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Promuovi anche tu la tua Pagina

 

 

Nardana Talachian  scrive:


“Aiutateci a rompere il silenzio.

Aiutateci a tenere vivo il verde.

Aiutateci a salvare quel poco che e' rimasto dell'Iran.

Aiutateci a credere che l'umanità' esiste ancora.

Non vi chiediamo molto: basta portate qualcosa di verde,

fosse anche una semplice foglia attaccata sulla camicia.”


Avviso

 

In questo blog i commenti ai post
non saranno immediatamente visibili
ma  verranno pubblicati

dopo la mia approvazione.

 

Sono stata costretta a ricorrere

a tale funzione a causa di continui
insulti e aggressioni verbali da
parte di utenti di sinistra, che mi
hanno PRIVATO della libertà di
lasciare i commenti liberi a tutti.
 
 

bimbi
                    SCUDI UMANI

Avviso:
Coloro che lasciano un commento
devono evitare le offese personali
gratuite alla sottoscritta o ad altri.
Tutti i commenti che non contengono
obiezioni di natura politica, ma
attacchi personali
VERRANNO CANCELLATI.
Capisco che per gli elettori di 
sinistra che non hanno altri 
argomenti sia più facile e
sbrigativo insultare, ma non é
obbligatorio leggermi e men che meno
lasciare un commento.
Chi lo fa ricordi che é in "casa
d'altri" e si comporti con rispetto.
Grazie

Salviamo Pegah





Un sito per i nostri piccoli amici
          che cercano casa
se ne accoglierete uno vi ripagherà
con fedeltà, compagnia e amore per
tutta la vita.








 

Il Giardino delle Esperidi
Un angolo incantato dove
 Orpheus, Nessie e Lontana
svestiranno l'armatura dei
blog politici, per indossare
gli impalpabili veli delle
Esperidi e parlare
di arte, musica e poesia.
Un “isola dei Beati”
immersa
Nella bellezza, nel lusso,
nella calma E nella voluttà
 

Leonora Carrigton
The Giantess - 1950



La pedofilia “al pari di qualunque
 orientamento e preferenza sessuale,
 non può essere considerata un reato

Daniele Capezzone (5/12/2000)
I pedofili di qualsiasi razza e religio-
ne
RINGRAZIANO
ma migliaia di bambine come
Madeleine Mc Cann ogni anno
spariscono vittime
dei pedofili.

Bambini Scomparsi - Troviamo i Bambini



Giorno del ricordo 2007







QUANTE SAMIA
DOBBIAMO ANCORA VEDERE?


Talebani in azione



" A volte arrivo a pensare che quello
che fecero durante gli anni di piombo
é asai meno devastante di quello che
stanno facendo oggi per occultare la
verità. E quello che fa ancora più
rabbia, é che lo fanno con gli strumenti
di quello stesso potere che ieri volevano
abbattere con le armi"
Giovanni Berardi, figlio di Rosario
ucciso dalle BR







Sono un mammifero come te
Sono intellingente
Sono simpatico
NON MANGIARMI...
Non comprare "musciame"
é fatto con la mia carne.
Firma la petizione per
protestare contro le mattanze
giapponesi




Questo blog commemora i 
nostri ragazzi caduti per la
Pace. Al contrario del governo 
Prodi che annulla le celebrazioni
per il 12 novembre e permette
che i
no global picchino il padre
di Matteo Vanzan per averlo
commemorato.
Onore ai caduti di Nassiriya
12 Novenbre  2003
12 Novembre 2006
       

Mi riservo con fermezza,
il diritto di contraddirmi.
Attenzione questo blog è di
centro-destra, chi cerca
"qualcosa di sinistra" é
pregato di rivolgersi a Nanni
Moretti ed eviti di scocciare la
sottoscritta. Inoltre verranno
cancelati  i commenti che hanno
come unica finalità insultare
l'interlocutore in modo gratuito
e provocatorio e nulla apportano
alla discussione in atto.
Grazie Mary

IPSE DIXIT
Non tutti quelli che votano
sinistra
sono coglioni,
ma tutti i coglioni votano  
sinistra
.

   Orgoglioni di essere di sinistra


sprechirossi.it

Armata Rossa

Anticomunismo: un dovere morale

100% Anti-communist
Pubblicità Progresso
Il comunismo é come
l'AIDS.
Se lo conosci
lo eviti.
(IM)MORALISTI










Sinistre pidocchierie e
coglionaggini
in rete
Un sito tutto da vedere
per farsi 4 risate...




Internet Para Farinas y Todos Los Cubanos

Starving for Freedom

Sergio D'Elia terrorista di Prima
Linea condannato a 25 anni
di carcere e PROMOSSO
da questo "governo" Segretario
di Presidenza alla Camera.
 

...CREPI PURE ABELE
Enrico Pedenovi-
consigliere comunale Msi
Alfredo Paolella-
docente antropologia criminale
Giuseppe Lo Russo-
agente di custodia
Emilio Alessandrini-
giudice
Emanuele Iurilli-
un passante
Carmine Civitate-
proprietraio di un bar
Guido Galli-
docente criminologia
Carlo Ghiglieno-
ingegnere
Paolo Paoletti-
responsabile produzione Icmesa
Fausto Dionisi-
agente di polizia
Antonio Chionna-
carabiniere
Ippolito Cortellessa-
carabiniere
Pietro Cuzzoli-
carabiniere
Filippo Giuseppe-
agente di polizia

VITTIME DI PRIMA LINEA
Ricordiamole NOI, visto che
questo governo le ha "uccise"
per la seconda volta.




Il maggiore MarK Bieger mentre 
culla Farah, una bimba irachena
colpita a morte dallo scoppio di 
un'autobomba, che coinvolse 
brutalmente un gruppo di bambini
mentre correvano incontro ai 
militari americani. 
Questa é la "Resistenza" irachena.

 
 ONORE E GRAZIE 
AI NOSTRI RAGAZZI



             Ilam Halimi 
Spero con tutta l'anima che 
i tuoi carnefici paghino un prezzo
altissimo per ciò che ti hanno fatto.
   
    


Se li abbandonate i bastardi
siete voi




La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe
del prato, quando il vento,
vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.



Un piccolo fiore
che il buon Dio ci ha donato
per spiegarci l'amore


"Non dormo più.
Ho soltanto incubi.
Vedo gente che viene verso
di me lanciando pietre.
Cerco di scappare ma
i sassi mi colpiscono
non ho vie di fuga."
Amina Lawal








GRAZIE ORIANA

Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai
ad adeguarsi, subire,
farsi comandare.
Chi ama la vita é sempre
con il fucile alla finestra
per difendere la vita...
Un essere umano 
che si adegua, che subisce,
che si fa comandare, non é
un essere umano.
Oriana Fallaci 1979

"Non tutti i musulmani
sono terroristi,
ma tutti i terroristi
sono musulmani."
Abdel Rahman al-Rashed.

Mohammed Cartoons
No Turchia in Europa

Stop Violence on Women! We're all Hina Saleem!


"L'Islam é una cultura e una
religione nemica delle donne"



"Non lasciateci soli,
concedeteci un Voltaire.
Lasciate che i Voltaire di oggi
possano adoperarsi per
l'illuminismo dell'Islam
in un ambiente sicuro"


Ayaan Hirsi Ali

Submission - The Movie

Italian Blogs for Darfur



Beslan 3 settembre 2004
156 bambini massacrati
NON DIMENTICHIAMO MAI


In memoria di Nadia Anjuman
morta a 25 anni perché amava la
poesia.
...Dopo questo purgatorio
che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore
dai rancori
se la figlia della luna
s'innamora
donerà sorrisi
se il cuore della montagna
s'intenerisce,
nascerà erba verde...


















