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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
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ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

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Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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3 dicembre 2010

In barca con il boss? Non era Briatore, ma il figlio di Ciampi

 
Il Fatto quotidiano diretto da Antonio Padellaro ha pubblicato l’anticipazione di un libro-intervista alla prima moglie di Flavio Briatore titolando “Quando Mr. Billionaire frequentava i mafiosi” e si è beccato una querela dal diretto interessato.
Il Fatto si scandalizzava per la presunta frequentazione da parte di Briatore alla fine degli anni Ottanta di due personaggi: Gaetano Corallo, il re del casinò delle Antille e Rosario Spadaro, re degli hotel delle Antille. Erano loro i mafiosi individuati dal Fatto, e Briatore ha querelato perché sostiene di non averli mai frequentati.
In effetti i due personaggi frequentavano all’epoca il bel mondo. Non la famiglia Briatore, però. Si trattava della famiglia Ciampi. E in particolare del rampollo di Carlo Azeglio, Claudio, che all’epoca era dirigente dell’ufficio di New York della Bnl, in mezzo a mille polemiche per non avere controllato la filiale di Atlanta ed evitato lo scandalo internazionale dei fondi all’Iraq.
Ciampi jr aveva rapporti strettissimi con Spadaro, tanto da essere stato intercettato dall’Alto commissario antimafia, Domenico Sica (le carte sono ancora in archivio) numerose volte al telefono con lui e nell’estate del 1989 addirittura mentre erano insieme in barca. Un missino dell’epoca, il barone Tommaso Staiti di Cuddia, presentò una interrogazione parlamentare che fece molto rumore, ipotizzando che nelle Antille con Spadaro fosse finito anche il governatore della Banca di Italia, Carlo Azeglio Ciampi. In effetti nelle telefonate con Ciampi jr c’erano numerosi riferimenti di Spadaro a un imminente incontro con “il Governatore”. Interrogati poi i due sostennero che il riferimento era al Governatore della isola di Sant Marteen. Ciampi jr per diradare le ombre che si addensavano sul padre ammise la frequentazione con Spadaro, prima sostenendo “non ho letto da nessuna parte che Spadaro sia stato giudicato colpevole di qualche reato”, poi aggiungendo: “Rosario è cliente della Bnl da molti anni, più di dieci. Siccome io mi occupo dell’area commerciale, mi sembra naturale che io abbia contatti con lui. Credo non sia reato e tantomeno peccato andare in barca con qualcuno..”. Spadaro è stato arrestato due volte. Nel 1993 dalla polizia olandese nelle Antille per un’inchiesta sulle tangenti. Nello stesso anno è stato indagato dalla procura di Messina per traffico internazionale di armi. Nel 2005 Spadaro è stato arrestato una seconda volta per ordine della procura antimafia di Reggio Calabria nell’ambito dell’inchiesta “Gioco d’azzardo”. Reati che non hanno portato al momento a condanne in via definitiva. Resta il fatto che Spadaro in barca andava con il figlio di Ciampi e non con Briatore. Banale particolare che però insieme a quelli ben più seri e sostanziosi che emergono fra i segreti dell’attività del governo Ciampi nei confronti della mafia, racconta una storia assai diversa dalla favola ufficiale narrata. da Bechis

Due considerazioni la prima è che i legami oscuri fra quel governo e la criminalità organizzata sono sempre più evidenti.
Gli scheletri di certi personaggi NON si tirano fuori dagli armadi, come (il "tonno" ) Dottor Palamara ha appena ribadito  in relazione alle dichiarazioni di Conso:"Non parliamo più di cose di 17 anni fa su cui il giudizio spetta alla storia. Serve invece una politica attenta alle questioni attuali".
A parte che ripulire la classe politica da eventuali infiltrazioni mafiose, è SEMPRE ATTUALE, la posizione del Dottor Palamara è leggermente contraddittoria, considerato che le Procure di mezza Italia "si affannano a riscrivere la storia dei primi anni '90 nel tentativo di dipingere l'attuale maggioranza come il frutto di un romanzo criminale e i magistrati titolari di tali inchieste scrivono libri, appaiono in tv e rilasciano interviste".
Aggiungo che Mangano l'eroe number one dei professionisti dell'Antimafia a parole, è stato stalliere ad Arcore dal 1973 al 1975, quini 35 anni fa! Eppure è la punta di diamante dei suddetti signori.
"Evidentemente per Mr Palamara "quando c'è la possibilità di accusare Berlusconi e il suo partito, magari grazie a qualche pentito a orologeria, ritiene legittima ogni attività e ogni approfondimento. Quando invece dichiarazioni di autorevoli esponenti istituzionali dell'epoca sembrano condurre in tutt'altra direzione bisogna far calare il silenzio e lasciare tutto agli storici del futuro".
Viene da pensare che chi si comporta così, come minimo,  si rende complice (in)volontario della mafia, n'drangheta e Camorra.
E a buon intenditor poche parole.
Orpheus
 




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permalink | inviato da Orpheus il 3/12/2010 alle 17:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

