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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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2 luglio 2008

Chi è Samir Kuntar, l'uomo dello scambio

 
Il 22 aprile 1979 Kuntar guidò un gruppo di quattro terroristi che, partiti da Tiro a bordo di un gommone, sbarcarono verso mezzanotte sulla spiaggia di Nahariya, città israeliana una decina di km a sud del confine israelo-libanese, con lo scopo di compiervi un attentato. I quattro si imbatterono in un agente di polizia israeliano, Eliyahu Shahar, che uccisero all’istante. Dopodiché entrarono in un edificio al numero 61 di via Jabotinski e fecero irruzione nell’appartamento della famiglia Haran prima che potessero sopraggiungere rinforzi di polizia.
I terroristi presero in ostaggio Danny Haran, 28 anni, insieme alla figlia Einat di quattro anni.
La madre, Smadar Haran, fece in tempo a nascondersi in un soppalco sopra la stanza da letto insieme alla figlia Yael, di due anni, e a una vicina. “Non dimenticherò mai – ha successivamente raccontato Smadar –l’allegria e l’odio nelle voci degli uomini di Kuntar mentre si aggiravano per la casa dandoci la caccia, sparando coi mitra e gettando granate Sapevo che se avessero sentito Yael piangere avrebbero gettato una granata nel nostro nascondiglio uccidendoci tutte.
Così tenni la mano sulla sua bocca per non farla gridare.
Acquattata là dentro, mi tornavano alla mente i racconti di mia madre su quando si nascondeva dai nazisti durante la Shoà”. Tragicamente in quei frangenti Smadar provocò la morte per soffocamento della figlia Yael, accorgendosene solo troppo tardi.
Nel frattempo Kuntar e i suoi uomini tentavano una sortita e uscivano dall’edificio trascinando Danny e la piccola Einat sulla spiaggia, dove ingaggiavano una sparatoria con agenti e soldati israeliani.
Fu in quel momento che Samir Kuntar sparò a bruciapelo alla schiena di Danny Haran davanti agli occhi della figlioletta, immergendolo poi in mare per assicurarsi che fosse morto. Subito dopo venne visto uccidere la piccola sfondandole il cranio contro le rocce della spiaggia. Intanto nella sparatoria rimanevano uccisi un secondo agente israeliano e due uomini di Kuntar (Abdel Majeed Asslan e Mhanna Salim Al-Muayed).
Da L'Occidentale
Capisco la pietas umana e religiosa che induce a voler le spoglie mortali dei propri cari, per poter pregare sulle loro tombe, ma rilasciare un simile mostro, patteggiando con chi vuole la nostra distruzione, per tale scopo, é pazzesco.
La sicurezza dei vivi, deve avere la priorità sulla pietà per i morti.
E Israele dovrebbe aver ormai compreso che ogni cedimento, non porta alla tanto agognata pace, ma al contrario rafforza le intenzioni di distruzione del nemico. Per anni ha dato terra, ottenendo solo di avvicinare sempre più alle città israeliane, il fronte della guerriglia.

Infine si vergogni la comunità internazionale europea che si ostina a non mettere gli Hezbollah nella lista nera dei terroristi, ma in compenso continua a tenervi gli iraniani ribelli del Pmoi. Orrori dettati dal morbo del politicamente corretto.
Orpheus 


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28 aprile 2008

Bufera sulla missione Unifil in Libano

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Israele accusa Claudio Graziano, il comandante della missione Unifil in Libano, di aver nascosto deliberatamente informazioni sul rafforzamento militare della milizia sciita di Hezbollah nel Libano, a sud del fiume Litani. Secondo il quotidiano Hareetz, che riporta autorevoli fonti del governo di Gerusalemme, negli ultimi sei mesi sarebbero avvenuti diversi momenti di tensione tra i caschi blu e i miliziani sciiti, dei quali il Consiglio di Sicurezza dell’Onu non è mai stato messo al corrente.
Il dubbio che l’operazione Leonte, dove i soldati internazionali sono chiamati ad agire come semplice “cuscinetto” tra i contendenti, stia insabbiando le attività di Hezbollah cova da tempo tra gli alti comandi dell’esercito israeliano ma è esploso nel corso di una riunione a porte chiuse dopo l’episodio, rivelato di recente, che ha visto la notte tra il 30 e il 31 marzo militari italiani scoprire un carico di armi e tornare alla base sotto le minacce di un gruppo di miliziani. Graziano, secondo gli alti gradi dell’esercito ebraico, “continua a presentare mezze verità nel timore di eventuali conflitti con Hezbollah” .
Quello che secondo Israele il comandante italiano sta mettendo in atto è un’interpretazione quantomeno indulgente del suo mandato ma il cui risultato è quello di svuotare il contenuto della risoluzione 1701 (leggi qui). Secondo una fonte diplomatica delle Nazioni Unite contattata da Hareetz, anche l’incidente di marzo era destinato ad essere cancellato dal rapporto dell’Onu sotto pressioni del segretariato generale del Palazzo di Vetro e di ufficiali in alto grado di Unifil. Uno dei problemi più dibattuti della missione in Libano sono le cosiddette regole di ingaggio, in base alle quali i soldati possono sì usare le armi per disarmare i contendenti ma solo se attaccati.
Da Panorama
La missione Leonte é nata viziata dalle posizioni "equivicine" ad Hezbollah dell'ex ministro degli esteri, ovvio che Israele lamenti certi comportamenti poco cristallini dei nostri soldati in Libano. C'é da sperare che Franco Frattini, nei prossimi atti che farà, in qualità di ministro, dia un senso a questa missione (che costa una barca di quattrini ai contribuenti) che non sia quello di reggere bordone alle attività illegali di Hezbollah. Secca pagare le tasse per permettere il riarmo dei terroristi islamici.
Orpheus


