministro Maroni  di“obbedire” e fare come il Premier Josè Luis Zapatero, ossia dia ordine alle motovedette di sparare sui barconi, perché così facendo l’ Onu tace.
In alternativa sulla spiaggia di Lampedusa innalzi una bella barriera di filo spinato alta sei metri, con trappole anti-clandestini al peperoncino, militari armati che sparano sui migranti e cani feroci che li azzannano. Perché così facendo l’Onu non proferisce verbo.
In questo caso l’alto commissario non considera responsabile delle conseguenze della sorte di centinaia di migranti respinti nel deserto e gettati nelle mani delle feroci guardie marocchine, né la Spagna né Il suo Governo.
Macchè l’Alto commissario in questo caso specifico si fa un pisolino, e al risveglio volge il suo sguardo vigile sulla Italia razzista e xenofoba.
D’altronde chiedere all’Onu di far rispettare i diritti umani nei paesi dove VERAMENTE vengono vergognosamente e sfacciatamente violati è come chiedere ad bimbo di sei anni di pilotare lo shuttle.
Per caso i caschi blu sono riusciti ad arginare il genocidio in Ruanda? Macchè stavano a guardare, perfettamente armati di fucili e mitragliette, lo smembramento a colpi di machete di un 1.000.000 di Tutsi, da parte degli Hutu, in 100 giorni
E a Srebrenica? I Caschi Blu erano anche lì, senza per altro impedire che circa 10.000 bosniaci venissero giustiziati dai serbi di Ratko Mladic in una zona che l’Onu aveva dichiarato sotto la propria tutela. Addirittura, i Caschi Blu incaricati di proteggere i civili finirono per collaborare alla divisione tra uomini e donne previa alla mattanza, “per tenere la situazione sotto controllo”. Se non fosse per il bagno di sangue, ci sarebbe da ridere.
Infine l’opera omnia dell’incapacità dell’Onu: il Darfur. Nel 2006 l’Onu propose di mandare in loco 20.000 Caschi Blu il governo sudanese disse che gli avrebbe sparato addosso, e l’Onu soprassedette con la coda tra le gambe. Dopo lunghe trattative nel dicembre del 2008 sono stati inviati in zona oltre 15.000 Caschi Blu.
E’ cambiato qualcosa?Nulla il disastro umanitario procede senza intoppi e l’aver dichiarato Al-Bashir criminale di guerra ha fatto “preoccupare”l’Onu e sganasciarsi dalle risate il medesimo Al-Bashir (ma veramente questi ridicoli burocrati credono di fermare questi tiranni genocidi a colpi di carte bollate?)
Non solo ma nel Sud del paese i Caschi Blu della missione Unmis sono stati accusati di abusi sessuali ai danni di minori, da almeno 20 vittime.
Simili accuse sono state anche in Congo dove era nata anche l’etichetta di scandalo Sex for Food, per il cibo che veniva dato agli affamati ragazzini e ragazzine in cambio delle “prestazioni” e in Liberia, Haiti e Timor Est.

Quindi qual’è la brillante idea dei capoccioni Onu, visto che sono totalmente incapaci di far rispettare i diritti umani (persino ai propri uomini) nei paesi dove vengono violati, promuovere lo spostamento di quelle popolazioni in Italia e paesi limitrofi? Berlusconi faccia come Bush, mandi questi cianfroni dei diritti umani a quel paese.
Orpheus

15 maggio 2009

L'ultima patacca Onu: asilo politico assicurato con il manuale del “povero” rifugiato

 
L’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) dispone di presidi mobili e fissi nelle zone di arrivo degli immigrati clandestini (grazie ad un contratto con il Ministero dell’Interno e al programma Ue Argo). Questi presidi accolgono gli extracomunitari e li “addestrano” a diventare "poveri" rifugiati, grazie a trucchetti per presentare con successo una richiesta d’asilo.
Tutto ciò succede già a Lampedusa Trapani, Caltanissetta, Siracusa, e tra poco sarà così anche in Libia. Pur di scovare il maggior numero di potenziali asilanti, l’Unhcr ha dotato i suoi operatori, e quelli delle ong partner, di uno specifico manuale con ogni genere di trucchetti, intitolato “Intervistare i richiedenti asilo”, che contiene metodiche di arruolamento rifugiati al limite del grottesco e che spiegano come mai gli immigrati approdati nel nostro Sud si dichiarino in massa vittime di persecuzioni.
Il clou del manuale del “povero” rifugiato è l'intervista,“momento cruciale del percorso per la determinazione dello status di rifugiato”.
Tutta una serie di domande studiate appositamente per “portare alla luce le sue esperienze e presentarle in modo convincente”. Prima di iniziare, però “è necessario fornire al richiedente alcune informazioni riguardo applicazione e procedure dello status di rifugiato”.
Il gioco è ovvio se al migrante gli si fa presente che per ottenere tale status, bisogna temere persecuzioni, quello, avendo tutto l’interesse a diventare rifugiato, testimonierà in tal senso. O no?Ma non basta può capitare qualche soggetto reticente perché non se la sente di mentire oppure il suo racconto è incoerente ecco tirar fuori dal cappello la giustificazione ad hoc dei blocchi piscologici, anche inconsci:“Non è inusuale per i richiedenti asilo aver difficoltà nel raccontarsi. Esitare, balbettare, ritirarsi in silenzi o fornire spiegazioni contraddittorie. La riluttanza a parlare può essere conscia o meno. Esperienze passate possono esser state soppresse dalla mente conscia(..) Imprecisioni non indicano per forza disonestà”.
La gamma degli alibi è infinita: “Chi ha lasciato il suo Paese per timore di persecuzione è probabile voglia tenere il dolore per sé. Oppure “il richiedente può cercare di nascondere informazioni che ritiene abbassino la stima che gli altri hanno di lui. Un uomo trova difficile ammettere d’aver lasciato la famiglia”.
Ma se malgrado ciò ancora sussistono dubbi (e sarebbe veramente un miracolo!)
“Il richiedente può parlare in modo poco convincente non per falsità bensì per l’insicurezza di un ambiente nuovo” e “le parole veicolano significati diversi a seconda della cultura”.
Con un’intervista così “esauriente” passerei anch’io per rifugiata politica.
Quanto all’onere della prova “non va confuso con la veridicità delle asserzioni”. E qui si sfiora il ridicolo: “Non è necessario che il richiedente provi ogni fatto allegato nella sua richiesta. L’onere della prova dev’essere flessibile quando: il timore (di persecuzione) è relativo a futuri eventi non dimostrabili; “L’onere della prova può esser soddisfatto anche dove non si sia in grado di fornire evidenze concrete. Sulla base di una “probabilità di persecuzione ragionevole”.

