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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

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Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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6 maggio 2011

Il coro buonista sullo sceicco del terrore


Specifico che ancora nutro "qualche" perplessità sulla morte di Osama Bin Laden, ma questo articolo di Mario Giordano è proprio spassoso e merita di essere pubblicato, inoltre pone in evidenza, come questa società, trovi sempre il modo di glorificare i peggioro scarti della stessa, come sia sempre dalla parte di Caino.
Come nel caso di quel tagliagole di Saddam Hussein, quest'altro tagliagole, che si è macchiato di delitti imperdonabili, viene quasi "compianto" dai media, non ho parole...non ci rimane che ridere amaro.
Orpheus

Com’era buono Bin Laden. Avete visto? Sono bastate 48 ore per trasformare lo sceicco del terrore in una specie di Ciccio Papero con la barba, un uomo innocuo, perfino un po’ simpatico, orrendamente trucidato dai quei cattivoni con la faccia verde scesi dagli elicotteri degli Stati Uniti. Hanno detto che è stato ucciso in un conflitto a fuoco? Macché: è stata «un’esecuzione a sangue freddo». Hanno scritto che ha usato la moglie come scudo umano? Macché: è stata lei a lanciarsi in avanti per salvarlo con un gesto d’amore. Praticamente Giulietta&Romeo. Osama, del resto, era un tenerone disarmato, aveva appena un mitra, una pistola e un pigiamino a righe, intimo per uomo, magari pure la papalina e i pedalini. Sicuramente si era lavato i denti, prima di rimboccarsi le coperte. Lo garantisce la figlia dodicenne: «Catturato vivo e poi ammazzato davanti alla famiglia». Si può mettere in dubbio la parola di una piezz’e core?

No, non si può. E così, il gioco è fatto. Come in un palcoscenico impazzito, nel circo mediatico le parti in commedia sono state ridistribuite al contrario. I buoni, cioè gli americani che hanno liberato il mondo dal principe degli attentati, sono diventati cattivi: dicono le bugie, nascondono la verità, devono «dare spiegazioni», come intima l’Onu, e si prendono le reprimende planetarie perché, per scoprire la verità, probabilmente hanno anche osato «interrogare in modo duro» i prigionieri di Guantanamo (ma come si permettono? «Interrogatori duri»? Per scoprire il covo di Bin Laden non bastavano mazzi di fiori e ferrero rocher?). E il cattivo, invece, cioè il rais di Al Qaeda, il capo terrorista che ha ammazzato e massacrato, tagliato gole, mandato kamikaze in mezzo mondo a seminare sangue e morte, ebbene lui è diventato buono. Praticamente un pacioccone che dormiva in una modesta casetta, col pigiamino, circondato dai suoi affetti. Un uomo innocuo, insomma un padre premuroso. Come ci rivela un titolo a tutta pagina della Stampa: «Era una famiglia modello».

Ma certo, una famiglia modello. Papà mozza le teste, ma è tanto buono. E i suoi figli crescono in rettitudine e virtù. In attesa di diventare kamikaze o tagliagole, sono così teneri: se escono di casa che cosa comprano? «Caramelle», ovviamente. Scrivono proprio così i giornali: caramelle molto zuccherose, è chiaro. Del resto, tutta la famiglia era dolce, bombe e stragi a parte: per esempio «se una palla finiva in giardino risarcivano il bambino». Pensate un po’: non gli sparavano con i kalashnikov, vedete la gentilezza? Un vicino racconta: «Li incontravo spesso. Una volta mi hanno regalato due conigli». Conigli vivi, poffarbacco: Bin Laden, si sa, non torce nemmeno un pelo ai lapin, al massimo macella i cristiani. 

E dunque? Avanti con il Quartetto Cetra: nella vecchia fattoria, ya ya oh, di Osama c’era la capra (beeee), 150 galline, pecore, due mucche e quattro cani. Tutti trattati benissimo, probabilmente c’è anche un’antica certificazione dell’associazione animalisti: le galline non devono temere Bin Laden. A meno che non capiti loro di passare per le Twin Towers, s’intende. Nella vecchia fattoria, ya ya oh: la famigliola modello, ci viene fedelmente riferito, si faceva portare 10 litri di latte a settimana, quotidiani, pane e scatolette. Come non provare simpatia per questo tenero quadretto? Questi signori avranno pure massacrato migliaia di persone. Però, perbacco, «bruciavano regolarmente i rifiuti», non sporcavano e «consumavano» perfino «poco gas». Poi «uscivano la mattina a bordo di un furgoncino rosso del 1987» con le loro «brave mogli» e i loro «bravi figli» come una famiglia di impiegati qualunque. E dove andavano, di grazia? A fare un pic nic? A trovare nonna Papera? A giocare a palla in riva al ruscello? O studiare l’attacco alla metropolitana di Londra?

L’ultima l’abbiamo scoperta ieri: Bin Laden (che buono! Che buono!) è stato ucciso solo perché «non era nudo». Come a dire: vedi, quant’è strana la vita, basta indossare un paio di boxer e ti fanno fuori. Non fai a tempo a metterti la canottiera e zac, ti piombano in camera da letto quei rambo dei Navy Seals e ti crivellano. Le Torri Gemelle, i messaggi di morte, l’attentato di Atocha, la decapitazione di Berg, l’omicidio Quatrocchi, etc etc? Tutto dimenticato. Osama è morto perché ha sbagliato a vestirsi, poveretto. E quegli americani feroci l’hanno pure ridotto così male che non si possono mostrare le foto. Perdinci: in questi anni abbiamo visto di tutto, qualsiasi orrore in diretta, gli uomini di Al Qaeda ci hanno fatto scorrere sotto gli occhi fiumi di sangue e immagini raccapriccianti, ma adesso, all’improvviso, siamo diventati sensibili. Non possiamo vedere le immagini. E i commentatori, per di più, s’indignano notando che i cadaveri delle guardie del corpo di Osama avevano «ferite alla testa». Ma guarda un po’: cadaveri con ferite alla testa. E come dovevano ammazzarli quei criminali? Con un buffetto sulla guancia? Con un pizzicotto sul sedere? Accidenti, è proprio ora di fare chiarezza: qualcuno, per cortesia, sa spiegare come si fa a togliere di mezzo il più pericoloso dei terroristi senza disturbare troppo? Magari senza rovinare la quiete dei suoi conigli e delle sue caprette? E, soprattutto, senza farlo diventare immediatamente un candidato per il premio bontà Mulino Bianco?

