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Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
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   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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4 marzo 2010

Giustizia rossa la trionferà...evviva il comunismo che uccide la libertà


Che la giustizia nel nostro paese sia morta e putrefatta, è diventato evidente anche ai "ciechi".

Sentenze creative, toghe di  magistratura democratica che violentano il diritto per portare avanti processi prescritti, PM che imbastiscono inchieste farraginose, basate sul nulla, che si concludono sempre col nulla di fatto, tranne che per lo sputtanamento mediatico, dovuto quasi sempre alla "fuga" di intercettazioni. Una situazione che farebbe inorridire chiunque abbia a cuore la legalità, che al contrario é tutta manna per la sinistra, che ci sguazza, come un maiale nel trogolo.
Ma quello che stà succedendo in questi giorno è troppo, perfino dal "marciume" a cui siamo abituati.
Leggo due notizie che mi fanno rabbrividire:
la prima, se risulterà fondata, é un "golpe" regionale, non ci sono altri termini per definire quello che Formigoni ha denunciato:  "Una manovra ordita da più soggetti per impedire dolosamente la presentazione delle nostre liste"." 
A quanto pare le liste del PdL sono state lasciate alla mercè dei Radicali per 10 ore, che hanno potuto MANIPOLARLE a loro piacere.
Formigoni ha denunciato le irregolarità gravi compiute dall’ufficio centrale della Corte d’Appello di Milano che ha accettato il ricorso dei Radicali e ha compiuto atti che non erano in suo potere, dando accesso al Partito radicale alle liste del Pdl, "lasciando nelle loro mani più di dieci ore senza avvisarci". I Radicali, secondo Formigoni, avrebbero potuto compiere qualunque attività manipolatoria compresa la sottrazione di documenti. Formigoni ha anche annunciato che verrà rappresentata denuncia alla Procura della Repubblica di quanto accertato dai delegati del Pdl durante il controllo effettuato oggi in tribunale.

In seconda battuta la lista Penati, ad un ulteriore controllo ha evidenziato che le firme a sostegno della stessa non sono sufficienti. Formigoni ha spiegato che da un controllo fatto questa mattina presso il tribunale di Milano sulle altre liste ammesse alle elezioni, "448 firme non sono valide, portando il numero delle firme a meno delle 3.500 necessarie". Eppure "chissà come mai" tali irregolarità quegli "sbadatoni" della corte d'appello di Milano, non le hanno rilevate.
Insomma, c'è qualcuno che vuole RUBARE l'elezioni. Glielo permettiamo? O é ora di scendere in piazza e farci sentire.

Seconda notizia, altrettanto INCREDIBILE per come sono stati calpestati i principi elementari del Diritto, stuprati per piegare la sentenza a proprio uso e consumo.
In due parole, la corte di cassazione ha negato la piena assoluzione a Marcello Dell'Utri
perchè manca "la prova dell'evidenza dell'innocenza", in quanto "non è affatto evidente che le appropriazioni rientrassero secondo la tesi difensiva in elargizioni rientranti nell'ambito dei rapporti amicali intercorrenti tra i vari protagonisti della vicenda processuale". Capito bene? Dev'essere evidente l'innocenza per assolvere, non basta che non sia evidente la colpevolezza.
Non avendo prove per condannare Dell'Utri, lui deve fornire le "prove" della sua innocenza. Non c'è più, in questo caso la presunzione d'innocenza, ma quella di colpevolezza, roba da dittatura sud-americana.
Ed è in questo che si sta trasformando in nostro Paese, ci vogliono rubare  democrazia e libertà, perchè solo così il comunismo sale al potere. E il Pd, malgrado tutte le sue subdole trasformazione é un partito di comunisti.
Orpheus

11 febbraio 2010

La manovra a tenaglia della giustizia ad orologeria


Le regionali sono alle porte e la “gioiosa macchina da guerra” togata e mediatica, solertemente, assesta colpi bassi al Governo e al centro-destra, come da tradizione

Lo scenario di illazioni, falsità non suffragate da uno straccio di prova e azioni giudiziarie a orologeria di queste ore, ha un carattere sovversivo non solo rispetto al governo, ma anche rispetto alle istituzioni democratiche, perchè corrompe la funzione giurisdizionale, l’obbligo all’imparzialità dei giudici e l’informazione, come spiega chiaramente Sgarbi in questo articolo.

Sono due i fronti: Ciancimino che tiene banco in un processo in cui la sua testimonianza non è pertinente, come dichiara lo stesso generale Mori che si è visto “scippare” il suo processo, con argomenti e temi che non toccano l’inchiesta che lo riguarda. Un’iniziativa abnorme che denota l’assoluta mancanza di rispetto delle regole nel processo.

E, in seconda battuta la bufera allestita attorno alla “punta di diamante” di questo Governo: Guido Bertolaso, cui va tutta la mi stima e solidarietà.  Solo nel nostro povero paese,  si riesce a far diventare la feccia oro e viceversa, ergo Ciancimino un eroe e Bertoloso un criminale.

Vale la pena ricordare quello che ha fatto Guido Bertolaso e che spiega l’accanimento della gioiosa macchina da guerra togata:

Primo: emergenza rifiuti in Campania risolta grazie a Super Guido e alla regia di Silvio Berlusconi . Guarda caso proprio la Campania è un terreno di scontro duro tra Pdl e Pd, con un’Italia dei “disvalori” che, all’ultimo momento, si è buttata tra le braccia di De Luca, candidato del centrosinistra, uomo con non poche macchie giudiziarie addosso.?

Secondo: il G8 preparato alla Maddalena e trasferito in tutta fretta all’Aquila dopo il terremoto, sempre grazie al supereroe dalla maglietta blu, ha avuto un successo senza precedenti. Le opere realizzate alla Maddalena, nonostante il “dirottamento” dell’evento, saranno un volano di sviluppo per la Regione Sardegna, senza considerare la rapida ed efficace bonifica del territorio da amianto e quant’altro, effettuata in poco tempo. In più, grazie al miracolo compiuto all’Aquila sul piano organizzativo,  le foto di Obama e degli altri Capi di Stato tra la gente dell’Abruzzo, dilaniato dalla tragedia, rimarranno nella storia. ?

Terzo:la frana di Messina e, a seguire, Haiti ed ancora una volta Bertolaso in prima linea e l’immagine dell’Italia che schizza ai vertici delle classifiche come le pop star internazionali.? Con un Bertolaso che le canta all'antipatica Clinton.

Il buon Guido è l’immagine dell’efficienza, del governo del fare, delle risposte immediate alle emergenze. Troppo facile dedurre che un colpo ben assestato a Bertolaso significa creare disillusione, vuol dire infangare anche ciò che a tutti appare immacolato, sperando di allontanare gli elettori dalle urne. E questo, forse, è il vero obiettivo di qualcuno.  Il che guarda caso ridà una flebile speranza al Caravanserraglio Bersani e Company, sul punto di perdere le elezioni nonostante l’abbraccio mortale con il giustizialista Di Pietro.

Quindi basta con questa giustizia ad orologeria! E' vergognosa e indegna di un paese che si dichiara democratico.

A proposito, sarà sempre per un altro straordinario caso che l’inchiesta è partita proprio dalla magistratura fiorentina ? Mah! Quella terra di Toscana, in cui certi magistrati tengono arringhe e convegni nelle sedi dei Circoli Arci…..

