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Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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11 giugno 2011

Ma i nostri giudici usano il codice civile o la sharia?


E’ un dubbio, poco amletico che nasce dopo aver letto l’ennesima sentenza, di un giudice italiano,  prona ai più retrivi dettami islamici. Un padre-padrone che per un anno ha impedito alla figlia di andare a scuola in ottemperanza della sharia, è stato assolto perchè il “fatto non costituisce reato”. Ma come?
Esiste nel nostro codice penale l’articolo 731 che sancisce il reato di “Inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare dei minori”, ragion per cui il giudice di pace Salvatore Corsico si dev’essere rifatto alla sharia, per poter assolvere il “bravo” paparino. Lui Omar, è un musulmano salafita di Reggello, in provincia di Firenze. Nella sua famiglia decide lui e nessuno può opporsi o interferire, evidentemente nemmeno la Legge Italiana può dirgli come comportarsi, con le “schiave” di casa sua.
Tutta colpa dell’ora di musica, “robaccia” da infedeli, che la bambina non può ascoltare, Omar lo aveva già detto a chiare lettere nel 2009 quando aveva deciso di tenere a casa la figlia. Nessuna possibilità per quella bambina di frequentare la prima media come i suoi coetanei.
A niente erano serviti i tentativi degli insegnanti e del preside, alla fine dell’anno era stata bocciata per le troppe assenze, anche se brava e diligente. Dopo un anno di tentativi, la soluzione era arrivata con un paio di assurde cuffie da mettere alle orecchie della bambina nell’ora di musica.
E anche allora ad avallare l’incredibile accordo era sceso in campo lui: Salvatore Corsico. “Una vittoria per la bambina”, era stato il suo “illuminato” commento.

L’unica a vincere è stata la sharia. La bambina ha perso la speranza in una vita normale,  succube di un padre-padrone e impossibilitata ad integrarsi anche volendolo (ve la immaginate la reazione di un bruto simile, se la figlia smette il velo e vuole mettersi la minigonna? O se s’innamora di un infedele?).
Hanno perso le nostre istituzione che per ben due volte sono state prese a schiaffi da un retrogrado, arrogante immigrato, che vuole fare i comodi suoi nel nostro paese (e noi glielo permettiamo).
Che futuro toccherà ai nostri figli, quando milioni di questi individui ci avranno invasi?
Quando si moltiplicheranno come le cavallette (basta dare un'occhiata al tasso di natalità) e le seconde e terze generazioni saranno fanatiche e retrograde come i genitori e i nonni?
Non ci vuole molto ad immaginarlo.
Orpheus





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permalink | inviato da Orpheus il 11/6/2011 alle 17:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

7 ottobre 2010

Le VERE vittime della società


Rubi è colpa della società, ti droghi dei genitori, massacri di botte, stupri,  ammazzi sei infermo o semi-infermo o quasi infermo o momentaneamente infermo di mente e se non lo sei, comunque in galera ci stai  poco perchè DEVI essere recuperato.
Per “Caino” tutte le giustificazioni, le scappatoie sono a portata di mano, il più sfrenato garantismo è il vessillo alzato da un’ ideologia post-sessantottina, che  ha ribaltato i ruoli trasformando i carnefici in vittime.
E così la giovane Sarah  ha pagato con la vita, vittima in primis di una società incapace di difendere i più deboli, gli inermi, ma che al contrario, troverà il modo di non far scontare la giusta pena al mostro che l’ha uccisa e violentata.
Strangolata e VIOLENTATA e poi buttata nuda in un pozzo.
Qualche anno di galera (facciamo una decina), con tv, visite, libri, giornali e qualche drappello di coglioni radicali, che di tanto in tanto visitano le carceri per accertarsi che la feccia della società sia trattata con “i guanti bianchi”.
Poi inizierà la fase del recupero: permessi premio, visitine alla moglie, un po’ di lavoro ma non troppo pesante, e infine un bello sconto di pena. E sto mostro, tornerà a girare per le strade del suo paese.
Sarah no, non tornerà più. Il suo corpo violato e martoriato, finirà in una tomba. Aveva 15 anni, la vita davanti. Ora l’aspetta il buio per l’eternità. Ma il suo carnefice deve essere recuperato. E perchè?
Perchè in nome di Dio?
Perchè lasciargli la vita,  permettergli ogni mattina di godere della luce del sole?  Perchè dopo aver molestato una ragazzina di 15 anni, averla uccisa e stuprata deve godere di un simile privilegio?
E dov’era la famiglia quando questo schifoso la molestava? Perchè nessuno l’ha fermato prima che lui fermasse il cuore di Sarah, per sempre?
L’omertà familiare è ributtante.
Nello stesso giorno, un bambino di tre anni è stato strangolato dalla madre, ed è già pronta la giustificazione “depressione post-partum” (dopo TRE anni!). Questa manco in galera andrà, la attende una bella struttura, dove riposarsi, dipingere e chiacchierare con altri mostri come lei.

Due dati:
Il contesto familiare anche nel 2008 (171 omicidi) e’ risultato dunque piu’ a rischio rispetto alla criminalita’ comune (135 omicidi) ed alla criminalita’ organizzata (128).  In circa un terzo di questi omicidi (56 casi) la vittima e’ il coniuge-convivente; la donna e’ colpita nella maggior parte dei casi, cosi’ come e’ uomo il killer in prevalenza (nell’80% dei casi). Quando la vittima e’ una donna questa quota sale al 92%.
Ora BASTA vogliamo giustizia. Per Sarah, per tutti gli innocenti come lei, immolati sull'altare del più fetido garantismo.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 7/10/2010 alle 21:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

12 giugno 2009

DDL intercettazioni: finalmente forse avremo anche in Italia una democrazia compiuta?


La prova fotografica della salute di cui gode la giustizia italiana: la scarcerazione di
Giuseppe Riina ("figlio d'arte")per decorrenza dei termini.

La sapete l’ultima barzelletta dell’ANM : “Così muore la giustizia”. Nemmeno la buonanima di Bramieri avrebbe saputo far di meglio! Peccato che gli Italiani non ridono, ma piangono lacrime amare per come é amministrata la giustizia in Italia.

In pratica rimangono impuniti quasi 2.000.000 di reati l'anno (con una punta, per quelli contro il patrimonio, che tocca il 95%) e ciliegina sulla torta per le lentezze opportune di molti magistrati, spesso e volentieri boss mafiosi tornano in libertà.
Per non parlare delle sentenze creative che “premiano” criminali di ogni specie, meglio se “migranti”.

Napolitano pochi giorni fa ha strigliato il protagonismo di quei PM giovani e bellocci, le cui indagini tutto fumo e niente arrosto (ovvero grandi titoloni sui giornali, ma nessun rilievo penale) gli procurano la notorietà necessaria per buttarsi in politica (De Magistris docet) sempre e solo dalla stessa parte politica. Confermando un conflitto d’interessi la cui pericolosità è lampante anche per un bambino di tre anni.
Eppure davanti a questa vergogna nessuno e ribadisco nessuno si indigna e parla di giustizia al servizio della politica per interessi personali, il che è peggio che essere morta, perché mina la DEMOCRAZIA dalle basi, come dimostra il ribaltone del 1994, che scavalcò la volontà popolare in favore della sinistra.

Il recente provvedimento sulle intercettazioni (auspicato anche dal presidente più anziano della Corte di Cassazione Gaetano Nicastro, che ha definito la diffusione delle intercettazioni "un malcostume ricorrente che va colpito anche penalmente") non uccide un bel niente, ma cancella alcune prerogative tutte italiane e vergognose, dell’attuale sistema mediatico-giustizialista (iniziato con Mani pulite) che nulla ha a che spartire con l’informazione seria e una giustizia efficiente, ma che è al contrario una “liaison dangereuse” (indegna di una democrazia compiuta) fra stampa, magistratura (sono decenni che ci sono fughe di notizie e nessuno PAGA) e la solita parte politica.

Il provvedimento si basa su due cardine: una Stretta per i pm che dovranno dimostrare la sussistenza di "evidenti indizi di colpevolezza" per ottenere l’autorizzazione a intercettare e una per i giornalisti che potranno pubblicare gli atti di indagine solo per riassunto e rischieranno il carcere (anche se commutabile in pena pecuniaria) se pubblicano intercettazioni per cui è stata ordinata la distruzione. Ponendo la parola fine ad una situazione SCANDALOSA, che non si riscontra in nessun’altro paese d’Europa, dove le democrazie sono sicuramente più avanzate della nostra.
Nello specifico:
le intercettazioni restano possibili, come dall’ art.266 del codice penale, per delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell’ergastolo o la reclusione superiore nel massimo a cinque anni, per i delitti contro la Pubblica amministrazione, per quelli riguardanti la droga, il contrabbando, le armi e gli esplosivi, l’ingiuria, la minaccia, l’usura, l’insider trading, l’aggiotaggio, la molestia anche telefonica, la diffusione di materiale pedopornografico. Tuttavia saranno autorizzate soltanto quando vi siano "evidenti indizi di colpevolezza" (e non più "gravi indizi di reato" come prevede la norma attuale): l’autorizzazione è decisa da un tribunale collegiale composto da tre giudici. Limitandone la durata ad un massimo di 60 giorni.