Questo BLOG non rappresenta

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Io sto con Benedetto XVI
non si bruciano Chiese e
uccidono innocenti in
nome di Dio.
Dio é amore e non ODIO





Tributo alle vittime dell'11 settembre 2001
Un tributo alle vittime
dell'11 settembre 2001


LA VERITA' E' UNA SOLA
          200 PAGINE DI
RICOSTRUZIONE STORICA







La guerra invisibile

E' ora che il mondo pianga
anche le vittime israeliane



Azzurri imitate il ghanese

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket
Lista degli attentati patiti dal popolo
israeliano


"La libertà, la giustizia e la de-
mocrazia, per ogni persona sono
sono vitali e necessari come il
respiro. 
Valiollah Feyz Mahdavi
Martire per la libertà, giustizia e 
democrazia del popolo iraniano.
Non ti dimenticherò mai.

                Spina Bifida: 
c'è chi vorrebbe abortirli e chi
   sopprimerli "dolcemente" 
     e dire che basterebbe:
                   CURARLI


           Il discorso di Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti
           Non tutti sanno che...

"Non vedo proprio persecuzioni
 religiose in Cina".
"E' grottesco,
é ridicolodire che questo paese è
sottoposto ad una dittatura
marxista,se mai é vero il
contrario:c'è troppo poco dibattito
teorico sul marxismo".
Fausto Bertinotti



PACIFINTI IN AZIONE



Bisogna avere in se il caos
per partorire una stella che
danzi. F.Nietzsche


 

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28 aprile 2009

Marocco: bambini "amanti del martirio

 Terrorismo, Marocco: video Qaida mostra bimbi kamikaze di 5 anni
Un video terribile che mostra una realtà altrettanto terribile.
La vite distrutte di bambini innocenti, gettate nel tritacarne del fondamentalismo islamico, cresciuti nell'odio, per essere immolati nella "guerra santa".
Una realtà che il mondo Occidentale, preferisce ignorare baloccandosi con la chimera del multiculturalismo e che, invece é dietro l'angolo di casa nostra.
Una realtà doppiamente tremenda perchè squarcia l'ipocrisia di chi dipinge il terrorismo islamico come un fenomeno "contenuto", quasi "anomalo", salvo poi accendere la televisione e scoprire che quel "fenomeno anomalo" ha tirato giù due grattacieli pieni di esseri umani.
I tre bambini "amanti del martirio" hanno rispettivamente
13, 8 e 5 anni, un mitra fra le mani e negli occhi la rassegnazione di chi é già stanco di vivere, perchè chi aveva il dovere d'insegnargli ad amare la vita, l'ha istruito ad amare la morte.
E' terribile, che un bambino invochi il martirio. Inconcepibile per la nostra cultura. E' contro natura, é contro l'istinto di sopravvivenza che negli esseri umani é l'istinto più forte, più dell'amore, più del sesso.
Bisognerebbe riflettere  con molta serietà sulla potenza di un indottrinamento che annienta tale istinto, fino a ridurre dei bambini a degli automi di morte.
Niente é più lontano dalla psicologia infantile che la morte.
Eppure questi bambini con i Kalashinkov in mano e gli occhi spenti, nel video invitano i coetanei ad aggregarsi "alla lotta armata" per compiere attacchi suicidi.
Non si può né si deve rimanere indifferenti davanti a tali abusi contro l'infanzia, perchè ogni bambino ha diritto ad essere difeso dai "mostri" che lo perseguitano, di qualunque specie essi siano.
Non si può né si deve sottovalutare questa pericolosa realtà, che nell'era globalizzata finisce per invadere le nostre vite e le nostre città.
Orpheus



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25 settembre 2008

La confessione di Raniya, bambina kamikaze

 Fifteen-year-old Raniya Ibrahim (right) listens to her mother Basaad Suleiman as she speaks during an interview with AFP at a police station in Baquba, some 60 kilometres northeast of Baghdad Sunday.

Quando ho aperto questo blog, ho deciso che lo avrei usato per raccontare storie di donne e di bambine violate, umiliate, picchiate, ammazzate. Storie che altri non raccontano.
Sapevo che aprire un simile “vaso di Pandora” avrebbe voluto dire sobbarcarsi la conoscenza di orrori, dei quali si farebbe volentieri a meno, come l’uso di donne e bambini (femmine, ma anche maschi) per le missioni suicide di Alqaeda. Quest’anno in Iraq sono già state ventisette, le donne immolate sull’altare del fondamentalismo, Raniya, 15 anni, era una di queste. Come la madre e tre cugine arrestate perché in procinto di farsi saltare fra la folla.

Ma lei Raniya non ha scelto, sognava di fare il medico e invece è stata costretta a sposare un parente nel villaggio Abu Karma, nei pressi di Baquba, che l’ha obbligata a vestirsi di morte e dinamite: “Il martirio è la cosa giusta da fare secondo mio marito” ha detto Raniya in lacrime, dopo essersi consegnata ai militari che le hanno disinnescato la cintura esplosiva , “Mi disse che in Paradiso ci sono angeli donne dalla pelle chiara e occhi neri. Un Paradiso simile a un giardino pieno di fiori, due fiumi e uno di miele”.
Quando le hanno chiesto chi fosse stato ad armarla, Raniya ha risposto: “Giuro su Allah che non lo so, erano stranieri”. Arabi stranieri, non iracheni.
Con i suoi venti chili di esplosivo indosso, Raniya avrebbe fatto una strage, l’obiettivo era una SCUOLA. Una strage di innocenti.
“Mi hanno portato al mercato in bus- racconta Raniya- mi hanno messo l’esplosivo ma hanno detto che non sarei esplosa. Poi mi hanno detto che andavano a fare spese”.
Raniya ha rilasciato la sua confessione alla televisione al-Baghdadiya. L’intervistatore ha chiesto a Raniya se il marito le avesse detto qualcosa dopo averle messo addosso l’esplosivo. “No, ma prima mi diede del succo e un po’ di pane”. Nella bevanda c’erano stupefacenti. “Non vedevo nulla, ci vedevo doppio”. La bomba era nascosta sotto le pieghe di un velo a fiori. Non un lugubre chador, ma un manto floreale. Come se si stesse recando a sposarsi. “Giuro su Allah non volevo uccidere nessuno, quelle due neppure le conoscevo, erano straniere, mi hanno soltanto chiesto d’indossare il giubbotto, di portarlo fino a casa, una si faceva chiamare Fadhila e l’altra Widad, e io stupida ho detto di sì”.
Orpheus


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17 settembre 2008

Le Corti islamiche contro lo Stato di diritto

 
Un gigante dai piedi d’argilla: questo il vero volto del sistema giuridico anglosassone che sta permettendo alle Sharia di irrompere nei sistemi giuridici occidentali. Non tutti hanno compreso che le sentenze emesse in Inghilterra dalle “Sharia courts” rappresentano un precedente molto grave. Il nostro compito è quello di salvaguardare lo stato di diritto che fin dal Settecento si è affermato in Europa e che ha sulle sue spalle una tradizione millenaria. 
Ben cinque corti manovrate dallo sceicco Sheikh Faiz-ul-Aqtab Siddiqi, in funzione a Londra e in altre città del Regno Unito, hanno cominciato a deliberare a partire dall’estate 2007, sulla base di una riforma del 1996, l’Arbitration Act. L’unico a reagire con risolutezza è stato Dominic Grieve, ministro ombra conservatore della giustizia inglese, che chiede di sapere quali tribunali britannici stiano avallando decisioni di questo genere, visto che agiscono al di fuori della legge.