Come ha detto Andreotti “a pensar male si fa peccato…ma difficilmente si sbaglia”.

Sull'argomento leggete anche l'ottimo post dell'amica Lontana e dell'amica Nessie

Orpheus

8 febbraio 2010

La premiata ditta delle bufale Pentiti&Magistrati


Per parlare dello scandaloso modo in cui vengono “utilizzati” i pentiti, riporto parte di un articolo di Mario Yuri Grasso del 21 agosto 1996, tratto dal libro che sto leggendo “Corsivi Corsari”, non c’è migliore sistema per inquadrare il torbido legame fra il pentitismo a comando e una parte di magistratura politicizzata e o irresponsabile.
Calogero Gangi, 100 persone assassinate; Domenico Cuomo, 100 persone assassinate; Giovanni Drago, 44 persone assassinate; Francesco Marino Mannoia, 25 persone assassinate, Felice Maniero, 25 persone assassinate; Baldassarre di Maggio, 25 persone asassinate; Per Gaspare Mutolo il conteggio è più complicato: ha partecipato almeno a 70 omicidi ma non ricorda quanti ne ha compiuti personalmente.
Un bel gruppetto: insieme hanno fatto fuori oltre 300 persone. A un certo punto lor signori magistarti domandano:" Volete farvi 30 ergastoli o pentirvi, andarvene a spasso in Ferrari, con tanto di vacanze-premio, scorta e stipendio di stato?"
Manco a dirlo tutti pentiti. E lo stato ha già speso (nel 1996 N.d.R) per questi delinquenti certi
oltre 100 miliardi all'anno.
E' servito a qualcosa questo spreco? Manco pa'capa!
Così prosegue Grasso nel suo articolo:
Già una spesa per la "giustizia". Pensate che con questi 100 miliardi si sia ridotto il traffico di eroina? Muoiono meno giovani per overdose?
No: gli indici sono in aumento.
Ci sono meno delitti di di camorra e mafia? Macchè. Si sono liberati i commercianti di Napoli, Palermo o Torrette di Mercogliano, dal pizzo? Non pensanteci...

Ecco, a questo quadro già devastante va aggiunto
il caso di Bruno Contrada, che  langue in galera solo sulla base della dichiarazione di pentiti e quello di EnzoTortora arrestato unicamente grazie alle “chiacchiere” non provate di un manipolo di pentiti, e che fu successivamente assolto (dopo tre anni) con formula piena dalla Corte d’Appello di Napoli e in Cassazione.
Adesso abbiamo il ciarlatano  Massimo Ciancimino accreditato  ad esibirsi, come una "star" delle aule di giustizia, che vomita infamie NON provate contro un Governo democraticamente eletto. Deleggittimandolo. Basterebbe porsi una semplice domanda per smontare tutte le bufale che racconta Ciancimino...ma a lor signor magistrati piacciono le luci della ribalta, tanto se mandano in galera un innocente non pagano pegno. La gente ci lascia la pelle, e loro fanno carriera!
UNA VERGOGNA senza senza ma.
Orpheus

16 dicembre 2009

Se sei un giudice non paghi mai... l'immunità corporativa di cui nessuno parla



La  Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ha condannato l'Italia, non che sia una novità vista l'operosità dei nostri giudici, il grave é che é stata condannata per la scarcerazione di Angelo Izzo, il massacratore del Circeo, che si é dilettato, mentre era in regime di semi-libertà, grazie al buonismo e/o all'inefficienza dei soliti magistrati politicamente corretti, al massacro di altre due donne, madre e figlia di 14 anni.
Due donne che sarebbero vive, ma che gli errori di quei giudici hanno "ammazzato".
E francamente non so come possano continuare ad esercitare la loro professione e a dormire sereni nei loro letti.
Lo Stato pagherà  una somma irrisoria per due vite stroncate: 45.000mila euro, ma che sono tanti se si pensa che la responsabilità di questo terribile fatto di sangue non risiede nella leggi, ma in chi le amministra, secondo le proprie convinzioni morali e politiche.
La vergogna,  é molto più "salata" della pena pecuniaria  perchè l'Italia é stata condannata per aver
per avere violato il“diritto alla vita”, sancito dall’articolo due della ConvenzioneEuropea dei Diritti dell’Uomo.
Il modo in cui Izzo é stato scarcerato ha violato la legge, invece di applicarla:
"Il detenuto Izzo godeva della semilibertà, anche sene aveva già tradito le regole e, pertanto, doveva essergli revocata.Ma i giudici di Palermo lo misero in libertà nonostante le violazioni.Ed i giudici di Campobasso non informarono il tribunale di sorveglianzadi ulteriori, gravi infrazioni. Quindi, un po’ perché i giudici agironocon leggerezza, un po’ perché omisero di fare il loro dovere,trasmettendo a chi di dovere informazioni vitali (in senso letterale),è andata a finire che il detenuto Izzo era in libertà pur non avendonediritto. In questo modo lo Stato ha violato l’articolo due, che nonsolo prevede l’obbligo di non procurare la morte, ma anche quello diprendere le misure necessarie per preservare la vita".
Infine "poniamoci una domanda per darci una rispostaraccapricciante: perché i familiari sono ricorsi a Strasburgo?
Risposta: perché, come ha ricordato la Corte di Strasburgo, neiconfronti dei magistrati di Palermo fu avviata un’azione disciplinare,ma non ci fu nessuna sanzione, neanche amministrativa, e nei confrontidi quelli di Campobasso fu la famiglia delle vittime ad avviareun’azione penale, ma fu archiviata
.
Chi uccise è tornato aduccidere, ma secondo la nostra giustizia nessuno ne è responsabile."
E'
stata tolta l'immunità parlamentare ai politici, ma la magistratura di fatto GODE di un'immunità corporativa ed esclusiva che copre qualsiasi reato.
Se si mostrano i calzini azzurri di un giudice, scatta la riprovazione nazionale e le battaglie a suon di calzini azzurri nelle piazze, se una manica di magistrati inefficienti (se non peggio) libera un assassino psicopatico che MASSACRA due donne, scatta l'insabbiamento nazionale, la minimizzazione di massa.
Infine chi lotta "contro" i giudici e chi li difende sempre a spada tratta?
Chi parla dei mali della giustizia e chi non dice una sola sillaba?
Chi da questa situazione e da questa cortigianeria infame ricava più vantaggio?
E poi parlano del conflitto d'interessi del Premier...
Orpheus


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23 novembre 2009

Da magistrato ad onorevole: come costruirsi una carriera politica ‘ammazzando’ la giustizia


