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Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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31 marzo 2008

La Germania islamizzata che vogliono i turchi

 

L’islam ha componenti religiose, legali, politici, economici e militari. La componente religiosa è un’appendice a tutte le altre componenti.
L’islamizzazione accade quando in un Paese, ci sono musulmani in numero sufficiente da esibire pretendendo i loro cosiddetti "diritti religiosi."
Quando le società politicamente corrette e culturalmente miste acconsentono alle domande musulmane ragionevoli dei loro "diritti religiosi" ottengono l’islamizzazione del proprio territorio.
In Germania i turchi presenti raggiungono quasi il 4% della popolazione eppure dettano legge.
La loro ovviamente, l’articolo che segue lo dimostra ampiamente.
Wolfgang Schäuble, il Ministro degli Interni tedesco, aveva voluto nell’autunno 2006 la prima Conferenza sull’Islam con l’intento di “migliorare la collaborazione tra i musulmani e le autorità federali di sicurezza”. La terza edizione, svoltasi nei giorni scorsi, di fatto, non è andata oltre una comune dichiarazione sull’inserimento dell’insegnamento della religione islamica nelle scuole. Un fallimento, questo è il giudizio diffuso sulla stampa tedesca, un fallimento per il governo tedesco e una vittoria per i rappresentanti delle numerose associazioni islamiche presenti in Germania, in realtà inviati, controllati o finanziati dal governo turco. Su tutti spiccava Bekir Alboga, funzionario dell’Unione Turco-Islamica per la Promozione della Religione, una realtà legata direttamente al governo di Ankara.
Non è un segreto per nessuno che l’obiettivo di Alboga è il mantenimento e la crescita della società parallela islamica sul territorio tedesco.
La Conferenza non ha risposto ai quesiti fondamentali per una corretta integrazione: i musulmani che vivono in Germania sono disposti a sottoporsi all’ordinamento giuridico-costituzionale tedesco?
La comunità turca, in particolare, è pronta a rinnegare il divieto di assimilazione lanciato dal presidente Erdogan qualche settimana fa in occasione della sua visita a Colonia?
L’unica voce levatasi con coraggio a smascherare il falso dialogo tra le parti è stata quella di Necla Kelek, invitata anch’essa alla Conferenza (una sociologa che ha dato il proprio contribuito alla stesura di un test per la naturalizzazione degli immigrati).
La Kelek, turca classe 1957, emigrata in Germania nel 1968, è da alcuni anni al centro del dibattito pubblico tedesco intorno ai temi dell’integrazione.
Da tempo la sociologa non esita a dichiarare il proprio amore per la Repubblica Federale e a lanciare pesanti accuse verso i turchi per la fallita integrazione («vivono in Germania secondo le regole del loro villaggio anatolico»).
Da quel momento le critiche contro la Kelek si sono inasprite, fino alla pubblicazione su «Die Zeit» di un appello contro la sociologa e le sue colleghe d’origine turca (Seyran Ates, Sonja Fatma Bläser, Serap Çileli), firmato da sessanta studiosi dell'immigrazione, strenui difensori, nonostante i palesi fallimenti, del cosiddetto “ progetto multiculti”. Inoltre, insieme allo scrittore Ralph Giordano, la Kelek ha espresso di recente una ferma opposizione al progetto di costruzione della grande moschea di Colonia, il cui progetto, non a caso, è sostenuto dall’Unione Turco-Islamica per la Promozione della Religione. Insomma, una turco-tedesca con gli attributi.
La "corrispettiva" tedesca del nostro Magdi Allam, anche lui coperto d’insulti,critiche e minacce perchè da anni denuncia il pericolo d’islamizzazione della società italiana, promuove (come la Kelek) l’avvio di una campagna per i diritti delle donne musulmane, e avvisa del pericolo rappresentato dall’educazione imposta nelle scuole coraniche ai bambini. Magdi Allam come la Kelek (Souad Sbai e altri musulmani di buona volontà) rimane inascoltato.
Come inascoltato rimane il grido di denuncia lanciato dalla sociologa dalle colonne della FAZ: “Loro vogliono un’altra Germania”.
Come l’Ucoii vuole un’altra Italia e più in generale come la maggior parte dei 54.000.000 di musulmani presenti in Europa, vogliono un'altra Europa. La loro, con le loro usanze e leggi.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 31/3/2008 alle 12:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

28 marzo 2008

Magdi il diabolico: l'ultima perla di Afef

 
Sono sincera non l’ho mai potuta sopportare fin da quando sproloquiava sulla sottomissione delle donne musulmane, preferite (secondo il suo illuminato pensiero) dal maschio italiano, perché le musulmane "come lei" (e già qui c’è da spanciarsi dal ridere) la sera accolgono i mariti, in negligè e gli lavano i piedi, o un’altra cazzata simile.

Si era da poco sposata con Tronchetti Provera, e immagino che non avesse altro da fare, visto il portafoglio del novello maritino.