Questi tribunali anomali per l’Occidente non condividono il principio di inviolabilità dei diritti umani, né i valori di libertà e di uguaglianza alla base delle democrazie europee. Per fare un esempio, tra i casi dibattuti di fronte alle “Sharia courts” c’è stata una disputa ereditaria. In nome della sharia, i giudici hanno assegnato ai figli maschi il doppio dell’eredità attribuita alle figlie femmine.
Nei casi di violenza domestica, poi, non si è provveduto a punire i mariti violenti, ma gli imputati sono stati invitati semplicemente a seguire dei corsi di autocontrollo. In questo modo è venuto a mancare il principio secondo cui la giustizia è uguale per tutti e la legge inglese ha preferito che i panni sporchi venissero lavati “in casa propria”, cioè nella propria comunità di appartenenza.
Avvallando questo status quo, Londra ha venduto l’anima agli sceicchi. L’Europa deve imparare da questa esperienza per rafforzare un sistema comune di diritti e di leggi che possa tutelare tutti i cittadini, indipendentemente dall’origine etnica o dalla religione.
Anche il Canada alcuni anni fa stava per cadere in questo tranello, ma alle prime avvisaglie fondamentaliste è riuscito a fermarsi in tempo. Inoltre, la strada del relativismo giuridico è ulteriormente pericolosa, perché non tutti i paesi arabi si fondano sullo stesso il diritto di famiglia.
A questo punto resta da chiedersi quale diritto sharitico stiano seguendo queste corti inglesi?

Per salvaguardare un sistema di valori millenario, Papa Benedetto XVI ha lanciato un appello di cui il presidente Sarkozy ha saputo fare tesoro. I rischi collegati al relativismo e all’estremismo e l’importanza della laicità positiva della politica e dello Stato sono stati al centro del discorso di Benedetto XVI in Francia. Proprio in Francia, negli ultimi mesi, la polemica si è accesa attorno alle sentenze emesse da alcuni tribunali che purtroppo stanno facendo scuola anche in Italia. Talune delibere hanno attenuato la pena in base all’appartenenza religiosa ed etnica dell’imputato, altre invocavano tradizioni lesive per la donna. Il risultato è una situazione di schizofrenia culturale, in cui le donne sono le prime a rimetterci, di fronte all’ideologia fondamentalista che le vorrebbe sottomesse. Anche in Italia è emerso nei giorni scorsi il caso eclatante di una sentenza della corte d’appello di Cagliari, secondo la quale il ripudio non sarebbe contrario all’ordine pubblico, in quanto, a detta dei giudici, garantirebbe i diritti patrimoniali e di difesa della moglie.
Riassunto da Souad Sbai-L'Occidentale
Al perché Gordon Brown permetta che in Inghilterra ci siano tribunali sharitici, si può facilmente rispondere, é di sinistra e la sinistra ha stretto un patto scellerato con l'islam più oscurantista.
Ci riflettano un poco su, i vari Grillini che tacciano la chiesa di oscurantismo perchè contraria al matrimonio fra gay, fra una ventina d'anni potrebbero dover tornare in clandestinità.
Orpheus

29 marzo 2008

Questo é un triste giorno per la libertà di parola in rete...


....Ma, abbiamo dovuto mettere la salvaguardia del nostro staff sopra ogni cosa.
Così giustifica la direzione di Liveleak la rimozione di "Fitna" dai loro server.
Come dar loro torto, gli sono arrivate gravi minacce di morte, e non possono di certo rischiare la vita quando la comunità internazionale, dalla UE all'ONU, ha gridato allo scandalo per la diffusione di un corto metraggio di 15 minuti, in cui non si vedono altro che le gesta dei terroristi islamici e l'ideologia da cui traggono l'ispirazione.
Fatti INNEGABILMENTE VERI, che nessuno, ma proprio nessuno può confutare, né loro, nè i loro padroni della mezzaluna rossa.
Nulla di più, di quello che tutti coloro che s'interessano al problema, già conoscono, immagini viste e riviste, assemblate in 15 minuti che suonano come una campana a morto, sulla nostra civiltà.
Ma i dhimmi che infestano le nostre istituzioni fanno finta di non sentire quei rintocchi e si piegano alla prevaricazione violenta del fondamentalismo religioso. Vogliono cancellare le radici cristiane dall'Europa, per sostituirle con la protervia islamista.
Vigliacchi e traditori.
Iran e paesi musulmani vari hanno già lanciato anatemi e minacce. E i dhimmi, tutti in fila, se la stanno facendo sotto, chiedendo scusa e assicurando azioni legali contro Wilders.
Il quale é un "morto che cammina" e da oggi la sua vita sarà un inferno. E' già partito il tam-tam dei forum islamici vicini ad al Qaida: "L’olandese nemico di Allah ha fatto quanto aveva minacciato di fare e ha diffuso il suo film", si legge. Il messaggio è seguito da decine di post in cui si invitano i musulmani olandesi ad agire contro di lui. Il tutto corredato da una foto del deputato olandese, perchè così qualche bravo musulmano possa fare giustizia senza il pericolo di mancare il bersaglio.
Alla fine del filmato Wilders invita i musulmani moderati a stracciare le pagine del Corano dove campeggiano i versetti che incitano all'annientamento dei miscredenti e alla loro eliminazione fisica se non si sottomettono ad Allah, ma come possono farlo, se noi non difendiamo la loro e la nostra libertà?
Come possono rischiare la vita, se noi lasciamo che si condannino a morte i nostri conterranei che osano criticare l'Islam?
Orpheus
Aggiornamento per chi non lo avesse visto Fitna é ancora visibile QUI
(un grazie ad Elly per la dritta)



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7 gennaio 2008

Egitto, il nemico alle porte

 
I Fratelli Musulmani sono sempre più potenti. Risultato: armi a Gaza e discriminazione delle minoranze

“Non oso nemmeno pensare cosa accadrebbe tra Israele e l’Egitto se il potere non fosse saldamente in mano a Mubarak”. Un paio di settimane fa queste frasi proferite dal premier israeliano Ehud Olmert hanno fatto il giro del mondo. E i bene informati sapevano perfettamente cosa sottintendessero. Il fatto è che tra Egitto e Israele, ormai, le cose non vanno per niente bene. Non come una volta almeno. E “la pace fredda” oramai è diventata gelida. Recentemente era stata la ministra degli esteri Tzipi Livni a esternare a brutto muso proprio con Mubarak quali fossero le lamentele dello Stato ebraico: l’Egitto fa poco, anzi niente, per fermare i rifornimenti di armi che arrivano a Gaza attraverso il valico di Rafah che proprio lo Stato governato da Mubarak dovrebbe controllare. Inoltre la crescente islamizzazione della società dovuta allo strapotere culturale, anche se non politico, dei Fratelli Musulmani, sta diventando un serio problema: non solo perché Hamas e la Fratellanza Musulmana sono praticamente la stessa cosa ma anche perché i cristiani copti d’Egitto sono ormai usciti allo scoperto indirizzando una lettera aperta all’ambasciatore d’Egitto in Italia in cui lamentano le persecuzioni e le vessazioni che sono costretti subire nella società egiziana sempre più islamizzata. E ormai Mubarak sta ai membri più estremisti della Fratellanza Musulmana, né più né meno come Musharraf in Pakistan sta ai jihadisti talebani e di Al Qaeda.
Il ruolo è identico: quello del pesce in barile che teme per la propria incolumità. E anche i servizi segreti egiziani, così come quelli pakistani, sono contaminati dal virus del fanatismo islamico. Israele afferma che, viste le tonnellate di esplosivi contrabbandate nella striscia di Gaza nei mesi scorsi, non c’era altra possibilità che affrontare di petto l’Egitto sulla questione. Già da qualche tempo gli ambienti della difesa esprimono forte insoddisfazione per la condotta egiziana sulla questione dei traffici illegali verso Gaza e Israele meridionale. Alti esponenti della difesa israeliana sostengono che gli egiziani, pur non prendendo parte attiva nei traffici, tuttavia chiuderebbero spesso un occhio. Secondo l’intelligence militare israeliana del Comando Sud, armi ed esplosivi transitano per il deserto del Sinai praticamente indisturbati, per poi passare dentro la striscia di Gaza attraverso la ben nota rete di tunnel sotterranei. Gli israeliani dicono d’aver notato un forte incremento del volume di queste attività nel corso dell’ultimo anno. Oltre ad armi e materiali per la fabbricazione di bombe, passano anche terroristi e grosse somme di denaro.
E i copti da parte loro supplicano l’ambasciatore d’Egitto in Italia di piantarla con le ipocrisie natalizie. Così: “..caro ambasciatore Helmy Abd el Hameed Saleh Bedeir a Natale non venga a farci visita…per anni, infatti, il governo egiziano ha utilizzato il giorno del Natale della Chiesa Copta per dimostrare all’occidente di promuovere il pluralismo religioso. Le visite degli ufficiali egiziani, inoltre, sono sempre accompagnate da messaggi di propaganda, in cui si sottolinea che il governo non fa distinzioni fra i suoi cittadini di qualsiasi credo essi siano. Ma così non è. Noi Copti (quasi quindici milioni di persone soltanto in Egitto) e altre minoranze come i Baha’i sono in realtà continuamente discriminati dal governo egiziano sia sul posto di lavoro, sia nella vita quotidiana”. Insomma se il dopo Mubarak fa paura a tutti, a cominciare dai cittadini israeliani, anche il “durante” non è che sia così roseo.
Dimitri Buffa-L'Opinione.it
Orpheus