Il perché è ovvio: limitare l’abuso (con costi spaventosi) che portava a far intercettare chiunque, per poi fare arrivare ai giornali, conversazioni private, quindi di nessun rilievo penale, che però servivano ad alzare i soliti polveroni mediatici atti a screditare il malcapitato di turno.

1.Per per mafia, terrorismo e reati gravissimi quali riduzione in schiavitù, tratta di persone, sequestro di persona per rapina o estorsione, contrabbando, traffico di stupefacenti basteranno “sufficienti indizi di colpa”. Per 40 giorni ma prorogabili dal tribunale per periodi successivi di venti giorni, qualora permangano gli stessi presupposti, entro i termini di durata massima delle indagini preliminari.

(E si spera che dopo tanta fatica e soldi spesi non ci siano le solite sentenze creative o i soliti ritardi che liberano i boss mafiosi).

2.Intercettazioni ambientali: sono consentite "solo se vi è fondato motivo di ritenere che nei luoghi dove sono disposte si stia svolgendo l’attività criminosa".Fanno eccezione i reati di mafia, terrorismo e quelli gravissimi.

3.Procedimento contro ignoti: le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sulle sue utenze. Potranno essere acquisiti documenti relativi al traffico telefonico per capire chi fosse presente sul luogo del delitto.

4.Archivio riservato: le telefonate e i relativi verbali saranno custodite in un archivio presso la Procura. I procuratori avranno il potere di gestione e controllo dei centri di intercettazione e di ascolto.

5.Divieto di utilizzo in procedimenti diversi le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Salvo i casi di mafia e terrorismo.

6.Carcere per chi pubblica intercettazioni da distruggere: chi pubblicherà il contenuto di intercettazioni per le quali è stata ordinata la distruzione sarà punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Stessa pena anche per chi pubblica anche per riassunto o in parte atti e contenuti relativi a conversazioni o flussi di comunicazione riguardanti fatti e circostanze o persone estranee alle indagini di cui sia stata disposta l’espunzione. La pena minima di 6 mesi tuttavia è commutabile in pena pecuniaria.

7.Pm senza volto: il ddl prevede lo stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati relativamente ai procedimenti e processi penali a loro affidati, salvo quando l’immagine del magistrato non sia scindibile dal diritto di cronaca e quando per il dibattimento siano state disposte le riprese televisive (quanti bei primi piani dei “bellocci” ci saranno risparmiati!)

8.Diritto di cronaca :resta vietata la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari o fino al termine dell’udienza preliminare ma di tali atti è sempre consentita la pubblicazione per riassunto. Vietata invece la pubblicazione delle intercettazioni anche se non più coperte da segreto, fino alla fine delle indagini preliminari. Mentre delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari è consentita la pubblicazione dopo che l’indagato o il suo difensore ne siano venuti a conoscenza.

9.Multe a editori e giornalisti:gli editori dei giornali che violeranno il divieto di pubblicazione saranno puniti con multe fino a 465mila euro. Per i giornalisti invece che infrangono il divieto, il provvedimento prevede l’arresto fino a 30 giorni o l’ammenda fino a 5mila euro oppure fino a 10mila se si tratta di intercettazioni.

10.Ammenda per pm talpa Il pubblico ufficiale o il magistrato responsabili della fuga di notizie sulle intercettazioni saranno puniti con l’ammenda da 500 a 1.032.

11.Tetto di spesa con decreto del ministero della Giustizia, sentito il Csm, è stabilito annualmente lo stanziamento complessivo massimo di spesa per il servizio riguardante le operazioni di intercettazione ripartito per ciascun distretto di corte d’appello. Il procuratore generale della corte d’appello provvede alla ripartizione dello stanziamento tra singole procure. Il limite di spesa può essere derogato su richiesta del procuratore capo al procuratore generale per comprovate sopravvenute esigenze investigative
(esempio: alla procura di Potenza hanno speso oltre 2,7 milioni di euro in un anno e per che cosa???)

12.Sostituzione per pm che violano segreto:la toga che rilascia "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento che gli viene affidato ha l’obbligo di astenersi. E dovrà essere sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d’ufficio.

13.Limiti a processi in tv: a ripresa televisiva dei processi potrà essere autorizzata solo se le parti la consentono.

14.Stretta anche per le immagini video La disciplina prevista dal ddl del governo vale non solo per le intercettazioni telefoniche ma anche per altre forme di telecomunicazione e per le riprese video.

15.Difficili intercettazioni di utenze dei servizi segreti :giro di vite sulle intercettazioni a carico di utenze riconducibili ad appartenenti ai servizi segreti.
Il ddl prevede che la Procura che indaga "entro 5 giorni dall’inizio delle operazioni" debba chiedere l’ok al presidente del Consiglio, il quale poi ha 30 giorni di tempo per opporre il segreto di Stato. Gli atti trasmessi alla Presidenza del Consiglio devono essere immediatamente secretati e, fino alla risposta, le informazioni inviate a Palazzo Chigi possono essere utilizzate nel procedimento soltanto se ricorrano "esigenze cautelari di eccezionale gravità". Se la procedura non viene rispettata, la documentazione viene considerata nulla e inutilizzabile. È prevista anche un’aggravante nel caso in cui vengano rivelate in modo indebito notizie segrete su un procedimento che "ha per oggetto comunicazioni di servizio di agenti del Dis o dei servizi di informazione per la sicurezza".
Anche questo punto é seriamente motivato da recenti accadimenti, di chiara matrice ideologica.

16.Pm può acquisire d'urgenza anche i tabulati nei casi di urgenza, quando vi è fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave pregiudizio alle indagini il pubblico ministero disponga "con decreto" non solo le intercettazioni, come previsto dall’attuale codice di procedura penale, ma anche "l’acquisizione della documentazione del traffico delle conversazioni", cioè i tabulati.

Ovvio, che il partito giustizialista per eccellenza e la sinistra a cui è stata smontata la forca mediatico-giustizialista alla quale impiccare l’avversario politico, soprattutto in prossimità dell’elezioni, gridino istericamente allo scandalo!!!

Adesso dovranno tirare fuori dal cappello uno straccio di programma credibile e condiviso che non sia la demonizzazione sistematica e strumentale dell’avversario e un leader che non sembri un Paperoga antipatico  e, cosa più importante s’interromperà l’attuale flusso antidemocratico delle toghe verso una parte politica, che per un caso insondabile e misterioso del destino é sempre la stessa.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 12/6/2009 alle 11:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

17 maggio 2009

17 mesi ucciso a calci e pugni

 
Gabriel aveva la stessa età di questo bimbo ritratto felice dopo aver fatto la pappa, aveva 17 mesi.
Gabriel é stato massacrato di botte, é morto per lo spappolamento di fegato e reni e per la frattura della milza.
Le lesioni, gravissime e mortali, sono state evidenziate dall'autopsia. A procurargli quelle lesioni sarebbero stati, con calci e pugni nell'addome, sua madre Elizabete Petersone e il convivente di lei, Paolo Arrigo che, interrogati, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
I due sono stati arrestati per omicidio preterintenzionale.
E io non posso fare a meno di chiedermi come sia possibile che un poliziotto che spara da una corsia all'altra dell'autostrada per fermare una rissa e disgraziatamente uccide un giovane, sia stato accusato di omicidio volontario e due esseri, che non si possono definire genitori,  che ammazzano volontariamente a calci e pugni un bambino indifeso di 17 mesi se la possono cavare con l'omicidio preterintenzionale.
Sono  solo io che non capisco, proprio come funziona la nostra Giustizia?
In questi casi dovrebbe esserci solo una sola possibilità di pena, l'ergastolo senza nessun tipo di sconti e condoni.
In alternativa una bella iniezione letale (io opto per questa) .
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 17/5/2009 alle 21:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa

21 aprile 2009

Matrimonio gay? Ci pensa tribunale di Venezia ad introdurlo


Immagino che fra qualche tempo non avremo più bisogno di un Parlamento eletto dal Popolo, abbiamo i magistrati che "legiferano" secondo coscienza, la loro ovviamente.
Decidono di introdurre l’eutanasia, come è successo nel caso Englaro o di concedere validità al matrimonio gay, come è successo a Venezia. Le leggi non ci sono, pazienza se appena appena c’è la possibilità ci pensano le toghe a creare precedenti giuridici per introdurle de facto.
A Venezia il tribunale, a cui si era rivolta una coppia gay che si era vista negare dal comune le pubblicazioni matrimoniali, ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale, chiedendole di dichiarare l'illegittimità di alcuni articoli del codice civile che, in violazione della la Costituzione, ostacolerebbero il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ritenuto legittimo sotto il profilo costituzionale.
Grillini ha esultato dicendo che l’ordinanza del Tribunale rappresenta un momento storico perché per la prima volta dei giudici italiani hanno ritenuto che la Costituzione italiana non solo non vieti il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma anzi lo ammetta e lo tuteli" (non spiega, però come mai, nessuno se n'è accorto prima di questi avvedutissimi giudici).