Quindi gli autori del manuale si tradiscono: “In conformità allo spirito umanitario della Convenzione di Ginevra, non è ragionevole chiedere prove certe per la conferma della richiesta d’asilo” (…). Accade dunque che “un richiedente possa fornire una base credibile per una richiesta anche se non è mai stato perseguitato”.
In ogni caso “non è ammissibile verificare o condividere alcuna informazione riguardante storie individuali con le autorità del Paese di origine, ma per tramite uffici locali Unhcr. Questo “anche per salvaguardare la riservatezza del richiedente”.

Niente prove, niente fatti o date o informazioni dal paese di origine, a dimostrazione di quanto dice l’immigrato, ma eventualmente può fare un disegnino di una cartina o della cella dove dice di essere stato detenuto. Se malgrado tutte queste assurde agevolazioni, permangono discrepanze, non si deve fare pressioni e si devono suggerire eventuali escamotage. L’ultima spiaggia: la follia
Ma “Se il richiedente è riluttante o incapace di partecipare all’intervista: cosa fare?”. A mali estremi, estremi rimedi: “va contemplata la necessità di un intervento per assistere la sua condizione mentale”, Come dire che chi non vuol farsi ‘consigliare’ dall’Onu dev’essere un po’ matto.
E qui chi trovo d’accordo con il manuale, solo un matto può lasciarsi sfuggire l’asilo politico servito su un piatto d’argento.Tutto amore per il prossimo?
Oppure sarà che questo ennesimo ente inutile ha un budget che cresce in proporzione alla quantità di rifugiati assistiti?
Il solito magna-magna travestito da altruismo che fa naufragare miseramente la polemica strumentale che a cavalcato la sinistra in questi giorni e cioè che su quei barconi respinti potevano esserci dei  "poveri" rifugiati politici.
Sicuramente c’erano!!!  Ci pensa l’Onu ad istruirli ad arte.
L'unico dato di fatto sicuro della vicenda é che l'Onu, la Ue e tante illustri Ong, umanitarie perseguono a tavolino l'invasione dei paesi Occidentali da parte di milioni di africani.
Sta a noi APRIRE GLI OCCHI e impedirglielo, altrimenti nei prossimi  decenni gli scafisti faranno affari d'oro con le nostre future generazioni. Anche noi siamo passati nei secoli attraverso miseria, carestie, guerre, pestilenze e dittature e abbiamo lottato per conquistare LIBERTA' E BENESSERE, i nostri avi hanno dato la vita, non siamo emigrati in massa verso presunte terre promesse, con il patentino di rifugiato compilato ad hoc.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 15/5/2009 alle 14:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa

12 maggio 2009

La beffa dei diritti umani all'Onu: priorità i respingimenti, indifferenza per le impiccagioni in Iran

 
In due giorni in Iran sono state impiccate sei persone fra cui due minorenni e una donna e LAPIDATO un adultero.
Nonostante la moratoria entrata in vigore nel 2002, Teheran prosegue la sua politica del terrore e della più CRIMINALE violazione dei diritti umani.
Facendosi beffe dell'Onu e delle sue moratorie: marameo Ban Ki-moon, attaccati al tram che i tribunali iraniani continuano allegramente ad attaccare gente alle forche, nel più fragoroso silenzio internazionale di chi dovrebbe occuparsi di diritti umani (290 esecuzioni in 5 mesi).
E perché non dovrebbe farlo? L’Onu tace e fa la voce grossa SOLO con l’Italia dalla quale pretende che riammetta i clandestini respinti.
Roba da non credere!
C'è da sperare solo che il Governo non si faccia INTIMIDIRE da tanto ipocrita zelo a senso unico.
Domani in tanto, si voterà alla Camera sulle tre questioni di fiducia poste dal governo sul ddl sicurezza.
Già le sirene del buonismo d'accatto esercitano l'ugola per gridare al Governo "razzista e fascista", le prime pagine dei giornali parleranno di "leggi razziali" e "campi di concentramento", le solite pallide entità sinistre si stracceranno le vesti fino alle mutande per tanta inumana crudeltà.
Gli italiani ancora volta ringrazieranno la loro previdenza alle ultime elezioni nell'aver messo la croce sul simbolo giusto. E le previsioni parlano di trionfi della Lega.
Orpheus
Un consiglio a Berlusconi per l'Onu, faccia come Bush boicotti  il Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu, fra gli stati membri figurano paesi di "grande" rispetto dei diritti umani come Cina, Cuba, Pakistan e Arabia Saudita, vorrà mica sedersi accanto a chi pratica torture ed esecuzioni di massa?