Mario Giordano

 


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permalink | inviato da Orpheus il 6/5/2011 alle 17:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

29 aprile 2011

Il circo mediatico delle Pulci in pompa magna per Kate e William


Questa vuole essere un'invettiva contro i media, contro un mestiere, quello del giornalista, ormai ridotto a mera "prostituzione". Leggere un giornale, ascoltare un tg, vuol dire solo essere imboniti, essere disinformati, essere plagiati da un vero e proprio circo delle pulci. Non vendono notizie ma illusioni e menzogne, al soldo, dei potenti.

Il più grande spettacolo di illusionismo di recente messa in scena, è stato lo "strafottutissimo" matrimonio di Willian e Kate. Per settimane non hanno parlato d'altro, dei preparativi delle nozze, dei completini intimi di Kate, delle sue "angosce" pre-nuziali ecc.ecc...ecco "sfornata" per la gioia planetaria,  la nuova "eroina" destinata a soppiantare lady D. per prossimi anni, sulle cronache e usata come specchietto delle allodole per la massa.
Marx disse che la religione è l'oppio dei popoli, io dico che è stata soppiantata dai media, sono loro adesso l'oppio dei popoli.
Un matrimonio regale è molto utile per distrarre e per mettere sotto il tappeto tutta l'immondizia che trapela da notizie date frettolosdamente fra il solito omicidio che fa scalpore e l'evento mondano à la page.
Per esempio ieri la Corte di giustizia Ue, accogliendo il ricorso di un clandestino algerino (furbo o manovrato) ha bocciato la norma italiana che prevede il reato di clandestinità e l'arresto per gli immigrati irregolari. La norma, secondo quanto è stato deciso, è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri dei clandestini.
Ormai uno Stato non può più, nemmeno legiferare, non controlla più la propria moneta, né i confini, né il territorio, non può decidere autonomamente la politica economica e finanziaria. Di fatto non ha quasi più poteri.
 Un clandestino, che ha tutto il suo porco vantaggio, può far si che che si annulli una legge di uno stato "sovrano", grazie alle teste di cipolla che compongono l'Unione Europea.
Altra notiziola interessante, passata in sordina, l'attentato a Marrakech, dapprima propinato come un incidente, 15 morti una ventina di feriti e tutti stranieri, perchè l'obiettivo è stato un luogo frequentato solo da stranieri. Meglio non spaventare i possibili turisti, e magari indurre qualche seria riflessione sull'odio che la maggioranza degli islamici nutre nei confronti degli stranieri. Certo non tutti si fanno saltare in aria, ma l'intolleranza ha molti modi di manifestarsi, uno dei quali, è costruire nelle nostre città delle vere e proprie "enclave" dove si arriva a segregare le donne per non permettergli di frequentare gli autoctoni.
Completamente ignorata la notizia dell'attacco ai profughi del campo di Ashraf, l’enclave a nord di Baghdad dove vivono 3.500 membri dei Mujaheddin del popolo iraniano, una delle principali organizzazioni che da decenni combattono contro il regime dei mullah in Iran. Ignorate anche le richieste d'aiuto, qui e qui.
Un "piacere" del nuovo governo iracheno all'amico Ahmadinejad, molto probabilmente i profughi saranno sterminati nel totale silenzio mondiale. I diritti umani vanno salvaguardati solo in Libia, in Iran possono tranquillamente buttati all'ortiche.
E infine il "nuovo Egitto"  democratico e liberale, dopo aver fatto comunella con i fratelli musulmani, ha deciso di sponsorizzare l'accordo Hamas e Fatah ergo, considerato che nello statuto di Hamas è prevista la distruzione dello stato di Israele, mi si dica, come lo stesso possa accettare,  un colloquio con entrambi.

Però sappiamo tutto dei completini regali sexi, del pranzo nuziale, dei cappellini da cerimonia delle invitate, del prima del durante e del post matrimonio, e scandalo planetario di proporzioni bibliche: la moglie di Cameron a capo scoperto! Inammissibile! Come si può restare indifferenti!
Orpheus