Sarà ma a me proprio non sembra: se vogliamo essere precisi la Costituzione dice ben altro, perché regola l'istituto del matrimonio, non solo con l’art. 29, ma anche con l’articolo 30 e 31.
L'art. 29 stabilisce che "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare".
L'art. 30 stabilisce che "È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.
La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità".
L'art. 31 stabilisce che "La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.  Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo".

Ecco, insomma al di là del merito della questione, mi sembra che tutta la "zuppa" si riferisca a individui di sesso differente e vederci addirittura, una ammissione e tutela delle coppie gay, sia travisare un tantino la Sacra Carta.   
Naturalmente i soliti paladini in pectore della difesa della Costituzione, se solo Berlusconi osa nominarla, in questi  casi fanno come tre scimmiette: non vedono, non sentono e non parlano.
Si possono definire senza pericolo di smentita: pagliacci?
E infine non ravvedono nessun pericolo per la Democrazia se i tribunali si sostituiscono al parlamento e alla volontà popolare?
Orpheus


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23 marzo 2009

Quando è la verità ad essere stuprata: non c'è nessuno stupratore di capodanno

 
Stavo già per scrivere un pezzo indignato sulla seconda liberazione dello “stupratore” di Capodanno (se si tratta di diritti delle donne, non transigo), quando ho letto sul Giornale ciò che capitò veramente quella notte fra i due giovani, e che
nulla ha a che fare con lo stupro, ma   molto ha invece, a che fare con lo sballo d’ordinanza, con una società incapace di condannare la droga senza se e senza ma, con la malafede e con la pessima usanza dei giornalisti di “sbattere il mostro” in prima pagina, anche quando non lo è, dimenticandosi poi di riabilitare il poveraccio in questione o per lo meno, di scrivere la verità.
La verità è spesso “stuprata” ad uso e consumo dello scoop, e in questo caso dopo tanti stupratori immigrati, un giovane italiano, di 22 anni, è stato un boccone troppo succulento per non montare un caso.
Ma è una vergognoso com’è stata gestita l'intera vicenda, fra mezze verità e colossali menzogne.
Davide Franceschini la sera del 31 al festone della Fiera di Roma, fece quello che hanno fatto migliaia di giovani come lui, intronarsi con musica techno, luci strombo, alcol e droga. Lui era di Fiumicino ed era già fattissimo, perché si usa così.
Lei invece aveva 25 anni ed era di Genzano, zona Castelli, pure lei fattissima (é stata anche beccata, dopo in possesso di cocaina).
Non c’è bisogno di raccontare proprio, ma c’è da dire però il necessario per raccontare come si sono svolti i fatti e cioè che lei, per esempio, alle 4 e mezzo era ubriaca persa e ballava in mezzo a un gruppetto di ebeti che le si strusciava addosso, le tirava su i vestiti: tanto che un amico dovette intervenire per difenderla; e sarebbero fatti suoi, nondimeno, che lei in un momento imprecisato abbia anche avuto un rapporto sessuale con qualcuno che non fu, però, Davide Franceschini, ossia il ragazzo accusato d’averla stuprata: l’ennesima prova del Dna infatti non lascerà dubbi, quelle tracce sessuali appartengono ad altri. Mentre Davide, ovviamente strafatto, lo conobbe più tardi. Gli amici ricordano che verso le 5 del mattino i due si scambiavano effusioni senza problemi, ed erano quasi teneri mentre mano nella mano, alle 5 e 15, si dirigevano stravolti e barcollanti verso i bagni chimici dove ogni cosa accadde. Quanto avvenuto, di qui in poi, è sospeso tra la confusione di lei e il racconto di lui: che però verrà ritenuto credibile non solo dai giudici, ma anche dalla difesa della ragazza.
Tralasciando per quanto possibile i dettagli, successe questo: in bagno c’erano andati solo per una rapida fellatio da ascriversi al delirio di quella notte, ma lui, strafatto, non funzionava. Prese l’iniziativa, usò una mano, e qui è difficile entrare nell’ottica convulsa e alterata di chi è sovralimentato dalla cocaina: sta di fatto che a un certo punto lei gli disse che non era buono manco con la mano, e cominciò a sfotterlo, finché lui perse la testa e ogni confine fu superato ufficialmente, droga o non droga. Lui le fece violenza, sempre con la mano, le diede anche due pugni in volto.
E lei, poco più tardi, invocava aiuto e aveva delle macchie di sangue sul vestito. Disse che era stata violentata da più persone in mezzo alla pista, e uno di loro aveva una felpa bianca (Franceschini quella sera indossava una felpa bianca). Parve impossibile. Seguirà un’altra versione: un tizio con la felpa bianca l’aveva scaraventata in bagno e violentata. «La ragazza aveva ricordi confusi», dovrà annotare il giudice, una donna, «in quanto aveva bevuto e aveva assunto sostanze stupefacenti». Quello con la felpa bianca, intanto, quella notte era stato identificato mentre tornava a Fiumicino dopo aver già percorso 15 chilometri a piedi: ai poliziotti aveva ammesso solo d’aver sbaciucchiato una ragazza dei Castelli. Ci sarà una perquisizione a casa sua, e la felpa bianca verrà acquisita come fonte di prova. E ora andrebbe spiegato il contesto familiare di questo 22enne: che nessuno, beninteso, qui vuole compatire. Ultimo nato in una famiglia dove il fratello ha 20 anni più di lui, e dove tutti lavorano al forno di famiglia, la madre cominciò a pressarlo: che è successo, che hai fatto? Forse non era più chiaro neanche a lui: anche perché giorni dopo, quando lo chiamarono in questura per un confronto, la ragazza lo vide ma ufficialmente non lo riconobbe. E non l’ha riconosciuto mai, incastrata nelle troppe versioni di una storia che intanto si era gonfiata al punto da esporre la sua famiglia e indignare un Paese.
Pressato dalla madre, e su consiglio del suo avvocato, Davide decise di costituirsi. Non l’avrebbero mai beccato, se non l’avesse fatto: nessuna prova del Dna avrebbe potuto riscontrare un rapporto sessuale mai avvenuto.
Il fornaio 22enne, incensurato e balbettante di vergogna, impressionò anche il capo della Mobile, Vittorio Rizzi, che si premurò che potesse ottenere i domiciliari perché sennò s’impiccava, disse. Li ottenne. Il gip, alla luce dei riscontri raccolti, scriverà che «Le dichiarazioni della ragazza contengono almeno tre diverse ricostruzioni dei fatti incompatibili fra loro, sono smentite dalle altre fonti di prova, non sono riscontrate neanche dalla natura delle lesioni subite che invece ben si spiegano alla luce del racconto offerto dall’indagato». Lesioni, brutto reato: sta di fatto che nessuno, nel clima montante, col governo che si apprestava a varare un decreto antistupri derivante proprio da quel caso, nessuno, insomma, tanto meno i magistrati, si sognò di derubricare l’accusa di stupro in quella di lesioni. Eppure il pubblico ministero che ottenne i domiciliari per Davide Franceschini, per dire, è lo stesso Vincenzo Barba accusato di accanimento contro i due romeni del parco della Caffarella. E il gip che aveva acconsentito ai domiciliari, Marina Finiti, era nota per le dure condanne inflitte agli stupratori di una studentessa del Lesotho e a un giovane pirata della strada che per la prima volta nella storia giudiziaria italiana era stato incriminato per omicidio volontario anziché colposo: dovranno avvedersene anche gli ispettori ministeriali. Persino il legale della ragazza, Fabrizio Federici, lo ripeté più volte: «Gli arresti domiciliari a Franceschini sono ineccepibili». Mentre Pierangelo Maurizio, giornalista e consigliere del Fnsi, nel visionare le prime carte del caso Franceschini si chiedeva se la categoria non avesse niente da dire. A torto o a ragione, il clima era ormai quello che era: «Se non fanno giustizia come si deve, io giustizia me la farò da sola» mandava a dire la vittima mentre il padre era ancora più categorico: «Il ragazzo deve pensare a che cosa gli può succedere: io lo aspetto, non c’è problema».
Approvato il decreto antistupri, Davide Franceschini tornava poi in carcere negli stessi giorni in cui la ragazza veniva fermata per possesso di cocaina. E veniva nuovamente ri-liberato, Franceschini, nell’attesa di giudizio che riguarda un reato non migliore né peggiore di quello che semplicemente è: «Non c’è stato uno stupro per come comunemente s’intende, ma una violenza grave per la quale il ragazzo pagherà pesantemente», ha detto il suo avvocato Francesco Bergamini. Ma non è tempo di sottigliezze. Non è uno dei romeni di Guidonia, ma resta difficile che Davide Franceschini, da stupratore, divenga il lesionatore di Capodanno.