3 dicembre 2007

Per grazia ricevuta

 Clicca per ingrandire
La maestra inglese rea di aver di aver offeso  Maometto, permettendo ai suoi alunni di chiamare un orso di pelouche con il suo nome, é stata graziata.  Niente frustate e soprattutto niente pena di morte, per l'accusa di blasfemia.
Se l'è cavata con una settimana di galera (in un luogo segreto), che tutto sommato, gli é venuta bene, perché se fosse finita nelle mani dei diecimila scalmanati, che assediavano il carcere per protestare contro l'offesa arrecata al Profeta, avrebbe fatto una fine ben peggiore.
Nulla al mondo l'avrebbe salvata da un linciaggio.
Mi si dirà che il Sudan è un paese arretrato, ma questi episodi, chissà come mai, capitano sempre in paesi a maggioranza islamica, e non tutti sono arretrati come il Sudan.
Quindi il problema é una religione praticata da torme di fedeli che non solo non applicano una qualsivoglia parvenza di reciprocità, ma arrivano al limite estremo di imporre a chiunque la propria fede, pena la testa. E non metaforicamente, visto che la pena per apostasia e blasfemia, é l'impiccagione.
Ha fatto quindi doppiamente bene Benedetto XVI a rimandare ogni dialogo con il mondo islamico, dopo che questo avrà accettato, il necessario rapporto di reciprocità. Dovrebbero farlo anche i governi europei.
Più volte ho ribadito che continuare a costruire moschee nelle nostre città, dove si predica l'integralismo, non é solo una mossa sciocca, ma anche suicida.
Queste moschee sono la quinta colonna, del fondamentalismo islamico, con il quale fra pochi decenni dovremmo fare i conti in casa nostra, e che riporterà le nostre terre all'oscurantismo.
Possibile che vicende come quelle di Gillian Gibbons, non aprano gli occhi a chi di dovere? Possibile che i malati di multiculturalismo non si rendano conto che certe culture sono dannose, perchè "non-culture", ma arretrati integralismi religiosi?
Orpheus



25 novembre 2007

Alquaida e l'islam fondamentalista hanno trasformato i bambini in carne da cannone


 Spesso si usa il termine "bestia" per definire un comportamento abietto, talmente ignobile da essere considerato inumano, non degno del genere umano e quindi "bestiale".
Eppure anche le bestie hanno cura dei cuccioli del branco.
Come definire, quindi chi manda a morire i  propri bambini?
"Bestie" non é proprio il caso. E' un'offesa ma nei confronti delle bestie.
Come chiamarli se non mostri assetati di sangue, criminali feroci,talmente fanatici e intrisi d'odio da versare anche quello dei propri "figli" pur di veder scorrere quello dei nemici.
Questi mostri, senza dio, senza coscienza e senza onore (come si può considerare "uomo d'onore"  chi fa "combattere" la propria guerra ad un bambino inconsapevole e innocente?) appartengono alla schiera dei "combattentti" di Alqaida, ai "resistenti" che combattono il grande Satana.

Ma loro sono peggio di qualsiasi satana occidentale.

Hanno ucciso un bambino e minato il corpo in modo che esplodesse quando la famiglia fosse andata a recuperarlo.

Hanno preso dei bambini per passare ai checkpoint ingannando gli americani. Si sono fatti saltare in aria insieme a loro.

Un mese fa due bambini sono stati uccisi da una bomba nascosta fra i giocattoli e gli americani hanno trovato adolescenti decapitati alle porte di Baquba. Abu Mussab al Zarqawi bombardò un gruppo di bambini che accettava caramelle dai soldati.
L’ultima tecnica di questa fattoria della morte di al Qaida è lo stordimento dei bambini e il loro impiego in azioni suicide. “I terroristi islamici di al Qaida utilizzano bambini di dieci anni per eseguire attentati kamikaze”. Lo denuncia lo sceicco Saher Abdel Jabbar, esponente delle tribù della provincia irachena all’agenzia di stampa Milaf Press e al quotidiano arabo al Hayat. “L’attentatore suicida che si è fatto esplodere durante un summit dei capi tribù di Diyala venerdì scorso, in base alle indagini mediche e alle prove raccolte dagli inquirenti e dalle forze americane non ha più di dieci anni”. Sunniti e sciiti discutevano di iniziative da intraprendere a livello politico e tribale in appoggio agli americani nella lotta ad al Qaida. L’esercito americano commenta che se gli esponenti di al Qaida “hanno iniziato a usare i bambini vuol dire che è divenuta efficace l’azione di contrasto messa in atto a Diyala”. L’islamismo wahabita è una tigre che divora la preda, a Diyala come a Beslan. Lo hanno capito quelle migliaia di sunniti che si sono rivoltati contro il vero occupante della Mesopotamia. L’islamismo che secondo il filosofo Christian Godin è il peggiore dei totalitarismi: “Odia tutto il mondo”. In Iraq si salda la logica algerina del massacro di bambini e quella iraniana che li ha usati come teche di morte durante la guerra contro Saddam Hussein. Un tagliagole algerino, noto con il nome di “Momo le Nain”, Maometto il Nano, nel 1996, a Ben Talha, un sobborgo di Algeri, decapitò un dozzina di bambini.

L’Iran teocratico ha trasformato i bambini in carne da cannone.
Durante la guerra fra Iran e Iraq, l’ayatollah Khomeini importò cinquecentomila chiavette da Taiwan. Prima di ogni missione suicida, a ogni bambino era consegnata una chiavetta, sarebbe servita a spalancargli le porte del paradiso. I bambini venivano avvolti in coperte, per non disperdere le membra dopo la deflagrazione.
Come ha raccontato un veterano della guerra fra Iran e Iraq alla Frankfurter Allgemeine, “sembrava quasi una corsa, anche senza aver ricevuto ordini dal comandante, tutti volevano arrivare primi”.
Nel 1982 Khomeini emanò una legge che stabiliva che tutti i bambini sopra i dodici anni potevano arruolarsi senza il permesso del padre.
Jonathan Evans, il capo dell’M15, il servizio segreto britannico, una settimana fa ha profeticamente annunciato che al Qaida era pronta a usare i bambini nelle operazioni di “martirio”.
“Stanno radicalizzando e reclutando i bambini vulnerabili per portare a termine atti di terrorismo”. Alla fine di agosto il Los Angeles Times ha pubblicato un’inchiesta sui bambini di al Qaida in Iraq. “Bambini di undici e dodici anni riempiono i campi di detenzione americani in Iraq”.
Il maggiore Douglas Stone spiega che sono almeno cento i bambini utilizzati in operazioni terroristiche. Piazzano le bombe lungo le strade, le tariffe per questo servizio vanno dai duecento ai trecento dollari. Questa estate si è chiusa con i resistenti sunniti contro i qaidisti che, entrando in due villaggi della zona di al Kanan, a nord di Baghdad, hanno rapiti sette bambini. Peter Singer della Brookings Institution parla di una “generazione perduta” di bambini iracheni. Anche Saddam Hussein li usava, inquadrati nei “Leoni di Saddam” e diretti dal figlio Uday, gran regista del terrore di stato iracheno.
L’occidente che fa la conoscenza di questo martire di dieci anni ha chiuso gli occhi e giustificato la cultura del martirio di infanti musulmani cantata nei testi dell’Autorità palestinese. Per al Qaida e l’islam fondamentalista i bambini sono armenti da usare in olocausto. La buona notizia è che i sunniti hanno organizzato volontariamente ed eroicamente la sommossa per sbarazzarsi di “quei bastardi”. Una settimana fa hanno fatto marciare decine di bambini a Baghdad per commemorare lo sceicco Abu Risha, il “leone di Anbar” assassinato da al Qaida e che aveva promesso una guerra “fino all’ultimo figlio”. Con quella parata i veri resistenti hanno rivendicato il diritto alla vita dei bambini iracheni. Sono stati paragonati ai “minutemen”, i volontari dell’esercito americano durante la Rivoluzione.
Stampatello- Da Legnostorto
Orpheus