11 gennaio 2010

Feltri su Rosarno sbaglia...ed è in buona compagnia


In questi giorni Vittorio Feltri ha abbracciato la causa dei “poveri” migranti sfruttati dai cattivi calabresi e poi anche bastonati e vittime della “caccia al negro”.
Non sono, per nulla d’accordo, sull’attribuzione delle responsabilità di quanto è accaduto, Feltri infatti giustifica l’abbruttimento di tali immigrati con la situazione di povertà e sfruttamento a cui erano soggetti, non é così.
L’abbruttimento da lui citato e che ha causato anche l'intolleranza degli autoctoni, lo si può riscontrare in qualsiasi città del Nord, dove non c'è "schiavitù", e molti immigrati campano egregiamente grazie allo spaccio e attività similari.
Basta farsi un giretto nei quartieri invasi dagli immigrati.
Gli italiani sono obbligati a svendere pur di andarsene, ultimo esempio a Milano Viale Padova, dove gli immobili sono crollati. E chi non si può permettere di scappare, deve vivere nel degrado, con gli immigrati abituati ad usare le strade come latrine, regolamenti di conti fra di loro, caciara a tutte le ore del giorno e della notte, ubriachi molesti e via dicendo.
A questo già pesante bilancio, va aggiunta la criminalità: scippi, rapine e stupri (tanto per cambiare l’ultimo stupratore seriale qui a Milano è un senegalese).
Questo rende gli italiani "razzisti", e questa è la ragione per la quale i rosarnesi hanno reagito con violenza, ma sempre DOPO la violenza di cui sono stati fatti oggetto per PRIMI.
Si, perché la “caccia al negro” è iniziata dopo la guerriglia urbana che ha devastato un intero paese.
Sono contraria alla violenza, ma quandto dovevano sopportare ancora?
Me lo dicano i soloni e le anime belle che vivono in quartieri dove gli unici immigrati con cui hanno a che fare, sono le proprie colf e badanti?
Infine ricordiamo anche che ci sono operai che prendono 900 euro al mese e ci pagano le tasse, sono circa 30 euro al giorno (contro i 25 esentasse dei raccoglitori di arance). In alcune testate ho letto la Calabria paragonata all’Alabama…francamente non solo sono RIDICOLI, autolesionisti e sciocchi questi paragoni, ma anche offensivi per i suddetti operai, che non alimentano il lavoro nero e l’illegalità, non sporcano dove gli capita e non manifestano devastando tutto ciò che gli si para davanti.
Il fatto GRAVE a mio parere è che prima di tutto siamo divisi noi italiani, ci va bene anche "glorificare" lo straniero se possiamo dare addosso ai "terroni"...eppure la situazione è analoga anche al Nord, fare finta di nulla, non cancella il problema.

Beh...io non ci sto.
Sono la prima ad avere criticato aspramente certe abitudini del Sud, lo conosco e molto bene, ma in questo caso, i rosarnesi hanno ragione:"Abbandonati dallo Stato, criminalizzati dai mass media, 20 anni di convivenza non sono razzismo". Tra coloro che hanno participato al corteo a Rosarno, ci sono anche numerosi immigrati. All’inizio del corteo c’era anche una donna ferita nel corso degli scontri che ha sfilato insieme a una donna di colore.
Infine immancabile come l'esattore delle tasse é arrivata la scomunica catto-comunista:"Gli italiani (tutti) sono razzisti" e ben ci sta così impariamo ad essere UNITI. 
E Napolitano ha fatto la scoperta dell'acqua calda, in Calabria la "legalità é oscurata" tutti i morti di lupara...sono stati incidenti, le vittime si sono scontrate con i pallettoni.
Pagliacci!!! Tutti.
Orpheus



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permalink | inviato da Orpheus il 11/1/2010 alle 18:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (35) | Versione per la stampa

27 ottobre 2009

La "beatificazione" di Marrazzo mi sembra veramente fuori luogo


Io sto leggendo di quelle sviolinate sul caso Marrazzo che,  faccio fatica a credere a quello che vedo.
Il bello che tanta ipocrita e scandalosa comprensione è bipartsan, tutti a destra e a sinistra fanno a gara a liberare dalla proprie responsabilità Marrazzo, quasi fosse una vittima colpita da un fulmine a ciel sereno, quando invece é vittima UNICAMENTE delle sue perversioni, che lui eufemisticamente ha chiamato "debolezze".
 Lo dico fuori dai denti, per me Piero Marrazzo o chiunque, abbia una famiglia e i suoi DOVERI istituzionali e faccia quello che ha fatto lui per anni così sfacciatamente, è un depravato e si è meritato tutto quello che gli è capitato. Punto. La comprensione al limite, la dispenso alla sua famiglia.
Lui si coricava accanto alla moglie, dopo essere stato nel letto di un trans. La moglie lo sapeva?
 E certo che no, mentiva alla moglie e alle figlie (immaginate che piacere per queste ultime, leggere sui giornali il fango che è stato scritto).
Mentiva alla società fingendo di essere quello che non era.
Mentiva alla Chiesa in quanto cattolico, mentiva al suo partito che l’ha messo nel posto dov’era per il suo curriculm irreprensibile e mentiva infine ai suoi elettori, che col cavolo l’avrebbero VOTATO, se avessero saputo dei festini con trans e COCAINA.
Quando una basa la sua vita e la sua carriera vendendo un’immagine di sè tutta “casa, famiglia e  specchiata onestà” e su questa immagine ci campa alla grande, coerenza, onestà e rispetto impongono un privato all’altezza.
Voleva frequentare trans e fare i porcacci suoi, informava la moglie, lasciava la carica acquisita con certe premesse e si dedicava anima e corpo a Brendona, Natalì e pincopallina, NESSUNO avrebbe avuto nulla da eccepire.
Invece ha agito nel sotterfugio e nella menzogna e le sue bugie hanno provocato DOLORE e UMILIAZIONE a chi gli sta accanto e lo ama, hanno messo in imbarazzo la sua parte politica e sdegnato i suoi elettori.
Non solo ma quale uomo di Stato e quindi pubblico ufficiale, aveva il dovere morale e l’obbligo legale di denunciare il reato di cui era vittima. E invece ha pagato.
Bell’esempio di etica pubblica, veramente.
Infine andava a trans con l’auto blu e l’autista pagati dal contribuente. Questo chiamasi “peculato”, Berlusconi è stata indagato per aver dato passaggi sull’aereo di Stato ed è stato assolto, SOLO perchè gli ospiti non hanno provocato nessun esborso da parte dell’erario: l’aereo volava già per fini istituzionali,  quindi il “passaggio” non violava alcuna legge, come attestato in passato, da diverse sentenze della Corte dei Conti e della Cassazione. Ma andare a trans in auto blu e lasciare la macchina in seconda fila con l'autista...