Non mi è mai piaciuta perché ricca e di sinistra per vezzo, perché è così “scic” essere di sinistra…e perché ogni volta che apre la sua bella bocca a 64 denti, ne escono solo enormi stronzate, che subito i media riprendono come se dicesse chissà quali meraviglie.
Adesso con quest’ultima sortita su Magdi Allam ha veramente toccato il fondo. Secondo il suo cervellino troppo usurato dalle fatiche dello shopping in via Spiga, Magdi Allam “"vuole soltanto alimentare i conflitti, infiammare lo scontro di civiltà per cercare di passare alla storia come un simbolo e una vittima di questa crisi. E' diabolico, ma non ci riuscirà".
Ci sarà lei paladina dei diritti delle miliardarie ad impedirglielo, come? Uccidendolo con le sue sparate…
Evidentemente la Sig.ra Afef non conosce la lotta che porta avanti Magdi Allam e non conosce la realtà del mondo islamico, dove i moderati sono mosche bianche. E dove le donne come lei vivono peggio delle bestie. Dove i gay sono impiccati e i cristiani (miscredenti) perseguitati e uccisi.
Non sa che Magdi Allam vive sotto scorta da anni perchè minacciato di morte.
Non sa che nella quasi totalità dei paesi a maggioranza musulmana, vige la sharia e la sharia vieta la conversione, pena la morte. E non sa che nel nostro civilissimo paese molti convertiti vivono nascosti perché perseguitati da quei "bravi" musulmani tanto calunniati da quel cattivone di Magdi.
Non ha letto nemmeno il corano evidentemente, e non ha mai sentito una predica dei veri fomentatori di odio, eppure, anche in Italia le può tranquillamente ascoltare in certe moschee.
Non ha mai sentito parlare degli attentati in tutto il mondo che ammazzano e hanno ammazzato migliaia di innocenti.
Non sa cosa è accaduto a Theo Van Gogh, ad Ali Ayaan Hirsi, al Prof. Redeker e a chiunque osi muovere una critica all’islam.
Non sa cosa è successo in tutto il mondo a seguito di poche stupide e innocue vignette su Maometto e del famigerato discorso di Ratisbona di Benedetto XVI
Non conosce il caso di quell’insegnante “colpevole” di aver chiamato un orso di pelouche Mohamed o quello del pakistano che abbiamo accolto in Italia perché condannato a morte per essersi convertito.

Non sa di Pegah Emambakhsh che rischia la vita perché lesbica…

No, decisamente la Sig.ra Afef NON sa un bel niente. Faccia un piacere a se stessa, a suo marito e agli italiani, la smetta di alzare il ditino per impartire lezioni su ciò che non conosce.
Li dia lei un po’di soldi in beneficenza (che ne ha sicuramente più di Allam) magari regalando una plastica facciale dal suo chirurgo estetico di fiducia (quello che le ha pompato le tette), a quelle povere donne che sono state sfigurate da tutti quei "bravi" musulmani, così calunniati dal diabolico Magdi.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 28/3/2008 alle 22:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (28) | Versione per la stampa

26 marzo 2008

Anche i 138 leader islamici "dialoganti" parlano di provocazione

 

Il gesto di Benedetto XVI, che ha battezzato Magdi Allam in San Pietro la notte di Pasqua, ha «un importante significato» perché «afferma, in modo mite e chiaro, la libertà religiosa», senza peraltro «alcuna intenzione ostile» nei confronti dell'Islam. L'Osservatore Romano commenta e difende così la decisione del Papa di impartire personalmente i sacramenti dell'iniziazione cristiana al vicedirettore del Corriere della Sera. Il quotidiano della Santa Sede, in un editoriale siglato dal direttore Gian Maria Vian, spiega che la libertà religiosa «è anche libertà di cambiare religione, come nel 1948 fu sottolineato dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo». Così, sottolinea il direttore, «chiunque chieda senza costrizione il battesimo ha il diritto di riceverlo». In ogni caso, la conversione di Magdi Allam e la cerimonia in San Pietro continuano a suscitare polemiche nel mondo islamico. Dure critiche, rivolte soprattutto al comportamento del Vaticano per «l'alto profilo intenzionale» reso al battesimo, sono espresse dal noto analista palestinese, Khaled Amayreh, sul sito di Hamas, Palestine-Info. «Il Vaticano», scrive, «non può sperare in buone relazioni con i musulmani e al tempo stesso continuare a incitare all'odio e al razzismo nei confronti di una religione che ha un miliardo e mezzo di seguaci, compresi milioni di europei e centinaia di migliaia di italiani». E anche i 138 intellettuali e leader religiosi musulmani firmatari di una recente lettera aperta al Papa per promuovere la pace mondiale, ricevuti in Vaticano a febbraio, hanno criticato la modalità con cui è stata celebrata la conversione del giornalista. Per bocca di Aref Ali Nayed, direttore del Centro regale di studi strategici islamici ad Amman, in Giordania, figura chiave del gruppo «A common world», è stato definito come atto «deliberato e provocatorio» quello di battezzare Allam «in modo così spettacolare». I 138 chiedono alla Santa Sede di «prendere le distanze» dalle successive dichiarazioni di Allam sulla sua decisione.
Riassunto da Libero
Infatti Magdi Allam doveva farsi battezzare nelle catacombe, e in gran segreto, come i cristiani al tempo delle persecuzioni....così non sarebbe statto un "atto provocatorio e deliberato".
E questi sarebbero i saggi e moderati musulmani?
Ma proprio hanno un'avversione congenita per la libertà altrui, che include anche segliere la religione che più aggrada.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 26/3/2008 alle 23:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