22 novembre 2010

L'unica "trattativa" fra Stato e mafia fu sotto il Governo Ciampi


Questa è una di quelle notizie alla quale chissà come mai, la nostra stampa "libera" preferisce non dare risalto. Da anni si riesuma il cadavere di Mangano, in certi ambienti più amato di Padre Pio, si butta fango su Berlusconi e i suoi elettori, si parla della trattativa fra la mafia e Forza Italia, che con il tramite di Dell’Utri, avrebbe soddisfatto il  “papiello”, nel quale si chiedeva la fine del carcere duro.
Or bene, direttamente dalla voce di Giovanni Conso, ministro della giustizia dell’epoca, si apprende che quella misura, il 41 bis, fu disapplicata dal governo Ciampi nel 1993. La giustificazione di Conso: lo facemmo per evitare altre stragi.
Colui che ha redatto il documento della revoca, su insistenze del Viniminale, fu Nicolò Amato, all'epoca direttore del Dap, dopo tale incarico,  è diventato l'avvocato di Vito Ciancimino. Quando si dice le coincidenze!
 Come minimo, tutto ciò significa che lo Stato nel '93 si calò le braghe davanti alla mafia, invece di combatterla, favorendola, visto che ne usufruirono ben140 mafiosi.
E' la la prima volta che un ex ministro si assume la responsabilità politica di una scelta presa per andare incontro ai diktat di Cosa nostra, eppure non sembra che tale notizia, abbia colpito al pari del rivoltante monologo di Saviano o delle recente querelle fra la Carfagna e la Mussolini.
Al contrario un altro ministro, questa volta del Governo Berlusconi, il leghista Castelli, ha voluto rendere permanente la validità dell’art. 41 bis. In tal senso si orientò il Parlamento che con la legge 23/12/02 n. 279 approvava le proposte governative aggiungendo appunto la validità permanente dell’art. 41 bis la cui vigenza non ha quindi attualmente più alcun limite temporale.
E il Ministro Maroni, un altro leghista, in questa legislatura ha messo a punto il "modello Caserta" che ha inferto duri colpi alla criminalità organizzata:
sono stati arrestati 6.754 "mafiosi", tra cui 28 latitanti di "massima pericolosità", sono stati sequestrati o confiscati 35.601 beni per quasi 18 miliardi di euro. Secondo i dati del Viminale, gli arresti dei mafiosi durante il governo attuale sono superiori del 34% rispetto al periodo precedente (formula che sembra indicare i due anni di governo Prodi). Quelli di latitanti (410) ben del 51%, mentre per i beni sequestrati l'aumento è addirittura del 295%.
E davanti a questi fatti ed evidenze, Saviano ha puntato il dito contro la Lega, piegando alla faziosità politica l'importanza della lotta alla  mafia e la verità storica, con buona pace di tutti i parenti delle vittime che ancora piangono i loro morti.
Uno spettacolo rivoltante.
Consiglio anche la lettura di questo articolo di Giacalone, sulla attendibilità di certi magistrati impegnati nella "lotta" alla mafia.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 22/11/2010 alle 18:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa

17 marzo 2010

Oggi le comiche: Sonia Alfano "denuncia" gi arresti di boss mafiosi...ad orologeria!


Immagine dell'amico Berretto a Sonagli...

Ma che gli fa Zelig all'IdV un baffo!!!
Star della "cazzata" giornaliera non il solito Tonino "O'zappatore" o Nosferatu Donadi, ma la Giuliva Sonia Alfano che ha rilasciato una dichiarazione per la quale Berlusconi dovrebbe esserle eternamente grato:
“Questo esecutivo vive il momento più buio dall’inizio della legislatura, e ha bisogno di ritrovare i consensi perduti. Temo che gli arresti di tanti boss e latitanti siano stati ben calcolati, e prevedo il colpo grosso a ridosso delle elezioni regionali”.
“Chi sarà il prossimo? Il superlatitante Matteo Messina Denaro?
Basta dare uno sguardo al recente passato per rendersi conto di come queste catture avvengano sempre in momenti in cui il Premier perde la sua popolarità. Ormai siamo abituati alle fiction di questo Governo e mi aspetto che la notizia bomba venga fuori un attimo prima del voto. Chiaramente la faranno passare come una coincidenza, ma sappiano che ormai in molti hanno capito a che gioco stanno giocando”.

Silvius Diabolicus ogni qualvolta ha bisogno di riconquistare popolarità, usa Forze dell'ordine e Magistratura per "procurarsi" un arresto eclatante!!!
E i latitanti mafiosi aspettano tranquilli e beati nei loro nascondigli, in attesa di avere l'onore e l'onere di accrescere la popolarità del Premier.
Questi, si che sono arresti ad orologeria!!!
Che diavolo d'uomo quel Berlusconi, tutti pronti al suo comando, lui tuona: "ci sono le elezioni,  arrestate Provenzano".
Zac detto fatto!
Certo c'è un piccolo "conflitto d'interessi" visto che un "mafioso" che fa arrestare mafiosi a ripetizione, non deve molto ben visto "nell'onorata società",  ma si sa, queste son quisquillie, in fondo...come la quadratura del cerchio.
C'è mica bisogno della logica stringente per l'elettorato dell'IdV, basta sventolargli davanti un drappo viola con l'immagine del Cav.
Orpheus
la notizia è di Camelot


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permalink | inviato da Orpheus il 17/3/2010 alle 20:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa

23 gennaio 2010

Il Coraggio di Carmela

 

Il coraggio di Carmela dovrebbe essere il coraggio di tutti i siciliani e di tutti coloro che vivono “schiavi” della criminalità organizzata nel meridione. Di quell’Italia del Sud,  dove la natura è di una bellezza che rapisce l’anima e il calore della sua gente ti fa sentire sempre a casa,  ma che la mafia inquina in tutti i modi in cui è possibile farlo.

La vicenda di Carmela deve essere raccontata perché è una storia di crescita interiore, libertà e di giustizia,  tutte cose indispensabili per un sud libero e un’Italia veramente unita.

Carmela Iuculano, siciliana di 36 anni che si è ribellata ad un destino di moglie del boss, complice del marito, ricca e “rispettata”, per “cambiare il mondo”, come sognava da bambina.