Di Pietro docet: dopo di lui non sono stati pochi i magistrati che ne hanno imitato le gesta per costruirsi una magnifica e munifica carriera politica. Ma il più eclatante caso è quello di Luigi De Magistris  emulo, nonché pupillo, di Tonino, approdato al Parlamento Europeo, nelle liste dell’IdV (senza lasciare la magistratura), grazie alla mirabolante “bufala” che è stata l’inchiesta “Why not” (che è bene ricordare, è stata anche la causa scatenante della caduta del Governo Prodi).
Prima Clemente Mastella e poi Romano Prodi sono stati prosciolti, senza nemmeno arrivare al processo, perché “Why not” è stata creata e imbastita su della “fuffa”, che ovviamente non ha alcun peso giudiziario, ma ne ha avuto molto, per creare il caso mediatico, perché ormai i processi, si celebrano, a Ballarò, Anno Zero, su Repubblica o il Corriere. Non più nelle aule di giustizia.
Dopo due anni (dicasi due) il giudice incaricato di esaminare le carte dell’inchiesta “Why not” ha appurato che non ci sono prove.
Nemmeno l’ombra delle prove. Gli stessi indizi, sostiene, non erano utilizzabili, perché tutti “de relato” ossia chiacchiere, dicerie, fole, invenzioni ecc.
Romano Prodi, con grande clamore, in sintesi, fu accusato d’essere a capo di una loggia massonica, ovviamente segreta e deviata, con sede a San Marino, che utilizzava come comitato d’affari.
Tutta roba campata per aria, visto il risultato sortito dal punto di vista giudiziario.  Ma è stata molto proficua per De Magistris, diventato star, super-intervistato, ospite fisso delle pseudo-trasmissioni di informazione, approdato, come da copione nell’IdV e infine al parlamento europeo, con davanti una carriera a 5 stelle.
Questo schifo è permesso dal fatto, che i magistrati NON pagano per i loro errori volontari o involontari, mai.
Capita quindi che c’è chi ne approfitta, e “magistratucoli” rampanti e senza scrupoli ci costruiscano la propria fortuna.
Capita anche che altri “magistratucoli” politicizzati usino la stessa tecnica per far fuori l’avversario politico tanto odiato.  Dopo la bocciatura del Lodo Alfano, si sono rimesse all’opera le “procure elettorali” perché, con lo scopo di sovvertire il risultato delle urne, si dedicano al killeraggio giudiziario su Berlusconi. Anche in questo caso dopo 15 anni d’indagini, che non hanno portato ad uno straccio di risultato, sono stati “arruolati” i pentiti di mafia: tanto i “de relato” un processo lo producono, ed è quello mediatico, anche se non approderà mai in un’aula. 
E chi farà caso dopo anni, ANNI d’indagini fumose e pretestuose, all'incompetenza o mancanza di buona fede del magistrato di turno? 
Al massino un trafiletto di poche righe, che leggeranno in quattro gatti, ristabilirà la verità, ma la Giustizia, ne esce massacrata.
Orpheus

15 novembre 2009

Umorismo involontario: “breve” un processo che dura sei anni!


Tutta la querelle sul processo “breve” fa ridere (amaro),  già il termine “breve” riferito a un procedimento che dura sei anni, è una barzelletta, che non sfigurerebbe nella scaletta di Crozza.  Il “breve” quindi,  è giustificato solo dal fatto, che al momento i processi durano decenni: un abominio giuridico, una Giustizia, non più morta, ma putrefatta.
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, considera congrui quattro anni, includendovi anche il tempo delle indagini (che invece nel “processo breve” sarebbe escluso). Nell'ultimo rapporto "Doing Business 2009", in tema di giustizia civile, l'Italia si è classificata al 156esimo posto su 181 Paesi (dopo Angola, Gabon e Guinea!!!) Nel 2008 la durata di un procedimento di recupero di un credito originato da una disputa commerciale è stata stimata in Italia di 1.210 giorni contro i 331 in Francia, di 394 in Germania e di 515 in Spagna.
A giustificazione di questo sistema da quarto mondo, i soliti noti tirano in ballo la scarsità di risorse, ma come dimostra il rapporto della CEPEJ (European Commission for the Efficiency of Justice) l'Italia non si discosta dagli altri grandi Paesi membri dell'Ue per il numero di risorse umane e materiali impiegate dallo Stato per l'amministrazione della giustizia. Anzi, per la pubblica accusa spende di più. Secondo la stima del rapporto CEPEJ, spendiamo per il nostro sistema giudiziario 4,08 miliardi di euro, contro i 3,35 della Francia e i 2,98 della Spagna. Ossia 70 euro per abitante, mentre la Francia spende 53 euro e la Spagna 68.
Appurato che il “processo breve”, breve non è, passiamo all’altra Grande Bufala, spacciata come “disastro annunciato”, da coloro che sono i primi responsabili dello stato di putrefazione della Giustizia,  e dei loro compari politici: “Oltre 100mila" sarebbero i processi che cadrebbero in prescrizione se venisse approvata la norma del "processo breve" (stima del presidente e il segretario dell'Anm, Luca Palamara e Giuseppe Cascini). Una vera e propria "amnistia mascherata",  paventano, con una faccia di tolla, da premio Oscar. L’amnistia mascherata, infatti c’è già da quel dì, e nessuno dei novelli scandalizzati per il “processo breve”  si è mai posto il problema e/o tentato di risolverlo.
Dai dati del Ministero della Giustizia risulta infatti che nel solo 2007 i provvedimenti di estinzione di uno o più reati per prescrizione sono stati 156.842. Di questi, ben 118.919 (il 75,8 per cento) sono maturati in fase di indagini preliminari, e alla fine adottati con decreto di archiviazione (113.869) o con una sentenza di non luogo a procedere (5.050) da parte del gip, dunque senza alcun esercizio dell'azione penale da parte dei pm. Si è arrivati fino alla prescrizione di 210.898 procedimenti nel 2004. E non mi sembra che l’Anm abbia parlato di amnistie e lanciato allarmi, quando venivano scarcerati killer mafiosi per decorrenza dei termini.

La scena finale in questa farsa da quattro soldi, consumata sulla pelle dei cittadini, la recita l’ignobile, inetta, inconcludente sinistra, criticando in modo pretestuoso un provvedimento, che presentò nel 2004. Ormai impegnata a sopravvivere, cacciando frottole e sparando a zero su Berlusconi, in linea con il suo miglior alleato, il Pm che deve la sua fortuna politica al più bieco giustizialismo. Pagliacci.
Orpheus


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26 ottobre 2009

Giustizia creativa: sconto di pena per "vulnerabilità genetica"


L'algerino Abdelmalek Bayout, accusato di aver ucciso a coltellate nel 2007, a Udine  il colombiano Walter Felipe Novoa Perez, si é visto scontare la già esigua pena di nove anni e due mesi, per "vulnerabilità genetica".
Pare infatti che il colombiano abbia deriso Bayout perchè aveva gli occhi truccati con il kajal, questo preso da furore mistico-religioso ha tirato fuori il coltello e ha fatto fuori l'incauto burlone.
Adesso a parer mio, e immagino di chiunque sia dotato di un minimo di buon senso, si sarebbe dovuta tranquillamente applicare l'aggravante dei futili motivi.
E invece no: grazie ad un’indagine cromosomica innovativa (vorrei sapere pagata da chi), Bayout è stato trovato in possesso di alcuni geni, che lo renderebbero più incline a manifestare aggressività se provocato o espulso socialmente.
Tale "vulnerabilità genetica" si sarebbe incrociata, nel momento immediatamente precedente all’omicidio, con "lo straniamento dovuto all’essersi trovato nella necessità di coniugare il rispetto della propria fede islamica integralista con il modello comportamentale occidentale", così da determinare nell’uomo "un importante deficit nella sua capacità di intendere e di volere".
C'é da sperare e pregare che l'alibi dello "straniamento" non diventi un ben triste precedente soprattutto se abbinato alla "necessità di coniugare la propria fede islamica INTEGRALISTA", perchè in tal caso, anche il nostrano kamikaze Mohamed Game potrebbe essersi straniato, mentre tentava di far esplodere una caserma di polizia.