24 marzo 2008

Magdi è ora Cristiano


La Basilica di San Pietro in Vaticano è piena sino all'inverosimile. Sono da poco passate le 21 quando la Veglia Pasquale presieduta da Benedetto XVI sta per iniziare. Per i credenti è il momento più importante dell'anno.
Ogni anno, la Veglia del Sabato Santo, è l'occasione in cui il Papa battezza un piccolo gruppo di persone. Quest'anno sono sette gli uomini e le donne che riceveranno i sacramenti del battesimo, della cresima e della prima comunione. Tra loro, Magdi Allam intellettuale, scrittore e direttore ad personam del Corriere della Sera. Il giornalista di origine egiziana, musulmano non praticante ed ex allievo dei salesiani del Cairo, è seduto in prima fila. L'autore di "Viva Israele" è visibilmente teso, anche se il suo volto esprime serenità e sicurezza. Solo pochi intimi erano a conoscenza dell'evento, la notizia, infatti, è trapelata per motivi di sicurezza, solamente pochi minuti prima delle 21. E' l'inizio di una nuova vita spirituale per Magdi, anzi per Magdi Cristano Allam. Non si tratta di un gioco di parole, è proprio "Cristiano" il nome battesimale prescelto. L'emozione ed il profondo significato della notte appena trascorsa, hanno fatto il giro del mondo. Per i grandi mass-media si tratta di una notizia a quattro colonne, per Magdi, come lui stesso ha raccontato in una lettera pubblicata sul Corriere della Sera "il giorno più bello della vita". Toccati nel profondo sono tutti gli amici che da anni lo seguono nel suo percorso personale e pubblico, condotto nella battaglia in difesa della libertà, per la vita e contro l'integralismo islamico. Quella di Magdi Allam non è una conversione mistica, bensì un percorso umano, un cammino dentro passi condivisi con uomini e donne che, oggi, costituiscono una vera e propria comunità. A seguirlo, in questa avventura, tra gli altri, una donna speciale, Maria Gloria Riva, suora di clausura delle Adoratrici Perpetue del SS. Sacramento di Carpegna (PU). Anche lei, con i molti fedeli, sabato sera, era nella Basilica di San Pietro a seguire la Veglia Pasquale. Così racconta a Tempi la sua gioia per questo ingresso, carico di tensione umana e di libertà: " Essere lì nel cuore della Chiesa con un amico che diventa fratello, essere lì non come fortunati spettatore occasionali, ma come protagonisti di un'avventura, è stata un'esperienza grandiosa. Quando Magdi mi confidò il suo immenso desiderio, usò queste parole «voglio essere di Cristo». Benedetto XVI ha svolto un ruolo determinante, incisivo nella riflessione che lo ha portato ad abbandonare l'Islam per abbracciare la fede cristiana. Fede e Ragione. Non nascondo che ebbi timore per la sua persona, pensando ad una conversione pubblica. Eppure alla soglia del grande passo, quando mi informò che il santo Padre aveva deciso di battezzarlo nella notte di Pasqua, lui con uno sguardo da fanciullo mi disse: «Il pericolo c'è, ma non per me. Per il Papa. Dovete pregare per il Papa».
Non tarderanno ad arrivare accuse di apostasia dal mondo dell'estremismo islamico. Secondo la sharia un individuo accusato di apostasia (ridda) viene rinchiuso in carcere per tre giorni al fine di pentirsi e se al termine di questo periodo sarà ancora determinato nel volere abbandonare l'Islam, sarà ucciso. Da anni oramai, Magdi Allam, vive sotto scorta ventiquattro ore al giorno, eppure ancora una volta il suo coraggio e la sua libertà hanno vinto sul terrore e sull'intimidazione. A sottolineare questo aspetto, proprio Don Gabriele Mangiarotti che parla di Magdi Allam come di "Un uomo senza paura, ma non spavaldo o baldanzoso bensì come un individuo che incarna in sé il senso profondo del mistero della vita e della libertà. Di lui mi ha sempre impressionato la rettitudine ed il rispetto per gli altri.
Rettitudine e amicizia, questo mi ha insegnato Magdi Allam". Amicizia è un termine oggi abusato e spesso utilizzato senza la giusta ponderazione. Diceva Don Luigi Giussani: L'aspirazione dell'amicizia è l'unione, è quella di immedesimarsi, impastarsi, diventare la stessa persona, la stessa fisionomia dell'Amico. Non vanto presunzioni di sorta, ma è questo il sentimento che oggi anche personalmente vorrei testimoniare a Magdi Cristiano Allam. Vorrei farlo con un abbraccio. Abbracciare non è un semplice gesto d'affetto, implica accoglienza, dedizione, difesa. Grazie Magdi

Riassunto da Tempi
Un scelta veramente importante questa di Magdi Allam, perchè tutti i musulmani che si convertono in Italia lo fanno di nascosto, per paura dei fondamentalisti islamici.
Avrei voluto scrivere personalmente un pezzo per Magdi, che stimo molto, ma sono ancora via e ho poco tempo.
Orpheus 


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permalink | inviato da Orpheus il 24/3/2008 alle 20:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

12 marzo 2008

La "Guerra santa islamica tramite i Tribunali"