Le mie considerazioni su questa ennesima “storiaccia” le ho messe all’inizio, posso solo aggiungere, che è ora di smetterla di far diventare “divi”le vittime o i parenti delle stesse: se non hanno il buon gusto di tacere davanti alla loro disgrazia, bisogna che i giornalisti perdano la brutta abitudine di spettacolizzare il loro dolore: non serve a nulla, né alla vittima, né alla giustizia, crea solo dei “casi” che si gonfiano a dismisura a scapito della verità. Com’è successo a questo ragazzo, che non è uno stupratore, che pagherà salato, una serata di “ordinario” sballo, del quale però, non è l’unico colpevole. Si, perché anche la ragazza, ha le sue responsabilità.
Orpheus


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3 febbraio 2009

Basta pensare solo ai diritti di Caino

 
Che certe cose le scriva Repubblica, posso anche capirlo, che le scriva Filippo Facci sul Giornale, mi lascia alquanto perplessa.
Possibile che lo stupro sia un reato che a tutt'oggi venga ancora così gravemente"sottovalutato"?
Facci scrive che non c'è un'emergenza stupri perchè "È improbabile che siano aumentati rispetto a un mese fa, eppure i giornali ne ridondano". Forse non saranno aumentati, e forse il caso di Guidonia ha fatto da volano, portando alla ribalta altri stupri che altrimenti sarebbero passati sotto silenzio, ma l'emergenza c'è eccome, che poi i giornali se ne accorgano ad ondate non aiuta di certo.
Invece di "lucrare" sul caso eclatante dovrebbero portare avanti una seria e onesta campagna d'informazione, senza omettere e senza esaltare.
Sempre secondo Facci "non è positivo, che per cavalcare ogni ondata emergenziale si finisca coll’azzerare le conquiste della precedente".
E fra le "conquiste" cita appunto gli arresti domiciliari al 22enne di Roma, stupratore reo confesso, "probabilmente inevitabili e, secondo lui, addirittura giustificabili".
Siamo in uno stato di diritto é vero, e certe garanzie vanno mantenute, ma non si può affrontare un problema così devastante con diktat del garantismo davanti a tutto.
Ci sono reati che richiedono più severità e lo stupro è fra questi.
Se le leggi sono troppo garantiste, bisogna cambiarle e chiedere che siano cambiate.
Chi stupra deve andare in carcere immediatamente e deve rimanerci per almeno 15 anni, senza possibilità di domicilari sconti e attenuanti.
Che attenuanti può avere uno stupratore? NESSUNA.
Il perchè é presto detto nel caso della povera Sig.Reggiani, "la fiera resistenza della vittima" é diventata un'attenuante per il suo carnefice, che ha evitato l'ergastolo. Ergo bisogna non opporre resistenza perchè altrimenti forniamo un attenuante al nostro stupratore. E magari se stiamo immobili per evitare di essere massacrate come la Sig.Reggiani, troviamo un giudice che mette in dubbio lo stupro perchè non abbiamo opposto "fiera" resistenza. Ma che cavolo di GIUSTIZIA è questa? Chi subisce uno stupro paga per tutta la vita, e la galera per uno stupratore é il minimo.
Infine NON E' VERO che che certe decisioni - nella fattispecie certe scarcerazioni - dipendono dall’applicazione della legge. "In Italia, Codice alla mano, i giudici hanno un ampio potere discrezionale, sia nell’applicazione della carcerazione preventiva, sia al momento di quantificare la pena definitiva. Per la carcerazione preventiva basta uno solo dei tre seguenti requisiti: 1) pericolo di fuga; 2) pericolo di inquinamento delle prove; 3) pericolo di reiterazione del reato.
 Chi decide che uno stupratore, magari reo confesso, sicuramente non violenterà qualcun altro?
Il giudice, secondo il suo libero convincimento. E può sbagliare, come in molti casi è successo. Chi decide che uno stupratore sicuramente non scapperà, magari perché è agli arresti domiciliari? Sempre il giudice, e sempre secondo il suo libero convincimento. E può sbagliare, com’è successo guarda caso in questi giorni, quando un marocchino reo di violenza carnale e messo agli arresti domiciliari ha pensato bene di sparire, con tanti saluti alla sua vittima, che dal proprio dolore non potrà mai fuggire per tutta la vita".
Orpheus
PS. Penosi i Radicali che si sono recati a trovare gli stupratori di Guidonia, per accertarsi delle loro condizioni fisiche. Mai una volta che stiano dalla parte di Abele e che vadano a trovare le vittime di Caino.
Se é da condannare il tentativo di linciaggio di quei criminali e anche da deplorare l'atteggiamento di chi per fare sempre l'anima bella, calpesta il dolore altrui.




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25 gennaio 2009

Cara Magistratura: assolvi lo stupratore e dacci oggi il nostro stupro quotidiano

 

«Vorremmo capire, ma non ci riusciamo. Gli arresti domiciliari?
Che significa per uno che ha fatto una cosa terribile come questa?
È vero, ci sentiamo abbandonati... ».

Queste sono le amare parole della mamma della ragazza stuprata a Capodanno, il cui stupratore reo-confesso, è stato mandato ai domiciliari, senza scontare un solo giorno di carcere.
Vorremmo capire tutti, il significato di questa sentenza che calpesta la giustizia, la dignità umana, il dolore delle vittime, e mette tutti, e sottolineo tutti in pericolo.
Quale messaggio arriva infatti ai criminali: “accomodatevi, rubate, stuprate e ammazzate che sicuramente un buon giudice “politicamente corretto” ma umanante e moralmente INDEGNO, vi permetterà di passarla liscia”.
Intanto è un bollettino di guerra, dopo gli stupri dei giorni scorsi. La rassegna degli orrori non si ferma. Anche ieri, tre nuove storie. A Brescia la vittima è una ragazza romena di 19 anni, violentata a turno da tre uomini (due romeni e un polacco) nel suo appartamento. A Genova, una settimana fa (ma si è saputo solo ieri), una donna di 30 anni è stata stuprata in pieno centro, nella zona di piazza Cinque Lampade, di notte, da due marocchini. E a Napoli dove però ci sono dei dubbi da parte degli inquirenti.

Riempire le strade di soldati può essere un deterrente, ma non porrà certo fine alla "saga" degli stupri etnici e non;
e l’indecenza di una magistratura che non solo assolve al suo compito, ma mette tutti a rischio, aggrava di molto il problema.
Dovremo trasformarci tutti in Charles Bronson per avere un po' di giustizia?


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4 dicembre 2008

Magistropoli: guerra fra procure

Caso de Magistris, l'ira di Mancino: «Pronto a lasciare se screditato»
			 
Ci siamo arrivati alla guerra fra procure  a “colpi” di avvisi di garanzia.
Dopo il sequestro della documentazione delle indagini "Why Not" e "Poseidone" eseguito martedì scorso dai magistrati di Salerno nella procura Catanzaro, la procura generale di Catanzaro ha contrattaccato, bloccando gli atti e iscrivendo sette magistrati campani sul registro degli indagati.
Un velenoso scontro giudiziario che nasce dalla vicenda del presunto "complotto" ai danni dell'ex pm Luigi De Magistris: l'atto di accusa nei confronti dei magistrati calabresi, che avrebbero ostacolato e annientato le ultime inchieste di De Magistris (poi trasferito a Napoli dal Csm) nelle quali erano indagati tra gli altri l'ex-Guardasigilli Mastella e l'ex premier Prodi, è contenuto in un decreto di 1700 pagine emesso dalla procura salernitana. Ma la procura di Catanzaro, “offesa” dall'azione di Salerno, decide di rispondere con una contro-inchiesta.

La matassa è parecchio imbrogliata, e sicuramente fa fare l’ennesima brutta figura alla magistratura italiana, lo stesso Presidente Napolitano ha definito questo pasticcio “Un grave caso istituzionale, senza precedenti”.
Il male nasce dall’ambigua indipendenza della magistratura dal potere politico, a cui si è aggiunto un problema “d’indipendenza del magistrato rispetto alla magistratura”, come spiega Clementina Forleo nel suo libro. “ Il singolo magistrato che non si vuole allineare, non si vuole schierare, vuole essere libero, finisce per pagare i suoi errori. E li paga cari”. E aggiunge indagare sulla destra va bene, ma se cambi colore di caimano ti fai male”.
Come ho sempre scritto anch’io.
Per la Forleo tutto è partito dagli eccessi di “Mani pulite” specialmente nell’uso del carcere, che hanno «rafforzato il consenso popolare verso certa politica» e minato «la fiducia» nei magistrati.