Ha cambiato il suo di mondo, sfidando Cosa Nostra ha spedito in galera un intero clan mafioso marito compreso, e adesso vive sotto protezione, occupandosi di anziani e facendo la collaboratrice domestica. Ai suoi figli scrive “Cari figli miei, non lasciatevi mai comprare dal denaro, non permettete a nessuno di calpestare la vostra dignità, regalate la vostra anima solo a Dio, non abbandonate mai i vostri sogni, perseguiteli sempre”.

Raccontando la storia della sua vita, Carmela  è un esempio per chi vive a stretto contatto con i boss mafiosi, a cui chiede d’intraprendere la strada difficile e pericolosa della ribellione al crimine organizzato, chiede di rompere il muro del silenzio che uccide, come fecero, anche Serafina Battaglia, prima donna di mafia a spezzare il muro dell’omertà per vendicare l’assassinio del figlio Salvatore. Rita Atria, che a soli 17 anni divenne testimone di giustizia e che si suicidò per la morte del giudice Paolo Borsellino.  Giusy Vitale, detta “Lady mafia”,  primo “boss in gonnella” e primo pentito donna. 

Ma l’esempio di Carmela  va oltre il problema del sud, è un esempio che chiunque dovrebbe seguire, per cercare, non di cambiare il mondo, ma di renderlo un posto migliore, ponendo riparo alle piccole ingiustizie, che sommate, diventano pesanti come macigni. L’indifferenza, l’appiattimento ai diktat di una società senza scrupoli e senza morale,  rende tutti schiavi, anche se non ce accorgiamo.

Raccontare la storia di queste donne coraggiose è un dovere morale, perché è vero che il silenzio uccide, in primis le coscienze.

Orpheus


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10 gennaio 2010

Quando la mafia non fa notizia: 5000 i morti per cui nessuno si straccia le vesti…


Cinquemila gli italiani uccisi da cosa nostra, a cui vanno aggiunti i morti ammazzati dalla 'ndrangheta, dalla camorra e dalla sacra corona unita. La maggior parte,  vittime innocenti, tutori dell’ordine, magistrati, commercianti e imprenditori che hanno denunciato i taglieggiatori, parenti di pentiti, persino bambini di 11 anni, donne e ragazzine capitate nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Puglia, Campania, Calabria e Sicilia , quattro regioni tenute sotto il tacco della criminalità organizzata da quando questa è nata. Italiani senza lavoro e/o sfruttati, costretti ad abbandonare il proprio paese e la propria casa.
Chi apre un’attività in un paese controllato dalla mafia, sapendo di dover sottostare al suo ricatto? Nessuno, solo un matto lo fa.
Italiani avvelenati dai rifiuti tossici che le mafie locali disseminano per le campagne, territori avvelenati da ogni genere di schifezza. Strade costruite con materiali scadenti. Strutture che crollano come la Casa dello studente in Abruzzo, perché costruite male. Inchieste su inchieste che finiscono in nulla.
Eppure tutto questo "male" non smuove né i media, né la riprovazione del solito politico buonista, forse perché i meridionali onesti, non imbracciano spranghe e bastoni e vanno a distruggere case di inermi cittadini.
Solo adesso tutti si accorgono della 'ndrangheta” e tutti scendono dal pero, perché gli sfruttati sono una manciata di migranti, i quali stanchi di essere sfruttati se la sono presa, con altri poveri diavoli, a loro volta vittime, da sempre della criminalità organizzata. E, si può tranquillamente, affermare “cornuti e mazziati”.
In regioni problematiche come la Calabria, aggiungere il problema di un’immigrazione che non si integra, è come buttare benzina sul fuoco.
Le amministrazioni locali, sicuramente invischiate con la criminalità organizzata, hanno permesso che migliaia di immigrati, fossero sfruttati,  li hanno fatti vivere in situazioni degradanti, alimentando il malcontento degli immigrati e quello degli autoctoni,  che mal sopportavano le “abitudini” degradanti di tanti loro (per altro abitudini che hanno anche al nord).
Io trovo questa repentina ed effimera attenzione verso la 'ndrangheta INDECENTE, perché finalizzata ad assolvere la violenza INGIUSTIFICABILE degli immigrati, domani al sud la gente continuerà a morire per manoo per causa della criminalità organizzata, ma cadrà il solito velo omertoso o indifferente, il silenzio che permette alle mafie di vivere e prosperare.
Parliamone sempre, e non solo quando fa comodo, risanare il Sud sarebbe una vittoria di tutti gli italiani e tutti ne avrebbero giovamento.
Orpheus


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5 novembre 2009

Lo “stalliere” di Alcamo, la lista dei delinquenti del PD si allunga


Finalmente anche noi abbiamo uno “stalliere” mafioso, da poter sbandierare sotto il naso dei maestrini di moralità, che pur spacciandosi per intonsi, hanno una fuoriuscita di scheletri dagli armadi degna di un film di Romero.
Più che un vero e proprio stalliere è un factotum, ma mafioso, lo è fuor di dubbio, arrestato nell’operazione “Dioscuri”, in quanto  autista, cassiere e uomo di fiducia, del boss mafioso, che più mafioso non si può, Nicolò Melodia, detto “il macellaio” o “il riccio”.
Lo “stalliere” di Alcamo al secolo Filippo Di Maria, è stato anche il giardiniere-autista, nonché braccio sinistro (visto che destro lo era del “macellaio) del senatore del Pd, Nino Papania e ha prestato fino al momento dell’arresto, servizio presso la sua villa di Scopello,  fra un pizzino, un’ estorsione e una raccolta di voti per iniziative politiche del Pd.
Ovviamente, in questo caso per il Gip, il senatore Nino Papania e i suoi collaboratori non avevano consapevolezza “del ruolo mafioso rivestito da Di Maria e che quindi sfruttassero la comprovata capacità dell’associazione mafiosa di condizionare i risultati del voto e delle competizioni elettorali”; essendo un esponente del Pd poteva NON sapere anche se ad Alcamo anche i muri sanno chi fosse il Di Maria (solo il Berlusca  NON può non sapere, misteri della magistratura).