Ma dove ha preso questa "brillante pensata" ill giudice Amedeo Santosuosso, consigliere della Corte d’Appello di Milano? Da un documento britannico del 2002 del Nuffield Council on Bioethics...ossia da un paese dove già applicano la sharia.
Orpheus



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20 ottobre 2009

Magistrati la super-casta che lavora poco e può violare la legge impunemente


Si scagliano contro i presunti privilegi dei politici, ma difendono i propri con le unghie e con i denti, nessun governo è mai riuscito a fare una seria riforma della giustizia, minacciato da scioperi e sollevazioni della magistratura.
Proclamano il rispetto dell’art.3 della costituzione e l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla Legge, e i giudici sono gli unici in Italia,  a godere di un “lodo” perenne per tutta la loro carriera che li mette al riparo da tutte le coseguenze delle loro azioni, sia che riguardino errori professionali o che siano reati GRAVI commessi come privati cittadini.
La denuncia arriva da due libri che attingono dagli atti della Disciplinare del CSM (sentenze emesse tra il 2000 e il 2008), la sezione che dovrebbe vigilare sul comportamento delle toghe: “Magistrati, l’ultracasta e La legge siamo noi” il primo di Stefano Livadiotti, dell’Espresso, l’altro di Stefano Zurlo del Giornale.

Stefano Livadotti scrive testualmente “Quella dei giudici e dei pubblici ministeri è la madre di tutte le caste. Uno Stato nello Stato, governato da fazioni che si spartiscono le poltrone in base a una ferrea logica lottizzatoria e riescono a dettare l’agenda alla politica. Un formidabile apparato di potere che, sventolando spesso a sproposito il sacrosanto vessillo dell’indipendenza, e facendo leva sull’immagine dei tanti magistrati-eroi, è riuscito a blindare la cittadella della giustizia, bandendo ogni forma di meritocrazia e conquistando per i propri associati un carnevale di privilegi.
Gli episodi citati nei due libri disegnano una Giustizia devastata da coloro che in teoria dovrebbero amministrarla, non solo perché si scopre che in media ogni magistrato lavora appena quattro ore al giorno pur essendo pagato il quintuplo di un italiano normale, ma perché gli episodi dimostrano che chi sbaglia, se veste una toga, non paga mai. E ribadisco MAI. Si sono accordati un’immunità assoluta e permanente che li pone al disopra di TUTTI.
Il caso più clamoroso e noto è quello di un giudice sorpreso nel bagno di un cinema mentre faceva sesso con un minorenne.
Dopo un periodo di sospensione è stato riammesso in servizio, con tanto di promozione e aumento di stipendio.
Al CSM è bastata una giustificazione che a chiunque altro non sarebbe servita a evitare anni di carcere: ero momentaneamente incapace di intendere e di volere perché avevo battuto la testa contro il portone di casa.
Se si è pm però si può farla franca anche se si sono prestati soldi a strozzo o si è ritardato per sette anni un processo per omicidio colposo. Oppure se si dimentica una persona in cella per 15 mesi. Nessun rischio se si è corrotti o se si fa male il proprio mestiere, consegnando in ritardo di anni una sentenza: al massimo tocca un richiamo o una sanzione lieve come la riduzione di qualche mese d’anzianità, con conseguente slittamento dell’attesa promozione, che comunque, anche se rinviata, arriverà.
Il Csm ha dato buffetti sulla guancia a magistrati che si facevano pagare le vacanze da aziende fallite o che hanno chiamato i carabinieri per non saldare il conto al ristorante. Comprensione perfino per i matti, purché ovviamente appartengano all’ordine delle sacre toghe: in tal caso possono passare il tempo a chiedere l’elemosina, a evocare sentenze con sedute spiritiche o abbandonare l’udienza per correre a spegnere improbabili ceci lasciati sul fuoco e nessuno avrà niente da dire.

Per loro è sacra anche  privacy, come fossero minori o vittime di violenze sessuali, visto che non possono nemmeno essere citati per nome e cognome, infatti il plico di documenti arrivato, dopo un anno, al giornalista dell’Espresso aveva allegata una lettera del segretario generale Carlo Visconti in cui gli si intimava di omettere le generalità dei giudici sanzionati (si fa per dire) dal CSM.
Una super-casta che predica bene e razzola molto male, in un paese dove il sistema giustizia é da terzo mondo, e che ci costa continue condanne dall'Europa per l'eccesiva lunghezza dei processi.
Stampatello e fonte notizia da Libero
Orpheus


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5 maggio 2009

Divorzio all'italiana

                                     400img005.jpg image by gcnardi
Si era più avanti, quando eravamo indietro. Fra un po’ ci consoleremo così, perché a botte di sentenze a dir poco contro la donna, si tornerà ai tempi dell’esilarante film di Germi.
L’ultima in ordine di tempo, ma non quanto a iniquità riguarda il solito extracomunitario che nel 2006, a Milano, uccise a coltellate (per gelosia) la propria fidanzata italiana, il quale ha evitato l’ergastolo (e se l’è cavata con 14 anni) perché secondo la Cassazione un delitto causato dalla “morbosa gelosia” non può essere punito con l’aumento di pena previsto nei casi di “futili motivi”.
Insomma la gelosia è un motivo “serio”, che garantisce un bello “sconto” di pena. Quindi un arabo che scanna la moglie italiana perché questa non si imbacucca con un burqa, ha le sue “porche” ragioni. E’ grave scannare la consorte ma lei ci ha messo del suo, scatenando la “morbosa” gelosia.
E già che ci siamo vogliamo ricordare un’altra mirabolante sentenza che riporta al medio evo la nostra giustizia, quella che ha scongiurato l’ergastolo al carnefice della Sig.ra Reggiani, la quale per evitare di essere violentata ha opposto “fiera resistenza” costringendo il "povero" stupratore, ladro e assassino ad ammazzarla.
Ma che le sarà mai venuto in mente di opporre “fiera resistenza”?
Così facemdo ha obbligato il "povero" migrante ad aprirle la testa come un melone, dopo averla stuprata ugualmente e derubata. Ma che vogliamo scherzare uno sporco individuo vuole violentarci, ma non ci passi per la testa la peregrina idea di fare resistenza, men che meno, fiera. Anzi rendiamogli lo stupro semplice veloce e indolore, come dice la pubblicità di una nota marca di siringhe. Un “Pic” indolor e magari ringraziamolo pure, così se siamo fortunate non ci apre la testa come un melone perché sa, che tanto la farà franca. O quasi.
Orpheus