Ma il vero problema è l’immunità pressoché totale di cui gode la magistratura. Qualsiasi categoria risponde del proprio operato, della propria inefficienza e dei propri errori volontari o involontari. Ma i magistrati no, possono fare quello che vogliono, sbattere in galera innocenti, metterci anni per compilare le motivazioni di una sentenza permettendo il rilascio di pericolosi assassini e mafiosi, mandare avvisi di garanzia tramite stampa al presidente del consiglio (Berlusconi), mettere in custodia cautelare la moglie di un Ministro di Giustizia (provocando la caduta del Governo Prodi),  provvedimenti che in seguito sono risultati senza alcun fondamento, ma intanto il danno è stato grave e immediato.

Uno Stato di diritto non può essere messo sotto ricatto, da un PM che invece di amministrare la giustizia si diletta a fare il politico sottobanco. Per questo è necessario il Lodo Alfano, ma ancora più necessaria è una seria riforma di tutto il sistema giudiziario.

Orpheus


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15 ottobre 2008

Certificato il fallimento dell’indulto: stesso numero dei detenuti di due anni fa

 
Sul fronte della giustizia la situazione é sempre drammatica per il povero cittadino onesto, che vede scarcerare assassini efferati come Maso e Carretta (a quest'ultimo hanno anche dato l'eredità della famiglia (la sua) che ha sterminato) e che apprende con non poco disappunto che l'indulto sotto il Governo Prodi, non é servito a nulla, le carceri sono nuovamente strapiene.
A denunciarlo è l'Unione camere penali italiane, che fa anche notare come le cause del sovraffollamento nelle carceri "non sono state rimosse".
L'Ucpi consiglia per risolvere il problema di potenziare "le misure Gozzini, adibendovi tra l'altro esperti in maggior numero e più qualificati, favorendo il duplice risultato di tutelare la collettività e decongestionare le carceri".
A leggere i rapporti sulla criminalità mi sembra che la Gozzini svuoti le carceri, questo é vero, ma sulla tutela della collettività ha grosse lacune, la lista dei delitti commessi grazie ai benefici della Gozzini  é lunga e dolorosa. Non basta mettere fuori  delinquenti sperando che il reo non torni a delinquere bisogna anche controllare, e quando si parla di controlli si cade nel solito problema italiano: sono insufficienti. Gravemente insufficienti.
E poi, bisogna vedere a CHI vengono accordati tali benefici, se si pensa che hanno messo il "mostro" del Circeo a lavorare come assistente sociale, con il brillante risultato di fargli ammazzare altre due povere innocenti, c'è veramente poco da stare allegri.
Per la Lega  Il problema "può essere risolto solo attraverso due vie: la costruzione di nuove carceri e l'ampliamento di quelle già esistenti".
Ma anche questo é un po' poco.
Innanzi tutto considerato che ormai quasi il 40% dei detenuti sono stranieri, bisognerebbe rendere più funzionanete la politica delle espulsioni.
In secondo luogo visto che, sempre secondo il ministero, dei 57.187 detenuti, la maggior parte è in attesa di giudizio definitivo, con 16.179 persone che aspettano il giudizio di primo grado, 9.782 quello di secondo e 3.544 in attesa del ricorso in Cassazione, bisognerebbere rendere più efficiente la "macchina della giustizia", ridotta ad un "ferrovecchio". 
E qui si apre un'altra parentesi "dolorosa" l'inefficienza ormai cancrenosa della nostra giustizia, sette processi su dieci vengono rimandati, continui rinvii e lentezze che rendono biblici i tempi per i procedimenti.
Penso che il primo passo il più importante sia una riforma SERIA della giustizia, ne avrà il coraggio questo governo?
Chi tocca la casta delle toghe in Italia, muore...un po' come con l'alta tensione.
Orpheus





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7 ottobre 2008

Giustizia creativa: per i giudici di Cagliari è lecito ripudiare la moglie

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In Italia non abbiamo nemmeno bisogno dei tribunali coranici come in GB, ci pensano i nostri “valorosi” giudici ad applicare la sharia. Quelli politicamente corretti che hanno le idee confuse fra il rispetto per le professioni di fede e l’applicazione, grazie a “pasticci” degni di un azzecarbugli, di sentenze che legittimano usanze contrarie alla nostra Costituzione ed al patrimonio di valori, sui quali si regge la nostra civiltà..
Maschi dell’italico suolo se vi siete, invaghiti di una giovane ucraina e la vostra vecchia consorte non la sopportate più, appellatevi alla legge islamica potrete ripudiarla e magari maltrattarla, sequestrarla e picchiarla. Troverete sicuramente delle toghe creative, che, in nome del relativismo giuridico, vi daranno ragione.
Il precedente c’è già e proviene dalla Corte d’Appello di Cagliari che ha riconosciuto “efficace nell’ordinamento italiano il provvedimento di divorzio, ordinando la trascrizione del provvedimento egiziano nel Registro di Stato civile del Comune di Cagliari”.
Efficace?
Eppure, si tratta di un divorzio incivile. Un egiziano si toglie dai piedi la vecchia consorte, limitandosi a recitare la formula rituale di ripudio (Talaq) davanti a un delegato canonico del tribunale civile egiziano. Da notare che la moglie, trattata come un randagio, prima adottato e poi abbandonato, si ritrova divorziata probabilmente senza essere stata informata.
La nostra giustizia, insomma, ha convalidato una sentenza di divorzio fondata sul rituale, arcaico e inaccettabile, del ripudio, in uso anche in Italia, certo, ma nella Roma del IV secolo a.C.

Ovviamente, le ddonne con due “d”, le compagne femministe, gli esibizionisti dei diritti civili del terzo e quarto sesso hanno girato la testa dall’altra parte, (come fanno sempre quando i “compagni” migranti “sbagliano”) evitando di sdegnarsi per i vulnerati artt. 2, 3, 29, 111 della Costituzione. Del fatto che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione...” tranne le donne islamiche.

Se n’è ricordata e fatta carico solo Souad Sbai, che ha proposto un’interrogazione al Guardasigilli, mettendo in guardia contro tali ignobili sentenze, che avranno come diretta conseguenza il legalizzare due società affiancate: quella delle donne con parità di diritti e quella delle schiave islamiche.
E, ora, si attende la sentenza del Tribunale di Genova sul marocchino colpevole di lesioni e sequestro ai danni della moglie, dopo che i giudici marocchini, seguendo il codice del maschilismo più impudente, hanno dato ragione al bruto, ordinando alla povera vittima di tornare dal marito e di pagare pure le spese processuali.
Farà testo anche a Genova la giustizia islamica, estendendo, per analogia, anche al maschio italico il diritto-dovere di sequestrare, massacrare di botte e ripudiare la propria consorte? Riassunto da Libero
Orpheus

22 giugno 2008

Ah ah ah:La "blocca-processi" esiste già da 10 anni


Caro Direttore, con riferimento all'articolo apparso in prima pagina sul suo giornale, dal titolo «Passa la norma blocca processi», forse è opportuno segnalarle che una disposizione analoga è da tempo vigente nel nostro ordinamento giuridico.
Con il decreto legislativo del 19 febbraio 1998 n. 51 è stato introdotto uno smilzo articoletto (art. 227) il quale testualmente dispone: «Al fine di assicurare la rapida definizione dei processi pendenti alla data di efficacia del presente decreto, nella trattazione dei procedimenti e nella formazione dei ruoli di udienza, anche indipendentemente dalla data del commesso reato o da quella delle iscrizioni del procedimento, si tiene conto della gravità e della concreta offensività del reato, del pregiudizio che può derivare dal ritardo per la formazione della prova e per l'accertamento dei fatti, nonché dell'interesse della persona offesa.
Gli uffici comunicano tempestivamente al consiglio superiore della magistratura i criteri di priorità ai quali si atterranno per la trattazione del procedimento e per la fissazione delle udienze
».

Con tale disposizione è stata consentita la trattazione di quei procedimenti che il magistrato, a suo discrezionale apprezzamento, ritiene «gravi o dotati di concreta offensività». Per gli altri il destino è assicurato: saranno stipati in un oscuro sottoscala all'interno di un ufficio giudiziario, in attesa dell'arrivo liberatorio della prescrizione. È stata cosi introdotta una illegittima archiviazione, mascherata con buona pace del declamato principio della obbligatorietà dell'azione penale.