Altro giro, altro regalo: c’è poi il sequestro di beni per un valore di cinque milioni di euro a Domenico Crea, ex consigliere regionale della Calabria (candidato del Pd, appoggiato dalla cosca Morabito-Zavattieri) in indagini legate all’omicidio Fortugno. Crea era già stato arrestato nel 2008 per i rapporti tra politica e ’ndrangheta nella gestione della sanità calabrese.
Questi sono fatti di cronaca che i “mafiologi” di professione stranamente tendono a non leggere sui giornali e di cui Travaglio, così attento alla servitù di Arcore di 30 anni fa, si guarda bene dal menzionare.
Hanno trasformato la lotta alla criminalità organizzata, in una mafia, dove vige l’omertà per i rappresentanti del Partito Democratico, alla cui ombra prosperano fior fior di delinquenti. I mafiosi s’ingrassano e i politici onesti dovrebbero svergognare e cacciare dal partito i bassolino, i loiero, i crisafulli, i papania e soci, ma fanno finta di niente, perché così ottengono i voti al Sud. Questo è il partito degli onesti…votatelo gente che la mafia sentitamente vi ringrazia.
Orpheus


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2 novembre 2009

Visto che vanno di moda le domande , ne ho due per Bersani


Non voglio esagerare come Repubblica, mi accontento di fare un paio di domande a Bersani, la prima non è nemmeno nuova, visto che è già stata posta a  Walter Veltroni nella primavera del 2008 e alla quale, ovviamente s’è guardato bene dal rispondere.
E’ una domanda semplicissima, anche se non piace al Pd: "Perché candidate  Mirello Crisafulli amico dei boss mafiosi e non candidate Beppe Lumia condannato a morte da Cosa Nostra?"
E non è una domanda puramente retorica o basata su illazioni, riguarda una “materia” che interessa tutti gli italiani a destra e a sinistra. Il Pd, attualmente rappresenta l’opposizione,  un’ opposizione completamente allo sbando è vero, che perde pezzi, ma è pur sempre l’alternativa di governo disponibile in Italia. Un’alternativa che ha grossi problemi al sud, dove le connivenze e le infiltrazioni con la criminalità organizzata, sono un cancro che divora l’affidabilità e l’onestà del Pd dall'interno. Il problema della questione morale nel Pd è molto più grave della frequentazione di trans di Marrazzo, perché se le preferenze sessuali sono personali, la collusione della politica con la mafia è una "rogna" che riguarda tutti.
L’altra domanda riguarda la svolta imposta da Bersani al Pd: “un centrosinistra da prima Repubblica che è il vecchio disegno di D'Alema” come dichiara Cacciari al Corriere, in procinto di lasciare la politica deluso dalla metamorfosi del Pd (ma che è l’unica chance per battere Berlusconi di  misura, anche se produrrà un esecutivo incapace di governare).
Un PD di tal fatta a chi  è utile? All’Italia o ai soliti boiardi di stato  per dar l’assalto alle poltrone?
E’ un Pd per il Popolo o per le solite vecchie e stantie gerarchie ex-Dc e ex-Pci attaccate al potere con unghie e zanne affilate?
Si spera che i posteri non siano chiamati a dar sentenze, ergo meglio non scoprire a chi giova il carrozzone rosso (anche perchè lo si sa già)…
Orpheus

31 ottobre 2009

I Pm all'attacco di Berlusconi e Dell'Utri, fra patacche e pentiti ad hoc


Più che un processo, quello di Dell’Utri, sembra uno spettacolo d’illusionismo, con i

Pm che tirano fuori dal cappello: patacche e pentiti dell'ultima ora per riuscire dove fin’ora la magistratura ha clamorosamente fallito: incastrare Berlusconi per le stragi di mafia, avvenute quando ancora, il Cavaliere, era un semplice imprenditore.
La patacca si basa sulla presunta e mai dimostrata “liasion dangereuse” fra l’ex colonnello del Ros, Mario Mori (la cui carriera è stata infangata all’uopo) e Berlusconi. Il Premier si sarebbe servito di Mori per allacciare rapporti con la mafia e incassare quattrini sporchi, per la sua discesa in campo. Avrebbe, in un secondo tempo, ricompensato Mori, nominandolo direttore dei servizi segreti civili (Sisde). Per provare questo patto mafioso, le procure che hanno indagato per anni sui mandanti occulti delle stragi arrivando a incriminare Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri (entrambi sono stati prosciolti e archiviati nel maggio del 2002 NdR) si sarebbero basate su un atto clamorosamente falso: la celeberrima informativa Dia del 10 marzo 1999 nella quale si specificava che il fratello di Mario Mori, indicato con il nome di Giorgio, era socio di Paolo Berlusconi (nella società Coge che aveva interessi in Sicilia.
La Dia ha comunicato ufficialmente di non avere MAI fornito informative del genere ai pm. E aggiunge di aver specificato già all’epoca, quello che recentemente è stato ribadito e cioè che il Giorgio Mori, socio della società Coge (citato nell’informativa finita nel processo a Berlusconi e Dell’Utri) non c’entrava assolutamente nulla con il fratello dell’ex colonnello Mori, che di nome fa Alberto. Salta quindi il collegamento fra Mori e Berlusconi e Dell’Utri e quindi  anche la teoria che Mori potesse essere stato “ambasciatore” di costoro nel rapportarsi con gli uomini di Cosa nostra. Come dimostrato prima da Mario Mori al processo sui presunti favoritismi e ora dalla Dia, quel collegamento non è mai esistito ma qualcuno ha lasciato intendere che fosse invece riscontrato: chi e perché?
Non è difficile da capire, né chi e né il perchè:vogliamo far fuori Berlusconi con l'arma giudiziaria.
Fallita la linea delle patacche, dal cappello delle procure è uscito il pentito ad hoc, Gaspare Patuzza per inchiodare Dell’Utri a una condanna che si prospettava molto ardua da ottenere, per vie “normali”.
Spatuzza, testimone dell’ultimo minuto, sembra essere esortato dai PM a "confessare" la favoletta di Berlusconi e  Dell’Utri referenti politici della mafia, in Sicilia.