7 maggio 2009

L’Onu si sveglia sui diritti umani e richiama…l’Italia

 

E’ talmente abnorme l’ultimo atto di presenza dell’Onu, da cadere nel ridicolo.
Si perché, da sempre addormentata sui diritti umani (al punto da far parlare ad una conferenza sugli stessi, Ahmadinejad il boia di Teheran) si è svegliata per richiamare all’ordine l’Italia.
Che avremo mai fatto? Impiccato gay, apostati e criminali vari? Lapidato adultere, torturato a morte innocenti, massacrato intere popolazioni, calpestato i diritti umani di minoranze etniche e religiose? Sgozzato ostaggi, tagliato mani, piedi, cavato occhi? Permesso e benedetto matrimoni di bambine di otto anni con uomini adulti e vecchi bavosi?
No, abbiamo rispedito al mittente un carico di migranti senza torcergli un capello
Per la prima volta FINALMENTE, le nostre motovedette hanno rimandato in Libia un barcone con 227 immigrati clandestini che cercavano di entrare ILLEGALMENTE nel nostro paese.
Non abbiamo sparato sui migranti come successe a Ceuta e Melilla nel 2005, per ordine di Zapatero, che fece erigere, nel contempo una barriera di filo spinato, con trappole anti-clandestini consistenti in getti di spray al peperoncino. Barriera costata 30 milioni di euro e gentilmente PAGATA dalla Ue.
Dove nei territori limitrofi si sono consumati e si consumano abusi su centinaia e migliaia di migranti, violenze che non hanno scosso le anime belle dell'Onu, dal loro sonno profondo sul rispetto dei diritti umani. Niente richiami allora per la Spagna e il Marocco, come ha denunciato l'organizzazione Medici senza Frontiere e rapporti ignorati su ferimenti con pallottole di piombo, bastonate, morsicature di cani, stupri e lacerazioni gravi causate dal filo spinato, traumi e fratture di varie entità.
Insomma noi rimandiamo per la prima volta indietro un barcone e si scatenano le accuse di razzismo e balle varie, gli altri i migranti li rispediscono indietro a pezzi o cadaveri e la comunità internazionale tace, seppellendo la Convenzione di Ginevra sotto un silenzio negligente e ipocrita.
Ma come funziona questo rispetto dei diritti umani? A senso unico solo per l'Italia?
Qui un'altra chicca sulle "deportazioni" di marocchini  della polizia spagnola (datate marzo 2009), quante notizie interessanti si trovano su internet, possibile che all'Onu non ne conoscano l'uso?
Orpheus


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20 aprile 2009

Che si aspettava l'Onu? Ahmadinejad é Ahamadinejad e non Albert Schweitzer

 
Era già tutto previsto, eppure si è voluto dare corso ugualmente a quella pagliacciata iniqua che é la conferenza sul razzismo, la discriminazione razziale e la xenofobia promossa dall’Onu, nota come "Durban 2".
Solo una massa di beoti può organizzare una simile conferenza e chiamare a parlare Ahmadinejad, è come invitare il Dottor Mengele ad un convegno sui diritti dei malati o affidare la direzione di un asilo ad un pedofilo recidivo.
Cosa pensavano dicesse, le teste d’uovo dell’Onu, un matto fondamentalista, che da anni auspica la cancellazione d’Israele dalle carte geografiche?
Veramente hanno creduto per un solo secondo che Ahmadinejad sarebbe stato sobrio e moderato?
Bene ha fatto L’Italia a disertare l’iniqua pagliacciata, anche perché tutta questa manfrina delle “discriminazione razziali” imbastita dall’Onu, ha un solo obiettivo, imporre al mondo l’Islam e le sue usanze più esecrabili come la poligamia, già accettata dalla Ue.
Lo ha detto CHIARAMENTE il segretario generale Ban Ki moon stamattina invitando tutti ad accettare l'islam, a non averne paura, farneticando anche dell "islamofobia" come nuova forma di razzismo. 
E la presenza
di paesi islamici RAZZISTI che praticano orribili discriminazioni verso donne, gay e “infedeli”, ad un simile convegno, ne é la conferma più eclatante.
Forse non sapevano i capoccioni dell’Onu, che in Iran s’impiccano i gay, si lapidano le adultere e amenità simili? E invitano AHAMADINEJAD a parlare? Che avrebbe mai potuto dire? Che tipo di corda usare per le forche?
Pagliacci e pericolosi.
Quanto ad Obama, è ancora dell’idea di tendere la mano aperta? Anche a Ginevra Ahmadinejad non si è lasciato sfuggire l’occasione di attaccare gli Usa. E fin’ora alla mano aperta ha replicato con sonori sganassoni diplomatici.
Orpheus


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11 marzo 2009

Onu=Organizzazione Nazioni (per l')Umma mondiale

 