Siamo all’alba del terzo millennio, non è il caso ovviamente di infierire su Piero Marrazzo (anzi se i giornali la smettessero di raccontare i particolari più sordidi sarebbe la cosa migliore) 
ma nemmeno é il caso di beatificarlo
. Chi sbaglia paga e i cocci sono i suoi. Gli auguro di raccogliere i cocci della sua vita, e di trovare qualcosa di meglio delle natalì e delle brendone, con cui riempire il suo tempo.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 27/10/2009 alle 19:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

19 giugno 2009

Il Governo non cada nella trappola della sinistra politico-editoriale

La sinistra ha armato le sue “corazzate” e i suoi incrociatori pesanti e spara bordate da Repubblica e dal Corriere, con il solerte aiuto di magistrati democratici, che caricano i cannoni a palle di inchieste giudiziarie evanescenti, nel senso che si trasformano in una bolla di sapone.

Un’offensiva in piena regola per ribaltare il risultato elettorale, con sprezzo per la democrazia e per il BENE del Paese, che in questo momento di crisi internazionale, ha più che mai bisogno di un governo stabile e attivo. Muoia Sansone-Berlusconi con tutti gli italiani-filistei anche quelli che non l’hanno votato.

Cosa può e DEVE fare il governo davanti all’uso sistematico del buco della serratura come strumento di lotta politica? Lo dice Capezzone: “Governare, Governare e ancora governare. Rispondere con i fatti: con la rivoluzione del ministro Brunetta; con gli impegni importanti del ministro Gelmini; con il piano casa pronto per essere varato, e capace di muovere, da solo, qualche decina di miliardi di euro di investimenti privati; con l’avvio delle grandi opere; con il rispetto dei tempi e degli impegni in Abruzzo; con il completamento del duro e buon lavoro svolto finora in Campania sui rifiuti; e con tutte le altre, serie e consistenti attività già impostate nei diversi settori dell’amministrazione.  Guai a farsi dettare l’agenda; guai a farsi costringere sulla difensiva, come se già si fosse impegnati in un’aula giudiziaria a difendere un imputato; guai a dedicare l’80 per cento del tempo di governo e maggioranza a rispondere a calunnie, offese, mitomanie assortite.  Il Paese sia portato, serenamente, a scegliere tra un governo che fa e riforma, e una minoranza di esagitati animatie abitati dall’odio politico e personale. Un danno è stato fatto, certo, per questi ballottaggi: ma una maggioranza così forte deve saper guardare oltre. Senza cadere nella trappola”.

Aggiungo anche che gli italiani non sono i puritani statunitensi, e che portare squillo di lusso armate di registratore alla ribalta mediatica, non serve certo a delegittimare Berlusconi, ma a rendere evidente il vuoto pneumatico di idee, programmi e learship che affligge la sinistra. 