23 novembre 2007

Taslima Nasreen: ennesima vittima del fondamentalisno islamico

 

Lei, la scrittrice anti-velo la bengalese Taslima Nasreen, da tempo in lotta contro la repressione delle donne islamiche, ha dovuto nascondersi dentro un burqa, per poter essere trasferita in segreto dalla sua casa a Calcutta (dove si trovava in esilio dal 2004)  a Jaipur, Ha passato la notte in un hotel circondato da un massiccio cordone di sicurezza e ora si troverebbe in viaggio verso New Delhi.
Quando si dice l'ironia della sorte: per una volta il burqa invece di opprire una donna, la salva dalla violenza dei fondamentalisti.
L’intellettuale femminista, minacciata di morte dai fondamentalisti islamici, era stata al centro di violenti disordini scoppiati lo scorso 21 novembre nello Stato indiano del Bengala Occidentale. Un gruppo di dimostranti musulmani aveva indetto una manifestazione, poi sfociata nella violenza, per protestare contro degli espropri agricoli e per chiedere la cancellazione del visto indiano della Nasreen, che scade a marzo. 
 

La  coraggiosa scrittrice è da tempo nel mirino del fondamentalismo islamico. Lo scorso agosto era stata attaccata da una folla di manifestanti all'uscita del club della stampa di Bangalore dopo il lancio di uno dei suoi libri.  Dopo un editoriale su un settimanale a favore dei diritti delle donne, un gruppo musulmano indiano ha messo sulla sua testa una taglia di 500 mila rupie.
 Nasreen, che ha 46 anni e una laurea in medicina, ha abbandonato il suo Paese negli anni ’90 dopo la fatwa contro il libro "Vergogna" e si è rifugiata in Europa. Le sue opere sono bandite in Bangladesh. Da tre anni ha ottenuto l’ospitalità e la protezione dell'India e si è stabilita a Calcutta che considera una seconda casa. Ha anche chiesto la cittadinanza indiana.
 Sajan K. George, presidente del Consiglio globale dei cristiani indiani, dice ad AsiaNews: “Il clima di intolleranza cresce in India come una spirale. Il fondamentalismo è divenuto una delle grandi forze culturali e politiche del mondo odierno.
Intolleranza che sfocia in atti orribili, come la
decapitazione di un giovane cristiano, la cui testa é stata, poi lasciata davanti ad una moschea.
Anche in questa parte di mondo, il fondamentalismo islamico, prende sempre più piede, e qui non c'è la "scusante" delle guerre di Bush.
Qualche piccola considerazione dovrebbe farsi avanti nell'ottusa cecità di chi professa la nuove fede dell'antimericanismo e facendolo aiuta il terrorismo di matrice islamica.
Orpheus


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3 ottobre 2007

La protezione della dissidente islamica Ayaan Hirsi Ali non è negoziabile


 La dissidente somala Ayaan Hirsi Ali ha rifatto le valigie. Per tornare in Olanda, la patria di adozione che aveva lasciato un anno fa, dopo essere finita in cima alla lista della furia fondamentalista. Minacciata di morte con tanto di lettera appuntata sul corpo di Theo van Gogh, Hirsi Ali è oggi sotto contratto da parte dell’American Enterprise Institute di Washington. Il ministro della Giustizia olandese, Ernst Hirsch Ballin, dice che non può continuare a proteggerla all’estero. E Washington non concede scorta ai privati cittadini. Torna in Olanda, in una di quelle case “sicure”, caserme militari e bunker, che le hanno messo a disposizione dal 2004, quando è iniziata l’odissea. Dall’Aia si delinea un teatro dell’assurdo. Molti commentatori olandesi hanno scritto che la protezione ha un costo pressoché identico all’estero e in patria. E che non è “negoziabile”: proteggendo lei l’Olanda difende la democrazia dall’intimidazione terroristica
C’è un altro aspetto inquietante della vicenda. Se dissidenti sovietici come Aleksander Solzhenitsyn poterono trascorrere anni felici nel Vermont, quelli islamici come Hirsi Ali sono prigionieri di un’odiosa fatwa che si rigenera da sé. Quando il dipartimento di stato le concesse il visto, scrivemmo che l’Europa aveva perso la sua guerra più importante, quella sul diritto a esistere, in seno all’Eurabia, di chi ha fatto apostasia e combatte, anche per noi, la battaglia contro l’islamismo che semina morte e dolore. Ayaan non è al sicuro neanche negli Stati Uniti, porto felice per dissidenti e profughi e seconda casa per sessanta milioni di immigrati. Contro un intervento di Hirsi Ali all’Università di Pittsburgh, l’imam Fouad ElBayly, presidente del Johnstown Islamic Center, disse che “ha diffamato la fede e la sentenza è la morte”. Non sono minacce virtuali. Questa perenne diaspora inquieta due continenti, ma testimonia il grande contributo di questa donna ferita e prigioniera alla causa della libertà.
Da il Foglio
Ayaan Hirsi Ali é la prova vivente che inchioda alla propria ipocrisia tutti quelli, che con la scusa della libertà d'espressione oltraggiano la Chiesa e i sentimenti dei cattolici, ma che si guardano molto bene, in nome della stessa libertà, di fare altrettanto con l'Islam e gli islamici. Pena una condanna a morte che non avrà mai fine.
Pena una vita da recluso con il terrore di uscire in strada perchè un fervente musulmano, uno qualsiasi dei milioni che hanno invaso l'Occidente, può farti fare la fine di un agnello alla durante la festa dell'Eid al-Adha : sgozzato in nome di Allah.
Un po' del coraggio di Ayaan dovrebbe passare a quei pavidi che fanno i "duri e puri" solo con chi "porge sempre l'altra guancia" e che sono la quinta colonna del fondamentalismo nei nostri paesi.
Orpheus