Pensare che un bel video con tanto di audio di Vladimiro Crisafulli, attuale Senatore del PD della corrente D'Alemiana,  potrebbe fare luce sui  veri referenti politici della mafia in Sicilia. Ma che volete in quel caso, anche se Crisafulli, intrattenne un colloquio d’affari con il boss della cosca di Enna, Raffaele Bevilacqua, uomo vicino a Bernardo Provenzano, (filmato e registrato) lo ribadisco, il pm ne ha chiesto e ottenuto l’archiviazione perché quel colloquio non portò benefici a “Cosa Nostra”
Con simili pm, si potrà mai sperare di liberare quelle zone dal cancro della malavita organizzata? ça va sans dire: NO. MAI. In compenso la sinistra prima o poi riuscirà a liberarsi dell'anomalia Berlusconi.
E il Popolo Italiano deve fare i conti con una giustizia che funziona peggio di quella del Gabon e dell'Angola...su 181 paesi considerati, l'Italia si piazza al 156° posto.
Orpheus



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9 ottobre 2009

Anno zero esercito di Riina


Otto arresti di mafiosi e camorristi, in media al giorno.
5,4 MILIARDI di euro di confische di beni alle cosche.
Una normativa anti-mafia che non ha precedenti nella storia della nostra repubblica.
Basta leggere i giornali quotidianamente per rendersi conto quanto questo Governo sia impegnato in prima linea nella lotta alla mafia.
Malgrado ciò ieri sera per tre ore, in prima serata abbiamo assistito alla solita ridda di insinuazioni, menzogne e  inchieste "tagliaecuci" del duo più spregevolmente fazioso della categoria giornalistica: don Santoro e  Compare Marconiglio.
Quelli che da anni battono il chiodo Dell'Utri, ma mai una volta, manco per sbaglio hanno aperto il calderone Bassolino, delle 91 giunte campane sciolte per camorra, in una regione in mano al centro-sinistra da 12 anni (e la regione Campania é stata determinante nella "vittoria" dell'ultimo governo Prodi) come denuncia Saviano .

Si può ben immaginare la rabbia e l'amarezza di chi, alla lotta contro la mafia, ha dedicato la vita, il Capitano Ultimo, l'ufficiale dei carabinieri che il 15 gennaio del 1993 ha arrestato Totò Riina, e che da allora vive sotto scorta: "Annozero e le star che lo promuovono sono il migliore esercito di Riina Salvatore lo si capisce in maniera nitida guardando la puntata sulla mafia".
"E’ importante - ha aggiunto- che ciò che resta della società civile si unisca contro questa nuova fase stragista mediatica dei nuovi Corleonesi".
"Alla fine quelli che hanno combattuto la mafia saranno, oltre agli attori di Annozero, il figlio di Ciancimino, i figli di Riina e magari anche quelli di Provenzano e Brusca", aggiunge con amarezza.
"Chissà, magari li troveremo anche tutti insieme a fare lezione di legalità nelle scuole. Che si indaghi su Riina Salvatore e sui suoi nuovi alleati mediatici. Onore a tutti i combattenti caduti contro la mafia"
, conclude il carabiniere.

Santoro e Travaglio strumentalizzando, manipolando e falsando la lotta alla mafia per piegarla al loro furore finto-giustizialista (perchè indirizzato verso una SOLA parte) e al loro odio forsennato contro Berlusconi, causano un enorme danno all'Italia ONESTA, disonorano la loro professione dando voce e ribalta mediatica a dei delinquenti che meriterebbero l'ergastolo in 41 bis e speculano sul sangue delle vittime innocenti di mafia, n'drangheta e camorra.
Vittime che a volte hanno solo 11 anni, come Giuseppe di Matteo, tenuto prigioniero per 779 giorni, ammazzato  e sciolto nell'acido, per punire il padre, collaboratore di giustizia.
VERGOGNA, VERGOGNA,VERGOGNA

Orpheus



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3 luglio 2009

Sicurezza le norme antimafia alle quali la sinistra ha detto NO


Il pacchetto sicurezza varato dal Governo ha come “filo conduttore la tutela nei confronti dei più deboli, bambini e anziani”, ma una parte consistente è dedicata alla lotta alla criminalità organizzata, con una serie di provvedimenti equivalenti alle norme introdotte nel ’92 dopo le stragi di mafia, alle quali l'opposizione ha votato CONTRO,  quindi secondo la logica "sinistra" a favore dei mafiosi, i quali sicuramente guarderanno a tale parte politica, come alla loro personale ancora di salvezza.
Atro che centro-destra mafioso mi sembra esattamente l'opposto, considerato che la sinistra é sempre stata critica sul 41 bis.