Contro Magdi Allam  una valaga di denunce e processi per costringerlo a non scrivere e a non parlare liberamente, la sua vicenda raccontata direttamente da lui,  sul Corriere:
Cari amici,
Negli Stati Uniti l’hanno ribattezzata “Jihad by Court”, ossia “la Guerra santa islamica tramite i Tribunali”. Significa assediare e inondare il “nemico dell’islam” di denunce, richieste di rettifica a mezzo stampa, richieste di risarcimento danni, processi penali e civili, fino a costringerlo a capitolare, costringendolo a prendere atto che non gli è più possibile proseguire nell’azione di contrasto dell’estremismo e del terrorismo islamico perché è troppo oneroso il costo in termini di denaro necessario a pagare gli avvocati, di tempo da dedicare alla raccolta del materiale di documentazione atto a comprovare la fondatezza di ciò che si è detto o scritto, di tensione umana per il protrarsi di una vera e propria guerra legale, materiale e psicologica in cui alla fine si rischia di sentirsi soli di fronte ad una centrale del radicalismo islamico globalizzato che dispone di ingenti risorse finanziarie, coadiuvata da una quinta colonna di non musulmani collusi ideologicamente nella condivisione del pregiudizio nei confronti degli Stati Uniti, di Israele e, più in generale, dei valori e dell’identità giudaico-cristiana che sono il fondamento della civiltà occidentale.
Qui Magdi racconta del suo "tranquillo week-end di paura" durante il quale ha ricevuto comunicazione di ben nove cause a suo carico, intentategli dall'Ucoii e da iman fondamentalisti.
E conclude:
 Negli Stati Uniti Daniel Pipes ha promosso un ufficio legale che offre consulenza e assistenza gratuita a tutti i cittadini americani che finiscono nel mirino degli estremisti islamici. Sarebbe ora di farlo anche qui in Italia, in Europa, negli stessi paesi musulmani dove tanti intellettuali, giornalisti , donne emancipate e religiosi riformisti sono stati costretti al silenzio dalle condanne a morte esplicite o da minacce velate. In ogni caso gli estremisti islamici e i loro complici sappiano che io non piegherò mai al terrorismo dei taglia-lingua, così come non mi sono lasciato intimidire dal terrorismo dei taglia-gola. Per la mia libertà interiore di parola e di scrittura, che è l’essenza della vera libertà, mi batterò fino all’ultimo.

Il bello é che usano le nostre leggi e la nostra democrazia contro di noi. Sarebbe ora, che ce ne renedessimo almeno conto.
Orpheus


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16 gennaio 2008

Appello di Magdi Allam: "Io sto con il Papa"

papa_vento_1.jpg
Appello che consiglio caldamente di sottoscrivere anche a chi é ateo, come molti "utili idioti" non hanno capito o fanno finta di non capire, quello che hanno messo in atto i collettivi di sinistra, appoggiati dai loro "cattivi maestri" é stato un vero gesto di sfregio alla nostra libertà, alla nostra democrazia e anche a quella costituzione, con cui si riempiono tanto la bocca quando c'è da difendere la religione islamica. Magdi Allam qui sotto spiega molto bene perchè.
E di certo non lo si può "accusare" di essere un "baciapile"...

L’università italiana oggi non ha alcuna esitazione ad accogliere dei predicatori d’odio e degli apologeti del terrorismo islamico, come Tariq Ramadan, Rached Ghannoushi e Nadia Yassine, ma non permette al Papa o all’ambasciatore d’Israele e degli Stati Uniti di accedervi. Il pregiudizio ideologico prevale su tutto, con il risultato che oggi l’Occidente è diventato il peggior nemico di se stesso.
E non ha alcun senso sostenere che tutto sommato si tratta di una piccola minoranza, 67 docenti su 4500, che hanno firmato l’appello contro il Papa o uno sparuto gruppo di studenti, un centinaio su 150 mila, che hanno occupato il Rettorato e hanno minacciato di impedire a tutti i costi l’intervento del Pontefice. Perché se questa minoranza di fanatici ideologizzati e violenti è in grado di conseguire il suo scopo, significa che la maggioranza si è di fatto arresa all’arbitrio e alla tirannia della minoranza. Ecco perché diciamo che si tratta di una cocente sconfitta dello Stato di diritto e del trionfo dell’estremismo e dell’oscurantismo. In uno Stato di diritto la predicazione d’odio e l’intimidazione violenta che hanno costretto il capo spirituale della Chiesa cattolica e capo dello Stato Vaticano ad annullare la sua visita alla Sapienza su invito formale del Rettore, dovrebbero essere sanzionati come reato penale. Invece difficilmente un magistrato solleverà il caso perché siamo in un paese dove l’istigazione all’intolleranza e la predicazione d’odio vengono considerati “libertà d’espressione” e dove fin troppo spesso la flagrante violazione della legge viene giustificata invocando la specificità sociale e politica di chi delinque. Peggio ancora siamo in balia di uno Stato e di istituzioni che si sono spinte fino a legittimare e a finanziare i cosiddetti “centri sociali”, che sono palesemente dei covi di sovversione e rivolta violenta contro lo stesso Stato e le stesse istituzioni. Ed è in questa assoluta commistione del lecito e dell’illecito e omologazione della legalità e dell’illegalità, che nel Tg1 delle ore 13,30 del 15 gennaio si è sostenuto che la sede del Rettorato della Sapienza sarebbe stato “occupato pacificamente”. Ora, se l’occupazione di un edificio o di un locale altrui è sancito dalla legge come reato, come si può immaginare che un reato possa essere compiuto “pacificamente”, con il sottinteso che non sarebbe stata violata la legge?
Ebbene, cari amici, anche se è alquanto probabile che la magistratura non perseguirà i docenti che hanno istigato all’intolleranza e gli studenti che hanno intimidito con la violenza, noi non possiamo sottrarci alla condanna netta e assoluta del loro operato. Noi chiediamo che ci sia quantomeno una sanzione disciplinare e morale nei confronti di educatori che diseducano e di studenti che praticano la violenza. Chiediamo che ci sia un provvedimento pubblico da parte del Rettore della Sapienza che vada al di là della ritualità formale delle scuse al Papa. Coloro che hanno incitato all’odio e minacciato Benedetto XVI devono essere sanzionati.(...)