18 settembre 2007

Nel Venezuela di Chavez è in corso l'islamizzazione del paese

 
Leggete bene questo articolo perché è ciò che capiterà all’Italia se la sinistra radicale vincerà la sua battaglia contro la sinistra moderata (nel caso in cui questo governo iniquonon cadrà)  e se riuscirà a ricostituirsi una base elettorale grazie ai voti dei migranti e alla stupidità degli italiani. Comunismo e integralismo islamico sono complementari, hanno molto in comune: obiettivi e nemici, un assoluto disprezzo per il prossimo, per la vita umana e per la democrazia.
Nel Venezuela di Chavez è in corso una progressiva islamizzazione del paese, nella a foresta amazzonica si possono vedere indigene indossare il burqa mentre a Caracas sono stati messi dei cartelli in cui si invitano le venezuelane a non indossare il tanga o il bikini se non vogliono essere violentate, infine una nuova la legge toglie a chiunque la doppia cittadinanza e presto, 2,5 mln di oriundi italiani dovranno scegliere se restare in Venezuela o tornare in Italia con pesanti conseguenze anche per io nostro paese.
Tutto questo è illustrato nell’intervista a Pedro Paul Betancourt, responsabile esteri di Fuerza Solidaria, maggiore movimento di opposizione liberale al caudillo di Caracas. Recentemente è stato ospite alla festa dei giovani di An a Colle Oppio e ha potuto raccontare cosa sta facendo Chavez in Venezuela, della sua tirannia, della sua alleanza con Iran, Hamas e il fondamentalismo, del suo progetto d’islamizzare il Venezuela, dei suoi intrecci con i narcotrafficanti e i sequestratori della Farc(il 90% dei rapiti sono suoi oppositori).
Bertinotti, l'attuale presidente della Camera, chiama quest "piccolo Stalin" in versione sud-americana: "FRATELLO" , non ci vuole molto per immaginare cosa ci accadrebbe se la sinistra radicale prendesse il sopravvento.
E’ vero che Chavez sta facendo islamizzare il Venezuela?
Si ci stiamo scristianizzando. Lui ormai è diventato un monarca assoluto, cambiando la costituzione a suo comodo. Chavez sta creando un nuovo ordine mondiale con l’Iran, gli hezbollah e la Corea del Nord. Ahmadinejad lo chiama “mio fratello“, da noi si vedono sempre più consiglieri arabi di Hamas e iraniani, e Ahmadinejad è già venuto due volte in bicicletta e poi c’è questa storia di questa strana fabbrica di biciclette in Amazzonia in una zona molto ricca di uranio. Come se non bastasse questa inquietante joint venture, gli islamici da noi cominciano a farla da padrone e già si vedono campagne di propaganda che cercano di far girare la donna venezuelana più coperta, mentre in certe zone amazzoniche dove l’ignoranza e l’analfabetismo sono più alti a qualche india i consiglieri iraniani chiamati da Chavez in Venezuela sono riusciti pure a farle mettere in burqa....
Fare cambiare stile di vita alle donne venezuelane sarà difficile?
Certo, come in Brasile non vanno in giro molto vestite. Noi abbiamo 30 gradi tutto l’anno.
Ma adesso circolano campagne politiche e propagandistiche pazzesche che chiedono alle donne di coprirsi e di non usare il tampax ma i pannoloni della nonna, hanno messo il divieto di consumare alcoolici nella patria del rum nei giorni di festa. Nelle zone indigene la penetrazione islamica è diventata più forte e infatti le donne non vanno più alla spiaggia da sole e tanto meno in bikini. Quindi l’Iran sta penetrando anche culturalmente oltre che economicamente. Chavez vuole sovvertire l’attuale ordine mondiale che si basa sulla cultura giudaico cristiana e infatti tiene bordone agli anti semiti e sta scristianizzando tutto il Venezuela.
E che dire del suo ruolo ambiguo con le Farc e i trafficanti di droga?
Lui è amico di questi guerriglieri narco trafficanti e da quando c’è lui il traffico di droga si è incrementato del 100%. Tra l’altro ha anche levato la polizia dal confine con la Colombia per dare loro più spazio. Poi Chavez si fa bello facendo il mediatore sul caso Betancourt perchè lui conosce benissimo chi la tiene e chi l’ha rapita e devo dire che la Francia in questa vicenda si sta comportando maldestramente, perchè fa il gioco di uno che vuole farsi bello con questo rapimento e fa finta di non sapere di tutti gli altri rapiti venezuelani da anni nelle mani dei trafficanti.
Tra questi rapiti ci sono anche gli italiani?
Sì la comunità italiana, essendo una di quelle più benestanti è anche tra le più a rischio. Mentre il vostro presidente della Camera chiama Chavez “fratello“ gli italiani in Venezuela conosceranno la persecuzione e la povertà e fra poco anche l’esilio.
Perchè l’esilio?
Perchè lui ha fatto approvare una legge per la quale agli italiani non sarà più consentito di avere la doppia nazionalità e dovranno scegliere se rimanere a Caracas o tornare in patria. Questo significa che presto potreste avere un paio di milioni di nuovi immigrati di origine italiana da sistemare, gente che sarà costretta a lasciare tutto in Venezuela e a tornare in Italia in mutande.
Potrebbero sempre decidersi a rinunciare alla nazionalità italiana...
Difficile, molto difficile. Lui considera la comunità italiana sua nemica. E sa che ha votato contro di lui alle elezioni e nel referendum e lo sa perchè riesce a controllare capillarmente tutti grazie ai marchingegni del voto elettronico... e quindi incoraggerà l’esodo che sarà come quello dalla Libia dopo il golpe di Gheddafi nel 1969. E dico un’altra cosa, noi abbiamo scoperto che il 90% dei rapiti dalle Farc in Venezuela sono nemici e oppositori di Chavez, strana coincidenza no? E molti sono italiani.
Insomma con Chavez il Venezuela sta tornando indietro?
Putroppo è così. Basta vedere i cartelloni stradali in cui si dice alle donne di non vestirsi sexy con il tanga o il bikini se non vogliono venire stuprate. E da quando gli Stati Uniti non interferiscono più, si è creato questo fronte di Porto Alegre che comprende Chavez, Lula e altri presidenti terzo mondisti ma anche i movimenti guerriglieri come le Farc che stanno creando un mondo alla rovescia qui in Sud America e sarebbe ora che il mondo si svegliasse prima di trovarsi di fronte a un altro problema grande anche più di quello mediorientale.
Addirittura?
In Venezuela la criminalità organizzata fa 13 mila morti l’anno, peggio dell’Iraq dove almeno c’è una guerra. Lui fa il paladino della giustizia internazionale però intanto fa affari sotto banco con le Farc e manda soldi a tutti i suoi sostenitori. Regala soldi a Bolivia e Colombia, si è comprato il debito dell’Argentina, manda il petrolio gratis al suo amico europeo Ken Livingstone a Londra e al suo referente americano Ted Kennedy negli Stati Uniti. Ha creato una rete pericolossissima dove ci sono nemici dell’America e di Israele, terroristi islamici e narco trafficanti ma anche le solite quinte colonne europee e americane del terzo mondismo e della rivoluzione permanente. E gli ultimi arrestati in America sospettati di essere complici di Bin Laden erano passati per la Guyana con passaporto venezuelano con il quale non occorre visto in nessun aereoporto e paese del mondo.
Orpheus

11 settembre 2007

Sgozzato per vendetta il padre di un terrorista pentito

 


Ha fatto scalpore il suo pentimento, definito dalla stampa algerina il preludio della fine di Al Qaida nel Paese. L’ex numero due dell’organizzazione terroristica nordafricana, Abdel Qader Bin Masoud, noto con il nome di battaglia di Abu Musab Abu Dawd, ha pagato con un prezzo molto alto la sua scelta di consegnarsi alle autorità e di pentirsi. I suoi ex compagni di Al Qaida hanno infatti sgozzato suo padre due giorni fa come vendetta per il suo «tradimento». Secondo quanto riferisce il giornale locale Ech-Chouruk, l’uomo è stato decapitato nella zona di Boukahil, nella provincia di Al Jakfa. Si tratta di un’azione esemplare in risposta alla scelta del figlio, compiuta alcuni mesi fa, di consegnarsi alla polizia. Continua QUI
Questi macellai sono quelli a cui vengono trovate mille attenuanti dai "sensibili" pacifinti, coloro che vessati dai truci amerikani, si sentono costretti a macellare gli esseri umani come maiali o farli saltare in aria in nome di Allah.
Come si possa stare dalla parte di questi barbari contro l'America per me é un mistero. Si deve essere dotati di un incredibile autolesionismo unito ad una mancanza cronica di neuroni.
Coloro che sputano sulla democrazia americana per difendere una teocrazia sanguinaria avrebbero di che pentirsi se finissero nelle mai  dei loro amici macellai.
Orpheus


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10 settembre 2007

La Saudi Arabian Airlines rivede il suo regolamento

 
La saudia é probabilmente l'unica linea aerea ad avere due spade nel logo della compagnia

Una settimana fa, nell'articolo "Coalizzarsi per escludere la Saudi Arabian Airlines" chiesi ai paesi occidentali di negare alla compagnia aerea di bandiera saudita l'accesso ai loro aeroporti a causa di un inammissibile brano contenuto nel sito web in lingua inglese della compagnia aerea (che ho salvato e postato sul mio sito web):
Per motivi di ordine religioso e a causa delle disposizioni locali, non è permesso di portare nel Regno Saudita un certo numero di oggetti. Tra essi: le bevande alcoliche, la carne di maiale e i prodotti da esso derivati, sostanze narcotiche e stupefacenti proibite, armi da fuoco, esplosivi, armi da taglio e materiale pornografico.
Oggetti e articoli appartenenti a religioni diverse dall'Islam sono altresì vietati. Tra essi: Bibbie, crocifissi, statuette, sculture, oggetti con impressi simboli religiosi come la Stella di David e altri.