INASPRIMENTO 41 BIS
Aumenta a quattro anni la durata del carcere duro per chi è accusato di mafia e si sposta la competenza funzionale per i ricorsi al tribunale di sorveglianza di Roma in modo da garantire omogeneità di giudizio su tutto il territorio nazionale (ed evitare che un tribunale di Catania dia gli arresti domiciliari ad un boss per esaurimento nervoso)
I detenuti sottoposti a regime speciale saranno ristretti all’interno di istituti a loro esclusivamente dedicati, per lo più sulle isole.
I colloqui con i familiari saranno sempre registrati; quelli telefonici saranno possibili solo se non vi saranno colloqui personali.
Saranno ridotti a tre gli incontri settimanali con i difensori e a maggiori restrizioni sarà sottoposta anche la permanenza all’aperto.
Infine, viene punito con il carcere da uno a quattro anni chiunque consenta ad un detenuto sottoposto al 41 bis di comunicare con altri.

OBBLIGO DI DENUNCIA DEL PIZZO
Gli imprenditori devono denunciare le richieste di pizzo che subiscono. Se non lo fanno vengono esclusi dalla possibilità di partecipare alle gare di appalto (a meno che non ricorrano le cause di esclusione di responsabilità previste dalla legge del 1981). La responsabilità dell’imprenditore omertoso "deve emergere dagli indizi a base della richiesta di rinvio a giudizio formulata nei confronti dell’imputato nei tre anni antecedenti alla pubblicazione del bando e deve esser comunicata, unitamente alle generalità del soggetto che ha omesso la predetta denuncia, dal procuratore della Repubblica procedente all’autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che deve curare la pubblicazione della comunicazione sul sito dell’osservatorio".

POTERI ANTIMAFIA
Il procuratore nazionale antimafia manterrà i poteri di intervento nei procedimenti, che la legge attualmente gli attribuisce. Dal ddl è stata soppressa la norma (comma 2 articolo 2) che di fatto ne prevedeva una sorta di limitazione e che lo stesso procuratore nazionale antimafia aveva criticato durante la sua audizione in commissione giustizia.
 
ENTI LOCALI E INFILTRAZIONI MAFIOSE?
A fianco alla responsabilità degli organi elettivi si introduce quella degli organi amministrativi e si stabilisce anche che con decreto del ministro dell’Interno, su proposta del prefetto, può essere sospeso dall’incarico chiunque, direttore generale, segretario comunale o provinciale, funzionario o dipendente a qualsiasi titolo dell’ente locale abbia collegamenti con la criminalità organizzata, anche quando non si proceda allo scioglimento del consiglio comunale o provinciale.

PREFETTO AI CANTIERI
Per prevenire infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti il prefetto può disporre accessi e accertamenti nei cantieri delle imprese interessate.

ALBO DEGLI AMMINISTRATORI GIUDIZIARI
Nasce l’albo nazionale degli amministratori giudiziari per l’amministrazione dei beni sequestrati alla criminalità.

Quanto siano importanti per il Paese (per il bilancio statale e in ultima analisi per le nostre tasche) lo si può facilmente dedurre da un esempio: “Se solo il 50% delle risorse destinate alla Salerno-Reggio Calabria fossero arrivate a destinazione, ora avremmo un’autostrada a otto corsie con distribuzione gratuita di coca cola ogni 500 metri. Invece la ’ndrangheta ha condizionato i lavori con le tangenti". 

E invece abbiamo un’autostrada che definirla tale é come far passare una Smart per una Ferrari, chi vi é transitato sa benissimo di cosa parlo.

Mica male per male per un Governo “mafioso”, ovviamente l’opposizione fa azione di “depistaggio” (oltre aver vergognosamente votato contro) allestendo un’indecente cagnara sulle ronde  e sul reato di clandestinità (per altro presente in Germania, dov‘è stato introdotto dai socialisti, in GB, Svizzera, Francia, Belgio, Olanda, Stati Uniti d’America e persino nella Città del Vaticano) tentando così la via della delegittimazione di un provvedimento di notevole portata per la sicurezza degli italiani.
Orpheus


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18 aprile 2009

Leggete e vergogniamoci, ma più che altro incazziamoci

 
C’è un’Italia che viene nascosta, inguardabile. E’ doveroso violare il silenzio. Leggete e vergogniamoci tutti.
Carmelo Canale è un tenente dei Carabinieri.
Fu
strettissimo collaboratore di Paolo Borsellino, che lo chiamava “fratello”. Quasi tutti ne hanno sentito parlare, ma arrivate in fondo per toccare la vergogna.
Canale era anche il cognato di Antonino Lombardo, altro Carabiniere, suicidatosi il 4 marzo del 1995.
Il 23 febbraio precedente Leoluca Orlando lo aveva accusato, televisivamente ospite di Michele Santoro (è sempre lì, sempre), d’essere connivente con la mafia. Il 26 Lombardo sarebbe dovuto partire per gli Usa, incaricato di prelevare Tano Badalamenti, mafioso temuto dalle procure, capace di smentire qualche teorema, che chiedeva fosse quel Carabiniere a garantire per la sua sicurezza. Il viaggio è annullato. Prima di spararsi, Lombardo scrive: “Mi sono ucciso per non dare la soddisfazione di farmi ammazzare e farmi passare per venduto e principalmente per non mettere in pericolo la vita di mia moglie e i miei figli che sono tutta la mia vita (…) la chiave della mia delegittimazione sta nei viaggi americani”. Due giorni dopo, Canale, dichiara: “A quanti pensano che mio cognato Antonio sia morto suicida, rispondo: sbagliate. Questo è un assassinio calcolato da tempo”.
Succede qualche cosa?
Sì, che dodici “pentiti” di mafia, dei mantenuti a spese dei cittadini, che escono di galera dopo avere squagliato i bambini nell’acido, accusano Canale d’essere al servizio della mafia. Indagato subito, rinviato a giudizio nel 1998 e poi sospeso dal servizio. E’ stato assolto due volte, in primo e secondo grado. Manca la cassazione. In tredici anni la malagiustizia italiana non è riuscita a condannare un colpevole o liberare un innocente. La sospensione, però, ha influito sulla carriera di Canale, che non essendo diventato maggiore ora viene messo in pensione, forzatamente. Per opporsi dovrà attendere che la giustizia si svegli. I “pentiti” sono in gran parte a spasso. Nessun magistrato ha pagato per gli errori. Le parole di Lombardo restano lettera morta. Le accuse ingiuste non sono state punite. Nessuno è responsabile di un accidente, ma Canale se ne deve andare, perché sul fratello di Borsellino, sul cognato di Lombardo, pesa ancora il sospetto. Vergogniamoci.
Davide Giacalone
 