L’Onu ha un progetto ambizioso trasformare la comunità internazionale, in una “comunità di fedeli” altresì detta Umma, con la Risoluzione 62/154 delle Nazioni Unite, sulla “Lotta alla diffamazione delle religioni”, si propone di estendere la protezione non agli esseri umani, bensì alle idee ed opinioni, garantendo esclusivamente a queste ultime l'immunità dalle “offese”.
La prefazione del testo è infarcita di falsità che ormai non fanno più ridere, come nel passaggio, in cui si dichiara che l'Assemblea generale dell’Onu: “Ribadisce l'importanza di sviluppare contatti ad ogni livello allo scopo di approfondire il dialogo e favorire la comprensione tra diverse culture, religioni, credenze e civiltà, e accoglie a questo proposito la Dichiarazione e Programma di azione adottato dall'incontro ministeriale sui diritti umani e la diversità culturale del movimento dei Paesi non allineati, tenutosi a Teheran il 3 e 4 settembre 2007”.
Si capisce subito a che cosa si vuole arrivare, le clausole che seguono il preambolo ampolloso sono ancor più tendenziose e i toni si fanno perentori con il delinearsi della risoluzione vera e propria. Per esempio, il Paragrafo 5 “esprime la profonda preoccupazione che l'Islam venga frequentemente ed erroneamente associato alle violazioni dei diritti umani e al terrorismo”, mentre il Paragrafo 6 “sottolinea con crescente sdegno l'intensificarsi della campagna di diffamazione delle religioni e degli appartenenti alle minoranze musulmane in seguito ai tragici eventi dell'11 settembre 2001”.
Avete capito come funziona il trucco?
Nelle stesse settimane in cui la risoluzione viene presentata alle Nazioni Unite per il rinnovo annuale, il principale Paese promotore dell'iniziativa (il Pakistan) firma un accordo con i talebani per chiudere le scuole femminili nella valle di Swat (vicino alla capitale Islamabad) e imporre ai suoi abitanti la Sharia, o legge islamica.
Questa capitolazione è conseguenza diretta di una campagna di inaudite violenze e intimidazioni, comprese le decapitazioni pubbliche, ma è vietato menzionare la religione dei responsabili di tante atrocità, per evitare che la fede venga “associataalle violazioni dei diritti umani e al terrorismo
Nel Paragrafo 6 si nota il tentativo esplicito di confondere l'etnia con la religione. Tale è in realtà essenziale all'intero progetto. Se si riesce ad abbinare razza e religione, allora la condanna indiscussa della discriminazione razziale potrà essere subdolamente estesa anche alla discriminazione religiosa. È una mossa goffa, ma funziona: la prova del suo successo è il termine assurdo e inutile di islamofobia, oggi di uso corrente come arma di ricatto morale.
Ma l’aspetto più grave è che questa Risoluzione si propone di allargare l'area dell'oscurantismo dalla sua attuale patria nel mondo islamico fino al cuore delle democrazie postilluministiche, dove sono gli individui a vantare diritti, non le religioni.
Andiamo a vedere dove ci porta il Paragrafo 10. Dopo aver elogiato superficialmente il diritto alla libertà di espressione, si afferma che “l'esercizio di tale diritto comporta doveri e responsabilità speciali e pertanto potrà essere soggetto a limitazioni imposte dalla legge o rese necessarie per il rispetto dei diritti e della reputazione altrui, per la sicurezza nazionale e la tutela dell'ordine pubblico, della salute pubblica, della morale e del rispetto per le fedi e le credenze religiose”. Il pensiero sepolto in questa prosa tanto stereotipata è orrendo quanto la lingua che lo esprime e significa:ATTENTI A COME PARLATE, perché è nostra esplicita intenzione incriminare tutte le opinioni che dissentono dall'unica vera fede.  E poi non dite che non siamo stati avvertiti.
Riassunto daLegnostorto
Come islamizzare il mondo e vivere tutti 'felici e contenti' da islamici, anche gli atei mangia-preti, che però se ne guardano bene dal fare i 'mangia-imam'.
Ci sarà da ridere perchè gli hadith musulmani prescrivono la pena di morte per coloro che rinunciano all'Islam e quindi non potranno dedicarsi a pagliacciate tipo lo 'sbattezzo' e i bus anti-Dio.
Orpheus


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18 ottobre 2008

Pesante più del previsto il no dell'Onu alla candidatura di Teheran

 
E’ stato più netto del previsto il no espresso ieri dall’assemblea dell’Onu alla candidatura iraniana ad un seggio non permanente nel Consiglio permanente. Teheran, che era in competizioone con Tokyo, ha avuto appena 32 voti, contro i 158 andati al Giappone.

 Iran e Giappone correvano per il posto spettante ad un Paese asiatico, lasciato libero dall’Indonesia. L’Iran aveva presentato la sua candidatura nel 2007 e l’ha manenuta nonostante sia sottoposto a sanzioni decise proprio dal Consiglio di sicurezza, a causa del rifiuto di Teheran di fermare il programma di arricchimento di combustibile nucleare.
 Nei giorni scorsi l’Iran aveva presentato la sua candidatura come espressione della resistenza a “certe potenze”. E’ quanto aveva sostenuto proprio l’ambasciatore iraniano in Giappone, le frasi del quale erano state evidenziate dalla ufficiosa Fars: “Se la comunità internazionale vuole provare che non è sotto l’influenza di certe potenze e perseguire una logica politica, deve spianare la strada alla presenza di altri Paesi, come la Repubblica islamica dell’Iran, nel Consiglio di sicurezza”
 La delusione di Teheran per il risultato del voto è evidenziata da come l’ufficiale Irna ha dato la notizia delle decisioni dell’assemblea dell’Onu. Riferita l’elezione di Giappone, Turchia, Austria, Messico e Uganda, l’Irna aggiunge che “l’Iran era in competizione col Giapone che è già stato nel Consiglio nove volte. Il presidente delll’Assemblea, il nivaraguegno Miguel d’Escoto ha annunciato che il Giappone ha avuto 158 voti ed ha vinto il seggio”. Manca la notizia dei 32 voti avuti da Teheran.
Da Asia News
Questa volta giocare la carta dell'antiamerianismo al satrapo iraniano, non é servito a nulla.
Che l'Iran, dove si impiccano anche ragazzini e donne incinte, faccia parte dell'Onu é una vera e propria ignominia.
Orpheus


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20 giugno 2008

Inutile Onu: stupro "arma di guerra" e poi?