Orpheus


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23 marzo 2009

Quando è la verità ad essere stuprata: non c'è nessuno stupratore di capodanno

 
Stavo già per scrivere un pezzo indignato sulla seconda liberazione dello “stupratore” di Capodanno (se si tratta di diritti delle donne, non transigo), quando ho letto sul Giornale ciò che capitò veramente quella notte fra i due giovani, e che
nulla ha a che fare con lo stupro, ma   molto ha invece, a che fare con lo sballo d’ordinanza, con una società incapace di condannare la droga senza se e senza ma, con la malafede e con la pessima usanza dei giornalisti di “sbattere il mostro” in prima pagina, anche quando non lo è, dimenticandosi poi di riabilitare il poveraccio in questione o per lo meno, di scrivere la verità.
La verità è spesso “stuprata” ad uso e consumo dello scoop, e in questo caso dopo tanti stupratori immigrati, un giovane italiano, di 22 anni, è stato un boccone troppo succulento per non montare un caso.
Ma è una vergognoso com’è stata gestita l'intera vicenda, fra mezze verità e colossali menzogne.
Davide Franceschini la sera del 31 al festone della Fiera di Roma, fece quello che hanno fatto migliaia di giovani come lui, intronarsi con musica techno, luci strombo, alcol e droga. Lui era di Fiumicino ed era già fattissimo, perché si usa così.
Lei invece aveva 25 anni ed era di Genzano, zona Castelli, pure lei fattissima (é stata anche beccata, dopo in possesso di cocaina).
Non c’è bisogno di raccontare proprio, ma c’è da dire però il necessario per raccontare come si sono svolti i fatti e cioè che lei, per esempio, alle 4 e mezzo era ubriaca persa e ballava in mezzo a un gruppetto di ebeti che le si strusciava addosso, le tirava su i vestiti: tanto che un amico dovette intervenire per difenderla; e sarebbero fatti suoi, nondimeno, che lei in un momento imprecisato abbia anche avuto un rapporto sessuale con qualcuno che non fu, però, Davide Franceschini, ossia il ragazzo accusato d’averla stuprata: l’ennesima prova del Dna infatti non lascerà dubbi, quelle tracce sessuali appartengono ad altri. Mentre Davide, ovviamente strafatto, lo conobbe più tardi. Gli amici ricordano che verso le 5 del mattino i due si scambiavano effusioni senza problemi, ed erano quasi teneri mentre mano nella mano, alle 5 e 15, si dirigevano stravolti e barcollanti verso i bagni chimici dove ogni cosa accadde. Quanto avvenuto, di qui in poi, è sospeso tra la confusione di lei e il racconto di lui: che però verrà ritenuto credibile non solo dai giudici, ma anche dalla difesa della ragazza.
Tralasciando per quanto possibile i dettagli, successe questo: in bagno c’erano andati solo per una rapida fellatio da ascriversi al delirio di quella notte, ma lui, strafatto, non funzionava. Prese l’iniziativa, usò una mano, e qui è difficile entrare nell’ottica convulsa e alterata di chi è sovralimentato dalla cocaina: sta di fatto che a un certo punto lei gli disse che non era buono manco con la mano, e cominciò a sfotterlo, finché lui perse la testa e ogni confine fu superato ufficialmente, droga o non droga. Lui le fece violenza, sempre con la mano, le diede anche due pugni in volto.
E lei, poco più tardi, invocava aiuto e aveva delle macchie di sangue sul vestito. Disse che era stata violentata da più persone in mezzo alla pista, e uno di loro aveva una felpa bianca (Franceschini quella sera indossava una felpa bianca). Parve impossibile. Seguirà un’altra versione: un tizio con la felpa bianca l’aveva scaraventata in bagno e violentata. «La ragazza aveva ricordi confusi», dovrà annotare il giudice, una donna, «in quanto aveva bevuto e aveva assunto sostanze stupefacenti». Quello con la felpa bianca, intanto, quella notte era stato identificato mentre tornava a Fiumicino dopo aver già percorso 15 chilometri a piedi: ai poliziotti aveva ammesso solo d’aver sbaciucchiato una ragazza dei Castelli. Ci sarà una perquisizione a casa sua, e la felpa bianca verrà acquisita come fonte di prova. E ora andrebbe spiegato il contesto familiare di questo 22enne: che nessuno, beninteso, qui vuole compatire. Ultimo nato in una famiglia dove il fratello ha 20 anni più di lui, e dove tutti lavorano al forno di famiglia, la madre cominciò a pressarlo: che è successo, che hai fatto? Forse non era più chiaro neanche a lui: anche perché giorni dopo, quando lo chiamarono in questura per un confronto, la ragazza lo vide ma ufficialmente non lo riconobbe. E non l’ha riconosciuto mai, incastrata nelle troppe versioni di una storia che intanto si era gonfiata al punto da esporre la sua famiglia e indignare un Paese.
Pressato dalla madre, e su consiglio del suo avvocato, Davide decise di costituirsi. Non l’avrebbero mai beccato, se non l’avesse fatto: nessuna prova del Dna avrebbe potuto riscontrare un rapporto sessuale mai avvenuto.
Il fornaio 22enne, incensurato e balbettante di vergogna, impressionò anche il capo della Mobile, Vittorio Rizzi, che si premurò che potesse ottenere i domiciliari perché sennò s’impiccava, disse. Li ottenne. Il gip, alla luce dei riscontri raccolti, scriverà che «Le dichiarazioni della ragazza contengono almeno tre diverse ricostruzioni dei fatti incompatibili fra loro, sono smentite dalle altre fonti di prova, non sono riscontrate neanche dalla natura delle lesioni subite che invece ben si spiegano alla luce del racconto offerto dall’indagato». Lesioni, brutto reato: sta di fatto che nessuno, nel clima montante, col governo che si apprestava a varare un decreto antistupri derivante proprio da quel caso, nessuno, insomma, tanto meno i magistrati, si sognò di derubricare l’accusa di stupro in quella di lesioni. Eppure il pubblico ministero che ottenne i domiciliari per Davide Franceschini, per dire, è lo stesso Vincenzo Barba accusato di accanimento contro i due romeni del parco della Caffarella. E il gip che aveva acconsentito ai domiciliari, Marina Finiti, era nota per le dure condanne inflitte agli stupratori di una studentessa del Lesotho e a un giovane pirata della strada che per la prima volta nella storia giudiziaria italiana era stato incriminato per omicidio volontario anziché colposo: dovranno avvedersene anche gli ispettori ministeriali. Persino il legale della ragazza, Fabrizio Federici, lo ripeté più volte: «Gli arresti domiciliari a Franceschini sono ineccepibili». Mentre Pierangelo Maurizio, giornalista e consigliere del Fnsi, nel visionare le prime carte del caso Franceschini si chiedeva se la categoria non avesse niente da dire. A torto o a ragione, il clima era ormai quello che era: «Se non fanno giustizia come si deve, io giustizia me la farò da sola» mandava a dire la vittima mentre il padre era ancora più categorico: «Il ragazzo deve pensare a che cosa gli può succedere: io lo aspetto, non c’è problema».
Approvato il decreto antistupri, Davide Franceschini tornava poi in carcere negli stessi giorni in cui la ragazza veniva fermata per possesso di cocaina. E veniva nuovamente ri-liberato, Franceschini, nell’attesa di giudizio che riguarda un reato non migliore né peggiore di quello che semplicemente è: «Non c’è stato uno stupro per come comunemente s’intende, ma una violenza grave per la quale il ragazzo pagherà pesantemente», ha detto il suo avvocato Francesco Bergamini. Ma non è tempo di sottigliezze. Non è uno dei romeni di Guidonia, ma resta difficile che Davide Franceschini, da stupratore, divenga il lesionatore di Capodanno.