Davide Giacalone di cui ho grande stima, dice "vergogniamoci",  ma é sbagliato vergognarsi, noi italiani non abbiamo né colpe, né responsabilità né tanto meno, alcuna influenza sull'operato OSCENO di certa magistratura. Non dobbiamo vergognarci, e nemmeno basta più indignarsi davanti a simili, lo ripeto OSCENITA' giuridiche, noi dobbiamo arrabbiarci, di più incazzarci, imbufalirci, imbestialirci.
Noi dobbiamo allestire metaforiche "gligliottine" e come le "tricoteuses" sferruzzare mentre cadono le teste dei giudici inefficienti, corrotti, pelandroni, le teste di una casta più intoccabile, di quella già privilegiata, dei politci.
Le teste di una casta assurta a "pantheon di divinità" grazie alla politica delle manette, quella stessa politica adesso, deve intervenire con riforme serie.
Orpheus

28 gennaio 2008

La Calabria è molto peggio della Sicilia-Ma al popolino de sinistra non lo si può far sapere

 
La Sicilia è un serbatoio elettorale importantissimo per il centrodestra.   Quivi infatti e grazie a Cuffaro, la Casa della Libertà ha ottenuto 1,5 milioni di voti: praticamente l’Udc (di cui Cuffaro è esponente), senza la Sicilia, sarebbe un partitello del 2% (su scala nazionale).
Dunque si comprende come l’affaire Cuffaro venga strumentalmente usato dalla sinistra stracciona e d’accatto: quella che usa le vicende giudiziarie (coadiuvata dalla Stampa di Regime), per fini elettorali.
Mentre sulla Campania e sulla Calabria, la stessa sinistra finto-moralista, tace.
E come potrebbe fare diversamente?
Decine sono le amministrazioni comunali campane guidate dal centrosinistra, sciolte (o sotto indagine) per camorra.
E tutte, sono guidate da ex diessini o da ex margheritini, con l’appoggio di Rifondazione comunista, Pdci, Verdi e Italia dei Valori. Tutte! Per non parlare, poi, di Bassolino e della Iervolino: che sono l’emblema vivente della mala politica.
Analogo discorso può (e deve) farsi in riferimento alla Calabria.
Sapete quanti consiglieri regionali calabri sono indagati?
Dovrebberoessere 33 su un totale di 50. Uso il condizionale, perché di informazioni dettagliate in rete, se ne trovano poche. In quanto alcune sono state cancellate dal sito della Regione Calabria (guidata da Loiero e dal centrosinistra).
Tra gli indagati - e per il reato di concussione -, c’è anche un consigliere regionale dell’Italia dei Valori. Su cui, però, Di Pietro tace.
Nove, inoltre, risultano indagati per Mafia: mica pizza e fichi!
Però non si capisce perché, ilProcuratore antimafia Piero Grasso, quando si è trovato dinanzi alla commissione parlamentare contro la Mafia(il 27 giugno 2007), i nomi degli indagati (per mafia, per voto di scambio ed altre fattispecie), non li abbia voluti fornire.
Lo stesso Grasso, però, che dopo la condanna inferta in primo grado a Cuffaro, sulla stampa affermavacome il governatore siciliano dovesse dimettersi!
Come si vede, certi uomini dello Stato, si rendono complici di questo infame doppiopesismo.
Tacciono sui nomi degli indagati calabri che nella più parte dei casi fanno riferimento al centrosinistra; mentre sentono l’irrefrenabile bisogno di parlare alla stampa, in deroga a qualsiasi principio di separazione dei poteri e a qualsiasi criterio deontologico, per chiedere le dimissioni di un esponente del centrodestra!
Chiaramente al popolino de sinistra, questo tipo di operato strabico, fa piacere. Mica lo contesta?
Gli interessano non la legalità e la moralità: ma l’arresto dei nemici politici! Punto. Con tutti i mezzi possibili e immaginabili!
E intanto oggi è arrivata la notiziadell’ennesimo arresto di esponenti del centrosinistra in Calabria.
Ma il popolino de sinistra farà finta di non vederla.
Mica hanno arrestato politici di centrodestra?