 
Toh l’Onu all’alba del 2008 si è accorta che “la violenza contro le donne ha ormai raggiunto proporzioni inaudite in alcune società”.
Alla buon’ora.
E quindi ha partorito il solito topolino, si perché le risoluzioni sono “bellissime” ma se poi non vengono fatte rispettare equivalgono a zero.
Comunque sia, il Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità la risoluzione 1820, sponsorizzata da oltre 30 paesi tra cui l'Italia, che classifica lo stupro come un’arma di guerra.
Lo sapevano anche i bambini che lo stupro, durante i conflitti ha il solo scopo di “umiliare, dominare, instillare paura, cacciare e/o obbligare a cambiare casa i membri di una comunità o di un gruppo etnico”, accade da che mondo è mondo, e non c’è mai stato conflitto che non abbia portato a stupri etnici di massa.
Preso atto di questa triste realtà, direi nata con l’uomo, il testo della risoluzione chiede “a tutte le parti coinvolte nei conflitti armati la cessazione completa e immediata della violenza sessuale contro i civili, con effetto immediato” pena il deferimento dei colpevoli alla Corte penale internazionale de L'Aja.
Infine si propone di stilare un rapporto (che verrà pubblicato entro dodici mesi dall'approvazione) per individuare “i conflitti armati dove la violenza sessuale è stata usata ampiamente o sistematicamente contro i civili”.
Perché esiste o è mai esistito un conflitto dove non ci siano stati stupri di massa?
Capisco che debbano impiegare il tempo e dimostrare che servono a qualcosa, ma questa iniziativa è RIDICOLA, potrebbero, intanto, se vogliono fare sul serio, PUNIRE quei caschi blu, che invece di proteggere donne e bambine le hanno stuprate, sputtandoli pubblicamente in un processo alla corte dell’Aja e condannandoli. Poi dando veramente libertà d’intervento ai caschi blu impiegati in quei conflitti che si sa per certo costano la vita a donne e bambine.
Quando un “guerrigliero” stupratore viene beccato, corte marziale e fucilazione in loco.
E’ troppo? Andatelo a raccontare a quelle povere donne.
Orpheus


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3 giugno 2008

Ma che bello il "tiro al piccione" se governa Berlusconi

 

Il Vaticano tramite monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per i migranti e l’Onu hanno bocciato la proposta del reato di clandestinità.
E se dalla Chiesa ci può stare questa bocciatura, perché ha il diritto/dovere di dettare le sue linee guida ai cattolici, (stesso discorso dei Dico, sta, al Governo, dopo averne preso atto, fare ciò che è necessario) la bocciatura dell’Onu è ideologica e inaccettabile.
L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Louise Arbour ha stigmatizzato la “recente decisione del governo italiano di rendere reato l'immigrazione illegale” e gli attacchi contro i campi di Rom, avvenuti a Napoli.
Adesso, mi domando che metro usa la signora Arbour per occuparsi di diritti umani?
Sono curiosa perché non ho sentito grandi note di biasimo per lo schiavismo e i massacri in Cina, né per i veri pogrom di studenti e intellettuali dissidenti, in Iran dove nella pubblica piazza vengono appesi al gancio di una gru, anche donne e MINORENNI.
E la lista dei genocidi è tanto lunga quanto insaguinata.
Basti pensare solo a quello che sta facendo la giunta militar-comunista in Birmania: 30.000 bambini che rischiano di morire di fame.
Ma la Si.ra Arbour si preoccupa di due falò (da condannare) di campi nomadi abbandonati, e apre un "dossier" Italia, per accusarci di razzismo e xenofobia.
Il "trucco" è sempre lo stesso: l’input parte dalle sinistre italiane e ritorna (con la complicità di “autorevoli” giornali o membri di qualche agenzia, ovviamente tutti di sinistra) confezionato da “condanna”, un giorno dall’Economist e un altro da una funzionaria, di quella stessa Onu che non sa nemmeno controllare che i suoi stessi caschi blu, rispettino i diritti per i quali intervengono in un paese.