18 aprile 2009

Leggete e vergogniamoci, ma più che altro incazziamoci

 
C’è un’Italia che viene nascosta, inguardabile. E’ doveroso violare il silenzio. Leggete e vergogniamoci tutti.
Carmelo Canale è un tenente dei Carabinieri.
Fu
strettissimo collaboratore di Paolo Borsellino, che lo chiamava “fratello”. Quasi tutti ne hanno sentito parlare, ma arrivate in fondo per toccare la vergogna.
Canale era anche il cognato di Antonino Lombardo, altro Carabiniere, suicidatosi il 4 marzo del 1995.
Il 23 febbraio precedente Leoluca Orlando lo aveva accusato, televisivamente ospite di Michele Santoro (è sempre lì, sempre), d’essere connivente con la mafia. Il 26 Lombardo sarebbe dovuto partire per gli Usa, incaricato di prelevare Tano Badalamenti, mafioso temuto dalle procure, capace di smentire qualche teorema, che chiedeva fosse quel Carabiniere a garantire per la sua sicurezza. Il viaggio è annullato. Prima di spararsi, Lombardo scrive: “Mi sono ucciso per non dare la soddisfazione di farmi ammazzare e farmi passare per venduto e principalmente per non mettere in pericolo la vita di mia moglie e i miei figli che sono tutta la mia vita (…) la chiave della mia delegittimazione sta nei viaggi americani”. Due giorni dopo, Canale, dichiara: “A quanti pensano che mio cognato Antonio sia morto suicida, rispondo: sbagliate. Questo è un assassinio calcolato da tempo”.
Succede qualche cosa?
Sì, che dodici “pentiti” di mafia, dei mantenuti a spese dei cittadini, che escono di galera dopo avere squagliato i bambini nell’acido, accusano Canale d’essere al servizio della mafia. Indagato subito, rinviato a giudizio nel 1998 e poi sospeso dal servizio. E’ stato assolto due volte, in primo e secondo grado. Manca la cassazione. In tredici anni la malagiustizia italiana non è riuscita a condannare un colpevole o liberare un innocente. La sospensione, però, ha influito sulla carriera di Canale, che non essendo diventato maggiore ora viene messo in pensione, forzatamente. Per opporsi dovrà attendere che la giustizia si svegli. I “pentiti” sono in gran parte a spasso. Nessun magistrato ha pagato per gli errori. Le parole di Lombardo restano lettera morta. Le accuse ingiuste non sono state punite. Nessuno è responsabile di un accidente, ma Canale se ne deve andare, perché sul fratello di Borsellino, sul cognato di Lombardo, pesa ancora il sospetto. Vergogniamoci.
Davide Giacalone
 
Davide Giacalone di cui ho grande stima, dice "vergogniamoci",  ma é sbagliato vergognarsi, noi italiani non abbiamo né colpe, né responsabilità né tanto meno, alcuna influenza sull'operato OSCENO di certa magistratura. Non dobbiamo vergognarci, e nemmeno basta più indignarsi davanti a simili, lo ripeto OSCENITA' giuridiche, noi dobbiamo arrabbiarci, di più incazzarci, imbufalirci, imbestialirci.
Noi dobbiamo allestire metaforiche "gligliottine" e come le "tricoteuses" sferruzzare mentre cadono le teste dei giudici inefficienti, corrotti, pelandroni, le teste di una casta più intoccabile, di quella già privilegiata, dei politci.
Le teste di una casta assurta a "pantheon di divinità" grazie alla politica delle manette, quella stessa politica adesso, deve intervenire con riforme serie.
Orpheus

27 febbraio 2009

Bambini stuprati e magistrati che "violentano" la giustizia

 

Bel paese l’Italia, di santi, poeti, navigatori e giudici in tutt’altre ‘faccende affaccendati’, che ci mettono tre anni, dicasi tre, per chiedere il rinvio a giudizio dello stupratore di una bambina di sei anni.
Capita quindi, che il ‘presunto’ stupratore, che è presunto UNICAMENTE perché non è stato processato, sia stato riconosciuto, come suo aguzzino, da un bambino di dodici anni, a sua volta stuprato e seviziato con un manico di scopa.
L'orco in questione era stato denunciato nel 2005 , per la violenza che avrebbe inflitto alla nipote della convivente.
La procura di Napoli ci ha messo tre anni, tre lunghissimi anni, per interrogare la bambina in sede di incidente probatorio, dopo la denuncia.
La “spiegazione” della procura é raccapricciante: durante un confronto la bambina si contraddisse.
Ergo la colpa è della bambina, che si è contraddetta tre anni dopo la violenza, una bambina di sei anni!
Ma se anche la contraddizione fosse stata decisiva, ci vogliono tre anni per venirne a capo?
E dato che si è poi chiesto il rinvio a giudizio per atti di libidine, non si poteva farlo in poche ore?
Che razza d’indagini sono state fatte?
Domande ovvie, com’è ovvio che nessuno le porrà e nessuno risponderà. Sta di fatto che, quattro anni dopo, ci troviamo un altro bambino massacrato che accusa lo stesso mostro. Speriamo non si contraddica, altrimenti la magistratura ci metterà altri tre anni per decidere cosa fare.
In un Paese civile queste storie sarebbero finite davanti ad un giudice, nel giro di una settimana. Da noi, invece, il giudice non si è ancora visto.
Il ministro Alfano ha disposto accertamenti, una misura RIDICOLA, tanto si sa, che chi ha sbagliato NON pagherà, al suo posto ha già pagato un bambino di 12 anni.
Vergogna!.
Orpheus
Update- Ecco un'altra innocente che pagherà per l'ottusità dei giudici, un uomo indagato per gli abusi sulla figlia di tre anni  e per i maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie, OTTIENE L'AFFIDAMENTO della piccola...non ho parole.


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permalink | inviato da Orpheus il 27/2/2009 alle 18:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

19 febbraio 2009

Liberi di delinquere con la benedizione dei giudici

 
C’è un’emergenza criminalità in Italia frutto, sia di una politica immigratoria scellerata (leggi sinistra): gli immigrati sono il 6% della popolazione, ma sono responsabili del 40% delle violenze carnali, del 49% dei furti, del 24% degli omicidi, del 32% dei tentati omicidi, del 30% dei traffici di droga; sia da chi si OSTINA a negare questa evidenza, arrampicandosi sugli specchi pur di giustificare l’ingiustificabile (leggi sinistra), sia da una preponderante fascia di magistrati che di fronte al reo immigrato viene colta da moti di sensibilità e bontà d’animo degni più del libro Cuore, che non del codice penale (leggi magistrati di sinistra).
Il tunisino Jamel Moamid, che ha selvaggiamente stuprato la quindicenne di Bologna e il rumeno Loyos Isztoika, co-stupratore della ragazzina di 14 anni, a Roma sono solo gli ultimi esempi. Ma la lista è lunga, c’è la gang di rapinatori kosovari a Brescia che hanno massacrato due poveri custodi, liberata perché un magistrato aveva “dimenticato” di chiedere il rinvio a giudizio. C’è l’algerino Yousef Maazi 20 tra denunce e condanne, due decreti di espulsione sulle spalle ma INCREDIBILMENTE libero di girare e di stuprare un povero ragazzo disabile a Milano. E poi ancora la banda del delitto di Capodanno a Lodi: quattro extracomunitari che accoltellano a morte un tabaccaio beccati solo perché avevano cercato di incassare i gratta e vinci rubati. Uno solo era in regola, gli altri clandestini e già espulsi. Come Loyos e Jamel Moamid sono tutti delinquenti che dalla frequentazione delle nostre aule di tribunale hanno tratto la CERTEZZA che in Italia un immigrato, meglio se clandestino, può macchiarsi di qualsiasi crimine senza doverne rispondere, al massimo un “buffetto” sulla guancia (come si fa con un bambino disobbediente) e il monito di non farlo più.
Anche Loyos, lo stupratore “per dispetto” aveva in tasca un decreto di espulsione firmato dal prefetto, per l’accompagnamento coatto al confine, che un solerte magistrato di Bologna ha cancellato, ridandogli la libertà di stuprare. Chapeau!!!
Chi sono gli autori di questa giustizia “creativa”? Non è dato di sapere. Tutti tacciono al tribunale di Bologna.