P.S.: intanto dalla Campania arriva la notizia che un consigliere regionale del Partito democratico, Roberto Conte,è indagato per fatti di Camorra!
Da Camelotdestraideale
E poi si attaccano ai "cannoli di Cuffaro" ma che ci facciano il piacere...
Accusano Berlusconi di essere mafioso, senza prove, senza processi né condanne in tal senso, e tutti i mafiosi che hanno loro, sotto inchiesta...quelli fanno finta di non vederli.
Che schifo, una sinistra così stracciona non esiste in nessuna parte del globo.
Orpheus


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19 luglio 2007

BORSELLINO: A 15 ANNI DALLA STRAGE GIORNATA DELLA MEMORIA

 PALERMO - Oggi è il giorno della memoria nel ricordo di Paolo Borsellino, procuratore aggiunto a Palermo, e degli agenti della polizia di Stato che gli facevano da scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cusina, Claudio Traina e Vincenzo Limuli, massacrati nella strage di via Mariano D'Amelio il 19 luglio 1992 e di cui quest'anno ricorre il quindicesimo anniversario.
"E' quasi un miracolo che il ricordo sia ancora così vivo in un Paese che facilmente dimentica i propri morti. E' importante che la memoria sia affidata ai bambini che non c'erano quando Paolo è morto", ha detto Rita Borsellino, sorella di Paolo. "Se il pool antimafia si sciogliesse con la riforma della giustizia - aggiunge Rita Borsellino - sarebbe una perdita di memoria storica e significherebbe cominciare daccapo".
Il presidente del Senato Franco Marini ha deposto una corona d'alloro in via D'Amelio. La cerimonia è stata accompagnata dal "Silenzio" suonato dalla banda della Polizia. Dopo la deposizione della corona, Marini ha espresso la sua commozione alla sorella di Paolo Borsellino, Rita, e alla vedova Agnese che lo hanno accompagnato all'ulivo piantato 15 anni fa, dopo la strage, di fronte la casa della madre di Borsellino. "E' un momento di grande emozione - ha detto Marini, a Rita ed ad Agnese - tornerò presto a trovarvi".
GRASSO, E' IL GIORNO DELLA COMMOZIONE
"Per me questo è il giorno dellacommozione perché ancora ricordo quel giorno tremendo eriprovo tante emozioni legate a quell'evento. Questo è ilgiorno in cui sento più vicino il giorno della strage,colleghi come Falcone e Borsellino si sentono più viciniquando affronti il mio lavoro e soprattutto nei momenti di difficoltà e di disillusione". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso in via D'Amelio.
GIP: NO ALL'ARCHIVIAZIONE DELL'INCHIESTA 'AGENDA ROSSA'

Il giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta, Ottavio Sferlazza, ha respinto la richiesta di archiviazione dell' inchiesta sul furto dell' "agenda rossa" del giudice Paolo Borsellino, scomparsa dalla borsa del magistrato poche ore dopo la strage. L'udienza si è tenuta ieri ed il magistrato si è riservato sulle ulteriori decisioni: imporre l' imputazione coatta alla procura oppure ordinare ulteriori indagini. Nel fascicolo, rimasto a carico di ignoti, si ipotizza il reato di furto. La richiesta di archiviazione era stata firmata dal procuratore aggiunto di Caltanissetta Renato Di Natale e dal pm Rocco Liguori, gli stessi che hanno riaperto l' inchiesta sulla possibile implicazione di settori dei servizi segreti nell' attentato di via d' Amelio.
NELLA NOTTE VEGLIA IN VIA D'AMELIO
Circa duecento persone hanno partecipato alla veglia cominciata a mezzanotte e finita intorno alle 6. Il momento di raccoglimento davanti al palazzo dove abitava la madre del giudice, è stato organizzato dagli scout dell'Agesci. Alla veglia ha partecipato anche Rita Borsellino, sorella del magistrato. Durante la notte ci sono stati momenti di preghiera cui hanno partecipato anche militanti delle Acli, e musicali col gruppo popolare dei Ditirammu. Su un telo sono stati proiettati filmati sul giudice Borsellino.
IN VIA D'AMELIO DUE STATUE, SONO FALCONE E PAOLO

Paolo Borsellino e Giovanni Falcone che chiacchierano amabilmente sono raffigurati in due statue dello scultore Tommaso Domina poste stamane in via D'Amelio. Le statue sono realizzate in gesso bronzato. Paolo Borsellino è raffigurato in pantaloni e polo, mentre fuma una sigaretta e sorride all'amico Falcone, la cui statua non è ancora terminata. L'opera, nelle intenzioni dell'autore, non appena completata dovrebbe essere collocata in via Libertà. "Ho parlato di questo mio desiderio con la famiglia Borsellino - dice Domina - Volevo che le immagini di Giovanni e Paolo non avessero un carattere istituzionale, volevo rappresentarli come persone normali tra la gente".
NAPOLITANO: INDELEBILE RICORDO E RINNOVATO IMPEGNO
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato alla signora Agnese Borsellino il seguente messaggio: "Trascorsi ormai quindici anni dal tragico attentato che costò la vita a Paolo Borsellino ed agli agenti della sua scorta Catalano, Cosina, Loi, Li Muli e Traina, restano più che mai vivi nella mia memoria ed in quella di tutti gli italiani il dolore e lo sgomento per un così terribile evento. La criminalità organizzata, nel compiere questo vile assassinio, si è spinta a livelli di inaudita barbarie, nell'intento di colpire lo stato democratico e le sue istituzioni attraverso una delle più luminose figure di magistrato, un esempio di dirittura morale e di determinazione nella difficile lotta contro la brutale spirale del fenomeno mafioso. L'indelebile ricordo di quel crimine, nel rinnovare di anno in anno lo sdegno dell'intera collettività, ha contribuito a far maturare una più diffusa e radicata coscienza civile ed a promuovere un rinnovato impegno per il consolidamento dei valori fondanti della nostra Repubblica: legalità, solidarietà e libertà, contro ogni forma di sopraffazione e violenza".
da ansa.it
Il ricordo di Borsellino è tanto vivido, tuttora, nella memoria degli italiani perchè la gente sa riconoscere i veri grandi uomini,specie quelli che operano in silenzio a proprio rischio e pericolo e senza aiuti veri da parte di chi dovrebbe spalleggiarli nella loro opera di pulizia del paese, e gliene è grata in modo imperituro.
Verbena




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