Ecco perché cari amici, oggi noi dobbiamo assumere un’iniziativa che ci veda da protagonisti schierati dalla parte della verità. E la verità oggi significa dire: “Io sto con il Papa. Io condanno l’intolleranza laicista e l’intimidazione violenta. Io denuncio l’ipocrisia dei politici che sono i veri responsabili del degrado etico in cui versa l’Italia”.

Se siete anche voi d’accordo, vi prego di inviare un messaggio di adesione all’appello “Io sto con il Papa” all’indirizzoiostoconilpapa@magdiallam.it Per farlo è necessario indicare:
Nome
Cognome
Professione
Motivazione per cui si aderisce all’Appello
Non saranno accettati i messaggi di adesione che non contengano queste quattro indicazioni.
Magdi Allam (qui l'articolo per intero)
Ha ragione Allam é ora di ribellarsi a questi teppisti che in ogni occasione, usano la violenza verbale e materiale, per imporre il loro pensiero, a TUTTI. Se non fosse vergognoso, sarebbe ridicolo che il Papa ha potuto parlare in Turchia e NON a Roma, in Italia.
Orpheus


 


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19 luglio 2007

La petizione per mettere un libro all'indice

 Cosa mai possono concretamente sperare le (così dicono) «centinaia di firme» apposte a un documento che si scaglia contro un libro, quello di Magdi Allam? Forse indurre l'autore ad abiurare? L'editore a ritirare il volume? I librai a disfarsene? A dichiarare fuori legge un saggio per aver violato chissà quale articolo del codice penale? Oppure, come è più probabile ma non meno inquietante, a rinchiudere il bersaglio di tanta ardente indignazione in un recinto infetto, fare terra bruciata attorno a lui, insomma a procurare un effetto intimidatorio su chi si è macchiato della grave colpa di aver scritto quel libro?
Il documento in questione (un appello, una petizione, un manifesto, o comunque si voglia chiamare questa ennesima testimonianza di un'abitudine molto italiana degli intellettuali ad aggregare le loro firme in vista di qualche sempre commendevole «mobilitazione » e nobile Causa) compare sull'ultimo numero di «Reset», la rivista di Giancarlo Bosetti sempre vivacemente presente negli snodi cruciali del dibattito culturale. Sottoscritto da numerosi studiosi di vaglia tra i quali Paolo Branca e David Bidussa, Angelo d'Orsi e Ombretta Fumagalli Carulli, Patrizia Valduga ed Enzo Bianchi, se la prende con un libro, «Viva Israele» di Magdi Allam, per via della sua «sfrontatezza», per di più «lontanissima dallo spirito e dai valori di una democrazia costituzionale », indice di «un preoccupante imbarbarimento dell'informazione» cagionata, par di capire, dall'attacco molto duro che Allam avrebbe riservato a due docenti universitari italiani. Ma il documento-anatema non si articola come difesa di qualcuno che si ritiene ingiustamente attaccato, bensì come un «no» al libro, un «contro Allam», una «critica» ad personam. Una scomunica collettiva, non una confutazione di una tesi. Una mozione che segnala l'arruolamento a una posizione ideologica, non una critica al merito di un libro.
È difficile comprendere cosa abbia indotto tanti intellettuali a una deroga così grossolana e stupefacente di alcuni princìpi basilari della libera discussione politico-culturale attorno a un libro. La consuetudine vuole infatti che un libro venga criticato, anche ferocemente, ma da un singolo, non da una schiera vociante di «centinaia di firme». Che un libro possa anche essere stroncato, demolito, fatto (intellettualmente) a pezzi, ma solo da chi porta la responsabilità intellettuale in un conflitto di idee modulato su argomenti che si contrappongano aspramente ad argomenti, tesi contro tesi, documenti contro documenti. I firmatari dell'appello contro Allam non fanno nulla di tutto questo. Bersagliano un libro per il solo fatto che esiste e il suo autore perché accusato di «tifare» per le ragioni di Israele (e se anche fosse, dov'è il reato, o il peccato?). Firmano in gruppo credendo di rafforzare la loro credibilità con il numero delle adesioni e non con la vis persuasiva di un argomento. Fossero state migliaia anziché centinaia, le firme, ci sarebbe forse qualche ragione in più per considerare ancor più negativamente il libro mandato simbolicamente al rogo? Da quando in qua la scientificità di un libro viene misurata così brutalmente sui diktat della «dittatura della maggioranza»?
Nella moltitudine di appelli e di manifesti che ha scandito in modo così ripetitivo la vita culturale dell'Italia repubblicana, i firmatari del documento di «Reset» hanno deciso di dar vita a un unicum, non conoscendosi, a memoria, precedenti di una raccolta di firme esplicitamente indirizzate contro un libro e contro un saggista. Ma se questa nuova tipologia di appelli non assomiglia alla (legittima) stroncatura di un libro o al (sacrosanto) dissenso nei confronti di tesi giudicate sbagliate o infondate, resta la sgradevole sensazione che nel tutti contro uno messo in scena da una rivista si produca attorno a un libro il marchio della «pericolosità», del discredito, della delegittimazione preventiva e dunque sleale. Qualcosa che ha il sapore dell'intimazione al silenzio, o comunque di un trattamento speciale che genera allarme sociale attorno a un libro e un effetto di intimidazione su un autore e sul suo editore chiamati, per così dire, a una maggiore prudenza nel futuro. Una deriva di arroganza che, anche se animata dalle migliori intenzioni, nella storia ha sempre condotto alla tentazione censoria e alla messa all'indice. Sempre.di Pierluigi Battista da corriere.it
Il fatto è che pascolare in un gregge, per giunta in una oasi ecologica, approntata per i puri indignati in servizio permanente effettivo, da più forza a certi flebili belati che somigliano moltissimo a veri e propri  coccodè.Ho sempre avuto la massima disistima per i "cosiddetti intellettuali italiani" gente che mangia nella mano del potente di turno e che non si rassegna a vivere  nel silenzio tombale che merita.Questa crociata contro il libro di Magdi Allam e contro la persona di Magdi Allam  sarebbe commedia dell'arte o peggio fescennino atellano se certa gente non si prendesse tanto sul serio.A questo punto ci vorrebbe proprio il mitico pernacchio di De Filippo(nel film l'oro di Napoli) per smontarne l'ottusa ed inconsistente boria.Per la serie :a volte certe iniziative sono degli autogoal incredibili perchè qualificano a tutto tondo chi li fa
Verbena