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8 gennaio 2008

Fare il tifo per Hezbollah

 

Ci sono tante maniere di passare alla storia e anche alla geografia. La squadra calcistica del campionato amatoriale italiano allenata da un certo Davide Volponi ha scelto di farlo facendosi cucire sul petto delle rispettive magliette di gioco lo stemma degli Hezbollah, la crudele formazione terroristica iraniano-libanese che dal 1980 semina morte e distruzione in Israele e in Libano. Questa trovata, unita al nome che sempre riporta alla fazione guidata politicamente da Hassan Nasrallah, la squadra si fa chiamare “Zassbollah”, non è valsa alla squadra italiana particolari gratificazioni mediatiche. Ma solo un agiografico servizio televisivo sull’emittente Al Manar, quella gestita appunto dagli Hezbollah. Che ha strumentalizzato la cosa nel senso di volere dimostrare come il logo Hezbollah nel mondo sia ormai “sinonimo di resistenza specie dopo la vittoriosa guerra con Israele dell’estate del 2006”. Un tempo per personaggi come quelli che compongono la dirigenza della suddetta squadra, promossa dalla tv al Manar a “rango di rilevanza internazionale”, si utilizzava l’epiteto di “utili idioti”.
Se però uno si dà la briga di sentire cosa sono stati capaci di dire nell’intervista ad al Manar i suddetti dirigenti della “Zassbollah”, anche l’aggettivo “utili” potrebbe cadere. Intanto viene presentata la squadra come “partecipante per quindici anni alla Carioca football club”, che è solamente un torneo minore a livello di dopolavoro. Poi viene spiegato il nome “Zassbollah”: “abbiamo unito il cognome del capitano che si chiama Zasso con la parola Hezbollah ed è venuto fuori ‘Zassbollah’, così metteremo più paura agli avversari che capiranno che noi siamo pronti a lottare come avete fatto voi con Israele”. Trovata politica dunque? Non sia mai, l’allenatore e dirigente della squadra amatoriale respinge la “provocazione”. Poi però ammette: “siamo stati influenzati dalle azioni di un movimento di resistenza combattente”. E la tv indica la faccia del capitano Zasso in un fotomontaggio con kefiah di ordinanza. Naturalmente i dirigenti intervistati ignorano cosa sia il terrorismo islamico, l’islamo-nazismo o i kamikaze, che sono un marchio di fabbrica proprio degli Hezbollah.
E il balletto televisivo con Al Manar si conclude con le parole dello speaker dell’emittente che spiega: “avevano bisogno di un nome di battaglia che li aiutasse a tirare su il loro morale e a prepararsi alla vittoria finale”. E questo in vista della partita che si sarebbe dovuta tenere allo stadio di Amiscora in Sardegna con altra squadra amatoriale che non ricorreva a stratagemmi mediatici di second’ordine ma che in compenso vantava tra i propri giocatori l’ex erede di Maradona, il bravissimo Gianfranco Zola. Secondo al Manar, in tutto il mondo il logo di Hezbollah rappresenta appunto questo (ed evidentemente anche secondo i dirigenti di questa squadra italiota): la lotta e la vittoria finale di Davide contro Golia. “Così – chiosa l’inviata di Al Manar in Sardegna - sia pure in un’altra nazione e in una lingua diversa e con metodi diversi, Hezbollah oggi registrano una nuova meta almeno nella rete di coloro che dubitano della moralità del nostro movimento politico, e la meta consiste nel dare coraggio e sentimento a una squadra di calcio famosa in tutto il mondo”.
Dimitri Buffa-Opinione.it
Si potrebbe etichettare la notizia con la classica frase "la madre degli idioti é sempre incinta" , se queste abiette iniziative non servissero a legittimare un organizzazione terrorista e sanguinaria, che ha ucciso centinaia di esseri umani, compresi donne e bambini.
Davanti a tanta scelleratezza, in un paese civile, il responsabile di questa genialata, dovrebbe beccarsi una denuncia per apologia di terrorismo, in un paese civile...
Orpheus