Dopo di che la sinistra che purtroppo non perde né pelo né vizio, si dà al banchetto orgiastico dei tribunali speciali “all’estero” sbandierando i verdetti di condanna.
La signora Arbour forse ignora che per aver varcato illegalmente la frontiera, nel Regno Unito e socialista ti possono ficcare in un campo di detenzione senza limiti di tempo (per questo la legge italiana prevede un «massimo» di 18 mesi, alla maniera di quella già operante in Germania).
Forse la signora Arbour ignora che il presidente francese Sarkozy ha annunciato nuove restrizioni per chi vorrà restare in Francia, perché dovrà dimostrare di saper parlare e scrivere la lingua e rispettare le leggi francesi.
Ma cosa volete che importi a una signora Louise Arbour di tutto ciò?
La moda del tiro al piccione internazionale, da quando la maggioranza degli italiani ha scelto il centro destra, è quella di trasformare a tutti i costi l’immagine dell’Italia in quella di una nazione xenofoba, razzista, inospitale, probabilmente incline ai campi di concentramento. Qualsiasi ingrediente è buono: un momento di indignazione popolare per un neonato rapito o per una donna stuprata e assassinata, oppure il semplice proposito di porre i famosi paletti, tanto cari alla sinistra quando li mette lei, in materia di invasioni barbariche. È un vecchio disco rotto che conosciamo da anni e che sorprende soltanto per impudenza e mancanza di rispetto.
Stampatello dal Giornale
Orpheus


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29 marzo 2008

Questo é un triste giorno per la libertà di parola in rete...


....Ma, abbiamo dovuto mettere la salvaguardia del nostro staff sopra ogni cosa.
Così giustifica la direzione di Liveleak la rimozione di "Fitna" dai loro server.
Come dar loro torto, gli sono arrivate gravi minacce di morte, e non possono di certo rischiare la vita quando la comunità internazionale, dalla UE all'ONU, ha gridato allo scandalo per la diffusione di un corto metraggio di 15 minuti, in cui non si vedono altro che le gesta dei terroristi islamici e l'ideologia da cui traggono l'ispirazione.
Fatti INNEGABILMENTE VERI, che nessuno, ma proprio nessuno può confutare, né loro, nè i loro padroni della mezzaluna rossa.
Nulla di più, di quello che tutti coloro che s'interessano al problema, già conoscono, immagini viste e riviste, assemblate in 15 minuti che suonano come una campana a morto, sulla nostra civiltà.
Ma i dhimmi che infestano le nostre istituzioni fanno finta di non sentire quei rintocchi e si piegano alla prevaricazione violenta del fondamentalismo religioso. Vogliono cancellare le radici cristiane dall'Europa, per sostituirle con la protervia islamista.
Vigliacchi e traditori.
Iran e paesi musulmani vari hanno già lanciato anatemi e minacce. E i dhimmi, tutti in fila, se la stanno facendo sotto, chiedendo scusa e assicurando azioni legali contro Wilders.
Il quale é un "morto che cammina" e da oggi la sua vita sarà un inferno. E' già partito il tam-tam dei forum islamici vicini ad al Qaida: "L’olandese nemico di Allah ha fatto quanto aveva minacciato di fare e ha diffuso il suo film", si legge. Il messaggio è seguito da decine di post in cui si invitano i musulmani olandesi ad agire contro di lui. Il tutto corredato da una foto del deputato olandese, perchè così qualche bravo musulmano possa fare giustizia senza il pericolo di mancare il bersaglio.
Alla fine del filmato Wilders invita i musulmani moderati a stracciare le pagine del Corano dove campeggiano i versetti che incitano all'annientamento dei miscredenti e alla loro eliminazione fisica se non si sottomettono ad Allah, ma come possono farlo, se noi non difendiamo la loro e la nostra libertà?
Come possono rischiare la vita, se noi lasciamo che si condannino a morte i nostri conterranei che osano criticare l'Islam?
Orpheus
Aggiornamento per chi non lo avesse visto Fitna é ancora visibile QUI
(un grazie ad Elly per la dritta)