C’è stata una levata di scudi alla proposta di vietare di citare i pm titolari delle inchieste, in modo da evitare processi più mediatici che giudiziari, però “stranamente” in questi casi nessuno si presenta davanti alle telecamere a prendersi la RESPONSABILITA’ di aver rovinato la vita a delle ragazzine.
Di magistrati solertemente impegnati a scardinare ogni provvedimento del governo Berlusconi studiato per proteggerci dagli immigrati criminali, ce ne sono infatti a decine e decine, il “bello” è che questi garantisti in servizio permanente attivo quando si tratta di criminali migranti, diventano improvvisamente FORCAIOLI quando gli imputati sono “colletti bianchi”, gli unici a minacciare la società, a parer loro e dell’ottusa mentalità sinistra.
E intanto gli “sbagli” di valutazione commessi da questi “signori” li pagano sulla pelle, i cittadini italiani, ogni benedetto giorno, come pagano il loro stipendio.
Orpheus


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14 febbraio 2009

I “furbetti” del tribunale

 
Immagine gentilmente fornita dal Berretto a Sonagli

Ti chiami Tonino, dopo 13 giorni dalla denuncia per aver offeso il Capo dello Stato sei scagionato e il fascicolo archiviato.
Manco la Fata Turchina avrebbe potuto far meglio del pm Giancarlo Amato nel procedere ad “una lettura attenta” e archiviare con un fiume di motivazioni.
Ma d’altronde il “fortunello” Tonino aveva già goduto dei privilegi del "Toga Express" , ossia di una giustizia a velocità iper-spaziale, in un paese dove ci vogliono minimo cinque anni per un penale, da otto a trenta per una qualsiasi causa civile, sette anni e mezzo per un divorzio, quattro anni per un’esecuzione immobiliare.
Erano i tempi di Mani Pulite quando alcuni personaggi (solo alcuni, peccato) giunsero al terzo grado di giudizio in solo tre anni. E lo dimostrò quando Tonino cominciò a querelare: un’intervista contro di lui, uscita su Repubblica il 5 febbraio 1997, andò a giudizio in meno di due mesi, il 3 aprile successivo. Giustizia lampo anche a Brescia, quando evitò ogni processo a suo danno (prestiti, Mercedes, case eccetera) incassando una serie di “non luoghi a procedere” che per qualsiasi altro cittadino, dissero i malevoli con le statistiche in mano, si sarebbero tradotti in automatici rinvii a giudizio. Lui se la cavò in sei ore.
Non solo nei casi in cui Di Pietro é coinvolto la giustizia è celerissima, ma è anche discretissima, a Napoli, per interrogare Di Pietro nel gennaio scorso, fecero allontanare giornalisti e fotografi grazie a una disposizione del procuratore generale.

Altro giro, altro regalo.
Se ti chiami Marya, sei un’ucraina di 23 anni (ma nelle sue condizioni ci sono migliaia di italiani), sei su una sedia a rotelle a causa di un volo di sei piani, che un branco di tuoi connazionale ti ha fatto fare, dopo aver tentato di violentarti, ti tocca aspettare che la giustizia-lumaca italiana, faccia il suo corso, rischiando la vita, in quanto dopo sette mesi la procura non ha ancora mosso un dito, e i tuoi aguzzini sono A PIEDE LIBERO.
Perché? Perché malgrado il pm sia preoccupato di ritorsioni nei confronti della ragazza e abbia chiesto al gip, già dal 1 Dicembre, un incidente probatorio, per acquisire direttamente dalla vittima quanto da lei dichiarato ai carabinieri e poter così spiccare un mandato di cattura, se ne parlerà a marzo, quando se tutto va bene, la procura raccoglierà la deposizione di Marya
Nessuna corsia preferenziale, niente “toghe” in paradiso, per lei, e un branco di pericolosi stupratori assassini in circolazione per le vie della città.

La giustizia è uguale per tutti, ma per alcuni è più “uguale” che per altri, ergo funziona come dovrebbe funzionare in un paese civile.

Orpheus


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30 gennaio 2009

Giustizia indecente: bruci un uomo? Vai in comunità...

 

Il senzatetto Andrea Severi, ridotto ad una torcia umana, da due mesi è in un letto d’ospedale del reparto Grandi ustionati di Padova. I suoi carnefici, due balordi ventenni di Rimini che gli hanno dato fuoco la sera del 10 novembre scorso, “solo per farsi quattro risate”, sono usciti di prigione su ordine del giudice Lucio Ardirò che ha sostituito il carcere con la punizione “esemplare” di dare assistenza a un disabili.
Il terzo quello che ha materialmente bruciato vivo il povero Andrea Severi, che dormiva al gelo su una panchina, rovesciandogli addosso cinque litri di benzina e appiccando il fuoco con un accendino, è rimasto, “chissà come mai” per ora, in galera. Secondo il parere del giudice, i due complici non hanno pari responsabilità dell’autore materiale, al punto da essere scarcerati. Malgrado le frasi che si sono scambiati ridendo della “bravata”: “Avessi sentito quanto urlava, e che fiammata... a certo punto però abbiamo dovuto scappare (bestemmia), ma siamo tornati quaranta minuti dopo a vedere la scena delle ambulanze e delle telecamere”. “Ehi! Hai visto che roba? Ne parlano tutti i giornali, vuol dire che gli abbiamo dato una bella scaldata...”.

Grazie alle “illuminate” trovate di una magistratura interessata solo ai diritti dei colpevoli, non stupisce il fatto che l’orribile crimine commesso dai tre delinquenti abbia fatto proseliti.
In pochi mesi da Novembre a Gennaio ci sono stati quattro casi analoghi: a notte di Capodanno tre ragazzi hanno legato, picchiato e bruciato il 24enne Cristian Galati a Girifalco, provincia di Catanzaro. Il 17 gennaio a Vittoria, in provincia di Ragusa, Emanuele e Luigi Bizzarra, rispettivamente padre e figlio, vengono dati alle fiamme da due immigrati dell’Est europeo dopo un passaggio in auto. Pochi giorni prima, un tunisino aveva subito la stessa sorte nello stesso perimetro del ragusano, per mano di suoi connazionali.
L’ultimo episodio risale a venerdì scorso in provincia di Salerno. I classici 4 amici al bar hanno pensato di movimentare una serata noiosa, legando uno di loro a una panchina, rovesciandogli addosso la benzina e appiccando il fuoco: il 25enne è ricoverato all’ospedale di Salerno, coperto di ustioni di I e II grado e in stato di fortissimo choc, ed è vivo solo grazie all’intervento di altri due ragazzi che avevano seguito l’auto pensando che fosse solo uno scherzo.

Non ci vuole una mente particolarmente acuta per capire che “assolvere” chi compie gesti così gravi, invoglia chi ha tendenze criminali a metterle in pratica, tanto sa di farla franca. La pena non è solo una punizione, che dev’essere proporzionale al danno subito dalla vittima, ma anche una protezione a disposizione della società per difendersi da elementi simili.

Non mi si venga a dire che un “ragazzo” capace di bruciare vivo per divertimento un essere umano sia degno di essere considerato tale.  E’ un mostro…altro che comunità.
Orpheus


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27 novembre 2008

Dai "compagni che sbagliano" ai "ragazzi scapestrati" e la polizia sbaglia...