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20 novembre 2007

Il primo Hezbollah non si scorda mai

 

Il Libano è di nuovo sull’orlo di una guerra civile e in più la conferenza di pace israelo-palestinese che si dovrebbe svolgere ad Annapolis dal prossimo lunedì sembra già nascere morta. E in tutto questo il nostro ministro degli esteri Massimo D’Alema che fa?
Si reca a Beirut e incontra per la seconda volta in due anni ministri ed esponenti politici del movimento terrorista armato Hezbollah. Il messaggio è chiaro: se il primo Hezbollah, quello preso a braccetto, non si scorda mai, il secondo può essere anche meglio. Come un amore maturo rispetto a una cotta a prima vista. Così mentre tutto il mondo pende dalle labbra del Quartetto e dell’America e di questa benedetta Annapolis, ma già ieri sera Condoleeza Rice aveva rilanciato la palla lontano promettendo un nuovo meeting per la primavera inoltrata del 2008, il nostro rappresentante diplomatico per eccellenza all’estero si è preoccupato di cementare l’amicizia italiana con il movimento islamofascista di Hassan Nasrallah.
E d’altronde non si tratta di imprudenza o di idiozia, ma di mosse calcolate. Altrimenti sarebbe veramente difficile capire con quale faccia lo stesso D’Alema nel settembre 2006, poco dopo la fine dell’ultima guerra tra Israele ed Hezbollah nel sud del Libano, avesse dichiarato al quotidiano israeliano Yedioth Aronoth che gli Hezbollah erano un partito politico e non solo un movimento armato. Per giunta facendo paragoni blasfemi con i movimenti armati della resistenza ebraica a ridosso della fondazione dello stato di Israele. Tanto che l’intervistatore all’epoca, gentilmente ma fermamente, gli fece notare che “se lei paragona veramente Hezbollah a Lechi e Etzel” (organizzazioni clandestine di resistenza al Mandato britannico che operarono prima della fondazione dello Stato di Israele, ndr) deve avere l’onestà intellettuale di ricordare “che le due organizzazioni non professavano la distruzione della Gran Bretagna e neppure colpivano civili...”.
Ma tant’è: Annapolis nasce morta e D’Alema si candida a diventare uno dei solerti becchini di questa inutile conferenza. Anche se Olmert, ormai al minimo storico della popolarità che un politico può avere in Israele, continua a fare sforzi per tenere in vita un dialogo appeso a un filo. Ieri altri 441 terroristi palestinesi liberati dalle carceri dello stato ebraico, per fare bella figura con la Rice. Mentre uno dei leader della destra nazionalista, Baruch Marzel del National Jewish Front, ammonisce: “Si tratta di nuove bombe ad orologeria umane, inutile poi lamentarsi quando esploderanno”. In genere Israele sembra disposto a concedere tutto e subito, compreso il congelamento di nuovi insediamenti nella Cisgiordania e il progressivo smantellamento di gran parte di quelli esistenti, mentre i mediatori palestinesi come il famigerato Saeb Erekat, non sono disposti a riconoscere neanche la natura ebraica dello stato che dovrebbe essere il loro vicino.
Per non parlare di Hamas che già fa sapere, per bocca del capo in testa esule in Siria, Khaled Meshaal, di avere intenzione di ripetere nella Cisgiordania ciò che ha compiuto a Gaza, ossia un golpe e un bagno di sangue, non appena l’odiato nemico sionista gli lascerà il campo libero anche in Cisgiordania. Invece che “terra in cambio di pace” a molti la situazione sembra degenerata nello slogan “terra in cambio di terrorismo”. La Siria, per bocca di Bashir Al Asad, da parte sua vuole, anzi pretende, che ad Annapolis si parli all’apertura e alla chiusura dei lavori delle alture del Golan, ma intanto manda i propri emissari a Teheran a chiedere ordini e consegne ad Ahmadinejad. In questo quadro in cui la malafede, l’incompetenza e l’ambiguità poltica sono le tre principali protagoniste, ci mancava solo la ciliegina sulla torta e ce l’ha messa D’Alema ri-prendendosi metaforicamente a braccetto per la seconda volta un bel ministro di Hezbollah. E trasformando la storia che si ripete in vera e propria farsa.
Dimistri Buffa-L'Opinione.it
Ormai D'Alema non riesce più a stupirmi, tutte le "follie" che compie come ministro degli esteri sono diventate una deprimente abitudine...d'altronde che si può dire  di uno che sostiene che Hamas e Hezbollah sono "decisivi contro Al Qaeda" ...che é "cotto", che é cieco...o semplicemente che è in malafede.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 20/11/2007 alle 22:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