Le mie considerazioni su questa ennesima “storiaccia” le ho messe all’inizio, posso solo aggiungere, che è ora di smetterla di far diventare “divi”le vittime o i parenti delle stesse: se non hanno il buon gusto di tacere davanti alla loro disgrazia, bisogna che i giornalisti perdano la brutta abitudine di spettacolizzare il loro dolore: non serve a nulla, né alla vittima, né alla giustizia, crea solo dei “casi” che si gonfiano a dismisura a scapito della verità. Com’è successo a questo ragazzo, che non è uno stupratore, che pagherà salato, una serata di “ordinario” sballo, del quale però, non è l’unico colpevole. Si, perché anche la ragazza, ha le sue responsabilità.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 23/3/2009 alle 10:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

25 novembre 2008

Luci spente al circo degli ipocritamente corretti per il clochard bruciato a Rimini

 
Nel parco vicino casa mia, c’è un clochard, estate e inverno si siede sempre sulla stessa panchina, in modo composto e con il fagotto delle sue poche cose accanto, lo sguardo perduto nel vuoto, non parla, non disturba nessuno, fa compassione, fa tenerezza e spesso mi domando quale traversie lo abbiamo portato a consumare le sue giornate su quella panchina.
Quattro “bravi” ragazzi italiani hanno cosparso di benzina un clochard come lui, e gli hanno dato fuoco. Così per divertimento, per passare il tempo.
Una mostruosità che dovrebbe far inorridire chiunque, in primis quei politici politicamente corretti che gridano al pericolo razzismo, alla deriva nazista, al clima fascista, al “buio” morale calato sul Bel Paese da quando le "armate del male berlusconiane" hanno conquistato il potere, se solo a Verona o a Milano, un vigile o un controllore o un passante guardano di sghimbescio un immigrato di colore.
Per il povero clochard arrostito dai quattro criminali e imbecilli, qualche trafiletto e poche notizie di cronaca senza alcun commento in proposito. Nessuna campagna mediatica da parte del clan degli ipocritamente corretti.
Forse i barboni italiani, sono considerate vittime di serie b?
Non hanno pari dignità di un clandestino? Non sono fatti di carne e ossa come lui? Non sentono dolore e paura? Chissà? Mi stavo facendo appunto questa domanda, quando ho letto il perché di questo strano silenzio, che in effetti è veramente "inspiegabile".
Il fatto è che il delitto non è avvenuto nella dissoluta Roma, preda delle manacce degli eredi di Mussolini. Non è stato perpetrato neppure nella cupa Milano della Moratti, celebre aguzzina. E nemmeno a Verona percorsa quotidianamente da squadre di naziskin, tollerate, quando non incoraggiate, dal sindacoTosi, né nel trevigiano dove, agli ordini dello sceriffo Gentilizi le ronde padane si esercitano nel tiro all’immigrato e al barbone.
Nossignori, il vile agguato ha per teatro la rossa Emilia-Romagna. Che più rossa non si può, mica quella pallida già contaminata dal "morbo berlusconiano", dove il sindaco di cdx Vignali é stato giustamente crocifisso per settimane dopo che alcuni vigili avevano picchiato un ragazzo di colore. No, qui siamo nella sanguigna e incontaminata Romagna, terra di partigiani, retta da una bella giunta di centrosinistra (Pd, Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi e dipietristi) con a capo il diessino Ravaioli. Quindi, non c’è notizia, oltre al fatto nudo e crudo di cronaca.

Se fosse successo a Verona, la truce Verona leghista e razzista, allora si che si sarebbe allestito un bel carrozzone mediatico, con il faccione di Veltroni addolorato e costernato per il clima d’odio instaurato dal centrodestra verso di “diversi”.
Perché la violenza non ha matrice politica se si consuma nelle regioni rosse, ma nelle altre si, eccome: a Verona: cinque teppisti uccisero a calci e pugni un ragazzo incrociato per strada, allora, come oggi a Rimini, i magistrati dissero subito che non c’era matrice politica nel delitto. Ma non servì a nulla: fu il finimondo. Così come a Roma, con il grottesco caso del Pigneto poi risoltosi in un clamoroso autogol. E a Milano, dove la morte di un giovane di colore durante la rissa con i gestori di un bar per un furtarello, diventò l’emblema stesso del razzismo italiano.
A Genova, invece, no.
Che cosa c’entra Genova? In effetti, come potete sapere, dal momento che nessuno ne ha praticamente parlato?
Dunque, Genova: agosto scorso, tre mesi dopo il raid nazifascista di Verona, un mese prima che Milano si risvegliasse razzista. Una quindicina di italiani copre di insulti xenofobi un giovane angolano. Poi lo riempie di botte: sberle, calci, pugni. Il ragazzo fortunatamente sopravvive, ma il caso c’è tutto. Anzi no. Sotto la Lanterna, nella città medaglia d’oro della Resistenza che mai nella sua storia ha subito l’onta di essere amministrata dal centrodestra, non c’è il "clima" giusto: i riflettori restano spenti, gli inviati non si scomodano, i commentatori riposano. Come a Rimini (in parte riassunto dal Giornale).
Rimane solo una domanda da porci, che non é da poco: cosa imparano i nostri giovani?
Qual'è il messaggio che gli arriva?
Che c'è una violenza "politicamente corretta" da condannare con tuoni e fulmini e una sulla quale sorvolare, per convenienza politica?
Se é così non lamentiamoci se i nostri "bravi" figlioli, si recano al parco con una tanica di benzina e danno fuoco ad un altro essere umano: non é di colore, la città non é retta dal cdx, massì "si può fare". Infondo sono "ragazzi che sbagliano" e non biechi razzisti.
Orpheus
 


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7 maggio 2008

Come ti preparo la polpetta avvelenata dell’antifascismo: ma quali neo-fascisti???