 





Io mi ricordo la guerriglia urbana e le violenze di quell'11 marzo 2006. Abito a due passi da C.so Buenos Aires.
Mi ricordo le sirene e la devastazione di quel pezzo di strada distrutto da una violenza inaccettabile e non scusabile in un paese civile. Persino un MacDonald's pieno di bambini é stato attaccato dai "prodi" antifascisti, che fregandosene dei piccoli e delle loro mamme, hanno lanciato bombe carta contro quello " sporco simbolo dell'imperialismo americano", ferendo lievemente e terrorizzando i bambini lì, riuniti per un compleanno.
Malgrado tutto questo e le foto (che parlano da sole) per il sostituto procuratore generale della Cassazione Alfredo Montagna 
"sarebbe provato solo il reato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, mentre gli altri capi d'imputazione "non sarebbero suffragati da prove in quanto le fotografie scattate dalla polizia non ritraggono gli imputati a compiere atti di devastazioni ma li ritraggono solo mentre stanno, per lo più, dietro una barricata su Corso Buenos Aires".
Un ragionamento che fila a meraviglia, le devastazioni le hanno provocate "Qui, Quo,Qua in libera uscita" e i teppisti stavano là a guardare.
Non solo, é la polizia ad avere "UNA CULTURA DEVIATA delle indagini", i poverini che hanno messo a ferro e fuoco una strada piena di passanti e spedito 9 agenti all'ospedale, sono secondo questa cima del diritto 'a rovescio',  dei "ragazzi un po' scapestrati" quindi "soggetti più deboli da tutelare".
Chissà se in quel MacDonald's ci fosse stato il figlio del Sig. Alfredo e fosse finito all'ospedale, magari ustionato dalla bomba carta,  se il suddetto sarebbe stato così magnanimo nel giudizio?
Infine ha fatto una cosa molto democratica, lungimirante, civile e giusta: ha messo sullo stesso piano i vandali di C.so Buenos Aires, con i poliziotti del G8. E' riuscito in un sol colpo a legittimare il vandalismo politico e a denigrare l'intero corpo di polizia. Chapeau!
Questa hanno il coraggio di chiamarla giustizia e noi cittadini sborsiamo quattrini per essere presi in giro da certi buffoni togati.
Però il Sig. Alfredo  non è poi così male perchè se avesse un figlio che pesta poliziotti, incendia auto, negozi, motorini e terrorizza madri e bambini "Chiaramente non lo avrebbe approvato".
 Magari gli avrebbe anche tolto la paghetta...per quella settimana.
Orpheus

23 ottobre 2008

Giustizia indecente: nemmeno un giorno di carcere all'albanese ubriaco che uccise quattro ragazzi


Non ha fatto e non farà nemmeno un giorno di carcere l’albanese Ashim Tola che, il 28 giugno 2007, completamente ubriaco al volante della sua macchina, invase la corsia di marcia opposta (mentre viaggiava a fari spenti a 140 km/h), travolgendo un’auto con quattro ragazzi cremonesi di ritorno da una gelateria e uccidendoli tutti. Tola, 34 anni imputato di omicidio colposo plurimo, ha patteggiato davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Piacenza tre anni di reclusione.
Il rito alternativo, con sconto di un terzo della pena che partiva da quattro anni e sei mesi, permetterà ora all’immigrato di chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali. Un escamotage che gli consentirà di evitare la cella.
Già tre anni di reclusione sono un'infamia, uno schiaffo in faccia ai genitori e parenti di quei poveri ragazzi falciati come birilli, dargli anche una "pena alterativa" é veramente il colmo, dell'ingiustizia.
Unica restrizione: non potrà usare l’auto per i prossimi tre anni, ma fra quattro sarà libero di ubriacarsi e ammazzare qualche altro poveraccio.
Tola, bontà sua, ha faTTO sapere tramite uno dei suoi avvocati, che é molto addolorato per quanto accaduto. E con questo paga "pegno" di quattro giovani vite, dai 17 ai 24 anni spezzate in attimo. 
Come si può facilmente immaginare i familiari delle vittime sono sconvolti, basiti da una sentenza che mortifica loro e i loro figli a cui un ubriaco ha tolto la vita: 
 "Questa sentenza è una vergogna - ha protestato Cesare Chiodelli, padre di Davide, che aveva ventun anni -. Mi chiedo come si sentirebbe il giudice al nostro posto. Mi domando quale sarebbe il suo stato d’animo se avesse perso, lui, un figlio. Non è normale, per un paese civile, che chi ha ucciso quattro bravi ragazzi non faccia nemmeno un giorno di carcere. Si è parlato di risarcimento e soldi come fossimo stati al mercato, ma io non ci sto". 
La rabbia è incontenibile.
Non è riuscita a trattenere le lacrime la madre di Adam Fassali (originaria del Marocco):"Avremmo voluto una sentenza più pesante. Mi spiace ma, oggi, penso d’aver scelto il paese sbagliato dove venire a vivere". Non se l’è invece sentita di andare in Tribunale Emilia Samarini, la mamma di Adenilson, ventiquattro anni: "Cosa penso del verdetto? Scusate, ma è meglio che non lo dica".
Io trovo che questo verdetto sia ributtante, vomitevole, l'esatto specchio di quella che é diventata la giustizia italiana: magnanima e pietosa con assassini e delinquenti e matrigna con le loro vittime.
Spero solo che prima  o poi uno di questi magistrati affetti da carità pelosa provi sulla sua pelle cosa vuol dire veder scarcerare con una pacca sulle spalle, CHI HA UCCISO TUO FIGLIO.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 23/10/2008 alle 22:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

10 settembre 2008

Egiziano minaccia e picchia italiano. Il tribunale "E' la sua cultura"


 E' successo a L'Aquila, un giovane italiano é stato minacciato e picchiato da un egiziano, per aver parlato con la moglie,  dopo il fatto é scattata subito la querela.
Poi il processo, un lungo iter durato tre anni. Infine ciliegina sulla torta, la sentenza scioccante, incredibile, che ha trovato attenuanti alla violenza dell'egiziano perchè influenzato dalla "cultura" del suo paese di provenienza: "Si ritiene di non poter prescindere dalla personalità dell'imputato, influenzata dalla cultura del suo paese d'orgine, il Cairo, e per tanto, si ritiene di applicare l'attenuante della provocazione".
Il ragazzo ha "provocato" l'egiziano, a quanto pare"integrato", con moglie e figlie, perchè interpellato da lui per una perdita nel bagno, é sceso a constatare il guasto e in mancanza del marito, ha "osato" parlare con la moglie da solo.
Un paio di giorni dopo é stato richiamato dall'egiziano ed é sceso, a quel punto é stato picchiato selvaggiamente e minacciato di morte.
Già da sola questa storia dovrebbe far meditare tutti coloro che straparlano di integrazione come cosa fatta, con l'aggiunta poi di una simile indecente sentenza, possiamo e dobbiamo temere, di diventare "ospiti" sgraditi in casa nostra, in un futuro nemmeno troppo lontano.
Inoltre se si fa passare la violenza come "cultura", tutto diventa scusabile, anche la lapidazione o i matrimoni di uomini adulti con bambine...infondo  anche queste sono "usanze" che trovano fondamento nella cultura di quei paesi.
Notizia su Politica on line
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 10/9/2008 alle 21:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

8 luglio 2008

Si accettano scommesse: quanto rimarrà dentro?