5 luglio 2007

L'Onu bacchetta il regime di Assad Solo l'Italia lo elogia

 

La scorsa settimana, venerdì per la precisione, il Segretario Onu Ban Ki-moon ha ammonito Siria e Iran a rispettare l'embargo di armi verso le milizie che operano in Libano, richiamando altresì Damasco a controllare meglio i confini con gli Stati vicini. Tradotto in parole povere, significa che: 1) Siria e Iran devono finirla con l'invio di armi a Hezbollah nel sud del Libano, 2) che Assad deve ubbidire agli impegni presi ma non rispettati, cioè deve anche lui finirla di servire da lasciapassare per tutti i terroristi della zona. Ban Ki-moon ha fatto un preciso riferimento ad un rapporto del Consiglio di Sicurezza, nel quale veniva detto che Hezbollah viene regolarmente rifornito di armi anticarro e antiaereo attraverso il confine con la Siria. I nostri "esperti " di Medio Oriente in funzione anti-israeliana, sempre così attenti a quanto dall'Onu esce sotto forma di risoluzioni contro lo Stato ebraico, anche questa volta hanno fatto finta di niente, neanche una riga, come se Siria e Iran non fossero nemmeno stati nominati. Ma e' anche vero che Assad gode di ottima considerazione nel nostro governo, viste le alte considerazioni di stima espresse da Lamberto Dini nell' intervista rilasciata al Corriere giorni fa, nella quale presentava la politica siriana come il massimo della buona volontà, pronta a fare la pace con Israele se soltanto Olmert, il cattivo, lo volesse. Dini non si è recato a Damasco per diporto, ma quale inviato ufficiale del nostro governo, quindi non ci stupiamo del livello delle sue dichiarazioni. Si è ben guardato, infatti, dal ricordare ad Assad la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, quella che stabilì l'accordo del cessate il fuoco alla fine della seconda guerra del Libano, imponendo a tutte le milizie operanti nei territori vicino al confine con Israele, il disarmo totale. Ciò nonostante, il confine con la Siria è tutto un via vai di armi sofisticate con destinazione Hezbollah, cosa peraltro confermata anche dal governo di Beirut, che ha riportato come la quantità di armi possedute da Hezbollah sia ritornata al livello precedente la guerra della scorsa estate. Dini sarà piuttosto rimasto preoccupato dai rapporti delle forze Unifil, che per mandato Onu dovrebbero svolgere la funzione di guardiani della pace, ma che invece notano esclusivamente la violazione dello spazio aereo libanese da parte degli aerei di ricognizione israeliani, perchè, si sa, Hezbollah è libero di riarmarsi davanti agli occhi indifferenti delle forze Onu, ma guai a Israele se si azzarda a monitorarlo. Intanto ad Hamas si può rimproverare tutto tranne la franchezza. Mentre in Europa si discute se inviare un'altra razione di Unifil a Gaza per fermare la violenza interpalestinese, Hamas, tramite la sua forza armata Izz a-Din al-Kassam, ha dichiarato che la presenza a Gaza di qualsiasi forza straniera verrà considerata quale forza di occupazione e combattuta come tale. " Non la riceveremo con mazzi di rose ", ha dichiarato Hamas, " ma con razzi e bombe". Dini e D'Alema ne tengano conto, e ne ricordino la provenienza, quando lodano Siria e Iran. Ma Hamas, oltre a non usare mezze parole, ne ha fatta un'altra di operazione furba. Dopo che le immagini di Arafat, simbolo della corruzione di Fatah, erano state staccate dai muri a Gaza e calpestate a furor di popolo, è arrivato il "contrordine compagni" di Ismail Haniyeh. Condannare la sua politica, così simile a quella di Hamas, sarebbe un autogol. E il faccione di Arafat è tornato nei negozi di Gaza. Intanto l'occidente tratta con Abu Mazen, che il quadro con la foto del rais dalla parete del suo ufficio a Ramallah, non l'ha mai tolto.
Angelo Pezzana-Libero
Se la politica interna di questo esecutivo fa pena, quella estera fa indignare. Ormai siamo i migliori amici di stati canaglia e terroristi. Un bel record non c'é che dire...
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 5/7/2007 alle 11:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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