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19 marzo 2008

Massimo D’Alema anti-israeliano per ragioni di poltrona

 Massimo D'Alema foto

Più delle convinzioni contano le poltrone che si ambisce ottenere.
Per questo Massimo D’Alema insiste nelle proprie posizioni anti-americane e soprattutto anti-israeliane anche da ministro degli Esteri in carica a tempo scaduto.
Baffino infatti punta a occupare il posto che è attualmente di Xavier Solana e, dicono, a diventare in seguito vicesegretario dell’Onu. Così il cerchio della nemesi si chiuderà. Per ottenere la prima carica servono i voti di tanti paesi la cui classe politica e i governi sono tradizionalmente anti-Israele: Cipro, Malta, Norvegia, Lettonia, Finlandia, Grecia. Per ottenere la seconda occorre anche l’assenso dei paesi arabi, dell’Iran, della Cina e della Russia.
Ergo? Israele dovrà farsene una ragione: ogni qual volta sarà ucciso un civile israeliano da un razzo Qassam sparato da Gaza o dal sud del Libano tenga ben presente che se verranno uccisi per rappresaglia terroristi senza divisa costoro si trasformeranno immediatamente in “poveri palestinesi innocenti”.
Il tutto a maggior gloria della futura carriera del leader Maximo del Pd. E la reazione sarà giudicata “sproporzionata”. Di default. Recentemente D’Alema ha creato un incidente diplomatico con il pur compassatissimo ambasciatore israeliano a Roma Gideon Meir. Il quale, a proposito di trattative con Hamas, ha fatto il seguente paragone: “Chi ci invita a negoziare con Hamas ci invita semplicemente a negoziare sulla misura della bara e sul numero dei fiori da mettere sulla corona...”. Aggiungendo che “Hamas vuole soltanto la distruzione di Israele”. Fin qui è tutto noto. Quasi scontato. Pochi sanno però che la gaffe di D’Alema è stata ben più grande e nelle sedi internazionali: infatti autorevoli fonti dicono che sia stato pressoché zittito dalla sua collega agli Esteri nello stato ebraico, Tzipi Livni, che, durante un incontro a Lisbona, lo ha interrotto bruscamente mentre si avventurava nelle sue solite, avventurose, analisi geopolitiche, e scoprendo il polso nonché indicando l’orologio con voce gelida gli avrebbe sibilato in faccia: “Ho solo 15 minuti per lei, ne tenga conto”. Giorni addietro era scoppiato un altro caso soffocato sul nascere: Nabih Berri, lo sciita ex leader di Amal, che appoggia Hezbollah dallo scranno che occupa come presidente del parlamento libanese, avrebbe immediatamente cercato al telefono il titolare della Farnesina dopo le dichiarazioni dell’ex ministro della difesa Antonio Martino, possibiliste su una riduzione del contingente italiano per Unifil 2, visti gli scarsi successi e l’evidente riarmo di Hezbollah grazie a armi che vengono dall’Iran tramite la Siria.
Immediatamente D’Alema ha fatto una dichiarazione allarmata secondo cui “simili affermazioni danneggiano il Paese”, cioè l’Italia. In realtà anche quella imprudente affermazione va letta nell’ottica della scalata al posto attualmente di Xavier Solana: oramai è chiaro a tutti, infatti, che Unifil 2 più che proteggere Israele dagli Hezbollah ha fatto esattamente viceversa. Evitando incursioni aeree e terrestri di Tzahal a caccia di quelle armi ai terroristi di Nasrallah che Unifil 2 si è guardata bene dall’intercettare. Quindi D’Alema garantisce gli Hezbollah, non Israele. E vedrete che presto la tanto ambita poltrona di prestigio internazionale la otterrà. Sulla pelle degli israeliani che cadono per via dei missili o degli attentati terroristici di Hamas e di Hezbollah. Attacchi che partono, rispettivamente, da Gaza o dal sud del Libano.
Dimitri Buffa-L'opinione.it
In effetti queste posizione apertamente anti-israeliane e anti-Usa, da parte di D'Alema, lasciano perplessi (visto anche il passato) e non potrebbero spiegarsi altrimenti.
E mentre D'Alema si schiera dalla parte dei terroristi Hamas e Hezbollah, Angela Merkel, 
si impegna per impedire un Olocausto nucleare. La Germania ha una responsabilità speciale nei confronti del popolo di Israele, dopo che il precedente regime nazista aveva cercato di annientarlo completamente. Ora la Germania, sessantatre anni dopo, si impegna perché l’Olocausto non si ripeta ad opera di un Iran dotato di armi atomiche. Questo il succo dello storico discorso del cancelliere tedesco Angela Merkel, primo capo di governo straniero a parlare di fronte alla Knesset, il parlamento israeliano. Per quanto riguarda la minaccia di Teheran, la Merkel ha dichiarato che: “Il mondo non deve provare all’Iran che non sta costruendo la bomba atomica; è l’Iran che deve convincere il mondo di non volerla”.
Orpheus



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9 marzo 2008

La viltà dell’Onu e il coraggio di re Abdullah

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L’attentato terrorista che ha causato la morte di otto ragazzi dai 15 ai 26 anni e ne ha feriti una decina, ha messo in luce una realtà incontestabile e cioè che i terroristi palestinesi non sono poveracci, costretti da una vita grama a uccidere gli oppressori (come non lo sono stati gli attentatori di Londra, Madrid, NY)
Proprio no.
Il carnefice di questa ultima orrenda strage è un arabo israeliano Ala Abu Dheim del quartiere gerusalemitano di Jabel Mukaber, i suoi familiari sono israeliani, ovvero godono di pensione, assistenza, dei diritti degli israeliani. Niente disperazione da disoccupazione o fame, ma l’adesione all’ideologia di chi vuole distruggere Israele, ovvero Hamas e Hezbollah. La famiglia benestante e nota nella zona, si vanta dell’accaduto e nel giardino di casa fa sventolare le bandiere di Hamas. Anche in Giordania la famiglia del terrorista è ramificata e importante e, pare, con buoni contatti a corte; però, quando ha montato la tenda del lutto, la polizia di Re Abdullah gliel’ha impedito. Questa storia sfata due miti: il primo, che i terroristi siano disgraziati senza speranza, quasi costretti a uccidere. Il secondo: non è affatto scritto che un Paese arabo, per paura delle reazioni dei propri integralisti islamici, debba voltarsi dall’altra parte di fronte all’odio antisraeliano. Anche Abdullah aveva certo visto in tv le ripugnanti manifestazioni di gioia che a Gaza come a Ramallah avevano festeggiato la strage. È stato bravo il giovane re, che ha così delegittimato il terrore. Al contrario, l’Onu l’ha legittimato non riuscendo nemmeno a condannare la carneficina di alcuni ragazzi in preghiera, mentre non ha problemi a protestare perché Israele “usa mezzi sproporzionati”. Ma come? Quali sarebbero i mezzi proporzionati in una guerra in cui di fronte all’esercito un’organizzazione integralista prende di mira volutamente i civili altrui e usa i propri come scudi umani?
Forse l’Onu vuole suggerire che Israele deve lanciare una pioggia di missili su Gaza, eguale a quella che cade su Sderot giorno e notte?Riassunto da Il Giornale
Detto questo s’impone una riflessione, perché allevarsi in seno le serpi che ci morderanno la mano?
Cosa abbiamo da guadagnarci? Tutti coloro che sono in odore di fondamentalismo, devono essere cacciati a calcioni fuori dai confini, e mi stupisce, che anche gli israeliani, con la terribile esperienza di un'infinita sequela di atti terroristici abbiano sottovalutato il pericolo di una famiglia chiaramente legata ad Hamas.
Orpheus