E ancora, il secondo capoverso di queste "Norme Doganali" non c'è più, sparito in sordina. (A scopo di tutela da ulteriori cambiamenti ecco un link alla versione da me salvata):
Per motivi di ordine religioso e a causa delle disposizioni locali, non è permesso di portare nel Regno Saudita un certo numero di oggetti. Tra essi: le bevande alcoliche, la carne di maiale e i prodotti da esso derivati, sostanze narcotiche e stupefacenti proibite, armi da fuoco, esplosivi, armi da taglio e materiale pornografico.
Commenti:
1) Sono grato a primerprez per aver evidenziato questo cambiamento, postando il 29 agosto il pezzo "Our Saudi ‘Friends' Respond to Criticism" ("I Nostri ‘Amici' Sauditi Replicano alle Critiche") sul sito web "PRIMER-Connecticut" (dove PRIMER sta per Promoting Responsibility in Middle East Reporting).

2) Come osservato da primerprez, i leader sauditi "sembrano aver replicato prontamente per quanto incredibile alle critiche mosse da Daniel Pipes".

3) Omettere l'offensivo paragrafo sarebbe cosa ben gradita se ciò denotasse un cambiamento della linea politica da parte del Regno Saudita, che adesso permette "Bibbie, crocifissi, statuette, sculture, oggetti con impressi simboli religiosi come la Stella di David". Sarebbe cosa meno gradita se così facendo la Saudia si limitasse a rivedere il proprio regolamento agli occhi del mondo esterno, come primerprez suppone essere il caso: "Dubito che i sauditi abbiano realmente cambiato nessuna delle loro detestabili politiche, essi si limitano a non renderle note sul sito web della Saudi Arabian Airlines".

4) Concordo con questa analisi che nulla di sostanziale è mutato per tre ordini di motivi:

-Permettere l'introduzione nel Regno di oggetti non islamici è una questione di estrema importanza per essere accordata senza colpo ferire.

-Né un simile cambiamento avrebbe luogo in modo così repentino, nell'arco di una settimana.

-Il resto del paragrafo sulle "Norme Doganali" contiene una dichiarazione più generica e pertanto meno offensiva di questa stessa restrizione ("Per motivi di ordine religioso non è permesso di portare nel Regno Saudita un certo numero di oggetti"), il che denota che la vecchia linea politica resta chiaramente immutata e applicabile.

5) La decisione di omettere il secondo paragrafo sulle restrizioni doganali rivela il senso di vulnerabilità dei sauditi, che non è affatto sorprendente. A livello demografico, il Regno Saudita è uno piccolo stato circondato da predatori (l'Iran in particolare), che dipende dalle entrate prodotte da un'instabile derrata. Esso non ha affatto bisogno di aggiungere delle complicazioni ai rapporti con gli Stati Uniti e con altri governi occidentali.

6) Resta valido l'appello lanciato una settimana fa di "coalizzarsi per escludere la Saudi Arabian Airlines". Come asserii nell'articolo: "a meno che il governo saudita non permetta quantomeno di far entrare ‘quei manufatti [religiosi]', i governi occidentali dovrebbero esigere che vengano sospesi i voli della Saudia da e verso 18 aeroporti attualmente serviti in Europa, Nord-America e Giappone". L'accesso della Saudia a quegli aeroporti resta un punto debole che si pregia di essere utilizzato come un meccanismo che aiuti a compiere in Arabia Saudita un primo passo verso la tolleranza religiosa.
Da Daniel Pipes


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6 luglio 2007

Magdi for president?

 

Magdi Allam si darà alla politica? E soprattutto: è legittimo porsi questa domanda per il vicedirettore ad personam del Corriere della Sera che ha sempre negato di voler fare politica? Di sicuro c’è tanta gente vorrebbe la nascita di un movimento guidato da Magdi Allam. “Magdi for president” titolava la copertina di “Tempi”, il settimanale diretto da Luigi Amicone e vicino al movimento di Comunione e Liberazione al momento dell’uscita del suo ultimo libro “Viva Israele”. E parlando con tanti ragazzi della base di CL, che lo hanno ascoltato in occasione del pellegrinaggio a Loreto e che sono accorsi alla presentazione di “Viva Israele” a Milano e a Roma, si scopre che questo desiderio è molto diffuso. Il giornalista musulmano che non intende convertirsi al cristianesimo, è popolarissimo nel movimento cattolico. Perché Magdi Allam parla di “realtà” nel senso aristotelico del termine: la realtà esiste al di fuori del pensiero e dell’ideologia, così come i diritti della persona esistono nella realtà e non possono essere negati nel nome del relativismo culturale. Pur nella differenza di religione, la causa di Magdi Allam è la stessa di tanti cattolici “politicamente scorretti” non allineati al buonismo pacifista ed ecumenico.
Anche Yasha Reibman, portavoce della Comunità Ebraica di Milano, in occasione della presentazione di “Viva Israele” ha lanciato l’idea: Magdi Allam sarebbe il miglior ministro degli esteri italiano. La Comunità Ebraica, in genere, sostiene il giornalista egiziano dissidente (incarcerato per motivi politici ai tempi di Nasser) che per primo ha teorizzato la difesa di Israele come primo passo da compiere per promuovere il rispetto del diritto alla vita. Negando il diritto degli Ebrei ad avere una propria terra, le dittature arabe e islamiche hanno giustificato la persecuzione degli Ebrei e dei loro “agenti”, poi la persecuzione dei cristiani e delle minoranze, poi quella delle donne e infine quella dei musulmani moderati. Difendendo il diritto di Israele ad esistere, dunque, si difende anche il diritto universale di vita e libertà di tutti gli individui, un valore che le nostre democrazie trascurano nel nome dell’appeasement e degli affari con i dittatori del Medio Oriente. Al di là di queste elaborazioni più intellettuali, molti italiani della “porta accanto” seguono con entusiasmo Magdi Allam, intervengono sul forum del Corriere, seguono le sue conferenze con l’entusiasmo con cui si ascoltano i comizi dei leader politici più carismatici.
Al Teatro Dal Verme di Milano, in occasione della presentazione di “Viva Israele”, la sala scoppiava di gente, i posti si sono esauriti ben presto, l’ingresso di Magdi Allam è stato accolto da una “standing ovation” di 1200 persone e il suo discorso è stato interrotto da applausi, acclamazioni, cori. Una scena analoga si è ripetuta a Roma, in occasione della manifestazione “Salviamo i Cristiani” in Piazza Santi Apostoli il 4 luglio scorso, dove più volte si è udito il coro “Magdi! Magdi!” scandito in modo ritmato e corale da centinaia di persone e dove ogni frase pronunciata dal giornalista era accolta da scrosci di applausi. A Roma, Magdi Allam è riuscito persino a rubare la scena a Silvio Berlusconi, protagonista per eccellenza, che pure era presente e che in questo caso si è limitato a fare da pubblico. Non c’è nulla di costruito o di organizzato dietro alla popolarità di Allam: si tratta dell’entusiasmo spontaneo di persone che, il più delle volte, non hanno mai partecipato a manifestazioni o a raduni politici.
Il perché è chiaro. Il giornalista egiziano, esperto del radicalismo islamico (perché lo ha vissuto sulla sua pelle), è l’uomo giusto che può spiegare a tutti e in termini semplici che cosa è il maggior pericolo che corriamo (il terrorismo), quali sono le sue cause (l’ideologia islamista e il lassismo europeo) e come fare a sconfiggerlo: una rinascita del nostro orgoglio italiano ed europeo. Un qualcosa che i politici attuali, evidentemente, non sanno o non vogliono fare. Magdi Allam dichiara di non voler scendere in campo, ma i suoi discorsi sono politici, anche se non possono essere ricondotti alla logica dei partiti. Sono politici perché non si limitano a descrivere il problema, ma vanno oltre e indicano una soluzione, tracciano un programma di lungo periodo. Allam fa politica nel momento in cui, nel corso della manifestazione “Salviamo i Cristiani” afferma che: “Siamo qui per sostenere il diritto alla libertà religiosa ovunque nel mondo, sulla base del rispetto della fede altrui e della reciprocità del riconoscimento di tale diritto.
Rispetto e reciprocità più volte invocati da Sua Santità Benedetto XVI nel dialogo con le altre fedi che dovrebbe essere il fondamento delle relazioni bilaterali e comunitarie della nostra Europa con il resto del mondo, così come si dovrebbe esigerne l’applicazione all’interno stesso dell’Europa”. Magdi Allam fa politica, nel momento in cui polemizza con il governo (pur senza mai nominarlo) per la sua strategia di appeasement: “Cari amici e cari fratelli, dobbiamo smetterla, come disse Winston Churchill, di continuare a nutrire il coccodrillo con la speranza di essere mangiati per ultimi. Dobbiamo smetterla di andare a braccetto con chi predica e pratica il terrorismo in Libano, nei Territori, in Afghanistan e in Iraq”. Oppure quando traccia una strategia di lungo periodo culturale, oltre che politica: “Cominciamo a occuparci della libertà religiosa a casa nostra. Se vogliamo essere credibili quando rivendichiamo la libertà dei cristiani in Turchia e in Cina, dobbiamo avere la certezza che questo diritto sia rispettato in Italia, in Europa e in Occidente”.
Stefano Magni
Magdi sarebbe un ministro degli esteri PERFETTO. Spero tanto che decida per entrare in politica.
Orpheus