Il predetto decreto legislativo porta le firme di Prodi, presidente del Consiglio dei Ministri, Flick, ministro di Giustizia, Scalfaro, presidente della Repubblica. È singolare, perciò, che nell'intervista rilasciata al suo giornale, il presidente Scalfaro non abbia fatto alcun riferimento alla disposizione suddetta. Preme sottolineare che in un Paese di democrazia liberale spetta al Parlamento individuare quali fatti assumono rilevanza penale e, quindi, quali reati debbano essere perseguiti. Appare, perciò, quantomeno eccentrico che i criteri di priorità imposti dalla disposizione summenzionata debbano essere portati all'attenzione del Csm e non del Parlamento.
Antonio Albano
ex Procuratore Generale Onorario presso la Corte di Cassazione
Da Legnostorto
Come la mettiamo in questo caso con ""obbligatorietà dell'azione penale" e "uguaglianza di tutti davati alla legge", che in questi giorni sono il mantra della sinistra?
E con Scalfaro così labile di memoria da non ricordare ciò che ha firmato?
E con quei magistrati che gridano al lupo e manco conoscono la materia visto che blaterano di anticostituzionalità, ma se non é anticostituzionale il decreto legislativo del 19 febbraio 1998 n. 51 , non si capisce proprio perché lo debba essere l'attuale norma "blocca-processi".
La solita fuffa antiberlusconiana, portata avanti da 15 anni dalla solita magistratura schierata con l'appoggio dei giornali schierati. Tanto fumo e poco arrosto.
Che palle.
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 22/6/2008 alle 22:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

19 giugno 2008

Promosso lo stop ai processi anche se “salva” Berlusconi.

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Qualche giorno fa il direttore de l’Occidentale aveva risposto ad un editoriale di Ezio Mauro su Repubblica dove si spiegava che le scelte di Berlusconi in fatto di giustizia e di processi segnavano la fine della luna di miele con il paese oltre che costituire un attentato allo stato di diritto e alla democrazia.
Nella risposta a Mauro si faceva notare come l’iniziativa del Cav. legata all’emergenza sicurezza e destinata a garantire una corsia preferenziale ai processi più gravi e urgenti sarebbe piaciuta agli italiani anche se questa avesse comportato la sospensione di un processo contro lo stesso presidente del Consiglio.

Oggi Repubblica conferma la tesi del direttore de l’Occidentale e smentisce quella del suo direttore in modo piuttosto plateale. Il giornale di Ezio Mauro pubblica infatti un sondaggio dove i numeri mostrano che i cittadini hanno in gran parte seguito e apprezzato l’iniziativa del governo. E’ proprio Repubblica a sintetizzare così i risultati del sondaggio: “Gli italiani pensano che la giustizia funzioni male. E se il prezzo da pagare deve essere una sorta di immunità giudiziaria per Silvio Berlusconi sono disposti a pagarlo”.
Il 55 per cento degli intervistati da Ipr Marketing per Repubblica è a favore della corsia preferenziale per i processi contro reati più gravi e al blocco di un anno per gli altri. Se si scorpora il dato per orientamento di voto si vede che il 90 per cento di chi sostiene il governo è d’accordo con questo provvedimento, ma anche il 26 per cento di chi vota Pd o Idv lo sostiene. Da notare che gli elettori dell’Udc - dopo che Casini ha bocciato gli emendamenti “salva-premier” chiedendo al governo di ritirarli – si sono dichiarati favorevoli al 53 per cento.
In genere le misure sulla sicurezza varate da Palazzo Chigi sono condivise dai cittadini, compresa la misura dell’esercito per le strade. Il 53 per cento degli italiani è a favore mentre è contrario solo il 31 per cento.
Sorprende ancora una volta il giudizio degli elettori dell’Udc, favorevoli al governo al 91 per cento. (Che Casini stia perdendo il polso del suo elettorato?)
Il titolo di Repubblica dice tutto in due righe: Promosso lo stop ai processi anche se “salva” Berlusconi.
Tanto di cappello a Ezio Mauro, farsi smentire dal proprio giornale è segno di grande signorilità.
Da L'Occidentale
Questo dato era facile da pronosticare, in primis perchè gli italiani hanno ben poca fiducia nelle toghe, di cui hanno capito le manovre oscure e, tutt'altro che lecite,  per mettere fuori gioco Silvio Berlusconi.
Non ci sarebbe altro modo di spiegare, altrimenti, il vasto gradimento che gli elargiscono ad ogni elezione. E' tre volte che Berlusconi vince l'elezioni e alla grande.
In secondo luogo, le priorità degli italiani sono ben altre, ma come al solito, la sinistra, non l'ha capito. Spera, paventando attentati alla democrazia,  di acchiappare consensi, é rimasta a 60 anni fa, quando gridare "al fascismo" era vantaggioso.
Oggi nessuno crede più al pericolo "fascista" tranne qualche sbarbatello con la fregola di menar le mani, per cui ogni pretesto é buono.
Orpheus


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5 maggio 2008

Verona: gli skeanheads avevano colpito già tredici volte

 

Un ragazzo di 29 anni è stato brutalmente pestato per un motivo futile e ridotto in fin di vita. Gli aggressori sono noti alla Digos, in meno di due anni, hanno colpito almeno tredici volte. Tante sono le denunce presentate alla polizia, c'è da chiedersi per quale MISTERIOSO motivo, fossero ancora in giro a pestare cittadini inermi.
Eppure questo episodio terribile, da giorni tiene banco su tutti i media, perchè gli autori sono nazi-fascisti (e non criminali in libertà) e quindi fa buon gioco al fine di menare, sotto il naso degli italiani, il pericolo di un rigurgito di fascismo, favorito dal trionfo elettorale delle “destre”. Uno spauracchio che ha funzionato per 60 anni, ma che, ancora alla sinistra, non è entrato in testa, non funziona PIU’.

Sette mesi fa, un ciclista sessantenne è morto dopo una lunga agonia, per le ferite riportate dall’aggressione di due romeni, mentre transitava sulla pista ciclabile di Tor di Valle a Roma.
Il povero Luigi Muriccioli, è stato selvaggiamente colpito alla testa con un bastone da Marcelo Relu, di 19 anni, e da un minorenne di 15 anni, per un telefonino e un lettore cd.
Due episodi uguali, di violenza urbana, nel secondo caso, però non è stato dato dai media, nessun risalto e non è stato paventato nessun “pericolo clandestini”, anzi chi ha osato manifestare le proprie paure, in occasione del caso della Sig.ra Reggiani e della povera Vanessa Russo, è stato tacciato di razzismo, e quei politici che prendevano la parte dei cittadini spaventati, sono stati accusati, di “cavalcare la paura” e l’istinto xenofobo degli italiani.

Ma sia nel primo che nel secondo caso, il problema è alla radice, e si annida nel nostro sistema giuridico, incapace ormai di tutelare le persone oneste e che e ha fatto si, che l’Italia diventasse appetibile anche per i peggiori delinquenti stranieri. Alla base c’è l’abitudine “sinistra” di giustificare sempre un delinquente “perché diventato tale per colpa della società”. Niente di più ingiusto, sciocco e pericoloso. Il criminale incallito è tale perché gli conviene e perché nel suo dna c’è insita la violenza, la totale indifferenza alla sofferenza e alla vita altrui. Il “male” esiste, checché ne dicano i soloni del buonismo ebete e autodistruttivo.

Da decenni, la pena per chi si macchia di qualsiasi crimine, dall’omicidio allo stupro, dalla rapina al borseggio, ha l’unica finalità della riabilitazione del criminale, e per far ciò si avvale di strumenti che hanno di fatto esautorato la giustizia e la legalità nel nostro territorio. Permessi premio, sconti di pena, pene alternative ecc. hanno fatto si che delinquenti recidivi e senza alcuna intenzione di riabilitarsi, la facessero sempre franca, le vittime finissero sotto terra con buona pace dei parenti, che ormai non hanno più lacrime, per piangere le gravi ingiustizie di cui sono oggetto.

Si parla molto di “certezza della pena”, ma come si può ottenerla con le leggi attuali e l’attuale magistratura? Ormai i casi di malagiustizia superano abbondantemente quelli di malasanità. E tanti italiani pagano con la vita, la sciocco e perverso buonismo di certi magistrati, i quali si permettono qualsiasi “nefandezza” ben sicuri che non pagheranno MAI, se la loro decisione ha causato vittime innocenti. Salvo a chiudere la stalla dopo che i buoi son fuggiti.

Giusto affrontare il problema delle criminalità legata all’immigrazione, con espulsioni e quant’altro, ma se non s’interviene anche a sanare una giustizia ormai inesistente, sarà come arginare un fiume in piena, con secchiello e paletta.