 

Aspettate il primo fatto di bullismo bestiale che vede implicati italiani (e non c’è da aspettare molto).
Prendete il branco di violenti senza valori e senza coscienza, che hanno massacrato, sotto l’effetto dell’alcool un povero ragazzo per un FUTILE motivo, cucitegli addosso l’etichetta di naziskin, mandate in onda tante belle immagini di teste rasate, quando al contrario, gli aggressori hanno FOLTE CHIOME ed ecco confezionata la solita polpetta avvelenata del “pericolo” fascista che incombe sul popolo italiano, a causa del ritorno delle armate “nere” berlusconiane, da sbattere su tutte le prime pagine dei quotidiani e in tutti i TG, che, secondo la vulgata comune, sono “controllati” dal Cavaliere Nero.
Poco importa se il procuratore Guido Papalia (quello che ha indagato Bossi, Maroni e le camicie verdi) e il successore designato Mario Giulio Schinaia si sono sgolati a furia di ripetere che si tratta di “cani sciolti”.
E non sono nemmeno una banda visto che si conoscano appena.
Né un “branco” di tifosi del Verona Hellas, visto che uno di loro allo stadio non ci ha mai messo piede.
Né studenti modello, perchè due lavorano e gli altri tre, che ancora frequentano le scuole, sono tutti ripetenti.
Né figli di famiglie-bene, ma di operai, commercianti e ferrovieri in pensione, persone normalissime. Nulla quadra nelle storie sul tragico pestaggio di Verona ricostruite da giornali e televisioni, pro domo antifascismo militante.
E manco sono di Verona città, anche se la città è stata accusata di ogni nefandezza, compreso quello di averli coperti (e “guarda caso” è la città di Tosi).
I cinque provengono da quattro angoli lontani della provincia. Due, Guglielmo Corsi e Andrea Vesentini, vivono a Illasi, e da qui, i due, amici e vicini di casa, la sera del 30 aprile, sono partiti per la città, per recarsi al “Malta”, un locale nel cuore di Verona. Al Malta Corsi riconosce Raffaele Dalle Donne. Non si frequentano, ma qualche volta si sono trovati in curva sud. Raffaele è di San Giovanni Lupatoto, un paesino poco fuori Verona.
Dalle Donne è l’unico indagato per associazione a delinquere e istigazione all’odio razziale, perquisito (nascondeva materiale propagandistico di estrema destra), con la proibizione di entrare allo stadio. Con Dalle Donne ci sono Federico Perini e Nicolò Veneri, i due tornati con un volo low-cost da Londra dopo aver attraversato mezza Europa: e ci è toccato anche sentire un giornalista Rai spiegare la fuga “perché quella è una città dove notoriamente i terroristi di destra ricevono coperture”. Nicolò Veneri, vive a Quinzano, frazione collinare di Verona. Federico Perini, di Boscochiesanuova, un paese di montagna. Il trio era stato coinvolto in incidenti allo stadio Bentegodi, Perini era anche finito nell’inchiesta della Digos di Verona.
Eccola qui la banda dell’odio razziale, i cacciatori di capelloni, il branco di nazi-picchiatori autore “dell’agguato”: gente che si incontra una sera per caso, che non ha voglia di studiare, che frequenta la politica come il sindaco Tosi i centri sociali. Uno di loro era totalmente sconosciuto alla giustizia, altri avevano precedenti per teppismo da stadio, nessuno era stato associato alle recenti aggressioni avvenute nel centro storico di Verona, non davano la “caccia al diverso”.
Spostati, teppisti, chiamateli come volete, ma ben lontani dallo stereotipo neofascista propinato OVUNQUE sui media, tanto che me la sono bevuta anch’io.
Ovviamente alla sinistra e ai loro megafoni non è parso vero, di poter gettare fango sul neo-governo, sulla città di Verona, leghista, sul sindaco anch’egli leghista, sui leghisti, sul nord…su tutti coloro che le hanno inferto la cocente umiliazione di una pesante batosta elettorale.

La politica non c’entra: lo dicono i magistrati e la questura, lo confessano gli assassini, lo riconoscono perfino i familiari e gli amici della vittima. E men che meno c’entrano le ronde come subito si è affrettata a denigrare Annamaria Castagnini, assessore di sinistra di Illasi: “A furia di parlar di ronde, ecco i risultati”. I risultati delle ronde sono che a fronte delle 13 aggressioni (2006/2007) accertate dagli inquirenti “Undici sono avvenute con l' amministrazione  di centrosinistra, due con quella attuale di Tosi”.

Fa venire la nausea vedere certi politici sdegnarsi per la frase di Gianfranco Fini, quando loro hanno strumentalizzato con tanto cinismo la morte di un povero ragazzo, a proprio USO E CONSUMO.
Sciacalli, travestiti da agnelli, come sempre. Una vergogna della sinistra italiana.
Orpheus
Piccola nota a latere, intanto a Verona un vero congolese massacrava con pugni, cinghiate e frustate (si, con una frusta africana, un tempo usata contro gli schiavi) moglie e tre figli piccoli, due gemelli di sette anni e una bimba di quattro, scommettiamo che se la notizia avrà una minima risonanza, cosa di cui dubito, salteranno fuori i soliti buonisti ipocriti a dire "che non bisogna criminalizzare perchè anche gli italiani.... blablablabla....però quando gli fa comodo eccome che criminalizzano un'intera citta.


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permalink | inviato da Orpheus il 7/5/2008 alle 11:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

3 febbraio 2008

Due o tre cose sui PM milanesi, i media, Berlusconi e il falso in bilancio.