6 luglio 2007

Magdi for president?

 

Magdi Allam si darà alla politica? E soprattutto: è legittimo porsi questa domanda per il vicedirettore ad personam del Corriere della Sera che ha sempre negato di voler fare politica? Di sicuro c’è tanta gente vorrebbe la nascita di un movimento guidato da Magdi Allam. “Magdi for president” titolava la copertina di “Tempi”, il settimanale diretto da Luigi Amicone e vicino al movimento di Comunione e Liberazione al momento dell’uscita del suo ultimo libro “Viva Israele”. E parlando con tanti ragazzi della base di CL, che lo hanno ascoltato in occasione del pellegrinaggio a Loreto e che sono accorsi alla presentazione di “Viva Israele” a Milano e a Roma, si scopre che questo desiderio è molto diffuso. Il giornalista musulmano che non intende convertirsi al cristianesimo, è popolarissimo nel movimento cattolico. Perché Magdi Allam parla di “realtà” nel senso aristotelico del termine: la realtà esiste al di fuori del pensiero e dell’ideologia, così come i diritti della persona esistono nella realtà e non possono essere negati nel nome del relativismo culturale. Pur nella differenza di religione, la causa di Magdi Allam è la stessa di tanti cattolici “politicamente scorretti” non allineati al buonismo pacifista ed ecumenico.
Anche Yasha Reibman, portavoce della Comunità Ebraica di Milano, in occasione della presentazione di “Viva Israele” ha lanciato l’idea: Magdi Allam sarebbe il miglior ministro degli esteri italiano. La Comunità Ebraica, in genere, sostiene il giornalista egiziano dissidente (incarcerato per motivi politici ai tempi di Nasser) che per primo ha teorizzato la difesa di Israele come primo passo da compiere per promuovere il rispetto del diritto alla vita. Negando il diritto degli Ebrei ad avere una propria terra, le dittature arabe e islamiche hanno giustificato la persecuzione degli Ebrei e dei loro “agenti”, poi la persecuzione dei cristiani e delle minoranze, poi quella delle donne e infine quella dei musulmani moderati. Difendendo il diritto di Israele ad esistere, dunque, si difende anche il diritto universale di vita e libertà di tutti gli individui, un valore che le nostre democrazie trascurano nel nome dell’appeasement e degli affari con i dittatori del Medio Oriente. Al di là di queste elaborazioni più intellettuali, molti italiani della “porta accanto” seguono con entusiasmo Magdi Allam, intervengono sul forum del Corriere, seguono le sue conferenze con l’entusiasmo con cui si ascoltano i comizi dei leader politici più carismatici.
Al Teatro Dal Verme di Milano, in occasione della presentazione di “Viva Israele”, la sala scoppiava di gente, i posti si sono esauriti ben presto, l’ingresso di Magdi Allam è stato accolto da una “standing ovation” di 1200 persone e il suo discorso è stato interrotto da applausi, acclamazioni, cori. Una scena analoga si è ripetuta a Roma, in occasione della manifestazione “Salviamo i Cristiani” in Piazza Santi Apostoli il 4 luglio scorso, dove più volte si è udito il coro “Magdi! Magdi!” scandito in modo ritmato e corale da centinaia di persone e dove ogni frase pronunciata dal giornalista era accolta da scrosci di applausi. A Roma, Magdi Allam è riuscito persino a rubare la scena a Silvio Berlusconi, protagonista per eccellenza, che pure era presente e che in questo caso si è limitato a fare da pubblico. Non c’è nulla di costruito o di organizzato dietro alla popolarità di Allam: si tratta dell’entusiasmo spontaneo di persone che, il più delle volte, non hanno mai partecipato a manifestazioni o a raduni politici.
Il perché è chiaro. Il giornalista egiziano, esperto del radicalismo islamico (perché lo ha vissuto sulla sua pelle), è l’uomo giusto che può spiegare a tutti e in termini semplici che cosa è il maggior pericolo che corriamo (il terrorismo), quali sono le sue cause (l’ideologia islamista e il lassismo europeo) e come fare a sconfiggerlo: una rinascita del nostro orgoglio italiano ed europeo. Un qualcosa che i politici attuali, evidentemente, non sanno o non vogliono fare. Magdi Allam dichiara di non voler scendere in campo, ma i suoi discorsi sono politici, anche se non possono essere ricondotti alla logica dei partiti. Sono politici perché non si limitano a descrivere il problema, ma vanno oltre e indicano una soluzione, tracciano un programma di lungo periodo. Allam fa politica nel momento in cui, nel corso della manifestazione “Salviamo i Cristiani” afferma che: “Siamo qui per sostenere il diritto alla libertà religiosa ovunque nel mondo, sulla base del rispetto della fede altrui e della reciprocità del riconoscimento di tale diritto.
Rispetto e reciprocità più volte invocati da Sua Santità Benedetto XVI nel dialogo con le altre fedi che dovrebbe essere il fondamento delle relazioni bilaterali e comunitarie della nostra Europa con il resto del mondo, così come si dovrebbe esigerne l’applicazione all’interno stesso dell’Europa”. Magdi Allam fa politica, nel momento in cui polemizza con il governo (pur senza mai nominarlo) per la sua strategia di appeasement: “Cari amici e cari fratelli, dobbiamo smetterla, come disse Winston Churchill, di continuare a nutrire il coccodrillo con la speranza di essere mangiati per ultimi. Dobbiamo smetterla di andare a braccetto con chi predica e pratica il terrorismo in Libano, nei Territori, in Afghanistan e in Iraq”. Oppure quando traccia una strategia di lungo periodo culturale, oltre che politica: “Cominciamo a occuparci della libertà religiosa a casa nostra. Se vogliamo essere credibili quando rivendichiamo la libertà dei cristiani in Turchia e in Cina, dobbiamo avere la certezza che questo diritto sia rispettato in Italia, in Europa e in Occidente”.
Stefano Magni
Magdi sarebbe un ministro degli esteri PERFETTO. Spero tanto che decida per entrare in politica.
Orpheus