Orpheus


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12 marzo 2008

La "Guerra santa islamica tramite i Tribunali"


Contro Magdi Allam  una valaga di denunce e processi per costringerlo a non scrivere e a non parlare liberamente, la sua vicenda raccontata direttamente da lui,  sul Corriere:
Cari amici,
Negli Stati Uniti l’hanno ribattezzata “Jihad by Court”, ossia “la Guerra santa islamica tramite i Tribunali”. Significa assediare e inondare il “nemico dell’islam” di denunce, richieste di rettifica a mezzo stampa, richieste di risarcimento danni, processi penali e civili, fino a costringerlo a capitolare, costringendolo a prendere atto che non gli è più possibile proseguire nell’azione di contrasto dell’estremismo e del terrorismo islamico perché è troppo oneroso il costo in termini di denaro necessario a pagare gli avvocati, di tempo da dedicare alla raccolta del materiale di documentazione atto a comprovare la fondatezza di ciò che si è detto o scritto, di tensione umana per il protrarsi di una vera e propria guerra legale, materiale e psicologica in cui alla fine si rischia di sentirsi soli di fronte ad una centrale del radicalismo islamico globalizzato che dispone di ingenti risorse finanziarie, coadiuvata da una quinta colonna di non musulmani collusi ideologicamente nella condivisione del pregiudizio nei confronti degli Stati Uniti, di Israele e, più in generale, dei valori e dell’identità giudaico-cristiana che sono il fondamento della civiltà occidentale.
Qui Magdi racconta del suo "tranquillo week-end di paura" durante il quale ha ricevuto comunicazione di ben nove cause a suo carico, intentategli dall'Ucoii e da iman fondamentalisti.
E conclude:
 Negli Stati Uniti Daniel Pipes ha promosso un ufficio legale che offre consulenza e assistenza gratuita a tutti i cittadini americani che finiscono nel mirino degli estremisti islamici. Sarebbe ora di farlo anche qui in Italia, in Europa, negli stessi paesi musulmani dove tanti intellettuali, giornalisti , donne emancipate e religiosi riformisti sono stati costretti al silenzio dalle condanne a morte esplicite o da minacce velate. In ogni caso gli estremisti islamici e i loro complici sappiano che io non piegherò mai al terrorismo dei taglia-lingua, così come non mi sono lasciato intimidire dal terrorismo dei taglia-gola. Per la mia libertà interiore di parola e di scrittura, che è l’essenza della vera libertà, mi batterò fino all’ultimo.

Il bello é che usano le nostre leggi e la nostra democrazia contro di noi. Sarebbe ora, che ce ne renedessimo almeno conto.
Orpheus


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19 febbraio 2008

IPOCRITI E SODALI DEI PEDOFILI fino a ieri…

 

Tra l'agosto e il settembre del 2000, Libero nella persona di Vittorio Feltri, propose lo slogan: “Se il pedofilo lo conosci, forse lo eviti” (24 agosto).
Si trattava di rendere pubblici il nome e la residenza di gente condannata per violenze sessuali a minori. Le famose liste dei pedofili.
Il tutto basato sul semplice buon senso: la recidiva nei pedofili é altissima e fra la privacy  dei "lupi" e la sicurezza degli agnelli, la scelta dovrebbe essere scontata.Ma non fu così
Si scatenò la solida orda di "buonisti in servizio permanente attivo" con la feccia della società:
Il Garante della Privacy, Stefano Rodotà scelse la reprimenda verso Feltri.
Così pure il presidente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre: «È una nuova forma di gogna sociale» (Corriere della Sera, 24 agosto). Prima di tutto la privacy
L'Ordine e il sindacato dei giornalisti promossero una campagna contro Feltri.
Fummo costretti a fermarci.
Paolo Serventi Longhi, presidente della Federazione nazionale della Stampa, auspicò la chiusura di Libero con queste parole: «Trovo la decisione di Feltri assolutamente inqualificabile» (La Stampa, 24 agosto).
L'Ordine lombardo dei giornalisti aprì un fascicolo per un provvedimento disciplinare contro il direttore. Ebbe successo.
Gad Lerner, sempre molto simpatico coi colleghi, disse: «Informazione che per vendere stuzzica la morbosità».
Tonino Di Pietro accusò Libero: «È favoreggiamento alla violenza, un rimedio peggiore del male» (Oggi, 6 settembre). Peggiori le liste della pedofilia (del rischio di violenze ai bambini), e bravo il campione della sicurezza che aveva già detto: «Libero nutre la voglia di linciaggio» (Repubblica, 22 agosto).
Il ministro della Giustizia, Piero Fassino: «Siamo alla lapidazione mediatica dei pedofili. Aggiunge orrore ad orrore» (29 settembre, sempre del 2000).
E la ministro Livia Turco? «Si strumentalizzano le bambine. Decisione abbastanza grave, alimenta psicosi inutili»(da Libero).
Inutile?
Lo vada a dire a quella bambina, se sarebbe stata una “psicosi inutile”, glielo dica, quando il ricordo dello stupro la immobilizzerà nel buio e la farà sudare freddo.
Quando vedrà in ogni uomo, un possibile “orco”. Quando il sesso diventerà per lei, un “atto sporco” perché associato a un ricordo orribile, e solo tanto amore e tanta pazienza potranno far si che questa bambina, un domani sia una donna normale.

Infine non mi risulta che per la "caccia alle bambine" da parte dei pedofili la signora ministra sia mai scesa in piazza o abbia mai usato i toni che usa per gli antiabortisti. Quelli si, che sono da condannare, chiedono il rispetto delle vita, chi la distugge invece, é da "capire", "giustificare", é un "martire" della società. I carnefici se la ridono e le vittime versano lacrime amare.


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5 febbraio 2008

Sesso con 13enne, condanna con sconto: "era amore"


 Lo so che rischio di annoiare chi mi legge proponendo sempre le stesse "tiritere" chiedo venia, ma mi risulta impossibile non indignarmi.
Non riesco ad abituarmi alle follie della magistratura italiana e al pelo sullo stomaco (che deve essere ben folto) di coloro che dovrebbero amministrare la giustizia.
Secondo queste acute menti una ragazzina di 13 anni é CONSENZIENTE ad avere rapporti sessuali con uno che ha il doppio dei suoi anni, 34.
Il tizio in questione é stato condannato per aver fatto sesso con la tredicenne (e non per stupro) e con uno sconto di pena perché fra lui, la ragazzina c'era "amore". 
L'accusa aveva chiesto cinque anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale ( e già mi sembra una pena lieve, per lo stupro in una tredicenne), ma  i giudici hanno accolto la tesi difensiva , riconoscendo la "minore gravità". Al processo la ragazzina disse che la loro storia era cominciata nel 2005 quando l’uomo la convinse a salire in auto e la indusse a un rapporto sessuale.
Dopo di che la ragazzina ha "trasformato" il suo violentatore in un principe azzurro, e gli mandava messaggini.
 Non ci vuole uno psicologo professionista per capire che una tredicenne costretta psicologicamente ad un rapporto sessuale, si sente in colpa, da qui il bisogno di "elevare"  l'accaduto a un sentimento che lo giustichi.
La coercizione non fisica, ma psicologica che può effettuare un adulto su una mente così giovane, é violenza, ma stranamente il bambino non riesce a recepirla come tale.
Un bambino maltrattato e picchiato dalla madre, l'ama e la difende ugualmente. C'è un fior fiore di letteraratura di psichiatria infantile a riguardo.
Ma forse i magistrati di Vicenza preferiscono attingere informazioni da ben altra letteratura, quella di Liala, visto che per loro l’imputato "è risultato coinvolto in un vero e proprio sentimento d’amore".
Poi se una di queste ragazzine si getta da una finestra tutti a chiedersi come mai...
Orpheus


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29 gennaio 2008

Vivere senza volto

 
Due donne, una italiana, l'altra pakistana, due vittime di uomini-bestie che considerano la propria moglie alla stregua di un oggetto da usare, calpestare distruggere a proprio piacimento.
La vita di queste due ragazze é stata irrimediabilmente devastata dalla violenza più brutale, quella che non uccide, ma condanna la sventurata a guardarsi, ogni giorno allo specchio e a vedere un "mostro".
Cosa possa significare tutto questo per una donna é facilmente immaginabile, quanto é immaginabile la cattiveria, di chi decide di cancellarne il viso in pochi secondi, per vendetta.
Nei paesi a maggioranza musulmana, quello di sfigurare le donne, é "un'usanza" praticata  dagli uomini per punire le "colpevoli" di averli rifiutati, "Non vuoi essere mia? Bene non sarai di nessun'altro...".
Adesso grazie al buonismo idiota, travestito da multiculturalismo, anche qui in Italia, abbiamo importato questa "amena usanza".
C'é solo d'aggiungere, che mi risulta incomprensibile come Maria Chiara Tonelli, abbia potuto fidarsi ed incontrare Youssef Merzak, da mesi latitante, dopo essere fuggito dagli arresti domiciliari.
Nel suo passato ci sono diversi guai con la giustizia fra cui spaccio di droga e lesioni aggravate; era l’estate di due anni fa quando il marocchino ferì a coltellate un altro straniero rischiando di recidergli la carotide.
E mi risulta ancor più incomprensibile come UN DELINQUENTE DEL GENERE, FOSSE AGLI ARRESTI DOMICILIARI.
Purtroppo Maria Chiara ha pagato un conto salatissimo per la sua  incauta decisione, ma il magistrato che h concesso gli arresti domiciliari a un pericoloso criminale, non pagherà NULLA.
Quante donne e ragazze dovranno andare ad ingrossare le fila delle vittime di violenze assurde, perchè anche i magistrati paghino per i loro sbagli? Scommetto che la "fregola" buonista di lasciare in libertà ogni categoria di delinquenti, gli passerebbe seduta stante...
Orpheus 


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27 gennaio 2008

L'orgoglio dei magistrati...