Il falso in bilancio non è stato depenalizzato, è stato regolato in modo diverso.
Questo è l'art. 2621 c.c. che prevede attualmente il reato:
[I]. Salvo quanto previsto dall'articolo 2622, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, con l'intenzione di ingannare i soci o il pubblico e al fine di conseguire per sè o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci o al pubblico, espongono fatti materiali non rispondenti al vero ancorchè oggetto di valutazioni ovvero omettono informazioni la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione, sono puniti con l'arresto fino a due anni.
[II]. La punibilità è estesa anche al caso in cui le informazioni riguardino beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi.
[III]. La punibilità è esclusa se le falsità o le omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene. La punibilità è comunque esclusa se le falsità o le omissioni determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5 per cento o una variazione del patrimonio netto non superiore all'1 per cento.
[IV]. In ogni caso il fatto non è punibile se conseguenza di valutazioni estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura non superiore al 10 per cento da quella corretta.
[V]. Nei casi previsti dai commi terzo e quarto, ai soggetti di cui al primo comma sono irrogate la sanzione amministrativa da dieci a cento quote e l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese da sei mesi a tre anni, dall'esercizio dell'ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, nonchè da ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell'impresa.
Il Tribunale di Milano ha ritenuto che Berlusconi non abbia commesso nesuno di questi fatti.
(anto.guarnieri - forum radicale)
Non spiegarlo agli Italiani e fare confusioni è facile, basterebbe far sapere che anche per Francesi, Inglesi, Tedeschi, Spagnoli, Americani, Olandesi..... il falso in bilancio, " di per se ", non costituisce, giustamente, reato.
Falso in bilancio è qualsiasi cosa iscritta nel bilancio aziendale che non rappresenti correttamente una parte della situazione patrimoniale dell'Azienda e che modifichi, conseguentemente, il saldo finale: stop.
In questo senso sono falsi in bilancio un mucchio di cose presenti nella contabilità di tutte le aziende, pensa alla valutazione di un credito che poi non potrà essere incassato per fuga o fallimento del debitore e mille altre cose. La legge punisce, in maniera esauriente, tutti gli eventuali reati che da questo falso in bilancio siano derivati: se il bilancio è stato falsato a scopo di evasione, a scopo di ottenere maggiori crediti, di alterare in più o in meno la situazione patrimoniale...ecc. Per ognuno di questi fatti concreti sono previste pene, quindi il reato di falso in bilancio a cosa serve? a nulla, solo come strumento di supposizione da parte di Pm che non hanno alcuna prova riguardo ad un reato effettivo. Mantenere il falso in bilancio è come accusare una persona perchè possiede un coltello da cucina senza averlo denunciato: il coltello da cucina non necessita di denuncia ma se lo uso per assassinare mia moglie sono accusato ugualmente di omicidio anche se evito l'accuso di possesso abusivo di arma. Molte persone sono colpite dal fascino ridondante del nome : " falso in bilancio " ma è esattamente come un coltello da cucina, se commetto reati sono ugualmente ed ampiamente punito, se non ne commetto no.
Nel caso in specie, vista la motivazione, evidentemente i giudici hanno verificato che non è stato commesso alcun reato punibile o connesso al falso in bilancio il quale, se c'è stato, non è servito ad ottenere alcun vantaggio, altrimenti ne sarebbero derivate accuse specifiche che nel caso SME non ci sono.... o no?
Gianni Pardo
Su questa “leggenda” la sinistra ci ha sempre inzuppato il biscotto dall’alto della sua “onorata” moralità, eppure solo grazie ad una grande malafede ha potuto spacciare per abolizione del falso in bilancio, l’abolizione dei falsi che non producono danno o quasi, quando rimangono punibili i reati di truffa, evasione fiscale, e ogni altro reato relativo al bilancio.
Malgrado lo strombazzamento di legge ad personam nefasta per tutti gli italiane, tranne che per Berlusconi, in 20 mesi di governo se ne sono guardati bene dal cambiarla.
La tirano fuori solo, quando possono usarla come una mannaia sull’avversario. Un metodo vergognoso, ma d’altronde la sinistra italiana è VERGOGNOSA.
Orpheus


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31 ottobre 2007

TEHERAN DIFENDE LAPIDAZIONE, E' PREVISTA DA DIRITTO ISLAMICO

 
Mohammad Javad Larijani, responsabile per i "diritti umani" presso l'Autorità Giudiziaria della Repubblica Islamica, ha difeso il diritto del suo paese ad applicare la pena della lapidazione. "Non ci vergogniamo affatto di emettere sentenze di lapidazione e di applicare questa punizione, che è prevista dal diritto islamico e pertanto dal nostro codice penale", ha dichiarato Larijani respingendo le accuse della comunità internazionale che più volte ha chiesto a Teheran di sospendere le sentenze di lapidazione.
"Noi - ha continuato - esaminiamo con i nostri criteri la gravità dei reati commessi e personalmente non considero la lapidazione una tortura, come sostengono gli occidentali, e nemmeno una pena non ragionevole". Per Larijani, "la lapidazione è una pena minore rispetto all'impiccagione, in quanto è possibile che il condannato sopravviva".
Da Donne Democratiche Iraniane
Ancora stasera i TG riferivano del solito condannato a morte USA, graziato e di quanto sia inumana l'iniezione letale.
E potrebbe anche starmi bene se NOTIZIE come questa NON venissero sistematicamente censurate.
Non mi si venga a dire che l'opinione pubblica non sarebbe altrettanto, se non più sdegnata, di apprendere che il responsabile per i "diritti umani" in Iran, difende la lapidazione e anzi la considera una pena minore, rispetto all'impiccagione.
Qualche povera donna, infatti potrebbe salvarsi dalla gragnola di pietre che le tirano addosso, per aver violato il "codice morale" di una legge barbara, retrogada e disumana come la sharia.
Chi sa quello che succede in Iran, TACE e stringe la mano al satrapo di Teheran, dovrebbe VERGOGNARSI.
Orpheus


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