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3 luglio 2007

In Piazza con Magdi Allam contro l'indifferenza al martirio dei cristiani

 
Ci voleva un musulmano, Magdi Allam, per dare la sveglia all'opinione pubblica sul massacro dei cristiani nei paesi islamici.
Dopo aver ascoltato e fatto nostro l’ “accorato appello” del Papa Benedetto XVI ad agire per porre fine alle “critiche condizioni in cui si trovano le comunità cristiane”, abbiamo deciso di promuovere una “Manifestazione nazionale contro l’esodo e la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente, per la libertà religiosa nel mondo”. Noi non possiamo più continuare ad assistere inermi alle barbarie che stanno costringendo milioni di cristiani negli Stati arabi, musulmani e altrove nel mondo a fuggire dalle loro case e dai loro paesi. Al contempo noi denunciamo le violenze contro i religiosi e i fedeli cristiani che pagano con la vita l’impegno e la fedeltà a testimoniare la propria fede. La presenza dei cristiani si va assottigliando sempre più: dalla prima guerra mondiale circa 10 milioni di cristiani sono stati costretti a emigrare dal Medio Oriente. Una fuga simile alla cacciata degli ebrei sefarditi che, da un milione prima della nascita dello Stato di Israele, si sono ridotti a 5 mila. Invitiamo pertanto tutti gli uomini di buona volontà, al di là della loro fede, etnia e cultura, a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà mercoledì 4 luglio a Piazza Santi Apostoli a Roma alle ore 21. Sarà una grande manifestazione per la vita, la dignità e la libertà dei cristiani e per il riscatto dell’insieme della nostra civiltà umana.
Primi firmatari:
Allam Magdi, Maurizio Lupi, Mario Mauro, Antonio Tajani, Roberto Maroni, Sandro Bondi, Giorgia Meloni, Luca Volontè, Alfredo Mantovano, Stefania Prestigiacomo, Stefania Craxi, Daniela Santanché, Andrea Ronchi, Valentina Colombo, Diego Volpe Pasini, Luigi Amicone, Alessandro Rossi.