 
Arrestato Michelangelo D'Agostino sicario camorrista , con all'attivo 15 (dicasi) 15 OMICIDI.
Nell'ottobre del  1997, quando da collaboratore di giustizia in regime di semilibertà si trovava in Piemonte, D'Agostino portò a termine due rapine in rapida successione. Inseguito dai carabinieri, iniziò una folle corsa per le strade di Torino fino a schiantarsi contro un semaforo alla periferia della città. Cominciò a sparare contro i carabinieri, prese in ostaggio tre persone, tra cui una donna che spingeva la carrozzina con il figlioletto e si è arreso solo dopo essere stato ferito con due colpi di pistola.
Ciò nonostante era in permesso PREMIO per tre mesi, permesso che ha subito messo a frutto ammazzando il suo datore di lavoro, Mario Pagliaro, 64 anni con un colpo all'addome e una alla testa in perfetto stile camorristico.
Chissà quanto rimarrà dentro?
Si accettano pronostici.

Ma quali e quanti crimini devono compiere i delinquenti perché siano tenuti in galera a scontare la giusta condanna, ma soprattutto a non ammazzare cittadini onesti?
Quindici omicidi non sono sufficienti?
Orpheus

7 luglio 2008

I magistrati pronti allo sciopero: ma "solo" per gli stipendi,

 

Ai nostri esimi magistrati la nuova finanziaria piace molto meno della “blocca-processi” o del Lodo Alfano, hanno deciso, quindi di entrare in stato di agitazione e si riservano “l’ adozione di altre misure per protestare contro gli interventi del Governo nel settore della giustizia”, in particolare contro l'articolo 69 del decreto legge n. 112.
Che ha di speciale quest’articolo?
Semplice, diminuisce un poco i loro stipendi d’oro. Si tratta di una riduzione da un da un minimo di 1.200 euro a un massimo di 2.200 all’anno, su stipendi nell’ordine di oltre mezzo milione di euro (592.774 euro, Alfonso Quaranta, giudice corte costituzionale) per gli alti papaveri togati, passando per i 176.000 euro della Bocassini, per finire agli 86.665 euro della Forleo.

Secondo l’Anm, il provvedimento "prevede un intervento peggiorativo senza precedenti sulla struttura del trattamento retributivo dei magistrati" un peggioramento che indurrà la sostanziale paralisi del funzionamento del sistema e l'ulteriore svilimento della funzione giudiziaria".

Come ciò possa avvenire con i tempi biblici e il mal funzionamento della magistratura italiana, non è dato di sapere. Ma forse Anm, vive su "Papalla", oppure era in vena di battute.
Per questo l’assemblea dei giudici chiede “che sia prima di tutto ripristinato il normale trattamento economico dei magistrati”, e delibera poi di adottare iniziative dirette per informare l’opinione pubblica circa “la grave situazione in cui versa la giurisdizione e a ribadire le proposte capaci di dare risposte ai bisogni di giustizia”.

Informino pure l’opiniome pubblica italiana, l’unico risultato che otterranno sarà aumentare il consenso al Governo Berlusconi.
Come se non bastassero gli stipendi da “nababbi” hanno due mesi di ferie l’anno, e per far carriera gli basta invecchiare, infine con gli arbitrati c’è chi raddoppia lo stipendio.

Una casta con privilegi che fanno impallidire qualunque altra categoria di lavoratori, tranne forse i politici, ma incapace e inconcludente, visto lo stato comatoso e prossimo allo sfascio totale della giustizia italiana, che è costato all’Italia continui richiami da parte della Corte di Giustizia delle Comunità Europee.

Ci vogliono otto anni, in media per un processo civile, cinque per uno penale. E vuol dire che, in genere, ai dieci anni si arriva facilmente. Il numero di cause pendenti è in continua crescita: per il civile negli ultimi 20 anni si è triplicato, superando i 3 milioni di procedimenti, mentre nel penale è raddoppiato. Un cittadino italiano ha elevate possibilità di non “aver mai giustizia” e spesso mafiosi e camorristi se ne tornano a spasso.

E questi vogliono paralizzare ulteriormente la funzione giudiziaria, per un taglio allo stipendio??
Ho l'impressione che oltre ad essere "rosse" (e ce' credo, visto che la sinistra le venera), la maggioranza delle toghe italiane sono anche fannullone, e se un governo pretende un minimo di decenza,  si adoperano in ogni modo per ostacolarlo.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 7/7/2008 alle 17:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

10 gennaio 2008

Ultime dai giudici: bloccare i treni è morale

 

Febbraio 2003. Il leader no global Luca Casarini, in compagnia di alcuni colleghi "disobbedienti", blocca un treno di mezzi corazzati destinati alla base Usa di Livorno e poi all'Iraq. Le tute bianche, come al solito, ce l'hanno con gli Stati Uniti imperialisti e assassini. Gennaio 2008. Arriva il verdetto della magistratura in merito alla vicenda. Casarini è condannato per interruzione di pubblico servizio col riconoscimento delle attenuanti speciali. Secondo il Gup di Padova, Casarini e soci hanno infatti agito «per motivi di particolare valore morale e sociale». Multa di 760 euro (condonata) e tanti saluti. Facile intuire quali siano i «motivi» invocati dal giudice: pacifismo in salsa anti-americana. Il giudice tira in ballo l'articolo 11 della Costituzione: «L'Italia ripudia la guerra». Ripudia la guerra, d'accordo. Ma approva il vandalismo? Così si è creato un precedente da sventolare in casi analoghi, che certo non mancheranno. Casarini, secondo la sentenza, è un eroe. Eppure non sembrava avere le caratteristiche giuste. Chi non ricorda le sue mediaticissime campagne contro le multinazionali? L'uomo che stringeva il megafono vomitando insulti contro la globalizzazione ostentava un'imbarazzante (per lui) giacca a vento griffata Helly Hansen. Molto chic, molto global. Tutti abbiamo negli occhi le immagini del G8 a Genova nel luglio 2001. Per settimane Casarini apparve in tutti i notiziari per soffiare sul fuoco: violeremo la zona proibita e roba del genere. Sullo sfondo, esercitazioni paramilitari di giovanotti vestiti di bianco. In piazza Alimonda ci scapparono il fattaccio dell'estintore e il morto. Nel 2004, l'eroe proclamava: «Dal sabotaggio della guerra globale alle grandi manifestazioni planetarie. Dal rifiuto delle gabbie ideologiche ed assolute come violenza / nonviolenza, alla sperimentazione di pratiche di conflitto efficaci, che mettano in difficoltà e isolino la polizia e i carabinieri». Che ne pensa il Gup di Padova di queste parole?
Hanno anch'esse, come il blocco del treno, un «particolare valore morale e sociale»?
Giorni lontani. Berlusconi, un tempo nemico giurato, oggi è il datore di lavoro di Casarini, che ha appena esordito come romanziere per Mondadori, casa editrice leggermente riconducibile al Cavaliere. Il libro, di cui questo quotidiano si è occupato con grande attenzione, si intitola "Gabbie". Si tratta, per bocca dello stesso autore, di un «social noir». A questo punto, Luca è pronto al grande salto. Da capetto dei centri sociali a scrittore impegnato e conseguente, inevitabile eroe civile. Il mondo dell'avanspettacolo televisivo lo attende a braccia aperte.
Alessandro Gnocchi-Libero
E poi ci si stupisce se a Napoli bruciano autobus e attaccano i vigili del fuoco ecc, se le manifestazioni finiscono sempre con vandalismi, se il mondo del calcio é preda dei violenti, con questa magistratura....
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 10/1/2008 alle 22:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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