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28 giugno 2007

Salman Rushdie e la spina dorsale britannica


L'onorificenza di cavaliere, concessa lo scorso 16 giugno dalla regina d'Inghilterra al sessantenne Salman Rushdie, è "un segnale del cambiamento dello stato d'animo" nei confronti dei musulmani britannici, come ha scritto Nick Cohen, columnist dell'Observer? Si tratta di "un gradito esempio di (…) spina dorsale britannica", come ha specificato nel The Wall Street Journal l'esperto di Islam Sadanand Dhume?
Non sono d'accordo. Piuttosto, il cavalierato è stato concesso senza tener conto delle implicazioni che ciò avrebbe avuto.
La maggior parte delle proteste contro l'onorificenza stanno avendo luogo in Pakistan, come nel 1988, quando fu inizialmente pubblicato il romanzo I versetti satanici di Sir Salman. "Deploriamo la decisione del governo britannico di nominarlo cavaliere", ha annunciato un portavoce del Ministero degli Esteri. La Camera più bassa del Parlamento pakistano ha approvato all'unanimità una risoluzione appoggiata dal governo, definendo Rushdie un "blasfemo".
È alquanto singolare che il ministro degli Affari religiosi pakistano, Mohammed Ijaz ul-Haq, abbia approvato attacchi suicidi contro il Regno Unito. "Se qualcuno si facesse esplodere, avrebbe diritto di farlo, a meno che il governo britannico non si scusi e ritiri il titolo di ‘Sir'". Ijaz ul-Haq ha poi aggiunto "Se qualcuno perpetrasse un attentato suicida per tutelare l'onore del Profeta Maometto, la sua azione sarebbe giustificata".
Un sindacato ha offerto 160.000 dollari di ricompensa a chiunque decapiti Rushdie. Il presidente del Parlamento iraniano, Gholamali Haddadadel, ha minacciato che i musulmani "non lasceranno questo imprudente e spudorato atto senza risposta".
Simili reazioni di protesta dilagano dal gotha islamista alle piazze di innumerevoli città, compresa Londra, dove si bruciano effigie di Rushdie e della regina Elisabetta e si inneggiano slogan del tipo: "Morte a Rushdie! Morte alla Regina!"
Queste minacce islamiste protraggono un dramma iniziato il giorno di San Valentino del 1989, quando l'Ayatollah Khomeini emanò il suo editto di morte contro Rushdie, asserendo che "l'autore del libro I versetti satanici – che è stato redatto, stampato e pubblicato in contrasto con l'Islam, il Profeta e il Corano – e tutti coloro coinvolti nella sua pubblicazione che erano consapevoli del suo contenuto, sono condannati a morte. Faccio appello ai solerti musulmani affinché li giustizino in fretta".
Quello stesso giorno io andai in televisione e dissi che lo scrittore non sarebbe scampato all'editto. Egli, tuttavia, sperimentò la strada della riconciliazione nel 1990 e quella dell'illusione nel 1998, quando il Ministro degli Esteri iraniano dichiarò che il suo governo non era più intenzionato a ucciderlo. Rushdie considerò ciò una "svolta", arguendo che l'editto di Khomeini "sarà lasciato avvizzire sulla pianta".
Nel 1998, misi in guardia Rushdie contro la sua sventata insistenza a considerarsi fuori pericolo. Tanto per cominciare, l'editto non è stato abrogato; i leader iraniani ritengono di non essere competenti per dichiararne la nullità. Secondariamente, i mercenari di tutto il mondo potrebbero ancora proporsi come candidati per ottemperare alla richiesta di Khomeini.
Ma Rushdie e i suoi amici hanno ignorato queste apprensioni. Christopher Hitchens, ad esempio, pensava che lo scrittore dovesse tornare a fare una vita normale. E questa convinzione è divenuta l'opinione comunemente accettata; simile noncuranza e ingenuità, piuttosto che la "spina dorsale", spiegano meglio i motivi del conferimento del cavalierato.
Vorrei poter essere d'accordo con Dhume che questo riconoscimento stia a indicare che in Gran Bretagna "sia iniziato a oscillare il pendolo" contro le eccessive concessioni all'Islam radicale. Ma non posso farlo. Piuttosto, traggo due conclusioni: innanzitutto, Rushdie dovrebbe agire tenendo conto del fatto che essendo l'editto di Khomeini permanente, solo quest'ultimo può annullarne la validità. In secondo luogo, il governo britannico dovrebbe prendere seriamente in considerazione l'ufficiale minaccia pakistana di terrorismo suicida, che equivale a una dichiarazione di guerra e a un placet operativo. Finora, non l'ha fatto.
Oltre ad essere una dichiarazione diplomatica che desta una "forte preoccupazione", Whitehall insiste col dire che la minaccia del ministro Ijaz ul-Haq non danneggerà gli "ottimi rapporti" col Pakistan; ed ha perfino fatto sapere che Ijaz ul-Haq sarebbe il benvenuto in Gran Bretagna, nel caso volesse recarsi in visita privata nel paese. (Anche gli attentatori suicidi sarebbero i benvenuti finché non saranno ospiti del governo?) Fino a quando le autorità pakistane non ritratteranno e porgeranno le loro scuse per l'oltraggiosa dichiarazione del ministro Ijaz ul-Haq, Londra non deve far finta di nulla con Islamabad.
Ebbene, ecco cosa costituirebbe "la spina dorsale britannica".
Da Daniel Pipes
Incredibile come in Inghilterra sottovalutino il pericolo fondamentalista, e si che hanno già pagato un conto salato di vittime, immolate all'altare di Allah. Ciò nonostante i politici agiscono con una surpeficialità criminale, forse perchè non saranno loro a pagare con la vita un eventuale attacco suicida?
Orpheus


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permalink | inviato da Orpheus il 28/6/2007 alle 21:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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