Da oggi è attivo il sito
www.salviamoicristiani.com sulla “Manifestazione nazionale contro l’esodo e la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente, per la libertà religiosa nel mondo”. 
Aderisci e diffondi la e-mail e il telefono:
info@salviamoicristiani.com o salviamoicristiani@gmail.com  oppure telefonando al numero 338 7113421
Grazie di cuore e i miei migliori auguri di verità, vita e libertà
Magdi Allam
Non posso che rinnovare tutta la mia ammirazione per Magdi, che porta avanti da sempre una battaglia di libertà contro il fondamentalismo religioso, con grande coraggio e a rschio della propria vita.
Orpheus

14 giugno 2007

Appello di Magdi Allam in difesa dei cristiani: perchè da laico aderisco entusiasticamente


Martiri, esuli, discriminati, sempre sulla salita del Calvario, i cristiani trovano anche ai giorni nostri un cireneo che li aiuta a sostenere il peso della croce. Magdi Allam, vicedirettore del Corriere della Sera, lancia un appello «per una manifestazione nazionale contro l'esodo e la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente», ma anche «per la libertà religiosa nel mondo», comprendendo così anche i fedeli di altre religioni che vedono negato il diritto a professare o ad abbandonare la propria fede. Nessuno scontro di civiltà, né nell'iniziativa né nel testo proposto dal giornalista, che recita: «Dopo aver ascoltato e fatto nostro l'"accorato appello" del Papa Benedetto XVI ad agire per porre fine alle "critiche condizioni in cui si trovano le comunità cristiane", abbiamo deciso di promuovere una "Manifestazione nazionale contro l'esodo e la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente, per la libertà religiosa nel mondo". Noi non possiamo più continuare ad assistere inermi alle barbarie che stanno costringendo milioni di cristiani negli Stati arabi, musulmani e altrove nel mondo a fuggire dalle loro case e dai loro paesi. Al contempo noi denunciamo le violenze contro i religiosi e i fedeli cristiani che pagano con la vita l'impegno e la fedeltà a testimoniare la propria fede. La presenza dei cristiani si va assottigliando sempre più: dalla prima guerra mondiale circa 10 milioni di cristiani sono stati costretti a emigrare dal Medio Oriente. Una fuga simile alla cacciata degli ebrei sefarditi che, da un milione prima della nascita dello Stato di Israele, si sono ridotti a 5 mila. Invitiamo pertanto tutti gli uomini di buona volontà, al di là della loro fede, etnia e cultura, a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà mercoledì 4 luglio a Piazza Santi Apostoli a Roma alle ore 21. Sarà una grande manifestazione per la vita, la dignità e la libertà dei cristiani e per il riscatto dell'insieme della nostra civiltà umana». Al primo cireneo, che raccoglie le adesioni all'indirizzo di posta elettronica salviamoicristiani@gmail.com, si aggiungono subito un centinaio di deputati, senatori ed europarlamentari, quasi tutti del centrodestra, da Alfredo Mantovano a Maurizio Lupi, Mario Mauro, Antonio Tajani, Roberto Maroni, Sandro Bondi, Giorgia Meloni, Luca Volontè, Stefania Prestigiacomo, Stefania Craxi, Daniela Santanchè, Andrea Ronchi, Elio Vito, Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto, Chiara Moroni, Carlo Giovanardi. Meno numerosi, anche esponenti del centrosinistra, come Gerardo Bianco e, sia pure con qualche distinguo, il capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli, che chiede soltanto la garanzia che «sia a sostegno di tutti i perseguitati religiosi» e il vice capogruppo dell'Italia dei Valori, Fabio Evangelisti, che non è riuscito a cogliere l'invito a promuovere la libertà religiosa come una proposta «allargata a tutti i credenti che sono perseguitati e non possono manifestare la propria fede liberamente». All'appello risponde entusiasta anche Attilio Tamburrini, direttore italiano di Aiuto alla Chiesa che Soffre, l'organizzazione di diritto pontificio fondata da padre Werenfried van Straaten. «Il fenomeno è ancora più vasto», spiega a Libero, tracciando un quadro mondiale degli ostacoli alla missione, «non è solo il cosiddetto fondamentalismo islamico a spingere le minoranze cristiane a fuggire dall'Oriente. Ed è anche più ampio l'arco temporale, visto che delle prime comunità cristiane non è rimasta quasi traccia». È un'opera di misericordia spirituale, un po' dimenticata, anche consolare gli afflitti: «Occorre far sentire loro la nostra solidarietà, come ai dissidenti dell'Unione Sovietica: se se ne parlava, ottenevano un po' d'attenzione, altrimenti scomparivano. Ma è un tema che non riesce a sfondare nemmeno nelle parrocchie e nelle comunità cristiane». Occorreva un musulmano come Allam per far ricordare anche ai cattolici di essere parte del corpo mistico di Gesù Cristo, martoriato e crocifisso.
Da Libero
Mi "piacciono" i soliti distinguo del centrosinistra, che dubito abbia accolto con giubilo l'appello di Magdi Allam. Sarebbe stato più entusiata, mi ci giocherei la testa, se l'appello fosse stato per i "poveri musulmani" di casa nostra discriminati "dall'arroganza" di chi vuole mantenere le proprie radici cattoliche.
Sarebbe bello nell'ambito della manifestazione dimostrare solidarietà anche a Padre Giancarlo Bossi, rapito di serie z, ignorato dai media e dal governo. Ma come ho già scritto non si tratta di un giornalista "fighetto" di Repubblica...
Orpheus


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