 
Possono essere orgogliosi i magistrati italiani, non per la loro competenza, integrità e imparzialità, no, possono essere orgogliosi d’aver ammazzato la Giustizia in questo disgraziato paese.
Possono essere orgogliosi d’aver reso impossibile, ad una semplice cittadina come me, di potersi fidare della Giustizia da loro amministrata e quindi poter distinguere fra il bene e il male, fra l’uomo politico corrotto e disonesto e il politico onesto ma perseguitato da una magistratura disonesta.
Possono essere orgogliosi, si molto orgogliosi d’aver venduto l’anima al diavolo e con essa la speranza di ognuno di noi di avere una classe politica più sana e una nazione migliore.
Ieri ho scritto un pezzo  non molto “gentile” su Totò Cuffaro, tre ragioni mi hanno spinto a farlo:
1.La condanna di Cuffaro
2.Gli articoli scandalistici sui famosi “cannoli di Cuffaro”
3. Eh, aimé devo ammetterlo un certo preconcetto verso la classe politica siciliana.
Oggi apprendo che i famosi festeggiamenti a base di Cannoli, sono stata un’abile montatura scandalistica e che la condanna è alquanto inconsistente.
Cuffaro, in pratica è stato condannato  per aver avvertito un amico di infanzia, Michele Aiello, di avere il telefono sotto controllo. Tutto qui. Questo è il famoso “favoreggiamento” che è stato sbandierato a destra e a manca. Vent'anni di intercettazioni e 2 milioni e 800mila telefonate registrate non sono bastati a far condannare Totò Cuffaro per mafia, il giudice non ha trovato tracce di mafia in milioni, decine di milioni di parole registrate su nastro.

Ma quello che ha fatto Cuffaro è mafia?

Nemmeno per il giudice che l'ha condannato, per ciò è saltato fuori il favoreggiamento. Quello che ha fatto Cuffaro lo facevano persino due marescialli della Procura di Palermo, Giorgio Riolo e Giuseppe Ciuro, (vicini al pm Antonio Ingroia e al sostituto Guido Lo Forte), quelli stessi che per conto della Procura mettevano le cimici nelle case degli indagati, e poi li avvertivano. Le “talpe” erano gli stessi “gatti” della Procura antimafia, coloro che davano la caccia ai “topi” della mafia. “Come facevo a pensare a male - ha detto uno dei due marescialli, quello che spiava e insieme informava Michele Aiello, il Re Mida delle cliniche, se Aiello faceva i bagni di mare assieme al Pm, se d'estate stavamo tutti e tre sotto l'ombrellone, io Aiello e il Pm”?
Eh…già “misteri” della magistratura palermitana…

Cambiamo regione e passiamo alla Campania: Antonio Bassolino, non si è dimesso. E non l’ha fatto perché lui per la magistratura campana è intonso come un “campo di neve”, peccato che la regione da lui amministrata non lo sia altrettanto, anzi è un girone infernale di monnezza, affari sporchi, concussioni, clientele, legami opachi con la camorra, alla quale viene imputato il disastro ambientale (come se la camorra governasse al posto delle istituzioni, e se lo fa, ciò succede con il beneplacito delle stesse).
Antonio Bassolino non è stato intercettato, non sono state fatte indagini, magari anche solo per sapere dove sono finiti i milioni di euro elargiti dallo stato in tanti anni di emergenza rifiuti, SENZA CHE NULLA SIA STATO FATTO.
E mi domando non è strano che su Bassolino nessuno dica nulla? Silenzio di tomba.
Non è bizzarro che Bassolino non sia intercettato, indagato, e se il caso processato e condannato?
Vent’anni d’intercettazioni per Cuffaro e Bassolino?
Non è singolare che la magistratura campana si affanni dietro a Berlusconi, invece di sollevare i coperchi che tengono nascosto il “putridume” che ha avvelenato la Campania, a tutti i livelli?
E infine non è una vergogna che Bassolino non si sia nemmeno dimesso?
Quindi come si può condannare moralmente un cuffaro, quando chissà quanti bassolini, grazie ai guasti della magistratura la fanno franca, s’ingrassano e vivono pacificamente grazie alla cecità di una giustizia così mal amministrata?
Sono stata proprio un’ingenua, in fondo, un residuo di fiducia l’avevo nella giustizia…
Orpheus


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20 dicembre 2007

Contrada resta in cella, mica é un ex-brigatista...

 
Si chiama Bruno Contrada non Silvia Baraldini, Ovidio Bompressi o Adriano Sofri.
E per lui non ci sarà alcun differimento della pena per motivi di salute. Anzi, il 12 dicembre, a pochi giorni dal triste anniversario del suo arresto avvenuto in Palermo alla vigilia del Natale del 1992, il giudice del tribunale di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere, carcere militare dove si trova recluso, gli ha persino negato l’urgenza dei motivi di salute per accogliere la richiesta di arresti domiciliari. Ora, tra qualche settimana, con tutto comodo, sarà il tribunale di Napoli a dovere decidere nel merito sull’istanza di differimento della pena per motivi di salute presentata giorni fa dalla sua difesa. Ma sarà difficile che cane morda cane e che i giudici Di Napoli smentiscano i colleghi di Santa Maria Capua Vetere. D’altronde tutti sanno perchè quest’uomo resterà probabilmente solo in carcere anche questo Natale a scontare una pena ingiusta: lo Stato attende con impazienza la sua morte, perché finisca questa situazione imbarazzante. Cioè quella di tenere in ostaggio, sia pure con una condanna a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa ormai passata in giudicato, l’ultimo reduce della stagione dei teoremi della procura di Palermo dei tempi non particolarmente rimpianti in cui era Giancarlo Caselli a rivestire la carica di procuratore capo.
“Contrada in carcere – spiegano all’unisono la moglie Adriana del Vecchio e sua sorella Marisa – serve ormai solo per tenere ancora in piedi la parola di quei pentiti talmente screditati che si rischia anche che un giorno possano venire annullate le condanne ai mafiosi veri e propri come Riina e Provenzano, laddove basate unicamente sulla loro testimonianza”.
In pratica l’ex numero due del Sisde, dopo avere servito lo stato per circa 40 anni (ora ne ha 77) ed essere stato sbattuto in galera sulla parola di quei criminali che lui stesso aveva assicurato alla giustizia, dopo avere visto cadere per strada tutti i suoi amici poliziotti di un tempo come Ninni Cassarà, gente che le indagini non le faceva solo con i pentiti, adesso deve morire in galera per motivi inerenti a una malintesa ragion di stato. E per non smentire quel che rimane dei professionisti dell’antimafia per teremie per interposto pentiti. Per capire la volontà persecutoria contro Contrada è sufficiente leggersi l’ordinanza con cui il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha rifiutato gli arresti domiciliari in attesa della decisione del tribunale di Napoli sul differimento della pena. Tre quarti dell’ordinanza elencano i mali di cui soffre Contrada, dall’ischemia al diabete, dalla cardiopatia allo stato di iponutrizione in soggetto ultrasettantenne, dalla artrite all’ateriosclerosi e via dicendo.
Si attesta anche che c’è una sicura incompatibilità con il regime carcerario che non potrà che peggiorare questa situazione. Bisogna però arrivare alle ultime tre righe dell’ordinanza in cui si aggiunge questa formuletta di rito per capire dove il ragionamento andava parando: “Non può però dirsi, alla luce della diagnosi sopra riportata, che le patologie da cui è affetto il Contrada siano, allo stato, gravi e non trattabili in ambiente carcerario, pur se necessitano di una continuo monitoraggio che viene garantito con il frequente ricorso al ricovero e con una costante attenzione da parte della struttura sanitaria dell’istituto”. Questo significa “condannarlo a morte”.Un’ultima notazione: la moglie di Contrada, la signora Adriana del Vecchio, non è mai andata a trovarlo in carcere da quando si è costituito dopo la condanna definitiva. Anche lei è cardiopatica e il medico curante teme che possa non reggere a queste tristi emozioni. E il marito le ha proibito di fare di testa sua. Bruno Contrada così non solo rischia di morire in carcere, ma anche di farlo senza avere riabbracciato l’amata moglie.
Dimitri Buffa-L'Opinione.it
In Italia, per godere del garantismo elargito a piene mani agli ex-terroristi rossi, se non si é tali, bisogna "essere nelle grazie" del magistrato di turno.
La giustizia funziona così: si libera un killer spietato e sadico come Izzo e si tiene in galera un anziano malato come Contrada. Il risultato due donne morte, ammazzate da uno psicopatico assassino e la Giustizia (con la G maiuscola) presa a pedate.
E il magistrato che sbaglia NON paga...e i cocci di una società sfatta e pericolosa, sono i nostri.
Orpheus
 


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