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4 marzo 2008

"Voi siete il nostro bersaglio, vi vogliamo morti". Così parla Hamas (e lo dice perfino in ebraico)

 
I missili palestinesi cadono sui centri commerciali, sugli ospedali, sulle scuole e sugli obiettivi civili in Israele, e Hamas si rivolge direttamente agli ebrei. Lo fa in inglese e persino in ebraico: “Voi siete il nostro bersaglio, vi vogliamo morti”. Lo si legge nel sito web ufficiale di Hamas. In uno degli ultimi poster on line sui siti di Hamas, con didascalie che non lasciano spazio al dubbio, sono raffigurati bambini di Sderot rannicchiati in un rifugio durante un attacco di Qassam palestinesi: “I sionisti si nascondono bene”.
Nel frattempo il ministero della Difesa d'Israele ha diffuso i dati sul fatto che sono sempre più numerosi i giovani israeliani, i cui genitori vivono all'estero, che scelgono di tornare in Israele all'età di 18 anni per servire nelle Forze di difesa. Fra loro, il 90 per cento si arruola nelle unità combattenti e il 70 per cento si stabilisce in Israele una volta completato il servizio militare. E’ la forza del sionismo, ricostruire dopo la distruzione, accorrere per la difesa della propria gente nel momento del pericolo esistenziale. Una splendida risposta proporzionata.
Da Il Foglio
Sono anni che i terroristi di Hamas sparano razzi sulle città israeliane, ciò nonostante se Israele reagisce, la sua reazione é sempre considerata sproporzionata dalla comunità internazionale e da certa stampa asservita agli odiatori di professione di Israele.
Mi si dovrebbe spiegare cosa intendono per "reazione adeguata", se non lo é un’azione militare mirata alla distruzione dei missili e dei terroristi che li lanciano. Forse starsene inermi a ricevere centinaia di razzi in testa?
A parti ribaltate, con i palestinesi costretti a vivere nel terrore di continui lanci di razzi, che direbbero se i medesimi, reagissero tentando di impedire tali lanci?
Che direbbero se gli israeliani si rivolgessero direttamente ai palestinesi con frasi come "Voi siete il nostro bersaglio, vi vogliamo morti"?
Che direbbe l'Onu?
Immagino...le grida di disapprovazione, le parole di biasimo e d'odio contro gli israeliani, arriverebbero in cielo.
Orpheus




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11 febbraio 2008

ONU: anche Milano tra le città modello

 
C'é anche Milano ed i suoi recenti sforzi contro l'inquinamento - l'ultimo dei quali l'Ecopass per limitare l'accesso delle auto in centro-, tra le città in prima linea nella lotta contro l'effetto serra. Lo ha spiegato a New York, in apertura della 'due giorni' dedicata ai cambiamenti climatici dall'Assemblea Generale dell'Onu, il sindaco di Milano Letizia Moratti. Uno dei primi a riconoscere apertamente l'impegno scaligero, citando Milano tra gli esempi da imitare, è stato il sindaco di New York Michael Bloomberg, che della lotta contro ' inquinamento nella Grande Mela ha fatto una delle sue priorità assolute, già di diversi anni.
La riunione, con l'obiettivo di proseguire lungo la via tracciata a Bali per mettere a punto il nuovo trattato che sostituirà in futuro il protocollo di Kyoto, si è aperta con un intervento del presidente dell'Assemblea Generale Srgjan Kerim e del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. Nel suo intervento introduttivo sia Kerim sia Ban hanno confermato l'impegno delle Nazioni Unite lungo la via di Bali, visto che i cambiamenti climatici "stanno già verificandosi e accelerando", come ha puntualizzato il segretario generale. Bloomberg ha parlato della sua città, ricordando la sua volontà di essere alla punta della lotta contro il riscaldamento globale, attraverso una serie di iniziative volte a diminuire la cosidetta 'carbon footprint', cioé l'impatto ambientale di aziende e grattacieli. Oltre a illustrare al Palazzo di Vetro i primi positivi risultati dell'Ecopass (tra cui una diminuzione del traffico globale del 12,5% e 23.500 passeggeri in più per la metropolitana) il sindaco ha parlato del progetto dell'Expo 2015, per la quale Milano si è candidata. "Milano punta ad ospitare l'Esposizione Universale nel 2015 -ha detto la Moratti- con un progetto di sviluppo urbano strettamente collegato allo sviluppo sostenibile, con un tema, 'Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita', in linea con gli Obiettivi del Millennio" stilato dalle Nazioni Unite nel Vertice del 2000, con particolare attenzione alla povertà e all'ambiente. L'expo milanese -ha ricordato il sindaco- ha ricevuto l'appoggio del premio Nobel per la pace Al Gore, un ex vicepresidente degli Stati Uniti che ha fatto della protezione dell'ambiente il suo modello di vita. In un incontro con la stampa, dopo aver lodato il modello milanese ed aver ricordato lo slogan del columnist del Ny Times Thomas Friedman "'It's Too Late for Later" (é troppo tardi per dire più tardi), Bloomberg ha paragonato la lotta contro i cambiamenti climatici a quella contro il terrorismo e le armi di distruzione di massa, avendo lo stesso potenziale di morte, anche se a (molto) più lungo termine.

da Ansa
Orpheus


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